Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘ricerca’

Mancano risorse alla ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

L’inerzia dello Stato è stata confermata nell’audizione davanti alle Commissioni Cultura congiunte di Senato e Camera sulle linee programmatiche del nuovo corso ministeriale: per rilanciare la nostra ricerca, ha ammesso il Ministro, occorrono finanziamenti talmente ingenti che non si possono recuperare solo dal pubblico, serve un partenariato pubblico-privato in favore della ricerca”. Il Ministro non ha poi nascosto il fallimento della politica del blocco delle assunzioni, mai sanata da quando il governo Berlusconi ha prodotto diecimila soprannumerari e il blocco del turn over: “Siamo in fondo alla classifica dei Paesi Ocse per numero di professori universitari e ricercatori in rapporto agli studenti”. I numeri parlano chiaro: l’Italia è 30esima sui 33 paesi Ocse per spesa nell’Università e addirittura ultima per percentuale di investimenti riferita al Pil.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per garantire l’attività scientifica servono investimenti veri, affiancati da nuove disposizioni. Come recepire la Carta europea dei ricercatori e reintrodurre la figura dei ricercatori a tempo indeterminato: seimila dovevano essere assunti a inizio 2010, prima che fosse messo ad esaurimento, ma non è stato mai fatto. E oggi c’è un vuoto spaventoso. Eppure, ci sono tantissimi ricercatori professionisti in uno stato di precarietà: andrebbero collocati, a domanda, in un albo nazionale dei ricercatori dalla comprovata esperienza, in base al settore scientifico-disciplinare di afferenza, da cui le Università, con chiamata diretta, potrebbero attingere per l’assunzione dei ricercatori a tempo indeterminato.

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Veeam espande il proprio centro di Ricerca e Sviluppo di Praga

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

Veeam® Software, l’innovativo fornitore di soluzioni di Intelligent Data management per la Hyper-Available Enterprise™, ha annunciato l’ampliamento della propria presenza in Centro Europa grazie all’apertura di un nuovo centro di Ricerca e Sviluppo a Praga, la cui attività sarà focalizzata sullo sviluppo di tecnologie innovative per il data management, l’automazione e la Hyper-Availability. Veeam ha in programma di aumentare i propri investimenti sui talenti locali, con un piano di assunzioni in ruoli quali marketing, sviluppo e progettazione software, vendite e risorse umane.Situato nel moderno quartiere del design, Holešovice, il nuovo ufficio di Veeam avrà dimensioni doppie rispetto a quello attuale, raggiungendo i 3.000 metri quadri. Questa espansione riflette la crescita aggressiva che l’azienda ha avuto negli ultimi anni: Veeam ha infatti annunciato 39 trimestri consecutivi di crescita a due cifre in termini di ordini ricevuti ed è il leader indiscusso nella fornitura di soluzioni di intelligent data management per la Hyper-Available enterprise.“La maggior parte dei nuovi posti di lavoro che creiamo a Praga saranno caratterizzati da alta specializzazione, ruoli high-tech e quality assurance all’interno dei nostri team di R&S”, ha dichiarato Anton Gostev, Vice President of Product Management di Veeam. “Assumeremo persone capaci di dare vita alla nostra prossima grande idea, per rendere l’economia digitale in cui viviamo “always-on” e hyper-available creando nuove esperienze per i clienti, trasformando i modelli di business e dando vita nuovi modi di lavorare. Questi ruoli sono assolutamente fondamentali per la continua crescita di Veeam e per il rafforzamento della nostra posizione di leadership nel settore della gestione intelligente dei dati”.Il nuovo, modernissimo, spazio di lavoro ospiterà oltre 500 persone in tre piani ed è poco distante dal precedente ufficio di Veeam a Karlin. Gli esperti nelle soluzioni di Hyper-Availability hanno l’obiettivo di attrarre i migliori talenti della Repubblica Ceca per ricoprire i ruoli che presto verranno resi noti.Le peculiarità del distretto Holešovice di Praga sono state fondamentali nella scelta di Veeam perché, come prosegue Gostev: “un luogo come questo, con una popolazione istruita, ricco di investimenti culturali e dotato di buone infrastrutture ricreative è fondamentale per consentirci di assumere candidati in linea con la cultura e l’ethos di Veeam”. Dalla sede di Praga, Veeam segue i mercati della maggior parte dei paesi della regione e sta attivamente ampliando la propria rete di distributori e partner per poter espandere ulteriormente la propria presenza. Oltre a sviluppare il pluripremiato software Veeam, i dipendenti del centro di ricerca e sviluppo Veeam di Praga stanno creando prodotti di livello enterprise e offrendo software pronti all’uso per il mercato B2B. Nella Repubblica Ceca Veeam conta attualmente 2.830 clienti, 98 partner certificati nell’ambito del programma Veeam Cloud & Service Provider (VCSP) e 394 ProPartner.

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Nuove idee nella ricerca sul Dolore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

Diegem/Aachen. Il numero di pazienti che soffrono di Dolore è altissimo. Nella recente pubblicazione ‘European Pain Management’ (Oxford University Press, 2018), Christopher Eccleston, Bart Morlion and Christopher Wells riportano che dei 740 milioni di abitanti dei 37 stati membri dell’EFIC® (European Pain Federation), 150 milioni soffrono di dolore cronico. Un numero che equivale all’intera popolazione di Francia e Germania insieme. Un dato che chiaramente sottolinea quanto la ricerca sul dolore ora sia quanto mai fondamentale. Grazie al supporto dell’E-G-G Award, i giovani ricercatori/scienziati sono così incoraggiati a sviluppare e realizzare le loro idee di ricerca. Dal 2004, EFIC® “European Pain Federation”, in partnership con Grünenthal, ha promosso molti progetti nell’ambito della ricerca sul dolore: 60 giovani scienziati in 13 Paesi sono stati supportati con grant per i loro progetti di ricerca pari a 1.400.000 €. “Gli scienziati validi hanno una scelta e noi vogliamo che scelgano una carriera nella ricerca sul Dolore”, ha affermato Christopher Eccleston, nuovo Presidente del Comitato per la Ricerca della European Pain Federation, EFIC®. Di conseguenza, EFIC® e Grünenthal insieme hanno offerto valore ai pazienti affetti da dolore cronico, investendo sui giovani ricercatori. “Il nostro obiettivo è quello di creare una cultura di successo della quale possano beneficiare i pazienti affetti da dolore cronico di tutta Europa”, ha proseguito Eccleston.”Il dolore cronico è un pesante fardello che limita la qualità di vita di moltissime persone” ha sostenuto Imane Wild, Capo Global dei Medical Affairs in Grünenthal. “Il trattamento del dolore comporta un approccio complesso. Un trattamento efficace è spesso il risultato di una terapia multimodale che coinvolge non solo l’uso dei farmaci ma anche di altri interventi, quali la fisioterapia o perfino la psicoterapia. Pertanto, la ricerca sul Dolore dovrebbe essere portata avanti ad ampio spettro. Conseguentemente, approcci di ricerca che siano creativi, sono di enorme rilevanza” ha ribadito Imane Wild.Con l’istituzione nel 2004 dell’EFIC-Grünenthal Grant, le forze congiunte di EFIC® e Grünenthal garantiscono supporto ad idee di ricerca creative, proposte da giovani scienziati, che portano così un importante contributo alla ricerca sul dolore.I ricercatori con meno di 40 anni, che hanno conseguito un Dottorato di Ricerca o una Laurea in Medicina possono presentare domanda entro il 31 Dicembre 2018.Al sito http://www.e-g-g.info sono disponibili tutte le informazioni relative alla domanda di ammissione e alle condizioni generali del grant.

