Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘riapertura’

Ripresa dell’economia e riapertura attività

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2021

“Sono giorni di lavoro intensi, e voglio ringraziare tutti i colleghi parlamentari per il proficuo confronto di questi giorni. Abbiamo da poco approvato in Senato la Legge di conversione del Decreto Sostegni, che adesso è alla Camera per il via libero definitivo. Vi riepilogo alcune misure, tra le più significative, inserite in conversione del Decreto Sostegni, che rappresentano un valido supporto a cittadini e imprese: – per le start up, la cui attività è iniziata nel 2019, e che per questo non erano rientrate tra i beneficiari del fondo perduto, abbiamo introdotto un contributo che prende in considerazione la perdita di fatturato medio mensile; – per le imprese con cali del fatturato fino al 30% siamo intervenuti sui costi fissi, azzerando la prima rata Imu e per gli alberghi, bar e ristoranti, anche il canone Rai; – abbiamo sospeso, fino al 31 dicembre, il canone di occupazione del suolo pubblico, anche per il commercio ambulante; – l’acconto irap, per chi supera le soglie del Temporary Framework, è stato spostato al 30 settembre; – introdotto un fondo da 10 milioni per sostenere i genitori, separati o divorziati, che hanno avuto difficoltà economiche a causa della pandemia, e non sono riusciti a garantire l’assegno di mantenimento. A loro, grazie a questo fondo, oltre l’assegno unico e il bonus baby sitter, verrà riconosciuto un beneficio massimo di 800 euro al mese; – siamo intervenuti nel settore delle locazioni, in supporto sia ai proprietari degli immobili, escludendo dalla tassazione quegli affitti ad uso abitativo che non sono stati percepiti a partire dal 1° gennaio 2020, sia rispetto agli sfratti, per i quali sarà previsto lo sblocco dal 1 luglio di quest’anno, ma solo per quelle procedure avviate prima del Covid. Per evitare falsi allarmi, vorrei anche precisare che questo Decreto non interviene in nessun modo sul Superbonus al 110%, per l’adeguamento energetico e sismico delle case, e tantomeno sulla cessione del credito. È una misura che funziona molto bene e che ci siamo impegnati a prorogare al 2023. In contemporanea, come Governo, stiamo lavorando al testo del nuovo Decreto che trae origine dall’ultimo scostamento di bilancio. Sono molti gli interventi, in cantiere, per cittadini ed imprese. Provvedimenti utili ad accompagnare la ripresa dell’economia, e la riapertura delle attività. A partire dalla filiera del turismo, che proprio in questi giorni sta programmando la nuova stagione estiva. Ci prepariamo, nuovamente, ad accogliere, chi vorrà godere del nostro mare, della nostra cultura, della nostra enogastronomia. L’Italia riparte, in sicurezza!”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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L’Accademia d’Ungheria in Roma riapre le porte

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Roma l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) riapre le sue porte. Le due mostre attualmente allestite presso la nostra sede, quali Sul margine d’una passione – Mostra dei borsisti dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Galleria) e Verso la luce, mosaici di francobolli, mostra di Judit Szendrei (Piano Nobile) restano dunque a disposizione di chi volesse visitarle. Orari d’apertura: da lunedì al venerdì 10.00 -19.30. Parallelamente all’apertura dei nostri spazi espositivi, l’Accademia continua a proporre anche degli eventi online sul proprio sito e la sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/Accadung). Per la Giornata del Film Ungherese (30 aprile) sarà in programma una mini rassegna di film d’animazione online. La rassegna organizzata in collaborazione con il National Film Institute Hungary prevede una ricca selezione di opere dei migliori registi ungheresi d’animazione, realizzate tra l’inizio degli anni ‘60 e la fine degli anni ‘80. Il 30 aprile dalle ore 20:00 per 24 ore, gli iscritti al Gruppo chiuso della nostra sala virtuale Cinema Accademia d’Ungheria in Roma (https://www.facebook.com/groups/3049325601840401) avranno accesso gratuito ai seguenti film, finora presentati in Italia solo nell’ambito dei maggiori festival del cinema, in ungherese con sottotitoli in inglese: József Nepp: Passion, György Kovásznai: Double Portraits, József Nepp: Five -Minute Murder, György Kovásznai: Diary, Attila Dargay: Irregular Stories, Gyula Macskássy – György Várnai: Grids, György Kovásznai: Nights in the Boulevard, Sándor Reisenbüchler: The Year of 1812, Marcell Jankovics: Sisyphus, Péter Szoboszlay: Hey, You!, Marcell Jankovics: Fight, Ferenc Rofusz: The Fly, István Orosz: Mind the Steps! Ambedue le mostre sopracitate sono fruibili anche online sul nostro sito (https://culture.hu/it/roma).

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Scuola: “Dopo la riapertura, lavoriamo per far finire l’anno scolastico in presenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

“Bene la riapertura delle scuole superiori, adesso serve lavorare per far sì che gli istituti non debbano più richiudere fino alla fine dell’anno scolastico. Servono senso di responsabilità, tamponi rapidi, test salivari e soprattutto un piano trasporti che funzioni efficacemente” ha dichiarato Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva, durante il programma “Dentro la Notizia” su Italia 7. “Sono contento per il ritorno in classe di almeno il 70% degli studenti delle superiori, adesso però la regione deve lavorare al massimo per poter evitare quarantene generalizzate e nuove chiusure. L’impegno deve essere quello di garantire la scuola in presenza fino alla fine dell’anno scolastico. Per farlo è assolutamente necessario il senso di responsabilità dei ragazzi. Devono, inoltre, essere forniti ed effettuati i test rapidi e i test salivari, fondamentali per lo screening degli studenti più piccoli. La Toscana, inoltre, si impegni a garantire un funzionale trasporto pubblico locale, punto debole dei mesi scorsi. Su questo argomento la regione ha assoluta autonomia: può e deve trovare accordi con i bus turistici, i taxi e gli Ncc per poter alleggerire la pressione sui mezzi pubblici negli orari di punta e limitare la diffusione dei contagi sugli stessi” ha continuato il deputato.“La scuola è un posto sicuro, dove le regole si rispettano. Se lavoriamo anche sugli aspetti più delicati e problematici, come il trasporto pubblico, consentiremo ai ragazzi di finire l’anno scolastico e non avremo rimpianti” ha concluso Toccafondi.

