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Posts Tagged ‘ricercatori’

Antibiotici: i ricercatori di Liegi fanno una scoperta importante

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Un team di ricercatori dell’Università di Liegi (ULiège) in Belgio, hanno scoperto che un farmaco regolarmente prescritto per il trattamento della cardiopatia coronarica potrebbe anche agire come un potente antibiotico. Lo ha annunciato oggi l’università “Questo rappresenta un nuovo importante passo avanti nella lotta contro le infezioni da batteri resistenti agli antibiotici”, ha riferito la società in una nota. Il Prof. Patrizio Lancelloti insieme alla Dr. Cecile Oury e al loro team hanno scoperto che il ticagrelor, un farmaco antiaggregante, disponibile anche in Italia, usato per trattare la malattia coronarica, sindrome coronarica e infarto, è anche un potente antibiotico. Ha infatti “un’attività battericida contro i batteri Gram-positivi”. In altre parole, questo farmaco uccide i batteri resistenti agli antibiotici. Inoltre, “la sua velocità d’azione è maggiore di quella degli antibiotici comunemente usati e la frequenza di comparsa della resistenza è estremamente bassa”, spiega la ULiège. Tricagrelor è uno dei farmaci più comunemente prescritti al mondo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, come infarto miocardico e ictus. Il farmaco ha un’azione farmacologica molto rapida che si manifesta entro 2 ore ed essendo un inibitore reversibile ha una durata di azione di circa 12 ore. Il farmaco richiede una somministrazione bid. Attualmente, il farmaco è approvato in 55 Paesi, compresi quelli dell’Unione europea e gli Usa ed è rimborsato in 14 Paesi. Ticagrelor è in corso di valutazione da parte delle autorità regolatorie di altri 43 Paesi. Stafilococchi e enterococchi resistenti “sono tra gli agenti patogeni che rappresentano una delle più grandi minacce per la salute umana in tutto il mondo”, si legge nella nota. Hanno sviluppato resistenza agli antibiotici che li trattano e quindi mancano di efficacia. Tuttavia, questi batteri “sono i principali responsabili dell’infezione di protesi e impianti medici, sepsi e endocardite”. Lo studio, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, condotto da un team di ricercatori e medici dell’ULIège, del GIGA (centro di ricerca biomedica di ULiège) e dell’ospedale universitario di Liegi, è pubblicato sulla rivista JAMA Cardiology.

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Anziani: midollo osseo “nel mirino” dei ricercatori MultiMedica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Oggi in Europa i 65enni sono il 16%, diventeranno il 22% entro il 2031, che corrisponde a circa 137 milioni di persone. Il progressivo invecchiamento della popolazione è un fenomeno demografico che preoccupa, a causa dell’aumento atteso di malattie legate alla terza età. Ma anche molti anziani “sani” sono spesso fuori forma, non autosufficienti e incapaci di far fronte ai cambiamenti della vita e allo stress, sperimentando la cosiddetta “sindrome della fragilità geriatrica”, un decadimento funzionale e cognitivo che contribuisce ad aumentare il rischio di malattia e di morte, e che finisce con l’assorbire un’ampia fetta di risorse del sistema sanitario nazionale. I meccanismi alla base di questa condizione, che affligge il 15% degli over 65 italiani, sono ancora avvolti da molta incertezza. L’ipotesi al vaglio di uno studio della Fondazione MultiMedica Onlus, con il supporto di Fondazione Cariplo, è che un midollo osseo “guasto”, in cui le cellule riparative non funzionano più come dovrebbero, sia la causa della fragilità e quindi di un invecchiamento in qualche modo accelerato.“La fragilità è caratterizzata da perdita di massa muscolare e ossea, con debolezza, ridotta mobilità, aumentato rischio di fratture, anemia, rallentamento nella guarigione delle ferite, predisposizione alle infezioni e declino cognitivo”, spiega il professor Paolo Madeddu di Fondazione MultiMedica. “Molti sintomi della fragilità possono essere attribuiti al midollo osseo, l’organo che costituisce la principale riserva di cellule staminali e che presiede al mantenimento della omeostasi dell’intero organismo. Finora, però, nessuno studio specifico ha dimostrato l’associazione tra la disfunzione del midollo osseo e la fragilità. L’obiettivo del nostro progetto è proprio quello di mettere in relazione le alterazioni quantitative e funzionali delle cellule riparative presenti nel midollo osseo e in circolo nel sangue con la fragilità, misurata attraverso un questionario standard riconosciuto a livello internazionale. Proponiamo poi di intervenire con l’esercizio fisico e la terapia nutrizionale, per invertire il circolo vizioso che porta all’inattività, alla mancata forma fisica e alla disabilità”.

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Alleanza contro il cancro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Punto di riferimento italiano nella ricerca traslazionale, Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale – ha attivato working group per singole patologie la cui matrice è rappresentata dal WG Genomics «piattaforma di ricerca trasversale agli altri gruppi clinici – spiega il professor Ruggero de Maria, Presidente ACC – creata per facilitare l’accesso ai ricercatori del network alle tecnologie di analisi molecolare».
Il core della ricerca traslazionale: identificare il miglior trattamento per il Paziente. Centrale, nell’architettura del WG, il cui segretario è Luca Mazzarella dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – è l’infrastruttura informatica nazionale coordinata da un core di bioinformatici basato allo IEO. Il team sovrintende all’attività dei ricercatori dei singoli Istituti associati ACC; in ogni Centro, infatti, un bio informatico e un wet biologist sono incaricati del processamento, dell’analisi e del successivo trasferimento dei dati ottenuti dai clinical trials alla piattaforma computazionale nazionale. Le informazioni mutazionali confluite al core sono integrate con quelle della letteratura scientifica per predisporre application / banche dati dotate di un’interfaccia user friendly che l’oncologo può utilizzare per individuare il miglior trattamento possibile per il Paziente sulla base del suo profilo molecolare.
Il futuro: maggiori interazioni con la ricerca farmacologica, integrazione delle modalità di analisi molecolare e Dna circolante. Sono tre le traiettorie principali verso cui si orienterà il lavoro futuro del WG Genomics. Anzitutto, per il bene del Paziente, sarà essenziale massimizzare la collaborazione con i WG clinici della Rete e le interazioni con gli stakeholders della ricerca farmacologica. «Perché è chiaro che se alla disponibilità tecnologica più avanzata di poter caratterizzare ogni individuo – spiega Mazzarella – non corrisponderà un’ampia gamma di farmaci taylored, lo sforzo resterà sterile e infruttuoso. Sempre più importante, in secondo luogo, risulterà l’integrazione tra molteplici modalità di analisi molecolare: mutazioni puntiformi, incremento della sensibilità sulle varianti strutturali, utilizzo di informazioni di espressione e di modalità tecnologicamente più avanzate come la RNA Sec e sequenziamento di particolari aspetti della biologia tumorale (geni codificanti i recettori delle cellule T o il sistema dell’HLA)». È certo, infine, sempre per Mazzarella, un forte sviluppo delle tecnologie di analisi del Dna circolante (biopsia liquida) che permetterà di analizzare pannelli ampi di mutazioni ma, anche, ad esempio, metabolomica o proteomica nel sangue. Supereremo così uno dei principali ostacoli all’implementazione della medicina di precisione che è dato dalla continua richiesta di materiale bioptico del Paziente. Il WG Genomics ha in atto una forte collaborazione con il WG Polmone (basato all’Ospedale IRCCS San Raffaele di Milano), un progetto pilota denominato ACC Lung di cui Mazzarella è co-p.i. assieme a Vanesa Gregorc. Altri clinical trials sono in corso di approvazione / disegno di cui il WG Genomics si pone come partner per assistere l’implementazione delle piattaforme.

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Università: Scatta la protesta dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Sono passati due lustri da quando, con la Legge 1/09, il governo iniziava l’anno con l’impegno di assumere nei ruoli dello Stato 6 mila ricercatori, per poi giungere alla messa ad esaurimento degli stessi (Legge 240/09) per ragioni di bilancio. Il risultato di tali disposizioni legislative è che oggi i ricercatori precari superano per numero i colleghi di ruolo. Il 17 novembre prenderà il via la protesta: la misura è colma e già si parla di sciopero della categoria, che bloccherebbe le università visto che la maggior parte dei corsi sono tenuti proprio da questa figura professionale, tanto importante per i nostri atenei ma allo stesso tempo sempre più bistrattata e senza diritti. Ora, però, un emendamento proposto da Anief potrebbe riaprire i giochi e dare speranza a quei 20 mila ricercatori che dopo anni di ricerca, studio, formazione e insegnamento si aspettano di essere riconosciuti tali e assunti per rilanciare la cultura e la ricerca del Paese.

