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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘ricette’

Telemedicina. Le regole per visite, consulti, prenotazioni e ricette del Mmg

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

Dopo le linee guida sull’erogazione dei servizi di telemedicina che equiparano le tariffe di visite e monitoraggi in remoto a quelle delle prestazioni in presenza, il Ministero della Salute pone all’attenzione delle regioni “Indicazioni nazionali” su cinque specifiche prestazioni: la televisita con medico e paziente collegati a distanza, il teleconsulto medico tra medici collegati, la teleconsulenza tra medico e sanitario o tra sanitari, la teleassistenza delle professioni sanitarie verso il paziente e la telerefertazione degli esami in remoto. Il documento non tratta invece di teleriabilitazione, telecertificazione e telemonitoraggio, rinviati ad altro “paper”, e mantiene la tariffa in remoto pari a quella in presenza. Inoltre, sconsiglia le prestazioni a distanza su pazienti acuti, cronici riacutizzati o fragili nonché su pazienti non ben trattabili a domicilio. È sempre il medico che esegue l’esame a valutare se effettuarlo in presenza o a distanza. E a prenotarlo. Le prestazioni – Già tariffata dal documento delle regioni di settembre, la televisita non può sostituire la visita in presenza, ma deve riferirsi a pazienti che hanno già una diagnosi e a quattro casi specifici: follow up di patologie croniche (ad esempio con piano assistenziale individuale-Pai); situazioni note in cui serva eventuale cambio di farmaco o di dosaggio; valutazione anamnestica per stadiare una patologia nota o sospetta; controllo di esiti di esami fatti. Si applica a visite ambulatoriali previa presentazione di ricetta medica ed eventuale esenzione, e consultoriali entro percorsi d’accesso definiti. A differenza della televisita, teleconsulto, teleconsulenza medico-sanitaria e teleassistenza non sono tariffati nel nomenclatore né hanno disciplina definita sul ticket. Con il teleconsulto il paziente può fruire di second opinion di specialisti, mentre la teleconsulenza (con paziente presente o meno) e la teleassistenza (con paziente sempre presente) possono richiedere la condivisione di dati clinici e referti tramite apps e preludono al corretto svolgimento di attività assistenziali a valle. La telerefertazione può seguire la telegestione di un esame a distanza e consiste nella relazione del medico o sanitario in un referto online (telereferto) dove si formalizza la telediagnosi del medico autenticata con firma digitale. Compiti del medico – La responsabilità del sanitario è identica a quella originata dalle prestazioni in presenza. Nel referto vanno apposti i nomi dei professionisti presenti all’esame. Il referto digitale va reso condivisibile, consultabile e trattabile ad altri sanitari. Il clinico dovrà poter comunicare con il paziente via sms, email criptate, videochiamata. Sono situazioni già sperimentate, dalle regioni come dai privati; in particolare nelle cronicità il documento cita esperienze quali: trasmissione elettrocardiogrammi a hub cardiologico per refertazione o second opinion; invio di parametri vitali da ambulanza a pronto soccorso; trasmissione di immagini da pronto soccorso a stroke unit; teleconsulti da casa e videochiamate tra operatori; televisite specialistiche da unità operative di differenti presìdi ospedalieri. Nel prescrivere la prestazione, il medico non dettaglia la modalità di erogazione, ma può aver necessità di specificare che essa sarà erogata a distanza nel campo delle note o del quesito diagnostico. A prenotare l’esame è sempre lo specialista che ha in carico il paziente una volta decisa la modalità di erogazione, in presenza o in remoto. L’adesione del paziente va preceduta da informativa che indica in cosa consista la prestazione, quale ne sia l’obiettivo, come s’intenda trattare i suoi dati, chi vi abbia accesso, chi siano titolare e responsabile del trattamento (strutture e professionisti con nomi e cognomi) e come rivolgervisi. Scenari – L’esito di una prestazione a distanza può indicare la stabilità della situazione, ovvero portare al ricovero del paziente, a richieste di approfondimento, a rinnovi di piano terapeutico, o a una riprogrammazione dell’esame in presenza per via di esito insoddisfacente. Le strutture sanitarie devono garantire che la strumentazione usata sia adeguata ed interoperabile, leggibile in altre strutture e regioni, e che il referto sia archiviato correttamente. Non è telemedicina il triage telefonico o a distanza che indirizza il paziente al percorso diagnostico o alla cura più idonei. La parola adesso passa alle regioni per l’approvazione. (By Mauro Miserendino fonte: Doctor33)

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Parlamento Ue: ricette urgenti contro la carenza di medicinali

