Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘ricerca’

Meno tasse e più detrazioni per chi studia, insegna e fa ricerca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Il sostegno allo studio e alla docenza a tutti i livelli e allo sviluppo della Conoscenza va attuato non più solo a parole: è tempo di provvedere ad una riduzione della pressione fiscale e contributiva, attraverso sovvenzioni e detrazioni. Ne è convinto il sindacato Anief, che nel Disegno di Legge di Bilancio 2021, in questi giorni all’esame della Camera dopo l’assenso al testo da parte del Governo, ha chiesto dei provvedimenti emendativi nella parte che tratta le possibili azioni da intraprendere in ambito fiscale e previdenziale. Marcello Pacifico (Anief): “Le nostre richieste servono a compensare le grandi difficoltà in cui operano, a causa del perdurante stato emergenziale derivante dal Covid19, sia gli studenti universitari sia i docenti e il personale scolastico che operano lontano dalla propria terra e dai propri affetti, oltre a coloro che realizzano progetti esterni per gli enti di Ricerca”.Il sindacato ha presentato ai deputati della V Commissione della Camera 68 proposte di emendamento per il personale del comparto istruzione e ricerca su organici, salario, reclutamento, mobilità, pensioni, sostegno, welfare, Irc, educatori, estero, università, ricerca, Afam.

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Nuovo test per la ricerca dell’Antigene SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Si procede con un tampone nasofaringeo applicato al sistema automatizzato Chorus Trio che sarà disponibile entro il mese di novembre.DIESSE pur avendo disponibile l’applicazione su saliva ha scelto di non lanciarla sul mercato allineandosi alle recenti indicazioni dell’OMS, che individuano nel tampone nasofaringeo il campione di elezione per le ricerca dell’antigene SARS-CoV-2. Essendo la saliva un campione più complesso e di difficoltosa standardizzazione, DIESSE ha rifocalizzato le proprie attività di Ricerca e Sviluppo ed ha messo a punto il nuovo test antigenico, su tampone.La ricerca di Antigene determina l’effettivo contagio del paziente ed è sinora prevalentemente eseguita con strumenti e metodi di diagnostica molecolare così come test antigenici rapidi.DIESSE offre in questo scenario un test quantitativo, automatizzato ed in grado quindi di fornire risultati oggettivi. Il nuovo kit per la ricerca antigene affianca quelli per la diagnosi sierologica, per la determinazione delle IgG, IgA, IgM e delle immunoglobuline totali specifiche per SARS-CoV-2, immessi in precedenza sul mercato da DIESSE Diagnostica Senese S.p.A.Il gruppo di Ricerca e Sviluppo di DIESSE Diagnostica Senese, inoltre, sta in questo momento lavorando al rilascio di un nuovo test sierologico, studiato per evidenziare anticorpi diretti contro la frazione S1 della proteina Spike in maniera quantitativa, utile per definire la risposta immunitaria alla vaccinazione contro il virus SARS-CoV-2 o la permanenza di uno stato di risposta immunitaria in soggetti precedentemente infettati dal virus.“Prosegue senza sosta l’impegno di DIESSE nella lotta al nuovo Coronavirus – afferma Luigi Nava Commercial Operations Director di DIESSE Diagnostica Senese – confidiamo che i nuovi kit in sviluppo ed altri che stiamo ideando, saranno utili per il monitoraggio della terapia con anticorpi monoclonali umani e un valido supporto nella lotta alla pandemia”.

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49 le borse di studio regionali per la frequenza di corsi di dottorato di ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Sono state finanziate con 3 milioni di risorse del Fondo sociale europeo. Si tratta di un intervento che destina, grazie a fondi della programmazione PO FSE 2014-2020, borse di studio aggiuntive, ciascuna del valore complessivo di circa 60 mila euro e di durata triennale, ai corsi di dottorato che le Università siciliane hanno bandito per l’anno accademico 2020-2021. Dopo avere raccolto le proposte progettuali a seguito del bando dell’Avviso 37\2020, il Dipartimento istruzione dell’Assessorato regionale all’istruzione e alla formazione professionale ha stilato la graduatoria definitiva dei corsi ammessi a finanziamento, ripartendo i fondi agli Atenei in proporzione al numero degli iscritti. Sono 18 le borse finanziate all’Università di Catania, 18 all’Università di Palermo, 10 all’Università di Messina, 2 all’Università della Kore di Enna e 1 alla Lumsa di Palermo. Tra i corsi di dottorato finanziati compaiono nuove discipline come le neuroscienze, la biomedicina traslazionale, le biotecnologie, la bioingegneria applicata alle scienze mediche, le nanotecnologie ma anche discipline più tradizionali come le scienze umanistiche, la fisica, l’informatica o le scienze dell’interpretazione. Nell’ambito del dottorato i laureati svolgeranno anche un periodo di ricerca all’estero, variabile da tre a sei mesi, per favorire i processi di internazionalizzazione degli studi.“Tre milioni di euro dal Fondo sociale europeo, 49 borse di dottorato aggiuntive a quelle ordinarie – ha affermato Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale – che la Regione siciliana ha messo a disposizione degli Atenei dell’isola per potenziare l’offerta accademica di terzo livello che guarda alla specializzazione e all’innovazione, alla valorizzazione dei saperi e delle competenze trasversali. Ad ogni corso di dottorato corrisponde anche un’esperienza di lavoro e di studio all’estero variabile da 3 a 6 mesi. I giovani – ha proseguito Lagalla – devono prendere il valore di queste nuove forme educative soprattutto quando vogliono guardare alle sollecitazioni di un mondo che cambia e affrontare la sfida della propria esistenza con un bagaglio di competenze adeguato e all’altezza dei tempi”.Fabio Galvano, professore ordinario di alimentazione e nutrizione umana all’Università di Catania e delegato del Rettore ai dottorati la definisce un’iniziativa “pregevolissima” della Regione Siciliana e del Fondo sociale europeo. “Il dottorato – ha detto Galgano – è un momento estremamente qualificante per un giovane che può acquisire conoscenze successive alla laurea per procedere con la carriera universitaria o per trovare impiego in azienda o in altre strutture lavorative. In Europa uno studente con il dottorato trova lavoro più facilmente e, grazie a questo titolo, viene anche retribuito di più. Auspichiamo che, anche grazie a questo strumento, l’Italia e la Sicilia possano allinearsi al trend europeo”. “A Palermo quest’anno c’è stato un forte incremento di partecipazione ai bandi di dottorato – ha detto Fabio Mazzola, pro Rettore vicario dell’Università di Palermo –. Sono arrivate oltre 1.200 domande per 23 corsi, di cui circa il 40% da parte di studenti stranieri. Il dottorato offre la possibilità di fare rientrare, per una ulteriore formazione, tanti talenti che hanno conseguito la triennale in Sicilia e che poi hanno scelto di conseguire la magistrale in un’altra sede, generalmente nel nord Italia”.

