Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘ricadute’

Inflazione: tasso al +1,3% con ricadute di 387,40 Euro annui a famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

L’Istat conferma, a giugno, il tasso di inflazione al +1,3% su base annua. A spingere sull’acceleratore dei prezzi sono, come facilmente prevedibile e come da noi più volte denunciato, i costi dei beni energetici.Guarda caso, in vista oltre ai beni energetici aumentano anche i costi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.Con il tasso di inflazione a questi livelli le ricadute per i cittadini saranno di +387,40 Euro annui a famiglia.Un andamento che preoccupa fortemente, dal momento che incide significativamente, da un lato sulle condizioni di vita delle famiglie, determinando un aumento del fenomeno della povertà energetica che attualmente interessa l’8,8% delle famiglie, dall’altro sulla ripresa di un settore vitale per la nostra economia, come il turismo.È urgente che il Governo intervenga con urgenza su tale versante, attraverso un attento monitoraggio dei prezzi e una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette (a partire da una attenta revisione dei famigerati oneri di sistema) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l’adizione di un sistema di accisa mobile). Inoltre è indispensabile l’avvio di misure a sostegno delle famiglie, attraverso piani di rilancio dell’occupazione e un ripensamento sulla proroga del blocco dei licenziamenti che, come purtroppo avevamo previsto, hanno ripreso con drammatica frequenza.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Inflazione: tasso al +1,3% con ricadute di 387,40 Euro annui a famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

L’Istat a giugno rileva il tasso di inflazione al +1,3%, lo stesso livello di maggio. “Il carovita – specifica l’Istituto di Statistica – è sostenuto ancora prevalentemente dai prezzi dei beni energetici”, come facilmente prevedibile.Oltre ai beni energetici, in vista dell’estate, come annunciato aumentano anche i costi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.Con il tasso di inflazione a questi livelli le ricadute per i cittadini saranno di +387,40 Euro annui a famiglia.Una spesa che preoccupa, soprattutto perché riguarda un settore, come quello dell’energia, in cui crescono senza sosta il disagio e la povertà. Secondo i dati più recenti l’8,8% delle famiglie si trova in situazione di povertà energetica: una condizione che indica la difficoltà di una famiglia ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici o una situazione in cui l’acquisto dei servizi energetici necessari alla famiglia implica una distrazione di risorse superiore a un valore socialmente accettabile.È urgente che il Governo intervenga con urgenza su tale versante adottando misure efficaci a sostenere le famiglie in questa delicata fase, avviando opportuni piani di rilancio dell’occupazione, operando la proroga del blocco dei licenziamenti e rafforzando l’azione di contrasto all’evasione fiscale.In campo energetico, come chiediamo da tempo, è inoltre necessario avviare una riforma generale della tassazione in bolletta, a partire da una attenta revisione dei famigerati oneri di sistema. Inoltre, come recentemente abbiamo fatto presente alla stessa Autorità per l’Energia, è giunto il momento di aprire una seria e approfondita discussione sulle politiche energetiche, sulla transizione ecologica e sulle misure da adottare per informare e tutelare i cittadini in questa delicata fase.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prezzi: con l’inflazione al +0,4% ricadute di +119,20 Euro annui a famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