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Assicurare gli approvvigionamenti nell’interesse del paziente, garantire l’accesso ai trattamenti medici per tutti i pazienti dell’UE e ripristinare l’indipendenza sanitaria europea”. È questo il diktat contenuto nella Risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo sulle “carenze di medicinali” che prende le mosse dal Rapporto approvato a metà luglio dalla commissione del Parlamento europeo per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI). Nel mirino dei parlamentari europei le cause profonde del fenomeno ricorrente delle carenze di medicinali notoriamente aggravato dalla crisi sanitaria determinata dalla pandemia di Covid-19.«La risoluzione del Parlamento UE arriva nel momento giusto», commenta Enrique Häusermann, Presidente di Assogenerici. «Siamo già al lavoro con l’Agenzia Italiana del Farmaco per garantire un sistema di gestione del fenomeno delle carenze e delle indisponibilità sempre efficace nel tutelare la continuità di cura per i pazienti e nel garantire un sistema di controlli e monitoraggio più preciso, evitando appesantimenti burocratici ma avendo come faro la soluzione alle cause reali dell’indisponibilità di farmaci in talune aree terapeutiche. E’ anche attraverso questa collaborazione istituzionale – conclude Häusermann – che potremo affrontare efficacemente il fenomeno, per fortuna molto limitato nel nostro Paese».Tra le sottolineature anche il fatto che ad oggi “l’accesso limitato ai principi attivi necessari per la produzione di medicinali generici pone una sfida particolare” e che “la perturbazione della catena di approvvigionamento globale derivante dalla pandemia di COVID-19 ha messo ancor più in risalto la dipendenza dell’UE dai paesi terzi nel settore della sanità”In attesa dell’inversione di rotta suggerita, ancora un appello all’adozione di un linguaggio comune: la risoluzione insiste sull’importanza di una definizione armonizzata a livello UE di “carenze”, “tensioni”, “interruzioni della fornitura”, “esaurimento delle scorte” e “costituzione di scorte eccessive” e l’invito alla Commissione a garantire che la propria strategia per il settore farmaceutico sia effettivamente volta a “contrastare le pratiche commerciali inammissibili in qualunque fase del circuito dei medicinali”. Riflettori accesi anche sul differenziale dei prezzi tra Stati membri che “favorisce le esportazioni parallele verso i paesi nei quali i medicinali sono venduti a un prezzo maggiore”.
Focus immediato anche su generici e biosimilari: “consentono di rafforzare la concorrenza, ridurre i prezzi e realizzare risparmi a vantaggio dei sistemi sanitari, contribuendo così a migliorare l’accesso dei pazienti ai medicinali” sottolinea la risoluzione, che invita ad “analizzare il valore aggiunto e l’impatto economico dei medicinali biosimilari” valutando anche “misure atte a sostenere la loro introduzione sul mercato” e sollecita la Commissione a stroncare le controversie tese a ritardare l’ingresso sul mercato dei medicinali generici garantendo “il rispetto della fine del periodo di esclusiva commerciale dell’innovatore”.

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Dossier farmaceutico, privacy, ricette dem e prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Maggio 2020

Valutato il caso clinico, il medico redige la ricetta online e la inserisce nel Fascicolo sanitario elettronico (Fse) del cittadino. Il paziente si rivolge al farmacista di fiducia che, appositamente autorizzato, consulta online il Fascicolo, dispensa il medicinale prescritto e svolge la consueta attività di consulenza per il corretto utilizzo e per promuovere l’aderenza alla terapia secondo la posologia indicata dal medico. Nulla di più semplice. Al momento, però, solo il 20% degli italiani ha attivato il fascicolo e lo usa correntemente. Il Decreto-legge “Rilancio” appena approvato in Consiglio dei ministri ha semplificato le procedure per l’attivazione del Fse, nella consapevolezza di quanto l’uso delle tecnologie informatiche in sanità possa incidere nel migliorare i processi di governance, nel valutare i bisogni, nel programmare politiche sanitarie coerenti, nel misurare i risultati di salute e nel garantire la sostenibilità economica. Lo spiega Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente dell’Ordine dei farmacisti Bari e vicepresidente Fofi, e presidente della Fondazione Cannavò, a Farmacista 33. «Con il decreto “Rilancio” che abolisce l’obbligo del “consenso all’alimentazione” del Fse, viene meno uno dei tre consensi che il cittadino può concedere. Restano vigenti il “consenso alla consultazione” da parte dei professionisti sanitari e il “consenso all’alimentazione del pregresso” mediante l’arricchimento del Fse con referti ed altre informazioni antecedenti all’ attivazione. L’apertura del Fse, inoltre, rappresenta uno strumento fondamentale per dare maggiore efficacia agli esiti degli altri servizi previsti dal progetto di sperimentazione della Farmacia dei servizi: da esso, infatti dipende buona parte degli auspicati successi dei servizi cognitivi (aderenza terapeutica) e delle analisi di prima istanza (telemedicina) destinati a migliorare sensibilmente la performance dell’assistenza sanitaria. Eliminare un consenso su tre evidentemente non basta – ammette D’Ambrosio Lettieri – ma consente una sostanziale semplificazione dei processi, mantenendo un elevato livello di protezione dei dati sensibili del cittadino che devono restare inviolabili. D’altra parte, ogni uso non autorizzato del Fse, ancor peggio se per finalità improprie, è facilmente riscontrabile. Infatti, il sistema tecnologico del Fse è interamente tracciato e chiunque acceda lascia le proprie “impronte digitali”: si può conoscere l’identità di chi è entrato, per quanto tempo ha sostato nel sistema, cosa ha visionato e quando. Chiunque violi le norme è facilmente individuabile e si espone a severe sanzioni con risvolti penali. Rilanciando il Fse, poi, il Legislatore ha anche valorizzato gli attori del comparto sanitario e tra essi il farmacista, al quale viene confermata la centralità delle funzioni sanitarie, con un ruolo rilevante nell’informare e sensibilizzare il cittadino. Ruolo che ritroviamo nelle linee guida per la sperimentazione dei nuovi servizi nelle Farmacie di comunità approvate in Conferenza Stato Regioni lo scorso 17 ottobre, in attuazione della legge 69/2009. Ogni giorno nelle farmacie italiane entrano circa 3 milioni di persone: nel provvedimento non solo è riconosciuto alla farmacia il suo ruolo fondamentale quale presidio sanitario polifunzionale territoriale, ma se ne riconfermano le potenzialità per il supporto al buon funzionamento del nostro sistema sanitario. Va ricordato, inoltre, che il Fse realizza una più corretta ed efficiente presa in carico del paziente in quanto diventa il luogo virtuale in cui confluiscono e si integrano le diverse competenze professionali (medico di famiglia, specialista, pediatra, farmacista) che, attraverso una rinnovata sinergia possono rendere l’attività assistenziale più coerente con i bisogni assistenziali dei cittadini. Nel Fse gli operatori sanitari condividono informazioni preziose: terapie in corso, farmaci utilizzati, livelli di aderenza alle posologie indicate, storia clinica, dati di laboratorio che garantiscono di più la continuità assistenziale e i processi di cura e prevenzione». (fonte: farmacista33)