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Ricerca: identificato un nuovo biomarcatore di gravità di Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Cosa determina reazioni così diverse di fronte all’attacco del virus SarS-CoV-2? Perché alcune persone si ammalano gravemente e altre meno? Di fronte a quadri clinici complessi e instabili, è possibile prevedere il livello di gravità della malattia? Uno studio basato su due casistiche indipendenti, portate avanti rispettivamente da una task force dell’IRCCS Humanitas guidata dal prof. Alberto Mantovani che comprende ricercatori e medici in prima linea contro Covid 19, e dal gruppo di medici e ricercatori dell’ASST Papa Giovanni XXIII, guidato dal prof. Alessandro Rambaldi, ha identificato un indicatore di gravità di malattia nei pazienti affetti da Covid 19: la molecola PTX3.Il lavoro “Macrophage expression and prognostic significance of the long pentraxin PTX3 in COVID-19”, appena pubblicato su Nature Immunology, ha coinvolto 96 pazienti in Humanitas e 54 al Papa Giovanni XXIII. In più, grazie all’accesso ai dati e all’analisi bioinformatica supportata da Intelligenza Artificiale, ha esaminato i dati di pazienti residenti in Israele e USA. I ricercatori hanno indagato i meccanismi dell’immunità innata a livello del sangue circolante e del polmone. “L’analisi ha portato alla luce il ruolo di un gene scoperto dal mio gruppo anni fa, la PTX3: una molecola coinvolta nell’immunità e nell’infiammazione – spiega il prof. Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e professore emerito di Humanitas University -. Nei pazienti malati di Covid-19, questa molecola è presente a livelli alti nel sangue circolante, nei polmoni, nelle cellule della prima linea di difesa (i macrofagi) e nelle cellule che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni (l’endotelio vascolare). Informazioni importanti dal momento che i pazienti malati di Covid-19 presentano una fortissima infiammazione (la sindrome di attivazione macrofagica) che porta a trombosi del microcircolo polmonare a livello delle cellule endoteliali. A seguire, abbiamo verificato che la PTX3 potesse essere un marcatore di gravità, grazie a reagenti e a un test messo a punto dai ricercatori di Humanitas”.Le due casistiche indipendenti, quella di Milano e quella di Bergamo, confermano che la misura della PTX3 costituisce, ad oggi, il più importante fattore prognostico associato all’aggravamento delle condizioni dei pazienti.“Questi dati – spiega il prof. Alessandro Rambaldi direttore dell’Unità di Ematologia e del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – confermano la centralità del danno endoteliale nella patogenesi delle manifestazioni più gravi osservate nei pazienti Covid. I livelli circolanti di PTX3, misurati nel sangue, serviranno a guidare la valutazione della risposta ai trattamenti di questi pazienti. La validazione dei risultati ottenuta in due coorti indipendenti di pazienti sottolinea la robustezza e la riproducibilità di questa osservazione e l’importanza di poter utilizzare materiale biologico opportunamente conservato al momento del ricovero di questi pazienti”.Prossimo passaggio sarà il trasferimento della scoperta dal bancone della ricerca al letto del paziente. “Lo studio, che necessita di ulteriori verifiche e conferme, potrebbe costituire uno strumento importante per guidare i medici nella definizione delle terapie per ogni paziente” – prosegue il prof. Mantovani -. In Humanitas stiamo mettendo il test a servizio di medici impegnati con i pazienti Covid grazie alla collaborazione del Laboratorio di Analisi Cliniche dell’ospedale guidato dalla dott.ssa Maria Teresa Sandri. Ci auguriamo che possa aiutare i clinici a valutare tempestivamente la gravità della malattia e curare sempre meglio i malati”. Partito da un approccio ad alta tecnologia, lo studio arriva a definire un test semplice – basta infatti un esame del sangue per valutare il livello della PTX3 –, a basso costo e potenzialmente condivisibile con tutti.“Lo studio dimostra che l’avanzamento delle conoscenze si fa grazie alla raccolta di campioni biologici e dati personali e sanitari della popolazione, indispensabili per una efficace ricerca su COVID-19, secondo procedure operative standard internazionali consolidate” – conclude il prof. Rambaldi.

