Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘ricerca’

Candidatura Unesco della ricerca e raccolta di tartufi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

“Per l’agroalimentare italiano si tratta dell’ennesima conferma della storia e delle peculiarità che contraddistinguono il Belpaese. La candidatura Unesco della ricerca e raccolta di tartufi dà valore ad un intero comparto in cui l’Italia eccelle nel mondo, da Nord a Sud”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, che commenta il parere positivo espresso dall’Organo di Valutazione dell’Unesco alla candidatura della ‘Cava e cerca del tartufo’.“Mi auguro che durante la riunione del Comitato Intergovernativo, che si terrà a Parigi dal 13 al 18 dicembre, – prosegue Gallinella – venga riconosciuta definitivamente questa pratica densa di valori e tradizione inserendola così nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’umanità. La cultura sottesa a questa pratica, i suoi riti e caratteristiche possono essere a loro volta un volano per alcuni territori, penso soprattutto a quelli rurali delle aree interne”.“Ringrazio il comitato promotore per l’impegno profuso in questi anni e che ha visto protagonisti da singoli tartufai a libere associazioni, dalla Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiana all’Associazione Nazionale delle Città del Tartufo – aggiunge – Mi auguro che quella di dicembre rappresenti una data di partenza per pianificare la valorizzazione del tartufo e della cavatura. Questo riconoscimento sarebbe un risultato straordinario già raggiunto per l’agroalimentare italiano con la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, l’arte del pizzaiuolo napoletano, l’arte dei muretti a secco e la transumanza” conclude.

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Premio giornalistico Ricerca e Tecnologia per l’impresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

Fino al 15 marzo 2022 è aperta la seconda edizione del premio giornalistico Ricerca e Tecnologia per l’impresa, promosso dal Centro Ricerche e Studi dei Laghi (CRSLaghi), organismo di ricerca certificato come Centro di Trasferimento Tecnologico 4.0 e iscritto allo schedario Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Miur, nato per sviluppare progetti di R&S favorendo relazioni virtuose tra università e impresa. Rispetto alla prima edizione, che era incentrata sui temi della ricerca e sviluppo e sull’importanza della relazione tra mondo accademico e mondo produttivo, la seconda edizione allarga gli orizzonti di analisi anche all’importanza del trasferimento tecnologico, al contributo dell’innovazione 4.0, alla digitalizzazione e alla transizione ecologica, ambiti a cui sono destinate la maggior parte delle risorse del Recovery Plan. Il vincitore riceverà un premio del valore di duemila euro. La giuria si riserva la facoltà di assegnare delle menzioni speciali anche ad altri lavori particolarmente significativi. Fonte: https://www.crslaghi.net/it/premio-giornalistico-ricerca-per-l-impresa

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Nuova business unit dedicata alla ricerca del talento per le aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2021

L’Istat prevede che in Italia ci sarà una crescita sostenuta del Pil (+4,7% nel 2021 e +4,4% nel 2022) a cui si accompagnerà un’evoluzione dell’occupazione. Le imprese, però, stanno affrontando un talent shortage, cioè una difficoltà nell’individuazione di talenti, sempre più forte. Zeta Service, realtà specializzata in paghe, amministrazione del personale, consulenza del lavoro, consulenza HR, ha creato Individua una nuova divisione che, completando l’offerta dell’azienda, si occuperà di talent acquisition, con lo scopo di incrociare i destini di persone e aziende, per realizzare progetti, supportando la people strategy e la crescita delle organizzazioni. Ogni progetto di ricerca di Individua è diverso perché costruito sulla base dell’identità dell’azienda cliente e la strategia operativa di ricerca evolve durante il processo, grazie a un continuo scambio di informazioni. Anche le prove di selezione sono sempre nuove, in base all’ecosistema aziendale e alle necessità dell’hiring manager. Individua è guidata dalla responsabilità di creare un progetto di felicità per il candidato e di successo organizzativo per l’azienda. «Crediamo che l’esperienza della ricerca – afferma Ivan Moretti Board Member di Zeta Service – debba essere in ogni caso un momento di apprendimento e miglioramento per tutti. Restiamo al fianco dell’azienda e del candidato anche dopo l’inserimento, nella fase di ingresso nel team e di ingresso nel ruolo». Non solo, la business unit offre un supporto strategico e flessibile all’HR, dai servizi RPO, dedicando un proprio professionista al progetto che si occuperà di tutte le fasi (dall’analisi all’inserimento), agli assessment di selezione e sviluppo, fino all’Exit Interview, per dialogare con le persone che lasciano l’azienda, così da conoscere le loro motivazioni e trasformarle in azioni di miglioramento.

