Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Una sola ricetta per la Sanità in crisi: assunzioni e stabilizzazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2022

Ha avuto successo la mobilitazione nazionale di USB nell’ultima settimana di giugno per denunciare lo stato di profonda crisi della sanità e per chiedere con forza assunzioni, scorrimento delle graduatorie e stabilizzazione del personale precario.In attesa dell’ultima manifestazione, a Milano il 5 luglio, i presidi tenuti davanti alle sedi istituzionali regionali hanno visto la partecipazione di tante lavoratrici e di tanti lavoratori della sanità oltre a riscuotere una notevole attenzione mediatica, dalla Calabria alla Campania, dal Lazio alla Sardegna, in Toscana e nelle Marche così come in Liguria, Friuli Venezia Giulia e in Puglia, dove l’azione si è caratterizzata con l’occupazione della sede della ASL di Taranto per ottenere l’assunzione delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati durante l’emergenza Covid e poi messi da parte.Sono state tante le interlocuzioni istituzionali ottenute ed in tutte le sedi è stato ribadito che senza assunzioni e senza investimenti la sanità pubblica è destinata a morire. Abbiamo evidenziato quanto questo stato di cose abbia conseguenze pesantissime sul personale in termini di stress lavoro correlato, quanto le aggressioni siano diretta conseguenza delle carenze di organico, quanto sia immorale mantenere il tetto di spesa sul personale e quanto abbiano subito una incredibile accelerazione i processi di privatizzazione, che producono solo sfruttamento.Le risposte purtroppo non sono state incoraggianti ed abbiamo assistito al solito scaricabarile sulle politiche sanitarie nazionali ed a una totale mancanza di assunzione di responsabilità da parte delle governance sanitarie regionali.È indispensabile quindi continuare con la protesta e con le iniziative perché non abbiamo nessuna intenzione di permettere lo smantellamento della sanità pubblica e di consentire che le risorse vengano destinate magari alle armi e alla guerra.Per questo il settore Sanità sarà parte attiva della mobilitazione che USB ha lanciato per l’autunno con l’obiettivo della cacciata di Draghi e del suo governo, che nulla sta facendo per migliorare le nostre condizioni di vita e anzi, con le folli scelte intraprese sul piano internazionale, contribuisce in maniera determinante all’aumento dell’inflazione e della conseguente erosione del potere di acquisto dei salari, che sta mettendo sempre più in difficoltà ampi strati di popolazione. By Unione Sindacale di Base – Sanità

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La ricetta di Mosaico Verde per rendere più verde l’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2022

Nell’incontro tenutosi a Roma in questi giorni AzzeroCO2 ha illustrato i risultati raggiunti tra il 2018 e il 2022 grazie al lavoro sinergico tra pubblico e privato: 286 gli ettari riqualificati in 130 aree gestite da Comuni e Enti Parco di 16 regioni italiane. Gli interventi realizzati – da nord a sud d’Italia – hanno l’obiettivo di rispondere alle esigenze specifiche dei territori: sono perciò progettati ad hoc e includono, nella prima fase di attecchimento delle piante, sempre un piano di manutenzione integrativo rispetto a quello programmato dagli Enti che gestiscono le aree.In generale, nelle aree urbane si privilegia la creazione di boschetti antismog, di barriere fonoassorbenti per mitigare il rumore causato dal traffico veicolare, l’aumento delle zone d’ombra per consentirne la fruizione da parte dei residenti e il miglioramento dell’aspetto paesaggistico attraverso l’utilizzo di specie arbustive con fioriture gradevoli.Nelle aree periferiche e nelle zone parco si va solitamente a progettare interventi dall’aspetto naturaliforme, per aumentare o ricostituire la copertura arborea e ridurre l’effetto isola di calore nelle stagioni più calde, ripristinare la biodiversità attraverso l’impiego di specie autoctone, privilegiando quelle che forniscono cibo e riparo all’avifauna e rimuovendo quelle straniere e infestanti che spesso sono state impiegate in passato perché di facile attecchimento. La cosa più importante è che ogni intervento è un progetto a sé stante e risponde a specifiche necessità, ma soprattutto è immaginato per crescere nel tempo e raggiungere la maturità necessaria per sopravvivere in autonomia. Lo sanno bene le aziende, ad oggi 36, che hanno scelto di integrare Mosaico Verde nelle loro strategie di Responsabilità Sociale d’Impresa, e che hanno scelto di restituire al territorio in cui operano o in cui risiedono i loro stakeholder un po’ del valore generato delle proprie attività. 127 i Comuni e gli Enti parco che hanno aderito e oltre 30 quelli in corso di adesione: nella maggior parte dei casi si tratta di realtà pubbliche che, non avendo risorse sufficienti per incrementare le aree verdi o gestire in modo sostenibile quelle esistenti, le hanno rese disponibili all’interno della campagna, dando loro una seconda opportunità.Dissesto idrogeologico, consumo di suolo, incendi boschivi, perdita di biodiversità, sono alcuni dei nemici da combattere e AzzeroCO2, attraverso la campagna Mosaico Verde, lo fa piantando alberi e recuperando e gestendo in maniera sostenibile le aree boschive esistenti, in collaborazione con i gestori delle aree e le ditte specializzate. Una risposta concreta per ridare nuova linfa vitale al patrimonio naturale del Paese, attraverso la creazione di luoghi di condivisione e di ristoro, dove è possibile socializzare, fare passeggiate, vivere nuove esperienze a contatto con la natura e crescere consapevoli dell’immensa ricchezza di cui disponiamo: gli alberi.

