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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

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PNRR ricerca: l’impegno dell’Università di Parma per lo sviluppo

Posted by fidest press agency su domenica, 11 dicembre 2022

Parma Risorse per oltre 48 milioni di euro, oltre 160 docenti, ricercatrici e ricercatori coinvolti, più di 190 nuove assunzioni. Sono solo alcuni numeri del PNRR all’Università di Parma: cifre che testimoniano l’eccellenza della ricerca targata Unipr, presentate con i progetti questa mattina in Aula Magna dal Rettore Paolo Andrei e dal referente di Ateneo per il PNRR Andrea Prati. Transizione ecologica, tecnologie per l’agricoltura, mobilità sostenibile, scienze e tecnologie quantistiche, alimentazione sostenibile, neuroscienze e life science sono solo alcuni dei temi su cui si focalizzeranno i 14 progetti al momento approvati e che coinvolgono, in ruoli diversi, l’Università di Parma. I progetti, finanziati prevalentemente nell’ambito della Missione 4, Componente 2 (Dalla Ricerca all’Impresa) del PNRR, porteranno in Unipr risorse per 48.047.771 euro, coinvolgeranno 162 tra docenti, ricercatrici e ricercatori dell’Ateneo e permetteranno la nuova assunzione di 197 persone, oltre all’acquisto di strumentazioni e attrezzature che permetteranno alla ricerca in Ateneo di fare un concreto salto in avanti. L’Università di Parma, insieme agli altri Atenei ed Enti di ricerca della Regione Emilia-Romagna, a una serie di laboratori della Rete Alta Tecnologia regionale e ad ART-ER, ha anche proposto un progetto nell’ambito della linea di investimento per il rafforzamento degli Ecosistemi dell’innovazione – leader territoriali di R&S. Il progetto presentato, Ecosystem for Sustainable Transition in Emilia-Romagna, è risultato primo nella graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento. Il progetto, che per la sola Università di Parma riceverà oltre 12 milioni di euro, è organizzato in 6 spoke su materiali innovativi, energie pulite, green manufacturing, soluzioni per una carbon-neutral society, economia circolare e blu, e High Performance Computing per la transizione ecologica. Lo scopo principale del progetto è sviluppare ricerca e tecnologie che possano essere poi trasferite sulle imprese del territorio, anche mediante la creazione di startup innovative. Sempre nell’ambito della Missione 4, Componente 2, l’Ateneo ha anche ottenuto rilevanti finanziamenti per le infrastrutture di ricerca e le infrastrutture tecnologiche dell’innovazione, per un totale complessivo di oltre 7 milioni di euro. L’Università di Parma riceverà infine anche un finanziamento nell’ambito della Missione 6, Componente 2 del Ministero della Salute per la realizzazione di una proof-of-concept in ambito oncologico e di ricerca clinica traslazionale (soggetto proponente la Regione Veneto), e un finanziamento mediante gli accordi per l’innovazione del Ministero per lo Sviluppo Economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) su tematiche di ricerca legate al packaging innovativo (Progetto RemoPack, guidato da Nordmeccanica S.P.A., Unipr co-proponente con il Centro Cipack).

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Ricerca e innovazione: le malattie neuromuscolari

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2022

By Prof. Antonio Toscano, Ordinario di Neurologia presso l’Università di Messina e Segretario SIN Le malattie neuromuscolari sono un gruppo eterogeneo di patologie che possono manifestarsi sin dalla nascita con ipotonia e ipotrofia muscolare, deficit di forza della muscolatura scheletrica e conseguente ritardo nell’acquisizione delle tappe dello sviluppo motorio, talora anche con un coinvolgimento della muscolatura cardiaca e respiratoria. Altre forme di malattia hanno un esordio nell’adolescenza o nell’età adulta. In queste malattie si verifica un danno a vari livelli dell’unità motoria: A livello del II motoneurone (per esempio nelle Atrofie Muscolari Spinali – SMA); A livello dei nervi periferici (Neuropatie periferiche); A livello della giunzione neuromuscolare (per es. Miastenia) A livello delle fibre muscolari (Distrofie muscolari, altre Miopatie). Negli ultimi anni una migliore comprensione dei meccanismi molecolari di malattia, che provocano lo sviluppo delle malattie neuromuscolari, ha consentito di individuare nuove terapie e sviluppare nuovi farmaci che possano agire con maggiore efficacia. Nelle malattie di origine genetica, una alterazione (mutazione) della composizione di un gene comporta l’assenza o la carenza della relativa proteina che spesso sta alla base delle malattie neuromuscolari. Tra queste, SMA, distrofia muscolare di Duchenne, miopatie dei cingoli, malattie mitocondriali e malattie metaboliche (come la malattia di Pompe). Le nuove strategie terapeutiche, adottate in questo eterogeneo gruppo di disordini neuromuscolari, comprendono l’utilizzo della terapia genica, degli oligonucleotidi antisenso e della terapia enzimatica sostitutiva. Infine, la possibilità di adottare nuove strategie terapeutiche efficaci, che modifichino il decorso delle malattie neuromuscolari, suggerisce l’esigenza di una diagnosi precoce al fine di iniziare tempestivamente il trattamento. In questo senso, lo scorso anno nelle regioni Veneto, Lazio e Toscana un importante programma di screening per la diagnosi precoce di varie malattie, tra cui la SMA, attraverso un semplice prelievo di sangue, che ha coinvolto sino a 92mila neonati, 15 dei quali sono stati identificati con diagnosi di Atrofia Muscolare Spinale e trattati precocemente.