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Synergie Italia cerca ottanta professionisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Synergie Italia cerca 80 professionisti da inserire in azienda. Servono lavoratori nel campo delle risorse umane, serve personale amministrativo, si cercano anche responsabili commerciali e responsabili di filiale. Queste alcune delle figure che entro fine anno la multinazionale francese del recruiting intende inserire in organico, e che andranno ad aggiungersi ai 150 professionisti già assunti durante il primo semestre 2021. Nonostante la contrazione economica mondiale causata dalla pandemia, Synergie – 430 milioni di euro di fatturato solo in Italia, tra le realtà più importanti del settore – ha continuato a crescere in diversi ambiti: dall’aerospazio all’automotive, fino alla farmaceutica. Reclutando persino nel difficilissimo 2020, quando sono state superate le 120 assunzioni. Un risultato ottenuto anche grazie ai grandi investimenti in formazione: nel 2021 sono stati fatti 350 corsi di aggiornamento a oltre 2.700 persone, interne ed esterne, alcuni dei quali finalizzati ad insegnare i nuovi strumenti di intelligenza artificiale a supporto del recruiting, e a fornire nozioni sul management digitale dei clienti. Nata in Francia nel 1969, Synergie è la prima agenzia per il lavoro francese e la quinta a livello europeo, con sedi in Europa, Canada, Australia e Cina. L’Italia è piena di talenti: il nostro lavoro è riconoscerli. Arriva in Italia nel 1999 e diventa un punto di riferimento in ambito risorse umane, mettendo a disposizione di lavoratori e aziende la professionalità e l’alto livello di specializzazione dei suoi HR Consultant. Oggi supera le 120 filiali in tutta Italia e dà occupazione a più di 15 mila persone.Synergie opera per gestire al meglio il capitale più importante di un’azienda: le persone.

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Sapienza e Pontificio Consiglio della Cultura insieme per la ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2021

Il Pontificio Consiglio della Cultura e Sapienza Università di Roma hanno firmato un importante accordo di collaborazione culturale e scientifica per dare vita a progetti congiunti di ricerca, corsi, giornate di studio e seminari sui temi attinenti alle aree sociali, umanistiche e scientifiche. Sapienza è il primo ateneo italiano a stipulare un accordo di collaborazione con il dicastero della cultura del Vaticano. Tra i temi oggetto della partnership lo studio delle nuove forme di comunicazione digitale e dei nuovi linguaggi, la valorizzazione del ruolo delle donne e dei giovani in ambito sociale, la collaborazione sui temi d’interesse artistico e archeologico e sulle tematiche scientifiche. Le prime attività in partenza riguardano collaborazioni sullo sport, la cultura digitale, l’umanesimo post-pandemico, la biofabbricazione. Il coordinamento scientifico dell’accordo quinquennale è stato affidato, per la Sapienza, ad Alessandra Talamo del Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione e per il Pontificio Consiglio della Cultura al Sottosegretario Mons. Carlo Maria Polvani.

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La ricerca ESG contro il panico da giro di vite normativo in Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Jimmy Chen, Gestore del fondo Comgest Growth China di Comgest. Mentre continuano a circolare le voci su potenziali nuovi fronti nella percezione del giro di vite normativo cinese sulle grandi imprese, la paura guidata dalla reazione eccessiva degli investitori sta attualmente facendo più danni delle nuove regolamentazioni.Nel complesso pensiamo che il mercato abbia reagito in modo eccessivo alle recenti normative cinesi e che il contesto normativo cinese non abbia in realtà subito un cambiamento significativo. Molte delle nuove regolamentazioni (o quelle di cui si vocifera) dovrebbero avere un impatto limitato, tra cui quelle sulla proprietà, sulla consegna di cibo o su Internet, con solo le società private di tutoring dopo scuola (AST) ad essere gravemente colpite.È importante ricordare che queste regolamentazioni sono una risposta a problemi globali comuni che gli investitori attenti ai fattori ESG sperano di vedere risolti, come il dominio monopolistico dei giganti della tecnologia e le limitate tutele per i lavoratori nella gig economy. In Europa e negli Stati Uniti i governi stanno cercando di agire su questi temi e le riforme in Cina sono, a nostro avviso, allineate con questo dibattito mondiale.Ciò che è cambiato ora è che i nuovi provvedimenti hanno colpito alcune delle large cap in crescita e dei settori controllati da investitori esteri. Rispetto ad altri paesi dove il varo di nuove leggi e normative può essere molto pubblico, il processo cinese può sembrare opaco. Inoltre, le regolamentazioni cinesi tendono ad arrivare a ondate, riflettendo i cambiamenti nelle priorità del governo.Crediamo che il modo migliore per mitigare l’impatto di un’improvvisa ondata di regolamentazione su un portafoglio sia quello di utilizzare un approccio di investimento che prevenda l’integrazione dei fattori ESG. Questo implica l’analisi dei rischi socio-economici e delle politiche associate per tutte le aziende fin dalle prime fasi della ricerca. Essere consapevoli di tali rischi non significa che possano essere tutti evitati, ma significa che molti di essi possano essere presi in considerazione nella valutazione e nelle decisioni di investimento, sulla base della conoscenza e dell’intuito di professionisti degli investimenti basati in Asia.Per esempio, dati i rischi normativi che si sono accumulati negli ultimi anni, questo ci ha portato a guardare oltre il settore internet cinese verso altri settori, come i mobili su misura o le aziende sanitarie, anziché concentrarsi troppo sui titoli della new economy.http://www.verinieassociati.com/

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L’Università di Parma tra le eccellenze nella ricerca sullo sviluppo di calcolatori quantistici

