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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘reversibilità’

Le pensioni di “reversibilità” a rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

inpsDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Nonostante le rassicurazioni fornite dal sottosegretario Tommaso Nannicini, continuiamo a ribadire che le pensioni di reversibilità degli italiani sono a rischio. Alla fine il taglio ci sarà, per effetto delle nuove regole di calcolo dei redditi dei soggetti beneficiari delle pensioni ai superstiti introdotte dall’Inps con la circolare n. 195 del 2015.Queste nuove regole prevedono che, d’ora in poi, l’assegno pensionistico venga legato al Tfr e al possesso di Btp e case, utilizzando il sistema di verifica annuale dei modelli RED.Il governo Renzi sta nuovamente prendendo in giro i pensionati. In un primo momento ha tentato di trasformare, tramite un truffaldino cambio di nome, le pensioni di reversibilità da ‘prestazioni a carattere previdenziale’ a ‘prestazioni assistenziali’.Secondariamente, ha modificato le modalità di calcolo del cumulo dei redditi. Aggiungendo altre fonti di reddito come Tfr e titoli di Stato, il parametro reddituale di calcolo è così aumentato e, quindi, la prestazione pensionistica potrà essere più facilmente tagliata, con efficacia retroattiva”.

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Pensioni e RAI: Si ricomincia con le solite sceneggiata

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2016

Rai: sede di romaDopo la scivolata del Governo sulle pensioni di reversibilità, si ricomincia con le sceneggiate televisive. Maestra, in questo e’ la RAI che, nei cosiddetti talk show, mostra la sua incapacità di essere pubblico servizio. Se il Governo ha fatto uno scivolone, ecco pronta una operazione di copertura: si discuta di pensioni “d’oro”. E’ una vecchia tecnica che tutti i poteri, in tutti i tempi e luoghi, adottano quando vogliono distrarre i cittadini. Le sceneggiate televisive si prestano bene all’operazione: si invitano i parolai, si individuano i buoni e il cattivo di turno che viene additato al pubblico ludibrio. Vediamo di dare qualche informazione.
1.La spesa per previdenza, assistenza e salute e’ il 53% della spesa totale dello Stato. Ovviamente, si puo’ migliorare ma la spesa per il cosiddetto welfare e’ a livelli europei.
2.Il 52% dei pensionati ha una pensione (trattamento) di carattere assistenziale, non tassabile, a carico della fiscalita’ generale, vale a dire che queste persone non hanno pagato un euro per la pensione che percepiscono ne’, quindi, le relative tasse.
Secondo il centro studi Itinerari Previdenziali, il sistema pensionistico vale 280 miliardi di cui i due terzi sono pensioni e un terzo assistenza pura.
3. L’ammontare dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali e’ di 388 milioni.
Per abbassare il consistente debito pubblico del nostro Paese, ci si domanda dove reperire le risorse. Dove si prendono? Dove c’e’ la sostanza, ovvio! Ci sono circa 100 miliardi di assistenza da cui attingere. Cosi’ il testo legislativo del governo indicava la “razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale…”.
Se la RAI facesse il servizio pubblico che dovrebbe fare, ci eviteremmo tante sceneggiate e fumo negli occhi. I problemi ci sono ma vanno affrontati con criterio e razionalita’. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Pensioni di reversibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2011