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Progetto di ricerca dell’Università di Parma sulle leucemie acute

Posted by fidest press agency su sabato, 10 dicembre 2022

Nuovo riconoscimento della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro al Laboratorio di Ematologia Traslazionale e Chemogenomica “THEC” dell’Università di Parma.Il progetto di ricerca “Targeting the Atypical Kinome in T-cell Acute Lymphoblastic Leukemia” promosso dall’Università di Parma è infatti stato selezionato dalla Fondazione nell’ambito del programma “Investigator Grant”.Responsabile scientifico del progetto, del valore complessivo di 1.093.721.55 euro, è il docente dell’Università di Parma Giovanni Roti, medico dell’unità operativa di Ematologia e Ctmo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.Il laboratorio di Ematologia Traslazionale e Chemogenomica “THEC” del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo è attivo da alcuni anni nell’ambito della ricerca di nuovi target nelle Leucemie Acute, in particolare nel sottogruppo delle forme Linfoblastiche di tipo T (T-ALL), una patologia tumorale frequente in età pediatrica e molto spesso letale negli adulti. Il progetto si fonda su questa expertise e mira alla caratterizzazione di un gruppo di proteine, le chinasi “atipiche”, in questa forma di leucemia. Le chinasi sono responsabili del processo leucemogenico in molte forme di leucemia acuta e cronica, e in alcuni casi rappresentano formidabili target terapeutici per i quali farmaci specifici sono disponibili ed estremamente efficaci. Purtroppo, però, di quelle “atipiche” si sa ancora molto poco e soprattutto non si sono sviluppati farmaci diretti alla loro inibizione. Il team del laboratorio del prof. Roti ha determinato che l’attivazione di una di queste proteine “atipiche” è attiva in forme resistenti alla chemioterapia. Lo scopo è capire perché questo accada e sviluppare farmaci mirati in grado di bloccare l’azione di questa proteina.Lo studio conferma l’impegno del gruppo di ricerca del laboratorio THEC e dei suoi collaboratori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria per facilitare la traslazione di questi studi per il miglioramento delle cure dei pazienti affetti da leucemia acuta.Prosegue dunque l’impegno di AIRC nei confronti di questo team. Il laboratorio è nato infatti grazie al supporto della Fondazione attraverso un finanziamento “Start-up”, e ora l’esperienza continua per altri cinque anni a conferma del valore del lavoro svolto.

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Presentazione della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics PoliMi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2022

Milano Mercoledì 16 novembre 2022, ore 8.30 – 17.00 Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano. Il settore della Logistica si trova oggi ad affrontare importanti sfide in ottica di sostenibilità, che ne stimolano ulteriormente l’evoluzione. Assistiamo al significativo aumento dei costi dei principali fattori produttivi, allo shortage di capacità operativa, sia per il trasporto che per i magazzini, all’evoluzione del contesto globale, con rallentamenti nelle supply chain internazionali e criticità per il trasporto. Alla luce di questo contesto, il Convegno di presentazione dei risultati della ricerca 2022 dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” ha l’obiettivo di presentare i principali trend del mercato e le possibili direzioni di lavoro per il futuro della Logistica, anche grazie alle testimonianze di imprese leader del settore. In particolare, saranno presentati: i trend di mercato, sia in termini quantitativi che qualitativi; i trend di innovazione nella relazione cliente-fornitore, con un focus specifico sul settore del trasporto nazionale e internazionale; le soluzioni di Logistica 4.0; i trend del settore Logistics Real Estate; le opportunità legate all’attuazione del PNRR e al tema della gestione degli appalti. Fonte: https://bit.ly/3DSZ8pY

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Ricerca: dalla schizofrenia ai tumori del sangue

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2022

Milano Lunedì 14 novembre alle 11.30 (Via Fabio Filzi, 29), si terrà un evento in occasione dell’anniversario dei 100 anni di Otsuka. Interverranno, fra gli altri, il Console giapponese in Italia Yuji AMAMIYA, Bernardo M. Dell’Osso (Professore Ordinario di Psichiatria all’Università degli Studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco Milano), Stefano Cascinu (Direttore del Dipartimento Oncologia IRCCS Ospedale San Raffele di Milano e Professore di Oncologia Medica all’Università Vita-Salute San Raffaele), Piergiorgio Messa (già Direttore dell’UOC di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale – Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all’Università Statale degli studi di Milano), Alessandro Lattuada (Managing Director Otsuka Italia) ed Enrica Giorgetti (Direttore Generale Farmindustria). È prevista anche la diffusione in streaming dell’evento. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. La schizofrenia è una grave malattia psichiatrica caratterizzata da un forte stigma sociale. Sono importanti le ricadute negative per i pazienti e i familiari in termini di costi e di perdita di produttività. Ma, grazie ai progressi della ricerca, una percentuale significativa di pazienti oggi può lasciarsi la malattia alle spalle. A questi passi avanti ha contribuito l’impegno di Otsuka, azienda farmaceutica giapponese. Nel 2021 Otsuka ha compiuto 100 anni, durante i quali ha vissuto un’evoluzione straordinaria, focalizzando la ricerca nelle neuroscienze, in nefrologia, oncoematologia ed endocrinologia e sviluppando molecole innovative in grado di cambiare la vita dei pazienti. Solo nel 2021 l’azienda ha investito 1,8 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo.

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Le ultime novità della ricerca medico-scientifica

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2022

Le ultime novità della medico-scientifica, discusse all’evento europeo, saranno presentate in una conferenza stampa on line (martedì 8 novembre alle 12.30). Parteciperanno: Eleonora Cocco (Professore Associato di Neurologia presso l’Università di Cagliari e Responsabile Centro Sclerosi Multipla, Ospedale Binaghi, Cagliari) e Massimiliano Calabrese (Professore Associato di Neurologia presso L’università di Verona e dirigente medico presso la Neurologia B dell’azienda Ospedaliera).La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. La sclerosi multipla è una delle malattie neurologiche che maggiormente impattano sulla salute pubblica. Si caratterizza, infatti, per alti costi (sia diretti che indiretti) che per la disabilità che può causare se non viene correttamente trattata. La forma più diffusa e frequente è quella recidivante-remittente che alterna fasi di ricomparsa della patologia ad altre di “normalizzazione” dei sintomi. Oggi sono a disposizione diverse opzioni terapeutiche che possono garantire ai pazienti una buona qualità di vita. Queste però devono essere somministrate il prima possibile e quindi si rende necessario aumentare le diagnosi precoci della malattia. Sono stati questi i principali temi al centro del recente 38° Congresso dell’European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS).

