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Parlamento europeo per la revisione del bilancio UE post 2020 e per il piano di ripresa economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Durante la conferenza stampa a seguito dell’adozione da parte del Parlamento di una risoluzione ambiziosa che chiede 2.000 miliardi di euro per sostenere la ripresa dell’Europa dalla crisi COVID-19, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dichiarato:“Risoluzione molto importante e molto politica, che ha avuto un grandissimo consenso da parte dei parlamentari e dei gruppi politici: 505 a favore, 119 contrari, 69 astenuti.Questa giornata ribadisce un messaggio forte alle istituzioni ed ai Governi: fare presto e fare bene. La risoluzione chiede a Consiglio e Commissione un piano di ripresa rapida e risorse immediate. L’ambizione per il periodo di ricostruzione deve essere all’altezza delle domande dei nostri cittadini e delle imprese.Il Parlamento vuole essere protagonista di questa fase e chiede alla Commissione di attivare immediatamente l’art.324 per un vero negoziato tra le istituzioni sul QFP e sul piano per la ricostruzione. Non accetteremo di stare fermi ad aspettare, il Parlamento non è una buca delle lettere.Il bilancio dell’UE deve includere un aumento delle risorse proprie effettive per essere finanziato in modo adeguato e sostenibile. Dobbiamo essere ambiziosi e agire rapidamente. In queste settimane decideremo cosa sarà la UE dei prossimi anni.
Il 27 maggio la Presidente Ursula von der Leyen presenterà, nel corso di una plenaria straordinaria, il Piano di ricostruzione della Commissione in Parlamento”.

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Udir chiede revisione dei criteri di accorpamento delle scuole e nuove norme di mobilità

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Il sindacato dei dirigenti scolastici Udir ribadisce il proprio impegno e volontà di risoluzione del problema che coinvolge tantissimi dd.ss. anche neo assunti, in particolare della Campania e del Sud ma non solo, di poter tornare a casa, dai propri affetti, nella propria regione di residenza, senza più spese per soggiorni e viaggi, vedendo decurtato il proprio stipendio di oltre 12.000 euro all’anno. Questi dirigenti scolastici sono costretti, alcuni già da 5 anni, altri per i prossimi a venire, a rimanere in sedi di servizio lontane dalla propria residenza, senza dimenticare coloro i quali attendono il trasferimento all’interno della propria regioneAllo stato attuale molti sono impossibilitati a rientrare nella propria casa e vicino ai propri cari a causa di farraginosi e obsoleti meccanismi burocratici pertanto Udir chiede che:
· a partire dall’anno scolastico 2020/2021, sia creato un piano di mobilità straordinaria su tutte le sedi disponibili prima delle nuove immissioni in ruolo;
· abolizione della necessità del “nulla osta” da parte dell’USR di servizio in deroga all’art. 9 comma 4 del CCNL Area V del 15/07/2010), condizione peraltro applicata in maniera del tutto arbitraria dai vari USR;
· abolizione del tetto del 30% dei posti messi a mobilità interregionale in deroga all’art. 9 comma 4 del CCNL Area V del 15/07/2010;
· creazione di un’unica graduatoria di aspiranti a mobilità, applicando una specifica tabella di titoli tenendo conto anche delle esigenze familiari e professionali, dando valore dall’anzianità di servizio e partecipazione a concorsi pubblici; condizione oggettiva mai applicata finora;
· inclusione nell’elenco delle sedi utilizzabili per mobilità anche delle sedi resesi disponibili per utilizzazione, distacco o comando, con incarico pluriennale, dei Dirigenti Scolastici presso Enti, Pubbliche Amministrazioni, USR.
Nel chiedere meccanismi efficaci di mobilità, il giovane sindacato chiede anche di applicare una revisione dei parametri di sottodimensionamento delle istituzioni scolastiche che ha determinato negli anni un inevitabile peggioramento della qualità del servizio formativo offerto all’utenza scolastica.
L’attuale meccanismo di accorpamento è in forte contraddizione con la prospettiva di fare fronte nel medio e lungo termine ad una pressante esigenza di presenza di una guida e un indirizzo territoriale delle Scuole tramite i Dirigenti Scolastici e Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi. Gli attuali criteri di accorpamento si presentano come una babele di numeri e di parametri che provocano e continueranno a provocare scuole senza Dirigenti e DSGA, sempre più frazionate, senza più una linea, un indirizzo socio culturale, con una perdita del senso di appartenenza, rompendo il nesso autonomia-dirigenza che era alla base della L. 59/97 e del Regolamento per l’autonomia per come, invano oramai, delineato dal DPR 275/99.Il fenomeno della “reggenza” ha finito poi col diventare non più un fatto straordinario, in carenza di Dirigenti “di ruolo”, ma una categoria particolare per istituti sottodimensionati, che conservano la loro “autonomia precaria” ma guidati in modo insufficiente e diretti da dd.ss. già titolari altrove, poco pagati, e peraltro oberati all’eccesso di adempimenti e responsabilità già nella scuola di titolarità. Nel formulare tali richieste UDIR ribadisce la necessità di una decisa riorganizzazione territoriale del sistema scolastico e la necessità di nuove e ulteriori risorse finalizzate ad una maggiore efficacia ed efficienza delle Istituzioni Scolastiche chiamate a compiti nuovi e certamente non facili sia per il presente e ancor più per il futuro.

