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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘richiamo’

Mostra Lorenzo Lotto: Il richiamo delle Marche

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Macerata 26 novembre Palazzo Buonaccorsi si riapre il caso della tela scomparsa. Una provocazione, voluta dal curatore Enrico Maria Dal Pozzolo, per scuotere le nebbie intorno alla vicenda e gli animi di quanti potrebbero aiutare. L’ultima opera in esposizione, infatti, è la cornice vuota di legno intagliato e dorato a guazzo della famosa Madonna col Bambino e tre angeli, realizzata da Lotto intorno agli anni trenta del Cinquecento e rubata dalla Chiesa dei minori osservanti di Osimo nella notte tra il 7 e l’8 novembre 1911, lo stesso anno del celeberrimo furto della Gioconda. A differenza del capolavoro leonardesco, il dipinto del pittore veneto non fu mai recuperato, e le ricerche rimangono ancora aperte. La mostra, promossa dalla Regione Marche con il Comune di Macerata, sottolinea il percorso di ricerca, per certi versi sperimentale, che è stato realizzato, abbinando forza espositiva, supporti multimediali di approfondimento, grandi capolavori, riflessioni e discussione critica. Oltre al “thriller artistico”, Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche propone due casi studio. Il primo è relativo alla tela con San Girolamo nello Studio, in passato ben presente nella letteratura scientifica e quindi acquistata, alla fine degli anni Settanta, per i Musei Civici di Bassano del Grappa: un’opera che in seguito fu però al centro di polemiche e di animate discussioni circa la paternità di Lorenzo Lotto e quindi relegata nei depositi museali e per lunghi anni completamente dimenticata. Ora, dopo che nel 2018 il dipinto è stato recuperato dai magazzini del museo e sottoposto ad analisi scientifiche (che hanno dimostrato la compatibilità con le tecniche esecutive lottesche, nonché la presenza di alcuni pentimenti), Dal Pozzolo riapre la discussione, riconoscendo l’alta qualità del dipinto, nonostante le condizioni conservative, e la sua congruità con la fase lauretana del pittore e, infine, valutando il suo essere una “copia libera” da un’incisione di Dürer – artista amato da Lotto fin dalla giovinezza – elemento tutt’altro che contrario alla paternità lottesca. Il secondo caso è un faccia a faccia tra la bellissima Madonna con il bambino di Crivelli, di proprietà del Museo di Macerata, e la “Madonna” di Lotto, prestata dal Museo Correr di Venezia, di probabile origine marchigiana e incerta datazione (ipotizzata intorno al 1532-1534): un dialogo dunque tra due veneziani che lasciarono la loro terra d’origine per radicarsi entrambi nella regione adriatica, quasi “un’oasi di libertà creativa”.
La mostra è aperta fino al 10 febbraio 2019, orari: martedì – domenica: 10:00 – 18:00; chiuso il lunedì. Il biglietto comprende: l’ingresso alla mostra; la visita di Palazzo Buonaccorsi e dello Sferisterio; CityTour a orari fissi. Prezzo intero 10 euro, previste varie riduzioni, anche per visite guidate per gruppi e scuole.

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Richiamo di Abraham Skorka alla politica: «Prioritario stabilire i valori verso cui guidare le persone»

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2015

sant'egidioTIRANA – «La politica non è la mera arte di organizzare e governare le masse; è principalmente e prioritariamente l’atto di stabilire i valori e gli ideali verso cui vengono guidate le persone». E’ questo il richiamo il rabbino argentino Abraham Skorka che è intervenuto all’Incontro Internazionale «La Pace è sempre possibile», organizzato a Tirana dalla Comunità di Sant’Egidio.
Il rabbino ha sottolineato il rapporto tra religione e politica, invitando ad evitare ogni commistione e parlando di «ruolo profetico» che gli uomini di fede possono avere. Gli esponenti delle religioni – ha spiegato – «dovrebbero fungere da coscienza dei leader politici», ponendo con forza le questioni che riguardano la giustizia e la pace. Dovrebbero fare – ha continuato – «come gli antichi profeti d’Israele: portare la tradizione religiosa ad avere un’influenza sulle questioni attuali».
Skorka ha poi ricordato che il suo amico Bergoglio, ai tempi in cui era arcivescovo di Buenos Aires, usava sempre un linguaggio profetico: «l’allora arcivescovo ha sofferto più di una volta per la sua audacia spirituale, ma non ha mai cambiato il suo stile».