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Ricerca e tecnologia che aiutano. Mare potabilizzato

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2022

Nel trattato Meteorologica, Aristotele discettava, nel 300 avanti Cristo, sulla desalinizzazione dell’acqua salata, scrivendo che facendola evaporare e condensandola diventava dolce. Occorrerà aspettare il XIX secolo e i motori a vapore per avviare consistenti processi di desalinizzazione dell’acqua di mare per ottenere quella potabile. L’acqua per bere, per l’agricoltura e per i servizi igienico-sanitari è diventata una risorsa sempre più preziosa, soprattutto come conseguenza dei cambiamenti climatici e della sovrappopolazione. Il 71% della superficie terrestre è coperto da acqua, di cui il 97% è salata e il rimanente 3% è acqua dolce proveniente da ghiacciai e nevi perenni, falde sotterranee e acque superficiali di cui solo l’1% è acqua accessibile per uso umano. Negli ultimi cinquant’anni le risorse idriche disponibili pro capite si sono dimezzate e, allo stesso tempo, la domanda globale di acqua dolce sta crescendo in modo esponenziale. Il numero di persone che vivono in regioni con grave carenza idrica aumenterà di 1 miliardo entro il 2030, raggiungendo i 3,9 miliardi su una popolazione mondiale prevista di 8,1 miliardi. Diversi paesi in Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale hanno livelli estremamente elevati di stress idrico, ma anche nelle nazioni più umide l’accesso all’acqua dolce può essere problematico. Lo scorso agosto, il 64% del continente europeo è stato segnalato in condizioni di “allarme” o di “allerta” per la siccità. Oggi, l’acqua è utilizzata per il 70% in agricoltura, il 20% nell’industria e il 10% per uso potabile e sanitario. Desalinizzare l’acqua di mare o le acque variamente salmastre – cioè togliere la frazione salina e renderla disponibile per le attività umane – è una soluzione per soddisfare almeno parte della sete di acqua dolce dell’umanità. La dissalazione avviene per evaporazione e successiva condensazione o con membrane attraverso le quali è pressata l’acqua marina, oppure con l’utilizzo combinato di queste tecnologie. Nel mondo ci sono 20 mila dissalatori distribuiti in 180 paesi. Il problema è che questi impianti sono energivori e producono un residuo (salamoia) a forte impatto ambientale. Le proiezioni stimano che l’energia utilizzata dal settore idrico raddoppierà entro il 2040. L’aumento energetico maggiore è associato proprio alla desalinizzazione e ogni giorno vengono prodotti circa 100 miliardi di litri di salamoia, derivanti dalla desalinizzazione che riversati in mare hanno un forte impatto sull’ecosistema marino. Nuove prospettive di sostenibilità ambientale sono in arrivo, aprendo alla diffusione di desalinizzatori eco-compatibili. Sono stati recentemente pubblicati diversi studi per la realizzazione, in Arabia Saudita, di impianti integrati di desalinizzazione che utilizzano energie rinnovabili (sole e vento) e membrane filtranti per produrre acqua e salamoia, convertendo il residuo in utili sostanze chimiche. Alle Canarie, inoltre, si sta progettando la costruzione di un desalinizzatore in mezzo al mare per sfruttare anche l’energia delle onde. Insomma, ricerca e innovazione rispondono alla richiesta di minor consumo energetico e di riciclo dei residui, allontanando lo spettro della siccità e della carenza di acqua potabile. Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 22.10.2022 Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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La SIMI premia le eccellenze della ricerca italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2022

I quattro progetti vincitori dell’edizione 2022 andranno a indagare il ruolo del fegato nell’immuno-metabolismo in corso di sepsi, i meccanismi alla base delle malattie cardiovascolari nei soggetti con diabete di tipo 2, come trattare al meglio il danno renale acuto che può comparire nei pazienti con cirrosi epatica. L’ultimo progetto infine prevede un trattamento sperimentale con staminali da cordone ombelicale nei pazienti con malattia interstiziale polmonare in corso di sclerodermia La Società Italiana di Medicina Interna ha annunciato i vincitori della prima edizione del Premio ‘Giovani ricercatori’ che supporta l’eccellenza della ricerca italiana under 40 nel campo della medicina interna. I grant della prima edizione del premio, ognuno del valore di 25 mila euro, sono andati a Teresa Vanessa Fiorentino (professore associato di Medicina Interna, Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro, 1983), Devis Benfaremo (ricercatore in Medicina Interna, Dipartimento di Scienze Cliniche e Molecolari, Università Politecnica delle Marche, Ancona, 1987), Salvatore Silvio Piano (ricercatore di Medicina Interna, Università Azienda Ospedaliera di Padova, 1983) e a Rosanna Villani, ricercatore in Medicina Interna, Università di Foggia (1984).“La SIMI – commenta il professor Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Medicina Interna – è particolarmente orgogliosa di avere avuto l’opportunità di finanziare con un bando competitivo quattro progetti di ricerca nel campo della medicina interna, presentati da quattro ricercatori under 40. Abbiamo avuto un numero di proposte di ricerca di notevole livello scientifico che eccedeva quello delle risorse disponibili. Questo fatto sottolinea come la ricerca italiana nel campo della medicina interna abbia raggiunto livelli di eccellenza internazionale che meritano di avere in massimo supporto finanziario possibile. La SIMI si impegnerà nei prossimi anni a trovare altre risorse per continuare a finanziare le ricerche dei giovani Internisti ma è anche indispensabile che accanto ai finanziamenti privati si affianchino quelli pubblici per evitare la fuga all’estero di questi ‘cervelli’ che costituiscono un patrimonio nazionale”. (abstract. fonte Web http://www.simi.it, Web http://www.aristea.com)

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Ricerca “Driving Ambitions”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2022