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L’Europa e la revisione dei trattati

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“A seconda di come sarà affrontata questa crisi, l’Europa ci sarà o non ci sarà. Il problema non è il pericolo di eventuali nazionalismi come dice il premier Conte, ma se riuscirà a contenere la crisi sanitaria ed economica. Allora sì che avrà ragion d’essere e diventare un soggetto protagonista tra il gigante americano e quello asiatico. Al contrario, se pensa di cavalcare l’emergenza per mettere in ginocchio nazioni come l’Italia o altri Stati dalle economie più fragili, allora per l’Europa non ci sarà futuro. Questa Europa ha approfittato della debolezza politica dell’Italia nei decenni per varare Trattati per noi insostenibili, che ora vanno riconfigurati perché l’Italia ora c’è e non è disposta a fare il cameriere mentre altri pasteggiano con l’aragosta, nascondendo il debito atomico come fanno Francia e Germania, cioè i costi non conteggiati per la messa in sicurezza delle centrali nucleari, oppure ignorando il parametro del risparmio privato, su cui noi primeggiamo. Le nostre proprietà e i nostri risparmi coprono abbondantemente il debito pubblico e questa è una ragione sufficiente per non farlo pesare come i paesi del nord Europa pretenderebbero. Per colonizzarci economicamente”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo a SkyTg24.

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Fisco: Furlan, non contraria a revisione Iva

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori interviene sulla proposta del segretario della Cisl, Annamaria Furlan, di una rimodulazione dell’Iva, aumentare l’Iva sui beni di lusso e aprire un tavolo sul Fisco.”Siamo favorevoli ad una rimodulazione dell’Iva, purché l’operazione non sia per fare cassa e, quindi, sia a parità di gettito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Da tempo proponiamo di aggiungere un’aliquota maggiorata per i beni di lusso, in cambio dell’Iva ridotta su prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale, come saponi e detersivi e per le altre spese obbligate, ad esempio estendendo l’aliquota al 10% anche per i consumi di gas superiori ai 480 mc” prosegue Dona.”Chiediamo, quindi, al Governo di aprire un tavolo sul Fisco non solo con i sindacati, ma anche con chi rappresenta i consumatori, che sono quelli che poi l’Iva la pagano” conclude Dona.

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Pa: Fp Cgil, passi avanti in revisione classificazione personale Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