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Il richiamo del cuculo

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 luglio 2014

il richiamo del cuculoAutore: J.K. Rowling e Robert Galbraith Editore: Salani Editore Prezzo: € 8,99 Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Cormoran Strike riesce appena a guadagnarsi da vivere come investigatore privato: i clienti scarseggiano e le bollette si accumulano. Inoltre, dopo l’ennesimo scontro, la sua fidanzata l’ha lasciato e lui è costretto a dormire in ufficio. Finché non arriva John Bristow per proporgli un caso sorprendente: sua sorella Lula Landry, leggendaria top model morta pochi mesi prima, secondo lui non si è suicidata, ma è stata uccisa. Un indizio dopo l’altro portano Cormoran Strike sempre più dentro l’ambiente scintillante e spietato che ha assistito all’ascesa di Lula, e sempre più vicino al pericolo che l’ha schiacciata, e che ora rischia di travolgere anche lui.
Un romanzo avvincente, irrinunciabile, ambientato in una Londra vivace e piena di atmosfera.

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“Razza cristiana e razza ariana”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 giugno 2011

Il mio articolo “Razza cristiana e razza ariana” ha stimolato molti interessi, almeno stante i riscontri (quasi) tutti molto garbati e invitanti all’approfondimento. Il commento più gradito, senza sminuire gli altri, è stato quella dell’on. Savino Pezzotta, espresso in due tempi; nel primo affermava una mia “esagerazione”linguistica”, cosa che condivido, la seconda accettava la libertà di espressione, chiarendo che “Non volevo farle un richiamo non ne ho l’autorità’”. E qui non condivido. Per sollevare una critica non serve l’autorità, ma l’autorevolezza culturale e intellettuale, unitamente alla volontà di instaurare un approfondimento; valori ed elementi che riconosco all’on. Pezzotta, al punto da sentire impellente il dovere di fornire un approfondimento a chiarimento delle mie affermazioni, che riconosco essere urticanti, come li definisce Pezzotta. Ma per contrastare un linguaggio subdolamente penetrante del quale si sono serviti Ratzinger e Pera per illustrare inesistenti “radici cristiane dell’Europa”, non riesco a trovare nulla di più efficace del linguaggio “urticante”. Questa doveroso premessa si chiude con i miei sinceri ringraziamenti all’on. Pezzotta per la ghiotta occasione che mi offre, in quanto mi nutre la certezza che leggerà ciò che sto scrivendo. Un’ultima considerazione, che approfondirò in seguito, segue il mio precedente entusiasmo all’ingresso di Bruno Tabacci nella giunta milanese, che dimostra come assoluta consequenzialità l’adesione della politica politicante ai messaggi chiari espressi dal popolo elettore, senza le alchimie della diplomazia dei partiti, indicando in maniera perentoria la strada da seguire. La mia considerazione coinvolge l’esperienza sindacale di Pezzotta, che vedrei molto bene impiegata in un assessorato al lavoro in quel di Napoli, che di lavoro necessita, oltre che di una programmazione oculata, coraggiosa, determinata e onesta. La nota che seguirà avrà il titolo “Razza cristiana e razza ariana…atto secondo” e sarà inviata per e-mail a tutti i 1.265 medesimi indirizzi che riceveranno la presente, ringraziando tutti per l’esercizio di pazienza dimostrato. Ho bisogno ancora di qualche ora per limare talune parti e non incorrere nelle critiche sulla forma, ma stimolando un dibattito sui contenuti. (Rosario Amico Roxas) seguito qui