The Business Case for Circularity in the Car Industry” di Accenture, pubblicata in partnership con il World Economic Forum e il World Business Council for Sustainable Development, che propone un nuovo modello di economia circolare. Lo studio rivela come l’economia circolare. nel mercato automotive può aumentare la redditività di tutta la catena di valore del 50%. Un approccio genera benefici a livello di sostenibilità ambientale e di business, ma necessita di una collaborazione a livello ecosistemico e richiede un ripensamento di tutto il ciclo di vita di ciascun veicolo. Infatti, l’economia circolare consentirà alle case automobilistiche e ai fornitori di superare i limiti dei loro attuali modelli di business, cogliendo l’opportunità di migliorare la redditività lungo tutta la catena del valore del 50%, e di generare ricavi nel corso del ciclo di vita del veicolo superiori al suo prezzo di vendita iniziale (da 15 a 20 volte per singola unità). È un risultato raggiungibile principalmente attraverso i modelli di business “as-a-service” – come il leasing dei veicoli, il car sharing e la mobility as-a-service – e attraverso i servizi di rigenerazione, riparazione e riciclo dei materiali/componenti. Sebbene sia possibile migliorare la circolarità anche all’interno di un modello basato sulla proprietà del veicolo – attualmente il più diffuso tra i consumatori, che comporta il mantenimento di un mezzo inattivo per gran parte del tempo – è indubbiamente l’utilizzo intensivo di ciascun veicolo tipico dei modelli “as-a-service” a dare i maggiori benefici sia dal punto di vista del business che della sostenibilità ambientale. Un fattore strategico chiave diventa così il cambiamento delle preferenze delle persone verso un nuovo approccio access-based, fondato sulla necessità di soddisfare di volta in volta le diverse esigenze di mobilità anziché sul possesso dell’auto.Inoltre, la produzione e le vendite potrebbero aumentare grazie al miglioramento della struttura dei costi di materie prime riciclate e di una produzione più standardizzata nella modularità e nei veicoli appositamente costruiti. By Marco Vassallo Havas PR Milan

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Università di Parma: al top in campi di ricerca da Nobel

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2022

Il Premio Nobel per la Fisica, assegnato due giorni fa ad Alain Aspect, John Clauser e Anton Zeilinger, è stato conferito per ricerche in ambiti in cui sono attivi da anni anche docenti dell’Università di Parma: un’ulteriore conferma dell’attualità e del peso della ricerca scientifica in Ateneo.Il Nobel è andato ad Aspect, Clauser e Zeilinger per aver “condotto esperimenti rivoluzionari utilizzando stati quantistici entangled, nei quali due particelle si comportano come una singola entità anche quando vengono separate. I loro risultati hanno spianato la strada a nuove tecnologie basate sull’informazione quantistica”. In particolare, Aspect e Clauser hanno investigato la natura dell’entanglement tra coppie di particelle, ossia il fenomeno per cui quello che succede a una delle due influenza quello che succede all’altra, anche se le due sono distanti e non interagiscono tra loro. Questo ha permesso di concepire applicazioni quali il teletrasporto quantistico (che rende possibile spostare uno stato quantistico tra due oggetti distanti), dimostrato da Zeilinger, o la computazione quantistica.“È divenuto sempre più chiaro come un nuovo tipo di tecnologie quantistiche stia emergendo”, ha affermato Anders Irbäck, a capo del comitato per il Nobel in Fisica.Nello sviluppo di questo nuovo tipo di tecnologie l’Università di Parma è all’avanguardia da quasi 20 anni, con ricerche che spaziano dalla progettazione di nuovi hardware per computer quantistici in grado di risolvere problemi impossibili per computer tradizionali, alla creazione di nuovi software quantistici per programmarli e di reti di comunicazione sicure verso la quantum internet.Diversi docenti del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche sono da tempo impegnati in ricerche sulla computazione quantistica. Va ricordata, ad esempio, la partecipazione del gruppo dei proff. Carretta, Santini, Chiesa, Garlatti, De Renzi e Allodi al progetto europeo FET-OPEN H2020 FATMOLS, per la progettazione di un processore quantistico basato su spin qubit/qudit molecolari, e dei proff. Amoretti, del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, e Carretta alla prestigiosa rete Quantum Internet Alliance, oltre all’attività del prof. Wimberger sul controllo di sistemi quantistici.Inoltre l’Università di Parma è attore importante nel partenariato esteso PNRR sulle Scienze e Tecnologie Quantistiche, con un’unità, coordinata dal prof. Carretta, che coinvolge ricercatori dei Dipartimenti di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche, Ingegneria e Architettura, e Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.

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Plastiche in mare e in agricoltura, allarme dal mondo della Ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2022

“Ogni settimana mangiamo 5 grammi di plastica, l’equivalente di una carta di credito” Il più allarmante è per il mare Tirreno, sul cui fondo si trova la più alta concentrazione di microplastiche, equivalente a 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato. Il mar Mediterraneo è uno dei mari più inquinati al mondo, oramai le microplastiche sono anche nel nostro sangue e nella placenta, il che vuol dire che ogni bambino prima ancora di nascere ha delle microplastiche in corpo”, la denuncia è stata pronunciata, nel corso del Forum Internazionale Polieco sull’Economia dei rifiuti, da Silvestro Greco, vicepresidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn. La dose è stata rincarata da Claudia Campanale, ricercatrice del Cnr Irsa, secondo la quale “La presenza nell’ambiente di microscopiche particelle di plastica, è stata recentemente rilevata in qualsiasi compartimento ambientale”. “Le micro e nanoplastiche inquinanti -ha affermato Campanale- sono presenti in particolare nei suoli destinati all’agricoltura intensiva dove spesso viene utilizzata la pratica della pacciamatura, ossia il posizionamento di teli per aumentare la resa agricola ma la ricerca sulle microplastiche nell’ambiente terrestre è attualmente in una fase ancora embrionale. La maggior parte delle indagini effettuate -ha aggiunto la ricercatrice- ha coinvolto plastiche convenzionali derivanti da combustibili fossili mentre studi sulla presenza di microplastiche “bio-based” nell’ambiente terrestre e dell’assorbimento di sostanze chimiche su microplastiche di origine biologica, sono quasi totalmente assenti”. A tal proposito attraverso un accordo di collaborazione tra il Polieco ed il Cnr Irsa sarà effettuato uno studio degli impatti negativi sull’ambiente, in particolare sul suolo e negli ambienti acquatici di beni in asserita bioplastica ad uso agricolo.