Continua la timida ripresa del tasso di inflazione, che conferma a gennaio il rientro in campo positivo: +0,4% sull’anno e + 0,7% rispetto al mese precedente.Il carrello della spesa, invece, frena al +0,4%, allineandosi all’andamento generale dei prezzi. In questo modo, le ricadute pe le famiglie in termini annui, si attestano a un aumento di +119,20 Euro, ma temiamo tali aggravi siano destinati ad aumentare.Il dato diffuso oggi dall’Istat va osservato, infatti, in parallelo all’andamento dei consumi e dei costi delle commodities. Se da un lato assistiamo alla frenata della spesa da parte delle famiglie, ancora in forte disagio a causa della pandemia e dei suoi risvolti economici, dall’altro vi sono forti spinte al rialzo dei prezzi, dal costo del petrolio al gasolio, a materie prime alimentari come il frumento e il mais. Non dimentichiamo poi le ricadute indirette, determinate dai costi di trasporto su gomma, che il rincaro del gasolio determina su tutti i beni di largo consumo nel nostro Paese.Appare evidente, in tal senso, che il nuovo Governo dovrà prestare la massima attenzione a tali tendenze, facendo in modo che gli aumenti non siano oggetto di speculazioni (come abbiamo purtroppo denunciato più volte in passato) e che non gravino eccessivamente sulle famiglie già in forte difficoltà.Nel delicato quadro economico che attraversa il Paese un’inflazione contenuta è fondamentale per una ripresa dei consumi, pur non essendo, da sola, in grado di determinare un rilancio in tal senso. Per questo, oltre agli obiettivi delineati in campo sanitario e per lo sviluppo del Paese, riteniamo fondamentale che il Governo si impegni rapidamente e concretamente per avviare una ripresa dell’occupazione e promuovere una crescita sostenibile, che contrasti le disuguaglianze ed argini la crescente povertà.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Covid-19 e le ricadute su donne e bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Mentre la pandemia da coronavirus si prolunga, un mix letale di isolamento, povertà crescente e ristrettezze economiche sta scatenando una nuova ondata di violenze nei confronti di donne e bambine rifugiate, sfollate e apolidi, ha avvertito oggi l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati. Il Global Protection Cluster guidato dall’UNHCR, una rete di agenzie ONU e ONG che assicura protezione alle persone colpite dalle crisi umanitarie, ha registrato un incremento dei casi di violenza di genere in almeno 27 Paesi. In almeno 20 Paesi sono stati riferiti casi di vendita o scambio di prestazioni sessuali come risposta per la sopravvivenza economica.Nel Camerun nord-occidentale e sud-occidentale, dove la situazione sul piano della sicurezza continua a essere instabile, una sconcertante percentuale del 26 per cento di casi di violenza di genere registrati dall’inizio della pandemia riguarda minori. Nella Repubblica Centrafricana, dove un quarto della popolazione è sfollato, si registra un caso di violenza di genere ogni ora, una stima basata sui dati raccolti dal sistema di allerta umanitario, che copre il 42 per cento del Paese.I casi di violenza di genere che riguardano rifugiati e migranti venezuelani in Colombia sono cresciuti del 40 per cento nel corso dei primi tre trimestri dell’anno, rispetto a quelli registrati nello stesso periodo nel 2019. Le chiamate ai numeri di assistenza per le vittime di violenza domestica, inoltre, hanno registrato un aumento del 153 per cento in Colombia e del 56 per cento in Zimbabwe.A Cox’s Bazar, in Bangladesh, il 42 per cento di rifugiati rohingya di entrambi i sessi intervistati nell’ambito di un’attività di valutazione umanitaria ha dichiarato che la sicurezza di donne e bambine è esposta a rischi maggiori ‘all’interno delle mura domestiche’ da quando è scoppiata la crisi da COVID-19. I rifugiati consultati hanno descritto come vi sia un incremento, in particolare, di casi di violenza nei rapporti di coppia, derivanti dalle tensioni causate dalle misure di isolamento, dalle restrizioni al movimento e dalle difficoltà finanziarie. L’UNHCR, inoltre, esprime apprensione in merito all’aumento dei rischi di matrimoni precoci o forzati quali meccanismi di risposta a cui fanno ricorso le famiglie sfollate sopraffatte da pressioni socioeconomiche. Numerosi Paesi teatro di conflitti o esodi fanno già registrare alcuni tra i tassi più elevati al mondo in relazione a tali casi. Rilanciando il tema di quest’anno delle Nazioni Unite per i 16 Giorni di Attivismo dedicati alla promozione di attività volte a finanziare, rispondere, prevenire e raccogliere dati per porre fine alla violenza di genere, l’UNHCR esorta i donatori ad assicurare sostegno per preservare e rafforzare i servizi essenziali di prevenzione e risposta.I servizi di risposta alla violenza di genere, tra cui sostegno psicosociale, servizi sanitari specializzati e case rifugio, costituiscono misure salvavita e devono essere considerati essenziali durante i periodi di isolamento imposti dal COVID-19.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Covid-19: Evitare gravi ricadute nella fase 2

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

Tamponi da processare o con metodica tradizionale o con test rapidi per tutti i sintomatici, per tutti i contatti stretti di casi positivi e per chi richiede cure ospedaliere di qualsiasi tipo (parto, problemi medici acuti di qualsiasi genere, chirurgia d’elezione, terapie farmacologiche). Esami sierologici a chi è negativo al tampone ma è sintomatico (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività. Gli esami diagnostici utilizzati in modo appropriato rappresentano l’unica strategia per interrompere la diffusione del contagio e per prepararsi all’interruzione del lockdown. Secondo l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) interrompere il lockdown è possibile solo se si prevede una strategia allargata e integrata di monitoraggio di Covid-19 attraverso l’impiego appropriato degli esami diagnostici a disposizione, ovvero dei test diagnostici anche rapidi per SARS-CoV-2 su tampone nasofaringeo e i prelievi del sangue per l’esame degli anticorpi contro SARS-CoV-2. Questi ultimi possono, infatti, aumentare in modo considerevole le nostre conoscenze sull’epidemiologia di COVID-19 e distinguere coloro che sono protetti da coloro ancora suscettibili all’infezione.
“Seppur ancora in fase di validazione – spiega Susanna Esposito, Presidente WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma – sappiamo ormai che gli esami sierologici eseguiti su sangue venoso e su sangue capillare hanno un ruolo importante nella strategia di monitoraggio e di contrasto alla diffusione di Covid-19. È vero che è necessario definire ulteriormente i test più sensibili e specifici ma, soprattutto negli ospedali, nelle residenze per anziani e nelle aziende che prevedono di riprendere a breve le proprie attività lavorative, oggi è sbagliato non impiegare gli esami sierologici standard o rapidi considerate le evidenze scientifiche raccolte nelle ultime settimane”.
Waidid raccomanda, quindi, l’impiego allargato degli esami diagnostici a disposizione, compreso l’utilizzo dei test sierologici, da eseguire soprattutto su alcune categorie di persone, in particolare chi è negativo al tampone ma ha sintomi suggestivi per infezione da SARS-CoV-2 (soprattutto se da più di 5 giorni), ai contatti stretti anche asintomatici dei casi positivi verificativi più di 7 giorni prima, agli operatori sanitari e ai lavoratori che devono riprendere le proprie attività.“Si parla molto di interrompere il lockdown – continua Susanna Esposito – ma questo non sarà possibile se non attraverso adeguate indagini di sieroprevalenza per valutare la percentuale di soggetti con IgG contro SARS-CoV-2, così da evitare drammatici errori e ricadute in caso di una seconda ondata epidemica. Ormai sappiamo bene che un veicolo importante di trasmissione della malattia sono i portatori asintomatici, la cui identificazione deve essere effettuata all’interno di un percorso di monitoraggio integrato ma più aggressivo di quello che tuttora viene utilizzato in molte realtà del nostro Paese”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cambiamenti climatici e ricadute sull’ecosistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

