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Torna all’Università di Parma la Notte dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Parma venerdì 25 e sabato 26 settembre 2020. la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica è promossa dall’Università di Parma con la co-organizzazione e il patrocinio di Comune di Parma e IMEM-CNR. Il centro storico di Parma ospiterà gran parte delle attività di sabato 26 settembre. Il programma degli eventi e le novità di questa edizione, dovute all’emergenza coronavirus, sono state presentate dal Rettore Paolo Andrei, dal Consigliere incaricato del Comune di Parma al Welfare dello studente universitario Leonardo Spadi, dal Direttore di IMEM-CNR Andrea Zappettini e dalla Dirigente dell’Area Ricerca, Internazionalizzazione e Terza Missione dell’Ateneo Barbara Panciroli. 33 gli eventi in programma. Il Campus Scienze e Tecnologie (Parco Area delle Scienze) e lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Abbazia di Valserena – strada Viazza di Paradigna 1) aspettano i visitatori nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, dalle 16 alle 20. Sabato 26 settembre ancora la possibilità di visitare lo CSAC dalle 16 alle 20 e dalle 10.30 alle 20 seminari divulgativi interdisciplinari in centro storico tenuti da ricercatori dell’Ateneo e visite guidate al Museo di Storia Naturale e all’Orto Botanico.
Venerdì 25 al Campus sarà possibile visitare le stanze della chimica e il Museo di Cristallochimica, viaggiare nel packaging intelligente, approfondire il comportamento degli edifici in caso di collasso o di terremoto, giocare con la Scienza dei Materiali all’IMEM-CNR e scoprire come funziona la macchina umana in movimento. Alcune attività proposte dai ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco riguarderanno invece l’emergenza coronavirus, con focus su farmaci e vaccini, test e tamponi, supercomputer e Big Data, alimentazione e regole di prevenzione, con la possibilità di stampare e portare a casa la propria mascherina ergonomica. Nella Sala Congressi del Centro Convegni Aule delle Scienze sono in programma 3 “Pillole di Scienza”, con inizio alle 17, dedicate alla prospettiva filosofica della tolleranza, a diritto e giustizia nell’universo di Batman e alle conseguenze economiche del coronavirus. Sarà esposta anche la macchina da corsa dell’Unipr Racing Team: gli studenti che lavorano al progetto spiegheranno ai visitatori tutti i segreti della monoposto.
Nella Sede Centrale dell’Ateneo sono in programma seminari divulgativi tenuti da ricercatori dell’Università, aperti alle 10.30 da una riflessione sull’esperienza del Covid Hospital 1 di Parma. A seguire si parlerà di previsione del futuro attraverso modelli e algoritmi, fenomeni migratori, simulazione di alluvioni e medicina di genere. Il pomeriggio, a partire dalle 16.30, sarà dedicato a docenti e ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, con focus su neuroscienze, intelligenza artificiale, le novità in odontoiatria, Epatite B, uso della tecnologia in medicina e la cura con il plasma per il Covid-19, argomento di strettissima attualità. Sono inoltre in programma visite guidate al Museo di Storia Naturale in via Università 12 e all’Orto Botanico in via Farini 90.
Sia venerdì 25 che sabato 26 allo CSAC sarà infine possibile effettuare visite guidate gratuite alla mostra “Il canone” di Luca Vitone, che aprirà al pubblico il 6 settembre.

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43 ricercatori di 10 Stati per favorire la produzione di energia pulita e sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura. Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative. Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”). Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.

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Covid-19: I ricercatori sperimentano un nuovo test diagnostico rapido

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Per aiutare il mondo a rispondere a COVID-19, 3M e i ricercatori del MIT stanno sperimentando un nuovo test rapido per il rilevamento del virus. È attualmente in corso un progetto di ricerca accelerato per comprendere se un dispositivo diagnostico facile da usare possa fornire risultati altamente accurati in pochi minuti e possa essere prodotto su larga scala.Il National Institute of Health degli Stati Uniti ha selezionato il test rapido per COVID-19 per accelerarne lo sviluppo e supportarne la commercializzazione, dopo una rigorosa revisione da parte di un gruppo di esperti. Il test rientra nel programma Rapid Acceleration of Diagnostics Tech (RADx Tech), un’iniziativa di diagnostica per COVID-19 dai tempi serrati del National Institute of Biomedical Imaging and Bioengineering del NIH.Il test rileverebbe gli antigeni virali e fornirebbe risultati altamente accurati in pochi minuti attraverso un dispositivo su base cartacea. Il test potrebbe essere somministrato presso il centro di cura e non avrebbe bisogno di essere inviato ai laboratori per i test.Questo sforzo si basa sulla profonda competenza tecnologica di 3M nel campo dei biomateriali e del bioprocessing, unitamente al suo know-how nella produzione globale di dispositivi medici. Il team di 3M è guidato da scienziati, esperti di produzione e di regolamentazione provenienti dai suoi laboratori di ricerca aziendali e dal gruppo del settore salute.Il team di ricerca del MIT è invece diretto dal Professor Hadley Sikes presso il Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Istituto. Il laboratorio guidato da Sikes è specializzato nella creazione e nello sviluppo di tecnologie molecolari per migliorare le prestazioni dei test proteici rapidi a base di cellulosa.I team di 3M e del MIT ritengono che un test diagnostico possa essere messo in campo una volta approvato. Gli strumenti di produzione possono essere scalati per produrre milioni di unità al giorno.Il team è preparato per collaborare con il programma RADx Tech del governo americano per dimostrare la capacità del test e per distribuirlo il più rapidamente possibile. Il programma di innovazione a fasi di RADx Tech prevede inizialmente il supporto per un periodo di quattro settimane di intensa ricerca per dimostrare che il concetto di test funziona e può essere commercializzato su larga scala. Il progetto ha ricevuto 500.000$ di finanziamento per la validazione da parte di RADx Tech ed è idoneo per ulteriori finanziamenti nelle fasi successive dello sviluppo. (by Alessandra Spagnolo)

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Emergenza del Covid-19 e e i ricercatori che operano in ambito oncologico