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Nuovo libro “Tiroide e metabolismo. Le ricette”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

E’ stato scritto dalla dottoressa Serena Missori, specialista in Endocrinologia e Diabetologia, Nutrizione funzionale biotipizzata
Dopo i best seller La dieta dei Biotipi®, La dieta della tiroide e La dieta della pancia, l’autrice presenta una novità: più di 130 ricette salutari, veloci e golose, preparate nella cucina del suo casale, rivolte non solo a chi soffre di problemi di tiroide e di metabolismo, ma a tutta la famiglia. Ogni ricetta presenta note su ingredienti alternativi, quelli da utilizzare e da evitare, metodi di cottura e di conservazione dei cibi, una legenda con i nutrienti principali: ecco tutti i consigli per sperimentare le ricette in questi giorni di permanenza in casa.
Imparare a mangiar sano, senza privarsi del gusto, è la condizione necessaria per trasformare azioni quotidiane in benessere. È questo uno dei cardini su cui si basa il Metodo Missori-Gelli® biotipizzato, studiato dalla dottoressa Serena Missori insieme ad Alessandro Gelli, ideatore e coordinatore scientifico dei corsi in Metodologie Anti-Aging e Anti-Stress: applicato in cucina, il metodo insegna a cucinare con semplicità e velocemente, a riscoprire le tradizioni culinarie italiane grazie a più di 130 appetitose ricette utili per tutta la famiglia nonché per gestire problemi di tiroide come la tiroidite, l’ipotiroidismo, l’ipertiroidismo, sovrappeso e stanchezza, presentate in modo semplice ed efficace per conservare il piacere di mangiare senza sensi di colpa e per migliorare il metabolismo e la funzione della tiroide.“Ho scritto questo libro non solo per dare idee e ricette sfiziose e portare in tavola il metodo Metodo Missori-Gelli® per la tiroide, per la pancia e per il metabolismo – spiega la dottoressa Missori -. L’ho scritto per dimostrare quanto sia facile mangiare bene per ritrovare la salute anche con l’alimentazione in maniera consapevole senza rinunciare al gusto. Questo permetterà a tutti di trovare pietanze sempre diverse da condividere con la famiglia, soprattutto in queste giornate in cui dobbiamo stare in casa”.
Sono circa 6 milioni gli italiani affetti da patologie legate alla tiroide che si presentano con noduli o ipotiroidismo, tiroidite e ipertiroidismo; 23 milioni sul totale della popolazione, invece, hanno superato la soglia del sovrappeso per entrare nella condizione medica di obesità con ricadute sulla riduzione dell’aspettativa di vita. Questo fenomeno coinvolge anche un milione e mezzo di under 18 classificati come obesi con evidenti problemi metabolici. È necessario quindi pensare alla propria salute anche dal punto di vista alimentare, per stare meglio e per aiutare il nostro metabolismo ma anche il nostro sistema immunitario.
Il libro è già disponibile in libreria e acquistabile su Amazon: da sfogliare in questi giorni in cui abbiamo più tempo anche per provare le nuove ricette.

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Mail e WhatsApp per inviare referti e ricette, il punto sulla sicurezza e la privacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Illegittimo il diniego d’accesso a cartelle cliniche se richieste con oscuramento del nominativo dei pazienti. C’erano una volta le ricette spedite via WhatsApp o via e-mail, un servizio che qualche medico di famiglia qua e là offriva all’assistito. Ma è durata poco: fino a che punto quei documenti erano al sicuro da occhi indiscreti? Oggi WhatsApp o la posta elettronica servono al più ad avvertire l’utente di venire a prelevare la ricetta a una certa ora in studio senza fare la fila. E il promemoria cartaceo stampato dal medico curante e consegnato a mano resta documento insostituibile, con buona pace dei fans della dematerializzazione. In realtà, in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, grazie al fascicolo sanitario, esiste anche l’app per scaricare la ricetta su telefonino e pc: ma è sicura?Facciamo un quadro con Paolo Misericordia esperto informatico del sindacato Fimmg. Che boccia nettamente mail e WhatsApp per inviare referti e ricette. «Tutti i dati che viaggiano via internet, fino a prova contraria non sono protetti da una chiave crittografica e possono essere intercettati», afferma. «Non garantiscono cioè che solo il paziente destinatario legga le informazioni sulla sua salute. Il General Data Protection Regulation entrato in vigore nell’Unione Europea due anni fa e la policy che in Italia stiamo mettendo in atto tendono ad alzare la soglia di sorveglianza. Come Fimmg abbiamo dissuaso gli iscritti dall’usare WhatsApp ed e-mail persino per l’invio all’Asl dei rendiconti delle prestazioni di particolare impegno. Alcune regioni tra cui le Marche dove opero hanno vietato l’invio per e-mail di ricette dematerializzate, anche le più semplici, emanando una direttiva che impone di consegnare il promemoria prescrittivo direttamente al paziente».Come evitare spostamenti all’assistito? Le risposte sono in arrivo. Ad esempio, spiega Misericordia, «c’è qualche software organizzato per crittografare il dato inviando le ricette in una modalità che consente di criptarle pure via mail. Ma c’è un banale problema: in genere con la stessa e-mail si invia all’utente il codice per decrittarle. All’atto pratico si tratta di una soluzione che non tutela al 100%». Ci sono sistemi più sicuri. Come il cloud, «oggi nei nostri studi ci sono gestionali che mettono a disposizione aree di archiviazione e conservazione del dato, in remoto, alle quali il paziente dotato di credenziali accede e visualizza il “cassetto” con le ricette che lo riguardano. Però -ammette Misericordia -quando ai colleghi elenchiamo le precauzioni adottate dalle software house più avanzate, loro giustamente obiettano che un ente istituzionale come l’Inps per i certificati di malattia al lavoratore consente l’uso dell’e-mail, e là ci sono diagnosi e prognosi esposte. E ancora, il pro-memoria cartaceo fatica ad essere abolito. Anche se le regioni hanno le specifiche per non usarla, la carta impera, indipendentemente dallo sviluppo del fascicolo sanitario elettronico che troppo spesso a sproposito ci viene presentato come cavallo di Troia della dematerializzazione: questo perché i farmacisti sul promemoria stampato da noi medici e consegnato dall’assistito attaccano le fustelle e verificano i quantitativi di medicinali erogati per conto del Ssn. Insomma, il sistema istituzionale spesso è il primo a non aderire alla lettera alle indicazioni della normativa sulla privacy».È più grave far viaggiare fuori dal sistema di accoglienza ricette per farmaci o per esami? «Entrambe contengono dati sensibili», dice Misericordia. «Certo, sull’impegnativa per visite ed esami c’è la segnalazione esplicita del sospetto diagnostico, ma il paziente va protetto in tutti i casi». Quindi il sistema più sicuro per inviare la ricetta al paziente è in prospettiva il fascicolo sanitario elettronico consultabile anche da telefono cellulare? «In prospettiva forse, al momento no. Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, presto il Lazio, hanno repository per ricette e referti, ma tutto viene inviato senza che sia prevista la raccolta del consenso dell’assistito da parte delle regioni. Siamo sempre più convinti che un consenso esplicito al trattamento dati nel Fse andrebbe raccolto. Dovremmo chiederci quanti dati sensibili da noi inviati al sistema di accoglienza nazionale o regionale siano stati archiviati e trattati senza che il paziente fosse stato adeguatamente informato su tutte le figure che li trattano. Né è considerata la possibilità che il paziente dica no a che i suoi dati vadano a finire a Ministero dell’Economia ed altri archivi. C’è una lunga strada da fare». (fonte doctor33)

