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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘revisionismo’

Mussolini, la storia non è un supermercato

Posted by fidest press agency su domenica, 22 gennaio 2012

Adolf Hitler and Benito Mussolini in Munich, G...

Image via Wikipedia

La consigliera del Pdl Vanda Burnacci, nel porre una questione che il dibattito e i fatti hanno superato da tempo, sembra confondere la storia con un supermercato: perché se è vero che non ci si può sottrarre ad una analisi di quanto avvenuto, è altrettanto vero che non si può svolgere questa operazione a pezzi, come se fosse una porzione di un salume o di qualche pietanza. L’azione di Benito Mussolini va giudicata nell’insieme, non la si può prendere a fette. Perché se così facessimo, allora anche gli Hitler e Stalin, che lei cita, probabilmente qualcosa di non brutale hanno compiuto; e forse se andassimo a scandagliare nel dettaglio le loro esistenze, anche uomini come Saddam Hussein in fondo hanno eretto palazzi e compiuto qualche opera buona. Ma ci verrebbe mai in mente di voler anche solo immaginare l’idea di ripensare ad un volto “buono” e umano di questi dittatori? Io credo di no e non certo per una posizione ideologica, poiché la stagione delle ideologie è passata da tempo, e personalmente non l’ho vissuta. Da tempo si sta affrontando quel Ventennio e la figura di Mussolini senza timidezze e senza timori, lo stanno facendo in modo coraggioso il sindaco di Predappio e la sua comunità, Giorgio Frassineti, lo farà in maniera ampia e approfondita la mostra che nel 2013 si svolgerà al San Domenico a Forlì, dedicata proprio a quella stagione della storia. Il percorso culturale che ci ha portati fin qui, dal dopoguerra ad oggi, ha espresso un giudizio ormai consolidato su Mussolini e su quella stagione.Ci sono atteggiamenti e punti di vista che vanno rispettati, aspetti che non vanno trascurati, passaggi storici che vanno approfonditi; ma il giudizio storico deve essere totale e non parziale. Perché il rischio che si corre non è solo quello di un revisionismo fuori dal tempo, ma anche di rendere vano il percorso, fatti prima di tutto di immani sacrifici umani (ricordiamolo bene) e non solo, che oggi ci fa dire senza tentennamenti che occorre continuare l’impegno affinché quei fatti, quelle tragedie, quelle vite spezzate e quei tempi bui non tornino mai più. Mai più. (Marco Di Maio)

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Imparzialità testi scolastici

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

“La proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sull’imparzialità dei testi scolastici, presentata dall’on. Carlucci e sottoscritta da 19 parlamentari del Pdl, è un patetico e maldestro tentativo di revisionismo strisciante che respingiamo al mittente” così Pierfelice Zazzera, capogruppo IDV in Commissione cultura alla Camera, commenta la notizia della pdl presentata da alcuni parlamentari del Pdl capeggiati dall’on. Carlucci. “All’instancabile onorevole Carlucci, che sforna pdl in batteria, ricordiamo che la nostra costituzione sancisce un’Italia repubblicana, fondata sul lavoro e sulla resistenza alla dittatura nazifascista” aggiunge Zazzera. “Chi getta fango sulle istituzioni e sul nostro Paese è questo presidente del Consiglio che non ha più nessuna credibilità sul piano internazionale e che prende in ostaggio un intero parlamento per sfornare l’ennesima legge ad personam” conclude Zazzera.

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La storia ed il revisionismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

Vi sono diversi modi per definire la storia. Per Jacques Le Goff si tratta di un “patrimonio di tutti, utile a tutti…. Sia nella realtà, sia nella riflessione scientifica. Non deve, quindi, servire né le minoranze né le maggioranze ed i loro interessi. Ora il rischio maggiore è dato dal “revisionismo” teso ad applicare ai fatti recenti, non ancora diventati “storia”, cioè patrimonio di tutti, una versione dei fatti personalizzata ovvero si pretende di utilizzare canoni, regole e risorse della cultura per collocare la storia, ed i suoi fatti, il più vicino a se stessi e quindi alle personali idee. Il rischio che ne deriva à che il ruolo stesso degli studiosi si vanifica, perdendo la funzione di offrire elementi seri per il confronto tra le diverse scuole di pensiero e rendere più facile la saldatura generazionale tra passato, presente, futuro e meno difficile il  necessario “rinnovamento ideologico” richiesto da tempi nuovi. Questa sorta di devianze culturali e storiche rendono difficile la saldatura tra passato e presente soprattutto a scapito delle nuove generazioni. Il nostro invito ai giovani è quello di stare molto attenti nel valutare i segnali che provengono dalla società civile e di verificare che essi non siano stati adulterali nel corso d’opera. Va soprattutto colta con molta diffidenza taluni giudizi storici dove abbondano sentenze. Non è questa la storia. Essa non emette sentenze, ma raccoglie,  conserva, offre elementi istruttori per i giudizi su fatti e persone, peraltro mai definitivi. Vuole essere una maestra di vita e non una fonte dove si produce fanatismo e si coltivano interessi privati e culture aberranti.