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

La gestione dell’emergenza del Coronavirus in Italia rende necessaria una riorganizzazione del lavoro dei ricercatori che operano in ambito oncologico. È quanto sostiene una recente indagine della Federation of Italian Cooperative Oncology Groups (FICOG) svolta tra i clinici di 52 diversi centri della Penisola. Il 65% sostiene di avere avuto negli ultimi mesi difficoltà nella comunicazione ed informazione con pazienti sempre più intimoriti dalla pandemia. Per sette su dieci è prioritario riuscire a limitare la migrazione dei malati, che partecipano a studi clinici, da una Regione all’altra. L’83% afferma come sia indispensabile implementare, al più presto, le attività via web e da remoto. I dati sono presentati oggi in un webinar della FICOG al quale partecipano rappresentanti dei pazienti e delle associazioni medico-scientifiche. “Il Covid-19 potrebbe ridurre nei prossimi mesi la partecipazione a studi clinici per la messa a punto di nuovi trattamenti anti-tumorali – sottolinea il prof. Carmine Pinto, Presidente FICOG -. E questo potrebbe avvenire soprattutto nei territori che sono stati più duramente colpiti dalla pandemia. Bisogna ricordare ai malati che il rischio di contagio nelle strutture sanitarie della Penisola adesso risulta minimo e che invece sono numerosi i vantaggi derivati dalla riapertura delle sperimentazioni cliniche. Al tempo stesso non va dimenticato come l’emergenza Coronavirus non sia ancora finita. È fondamentale ridurre gli spostamenti interni tra le Regioni e organizzare gli accessi agli ospedali. Creare una rete nazionale di centri, che svolgono ricerca oncologica, è secondo noi la soluzione ottimale”. Durante il webinar della FICOG sono inoltre presentati i dati preliminari di uno studio condotto a Reggio Emilia su pazienti oncologici ricoverati in ospedale perché colpiti da Covid. Circa il 70% di questi malati, al momento dell’infezione, avevano avuto una diagnosi di tumore da più di cinque anni. “Si tratta di pazienti così detti “survivors” e che possono essere considerati guariti dal cancro – prosegue Pinto -. Al momento del contagio non erano quindi sottoposti ad un trattamento antitumorale attivo ed in buona parte non rientravano più nelle visite di controllo previste nei follow up. È un dato interessante che merita di essere approfondito da ulteriori ricerche, e che ci impone per il futuro, anche al di là dell’emergenza Covid, una riflessione sui bisogni delle persone guarite da cancro e sul cosiddetto “survivorship plane”. “Il coinvolgimento riconosciuto per legge delle Associazioni dei pazienti nella definizione dei protocolli di ricerca nelle diverse fasi delle sperimentazioni cliniche facilita l’alleanza con i clinici e garantisce libertà di scelta, privacy, trasparenza delle attività, ma senza fermare la ricerca” afferma il prof. Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO). “Come Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ci siamo attivati per rendere disponibili e operative delle linee guida per la gestione dell’infezione da Coronavirus in persone che hanno già sconfitto il cancro – conclude il prof. Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM -. Stiamo lavorando ad un documento scientifico condiviso con i rappresentati dei pazienti e altre Società Scientifiche. È importante svolgere attività di ricerca anche in questo particolare ambito per incrementare le nostre conoscenze anche in vista di una possibile ricrescita di casi di Coronavirus nei prossimi mesi”.

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Workshop Nazionale Giovani Ricercatori

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Milano. Si è tenuta nei giorni scorsi una serie di incontri nell’ambito del Workshop Giovani Ricercatori per le aree interne promosso dal Politecnico di Milano, al quale hanno partecipato le dottorande del curriculum Civil law and Constitutional legality dell’Università di Camerino Silvia Montecchiari e Karina Zabrodina.
L’iniziativa è stata promossa dalla Rete nazionale per le aree interne, costituita da un gruppo di giovani ricercatori e dottorandi di diverse aree disciplinari del Politecnico di Milano, con il supporto dei dottorati di ricerca in Preservation of the Architectural Heritage, in Urban Planning, Design and Policy, in Management, Economics and Industrial Engineering e del progetto DAStU, Dipartimento di Eccellenza sulle Fragilità Territoriali 2018-2022.
Lo scopo del workshop è stato quello di riunire giovani ricercatori di diverse discipline che, da diverse prospettive, si stanno occupando del grande tema delle Aree Interne, per offrire loro l’opportunità di incontrarsi e di confrontarsi sui propri lavori e riuscire a tracciare così una vera e propria geografia delle ricerche sul tema. La dottoranda Karina Zabrodina ha partecipato al tavolo del 29 giugno incentrato sul tema Aree Interne Ed Innovazione Sociale, portando un contributo sulla Leadership culturale per lo sviluppo locale, in cui ha analizzato la necessità dell’informazione degli stakeholders e della formazione di una cittadinanza attiva. La dottoranda Silvia Montecchiari ha preso parte al tavolo di lavoro e dibattito Presidio del Territorio e Rischio Idrogeologico dello scorso 8 luglio, in cui ha portato uno sguardo giuridico all’interno del dibattito, sostenendo la necessità dell’introduzione di una normativa post-sisma unitaria per l’intero territorio italiano, che permetterebbe di superare l’attuale frammentarietà, disomogeneità e scarsa efficacia delle risposte ai sismi e accoglierebbe le indicazioni delle più avanzate convenzioni internazionali in materia. Il dottorato civilistico Unicam, coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, subito dopo il sisma del 2016, grazie al sostegno di Fondazione Intesa Sanpaolo, ha attivato uno specifico programma incentrato sullo studio delle zone interne e sul loro rilancio; il programma si inserisce in un più ampio quadro di collaborazioni con università straniere impegnate al pari dell’Ateneo camerte nella rivitalizzazione di aree colpite da disastri naturali come la Toyo University di Tokyo e la Louisiana State University impegnata nelle aree investite dall’uragano e ora chiamate a fronteggiare una seconda crisi economica dovuta alla pandemia. Il recente intervento normativo a sostegno di dottorati che formino giovani ricercatori impegnati nel rilancio delle zone interne trova in Unicam un Ateneo già pronto a cogliere ed affrontare questo nuovo compito e questa sfida.

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Università e ricerca: Per la ripresa in arrivo 1,4 miliardi e l’assunzione di 4.000 ricercatori

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Nel decreto legge Rilancio, il Governo ha stanziato un finanziamento specifico per i comparti Università e Ricerca che prevede anche l’assunzione in ruolo di migliaia di nuovi ricercatori pure per gli enti di ricerca grazie ad ulteriori 250 milioni: l’iniziativa è stata confermata durante la conferenza stampa sul tema tenuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono anche previsti “165 milioni sul Fondo di finanziamento ordinario per allargare l’area no tax degli studenti, poi 40 milioni in più sulle borse di studio, 15 milioni per i dottorati, 62 milioni per l’Alta formazione musicale. Il Fondo per la ricerca First sale di 300 milioni.“Come Anief – dice il suo leader Marcello Pacifico – siamo convinti che occorra lavorare alacremente per la stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite. Come anche all’avvio della contrattazione per lo smartworkinge a garantire norme di sicurezza che in questo periodo di pericolo di contagio diventano prioritarie. Dopo lo stanziamento dei fondi mirati, bisogna anche provvedere alla programmazione pluriennale per l’immissione in ruolo dei 4.000 ricercatori e tecnici, dando la priorità a chi è in lista di attesa da lungo tempo. Sull’Afam occorre puntare sulla sperimentazione e sul supporto degli studenti e del personale per l’acquisto degli strumenti”.