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Milano: Tra Pisapia e la Moratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2011

Il ballottaggio milanese da qualunque punto di vista si osserva sa di allucinante. Lo dobbiamo alla decisione di Silvio Berlusconi di fare “terra bruciata” per difendere la candidatura dedlla Moratti. E’ chiara la sproporzione tra un voto locale e la sua ricaduta sul governo del Paese. E’ chiara l’intenzione di trasformare, inquinandola, la funzione di un sindaco a quella di un capo di governo. E’ chiaro il tentativo di catturare l’attenzione dei milanesi su temi di forte richiamo emotivo: l’omofobia, l’ostilità per il forestiero italiano o extracomunitario che sia. E’ chiaro il proposito di mettere le categorie professionali l’una contro l’altra come i compiti dei vigili urbani e quelli della polizia. E’ chiara, infine, la determinazione di colpire l’avversario cercando di mettere a nudo le sue debolezze, il suo scarso carisma la sua capacità di amministratore e senza escludere la calunnia.
Tutto questo è stato messo in un grosso calderone e offerto ai milanesi come piatto del giorno. E per farlo si scatenano tutti dal presidente del Consiglio ai ministri e ai militanti di partito e di associazioni e di movimenti culturali. E’ un bombardamento a tappeto, assordante, continuo e tenuto a ritmo serrato.
Davvero ci parrà significativo capire come reagiranno i milanesi a questa grande operazione mediatica e di disinformazione sistematica. Se si lasceranno prendere la mano avremo la riedizione della Moratti e da parte nostra considerare con amarezza che più della ragione e del buon senso prevale l’arroganza dei predatori politici. Se non si faranno sedurre dalle innumerevoli sirene allora potremo ben sperare e convincerci che Milano e il suo popolo sanno essere un vero laboratorio politico che sa distinguere e giudicare non per quello che si dice ma per quello che si è e per il futuro che intendiamo costruire. Ma vi è anche un’altra insidia che è quella di chi ne esce disgustato e preferisce non andare a votare. Se è così la domanda che mi pongo sconcertato è che non sia proprio questo il tentativo dei tanti facinorosi che attraversano la politica? La democrazia è fatta di pesi e contrappesi ma se sistematicamente li dissacriamo dove finiremo? Di certo non è esaltante il giudizio che potremmo trarne. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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I 50 anni delle Frecce Tricolori

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2010

Udine 12 settembre. Anche la Camera di Commercio di Udine partecipa ai festeggiamenti del 50esimo anniversario delle Frecce Tricolori. in coincidenza anche con il 10° Raduno mondiale dei piloti di Pattuglie Acrobatiche –, il Comando del 2° Stormo di Rivolto (Udine) ha proposto all’Ente Camerale e alle imprese friulane di presentarsi all’interno di spazi dedicati: l’appuntamento sarà di quelli a grande richiamo e il sistema produttivo regionale avrà dunque la possibilità di manifestare la sua vicinanza alle Frecce Tricolori, ma anche di promuovere con vasta eco la sua attività. La Cciaa, quale “collettore” della produttività friulana, sarà presente con un gazebo, in cui promuoverà le sue iniziative a favore dello sviluppo delle aziende e del territorio. «Sarà un bel modo per festeggiare insieme il “compleanno” della Pattuglia Acrobatica Nazionale – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –, uno dei più autorevoli ambasciatori dell’Italia in tutto il mondo, ma anche per testimoniare l’imprenditorialità del nostro Friuli attraverso una presenza qualificata».