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Apre a Genova il nuovo Centro di Ricerca in Risonanza Magnetica per sclerosi multipla

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Il Centro di Ricerca in Risonanza Magnetica sulla sclerosi multipla e patologie similari nasce Genova, grazie al sostegno della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e di AISM (proprio quest’anno ricorre il cinquantenario della sua fondazione), dell’Ospedale PoliclinicoSan Martino e dell’Università degli studi di Genova. Si trova presso il Padiglione Specialità –Neuroradiologia del San Martino. Il Centro è dotato di un Tomografo a Risonanza Magnetica di fascia alta 3 tesla, SIEMENSMAGNETOM Prisma – System da dedicare alla ricerca scientifica. Si tratta di un macchinario di risonanza magnetica altamente innovativo, primo in Italia. E’ stato acquistato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e da domani sarà a disposizione dei gruppi di ricerca degli enti fondatori, il loro accordo è stato firmato lo scorso aprile 2017, alla presenza di Sonia Viale, vicepresidente ed assessore alla Sanità della Regione Liguria.Negli ultimi anni, l’impegno strategico di AISM, e della sua fondazione FISM, si è intensificato proprio verso la promozione di reti di eccellenza, nella creazione e nel finanziamento di infrastrutture di ricerca come i centri di risonanza magnetica, nella promozione di iniziative di‘Data Sharing’ quale ad esempio il Networking Italiano di Neuroimaging (“INNI”), composto da centri di eccellenza italiana per la ricerca scientifica di risonanza magnetica, dotati di macchinari3T, per l’ottimizzazione dell’utilizzo di tecniche avanzate di risonanza magnetica. Il Centro di Ricerca genovese farà parte di questo network.
Il Centro di Ricerca di Risonanza Magnetica è diretto da un comitato di gestione, presieduto da Mario Alberto Battaglia, presidente di FISM. Ne fanno parte Gianluigi Mancardi, direttore DINOGMI Università degli Studi di Genova, Lucio Castellan, direttore Dipartimento della diagnostica della patologia e delle cure ad alta complessità tecnologica Ospedale Policlinico San Martino; Paolo Bandiera, avvocato e direttore affari generali di AISM.L’attività scientifica del Centro di Ricerca sarà guidato da un comitato scientifico presieduto daMatilde Inglese, Professore Associato DINOGMI Università degli Studi di Genova; sarà composto da Carlo Serrati, Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Organi di Senso Ospedale Policlinico San Martino, Paola Zaratin, Direttore Ricerca Scientifica AISM – FISM Onlus, Giampaolo Brichetto, Direttore Sanitario Servizio Riabilitazione AISM Liguria.

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Ricerca su “La Rosa Antica di Pompei”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Boscoreale (NA) Mercoledì 6 giugno 2018, alle ore 17, nel giardino di Villa Silvana, saranno presentati i risultati della ricerca su “La Rosa Antica di Pompei”.La ricerca è finalizzata alla costituzione di una rosa riconducibile al genotipo/fenotipo più diffuso a Pompei e in Campania in epoca romana. Ed è fondata su indagini di archeobotanica su specie antiche coltivate nell’area pompeiana, oltre che su un’ accurata analisi genica e di comparazione tra le varietà e le specie di rose rinvenute e conservate presso gli Orti botanici, i cimiteri monumentali campani e negli erbari antichi italiani.Il progetto è stato promosso e finanziato dall’associazione “La Rosa Antica di Pompei”, che ha messo a disposizione gli spazi del roseto di Villa Silvana a Boscorelae, per la coltura delle giovani piantine di rose. L’Associazione cura tra l’altro, su autorizzazione del Parco archeologico di Pompei (dott. Michele Borgongino), la piantumazione delle rose antiche in alcuni giardini di domus pompeiane, come la Casa del Fauno, la Casa di Loreio Tiburtino e la Casa del Profumiere.L’evento sarà introdotto dal Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Prof. Massimo Osanna, dal Direttore del Dipartimento Di Agraria, Prof. Matteo Lorito, oltre che dal Prof. Luigi Frusciante Docente di Genetica Agraria e Gaetano Di Pasquale Ricercatore di Botanica Applicata all’archeologia, entrambi autori della ricerca.
Al termine degli interventi seguirà un concerto di musica classica degli “Amici del ‘700 Napoletano” (musiche di Pergolesi, Bach, Mozart e classici napoletani). La manifestazione è organizzata nell’ambito della IV Festa della Rosa, divenuto ormai un appuntamento consueto per Villa Silvana.
La coltivazione della rosa nell’antica Pompei aveva raggiunto raffinatezze degne delle attuali tecniche agronomiche e anche la produzione di essenze e profumi, ad essa collegata, aveva raggiunto sofisticati livelli tra i profumieri pompeiani. In Campania, in particolare nelle zone di Pompei, Paestum e Capua, la produzione e la lavorazione della rosa erano destinate ad un mercato più ampio della sola penisola italiana, affermandosi come attività di gran pregio sulle sponde dell’intero Mediterraneo antico.