“Passi avanti nella revisione del sistema di classificazione del personale del comparto delle Funzioni Centrali, così come previsto dal passato contratto, che dovranno necessariamente proseguire”. A darne notizia è la Funzione Pubblica Cgil nel resoconto della riunione di oggi all’Aran della Commissione Paritetica sui sistemi di classificazione del personale.
L’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, fa sapere il sindacato, “ha presentato una ‘Ipotesi di lavoro per la revisione del sistema di classificazione del personale’ sulla quale si è svolto il confronto che si sostanzia su un sistema articolato su 3 aree (di supporto, operativa e funzionariale), con la previsione di un solo accesso dall’esterno per ogni area e la previsione di gruppi e famiglie professionali. La proposta – spiega la Fp Cgil – contiene inoltre una analisi delle criticità riscontrate nell’istituto delle progressioni economiche orizzontali, ipotizzando l’adozione di modalità che ‘sdoppino’ l’attuale istituto in modo da dare risposta sia all’esigenza di inclusività (tramite il riconoscimento dell’esperienza professionale) sia all’esigenza di selettività (tramite il riconoscimento dell’acquisizione di più elevate capacità professionali)”.Inoltre, continua il sindacato, “Aran inserisce poi la proposta di un potenziamento dell’utilizzo delle posizioni organizzative mediante la previsione di incarichi ‘manageriali’ o ‘professionali’, in riferimento rispettivamente ad incarichi correlati a responsabilità di risultato o a responsabilità derivanti dallo svolgimento di funzioni richiedenti la iscrizioni ad albi professionali. In virtù della caratteristica di ‘investimento sull’organizzazione’ si ipotizza la possibilità di destinare a questo istituto risorse specifiche per non gravare sui fondi per la contrattazione decentrata”.Come Fp Cgil, prosegue, “abbiamo apprezzato l’obiettivo di convergere verso un modello unico di classificazione per l’intero comparto delle Funzioni Centrali, precisando tuttavia che vanno tenute a riferimento le esperienze più evolute all’interno del comparto, in modo da rispondere alle dichiarate esigenze di flessibilità e dinamicità del sistema per mettere le Amministrazioni in condizioni da poter rispondere con tempestività alle evoluzioni dei processi lavorativi nella Pa. Abbiamo poi espresso apprezzamento per il recepimento nella proposta di alcuni elementi che fanno parte della nostra proposta e che avevamo anticipato nel precedente incontro, come la necessità di riconoscere l’esperienza professionale e la peculiarità di alcune professionalità specifiche”.
Tuttavia, precisa la Fp Cgil, “abbiamo considerato insufficienti le soluzioni ipotizzate sia per quanto riguarda l’individuazione delle tre aree, che sostanzialmente ripropongono la struttura attuale e non prevedono di fatto il superamento definitivo della attuale prima area, sia per la soluzione individuata per le specifiche professionalità, con la previsione di utilizzare l’incarico di posizione organizzativa. Per questo abbiamo chiesto di ragionare sulla istituzione di una terza area riservata a professionisti e alte specialità, in tal caso superando l’ipotesi di una terza area di bassa qualificazione professionale. Abbiamo poi evidenziato come nel testo di Aran siano da inserire e sviluppare sia il tema delle declaratorie di area che quello relativo agli accessi nelle aree, elementi indispensabili per verificare la coerenza della proposta con gli obiettivi del superamento dell’attuale prima area e del fenomeno del mansionismo”.”Nell’interlocuzione abbiamo introdotto l’ipotesi di percorsi formativi in entrata differenziati a secondo del titolo di studio posseduto dal lavoratore (scuola dell’obbligo o diploma per l’area operativa; laurea triennale, vecchio ordinamento o magistrale per quella funzionariale), nonché la necessità di prevedere accessi anche dall’interno con percorsi selettivi ed esperienza professionale utilizzabile in mancanza del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno. In conclusione riteniamo che la seduta di oggi abbia contribuito a far fare dei passi avanti significativi nei lavori della Commissione e che negli incontri prossimi dovranno necessariamente proseguire per traguardare gli obiettivi che da ultimo ci siamo dati con il documento presentato nell’incontro unitario del 10 ottobre scorso. La prossima riunione della Commissione dovrebbe essere fissata entro il mese di novembre”, conclude la Fp Cgil.

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Serve una profonda revisione delle regole economiche dell’Ue