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Vaccini, ricerca, cure e investimenti: l’Europa della salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2020

Venerdì 20 novembre, ore 9:50-12:30 All’evento, organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e con il Corriere della Sera, si confronteranno rappresentanti delle istituzioni comunitarie e di quelle nazionali e locali con esponenti del mondo della ricerca, della sanità e dell’industria farmaceutica. Presenti, tra gli altri, il ministro della salute Speranza e la commissaria UE alla ricerca Gabriel. Negli ultimi mesi l’UE ha dimostrato nei fatti che la collaborazione tra Stati è fondamentale per affrontare la pandemia. Anche sul fronte sanitario e della ricerca medica per lo sviluppo di cure e vaccini, l’UE ha messo in campo ingenti risorse, attirando altri investimenti pubblici e privati a livello globale.L’approccio comune proposto per garantire vaccini e cure, integra gli sforzi di risposta globale. Per questo, l’Unione ha lanciato un appello ai Paesi ad alto reddito e a vari partner internazionali per mettere in comune le risorse necessarie a prenotare i vaccini dai produttori, anche per i paesi a basso reddito. Questo consente di accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini e cure sicure ed efficaci, massimizzando la possibilità di accesso. Finora, sono stati raccolti oltre 16 miliardi, di cui 6.5 dal bilancio dell’UE e dei suoi Stati membri.Il sostegno europeo fornito alle imprese per la sperimentazione clinica di cure e vaccini e l’ampliamento delle capacità di produzione apporterà benefici a tutta la popolazione mondiale e, consentirà di far ripartire l’attività economica e sociale a livello transfrontaliero. L’UE sarà sicura solo se anche il resto del mondo lo sarà.L’Unione europea anche reso disponibile una linea di credito speciale per la pandemia finanziata dal Meccanismo Europeo di Stabilità, che consente agli Stati membri di richiedere prestiti fino al 2% del proprio PIL a interessi molto vantaggiosi per spese sanitarie dirette o indirette.Nel quadro dei negoziati sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale e su Next Generation EU, il Parlamento europeo si è battuto per aumentare i fondi per la sanità e la ricerca e per rafforzare il ruolo dell’UE nella tutela della salute pubblica. Una battaglia che ha permesso di triplicare, da 1,7 a 5,1 miliardi di euro, la somma destinata alla creazione del nuovo programma EU4Health.Di questi temi discuteranno il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo (NI-M5S) e gli eurodeputati Antonio Tajani (PPE-FI), Brando Benifei (S&D-PD), Carlo Fidanza (ECR-FdI) e Francesca Donato (EFD-Lega) con la commissaria UE alla ricerca Marija Gabriel, il ministro della salute Roberto Speranza e i presidenti di Emilia Romagna, Stefano Bonaccini (tbc), e Umbria, Donatella Tesei. Parteciperanno, inoltre, scienziati, medici e rappresentanti dell’industria farmaceutica.

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Università di Parma e Fondazione Cariparma continuano la collaborazione a favore della ricerca

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

Al primo finanziamento di 600mila euro concesso dalla Fondazione nel 2018 si aggiunge un nuovo accordo quadriennale, firmato recentemente, finalizzato proprio a sostenere un’attività strategica per l’Ateneo com’è quella di ricerca: un’attività nella quale l’Università di Parma ha raggiunto in questi anni risultati di straordinario livello che contribuiscono fortemente al buon posizionamento dell’Ateneo di Parma su scala nazionale e internazionale, oltre ad avere importanti ricadute applicative e sulla didattica.L’intesa e il progetto che la sostanzia sono stati illustrati oggi in conferenza stampa dal Rettore Paolo Andrei, dal Presidente della Fondazione Cariparma Franco Magnani e dal Pro Rettore alla Ricerca Roberto Fornari: un progetto complessivo da 1milione e 300mila euro, di cui 600mila messi a disposizione dalla Fondazione Cariparma, da utilizzare nel 2020 per l’incremento della competitività di tutte le aree di ricerca dell’Ateneo.Il progetto intende sostenere le iniziative di ricerca dell’Università concentrandosi essenzialmente su quattro filoni di attività: · Progetti di ricerca biennali di consolidamento o scouting · Progetti riservati a ricercatori a tempo determinato under 40 · Assegni di ricerca annuali o biennali per ambiti di ricerca non sperimentali · Progetti premiali a coordinatori di proposte presentate a bandi competitivi europei (ad esempio H2020, Justice, Third EU Health Program, PRIMA e ERC) che, seppur non finanziati, siano stati ritenuti scientificamente meritevoli e abbiano raggiunto una soglia elevata di giudizio.Il contributo della Fondazione Cariparma sarà su tutti i quattro filoni di attività. Le procedure di utilizzo dei fondi sono già state definite, così come i relativi bandi riservati ai docenti e ricercatori dell’Ateneo. Va inoltre segnalato che l’Università di Parma nel 2020 ha emesso anche un bando straordinario per progetti in ambito COVID e SARS-COV-2 (300mila Euro) e un bando per attrezzature scientifiche (800mila euro), e si appresta a far uscire un bando di sostegno alla ricerca individuale (1 milione di euro). Tutto ciò, unito al progetto da 1milione e 300mila euro con Fondazione Cariparma, porta il finanziamento complessivo alla ricerca nel 2020 a 3,4 milioni di euro: un grande sforzo dell’Ateneo, grazie anche all’aiuto di importanti partner territoriali come la Fondazione, per sostenere e rendere competitiva la ricerca “targata” Unipr. Da rimarcare, infine, anche il grande impegno che l’Università di Parma, congiuntamente a Fondazione Cariparma e ad altre realtà del territorio, ha prodotto per rendere possibile il finanziamento di numerose borse di studio per i partecipanti ai diversi corsi di Dottorato di Ricerca istituiti in Ateneo.