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Napoli al vertice della ricerca contro il tumore del colon

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

L’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” del capoluogo partenopeo ha contribuito in maniera decisiva alla validazione internazionale di un nuovo test, l’immunoscore, per la classificazione del cancro del colon, che nel 2017 in Italia ha fatto registrare 37.500 nuovi casi. Lo studio ha coinvolto un consorzio di 14 centri di 13 Paesi, sotto l’egida della Società dell’immunoterapia contro il cancro (Society for Immunotherapy of Cancer, SITC), ed è stato pubblicato sull’importante rivista scientifica The Lancet. “Si tratta di un decisivo passo in avanti nella lotta contro questa malattia perché lo studio ha dimostrato che l’immunoscore costituisce il biomarcatore prognostico oggi più efficace: permette cioè di stabilire in modo accurato l’evoluzione della malattia, cioè le possibilità di recidiva e, di conseguenza, di sopravvivenza delle persone colpite da una delle neoplasie più frequenti – spiega il prof. Paolo Ascierto, Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ e membro del Consiglio Direttivo della SITC –. Questa validazione porterà all’inserimento del test nelle linee guida internazionali. La valutazione dell’immunoscore facilita la prognosi determinando il livello di infiltrazione delle cellule immunitarie nel tumore. Il progetto per la validazione è partito proprio da Napoli nel febbraio 2011 e l’Istituto ‘Pascale’ è il centro in Italia che ha arruolato il maggior numero di pazienti, circa 200, su un totale di 2.681. Sono stati incluse persone colpite da tumore del colon in stadio da I a III. Un punteggio, cioè uno score, alto è stato associato a una migliore sopravvivenza”. In particolare i pazienti con un immunoscore alto presentavano minori possibilità di recidiva a 5 anni dalla diagnosi (che riguardava solo l’8% delle persone con alto immunoscore rispetto al 19% di quelli con un livello medio e al 32% di quelli con livello basso). Non solo. Nei pazienti con alto immunoscore si è registrato un miglioramento della sopravvivenza globale del 56% rispetto ai pazienti con livelli bassi. “Questo test viene eseguito sul tessuto tumorale e servono circa 10 giorni per i risultati – afferma il prof. Gerardo Botti, Direttore Scientifico e Responsabile Dipartimento di Patologia diagnostica e di Laboratorio del ‘Pascale’ -. È stato validato per la prima volta nel tumore del colon grazie a questo studio internazionale, in prospettiva potrà essere impiegato anche nel melanoma e nelle neoplasie della mammella e dell’ovaio. La diagnosi è un momento fondamentale nella lotta contro il cancro. Solo partendo da una puntuale individuazione delle caratteristiche del tumore è possibile stabilire il miglior percorso di cura. I sistemi diagnostici hanno visto negli ultimi anni un’evoluzione che è andata di pari passo con quella dei farmaci: si tratta di test, marcatori biologici, utilizzati per definire il profilo molecolare della malattia. Strumenti indispensabili sia per il medico che per il paziente”. “L’integrazione fra le varie discipline rappresenta lo standard nella cura dei tumori – continua il prof. Paolo Delrio, Direttore Oncologia addominale ad indirizzo colon rettale del ‘Pascale’ -. Il ricorso al bisturi è di solito il primo passo nella lotta contro il tumore del colon. Consiste nell’asportazione del tratto di intestino interessato dal tumore e nella rimozione delle aree di drenaggio linfatico. Rispetto agli interventi demolitivi di anni fa, oggi la chirurgia di questo tipo di tumore è diventata meno invasiva. E l’introduzione di questo test potrà rappresentare uno step fondamentale nella definizione della pericolosità della malattia”. “Il valore aggiunto dell’Istituto Pascale – dichiara il direttore generale Attilio Bianchi – è rappresentato dall’ elevatissimo livello della nostra ricerca, riconosciuto a livello mondiale. E questo genera valore alla nostra attività assistenziale, perché i risultati delle varie attività di ricerca sono immediatamente disponibili per la pratica clinica, per i pazienti che ogni giorno si affidano alle nostre strutture”. Nell’era dell’immunoterapia cambia la classificazione del tumore. “Nella lotta alle neoplasie si stanno aprendo nuove strade per somministrare la terapia giusta al paziente giusto – conclude il prof. Ascierto –. Il prossimo passo è la valutazione dell’immunoscore come biomarcatore in grado di identificare i pazienti che potranno beneficiare dell’immunoterapia”. Anche in questo ambito il ‘Pascale’ è in prima linea con lo studio “Nicole” che sarà avviato a breve, coordinato dal dott. Antonio Avallone e dal dott. Alfredo Budillon dell’Istituto partenopeo.

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VIII edizione PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Milano, mercoledì 16 maggio dalle 9,30 alle 13, Palazzo Turati Via Meravigli, 9/b VIII edizione. PIR: Capitali alternativi alla ricerca delle PMI. Ingresso libero su registrazione, si svolgerà l’incontro tra esperti del settore per analizzare queste nuove forme di investimento che se da un lato sono appetibili per processi di sburocratizzazione, alleggerimento del peso fiscale e maggiore facilità di accesso al credito, dall’altro necessitano di un repentino ammodernamento strutturale all’interno delle stesse PMI al fine di renderle maggiormente efficienti, così da crescere ed inserirsi anche nei mercati internazionali. Tra i relatori confermati, contestualmente ai vertici di LS Lexjus Sinacta Franco Casarano (presidente) e Gianluigi Serafini (managing partner), saranno presenti Angelo Tantazzi, Lea Zicchino e Davide Squarzoni, rispettivamente Presidente e Partner Prometeia SpA e Direttore Generale Prometeia Advisor SIM; Carlo Robiglio, Presidente Piccola Industria Confindustria; Fabio Pigorini, Amministratore Delegato Intermonte Sim; Barbara Lunghi, Primary Market Manager – Borsa Italiana ed Ennio Doris, Presidente Banca Mediolanum. Interverranno anche Duccio Vitali, Amministratore Delegato di Alkemy, e Alessandro Cozzi, Presidente e Amministratore Delegato di Wiit, per illustrare due case history del settore.La ricerca di Prometeia, che sarà descritta nel corso del convegno consentirà di mettere a fuoco le prospettive degli investitori in un prodotto come i PIR analizzando, sotto un profilo globale, i costi, i vantaggi e i potenziali risultati generabili da questa tipologia di operazione.

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Seconda Giornata Nazionale della Ricerca oncologica

Posted by fidest press agency su sabato, 12 maggio 2018

Milano, 16 maggio 2018 ore 9,00 Istituto Nazionale dei Tumori Aula Magna “Gianni Bonadonna” Via Venezian 1. Quali sono gli orizzonti per la ricerca oncologica e qual è la situazione italiana? Quali sono le iniziative di prevenzione in atto e come si può fare prevenzione a 360 gradi, anche per evitare le recidive? Sono queste alcune delle domande che guideranno il dibattito nel corso della Seconda Giornata Nazionale della Ricerca promossa dalla LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. La giornata sarà un’occasione per un dibattito e un approfondimento con esperti del settore e con i rappresentanti delle sedi LILT, sugli orizzonti della ricerca oncologica nel nostro Paese e sulle attività di prevenzione, così come avvenuto nel 2016 durante la prima edizione. I lavori saranno suddivisi in tre sessioni: nella prima sessione si discuterà sugli orizzonti futuri della ricerca, nella seconda si presenteranno alcuni progetti su prevenzione e diagnosi precoce contro il cancro portati avanti concretamente dalle Sezioni Provinciali della LILT anche grazie al sostegno del 5×1000, nella terza sessione si terrà un focus particolare sulla prevenzione terziaria finalizzata a combattere le recidive.L’iniziativa è dedicata alla memoria della giornalista Rai Maria Grazia Capulli, testimonial per alcune campagne nazionali LILT e scomparsa nel 2015 a causa di una patologia oncologica.
Tra i relatori figurano Francesco Schittulli presidente LILT Nazionale, Marco Alloisio, Presidente LILT Sezione di Milano; Enzo Lucchini, Presidente Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori; Giovanni Apolone, Direttore Scientifico Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano; Luigi Cajazzo, Direttore Generale Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori; Massimo Casciello, Direttore generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure del Ministero Salute; Giovanni Leonardi, Direttore Generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero Salute; Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia.