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

La ricerca condotta all’Università di Parma per lo sviluppo di innovativi Computer Quantistici si conferma ai vertici internazionali. L’ulteriore attestazione arriva grazie a un importante riconoscimento conferito ad Alessandro Chiesa, ricercatore al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche. Il premio, sponsorizzato dall’American Institute of Physics, è stato attribuito da un comitato di esperti nell’ambito della conferenza internazionale Magnetism and Magnetic Materials 2020 (programmata in Florida ma tenuta quest’anno in modalità telematica) per il miglior articolo presentato e consiste in 3500 dollari, oltre a un rimborso di 2500 per partecipare alla prossima conferenza in presenza (https://aip.scitation.org/adv/info/award). La ricerca oggetto del premio riguarda lo sviluppo di innovativi calcolatori quantistici basati su materiali magnetici molecolari, e viene condotta da un team di ricercatori Unipr che comprende i docenti Stefano Carretta, Paolo Santini, Sandro Wimberger ed Elena Garlatti, con numerose collaborazioni internazionali. In particolare, l’attività del gruppo si inserisce all’interno dei progetti europei FET-OPEN FATMOLS e QuantERA SUMO (quest’ultimo cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca) e coinvolge aziende leader nel settore IT quali IBM. Allo studio hanno contribuito significativamente anche Francesco Petiziol, già assegnista all’Università di Parma e attualmente post-DOC alla Technische Universität Berlin, ed Emilio Macaluso, assegnista all’Università di Parma. L’attività di ricerca si colloca nell’ambito, in forte crescita, delle tecnologie quantistiche. L’obiettivo di lungo termine è la realizzazione di un computer quantistico, ossia un dispositivo in grado di risolvere in tempi brevissimi problemi impossibili per computer tradizionali, che vanno dalla crittografia allo studio di nuovi materiali, sino all’analisi e alla progettazione di molecole biologiche e medicinali. Sfortunatamente la potenza di questa tecnologia è spesso limitata dalla difficoltà di controllare i fragili sistemi nanoscopici su cui si basa. Il gruppo di fisici dell’Università di Parma sta lavorando all’implementazione di questi innovativi processori con nano-magneti in grado di autocorreggersi, diventando così robusti nei confronti degli errori e quindi in grado di realizzare calcoli complessi.

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Boehringer Ingelheim fa progressi fondamentali in ricerca e sviluppo

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

Ingelheim. Nel primo semestre del 2021, Boehringer Ingelheim ha reso disponibili farmaci innovativi a persone e animali in tutto il mondo, più di quanto non avesse mai fatto prima. Il successo dell’azienda si basa su un ricco portafoglio in Ricerca e Sviluppo, focalizzato soprattutto sulle malattie con elevate esigenze mediche ancora insoddisfatte. Le attività di Ricerca e Sviluppo in Human Pharma comprendono oltre 60 nuovi composti, circa 100 progetti clinici e preclinici che potrebbero portare alla domanda di approvazione per ben 15 farmaci entro il 2025.Nel mese di luglio, Boehringer Ingelheim ha inoltre presentato un’importante innovazione per il trattamento dello scompenso cardiaco con empagliflozin (commercializzato con marchio JARDIANCE®). Sono più di 60 milioni i pazienti che soffrono di questa malattia in tutto il mondo, e circa la metà di essi è affetta da scompenso cardiaco con frazione di eiezione conservata (HFpEF), una sindrome in cui il ventricolo sinistro del cuore non è in grado di riempirsi adeguatamente, con conseguente minor afflusso di sangue a tutto il corpo. Un recente studio ha dimostrato un rischio significativamente più basso di ricovero in ospedale per scompenso cardiaco o mortalità per cause cardiovascolari con empagliflozin nei pazienti adulti affetti da HFpEF. Se sarà approvato, empagliflozin diventerà la prima e unica terapia con efficacia clinicamente dimostrata per migliorare gli outcome nell’intero spettro dei pazienti con scompenso cardiaco, indipendentemente dalla frazione di eiezione. Nel mese di giugno, la Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per empagliflozin nel trattamento dell’adulto con scompenso cardiaco cronico sintomatico con frazione di eiezione ridotta (HFrEF). Boehringer Ingelheim si impegna nello sviluppo di terapie fortemente innovative che possano migliorare la vita delle persone e degli animali. In qualità di azienda biofarmaceutica guidata dalla ricerca, l’azienda crea valore attraverso l’innovazione in ambiti in cui ci sono ancora bisogni terapeutici insoddisfatti. Fondata nel 1885, Boehringer Ingelheim è, da allora, una azienda a proprietà familiare con una visione di lungo termine. Oltre 52.000 collaboratori operano nelle tre aree di business, Human Pharma, Animal Health e Biopharmaceutical Contract Manufacturing, in oltre 130 mercati. http://www.boehringer-ingelheim.com

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La ricerca in agricoltura

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

La ricerca in agricoltura ha una strada ancora lunga da percorrere, nonostante gli impegni presi negli ultimi anni per fare il salto di qualità e inaugurare una nuova era – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. A conti fatti, solo una piccola frazione dei fondi europei è investito dalle regioni per promuovere avanzamenti in campo scientifico e tecnologico. La Toscana, per esempio, pur primeggiando in questo settore ha destinato solo 19 milioni di euro in sette anni alla ricerca e all’innovazione in campo agricolo. Nello stesso arco temporale, un’altra regione cruciale come la Lombardia ha investito solo 3 milioni, mentre il Piemonte si è fermato a 3,7 milioni. La scarsa propensione alla ricerca del mondo agricolo riguarda tutto il Paese, con poche eccezioni che non si discostano però molto dall’andamento generale – continua Tiso. Anche l’agricoltura 4.0 e lo sviluppo del digitale, che permetterebbero alle aziende di diventare più efficienti e rispettose dell’ambiente, mancano dello slancio necessario per diffondersi in modo capillare. Facciamo quindi appello al Governo affinché inverta questa rotta a partire dal Pnrr e renda accessibili gli avanzamenti tecnologici anche alle piccole e medie imprese. Mentre al pre-vertice in corso a Roma si discute di sistemi alimentari, è bene ricordare che per un sano sviluppo agricolo è indispensabile procedere in due direzioni solo in apparenza contrarie: da una parte promuovere la ricerca e l’innovazione tecnologica, dall’altra recuperare le tecniche di coltivazione tradizionali che permettono produzioni sostenibili. Modernità e tradizione, infatti, possono e devono convivere nell’agricoltura del futuro.