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Riduzione dell’Iva sulla ricerca biomedica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

La risoluzione alla Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza NADEF 2020 approvata in Senato, impegna il Governo anche a provvedere, con la prossima legge di bilancio, ad adottare misure di detassazione che prevedano la riduzione dell’Iva su reagenti e apparecchiature a favore di enti pubblici di ricerca, IRCCS, università ed enti di ricerca senza scopo di lucro. Lo ha comunicato il Presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria, alla giornata conclusiva del 5° meeting della Rete. Lo scorso anno il Governo aveva fatto proprio un Odg, a prima firma Magi, presentato insieme ai deputati Lorenzin, Trizzino e Di Giorgi, con cui si impegnava a valutare la possibilità di introdurre in legge di Bilancio la restituzione e la riduzione dell’Iva. Una iniziativa parlamentare promossa da ACC e sostenuta da Crui, Airc, Telethon, Fondazione Veronesi, la Rete cardiologica degli Irccs e l’Associazione Luca Coscioni. «La senatrice a vita Elena Cattaneo – ha aggiunto De Maria – che è riuscita ad ottenere dopo l’ordine del giorno presentato in senato l’aggiornamento al DEF, si sta ora adoperando affinché il Governo inserisca definitivamente la riduzione dell’Iva tra le prossime iniziative per il rilancio del Paese. ACC sosterrà il lavoro dei parlamentari che si stanno impegnando perché questa proposta diventi legge».

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La saliva è un campione diagnostico ideale per eseguire la ricerca del virus

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

E può essere utilizzata con sistemi commerciali già disponibili, veloci e sensibili. È quanto emerge da una ricerca appena pubblicata sulla rivista Viruses, realizzata all’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma (INMI) in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, lo University College di Londra e la società biomedicale DiaSorin.Obiettivo dello studio, che è stato realizzato sul numero più consistente di pazienti e di campioni sinora analizzato al mondo, lungo un arco di tempo di diversi mesi, era determinare in maniera rigorosa come si comportano i campioni di saliva in termini di sensibilità nell’identificazione del virus nel corso dell’infezione. I risultati dimostrano che la saliva è un campione altrettanto valido rispetto al tampone naso-faringeo ed al lavaggio bronco-alveolare attualmente utilizzati come gold standard per il rilevamento del SARS-CoV-2 attraverso sistemi RT-PCR (Reverse Transcription-Polymerase Chain Reaction).Il campione salivare è meno invasivo e più facile da raccogliere rispetto al tampone naso-faringeo e, a maggior ragione, rispetto al lavaggio bronco-alveolare; lo studio realizzato presso l’INMI dimostra adesso che esso permette di ottenere risultati diagnostici altrettanto affidabili, ed apre quindi una nuova prospettiva anche all’industria biomedicale per la realizzazione di nuove generazioni di sistemi diagnostici che permettano l’individuazione del virus in maniera più semplice e rapida, ma altrettanto affidabile di quelli attualmente utilizzati.Il team di ricercatori ha analizzato 337 campioni salivari di 164 pazienti ricoverati presso l’INMI, mettendoli a confronto con altrettanti tamponi naso-faringei e riscontrando un elevatissimo grado di concordanza dei risultati. Sia la quantità di virus, rappresentata dai valori Ct (Cycle treshold value) del test molecolare, che la durata del rilascio del virus, si sono mostrati sostanzialmente sovrapponibili nella saliva e nel tampone, con un rilascio virale che può perdurare fino a 100 giorni. Nei pazienti con manifestazioni gravi è stato possibile, per la prima volta, estendere il paragone del test salivare anche a 50 campioni di lavaggio bronco-alveolare, ed anche in questo caso i risultati ottenuti sono stati sostanzialmente sovrapponibili. Il sistema utilizzato per la ricerca è quello prodotto dalla società italiana DiaSorin: si tratta dunque di un sistema commerciale già utilizzato correntemente per i tamponi naso-faringei, marcato CE anche sulla saliva, che non richiede estrazione separata e che restituisce il risultato in poco più di un’ora. Esso è quindi particolarmente adatto per gli esami da eseguire in urgenza, anche se il format del test prevede la gestione di un limitato numero di campioni per volta.Questo studio ha fornito la base scientifica per l’applicazione ad un progetto pilota della Regione Lazio, che è volto allo screening nelle scuole dell’infanzia. Il progetto prevede la raccolta di un unico campione salivare che viene dapprima analizzato con un test antigenico; in caso di positività, lo stesso campione salivare viene analizzato con il test rapido molecolare per la conferma della positività, con un percorso che si conclude nel giro di poche ore e rende possibile la tempestiva adozione di misure di contenimento.