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Il messaggio del presidente Mattarella per il riesame delle regole del Patto di stabilità, allo scopo di rinnovare la coesione europea e indirizzarla verso la crescita e gli investimenti produttivi, può aprire una stagione di grandi cambiamenti e innovazioni in tutti i campi della politica e dell’economia. Il Presidente interpreta bene le esigenze del nostro popolo e, soprattutto, la delicatezza della situazione che potrebbe minare l’unità dell’Unione europea. Infatti, il momento economico è difficile per tutti i paesi dell’Ue, colpiti dalla recessione, dalla deflazione e da ondate destabilizzanti di guerre doganali. Ciò, però, potrebbe augurabilmente consentire a dare la spallata definitiva all’assurda politica dell’“austerità a tutti i costi”. Negli anni scorsi anche noi abbiamo sovente rilevato le esigenze più stringenti che in Europa si dovrebbero affrontare. Anzitutto sottrarre gli “investimenti per la crescita”, quelli in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca, alla logica delle spese correnti, alle restrizioni di bilancio e al calcolo del deficit. Il rigore non può essere fine a se stesso. E’ da prima dell’Accordo di Maastricht che la politica economica dell’Ue è stata improntata all’esclusiva bussola dell’austerità. Oggi, per fortuna, anche gli economisti monetaristi riconoscono l’errore e ne ammettono il fallimento. Tra l’altro, occorrerebbe ridefinire, con responsabilità e coraggio, anche la cosiddetta politica del bail in, che, in caso di crisi bancaria, prevede il coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e correntisti della stessa banca. Fu introdotto nel 2016, quando era previsto soltanto il salvataggio con soldi pubblici. Ora, a nostro avviso, sarebbe necessario introdurre la “separazione bancaria” tra le banche d’investimento e quelle commerciali. Le eventuali operazioni speculative dovrebbero essere consentite soltanto alle banche d’investimento. Alle altre, invece, dovrebbe essere vietato. Il risparmio delle famiglie andrebbe, quindi, maggiormente tutelato. Un bail in più duro dovrebbe essere applicato alle banche d’investimento che intendano usare i loro capitali per operazioni rischiose e speculative. Per aiutare la ripresa economica si potrebbe, inoltre, come più volte in passato indicato, fare ricorso agli eurobond. Sebbene reputiamo ancora difficile e lontana la piena trasformazione dei debiti nazionali in debito europeo, gli eurobond di project financing, cioè obbligazioni europee mirate a specifici investimenti produttivi, potrebbero essere attivati da subito. Gli eurobond sarebbero emessi dalla Banca Europea degli Investimenti (Bei) e acquistati dalla Bce ed eventualmente anche dagli Stati membri. Finora il Quantitative easing della Bce è stato usato per acquistare titoli di Stato dei paesi Ue, in proporzione al loro livello di Pil, e altri titoli in possesso delle banche europee. Purtroppo, troppo spesso la liquidità ottenuta dalle banche non è stata destinata ai crediti per l’economia reale ma è stata deposita presso la stessa Bce.Sarebbe, invece, opportuno vincolare le politiche monetarie della Bce, e quindi anche il Qe, direttamente ai programmi di sviluppo economico dell’Ue.Naturalmente l’Europa non può sottovalutare i gravi problemi della fiscalità e la necessità della lotta contro l’evasione e l’elusione. Si stima che l’evasione fiscale a livello europeo sia di circa 900 miliardi di euro. La cifra è enorme, in cui la quota italiana è, purtroppo, notevole. La tassazione delle grandi imprese multinazionali, che finora hanno cercato abilmente di sottrarsi ai controlli, non è rinviabile. La vera sfida è uniformare i sistemi fiscali dei vari paesi Ue. Del resto non si può ignorare che alcuni paesi – Belgio, Cipro, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Olanda – “mostrano tratti da paradiso fiscale e facilitano l’approccio fiscale aggressivo”, come dice anche il rapporto preparato da una commissione del Parlamento europeo.L’Europa deve sempre più essere la nostra casa comune. Perciò, a partire dall’Italia, è dovere di tutti mantenerla, cambiarla e migliorarla. (by Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Via libera alla revisione dell’IVA per semplificare il sistema e ridurre le frodi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Bruxelles. Il PE ha sostenuto mercoledì i punti principali della proposta di riforma dell’IVA presentata dalla Commissione e proposto alcuni adeguamenti come la fissazione di un’aliquota massima.Sono stati messi ai voti due atti legislativi. Il primo mira a facilitare gli scambi, soprattutto per le PMI, nel mercato unico e a ridurre le frodi sull’IVA, mentre il secondo stabilisce un sistema più chiaro di aliquote IVA. Entrambe le misure fanno parte del pacchetto di riforma del sistema IVA.Secondo alcuni studi, ogni anno i Paesi dell’UE perdono fino a 50 miliardi di euro a causa di frodi transfrontaliere in materia di imposta sul valore aggiunto.
Con queste due votazioni, i deputati hanno sostenuto l’iniziativa della Commissione e proposto di stabilire un’aliquota IVA massima del 25% e introdurre un meccanismo di risoluzione delle controversie, un sistema di notifica automatica delle modifiche alle norme IVA fra i diversi Stati membri e un portale informativo, attraverso il quale ottenere rapidamente informazioni accurate sulle aliquote IVA in tutta l’UE.La risoluzione sulla semplificazione del sistema IVA è stata approvata con 536 voti a favore, 19 contrari e 110 astenuti. Quella sulle aliquote con 615 a favore, 9 contrari e 43 astensioni. Le proposte di miglioramento saranno ora trasmesse al Consiglio, che avrà il compito di adottare la legislazione, poiché il Parlamento è solo consultato in materia di fiscalità.

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Revisione del Codice Appalti

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

“Bene la revisione del Codice Appalti, ma solo se finalizzata a snellire le procedure, rilanciare gli investimenti e, soprattutto, semplificare la vita alle imprese e alla pubblica amministrazione”. È quanto afferma Tiziana Carpinello, Presidente di UNIONSOA, l’Associazione Nazionale Società Organismi di Attestazione, la più importante realtà associativa del settore SOA, con riferimento a quanto dichiarato dal Vice Premier e Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio, sulla possibile revisione del Codice Appalti.
“Il primo aspetto sul quale è indispensabile concentrare l’attenzione – aggiunge Carpinello – è l’eliminazione delle autodichiarazioni che le imprese, ai sensi dell’Art. 80 del Codice, devono presentare alle SOA al fine di evitare aperture di procedimenti e contenziosi che rappresentano, in ogni caso, un costo ingente sia per le stesse imprese che per la pubblica amministrazione. Per farlo – sottolinea Carpinello – basterebbe applicare lo schema seguente: le SOA controllano i requisiti previsti dall’Art. 80 e, in caso di situazione ostativa, non procedono all’attestazione e l’impresa, di conseguenza, si attiverebbe per la risoluzione della problematica evitando un processo lungo e costoso. In questa prospettiva il mercato sarebbe perfettamente tutelato proprio grazie al diniego dell’attestazione necessaria per la partecipazione agli appalti pubblici. Tutto questo, naturalmente, è fattibile solo garantendo alle SOA la possibilità di accesso alle banche dati pubbliche, uno dei punti fondamentali per la semplificazione del settore oltre alla chiara individuazione di ruolo e responsabilità dei soggetti attivi nel sistema degli appalti, l’aggiornamento e la definizione di criteri di selezione sempre più aderenti alla realtà di impresa per garantire ai cittadini l’affidamento delle opere a soggetti effettivamente qualificati e, infine, la costituzione del fascicolo virtuale a disposizione di ANAC e della Stazioni Appaltanti”.