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Ricerca: l’Italia tra i primi paesi colpiti da ransomware

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2022

L’Italia è al 6° posto nel mondo per attacchi ransomware, come rivela una nuova ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica NordLocker. Il nuovo studio ha analizzato numerosi database di incidenti ransomware che hanno colpito oltre 5000 aziende in tutto il mondo. Con un fatturato complessivo di 4,15T di euro, le aziende oggetto di indagine producono un valore maggiore di tutto il PIL della Germania.La ricerca è stata condotta allo scopo di scoprire quali aziende siano a maggior rischio di essere prese di mira da attacchi ransomware. Oltre alla variabile geografica, i ricercatori hanno preso in esame fattori come le bande criminali più attive, i settori più colpiti, il fatturato aziendale e il numero di dipendenti. Il settore manifatturiero italiano ha maggiori probabilità di essere colpito da attacchi ransomware. La ricerca condotta da NordLocker ha rilevato che su 18 settori identificati, i settori manifatturiero (19,7% di tutti gli attacchi), trasporti e logistica (9,5%), tecnologia/IT (8%), automobilistico (7,3%) e produzione alimentare (7,3%) sono quelli con le maggiori probabilità di essere colpiti da attacchi ransomware in Italia. La dimensione aziendale è un altro importante indicatore della probabilità che un’azienda venga presa di mira da un attacco ransomware. In Italia, le piccole imprese presentano il rischio più elevato, rappresentando più della metà di tutti gli attacchi (56,6%). Le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 51 e 200 individui sono le vittime del 29% degli attacchi; seguono quelle con 11-50 dipendenti (22,6%) e infine quelle con 201-500 dipendenti (22.6%).Per definizione, il ransomware è una tipologia di malware che limita l’accesso degli utenti ai propri file e prevede la richiesta di un pagamento. Ma il modo, il genere di pagamento che viene richiesto e ciò che viene crittografato differiscono molto. Gli attacchi ransomware sono stati utilizzati per decenni. Alcuni criminali chiedono un riscatto di 50 euro, mentre altri chiedono 30 milioni di euro. L’efficacia di questo attacco dipende dal fatto che la maggior parte delle imprese non è attrezzata per affrontarlo. Per aumentare la probabilità che il riscatto venga pagato, i criminali possono anche minacciare di pubblicare online i dati della vittima. i dati sono stati raccolti da blog di pubblico dominio in cui le bande dei ransomware postano i nomi delle vittime e le loro richieste. Gli attacchi ransomware oggetto d’indagine sono tutti avvenuti nel periodo compreso fra il 01/01/2020 e il 01/07/2022. Le informazioni finanziarie e relative ai settori sono state raccolte da database accessibili al pubblico. Il tasso di cambio da USD a EUR era 1 a 1 al momento della conversione (01.09.2022). NordLocker è il primo strumento di crittografia end-to-end dei file al mondo con un cloud privato. È stato creato dagli esperti di sicurezza informatica dietro NordVPN, uno dei più avanzati provider di servizi VPN a livello globale. NordLocker è disponibile per Windows e macOS, supporta tutti i tipi di file, offre un’interfaccia veloce e intuitiva e garantisce una sincronizzazione sicura tra i dispositivi. Con NordLocker, i file sono protetti dall’hacking, dallo spionaggio e dalla raccolta dei dati. Per maggiori informazioni, visitare il sito: nordlocker.com

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Personale della ricerca: trattativa per il rinnovo del Ccnl

Posted by fidest press agency su domenica, 2 ottobre 2022

Si è tenuto l’incontro all’Aran per la prosecuzione della trattativa sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. All’ordine del giorno della riunione l’ordinamento professionale del personale della Ricerca. La discussione si è incentrata principalmente sul modello di ordinamento professionale, articolato sulle 4 Aree previste dalla normativa. Ferma restando l’unicità del contratto che comprende R&T e personale Tecnico/Amministrativo, la discussione si è incentrata sull’ipotesi che l’Aran ha introdotto in apertura di riunione. Secondo Aran dovrebbe essere costituita una nuova Area (Elevate Professionalità) sovraordinata rispetto alle 3 Aree previste per l’attuale personale Tecnico/Amministrativo. Questa ipotesi è stata completata con la previsione di inserire il personale Ricercatore e Tecnologo in una ulteriore (5^) Area autonoma. Anief ha ribadito la necessità che l’ordinamento del personale R&T e del Personale T/A resti, così come attualmente previsto dal vigente CCNL, corpo unico all’interno del contratto Ricerca e che il nuovo modello ordinamentale debba svilupparsi in sole quattro Aree (3 Aree per il personale T/A e 1 Area per il personale R&T). È stata inoltre sottolineata l’esigenza che il nuovo CCNL fornisca garanzie di opportunità di sviluppo professionale e di carriera certe. Troppo a lungo il personale degli Enti di Ricerca, a differenza di quanto accade in altri Paesi, è rimasto sostanzialmente bloccato nei livelli iniziali dei rispettivi profili professionali.Riguardo il Personale Tecnico e Amministrativo, Anief ha evidenziato l’opportunità data dall’Art. 52 del DLGS.165/01 riguardo le norme di primo inquadramento. È essenziale che ogni ipotesi di revisione dell’ordinamento si accompagni comunque con norme di prima applicazione che risolvano le situazioni di criticità riguardanti le professionalità e i maturati economici odierni. Anief, in attesa di capire quali e quante risorse aggiuntive necessarie alla revisione dell’ordinamento potranno essere rese disponibili, ha inoltre proposto di considerare anche tutti i differenziali economici oggi attribuiti al personale, quali risorse da destinare a nuove progressioni del personale T/A.L’Aran ha raccolto le osservazioni e le proposte dell’Anief e delle altre OO.SS. e presenterà un primo testo in occasione della prossima riunione calendarizzata per il prossimo 10 ottobre. Anief ritiene che tutti i necessari approfondimenti in tema di ordinamento debbano comunque essere conciliati con l’urgenza, espressa dalle Organizzazioni Sindacali e dall’Aran stesso, di chiudere rapidamente un buon contratto per il personale. Se necessario, quindi, siamo pronti a calendarizzare riunioni ravvicinate per affrontare compiutamente tutti gli argomenti in discussione.