“Da anni i Consorzi di bonifica sono sensori dei cambiamenti climatici in atto, dovendone affrontare, anche in questi giorni, le conseguenze. Per ciò, aderiamo con convinzione al primo #climatestrike organizzato internazionalmente dai giovani, condividendo il preoccupato monito del Presidente della Repubblica: siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Siamo orgogliosi che il logo ANBI sia stato accettato dagli organizzatori fra i partner dell’iniziativa ed abbiamo invitato tutti i Consorzi di bonifica italiani a condividere, venerdì 15 Marzo (#FridaysForFuture), con una significativa foto sui social, le motivazioni della protesta giovanile”: ad annunciarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Palmanova ad un workshop sul futuro della Bonifica, organizzato nell’ambito di un’azione cofinanziata dalla Commissione Europea.Dopo l’Emilia Romagna è, infatti, il Nordest a guardare con preoccupazione lo stato delle risorse idriche, considerando l’assenza di precipitazioni e lo scarso manto nevoso sulle montagne.
L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali (competente sui bacini dell’Adige, del Brenta-Bacchiglione, del Piave e del Tagliamento), riunitosi a Trento con una settimana d’anticipo a causa della situazione in atto, indica come i dati relativi ai serbatoi nivali (neve) ed al livello nei laghi di montagna segnalino una situazione non ancora critica, ma che va seguita con grande attenzione.
Nello specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43% rispetto alla media del periodo; quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18% e quelli del Piave sono al 27%.In Veneto, il lago di Pieve di Cadore è al 70% della sua capacità massima; il lago del Mis è al 62%, quello di Santa Croce è al 65%, mentre il bacino del Corlo è al 50%.“Alla luce di questi dati – commenta Andrea Crestani, Direttore di Anbi Veneto – l’Autorità definisce l’attuale scenario come livello di severità idrica bassa, poichè la domanda d’acqua è soddisfatta (la stagione delle irrigazioni deve ancora iniziare), ma gli indicatori mostrano un trend sfavorevole con assenza di precipitazioni e temperature troppo elevate .”“La vitale importanza dell’acqua trattenuta nei bacini – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è confermata anche dai dati del Friuli Venezia Giulia, dove la presenza delle riserve idriche dei laghi artificiali di Ravedis e Barcis garantisce una certa tranquillità. Per questo, ribadiamo la necessità di aprire i cantieri previsti dal Piano Nazionale Invasi, chiedendo al contempo il finanziamento di ulteriori progetti esecutivi, che i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno pronti. Diversa è la situazione nel bacino del fiume Isonzo, le cui caratteristiche idrologiche e la condizione transfrontaliera con la Slovenia sollecitano una sua infrastrutturazione per garantire disponibilità idrica costante alle campagne italiane.”“La sfida – conclude il Presidente di ANBI – è tenere unito il Paese, anche nella gestione idrica, per non perdere la sfida della competitività nel settore agroalimentare, che vale 45 miliardi di export, l’86% del quale è irriguo, perché senza disponibilità d’acqua non c’è qualità agricola.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Epilessia: risposta precoce a cura predice meno ricadute

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 Maggio 2012

La risposta al primo trattamento dei pazienti con nuova diagnosi di epilessia, predice un andamento migliore della patologia. Lo ha evidenziato uno studio internazionale su 1.098 pazienti naive, in cui è stata osservato un carattere costante dell’evoluzione della malattia e, in particolare, è stato notato che la probabilità di assenza di attacchi diminuiva nei trattamenti farmacologici successivi al primo. Dopo la diagnosi e la somministrazione dei primi farmaci, avvenute dal 1982 al 2006, i pazienti, di età media 32 anni, sono stati seguiti fino al 2008. In occasione dell’ultimo controllo clinico effettuato, il 68% di loro era libero da convulsioni e il 62% era rimasto in regime di monoterapia. I risultati ottenuti sono stati classificati in quattro tipologie, considerando l’assenza di convulsioni tale se protratta per almeno un anno. Il pattern più favorevole è stato osservato in coloro che avevano raggiunto precocemente la scomparsa delle convulsioni e l’hanno mantenuta nel tempo: questa evoluzione ha caratterizzato 408 pazienti, il 37%. Invece, un’assenza di convulsioni ottenuta in ritardo ma poi, comunque, mantenuta, si è prodotta in 246 soggetti, il 22%. Nel 16% dei casi (172 pazienti) la terapia ha portato a fluttuazioni tra periodi di assenza di convulsioni e recidive. Infine, l’assenza di convulsioni è stata raggiunta nei rimanenti 272 partecipanti allo studio (25%). I pazienti sottoposti a terapie con un solo farmaco hanno ottenuto i risultati migliori rispetto a regimi con due farmaci, e con quest’ultimi, a loro volta, sortivano effetti miglior che con tre farmaci . Inoltre, i ricercatori hanno appurato che meno del 2% dei pazienti ha raggiunto l’assenza di convulsioni in regimi farmacologici successivi al primo, anche se qualcuno è riuscito in questo obiettivo al sesto o settimo tentativo. (Neurology, 2012; 78(20):1548-54 – fonte doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuove opzioni per schizofrenia e fibrosi cistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2012