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I ricercatori dell’azoto perduto

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

L’atmosfera terrestre è composta per il 78% di azoto e il 21% di ossigeno, una miscela unica nel sistema solare. L’ossigeno è stato prodotto da alcuni dei primi organismi viventi. Ma da dove viene l’azoto? È fuggito dal mantello terrestre attraverso l’attività vulcanica? Per cercare di rispondere a queste domande, un team internazionale di ricercatori anche dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha raccolto e studiato campioni di gas da diversi sistemi vulcanici sul nostro pianeta, tra cui lo Yellowstone, l’Islanda, il rift continentale Africano. Il loro studio “Hydrothermal 15N15N abundances constrain the origins of mantle nitrogen”, recentemente pubblicato sulla rivista Nature, mostra che l’azoto del mantello terrestre non ha la stessa composizione isotopica dell’azoto atmosferico, il che implica che quest’ultimo non proviene dal degassamento del mantello.“È stato scoperto che la contaminazione dell’aria stava mascherando la ‘firma originale’ di molti campioni di gas vulcanici”, afferma Antonio Caracausi, ricercatore dell’INGV e coautore della ricerca.Senza questa distinzione, gli scienziati non erano in grado di rispondere a domande di base come: l’azoto è rimasto dalla formazione terrestre o è stato consegnato al pianeta in seguito? In che modo l’azoto dell’atmosfera è collegato all’azoto che esce dai vulcani? Lo studio è basato su una nuova e innovativa metodologia per studiare gli isotopi dell’azoto. Questo metodo ha fornito un modo unico per identificare le molecole di azoto che provengono dall’aria, ed ha permesso ai ricercatori di individuare la composizione di gas in profondità all’interno del mantello terrestre. Questo alla fine ha rivelato la prova che l’azoto nel mantello è molto probabilmente presente da quando il nostro pianeta si è inizialmente formato. Quindi, “una volta presa in considerazione la contaminazione dell’aria, abbiamo acquisito nuove e preziose informazioni sull’origine dell’azoto e sull’evoluzione del nostro pianeta”, afferma lo scienziato. Inoltre, questi nuovi risultati hanno permesso di distinguere nei geyser, nelle fumarole e nelle altre manifestazioni naturali di gas vulcanici, il contributo dell’atmosfera (sotto forma di acqua piovana riscaldata) da quello del mantello terrestre (gas magmatico). Ad esempio, quantità di gas magmatico sono state riconosciute nei geyser nel Parco Nazionale di Yellowstone, indicando una rinnovata attività del sistema vulcanico. Data l’alta precisione di questi dati, essi potrebbero anche contribuire ad una più approfondita comprensione dei processi magmatici potenzialmente capaci di generare eruzioni vulcaniche. I campioni continuano a essere raccolti a Yellowstone e in altri sistemi vulcanici attivi nel mondo, tra cui l’Etna che è il vulcano più attivo d’Europa. In ogni caso, l’origine dell’azoto atmosferico resta un mistero … per ora.

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I ricercatori dell’Istituto Spallanzani isolano il virus SARS-CoV-2 nelle lacrime di una paziente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

Roma. Il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia COVID-19, è attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus: è quanto emerge da una importante ricerca pubblicata dalla rivista Annals of Internal Medicine e realizzata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma.
Partendo da un tampone oculare prelevato tre giorni dopo il ricovero da una paziente positiva al virus, ricoverata presso l’ospedale Spallanzani alla fine di gennaio e che presentava una congiuntivite bilaterale, i ricercatori dello Spallanzani sono riusciti ad isolare il virus, dimostrando così che esso, oltre che nell’apparato respiratorio, è in grado di replicarsi anche nelle congiuntive.
Si tratta di una scoperta che ha importanti implicazioni anche sul piano della salute pubblica, tant’è che il risultato è stato comunicato all’Organizzazione Mondiale della Sanità d’accordo con l’Editor della rivista prima della pubblicazione.
“Questa ricerca dimostra che gli occhi non sono soltanto una delle porte di ingresso del virus nell’organismo, ma anche una potenziale fonte di contagio – ha commentato Concetta Castilletti, responsabile dell’Unità Operativa Virus Emergenti del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani – ne deriva la necessità di un uso appropriato di dispositivi di protezione in situazioni, quali gli esami oftalmici, che si pensava potessero essere relativamente sicure rispetto ai rischi di contagio che pone questo virus”. La ricerca dello Spallanzani ha inoltre evidenziato che i tamponi oculari possono essere positivi quando invece i i campioni del distretto respiratorio non mostrano più tracce del virus: i campioni respiratori della paziente, infatti, a tre settimane dal ricovero risultavano ormai negativi, mentre il campione oculare era ancora debolmente positivo sino a 27 giorni dal ricovero. Saranno necessari ulteriori studi per verificare fino a quando il virus continua ad essere attivo e potenzialmente infettivo nelle lacrime: va ricordato infatti che l’analisi molecolare rileva soltanto la presenza del RNA virale nel campione, e soltanto l’isolamento del virus in una coltura cellulare può evidenziare la sua capacità infettante.“La scoperta dei nostri ricercatori– conclude Marta Branca, direttore generale dello Spallanzani – è un altro piccolo tassello che si inserisce nel complicato puzzle di questo virus. La nostra soddisfazione è quella di contribuire, con questa ricerca, a far conoscere meglio i meccanismi di contagio e, quindi, a creare maggiore consapevolezza e sicurezza negli operatori chiamati a confrontarsi con la gestione clinica dei pazienti”.

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Da Raggi plauso a medici, ricercatori e personale dello Spallanzani, orgoglio di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

La Sindaca di Roma Virginia Raggi esprime grande soddisfazione per la notizia dell’isolamento del Coronavirus presso l’ospedale Spallanzani di Roma, una svolta fondamentale per tutti coloro che in questi giorni si stanno attivando per aiutare la Cina e limitare la diffusione del virus.Il plauso della Prima cittadina va ai medici, ai ricercatori e a tutto il personale di uno dei principali centri di ricerca al mondo – motivo d’orgoglio per l’Italia e anche per la città di Roma che lo ospita – che quotidianamente si impegnano in silenzio, lontano dai riflettori a sostegno della comunità.
L’Amministrazione capitolina sta operando in sinergia con il Ministero della Salute, la Regione Lazio, la Protezione Civile Nazionale e la Prefettura di Roma per fronteggiare le criticità. Per la Sindaca Raggi, il ministro Roberto Speranza e il capo del Dipartimento Protezione Civile Angelo Borrelli stanno facendo un lavoro eccezionale di cui essere fieri.

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Università: Il premier Conte annuncia l’assunzione immediata di 1.600 ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Finalmente si torna a parlare di assunzione dei ricercatori universitari: lo ha fatto oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la cerimonia inaugurale dell’anno accademico dell’Ateneo di Firenze a Palazzo Vecchio. Lo richiede Anief da tempo, chiedendo di approvare la carta europea dei ricercatori e proponendo nel decreto Milleproroghe 162/19, in questi giorni all’esame della I e V Commissione della Camera, un emendamento allineato con le esortazioni del premier, subito avallate dal M5S, con il quale prorogare il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituire un albo nazionale dei ricercatori universitari.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituzione albo ricercatori universitari, ora annunciato anche dal premier Conte, sarebbe un primo passo importante per sbloccare il sistema accademico. Ma anche una risposta concreta alla Causa pendente presso la Corte di Giustizia europea sulla messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato, rispetto alla violazione della Direttiva n. 70/99 UE, attraverso la creazione di uno specifico albo nazionale rispettoso della Carte europea dei ricercatori”.Il Capo del Governo ha preso un impegno per stabilizzare un discreto numero di ricercatori che operano i nostri atenei: “Per immettere sin da subito nuovi giovani ricercatori nel sistema – ha detto il premier -, stiamo valutando, in sede di conversione in legge del Dl di proroga termini, la presentazione di un emendamento volto ad immettere immediatamente nel sistema 1.600 nuovi ricercatori”, aggiungendo che si interverrà con un piano organico quinquennale.Conte, scrive Orizzonte Scuola, si è soffermato anche sull’internalizzazione degli Atenei italiani: “Nel nuovo Ministero dell’Università e della Ricerca, verrà istituita una specifica Direzione sull’internazionalizzazione con l’obiettivo di favorire l’ingresso di studiosi stranieri nel nostro Paese”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Immediata e positiva la reazione all’intervento del premier, da parte del primo partito di Governo: il M5S ha voluto far sapere di concordare “sulla necessità di varare un piano strutturale di riforme, che sappia guardare al lungo periodo, e che sia in grado tanto di fermare la fuga di cervelli italiani all’estero quanto di attrarre eccellenze straniere in Italia” aggiungendo che “l’immissione poi di 1.600 nuovi ricercatori è una misura che le persone che lavorano nelle Università e negli Enti di ricerca attendono da anni. Si tratta di impegni concreti che sosteniamo con convinzione, perché vanno nel senso di rimettere la ricerca scientifica al centro di ogni strategia per il progresso del Paese”.

