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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Finance of America Reverse Adds HomeSafe® Select Offering in Florida

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Finance of America Reverse LLC (“FAR”), one of the largest reverse mortgage originators in the US and a leading provider of retirement loan products, today announced the launch of its HomeSafe® Select offering in Florida, the only proprietary reverse mortgage product in the US offering a line of credit. This latest launch rounds out availability of FAR’s full proprietary suite of products in Florida, joining the fixed-rate HomeSafe® Standard and breakthrough HomeSafe® Second. Florida ranks among the top five states utilizing the innovative HomeSafe® solution, and the demand for HomeSafe® Select has been building in anticipation of this launch.HomeSafe® Select is a proprietary HELOC reverse mortgage loan offered exclusively by FAR and its approved partners. It is a non-FHA adjustable rate reverse mortgage that offers up to 75% of loan proceeds as an open-ended line of credit. Like all reverse mortgages, HomeSafe® Select is a non-recourse loan.“As people evaluate how home equity fits into their retirement plans, they are increasingly choosing to only draw the funds they need initially and access the remainder through a line of credit. Doing so allows homeowners to protect their equity longer so that they have more options well into the future as their needs change. We are proud to remain at the forefront of the industry as the only provider of this type of proprietary financial tool, which represents a tremendous opportunity for suitable borrowers,” said Kristen Sieffert, president of FAR.The HomeSafe® Select is the only proprietary reverse mortgage product in the US that offers a line of credit allowing the borrower the option to tap into and leverage part of their home equity while at the same time creating the flexibility to access additional funds as needed.

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Logistics: “L’ABC per costruire un sistema circolare”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

Milano 24 gennaio 2019 (ore 9.00-13.00) a Palazzo delle Stelline di Milano (corso Magenta 61) da Assologistica Cultura e Formazione convegno “Supply Chain e Reverse Logistics: L’ABC per costruire un sistema circolare”. Ottantotto miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto (pari all’1,5% del valore aggiunto nazionale), oltre 575 mila gli occupati. Sono questi i numeri dell’economia circolare emersi da una recente ricerca di Ambiente Italia, dalla quale si evince chiaramente che il nostro Paese sta progressivamente abbandonando l’economia lineare (basata su estrazione di materie prime sempre nuove, consumo di massa e produzione di scarti una volta raggiunta la fine di vita dei prodotti) per passare all’economia circolare della rivalorizzazione, nella quale i prodotti sono parte di un modello in cui la competizione è basata sulla creazione del valore aggiunto dato dal servizio di un prodotto e non solamente sul valore della sua vendita.La definizione classica di economia circolare è quella di “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”. Tale definizione proviene dall’impegno della Ellen MacArthur Foundation, realtà tra le più dinamiche nel promuovere questo modello di sviluppo, finanziata dalla velista Ellen MacArthur e sostenuta da colossi quali Google, Banca Intesa, H&M e Forum Economico Mondiale.Ancora un altro dato significativo emerso dal recente forum sulla sostenibilità organizzato da Il Sole 24 Ore: nel nostro Paese il 55% degli imballaggi viene riciclato, mentre a livello complessivo siamo al 50% di riciclo dei materiali. Il recupero dei rifiuti da imballo ha consentito un risparmio di 40 milioni di tonnellate di materia prima.
Si tratta di risultati di tutto rispetto e il tema merita attenzione anche da parte del mondo della logistica, la cui funzione è parte integrante del mondo economico-produttivo. Ma come si colloca il nostro settore nei confronti di un processo così importante per il futuro stesso del nostro pianeta (il riciclo comporta una riduzione di consumi energetici e idrici, nonché di emissioni atmosferiche e idriche) e dalle interessantissime ricadute economiche e sociali? Sono in molti a considerare l’economia circolare un potente driver di sviluppo economico nei prossimi decenni. Come pensa di posizionarsi al riguardo la logistica?
Relatori della mattinata saranno Tommaso De Luca – communication manager di Lucart Group; Paolo Guidi, direttore sales e marketing di Kuehne + Nagel; Giuseppe Luscia, ECR project manager di GS1 Italy; Angelo Mancuso, amministratore unico di Simpool; Massimo Marciani, presidente del Freight Leaders Council; Michele Merola, ricercatore del Centro GREEN Università Bocconi; Nicola Semeraro, presidente di Rilegno; Luigi Terzi, presidente di Assologistica Cultura e Formazione.