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4° premio giornalistico ‘SID-Diabete Ricerca’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Sono stati prorogati al 1° novembre 2020 i termini per partecipare al 4° premio giornalistico ‘SID-Diabete Ricerca’, istituito dall’Associazione ‘Diabete Ricerca’, dalla ‘Fondazione Diabete Ricerca’ e dalla ‘Società Italiana di Diabetologia’ con lo scopo di riconoscere e stimolare la corretta divulgazione scientifica di tematiche riguardanti il diabete mellito. Il premio vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.Il riconoscimento, dell’ammontare di €. 2.000 per ciascuna delle categorie individuate: Agenzie di stampa e carta stampata Radio-Televisioni, Web e servizi on line verrà assegnato da una giuria composta dall’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Diabetologia e da due giornalisti, e sarà consegnato in occasione dell’inaugurazione del 28° congresso nazionale SID a Rimini dal 2 al 5 dicembre 2020. Chi avesse già inviato gli elaborati non dovrà inviarli nuovamente.

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La ricerca sui vaccini contro Covid-19 viaggia spedita

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Anche grazie ad un investimento di risorse pubbliche senza precedenti – 15 miliardi di dollari, di cui 10 dai soli Stati Uniti – e sarà disponibile nel 2021. Non ha dubbi Rino Rappuoli, il più autorevole vaccinologo al mondo, Chief Professor per la Ricerca sui Vaccini all’Imperial College di Londra: “investimenti e tecnologie inimmaginabili fino a pochi anni fa ci permetteranno di controllare la pandemia – ha detto Rappuoli nel suo intervento appena concluso al Festival della Scienza Medica di Bologna che si chiude domani (online, visibile su bolognamedicina.it o su https://piattaformaventiventi.genusbononiae.it/). Rappuoli ne è certo: entro la prima metà del 2021 ci sarà una prima immissione di vaccini e anticorpi monoclonali umani, con una disponibilità via via crescente nella seconda metà dell’anno: “abbiamo oggi la capacità di far procedere in parallelo le varie fasi della sperimentazione vaccinale, stiamo concentrando processi che normalmente durano dieci anni nell’arco di un anno, un anno e mezzo. È un rischio dal punto di vista finanziario, senza dubbio, ma non sul lato della sicurezza, data l’enorme quantità di capitale umano coinvolto nella ricerca”. Oggi ci sono più di 320 vaccini nella fase iniziale, di questi 40 sono in fase clinica, 7 in fase finale di sperimentazione che coinvolgono decine di migliaia di ricercatori: “i vaccini in sviluppo ora sono di 3 tipi: genetico, con traduzione del gene sintetico in Rna e successiva iniezione; intermedio, in cui il gene sintetico è veicolato in un vettore virale attenuato, e del tipo proteine più adiuvanti – ha detto Rappuoli. – I vaccini genetici a Rna e quelli coi vettori virali non sono mai stati usati su milioni di persone, e dobbiamo ancora imparare molto sulla loro sicurezza ed efficacia, dei terzi invece abbiamo grande esperienza e la capacità di produrne grande quantità”. Accanto ai vaccini, la speranza è riposta nell’immunizzazione passiva tramite anticorpi monoclonali umani, oggi usati ad esempio nelle terapie antitumorali: “nei nostri laboratori di Siena abbiamo isolato dal sangue di pazienti convalescenti alcune cellule in grado di produrre anticorpi per neutralizzare il virus SARS-CoV-2, ora le stiamo riproducendo per poter passare alle prove cliniche e svilupparle come terapia. Anche il primo farmaco per Ebola fu un anticorpo monoclonale umano, e sono abbastanza certo che si verificherà lo stesso per Covid-19”. Così l’orizzonte del 2021 è per Rappuoli quello in cui riguadagneremo la nostra libertà: “fino ad oggi abbiamo contenuto il dilagare del contagio con risposte non farmacologiche, dal lockdown al distanziamento, dall’uso delle mascherine al lavaggio frequente delle mani. Lo sviluppo dei vaccini e degli anticorpi monoclonali ci restituirà, ne sono certo, quella normalità che abbiamo perduto”. D’altra parte anche la sua Siena, dove sorge la GSK Vaccine Institute for Global Health, di cui è responsabile, fu colpita dalla peste nel massimo del suo splendore: era il 1348, e i senesi stavano costruendo la Cattedrale simbolo dell’opulenza comunale, della quale oggi rimane la facciata. “Lo considero il più grande monumento alle pandemie – ha concluso Rappuoli. – La pandemia congelò allora lo sviluppo della città: un’ipotesi che, con buona probabilità, le conquiste della medicina riusciranno a scongiurare in breve tempo”.

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Primo rapporto in Ricerca e Innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

In Italia, le imprese dell’Information & Communication Technology investono (anno 2018) 2,6 miliardi di euro in Ricerca e Innovazione (R&I). Si tratta di un dato in crescita ma è ancora di molto sotto la media europea. E anche se il dato 2019 confermerà il trend positivo, per il 2020 rischiano di pesare gli effetti della crisi sanitaria. “I programmi di rilancio di cui si discute oggi, sulla base del Recovery Plan che adotterà l’Unione europea, assegnano un ruolo centrale al digitale e accentuano la priorità di rafforzare gli investimenti in R&S&I ICT, puntando su una solida collaborazione tra istituzioni pubbliche e attori privati con l’obiettivo di mantenere il passo con i paesi guida. Di più vuol dire, aumentare sensibilmente le risorse. Meglio vuol dire concentrare risorse ed energie su ambiti dove maggiori sono le possibilità di sviluppare massa critica e consolidare ecosistemi tecnologici di rilevanza almeno europea. Serve una strategia più ambiziosa per la R&S&I ICT, che valuti costantemente obiettivi, percorsi e orienti gli incentivi alle maggiori potenzialità” – Questo è l’appello lanciato da Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione per l’Information and Communication Technology (ICT) di Confindustria, in occasione della presentazione del 1° Rapporto sulla Ricerca e Innovazione ICT in Italia in collaborazione con APRE, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea. La presentazione è avvenuta alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, in occasione della seconda giornata della Ricerca ICT organizzata dal MUR e da Anitec-Assinform.