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Ricerca di talenti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Dal 26 al 30 settembre, Körber ospiterà la prima Career Week virtuale e globale offrendo occasioni di confronto, discussione e approfondimenti su un’ampia gamma di opportunità di impiego. Il programma include infatti sessioni stimolanti, momenti di formazione sia per i nuovi assunti che per i manager, tavole rotonde tenute da esperti nel settore e differenti proposte lavorative per le quali i partecipanti possono candidarsi immediatamente. Con la sua Career Week virtuale, Körber vuole essere pioniere nel recruiting rafforzando anche in questo campo il suo ruolo di innovatore riconosciuto nel settore da clienti e partner. Dopo l’esperienza di successo del Körber Career Day d24 ore nel novembre 2021, anche quest’anno il Gruppo sta adottando nuovi approcci mirati all’acquisizione di nuovi talenti. “Visto l’eccezionale successo e l’aumento del 40% delle candidature, quest’anno faremo un salto di qualità, fornendo approfondimenti, affidandoci a nuovi format e ospitando rinomati professionisti”, spiega Gabriele Fanta, Head Group HR di Körber. In linea con questa strategia, la Körber Career Week non includerà solo relatori che fanno parte del Gruppo, ma presenterà anche ospiti esterni sui temi quali l’evoluzione del mondo del lavoro, la leadership e la sostenibilità: da Gero Hesse, uno dei più noti blogger e fondatore, in Germania, del podcast HR “Saatkorn”, alla professoressa Katharina Hölzle del Fraunhofer Institute for Industrial Engineering IAO, al dottor Florian Heinemann, co-fondatore di Project A Ventures e business angel, nonché alla prof.ssa Yasmin Weiß, autrice e professoressa presso TH Norimberga e Katharina Wolff, CEO di D-Level Consulting ed editore della rivista STRIVE. We are Körber – an international technology group with about 12,000 employees, more than 100 locations worldwide and a common goal: We turn entrepreneurial thinking into customer success and shape the technological change. In the Business Areas Digital, Pharma, Supply Chain, Technologies and Tissue, we offer products, solutions and services that inspire. We act fast to customer needs, we execute ideas seamlessly, and with our innovations we create added value for our customers. In doing so, we are increasingly building on ecosystems that solve the challenges of today and tomorrow. Körber AG is the holding company of the Körber Group. Find out more on http://www.koerber.com

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Piano Amaldi: investimenti in ricerca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

Roma il 20 settembre dalle ore 10 alle ore 13, presso Istituto Francese Centro San Luigi in Largo Toniolo 22. Gli studiosi dell’Accademia dei Lincei hanno presentato un piano basato sugli investimenti in ricerca in Italia: il piano Amaldi. Nell’introduzione il piano sottolinea che esiste un profondo problema di incertezza/disagio del personale. USB Pubblico Impiego Ricerca ha i dati per dimostrarlo. Con una approfondita ricerca su circa il 10% del personale ha concluso che in media vengono persi 8 anni di attività senza alcun riconoscimento. Aggiungendo che a parità di servizio riconosciuto un ricercatore italiano viene pagato il 40% di un tedesco, pur producendo di più (pubblicazioni, pareri, controlli di stato etc.), appare chiaro perché il sistema non è attrattivo. Quando si arriva al dunque, tutti i governi si ‘dimenticano della ricerca’ o la usano a pretesto per dare miliardi ai privati, che poi brevettano poco e, di conseguenza, quasi nulla ritorna alla collettività. È pur vero che di recente ci sono stati alcuni miglioramenti, prontamente interrotti dal governo Draghi ed in particolare dall’attuale ministro Messa (si veda la mancata finalizzazione degli investimenti in legge finanziaria o il riordino CNR). In un convegno che vedrà intervenire tutti i principali enti di ricerca, USB PI Ricerca vuole discutere e far discutere istituzioni, parlamentari e candidati sulle criticità e sulle soluzioni per far tornare gli enti di ricerca pubblica attrattivi come posto di lavoro, luogo di crescita culturale per i giovani e fucina di soluzioni ai problemi collettivi.I temi su cui USB vuole porre l’attenzione vanno dagli stipendi nettamente più bassi dei maggiori concorrenti europei e mondiali, alla trattativa nazionale marginalizzata in un comparto come quello della scuola, al finanziamento e alla reinternalizzazione di IIT ed Elettra Sincrotrone di Trieste nella Pubblica amministrazione; dalla libertà di ricerca alla ricaduta delle scoperte e alla proprietà intellettuale.Tutti questi punti saranno discussi con l’attuale capogruppo M5S senatrice Castellone, candidata a Napoli, e gli onorevoli Gallo e Melicchio sempre del Movimento; con l’onorevole Piccoli Nardelli e il prof. Esposito, candidato nelle Marche per il PD; con il dr Romano di Impegno Civico candidato al collegio uninominale Roma Nord; con Marta Collot, portavoce di PaP e candidata a Bologna con Unione Popolare. Sono stati inoltre invitati i presidenti degli enti e il presidente dell’Aran.

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I dipendenti di Istruzione, Università e Ricerca senza contratto da 4 anni

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

Domani riprenderà anche la trattativa all’ARAN per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei comparti Istruzione, Università e Ricerca. Anief ricorda che i suoi dipendenti, assieme a pochi altri del pubblico impiego, sono gli unici a non avere rinnovato il contratto collettivo nazionale. E questo è gravissimo se si pensa che tra il 1990 e oggi nel nostro Paese l’aumento medio delle buste paga è stato di appena lo 0,3%, come riferito oggi da Il Fatto Quotidiano. “Quello di non avere voluto accettare la richiesta dell’Anief di rinnovare il Ccnl 2019/21 è stato un grave errore – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si è detto no ad un’operazione necessaria: stiamo vivendo un periodo particolarmente difficile per l’economia italiana e internazionale, tanto che l’inflazione accertata nell’ultimo periodo è stata di oltre il 6 per cento, e quella sul lungo periodo sicuramente a due cifre. Questo significa che gli insegnanti, gli Ata e i dipendenti di Università e Ricerca, devono sempre più stringere la cinghia per arrivare a fine mese”. “Per non parlare – continua Pacifico – di quei lavoratori pubblici che devono affrontare spese ulteriori perché collocati professionalmente a centinaia di chilometri da casa, a volte pure da algoritmi ‘impazziti’, con non pochi casi di dipendenti costretti a rinunciare e a rimanere precari, proprio perché non in grado di potere sostenere le spese da affrontare. La verità è che nel comparto Istruzione occorre firmare il prima possibile il CONTRATTO PONTE che abbiamo proposto ad inizio estate: non è possibile che i suoi lavoratori siano rimasti gli unici del pubblico impiego senza aumenti: diamo ai docenti tra i 103 lordi fino a 123 euro e da 88 euro fino a 97 agli Ata, più 2mila e i 3mila euro di arretrati. Subito dopo – conclude il presidente Anief – ci siederemo al tavolo col nuovo Governo e verificare come produrre aumenti ulteriori e più consistenti”.