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Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

La manifestazione, giunta alla sua XIV edizione, è stata organizzata dal CTIM in collaborazione con la Miami Scientific Italian Community, con i patrocini del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, della Camera dei Deputati e del Consiglio Generale degli Italiani all’estero.
L’evento ha ricevuto apprezzamenti e messaggi istituzionali di saluto rivolto ai ricercatori partecipanti da parte della Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, del Ministro dell’Istruzione-Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti, del Ministro della Salute, Roberto Speranza, del Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, del Presidente del CNR, Massimo Inguscio, del Console Generale d’Italia a Miami, Cristiano Musillo, e del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone.
I partecipanti all’evento sono stati ricercatori che hanno presentato tematiche di vario genere, dalla medicina all’alta tecnologia, dall’aerospazio alla fisica, dal biotech all’umanistica, e provenienti da Florida, Minnesota, Illinois e Messico, con collegamenti esterni dall’Italia, Massacchussettes e Texas.
Il presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Vincenzo Arcobelli, arrivato per l’occasione dal Texas, dopo aver portato i saluti ed i ringraziamenti per l’ottima organizzazione locale della Miami Scientific Italian Community, per l’ospitalità al Miami Dade College, ha rivolto un sentito apprezzamento a tutti i partecipanti, per il loro contributo alla ricerca e per la loro presenza, evidenziando di come sia importante creare networking e nuove collaborazioni, e che tra i compiti principali della manifestazione vi è l’intenzione di coinvolgere altre realtà scientifiche localizzate in diversi Stati non solo degli Usa.
Arcobelli, a nome di tutto il CTIM, ha letto la motivazione citata nel Diploma d’Onore consegnato per meriti speciali al Presidente della Miami Scientific Italian Community (MSIC), Fabio De Furia, che al di là delle capacità professionali, ha saputo promuovere le eccellenze italiane, in aggiunta alle varie attività svolte come il progetto Leonardo Way in US e la giornata dedicata al PMI, contribuendo a favorire rapporti bilaterali tra l’Italia e gli USA. (fonte: aise)

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L’Italia dei giovani ricercatori si fa onore a Barcellona

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

caterina conte.jpgBarcellona. Caterina Conte dell’Università ‘Vita-Salute San Raffaele di Milano è tra i quattro vincitori dell’EFSD Future Leaders Mentorship Programme for Clinical Diabetologists. Il premio, che ha una durata di tre anni, mira a coltivare la futura generazione di leader nella ricerca diabetologica, affiancando questi ragazzi a mentori di riconosciuta fama e aprendo loro le porte delle più prestigiose istituzioni di ricerca internazionali. Il premio è sostenuto da un grant non condizionato di Astra Zeneca. E’ un premio che guarda al futuro, che anzi mira a costruire il futuro della ricerca in diabetologia, individuando i futuri leader e dando loro la possibilità di crescere, acquisendo maggiori competenze nelle tre aree cardine della diabetologia clinica, della ricerca e della comunicazione. Un premio che apre per questi ragazzi la strada verso le principali istituzioni europee, affidati ad un importante mentore che supervisionerà un loro progetto di ricerca e costruirà su misura per loro un programma educativo che consentirà a questi leader in erba di rifinire le loro expertise cliniche e di ricerca, di migliorare la capacità di presentare i loro progetti di ricerca illustrandoli ad una platea congressuale o scrivendo un articolo per una rivista scientifica.
Ai premiati viene offerta la possibilità di prendere parte ai principali congressi internazionali di diabetologia (EASD e ADA), nell’ambito dei quali potranno presentare i risultati delle loro ricerche. I premiati di quest’anno sono :
. Caterina Conte, Università Vita-Salute San Raffaele – Milan, Italy Mentore: Michael Roden, DDZ Düsseldorf – Germany
. Konstantinos Toulis, AHEPA University Hospital – Thessaloniki, Greece Mentore: Michael Nauck, Ruhr University of Bochum – Germany
. Mohammad Alhadj Ali, Cardiff University – UK Mentore: Chantal Mathieu, University of Leuven – Belgium
. Claudia Cavelti-Weder, University Hospital Basel – Switzerland Mentore:Marjo-RiittaJarvelin, Imperial College London – UK
domenico tricòL’Italia torna a salire sul podio dei premiati anche per il Rising Star Symposium & EFSD Research Fellowship dell’ EASD (European Association for the Study of Diabetes). A ricevere il prestigioso riconoscimento è Domenico Tricò, dell’Istituto di Scienze della vita, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il premio è dedicato ai giovani astri nascenti della ricerca in diabetologia che svolgano la loro attività in Europa e mira ad incoraggiare la progettazione di ricerche innovative in questo campo. E’ sostenuto da un grant incondizionato di Novo Nordisk.I premi verranno assegnati in un speciale sessione del congresso dell’EASD a Barcellona il 17 settembre. Questi I premiati 2019:
. Domenico Tricò: Institute of Life Sciences, Sant’Anna School of Advanced Studies, Pisa – Italy
Post-prandial hypoglycaemia after RYGB in type 2 diabetes: impact on cognitive and cardiac function
. Shafqat Ahmad: Department of Medical Sciences, Uppsala University – Sweden Molecular Signatures of Meat Intake and Risk of type 2 diabetes
. Irene Miguel-Escalada: Bioinformatics and Genomics, CRG Barcelona – Spain Molecular dissection of a new genome regulatory programme that underlies beta cell formation
. Ivana Nikolic: CNIC, Madrid – Spain T-cells and stress – novel regulators of obesity development

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Notte Europea dei Ricercatori BEES