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Scuola: Occhi puntati per la ripartenza a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2021

Ripartire il 26 aprile, ma soprattutto i primi di settembre. L’intenzione del commissario straordinario, riporta HuffPost, “è quella di fare presto per far ripartire la scuola, di ogni ordine e grado, in sicurezza e in presenza dal prossimo anno scolastico” per “evitare che si ripeta quel che è successo da settembre a oggi”, con la scuola riaperta e richiusa a ogni sbalzo della curva epidemica. Per scongiurare questo pericolo occorrono “misure di testing, contact tracing e di supporto a premessa della riapertura delle scuole per l’anno scolastico 2021/2022”. Praticamente quello che è mancato quest’anno e che ancora si chiede per l’ultimo scorcio di anno scolastico, commenta Orizzonte Scuola. È chiaro che il tutto dovrà essere accompagnato dalle altre misure di prevenzione già adottate dalla scuole: mascherina, distanziamento, igiene delle mani, ventilazione degli ambienti. Ma la protezione di chi si reca a scuola dovrà realizzarsi anche e soprattutto al di fuori degli istituti scolastici. “In Italia – si legge in premessa del documento – le scuole non rientrano nei primi contesti di diffusione virale, che sono nell’ordine il contesto familiare/domiciliare, quello sanitario assistenziale e quello lavorativo. In particolare i casi osservati in ambito scolastico sembrano riflettere la trasmissione dell’infezione nella comunità e non viceversa”.Per Anief fa bene il commissario straordinario a preoccuparsi di assicurare dei percorsi agevoli casa-scuola-casa. Per ridurre i rischi dei contagi al minimo, però, bisogna anche prendere le distanze dalle politiche taglia-scuole che hanno cancellato 15mila plessi, oltre 200 mila posti da insegnante e 50 mila Ata. Ricostituiamo quelle unità scolastiche e di personale, rinnoviamo il protocollo sulla sicurezza, le vaccinazioni di tutto il personale scolastico, i tracciamenti, i tamponi rapidi e i collegamenti diretti tra Asl e scuole. Diamo maggiori spazi e un nuovo reclutamento. Sono tutte azioni che farebbero il bene dei nostri alunni e di chi lavora a scuola.

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Roma Culture: riapertura del Sistema Musei civici dal 26 aprile

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Roma Da lunedì 26 si potranno visitare nuovamente i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis, i Fori Imperiali – ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali, dalle 08.30 alle 19.15, ultimo ingresso 18.10 – e il Mausoleo di Augusto, riaperto lo scorso marzo. Sempre il 26 aprile si potrà di nuovo attraversare il percorso pedonale dell’area archeologica del Teatro di Marcello, dalle ore 9 alle ore 19, chiuso da marzo 2020. Seguiranno martedì 27 aprile le aperture degli altri musei del circuito: la Centrale Montemartini, il Museo di Roma, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia, il Museo Civico di Zoologia, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Napoleonico, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il Museo di Casal de’ Pazzi, il Museo delle Mura e la Villa di Massenzio, che torneranno ad accogliere i visitatori con i capolavori delle collezioni permanenti, le numerose mostre prorogate e alcune importanti novità espositive, sinora rinviate a causa della pandemia in corso. Dal 27 aprile si potrà tornare a visitare anche l’area archeologica del Circo Massimo, aperta tutti i giorni compresi il sabato e la domenica dalle ore 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 17.50). Al suo interno, da giovedì a sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00, sarà a disposizione del visitatore Circo Maximo Experience, la visita immersiva in realtà aumentata e virtuale del più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità. Le riaperture sono promosse da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti si potranno seguire su museiincomuneroma.it e culture.roma.it e sui canali social di Roma Culture, del Sistema musei civici e della Sovrintendenza Capitolina. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

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Riapertura scuole e responsabilità della regione Lombardia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

«Ci risiamo. il TAR conferma l’incapacità del Presidente della Regione e di chi insieme a lui ha preso le decisioni. Anche sulla riapertura delle scuole, la Lombardia gioca a scaricare tutte le sue colpe sul Governo centrale per nascondere le proprie incapacità». A dirlo è il consigliere regionale del M5S Dino Alberti.«La verità è che,” spiega il rappresentante del M5S, “anche per questo problema, Regione Lombardia è rimasta affetta dalla sua solita sindrome da immobilismo cronico. Ha trattato con estrema superficialità due dei nodi cruciali che stanno determinando l’impossibilità di poter far tornare gli studenti a scuola ossia il potenziamento dei mezzi di trasporto necessari ai ragazzi delle superiori e la quasi totale mancanza dei sistemi di tracciamento all’interno degli istituti scolastici».«Vedere un’intera generazione che pagherà pesantemente per gli errori commessi da una Giunta sorda ma sempre pronta a tutelare precise categorie di imprese come, ad esempio, quella dei gestori degli impianti sciistici fa tristezza e rabbia. Va ricordato a chi gestisce la Regione che la riapertura delle scuole con almeno il 50 per cento di studenti in presenza non è un capriccio della Ministra dell’Istruzione ma fa parte dell’Accordo Stato Regioni siglato prima dello scorso Natale», conclude Alberti.