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Sostegno economico alla ricerca in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica esprime soddisfazione e apprezzamento su quanto annunciato dal Ministro dell’Università e della Ricerca a sostegno del sistema ricerca nel paese. Dalla sua fondazione, il Gruppo 2003 ha dedicato un costante impegno a sostegno di questo obiettivo nella convinzione che la ricerca scientifica, tanto di base che applicata, sia una risorsa preziosa per aumentare la capacità di innovazione e la competitività del nostro paese nell’arena mondiale. La crisi indotta dal Covid19 può essere trasformata in una svolta storica, non solo portando il finanziamento della ricerca ai livelli della media europea, ma anche contribuendo al consolidamento delle strutture guida. Pensiamo, in particolare, ad una Agenzia della Ricerca, idonea ad indirizzare il finanziamento secondo un piano nazionale coerente con le direttrici dell’Unione Europea. È una grande occasione ed il Gruppo 2003 auspica sia sfruttata guardando con particolare attenzione ai giovani ricercatori che vorrebbero operare in un quadro di meritocrazia, mobilità e prospettive future nel mondo accademico e della ricerca. Sono queste le condizioni necessarie per la crescita della competitività del sistema ricerca in Italia.

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La ricerca scientifica in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

“Considerato che l’Italia si mantiene costantemente alle ultime posizioni in Europa come investimenti in ricerca e sviluppo (l’1,4% del PIL, quattordicesima in Europa, contro il 3% o più di paesi come Germania, Danimarca o Svizzera), i 15 miliardi di investimento nella ricerca appena annunciati dal Ministro Manfredi sono sicuramente un segnale positivo, nel riconoscimento della ricerca come bene comune – si legge in una nota dell’Associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla Scienza e alla Salute e impegnata fino domenica 11 ottobre nel suo Congresso dedicato proprio al “Diritto a godere della scienza” – Per ridare centralità strategica e credibilità politica alla ricerca scientifica e valorizzarne la sua funzione sociale ed economica, occorrerebbe promuovere una riforma organica del sistema della Ricerca in Italia, a partire dalla strutturazione dell’Agenzia Nazionale della Ricerca. Un organismo che preveda in primis una revisione delle modalità di finanziamento e valutazione dei progetti di ricerca, con una contestuale profonda riorganizzazione dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) e contempli una modifica delle modalità di reclutamento del personale di ricerca, che superi la legge Gelmini e favorisca la mobilità nazionale ed internazionale dei ricercatori”. Il “Diritto a godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni”, come prevede la Convenzione Onu sui diritti economici, sociali e culturali, significa avere diritto a morire senza soffrire, a abortire senza ostacoli ideologici, a consumare sostanze sulla base di scelte libere e responsabili, ad avvalersi delle migliori tecniche per procreare, per curarsi, per difendere l’ecosistema, per migliorare la salute, la produzione, le coltivazioni e tante altre attività.

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Ricerca “The Future for Workers, By Workers”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Ha analizzato le aspettative dei lavoratori sul ritorno al lavoro e ad una nuova normalità. Il Covid-19 accelera la rivoluzione delle competenze a livello globale, ma accentua le diseguaglianze di genere e quelle fra lavoratori con skill più o meno ricercate dalle aziende.In Italia: • le priorità dei lavoratori post Covid sono: continuare ad imparare (93%), non perdere il proprio lavoro (90%), prendersi cura di sé (salute e benessere, 85%), mantenere condizioni di lavoro flessibile (83%) • il 65% degli italiani è favorevole al rientro sul posto di lavoro, anche se oltre la metà dei lavoratori teme una nuova ondata del virus • il 19% dei lavoratori ha perso temporaneamente il lavoro, il 44% dei lavoratori ha visto diminuire il proprio stipendio: donne più a rischio degli uomini • oltre il 50% dei lavoratori teme di perdere il controllo sui propri dati personali

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Convegno: La ricerca italiana nella terapia della Malattia di Gaucher