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Centro di ricerca per la pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2022

Dal primo al 10 ottobre 2022 una delegazione dell'”International Leonard Peltier Defense Committee” sara’ in Italia, nell’ambito di una serie di incontri in Europa che avra’ il suo culmine in un incontro all’Onu a Ginevra. Si stanno organizzando adesso gli incontri pubblici che in quei dieci giorni la delegazione terra’ in varie citta’ italiane, a partire da Milano.Le persone, i gruppi, le comunita’, le associazioni, i movimenti, le organizzazioni sindacali e politiche, le realta’ ecclesiali, le istituzioni, i mezzi d’informazione che abbiano interesse ad incontrare la delegazione possono mettersi in contatto con il Comitato milanese di solidarieta’ con Leonard Peltier, inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica bigoni.gastone@gmail.com o telefonando al numero 3490931155 (risponde Andrea De Lotto). La delegazione sara’ composta da Jean Roach, Lona Knight e Carol Gokee. Come e’ noto, Leonard Peltier e’ un illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell’intero mondo vivente, da 46 anni prigioniero innocente.Per la liberazione di Leonard Peltier, attraverso la concessione della grazia presidenziale da parte del Presidente degli Stati Uniti d’America, si sono impegnate personalita’ come Nelson Mandela, madre Teresa di Calcutta, Desmond Tutu, il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, papa Francesco e il Dalai Lama, e con loro milioni di persone di tutto il mondo oltre a un gran numero di associazioni umanitarie come Amnesty International, e a molte istituzioni democratiche tra cui il Parlamento Europeo ed i sindaci di varie citta’ italiane. Nota a cura del “Centro di ! ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfer! a” di Viterbo.

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Ricerca Randstad – FPS: south working opportunità di sviluppo del paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2022

Rimini. Il 77% delle aziende ha adottato lo smart working e il 46% è disponibile a progetti di remote working da 2 a 5 giorni settimanali. In questo contesto, il south working può essere uno strumento per sostenere lo sviluppo del paese e reperire competenze scarsamente disponibili. E le aziende italiane guardano con interesse agli “hub di lavoro” al Sud, spazi di co-working o veri e propri uffici con team aziendali dislocati in aree lontane dalle grandi città del Centro-Nord, che sarebbero disposte ad aprire soprattutto per contribuire alla crescita (61%), ma anche per accedere a figure professionali difficili da reperire (48%) e ridurre i costi (35,5%). Il 61% delle imprese ritiene che l’hub possa essere gestito in modo diretto, come una filiale, piuttosto che tramite società di servizi esterne.Lo rivela la ricerca di Randstad e Fondazione per la Sussidiarietà (FPS) “South working per lo sviluppo responsabile e sostenibile del Paese”, che sarà presentata oggi al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini.L’indagine mostra che il Sud va incontro ad un calo della popolazione nei prossimi anni superiore alla tendenza nazionale. Entro il 2030 gli abitanti tra 20-64 anni si ridurranno dell’11% nel Mezzogiorno, rispetto al -6,7% atteso a livello nazionale. Questo andamento, rivela la ricerca, è effetto non solo di fattori demografici, ma di nuovi flussi migratori interni, legati alla ricerca di lavoro qualificato.I ricercatori hanno analizzato oltre 1 milione e 420mila offerte di lavoro pubblicate sui principali siti di ricerca online tra il 2019 e il 2021. Le offerte di lavoro al Sud sono state solo l’8% del totale, mentre il 78% dei posti di lavoro sono concentrati nel Nord e il 14% nel Centro.C’è però un fenomeno nuovo che può contribuire alla crescita del Sud e contrastare lo spopolamento e delle aree remote del Paese. È la possibilità di lavorare da remoto per aziende con sede su tutto il territorio nazionale. L’indagine ha monitorato le esperienze di hub di lavoro esistenti nel mezzogiorno e analizzato la disponibilità di attivarne uno da parte delle aziende. Le previsioni demografiche – Secondo le previsioni Istat 2020-2030, le aree in crescita demografica sono situate perlopiù al Centro Nord, mentre al Sud e nelle Isole il tasso di crescita si mantiene quasi sempre negativo o intorno allo zero. Le figure ricercate online nel Sud Italia – Sono 112.451 annunci di lavoro al Sud censiti online nel periodo 2019-2021. Tra questi, quelli dedicati a profili con un livello di competenze alto sono 50.126. Si tratta in particolare di rappresentanti di commercio (4.054), sviluppatori di software (3.362), segretari con mansioni amministrative ed esecutive (3.001). Gli annunci per figure con competenze medie, invece, sono 41.506. Le ricerche riguardano soprattutto assistenti alle vendite (6.097), installatori e riparatori di apparati elettromeccanici (2.917) e manutentori di apparati elettronici industriali (2.061). Circa 20.819 annunci sono dedicati a professioni con skills di altro genere.Il numero di offerte di lavoro sul web cambia drasticamente nelle altre aree geografiche: al primo posto il nord-ovest, con 617.482 ricerche aperte (43,5%), segue il nord-est con 482.712 (34%), e il centro con 207.655 (14,6%). RANDSTAD è la multinazionale olandese attiva dal 1960 nella ricerca, selezione, formazione di Risorse Umane e somministrazione di lavoro. Per maggiori informazioni: http://www.randstad.it​

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Formazione medici: Università, più tecnologici e dedicati a dispositivi e ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2022