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“La ricetta dematerializzata deve restare”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

Con la fine dell’emergenza e delle imposizioni di legge, da domani potremmo tornare a vedere le file negli studi dei Pediatri di Libera Scelta, solo per ottenere la stampa della prescrizione farmaceutica o dell’accertamento diagnostico. Non possiamo permetterci, peraltro in un momento di ripresa dei contagi, di perdere una risorsa così strategica per la salute dei bambini e delle loro famiglie, per il contenimento del virus e per l’ottimizzazione del lavoro nei nostri studi”. Questo l’allarme di Antonio D’Avino, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), alla vigilia della fine dello Stato d’Emergenza. “Condividiamo la richiesta della FIMMG e del suo Presidente Silvestro Scotti – conclude D’Avino – nel richiedere un’ordinanza immediata della Protezione Civile che consenta almeno di prorogare la possibilità di dematerializzare le ricette SSN. Le attuali procedure sulla prescrizione elettronica, in attesa che anni di confronti sull’implementazione del fascicolo sanitario elettronico diano i loro frutti, ci consentono e speriamo ci consentiranno ancora, di risparmiare ai cittadini lunghe attese nei nostri studi e inutili rischi di contagio, ma anche di evitare la stampa di milioni di ricette cartacee. Un altro modo per stare nel futuro della Sanità, contemplando anche l’impronta ambientale di chi vi opera”.

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La ricetta bianca elettronica ora è realtà ma non mancano le criticità

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

La medicina generale accoglie con favore la ricetta bianca elettronica ed è già pronta ad utilizzarla, ma la novità porta dati sensibili degli italiani ai database dei ministeri economici e andrebbe fatta una riflessione sulle implicazioni che ciò può avere sulla privacy degli assistiti. Il medico di famiglia potrebbe far bene a chiedere prima al suo paziente se voglia o meno che una prescrizione di questo tipo sia effettuata online. È la riflessione di Paolo Misericordia, medico di famiglia e responsabile del Centro Studi Fimmg. Con sette giorni di ritardo – partenza il 7 febbraio anziché il 31 gennaio – la ricetta bianca elettronica è diventata una realtà in Italia. Dopo la ricetta “rossa” per farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale, del tutto dematerializzata due anni fa, l’entrata in vigore di un decreto del dicembre 2020 fa in modo che il medico possa ora prescrivere al computer medicine pagate dai pazienti. Dal processo di dematerializzazione restano esclusi solo galenici realizzati in farmacia ed alcuni medicinali stupefacenti che richiedono ricetta ministeriale a ricalco. Il farmacista può consultare sul sistema Ts il codice della ricetta come già avviene per i medicinali a carico Ssn, o in alternativa può farsi leggere dall’assistito al telefono il codice abbreviato a quattro cifre; l’utente non dovrà passare nello studio del suo medico ma solo esserne avvertito che gli è possibile prelevare la medicina in farmacia. Dopo lo slittamento dovuto all’adeguamento di alcuni parametri tecnici, da oggi tutte le farmacie italiane devono essere in grado di trattare le ricette bianche dematerializzate. A livello di medici di famiglia, si può partire subito in sette tra regioni e province autonome: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Sicilia, Valle d’Aosta e Trento-Bolzano. Ma attenzione: i medici non sono obbligati, almeno in questa fase, ad usare il gestionale, né è obbligatorio compilare la ricetta elettronica per tutte le prescrizioni di farmaci a carico dell’utenza. Si può anche procedere con i vecchi metodi, carta e penna. «La dematerializzazione della ricetta bianca ci piace», premette Misericordia. «Facilita al paziente l’accesso a farmaci che magari deve assumere con continuità. In secondo luogo, la ricetta diventa “spendibile” nelle farmacie di tutta Italia; il lavoratore che si sposta potrà acquistare il farmaco di tasca sua in altra regione. Infine, si semplifica la ricostruzione dei percorsi prescrittivi dei medicinali non a carico Ssn. Certo, è già possibile immagazzinare nei nostri gestionali le prescrizioni effettuate con ricetta bianca e risalire ai consumi del paziente e per patologia, ma adesso questi flussi avranno un riscontro parallelo ad opera di altre piattaforme che non sono solo ad uso e consumo dei medici».E qui arriva la perplessità. «Il Sistema Ts è ideato e gestito da una società del Ministero dell’Economia, Sogei. Ora, se è intuitivo che il Ministero voglia conoscere i flussi prescrittivi per i quali è interessata la spesa del Fondo sanitario nazionale, cioè la spesa statale, non appare altrettanto facile spiegare a tutti i pazienti il motivo per cui si vogliano conoscere i flussi di farmaci pagati direttamente da loro. Bisognerà spiegare dove vanno a finire i dati della ricetta bianca elettronica; non si dovrà sottacere che la ricetta online per farmaci per la disfunzione erettile o di ansiolitici assunti da lunga data verrà immagazzinata da database statali e regionali che in prospettiva potranno ricostruire la storia clinica dell’assistito. Volendo spingerci più in là -aggiunge Misericordia- quello che oggi è un dato terapeutico che può far o meno intuire una condizione ostacolante il conseguimento di una patente di guida o di un porto d’armi, oltre ad essere noto al medico, al paziente ed al circuito in cui si assegna il permesso in questione, sarà noto a terzi operatori. Forse questo non è un problema per il pensionato, ma alcuni lavoratori potrebbero porre problemi di tutela della riservatezza. Coerentemente, il medico di famiglia nel redigere una ricetta elettronica dovrebbe innanzi tutto porsi il problema che il paziente abbia compreso tutto; non è escluso che possa servirci, nei fatti, un’autorizzazione del nostro assistito prima di redigere la nostra ricetta elettronica. Non si tratta di complicare le cose, ma di esercitare tutti, in pari, un diritto ad essere informati delle conseguenze di una novità». By Mauro Miserendino (fonte Doctor33)

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Ricetta bianca dematerializzata: scadenze e operatività per i farmacisti