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Revisione Accordo di sicurezza sociale Italia-USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

Il Governo ha risposto all’interrogazione dell’on. Nissoli fatta durante il Question Time sulla questione della revisione dell’Accordo di sicurezza sociale tra Italia e USA. Nell’illustrare l’interrogazione, l’on. Nissoli ha sottolineato che la sua “interrogazione vuole essere uno strumento di stimolo e di cooperazione con la maggioranza perché in fondo siamo tutti al servizio dei cittadini” ed ha precisato che essa verte “su un tema molto importante per i nostri connazionali residenti in USA ma anche per quelli che sono rientrati in Italia e cioè i diritti previdenziali e la totalizzazione dei contributi versati tra l’Italia e gli USA”. Quindi l’on. Nissoli ha chiesto di conoscere lo stato dell’arte circa l’iter della revisione dell’Accordo in questione precisando che “si tratta di sanare una ingiustizia” che subiscono gli italiani all’estero. Nella sua risposta, il Governo, nella persona del Sottosegretario Di Stefano, ha confermato “la volontà di avviare al più presto il negoziato con gli Stati Uniti d’America, ma è evidente che non si può definire una tempistica certa per la conclusione del negoziato, trattandosi appunto di attività che, oltre ad essere subordinata al reperimento delle risorse necessarie, coinvolge anche le amministrazioni di un altro Stato”. L’on. Nissoli, alla fine, ha auspicato che le parti si siedano, presto, attorno ad un tavolo per raggiungere un accordo concreto ed ha sottolineato che non mancherà di “sollecitare in Governo fino al raggiungimento del risultato”.

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Autobus a noleggio: 18% di quelli con conducente non in regola con revisione

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

Secondo l’analisi di Facile.it su dati ufficiali del Ministero dei Trasporti, il 18,62% degli autobus per trasporto persone destinati a servizio di noleggio con conducente non è in regola con la revisione. Si tratta, complessivamente di 5.482 mezzi su un totale di 29.434 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli gestito dalla Motorizzazione; rientrano in questa categoria di veicoli, ad esempio, quelli utilizzati per le gite scolastiche degli alunni o per i tour turistici.
Analizzando i dati su base territoriale, è la Campania a vincere la maglia nera, con il 30,1% di mezzi non in regola con la revisione, seguita da Calabria (26,51%) e Umbria (25%). Guardando invece ai valori assoluti, dopo la Campania (1.370 mezzi non in regola con la revisione), si posizionano il Lazio e la Puglia. Le regioni più virtuose, invece, sono la Valle d’Aosta, dove solo il 4,76% non è in regola con la revisione, il Trentino Alto Adige (7,28%) e il Piemonte (7,52%).

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Baby gang: “Chiederemo revisione legislazione penale per minorenni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

carcere“Il fenomeno delle baby gang va combattuto e sconfitto attraverso una revisione della legislazione penale per i minorenni”: è quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli di Italia e responsabile Giustizia del partito, commentando gli ultimi due episodi di violenza avvenuti a Napoli e provincia.”E’ inutile prenderci in giro: gli autori delle due aggressioni sono delinquenti. E come tali trattati senza alcuna tolleranza” – spiega Cirielli. “Per Fratelli di Italia la sicurezza dei cittadini sarà uno dei cardini dell’azione di governo. Quando tra pochi mesi saremo al Governo del Paese proporremo la revisione della legislazione penale per i minorenni in modo da inasprire il sistema della giustizia minorile e che non ci sia più impunità per gli autori di simili violenze per garantire soprattutto e sempre la tutela dei cittadini onesti” conclude il deputato di Fratelli di Italia. (n.r. Il problema a nostro avviso non è nella severità delle pene quanto nella certezza della pena. Oggi la disfunzione sta nel come si affronta il giudizio, il suo iter e le lungaggini che presenta. In un nostro studio avevamo proposto la presenza di un giudice distaccato presso le questure che a rotazione nelle 24 ore prendesse in esame gli autori di reati  e provvedesse in tempo reale a giudicarli rendendo la sentenza da subito esecutiva ma non necessariamente la detenzione per i reati minori (servizi civili, obbligo di frequentare corsi di educazione civica, ecc.).