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Premi e finanziamenti per la ricerca dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Parma. La digitalizzazione è entrata di prepotenza in ogni ambito sociale, produttivo e culturale, e le università stanno adeguando i loro programmi formativi e di ricerca per essere sempre più protagoniste della rivoluzione digitale. Un premio e nuovi finanziamenti in ambito Big Data e Artificial intelligence testimoniano la vivacità e la produttività dell’Università di Parma in questo settore di importanza strategica. Nell’ultimo bando dell’International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development (IFAB) ben due progetti su tre approvati sono “targati Unipr”. Il primo, A functional precision medicine platform in adult leukemia, proposto dal Laboratorio di Ematologia Traslazionale e Chemogenomica diretto da Giovanni Roti, docente di Malattie del sangue, è stato selezionato come primo progetto da finanziare a livello nazionale nell’ambito delle scienze mediche per l’integrazione di dati “multi-omici” e lo sviluppo di nuove terapie nelle leucemie acute. Il secondo, ROADSTER (ROAd Digital Sustainable Twins in Emilia-Romagna: Artificial Intelligence for industrial areas), ha come capofila l’Università di Modena e Reggio Emilia e come partecipanti, oltre all’Università di Parma, anche Università di Bologna, CINECA e Unipol Gruppo Spa.Lo scopo del progetto, coordinato per l’Università di Parma da Andrea Prati, docente di Architettura dei calcolatori elettronici e Advanced programming of mobile systems, è realizzare uno studio pilota su come creare una copia digitale (digital twin) del sistema dei trasporti e della logistica per aree industriali in Emilia-Romagna. Nei giorni scorsi, infine, un progetto di ricerca Unipr è stato premiato nell’ambito del “Premio Nazionale della Ricerca Big Data e Artificial Intelligence”, nato dalla partnership tra il Web Marketing Festival e IFAB: un premio speciale da destinare a risultati della ricerca innovativi nell’ambito dei Big Data e dell’AI. Il premio è andato a Francesca Cavaliere, dottoranda in Scienze degli Alimenti al 3° anno. Il suo progetto si occupa di costruire una banca dati di tipo Big Data che contiene i riferimenti dei composti chimici che vengono a contatto con il cibo (Food Contact Chemicals) in modo casuale, come additivo, oppure in modo fraudolento, e che possono essere causa di patologie per l’essere umano. In particolare questi composti vengono analizzati per predire la possibilità che possano agire come interferenti endocrini e innescare forme tumorali come ad esempio il tumore al seno e il tumore alla prostata, i due casi di interesse oggetto del progetto.

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Scuola, la ricerca di ADL Consulting: il Governo risponde a 1 interrogazione su 4

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

Solo il 24.18% delle interrogazioni parlamentari in tema di scuola presentate nel periodo della pandemia (da marzo 2020 a maggio 2021) ha trovato risposta da parte degli esponenti dei governi guidati prima da Giuseppe Conte (il cosiddetto Conte bis) e poi da Mario Draghi (che ha giurato nel febbraio 2021). È quanto rileva un’analisi dal titolo «Notte prima degli esami: i dati sul dibattito politico sulla scuola», condotta dalla società di consulenza strategica di public affairs e digital lobbying ADL Consulting in collaborazione con Elif Lab, impresa innovativa che opera in ambito data science. Oggetto dello studio sono stati 1.637 atti di indirizzo e controllo presentati in quel periodo alla Camera e al Senato: ordini del giorno, interrogazioni, interpellanze, risoluzioni e mozioni.Il partito che ha ricevuto più risposte è stato Italia Viva (40.38%). Quello che ne ha avute meno è stato Forza Italia (17%). Per quel che riguarda la «produzione», i gruppi della Lega di Camera e Senato sono stati i più attivi, con 361 atti, seguiti da M5s (297), FI (251) e FdI (246). In coda ci sono Pd (141), Iv (113) e Leu (59). Prendendo in considerazione la mappa semantica degli atti, in quelli legati alla scuola presentati dal Movimento 5 Stelle si rileva un filone tematico segnato da prevenzione e vaccinazione, un’attenzione ai bisogni educativi speciali e al cosiddetto Pei (piano educativo individualizzato), alla dispersione scolastica e alla scuola nel più ampio contesto della promozione della cultura. Non mancano riferimenti a concorsi e graduatorie, così come all’inquadramento dell’istruzione nelle politiche per la ripresa economica. In questo ambito si inseriscono anche argomenti connessi all’innovazione e alla digitalizzazione delle attività educative.Forza Italia spinge sui temi dell’organizzazione dei trasporti e della conduzione delle attività scolastiche all’interno della complessiva gestione dell’epidemia, sia da un punto di vista sanitario sia con uno sguardo all’andamento economico. Spazio è dedicato anche alla conciliazione dei ritmi delle famiglie e del lavoro in smart working, alle scuole paritarie, alla tutela della “cultura italiana” e agli interventi per la digitalizzazione e l’installazione della banda larga. Il Partito Democratico sottolinea le difficoltà psicologiche dovute all’impatto della pandemia sulla vita di ragazzi e bambini, oltre che la necessità di non perdere di vista la gestione di altre malattie croniche anche in questa fascia d’età. I trasporti sono un tema importante, ma non vengono tralasciate la formazione professionale, la tutela dei minori in famiglia e la protezione dei diritti dei giovanissimi, in un più complessivo posizionamento contro le discriminazioni. Fratelli d’Italia si concentra sulle politiche di protezione dei diritti di bambini e ragazzi, sulle graduatorie del personale scolastico e sulla digitalizzazione della didattica. Sul fronte degli insegnamenti, si focalizza sulla discussa opportunità di inserirvi tematiche legate alle battaglie LGBTQI, ma anche sulla spinta per la diffusa introduzione della questione dalmata e delle foibe nei programmi scolastici. Un ruolo di rilievo ricoprono anche il bonus babysitter e il problema delle “classi pollaio”, oltre che il peso del sistema educativo nel rilancio economico del Paese e l’organizzazione dei calendari di vaccinazione.