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Le scuole riapriranno il 7 gennaio e in Toscana?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Le scuole superiori, alla fine, riapriranno il 7 di gennaio ma solo al 50% e non al 75% di presenza come era invece previsto dal Dpcm del 3 di dicembre. È mai possibile che, in una regione di 3,7 milioni di abitanti come la Toscana, il problema siano i 168 mila ragazzi toscani degli istituti superiori?” ha scritto l’on. Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva nella sua pagina facebook. “Questi studenti sono a casa davanti ad un video da ormai tre lunghi mesi. Il 3 dicembre il premier Conte, con un Dpcm, aveva affermato che i ragazzi delle scuole di secondo grado sarebbero rientrati in classe al 75% di presenza a partire dal 7 di gennaio. Per far sì che ciò avvenisse in sicurezza, tutte le prefetture in questo mese hanno svolto un gran lavoro. Nonostante ciò, al rientro dalle vacanze, solo il 50% dei ragazzi potrà tornare in classe, con entrate scaglionate di due ore. Non solo, c’è anche chi mette le mani avanti affermando che sarebbe meglio non riaprire affatto e tenere ancora a casa gli studenti delle superiori perché i trasporti pubblici sono un problema. È proprio vero, questo non è un paese per giovani” ha concluso Toccafondi.

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La scuola superiore riapre? Sì, no, forse

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nell’ultimo DPCM è scritto che le scuole superiori riapriranno in tutto il paese dal 7 gennaio ma negli ultimi giorni si susseguono voci contrarie, a partire da Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della salute, per proseguire con il governatore del Veneto, Zaia, che sposterebbero la riapertura oltre metà gennaio. Dello stesso parere un gruppo di presidi piemontesi. Il concetto è semplice: riaprire in queste condizioni, con questi livelli di contagi aumenterebbe il rischio per tutta la popolazione, considerando che dietro i docenti e gli studenti ci sono milioni di famiglie.Intanto i movimenti dei genitori spingono con forza per una celere riapertura, lamentando l’inefficacia assoluta della didattica a distanza, il suo carattere classista ed escludente, la fatica immane richiesta ai loro figli, chiusi in casa per circa cinque mesi nel corso degli ultimi otto. Privi di vita sociale, scambi, attività. E chi lavora a scuola sa che questo è un problema reale, i ragazzi delle superiori sono provati, stanchi, in alcuni casi vivono situazioni depressive che li spingono a rinchiudersi ancora di più in casa, o momenti di sconforto davvero difficili da gestire. E anche per i docenti la situazione non è rosea: fare lezione a distanza, non avere scambi coi colleghi, sentirsi soli, isolati, con una perenne sensazione di insegnare per finta.Intanto chi non ha mai smesso la didattica in presenza o la ha ripresa da poco, educatrici dell’infanzia, maestre e docenti delle medie inferiori, sono preoccupati e vivono in mezzo a classi in quarantena, casi tra colleghi, con una sensazione di profonda insicurezza e molta paura.Cosa dire in una situazione del genere? Che posizione prendere? USB scuola, in un contesto come questo, non può che ribadire ciò che afferma con forza dall’inizio della prima ondata: il diritto alla salute non può e non deve essere messo in contrapposizione a quello allo studio e, osiamo dire, ad avere una vita per milioni di ragazzi. Servono investimenti, torniamo a gridarlo, per aule più ampie, classi dimezzate, più docenti, più personale ATA. Servono mascherine FFP2, non quegli stracci di produzione FCA, che abbiamo contestato con forza presso l’Istituto Nazionale di Sanità.Serve che questo paese investa in una scuola in presenza, viva, forte e sicura.Invece quello che leggiamo nella legge di bilancio sono milioni di euro investiti in digitalizzazione, più di 8 milioni all’anno dal 2021 in poi, in formazione digitale per i docenti, aumenti irrisori di personale nell’ottica di una didattica inclusiva sempre digitalizzata, come se questi mesi non avessero dimostrato che DaD è assolutamente uno strumento inadeguato e alienante. Tutto questo mentre migliaia di precari attendono la fine di un assurdo concorso straordinario, interrotto a metà per una prevedibilissima seconda ondata. Questi docenti non entreranno in ruolo quest’anno, come promesso e tanto meno i loro colleghi che ancora attendono il concorso ordinario.E anche dei 19,2 miliardi del Recovery Fund investiti in istruzione, molta parte vanno a finanziare le competenze digitali.No, ministra Azzolina, no presidente del consiglio Conte, non è questa la strada.La strada è ridare ai lavoratori della scuola e agli studenti una scuola in presenza e sicura, garantire tamponi a tappeto e ripetuti e tracciamenti certi.La strada è investire nella scuola statale, come nessun governo, di qualunque colore politico fosse, fa più da almeno 30 anni.Noi ribadiamo che vogliamo tornare a scuola e vogliamo farlo in sicurezza, in questo senso andranno le nostre azioni di lotta e le nostre richieste a questo governo sempre più inadeguato al suo compito.