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Malaria: appello dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

malariaUn forte appello a sostenere con adeguati investimenti la ricerca italiana nella lotta alla malaria – attraverso una lettera aperta ai Ministri della salute, Beatrice Lorenzin, e dell’università e ricerca, Valeria Fedeli – viene dai ricercatori della rete nazionale di ricerca sulla malaria Italian Malaria Network (IMN). Il network riunisce 10 tra le principali università, strutturate nel Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla Malaria (CIRM), e l’Istituto Superiore di Sanità. L’appello giunge “non casualmente alla vigilia della Conferenza sulla Salute organizzata dalla Presidenza Italiana del G7” e alla luce dei recenti fatti di cronaca nazionali oltre che della segnalazione da parte “dei colleghi britannici della Oxford Tropical Medicine Research Unit della diffusione nel sud-est asiatico di forme di malaria resistenti ai più recenti trattamenti farmacologici”, ricorda la lettera. “La malaria resta infatti oggi, nonostante un’importante riduzione della mortalità del 60% ottenuta dagli inizi del secolo, un problema di salute globale di dimensione planetaria e una fonte di ritardo nello sviluppo economico di molti Paesi, specialmente nell’Africa subsahariana”, continua il documento, ricordando come “l’Europa e l’Italia non sono un mondo a parte: l’intensità dell’attuale movimentazione globale di merci e persone espone anche i Paesi dove la malaria è stata eliminata al rischio che il trasporto di zanzare o persone infette possa reintrodurre questa malattia, sia con episodi isolati, ma non per questo meno gravi, come dimostrano le cronache recenti, sia, come nel caso della Grecia tra il 2010 e il 2013, con focolai epidemici sostenuti dalle zanzare autoctone”. Il nostro Paese vanta una lunga tradizione di successi nella lotta alla malaria – basti ricordare la scoperta da parte di Giovan Battista Grassi, condivisa con l’inglese Donald Ross, della zanzara quale vettore della malattia. Come sottolineano i ricercatori: “organizzando la Conferenza sulla Salute del G7, che si terrà a novembre a Milano, [l’Italia] ha una grande opportunità per dimostrare il suo ruolo di leader nella ricerca e nell’innovazione su temi sanitari di impatto globale. Il nostro Paese ha già contribuito all’ideazione, alla creazione e al successo del Fondo Globale per la lotta contro la malaria, la tubercolosi e l’Aids e lo scorso anno, durante la V Conferenza per il rifinanziamento del Fondo, si è distinto per aver incrementato più degli altri stati membri il proprio impegno finanziario con l’erogazione di 140 milioni di euro per il triennio 2017-19. L’Italia inoltre ha aderito all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, in cui la lotta alla malaria è inclusa nell’ Obiettivo 3 – Good health and well-being (target 3.3). Recentemente, in occasione di diversi appuntamenti internazionali, il nostro Governo ha confermato questo impegno dichiarando di considerare l’attenzione all’Africa una priorità, proponendo nuovi investimenti e interventi di sviluppo e cooperazione.” “I ricercatori attivi in Italia nella lotta contro la malaria – prosegue la lettera – vi rivolgono questo appello dal momento che tutte le dichiarazioni e gli impegni internazionali continuano ad ignorare il fatto che oggi, in Italia, esiste ed opera, pur tra grandi difficoltà, un gruppo di malariologi con esperienza multidisciplinare, che si occupa di ricerca scientifica di base sul parassita e i vettori, di ricerca clinica integrata e farmacologica, nonché di attività di cooperazione e di formazione nel campo della lotta alla malaria. Vi chiediamo un concreto sostegno alla ricerca italiana per la lotta contro la malaria, che annunciato in concomitanza con la Conferenza di Milano costituirebbe un segnale importante, in linea con le linee programmatiche sostenute dalla nostra Presidenza del G7, e anche un significativo sprone agli altri Grandi a continuare e a rafforzare ulteriormente il proprio impegno. È preoccupante osservare che dal 2000 al 2015, in un periodo in cui l’impegno finanziario internazionale nella lotta alla malaria è cresciuto di venti volte e i maggiori Paesi industrializzati europei, quali Gran Bretagna, Olanda, Francia e Germania, hanno continuato a destinare consistenti risorse economiche allo studio di questa malattia, il finanziamento pubblico italiano riservato alla ricerca malariologica è stato praticamente nullo. I pochi gruppi di eccellenza attivi in questo campo hanno vissuto e vivono quasi esclusivamente grazie a fondi ottenuti da agenzie internazionali o fondazioni private.”“I gruppi della malariologia italiana rivolgono dunque a voi questo appello perché ritengono che l’importante e valido impegno del nostro Paese di devolvere ingenti fondi alla comunità internazionale e all’Africa per lo sviluppo della salute globale e il contrasto delle malattie della povertà corra il rischio di essere vanificato se non accompagnato dal complementare impegno a costruire e sostenere in Italia la ricerca scientifica necessaria al raggiungimento di quegli obiettivi. La qualità e ampiezza delle competenze della ricerca malariologica italiana garantiscono che dedicare oggi fondi alla ricerca in questo settore permetterà all’Italia di eccellere nei settori della diagnostica, controllo, prevenzione e terapia della malaria, di essere protagonista nelle future collaborazioni internazionali in questo campo, e di contribuire con una prospettiva solida e di lungo periodo alla scomparsa della malaria dal nostro pianeta”, sono le conclusioni.

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605 milioni di euro di finanziamenti dell’UE a oltre 400 giovani ricercatori d’eccellenza

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

european commissionLa Commissione ha annunciato l’assegnazione di sovvenzioni di avviamento del Consiglio europeo della ricerca (CER) a 406 ricercatori d’eccellenza a inizio carriera in tutta Europa. I finanziamenti, del valore di fino a 1,5 milioni di euro a sovvenzione, per un totale di 605 milioni di euro, permetteranno ai beneficiari di costituire i propri gruppi di ricerca e di sviluppare le loro idee innovative.
Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: “Per potrersi esprimere, i migliori talenti hanno bisogno di buone condizioni al momento giusto. Grazie alle sovvenzioni di avviamento del CER, l’UE garantisce le migliori condizioni possibili nelle prime fasi della carriera dei ricercatori. Per questo motivo questi finanziamenti sono così essenziali per il futuro dell’Europa come polo scientifico, perché attirano i giovani talenti e li fanno restare nel continente”.
Il presidente del CER, il professor Jean-Pierre Bourguignon, ha aggiunto: “Sono lieto che il bando 2017 per l’assegnazione delle sovvenzioni di avviamento del CER abbia attirato più ricercatrici rispetto ai precedenti e che quattro destinatari delle sovvenzioni su dieci siano donne. Due record dalla nascita del CER. Sono fiducioso che ciò sia di buon auspicio per il futuro della scienza in Europa; dobbiamo trarre il massimo da tutti i talenti disponibili.” I nuovi assegnatari lavoreranno in un’ampia gamma di settori: dalla ricerca medica sulle infezioni croniche o sull’asma alla gestione delle calamità, alla sicurezza delle reti, ai cambiamenti climatici. Le sovvenzioni sono assegnate nell’ambito di Horizon 2020, il programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione.

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La notte europea dei ricercatori

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

notte ricercatoriIl 29 settembre torna la Notte Europea dei Ricercatori, la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica che coinvolge oltre 300 città europee. In Italia l’evento, coordinato da Frascati Scienza, sarà preceduto dal consueto appuntamento con la Settimana della Scienza che si svolgerà dal 23 al 30 settembre 2017, con un calendario ricco di eventi e aperitivi scientifici, incontri con i ricercatori, conferenze e visite nei più autorevoli centri di ricerca italiani.La Notte Europea dei Ricercatori, che quest’anno compie 12 anni, è promossa dalla Commissione Europea. In Italia il progetto, coordinato dall’Associazione Frascati Scienza, è realizzato in collaborazione con Regione Lazio, Comune di Frascati, ASI, CINECA, CREA, ESA-ESRIN, GARR, INAF, INFN, INGV, ISPRA, ISS, Sapienza Università di Roma, Sardegna Ricerche, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università LUMSA di Roma e Palermo, Università di Parma, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Università degli Studi Roma Tre, Università di Sassari, Università della Tuscia, Astronomitaly, Associazione Tuscolana di Astronomia, Explora, G.Eco, Ludis, Osservatorio astronomico di Gorga (RM), Fondazione GAL Hassin di Isnello (PA), Sotacarbo.La manifestazione ha l’obiettivo di avvicinare i ricercatori ai cittadini di tutte le età e di evidenziare l’importanza e l’impatto positivo della ricerca nella vita quotidiana. Un’opportunità per creare un legame tra scienza e società, per un confronto/dibattito continuo su temi cruciali della ricerca scientifica. Un’occasione, inoltre, per far incontrare i giovani e i ricercatori, per comprendere da vicino questo affascinante mestiere in grado di cambiare concretamente le nostre vite, diventare anche solo per un giorno ricercatore divertendosi e scoprendo discipline scientifiche e, perché no, restare affascinati dalla carriera scientifica pensando un giorno di intraprenderla.Anche quest’anno il filo conduttore della manifestazione organizzata da Frascati Scienza è il Made in Science, per una scienza intesa come vera e propria ‘filiera della conoscenza’. Tutto quello che ci circonda è scienza e lo strumento essenziale per conoscere, spiegare e interpretare il mondo è proprio il metodo scientifico. Tutti noi siamo immersi tra oggetti, strutture, modi di vita, lavori o divertimenti che sono frutto della ricerca scientifica. Ecco quindi che noi tutti siamo “Made in Science”, non certo solo Laboratori o Enti. La ricerca scientifica è molto più vicina a noi di quanto possiamo immaginare. La Notte Europea dei Ricercatori e Frascati Scienza vogliono ricordarci quanto dobbiamo, ogni giorno, a chi vi si dedica, a chi vi lavora, a chi costruisce giorno dopo giorno l’innovazione ed il futuro.“La manifestazione – sottolinea Colette Renier, Coordinatrice della European Researchers’ Night presso la Commissione europea – è ormai un appuntamento fisso. Il suo effetto positivo è così potente che nell’ottica della futura call per il 2018-2019 si pensa a una durata più lunga dell’evento (fino al sabato sera) nonché ad un aumento del bilancio globale dedicato all’azione”.Come gli anni scorsi, Frascati Scienza oltre a coordinare tutte le attività dell’area tuscolana, zona della Regione Lazio che presenta molte delle infrastrutture di ricerca più importanti d’Italia e d’Europa, sarà presente in tantissime città da nord a sud della Penisola, isole comprese: Bari, Cagliari, Carbonia, Cassino, Cave, Cosenza, Ferrara, Frascati, Frosinone, Gorga, Isnello, Lecce, Milano, Monte Porzio Catone, Napoli, Palermo, Parma, Pavia, Roma, Sassari, Trieste, Viterbo. Durante gli eventi i visitatori potranno sperimentare, discutere, giocare e perfino affrontare i ricercatori in quiz e competizioni. Un modo per scoprire la ricerca e i ricercatori, definiti da Renier: “persone con un lavoro straordinario”.
La Notte Europea dei Ricercatori di Frascati Scienza è finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito della call MSCA-NIGHT-2016/2017 (Grant Agreement No. 722952).