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Il cachemire si certifica grazie a ricerca dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Parma La spinta è arrivata dalle aziende leader del settore tessile che, a garanzia della qualità dei loro prodotti e a tutela del consumatore, avevano la necessità di disporre di una metodologia analitica oggettiva e precisa in grado di identificare e quantificare fibre di lana, cashmere e yak, sia pure che in mista, presenti all’interno di manufatti tessili.Il lavoro di ricerca e messa a punto del metodo di autenticazione è iniziato nel 2011 da una collaborazione tra il gruppo di lavoro della Dott.ssa Claudia Vineis, del CNR-ISMAC Biella e quello del Prof. Stefano Sforza del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, grazie al finanziamento del Cashmere and Camel hair Manufacturers Institute (CCMI) di Boston.Per rispondere a questo problema, l’approccio utilizzato è stato il medesimo già applicato in precedenza con successo dal gruppo dell’Università di Parma per l’autenticazione di specie in prodotti alimentari, quali formaggi e ragù di carne, che prevede il riconoscimento e la quantificazione di peptidi specie-specifici mediante LC/ESI-MS. Il metodo proteomico basato sulla cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa (LC-ESI/MS) per l’analisi quali-quantitativa delle fibre animali pregiate quali lana, cashmere e yak, sviluppato in maniera congiunta dall’Istituto per lo Studio delle Macromolecole (ISMAC) di Biella e dall’Università di Parma, è quindi diventato norma di riferimento internazionale: ISO 20418-1 Textiles – Qualitative and quantitative proteomic analysis of some animal hair fibres Part 1: Peptide detection using LC-ESI-MS with protein reduction.Dopo la messa a punto del metodo e la sua pubblicazione su riviste internazionali, nel 2014 il metodo proteomico è diventato norma interna dell’Istituto del CNR ed è stato avviato il percorso di trasformazione in norma internazionale che si è concluso a marzo 2018 con la sua pubblicazione.

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La ricerca di Unicam per una visione nuova nel trattamento dei tumori

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2018

Camerino. Nuovo successo in ambito europeo per l’Università di Camerino ed in particolare per il gruppo di ricerca coordinato dalla prof.ssa Piera Di Martino della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, con la collaborazione della dott.ssa Roberta Censi.La Commissione europea ha recentemente annunciato l’assegnazione di 2.5 milioni di euro al progetto europeo denominato “CANCER”, inserito nell’ambito del programma Horizon 2020 Marie Skłodowska-Curie RISE Ricerca e Innovazione. Il progetto è stato presentato da un consorzio europeo di università e piccole imprese, che collaboreranno insieme alla realizzazione del progetto stesso ed in cui è inclusa l’Università di Camerino. Tra le altre Università presenti nel progetto, gli Atenei di Leiden, Maastricht, Sheffield, Delft, Amsterdam e Cracovia.Il progetto di ricerca, dal titolo “Immunotherapy Approaches To Improving Cancer Outcome and Quality of Life (QOL)”, si fonda sulla premessa che le terapie tradizionali per il trattamento dei tumori sono basate su strategie invasive quali radioterapia, chemioterapia, rimozione chirurgica del tumore. Queste terapie anche se si sono rilevate efficaci negli anni, al contempo hanno dimostrato di essere particolarmente invalidanti per il paziente, che rischia spesso di vedere una drastica riduzione della qualità di vita. Negli ultimi 5 anni, l’immunoterapia si è imposta come una valida strategia alternativa ai trattamenti più invasivi e l’approccio moderno ed innovativo che il progetto intende perseguire è quello di considerare un tumore come “una patologia curabile”, piuttosto che “una malattia cronica”. L’impatto che ci si attende dal progetto è quello di un miglioramento della qualità di vita dei pazienti sottoposti ad immunoterapia.

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La ricerca non ha limiti se sgomberiamo la mente dai pregiudizi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

L’umiltà si è smarrita anche nell’approccio nella conoscenza nel campo delle ricerche parapsicologiche. Questi studi, che hanno origini lontane, restano d’attualità e presagiscono e anticipano svolte successive dell’interpretazione parapsicologica. Direi che sono anche indubbiamente anticipatori di posizioni della più avanzata contemporanea antropologia culturale. Sono la conseguenza di una meditata ricerca nell’ambito di quella sfera di eventi che escono dall’usueta normalità della nostra cultura per entrare in un’altra normalità, ma di altri livelli.
Sono quelli che le discipline scientifiche contemporanee, come la recente fisica e la psicologia del profondo hanno dimostrato esistere al di là dello spazio e del tempo.
Vi sono quindi multilivelli di normalità che vanno tenuti parimenti in considerazione e rispettati per ciò che sono e rappresentano anche se la parapsicologia può essere considerata a pieno titolo una scienza di “confine”, ma non per questo va ghettizzata. Da essa partono continue indicazioni, lo si voglia o no, e che rimandano ad “altro” e questo altro si ciba, checché si dica, delle sue verità.
Non dimentichiamo che noi restiamo sempre alla ricerca di una risposta ai nostri interrogativi morali ed esistenziali e indagare sui possibili sbocchi fa parte della nostra natura, a prescindere. La scienza, del resto, ci ha già condotto per mano tra gli infiniti spazi del creato e del microcosmo e dove la stessa mente umana non avrebbe potuto nemmeno concepirlo un secolo prima. Esistono, infatti, delle certezze matematiche dalle quali non si possono disattendere. E’ il caso degli iperspazi. Essi costituiscono una delle teorie più elevate ed astratte della matematica tanto che al loro apparire furono considerati come semplice fantascienza. Tuttavia, per evitare equivoci, va anche ricordato che la scienza non è in grado di affrontare la totalità del pensiero ma solo delle astrazioni di essa.
Ma in ogni caso tutte le volte che la scienza modifica le sue frontiere deve, nello stesso tempo, revisionare i suoi principi e, così facendo, tutto il pensiero dell’uomo nel suo insieme è sottoposto ad accurate mutazioni.
Ma solo in tale misura le conoscenze si scambiano utili informazioni e si evolvono pur nel rispetto delle singole autonomie. In questa fattispecie il mondo scientifico deve essere considerato come un sistema in perenne evoluzione da cui emergono – per Charles Singer – “degli esemplari di valore e precisamente quegli esemplari che furono così risolutamente respinti dai filosofi materialisti della precedente generazione. Per nostra fortuna quel tipo di filosofo che si permetteva di ignorare le grandi conclusioni a cui è arrivata la scienza, sta ora per scomparire.” (Riccardo Alfonso)