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

E’ disponibile l’intero programma della Notte Europea dei Ricercatori organizzata da Frascati Scienza che prevede circa 400 eventi in 30 città italiane grazie alla collaborazione di circa 60 partner. La Notte Europea dei Ricercatori in programma il 27 settembre è un evento promosso dalla Commissione Europea nell’ambito delle azioni Marie Sk?odowska-Curie, nato con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo della ricerca e che si è ormai consolidato come uno dei più importanti eventi di divulgazione al mondo.La Notte Europea dei Ricercatori 2019 organizzata da Frascati Scienza, giunta alla 14esima edizione, ha come tema principale la citizen science, ossia la scienza che nasce dalla collaborazione tra il mondo della ricerca e i cittadini. BEES, acronimo di BE a citizEn Scientist, prende spunto proprio dalle api e dalla loro organizzazione (dove il contributo fornito da ogni componente è importante per il benessere della collettività) e che vuole sottolineare le incredibili possibilità che la scienza può concretizzare attraverso la collaborazione tra ricercatori e cittadini, fautori di scoperte scientifiche di cui tutti possono godere e sentirsi reali protagonisti, in un processo di condivisione di un bene comune, qual è la ricerca.
Il 26 settembre che abbiate visto o no il film Interstellar, venite a scoprire cosa si sa, cosa si pensa e cosa si immagina dell’Universo e soprattutto la dura vita degli scienziati al cinema insieme all’astrofisico e divulgatore scientifico Luca Perri con la sua conferenza spettacolo ‘La fisica di Interstellar’.
In primo piano, le donne spaziali. Se a un bambino si chiede di disegnare un astronauta, probabilmente rappresenterà un uomo. Ma lo spazio è ‘costellato’ di scienziate e ricercatrici che hanno determinato il successo di missioni come quella dell’Apollo 11 o di scoperte come la prima rappresentazione grafica di un buco nero. A raccontare le storie di ‘Donne spaziali’ saranno 4 ospiti eccezionali: Licia Troisi, la più famosa scrittrice fantasy italiana, divulgatrice e astrofisica, Viviana Fafone, professoressa di Fisica e coordinatore del gruppo Virgo dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, insieme a Eddie Settembrini e Davide Paolino della redazione di Lercio.it che contribuiranno con notizie irriverenti e domande divertenti alle due scienziate sul palco.Altro evento di primo piano, quello con l’autore del libro ‘Il CERN e il Bosone di Higgs: La ricerca dei mattoni fondamentali della realtà’, James Gillies per raccontare la storia avvincente della fisica delle particelle dalla Grecia antica fino al CERN. In compagnia Paola Catapano, giornalista scientifico, CERN Communications ed Eugenio Coccia, direttore del laboratori Infn del Gran Sasso.Barbara Gallavotti, giornalista e autrice di Superquark e Ulisse, racconterà invece la lotta tra gli esseri umani e i patogeni, presentando il suo libro, ‘Le Grandi Epidemie, come difendersi. Tutto quello che dovreste sapere sui microbi’. Più delle guerre e immensamente più dei grandi predatori, i minuscoli agenti infettivi, invisibili a occhio nudo, hanno seminato infatti la morte fra gli esseri umani. Anche questa edizione della Notte Europea dei Ricercatori è all’insegna della citizen science a al tema saranno dedicati Be a data scientist, il progetto scritto a quattro mani da Giornalisti Nell’Erba e Frascati Scienza che ha indagato su come e dove si informano i giovani, Capitan Vaccino, il super eroe che con gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità cercherà di avvicinare i partecipanti all’evento al mondo della ricerca e al ruolo dei ricercatori, e To bee or not to bee, ideato da Tecnoscienza per comprendere quanto siano indispensabili le api per il funzionamento degli ecosistemi e per la sopravvivenza dell’uomo. Inoltre, si ricorda che c’è tempo fino al 15 settembre per partecipare al concorso fotografico Photo Bee a cura dell’Ufficio statistica e censimento del Comune di Ariccia.
Per gli amanti di tecnologie, immancabili le attività organizzate da Banca d’Italia – Centro Donato Menichella sulla cybersicurezza, i più potenti strumenti anticontraffazione delle banconote e i sistemi di pagamento digitali, e sull’applicazione della tecnologia BIM alla progettazione e gestione degli edifici e per la fruizione delle opere d’arte, mentre con Moveo Walks sarà possibile sperimentare le avanguardie della locomozione robotica e gli esoscheletri, insomma un po’ come vedere Iron Man in azione. I robot saranno i protagonisti di Oh my robot, un workshop realizzato da MindSharing.tech e CoderDojo Roma SPQR con il supporto di Logica Informatica srl, mentre con Giuliano Coppotelli dell’università Sapienza di Roma e Arte e Scienza si potranno conoscere tutte le novità su piloti in remoto e futuro dei droni.
Per non cadere nelle trappole delle tante fake news che circolano riguardo al consumo delle carni arriva il BBQuiz di Giornalisti Nell’Erba, mentre in compagnia dei ricercatori di ToScience e AIRC si imparerà a districarsi tra le bufale del web e scoprire con Cambia-mente se davvero le diete alcaline possano curare il cancro oppure se i deodoranti siano davvero pericolosi per la salute. Chi invece vuol passare la Notte a stomaco pieno può fare un salto a Paesaggi? di gusto, un cooking show con ricercatori, chef, gelatieri e produttori vinicoli che vi guideranno in un viaggio scientifico-gastronomico senza eguali.Da sempre uno degli immancabili protagonisti della Notte Europea dei Ricercatori è la Luna e anche quest’anno saranno molte le occasioni per stare a naso in su per ammirare il nostro satellite. A partire dall’evento ATA nella sede Esa-Esrin che, tra le molte attività in programma, ha una serie di telescopi allestiti sulla terrazza. Alla Luna sono dedicati anche Così lontana, così vicina, di Speak Science, il laboratorio didattico Gira la Luna di B:Kind, l’evento di osservazione organizzato dall’Unione Astrofili Italiani e, con Arte e Scienza, la serata sulla Luna 50 anni dopo. Ma risparmiate le energie anche per un Viaggio nel Cosmo 3D insieme ad Astronomitaly.I cambiamenti climatici sono un problema sempre più attuale e sentito, non poteva mancare una variegata sezione di attività dedicate al tema. A partire dall’emergenza Amazzonia, Frascati Scienza e Quintaprima mettono in scena uno spettacolo su cui riflettere dal titolo il giaguaro e lo sciamano. All’Agenzia Spaziale Europea (Esa), sessioni divulgative con scienziati, laboratori scientifici per piccoli e visite al Centro interattivo dell’Osservazione della Terra. La Storia della plastica in 6 oggetti e 12 meme, con Associazione G.Eco e Associazione Giovani per l’Unesco, per svelare invece i retroscena del materiale più dibattuto del momento. Ricercatori e studenti dell’università di Tor Vergata racconteranno le Virtù del riuso, al Bioeconomy Village di Unitelma Sapienza e FVA New Media Research: si potrà comprendere come le scelte consapevoli dei consumatori possano avere un impatto positivo sull’ambiente, la società e l’economia. In compagnia degli operatori Inspire si potrà fare un Ecotrekking al monte Tuscolo, purtroppo martoriato dagli incendi di fine agosto. Tanti animali, anche da favola da conoscere durante BEES. Le formiche, con le loro incredibili capacità, saranno le protagoniste di un’avvincente escape room ideata da k-production. I faunamon, invece, sono gli specialisti della metamorfosi e i protagonisti di un appassionante gioco proposto da G.Eco. Dalla prima osservazione delle onde gravitazionali siamo entrati in una nuova era dello studio dell’universo e a raccontare le potenzialità di questa nuova astronomia multimessaggera saranno alcuni ricercatori dell’università di Tor Vergata, mentre al tema della Vita nell’universo sono dedicati vari appuntamenti all’interno della Biblioteca di Frascati. Sempre a Frascati, la premiazione del Premio Livio Gratton alla miglior tesi di dottorato in astronomia o astrofisica.I successi della scienza sono il frutto della cooperazione degli ingegni umani ma fondamentale è stato il contributo di alcuni grandi geni come Leonardo da Vinci, a cui sarà dedicato lo spettacolo teatrale Omo sanza lettere di Raffaele Collicenza con Edoardo Siravo e la mostra Se fossi Leonardo… organizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, o come Isaac Newton, il cui enorme talento scientifico sarà al centro del laboratorio. Il fisico eterno ideato da ScienzaImpresa. Un grande della letteratura ma allo stesso importante scienziato e chimico fu Primo Levi a cui Arte e Scienza ha voluto dedicare l’incontro La tavola periodica degli elementi e Primo Levi. Come tutti i grandi dimostrano, il ricercatore umanistico – spesso delegittimato rispetto ad altri – ha invece sempre avuto un ruolo fondamentale, come si dirà durante l’evento proposto dall’Università Tor Vergata.Alla Notte Europea dei Ricercatori 2019 la scienza occuperà anche piazze, scuole, strade, qualunque luogo, pure con esperimenti per mostrarsi nel quotidiano. Lo farà con Scienza Divertente Roma e i suoi esperimenti in cargo bike, il sapone e l’acqua frizzante, con le reazioni chimiche di Ludis, con l’imperdibile Dungeons & dragons in versione ricercatore, e con la Fisica della vita quotidiana insieme a Scienzimpresa, e con la luce, insieme ai ricercatori di Università Tor Vergata. Scienza vuol dire anche storia, arte, antropologia e archeologia, tantissimi modi diversi, nuovi, appassionanti di capire il passato, dall’analisi di reperti archeologici in compagnia dei ricercatori di GEA Scarl, la storia vista con occhi nuovi, il divertente Coco, lo scheletro loco, il viaggio tra i miti e i fiori, quello nella realtà virtuale dei musei e dell’arte, e un appuntamento al mercato degli antichi romani, tra cibi, aromi e merci. A proposito di merci, dietro ognuna c’è una storia che passa attraverso numerosi controlli tesi a garantirne la qualità, la sicurezza e la commerciabilità e a raccontarcelo saranno i ricercatori dell’università Sapienza di Roma.Negli spazi delle mura del Valadier torna infine anche lo spettacolare Surgery Theatre realizzato dall’Associazione infermieri di sala operatoria. In programma infine anche eventi speciali dedicati esclusivamente alle scuole.