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Scuola: La riapertura porterà più contagi, il Governo lo sa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

“Con la riapertura della scuola potrebbe esserci un lieve incremento dell’indice di trasmissione: come sta avvenendo all’estero, potrebbe esserci qualche lieve incremento. La nostra preoccupazione è quella di tenere il sistema scolastico sotto controllo”: a dirlo è stato oggi Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, ascoltato durante un’audizione in Commissione Cultura alla Camera, nella Sala del Mappamondo. Le sue parole hanno confermato i timori espressi dal sindacato: “Tutti i paesi, non solo l’Italia, sono alle prese con la riapertura in sicurezza delle scuole. Ci sono dei rischi – ha continuato Miozzo – lo sappiamo. Stiamo guardando con molta attenzione all’attuale trend epidemiologico, c’è un lieve aumento di casi ma si tratta di dati in fondo attesi”.“Le parole del coordinatore del Cts – commenta Marcello Pacifico, leader dell’Anief – non ci tranquillizzano più di tanto. Restiamo convinti che occorrano regole chiare sulla prevenzione, quindi agevolando al massimo la somministrazione del test sierologico a docenti e Ata che chiedano espressamente di attuarlo, a differenza della confusione che regna sovrana in questi giorni”. Oggi il presidente del giovane sindacato ha dichiarato a Italia Stampa che “occorre fare chiarezza su chi deve somministrare questi esami, se il medico di base o no, evitando il rimpallo con le Asl. Poi ci sono province dove l’adesione al test sierologico, a cui nei casi positivi deve eseguire il tampone per la conferma, è stata massiccia; in altre province invece molto meno”. Come rimangono da superare i problemi dalla mancanza degli spazi e del distanziamento fisico: “Serve sicuramente una check list su tutto quello che è stato chiesto e non si è ottenuto, da parte di ogni singola scuola” attraverso dei monitoraggi degli istituti, ha sottolineato Pacifico.
Come rimane indispensabile prendere in considerazione quanto sta accadendo in altri Paesi europei, come la Germania, dove a pochi giorni dall’inizio delle lezioni hanno chiuso centinaia di istituti. Anief ritiene importante, quindi, attivare quei tavoli ulteriori previsti dal protocollo sicurezza”, in modo da fornire risposte agli alunni ma anche al personale, a partire da lavoratori ‘fragili’, come provvedere ad implementare gli organici, ritornando anche alle sedi scolastiche precedenti allo sciagurato dimensionamento prodotto negli ultimi 15 anni, così da trovare anche gli spazi aggiuntivi, ma anche il possibile reinserimento del lavoro agile per il personale Ata, anche andando a prevedere, come ipotesi peggiore, il ritorno alla didattica non in presenza.

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Istruzione: In Germania salgono a cento le scuole chiuse a tre settimane dalla riapertura

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Mentre i contagi si attestano tra 1,5 e 2 mila unità. Ecco quello che potrebbe succedere in Italia. Pacifico (Anief): bisogna riaprire in condizioni di massima sicurezza e serenità attraverso norme che chiariscono la responsabilità del personale dirigente, docente, educativo e amministrativo in attesa di un provvedimento ad hoc che riveda la politica di dimensionamento su classi, plessi, organici e di reclutamento sul precariato e sulla mobilità dei neo-assunti. “L‘Italia deve guardare con estrema attenzione all’esperienza che stanno vivendo gli altri Paesi dove la scuola è ripresa già nel mese di agosto. L’alto numero di contagi che si sta registrando negli istituti scolastici in Europa non può essere ignorato e deve essere un monito per alzare i livelli di sicurezza nel nostro Paese, altrimenti si mette a repentaglio la salute di 10 milioni tra alunni e personale”: a dirlo è oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief commentando la notizia che in Germania, dove negli ultimi giorni sono tornati in classe 9 Länder su 16, sono già più di cento gli istituti scolastici chiusi e a cui vanno aggiunti gli asili. Le chiusure sono state necessarie in particolare nelle zone più densamente abitate e l’alto numero di contagi si è realizzato nonostante “tutti gli alunni e il personale delle scuole tedesche” abbiano avuto “normalmente l’obbligo di mantenere la distanza di sicurezza di un metro e mezzo e di portare le mascherine all’interno degli istituti, ma non durante le lezioni”.Tolleranza zero sul fronte sicurezza. Giovedì scorso, riporta la stampa, il Tribunale amministrativo superiore di Münster ha respinto una richiesta urgente di tre alunni del distretto di Euskirchen che avevano fatto ricorso contro le nuove regole, stabilendo che il provvedimento è «proporzionato» ai rischi e non costituisce un pericolo per la salute degli studenti. «Lo so che è faticoso. lo è per tutti, ma al momento non c’è alternativa alla mascherina» ha detto la ministra dell’Istruzione Anja Karliczek. Nella maggior parte dei casi rilevati, sono state trovate solo singole persone infette, tra alunni, insegnanti o personale scolastico, e sono state disposte quarantene cautelative. «Le scuole non sono focolai. Le infezioni di solito vengono portate negli istituti dall’esterno», ha confermato Sandra Scheeres, responsabile berlinese per l’Istruzione. «È meglio l’obbligo di mascherina piuttosto che richiudere le scuole» ha sintetizzato nei giorni scorsi la cancelliera Angela Merkel.

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Scuola: Il decreto Agosto porta 1,3 miliardi per la riapertura a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