Un parlamentare della Lega ha tirato fuori dal cilindro da prestigiatore la proposta di tagliare le pensioni di reversibilità. Non credo che questo parlamentare si renda conto della corbelleria che ha detto. Prima di tutto queste pensioni sono state già decurtate del 60% e poi sono dirette alle vedove per lo più casalinghe. Significa lasciare sul lastrico tante persone ora anziane che avrebbero bisogno di assistenza e non di ulteriori privazioni. Ma noi che di queste cose siamo testimoni diretti nel vivere quotidiano e sappiamo dei sacrifici dei pensionati che, tra l’altro, soffrono nel vedere figli, nipoti e a volte anche pronipoti disoccupati, con famiglia a carico e che cercano pur nel loro piccolo di aiutare in tutti i modi ci chiediamo con che faccia si chiede loro ulteriori sacrifici se sappiamo come centinaia di pubblici e privati dipendenti continuano a godere di doppia se non tripla pensione e pensioni fino alla quindicesima mensilità. Forse pochi sanno che “quando un dipendente pubblico è chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un’authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l’anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l’indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato. Nel 1994 il Csm lanciava l’allarme, segnalando «il numero crescente dei magistrati collocati fuori ruolo, la durata inaccettabile di alcune situazioni, alcune superano il ventennio, quando non il trentennio… la reiterazione degli incarichi… con la creazione di vere e proprie carriere parallele». Tra Consiglio di Stato, Tar, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato e magistratura ordinaria, sono fuori ruolo circa 300 magistrati che mantengono il loro trattamento economico percependo un’indennità di funzione che a volte supera lo stipendio. Il commissario dell’Agcom Nicola D’Angelo ha sentito la necessità di rinunciare all’assegno e mettersi in aspettativa. Dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riceve un’indennità di 440.410,49 annui, dall’agosto del 2010, dopo la manovra che tagliava gli insegnanti di sostegno nelle scuole per i disabili e gli stipendi dei dirigenti pubblici del 10%, ha rinunciato ai 7.000 euro al mese che prendeva da consigliere del Tar fuori ruolo. Una scelta personale, visto che non ci ha pensato Tremonti”. E allora ci rivolgiamo ai pensionati rassegnati e diciamo loro che è tempo di capire che l’Italia si divide in due parti: i furbi e gli ingenui. E tra gli ingenui ci includiamo non solo i pensionati ma i milioni di altri italiani che permettono tali e tanti abusi da parte di chi oggi ci dice che bisogna fare sacrifici. Perché non rimandiamo al mittente tanta sfrontatezza? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Pensioni: il chiodo fisso

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 agosto 2011

Pensioners' Party (Italy)

Image via Wikipedia

Questa manovra economica del Governo Berlusconi – ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – sembra sempre più una barzelletta. Ognuno ha una sua idea su cosa togliere – ha continuato Fatuzzo – e cosa inserire, ma alla fine, anche chi aveva detto che “le pensioni non si toccano” pensa di colpire le pensioni di reversibilità, le indennità di accompagnamento e chi non “ha mai lavorato” . Concetti espressi non proprio chiaramente , ma da cui si deduce che , comunque la si metta, l’obiettivo più facile da colpire, al di la delle sfaccettature, sono sempre le pensioni. Forse prima di lanciare proclami – ha proseguito il leader del Partito Pensionati – sarebbe opportuno approfondire la materia e ci si accorgerebbe che le cose non stanno affatto come vengono presentate, ad iniziare dalle pensioni di reversibilità, che subiscono robustissimi tagli, ben oltre il 40%, in relazione al reddito del coniuge superstite. In Italia c’è un problema pensioni e pensionati, ma riguarda le pensioni da fame ed il mancato adeguamento al costo della vita.(n.r. la verità è che i pensionati non hanno potere contrattuale. Non sono una lobby. Sono solo carne da macello. Questo governo fa di peggio: li considera “inutili” e “mangia risorse” e li trasforma nel nemico numero uno dei giovani, dei lavortori, dei cassa integrati, dei disoccupati. A questo punto i pensionati non hanno alternative. Devono uscire allo scoperto. Partecipare attivamente allo sciopero della Cgil chiedendo di essere presenti a Roma sotto i palazzi del potere con la loro bandiera e i loro rappresentanti. Essere presenti nei raduni della Lega e ovunque si parli di politica e di sociale. Partecipare alle conferenze stampa del premier e contestare pubblicamente la politica di discredito nei confronti dei pensionati. Mandare i propri rappresentanti con bandiera a protestare ad Arcore come hanno fatto i poliziotti del Coisp. Dove vi sono rappresentanti dei pensionati nelle amministrazioni locali presentare una mozione o un ordine del giorno a difesa dei pensionati. In altre parole rendersi visibili a dispetto della dichiarata invisibilità dei media.)

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