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Medici e ricercatori vicini alla comprensione delle diverse origini di ischemia e infarto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

infarto-miocardico-acutoNonostante i progressi degli ultimi decenni le malattie coronariche rimangono il killer numero uno. Abbiamo farmaci efficaci per ridurre i danni da infarto, ma sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere i diversi responsabili delle malattie coronariche, primi tra tutti ipertensione, colesterolo ma anche infiammazione. È però sorprendente che a fronte di questa forte evidenza epidemiologica i finanziamenti pubblici e privati a sostegno della ricerca sulle cause e sul trattamento delle malattie coronariche siano stati, negli ultimi anni, progressivamente ridotti. È con questi presupposti che a Roma si è svolto il Simposio internazionale dal titolo “Ischemic heart disease: the main cause of morbidity and mortality worldwide. What can we improve?” organizzato dal Professor Filippo Crea, Direttore del Polo di Scienze Cardiovascolari e Toraciche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «L’obiettivo del Simposio è stato quello di definire le linee di ricerca più promettenti per ridurre la mortalità causata dalle malattie coronariche» spiega Crea. «In particolare, sono state discusse le cause dell’infarto alla luce del fatto che quella che sembrava una malattia unica è invece causata da diversi meccanicismi che necessitano di terapie diverse. Questo importante innovazione concettuale è stata resa possibile da nuove tecnologie di imaging, in particolare l’OCT. Una tecnologia che consente di “curiosare” dentro le coronarie dei nostri pazienti con una risoluzione simile a quella di un microscopio».
OCT è l’acronimo di “Optical Coherence Tomography”, ossia tomografia a coerenza ottica. Sfrutta le caratteristiche fisiche delle onde luminose trasformando in immagini l’interazione tra le onde elettromagnetiche e le diverse strutture che compongono l’arteria o la placca aterosclerotica. La sua caratteristica principale è di permettere una visualizzazione dall’interno dell’arteria: l’analisi OCT viene condotta mediante l’introduzione nella coronaria, attraverso un normale catetere da angioplastica, di una sonda che scansiona l’intera arteria in un tempo molto rapido. Grazie al suo elevatissimo potere di risoluzione, 10 micron, rispetto ai 200 o 600 micron della coronarografia o della TAC coronarica, l’OCT permette di visualizzare le strutture che compongono la parete dell’arteria, o la placca aterosclerotica, con una precisione unica tra le attuali tecniche cosiddette di “imaging”. Di fatto l’OCT permette di vedere in tempo reale, e all’interno di un cuore battente, cose altrimenti visibili solo al microscopio.
Nel corso del Simposio è stato inoltre discusso il ruolo delle alterazioni del microcircolo coronarico. Negli ultimi anni, un grande interesse scientifico si è rivolto allo studio della fisiopatologia dei piccoli vasi coronarici. Alterazioni strutturali e funzionali del microcircolo possono spiegare l’insorgenza di ischemia miocardica in diverse situazioni cliniche, che vanno dalla cardiopatia ischemica a cardiopatie strutturali. «Questa importante innovazione concettuale è stata resa possibile da nuove tecnologie che hanno reso possibile un’esplorazione funzionale delle coronarie e che hanno documentato che in circa metà dei pazienti gli episodi di angina, infarto e scompenso cardiaco non sono causati da ostruzioni coronariche “visibili” alla coronarografia ma piuttosto da alterazioni del microcircolo coronarico» prosegue Crea. «Pertanto, moltissimi pazienti che presentavano una malattia coronarica “invisibile” sfuggivano alla diagnosi. Sempre più spesso, nei pazienti in cui risultano ostruite le vie più piccole, si scopre che le disfunzioni del microcircolo coronarico erano in realtà già presenti prima dell’infarto. Queste, perciò, sono una causa della prognosi non positiva». (foto: filippo crea)

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Elisir di lunga vita? Il segreto è nel microbioma

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

Microbioma-invecchiamento.jpgNon un vero e proprio “elisir di lunga vita” e nemmeno una pozione miracolosa. Più prosaicamente si tratta di un’intuizione scientifica concreta e dimostrata: il microbioma intestinale, quasi 100 trilioni di cellule batteriche, cambia nel corso della vita. Ne consegue che studiare il microbioma dei centenari e ultra-centenari può potenzialmente spiegare i segreti di una vita lunga e in salute, nonché fornire strategie per migliorare lo stato di salute e assicurare un vita e longeva alle nuove generazioni.Lo studio pubblicato su “Mechanism of Ageing Development”. Il gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna ha analizzato i dati esistenti in letteratura nel mondo e realizzato uno studio tutto italiano che ha messo a confronto il microbioma di pazienti di differenti fasce di età, giovani adulti (30 anni in media), over 65 e due gruppi di individui super longevi reclutati in Emilia Romagna: 15 centenari (99-104 anni) e 24 super-centenari (105-109 anni).“Il microbioma che colonizza il tratto gastrointestinale umano – spiega a Microbioma.it, la Prof.ssa Patrizia Brigidi, autrice della pubblicazione e ricercatrice al dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna – rappresenta uno dei più complessi ecosistemi microbici a oggi identificati, in termini sia di concentrazione che di composizione. Il rapporto di simbiosi mutualistica del microbioma con l’uomo, impatta su numerose caratteristiche fisiologiche, metaboliche e immunologiche che possono avere un ruolo determinante sulla salute dell’ospite. Negli ultimi anni l’impiego di tecniche per il sequenziamento massivo del genoma del microbioma, ha consentito di studiare in maniera approfondita non solo la sua diversità filogenetica, ma anche di identificare e annotare diverse matrici di geni microbici che codificano numerose funzioni biochimiche e metaboliche, non codificate dal genoma dell’uomo. Si è inoltre dimostrato – conclude l’esperta – che il microbioma intestinale presenta una traiettoria specifica nel corso della vita dell’ospite, con profili composizionali e funzionali correlati all’età. I nostri studi sui centenari e semi-supercentenari hanno consentito di identificare cluster di microrganismi e di loro geni che sono caratteristici dell’invecchiamento estremo e correlati a diversi aspetti metabolici e infiammatori dei centenari, confermando così il ruolo del microbioma nel processo pato-fisiologico dell’invecchiamento e aprendo prospettive di rimodulazione di un microbioma funzionalmente compromesso mediante opportuni interventi dietetici, assunzione di fibre, prebiotici e probiotici”.
Anche il microbioma invecchia. È stato infatti dimostrato che, con l’avanzare dell’età, si riduce la diversità dei microrganismi che popolano l’intestino, aumenta la colonizzazione da parte di specie opportunistiche, con un riarrangiamento della popolazione saccarolitica e proteolitica, a favore di quest’ultima, e una riduzione dei ceppi batterici che producono acidi grassi a catena corta. Secondo quanto riportato dagli esperti, a causare queste modificazioni potrebbero essere alcuni cambiamenti (fisiologici o di stile di vita) tipici della terza età. La caduta o la mancanza di denti, l’alterata percezione del gusto o dell’olfatto potrebbero per esempio favorire un’alimentazione povera di fibre, che a sua volta provoca un calo della popolazione batterica in grado di estrarre questi nutrienti dai cibi. Oppure, la progressiva diminuzione dell’attività fisica potrebbe ridurre la motilità intestinale, e di conseguenza provocare una maggiore proliferazione di batteri opportunisti.Scoprire quali i batteri hanno un effetto positivo sul nostro stato di salute sarà la prossima sfida. Se si analizza la questione da un punto di vista co-evolutivo e dell’ecosistema microbico, si può ipotizzare che gli individui più longevi siano Patrizia-Brigidi.pngcaratterizzati da un microbioma intestinale in grado di ristabilire con l’organismo un nuovo equilibrio ogni qualvolta si verifica un cambiamento fisiologico o nello stile di vita. È però fondamentale capire quali modificazioni del microbioma siano strettamente correlate all’avanzare dell’età, e quali invece siano legate alla “nazionalità” dell’individuo, e quindi alla genetica, allo stile di vita, all’ambiente e alle abitudini alimentari. A questo scopo, sarà necessario confrontare i dati di sequenziamento del microbioma intestinale ottenuti da coorti di individui longevi sani reclutati in tutto il mondo, in modo da individuare eventuali analogie e chiarire come l’ecosistema microbico dell’intestino possa contribuire ad allungare la vita, ma soprattutto a conservare, più a lungo, una buona salute.
Il microbioma umano è l’insieme dei microbi che si trovano nel nostro corpo e dei loro geni. Un vero e proprio “super-organismo” composto da cellule umane e non umane, dove le cellule batteriche sono 10 volte di più delle nostre: 100 trilioni contro 10 trilioni. Il microbioma, principalmente quello intestinale, si modifica in funzione della dieta, dell’attività fisica, delle medicine assunte e sempre più studi correlano la biodiversità del microbioma a stati patologici quali obesità, patologie cardiovascolari, malattie autoimmuni, depressione, patologie neurologiche, fino al processo di invecchiamento vero e proprio. (foto: Microbioma-invecchiamento, Patrizia Brigidi) fonte: dal nuovo portale: microbioma.it)

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Ancora successi per i giovani ricercatori che si sono formati all’Università di Camerino

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

foto-taffiCamerino. La dottoressa Marianna Taffi, che ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca all’Università di Camerino nel marzo 2015, è risultata vincitrice del secondo premio del prestigioso MCED Award for Innovative Contributions to Ecological Modelling.Il premio viene conferito annualmente dalla GfÖ (Ecological Society of Germany, Austria and Switzerland) e dai rappresentanti del YoMos (Young Modellers), i quali selezionano i migliori lavori svolti da dottorandi e post-doc a livello internazionale.
Lo scopo di questo riconoscimento è promuovere lo sviluppo e l’applicazione di tecniche innovative per modelli predittivi in ecologia e in questo modo delineare i lavori più all’avanguardia nella ricerca per le dinamiche ecologiche complesse. Il lavoro di ricerca portato avanti durante il Dottorato della dott.ssa Taffi è stato incentrato sui modelli predittivi in ecologia. Caso di studio è quello dei fenomeni di bioaccumulo da PCBs (policloro bifenili) nelle specie del mare Adriatico e della loro biodegradazione da parte di specie microbiche. Obiettivo è stato quello di creare un modello per il fenomeno della degradazione microbica dei PCBs che promuove il biorisanemento di ambienti acquatici e di verificarne la sua efficacia diretta e indiretta nel ridurre le concentrazioni di questi inquinanti nelle specie adriatiche. Il progetto è nato dalla collaborazione tra l’Università di Camerino e l’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR di Ancona, sotto la supervisione della dott.ssa Sandra Pucciarelli per Unicam, del dott. Mauro Marini per l’ISMAR. Questo lavoro è stato svolto in collaborazione anche con docenti esperti delle Università di Cambridge e Oxford.“Questo premio – ha dichiarato la dott.ssa Taffi – attribuisce ulteriore valore scientifico a questo studio e conferma che è fondamentale per l’innovazione scientifica la compenetrazione di discipline diverse. Senza la collaborazione dei miei colleghi e dell’entusiasmo comune questi risultati non sarebbe mai arrivati. Sono personalmente molto onorata che la comunità scientifica internazionale abbia riconosciuto anche il valore di questo lavoro che è poi la continuazione ideale del primo sui fenomeni di bioaccumulo.”
La dott.ssa Marianna Taffi nel 2015 è risultata anche vincitrice del Best Young Researcher Award, assegnato ogni anno dalla International Society for Ecological Modelling (ISEM). (foto Taffi)

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Greenpeace ha compiuto 45 anni

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

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Bob Hunter on left at the helm of the Phyllis Cormack together with Ben Metcalfe. En route to Amchitka. (Greenpeace Witness book page 94) (The Greenpeace story book page 12 similar).