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

La ricetta bianca dematerializzata è ai nastri (almeno sulla carta): lunedì 31 gennaio è fissato l’avvio ufficiale e le Regioni che, secondo il cronoprogramma, potrebbero essere tra le prime a partire sono otto. E, se per i medici prescrittori non c’è obbligo di abbandonare la carta, secondo quanto prevede la cornice normativa, le farmacie dovranno essere comunque pronte a ricevere e spedire ricette dematerializzate non a carico del Ssn, indipendentemente dall’effettivo avvio sul territorio di riferimento. Ma come funziona il sistema? Le modalità della ricetta dematerializzata non a carico del Ssn sono state definite da oltre un anno, con il Decreto del Ministero dell’Economia del 30 dicembre 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio 2021 e la partenza ufficiale è stata fissata al 31 gennaio 2022. Secondo il cronoprogramma, che comunque non è tassativo, le Regioni in partenza in una prima tranche sono Valle D’Aosta, Bolzano, Trento, Veneto, Emilia-Romagna, a cui si è aggiunta la Lombardia, Piemonte e Sicilia; in particolare, queste ultime si appoggeranno al Sac nazionale, mentre le altre al Sar. Per quanto riguarda la Sicilia, da parte dei medici sono state segnalate alcune difficoltà, che potrebbero risolversi a breve. A seguire, ci saranno Friuli Venezia Giulia e Puglia che dovrebbero partire a fine marzo, mentre Basilicata e Sardegna ad aprile. Successivamente potrebbero aggiungersi anche altre regioni. A ogni modo, nelle Regioni che hanno deciso di avviare la dematerializzazione della ricetta bianca, tutti i medici iscritti all’albo possono utilizzare tale sistema – eventuali eccezioni possono essere indicate dalle Regioni -, ma va detto che non c’è nessun obbligo e sarà comunque possibile continuare a utilizzare la carta. Per quanto riguarda le farmacie, è previsto che siano pronte a ricevere e spedire questa tipologia di prescrizione, adeguando i software, indipendentemente dal cronoprogramma della regione di appartenenza. Questo per garantire la gestione delle ricette di cittadini provenienti anche da altre regioni. In merito alla tempistica, va detto comunque che settimana scorsa è stato messo a disposizione un ulteriore aggiornamento delle specifiche tecniche, con la necessità per le software house di nuovi interventi. Le specifiche sono frutto di un continuo confronto tra le rappresentanze delle farmacie, Fofi e Istituzioni.Per quanto riguarda il funzionamento del flusso, la dematerializzazione della ricetta per farmaci non a carico SSN avviene tramite il sistema tessera sanitaria (SAC, anche mediante SAR) secondo le stesse modalità relative alla ricetta SSN. Come aveva evidenziato di recente Federfarma in una comunicazione, “in fase di prima applicazione, il Ministero della salute ha deciso di escludere i farmaci stupefacenti. Non sono ricomprese le prescrizioni di preparazioni galeniche”. Come si legge, poi, sul sito Tessera Sanitaria, “al termine della compilazione di una ricetta bianca elettronica viene rilasciato dal SAC un numero di protocollo univoco, detto NRBE (Numero di Ricetta Bianca Elettronica) e un numero breve detto PIN-NRBE, più comodo da utilizzare ad esempio per comunicazioni verbali; contemporaneamente viene prodotto un promemoria della ricetta in formato pdf, che può essere stampato dal medico e consegnato al paziente o inviatogli con modalità alternative, come ad esempio tramite e-mail o visualizzato dal paziente stesso nel suo Fascicolo Sanitario Elettronico o in un’apposita area dedicata al cittadino predisposta dal Sistema TS”. Il numero breve o Pin “risulta comodo nel caso in cui il paziente debba dettare il numero di ricetta bianca elettronica al farmacista al momento dell’erogazione dei farmaci. Il farmacista, comunque, leggendo il codice NRBE oppure il PIN-NRBE, unitamente al codice fiscale del paziente, può visualizzare la ricetta bianca elettronica prescritta dal medico ed eventualmente erogarla”. By Francesca Giani fonte farmacista33

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Ricetta bianca dem, attesi piani attuativi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2021

Si chiarisce progressivamente il quadro relativo alla ricetta elettronica bianca, il cui impianto normativo è stato definito attraverso il decreto del Mef di fine dicembre, anche se restano alcuni nodi. Se, da un lato, Sogei fa sapere di essere al lavoro per la definizione dell’operatività e delle specifiche tecniche, dall’altro arriva un chiarimento dal Ministero della Salute su alcuni degli aspetti che riguardano la gestione in farmacia, anche se non tutte le questioni aperte sono state sciolte.La novità della ricetta elettronica per i medicinali non a carico del Ssn è contenuta nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (GU n. 11 del 15 gennaio 2021), che è entrato in vigore il 30 gennaio e che di fatto ne ha strutturato l’impianto normativo e descritto il flusso. In merito invece alla operatività in farmacia, come era stato segnalato, diversi sono i nodi aperti e come riferito da Fofi in una nota, su alcuni è arrivato il chiarimento dal Ministero della Salute. In particolare, un punto riguardava l’obbligo di conservazione delle ricette mediche non ripetibili: il Ministero ha confermato che “non è necessario che il farmacista proceda alla stampa del promemoria cartaceo ai fini della conservazione, ma tale obbligo può considerarsi correttamente adempiuto mediante la conservazione elettronica della ricetta bianca Dem chiusa sul Sac”. Un altro aspetto toccato dal Ministero riguarda “le modalità di gestione del promemoria fissate dall’art. 3 del decreto”. Come si ricorderà, in merito alla trasmissione del promemoria dal paziente alla farmacia, il decreto ha distinto due fasi, quella legata al periodo emergenziale (art. 4) e quella invece a regime, l’articolo 3. In particolare, per il Ministero le indicazioni contenute in tale articolo (“Promemoria della ricetta elettronica. Modalità a regime della disponibilità attraverso altri canali”) valgono “per entrambe le fattispecie di ricette dematerializzate e, dunque, sia per le prescrizioni di medicinali a carico del Ssn sia per quelle di medicinali con oneri a carico del privato”. Il dubbio era sorto anche a fronte di una dicitura nella legge non chiara.Ma che cosa si prevede? “L’assistito può accedere al Sac, anche tramite Sar, con Spid o Cns, ad una apposita area del portale http://www.sistemats.it, al fine di:
a) consultare e scaricare le proprie ricette elettroniche generate dai medici prescrittori e i relativi promemoria dematerializzati;
b) richiedere l’utilizzo del promemoria dematerializzato, selezionando la farmacia presso la quale spendere il medesimo promemoria.
Il cittadino qualora non fosse dotato di Spid o Cns, può accedere ad un’area libera del portale del Sistema Ts inserendo il Codice univoco della ricetta, il suo codice fiscale e la data di scadenza della tessera sanitaria. In tale contesto il cittadino potrà accedere alla sola ricetta inserita, e svolgere le stesse attività indicate. Il Sac, anche tramite Sar, a fronte della richiesta da parte del cittadino, invia una notifica alla farmacia prescelta. Nel caso in cui i farmaci siano disponibili ed erogabili, la farmacia accetta la richiesta e provvede alla «presa in carico» e alla successiva erogazione. Il Sac provvede a darne immediata notifica all’assistito che provvede al ritiro presso la farmacia. Resta ferma la disponibilità del promemoria nel Fse.
In una circolare di qualche giorno fa, la Fofi, aveva ribadito, pertanto, che il cittadino, nella fase a regime, “potrà utilizzare il promemoria esclusivamente recandosi di persona in farmacia ovvero attraverso il sistema Sac, anche tramite Sar. In regime ordinario, non è ammessa la trasmissione del promemoria dal cittadino alla farmacia tramite Sms o posta elettronica ovvero attraverso il ricorso ad ulteriori applicazioni informatiche”. Tra le questioni che restano aperte, come riferito da Fofi, “si segnala, inoltre, che eÌ stato richiesto un parere al Dicastero sull’ambito di applicazione del decreto ed, in particolare, se lo stesso debba intendersi riferito anche alla prescrizione di preparazioni galeniche e di medicinali stupefacenti”. Francesca Giani fonte Farmacista33 in abstract