Novità in ambito terapeutico per il trattamento della schizofrenia a della fibrosi cistica. La prima, già disponibile in Italia, è la formulazione iniettabile che prevede una somministrazione mensile di paliperidone palmitato a rilascio prolungato, un antipsicotico indicato nel trattamento della patologia. Il farmaco ha ottenuto l’autorizzazione dall’Ema e dall’FdaA nel corso del 2011, in seguito a prove di efficacia ottenute in un ampio programma di sviluppo clinico. In particolare: da quattro studi in doppio cieco, controllati con placebo, condotti in pazienti con riacutizzazione della schizofrenia e dauno studio più prolungato in doppio cieco per la prevenzione delle ricadute e il mantenimento. Si arricchisce di un nuovo farmaco anche la gestione della fibrosi cistica: la Commissione europea ha approvato la commercializzazione di un farmaco coadiuvante nell’eliminazione del muco e in grado di migliorare la funzionalità polmonare e contrastare le riacutizzazioni della patologia. L’efficacia nel migliorare i parametri dell’efficienza polmonare e nel ridurre episodi infettivi nei pazienti trattati rispetto ai soggetti di controllo, è stata dimostrata in studi clinici di Fase III.(fonte: doctornews33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tav: le ricadute dei cantieri sul territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2012

English: This is the NO TAV logo. Italiano: lo...