Anief: segnale importante da attuare subito. Ma per settembre bisogna assumere i precari dalle GPS e tutti gli idonei dell’ultimo concorso IRC e del nuovo concorso DSGA, indire un concorso straordinario per infanzia e primaria e docenti di religione, rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, quadruplicando le assunzioni per il personale ata, dirottare 15 miliardi del Recovery Fund all’istruzione e ricerca, coprire tutti i posti sul sostegno chiesti dalle scuole. Su questo, presenteremo emendamenti specifici in Parlamento.
Il decreto Agosto n.104, contiene le misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia: il testo pubblicato in G.U. comprende anche finanziamenti aggiuntivi per la riapertura delle scuole in sicurezza a partire dal 14 settembre. A partire dallo stanziamento di altri 1,3 miliardi. Sono due i filoni di intervento principale: lo stanziamento aggiuntivo di un miliardo (400 milioni di euro nel 2020 e di 600 milioni di euro nel 2021) riguarderà le ‘Misure per l’edilizia scolastica, per i patti di comunità e per l’adeguamento dell’attività didattica per l’anno scolastico 2020-2021′; i restanti 300 milioni andranno ad aumentare la dote a cui il commissario straordinario all’emergenza, Domenico Arcuri, potrà attingere per tutte le esigenze collegate all’inizio dell’anno scolastico. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “lo stanziamento previsto dal Governo con il decreto 104 rappresenta un primo importante segnale di rafforzamento delle strutture scolastiche, in vista del complicato rientro in classe in presenza a partire da metà settembre. Ben venga la soluzione di collocare gli studenti in locali aggiuntivi: come Anief abbiamo indicato da subito la strada migliore su questo punto, che passa per il recupero dei 15 mila plessi dismessi a seguito degli scellerati tagli agli organici e alle sedi scolastiche attuate negli ultimi 12 anni. Allo stesso modo è bene che l’organico cosiddetto Covid, per il quale il ministero ha mostrato sensibilità e diponibilità, non si fermi a 50 mila unità, ma vengano assegnate alle scuole tutti i docenti e Ata necessari per garantire il diritto allo studio in sicurezza di quasi un milione e mezzo di allievi. Una sicurezza che passa, è bene ricordarlo, per il distanziamento, l’utilizzo permanente della mascherina, l’utilizzo continuo di gel disinfettante, la gestione dei flussi e tutte le operazioni necessarie per l’igienizzazione e la gestione dei locali scolastici. Tutte operazioni che vanno realizzate in fretta, nei prossimi giorni, e che necessitano di 150 mila docenti in più e ulteriori 40 mila Ata, da assumere a tempo indeterminato e non certo con la modalità illegittima dei contratti usa e getta”.

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Scuola: Riapertura a settembre in sicurezza il Ministero dell’Istruzione coinvolge direttamente gli EE.LL

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

L’avvio del nuovo anno scolastico 2020/2021 è oramai alle porte e molti sono gli interrogativi che non hanno ancora una risposta certa, diversi sono gli incontri che si susseguono in questi giorni e nonostante ciò molte scuole non hanno a disposizione spazi sufficienti per ripartire in sicurezza con la didattica in presenza. Il Ministero con Avviso pubblico Protocollo 27189 del 19 agosto 2020 coinvolge tutti gli EE.LL proprietari di immobili scolastici assegnando delle risorse per acquisire ulteriori spazi da destinare alle attività scolastiche per l’anno 2020/2021. Entro le ore 18:00 del 26 agosto 2020 ogni EE.LL. può accedere ad un link predisposto dal Ministero per comunicare il fabbisogno economico per procedere ad affitto di nuovi spazi da adibire ad attività didattiche, affittare o acquistare strutture temporanee oltre a finanziare eventuali spese di trasporto per gli studenti o adeguare le nuove strutture alle esigenze didattiche. Le risorse sono destinate a fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 attualmente in corso e per il reperimento “di ulteriori spazi da destinare all’attività didattica nell’anno scolastico 2020/2021”. Pertanto, le richieste e le esigenze espresse dagli enti locali devono essere coerenti con tale finalità.
Per tutte le informazioni sulla procedura gli EE.LL. possono consultare il LINK messo a disposizione dal Ministero.

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Scuola: Riapertura a settembre? I presidi Udir pronti allo sciopero

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2020

A seguito delle ultime informative del Comitato tecnico scientifico e dell’incontro tenuto nella serata tra la ministra Lucia Azzolina, il commissario straordinario Domenico Arcuri e le organizzazioni rappresentative dei dd.ss., il giovane sindacato dei dirigenti scolastici annuncia che se non interverrà una norma in Parlamento il ricorso allo stop alle attività sarà inevitabile. In alcuni istituti mancheranno infatti i banchi fino a novembre, in altri le nuove aule per tutto l’anno, oltre che il personale necessario. Cosicché non si potrà appieno rispettare le norme sul distanziamento interpersonale previsto dal protocollo sulla sicurezza del 6 agosto. Non bastano le rassicurazioni del CTS. In presenza di contagio, in questa condizione il capo d’istituto sarebbe il primo responsabile penale e civile, inquisito d’ufficioLe condizioni per la ripartenza della scuola a settembre, non fanno dormire sonni tranquilli ai dirigenti scolastici. Sono per ora poco di più di 400 gli iscritti al giovane sindacato dei dirigenti scolastici, ma la protesta si allarga, anche nelle chat e sui social media ai loro colleghi. Alcuni presidi sono pronti a consegnare le chiavi ai prefetti dopo aver rinviato le ferie pur di provvedere a tutte le richieste e indicazioni pervenute dal ministero dell’Istruzione e da quello della salute. Più volte hanno risposto a domande di richiesti di banchi, spazi, organici. Ora tocca al Governo che vuole la riapertura delle scuole, come tutte le famiglie, giustamente dare certezza anche sulle responsabilità di chi non avrà le aule aggiuntive e il personale docente e Ata richiesto nei tempi giusta per l’apertura dell’anno scolastico. Se sono apprezzabili gli sforzi del Governo per la riapertura in sicurezza delle scuole deve essere chiaro che in assenza di certezze sulla responsabilità dei presidi. lo stato di agitazione non può che montare.
Il sindacato Udir, in particolare, reputa non utile la soluzione prospettata dall’amministrazione di poter sollevare dalle responsabilità i dirigenti scolastici qualora attuino tutte le disposizioni previste dai protocolli in via di approvazione finale: la norma di riferimento, in caso di controversia, rimane, come citato dal Cts, quella contenuta nella legge del 5 giugno 2020, la quale ratifica solamente quanto enunciato dall’art. 42 comma 2 del decreto Cura Italia in merito al l’equiparazione del contagiato da Covid quale infortunio sul lavoro come ribadito dalla circolare 22 del 20 maggio scorso prodotta dall’Inail; la Legge di inizio giugno, in pratica, va a determinare una limitazione o cancellazione delle responsabilità datoriale, in presenza di un lavoratore ( studente) contagiato solo qualora lo stesso dirigente abbia adempiuto in toto a tutti i protocolli ministeriali sottoscritti tra governo e parti sociali. Sul piano pratico, tuttavia, Udir sostiene che il contagio è per sua natura poliedrico, mutevole, di difficile individuazione e causa: pertanto, il giudice potrebbe comunque individuare delle mancanze nell’operato dei dirigenti. Il punto, quindi, rimane sempre lo stesso: bisogna approvare a livello legislativo uno “scudo” ad hoc specifico per la tutela dei capi d’istituto, come chiesto pubblicamente dalla scorsa primavera dal giovane sindacato e ribadito nei giorni scorsi alla ministra dell’Istruzione.

