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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘revolt’

Nadav Eyal: Revolt

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

La ribellione nel mondo contro la globalizzazione Collana i Fari, trad. Chiara Spaziani, pp. 560, 22 euro Vincitore del Sokolov Award, il Pulitzer israeliano. Con una prefazione dell’autore scritta per l’edizione italiana.La globalizzazione aveva promesso uguaglianza, benessere e sicurezza, ma finora ha tradito la sua missione. La rivolta sta esplodendo in tutto il mondo.In corso di traduzione in 15 paesi, Revolt è una replica puntuale a coloro che si arrendono al fanatismo, e, al tempo stesso, un appassionato tributo a chi quotidianamente rivendica per sé e per il nostro pianeta un futuro migliore.
Nascosta dall’ascesa dei populisti, un’onda di protesta popolare sta agitando il nostro pianeta. Da dove viene questo malcontento? E, soprattutto, dove porterà? Nadav Eyal, in un saggio appassionante come un’inchiesta, esamina le forze che stanno trasformando la nostra realtà economica, politica e culturale. Introduce i lettori alla “ribellione globale”, un moto di rabbia che si è imposto progressivamente dall’Italia dell’antipolitica all’Europa della Brexit, dall’America di Trump al mondo intero assediato dalla pandemia. Una rivolta che nasce dal drammatico conflitto tra i risultati raggiunti dalla globalizzazione (che ha sottratto milioni di persone alla povertà) e i suoi costi immensi (aumento della disuguaglianza economica, danni ambientali, crisi migratorie). Eyal dà voce non solo alla rivoluzione economica e culturale che sta definendo la nostra epoca, ma anche ai protagonisti della controrivoluzione che sono stati marginalizzati e sfruttati.Unendo racconto giornalistico e analisi storica, Eyal mostra quanto gli estremisti, a prescindere da fedi politiche o religiose, si somiglino in modo inquietante. E quanto, sorprendentemente, abbiano in comune le storie dei minatori della Pennsylvania, gli anarchici delle periferie di Atene, i neonazisti in Germania, le famiglie di profughi siriani che arrivano sulle coste europee.

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Nadav Eyal: Revolt

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

La resistenza e la rabbia di una generazione tradita. Collana i Fari, trad. Chiara Spaziani, pp. 384, 20 euro Vincitore del Sokolov Award, il Pulitzer israeliano La globalizzazione aveva promesso uguaglianza, benessere e sicurezza, ma finora ha tradito la sua missione. La rivolta sta esplodendo in tutto il mondo, questo libro è il tentativo di ascoltare le voci dei ribelli che sono in mezzo a noi. Nascosta dall’ascesa dei populisti, un’onda di protesta popolare agita il mondo intero. Da dove viene questo malcontento? E, soprattutto, dove porterà? In un saggio appassionante come un’inchiesta, Nadav Eyal esamina le forze che hanno trasformato rapidamente la nostra realtà economica, politica e culturale. Una rivolta che nasce dal drammatico conflitto tra i risultati raggiunti dalla globalizzazione (che ha sottratto milioni di persone alla povertà) e i suoi costi immensi (l’aumento della disuguaglianza economica, la crisi migratoria, l’impennata di un fondamentalismo politicizzato e l’emergenza del nazionalismo populista). Eyal dà voce non solo alla rivoluzione economica e culturale che sta definendo la nostra epoca, ma anche ai protagonisti della controrivoluzione che ne sono stati marginalizzati e sfruttati. Unendo il racconto all’analisi storica, Eyal ci presenta i minatori della Pennsylvania, le comuni anarchiche della periferia di Atene, un villaggio giapponese alle prese con il calo delle natalità, i neonazisti in Germania, le famiglie di profughi siriani sulle coste della Grecia, e molte altre storie. Revolt è un’appassionata replica a coloro che si arrendono al fanatismo, a quanti rifiutano l’idea stessa di un futuro invece di costruirne uno migliore.

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Hong Kong in revolt

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

The cover of Economist this week considers the unrest in Hong Kong, and notes that it is not the only part of China’s periphery to resent the heavy hand of the Communist Party. Mercifully, massive bloodshed has so far been avoided in the territory. Public support for the protesters—even the bomb-throwing radicals—remains strong, and the protests seem likely to continue. Meanwhile, Tibet and Xinjiang are quiet, but only because they have been terrorised into silence. And one of the protesters’ slogans, “Today’s Hong Kong, tomorrow’s Taiwan”, resonates with its intended audience of Taiwanese voters, few of whom want their rich, democratic island to be swallowed up by the dictatorship next door. Seventy years after Mao Zedong’s guerrillas seized power, the Communist Party’s struggle to establish the China it wants is far from over. The party cannot win lasting assent to its rule by force, or the threat of force, alone. (by The Economist)

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