Potrebbe presto diventare permanente il tavolo di lavoro sulla Torino-Lione che stamani a Palazzo Cisterna ha riunito i parlamentari piemontesi, la Regione Piemonte, la Provincia e la Città di Torino. Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici: innazitutto riaprire il confronto con i Sindaci della Valsusa disponibili a discutere; promuovere iniziative di informazione dell’opinione pubblica sui risultati tecnici del lavoro svolto negli ultimi anni dall’Osservatorio sulla Torino-Lione, presieduto dall’architetto Mario Virano; concretizzare in proposte di legge le compensazioni, gli sgravi fiscali ed i progetti di sviluppo per i territori interessati ai cantieri della TAV. “Dobbiamo superare l’attuale fase critica per l’ordine pubblico con iniziative che servano ad illustrare ai cittadini un progetto del tunnel di base e della stazione internazionale di Susa che è molto diverso da quello iniziale, sul quale si registrava la pressoché totale contrarietà degli amministratori locali valsusini. – ha spiegato al termine della riunione il Presidente della Provincia, Antonio Saitta – Dobbiamo stare molto attenti a non fornire gratuitamente occasioni di scontro a frange violente, che hanno una strategia precisa e raffinata. Dobbiamo invece cercare il dibattito con coloro che rifiutano la violenza e l’intolleranza e spostare la discussione sui fatti e dati concreti, che l’Osservatorio ci ha messo a disposizione. La decisa presa di posizione del Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha spostato i termini del dibattito: i media rincorrono un po’ meno la cronaca delle contestazioni eclatanti ed iniziano ad occuparsi di analisi e dati concreti sulla necessità e sulla fattibilità del tunnel di base e della stazione internazionale di Susa. Si è aperta una fase nuova e dobbiamo coglierne le opportunità, mostrando la compattezza dei parlamentari e delle forze politiche”. Il Presidente Saitta ha poi ricordato che il Piano Strategico per i territori interessati ai cantieri della TAV prevede investimenti per 1,4 miliardi di Euro, che vanno incontro alle esigenze emerse nel confronto con i Comuni e le comunità locali che hanno partecipato ai lavori dell’Osservatorio. L’architetto Virano ha poi illustrato alcuni dettagli tecnici e le tempistiche per la realizzazione del tunnel geognostico di Chiomonte. Il Presidente dell’Osservatorio ha spiegato che il cantiere della Maddalena è stato completamente perimetrato e che occupa un’area di 7 ettari. Ai 63 proprietari interessati sono stati notificati l’acquisizione e l’utilizzo temporaneo dei terreni. Le operazioni preliminari all’inizio dello scavo dovrebbero protrarsi dall’inizio di aprile alla fine di maggio. Nel mese di giugno dovrebbe iniziare la prima fase di scavo, con i mezzi tradizionali, mentre nel prossimo inverno dovrebbe essere montata la “talpa” che scaverà per 7 Km il tunnel. Quando il tunnel di base sarà realizzato e funzionante, il tunnel geognostico avrà la funzione di uscita di sicurezza. Per quanto riguarda il tunnel ferroviario di base, completata la progettazione preliminare, è in corso quella definitiva, che dovrebbe concludersi a fine 2012. Seguirà una fase di valutazione (compresa la V.I.A.) e approvazione, che dovrebbe consentire di aprire i cantieri entro la fine del 2013. E’ prevista entro la fine del 2012 la costituzione della società mista italo-francese che assegnerà gli appalti per i lavori, con una severa attività di vigilanza per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti. In merito alla stazione internazionale di Susa, l’architetto Virano ha ricordato la partecipazione di ben 370 studi di architettura al concorso internazionale di idee. Entro fine anno saranno scelti i cinque finalisti. Sulla tratta Bussoleno-Avigliana i treni della TAV utilizzeranno la linea attuale per almeno i prossimi 30 anni. Per l’ulteriore tratta sino a Settimo Torinese sono in corso valutazioni da parte del Ministero dell’Ambiente. Il Presidente dell’Osservatorio ha poi sottolineato che l’approvazione del trattato italo-francese da parte del Parlamento italiano è preliminare alla discussione in sede di Parlamento Europeo sull’ipotesi di far salire dal 30 al 40% la percentuale di cofinanziamento comunitario delle grandi opere come la Torino-Lione. L’architetto Virano si è anche soffermato sull’esigenza di diffondere tra l’opinione pubblica i risultati delle analisi sul rapporto costi-benefici della Torino-Lione, condotte da esperti appartenenti a due diverse scuole di pensiero (pro e contro la TAV) sulla base di tre differenti scenari macroeconomici (dal più negativo a quello che prevede una ripresa nei prossimi anni). Infine Virano ha voluto fare un accenno sulla necessità di dare una sistemazione legislativa alle procedure di concertazione con il territorio in merito alle ricadute positive delle grandi opere pubbliche, sul modello francese del “Démarche Grand Chantier”. Nel suo intervento, il Sindaco di Torino, Piero Fassino, ha convenuto sul fatto che la presa di posizione forte del Governo a favore della Torino-Lione ha cambiato lo scenario, consentendo di riaprire il dialogo con quegli amministratori locali della Valsusa che non si riconoscono più in un atteggiamento di chiusura alla TAV pura e semplice. Fassino ha chiesto una ripresa del confronto con tutti i Sindaci disponibili a sedersi intorno ad un tavolo, fatta salva la premessa che sulla scelta di costruire il tunnel di base e la stazione di Susa non si torna indietro. L’Assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, ha sottolineato l’esigenza di garantire la legalità in Valsusa e fornire ai cittadini una informazione basata su fatti ed analisi concreti. L’onorevole Osvaldo Napoli (PdL) ha ricordato di aver presentato nel 2008 una proposta di legge per la concessione di agevolazioni fiscali alle popolazioni dei Comuni che saranno interessati dai cantieri. Stefano Esposito (PD) ha proposto di istituzionalizzare il confronto tra parlamentari ed Enti locali piemontesi, di coinvolgere in questo confronto gli amministratori valsusini ancora intenzionati a dialogare e di avviare iniziative di informazione della cittadinanza. Agostino Ghiglia (PdL) ha ricordato il malessere degli operatori turistici dell’Alta Valsusa, danneggiati dalle notizie allarmanti sulla situazione dell’ordine pubblico e della viabilità in Valsusa: un malessere che necessita di risposte da parte delle istituzioni. Giorgio Merlo (PD) ha ricordato il ruolo fondamentale che i parlamentari devono continuare ad avere a livello nazionale, in un momento in cui il Parlamento è chiamato a ratificare il trattato italo-francese. L’europarlamentare Vito Bonsignore ha espresso apprezzamento per la scelta di concentrare l’attenzione sul tunnel di base e sulla stazione di Susa, rinviando ad una fase successiva quella sulle tratte Bussoleno-Buttigliera e Buttigliera-Settimo. Inoltre ha assicurato l’appoggio del gruppo dei Popolari Europei al Parlamento di Strasburgo all’ipotesi di incrementare la percentuale di cofinanziamento dell’U.E. per le grandi opere. Anche l’europarlamentare Sergio Cofferati ha espresso sostegno al progetto del tunnel di base, ricordando che le scelte sull’ubicazione dei corridoi europei dei trasporti sono fondamentali per lo sviluppo economico futuro. Sul clima positivo che si è creato tra i parlamentari piemontesi, sulla necessità di comunicare quali positivi effetti la TAV potrà avere sullo sviluppo del territorio e sulla difesa della legalità si sono soffermati, tra gli altri, Davide Cavallotto (Lega Nord), Teresio Delfino (UDC) e Anna Rossomando (PD), mentre Mauro Marino (PD) ha chiesto che il tavolo parlamentari-Enti locali divenga permanente.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Libia e ricadute lavorative