Arriva un nuovo medico nelle corsie. Si laurea in sei anni come gli altri colleghi ma i primi tre è in banco con gli ingegneri clinici, frequenta in inglese, impara le potenzialità del bit, dei big data, dei dispositivi medici, ed è impostato per lavorare in team. È il laureato in corsi di medicina “diversi” che stanno nascendo in molti atenei lungo la penisola. Al Campus Biomedico di Roma un incontro (“Medtech, presente futuro, Università e imprese disegnano il domani”) ha illustrato la figura che esce dai nuovi insegnamenti. Uno-“Medicine & Surgery”- è stato annunciato nell’occasione dall’ateneo romano, insieme a “Biomedical Engeneering” per ingegneri. La base è comune: vi si mettono insieme insegnamenti di scienze mediche, ingegneria, analisi dati, matematica, informatica. Tra i medici, «l’obiettivo è una figura in grado di intercettare e proporre nuovi bisogni tecnologici e capace di portare nei nostri ospedali un valore aggiunto nell’offerta di terapie e diagnostica mirate», spiega il Presidente del Campus Carlo Tosti. Questo medico «affronta temi quali robotica, genomica, intelligenza artificiale o legati all’uso di telemedicina, stampanti 3D ed altro. Un uso che deve essere eticamente responsabile ed economicamente sostenibile». Massimiliano Boggetti, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita Alisei ricorda come «i nuovi regolamenti europei vanno nella direzione di sinergie tra formazione e settore privato». Collaborazioni di questo tipo saranno incoraggiate dal momento che «l’indirizzo Ue è rendere più numerosi gli studi clinici». Ancor più che alla tecnologia farmaco, lo sviluppo della nuova figura di medico appare connesso all’uso di medical device, settore in cui la produzione italiana cuba 16,2 miliardi e 4.546 aziende occupano 112.534 dipendenti(Fonte Confindustria Dispositivi Medici 2022). Ma torniamo al laureato “Medtech”: Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, sottolinea che dal corso deve comunque uscire un medico. «Ricerca, formazione e mondo del lavoro costituiscono un ecosistema. I risultati dell’attività di questo ecosistema però alla fine agiscono nella relazione medico-paziente. Se non c’è un rapporto tra le persone, se il paziente non è coinvolto, la terapia può non instaurarsi; se il rapporto c’è, si può far crescere la consapevolezza del paziente sull’uso di nuovi strumenti diagnostici e terapeutici». Brusaferro indica nell’assistenza ai minori e nella prevenzione gli obiettivi in un’Italia dove ci sono 1,4 milioni di under 18 in povertà a fronte di un tasso di natalità ai minimi. Ed aggiunge: «Il medico con le competenze citate non solo sta in rete, ma fa rete con il paziente, attuando tra l’altro comportamenti virtuosi (per dire, un medico che fuma non dà un esempio positivo); se non si fa rete, il risultato di cura può risentirne». «Il medico lavora ormai a stretto contatto con l’innovazione. Per un 50% le nuove molecole in studio nelle sperimentazioni cliniche sono personalizzate. Per mirarle servono nei centri di cura competenze specifiche o “aumentate”», afferma il Past President Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi. «La sfida che ci attende è preparare medici capaci di scegliere le tecnologie migliori; di sapere come gli input di una telecamera arrivano ai neuroni in un non vedente, o quali implicazioni etiche abbia il posizionare un elettrodo nel potenziare la memoria in un’area associativa del cervello», dice Vincenzo Di Lazzaro, preside di Medicina del Campus Bio-medico. «L’obiettivo di questo medico è conoscere le tecnologie per mettere a punto nuove cure. Una richiesta che viene anche dalle imprese quando finanziano master post-laurea». (fonte Doctor33)

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il Politecnico di Torino scopre al liceo i giovani talenti della ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2022

Tradizionalmente le università internazionali, soprattutto quelle anglosassoni, svolgono una intensa attività rivolta a scoprire e “coltivare” giovani talenti con capacità sopra la media per seguirli ancora prima che concludano le scuole superiori e per offrire loro percorsi stimolanti adattati a coltivarne interessi e potenziale.Seguendo questo esempio, è partita nel 2018 la sperimentazione di un programma per liceali, nato dalla fortunata idea del professor Francesco P. Andriulli, giovane ordinario di Campi Elettromagnetici, che ha scelto di tornare in Italia – in particolare al Politecnico di Torino – per condurre il suo progetto ERC Consolidator Grant da 2 milioni di euro “321-from Cubic To Linear complexity in computational electromagnetics” inserendo nel suo team di ricerca due studenti appena quindicenni.La ricerca del professor Andriulli si propone di semplificare la complessità dei modelli matematici nell’elettromagnetismo computazionale in modo che siano utilizzabili per moltissime tecnologie di uso quotidiano (telefoni cellulari, antenne, satelliti) arrivando fino alla rilevazione dell’attività elettrica del cervello, e ben si è prestata ad essere la base di una attività di ricerca per studenti liceali motivati. L’Ateneo torinese ha quindi proposto un progetto pilota al vicino Liceo Scientifico Statale “Galileo Ferraris”, presentandolo a studenti liceali con talenti in discipline scientifiche superiori alla media ed interessati a fare ricerca presso i laboratori del Politecnico per un pomeriggio alla settimana durante l’anno scolastico I candidati hanno seguito durante l’estate del 2019 un MOOC – Massive Open Online Courses di algebra lineare del MIT di Boston e a settembre si sono cimentati in una prova equivalente, per complessità, ad un esame universitario di algebra lineare. Due dei partecipanti, Carlo Baronio e Giulio Cosentino, allora quindicenni, lo hanno brillantemente superato impiegando la metà del tempo a disposizione e dimostrando anche di avere le basi, acquisite autonomamente, di argomenti di solito affrontati solo dai primi corsi universitari di Analisi. Ad oggi i due studenti, da pochi giorni diciottenni, hanno raggiunto capacità di ricerca paragonabili a quelle di un giovane dottorando, imparando moltissimo e acquisendo già un’ampia autonomia scientifica. Inoltre, dopo soli due anni di attività, i due liceali hanno ottenuto risultati di tale rilievo che è appena stata approvata la pubblicazione del loro primo articolo scientifico, con conseguente invito a presentare negli Stati Uniti il loro lavoro nella più prestigiosa conferenza internazionale del settore, partecipazione che è stata interamente finanziata dal Politecnico. Visti gli incoraggianti risultati ottenuti, il programma verrà riproposto e sarà allargato ad altri licei, anche su scala nazionale.

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