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Stadio Roma: Campidoglio, da giunta ok linee guida per revisione pubblico interesse

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

stadio roma (2)Roma La Giunta Capitolina ha approvato questo pomeriggio una delibera con cui si conferma l’interesse alla realizzazione del progetto dello stadio a Tor di Valle e si conferisce mandato al Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica di procedere alla revisione della determinazione del pubblico interesse dichiarato con deliberazione dell’Assemblea capitolina n.132/2014 sulla base di una proposta progettuale purché sia adeguata al mutato quadro delle condizioni e a nuovi obiettivi prioritari.Le linee programmatiche 2016/2021 per il governo di Roma, illustrate dalla sindaca di Roma Virginia Raggi ed approvate in Assemblea capitolina il 3 agosto 2016, hanno imposto di procedere alla revisione della delibera n.132/2014 nell’ottica di una riduzione sostanziale della SUL direzionale, di una rimodulazione dell’intervento edificatorio e di un miglioramento delle caratteristiche prestazionali sotto il profilo energetico degli edifici. Per questo l’Amministrazione Capitolina aveva gia’ avviato, dal mese di Febbraio, un confronto con i soggetti proponenti al fine di verificare la sostenibilità complessiva del progetto rispetto al mutato quadro delle esigenze.L’attività di rideterminazione del progetto dovrà tenere conto di quanto espresso dall’Assemblea capitolina nell’ordine del giorno approvato il 23 marzo 2017 per il raggiungimento dei seguenti obiettivi di pubblico interesse:
riduzione di oltre il 50% della SUL relativa al cosiddetto “Business park”, attraverso l’eliminazione delle previste torri;
massima accessibilità dell’area tramite il trasporto pubblico su ferro e il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, prevedendo in particolare un servizio minimo di 20.000 passeggeri l’ora sull’intera tratta, a cui vanno garantiti ulteriori 7.500 passeggeri l’ora sulla FL1 durante gli eventi sportivi – i passeggeri della FL1 potranno accedere all’area attraverso il ponte ciclo-pedonale che viene confermato;
miglioramento dell’accessibilità carrabile, attraverso l’unificazione della Via Ostiense – Via del Mare nell’intero tratto urbano tra Grande Raccordo Anulare e Viale Marconi (l’allungamento del percorso permetterebbe di raggiungere anche il previsto Ponte dei Congressi già finanziato dallo Stato);
superamento delle condizioni di rischio idrogeologico con un intervento più esteso lungo il Fosso di Vallerano;
edificazione sostenibile di basso impatto ambientale e con elevati standard energetici attraverso l’adozione di materiali e tecnologie d’avanguardia.

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Statine, un’ampia revisione della letteratura scientifica ne conferma i benefici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

Cardiogram and nitroglycerin

Cardiogram and nitroglycerin

Da una revisione della letteratura scientifica appena pubblicata su The Lancet e coordinata dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine, definita come la più grande mai condotta prima per valutare rischi e benefici delle statine, emerge che i rischi correlati al loro uso prolungato sono comunque bassi in confronto ai benefici che questi farmaci, prescritti a pazienti selezionati, possono dare nella prevenzione a lungo termine di malattie cardiovascolari come l’infarto, l’ictus cerebrale, l’aterosclerosi. Gli autori avvertono che i pro della terapia con statine sono stati sottovalutati, e i contro esagerati, a causa di una difettosa interpretazione delle ricerche finora svolte. Spiega Rory Collins della London School of Hygiene & Tropical Medicine, autore principale dello studio, che ha analizzato oltre 300 trial a partire dal 1990 per un totale di oltre 250.000 pazienti: «I dati finora pubblicati ci dicono che le statine sono farmaci sicuri ed efficaci che hanno un ruolo fondamentale nel contribuire a prevenire le malattie cardiovascolari, ossia la principale causa di morbilità e la mortalità in tutto il mondo».Gli autori calcolano che, riducendo il colesterolo Ldl a 70 mg/l grazie alla terapia ipolipemizzante, si potrebbe evitare a 1.000 pazienti su 10.000 nell’arco di un quinquennio un secondo evento cardiovascolare grave, mentre un primo evento sarebbe evitabile in 500 su 10.000 pazienti sani ad aumentato rischio cardiovascolare. Viceversa, le complicazioni più temute della terapia con statine a lungo termine sono la rabdomiolisi, il diabete e l’emorragia cerebrale. Per dirla in numeri, su 10.000 pazienti trattati per un periodo di cinque anni con una statina si verificano 5 casi di rabdomiolisi, da 50 a 100 casi di diabete e da 5 a 10 casi di emorragia cerebrale. Conclude Collins: «Il nostro studio mostra che il numero di persone che evitano gli attacchi di cuore e ictus prendendo le statine è di gran lunga superiore al numero di persone che hanno effetti collaterali per causa loro». foto: statine) (fonte: doctor33)