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Scuola: Riapertura, quasi una scuola su due senza Direttore dei servizi amministrativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Riaprire le scuole in sicurezza a settembre è un’opera complessa: sono tanti gli adempimenti da attuare. E servono figure apicali di esperienza che assicurino un’organizzazione adeguata. Negli istituti scolastici questo compito è ottemperato dai capi d’istituto, che negli aspetti economici e di gestione interna vengono affiancati dai Direttori dei servizi generali e amministrativi: il loro ruolo è fondamentale. Peccato che quasi una scuola italiana su due non abbia il suo Dsga. A rimarcare questa contraddizione, nell’anno più complicato della scuola pubblica italiana a causa dell’emergenza epidemiologica, è Marcello Pacifico: intervistato da Teleborsa, il presidente nazionale Anief ha spiegato che a fronte dei tanti adempimenti da attuare sono “troppo pochi i direttori dei servizi generali amministrativi in servizio presso le scuole, poiché ne mancano più di tremila. Siccome il concorso in via di definizione coprirà probabilmente solo mille posti occorre avviare una procedura straordinaria urgente per i facenti funzione”. Il sindacato non starà comunque a guardare. “Ecco perché come Anief – ha detto Pacifico – ci sentiamo di dire che bisogna intervenire urgentemente nel decreto di agostano n. 104 del 14 agosto, in corso di conversione di legge presso il Senato, con degli emendamenti specifici che vadano ad estendere il blocco del 30% degli idonei rispetto all’inserimento nelle graduatorie di merito, in maniera tale che anche negli anni successivi potranno essere assunti tutti gli idonei Dsga, tutti coloro che hanno superato la prova concorsuale e non soltanto il 30% rispetto al numero dei posti banditi”.

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Ipotesi tamponi a tappeto per la riapertura delle scuole a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

Lo riporta Il Fatto Quotidiano. “L’ipotesi è di effettuare lo screening a tutto il personale scolastico tra l’inizio di agosto e i primi di settembre, in tempo per l’avvio del nuovo anno”. Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, ai microfoni di Italia Stampa, ha fatto il punto della situazione, sottolineando come sia di primaria importanza, per arrestare la corsa del Covid-19, strutturare in maniera adeguata il distanziamento sociale in classe e rispettare le stesse direttive dentro la scuola e fuori dalle aule.Pacifico, leader del sindacato, ha infatti affermato che “con il ritorno in classe giungono nuove indicazioni, che provengono dal ministero della Salute e che riguardano la necessità, per i dipendenti pubblici ma soprattutto per il personale della scuola, di fare dei tamponi. Fermo restando che il tampone è una delle misure cautelative utili, va detto che è limitato a un determinato momento. Poiché gli insegnanti e il personale Ata saranno sempre a contatto con gli alunni tutto l’anno scolastico, significa che, così come per i medici e gli infermieri, dovrebbero fare dei tamponi periodici. Tutto questo, però, non impedisce la diffusione del Coronavirus, perché la migliore forma di arresto è, come è stato detto in tutti i modi dai membri del Comitato tecnico scientifico, il distanziamento sociale, la distanza cioè di un metro tra alunno-alunno e alunno-insegnante”.Inoltre il sindacalista autonomo ha fatto notare come “tutto ciò debba essere recepito dai nostri studenti anche al di fuori della scuola, altrimenti essa diviene un luogo rigido e invece al di fuori ognuno può fare quello che vuole. Dunque, è necessario un approccio culturale ed educativo anche da parte delle famiglie e della popolazione tutta, che porti a rispettare questo distanziamento dentro la scuola e fuori dalle aule. Per le classi si sta andando nella giusta direzione, ma aspettiamo indicazioni affinché si possa avere più spazio e attivare in sicurezza la didattica in presenza e non di emergenza. Noi siamo del parere che, anche alla scuola secondaria, non si debba arrivare a praticare didattica mista in presenza e a distanza, perché la Dad l’abbiamo fatta per due mesi, non eravamo preparati, ma non possiamo pensare che possa sostituire le lezioni frontali in presenza. Quindi invitiamo tutti gli Uffici scolastici regionali, che adesso sono autorizzati per legge ad attivare nuovi organici e nuove classi in deroga ai vincoli esistenti, a tenere presente questo, insieme ai dirigenti scolastici, e a utilizzare non solo i 3mila plessi che erano stati dismessi, ma anche gli altri 10mila che usavamo fino a 15 anni fa e che servono per far ripartire la scuola in sicurezza”.