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«La ricetta per il futuro sulla pandemia è impegnarsi politicamente»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

È l’appello lanciato dal professor Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da Coronavirus, nel corso del webinar “Covid-19 a tavola: tra falsi miti e realtà scientifica. Cosa pensano gli italiani e cosa consigliano gli esperti” promosso dal centro di ricerca Engage Minds Hub della Cattolica, campus di Cremona.«Anche per noi scienziati – ha detto Ricciardi – non è più il tempo di dedicarci solo ai lavori scientifici, di pubblicare lavori ad alto impact factor, di parlare ai congressi. Se la decisione politica non viene basata sull’istruzione, sull’alfabetizzazione, sulla messa in sicurezza e sui comportamenti corretti corriamo il rischio di ricadere nella stessa situazione a breve. Se questo terremoto non ci ha insegnato qualcosa»«Dobbiamo impegnarci politicamente e invito tutte le persone di buona volontà a farlo. Questo significa distogliere purtroppo un po’ di tempo e di risorse dai lavori scientifici per far sì che le nostre intuizioni, le nostre evidenze, le nostre proposte vengano recepite, perché se no si tornerà a ricostruire sulla stessa falda e questo genererà nuovi terremoti e nuove paure». Secondo il professor Ricciardi «questo fa la differenza tra i paesi antisismici, cioè quelli che fanno le cose prima, e i paesi sismici che costruiscono le cose soltanto dopo le distruzioni».
«Impegnarsi politicamente, non c’è altra ricetta», ha affermato Ricciardi. «Io vengo da una università in cui questo incoraggiamento viene direttamente dal Papa. Francesco ha detto: “Se volete che le cose cambino, i cristiani, i cattolici devono diventare rivoluzionari. Io non arrivo a dire tanto, ma bisogna impegnarsi a cambiare le cose».Ricciardi ha concluso il suo intervento con uno sguardo all’Europa: «In Italia ci stiamo giocando un campionato del mondo in condizioni di difficoltà: il 17 e il 18 luglio al Consiglio d’Europa si giocherà una partita decisiva sul Recovery Fund. L’Italia non ci arriva molto bene: il “liberi tutti” della pandemia è come l’“abbassiamo le tasse” sul fronte fiscale: è come sventolare un panno rosso davanti ai Paesi rigoristi del Nord-Europa. Ma se andiamo a dire che i soldi che chiediamo ci servono per fare quello che abbiamo fatto fino a ora non penso che si vada lontano, soprattutto per un Paese che ha il 150% di debito pubblico e che quindi dipende dagli altri per la sopravvivenza».

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Da Senior Italia FederAnziani la ricetta della longevità in 50 punti