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Quest’anno si terrà in forma di webinar il 7 ottobre, per permettere a tutti di partecipare in sicurezza. Il convegno, che sarà aperto dal responsabile scientifico dell’evento – la dottoressa Maja Di Rocco – nella prima sessione tratterà di una condizione rara che ha alcuni sintomi in comune con la Malattia di Gaucher, la Malattia di Niemann Pick tipo A/B (ASMD). Questa sessione verrà preceduta dalla Keynote lecture “Olipudase Alfa for Treatment of Acid Sphingomyelinase Deficiency”, a cura della professoressa Melissa Wasserstein dell’Albert Einstein College of Medicine di New York.La professoressa Francesca Carubbi parlerà successivamente di “Gaucher a e ASMD: malattie lisosomiali con sovrapposizione fenotipica”. L’esperienza italiana in tema di ASMD verrà illustrata dal professor Alberto Burlina che parlerà di “Diagnostica e biomarcatori” e dai professori Maurizio Scarpa e Antonio Barbato che interverranno su “L’esperienza italiana nei trial clinici di terapia”. La seconda sessione sarà focalizzata sulla terapia orale della malattia di Gaucher con Eliglustat, farmaco che da alcuni anni si affianca alla terapia enzimatica sostitutiva. La sessione “L’esperienza italiana del trattamento con Eliglustat: cosa c’è di nuovo?” verrà introdotta e condotta dalla professoressa Maria Domenica Cappellini.La professoressa Fiorina Giona farà il punto su “L’esperienza negli studi post-registrativi”, la dottoressa Maja Di Rocco sul “Monitoraggio dell’aderenza terapeutica e follow up”, la dottoressa Irene Motta su “Terapia enzimatica sostitutiva ed Eliglustat durante l’emergenza Covid-19” e la dottoressa Federica Deodato su “I primi mesi di esperienza nella terapia orale pediatrica”.La sessione “Compromissione neurologica nella malattia di Gaucher”, moderata dal professor Dario Roccatello, verrà preceduta dalla Keynote Lecture “New positive Achievements on Treatment of neurological features in adults with GD type 3”, del professor Raphael Schiffmann, direttore dell’Institute of Metabolic Disease al Baylor Research Institute di Dallas. A questa seguirà “Malattia di Parkinson e Malattia di Gaucher. Che cosa sta cambiando nel counselling e management dei pazienti e familiari eterozigoti”, a cura del professor Alessio Di Fonzo. L’ultima sessione dal titolo “Gaucher e non solo”, moderata dal professor Gaetano Giuffrida e dalla dottoressa Silvia Linari prevede l’intervento “Compromissione epatica nelle malattie lisosomiali” da parte del dottor Fabio Nascimbeni e l’intervento “Iperferritinemia nella Malattia di Gaucher tipo 1” da parte della professoressa Elena Corradini.

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L’Energia che viene dal Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Torino. L’energia del mare rappresenta la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo: si stima che le onde potrebbero sviluppare una potenza lungo le coste terrestri a livello globale pari a 2 TeraWatt, circa 18 mila miliardi di chilowattora all’anno, ovvero quasi il fabbisogno annuale di energia elettrica del pianeta. Inoltre, l’energia da onde è prevedibile, più modulata delle altre fonti rinnovabili e più continua.Valorizzare questa fonte energetica dalle alte potenzialità è lo scopo del laboratorio di ricerca congiunto MORE – Marine Offshore Renewable Energy Lab, realizzato dal Politecnico di Torino ed Eni, inaugurato oggi alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e del Rettore del Politecnico Guido Saracco.Il Laboratorio MORE concretizza ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino ed Eni, sancita a gennaio scorso con il rinnovo di un accordo di partnership, che prevede appunto l’istituzione e il lavoro comune di ricercatori di Eni e dell’Ateneo nel laboratorio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e ad una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino. Il MORE Lab ha sede presso il Politecnico, con l’impiego di infrastrutture di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e vede anche l’integrazione con le seguenti strutture Eni: il Marine Virtual Lab, presso il centro di supercalcolo HPC5 a Ferrera Erbognone e l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy, selezionata, ottimizzata ed industrializzata da Eni e in funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna. ISWEC ha dimostrato elevata affidabilità e capacità di adattarsi alle diverse condizioni di mare, grazie al suo sistema attivo di controllo e regolazione. Infatti, nel periodo di esercizio si è arrivati a superare il valore nominale massimo di potenza installata pari a 50 kW. Inoltre, il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico.Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di MORE Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni. Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio. (by Elena Foglia Franke)

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Parma un Master di II livello in Ricerca preclinica e clinica

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Parma A dirigerlo è Susanna Esposito, professoressa ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma, scienziata che ha condotto più di 200 studi clinici come principal investigator e che fa parte del Club delle Top Italian Women Scientists (TIWS). Il Master di II livello in Ricerca preclinica e clinica mira a formare figure professionali in grado di pianificare e seguire tutte le fasi della sperimentazione preclinica e clinica, analizzare criticamente i risultati ottenuti dalle ricerche e presentarli alla comunità scientifica. Figure professionali sempre più richieste dalle Università, dai Centri di Ricerca, dagli IRCCS, dalle Aziende Ospedaliere, dalle Aziende promotrici di studi clinici, dalle CRO (Contract Research Organization) e, più in generale, da ogni ente che svolga attività di sperimentazione e monitoraggio nel settore della ricerca preclinica e clinica.Il Master propone un’offerta formativa a distanza che, mediante l’uso di strumenti multimediali e sistemi comunicativi interattivi, consentirà un’ampia interazione tra docenti e discenti, per favorire la partecipazione di professionisti che già lavorano.L’obiettivo è fornire una completa formazione interdisciplinare su tutti gli aspetti scientifici, normativi, etici, organizzativi, promozionali dello sviluppo di un nuovo farmaco, raggruppando in un unico programma formativo argomenti che sono trattati marginalmente o sono del tutto assenti nei vari corsi di laurea. Le lezioni saranno tenute da docenti universitari, formatori esterni, dirigenti di aziende farmaceutiche e CRO, così da presentare, in modo obiettivo, l’intero settore, consentendo un ampio e vivo dibattito sulla materia. Saranno presentati “case study” e attivati stage in aziende. Le lezioni saranno erogate in modalità FAD (Formazione A Distanza), asincrona, sulla piattaforma dedicata dell’Università di Parma.Il bando è disponibile sul sito dell’Università di Parma al link https://www.unipr.it/bandi/didattica/ricerca-preclinica-e-clinica-20202021.