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2011

A tre mesi dall’inizio delle ostilità “ammonta a diverse migliaia il numero di lavoratori licenziati o posti in cassa integrazione” dice l’ing. Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere. “Tra le conseguenze della guerra non va dimenticata la drammatica crisi che sta indebolendo, con qualche grande azienda, anche la quasi totalità di PMI italiane che fino al 2010 erano stabilmente impegnate con la Libia, direttamente o nell’indotto. In molti casi l’acquisizione di commesse in Libia permetteva di mantenere viva l’azienda in Italia. Esistono poi casi di imprenditori che avevano spostato in quella Nazione il core business delle proprie aziende portando a Tripoli anche un gran numero di ingegneri e di personale qualificato. Posti di lavoro persi che non si recupereranno. Le ultime stime mensili della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale confermano che, in totale, appena il 30% dei posti di lavoro è stato salvato attraverso la riconversione ed il riutilizzo del personale in altri ambiti aziendali. Nel 70% si è proceduto con la cassa integrazione mentre, sin dall’inizio della crisi e dell’abbandono del mercato da parte delle imprese italiane, si sono registrati i casi di licenziamento del personale di aziende impegnate nell’indotto”. Cifre destinate a crescere: “Con il bombardamento dei siti di estrazione di petrolio da parte degli arei di Gheddafi sarà quasi impossibile, per l’ENI, riprendere la fornitura a guerra finita (ed a contratti eventualmente rispettati)”. Commesse e posti di lavoro persi. Cestari ha pochi dubbi: “Chi conosce l’Africa sa che, con i bombardieri, la Francia fa volare gli aerei diplomatici. Non mi stupisce quindi che, mentre a Roma il nostro Governo si commuoveva davanti ai racconti dei rappresentanti del CNT, con i ribelli a Bengasi i ministri francesi siglavano accordi quadro per garantirsi nel dopo-Gheddafi la prosecuzione dei contratti per le grandi commesse in essere (es. con Alcatel da 60 milioni di dollari e Airbus da circa tre miliardi) e per garantire le imprese del proprio tessuto pubblico e privato nella fase di futura ricostruzione. Analogamente agli imprenditori italiani piacerebbe pensare che, a fronte dei 250milioni di dollari garantiti ai ribelli, durante i tanti contatti tra Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri e rappresentanti del Governo libico di transizione sia stato firmato qualche simile documento a garanzia dei nostri investimenti (pubblici e privati) nazionali. Se così fosse stato, perché il Governo non si è sentito in dovere di comunicarlo, tranquillizzando i mercati? Ad oggi i nostri imprenditori hanno solo capito che dovranno lasciare il posto ad altri”. Rapporto ICE alla mano, Cestari ricorda: “Le grandi imprese italiane presenti in Libia operavano soprattutto nei settori del petrolio e gas (Eni, Snam Progetti, Edison, Tecnimont, Saipem), delle costruzioni ed opere civili (Impregilo e Bonatti, poi Garboli-Conicos, Maltauro, Enterprise), della ingegneria (Techint e Technip), dei trasporti (Iveco, Calabrese, Tarros, gruppo Messina, Grimaldi, Alitalia), delle telecomunicazioni (Sirti e Telecom Italia), dei mangimi (Martini Silos e Mangimi); della meccanica industriale (Technofrigo – impianti refrigerazione e OCRIM – mulini); delle centrali termiche (Enel Power); dell’impiantistica (Tecnimont, Techint, Snam Progetti, Edison, Ava, Cosmi, Chimec, Technip, Gemmo). Sono presenti inoltre Telecom, Prismian Cables (ex Pirelli Cavi). A queste va aggiunto un centinaio di PMI che ‘in’ e ‘con’ la Libia lavoravano in maniera stabile e principale. In assoluto il volume d’affari che si è interrotto ha abbondantemente sfondato il tetto dei 100 miliardi di euro. Un danno per tutto il sistema-Italia”. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è Ente senza scopi di lucro. Fondata del 2004, iscritta registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale associa oltre 150 tra grandi e PMI nazionali interessate alla internazionalizzazione delle attività nei Paesi della fascia sub sahariana.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Successi per i laureati in informatica di unicam

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Camerino, Ancora importanti successi per il corso di laurea in Informatica di Unicam. Tre giovani laureati, Ezio Bartocci, Marco Mori e Michele Papalini, stanno infatti ottenendo notevoli soddisfazioni nel campo della ricerca dopo aver conseguito il titolo di studio all’Università di Camerino.  Ezio Bartocci è  stato chiamato alla Stony Brook University nello Stato di New York (USA), come ricercatore associato per studi sulla modellazione di sistemi biologici. Il dott. Bartocci lavora presso il Dipartimento di Matematica Applicata sotto la supervisione del Prof. James Glimm e del Prof. Scott A. Smolka, ad un progetto che ha ricevuto cospicui finanziamenti ed al quale aderiscono eminenti scienziati e ingegneri.  Marco Mori frequenta già dallo scorso anno il dottorato di ricerca presso l’IMT – Institute for Advanced Studies di Lucca. Su oltre 400 candidati si è piazzato al quarto posto ed ha anche ottenuto la borsa di studio, riservata ai primi nove candidati in graduatoria.  Michele Papalini, infine, ha ottenuto quest’anno il primo posto per un corso di dottorato sia nella graduatoria dell’IMT-Institute For Advanced Studies di Lucca, superando oltre 450 candidati, sia in quella dell’Università di Lugano, sulla quale è poi ricaduta la sua scelta.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sicilia: Rilancio della edilizia popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