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Greenpeace’s second occupation of Shell’s disused oil installation Brent Spar in 2 months. Water cannon is sprayed on Shell’s disused oil installation BRENT SPAR 16 June 1995. (Greenpeace Witness book page 105) (Greenpeace Changing the World page 209) (Greenpeace 30th Anniversary Images photo 24).

Il 15 settembre del 1971 un gruppo di volontari partiva da Vancouver, in Canada, a bordo del peschereccio Phyllis Cormack, poi ribattezzato Greenpeace, per cercare di fermare i test atomici sull’isola di Amchitka, in Alaska.L’organizzazione ambientalista nasce con questo viaggio: sebbene la nave non raggiunse mai Amchitka, perché intercettata dalle autorità statunitensi, questa missione sviluppò nell’opinione pubblica una crescente opposizione ai test atomici che portò al loro bando.Ancora oggi questa è Greenpeace: la capacità di aggregare le persone attorno a un obiettivo ambizioso e vincere anche le sfide più difficili. Oltre tre milioni di sostenitori, 36 mila volontari in tutto il mondo, a cui si aggiungono migliaia di attivisti, cyberattivisti, ricercatori, lobbysti e un numero sempre crescente di alleati.“La maggiore sfida globale dei nostri tempi è la battaglia contro i cambiamenti climatici. L’Accordo di Parigi, che ci aspettiamo verrà firmato tra una settimana, è un bel passo in avanti per raggiungere l’obiettivo ambizioso di non superare un grado e mezzo di aumento della temperatura globale e avviare la transizione verso le rinnovabili al 100 per cento per tutti” afferma Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.Tra gli effetti dei cambiamenti

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The Greenpeace hot air balloon with the slogan ‘Nuclear Disarmament Now!’ flies above the famous Taj Mahal in a protest against nuclear testing in India.

climatici vi è l’acidificazione degli oceani, che assorbono troppa C02 che danneggia la vita marina. Greenpeace chiede più aree marine protette, meno pesca illegale e collabora con altre organizzazioni per evitare che gli oceani diventino una immensa discarica per la plastica.La nostra battaglia per proteggere le foreste primarie, insieme a comunità e gruppi locali, è cruciale perché non solo sostiene la biodiversità, ma anche per il ruolo che le foreste hanno nel tenere in equilibrio il clima.
Allo stesso modo la campagna per l’agricoltura sostenibile vuole sostenere chi coltiva la terra senza contribuire ai cambiamenti climatici. Stiamo lavorando anche per un futuro senza sostanze tossiche, dove le sostanze chimiche pericolose non saranno più prodotte, usate e rilasciate nell’ambiente.Oggi Greenpeace continua a battersi anche contro le testate atomiche e anche se i test sono rallentati grazie all’opposizione pubblica, diversi stati continuano a possedere, sviluppare e ammodernare le testate atomiche: serve un Trattato delle Nazioni Unite che le metta al bando.Greenpeace festeggia quest’anno anche 30 anni di attività in Italia (30anni.greenpeace.it): nel nostro Paese l’associazione conta oltre 77 mila sostenitori, 500 mila cyberattivisti e un migliaio di volontari. (foto: greenpeace)

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Notte Europea dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2016

notte ricercatoriDal 24 al 30 settembre 2016 al via la Settimana della Scienza che culminerà il 30 Settembre con la Notte Europea dei Ricercatori, un evento che coinvolgerà oltre 300 città europee.Frascati Scienza sarà capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca, che si estendono dal nord al sud dell’Italia, nel promuovere il più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica.
Il programma di questa edizione sarà fitto di appuntamenti tra aperitivi scientifici, conferenze, laboratori e giochi, mostre,‘science trips’, visite nei centri di ricerca e spettacoli. Grande attenzione come ogni anno alle scuole di ogni ordine e grado con un calendario di eventi riservati solo agli studenti. Tra questi da segnalare Più sicuri in Rete con consapevolezza e libertà digitale con la partecipazione di Libreitalia e Fare ricerca con i supercomputer: nuovi strumenti per indagare la natura. Grazie alla partecipazione del Consorzio Interuniversitario CINECA (maggiore centro di calcolo in Italia) sarà possibile scoprire perché sono importanti le simulazioni numeriche e perché sono essenziali i supercomputer per poterle realizzare. Gli appuntamenti si terranno a Frascati presso il SAPERmercato, un’istallazione urbana originale, vero e proprio mercato del sapere, che ospiterà durante il corso della manifestazione incontri, presentazioni di libri, esperimenti, laboratori didattici e video installazioni.
Tra gli eventi nazionali nella Settimana della Scienza segnaliamo per Roma la conferenza I segreti della Terra, raccontati dai geologi della Protezione Civile e della Regione Lazio e, per la sezione visite ai centri di ricerca, Astrogarden terra chiama Sole. Attraverso i potenti telescopi del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre si potranno sperimentare le condizioni di illuminazione della Terra.
A Frascati, presso le Mura del Valadier, corso di lettura, interpretazione e “traduzione” di dati e mappe, a cura di Giornalisti Nell’Erba che verranno affiancati dai ricercatori dell’INFN, dell’ENEA e di NAIS, per capire come fare in modo che questi dati raccontino una storia.
Sempre a Frascati presso il SAPERmercato durante La fisica dei supereroi si scoprirà, insieme ad alcuni dei supereroi più famosi, quanto c’è di realistico nei loro superpoteri. Da Superman a Flash, fino ai mutanti X-Men, con l’aiuto delle leggi della fisica si indagheranno le loro straordinarie abilità, per scoprire che forse la fantasia non si è allontanata così tanto dalla realtà. Non mancheranno le presentazioni dei libri: Licia Troisi, parlerà del suo ‘Dalle Stelle alle Pagine di un Libro – e viceversa’, e Amedeo Balbi racconterà il suo ‘Dove sono tutti quanti?’ che sarà accompagnato dalle divertenti vignette di Andy Ventura.
Numerosi sono gli eventi che saranno presentati in tutta Italia e che faranno da apripista alla Notte Europea dei Ricercatori: a Pavia dal 27 settembre si potrà visitare gratuitamente il LENA, il Laboratorio di Energia Nucleare Applicata che ospita un reattore nucleare di ricerca per lo svolgimento di attività di ricerca applicata, di didattica e di servizio. A Trieste I fisici della sezione di Trieste dell’INFN illustreranno le loro ricerche per lo studio dell’Universo Violento e la ricerca della materia oscura. Raggi cosmici e raggi gamma forniranno una visione dell’Universo alle più alte energie.Tra i tanti seminari organizzati dall’INFN presso il complesso di Monserrato da segnalare Siamo tutti radioattivi? La radioattività è utile o pericolosa? Si può vedere? Si può sentire? Si trova in natura o è solo prodotta nelle centrali o nelle bombe nucleari? Il cibo è radioattivo? E noi?
Il 30 settembre, in occasione della Notte europea dei Ricercatori, le città coinvolte daranno vita ad una serie di eventi unici. A Roma e Frascati oltre alle consuete aperture dei più importanti enti di ricerca italiani e università (ASI, CNR ARTOV, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, ISS, CREA, Università degli Studi Roma Tre, Università LUMSA) con centinaia di eventi organizzati per grandi e piccoli, da segnalare l’iniziativa Occhio al reperto! Il fascino degli scavi e del ritrovamento storico rapisce tutti, così partendo da questa curiosità, insieme agli antropologi dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, si potrà scavare e rinvenire una serie di resti scheletrici, analizzandone le caratteristiche e lavorando come veri scienziati della storia, cercando di determinarne la tipologia di sepoltura, il periodo e il numero di individui sepolti. Sound of Science: perché un doppiatore ha una voce inconfondibile? Quali sono le note più basse (e più alte) che può raggiungere la voce umana? È possibile cantare contemporaneamente più di una nota? E quali sono gli effetti della voce e del suono sul nostro cervello?
notte ricercatoriPresso l’Università degli Studi Roma Tre durante la serata saranno centinaia gli eventi pensati per grandi e piccoli. Quest’anno alla manifestazione parteciperà anche l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Tra le tante attività verrà presentato un video che mostra una simulazione di “volo” sottomarino sui vulcani sommersi del Mar Tirreno; sarà illustrato il magmatismo nella vita di tutti giorni, dai diversi fenomeni e prodotti al loro utilizzo nella vita quotidiana e a corredo, un esperimento ludico con simulazione di una eruzione vulcanica.
Doppio appuntamento per l’università Lumsa. A Roma Social-Mente: le scienze sociali svelate, grazie a un percorso creato da ricercatori e studenti di questa disciplina. A Palermo invece Diritti alla meta: la ricerca giuridica al servizio della società. Saranno decine gli “scienziati del diritto” che spiegheranno come si fa ricerca in un ambito che sembra così poco scientifico.
Spazio poi all’astronomia con il planetario dell’Osservatorio Astronomico di Roma situato a Monte Porzio Catone, Giove e il Sistema Solare organizzato dall’INAF presso l’Area di Ricerca di Tor Vergata (ARTOV) e La Stazione Spaziale in 3D con il contributo dell’ESA-ESRIN.
Da segnalare poi il Grande gioco della Notte dei Ricercatori, TRIVIA NIGHT, un quiz a squadre che aspetta giocatori pronti a mettersi in gioco per scoprire le meraviglie della Scienza, i seminari e l’apertura straordinaria a Roma dell’Istituto Superiore di Sanità oltre all’open day al KETlab, il primo polo italiano di trasferimento aerospaziale che aprirà le porte con esperimenti, giochi interattivi e dimostrazioni delle attività di ricerca, con la partecipazione di ASI.
Presso l’osservatorio astronomico di Gorga, invece, sarà dimostrata la teoria della relatività Generale grazie al satellite LARES. Presso l’European Space Research Institute (ESA-ESRIN) curiosi, astrofili e ricercatori si ritroveranno per osservare il cielo e lo spazio… “dal vivo”.
Al Fortino Sant’Antonio Abate, a Bari, saranno esposti alcuni prototipi e modelli di rivelatori di particelle che i ricercatori della sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare utilizzano nelle loro attività di ricerca; a Cagliari presso la cittadella universitaria di Monserrato sarà possibile partecipare all’aperitivo scientifico Sai cosa mangi? Incontro tra cibo, scienza e società; Esperimenti Scientifici, l’evento intende promuovere un dialogo aperto e informato tra ricercatori, cittadini e territorio e prevede diverse attività; Vulcani, rocce e minerali, fenomeni e forme con la partecipazione dell’Università di Cagliari e Sardegna Ricerche.
Presso la grande miniera Serbariu di Carbonia si terrà EfficienteMENTI: efficienza e risparmio energetico come soluzione sostenibile aperta a tutti. Un percorso interattivo organizzato da Sotacarbo, per sperimentare in modo diretto queste buone pratiche di sostenibilità.
Anche Napoli offrirà iniziative originali in occasione della Notte, con ‘Toledo di notte: fisici underground’, la stazione metropolitana “Toledo” e il suo telescopio sotterraneo saranno i protagonisti del percorso espositivo-divulgativo dell’attivita’ di ricerca della sezione INFN di Napoli e dei gruppi associati del Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Napoli “Federico II”. A Caserta nello splendido scenario dell’emiciclo della Reggia omonima Spettri a Corte: installazioni di diverse postazioni scientifiche.
A Reggio Emilia si parlerà del naso elettronico applicato al controllo degli alimenti, un congegno elettronico messo a punto dal Dipartimento di Scienza della Vita dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia capace di individuare la presenza di sostanze nocive, degradate, non più commestibili.
Un filo diretto collegherà invece Ancona e Cassino dove musicisti distanti 300 km suoneranno insieme abbattendo i confini geografici. Questo spettacolare concerto a distanza è reso possibile dalla potenza della banda ultralarga della rete della ricerca e dell’istruzione GARR, che collega l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.
La rete GARR propone anche un affascinante viaggio nella storia di Internet attraverso un percorso espositivo, ospitato dai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, che ci fa rivivere le tappe più significative dell’invenzione del secolo.
A Catania da segnalare oltre all’apertura dei laboratori nazionali del Sud la Fisica di Star Wars: la fisica di Guerre Stellari spiegata in modo semplice e divertente. La scienziata (e fan di Star Wars!) condurrà l’auditorio in un appassionante viaggio nel profondo spazio in compagnia di Darth Vader, delle Truppe di Assalto dell’Impero e dei personaggi di Star Wars, grazie alla straordinaria partecipazione della Trinacria Squad della 501st Italian Garrison.
A Lecce si terrà Dalle particelle alle galassie, un percorso guidato e animato da ricercatori dell’INFN, indirizzato al pubblico, per spaziare dalla fisica delle interazioni fondamentali all”astrofisica, puntando l’attenzione sulle attività di ricerca svolte presso la locale Sezione INFN.
A Milano, Extreme: alla ricerca delle particelle, la mostra insieme ai ricercatori che hanno lavorato al CERN e nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN.
A Parma da segnalare Un archivio e una abbazia da scoprire: un viaggio nel tempo per comprendere la storia dell’abbazia di Valserena e della vita all’interno di essa, dall’epoca della fondazione ad oggi. Dalle 15 alle 23 spazio alla navigazione tra i Poli della scienza: il Campus Scienza e Tecnologia – Parco Area delle Scienze, il Dipartimento di Medicina Veterinaria, il Centro storico della città e il Centro Studi Archivio e Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma accolgono curiosi, appassionanti e ragazzi di ogni età, per condividere con i cittadini la passione per la scienza e la ricerca
Firenze sarà avvolta da una pioggia di particelle nella Notte Europea dei Ricercatori! Gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Firenze guideranno il pubblico in un viaggio verso l’infinitamente piccolo. Brevi seminari, dibattiti, dimostrazioni pratiche. A Ferrara decine di ricercatori effettueranno esperimenti scientifici per i più piccoli, per sperimentare le forze della fisica anche nella vita quotidiana.
Le prossime due edizioni, a cura di Frascati Scienza previste a settembre 2016 e 2017, saranno all’insegna del MADE IN SCIENCE, la scienza come vera e propria ‘filiera della conoscenza’, capace di produrre e distinguersi per eccellenza, qualità, creatività, affidabilità, transnazionalità, competenze e responsabilità. MADE IN SCIENCE sarà il marchio che distingue la qualità, l’eccellenza e l’importanza della ricerca italiana e il filo conduttore degli appuntamenti in programma.Per il programma completo della manifestazione con il dettaglio dei giorni, orari e luoghi, visitare il sito: http://www.frascatiscienza.it