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Le demenze: il punto della ricerca scientifica su nuove terapie e procedure diagnostiche

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Dichiarazione del Prof. Stefano Cappa, Ordinario di Neurologia, Scuola Universitaria Superiore di Pavia: “Nel caso di demenza, le capacità motorie dei pazienti rimangono intatte. Per questa patologia, infatti, vale la regola “Non c’è cervello senza muscolo” proprio a sottolineare l’importanza dell’attività fisica per il mantenimento delle nostre capacità cognitive.A livello internazionale, due scoperte sono molto importanti per il potenziale impatto sulla diagnosi e sullo sviluppo di nuove terapie. Da un lato, una scoperta di base, ovvero la conoscenza della precisa struttura atomica della tau fosforilata, un’altra proteina la cui deposizione a livello cerebrale, accanto a quella dell’amiloide, è il principale marcatore della malattia. La conoscenza della struttura degli aggregati specifici per l’Alzheimer apre la strada alla possibilità di una visualizzazione in vivo con la tomografia ad emissione di positroni e allo sviluppo di terapie che nel blocchino l’aggregazione.Dall’altro, la recente scoperta di un test eseguibile su un semplice campione di sangue per dimostrare la presenza di un probabile accumulo di amiloide cerebrale, la cui efficacia sembra comparabile a quella di esami invasivi, come l’analisi del liquido cerebrospinale mediante puntura lombare o più costosi e complessi, come la PET cerebrale con traccianti per l’amiloide. Quindi nuove prospettive per la diagnosi precoce e la valutazione dell’efficacia di terapie applicate a soggetti a rischio o nelle fasi molto iniziali della malattia”.

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Il caso della Sclerosi Multipla: le novità della ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Dichiarazione del Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente SIN e Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova: “Sta per essere presentato al Congresso dell’European Bone Marrow Transplantation Society (EBMT) a Lisbona un importante studio coordinato dal Prof. Burt di Chicago, cui hanno partecipato anche la Svezia e il Regno Unito, grazie al quale si dimostra che il trapianto autologo con cellule staminali ematopoietiche è di gran lunga più efficace delle migliori terapie a disposizione nel ridurre la frequenza di ricadute e la progressione della disabilità nei pazienti con SM.Ai pazienti ritenuti idonei a questo trattamento viene somministrata una potente terapia immunosoppressiva con successiva infusione di cellule staminali del sangue emopoietiche che erano state precedentemente raccolte dagli stessi pazienti. Nel corso del tempo, le cellule staminali migrate nel midollo osseo hanno prodotto nuove cellule immunitarie.Una rilevante novità degli ultimi tempi è l’efficacia della terapia antiCD20 nel controllare la progressione della malattia. Gli antiCD20 sono in grado di eliminare i linfociti B ossia quelli che producono gli anticorpi che causano la SM. Inoltre, oggi abbiamo a disposizione anticorpi monoclonali completamente umanizzati, come ocrelizumab, che sono stati approvati dall’EMA per la forma recidivante remittente ma anche per la forma primaria progressiva attiva; tali farmaci sono stati recentemente sottoposti alla attenzione di AIFA e saranno verosimilmente a disposizione dopo l’estate.Infine, uno studio presentato recentemente al Congresso Actrims di San Diego ha dimostrato che, se la terapia con Natalizumab viene maggiormente dilazionata nel tempo, il rischio di leuco-encefalopatia multifocale progressiva (PML) associato potrebbe diminuire in maniera significativa. Non sono però nel lavoro riportati i dati su una possibile modificazione della efficacia del farmaco.

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Mostra di ricerca nel mondo della fotografia documentaristica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Parma Sabato 24 febbraio 2018, dalle ore 18.30 CUBO, via La Spezia 90 (Dal 24 febbraio al 14 aprile 2018) negli spazi della Via Bianca, una mostra di ricerca nel mondo della fotografia documentaristica, soprattutto della “Aftermath Photograhy”, ossia la fotografia dell’indomani, delle cicatrici, di quello che è rimasto, o che prima c’era e ora non c’è più, con il progetto di Marco Bottelli dal titolo “Clashes for Palestine”, a cura di Paola Paleari.Una storia narrata fotograficamente, l’essenza di verità celate in una sequenza di biglie, realizzata dal fotoreporter Marco Bottelli, e che parte nel 2014 – lo stesso anno in cui Marco ha raccolto, nel quartiere di Shu’afat a Gerusalemme est, le biglie che ha poi fotografato e che vedremo esposte fino al 14 aprile.Il progetto prende il suo avvio a seguito di un grave evento: “La mattina del 2 luglio 2014, un giovane palestinese di 14 anni Mohammad Abu Khdeir, di Shu’afat, un quartiere di Gerusalemme Est, è stato rapito ed ucciso da alcuni estremisti israeliani. La brutale uccisione è avvenuta in seguito al rapimento ed uccisione di tre giovani israeliani in West Bank, nell’area tra Betlemme ed Hebron. Sono seguiti violenti scontri tra giovani palestinesi di Shu’afat e le forze di polizia israeliane che sono proseguiti per alcuni giorni. Questi fatti hanno contribuito ad aumentare la tensione fra israeliani e palestinesi sfociata poi nella guerra di Gaza conosciuta come operazione “ Protective Edge” lanciata l’8 Luglio 2014 e conclusasi il successivo 26 Agosto”.
Come spiega Paola Paleari, curatrice della mostra e del saggio critico ”Il lavoro di Marco Bottelli si inserisce nella corrente “Aftermath Photograhy” con eleganza e consapevolezza. Marco è un fotoreporter a tutti gli effetti: ha viaggiato in Est Europa, Africa e Sud America, ha vissuto per anni in Pakistan e poi a Gerusalemme. Qui, Marco ha visto il male nella sua tremenda e sconvolgente potenza, e ha documentato molti degli eventi tragici che colpiscono queste terre. Eppure, nei suoi progetti personali, nulla di questo male è reso evidente. Gli elementi scioccanti e traumatici cedono il posto ai toni minori, ai dettagli quasi mondani, che si prestano alla lettura in tutta la loro sobrietà. Osservando per esempio il progetto Clashes for Palestine, cosa vediamo? Semplicemente, una sequenza di biglie: tante piccole sfere di vetro dai colori variegati che si stagliano su sfondo nero, lucide e imperfette. A ciascuna è dedicata un’immagine, perché ognuna è un pianeta in miniatura; all’apparenza innocuo, in realtà legato a una storia di sangue e violenza tra popoli che da decenni non risparmia nemmeno i ragazzini”.Il soggetto della biglia nella sequenza di fotografie esposte trasferisce all’osservatore un grande significato sociale, che travalica il tempo e lo spazio in cui si trova. Mostrandoci la bellezza dell’oggetto, insieme di luce e colore, ci svela invece un’altra realtà, come una lente d’ingrandimento si fa essa stessa protagonista, strumento e soggetto dal duplice significato: quello universale, ovvero messaggero di una “storia” drammatica a cui siamo impotenti spettatori; e messaggero nel mondo, attraverso un elemento che diversamente dalla sua natura, diventa elemento di un conflitto bellico (le biglie sono spesso usate come proiettili da fionda dai palestinesi durante gli scontri con le forze di sicurezza israeliane).Come spiega la curatrice: “Queste immagini operano una elaborazione del conflitto e ci restituiscono un documento da completare, da integrare attraverso la nostra interpretazione. Ciò ha una duplice ricaduta sulla ricezione del documento stesso e del suo messaggio: da una parte, viene richiesto e ottenuto un maggior livello di coinvolgimento attivo dello spettatore; dall’altro, viene evitato l’effetto di rifiuto – oppure, peggio, di indifferenza – che molto dell’immaginario bellico può suscitare in caso di eccessiva ostentazione”.La centralità del lavoro fotografico di Marco Bottelli si basa dunque non più sul ruolo di fotoreporter- testimone di quanto accade, ma pone una nuova riflessione verso la materialità delle tracce e sul significato storico, emotivo e psicologico della loro rappresentazione.Ingresso Libero (Non siamo in grado di pubblicare le foto in quanto sono coperte da copyright)