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Università: Negli atenei è boom di prof a contratto mentre i ricercatori precari rimangono al palo

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Invece di provvedere a stabilizzare decine di migliaia di ricercatori e docenti, da anni, se non decenni, impegnati quotidianamente a condurre la didattica e la ricerca nelle nostre università, si continua ad aumentare il numero di professori a contratto: così si istituzionalizzano sempre più rapporti annuali a contratto, spesso in cambio di un mero rimborso spese, a insegnanti esperti e cultori delle varie materieMarcello Pacifico (Anief): Il continuo ricorso alla contrattazione privatistica, per assicurare la costante erogazione dell’attività didattica, sta mettendo a serio rischio l’intera sopravvivenza del servizio nazionale universitario. Il tutto, calpestando la Carta europea dei ricercatori. Non è un caso se vi sono sempre meno iscritti, troppi studenti fuori corso e un numero altissimo di cultori, assegnisti, dottori di ricerca, ricercatori, verso l’estinzione, e quasi-docenti in perenne attesa di fare il “salto” negli organici accademici.In questo periodo sono in corso di esame in VII Commissione Cultura gli atti 783 (Torto ed altri) e 1608 (Melicchio ed altri) sul riordino del reclutamento dei ricercatori dei universitari. Marcello Pacifico, presidente Anief, afferma che “oggi più che mai, occorrerebbe stabilizzare tutti i ricercatori a tempo indeterminato e creare un albo rispondente alla carta europea dei ricercatori da cui attingere; siamo favorevoli al tentativo di modificare quella parte della riforma Gelmini che riguarda il ruolo del ricercatore universitario. Infatti, a decorrere dall’approvazione della legge n. 240 del 2010, è stata eliminata la possibilità di stipulare contratti a tempo indeterminato per ricercatori universitari introducendo un sistema che ha, di fatto, precarizzato un’intera generazione”.Con la legge Gelmini (240/2010) la figura del ricercatore universitario è stata definitivamente soppressa e sostituita con due figure precarie: il ricercatore a tempo determinato di tipo A (cosiddetto RTD-A) con contratto triennale rinnovabile una sola volta per ulteriori due anni; il ricercatore a tempo determinato di tipo B (cosiddetto RTD-B) con contratto triennale non rinnovabile, con opzione di chiamata a professore associato in caso di conseguimento dell’ASN e di valutazione positiva dell’Ateneo chiamante.

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Notte Europea dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

L’edizione 2019 della Notte Europea dei Ricercatori prosegue e conclude il percorso intrapreso lo scorso anno con BEES, Be a citizEn Scientist, il tema lanciato da Frascati Scienza per incoraggiare la partecipazione dei cittadini nella ricerca scientifica. La Notte Europea dei Ricercatori in programma il 27 settembre in centinaia di città di tutto il continente sarà l’evento di punta della Settimana della Scienza 2019, dal 21 al 28 settembre, una sette giorni ricca di iniziative di divulgazione scientifica. Esperimenti interattivi, visite ai laboratori, incontri con ricercatori, conferenze, giochi, spettacoli, aperitivi scientifici e molto altro saranno la chiave per avvicinarsi e conoscere il mondo della ricerca e i ricercatori, persone ordinarie con un lavoro straordinario. Il coinvolgimento dei cittadini nel dare un contributo alla ricerca scientifica ha una doppia valenza, in campo educativo e per rafforzare il legame scienza-società. Un concetto che vuole essere riassunto nel nome della Notte Europea dei Ricercatori 2019, intitolata BEES, che prende spunto dalle api e dalla loro organizzazione. Negli alveari, come in tutte le società complesse, il contributo di ogni componente è fondamentale per il benessere della collettività.Il progetto coordinato da Frascati Scienza è realizzato con il supporto della Regione Lazio, del Comune di Frascati e dell’Ente Parco Regionale Appia Antica. Come in ogni edizione, saranno coinvolti moltissimi partner tra enti istituzionali, associazioni e aziende. Sono già circa 60 le partnership attive: Comune di Ariccia-Ufficio Statistica, Consortium GARR, ESA-ESRIN, Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA), Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, ISCR Istituto Superiore di Conservazione e Restauro, Istituto Dermatologico San Gallicano (ISG) e Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), Istituto Superiore di Sanità, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Università Campus BioMedico di Roma, Parco Archeologico di Pompei Laboratorio di ricerche applicate, Centro Studi sull’Intelligence, Scienze Strategiche e della Sicurezza (U.N.I.), RES (REte di Scuole) Castelli Romani, Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Management, Sissa Medialab-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati-Trieste, Unitelma Sapienza, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Università degli Studi di Sassari e Dipartimento Architettura Design e Urbanistica, Università LUMSA, Università degli Studi di Roma Tor Vergata ? Centro di Studi Giuridici Latinoamericani (CSGLA) Macroarea di Scienze MM FF NN e Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Università Roma Tre-Dipartimenti di Scienze, Matematica e Fisica, Ingegneria, Architettura, Accatagliato, Associazione Arte e Scienza, Associazione AGET, Associazione italiana degli Infermieri di Camera Operatoria-AICO Italia, Astronomitaly, B:kind Science & Co., Fondazione E. Amaldi, Fondazione Universitaria INUIT-Tor Vergata, G.Eco, GEA S.C.a r.l., Il Refuso-Giornalisti Nell’erba, INSPIRE, K-production A.S.D., L.U.D.I.S., Matita Entertainment, MindSharing.tech APS, Multiversi, Explora, il Museo dei bambini di Roma, Gruppo Astrofili Monti Lepini, Parimpari Onlus, Scienza Divertente-Roma e Verona, ScienzImpresa, Speak Science, Tecnoscienza.it, Toscience, Unione Astrofili Italiani, Algares, Algaria srl, FVA New Media Research, Moveo Walks, Inc., Sotacarbo-Società Tecnologie Avanzate Low Carbon SpA, Banca d’Italia Centro Donato Menichella, Osservatorio Malattie Rare, Pro Loco di Frascati, Novamont S.p.A., Aistap, PA Social, Museo della Terra Pontina di Latina, Istituto Comprensivo di Villanova d’Asti.The European Researchers’ Night project is funded by the European Commission under the Marie Sk?odowska-Curie actions (GA N° 818728).