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Notte Europea dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

commissione europeaDal 24 al 30 settembre 2016 al via la Settimana della Scienza che culminerà il 30 Settembre con la Notte Europea dei Ricercatori.
La manifestazione è promossa dalla Commissione Europea. Il progetto coordinato da Frascati Scienza vede tra i suoi partner principali i più importanti enti di ricerca nazionali (ASI, CNR, ENEA, ESA-ESRIN, INAF, INFN, INGV, ISS, CINECA, GARR, ISPRA, CREA, Sardegna Ricerche), tra le migliori università della Penisola (Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e Università degli Studi Roma Tre, Università LUMSA, Università di Cagliari, Università di Cassino, Università di Parma, Università di Sassari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) e la Regione Lazio.Anche quest’anno Frascati Scienza sarà capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca che si estendono dal nord al sud dell’Italia nel promuovere il più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica, un evento che in tutta Europa coinvolgerà oltre 300 città europee.Centinaia gli eventi in Italia e in Europa tutti dedicati alla scienza e all’importanza della figura del ricercatore. In particolare, l’area Tuscolana, dove si trovano le infrastrutture di ricerca fra le più importanti d’Italia ed Europa, sarà l’epicentro dell’evento che coinvolge molte altre città italiane: Roma, Firenze, Milano, Trieste, Genova, Modena, Ferrara, Napoli, Palermo, Bari, Cagliari, Catania, Lecce, Parma, Pavia, Reggio Emilia, Sassari, Frascati, Carbonia, Cassino, Gorga, Grottaferrata, Monte Porzio Catone
Le prossime due edizioni, a cura di Frascati Scienza previste a settembre 2016 e 2017, saranno all’insegna del MADE IN SCIENCE, per una scienza vista come vera e propria ‘filiera della conoscenza’, capace di produrre e distinguersi per eccellenza, qualità, creatività, affidabilità, transnazionalità, competenze e responsabilità. MADE IN SCIENCE sarà il marchio che distingue la qualità, l’eccellenza e l’importanza della ricerca italiana e il filo conduttore degli appuntamenti in programma.
Frascati Scienza il 24 settembre, in occasione dell’evento lancio della Notte Europea dei Ricercatori 2016, guiderà il pubblico in un viaggio attraverso una “Casa della Scienza” che sarà allestita a Roma con il contributo della Regione Lazio. Saranno realizzati spazi che riproducono una cucina camera, soffitta e giardino per promuovere varie attività scientifiche aperte a tutti. I partecipanti, dopo essere stati accolti all’ingresso, potranno visitare la casa attraverso un percorso che li guiderà in cucina per conoscere le “ricette di chimica”, in cameretta per scoprire la fisica dei giocattoli, fino a salire in soffitta per osservare con il telescopio la stella che scalda il nostro pianeta, per riscendere infine in giardino e conoscere da vicino i segreti della biologia. All’interno di ciascuna stanza le persone vivranno delle brevi esperienze scientifiche che permetteranno loro di guardare con occhi nuovi quello che accade ogni giorno nelle nostre case.
L’idea della casa guiderà tutte le attività che caratterizzeranno la settimana della scienza e la Notte Europea dei Ricercatori: ogni giorno della settimana, dal 26 al 29 settembre sarà, infatti, dedicato ad una delle 4 stanze e sarà caratterizzato da attività, laboratori e spettacoli a tema.
Infine, il 30 settembre la casa della scienza verrà ricostruita a Frascati all’interno delle Mura del Valadier e le stanze saranno ampliate così da ospitare un maggior numero di attività e consentire ai visitatori di vivere un numero maggiore di esperienze.Tutti gli eventi rientrano nella azione Marie Sklodowska-Curie del programma Horizon 2020. In Italia oltre al progetto coordinato da Frascati Scienza sono cinque i progetti vincitori del finanziamento europeo: Sharper, Luna 2016, Closer, Bright e Society.

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CERN: accordo per contratti di ricerca a studenti, ricercatori e docenti federiciani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2016

cernDopo la Apple, il CERN. È operativo, infatti, l’Accordo quadro firmato dall’Università di Napoli Federico II e l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare che ha sede a Ginevra. ‘Un altro esempio concreto – sottolinea il Rettore Gaetano Manfredi – della politica di internazionalizzazione che stiamo sviluppando per una continua crescita della competitività dell’Ateneo’.L’Accordo sancisce una collaborazione scientifica per il Settore Acceleratori del CERN e prevede una serie di contratti di ricerca per la soluzione di problemi realizzativi di elevato profilo tecnico-scientifico che riguarderanno studenti di laurea magistrale e di dottorato, post-doc, personale a contratto, ricercatori e professori. Ma anche aziende del territorio e nazionali. Tra tesisti e dottorandi, si prevede un consistente flusso di studenti, una trentina almeno per il primo anno; altrettanti si stimano tra docenti e ricercatori distaccati o comunque coinvolti nelle ricerche.A seguito dell’Accordo, nei giorni scorsi il Rettore Manfredi è andato in visita al CERN con una delegazione ufficiale della Federico II composta da Pasquale Arpaia, responsabile scientifico dell’Accordo, e a capo del laboratorio Instrumentation and Measurements for Particle Accelerators della Federico II, Piero Salatino, Presidente della Scuola Politecnica ed delle Scienze di Base, e Leonardo Merola, Direttore del Dipartimento di Fisica, entrambi nel Comitato Scientifico dell’Accordo.La delegazione federiciana è stata ricevuta dalla Direttrice Generale, Fabiola Gianotti, e dai massimi esponenti del CERN, dal Direttore della Ricerca, Eckhard Elsen, dai Direttori cern1dei Dipartimenti tra i più importanti del Centro di Ginevra, Roberto Losito, allievo fredericiano e capo del Department of Engineering, Gian Francesco Giudice, capo del Department of Theoretical Physics, Miguel Jimenez, capo del Technology Department, e Lucio Rossi, capo del progetto “alta luminosità” della più grande macchina che abbia mai costruito l’uomo, il Large Hadron Collider (LHC).
La LHC ha già raggiunto traguardi estremamente rilevanti per la scienza, quali la prova sperimentale dell’esistenza del Bosone di Higgs, che nel 2012 ha portato il Nobel all’omonimo scienziato, che circa 50 anni addietro ne predisse l’esistenza. Tuttavia, oggi il CERN si trova a fronteggiare una duplice sfida tecnologica e in supporto a questo sforzo in ricerca e sviluppo tecnologico si inquadra l’Accordo quadro recentemente firmato.‘Siamo convinti che la Federico II può dare un contributo significativo al nuovo sforzo tecnologico del CERN. È ben noto – spiega Losito – che nella tecnologia è molto più difficile mantenere sul lungo termine un alto livello di innovazione piuttosto che raggiungerlo per la prima volta’.‘Gaetano Manfredi è il primo rettore della Federico II che visita il CERN, segno del profondo cambiamento dell’Ateneo – ricorda Arpaia -. Sono ora alla firma del CERN due progetti pilota, il primo riguarda il Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale, il secondo riguarda il Centro di Servizi di Metrologia Avanzata nel nuovo polo di San Giovanni – continua il responsabile scientifico dell’Accordo -. Ma il CERN è molto interessato anche all’impiego rivoluzionario di metamateriali elettromagnetici per le cavità acceleratrici, che riguardano il Gruppo di Fisica Tecnica, e al trattamento di ultra-depurazione delle acque del Gruppo di Impianti Chimici’.I responsabili dei gruppi di ricerca coinvolti sono Rita Mastrullo, Enrico Armentani, Leonardo Merola, Amedeo Lancia e Piero Salatino. Nel corso della visita, il Rettore Manfredi ha incontrato studenti e ricercatori federiciani di stanza a Ginevra ed ex federiciani dipendenti CERN, ricordando le radici storiche e le prospettive future dell’impegno dell’Ateneo al CERN e impegnandosi ad individuare fonti di finanziamento a supporto della ricerca di punta. Sono una sessantina i federiciani che, a diverso titolo, attualmente gravitano nei laboratori del CERN. (foto: cern)

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Le politiche della felicità per la crescita delle nazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

Reggio Emilia dal 26 al 28 maggio Internazionale sulla Coesione Sociale. E’ un evento che promuove il dibattito tra politici, ricercatori, Organizzazioni e società civile e una riflessione condivisa su quali siano le politiche, gli indirizzi e le necessità della società contemporanea. Quest’anno, non senza una punta di ironia, questa tre giorni di dibattiti, lezioni e spettacoli è dedicata a “Le Politiche della Felicità” per ricordare che il benessere della società è qualcosa che va costruito con lungimiranza e attenzione a tutte le parti sociali. E che una società felice è, in prima istanza, una società coesa.La crisi economica indica che siamo al capolinea di un paradigma culturale: è necessario costruire un nuovo modello di sviluppo, e poterlo misurare attraverso nuovi indicatori del progresso. Il festival si apre con un confronto tra Benjamin Radcliff e Alexander Pacek, due economisti statunitensi. Tre giornate di confronto e oltre 20 dibattiti – tutti gratuiti – con grandi nomi: da Romano Prodi e François Bourguignon a De Bortoli, Iacona e Lerner. La serata è all’insegna dello spettacolo teatrale “Potevo essere io” con l’attrice Arianna Scommegna. L’Italia si piazza al 50esimo posto nella classifica delle nazioni più felici

politiche della felicità

del mondo. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’ONU che vede il nostro Paese confermare la posizione dello scorso anno, ma è tra i dieci paesi con il maggiore calo della felicità nel periodo considerato, mentre Danimarca, Svizzera, Islanda e Norvegia rimangono stabili ai primi posti. Condotta dal 2011, la ricerca ha lo scopo di mostrare come il benessere e la felicità possano essere usati per valutare i progressi delle nazioni. Per questa ragione molti governi, comunità e organizzazioni stanno usando i dati sulla felicità e i risultati delle ricerche sul benessere soggettivo, al fine di promuovere politiche che supportino il miglioramento della qualità della vita.
Il programma di giovedì 26 maggio
“La politica della felicità”, non a caso, è anche il dibattito di apertura del festival. Economisti, politologi e studiosi di scienze sociali indagano su cosa serva per avere una vita appagante: non siamo noi, dunque, gli artefici della nostra felicità? Se ci impegniamo con tutte le nostre forze non potremo raggiungerla? Ma la felicità sembrerebbe avere più un carattere sociale che psicologico. Le società con un forte welfare, infatti, registrano livelli alti di soddisfazione: più alto lo stato sociale più alta la soddisfazione. Insomma dalle politiche più umane deriva una maggiore possibilità di godersi la vita. Non bisogna quindi concentrarsi solo sulla crescita economica, ma dare spazio anche e soprattutto ai beni sociali. Come le politiche sociali concorrano a creare relazioni in grado di garantire benessere alla società, permettendo ai cittadini un progetto di vita dignitoso e responsabile parla il politologo statunitense Benjamin Radcliff, una delle voci più autorevoli nel campo dell’Economia della felicità, assieme allo studioso Alexander Pacek, la cui ricerca si focalizza sul rapporto tra life-satisfaction e politica. A moderare l’incontro il giornalista Ferruccio de Bortoli (10.15, Teatro Cavallerizza).
La giornata prosegue all’insegna dei dati: la seconda edizione dei Social Cohesion Days lancia le attività dell’Osservatorio internazionale sulla Coesione e Inclusione Sociale (OCIS), in grado di monitorare e interpretare questa complessa realtà anche attraverso i numeri. Annachiara Cerri del Consiglio d’Europa, insieme a Paolo Roberto Graziano dell’Università di Padova spiegano come “Misurare la coesione sociale: Regioni italiane a confronto” (11.30, Teatro Cavallerizza).
L’indennità di accompagnamento (IDA) rappresenta una dei più importanti risultati ottenuti nel campo della disabilità grave e non autosufficienza in Italia in quasi un quarantennio. Le risorse investite in questo programma non sono assolutamente trascurabili e superano in maniera consistente i 10 miliardi di euro. Oggi occorre aprire una riflessione congiunta per migliorare l’efficienza del sistema garantendo una maggiore integrazione tra questo strumento e la rete dei servizi. Se ne parla nel corso dell’incontro “L’indennità di accompagnamento 35 anni dopo: i motivi di una riforma” in cui interviene anche Luca Vecchi, Sindaco Città Reggio Emilia e Responsabile della delega “Welfare e Politiche Sociali” ANCI (15.30, Musei Civici, Portico dei Marmi).
Il 28.3% degli individui e il 32.1% dei minori sotto i 18 sono a rischio di povertà ed esclusione sociale: cifre che collocano l’Italia all’ottavo e al settimo posto tra i paesi dell’UE28 con più elevata incidenza della povertà. Per fare fronte a questa situazione, a livello sub-nazionale l’ultimo decennio ha visto alcune regioni varare schemi sperimentali di Reddito Minimo per fronteggiare l’emergenza e tassi di deprivazione materiale che variano tra il 26% della Sicilia e il 2.8% nella Provincia di Trento. Ma come funzionano gli schemi di Reddito Minimo introdotti nelle regioni italiane? Chi ne beneficia e quali effetti producono? Come si può evitare che i beneficiari rimangano “intrappolati” nella condizione di povertà? L’incontro “Il reddito minimo: una scelta di civiltà” tenta di rispondere a queste domande (17.30, Teatro Cavallerizza); modera Luca Mattiucci, della sezione Sociale del Corriere della Sera, media partner del festival.
La serata di apertura propone lo spettacolo teatrale “Potevo essere io” di Renata Ciaravino, interpretato da Arianna Scommegna (Teatro Cavallerizza, ore 21). E’ il racconto di una bambina e di un bambino che tra gli anni ’70 e gli ’80 diventano grandi partendo dallo stesso cortile alla periferia nord di Milano. Bambini che giocavano in cortile a lanciarsi palloncini con dentro le lamette, i genitori “terroni”, le mamme che facevano le pulizie negli ospedali. Le ragazze che al parco si sputavano in faccia dopo essersi tirate i capelli in una piscina comunale. I ragazzi che facevano la tangenziale contromano per scommessa. Quei bambini e ragazzi poi sono cresciuti: ognuno a procedere alla cieca cercando di salvarsi. Ma cosa ci fa salvare? E se uno si salva, veramente si è salvato? Cosa ci fa andare da una parte o dall’altra? Quante volte abbiamo detto: “potevo essere io, e invece, poi, no”? Lo spettacolo è un monologo tragicomico di grande impatto emotivo, con una protagonista che, come un vero ciclone, rapisce il pubblico con la sua energia e non lo lascia mai solo. (foto: politiche della felicità)