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Cosmetici fatti in casa con le ricette dei social media

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 Maggio 2019

Il verbo ‘spignattare’ fino a qualche anno fa veniva usato esclusivamente in cucina col significato di ‘darsi da far intorno ai fornelli per cucinare’. Oggi, però, spignattare ha assunto anche un altro significato, quello di ‘creare cosmetici in casa’, e ha dato origine a una costellazione di neologismi da esso derivati, primo fra tutti ‘spignattatrice’ cioè ‘colei che spignatta’. Le spignattatrici trovano e scambiano in rete le ‘ricette’ per creare creme, smalti, lucidalabbra e altro ancora, nell’ottica di una filosofia ‘green’ che suggerisce di rinunciare a comprare prodotti di bellezza costosi o nocivi nei negozi per abbracciare una cosmesi genuina ed economica, in cui le materie prime siano state tutte scelte con cura e rispetto per l’ambiente. Ma siamo sicuri che sia così semplice? “I prodotti fatti in casa presentano rischi che sfuggono a quanto stabilito e sanzionato nel Regolamento 1223/2009 in materia di cosmetici – afferma l’avvocato Alexia Ariano in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – il fenomeno delle ‘spignattatrici’ nasce da internet, ma parte dalle aziende, che da un lato hanno creato dei prodotti personalizzabili che possono essere in parte ‘assemblati’ a casa dal consumatore e dall’altro hanno esasperato l’interesse per il ‘green’ usando strategie di marketing”.
Da qui un fenomeno parallelo, una sorta di concorrenza casalinga composta da un piccolo esercito di appassionate, che su blog e canali Youtube divulgano ricette di prodotti cosmetici a un seguito discretamente nutrito di persone che le riproducono. Sembrerebbe una pratica tutto sommato innocente, ma non è così: “è un modo di fare cosmetica che rischia di presentare problemi per l’utente, per la sua sicurezza – continua l’avvocato – sono prodotti fatti con ingredienti comprati online, che non possono essere correttamente valutati da chi non possiede solide competenze, che presentano problemi di conservazione, stabilità, rischio di contaminazione e di provocare allergie. I cosmetici ‘fai da te’ possono poi avere risvolti sgradevoli soprattutto se vengono regalati a terze persone: in questo caso (poiché si va a minare la sicurezza altrui) si rischiano conseguenze penali. Occorre una seria riflessione sulle insidie nascoste nel rapido evolversi del mercato cosmetico on-line, cercando risposte rapide ed efficaci in grado di fronteggiare le insidie che uno sviluppo costante richiede”.“I cosmetici non sono più pozioni magiche – commenta Emanuele Bartoletti – Per complessità, studi scientifici e indicazioni possono quasi essere paragonati a un farmaco. E come un farmaco dovrebbero essere prescritti. La scienza cosmetica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e possiamo tranquillamente affermare che esiste un cosmetico ormai per ogni sfumatura di pelle. Ma proprio per questo, la cute deve essere studiata prima di prescrivere un cosmetico. Il check-up cutaneo, una valutazione che fa parte del check-up di Medicina Estetica, permette al medico di studiare a fondo la cute e di realizzare una prescrizione cosmetica che possa ripristinare al meglio l’equilibrio cutaneo del paziente. Fondamentale per la prevenzione e la correzione dell’invecchiamento”. (by Alexia Ariano)

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Il risultato del referendum in Grecia non avrà ripercussioni positive immediate, ma è certo che ha destabilizzato chi pensava di avere già chiuso e vinto la partita contro i greci