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Dirigenti scolastici: I presidi chiedono più organici per la riapertura di settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

I dd.ss. sono preoccupati in vista della riapertura della scuola a settembre: richiedono più insegnanti e bidelli, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Udir accoglie le preoccupazioni dei presidi e afferma che bisogna ascoltarli. Marcello Pacifico (Udir): I dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento; necessario anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docentiCome riporta la stampa nazionale, i presidi sono preoccupati in visione della riapertura della scuola a settembre: la loro richiesta è quella di avete “più insegnanti e bidelli”, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Infatti, sempre nell’intervento di La Repubblica, una preside di un istituto comprensivo infanzia, primaria e medie inferiori, “dice che così stando le cose — il numero invariato di docenti e bidelli per ogni scuola, intende — a settembre la sezione 3-6 anni non riapre. Molte madri ce l’hanno detto, se il distanziamento sociale non è sicuro terranno i figli dai nonni”.
Udir accoglie le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e afferma che, per far ripartire al meglio la scuola il prossimo anno scolastico, bisogna ascoltare le richieste dei capi d’istituto. Attraverso molti emendamenti infatti, sia al Decreto Scuola che al Decreto Rilancio, il sindacato ha pensato a delle misure in grado di ampliare l’organico, aumentare il numero dei plessi attivi, evitare che ci si ritrovi col problema delle classi pollaio in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui il distanziamento deve essere la parola chiave.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “i dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che, negli ultimi dieci anni, sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento sociale, con classi di massimo 15/18 alunni. Ovviamente bisogna anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docenti, che rientra nella misura di abbattimento delle classi pollaio. Lo abbiamo chiesto a gran voce attraverso i nostri emendamenti, lo abbiamo richiesto a Villa Panphili lunedì al premier Giuseppe Conte. Crediamo che l’Italia debba ripartire più forte di prima, ma con le dovute precauzioni, perché salute e istruzione sono due diritti fondamentali a cui nessuno deve rinunciare”.

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Il tredici giugno riapriranno al pubblico i Musei Pienza Città di Luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

La città ideale del Rinascimento voluta dal Papa umanista Pio II sorge immutata in mezzo al luminoso paesaggio della Val d’Orcia. Il tema della luce, fondamentale nella concezione architettonica del Pontefice per la costruzione della sua città, è evocato dal celebre poeta contemporaneo Mario Luzi che si ispirò più volte a questa terra:Con un unico biglietto cumulativo sarà possibile visitare i preziosi monumenti che incorniciano la piazza principale della città, Palazzo Piccolomini e il Giardino, Palazzo Borgia con il Museo Diocesano, la Cripta. Il PASS ha validità di due giorni e consente la visita con audioguida gratuita. All’interno dell’audioguida è compresa la descrizione della cattedrale alla quale si accede con ingresso libero.Palazzo Piccolomini, residenza del Pontefice Pio II, è un’autentica casa museo con arredi e opere d’arte di grande interesse a partire dal Rinascimento fino al XX secolo. La loggia del palazzo, come un teatro a cielo aperto, si affaccia sul giardino pensile in stile rinascimentale e sul panorama mozzafiato della Val d’Orcia.
Il Museo Diocesano, all’interno di Palazzo Borgia custodisce opere di grande interesse come la Madonna con il Bambino di Pietro Lorenzetti, lo splendido Piviale di manifattura inglese donato alla Cattedrale da Papa Pio II e numerosi dipinti dei più grandi maestri del Rinascimento come Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietta”, Luca Signorelli, Fra Bartolomeo della Porta.
La Cripta conserva al suo interno il fonte battesimale realizzato su disegno del Rossellino e una collezione di pregevoli pagine miniate provenienti dai graduali che Pio II donò alla cattedrale pientina.Il Duomo di Santa Maria Assunta, progettato dal Rossellino per volontà di Papa Pio II, fu consacrato il 29 agosto 1462. L’imponente facciata in travertino, che sembra quasi avanzare sulla piazza dal vasto panorama della Val d’Orcia, rispecchia i canoni classici dell’architettura di Leon Battista Alberti. L’interno, a croce latina, presenta una serie di altari lungo l’abside sui quali troneggiano preziose pale d’altare commissionate dal Papa agli artisti senesi più in auge nella metà del Quattrocento: Sano di Pietro, Vecchietta, Matteo di Giovanni, Giovanni di Paolo.La riapertura dei Musei a Pienza, in conformità con le linee guida per la ripresa delle attività culturali, prevede l’introduzione dell’app gratuita The Right Distance, un’applicazione per smartphone che, nel pieno rispetto della privacy, consentirà di mantenere la giusta distanza dagli altri visitatori. http://www.pienzacittàdiluce.it

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Tempio di San Biagio: Riapertura al pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Il prossimo 13 giugno il Tempio di San Biagio a Montepulciano riapre le sue porte ai pellegrini e ai visitatori, in conformità ai protocolli di sicurezza. Il magnifico Tempio situato appena fuori la città è posto al centro di un prato pianeggiante là dove la Val d’Orcia s’innesta nella Val di Chiana e la sua posizione solitaria, fuori del contesto urbano, in mezzo a un paesaggio straordinario, ne evidenzia la grandiosità. Il fondale paesistico è dunque assai suggestivo, muta e varia di colori a seconda dell’ora del giorno e del susseguirsi delle stagioni. I volumi architettonici si legano e si confondono con l’ambiente circostante in una maniera armonica.
Capolavoro dell’artista che lo concepì, Antonio da Sangallo detto il Vecchio, San Biagio è considerato uno dei massimi esempi dell’architettura italiana del Cinquecento. La costruzione del Tempio, a pianta centrale, fu avviata nel 1518 per venerare una più antica immagine miracolosa mariana, La Madonna col Bambino e San Francesco, attribuita al Maestro di Badia Isola, un artista di scuola senese vicino ai modi di Duccio di Buoninsegna.Nel complesso la chiesa costituisce una sintesi perfetta tra arte e fede, ambiente naturale e opera dell’uomo – misura e centro dell’Universo – devozione popolare e ingegno. Un monumento mirabile che contribuisce significativamente alla definizione di Montepulciano, “perla del Cinquecento”, in quanto palazzi, chiese, decori riflettono il Rinascimento maturo e si susseguono in una sorta di museo a cielo aperto.L’invito ai visitatori è quello di calpestare quel prato, sagrato naturale, dove si erge il Tempio e varcare la soglia in travertino della Chiesa: come ha rilevato don Domenico Zafarana turisti o pellegrini, credenti o non credenti, entrando “gustino la soavità e la linearità di un edificio sacro, molto caro alla tradizione cristiana, che nei cinque secoli della sua storia non è stato soggetto se non a poche e rare modifiche che ne hanno conservate la bellezza estetica e l’efficacia stilistica. Non a caso – nel grande e centrale altare marmoreo, attorno al quale si sviluppa il complesso sacro – è iscritta quella frase cara ai Padri della Chiesa dei primissimi secoli dell’era cristiana: ‘Hinc Deus homo et homo Deus’. Qui, in questo luogo, grazie alla bellezza, Dio può diventare uomo”.
L’orario di ingresso è tutti i giorni dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 18.00. La domenica dalle 12.00 alle 19.00, dopo la Santa Messa, che si celebra alle ore 11.00.