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Antibiotici: i ricercatori di Liegi fanno una scoperta importante

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Un team di ricercatori dell’Università di Liegi (ULiège) in Belgio, hanno scoperto che un farmaco regolarmente prescritto per il trattamento della cardiopatia coronarica potrebbe anche agire come un potente antibiotico. Lo ha annunciato oggi l’università “Questo rappresenta un nuovo importante passo avanti nella lotta contro le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici”, ha riferito la società in una nota. Il Prof. Patrizio Lancelloti insieme alla Dr. Cecile Oury e al loro team hanno scoperto che il ticagrelor, un farmaco antiaggregante, disponibile anche in Italia, usato per trattare la malattia coronarica, sindrome coronarica e infarto, è anche un potente antibiotico. Ha infatti “un’attività battericida contro i batteri Gram-positivi”. In altre parole, questo farmaco uccide i batteri resistenti agli antibiotici. Inoltre, “la sua velocità d’azione è maggiore di quella degli antibiotici comunemente usati e la frequenza di comparsa della resistenza è estremamente bassa”, spiega la ULiège. Tricagrelor è uno dei farmaci più comunemente prescritti al mondo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, come infarto miocardico e ictus. Il farmaco ha un’azione farmacologica molto rapida che si manifesta entro 2 ore ed essendo un inibitore reversibile ha una durata di azione di circa 12 ore. Il farmaco richiede una somministrazione bid. Attualmente, il farmaco è approvato in 55 Paesi, compresi quelli dell’Unione europea e gli Usa ed è rimborsato in 14 Paesi. Ticagrelor è in corso di valutazione da parte delle autorità regolatorie di altri 43 Paesi. Stafilococchi e enterococchi resistenti “sono tra gli agenti patogeni che rappresentano una delle più grandi minacce per la salute umana in tutto il mondo”, si legge nella nota. Hanno sviluppato resistenza agli antibiotici che li trattano e quindi mancano di efficacia. Tuttavia, questi batteri “sono i principali responsabili dell’infezione di protesi e impianti medici, sepsi e endocardite”. Lo studio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, condotto da un team di ricercatori e medici dell’ULIège, del GIGA (centro di ricerca biomedica di ULiège) e dell’ospedale universitario di Liegi, è pubblicato sulla rivista JAMA Cardiology.

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Anziani: midollo osseo “nel mirino” dei ricercatori MultiMedica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Oggi in Europa i 65enni sono il 16%, diventeranno il 22% entro il 2031, che corrisponde a circa 137 milioni di persone. Il progressivo invecchiamento della popolazione è un fenomeno demografico che preoccupa, a causa dell’aumento atteso di malattie legate alla terza età. Ma anche molti anziani “sani” sono spesso fuori forma, non autosufficienti e incapaci di far fronte ai cambiamenti della vita e allo stress, sperimentando la cosiddetta “sindrome della fragilità geriatrica”, un decadimento funzionale e cognitivo che contribuisce ad aumentare il rischio di malattia e di morte, e che finisce con l’assorbire un’ampia fetta di risorse del sistema sanitario nazionale. I meccanismi alla base di questa condizione, che affligge il 15% degli over 65 italiani, sono ancora avvolti da molta incertezza. L’ipotesi al vaglio di uno studio della Fondazione MultiMedica Onlus, con il supporto di Fondazione Cariplo, è che un midollo osseo “guasto”, in cui le cellule riparative non funzionano più come dovrebbero, sia la causa della fragilità e quindi di un invecchiamento in qualche modo accelerato.“La fragilità è caratterizzata da perdita di massa muscolare e ossea, con debolezza, ridotta mobilità, aumentato rischio di fratture, anemia, rallentamento nella guarigione delle ferite, predisposizione alle infezioni e declino cognitivo”, spiega il professor Paolo Madeddu di Fondazione MultiMedica. “Molti sintomi della fragilità possono essere attribuiti al midollo osseo, l’organo che costituisce la principale riserva di cellule staminali e che presiede al mantenimento della omeostasi dell’intero organismo. Finora, però, nessuno studio specifico ha dimostrato l’associazione tra la disfunzione del midollo osseo e la fragilità. L’obiettivo del nostro progetto è proprio quello di mettere in relazione le alterazioni quantitative e funzionali delle cellule riparative presenti nel midollo osseo e in circolo nel sangue con la fragilità, misurata attraverso un questionario standard riconosciuto a livello internazionale. Proponiamo poi di intervenire con l’esercizio fisico e la terapia nutrizionale, per invertire il circolo vizioso che porta all’inattività, alla mancata forma fisica e alla disabilità”.

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Alleanza contro il cancro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Punto di riferimento italiano nella ricerca traslazionale, Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale – ha attivato working group per singole patologie la cui matrice è rappresentata dal WG Genomics «piattaforma di ricerca trasversale agli altri gruppi clinici – spiega il professor Ruggero de Maria, Presidente ACC – creata per facilitare l’accesso ai ricercatori del network alle tecnologie di analisi molecolare».
Il core della ricerca traslazionale: identificare il miglior trattamento per il Paziente. Centrale, nell’architettura del WG, il cui segretario è Luca Mazzarella dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – è l’infrastruttura informatica nazionale coordinata da un core di bioinformatici basato allo IEO. Il team sovrintende all’attività dei ricercatori dei singoli Istituti associati ACC; in ogni Centro, infatti, un bio informatico e un wet biologist sono incaricati del processamento, dell’analisi e del successivo trasferimento dei dati ottenuti dai clinical trials alla piattaforma computazionale nazionale. Le informazioni mutazionali confluite al core sono integrate con quelle della letteratura scientifica per predisporre application / banche dati dotate di un’interfaccia user friendly che l’oncologo può utilizzare per individuare il miglior trattamento possibile per il Paziente sulla base del suo profilo molecolare.
Il futuro: maggiori interazioni con la ricerca farmacologica, integrazione delle modalità di analisi molecolare e Dna circolante. Sono tre le traiettorie principali verso cui si orienterà il lavoro futuro del WG Genomics. Anzitutto, per il bene del Paziente, sarà essenziale massimizzare la collaborazione con i WG clinici della Rete e le interazioni con gli stakeholders della ricerca farmacologica. «Perché è chiaro che se alla disponibilità tecnologica più avanzata di poter caratterizzare ogni individuo – spiega Mazzarella – non corrisponderà un’ampia gamma di farmaci taylored, lo sforzo resterà sterile e infruttuoso. Sempre più importante, in secondo luogo, risulterà l’integrazione tra molteplici modalità di analisi molecolare: mutazioni puntiformi, incremento della sensibilità sulle varianti strutturali, utilizzo di informazioni di espressione e di modalità tecnologicamente più avanzate come la RNA Sec e sequenziamento di particolari aspetti della biologia tumorale (geni codificanti i recettori delle cellule T o il sistema dell’HLA)». È certo, infine, sempre per Mazzarella, un forte sviluppo delle tecnologie di analisi del Dna circolante (biopsia liquida) che permetterà di analizzare pannelli ampi di mutazioni ma, anche, ad esempio, metabolomica o proteomica nel sangue. Supereremo così uno dei principali ostacoli all’implementazione della medicina di precisione che è dato dalla continua richiesta di materiale bioptico del Paziente. Il WG Genomics ha in atto una forte collaborazione con il WG Polmone (basato all’Ospedale IRCCS San Raffaele di Milano), un progetto pilota denominato ACC Lung di cui Mazzarella è co-p.i. assieme a Vanesa Gregorc. Altri clinical trials sono in corso di approvazione / disegno di cui il WG Genomics si pone come partner per assistere l’implementazione delle piattaforme.