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2015

ateneDi certo la Germania e, in misura minore, la Francia, dovranno fare i conti con il fatto che da questo momento le loro banche non potranno più continuare a dissanguare indisturbati gli esausti greci.Le somme che il FMI e la BCE avrebbero “prestato” alla Grecia, non sono mai arrivate al popolo greco ma sono state dirottate verso le banche tedesche e francesi, e in minima parte verso le banche italiane.Queste somme sono state utilizzate per pagare gli interessi di un debito che non potrà mai essere risanato, con l’aggravante che le ricette imposte finora hanno impedito che anche le risorse residue potessero essere utilizzate per far ripartire l’economia greca per consentire ai greci di uscire dal tunnel della povertà.Con il referendum contro le misure di austerità, in Grecia la politica ha riaffermato il suo primato sulla finanza.E sarà importante che il popolo greco trovi una sponda nel popolo spagnolo, l’unico che finora sia stato in grado di esprimere una forza politica di sinistra capace di contrastare la politica tedesca, posto che i movimenti politici di destra antieuropeisti sono ormai ingabbiati nel recinto del ribellismo, sostanzialmente estranei ad una opzione ideologica progressista e democratica che invece è riuscita ad esprimere Syriza.Il socialismo democratico anticapitalista di Syriza, non dissimile da quello di Podemos, si è scontrato con il progetto di germanizzazione dell’Europa improntato sul mercantilismo spregiudicato che ha creduto nella deflazione salariale come panacea della competitività.Il modello tedesco funziona solamente nella misura in cui i Paesi del sud Europa, a causa della differenza dei tassi di interesse rispetto alla Germania, pagano il debito impoverendosi.Pur volendo supporre una uscita della Grecia dall’euro (nella consapevolezza che i trattati internazionali non lo consentono) a seguire potrebbe crearsi un’area valutaria alternativa con Spagna e Portogallo, e se ciò dovesse accadere, la Germania vedrebbe crollare il proprio mercato di esportazione nell’area europea, e in più sarebbe costretta a rivalutare la propria moneta annullando l’avanzo commerciale che ha potuto accumulare fino ad oggi.La Merkel sa che la tenuta dell’euro ha più valore per la Germania che non per la Grecia dal momento che, allo stato attuale, la Grecia non ha molto di più da perdere di quanto non abbia già perso in termini di PIL e di potenzialità di ripresa da quando è stata messa sotto tutela dal FMI.
L’Italia, politicamente opportunista, con la destra di Renzi oggi esprime un neoliberismo di comodo, ma se dovesse spostarsi l’asse di interesse, salterebbe su qualunque altro carro.OXI da oggi significherà dire no alle politiche che creano squilibri per lasciare spazio ad una unione di politiche europee che porti all’unificazione dei bilanci, e non più solamente della moneta.OXI significherà dire no alle disuguaglianze sociali per consentire di salvaguardare la dignità di coloro che abitano l’Europa.Tutti. (Carla Corsetti Segretario Nazionale di Democrazia Atea)

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Le ricette in libreria

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2013

Best espresso in town

Best espresso in town (Photo credit: JoLi-esse)

Le ricette di Napoli, edizioni dell’Ippogrifo 650 ricette della tradizione in 700 pagine 15 euro E’ disponibile in libreria e presso il distributore Le ricette di Napoli. Si tratta di una sorta di diario di bordo di questo blog, nato nel lontanissimo 2004, dove mese dopo mese, anno dopo anno, sono state pubblicate migliaia di ricette. Quelle che piacciono a noi, magari di famiglia come la parmigiana di zucchine di mia madre 🙂 E tra queste ricette ce ne sono molte di cuochi e trattori, agriturismi e semplici tradizioni orali di un territorio. Il cuore gastronomico è naturalmente Napoli città, ma è un cuore che pompa abbondante in tutta la Regione, in gran parte del Sud.
Dopo l’introduzione di Enzo Vizzari, responsabile Guide Espresso, segue un breve saggio che cerca di definire la cucina napoletana, ebbene sì, l’ennesimo tentativo di scalare il cielo, lo ammetto.

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Ricette e certificati: firma elettronica dovrà diventare digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

La semplice firma elettronica delle ricette mediche, ora generata dall’uso di Id e password, dovrà essere sostituita dalla firma digitale dello specialista prescrivente, secondo quando stabilito dalla Direttiva comunitaria del 20 dicembre 2012. Tale normativa, spiega una nota dell’Anorc, Associazione nazionale per operatori e responsabili della conservazione digitale, entra in contraddizione con quella italiana, la quale prevede che «il sistema per l’autenticazione dei medici, predisposto per l’utilizzo della piattaforma del Sistema di accoglienza centrale (Sac quello alla base anche della tessera sanitaria) e per la generazione di certificati di malattia e ricette mediche digitali si basi tramite la semplice digitazione di Id e password, con la conseguenza che il documento informatico costituente la prescrizione o la ricetta medica risulta provvisto della sola firma elettronica semplice, ai sensi dell’art. 21 del Codice dell’amministrazione digitale». Il rischio è di generare documenti non più validi, dal momento che, si legge nella nota, la nuova direttiva stabilisce che gli Stati membri provvedano a che le ricette contengano, tra gli altri dati previsti anche «la firma per l’identificazione dello specialista prescrivente» che deve necessariamente essere in «forma scritta o digitale in base al mezzo scelto per l’emissione della ricetta». Secondo Andrea Lisi, presidente di Anorc, la semplificazione e il contenimento della spesa pubblica in ambito sanitario, presentano «il paradosso di avallare la circolaz ione di documenti informatici che rappresentano prescrizioni mediche prive dello stesso valore giuridico e probatorio di quelle generate in forma cartacea, senza considerare le difficoltà per adeguare il sistema allo standard indicato ora dall’Unione».(fonte doctornews)

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Patrimonio enogastronomico della Capitale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2011