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Ricerca nel settore della salute

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

firenzeFirenze. Un protocollo bilaterale per la realizzazione e lo sviluppo di una rete coordinata e integrata di strutture e competenze scientifiche per la ricerca nel settore della salute è stato siglato di recente tra Regione Toscana e Bayer spa: per la Regione ha firmato l’assessore al diritto alla salute, per Bayer spa il direttore divisione Pharmaceuticals Giovanni Fenu. Con la firma di questo protocollo, sono dunque ora quindici le aziende farmaceutiche partner del progetto avviato nel 2006 dalla Regione Toscana (delibera di giunta 788/2006), con l’obiettivo di costruire sinergie con il mondo dell’impresa, finalizzate a promuovere e ottimizzare la qualità delle sperimentazioni cliniche svolte nelle strutture del sistema sanitario regionale.Come sottolinea l’assessore al diritto alla salute, la ricerca rappresenta un elemento fondante del Servizio sanitario regionale, e la Regione è interessata a promuovere e sostenere tutte le attività di ricerca, con particolare riferimento alle biotecnologie e alle scienze della vita. In questo settore, fondamentale il contributo delle aziende farmaceutiche per lo sviluppo dei progetti di ricerca e di quelli di produzione e commercializzazione di farmaci.“Siamo orgogliosi di questa collaborazione”, commenta Giovanni Fenu, “perché riconosce il forte impegno di Bayer sul fronte della ricerca, innovazione e formazione. Ritengo che questo accordo sia una buona opportunità per continuare a promuovere occasioni di partnership con l’Amministrazione nella direzione di creare valore aggiunto per il sistema Italia, rendendolo maggiormente attrattivo e competitivo”, conclude Fenu.L’impegno della Regione in questo ambito è sostenuto dalla convinzione che la ricerca, opportunamente programmata, monitorata e valutata, sia valore fondante e costitutivo per il servizio sanitario, per le sue ricadute in termini di guadagno di salute per la popolazione, perché garantisce l’innovazione dell’offerta sanitaria, attraendo investimenti qualificati nel nostro territorio.Con il Programma regionale di sviluppo 2016-2020, la Regione Toscana ha inteso sviluppare la competitività del proprio sistema per la ricerca e dei sistemi produttivi, e sostenere la capacità di creare sinergie tra il Servizio sanitario, le Università, i centri di ricerca e le imprese del settore, anche attraverso l’implementazione delle attività del Distretto tecnologico Scienze della vita.

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Seminario internazionale “Intorno al confine: esperienze religiose tra marginalità ed esclusione”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

cileRoma Lunedì 15 Gennaio 2018, ore 9:30 / 16 Gennaio 2018 Area storico-geografica del Dipartimento di Studi Umanistici – Sala del Consiglio Via Ostiense 234 Il seminario internazionale “Intorno al confine: esperienze religiose tra marginalità ed esclusione in Europa e in America” è organizzato nell’ambito dell’accordo internazionale tra l’Università Roma Tre, la Pontificia Universidad Católica de Chile e l’Universidad de Chile, che si svolge ogni anno alternativamente in Italia e in Cile. Vi partecipano diversi studiosi delle tre Università coinvolte e altri studiosi invitati, sia italiani che di altre nazionalità, con specializzazioni cronologiche diverse, per riflettere su un tema di carattere storico-religioso che viene concordato ogni anno tra i membri dei gruppi di ricerca dei tre Atenei.

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Una nuova frontiera nella ricerca di nuovi farmaci antitumorali