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Computazione quantistica: importante risultato del gruppo di Magnetismo Molecolare in collaborazione con l’Università di Manchester

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2016

parma universitàParma Ricercatori del gruppo di Magnetismo Molecolare del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra hanno recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications un lavoro realizzato relativo alla computazione quantistica in collaborazione con il gruppo di chimici guidato dal prof. R. Winpenny dell’Università di Manchester.
L’individuazione di sistemi adatti ad implementare algoritmi di computazione quantistica costituisce una delle sfide più importanti della ricerca nel campo delle nanoscienze. Dagli spin nucleari ai quantum dots, dai fotoni ai circuiti superconduttori, diversi sistemi fisici si candidano a diventare “qubit”, le unità elementari di un futuro calcolatore quantistico.
Tra essi hanno attratto grande interesse i Nanomagneti Molecolari, cluster contenenti metalli di transizione che li rendono simili a nano-calamite. In particolare, l’anello Cr7Ni, che a bassa temperatura si comporta come un sistema a due livelli, rappresenta un qubit ideale: gli stati logici 0 e 1 possono essere codificati nelle due polarizzazioni della calamita molecolare e risultano sostanzialmente protetti dall’interazione con l’ambiente esterno. Un importante punto di forza di questi sistemi risiede nell’elevato grado di controllo permesso dalla chimica di coordinazione: diversi qubit molecolari possono infatti essere connessi magneticamente tra loro in modo che le interazioni siano adatte all’implementazione di algoritmi di computazione quantistica.
Lo studio propone due diversi metodi per l’implementazione di operazioni logiche elementari di computazione quantistica su coppie di Cr7Ni, opportunamente legati in strutture supramolecolari e riporta sistemi appositamente sintetizzati per lo scopo. L’implementazione sullo stesso sistema di operazioni ad uno e a due qubit (in grado di creare stati entangled) richiede la capacità -non banale- di accendere/spegnere l’interazione tra coppie di qubit su una scala di tempo dell’ordine del nanosecondo. Lo studio propone due modi complementari di ottenere questo effetto, tramite un controllo elettrico o magnetico dell’interazione tra coppie di qubit adiacenti, mediata da uno ione Cobalto che agisce come interruttore. Non potendo prevedere gli sviluppi della tecnologia quantistica nell’immediato futuro, risulta importante seguire entrambe queste strade verso la realizzazione di un processore quantistico.

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Le Neuroscienze viste dagli studenti del liceo Calini di Brescia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2016

santa_giulia_brescia_010_choistro_san_salvatoreBrescia Sabato 6 febbraio presso il liceo statale A. Calini di Brescia sarà presentato “Pillole di Neuroscienze”, un volume scritto “a quattro mani” dai medici e dai ricercatori dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia e dagli studenti. Il libro sintetizza infatti il lavoro svolto insieme dai ragazzi e dagli specialisti sui principali disturbi psichici curati presso il centro San Giovanni di Dio di Brescia. L’azione educativa del liceo, che diventa la chiave di lettura del volume, è così sintetizzata: «educare all’osservazione e all’ascolto per saper cogliere ed utilizzare in modo critico le informazioni». I capitoli del libro sono la sintesi, effettuata dagli studenti, delle conferenze tenute dagli specialisti e si presentano quindi come una lettura del tema scientificamente corretta ma condotta dal punto di vista dei ragazzi. Un’esperienza dunque molto complessa e avanzata nella lettura di patologie come l’Alzheimer e l’autismo, che sarà a sua volta analizzata nel corso del convegno di presentazione da Marco Tarolli, dirigente scolastico del liceo Calini, fra Marco Fabello, direttore generale dell’Irccs Fatebenefratelli, Roberta Rossi, ricercatrice dell’Irccs, Giambattista Tura, responsabile dell’unità operativa di psichiatria dell’Irccs, Stefania Triva della Copan, Alessandro Ardenghi, ideatore e coordinatore del progetto e Enrico Abeni, coordinatore dei gruppi di lavoro. La presentazione si terrà alle 10 presso l’aula magna dell’istituto in via Monte Suello 2 a Brescia.

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Dalla scienza all’arte: le mille facce della luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

universita-la-sapienza-romaRoma 25 settembre – ore 19.00 “La scienza illumina” è fissata per il 25 settembre alle ore 19,00 nella Cappella universitaria dell’Ateneo organizzata da Sapienza Università di Roma e Maker Faire Rome in collaborazione con Frascati Scienza, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e Fondazione Mondo Digitale. La scelta della data non è casuale: il 2015 è proclamato dall’ONU Anno Internazionale della Luce, mentre il 25 settembre è la Notte Europea dei Ricercatori (promossa dalla Commissione Europea e coordinata in Italia da Frascati Scienza). Alla cerimonia di inaugurazione sarà presente anche la ONLUS “Liter of light” che darà la possibilità ai visitatori di realizzare lampade sostenibili per riempire di energia solare bottiglie riciclate e illuminare gli angoli bui del mondo. La mostra “La scienza illumina” dà vita a un percorso scientifico e artistico che fa della luce il punto di partenza per ragionare sui grandi temi della sostenibilità, dello sviluppo e dell’innovazione. Suddivisa in tre macro-sezioni (ottica geometrica, ottica fisica e meccanica quantistica), il percorso prevede installazioni interattive e performance artistiche. Un team d’eccellenza, fatto di docenti, makers, artisti, ed esperti di tecnologia, sta lavorando da mesi all’iniziativa coordinata dal professor Giovanni Organtini, delegato alla Comunicazione Scientifica della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Sapienza di Roma.
La mostra è aperta dal 25 settembre al 21 ottobre con percorsi riservati sia agli studenti che ai cittadini di ogni età e si tiene nella cornice più ampia della Maker Faire 2015, il grande evento europeo dedicato all’innovazione e alla progettazione in programma alla Sapienza Università di Roma dal 16 al 18 ottobre. Francesco Bianchi, Vladimiro Ercolino e Carlo Coletta sono alcuni dei maker che si sono riuniti attorno al Fablab della Palestra dell’Innovazione per realizzare, attraverso macchine a controllo numerico e tecniche di fabbricazione digitale, le teche contenenti le installazioni e alcuni degli esperimenti che saranno proposti nel corso della mostra.

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Parma: Notte dei ricercatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2015

parma universitàParma venerdì 25 settembre: dalle 12 alle 24 si potrà andare alla scoperta delle meraviglie della ricerca grazie ai mille appuntamenti proposti dalla manifestazione, evento di grande rilevanza europea associato alla European Researchers’ Night, una delle azioni del programma Marie Curie della Commissione Europea. L’iniziativa è organizzata dall’Università di Parma con la co-organizzazione del Comune di Parma e dall’Istituto Imem del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ed è realizzata con il patrocinio e il supporto di numerose realtà del territorio.
Il 25 settembre si andrà avanti lungo tutto l’arco della giornata, per mostrare a bambini, ragazzi e adulti tutto il fascino dell’attività di ricerca: i visitatori avranno davvero una miriade di opportunità per vedere da vicino, quasi “da dentro”, i tanti ambiti di ricerca in cui sono impegnati il personale dell’Università di Parma e quello di Imem – Cnr. L’edizione 2014 è stata un successo: quasi 5mila partecipanti tra bambini delle scuole primarie, ragazzi delle scuole secondarie, studenti universitari e altri visitatori, tutti catturati dalle meraviglie della ricerca. Per il 2015 si punta a fare il bis, sperando in una partecipazione ancora più massiccia.
Le attività saranno distribuite su quattro poli: il Campus Universitario di via Langhirano, l’area del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie in via del Taglio, il centro storico e l’Abbazia di Valserena, sede dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Ateneo. L’Università di Parma apre le porte delle sue strutture e dei suoi laboratori ma “invade” anche la città (Piazza Garibaldi, ad esempio, sarà ampiamente coinvolta, con iniziative e padiglioni), in un’ottica di assoluta integrazione fra Ateneo e territorio.
Il programma propone un ventaglio amplissimo di appuntamenti diversi, per tutti i gusti e per tutte le età.
Si potrà andare alla scoperta delle “meraviglie della biodiversità” e partecipare a una speciale “Caccia al tesoro della scienza”, entrare nelle Stanze della chimica e nelle Stanze della fisica – con la possibilità di osservare e realizzare piccoli esperimenti – e partecipare a un progetto di censimento e monitoraggio delle formiche, vedere da vicino “la magia del mondo microbico” e ammirare la vettura Formula SAE di UniPR Racing Team, valutare le caratteristiche di un alimento attraverso i cinque sensi e andare “A spasso nel nanomondo”,imparare come leggere Jane Austen e fare quattro passi nella Parma romana.
E poi ancora: laboratori di avvicinamento alla progettazione urbana, omaggi a grandi scrittori (Cervantes), appuntamenti dedicati al binomio sport & salute, approfondimenti su come nasce un farmaco, incontri sulle risorse geologiche, viaggi nel mondo dei parassiti, discese nell’elettronica nanometrica, laboratori-gioco sulla piramide alimentare e su quella ambientale (in linea con i temi di EXPO Milano 2015), dimostrazioni sul legame virtuoso tra fisica e gastronomia, esperimenti per capire cosa sono e come funzionano laser e fibre ottiche, conferenze sullo stress e sulla possibilità di dire addio al mal di testa e all’eccessiva sudorazione con l’aiuto dell’endoscopia, focus sulla cura degli animali “non convenzionali” (dalle tartarughe di terra e d’acqua dolce a gechi e serpenti, dai pappagalli ai porcellini d’India), osservazioni biologiche e zoologiche, laboratori e attività ludico-ricreative nell’Orto botanico, percorsi di libri in cerca d’autore, appuntamenti per vedere come si fa una mostra, incontri con ospiti illustri (Giancarlo Caselli parlerà della legalità) e molto altro ancora. A fare da guida saranno docenti, ricercatori, dottorandi, assegnisti e studenti dei diversi Dipartimenti dell’Ateneo e dell’Imem – Cnr.
Tra gli appuntamenti speciali: i seminari divulgativi al Palazzo del Governatore e al Plesso Q02 del Campus di via Langhirano; l’inaugurazione del Museo permanente di Cristallochimica al Dipartimento di Chimica (apertura museo dalle 15 alle 20); le mostre interattive “Storia del Personal Computer” e “Pitagora e il suo teorema” al Dipartimento di Matematica e Informatica (dalle ore 15 alle ore 20); i “Racconti di ricerca in piazza” (con la partecipazione di numerose aziende del territorio, a testimonianza del fondamentale ruolo di ricerca e sviluppo nel mondo dell’impresa) e le tante iniziative di “Sperimentare in piazza”, entrambi in piazza Garibaldi.
Evento speciale all’interno della Notte dei Ricercatori sarà l’inaugurazione di “MoRe Spaces – Percorsi dell’archivio del non realizzato”, mostra realizzata a Palazzo Pigorini da MoRe, prodotta dall’Associazione Others che aderisce al CAPAS – Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Parma, insieme a Comune di Parma e Fiere di Parma, in occasione di Mercanteinfiera OFF 2015. La mostra, curata da Elisabetta Modena, Valentina Rossi, Marco Scotti e Anna Zinelli (dottori di ricerca e dottorandi in Storia dell’arte e dello spettacolo dell’Università di Parma), si interroga sul significato e sulle potenzialità dell’esporre progetti mai portati a termine, attingendo dal grande museo digitale MoRE, a Museum of refused and unrealised art projects, che raccoglie, conserva ed espone on-line progetti non realizzati di artisti del XX e XXI secolo. Alle ore 17 conferenza stampa e preview, alle 18,30 sempre a Palazzo Pigorini due incontri-conversazioni sul non realizzato: Luca Marchini, chef del Ristorante L’Erba del Re di Modena, dialogherà su “Il non realizzato in cucina” con Alberto Salarelli, membro del consiglio dello CSAC; e il “mixologist” Oscar Quagliarini parlerà di “Alla ricerca del cocktail impossibile” insieme all’esperto Corrado Beldì, collaboratore di “Zero” e di “Rolling Stone”.
Dalle 19,30 alle 20, allo CSAC, il coro universitario Ildebrando Pizzetti chiuderà in musica il pomeriggio dedicato alle arti a Valserena.
La Notte dei Ricercatori si chiuderà poi con una grande festa finale in piazza Garibaldi, che per l’occasione sarà chiusa al traffico anche per fare circolare la Formula SAE di Unipr Racing Team. “Notte in Festa” è in programmadalle 21,30 alle 24. Cinque band formate da studenti dell’Università di Parma si esibiranno sul grande palcoscenico di Piazza Garibaldi: si tratta di Earthist, Céline, Hotel Monroe, Suncloud e The High Flying Walrus.
Per spostarsi da un polo all’altro della Notte dei Ricercatori sarà approntato un servizio di bus navetta gratuito, attivo dalle 15 alle 20. Fermate: Piazza Garibaldi, Via del Taglio (Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie), Campus, CSAC Abbazia di Valserena.