Al via la I edizione del Premio “Il Banchetto Trimalchione….da Roma Imperiale a Roma Capitale”: l’iniziativa, organizzata da Immagine S.r.l. e patrocinata dall’Assessorato alle Attività Produttive, prevede un concorso tra le ricette gastronomiche tipiche della tradizione romana e si svolgerà presso i ristoranti della capitale che aderiranno al Premio tramite un’apposita scheda di partecipazione da consegnare entro e non oltre il 31 ottobre 2011. Le valutazioni dei piatti, delle ricette e della location verranno effettuate sulla base di criteri e punteggi rilevati con apposite schede sottoscritte dai clienti dei ristoranti partecipanti: i finalisti saranno selezionati entro il 30 giugno 2012 e riceveranno il titolo di “Custodi della Tradizione Enogastronomia Romana” nel corso della premiazione che avverrà nel mese di luglio 2012 presso il Campidoglio. “Roma può vantare – ha detto l’Assessore Davide Bordoni – una rete di ristoranti e di piatti tradizionali di altissima qualità, che non danno solo un tocco inconfondibile e unico all’identità culturale e allo stile di vita romano, ma costituiscono anche un volano determinante per il tessuto economico della città. Per questo occorre salvaguardare e promuovere l’arte gastronomica romana, e il Premio Trimalchione assume un significato particolarmente importante dal momento che si propone di valorizzare i prodotti tipici locali, dando un forte impulso al sistema agroalimentare e turistico romano”

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Siena capitale della cucina italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

Siena 27 febbraio 2011, in occasione de “Le Stagioni dell’Olio”, presso Enoteca Italiana (Ente Nazionale Vini) è in scena il “Teatro dell’extravergine: showcooking – “Da zero a duecento, le temperature dell’olio extravergine d’oliva in un giorno”. Grandi nomi del mondo della gastronomia italiana come Carmine Calò, Carlo Cracco, Vito Giannuzzi, Oliver Glowing, Marco Gubbiotti, Luca Montersino, Paolo Lopriore e Davide Zunino, mostreranno un nuovo modo di concepire la cucina, realizzando magnifiche ricette davanti al pubblico con divertenti tecniche evolute, dando vita ad un vero e proprio show. Otto le sessioni per trenta posti presentate dal giornalista gastronomo Luigi Cremona grazie alla collaborazione di Witaly.La mattina sarà di scena l’olio come condimento per insalate e pinzimonio, per verdure e piatti vegetariani, per pesce e carne. Il pomeriggio invece scopriremo l’extravergine prima  a bassa temperatura utilizzato in padella sia per la cottura che per la preparazione di varie frittate e poi via via a temperature sempre più elevate. “Infine, sempre domenica 27 febbraio dalle 17 alle 20, le porte dell’Enoteca Italiana si apriranno anche a “Degustolio”: banchi d’assaggio dei migliori extravergine. Oltre 100 etichette, provenienti da tutto lo stivale, saranno degustate gratuitamente. Sarà così possibile conoscere ancor più da vicino il gusto, le caratteristiche, il fascino e la cultura di uno dei prodotti che, da sempre, è sinonimo dell’alta qualità agroalimentare italiana conosciuta e apprezzata nel mondo. La manifestazione nazionale è organizzata da Enoteca Italiana in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e l’Associazione Città del Bio e con il contributo del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. http://www.enoteca-italiana.it. (enoteca, mostra)

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XV cena dell’antica Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

Roma 21 Dicembre 2010 (per gli antichi romani: ante diem duodecimum Kalendas Ianuarias MMDCCLXIII ab Urbe Condita) alle ore 20.00, presso il ristorante “La Bocca della Verità”, in p. San Benedetto da Norcia a Pomezia, in occasione del Solstizio d’Inverno, avrà luogo la tradizionale “Cena dell’Antica Roma”. Giunta alla sua XV edizione, l’iniziativa prevede una serata con il menù della Roma Imperiale, ripreso dalle celebri ricette di Apicio: Gustatio: Gustum de cucurbitis farsilibus; Prima Mensa: Lenticula ex sfondylis; Caput Cenae: Porcellum frontinianum, Intuba; Secundae Mensae: Dulcia Domestica; Commissatio: Pane di Farro, Vino al miele, Vino, Acqua, Orzo. Non saranno solo i personaggi in costume a ricordare il periodo di massimo fulgore della nostra civiltà, infatti non mancheranno letture, dispense, riti, musiche, doni, relazioni e tante altre sorprese ancora, finalizzate a riscoprire e valorizzare le nostre radici. Per partecipare è necessario prenotarsi per tempo, comunicandolo alla sede dell’ass. Tyrrhenum, in via Copernico 5 a Pomezia, aperta tutti i giorni dalle ore 17.00 alle 19.00, o telefonando al numero 333/2063600 (0pj)

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Una critica costruttiva ci aiuta a capire

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Lettera al direttore. Solo oggi mi capita sotto gli occhi il commento ad un mio pezzo intitolato “La festa di Cristo Re contro la peste del laicismo” (Fidest del 22 novembre 2009). Il commento (TellusFolio del 24 novembre 2009), è firmato con la sigla mb. Ne trascrivo un brano: “Pio XI era un volgare anti-laicista, si sa. Benedetto XVI sembrerebbe più equilibrato ma, se si legge il suo Gesù di Nazaret, si resta fulminati dal fatto che questo papa «non ha affatto abbandonato l’idea che chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di realtà e può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Così Miriam Della Croce, nemica della festa del Cristo Re. E c’è di che ridere, perché come potrebbe il papa affermare, per esempio, che è meglio abbandonare l’idea di Dio e che solo abbandonando l’idea di Dio si potrebbe raggiungere una più sicura comprensione della realtà? e magari che il bene si trova al di là di Dio? Strana pretesa”. L’autore del commento non ha capito nulla del mio ragionamento, e, beato lui, ride, e tenta di fare lo spiritoso. Io non ho indicato che cosa Benedetto XVI avrebbe dovuto dire, bensì che cosa c’è di errato nel suo ragionamento, che cosa avrebbe dovuto non dire. Nel maggi del 2007, Benedetto XVI, durante il viaggio in Brasile, ebbe a dichiarare: «Chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di ‘realtà’ e, in conseguenza, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Ora, la storia, e le persone che ci circondano, dimostrano chiaramente che l’affermazione è priva di fondamento. Non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifichi la realtà, così come non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte finisca in strade sbagliate e con ricette distruttive. Abbiamo assistito a nefandezze inimmaginabili, e a fallimenti, in ogni parte del mondo, a prescindere dalla fede in Dio. Inoltre possiamo constatare che intorno a noi esistono “moltissime bravissime persone che, pur non avendo fede, si adoperano per il bene della società, per la giustizia, per la libertà. In qualche modo sono con Dio. Per contro, esistono persone che credono in Dio, e fanno ciò che gli pare, e mandano il mondo in rovina” (ho citato dal mio pezzo del 22 novembre). Ed ora vorrei consigliare al mio commentatore un metodo intellettualmente onesto di critica costruttiva. Innanzi tutto evitare spiritosaggini (“volgare anti- laicista”; “più equilibrato”; “si resta fulminati”; “Miriam Della Croce nemica…”), che servono solo a confondere il lettore. Poi: quando non si è d’accordo su alcune affermazioni, occorre confutare punto per punto le stesse, con validi chiari concisi argomenti. Ma io queste cose le insegnavo ai miei ragazzi a scuola, e dispiace doverle ripetere a “mb”, che certamente un ragazzo non è. Ma chi è? (Miriam Della Croce)