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Il richiamo della pittura

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

Roma 8 luglio 2010 ore 12.00 Complesso del Vittoriano Sala delle Mostre temporanee Via San Pietro in Carcere Sarà presente l’Artista La mostra “Genio contro Genio – Il richiamo della pittura”, ospitata al Complesso del Vittoriano dal 9 luglio al 3 agosto 2010, vuole far conoscere l’universo artistico di B.Zarro attraverso circa cinquanta opere monumentali che ci accompagnano in un percorso denso di rimandi al mondo inconscio e di simboli: acrilici, installazioni, lavori creati attraverso materiale di riciclo dal quale l’artista attinge per la loro creazione – ante e porte, cartoni e cartoline, foto e poster, giornali e riviste. La provocazione a cui fa riferimento il titolo della mostra allude ad un possibile confronto, ed in fondo un dialogo, con i maestri del passato – molti dei quali sono stati esposti nello stesso luogo – e le loro tematiche. B.Zarro è uno degli artisti più estrosi del panorama italiano contemporaneo. Porta la sua arte e le sue performances in giro per il mondo, espone in spazi aperti ed insoliti, luoghi collettivi, di cultura ma anche di passaggio, come stazioni, alberghi, foyer e viali; spesso ha suscitato clamore attraverso i suoi giochi di provocazione, sbalordimento ed ironia.

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La politica in “pausa armata”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 marzo 2010

Editoriale fidest. I commentatori politici i loro referenti e tutto il popolo degli elettori e la schiera dei candidati si stanno concedendo un momento di “silenzioso agitarsi” a caccia discreta dell’ultimo voto, dell’amico o conoscente trascurato, della telefonata di sostegno. E’ un qualcosa che ha niente a che fare con una scelta ideologica. Si tratta solo di avvicinare l’amico, il conoscente, e tramite loro gli altri amici e conoscenti in una sorta di “catena di S. Antonio” dove si parla del candidato, di una persona affidabile, degno d’essere votato. Non è più il momento di identificarlo nell’ambito di una coalizione, di sottolinearne la sua mission politica, il suo profilo culturale, in suo impegno civile. Si pensa ad un elettore mosso dal sentimento più che dalla ragione. Vi è persino chi indugia nel richiamo ad una militanza politica che lo avvicina al “capo”, ne fa un seguace fedele. Tutto sembra voglia farci dimenticare quella stagione dei diritti che la “guerra fredda” ci regalò e imposta dai timori che lo scontento popolare potesse spingere un popolo tra le braccia del socialismo reale. Ora che questi timori “corporativi” sono svaniti si passa ad un altro clima dove si instaura la stagione dei doveri e con la conseguente perdita dei diritti e senza che possa verificarsi un doveroso bilanciamento tra i due. Siamo quindi in caduta libera dove, purtroppo, cedono i più deboli: famiglie monoreddito, pensionati, giovani precari, cassa integrati, disoccupati, ecc. Costituiscono la stragrande maggioranza del Paese eppure non riescono ad esprimere una forza capace di rappresentarli e, soprattutto, sostenerli concretamente. In queste scadenze elettorali costoro sono i più esposti al canto delle sirene perché chi li tiranneggia è ben consapevole di doverli ingannare in favore dei poteri forti che dettano le loro regole e che non hanno bisogno del necessario per vivere e si adagiano nel superfluo. C’è chi allora azzarda qualche ricetta: non andate a votare o votate scheda bianca. E’ un errore. Il votare è l’unica e più efficace arma di contrasto che resta nelle mani dell’elettore. Ma è anche un’arma a doppio taglio. Se non si usa bene si rischia di farsi male. Significa che dobbiamo smettere di pensare che la politica la fanno gli altri e noi dobbiamo solo subirla. La politica fa parte della nostra vita, della nostra democrazia, della nostra libertà. Occorre prestarvi più attenzione e sapere chi è stato e resta dalla parte vostra e non è figlio di interessi mercenari. E’ il tempo di pensare che noi siamo quel che siamo, nel bene e nel male, perché è il risultato di scelte sbagliate o giuste e che queste scelte, in ogni circostanza, non sono il frutto di sentimenti o di umori del momento, ma dalla capacità di saper discernere il buono dal cattivo, il giusto dall’ingiusto da parte di chi riesce ad entrare nelle nostre case anche se non è invitato. Tocca a noi giudicarlo per quello che è e non per quello che sembra. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Mostra Interiors