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Scuola: rimuovere gli ostacoli nella ricerca del lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Udir ha suggerito degli emendamenti inviando proposte alla V Commissione Bilancio della Camera del deputati all’AC 3132 “Conversione in legge del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”. Tante le proposte: misure urgenti in materia di responsabilità sulla sicurezza dei dirigenti delle Istituzioni scolastiche; dimensionamento scolastico: conferma a regime della norma in Legge di Bilancio sulle iscrizioni con 300/500 alunni; misure urgenti in materia di mobilità dei dirigenti scolastici; perequazione interna ed esterna dello stipendio tabellare; reclutamento degli idonei del concorso a dirigente scolastico di Trento e Bolzano. Per visionare tutte le proposte emendative suggerite dal giovane sindacato Udir, cliccare qui. Come indicato, tra le tematiche le “Misure urgenti in materia di mobilità dei dirigenti scolastici”, il sindacato che tutela i dirigenti scolastici, con emendamenti all’articolo 58, vuole favorire la mobilità dei dirigenti scolastici alla luce delle nuove norme sul dimensionamento scolastico introdotte dalla legge 178/2020 e a ristoro delle norme sul divieto di spostamento tra le regioni prorogate per contenere l’emergenza epidemiologica che hanno reso illogici i divieti esistenti previsti dagli artt. 19 e 25 del d.lgs. 165/2001 e dalle norme contrattuali su conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2020, alla luce anche dei 900 posti che sono vacanti. Inoltre Udir si pone l’obiettivo di sboccare la grave situazione di disagio a cui sono soggetti numerosi dirigenti scolastici collocati fuori regione e di evitare l’ulteriore stallo della mobilità interregionale a cui sarebbero soggetti molti dei presidi vincitori del concorso 2017 e collocati fuori regione, nonché i dirigenti scolastici in ruolo da anni e assegnati fuori della propria regione, a seguito dei divieti di spostamento dettati dalla pandemia.

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Presentazione della ricerca dell’Osservatorio Digital B2b PoliMi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Martedì 15 giugno 2021, ore 09.30 – 12.30 Convegno online di presentazione della ricerca dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano. Gli obblighi normativi prima e la pandemia poi hanno allargato il divario tra le aziende digitali che sono resilienti e reattive ai cambiamenti e quelle non digitali che invece faticano a stare sul mercato. Coloro che avevano vissuto gli adempimenti come opportunità per digitalizzare i propri processi hanno saputo fronteggiare meglio la situazione di emergenza che, anche in ambito B2b, ha avuto impatti importanti. Ha innanzitutto accelerato il processo di avvicinamento delle aziende ai propri clienti riducendo la distanza tra livelli successivi della supply chain, ha promosso un miglior utilizzo dei dati e una maggiore automazione dei processi e ha amplificato la necessità di sviluppare processi maggiormente collaborativi. Se tutto ciò non trova ancora riscontro nei numeri (la diffusione del digitale in ambito B2b non ha avuto tassi di crescita da capogiro), ha però cambiato radicalmente la percezione delle persone e delle organizzazioni verso l’innovazione, che molto probabilmente si tradurrà nei prossimi anni in una massiccia crescita della pervasività delle tecnologie digitali a supporto dei processi aziendali. Il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca 2020/2021 dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano si propone di fornire evidenze empiriche e modelli interpretativi a sostegno della ripartenza delle imprese. Per iscriversi al convegno: https://bit.ly/3g6lf0b.

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Parma università: Ricerca sugli studenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