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I deputati chiederanno una revisione del bilancio a lungo termine dell’UE per far fronte alle crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

strasburgo-parlamento-europeo 4-7 luglio 2016. In vista della revisione del bilancio multi annuale dell’UE, i deputati si esprimeranno martedì sulla necessità di aggiornare le previsioni di spesa nel lungo termine per far fronte alle crisi in atto, quali la migrazione di massa, il terrorismo e la disoccupazione giovanile. Una risoluzione sarà votata mercoledì.Nel progetto di risoluzione si evidenzia che il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2014-2020 deve essere reso più flessibile per consentire all’UE di rispondere prontamente alle crisi non previste al momento della sua adozione, come i problemi migratori e la crisi dei rifugiati, il terrorismo e la sicurezza interna, la crisi agricola o il persistente alto tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani.Nel testo, i deputati rilevano che la carenza di risorse ha costretto l’UE a creare strumenti ad hoc che creano un problema di mancanza di controllo democratico.I deputati propongono che all’interno del bilancio UE sia creata una riserva permanente per le crisi al fine di evitare tali soluzioni e dei fondi fiduciari. Il testo chiede, inoltre, l’introduzione di una o più nuove “risorse proprie”, ricordando che la revisione intermedia del QFP è un’opportunità per evitare un sistematico accumulo di pagamenti arretrati.
Dibattito: martedì 5 luglio
Votazione: mercoledì 6 luglio
Procedura: risoluzione non legislativa

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Unione Naz. Consumatori su caso Volkswagen

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

Graziano DelrioIl ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha dichiarato oggi che “i ministri Galletti e Del Rio, competenti sulla materia, hanno già chiesto informazioni alle aziende” ed il ministro Galletti ha dichiarato che “se scopriremo che anche in Italia sono state vendute auto dotate di un software per ingannare i controlli sulle emissioni sarà inevitabile far scattare il blocco delle vendite”.
“Giusto il blocco. Ma ci domandiamo come faccia il Governo a scoprire che c’è qualcosa che non va, se si limita a chiederlo all’azienda costruttrice colpevole o al KBA, Kraftfahrt-Bundesam, responsabile di aver omologato le auto in questione” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E’ evidente che il Ministero dei Trasporti deve far riverificare i dati con prove fatte dal Dipartimento trasporti terrestri, con le attrezzature impiegate per le omologazioni fatte in Italia” ha proseguito Dona.
“Ottimo, invece, l’impegno del ministro Galletti di porre il tema a Bruxelles e di procedere ad una revisione ampia di tutto il sistema. Le prove di consumo e per le omologazione in genere sono vecchie e superate. Calcolare i consumi di carburante in laboratorio, su rulli, in condizioni ideali, come se il traffico non esistesse, è una presa in giro dei consumatori. Su una percorrenza di 20mila km/anno un’autovettura di medie dimensioni consuma 700/800 euro di carburante in più rispetto a quanto dichiarato ufficialmente dalla case automobilistiche. Una vergogna! Soldi che sarebbe giusto tornassero nelle tasche dei consumatori” ha concluso Dona.

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Revisione dei Lea

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 febbraio 2015

Paola-Binetti“La revisione dei LEA è uno di quegli eventi che il mondo della Sanità attendeva da molte legislature: troppe se ci si mette nei panni dei pazienti e delle loro famiglie. Eppure, ora che il numero delle patologie inserite si è finalmente ampliato, cercando di puntualizzare con maggior dettaglio il livello stesso della assistenza dovuta ai pazienti che rientrano in questo elenco, si sollevano voci critiche che smorzano gli entusiasmi e sollevano nuove preoccupazioni. I 415 mln euro stanziati appaiono troppo pochi per far fronte alle nuove esigenze e il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto, parla già di nuove tasse, indispensabili per far fronte alle nuove responsabilità” lo dichiara, in una nota, Paola Binetti, deputato di Area Popolare.“Ma noi oggi vogliamo rallegrarci di questa nuova meta raggiunta dal Ministero della salute, dopo anni di tentativi andati a vuoto. E’ vero, il finanziamento appare sottostimato rispetto ai bisogni emergenti, ma ci auguriamo che prima di pensare a nuove tasse ci si concentri su di una lotta intelligente e determinata contro gli sprechi e contro la dispersione di risorse su obiettivi assai meno rilevanti” spiega Paola Binetti.“Ci auguriamo che si possa giungere a quella esigente appropriatezza che sul piano diagnostico, ma anche su quello terapeutico, può creare forti economie di scala ad esclusivo vantaggio dei malati. Per molti malati oggi è un giorno largamente atteso, non sciupiamo la loro gioia con la minaccia di una ulteriore pressione fiscale. Ci sono problemi che possiamo risolvere diversamente se ci decidiamo a raccogliere l’invito del nuovo Presidente della Repubblica, con un no deciso ad ogni forma di corruzione, soprattutto in sanità” conclude il deputato di AP. (foto Paola Binetti)

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Costi politica: bozza Calderoli non convince

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Se Calderoli davvero vuole il dimezzamento del numero dei parlamentari, invece di proporre in un calderone unico la revisione di così tanti meccanismi costituzionali, che gli italiani hanno già bocciato, proponga in modo autonomo e secco, ora e subito, il dimezzamento del numero dei parlamentari e la trasformazione del Senato in senato federale. Su questo troverà da subito il sostegno di IDV. Mettere così tanta carne al fuoco, spacciandolo per riduzione dei costi della politica, puzza lontano un miglio di demagogia” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta la bozza Calderoli. “Se il ministro fa sul serio, perché la Lega ha votato no alla proposta di Italia dei Valori di abolire le province? E ancora, come si concilia l’ambizioso progetto del ministro Calderoli con il trasferimento dei tre ministeri al nord, annunciato in pompa magna per sabato prossimo con tanto di cerimonia di inaugurazione dal ministro per la semplificazione normativa, che costerà alle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro?” conclude Borghesi.