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Quali sono i campanelli di allarme ai quali prestare attenzione per intercettare precocemente le principali patologie della terza età? Quali i grandi errori più comuni da evitare e quali gli screening a cui sottoporsi? A queste domande risponde il manifesto per la longevità in cinquanta punti che arriva da Senior Italia FederAnziani in collaborazione con le società scientifiche coinvolte nei lavori del VII Congresso della Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute, svoltosi a Rimini con l’obiettivo di fornire ai senior delle indicazioni chiare su come tutelare al meglio la propria salute, essere più consapevoli dei rischi e dei comportamenti da adottare.Parallelamente, nelle aree dedicate, gli oltre 6.000 visitatori hanno potuto sottoporsi a screening gratuiti di dermatologia, cardiologia, diabetologia, osteoporosi, oftalmologia. Tutti questi dati, integrati con quelli provenienti dagli screening che Senior Italia sta portando sul territorio nazionale, porteranno alla costituzione di un vero e proprio database per indagini “real life” sull’attuale stato di salute della popolazione senior.
Nell’ambito dei lavori congressuali, oltre 200 esperti tra esponenti delle società medico-scientifiche, della medicina generale, ambulatoriale, delle associazioni regionali di distretto, infermieri, farmacisti, professionisti dell’area sanitaria, riuniti in 17 dipartimenti tematici dedicati ad altrettante aree terapeutiche, hanno contribuito alla redazione di un Manifesto a misura di senior che contiene indicazioni di carattere generale e indicazioni specifiche su prevenzione e stili di vita legate alle singole aree, ovvero audiologia, dermatologia, diabetologia, fibrillazione atriale, fragilità ossea, incontinenza, ipertensione, oftalmologia, oncologia, patologie valvolari, parodontologia, psichiatria, respiratorio, reumatologia, urologia, tecnologie applicate alla salute.
Tali raccomandazioni hanno una forte ricaduta sullo stile di vita di tutti i giorni e sono volte a prevenire e modificare, laddove possibile, gli effetti più devastanti dell’invecchiamento. In particolare, tra le indicazioni più importanti, ricordiamo: misurare periodicamente la pressione arteriosa, aderire agli screening proposti e sottoporsi a visite di controllo, seguire scrupolosamente le terapie, in caso di mancanza di efficacia o di effetti collaterali non sospendere autonomamente la terapia ma rivolgersi al proprio medico curante, ma anche mantenere rapporti affettivi e sociali appaganti e fare attenzione ai diversi campanelli d’allarme che possono segnalare una patologia non diagnosticata. E ancora: astenersi dal fumo di sigaretta ad ogni età, seguire una equilibrata alimentazione, moderare l’introito di alcool evitando assolutamente i superalcolici, dedicarsi ad una sana attività sportiva, favorire un’esposizione protetta alla luce solare. Consigli riassumibili in un facile promemoria 0-1-5-30, ovvero 0 sigarette,1 bicchiere di vino al giorno, 5 portate di frutta, verdura ed ortaggi, 30 minuti di attività fisica. I lavori dei singoli dipartimenti hanno evidenziato tutti i segnali d’allarme cui prestare attenzione e che possono essere il preludio di patologie severe in grado di mettere in serio pericolo l’autosuffcienza e la vita. Per esempio l’aumento della sete, l’aumento della quantità di urina, aumento del senso di fame, disturbi della sfera sessuale, formicolii e perdite di sensibilità, che sono spesso sintomi di presentazione del diabete; la difficoltà ad ascoltare la televisione o il telefono, la necessità di far ripetere le parole, la difficoltà a partecipare ad una conversazione, fischi e ronzii possono rappresentare invece la spia di problemi uditivi; la presenza di crosticine che cadono e si riformano deve spingere a consultare il medico; l’affanno e il dolore toracico possono essere sintomo di una patologia cardiaca, mentre l’urgenza di urinare o defecare le piccole perdite durante gli sforzi, potrebbero essere sintomi di incontinenza; bisogna prestare attenzione anche allo stato di salute degli occhi, andando dal medico curante in caso di bruciore, prurito, lacrimazione, difficoltà ad aprire gli occhi al mattino; quando si parla di prevenzione in oncologia i sintomi da non sottovalutare sono perdite di sangue anomale, stitichezza o diarrea che non passano, insorgenza di anomalie della mammella, perdita di peso o stanchezza non volontarie, tosse persistente nel tempo; un malfuzionamento delle valvole cardiache invece può essere segnalato da stanchezza, fame d’aria, gambe gonfie, aumento ingiustificato del peso, palpitazioni/batticuore, insonnia, dolore toracico, svenimenti; anche il russare non va preso alla leggera dal momento che, insieme alla mancanza di fiato e alla tosse che si prolunga per oltre due settimane è una possibile spia di malattie respiratorie; tra i sintomi più difficili da comprendere e da raccontare, per l’anziano, ci sono quelli di ambito psichiatrico: in questo caso il vademecum invita a non vergognarsi e a parlare col medico, considerando come sintomi di patologie la perdita di piacere ed interesse per le attività della vita quotidiana, il ritiro sociale, la stanchezza immotivata, l’alterazione dell’appetito, la minore efficienza nell’affrontare le attività usuali, la difficoltà ad adattarsi alle novità. In sintesi, gli obiettivi di Senior Italia sono sensibilizzare la popolazione over 65 su alcuni aspetti relativi agli stili di vita e sull’importanza della loro correzione ad ogni età e poi dare la possibilità a tutti i senior di riconoscere i campanelli d’allarme delle più importanti patologie della terza età per potersi curare tempestivamente e vivere meglio e più a lungo.

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La ricetta Di Maio su Alitalia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

(Fonte: Sole 24 Ore del 12 ottobre edizione cartacea) “Una Newco con Ferrovie dello Stato, un partner tecnico strategico, la partecipazione di Cassa depositi e prestiti e del ministero dell’Economia con una quota del 15%. Questo il progetto a cui sta lavorando il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio per il rilancio di Alitalia, che sarà spiegato oggi all’incontro con i sindacati della compagnia di bandiera. Le linee guida del progetto sono anticipate dal Sole 24 Ore”. “Arriveremo alla scadenza del 31 ottobre – spiega il ministro Di Maio nell’intervista al quotidiano diretto da Fabio Tamburini – con una manifestazione di interessi con offerta vincolante per Alitalia”. Nessuna proroga è prevista, aggiunge Di Maio, per il prestito ponte da 900 milioni concesso dal precedente Governo e che dovrebbe essere restituito da Alitalia entro il prossimo 10 dicembre. Importante il tema del prestito, perché “il ministero dell’Economia convertirà in equity parte del prestito con cui coprirà la quota del 15% di partecipazione nella Newco”. La nuova società, secondo il progetto del ministro Di Maio, avrà una dotazione iniziale di due miliardi “che consente ad Alitalia di tornare competitiva e di avere nuovo slancio. Una dotazione che le consente di emergere dalla linea di galleggiamento”.