Parma.Come considerano gli studenti dell’Università di Parma i servizi che Ateneo e Comune mettono a loro disposizione? Quanto li utilizzano? Quale è il loro grado di soddisfazione? E come valutano il vivere a Parma? Una prima indagine conoscitiva, ad oggi unica nel suo genere, nata per misurare percezione e fruizione dei servizi che Università e Comune di Parma mettono a disposizione degli studenti, sondando le loro conoscenze e il loro grado di soddisfazione ed evidenziando quindi le aree sulle quali è necessario intervenire da parte dei due enti per rendere sempre più Parma una città universitaria. Ma anche una fotografia dell’ “universo studenti”: delle caratteristiche, delle abitudini, dei comportamenti, delle attese degli studenti dell’Università di Parma. L’Università ha coinvolto nel progetto la UO Comunicazione Istituzionale (committente della ricerca) e il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali – DSEA (ambito ricerche di mercato e strategie di marketing). La responsabilità scientifica è stata affidata ai docenti Cristina Ziliani (coordinatrice del gruppo di lavoro del DSEA), Guido Cristini e Beatrice Luceri, mentre le funzioni più operative sono state svolte dai borsisti Simone Aiolfi e Giada Salvietti. I dati sono stati raccolti mediante un questionario online nel periodo giugno 2020 – settembre 2020. A causa dell’emergenza sanitaria, è stato richiesto di basare le risposte sul primo semestre dell’a.a. 2019-2020, in modo da ottenere una “fotografia” dei comportamenti “pre Covid-19” che sarà un utile riferimento qualora si volesse ripetere l’indagine periodicamente. Il campione è stato di 4.094 studenti, iscritti a lauree triennali, a ciclo unico e magistrali. Un campione rappresentativo (il 18% dell’universo studentesco) che rispecchia la composizione degli studenti per Dipartimento, tipo di corso e residenza. Diversi gli aspetti indagati: dall’abitare allo studiare, dal tempo libero alla percezione della città e a conoscenza, utilizzo, importanza e soddisfazione relativi ai servizi offerti da Ateneo e Comune. I servizi di Ateneo considerati importanti per la vita dello studente sono molti (10 sopra la mediana), e ruotano intorno alla Student card con i suoi sconti e convenzioni, e ad Er.Go (borse di studio ecc). In una scala di soddisfazione da 1 a 7, ben 9 dei 15 servizi considerati hanno raccolto voti 6 e 7 da oltre il 50% dei rispondenti. L’importanza dei servizi del Comune per la vita dello studente a Parma ruota invece attorno a un numero più ristretto di servizi (3 sopra la mediana), tutti legati al mondo mobilità: abbonamenti a prezzo agevolato, orari notturni dei bus e “MiMuovo” sono considerati importantissimi, sono anche ben noti e anche la soddisfazione è superiore alla mediana. Gli esiti della ricerca possono fornire informazioni molto utili a Università e Comune, perché mettono in evidenza le aree sulle quali è necessario intervenire per rendere sempre più Parma una città universitaria. La ricerca rappresenta in ogni caso un primo tassello di un’attività che può proseguire e implementarsi, continuando, affinando e approfondendo ulteriormente la rilevazione sulla componente studentesca, monitorando alcuni dei fenomeni nel tempo e aggiungendo di volta in volta approfondimenti su temi specifici, come è nella natura di un “Osservatorio” che si vorrebbe costituire sul tema; inoltre il quadro non sarebbe completo se non si raccogliessero anche le attese, le percezioni e la visione degli altri stakeholder, quali enti pubblici, associazioni e istituzioni culturali cittadine.

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Accordo per sviluppare forme di collaborazione a supporto di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

Genova. Il CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano e l’Università degli Studi di Genova hanno sottoscritto una Convenzione per individuare azioni comuni nell’organizzazione di programmi, progetti, eventi istituzionali e tutto ciò che si riterrà di ulteriore beneficio al fine di promuovere la cultura scientifico-tecnologica e imprenditoriale a livello locale e nazionale. Il CEI e l’Università degli Studi di Genova ritengono infatti strategici i settori della didattica e della formazione, e si prefiggono di operare con la sinergia tra le rispettive strutture per creare una consapevolezza dell’importanza della standardizzazione nell’ambito degli sviluppi tecnologici e industriali finalizzati all’interazione con il mercato.Le parti si impegnano ad assicurare la reciproca collaborazione attraverso pubblicazioni scientifiche congiunte, partecipazioni congressuali e azioni divulgative e di formazione risultanti da tali attività, dandone adeguato risalto in tutte le comunicazioni verso l’esterno. È infatti interesse comune attuare nuove forme di raccordo tra il mondo della formazione universitaria e quello del lavoro, al fine di migliorare la qualità dei processi formativi e di ricerca, favorendo la diffusione della cultura d’impresa.Il CEI è l’Ente responsabile della normazione nel settore elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni e pubblica norme che costituiscono la regola d’arte di prodotti, processi, sistemi e impianti. Annovera 140 Comitati Tecnici e SottoComitati, con 3.000 esperti, e tratta temi di attualità, quali: E-Mobility, Cybersecurity, Smart Grid, Efficienza Energetica, IoT (Internet of Things), Sostenibilità, Energie Rinnovabili. L’Università degli Studi di Genova opera in tutti i campi declinati dal CEI in una logica di cooperazione fra l’Accademia e il tessuto industriale, anche in collaborazione con gli organi rappresentativi di categoria e con specifiche azioni nei maggiori Progetti relativi alla Digitalizzazione, Elettrificazione, Efficientamento energetico, Ecosostenibilità, AI (Artificial Intelligence), Cybersecurity nonché su tutte le esperienze connesse alle Energie rinnovabili applicate anche ai trasporti terrestri e marittimi.

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PNRR, USB: azzerata la Ricerca Pubblica, investimenti solo sulle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

La lettura del PNRR, che andrebbe meglio indicato come il piano di restaurazione nazionale della ricerca baronale e asservita all’impresa, altro non è che la riproposizione di politiche già viste, ma con le risorse e la determinazione che precedenti governi non avevano avuto.Qualsiasi misura è rivolta a favorire lo sviluppo tecnologico e l’innovazione nell’impresa. Le stesse istituzioni pubbliche della ricerca, atenei ed EPR, vengono messe totalmente al servizio della ricerca privata. Siamo di fronte al progetto di totale estinzione della ricerca pubblica rivolta al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Non è bastata l’esperienza della pandemia che stiamo pagando carissimo, prima di tutto per una sanità tagliata, privatizzata e regionalizzata, e poi perché ostaggio delle industrie farmaceutiche e dei loro brevetti su vaccini realizzati peraltro con l’importante sostegno di fondi pubblici. Esempio chiarissimo di come la ricerca privata non abbia mai ricadute positive per la popolazione. Si insiste sulla strada che ci ha portato allo stato attuale. Si insiste, così come nel caso della PA, nell’identificare la Ricerca come strumento per aumentare competitività e profitti per l’impresa. Solo 1,8 mld sembrerebbero destinati alla ricerca (PRIN e giovani ricercatori) ma sono talmente limitati nel tempo che danno la misura dell’assenza di prospettiva della missione 4 sulla ricerca del PNRR.Ancora una volta la miopia del profitto prevale sulla prospettiva del progresso.Non serve essere addetti ai lavori per comprendere come nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non emerga alcuna idea di come rilanciare, riorganizzare, ristrutturare la Ricerca, ma solo quella di distribuire fondi all’impresa.Riteniamo che questo piano, e lo diciamo in questo caso da lavoratori della Ricerca Pubblica, non serva pressoché a niente per la ricerca e ribadiamo che la sola maniera di rilanciarla è quella di aumentare gli stanziamenti, in particolare sul finanziamento ordinario degli EPR, dotare il settore ricerca ed università di un comparto di contrattazione che li renda attrattivi riconoscendogli le indiscutibili peculiarità, abolire l’agenzia nazionale per creare una vera governance presso la presidenza del consiglio e incentivare la ricerca di base, per uno sviluppo del sapere.Questo serve alla Ricerca e al Paese, questo è quello che manca totalmente nel PNRR.USB continuerà e rilancerà l’iniziativa per difendere la Ricerca Pubblica, quella che guarda alla committenza sociale. Quella che non considera normali centinaia di morti al giorno. Quella ricerca che non sta in questo PNRR.

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Ricerca di lavoro: la parola chiave è aggiornarsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2021

Gli ultimi dati Istat, relativi a marzo 2021, mostrano una flebile crescita dell’occupazione, pari allo 0,2%, con un tasso di occupazione che arriva così al 56,6%. Lo scenario è pero ancora allarmante: dall’inizio della crisi sanitaria il Paese ha vissuto ripetute flessioni congiunturali nell’occupazione, rendendo ancora più difficile la situazione di chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Tanto più pensando al fatto che le persone in cerca di occupazione sono tantissime, con un +35,4% rispetto allo scorso marzo.Le imprese pronte ad assumere nuovi dipendenti non mancano, e sono anzi tante le ricerche di personale che ancora oggi faticano a individuare il profilo giusto» spiega Carola Adami, co-fondatrice di Adami & Associati.«Molte persone» spiega l’head hunter «affrontano la ricerca di un nuovo lavoro nel modo sbagliato, inviando anche decine e decine di candidature al giorno in risposta agli annunci online. Risulta invece molto più efficace un approccio differente, che punta alla qualità, e non alla quantità: molto meglio quindi concentrarsi su pochi annunci di lavoro, effettivamente coerenti con le proprie skills, e in base a questi personalizzare e migliorare il proprio curriculum vitae e la propria lettera di presentazione, partendo dall’analisi dell’annuncio stesso».«Il candidato alla ricerca di un nuovo lavoro deve migliorare la propria presentazione nonché la propria immagine online, impegnandosi su curriculum vitae, su profilo LinkedIn e via dicendo» spiega Adami «lavorando inoltre per migliorare e aumentare le proprie skills: al momento della ripartenza, infatti, saranno favoriti i professionisti più aggiornati e più competenti. Laddove possibile vale quindi sicuramente la pena effettuare un investimento, in termini economici, ma anche di tempo e di energie, in corsi di formazione e di aggiornamento».Da un lato, quindi, il consiglio di chi si occupa quotidianamente di ricerca e di selezione del personale è quello di lavorare sulla propria immagine, per rendersi maggiormente interessanti agli occhi dei selezionatori; dall’altro, è bene investire sulla formazione, nella consapevolezza che i lunghi mesi di pandemia hanno rallentato e spesso bloccato anche i processi di aggiornamento: un sondaggio della Federazione svizzera per la formazione continua FSEA racconta per esempio che tra metà marzo a inizio giugno 2020 il 56% dei corsi di formazione ha dovuto essere cancellato.Chi sceglie di investire nella propria formazione anche in tempo di crisi, dunque, potrà vantare un vantaggio sugli altri candidati.

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Ricerca e rilancio studi clinici in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Maggio 2021

Martedì 4 maggio alle 11 è prevista una conferenza stampa virtuale con gli interventi di Carmine Pinto (Presidente FICOG), Dario Manfellotto (Presidente FADOI), Gualberto Gussoni (Coordinatore Scientifico Centro Studi Fondazione FADOI), Celeste Cagnazzo (Presidente GIDM), Marco Vignetti (Presidente Fondazione GIMEMA), Ruggero De Maria (Presidente ACC) e Paolo De Paoli (Direttore Generale di ACC). Nel 2019 in Italia sono stati autorizzati 679 studi clinici. Il nostro Paese è stato uno dei primi in Europa a promuovere la ricerca clinica cooperativa. Nella maggior parte dei trial internazionali, offriamo un contributo scientifico molto elevato, ma soffriamo l’assenza di organizzazione e di risorse. La pandemia causata dal Covid-19 ha imposto nuove regole per velocizzare le regole delle sperimentazioni e far fronte alla crisi sanitaria. Il rilancio della ricerca clinica in Italia è essenziale per garantire la qualità delle cure. E le direttive da seguire sono illustrate in un documento inviato alle Istituzioni da FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), Fondazione GIMEMA (per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche), GIDM (Gruppo Italiano Data Manager) e ACC (Alleanza Contro il Cancro).