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Prodotti dietetici e modifiche Ue sulle etichette

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

La deregolamentazione del settore dei prodotti dietetici proposta dalla Commissione europea è un rischio per i consumatori vulnerabili. A lanciare l’allarme è l’Associazione europea dei prodotti dietetici (Idace), all’indomani del via libera della Commissione alla proposta di modifica della Direttiva quadro sui prodotti dietetici, che prevede la revisione delle norme sull’etichettatura e la catalogazione degli alimenti. «Il progetto di revisione» è la reazione dell’Idace, «abolisce di fatto la categoria dei prodotti dietetici, declassandoli a prodotti “comuni”, e cancella quella che da più di 35 anni si è rilevata una forma di tutela per i consumatori vulnerabili. La direttiva infatti ha permesso fino a ora di commercializzare prodotti specifici e regolamentati per lattanti, bambini, persone obese e in soprappeso o malnutrite (prodotti a fini medici speciali), alimenti per allergici e intolleranti (per esempio per i celiaci) e gli sportivi. Trasferire parte di questa normativa nel Regolamento claims, inappropriato e immaturo, non è accettabile». «Non c’è alcuna giustificazione per smantellare la legislazione esistente» rincara la dose il presidente Idace, Ferdinand Haschke. «La normativa da sola non può garantire sicurezza e protezione alla popolazione più fragili. Occorre considerare che molti consumatori hanno esigenze nutrizionali specifiche». Per questo le associazioni provenienti dai 18 Paesi aderenti all’Idace hanno confermato l’intenzione «di fare del loro meglio per modificare significativamente la proposta e continuare a proteggere i gruppi vulnerabili della popolazione».

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Decreto per lo sviluppo: risorse solo alle banche

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2011

“Il decreto per lo sviluppo contiene norme che dirottano risorse verso le Banche: il nuovo criterio introdotto per la rilevazione del tasso antiusura va rivisto.” Lo dichiara il segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale (MRN) e Vice-Presidente Vicario di Iniziativa Responsabile (IR), On. Dott. Domenico Scilipoti, in riferimento alla revisione del meccanismo di rilevazione dei tassi usurai. “Con la revisione di tale meccanismo, tutti i benefici attesi dalle imprese dal decreto-legge sullo sviluppo vanno a confluire solo ed esclusivamente nei bilanci delle Banche, grazie alla legittimazione a poter praticare interessi più elevati prima di superare le soglie antiusura. Per esempio: fino all’altro ieri, la soglia massima sui mutui a tasso variabile era pari al 4,08 %; da ieri può arrivare al 7,40 %.” Continua il deputato MRN: “Altro esempio: prima, la soglia massima sugli scoperti di c/c, oltre 5.000,00 €, era pari al 13,635 %; adesso può arrivare al 15,36 %. E ancora: la soglia massima sulle anticipazioni sbf (salvo buon fine) superiori a 5.000,00 € e fino a 100.000,00 era pari al 9,195 %; adesso, può arrivare all’11,66 %.”. “In effetti – prosegue l’On. Scilipoti – solo per i maggiori interessi praticati sulle aperture di credito in c/c e sulle anticipazioni sbf, le Banche potrebbero gravare le imprese di ben 7 miliardi di euro in più. Sui mutui per l’acquisto di abitazioni, le Banche – conclude l’On. Scilipoti – possono pretendere dalle famiglie 3 miliardi di euro in più senza superare i nuovi limiti usurari. La questione necessita un urgente approfondimento nell’interesse del Paese”. (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Rc Auto: ridurre le tariffe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Paolo Landi, Adiconsum: “Oltre alla riduzione delle tariffe è indispensabile garantire anche il servizio di liquidazione nelle regioni del Mezzogiorno” Tutti gli interventi per contrastare le frodi trovano il favore dei consumatori che in ultima analisi ne pagano i costi. L’Agenzia Antifrodi non è sufficiente, ma occorre una decisa volontà delle compagnie di contrastare tutti quei fenomeni di rendita presenti nel sistema assicurativo oltre che di frode. I consumatori chiedono quindi al Ministro di essere ascoltati. C’è bisogno di mettere a fuoco anche la qualità del servizio reso agli assicurati sia andando ad una revisione dell’indennizzo diretto, ma soprattutto vincolando le compagnie ad avere centri di liquidazione in tutto il territorio nazionale.

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