Gli Indipedentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che sia necessaria ed opportuna la ripresa della politica di costruzione di nuove (belle, adeguate, rispettose dell’ambiente e del paesaggio), case popolari nelle Città e nei Paesi della Sicilia, nei quali maggiore è la richiesta di alloggi, maggiore è il numero di famiglie costrette a vivere in abitazioni fatiscenti, inadeguate e pericolose dal punto di vista della sicurezza e della sanità. L’impulso alla edilizia popolare, peraltro, ha una sua intrinseca qualità e cioè quella di dare una forte risposta al diritto ad avere una propria “casa” da parte di ogni cittadino, da parte, soprattutto, di ogni nucleo familiare. Una buona politica per la casa popolare avrebbe anche ricadute certe, di carattere economico ed occupazionale. Provocherebbe un immediato ribasso dei canoni di locazione sul libero mercato. E, quindi, offrirebbe, anche al ceto medio, nuove possibilità di case in affitto. Va da sè che il ribasso dei canoni di affitto frenerebbe la corsa all’inflazione, fino ad oggi agevolata.  Ciò, ovviamente, non ostacolerebbe, anzi agevolerebbe, le iniziative ed i progetti di recupero dei Centri Storici, che ha un valore in sè. E soltanto in minima parte può essere utilizzato per creare maggiore disponibilità di alloggi popolari. L’importante è che una scelta non sia subordinata all’altra, con la prevedibile conseguenza che, alla fine, non si realizzino nè l’uno nè l’altro intervento.  La corruzione, l’inefficienza, l’incompetenza, il clientelismo e la lottizzazione, unitamente alla lentezza burocratica, in questo come in altri settori, andrebbero eliminati.  L’FNS auspica, altresì, procedure più snelle, se non eccezionali, per l’assegnazione di case popolari, soprattutto per i casi di emergenza.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Protezione Civile e Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2009

Dopo il cambio di natura e spirito su cui era originariamente fondata la Protezione Civile, che da struttura per le attività di prevenzione, previsione e salvaguardia del territorio è divenuta primariamente un gestore di “grandi eventi”, si preannuncia un altro grave stravolgimento che avrà con pesanti ricadute sui cittadini ed i lavoratori. Il Governo sta infatti predisponendo un decreto legge secretato in cui si prevede, tra l’altro, il trasferimento di competenze dal Dipartimento per la Protezione Civile ad una costituenda S.p.A.. In questo modo anche il soccorso diventa un business, un attività che si pone l’obiettivo di guadagnare sulla pelle della popolazione. Secondo la RdB, con questo provvedimento si intende sottrarre il controllo democratico del Parlamento da questo pezzo importante dell’organizzazione statale, sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla “Servizi Difesa S.p.A.”. Si crea una nuova struttura in grado di acquistare inceneritori da società private con i soldi pubblici stanziati per far fronte alle calamità nel paese, per poi cederli agli enti locali, configurando un ulteriore indebitamento dei comuni. Una società per azioni all’interno della quale i lavoratori della Protezione Civile, a cui verranno sottratte competenze e funzioni, verranno pubblicizzati e quindi, come già successo per i Vigili del Fuoco, privati dei diritti sindacali e gerarchicamente “comandati”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un nuovo equilibrio economico mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2009

Giuseppe Tripoli, Capo Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico,  ha centrato il suo intervento sulla crisi economica e sulle gravi ricadute che essa avrà su tutto il settore imprenditoriale italiano Poi, da uomo estremamente pratico, è entrato subito nel vivo dell’argomento in discussione: la crisi economica e le gravi ricadute su tutto il settore imprenditoriale italiano. “Usciremo dalla crisi – ha sottolineato –  ma sicuramente ne usciremo con le ossa ammaccate, ci ritroveremo probabilmente con un sistema del lavoro produttivo e dei consumi definiti in modo diverso da quello attuale. Ma soprattutto, quando usciremo dalla crisi, ci ritroveremo in un mondo diverso che coinvolgerà altri protagonisti oltre quelli che siamo abituati a conoscere”. Poi, il riferimento a quello che è un mercato che già da diverso tempo si è affacciato sul bacino del Mediterraneo con prepotenza, creando anche disagio. “Sarebbe da ciechi non vedere che i grandi investimenti che la Cina sta realizzando sul suo territorio in termini di risorse, infrastrutture e possibilità di utilizzo di energia, ne faranno un gigante economico che avrà un aspetto diverso da quello che oggi, a dire il vero, temiamo per la competitività. Avrà infatti la salvezza, la forza e la consapevolezza di una responsabilità politica che oggi non conosciamo. E così sarà anche per il Brasile, per i Paesi del lontano oriente e per tutti quei Paesi che dalla crisi stanno emergendo in modo più veloce e più forte dei mercati europei e di quelli americani”. Poi, ecco quella che Tripoli ritiene essere la ricetta giusta per il male attuale, una formula che si può tranquillamente tradurre in poche parole: “La chiave del futuro è l’eccellenza!”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La tecnologia digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Essa è entrata di prepotenza nei nostri moduli di vita dopo il primo impatto che potremmo definire di curiosità e di diffidenza, ma che ora presenta il conto in modo diverso da un paio di lustri a questa parte. Ci riferiamo, e non solo, alla e-economy che alcuni definiscono nuova economia ma non le rende il valore giusto se consideriamo l’uso che taluni hanno fatto di essa. Diciamo che essa è caratterizzata dalla forte presenza del digitale. Resta un fenomeno nuovo di difficile definizione. D’altra parte non possiamo appropriarci di un termine come quello ricorrente in questi giorni della larga banda ed associarlo ad un parametro di crescita che sappia distinguersi nettamente da quelli che non la possiedono. Qui si tratta di capire l’uso che possiamo farne e quanto possa essere ampia la sua capacità di penetrazione per la realizzazione di una società dell’informazione. Qui non si tratta tanto di trovare un prodotto energetico il cui utilizzo ci faccia spendere meno a parità di prestazione, ma di cambiare la qualità della vita con un qualcosa che ci offre l’opportunità, come sta accadendo con internet, di attingere la conoscenza in modo diverso. Tutto ciò non costituisce un bisogno primario ma ne determina, tuttavia, un rapporto più raffinato di innovazione tecnologica capace di rendere la nostra esistenza più legata alla comunicazione e all’interscambio di informazioni riducendo le barriere del tempo e dello spazio. Possiamo persino giungere ad uno sdoppiamento della nostra personalità come la psicanalista americana Sherry Turkle, che insegna al Mit di Boston, ci ha fatto notare osservando come l’uomo cambia navigando su internet. Negli Usa c’è gente che cambia addirittura sesso nel presentarsi agli altri e per la psicanalista significa sperimentare se stesso, i propri desideri inconsci o le stesse paure ataviche. In questo senso internet, interagendo con parti del nostro essere, sta cambiando il modo in cui ci percepiamo, ci relazioniamo ed anche apprendiamo. E ciò può avere una ricaduta sugli stessi approcci più evoluti e professionalmente configurabili.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il welfare visto dalla Fidest