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Università: Scatta la protesta dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Sono passati due lustri da quando, con la Legge 1/09, il governo iniziava l’anno con l’impegno di assumere nei ruoli dello Stato 6 mila ricercatori, per poi giungere alla messa ad esaurimento degli stessi (Legge 240/09) per ragioni di bilancio. Il risultato di tali disposizioni legislative è che oggi i ricercatori precari superano per numero i colleghi di ruolo. Il 17 novembre prenderà il via la protesta: la misura è colma e già si parla di sciopero della categoria, che bloccherebbe le università visto che la maggior parte dei corsi sono tenuti proprio da questa figura professionale, tanto importante per i nostri atenei ma allo stesso tempo sempre più bistrattata e senza diritti. Ora, però, un emendamento proposto da Anief potrebbe riaprire i giochi e dare speranza a quei 20 mila ricercatori che dopo anni di ricerca, studio, formazione e insegnamento si aspettano di essere riconosciuti tali e assunti per rilanciare la cultura e la ricerca del Paese.

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Malaria: appello dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

malariaUn forte appello a sostenere con adeguati investimenti la ricerca italiana nella lotta alla malaria – attraverso una lettera aperta ai Ministri della salute, Beatrice Lorenzin, e dell’università e ricerca, Valeria Fedeli – viene dai ricercatori della rete nazionale di ricerca sulla malaria Italian Malaria Network (IMN). Il network riunisce 10 tra le principali università, strutturate nel Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla Malaria (CIRM), e l’Istituto Superiore di Sanità. L’appello giunge “non casualmente alla vigilia della Conferenza sulla Salute organizzata dalla Presidenza Italiana del G7” e alla luce dei recenti fatti di cronaca nazionali oltre che della segnalazione da parte “dei colleghi britannici della Oxford Tropical Medicine Research Unit della diffusione nel sud-est asiatico di forme di malaria resistenti ai più recenti trattamenti farmacologici”, ricorda la lettera. “La malaria resta infatti oggi, nonostante un’importante riduzione della mortalità del 60% ottenuta dagli inizi del secolo, un problema di salute globale di dimensione planetaria e una fonte di ritardo nello sviluppo economico di molti Paesi, specialmente nell’Africa subsahariana”, continua il documento, ricordando come “l’Europa e l’Italia non sono un mondo a parte: l’intensità dell’attuale movimentazione globale di merci e persone espone anche i Paesi dove la malaria è stata eliminata al rischio che il trasporto di zanzare o persone infette possa reintrodurre questa malattia, sia con episodi isolati, ma non per questo meno gravi, come dimostrano le cronache recenti, sia, come nel caso della Grecia tra il 2010 e il 2013, con focolai epidemici sostenuti dalle zanzare autoctone”. Il nostro Paese vanta una lunga tradizione di successi nella lotta alla malaria – basti ricordare la scoperta da parte di Giovan Battista Grassi, condivisa con l’inglese Donald Ross, della zanzara quale vettore della malattia. Come sottolineano i ricercatori: “organizzando la Conferenza sulla Salute del G7, che si terrà a novembre a Milano, [l’Italia] ha una grande opportunità per dimostrare il suo ruolo di leader nella ricerca e nell’innovazione su temi sanitari di impatto globale. Il nostro Paese ha già contribuito all’ideazione, alla creazione e al successo del Fondo Globale per la lotta contro la malaria, la tubercolosi e l’Aids e lo scorso anno, durante la V Conferenza per il rifinanziamento del Fondo, si è distinto per aver incrementato più degli altri stati membri il proprio impegno finanziario con l’erogazione di 140 milioni di euro per il triennio 2017-19. L’Italia inoltre ha aderito all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, in cui la lotta alla malaria è inclusa nell’ Obiettivo 3 – Good health and well-being (target 3.3). Recentemente, in occasione di diversi appuntamenti internazionali, il nostro Governo ha confermato questo impegno dichiarando di considerare l’attenzione all’Africa una priorità, proponendo nuovi investimenti e interventi di sviluppo e cooperazione.” “I ricercatori attivi in Italia nella lotta contro la malaria – prosegue la lettera – vi rivolgono questo appello dal momento che tutte le dichiarazioni e gli impegni internazionali continuano ad ignorare il fatto che oggi, in Italia, esiste ed opera, pur tra grandi difficoltà, un gruppo di malariologi con esperienza multidisciplinare, che si occupa di ricerca scientifica di base sul parassita e i vettori, di ricerca clinica integrata e farmacologica, nonché di attività di cooperazione e di formazione nel campo della lotta alla malaria. Vi chiediamo un concreto sostegno alla ricerca italiana per la lotta contro la malaria, che annunciato in concomitanza con la Conferenza di Milano costituirebbe un segnale importante, in linea con le linee programmatiche sostenute dalla nostra Presidenza del G7, e anche un significativo sprone agli altri Grandi a continuare e a rafforzare ulteriormente il proprio impegno. È preoccupante osservare che dal 2000 al 2015, in un periodo in cui l’impegno finanziario internazionale nella lotta alla malaria è cresciuto di venti volte e i maggiori Paesi industrializzati europei, quali Gran Bretagna, Olanda, Francia e Germania, hanno continuato a destinare consistenti risorse economiche allo studio di questa malattia, il finanziamento pubblico italiano riservato alla ricerca malariologica è stato praticamente nullo. I pochi gruppi di eccellenza attivi in questo campo hanno vissuto e vivono quasi esclusivamente grazie a fondi ottenuti da agenzie internazionali o fondazioni private.”“I gruppi della malariologia italiana rivolgono dunque a voi questo appello perché ritengono che l’importante e valido impegno del nostro Paese di devolvere ingenti fondi alla comunità internazionale e all’Africa per lo sviluppo della salute globale e il contrasto delle malattie della povertà corra il rischio di essere vanificato se non accompagnato dal complementare impegno a costruire e sostenere in Italia la ricerca scientifica necessaria al raggiungimento di quegli obiettivi. La qualità e ampiezza delle competenze della ricerca malariologica italiana garantiscono che dedicare oggi fondi alla ricerca in questo settore permetterà all’Italia di eccellere nei settori della diagnostica, controllo, prevenzione e terapia della malaria, di essere protagonista nelle future collaborazioni internazionali in questo campo, e di contribuire con una prospettiva solida e di lungo periodo alla scomparsa della malaria dal nostro pianeta”, sono le conclusioni.

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