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Crollo ponte: La ricetta di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

“Fratelli d’Italia porterà in Parlamento la voce di Genova e della Liguria: presenteremo al governo una interrogazione e chiederemo un intervento urgente attraverso lo stanziamento di fondi straordinari per il potenziamento del trasporto su ferro e per la realizzazione di un piano di viabilità alternativa; il completamento nel più breve tempo possibile del raddoppio della tratta ferroviaria Andora – Finale Ligure; la certezza della realizzazione della Gronda di Genova che rappresenta una infrastruttura di fondamentale importanza per alleggerire il traffico sul tratto dell’autostrada A10; la costruzione di un ponte alternativo al Ponte Morandi. Genova ha bisogno di un piano straordinario e i genovesi non possono più pagare le conseguenze di scelte politiche sbagliate che per oltre 20 anni hanno guardato agli interessi dei partiti e non della citttà”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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La ricetta di Gian Antonio Stella per salvare l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 20 Maggio 2012

“Ci vogliono secoli per creare un paesaggio ricco e meraviglioso come quello italiano. Basta un assessore corrotto per distruggere tutto”: così, parafrasando Benedetto Croce, l’editorialista del “Corriere della Sera” Gian Antonio Stella ha esordito nel suo discorso sulle bellezze e – ahinoi – bruttezze del nostro Paese.
Accompagnato ad Art&Tourism dal collega e co-autore di Vandali! L’assalto alle bellezze d’Italia, Sergio Rizzo, Stella ha allietato e avvilito al contempo il primo giorno della fiera dedicata al turismo culturale con dati e numeri da brivido: il Belpaese è sì la nazione più ricca al mondo di Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, ma è anche un Paese capace di ricavare da essi un terzo di quanto non ricavi la Cina (che ne possiede molti meno) dai suoi. Di più: nel 1970 l’Italia era il Paese più visitato dai turisti in tutto il mondo, oggi è solo il quinto. E ancora: il museo del Louvre incassa da solo, in un anno, 36 milioni di euro in più di tutte le città d’arte italiane messe insieme. Ma la scarsa valorizzazione del patrimonio culturale italiano non è l’unico dramma del nostro Paese, dove abbondano sprechi, ecomostri, brutture, cementificazione e ogni tipo di squallore. Basti pensare a Villa Adriana, “vicino alla quale vogliono costruire una discarica”, sempre secondo Stella, o agli scavi di Pompei, abbandonati al loro destino. “Per non parlare della Cittadella di Alessandria – ha sostenuto Rizzo – dove è nato il Risorgimento: un grande esempio di architettura militare in pieno degrado”. Tutto ciò mentre le coste vengono divorate da palazzoni di cemento e la gente, “come a Scampia”, secondo Stella, è costretta a vivere nello squallore urbano. Un crescendo di orrori che ha portato il giornalista a invocare ironicamente l’intervento delle Frecce Rosse per “bombardare le bruttezze d’Italia”, scatenando l’ilarità nel numerosissimo pubblico di Art&Tourism. Meno ironica ma non meno sorprendente l’altra, reale idea di Stella per salvare la Penisola: raggruppare in un solo ministero l’ambiente, il turismo e i beni culturali. Per un’ottica comune con la quale affrontare la gestione dell’enorme ricchezza artistica e paesaggistica italiana, un dicastero realmente capace di farsi sentire e di “battere i pugni” quando si tratta di prendere le decisioni. Nel nostro Paese non mancano comunque, secondo le due firme del “Corriere”, esempi di gestione virtuosa del patrimonio culturale: è il caso, tra gli altri, della Reggia di Venaria, alle porte di Torino, passata in meno di dieci anni dall’abbandono allo splendore. Una storia positiva per continuare a sperare.

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Caos pronto soccorso: la ricetta dei medici di famiglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2012

Ospedale San Filippo Neri - Roma - Ingresso Pr...

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“È necessario realizzare quanto prima un modello di intensità di cure e complessità assistenziale adeguato a sostenere la nuova organizzazione del lavoro, migliorando così l’efficienza e la valutabilità del Servizio Sanitario Nazionale. È questa la condizione preliminare perché si possa prevedere l’apertura degli studi dei medici di famiglia per 12 e 24 ore”. La Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) avanza proposte concrete per far fronte al problema del sovraffollamento dei pronto soccorso e si rivolge direttamente al Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi. “Vogliamo essere protagonisti della riorganizzazione delle cure primarie – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG – e ci faremo carico delle esigenze legate alla maggiore copertura assistenziale e alle nuove responsabilità professionali. Ma siamo preoccupati perché siamo stati esclusi dal tavolo di lavoro che porterà alla stesura del nuovo Patto per la Salute, anche se negli ultimi anni abbiamo affrontato risolutamente i temi dell’efficienza, della valorizzazione delle prestazioni, della valutazione dell’outcome clinico e del pagamento a risultato per obiettivo di cura. Continua purtroppo a prevalere una visione ‘iusragionieristica’ del Servizio Sanitario Nazionale. Per compensare il minor finanziamento rispetto al fabbisogno stimato, s’ipotizzano soluzioni quasi esclusivamente a carico dei percettori delle prestazioni. In questo modo si rischia di alterare il patto sociale che costituisce la base fondante del SSN”. Secondo la SIMG la globale riorganizzazione delle cure primarie migliorerà la regolazione dell’offerta, rimodulerà i servizi e assesterà il rapporto con le prestazioni specialistiche ospedaliere, compensando così in tre anni il definanziamento ed il disavanzo strutturale del Servizio Sanitario Nazionale. “Ma devono essere affrontate in sede tecnica – conclude il dott. Cricelli -, con esclusivo riguardo e attenzione alle competenze delle parti, le proposte e le soluzioni disponibili superando una volta per tutte le attuali limitazioni ed esclusioni”.