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2009

E’ stata rilanciata, in questi giorni, dai centri studi della Fidest  una iniziativa sul welfare, già messa a punto lo scorso anno, con un progetto articolato nell’intento d’affrontare alla radice il problema occupazionale in Italia come nel resto dell’Europa. In buona sostanza parliamo di una formula semplice ma ingegnosa. Si tratta di vincolare l’intero arco dell’attività lavorativa in fasce decennali rinnovabili nelle quali il lavoratore si costruisce la propria rendita previdenziale e la garanzia assistenziale, attraverso un pool di compagnie assicuratrici. In questo modo, alla fine del primo decennio, il lavoratore ha la possibilità di disporre di una piccola rendita, capace di consentirgli d’affrontare le eventuali emergenze lavorative. Da parte delle imprese vi è la possibilità di un “ricambio” della forza lavoro, senza ricadute traumatiche, e, da parte delle istituzioni pubbliche, una netta riduzione delle sovvenzioni per la disoccupazione potendo, in questo modo, concentrare meglio le risorse nella “formazione continua” alla quale si deve abituare il lavoratore sia per migliorare il proprio profilo occupazionale sia in vista di un diverso impegno lavorativo. Un capitolo a parte vi è quello dell’emigrazione della forza lavoro occidentale nei paesi in via di sviluppo. E’ possibile, infatti, trovare lavoro proprio nei posti dove la emigrazione è più alta. Sembra un contro senso ma in effetti non lo è ed il progetto lo dimostra ampiamente con numerosi esempi pratici compresa l’idea della costruzione di una “cittadella” per la ricerca scientifica e per un razionale sviluppo dell’ambiente. Per il direttore dei Centri, il più grosso handicap di queste conferenze internazionali sta proprio nel fatto che si è letteralmente “travolti” da proposte ma hanno per lo più il grosso difetto di essere poco operative anche per colpa dei governi locali che spesso guardano con diffidenza l’idea nuova che viene da fuori. (fonte centri studi Fidest)

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’economia europea e l’ombra recessiva

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

I dati negativi, in percentuale, sono oramai noti e non solo agli addetti ai lavori. Parliamo agli inizi di quest’anno di una flessione media del 4% dei prezzi al consumo, di una disoccupazione che si avvicina al 10%, ma con punte minime del 4-5% per Austria e Olanda e dal 12 al 18% per l’Irlanda e la Spagna, del peggioramento dei conti pubblici intorno al 5% del Pil e di una forte diminuzione delle entrate tributarie. Le ricadute le abbiamo rilevate nella produzione, nel fatturato, nei consumi, negli investimenti e nel saldo commerciale. E’ un dato di fatto registrabile sino ad oggi, sia pure modulato da situazioni più variegate nell’ambito dei singoli paesi della comunità. Dobbiamo, tuttavia, osservare che se da questa situazione prima o poi si uscirà, e gli esperti ci dicono che tale avvisaglie sono già riscontrabili nell’economia reale, resta il fatto che sarebbe un grosso errore riprendere, come se nulla fosse accaduto, lo statu quo antea. I governi europei che hanno aderito all’Ue di certo si rendono conto che ci troviamo di fronte a grandi mutamenti dell’economia mondiale e con lo spostamento del baricentro industriale e produttivo verso talune aree asiatiche, ma non crediamo possano avere la forza per compiere quel passo che si ritiene vitale per la costruzione di una economia europea d’eccellenza. La intendiamo con una sola voce e con una sola guida e con un progetto inteso ad allargare, da una parte, i propri confini economici e le relazioni industriali al resto dell’Europa che è rimasta fuori dall’Ue (federazione russa compresa) e dall’altra nell’aprire un dialogo più costruttivo e determinato con i paesi africani e asiatici che si affacciano nel Mediterraneo o vi si collocano a ridosso. Oggi deve essere ben chiaro a tutti che una sola grande volontà deve spingerci a concepire un’economia continentale che per prosperare deve, prima di tutto, fare chiarezza dal punto di vista delle scelte produttive per non intenderle conflittuali al proprio interno e poi presentarsi sulla parte restante del mondo per un rilancio delle economie ricercandone le sinergie e non le contrapposizioni. Nello stesso tempo occorre consolidare il rapporto produzione/mercato con forti scambi di tecnologie, di sinergie, di partnership in specie nei paesi dove è più debole lo sviluppo tecnologico e depotenziata la rete dei trasporti e delle telecomunicazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »