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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘ricerca’

“Ricerca sulla musica del futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Roma 25 gennaio 2020, ore 18 Galleria MICRO viale Mazzini 1 Quattro musicisti, quattro compositori, quattro mondi diversi che dialogano tra loro, stabilendo correlazioni uniche e originali. Questo è lo spirito da cui ha preso vita Entanglement, collettivo di artisti, musicisti e compositori, che debutterà a Roma.Giordano De Nisi, pianista e compositore, Cristina Colaneri, pianista e compositore, Massimo Massimi, compositore, inventore di strumenti musicali e diffusori acustici, esperto di musica elettronica e Alessandro De Santis, compositore, coltivatore di suoni e di progetti musicali. Questi sono i nomi del progetto Entanglement, che intrecceranno i propri lavori, in “Ricerca sulla musica del futuro”.Mezzi e strumenti della musica di oggi e di ieri si fondono con l’innovazione e la tecnologia sperimentando un nuovo concetto e un nuovo linguaggio musicale attraverso tecniche esecutive non convenzionali e l’esplorazione di nuovi timbri e spazi sonori. La musica acustica, strumentale e vocale si fonde con l’elettronica proiettando l’ascoltatore in un mondo “altro” dove gli schemi tradizionali sembrano diluiti o dissolti.I brani saranno interpretati da Mary Rosada, soprano, Elena Nefedova, pianoforte, Gloria Elgamal, chitarra.“Il titolo della serata – spiega il M°Alessandro De Santis – mette a confronto nuovi linguaggi musicali diversi tra loro ma accomunati dallo stesso intento per la ricerca di nuove dimensioni musicali, di nuovi modelli espressivi. Proprio come nell’Entanglement, lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma come sovrapposizione di più sistemi”. Il concerto proporrà composizioni da camera, passando dalle liriche poetiche per pianoforte e voce a brani per strumenti solisti – pianoforte, chitarra – a lavori costruiti con l’elettronica, avvalendosi anche della partecipazione di strumenti dal vivo (Live Electronics).

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Gruppo 2003: Bene due ministeri per Scuola e Università e ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica si rallegra della scelta operata dal governo di separare il Ministero dell’Istruzione dal Ministero dell’Università e ricerca, come proposto dallo stesso Gruppo lo scorso settembre. La scissione del MIUR in due ministeri era già avvenuta dal 1988 al 2001, e successivamente dal 2006 al 2008 (poi riuniti prima per la legge Bassanini e poi per una disposizione della Finanziaria del 2008). La riforma, infatti, consente un lavoro migliore in due ambiti di primaria importanza per lo sviluppo del Paese: la scuola da un lato, che attende da tempo un rinnovamento anche in considerazione dei deludenti risultati dell’ultima rilevazione PISA; la ricerca dall’altro, che da anni soffre di una preoccupante disattenzione politica e di un cronico sottofinanziamento.Positiva quindi la notizia della istituzione di un Ministero che d’ora in poi potrà concentrare la propria azione sul rilancio economico e programmatico delle università e della ricerca, aiutato in questa opera ambiziosa anche dalla istituzione della Agenzia nazionale per la ricerca dedicata alla gestione trasparente e indipendente dei bandi di ricerca.Con queste due notizie, il 2019 può rappresentare davvero l’anno della svolta invocata da tempo, sempre che a queste nuove strutture faccia seguito la volontà, accennata dal premier Giuseppe Conte nel bilancio di oggi, di dedicare nuove risorse alla ricerca scientifica. “Auguriamo dunque buon lavoro ai nuovi ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi perché sappiano infondere ai nuovi dicasteri della scuola e della università e ricerca un nuovo slancio. Un ministero dedicato alla ricerca rende più facile occuparsi del settore, purché lo si faccia guardando globalmente al Paese e alla sua economia”, ha dichiarato il presidente del Gruppo 2003 Nicola Bellomo. (by Gruppo 2003 per la ricerca scientifica)

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Dal Presidente Conte una buona notizia per il mondo della Ricerca e dell’Università

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Accogliamo con grande favore le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte riguardo l’istituzione del comparto Università e Ricerca e della creazione di un ministero dedicato. In questo modo si pone rimedio ad una palese stortura causata dall’imposizione della legge Brunetta che limitava a 4, più la Presidenza del Consiglio, il numero dei comparti di contrattazione del Pubblico Impiego, ma soprattutto è un segnale di attenzione al mondo della Ricerca che finora non avevamo assolutamente registrato da questo governo, così come dai precedenti.L’auspicio è che il provvedimento si concretizzi in tempo utile per la prossima tornata contrattuale e consenta ai lavoratori dell’Università e della Ricerca di riappropriarsi di un contratto che riconosca la centralità di questi settori e risponda alle loro necessità.

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Istruzione, Università e Ricerca: Azzolina e Manfredi neo-ministri prossimi al giuramento

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Il presidente Marcello Pacifico invia i migliori auguri di buon lavoro da Anief, il sindacato della scuola da poco certificato dall’Aran come nuovo sindacato rappresentativo, ai neo-ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi: “Siamo certi che le esperienze lavorative e sindacali che hanno vissuto li porteranno ad ascoltare chi ogni giorno presta il suo servizio per il Paese e li porteranno a dare la giusta valorizzazione a un settore che fino ad oggi ha penalizzato i tanti docenti e amministrativi della scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, quale forza sociale al servizio dello Stato senza dimenticare la tutela, il culto e l’amore per il diritto”.

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Ricerca Co-mai e Amsi su 500 coppie miste

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

In Italia secondo i dati Istat nel 2018 vi sono stati 195.778 matrimoni (in diminuzione), di cui 23.916 misti tra uno sposo italiano e uno straniero (in leggero aumento) e 10.017 con entrambi i coniugi stranieri (in leggero aumento). L’altro dato che ci colpisce è quello del tasso di fertilità delle donne: 1,21 per le donne italiane (in diminuzione) e 1,94 per le donne straniere (in diminuzione). I matrimoni misti sono uno dei parametri che più apertamente testimoniano la trasformazione della nostra società dovuta principalmente all’immigrazione, perciò per valutare il significato di questa trasformazione è importante sottolineare il contesto sociale in cui si parla dei matrimoni misti, le dinamiche fondamentali dell’essere “miste”, che riguardano le differenze di cultura d’origine o di religione. In particolare, il confronto quotidiano, sia con l’ambiente esterno che con quello interno della coppia, fra quei valori, stili e abitudini diverse che influenzano il pensiero e i comportamenti personali e sociali nonchè l’effetto del rapporto tra identità diverse sulla percezione identitaria dei figli e sulla loro educazione. Le Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) in collaborazione con l’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), il movimento internazionale Uniti per Unire e con il Contributo di Claudio Rossi, Sociologo e Coordinatore Organizzativo del Movimento Uniti per Unire ,Kamel Belaitouche ,interprete e Segretario generale Co-mai, Mihai Baleanu ,Master in Chirurgia del Piede e Portavoce Amsi, Daniela Seres Coordinatrice Dipartimento Donne di Uniti per Unire ,Donatella Arezzini Coordinatrice Dipartimento Scuola e Istruzione di Uniti per Unire e Nadir Aodi ,laureando in Podologia e Coordinatore del Dipartimento “Gioventù e Seconda Generazione” svolto, proprio per i motivi illustrati sopra, una ricerca sulla situazione coinvolgendo in 3 mesi 500 coppie miste insieme alla prima, seconda e terza generazione, analizzando tipologia, nazionalità, religione, studi, situazione matrimoniale e lavorativa e individuandone i lati positivi e le criticità. Prima di tutto illustriamo le tre fasi di immigrazione in Italia per capire meglio come sono composte le coppie miste.
Prima fase: arrivo prevalentemente di studenti dagli anni ’70 fino all’89, principalmente da paesi arabi, africani ed europei.
Seconda fase: dopo la caduta del muro di Berlino, arrivo prevalentemente di lavoratori e professionisti già laureati, dai paesi dell’Est, Cina, Sud America, Asia, Corno D’Africa e Nord Africa.
Terza Fase con l’inizio della primavera araba.
Tipologia delle coppie miste in Italia:
– il 40% sono matrimoni tra ex studenti e laureati in Italia con italiane, sono le più riuscite visto che gli studenti arrivavano da giovani e che per loro il contesto degli studi rendeva più facile il percorso d’integrazione. Oggi pensano alla seconda generazione e ai loro figli che studiano nelle università italiane (medicina, infermieristica, economia, scienze politiche, fisioterapia, podologia, legge, interpretariato e insegnamento), sono maggiormente provenienti da paesi arabi (Palestina, Giordania, Libano, Siria, Egitto, Marocco), paesi africani (Congo, Camerun, Nigeria, Sud Africa) e paesi europei (Grecia, Francia, Germania);
– 35% matrimoni tra cittadini dei paesi dell’Est e Sud America con cittadini italiani di tutti e due i sessi, di cui il 20% con donne dei paesi dell’est già sposate e separate e con almeno un figlio nel loro paese di origine (Russia, Ucraina, Moldavia, Romania, Albania, Polonia) ed il 15% con donne sudamericane, cinesi, filippine (la maggioranza sono professionisti della sanità e laureati nei loro paesi di origine);
– 20% matrimoni tra cittadini di origine straniera della stessa religione e nazionalità (arabi, cinesi, filippini, asiatici, sudamericani, paesi dell’est, europei e americani);
– 5%, infine, matrimoni tra cittadini di origine straniera di diverse nazionalità e religioni (maggiormente arabi e sudamericani con persone provenienti da paesi dell’est).
“I matrimoni misti in Italia sono una realtà molto importante che non va trascurata – ammonisce Foad Aodi Presidente delle Co-mai, Amsi e membro del Gruppo di lavoro Salute Globale della Fnomceo – Riguardo agli effetti positivi e critici della reciproca conoscenza culturale e religiosa,
su 500 coppie miste della nostra ricerca il 90% festeggia con rispetto reciproco il Natale e le altre feste e tradizioni culturali e religiose, senza muri ma con apertura al dialogo senza paura. Infatti l’albero di Natale non manca quasi mai nel periodo delle festività.”
Invece il 25% delle coppie miste ha dovuto affrontare problematiche relative ai figli: battesimo, circoncisione, nomi, cibo, scuola, matrimoni, vestiti, madrelingua, crisi d’identità, rapporti con i familiari e con i paesi di origine.
Concludendo Aodi ricorda che questi sono tutti argomenti che come società italiana stiamo sottovalutando e la cui mancanza di conoscenza rende a noi molto più difficile capire come si sta costruendo la nuova Italia e spesso ci impedisce di cogliere tutte le potenzialità positive, che pur con tutte le difficoltà che anche le coppie miste evidenziano, il processo d’integrazione della nuova cittadinanza immigrata, piaccia o no, indubbiamente possiede.

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Comparto istruzione e ricerca: Il ministro Fioramonti si impegna ancora una volta su rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

L’elenco delle osservazioni del giovane sindacato prevede risorse aggiuntive per il rinnovo contrattuale; cancellazione del precariato, con l’assunzione di tutti i supplenti con almeno 36 mesi svolti, degli idonei dei concorsi e il reintegro di chi è stato licenziato anche dopo l’anno di prova; l’avvio di procedure speciali per conseguire abilitazione e specializzazione su sostegno; l’attivazione di concorsi per laureati e riservati a personale con 24 mesi di servizio; l’avvio di un concorso riservato per DSGA rivolto agli amministrativi facenti funzione per almeno tre anni o agli Ata con cinque anni di servizio; l’adeguamento dei livelli retributivi alle nuove qualifiche; l’aumento delle mansioni e delle responsabilità non previste in origine nella corrispondente qualifica; l’avvio di una procedura straordinaria di immissioni in ruolo per gli Ata con 24 mesi svolti; l’attivazione dei posti in organico per i profili As e C; la formazione in servizio per gli Ata di ruolo che ha partecipato ai passaggi verticali; l’estensione al personale Ata, anche precario, della card per la formazione. Per i docenti ha chiesto di sgravare l’eccessivo carico di compiti burocratici e garantire libertà d’insegnamento; di avviare un’indagine nazionale sugli episodi di burnout; la riattivazione delle procedure di mobilità professionale, come per gli Ata, riducendo da 5 a 3 anni il vincolo di permanenza. Per l’Università, si è chiesto di ripristinare il profilo del ricercatore a tempo indeterminato, come prevede la Carta europea dei Ricercatori e di consentire agli atenei di aumentare l’ammontare della componente variabile del fondo per il trattamento accessorio. Per l’Afam, infine, di assumere nazionali diverse da quelle ad esaurimento.

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PMI italiane ottimiste sul futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

La ricerca SME Pulse, condotta da American Express su circa 3000 PMI a livello europeo in 12 Paesi, ha evidenziato risultati positivi riguardo la condizione delle Piccole e Medie Imprese italiane. L’indagine registra infatti una crescita sia a livello di fatturato che di utili, attestata nonostante l’instabilità politica ed economica, che si conferma come principale punto di svantaggio e incognita per la crescita economica del tessuto imprenditoriale italiano. Un buon indice di gradimento è stato espresso inoltre nei confronti dei servizi finanziari riservati alle attività, ritenuti complessivamente soddisfacenti.Lo studio ha riscontrato una crescita del fatturato tra lo 0.1% e il 2% durante lo scorso esercizio per il 65% delle Piccole e Medie aziende italiane, ed una stima per il prossimo anno tra il +2 e il +5% per il 69% di esse. È possibile individuare la medesima tendenza in merito all’utile netto, attestato per il 55% entro il 2% del fatturato, oltre che ad un miglioramento, nei prossimi tre anni, a livello di bottom line e net profit margin tra il 2 e il 5% del fatturato, per il 58% delle PMI.

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Osservatorio Compass dedicato al Natale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

La ricerca condotta dalla società del credito al consumo del Gruppo Mediobanca, che monitora ogni anno i consumi e le preferenze degli italiani. Per gli italiani la persona più importante a cui fare il regalo di Natale è anche quest’anno il proprio partner (40%), con gli uomini (48%) che si mostrano più “romantici” rispetto alle donne, specialmente le mamme, più propense a far felici i figli (37%). In media si spenderanno circa 322€, la metà soltanto per la persona più importante. Sotto l’albero gli italiani vorrebbero soprattutto abbigliamento, calzature e accessori (41%) e biglietti aerei (29%). Tra i regali che andranno per la maggiore spiccano abbigliamento, calzature e accessori (46%), libri e riviste (23%) e prodotti per la cura della persona (20%). Circa un terzo degli intervistati comprerà i propri regali esclusivamente online (32%). Lo smartphone sarà il prodotto elettronico più acquistato (83%). Lo studio analizza, infine, il percepito degli italiani sia sull’anno che sta per concludersi sia per il 2020.

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La ricerca gastroenterologica italiana è eccellenza mondiale

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Un recente studio (PLOS Biology, August 12, 2019*) condotto in collaborazione tra diversi centri di ricerca statunitensi, tra cui la università di Stanford (USA) e la Research Intelligence olandese, ha dato i voti ai ricercatori di tutto il mondo suddivisi in 22 settori e 176 sottosettori, dall’Agricoltura alla Fisica, dalla Statistica all’Ingegneria, dalla Biologia alla Medicina e tanti altri. Gli autori dello studio hanno preso in considerazione una serie di parametri tra cui il numero e la qualità delle citazioni, le autocitazioni, la posizione tra i co-autori di un articolo scientifico. Dalla più diffuse banche dati (tra cui Scopus e Google Scolar), sono stati analizzati gli articoli scientifici di milioni di ricercatori di tutto il mondo classificati per la produzione scientifica degli ultimi 20 anni e dell’anno 2017. Da questa analisi emerge come sono tantissimi i ricercatori italiani che occupano posizioni di prestigio nella classifica dei ‘Top-Scientists’ e tra questi i ricercatori di medicina.
In particolare compaiono nell’elenco ben 27 gastroenterologi e la gastroenterologia italiana emerge tra le discipline mediche come una di quelle con il più alto numero di presenze tra i Top-ricercatori mondiali. Tra questi, l’attuale presidente della Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE) professor Domenico Alvaro e ben 5 ex presidenti della stessa società. Questi dati non fanno altro che confermare il ruolo internazionale di primo piano della ricerca italiana, che continua a contribuire significativamente ai progressi scientifici del settore della malattie dell’apparato digerente. Infatti, negli anni, sono state numerose le scoperte di ricercatori italiani che hanno rivoluzionato il settore delle malattie gastroenterologi che: dalla scoperta delle transaminasi (dei professori Fernando De Ritis, Mario Coltorti, Giuseppe Giusti nel 1955) fondamentale per la gestione delle malattie epatiche, l’ago e la tecnica della biopsia epatica ad opera del professor Giorgio Menghini nel 1958, il virus dell’epatite Delta scoperto da Mario Rizzetto nel 1977, senza tralasciare il ruolo che i ricercatori italiani hanno avuto nella terapia dell’epatite C che attualmente consente di debellare il virus in meno di tre mesi, nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali, nei tumori del fegato e nella identificazione le cellule staminali epatiche. Insomma, la tradizione della ricerca gastroenterologica in Italia continua a livelli d’eccellenza ed il riconoscimento che viene dal recente studio di Plos-Biology ne é una ulteriore conferma. Essendo le malattie gastroenterologiche ad alto impatto socio-sanitario e ad elevata complessità, l’auspicio é che le istituzioni possano dare il giusto sostegno e riconoscimento ad un settore in continua espansione.

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Al governo: La ricerca non è una spesa ma un investimento

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Si amplia ancora il consenso intorno all’appello al Governo promosso da Alleanza Contro il Cancro con AIRC, Telethon e le altre Reti del Ministero della Salute che rappresentano 50 Ospedali di Ricerca (IRCCS), per l’esenzione dell’IVA (22%) sull’acquisto dei reagenti e dei macchinari per la ricerca scientifica pubblica o senza scopo di lucro. All’iniziativa si sono infatti uniti gli 82 Rettori della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane, che hanno approvato all’unanimità l’adesione all’appello al Governo. Obiettivo, il via libera ad un emendamento inserito nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 in discussione lunedì alla Camera, affinché venga approvata una norma dall’impatto modesto sul bilancio dello Stato – 150 milioni di euro circa – ma capace di liberare importanti risorse per la ricerca scientifica, a partire dal settore biotecnologico e biomedico. Durante i lavori del IV Meeting di ACC, da poco conclusisi, eminenti scienziati provenienti da Regno Unito, Svezia, Spagna e Svizzera hanno osservato come nei loro Paesi la ricerca sia esente o solo lambita dall’imposta sul valore aggiunto a fronte, peraltro, di finanziamenti ben più cospicui di quelli che attualmente riceve il comparto in Italia. Angela Hamblin e Nirupa Murugaesu, due leader del progetto dei 100 mila genomi in Gran Bretagna, hanno osservato che la grande disponibilità di finanziamenti raccolti dalle Charity nel loro paese sia correlata all’assenza di tassazione per la ricerca scientifica: «La gente dona più volentieri se sa che la propria donazione non verrà tassata dallo stato». Il presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria, ha dichiarato: «Speriamo che il Governo comprenda che la ricerca non è una spesa, ma un investimento»

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Malattie infiammatorie croniche intestinali e ricerca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

La European Crohn’s and Colitis Organisation (ECCO), associazione internazionale da anni impegnata nell’assistenza dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory Bowel Disease – IBD), ha assegnato a un team multidisciplinare dell’Università di Parma, coordinato dai docenti Simona Bertoni e Marco Radi del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, uno dei 12 awards di durata annuale disponibili a livello europeo.Il team di ricerca propone di validare un approccio terapeutico innovativo basato su piccole molecole di sintesi per la cura del morbo di Crohn e della colite ulcerosa.In particolare, la ricerca finanziata dalla ECCO permetterà di investigare un approccio finora mai testato nell’ambito delle IBD, e basato sull’impiego di nuove piccole molecole in grado di ridurre il richiamo di cellule infiammatorie a livello intestinale interferendo con l’asse CCL20-CCR6, una via di segnalazione implicata nella patogenesi delle IBD.Grazie alla sinergia tra l’Unità di Chimica farmaceutica diretta dal prof. Radi, deputata alla progettazione e sintesi di composti ad attività antagonista verso i recettori CCR6, e l’Unità di Farmacologia della prof.ssa Bertoni, impegnata negli studi pre-clinici di efficacia, l’indagine potrà rappresentare un passo significativo verso la validazione di un target farmacologico originale e verso lo sviluppo di un approccio terapeutico innovativo, complementare alle terapie attualmente a disposizione e auspicabilmente privo delle loro controindicazioni.I casi di malattie infiammatorie croniche intestinali aumentano in tutta Europa e, solo in Italia, si stima che le persone affette da IBD siano oggi almeno 250.000: i sintomi intestinali ed extra-intestinali sono spesso fortemente debilitanti, con un pesante impatto sulla vita di tutti i giorni e su quella lavorativa. I farmaci attualmente in uso hanno efficacia e tollerabilità limitate, e elevato è il numero di soggetti che non rispondono alle terapie o diventano ad esse resistenti.

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Progetto di ricerca dell’Università di Parma sull’additive manufacturing

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Ha avuto luogo a Timisoara, Romania, il kick-off meeting di un progetto triennale da 800mila euro dell’Università di Parma sull’additive manufacturing, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020.Il progetto “Structural Integrity and Reliability of Advanced Materials obtained through additive Manufacturing” – SIRAMM vede la partecipazione di Università di Parma (con Roberto Brighenti, coordinatore dell’unità, e Andrea Spagnoli, docenti del Dipartimento di Ingegneria e Architettura), Norwegian University of Science and Technology in Norvegia, Institute of Physics of Materials in Repubblica Ceca, University of Belgrade in Serbia e University Politehnica Timisoara, in qualità di coordinatore del progetto.Spesso l’incompleta conoscenza degli effetti della qualità dei materiali sulla resistenza meccanica dei prodotti industriali ottenuti tramite la tecnologia dell’Additive Manufacturing (ai più nota come stampa 3D) limita l’utilizzo affidabile di tale tecnologia nei processi manifatturieri, in particolare nei paesi dell’Est Europa.L’obiettivo del progetto SIRAMM è quello di potenziare la ricerca scientifica nel settore della stampa 3D, tecnologia in forte crescita per la produzione di componenti plastici e metallici in differenti campi dell’ingegneria quali aeronautica, biomeccanica e automotive.Il progetto SIRAMM è volto in particolare all’implementazione di attività di knowledge transfer, quali workshop e mobilità di personale, eventi formativi (summer school, seminari) per giovani ricercatori, azioni di disseminazione e comunicazione (video, pubblicazioni scientifiche open access, public engagement, ecc.).

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La ricerca nelle scienze della salute e nel cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Piacenza, 30 novembre mattina, Auditorium Fondazione di Piacenza e Vigevano, Via Sant’Eufemia 12 Il presidente di UGIS-Unione giornalisti italiani scientifici e il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna proseguono il confronto avviato tre anni fa sul percorso di approfondimenti e di formazione sulla deontologia e sugli strumenti e le metodologie a sostegno di una professionalità responsabile per quanti scrivono di scienza, medicina, ambiente, ricerca e tecnologia.Vengono affrontati contenuti di dovere etico a tutela della veridicità nella gestione della notizia scientifica su argomenti molto sentiti a livello di grande pubblico, come quello dei cambiamenti climatici e della salute.

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Lidl è alla ricerca di 20 Area Manager per rafforzare il proprio organico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Lidl, catena di supermercati premiata per il quinto anno consecutivo come Best Workplace dal Great Place to Work Institute, è alla ricerca di 20 Area Manager per rafforzare il proprio organico. Quello dell’Area Manager o Capo Area è un ruolo chiave all’interno della struttura vendite dell’Insegna. Il ruolo prevede, infatti, la gestione commerciale ed economica di più punti vendita e del relativo organico che può arrivare fino a 80 persone. Le candidature sono aperte sul sito lavoro.lidl.it. Nel ruolo di Area Manager – Capo Area, il candidato sarà responsabile della gestione di 5-6 Punti Vendita e del rispettivo organico, farà da raccordo tra la sede regionale Lidl e il punto vendita garantendo il rispetto di standard qualitativi e l’applicazione delle norme e delle procedure aziendali negli store di propria competenza.Il candidato ideale è dotato di carisma e doti di leadership, ha un background di studi in ambito economico e vanta alcuni anni di esperienza lavorativa con gestione di risorse. Si tratta di un lavoro vario, dinamico e di elevata responsabilità per il quale Lidl offre un inquadramento pari al livello quadro del commercio e auto aziendale. Flessibilità territoriale e passione per il mondo del retail completano il profilo. Questa ricerca si inserisce in un grande piano di recruiting annunciato da Lidl per il 2019 che prevede l’inserimento di oltre 2.000 persone in tutta Italia.

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Una ricerca sui volontari della Caritas di Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Negli ultimi cinque anni sono state 1.618 le persone che hanno partecipato ai Corsi di formazione al volontariato proposti dalla Caritas di Roma e si sono impegnati nei 52 servizi diocesani a sostegno dei poveri. Per due terzi sono donne, la metà è laureata (48%) e il 15% sono di origine straniera. Lo studio è stato presentato oggi nel corso della Giornata dei volontari che si è svolta alla Cittadella della carità.Don Benoni Ambarus: «il volontario è una persona che sa quale direzione e quale senso dare alla propria vita. Ma è anche una persona che non ha paura di voltarsi a guardare chi è rimasto indietro»Per due terzi sono donne, la metà è laureata (48%) e il 15% sono di origine straniera. Oltre la metà (53%) ha un’età compresa tra i 36 e i 65 anni, mentre gli anziani sono il 16%.
È il quadro che emerge tra le 1.618 persone che hanno frequentato i Corsi base di formazione al volontariato promossi dalla Caritas di Roma negli ultimi cinque anni e che l’organismo diocesano ha analizzato nel primo rapporto sul volontariato dal titolo “Occhi, cuore mani”. Lo studio è stato presentato questa mattina nel corso della “Giornata del volontario” che si è svolta presso la Cittadella della carità a Ponte Casilino.«In un momento in cui sembriamo esistere solo in quanto le nostre vite vengono esibite e le nostre parole urlate sui mezzi di comunicazione, c’è ancora un mondo di donne e uomini silenziosi e generosi che operano il bene senza grida e senza rumore, che non si rassegnano all’individualismo e che non cercano in un “like” conferma all’intensità del loro vivere» ha detto don Benoni Ambarus, direttore della Caritas, presentando il lavoro. Per queste persone «il dialogo non si riduce certo ad un cinguettio, ma è un faticoso sforzo di ascolto e comprensione. “Condividi” per loro non è un tasto su uno smartphone, ma un imperativo morale ed etico che li fa volgere verso chi ha bisogno e tendere loro la mano».Oltre la metà dei volontari è impegnata nel mondo del lavoro o nello studio, il 18% sono pensionati mentre il 14% sono casalinghe. Molti hanno lavorato o stanno lavorando in diversi ambiti: scuola, ospedali, aziende pubbliche e privati. Alcuni vogliono mettere a disposizione le loro competenze, altri cercano relazioni diverse dal loro lavoro.Il volontario è consapevole di essere un soggetto necessario (75,7%). Solo una ristretta minoranza sente di essere poco rilevante. Analizzando i rapporti con gli utenti li descrivono come una bella esperienza umana ma non tacciono momenti di difficoltà (60,6%). Il 78,7% dichiara che l’esperienza Caritas ha migliorato i suoi rapporti umani anche all’esterno: nella vicinanza dei problemi dell’altro trova la chiave di lettura per interpretare le proprie difficoltà, per ridimensionarle, per leggerle in una luce più equilibrata.Quasi tutti sentono che l’esperienza in Caritas li ha aiutati ad avere maggiore consapevolezza rispetto al territorio e alle sue problematiche (89,3%). L’87,4% afferma che l’esperienza di volontariato in Caritas l’ha aiutato a capire meglio le fragilità della città.«Dalla ricerca – ha spiegato don Ambarus – emerge con chiarezza una circolarità positiva attivata dall’azione di volontariato. Chi si china per alleviare le sofferenze dei fratelli in difficoltà riceve a sua volta una carica di energia positiva di tipo affettivo attraverso un sorriso, una parola di riconoscenza, anche un semplice grazie».Per il direttore «il volontario è una persona che sa quale direzione e quale senso dare alla propria vita. Ma è anche una persona che non ha paura di voltarsi a guardare chi è rimasto indietro. Un gesto, semplice e profondamente umano, che racchiude la forza e le speranze per una società più giusta».

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Premiata l’eccellenza di Takeda-Shire

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Progetti d’eccellenza per migliorare la qualità della vita di persone con emofilia, affette da malattie rare e non vedenti, e realtà produttive di prestigio internazionale: la prima edizione dei Life Science Excellence Awards di Popular Science ha visto primeggiare cinque iniziative realizzate da Takeda e Shire, ora parte di Takeda, che si sono distinte per la concreta proposta di soluzioni innovative ai pazienti, rese possibili da un intenso lavoro di ricerca e evoluzione tecnologica. Impegno valorizzato anche dal premio speciale assegnato durante la serata a Davide Bottalico, Digital Healthcare & Innovation Director di Takeda Italia come Excellent Digital Innovator dell’anno.
Forte di quasi 150 anni di esperienza nel campo della divulgazione scientifica, Popular Science valorizza da sempre progetti di eccellenza e prodotti innovativi. Con la prima edizione italiana dei suoi Life Science Excellence Awards, assegnati il 23 ottobre a Roma, intende dare spazio ai settori più ambiziosi della cura dei pazienti: dalle tecnologie biomediche ai software iper-intelligenti, dalle nuove terapie alle tecnologie per la diagnostica e la ricerca a progetti di eccellenza in ambito medico scientifico.
Tra i progetti di Patient Advocacy è stata infatti premiata la “Carta dei Diritti per il paziente con emofilia”* scelta all’interno della sua categoria come Excellence of the Year. Nata dall’ascolto di cittadini, pazienti e operatori sanitari e finalizzata a concretizzare ed armonizzare i diritti fondamentali della persona con emofilia, la Carta è uno strumento di conoscenza e cultura per chi soffre di questa patologia rara e per le istituzioni. Il suo obiettivo è promuovere un’idea di diritto alla salute sul piano psichico, relazionale e sociale, oltre che individuare strategie adeguate sia per soddisfare i bisogni dei pazienti e delle famiglie sia per l’organizzazione socio-sanitaria. Doppio successo dunque per il progetto che oltre il titolo di Excellence ha meritato anche il titolo di Patient Advocacy Program of the Year decretato anche dagli Operatori della Salute, i cui voti sono stati sommati a quelli della giuria tecnica.
Sempre dedicati all’emofilia, myPKFiT Ecosystem e myPKFiT App* hanno primeggiato nella categoria Pharmaceutical or Device Technology Project of The Year. MyPKFiT è un dispositivo medico gratuito utile a supportare la profilassi personalizzata dei pazienti con emofilia A, permettendo la misurazione farmacocinetica del fattore VIII della coagulazione, in modo da offrire ai medici il quadro aggiornato con le esigenze di trattamento, personalizzate per ogni paziente. Il paziente, da parte sua, grazie all’app myPKFiT può vedere in tempo reale 24 ore su 24 i livelli stimati di fattore VIII e tenere traccia delle infusioni oltre che dei sanguinamenti, condividendo aggiornamenti puntuali con il medico.
Malattie rare anche al centro della categoria Patient Advocacy Program con Rare Disease Hackathon: malattie rare e giovani talenti dell’innovazione. Giunta alla terza edizione, Rare Disease Hackaton dà voce ai pazienti in modo nuovo, attraverso proposte concrete e idee innovative su come ottenere una diagnosi appropriata in tempi brevi, costruire una rete tra pazienti e caregiver e supportare l’aderenza alla terapia.
Utile anche per ipovedenti, LeggoXTe è una vera e propria multi-piattaforma dotata di intelligenza artificiale che le permette di comprendere le domande poste dagli utenti. Utilizzabile con l’app nativa Takedascan (presente sugli App Store di Google e di Apple), con la App di Google Assistant e con gli assistenti vocali Google Home e Amazon Alexa, LeggoXTe ha ottenuto anche il patrocinio dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e di Cittadinanzattiva.Una delle migliori realtà produttive mondiali nel frazionamento di emoderivati, il sito produttivo in Rieti di Baxter Manufacturing Spa, ora parte di Takeda, è stato riconosciuto come Best Manufacturing R&D Centre. Il sito si occupa del frazionamento del plasma dedicato alla produzione di emoderivati nella forma di intermedi, come immunoglobuline, albumina e fattori di coagulazione. Per volume di plasma trattato e per gli elevati standard tecnologici, è considerato tra le migliori realtà produttive mondiali in questo campo. Una vera eccellenza che ha registrato una crescita importante diventando partner primario per il sistema sanitario italiano nella lotta alle malattie rare, grazie alla sua innovazione tecnologica.

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Burnout: +12% di ricerche di specialisti in quattro mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

A distanza di quattro mesi dal riconoscimento ufficiale della sindrome del burnout da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli italiani sembrano più attenti ai sintomi e alla cura delle conseguenze. Ad affermarlo è Dottori.it, sito e App leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche, che dal mese di giugno ha rilevato un incremento delle ricerche dei pazienti per questa patologia pari al 12%. La maggiore attenzione verso questa sindrome, si traduce anche in un aumento delle prenotazioni di visite per psicologi e psicoterapeuti specializzati in burnout e stress da lavoro che, nel corso dell’ultimo anno, sono cresciute del 24%. Ma quanto costa rivolgersi a un professionista della salute in grado di affrontare questo problema? Secondo l’analisi del portale la spesa media si aggira fra gli 80 e i 120 euro a seduta. Più che gli uomini, sono le donne a ricercare maggiormente l’aiuto di questi specialisti, tanto da generare il 62% delle richieste sul portale legate al burnout. Un paziente su tre di quelli che vogliono prenotare una visita per problemi di stress da lavoro ha un’età media compresa fra i 25 e i 34 anni. Il caos, i ritmi frenetici e gli impegni lavorativi, sembrano essere causa di stress e depressione soprattutto nelle grandi città del Nord Italia. È da Milano, ad esempio, che proviene oltre un terzo delle richieste sul portale per medici specializzati nel burnout (36%).

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“La Chioma e dintorni. Un bilancio e nuove prospettive di ricerca”

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Parma Venerdì 11 ottobre, alle ore 9.30 nell’Aula K13 del Polo Didattico di via Kennedy dell’Università di Parma (via Kennedy 71, angolo via Santa Maria), avrà inizio il seminario foscoliano “La Chioma e dintorni. Un bilancio e nuove prospettive di ricerca”, organizzato da Donatella Martinelli, docente di “Storia della lingua italiana” del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali. Sono previsti interventi di Arnaldo Bruni (Università di Firenze), Paolo Borsa (Università di Friburgo), Chiara Pioli Caselli (Università di Perugia), Ilaria Mangiavacchi (Università di Firenze), Giulia Ravera (Università di Milano), Daniela Shalom Vagata (Università di Bologna) e Rosa Necchi (Università di Parma).
Seguirà nel pomeriggio, con inizio alle ore 15, la tavola rotonda “Il progetto di edizione commentata e il portale foscoliano”.

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PMI: il programma della X edizione LS sull’Economia Circolare

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Milano Martedì 15 Ottobre 2019 Ore 9:00-13:00 alazzo Turati – Camera di Commercio Via Meravigli 9b X edizione LS sull’Economia Circolare. Il tema affrontato sarà “L’economia circolare a sostegno della competitività delle PMI”, evidenziata dalla presentazione in anteprima della ricerca affidata alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in persona del prof. Fabio Iraldo.Nuovi modelli di business hanno infatti iniziato ad approcciare una logica improntata a far leva sulla circolarità dell’economia, in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo. Afferma Iraldo: “Nelle nostre ricerche abbiamo riscontrato un impegno a macchia di leopardo concentrato soprattutto in alcuni specifici ambiti di attività aziendale e della catena del valore: interessante notare, infatti, come tutte le aziende considerino in primis i fattori interni all’azienda come principali driver delle azioni messe in atto, ma rilevante è anche il miglioramento della soddisfazione dei clienti e dell’immagine aziendale compiuta sulla base della circolarità. Spesso però il rallentamento nell’attività sostenibile delle aziende, secondo quanto affermano le stesse, è dovuto principalmente alla mancanza di adeguati incentivi (spesso ricchi di contraddizioni nelle proposte) ed agli elevati costi di investimento.” E’ disponibile anche una analisi statistica condotta dalla Scuola Sant’Anna sulla correlazione tra livello di circolarità e performance competitive, da cui emerge chiaramente come le aziende più “circolari” (ovvero quelle che hanno introdotto i principi dell’economia circolare in modo radicale nel proprio modello di business) siano quelle che raggiungono le migliori prestazioni competitive, con una incidenza largamente positiva sui tre indicatori studiati: crescita del fatturato, crescita dimensionale e aumento del numero di clienti. Nella presentazione della ricerca verranno, a tale proposito, illustrate in dettaglio alcune case histories utili a esemplificare l’efficacia potenziale della «circolarità» del business e a portare alla luce le opportunità di miglioramento ambientale e competitivo legate all’attuazione di una strategia di economia circolare, anche nelle imprese di minori dimensioni. Non un convegno tecnico-giuridico, dunque, ma un esame della realtà imprenditoriale italiana, che partendo dalla analisi elaborata, consentirà il successivo dibattito tra autorevoli rappresentanti del mondo delle imprese, il mondo delle istituzioni, della finanza e i rappresentanti della Commissione Europea, Direzione Generale Environment, Circulary Economy. Nel corso del Focus PMI 2019, tra gli ospiti si avvicenderanno Alessandro Enginoli, Presidente Piccola Industria/Assolombarda; Federica Fricano, Affari Comunitari e Internazionali del Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Patrick Monino, Vice Presidente Eni; Luigi Paganetto, Vice Presidente Cassa Depositi e Prestiti; Francesca Palamidessi, Manager Corporate & Stakeholder Relations di GRI; Claudio Pinassi, CEO di KME Italy, Massimo Rasi, Head of Global HSE Campari Group e Marta Testi, Head of Elite Italy & Europe, Elite – Borsa Italiana. Tra gli invitati a partecipare al dibattito anche Paola Migliorini, Direzione generale Ambiente alla Commissione Ue. L’incontro sarà moderato da Eugenio Occorsio, editorialista de “La Repubblica” e “L’Espresso”.

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L’umanità, il Pianeta, il diritto alla ricerca della bellezza, il cosmo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

Saranno questi i temi portanti del tour unplugged (solo voce e chitarra acustica) che Luca Bonaffini – cantautore italiano con alle spalle un percorso autorale di grandi successi musicali (vedi Pierangelo Bertoli e Flavio Oreglio), di libri e di regie teatrali – inizierà nelle prossime settimane.
Il tour aprirà i battenti con uno “special” in anteprima nazionale (una sorta di riassunto delle puntate precedenti) a Roma, presso il Teatro Arciliuto, venerdì 11 ottobre con colleghi ospiti che lo verranno a trovare. Una serata informale, a misura di amici e aperta al pubblico, con canzoni sue ma non solo…. Il tour ufficiale partirà sabato 2 novembre a Milano dal Teatro della Memoria con l’omaggio alle radici e alla madre per proseguire a Roma domenica 10 novembre al Teatro Lo Spazio con il tema dell’identità. Ritornerà al nord mercoledì 13 novembre presso l’Officina della Musica (Como) con “il potere personale”, raggiungendo sabato 16 novembre il Teatro Domus Pacis di Pavia con “il cuore”.
Titolo del recital è “Il Cavaliere degli Asini Volanti”, come il suo ultimo album, uscito a cavallo tra il 2018 e il 2019, “Anche se… – specifica Bonaffini – i brani contenuti nello spettacolo cambieranno di concerto in concerto, a seconda del tema e del Chakra scelto per la serata. Ci saranno canzoni mie, vecchie e nuove, quelle scritte con Pierangelo, con Lolli e con Oreglio, ma anche nuove e sconosciute, forse inedite. Non mancheranno omaggi ai grandi maestri del Novecento che mi hanno ispirato e fatto scegliere la professione artistica del cantautore”.
Non poteva far mancare al viaggio la sua città d’origine, ovvero Mantova, dove approderà giovedì 21 novembre al Teatro Campogalliani con “voci”, per terminare il mese a Padova, presso il Fistomba Park, sabato 30 novembre con il tema “visioni”. Il tour si chiuderà martedì 3 dicembre al Teatro Ratti di Legnano con il tema “diversamente Re”, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità.

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