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Convegno di presentazione dei risultati della ricerca dell’Osservatorio eCommerce B2c

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Milano. Martedì 13 ottobre | 9.00 – 13.00 L’eCommerce B2c in Italia rappresenta già da tempo il motore di crescita e di innovazione del Retail. Nel 2020 l’emergenza sanitaria ha portato gli operatori ad accelerare il processo di trasformazione: l’eCommerce ha assunto un ruolo indispensabile per la ripresa del commercio e dei consumi. Cresce dunque fra i merchant italiani la consapevolezza in merito all’importanza di ridisegnare attività e processi e di abilitare cambiamenti organizzativi per offrire al consumatore un’esperienza fluida e omnicanale.Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2020 dell’Osservatorio eCommerce B2c, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, presenta in dettaglio la fotografia dell’eCommerce nel nostro Paese attraverso la quantificazione del mercato online e l’analisi delle principali linee di innovazione. Il Programma del Convegno è in fase di definizione

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La ricerca internazionale sul diabete parla italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Edizione in formato virtuale quella del 57° congresso dell’EASD (EuropeanAssociation for the Study of Diabetes), ma memorabile per quanto riguarda la ricerca italiana e la Società Italiana di Diabetologia. Presidente dell’EASD è infatti il professor Stefano Del Prato, già presidente della SID nel biennio 2012-2014, mentre il premio Minkowski, il riconoscimento europeo più prestigioso nel campo delle ricerche sul diabete, tradizionalmente assegnato in occasione del congresso annuale dell’EASD, è andato al professor Gianpaolo Fadini dell’Università di Padova, per le sue ricerche sul ruolo delle alterazioni delle cellule staminali nelle complicanze vascolari del diabete. Il premio verrà consegnato il pomeriggio del 24 settembre, dopo la sua lettura dal titolo ‘Should I stay or should I go? The bone marrow and stemcelltraffic in diabetes’. Infine, la SID, come ogni anno, promuove la ricerca dei giovani assegnando delle borse di studio, in collaborazione con la Lilly. La Minkowski lecture 2020 è stata assegnata al professor Gianpaolo Fadini dell’Università di Padova per le sue ricerche nel campo del diabete, in corso da oltre 20 anni. “Tutto ha avuto inizio – ricorda il professor Fadini – con un incontro col professor Angelo Avogaro, direttore della clinica di malattie del metabolismo dell’Università di Padova, presso la quale lavoro, e che mi affidò un argomento di ricerca allora nuovissimo, riguardante il fatto che alcune cellule staminali potevano trasformarsi in cellule ‘ripara-arterie’ e quindi rigenerare i vasi danneggiati. L’idea che il nostro organismo avesse una riserva di cellule del sangue in grado di riparare le arterie rappresentata una grandissima novità alla fine degli anni ’90. Abbiamo quindi cominciato a lavorare all’ipotesi che il danno cardiovascolare tipico del diabete potesse essere dovuto ad un’alterazione di questi meccanismi di rigenerazione. E nell’arco dei successivi vent’anni siamo arrivati a questa conclusione: il danno vascolare che osserviamo nel diabete è determinato anche dal fatto che questi pazienti non riescono a rispondere ai danni provocati dall’iperglicemia sui vasi, rigenerando l’endotelio, il rivestimento interno delle arterie”. Quindi, da una parte l’iperglicemia danneggia i vasi, dall’altra i pazienti con diabete hanno una difficoltà a riparare questo danno.Al momento stiamo testando su modelli animali una serie di strategie terapeutiche, in grado di favorire la riparazione delle arterie (carotide, arterie degli arti inferiori). I ricercatori veneti hanno individuato una serie di target molecolari che, spegnendo l’infiammazione midollare,riuscirebbero ad evitare che vengano rilasciate in circolo queste cellule staminali con le ‘Molotov’, che anziché riparare i vasi, come fanno invece le cellule ‘super Mario’ cioè le staminali sane, finiscono col danneggiarle ulteriormente. “Questo rappresentata un interessante bersaglio farmacologico – commenta Fadini – e all’Università di Padova abbiamo già brevettato uno di questi ipotetici futuri trattamenti. Si tratta di un anticorpo monoclonale diretto contro l’oncostatina M. Questo farmaco, oltre a favorire il rilascio delle cellule staminali, è anche in grado di renderle meno infiammatorie. Al momento è il trattamento più importante che abbiamo individuato e siamo molto fiduciosi per gli sviluppi futuri che potrebbero portare a terapie in grado di contrastare le gravi complicanze vascolari che si osservano nelle persone con diabete”.

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A Roma l’Agenzia Europea per la Ricerca Biomedica

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

“Ben venga l’idea di ospitare nel Forlanini la sede della futura Agenzia Europea per la Ricerca Biomedica,- scrive la sindaca Raggi – ma l’ex ospedale va riattivato anche per restituire ai cittadini una struttura sanitaria importantissima. Questa iniziativa potrebbe essere l’occasione per lanciare un segnale forte di investimento sulla sanità pubblica, per chiudere la stagione dei tagli e delle chiusure di presidi sul territorio. Il sistema sanitario pubblico si è dimostrato fondamentale per rispondere in modo tempestivo e con professionalità alle emergenze, come quella determinata dal coronavirus.”

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