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Il Parlamento europeo approva il rivoluzionario programma di ricerca Orizzonte Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Orizzonte Europa comprende la più cospicua dotazione di bilancio per la ricerca nel settore digitale e la digitalizzazione mai decisa dall’UE. Il programma garantisce finanziamenti a breve e lungo termine per ricerca e innovazione in relazione alle sfide globali, tra cui la lotta ai cambiamenti climatici, la digitalizzazione e la pandemia di COVID-19. Il programma prevede anche il sostegno alle PMI innovative, all’infrastruttura europea di ricerca e 1 miliardo di EUR supplementare per la ricerca di base, stanziato tramite il Consiglio europeo della ricerca. Dal 1° gennaio 2021 la Commissione europea ha già attuato, in via provvisoria, il programma Orizzonte Europa. Il Parlamento ha approvato in via definitiva il programma, con 677 voti favorevoli, 5 voti contrari e 17 astensioni per il regolamento su Orizzonte Europa, e con 661 voti favorevoli, 5 voti contrari e 33 astensioni per il programma specifico Orizzonte Europa.Orizzonte Europa disporrà di una dotazione finanziaria complessiva di 95,5 miliardi di EUR, compresi 5,4 miliardi dallo strumento per la ripresa Next Generation EU, e 4 miliardi di EUR provenienti dal Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione.Orizzonte Europa comprende tre pilastri: • Il pilastro “Scienza di eccellenza” sosterrà i progetti di ricerca di frontiera, sviluppati e condotti dai ricercatori stessi mediante il Consiglio europeo della ricerca (CER). Finanzierà borse di studio e scambi per ricercatori tramite le azioni Marie Skłodowska-Curie e investirà in infrastrutture di ricerca. • Il pilastro “Sfide globali e competitività industriale europea” sosterrà direttamente la ricerca relativa alle sfide della società e alle capacità tecnologiche e industriali, e definirà l’interesse principale delle missioni di ricerca a livello dell’UE. Comprende anche le attività svolte dal Centro comune di ricerca (JRC), che sostiene le autorità politiche a livello nazionale ed europeo con informazioni scientifiche indipendenti e assistenza tecnica. • Il pilastro “Europa innovativa” mira a rendere l’Europa leader nell’innovazione creatrice di nuovi mercati e, rafforzando ulteriormente l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), a stimolare l’integrazione delle attività economiche, della ricerca, dell’istruzione superiore e dell’imprenditorialità.

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Recovery Plan: A Scuola e Ricerca quasi 32 miliardi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Il Governo ha varato il Piano economico europeo più importante da quando esiste l’Unione europea: quanto messo a punto dal Governo prevede un pacchetto complessivo di investimenti per 221,5 miliardi che nelle previsioni del Governo consentiranno nel 2022-2026 una crescita media del Pil di 1,4 punti percentuali più alta rispetto al quinquennio 2015-2019. La previsione dell’impatto economico è di tre punti percentuali rispetto allo scenario di base al 2026. Resta da decidere a chi affidare la governance del mega-progetto: verrà definita a maggio con apposito decreto. Comunque, la regia del Piano rimarrà a Palazzo Chigi ed è previsto il coinvolgimento nei lavori di tutta la squadra dell’esecutivo Draghi.La sei missioni previste dal secondo Governo Conte rimangono in piedi: saranno integrate da 16 componenti. Vi sono novità invece per la suddivisione dei fondi tra le varie aree: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura sono previsti 42,5 miliardi, per Rivoluzione verde e transizione ecologica 57, per Infrastrutture e mobilità sostenibile 25,3 miliardi, per Istruzione e ricerca 31,9 (con un incremento importante rispetto alle prime stime), per inclusione e coesione 19,1 e per Salute 15,6.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è convinto che abbiamo una possibilità storica per ridurre il gap formativo e culturale all’interno dell’Italia: l’operazione deve attaccare il digital divide che penalizza un milione e mezzo di alunni, il mancato accesso all’istruzione nella fascia 0-6 anni e il 27% dei Neet. Il piano dovrà quindi prevedere supporti legislativi, a cominciare dall’allungamento dell’obbligo scolastico, che dovrà partire dai tre anni fino alla maturità. Ecco perché servono nuove norme per gestire reclutamento, personale e organici. Come va ridotto il numero di alunni per classe e incrementato quello del personale, assumendo tutti coloro che hanno svolto tre anni di servizio, immettendo in ruolo da GaE e graduatorie d’istituto, introducendo concorsi per titoli e servizi, oltre che cancellare i vincoli che si oppongono agli avvicinamenti su sedi di lavoro vicino casa che in tempo di pandemia rasentano la follia. Servono nuove professionalità, come di coordinamento delle segreterie scolastiche, sinora attivate solo sulla carta. Solo così si potrà ridurre la dispersione scolastica che, laddove l’apporto socio-economico è ridotto, l’immigrazione e l’emigrazione sono in alto numero, non può che dilagare”

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