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25 Settembre 2015: Notte Europea dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2015

notte ricercatoriIl mondo della ricerca scientifica è in costante evoluzione ed anche La Notte Europea dei Ricercatori 2015, che coinvolge in Italia quattro progetti finanziati dalla Commissione Europea, presenta diverse novità per festeggiare alla grande il decimo anniversario di programmazione e coinvolgere un pubblico sempre più numeroso.Università e Centri di ricerca pubblici e privati si mettono in gioco in ventidue città d’Italia ed organizzano centinaia di eventi coinvolgenti e innovativi nei rispettivi territori, al fine di far conoscere l’attività dei ricercatori e l’importanza della ricerca non solo in ambito scientifico, ma anche nella vita quotidiana.
La ricerca italiana è una delle eccellenze del Paese e La Notte dei Ricercatori è l’evento ideale per essere aggiornati e informati sulle più recenti scoperte nei vari ambiti di lavoro degli esperti, che saranno protagonisti ed animatori di incontri, spettacoli, concerti, visite guidate, giochi e varie proposte creative di divulgazione.Anche quest’anno sono tantissimi gli eventi che animano la Settimana della Scienza che si concluderà il 25 settembre con la Notte Europea dei Ricercatori organizzata da Frascati Scienza: circa duecento attività curate dall’Associazione nelle città di Roma, Frascati, Milano, Pavia, Trieste, Pisa, Bologna, Ferrara, Cagliari e Bari. A Roma la decima Notte Europea dei Ricercatori verrà aperta da “The Science Pursuit” un entusiasmante Trivial Pursuit scientifico dove centinaia di partecipanti si sfideranno su prove di biologia, chimica, architettura, elettronica, fisica, informatica, astronomia, matematica.
Una delle grandi novità di quest’anno è la realizzazione del “mercato delle idee”, uno spazio pubblico rigenerato e interamente riprogettato con materiali ecosostenibili che ospiterà a partire dal 20 settembre incontri, presentazioni di libri, esperimenti, video installazioni, laboratori didattici e un “kindergarten” scientifico.
Tutti gli eventi ruoteranno intorno al grande tema della sostenibilità e alla figura chiave del ricercatore che, con le sue competenze in termini di innovazione e creatività, lavora per migliorare la vita di tutti noi. Grande attenzione verrà riservata come sempre agli spettatori più piccoli e alle scuole con centinaia di laboratori diffusi in tutta Italia interamente dedicati a loro. “Come gli altri anni, l’obiettivo della manifestazione è avvicinare il grande pubblico alle tematiche scientifiche e a noi ricercatori” – ha commentato Giovanni Mazzitelli, Presidente di Frascati Scienza. “In occasione del suo decimo anniversario, abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sulla sostenibilità attraverso il ruolo del ricercatore e della scienza per il progresso di una società equa, partecipata e responsabile”.
La Notte Europea dei Ricercatori 2015 avrà particolare rilievo anche in Liguria. Il progetto Party don’t Stop coinvolgerà molte centinaia di ricercatori delle istituzioni pubbliche e private, ricercatori italiani attivi all’estero e ricercatori europei.
Patrizia Garibaldi, responsabile del progetto ligure, spiega: “Il programma di quest’anno comprende proposte di attività ed eventi per approfondire le più innovative e interessanti ricerche, che si svolgeranno in luoghi tra i più simbolici e rappresentativi della regione. Le decine di iniziative ospitate in questi spazi unici per storia e contesto renderanno La Notte Europea dei Ricercatori in Liguria davvero indimenticabile”.
A Genova i ricercatori organizzeranno attività al Porto Antico, da oltre duemila anni cuore della vita economica, culturale e tecnologica della città. Saranno allestiti numerosi stand nello spazio coperto della Piazza delle Feste e all’Acquario, eccezionalmente aperto in orario serale, su un battello che attraverserà il porto e nel Museo di Archeologia Ligure.La Notte Europea dei Ricercatori a La Spezia coinvolgerà la sede dell’Arsenale con il Museo Tecnico Navale: un’opportunità unica per scoprire questo straordinario complesso di archeologia industriale aperto al pubblico per l’occasione e partecipare alle attività organizzate dai ricercatori che operano in ambiti strettamente legati all’ambiente marino.Ad Albenga l’affascinante Giardino Letterario Delfino e il centro storico, con i suoi meravigliosi tesori tardo antichi e medievali, faranno da sfondo alle attività in programma, particolarmente incentrate sui cambiamenti climatici.Una novità per l’edizione ligure 2015 de La Notte Europea dei Ricercatori è rappresentata dalla sede della stazione MARECO di Bonassola, dove i ricercatori studiano le onde in un contesto ambientale e paesaggistico di grande bellezza e suggestione.Il Piemonte si sta preparando ad accogliere l’evento del 25 settembre con il tour presso tutte le città coinvolte (Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Torino e Verbania) di un totem multimediale che racconta le nove edizioni passate e lancia gli eventi in programma per il decimo anniversario.Andrea De Bortoli, Direttore Centro Interuniversitario Agorà Scienza e Coordinatore del progetto Tracks – Notte dei Ricercatori in Piemonte, presenta con soddisfazione il dato di partecipazione che emerge dai primi nove anni di storia dell’evento: “L’entusiasmo degli organizzatori piemontesi è cresciuto di edizione in edizione: nel 2006 erano coinvolti circa cento ricercatori, per l’edizione del 2015 è prevista la partecipazione attiva e diretta di circa settecento. Credo che il modo migliore di festeggiare questo decimo anniversario sia ringraziare i ricercatori italiani, che, con la loro passione, riescono a portare avanti progetti di altissimo livello e a coinvolgere sempre di più il pubblico”.Tante le attività in programma a Sharper, coordinato da Psiquadro, in occasione del decimo anniversario de La Notte Europea dei Ricercatori per condividere con il pubblico di Perugia, L’Aquila e Ancona il mondo della ricerca e le sue eccellenze. Una miscela di divertimento e di conoscenza per scoprire come i ricercatori contribuiscono allo sviluppo e al futuro della propria città.A L’Aquila riflettori puntati su “Back to the future”. Siamo nel 2015, sono passati 26 anni da quando, nel celebre film Ritorno al futuro 2, Marty McFly viaggia nel tempo per arrivare fino al 21 ottobre 2015. Marty arriva in un mondo pieno di stranezze e invenzioni che a lui paiono incredibili.quanto siamo lontani da queste “stramberie”? Ma, soprattutto, come sarà il mondo tra 30 anni? Back to the future: un’ottima occasione per scoprire cosa ci riserva il futuro.Divulgare la scienza presso il grande pubblico, avvicinare ed appassionare al mondo della ricerca in particolare i giovani che devono affrontare la scelta del proprio cammino professionale sono tra i principali obiettivi ambiziosi delle iniziative de La Notte Europea dei Ricercatori in Italia, confortati dagli eccellenti e crescenti successi di affluenza e gradimento ottenuti nelle edizioni degli scorsi anniLa figura del ricercatore, corrispondente spesso nell’immaginario comune a quella di uno scienziato che opera in un contesto poco accessibile, in questi eventi viene avvicinata dai cittadini all’interno di iniziative di divulgazione e conoscenza, che utilizzano una comunicazione informale e creativa, appositamente studiata per coinvolgere ed interessare tutti.

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