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Arriva il superticket in Campania

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Mentre nella sanità campana continua a imperversare il caos con i farmacisti da tre settimane in sciopero per il ritardo nei pagamenti, il presidente della Regione Stefano Caldoro, commissario della sanità, ha firmato il decreto che ufficializza i ticket sui farmaci. L’aumento riguarda le ricette, le visite specialistiche e i “codici bianchi”. Un modo per far fronte al pesantissimo debito della sanità campana che ammonta a circa 5,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda i farmaci, il decreto, come riporta il mattino di Napoli, prevede un rincaro di 2 euro a ricetta che si aggiungono all’euro e 50 centesimi che si pagano già dal 2004. L’obiettivo di Caldoro con questo decreto è quello di presentarsi con le carte in regola al vertice del 13 ottobre. Duri i sindacati Cgil, Cisl e Uil che si dicono sconcertati per il provvedimento che secondo i dati di Federfarma, con riferimento al solo ticket per le medicine, comporterà per una famiglia media sana 150 euro all’anno. Le cose si fanno ancora più onerose per famiglie con anziani o malati cronici per i quali la spesa sale a 500 euro.

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“Ipertensione e alimentazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Il libro voluto dalla Fondazione SIIA-Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, sarà sicuramente molto gradito a chi, pur amando la buona cucina, deve seguire una dieta per tenere sotto controllo la pressione arteriosa. A questa categoria appartengono milioni di italiani, visto che nel nostro paese soffre di ipertensione almeno il 20% della popolazione. Il volume raccoglie le ricette messe a punto dal grande chef del Ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri, The Waldorf Astoria Collection, Heinz Beck nel rispetto delle norme nutrizionali raccomandate dai medici. Beck è un maestro riconosciuto a livello mondiale che deve la sua fama, oltre che all’impareggiabile gusto delle sue pietanze, anche al rigoroso rispetto delle regole di una cucina sana. Per questo progetto ha lavorato a stretto contatto con il professor Bruno Trimarco, Presidente della Fondazione SIIA e Ordinario di Medicina Interna all’Università degli Studi di Napoli Federico II, e con gli specialisti della Fondazione, che hanno curato la parte più propriamente scientifica.
Il volume, sarà venduto nelle farmacie ed è reso possibile grazie al supporto incondizionato di TEVA Italia srl, azienda leader nel settore dei farmaci generici, che testimonia la vocazione a sostegno del miglioramento dell’assistenza al cittadino.

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Napoli protesta dei farmacisti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

L’assemblea straordinaria degli oltre 750 titolari di farmacia iscritti a Federfarma Napoli ha confermato lo stato di agitazione della categoria e il passaggio all’assistenza indiretta per 35 giorni, durata massima consentita dalla legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Ciò significa che da lunedì 6 settembre fino al 10 ottobre le farmacie di Napoli e provincia non accetteranno più le ricette, fornendo i medicinali soltanto dietro pagamento. Ai cittadini, comunque, verrà fornito un modulo per richiedere all’Asl competente il giusto rimborso per la spesa sostenuta. Restano esclusi dallo sciopero (e dunque saranno accettate le relative prescrizioni) soltanto i cosiddetti “medicinali salvavita”, il cui elenco predisposto dalla Regione Campania è consultabile anche sul sito di Federfarma Napoli. «La nostra non vuole essere una protesta che arrechi danno ai cittadini – spiega Michele Di Iorio, presidente di Federfarma Napoli – anzi, proprio per questo abbiamo deciso di ampliare l’elenco dei farmaci che continueremo a distribuire al di là di quelli predisposti dalla legge; inoltre daremo ai cittadini un modulo per richiedere direttamente il rimborso all’Asl. E’ una rivendicazione che vuole sottolineare la nostra presenza sul territorio, ma anche la volontà di restarci». (fonte farmacista33)

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Ricette low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2010