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A proposito di via Bettino Craxi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2009

I Coordinatori  dell’Italia dei Valori, Maurizio Lipilini e  Maurizio Ferraioli, pur manifestando tutta la loro pietà per i defunti ritengono che intitolare una Via od una Piazza o peggio un Parco a Bettino Craxi sia  un assurda ed inutile forma di revisionismo. Bettino Craxi grande statista? un uomo che ha dato una svolta al Paese? Costretto all’esilio? Ma forse non ci siamo resi conto ed abbiamo vissuto in un’altra Nazione dove esisteva un suo omonimo. Forse abbiamo vissuto in un Paese dove un certo Bettino Craxi era accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti e che più che in esilio pare si sia reso latitante per sfuggire alla Giustizia e non ci pare che di fronte all’Hotel San Rafael la cittadinanza lo apprezzasse come grande statista con il lancio delle famose “monetine”.  Abbiamo letto che viene definito “Un grande statista e un grande uomo politico le cui intuizioni sono ancora attuali e che merita la giusta riabilitazione.” Le cui intuizioni sono ancora attuali? Purtroppo in alcuni casi anche questo è vero ma lo scopo della Politica con la “P” maiuscola dovrebbe essere quello che tali intuizioni non si debbano mai più ripetere.Riabilitare Craxi,perchè? E’ successo o è emerso qualche elemento a noi sconosciuto che possa far cambiare l’idea, ovviamente per alcuni, circa il grave danno arrecato al Paese da un simile modo di fare politica? E allora come ha detto il nostro Presidente Antonio Di Pietro se proprio necessario facciamola questa piazza: Piazza Bettino Craxi. Sotto il nome, però, come in tutte le targhe, scriviamoci anche quel che era: “politico, corrotto, latitante”.  Quali Coordinatore Provinciale e  Comunale dell’Italia dei Valori auspichiamo che gli Ordini del giorno presentati in Provincia dal Consigliere del PDL Oreste Micacchi ed in Comune dal Consigliere Maria Grazia Frijia siano respinti ad ampia maggioranza e che le Vie, le Piazze ed i Parchi,dove giocano i bambini, siano intitolate a persone che hanno sacrificato la loro esistenza per la crescita democratica ed il benessere civile del Paese.

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Angelo Del Boca: La storia negata 2009-10-05

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Milano 21 ottobre – alle ore 18.00 presso la Biblioteca Sormani –  Sala del Grechetto – via F.Sforza,7 Angelo Del Boca presenta : La storia negata. Il revisionismo e l’uso politico della Storia intervengono  Angelo Del Boca e Sergio Romano introduce Erminia Dell’Oro (Euro 20,00 384 pagine EAN 9788854503717) Sottoporre a revisione la storia è il compito stesso degli studiosi, essendo la storiografia nient’altro che una costante riscrittura della storia. Perché, dunque, degli storici come gli autori di questo libro dovrebbero schierarsi contro il «revisionismo»? Perché sotto questo termine si è delineato, nel corso degli ultimi decenni in Italia e nel mondo, un «uso politico della storia» che ha poco a che fare con la ricerca storiografica. Tesi politiche che non hanno la benché minima serietà né il rigore dell’autentica indagine storica, ma che, raffigurando gli avversari come i difensori di una «vulgata resistenziale», di «verità di regime», mirano a distruggere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana e della nostra Costituzione. Contro questo «revisionismo», i suoi sconfinamenti nella storia d’Europa (la questione balcanica, innanzi tutto, ma anche le imprese coloniali), la sua deriva (la Shoah e il negazionismo), si schierano finalmente in questo libro alcuni tra i migliori storici italiani. Dal Risorgimento al dopoguerra, tutti le questioni storiche su cui il revisionismo esercita da tempo la sua opera di stravolgimento della verità vengono passate in rassegna (il brigantaggio, il colonialismo italiano, il Ventennio fascista, la Resistenza, le foibe) con il rigore dei piú recenti studi storici e l’orgoglio della difesa delle pagine migliori della nostra storia nazionale, in primo luogo il Risorgimento e la Resistenza. Dal Risorgimento al Ventennio fascista, dalle imprese coloniali alla Resistenza, dalla questione cattolica alla Shoah, dal Duce alla Costituzione: le falsificazioni revisioniste della storia, nell’analisi di alcuni dei piú importanti storici italiani.
Angelo Del Boca è nato a Novara nel 1925. Narratore, saggista e storico del colonialismo italiano, con Neri Pozza ha pubblicato Il mio Novecento (2008), Italiani, brava gente? (2005 e 2008), La scelta (2006), La nostra Africa (2003).

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A proposito di storia e logiche revisioniste

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Si sono fatti curiosi ed imprevisti che a volte prendono alla sprovvista gli storici. Questa volta ne citiamo uno solo che ci sembra emblematico. Il 16 giugno del 2001 durante l’incontro tra Bush e Putin in Slovenia quest’ultimo mostrò a suo collega americano una copia di una lettera con cui nel 1954, solo un anno dopo la morte di Stalin, Krusciov chiedeva agli Usa di entrare nella Nato. La risposta fu, ovviamente, negativa stante l’asprezza della guerra fredda in atto. Alla Casa Bianca c’era Einsenhower e si stavano subendo i contraccolpi della guerra in Corea. Non solo. Bertinotti e Cossutta chiedevano l’uscita dell’Italia dalla Nato. C’è persino da chiedersi se Togliatti fosse a conoscenza di questa iniziativa russa dato che aveva fatto della guerra alla Nato uno dei principali bersagli della sua strategia politica. A questo punto, pur sapendo bene che con il senno di poi non si costruisce la storia, ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se la risposta americana fosse stata, non diciamo affermativa, ma semplicemente interlocutoria, ovvero mostrasse un certo interesse e un desiderio d’approfondimento. Si avvalorerebbe, se non altro, l’ipotesi di una politica del doppio stato e che resta sempre, per ciò che riguarda gli italiani, al centro dell’atto d’accusa contro il comunismo italiano.

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