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

Roma fino al 15/5/2010 via de’ Soldati, 25A Galleria Ugo Ferranti a cura di Manuela Pacella. La Galleria Ugo Ferranti inaugura la stagione primaverile con un’inedita proposta espositiva curata da Manuela Pacella, che vede la partecipazione di quattro giovani artisti – Cristina Falasca (Roma, 1981), Giorgia Fincato (Marostica, VI, 1982), Stefano Minzi (Milano, 1976), Maddalena Vantaggi (Gubbio, PG, 1981) – confrontarsi sull’idea dell’intimo, ciascuno con il proprio bagaglio emotivo e la propria tecnica comunicativa.  Interiors, dall’omonimo film di Woody Allen del 1978, e’ semplicemente un richiamo ad un’intimità, ad un ‘interno’ che non e’ solamente quello delle mura domestiche ma quello della propria coscienza, costituitasi in un’epoca lontana, fatta di memorie e conflitti famigliari e culturali e causa del nostro comportamento con l’altro. Poster/Catalogo in galleria con le immagini delle opere in mostra e testi di Maurizio Faraoni, Andrea Fogli e Manuela Pacella. (interiors)

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“Angelo Fois, i colori della quotidianità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma da giovedì  10 dicembre, fino al 10 gennaio 2010, la Galleria “Il Saggiatore” di Via Margutta, a Roma, torna a proporre il Maestro Angelo Fois (Bosa 1910 – Roma 1988). La retrospettiva raccoglie un nucleo di circa trenta opere ad olio su masonite datate tra la metà degli anni Quaranta e la fine dei Settanta. A cura di Andrea Romoli Barberini Catalogo in galleria
Figlio di calzolaio, sesto di sette fratelli, Angelo Fois sente il richiamo dell’arte sin da ragazzo. Comincia modellando la creta e tracciando i primi schizzi ad acquarello. Lasciata la Sardegna appena sedicenne, viene a Roma, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti e perfeziona la sua formazione artistica. Le prime mostre risalgono al 1937. Solidamente inserito nella cultura contemporanea, costruisce un personale mondo poetico nutrito di una magia sospesa in un’aria di quotidianità familiare e privata. Partecipa a importanti rassegne (Biennale e Quadriennale Romana, Mostre di Via Margutta, Maggio della Pittura Romana, Mostra d’Oltremare di Napoli, Arti Figurative di Roma e del Lazio) ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private.

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Il culto della personalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2009

In questi giorni, sia pure sotto l’ombrellone o al fresco della mattinate in alta montagna, dove milioni di italiani e di stranieri hanno scelto il loro periodo di vacanze e altri si propongono di farlo, probabilmente, più numerosi alternandosi ai primi, si sta materializzando un evento politico in casa Pd (partito democratico) che pur non suscitando grandi entusiasmi, e oseremmo dire nemmeno tra gli addetti ai lavori, è destinato a coinvolgerci come elettori, per lo meno. Mi riferisco alla campagna per la segreteria del partito tra Franceschini e Bersani. L’uno incarna l’anima della vecchia Dc e, l’altro, quello del Pci. Due campioni che tra i tanti luoghi comuni potremmo scegliere per definirli, quelli della destra e della sinistra del centro sinistra. In effetti sono ricchi di sfumature non certo risalenti al loro supposto o reale richiamo ideologico quanto a un genere di definizione più casareccia: il vecchio e il nuovo modo di fare politica, la generazione dei nuovi e dei vecchi, il pragmatismo dell’uno e il fare burocratico dell’altro, ecc. Sono tutte cose che più di suscitare interesse motivano la noia. Se questa riflessione ha ragione d’essere dobbiamo convenire che questo partito e questi uomini ci dicono davvero poco a fronte di una contesa che ha toni ben più alti e diversi. Si tratta di capire se esiste una alternativa al centro destra oppure no. E Bersani e Franceschini, con la scia dei loro luogotenenti non ci incoraggiano, di certo, a ben sperare. Se la politica è, nella logica dei tempi, il collante che permette a una società di vivere la sua esperienza contemperando le diverse anime e interessi e classi sociali per un bene che possa attraversarli tutti si fonda nella necessità di far loro intendere che esiste un valore che prevale su tutti: la solidarietà e la difesa dei più deboli. E francamente, di là delle dichiarazioni di circostanza, oggi su tutto l’arco dei partiti, grandi e piccoli che siano, si è ben lontani dall’incarnare questa identità paritaria tra le diverse realtà in cui ci riconosciamo. Questo segno del tempo ci offre, probabilmente, la prima riflessione sul non voto degli italiani e più in generale degli europei e di altri ancora. Avendo già toccato e raschiato il fondo come potremmo oggi azzardare una nota ottimistica sul nostro futuro? Ma la speranza, si dice, è l’ultima a morire. Forse per questo il 60% degli italiani continua votare, forse per questo… video meliora proboque deteriora sequor (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2009