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Reverse charge

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

L’On. Aldo di Biagio e l’On. Raffaello Vignali hanno presentato interrogazione a risposta scritta ai Ministri delle Finanze e dello Sviluppo Economico, per sapere  se si possa valutare l’opportunità di applicare il  meccanismo dell’inversione contabile, reverse charge, ovvero l’obbligo di versare l’IVA al destinatario della cessione di beni o della prestazione di servizi, attualmente previsto per il settore edilizio e ampliato da ultima direttiva europea, con riferimento alla prestazione di determinati servizi a rischio di frodi, per le operazioni transfrontaliere e in relazione ad alcuni settori nazionali ad alto rischio (es. costruzioni o rifiuti),  anche alle transazioni finanziare dei  certificati verdi. Transazioni che hanno determinato da inizio anno ad oggi fenomeni speculativi  e cosiddette  frodi carosello  ai danni dell’Erario dello Stato  determinando  uno sbilancio IVA di 28 milioni di Euro; – penso che sia necessario che il Governo attui una linea dura rispetto a queste operazioni e falsa fatturazione di operazioni inesistenti, in quanto un atteggiamento di maggiore controllo e sanzione di questi fenomeni sarebbe utile e fruttuoso ai fini di una reale lotta all’evasione fiscale;
il Governo sta facendo già molto in questo senso ma si può fare anche meglio per prevenire tali reati tributari, che incidono sul bilancio generale di uno Stato, che in piena  crisi economica ha chiesto a tutti i cittadini di fare importanti sacrifici. Alla luce di tanto, è doveroso, stringere le maglie del controllo e della sanzione, coordinando al meglio le operazioni investigative delle forze di polizia e della finanza;  Con il recupero delle somme tolte fraudolentemente alle casse dello Stato e ai portafogli dei contribuenti rendiamo più etica l’azione di un Paese in piena  crisi economica e si potrebbero poi riutilizzare i soldi recuperati dall’evasione fiscale, creando un fondo a vantaggio e sostegno delle forze di polizia che lavorano infaticabilmente per la lotta alla criminalità (On. Aldo Di Biagio)

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Tanzania. Boosting the coffee trade

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2009

Coffee grows on the slopes of Mt Kilimanjaro  –  Tanzania hopes that fresh investment will boost its flagging coffee industry. Nestling in the rolling foothills of Africa’s tallest mountain, Mount Kilimanjaro, are miles and miles of coffee bushes planted in neat rows. This is the centre of Tanzania’s coffee industry and it is not difficult to see why. The rich soil, good humidity, sufficient rainfall and correct temperatures make for perfect cultivation conditions, but despite all that, over the last thirty years the coffee industry in Tanzania has been in terminal decline. Now the industry is hoping to reverse that trend by world by embarking on an ambitious project to replace around 200 million bushes across the country. It’s hoped that in the next ten years Tanzania may become one of the leading coffee producers in the world. There is a lot of catching up to do. Tanzania produces between 40-50,000 metric tonnes of coffee a year, making it only the sixth largest coffee producer in Africa after Cote d’Ivoire, Cameroon, Uganda, Ethiopia and Kenya. The government wants to double Tanzania’s output, but that will happen only after the entire coffee bush stock is replaced. The organisation behind this huge task is the Tanzania Coffee Research Institute (Tacri), an institute which was set up in September 2001 to kick-start the industry. Twahir Nzallawahe, Tacri’s head of research, said it is a drastic but necessary move. “The coffee bushes which are growing in Tanzania are very susceptible to disease, especially leaf rust and coffee berry disease. In some cases, farmers have lost up to 90% of their crop as a result of theses diseases, so we are trying to find new varieties of disease resistant coffee bushes. When we have found the best varieties we will attempt to replant every bush in the country,” he said.   (BBC News, UK)

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