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

farmaciLa ricerca è stata pubblicata il 4 gennaio sulla rivista Nature Communications. Creare farmaci innovativi capaci di agire contemporaneamente su più di un bersaglio epigenetico contro il cancro: ci stanno provando i gruppi dei prof. Andrea Mattevi (Università di Pavia), Antonello Mai (Università La Sapienza di Roma), Philip A. Cole (Johns Hopkins University, USA) e Rhoda M. Alani (Boston University, USA), costituendo un gruppo internazionale di ricercatori con un obiettivo molto ambizioso: concepire con i farmaci duali una nuova arma a disposizione dell’oncologia.
Di che cosa si tratta in pratica? Il genoma contiene tutte le informazioni necessarie per la nascita, la crescita e il funzionamento del nostro organismo. In ogni cellula alcuni geni devono essere spenti, altri blandamente attivati, altri pienamente accesi in modo analogo agli strumenti di un’orchestra. Si tratta dei meccanismi che definiscono l’identità delle nostre cellule in ciascuno degli organi che formano il nostro corpo. Le cellule accendono e spengono i geni mediante modifiche chimiche che alterano la forma tridimensionale che assumono il DNA e le proteine a esso legate. Queste modifiche, dette epigenetiche, sono continuamente aggiunte e rimosse, e sono anche al cuore della progressiva trasformazione di una cellula sana in una tumorale. Non solo le modifiche epigenetiche contribuiscono alla capacità dei tumori di crescere indefinitamente, ma rendono le cellule tumorali capaci di resistere e sopravvivere alle terapie.AIRC sostiene molti progetti che ambiscono a sviluppare farmaci che agiscano selettivamente sui processi epigenetici riportando la cellula a uno stato non-canceroso o inducendo le cellule cancerose a morire spontaneamente. Si possono immaginare questi farmaci come degli interruttori in grado di operare un “reset”, analogamente a ciò che facciamo con un computer o un apparecchio elettronico quando fa le bizze e smette di funzionare correttamente. Tra i farmaci epigenetici già in uso, i cosiddetti inibitori delle istone-deacetilasi sono già impiegati per il trattamento di alcuni linfomi. Più di recente alcune molecole che agiscono sulle istone-demetilasi sono entrate in una fase avanzata di sperimentazione clinica nel trattamento di alcune leucemie. Demetilasi e deacetilasi sono responsabili dell’aggiunta di modifiche chimiche che accendono e spengono molti geni che controllano la proliferazione cellulare. Nessuno aveva ancora provato a progettare farmaci duali attivi contro entrambi questi bersagli.Dopo uno sforzo pluriennale dei molti ricercatori coinvolti si è riusciti ora a creare le prime molecole ad azione duale “antidemetilasi & antideacetilasi” che hanno mostrato una potente azione antitumorale contro le cellule di melanoma. L’azione simultanea contro più bersagli offre molteplici vantaggi. Innanzitutto aumenta la selettività, in quanto i farmaci agiscono soltanto in cellule, come quelle tumorali, in cui i processi epigenetici sono più gravemente alterati. Nel contempo si tratta di una strategia che richiede una conoscenza dettagliata dei bersagli che si intende colpire, unita a molta creatività nell’immaginare, progettare e realizzare queste molecole ad azione multipla.I risultati ottenuti sono ovviamente un primo passo, ma la dimostrazione di principio che questa strategia non solo è fattibile ma assolutamente promettente apre una strada del tutto inesplorata nello sviluppo di nuovi farmaci epigenetici. La strategia di un unico farmaco per più bersagli potrà essere adesso applicata ad altri bersagli farmacologici ed è divenuta possibile grazie all’incontro sinergico tra i ricercatori di ambito chimico e biologico con i ricercatori clinici, così da poter tradurre le scoperte scientifiche in potenziali benefici per i pazienti.

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Contratto Istruzione e Ricerca, Usb ribadisce all’Aran: 300 euro di aumento per tutti

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneDiciamo subito che questo inizio di discussione articolato in due giornate ha messo subito in evidenza il fallimento del nuovo comparto la cui estrema eterogeneità rappresenta di fatto un problema insormontabile nella costruzione di un unico contratto di lavoro. Infatti la Scuola continua a dover essere trattata in modo separato per un’oggettiva differenza da tutto il resto del Pubblico Impiego e Università Ricerca e AFAM pur potendo contare su qualche elemento comune ne hanno molti altri specifici che sono però alla base del loro funzionamento. Quindi se non si vogliono snaturare completamente istituzioni che hanno un ruolo così delicato nella nostra società, assimilarli in un unico contratto diventa un esercizio di fatto impossibile.Entrando più nel merito, in questi due giorni di discussione oltre ad affrontare questioni di metodo che hanno portato il tavolo a propendere per discussioni articolate in sezioni riferite agli ex comparti, si sono iniziati a trattare il tema delle relazioni sindacali e la questione economica.
In entrambi i casi abbiamo registrato una rigidità da parte di ARAN che ha lasciato pochi spazi in merito alla possibilità di superare realmente quanto disposto dalla cosidetta legge Brunetta e sulle risorse a disposizione degli aumenti che sembrano ipotecate dal 3,48% di aumento elargito per i lavoratori del comparto delle Funzioni Centrali.USB nei suoi interventi ha sottolineato come non consideri in alcun modo vincolante il contratto delle Funzioni Centrali, rivendicando una piena contrattazione per Istruzione e Ricerca, che oltre ad essere un diritto legittimo per qualsiasi contratto, in questo caso diventa una necessità improrogabile a causa delle peculiarità dei settori interessati che devono assolutamente essere salvaguardate. In questo senso abbiamo ribadito come la percentuale di aumento prevista non copra neanche in minima parte la perdita del potere d’acquisto dei dipendenti pubblici che in questi anni di blocco è pari al 12,2% in termini di inflazione e abbiamo rilanciato la proposta della piattaforma USB di 300 euro di aumenti per tutti, senza percentuali che andrebbero a allargare la forbice salariale già presente in tutti i settori. In particolare abbiamo sottolineato come il Governo abbia trovato le risorse (400 euro netti mensili) per adeguare i dirigenti scolastici ai nuovi colleghi del comparto, mentre i docenti e il personale ATA sembrano destinati a rimanere le Cenerentole del comparto, in compagnia del personale tecnico amministrativo degli atenei. O come i lavoratori degli enti di Ricerca debbano continuare ad essere in fondo alla classifica dei salari europei nella Ricerca, salvo poi lamentarsi dell’ormai fin troppo citata “fuga dei cervelli”. È chiaro come lo scellerato accordo del 30 novembre, che USB non ha firmato, individuando in 85 euro medi lordi la cifra utile al contratto pesi come un macigno su questo rinnovo contrattuale.Sulle relazioni sindacali, per le quali l’ARAN a fine riunione ha consegnato una bozza di documento che ci riserviamo di analizzare, USB oltre a richiedere di riportare nella contrattazioni le materie dell’organizzazione del lavoro, dell’orario di lavoro, della mobilità e della formazione, ha rivendicato le specificità degli ex comparti. Più nel dettaglio riteniamo vada valorizzato il ruolo delle RSU nelle contrattazioni di Ateneo magari anche estendodolo ad altri settori come quello degli Enti di Ricerca; va tenuto conto che nell’organizzazione del lavoro degli EPR ha particolare rilievo la carta del ricercatore; infine è fondamentale salvaguardare la particolare organizzazione della Scuola, anche in questo caso estremamente diversa da tutti gli altri, togliendo ai Dirigenti Scolastici lo strapotere conferitogli dalla Legge brunetta e dalla legge 107/2015.La contrattazione proseguirà la prossima settimana per sezioni entrando nel merito delle specifiche problematiche, USB continuerà a sostenere le ragioni di lavoratori che dopo otto anni di blocco vogliono un contratto che dia risposte alle loro richieste sia in termini economici che normativi, anche se i primi segnali non ci sembra che vadano in questo senso.