Genova 5 luglio alle ore 18.00  la Feltrinelli Libri e Musica via Ceccardi, 16 presenta Manuela Maria Campanelli. Introduce l’autrice la professoressa Rossana Arrighi, coordinatrice per le attività culturali presso l’antico Castello di Rapallo. Il volume nasce dalla constatazione che il 4,4% delle famiglie residenti in Italia non riesce a nutrirsi bene. Questo vero e proprio esercito costituito da un milione e mezzo di famiglie e da 3 milioni di individui appartenenti a tutte le fasce di età può destinare appena 222,29 euro in media al mese, e anche meno, alla spesa di alimenti, posizionandosi a ridosso o al di sotto della cosiddetta ‘soglia di povertà alimentare’ (dall’ultimo Dossier su La povertà alimentare in Italia a cura di Fondazione Banco Alimentare – ottobre 2009). Il risultato è che molti nostri connazionali non solo riducono la quantità dei cibi comprati ma anche la qualità della loro dieta: acquistano alimenti ‘spazzatura’, che calmano la fame ma fanno male alla salute, spalancando le porte a malnutrizione, sovrappeso e obesità.
Sembra impossibile che un tale scenario si sia potuto verificare proprio in un paese economicamente avanzato come il nostro, dove la disponibilità di cibo non manca e dove le eccedenze e gli sprechi alimentari raccolti annualmente dalla Fondazione Banco Alimentare ammontano a ben 9.000 tonnellate.
Come aggirare questi inconvenienti? La Fondazione Banco Alimentare distribuisce il cibo raccolto dalla Colletta Alimentare a 7.850 enti e a 1.324.557 assistiti. «Noi abbiamo scritto un libro», rispondono le autrici Manuela Maria Campanelli e Arianna Banderali. «Sebbene ciò sembri poca cosa rispetto alle molteplici esigenze a cui far fronte, Ricette low cost. Mangiare bene e sano spendendo poco, è un aiuto concreto per proteggere la salute degli italiani e per farli vivere senza troppi sacrifici in questo duro periodo storico.
Le autrici: Manuela Maria Campanelli è giornalista professionista e si occupa di informazione medico-scientifica dal 1995. Laureata a pieni voti in Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Milano, ha studiato giornalismo scientifico alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste.
Arianna Banderali si è laureata in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Milano, ha conseguito il diploma di specializzazione in scienza dell’alimentazione e la qualifica di psicoterapeuta.  Svolge la sua attività professionale presso il reparto di riabilitazione nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda, struttura specializzata nella cura dei disturbi dell’alimentazione e dell’obesità e a Milano.

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Ricette… di buona salute

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

I suggerimenti del grande chef Heinz Beck  dal Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) E proprio per l’importanza della diffusione dei principi della sana alimentazione anche nella ristorazione che Heinz Beck, chef de La Pergola, ha dato il suo contributo al Congresso, per sottolineare come sia possibile conciliare le esigenze della salute con quelle del palato e tenere sotto controllo l’ipertensione anche godendo dei piaceri della tavola.  « La dieta mediterranea è una dieta perfetta, ma ora dovrebbe essere un po’ ritoccata. E come una piramide che va ancora bene sulla punta, ma non più nello zoccolo: i carboidrati, devono continuare ad esserci, certo, ma vanno ridotti. Parlando di diete, queste in genere vengono associate alla sofferenza, e di conseguenza deprimono. Nessuno ha piacere di rinunciare alle cose buone. Invece le diete possono essere gustose. Con tante nuove tecniche e facendo attenzione ai metodi di cottura è facile fare piatti salutari e saporiti. Questo concetto è molto importante: non si deve pensare alla dieta come a un sacrificio, perché una dieta può dare emozioni. ». Questi i temi principali affrontati da Heinz Beck per combattere l’ipertensione arteriosa, che oggi è una delle patologie più diffuse e rischia ancora di essere sottovalutata. Circa 15 milioni di italiani sono affetti da ipertensione arteriosa, ma solo la metà delle persone che hanno pressione alta ne è consapevole. Non essendo una malattia in senso stretto, ma piuttosto all’origine del rischio di incorrere in altre malattie, l’ipertensione è spesso diagnosticata solo ad avvenute complicanze. Eppure è la principale causa di malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus cerebrale, scompenso cardiaco), che in Italia provocano 240 mila morti ogni anno, pari al 40% di tutte le cause di morte.

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Ricette tipiche del novarese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Stresa 3 settembre 2009 alle ore 11 (presso la sede del Distretto Turistico in corso Italia a Stresa, Corso Italia,18) presentazione della quarta edizione della manifestazione enogastronomica “Sapori di Lago” organizzata dall’Associazione Cuochi Alto e Basso Novarese e Vco, in sinergia con il Distretto Turistico dei Laghi. La manifestazione partirà venerdì 11 per concludersi domenica 13 un programma piuttosto impegnativo, che sarà illustrato ai giornalisti nel corso della conferenza stampa tenuta dal presidente dell’Associazione Cuochi Vittorio Claudio Stellini e dal presidente del Distretto Turistico dei Laghi Antonio Longo Dorni. Un’occasione di festa per tutta la famiglia, dunque, e per quanti intendono avvicinarsi ad un mondo di sapori fatto di ricette ed ingredienti noti e meno noti (dal tradizionale pesce persico declinato in ogni “modo di cucina” fino al più curioso ragù preparato con il gardon) e ad altrettanto interessanti abbinamenti (un esempio, l’accostamento tra i pesci di lago ed i formaggi di montagna). Ai giornalisti presenti alla conferenza stampa sarà donato in anteprima il piccolo volume con le più gustose ricette a base di pesce di lago, lo stesso che sarà poi  distribuito gratuitamente (fino ad esaurimento scorte) a quanti parteciperanno alla manifestazione.  “Un volume in cui abbiamo voluto raccogliere le ricette elaborate dai nostri chef ed ispirate al pesce di lago protagonista in tavola, dagli antipasti (tra cui l’insalata lacustre, il bauletto di salmone e lavarello affumicati, il gardon marinato all’aglio, il rotolo di coregone, spinaci e toma ossolana), i primi piatti (come le trotelle di fiume in brodetto, i maccheroncini al ragù di gardon, gli gnocchi di patate e ragout di pesci d’acqua dolce) e i secondi (solo per citarne alcuni, il ventaglio di lavarello ai porcini e zucchina trombetta, il filetto di luccioperca in crosta di polenta con salsa di cipolle rosse, il saccottino di persico e prosciutto crudo, la treccia di salmerino su letto di lattuga e flambato con la grappa)

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