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Economia: La ricetta è la stessa

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2012

Mario Monti va negli Stati Uniti. Incontra Obama e i vertici della finanza e dell’economia americana. Li rassicura per ciò che il capitalismo si attende. Indica la misura degli interventi che lo tutelino nei suoi interressi primari, nei suoi profitti, e se ne fa garante. Ma ci siamo chiesti qual è il prezzo di tutto ciò? Un prezzo per essere chiari e franchi che nella sua tradizione il capitalismo ha fatto e continua a far pagare solo ai ceti più deboli. Ma sia chiaro. Non è una preconcetta opposizione, fine a se stessa, verso l’accrescimento della competitività dei sistemi paese, verso la sua piena apertura e una maggiore concorrenza. E’ che tutto questo lo si debba fare a spese delle aree economicamente e socialmente più esposte al rischio povertà. Significa che se emergenza è, se si riconosce una necessità che è quella di riformare per rendere i mercati più flessibili e in pari tempo più competitivi, occorre fare della crescita un’occasione per creare nuove risorse o opportunità lavorative e partire dal presupposto che è necessario in pari tempo un’equa ridistribuzione delle ricchezze che sviluppiamo. In altri termini se un paese cresce, se le macchine della produzione industriale vanno a pieno regime il fattore lavoro non va umiliato, rendendolo ai margini del profitto, ma esaltandolo. E occorre anche avere la capacità di saper crescere nel rispetto di regole condivise che attraversano il mondo del lavoro e del capitale e si fissano nella società civile poiché la perdita di potere non sta tanto nella debolezza di una economia quanto negli sprechi che essa produce nel corso d’opera. Ma la forza di un sistema dipende anche dal riconoscimento o meno dei valori che intendiamo fondanti quali il lavoro, la salute e, nel suo insieme il diritto alla vita e a vivere. Progresso significa sconfiggere la povertà, le malattie, le carestie,l’incapacità di disporre un’equa ridistribuzione delle risorse. L’essere umano va riabilitato per ciò che è e non per ciò che ha, e la natura che lo ospita con esso. Se questi principi acquistano valore noi possiamo dire di aver raggiunto un livello di maturità culturale, civile e sociale adeguato ai nuovi tempi. In caso contrario ritorneremo al lato oscuro delle nostre coscienza, al risveglio della barbarie. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Per i medici scatta l’obbligo di indicare il generico in ricetta

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

È confermata nel decreto sulla Liberalizzazione uscito dal Consiglio dei Ministri la norma che obbliga il medico a indicare in ricetta, accanto alla prescrizione, la dicitura «o farmaco equivalente se di minor prezzo», con l’unica eccezione per la presenza «di ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico». L’obbligo è previsto dal momento in cui è immesso in commercio un farmaco generico e si estende anche alla specificazione dell’inesistenza del farmaco equivalente. La norma aveva fatto infuriare i medici già nel momento in cui è circolata in bozza. Secondo i sindacati della medicina generale in particolare si tratterebbe di un provvedimento che mina la loro autonomia e libertà prescrittiva.(fonte farmacista33)

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Sicurezza stradale e “ricetta” Maroni

Posted by fidest press agency su martedì, 16 agosto 2011

03/06/2010 Manifestazione «Progetto di Educazi...

Image by Purple Phoenix via Flickr

Dj Aniceto, uno dei dj più impegnati nel sociale, membro della “Consulta degli operatori ed esperti per le politiche goverantive anti droga a palazzo Chigi” e testimonial di campagne antidroga e alcol al Chiambretti Night su canale 5, appoggia il ministro Maroni per la sua proposta di legge per l’introduzione dell’Omicidio Stradale.
Chi uccide qualcuno guidando sotto l’effetto di alcol o droga, uccide. Punto. Non ci sono giustificazioni.Per me va punito e anche pesantemente. Ecco perchè sono d’accordo con la proposta di legge del ministro dell’interno Maroni per l’introduzione dell'”omicidio stradale”! – ha affermato Dj Aniceto, – Però per guadagnare tempo, pubblicizziamo a più non posso le ‘buone’ leggi che già sono in vigore, trovo infatti scandaloso, come ho ribadito già pochi giorni fa, che quasi la totalità dei ragazzi non conosce che il nuovo Codice della Strada ha introdotto, da febbraio, la ‘tolleranza zero’ su alcol e droga per gli under 21 e per i neo patentati’ In un’Italia dove purtroppo è molto triste constatare che ci vuole sempre la durezza per imporre alcuni diktat sul benessere del singolo, la non conoscenza di una legge salvavita cosi importante mi sembra un’assurdità specialmente, in questo periodo di vacanza e spensieratezza. Quindi destiniamo le nostre energie anche a pubblicizzare questa legge, spero nella sensibilità di tutti, sicuramente i giovanissimi venendone a conoscenza ci penseranno due volte prima di mettersi alla guida ‘sballati’ e perdere la tanto agognata patente. Dando cosi un contributo alla diminuzione delle cosiddette ‘stragi del sabato sera’, che in un vero bollettino di guerra della notte contano circa due morti alla settimana. In Italia siamo indietro di vent’anni rispetto a paesi come la Germania e l’Inghilterra dove esiste in un gruppo di amici ‘il guidatore designato’: tra amici uno a turno, l’autista della comitiva, beve acqua o “soft drink” per garantire la sicurezza stradale e pene durissime. O altrimenti si cammina a piedi, su taxi e sui mezzi pubblici a prezzi molto ‘low cost’ che in alcune località di vacanza funzionano anche tutta la notte
Vi ricordiamo che Robbie Aniceto, inoltre, è attualmente impegnato in una campagna contro tutte le dipendenze sui maggiori social networks, e promuove eventi in discoteca sulla sicurezza stradale e contro i ‘paradisi artificiali’.