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“Il Web è morto, viva il web”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 dicembre 2017

casaleggiodi Gianroberto Casaleggio, tratto dal libro: “Il Web è morto, viva il web” Qual è la direzione? Quale il senso della vita lavorativa? La nostra attività assorbe la maggior parte del tempo, la miglior parte del tempo: la giovinezza e la maturità.
A fare cosa? E per quale motivo? Guidati da qualche significato? L’avvento della produzione industriale ha reso queste domande abituali per le persone. La ripetizione, la spersonalizzazione e il profitto, considerato valore fondamentale, sono normali nelle aziende e nelle fabbriche.
Si lavora per mangiare, per guadagnare di più, per carriera, per recitare un ruolo sociale, per potere. Tutti motivi comprensibili, in particolare il mangiare, ma è veramente tutto qui? 35 anni moltiplicati per 200 giorni per 8 ore meritano di più.Quanti lavorano per realizzare sé stessi? Quanti si accorgono delle loro potenzialità? Quanti, entrando in ufficio o in fabbrica, hanno la sensazione di fare la cosa giusta, di esercitare una scelta non dettata dal bisogno o da una rinuncia a priori? E’ stupefacente il numero delle persone che tirano letteralmente a campare convinte che sia giusto così, “Del resto è così” direbbe Enrico Bertolino.Il lavoro come obbligo, come dipendenza diventa allora una condizione umana simile all’autoipnosi, un sogno permanente dal quale è meglio non svegliarsi, non si sa mai.Il tempo, l’unica reale ricchezza di cui disponiamo, è sprecato, banalizzato, utilizzato come se fosse una risorsa infinita. Spesso il tempo lavorativo è visto come una gabbia temporale in cui le persone sono autorizzate a non pensare, a non esistere. Il cartellino è la chiave della gabbia. Poi, finalmente, il tempo libero, oasi, fuga dal lavoro, ma in fondo da esso totalmente dipendente. Replichiamo gli ambienti lavorativi anche in vacanza. Courmayeur e Rimini sono rese sempre più simili alle città in cui lavoriamo. E spesso ci incontriamo pure i colleghi.
A fine agosto, tornando in ufficio dalla Bretagna, sono stato infastidito dalla ripetitività delle frasi che sentivo: “Finite le vacanze? – Sì, purtroppo – Io non me lo ricordo neanche più – Adesso dobbiamo aspettare l’anno prossimo – Siamo di nuovo qui – Si stava meglio prima!”
Un mantra ripetuto per esorcizzare il rientro. Ma nessuno ci obbliga ad accettare una condizione di dipendenza. Se non esprimiamo noi stessi, la colpa non può essere addebitata al sistema. Noi siamo i responsabili.Wasteland è il nome dato dai Celti alla terra senza vita, piena di desolazione che divenne per un certo periodo l’Inghilterra al tempo di Re Artù. La Britannia sembrava preda di un sortilegio. Merlino convinse Artù che per sciogliere l’incantesimo doveva trovare il Graal. Il cavaliere puro di cuore inviato a cercarlo fu Parsifal. Ma cosa doveva in realtà cercare? All’inizio lo ignorava e solo quando comprese il vero significato della ricerca, Wasteland cessò di esistere. Il Graal ha avuto molte interpretazioni: piatto in cui Gesù consumò l’agnello pasquale, pietra magica, corno dell’abbondanza, calice dell’Eucaristia, calderone celtico della vita, la conoscenza assoluta e altre ancora. Probabilmente è la ricerca del significato della nostra esistenza.
Wasteland è la nostra vita in assenza di significato. “To waste” in lingua inglese vuol dire guastare, distruggere, sprecare, dissipare. Quello che quotidianamente facciamo in assenza di una ragione superiore per le nostre azioni. Di un significato.
Quella “ragione superiore” che nel nostro lavoro dovrebbe essere la volontà di migliorare, di creare, di generare positività. A chi scuotesse la testa suggerisco di provare a cambiare e di usare la sua immaginazione senza porsi dei limiti a priori. Ad applicare ed esercitare la sua volontà. Significato, volontà e immaginazione sono tre potenti talismani che chiunque possiede, di solito sono latenti, ma sono lì, a nostra completa disposizione. Con essi si può creare una nuova realtà che prima non sembrava possibile. Non è forse così che sono successe tutte le cose importanti nella Storia con la esse maiuscola e anche nella nostra vita quotidiana? Con un significato, l’immaginazione e la volontà?
Usiamo i nostri talismani, dissolviamo il sortilegio di Wasteland. (fonte blog 5 stelle)

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Stelle di Natale AIL in 4800 piazze italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 dicembre 2017

stelle natale ialNei giorni 8, 9 e 10 dicembre è in programma la 29° edizione dell’iniziativa Stelle di Natale AIL, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La manifestazione è realizzata grazie all’impegno di migliaia di volontari che offriranno una piantina natalizia a chi verserà un contributo minimo associativo di 12 euro. Le Stelle di Natale sono tutte caratterizzate dal logo AIL.
Quest’anno chi vorrà sostenere l’Associazione potrà farlo in vari modi.
Dall’ 1 al 15 dicembre sarà infatti attivo il numero solidale 45541, attraverso il quale: inviare un SMS solidale per donare 2 € da telefoni cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali; effettuare una chiamata da telefono fisso per donare 5 € Vodafone, TWT, Convergenze e PosteMobile
e 5 o 10 euro da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.Grazie ai fondi raccolti con le Stelle di Natale e con il numero solidale, l’AIL continuerà a svolgere le attività che da oltre 45 anni la contraddistinguono e realizzate grazie all’opera delle 81 sezioni provinciali:
collaborare al servizio di Assistenza Domiciliare, fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti, che consente ad adulti e bambini di essere seguiti da personale specializzato nella propria abitazione, riducendo così i tempi di degenza ospedaliera. L’AIL finanzia oggi complessivamente 43 servizi di cure domiciliari;
sostenere la Ricerca Scientifica;
sostenere le Case alloggio AIL, strutture situate nei pressi dei Centri Ematologici che accolgono i malati e i loro familiari costretti a spostarsi dal luogo di residenza per le cure. Attualmente sono 36 le città italiane che offrono questo servizio a 3.700 tra pazienti e familiari;
supportare il funzionamento dei Centri di Ematologia e di Trapianto di Cellule staminali e sostenere i laboratori per la diagnosi e la ricerca.Anche quest’anno la Lega Serie A e l’Associazione Italiana Arbitri sostengono AIL con una campagna di sensibilizzazione negli stadi. Nel corso della 16esima giornata di campionato (9, 10 e 11 dicembre) in tutti i campi della Serie A verrà esposto, alla discesa in campo dei giocatori, uno striscione che ricorda l’importanza del sostegno alla ricerca scientifica mentre la terna arbitrale indosserà una maglia con il logo dell’Associazione. L’AIL negli anni ha raccolto significativi fondi destinati al finanziamento di progetti di Ricerca Scientifica e di Assistenza Sanitaria e ha contribuito a far conoscere i progressi nel trattamento dei tumori del sangue. I rilevanti risultati negli studi scientifici e le terapie sempre più efficaci e mirate, compreso il trapianto di cellule staminali, hanno determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici. È necessario però continuare su questa strada per raggiungere nuovi obiettivi e rendere leucemie, linfomi e mielomi sempre più guaribili.

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