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Dal 2 giugno riapertura di tutti i Musei Civici di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Roma Dal 2 giugno riaprono al pubblico tutti gli spazi del Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dopo la ripresa delle attività dei Musei Capitolini e del Museo di Roma a Palazzo Braschi, lo scorso 19 maggio, riaprono anche Museo dell’Ara Pacis, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna, Musei di Villa Torlonia, Museo Civico di Zoologia, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Napoleonico, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura. Dalla stessa data, saranno nuovamente visitabili le aree archeologiche dei Fori Imperiali (ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali), dalle 08.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.15), e del Circo Massimo (a esclusione di Circo Maximo Experience), dalle 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.00).
Sarà possibile prenotare l’ingresso e la fascia oraria al numero 060608 oppure online sul sito http://www.museiincomuneroma.it. Per i possessori della MIC card la prenotazione allo 060608 è obbligatoria e gratuita.

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Coronavirus: Lombardia, Liguria e Piemonte non sono pronte alla riapertura

Posted by fidest press agency su domenica, 31 Maggio 2020

Secondo quanto previsto dal DL 33/2020, dal 3 giugno saranno nuovamente autorizzati i movimenti di persone tra le Regioni italiane. Non tutte, però, potrebbero avere il via libera o le stesse modalità: domani il Ministro della Salute Speranza valuterà il monitoraggio dei dati del contagio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, i cui risultati saranno decisivi per formalizzare la decisione sulla ripresa della mobilità interregionale.Tra le istituzioni, le forze di maggioranza e sindaci e governatori (in particolare del Sud) sembra prevalere un senso comune di massima cautela, nonostante il trend positivo dei dati. «Anche nella settimana 21-27 maggio, infatti – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – il nostro monitoraggio indipendente conferma sia la costante riduzione del carico su ospedali e terapie intensive, sia il rallentamento di contagi e decessi».
Tenendo conto delle notevoli eterogeneità regionali nell’esecuzione dei tamponi, della limitata affidabilità dell’indice Rt, per informare la possibile riapertura dei confini regionali la Fondazione GIMBE ha condotto un’analisi indipendente relativa alla fase 2 nelle varie Regioni utilizzando due indicatori parametrati alla popolazione residente: l’incidenza di nuovi casi e il numero di tamponi “diagnostici”, escludendo quelli eseguiti per confermare la guarigione virologica o per necessità di ripetere il test.
Percentuale di tamponi diagnostici positivi. Risulta superiore alla media nazionale (2,4%) in 5 Regioni: in maniera rilevante in Lombardia (6%) e Liguria (5,8%) e in misura minore in Piemonte (3,8%) Puglia (3,7%) ed Emilia-Romagna (2,7%).
Tamponi diagnostici per 100.000 abitanti Rispetto alla media nazionale (1.343), svettano solo Valle d’Aosta (4.076) e Provincia Autonoma di Trento (4.038). Nelle tre Regioni ad elevata incidenza dei nuovi casi, la propensione all’esecuzione di tamponi rimane poco al di sopra della media nazionale sia in Piemonte (1.675) che in Lombardia (1.608), mentre in Liguria (1.319) si attesta poco al di sotto.
Incidenza di nuovi casi per 100.000 abitanti: rispetto alla media nazionale (32), l’incidenza è nettamente superiore in Lombardia (96), Liguria (76) e Piemonte (63). Se il dato del Molise (44) non desta preoccupazioni perché legato a un recente focolaio già identificato e circoscritto, quello dell’Emilia-Romagna (33) potrebbe essere sottostimato dal numero di tamponi diagnostici (1.202 per 100.000 abitanti) ben al di sotto della media nazionale (1.343) Si sottolinea che i dati analizzati riflettono quasi interamente le riaperture del 4 maggio, ma non quelle molto più ampie del 18 maggio che potranno essere valutate nel periodo 1-14 giugno, tenendo conto di una media di 5 giorni di incubazione del virus e di 9-10 giorni per ottenere i risultati del tampone. A 23 giorni dall’allentamento del lockdown, dunque, la Fondazione GIMBE dimostra che la curva del contagio non è adeguatamente sotto controllo in Lombardia, Liguria e Piemonte: in queste Regioni si rileva la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi, il maggior incremento di nuovi casi, a fronte di una limitata attitudine all’esecuzione di tamponi diagnostici. In Emilia-Romagna, una propensione ancora minore potrebbe distorcere al ribasso il numero dei nuovi casi.

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