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Farmaci da banco: Istruzioni per l’uso

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2011

I farmaci da banco (OTC) sono quelli venduti senza ricetta medica e sono a carico del cittadino. Il fatto che siano venduti liberamente potrebbe indurre a considerare di poco importanza la dose e le modalita’ di assunzione. Non è cosi.Alcuni consigli sembrano ovvi ma e’ bene ricordarli.
Leggere il foglietto illustrativo per i possibili effetti secondari;
Individuare il principio attivo per evitare la sovrapposizione con altri farmaci dal nome commerciale diverso ma con lo stesso principio attivo;
Somministrare la quantita’ corretta indicata nel bugiardino: le dosi variano per eta’ e anche per peso corporeo;
Verificare la compatibilità tra i diversi farmaci che si assumono;
Utilizzare, quando c’e’, l’apposito dosatore. Non bere direttamente dal contenitore;
Chiudere bene il tappo. I farmaci contenenti ferro sono causa di avvelenamento dei bambini;
Conservare i farmaci in luogo sicuro. Alcuni farmaci sono colorati e …zuccherini, “ghiotta” occasione per i bambini;
Controllare lo stato della confezione e la data di scadenza.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Ricetta medica elettronica

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

In una lettera inviata ieri al collega Giulio Tremonti, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta sottolinea come dalla realizzazione della ricetta medica elettronica, prevista dalla normativa vigente in materia di controllo della spesa medica, potranno derivare consistenti benefici sia per il bilancio statale, sia nella qualità del servizio reso ai cittadini. “La normativa, tuttavia – precisa Brunetta – demanda ai provvedimenti attuativi del tuo Ministero l’avvio della diffusione della suddetta procedura telematica”.  Il ministro Brunetta ricorda al collega Tremonti di avergli già proposto, con una lettera dello scorso 25 ottobre, un incontro “con i nostri collaboratori per individuare una condivisa linea di indirizzo che portasse alla sollecita realizzazione di questo importante obiettivo. Non avendo avuto riscontro alla mia precedente missiva, ti rinnovo la richiesta di definire al più presto i provvedimenti attuativi della norma in questione di competenza della tua amministrazione, nella convinzione che l’utilizzo della ricetta medica elettronica rappresenti un importante avanzamento nell’applicazione delle tecnologie digitali nella pubblica amministrazione e, nel contempo, determini concreti vantaggi per il bilancio statale derivanti dal monitoraggio delle dinamiche della spesa sanitaria”.

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E’ possibile un nuovo Risorgimento?

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Torino, 5 novembre (Centro Congressi Unione Industriale di Torino – Via V. Vela, 17 – ore 17.30). dibattito pubblico dal titolo “Un nuovo Risorgimento?” A 150 anni dall’Unità d’Italia, è possibile un nuovo Risorgimento? Sì, con un Paese aperto, responsabile, trasparente ed equilibrato. Un Paese di cittadini e istituzioni responsabili, attento al merito e al sapere e in cui i giovani prendono in mano il futuro per gettare le basi dell’Italia da lasciare ai nipoti.  È questa la “ricetta” che gli oltre 100 membri di RENA – la Rete per l’Eccellenza Nazionale – lanceranno e proporranno ai rappresentanti del Governo, del mondo politico-istituzionale e culturale e agli opinion leader,  Il dibattito, che è il primo di una serie di appuntamenti della IV Assemblea Generale della Rete per l’Eccellenza Nazionale, sarà aperto dai saluti del Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e dall’intervento di  Alessandro Fusacchia, Presidente di RENA.  A partire dal nuovo libro di Bill Emmott sulla buona Italia che funziona, a cui RENA ha contribuito attivamente, si passerà a una discussione aperta sulle idee, le iniziative e i progetti in grado di dare un nuovo impulso al Paese, con John Elkann, Ivanhoe Lo Bello, Roger Abravanel, Andrea Guerra e Alessandro Profumo, moderati da Mario Calabresi, Direttore de “La Stampa”.  A seguire, i soci di RENA – funzionari pubblici, avvocati, ingegneri, imprenditori, ricercatori, giornalisti sparsi in Italia e all’estero – intervisteranno Roberto Cota e Nichi Vendola, supportati da Frediano Finucci, anche lui arenauta e Capo Redattore Economia Tg La7.
Sabato 6 novembre, i giovani professionisti di RENA entreranno nelle scuole e coinvolgeranno gli studenti con il progetto “(In)formiamoci!”, un´iniziativa di mentorship, un dibattito aperto volto a generare fiducia collettiva e creare un trasferimento di saperi ed esperienze tra due giovani generazioni. “Saremo di fronte, molto probabilmente, alle stesse domande e risposte – continua Fusacchia – che solo qualche anno fa ci siamo fatti anche noi, che in alcuni casi ci hanno permesso di coltivare un sogno e che oggi vogliamo riproporre ai giovani delle scuole per spiegare loro che non esistono frontiere, che il futuro è aperto e che bisogna sapere investire e imparare a scegliere senza paura e senza timore”.

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Automedicazione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

“Il ricorso al medico di base anche per la scelta del medicinale necessario alla cura di patologie di lieve entità è garanzia di un uso sicuro, consapevole ed informato dei farmaci senza obbligo di ricetta”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando favorevolmente i dati di una ricerca Eurisko secondo i quali “tre italiani su quattro si curano da soli per le malattie meno gravi, ma solo dopo essere stati istruiti dal medico di base”. “La nostra Unione è da tempo impegnata nel fornire ai cittadini preziosi consigli su quando si può ricorrere all’automedicazione, fornendo così gli strumenti per godere a pieno del diritto alla salute. E il dato secondo il quale Il 71% degli italiani e’ interessato a ricevere maggiori informazioni su questi farmaci -conclude Dona- conferma la ‘sete di conoscenza’ dei consumatori e l’importanza della nostra costante attività di informazione ed educazione”.

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Ricetta Brunetta contro la crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

Nel corso del suo intervento alla Scuola di Formazione di Gubbio, il Ministro Renato Brunetta ha tra l’altro dichiarato: “La recente crisi economica non ha avuto precedenti per profondità ed estensione ma l’abbiamo gestita bene. L’intero sistema produttivo ci chiede di traghettare l’economia italiana in un nuovo sentiero di crescita. Le imprese devono poter contare in questo momento su un programma di sviluppo chiaro, su un Governo che stimoli i consumi e abbatta definitivamente gli ostacoli burocratici. L’Italia ha retto meglio degli altri Paesi europei l’impatto della crisi sull’occupazione e sono gli stessi lavoratori a chiederci di non essere abbandonati. Rimaniamo al fianco delle famiglie, continuiamo a sostenere il reddito dei più deboli. La ricetta vincente contro la crisi? Governare, governare, governare”.

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