La mozione sugli ammortizzatori sociali per un welfare to work a prima firma Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, presentata dalla delegazione radicale nel PD con esponenti dell’area laica repubblica e liberale (Giorgio La Malfa, Francesco Nucara, Paolo Guzzanti e Giancarlo Lehner) è stata approvata oggi dalla Camera dei Deputati. Il dispositivo impegna il Governo a “definire, nei tempi e modi suggeriti dall’andamento della crisi e con il coinvolgimento delle parti sociali, l’armonizzazione del nostro sistema di welfare in coerenza con gli indirizzi europei, sia in tema di previdenza, sia in tema di ammortizzatori sociali, sulla base del modello del welfare to work.” Elisabetta Zamparutti ha dichiarato: “L’approvazione della nostra mozione è importante perché è l’ unica tra quelle che si sono discusse oggi sulla riforma degli ammortizzatori sociali, che abbia fatto un richiamo esplicito alla necessità di reperire le necessarie risorse attraverso l’equiparazione dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini e l’innalzamento graduale la stessa per tutti, uomini e donne, a 65 anni non oltre il 2018. Da questo, e non dall’ulteriore tassazione o dall’impensabile aumento del deficit pubblico, possono derivare infatti, una volta a regime, fino a 7 miliardi di euro ogni anno, da destinare proprio al welfare universalistico sul modello del welfare to work ed alle pensioni più basse. Stupisce che il PD abbia chiesto il voto per partiseparate astenendosi sulle premesse e votando contro il dispositivo. Come Radicali non mancheremo certo di incalzare la maggioranza e l’opposizione perché sia dato seguito ai contenuti della mozione ed intanto perché le risorse che deriveranno dall’equiparazione siano destinate al welfare per le donne.”

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Energia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Un’analisi completa, lucida, puntuale quella del presidente Ortis nella sua Relazione annuale sulle insufficienze strutturali, sulla poca concorrenza, sui numerosi balzelli che rendono la bolletta energetica dei consumatori italiani la più cara d’Europa. Questo il commento di Paolo Landi, segretario generale Adiconsum. L’assenza di un’effettiva politica energetica europea, la carenza delle infrastrutture di rete per l’elettricità ed il gas il costoso mix produttivo dell’energia elettrica, ma soprattutto la scarsa concorrenza, specialmente nel settore del gas, impediscono ai consumatori di trovare vantaggi dagli effetti della liberalizzazione. Particolarmente condivisibile per Adiconsum è il richiamo del presidente Ortis • ad attuare la separazione proprietaria delle reti gas e degli stoccaggi dalle società dell’Eni; • ad evitare che il sostegno alle fonti energetiche rinnovabili raggiunga livelli inaccettabili (7 miliardi  di euro nel 2020) e si scarichi sulle bollette; a realizzare una borsa europea del petrolio per contenere l’enorme volatilità del prezzo del greggio.

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