Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘richieste’

Richieste di credito delle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

Per far fronte al fabbisogno di liquidità, nel 2020 le imprese italiane hanno intensificato la propensione a rivolgersi agli istituti finanziari, tendenza che si è confermata anche nel primo trimestre del 2021 con le richieste di credito che sono cresciute complessivamente del +28,7% rispetto al Q1 2020. È quanto emerge dall’analisi delle istruttorie di finanziamento registrate su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF. Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF emerge anche un notevole incremento dell’importo medio richiesto (+61,9%), che nel primo trimestre dell’anno si è attestato a 111.997 Euro.Per quanto riguarda le Imprese individuali, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico e produttivo nazionale, le richieste di credito hanno visto un importo medio pari a 41.655 Euro (+44,5% rispetto al corrispondente periodo 2020). L’incidenza dello scaglione fino ai 20.000 Euro arriva a spiegare il 61,5% del totale. Per quanto riguarda le Società di Capitali, invece, l’importo medio richiesto ammonta a 150.212 Euro, segnando un incremento percentuale pari a +60,5%. Nello specifico, oltre la metà delle richieste presenta un importo superiore ai 20.000 Euro.

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Proposte e richieste sulla Pubblica Amministrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Nell’incontro con il ministro Brunetta, l’Unione Sindacale di Base ha portato al tavolo una serie di proposte e di richieste sulla Pubblica Amministrazione, così sintetizzate in dieci punti:
rivedere i comparti di contrattazione, in particolare con lo spacchettamento della Ricerca da Scuola e Università;
ritorno del Servizio Sanitario sotto il pieno controllo dello Stato, così come la produzione e la distribuzione dei vaccini;
revoca delle penalizzazioni in materia di malattia;
riconoscimento di competenze e professionalità acquisite a prescindere dal titolo di studio, revisione degli ordinamenti professionali per una PA moderna;
piano assunzioni straordinario per 500mila nuovi assunti a tempo indeterminato, con svecchiamento della PA senza penalizzazioni;
reinternalizzazione dei servizi e stabilizzazione dei precari;
accordo quadro sullo smart working, con risarcimento dei costi a carico dei lavoratori;
digitalizzazione con riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;
maggiori stanziamenti per il rinnovo dei contratti;
sospensione della valutazione per 2020 e 2021.
In premessa USB ha vigorosamente protestato per l’incontro separato di Brunetta con Cgil Cisl Uil, nei fatti una modifica surrettizia della legge sulla rappresentanza sindacale. “L’inizio non è stato dei migliori – ha detto Paolo Leonardi a nome di USB – Nel confronto sulla PA vanno seguite le regole democratiche della rappresentanza”. USB ha anche chiesto un intervento del governo a garanzia del diritto di sciopero, per fermare la deriva della Commissione di Garanzia, “divenuta un tribunale che impedisce l’esercizio di un diritto democratico”. Fonte: Unione Sindacale di Base

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Richieste di crediti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Dopo le pesanti flessioni che hanno segnato il 2020, il nuovo anno si è aperto con una contrazione del numero di richieste di finanziamenti da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali contribuite sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF): la componente dei mutui immobiliari fa segnare un -6,6% malgrado la vivacità delle surroghe, mentre i prestiti nel complesso vedono un calo pari a -13,1% rispetto al corrispondente mese del 2020.In scia con quanto era stato registrato nella seconda parte del 2020, le famiglie stanno adottando un atteggiamento estremamente cauto, rinviando i propri progetti di spesa e riducendo di conseguenza anche la propensione a richiedere un finanziamento: nel mese di gennaio le richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi si caratterizzano infatti per un calo del -1,4% rispetto al corrispondente mese del 2020, a fronte del ben più marcato -27,1% fatto segnare dai prestiti personali.Un’ulteriore evidenza che emerge dallo studio di CRIF riguarda l’importo medio dei finanziamenti richiesti, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati nel primo mese dell’anno si è attestato a 9.431 Euro, sostanzialmente invariato rispetto al valore del gennaio 2020. Dopo il calo fatto segnare nell’ultima parte del 2020, anche a gennaio le richieste di mutui e surroghe restano in territorio negativo, facendo segnare una flessione del -6,6% malgrado il comparto benefici ancora di una dinamica positiva dei mutui di sostituzione, sostenuti da condizioni di offerta vantaggiose. Per quanto riguarda la distribuzione per classe di durata dei mutui, invece, anche il mese di gennaio ha visto gli italiani orientarsi verso piani di rimborso più lunghi, con più del 79% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni.“La perdurante incertezza riguardo i tempi di ritorno a una situazione di normalità, acuita anche dall’instabilità dello scenario politico, sta frenando le decisioni degli italiani relativamente ai consumi, specie quelli di beni durevoli o non strettamente indispensabili, e all’investimento sulla casa” – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF – Per il comparto del prestiti le previsioni per l’anno in corso restano positive, con un progressivo recupero delle richieste favorito dall’auspicato miglioramento dell’attività economica, mentre la dinamica dei mutui potrebbe confermarsi in territorio negativo anche nei prossimi mesi”.

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Cashback: P. Chigi, in un giorno oltre 5 milioni richieste

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

Il numero di richieste di caricamento di carte all’interno della sezione “Portafoglio” dell’app Io ha superato i 5 milioni, con picchi di quasi 8000 accessi al secondo. Lo sottolineano fonti di Palazzo Chigi. “E’ un indubbio successo! Nonostante le difficoltà e i rallentamenti, che speriamo siano al più presto superati, resta evidente che il programma Cashback è partito con il piede giusto. Speriamo che nei prossimi giorni non si assista ad un crollo delle richieste, come purtroppo avvenuto con il bonus vacanze. L’obiettivo, infatti, resta quello di far usare le carte di credito a chi non le ha mai usate e non dare un rimborso a chi le usava già” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Cessione del quinto: aumentano le richieste

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Negli ultimi mesi il rapporto degli italiani con il credito al consumo è cambiato tanto che, come emerso dall’analisi realizzata da Facile.it e Prestiti.it, nel corso del terzo trimestre dell’anno sono aumentate le richieste di cessione del quinto (+10,2%) mentre, fra chi ha chiesto un prestito personale, 1 domanda su 4 è per l’ottenimento di liquidità. Secondo gli esperti del comparatore – si legge nell’indagine realizzata su un campione di oltre 212.000 domande di finanziamento – il periodo di grande incertezza che stiamo vivendo ha spinto le famiglie a posticipare i progetti importanti e a dare priorità alla richiesta di liquidità per far fronte a eventuali imprevisti o difficoltà lavorative. Se si guarda alle sole domande di cessione del quinto emerge che l’importo medio richiesto è stato pari a 19.464 euro, mentre chi ha cercato di ottenere un prestito personale ha chiesto, in media, 13.201 euro.

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Andamento delle richieste di moratorie sul credito da parte di famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Nello specifico, la fase post lockdown ha fatto segnare un deciso recupero delle richieste di credito da parte di famiglie e imprese, che sono tornate sui livelli pre emergenza Covid. La rilevazione da parte di CRIF relativa alle istruttorie contribuite sul proprio sistema di informazioni creditizie nella prima settimana di agosto ha fatto registrare una performance positiva, rispettivamente con un +7% per le famiglie e un +15% per le imprese. In questo scenario, sicuramente in recupero ma ancora fortemente condizionato dalla perdurante incertezza causata dall’emergenza pandemica, famiglie e imprese non hanno però smesso di richiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere.Relativamente al comparto business, il 72,6% delle richieste di moratoria che sono state ottenute in questi mesi sono riconducibili a società di capitali a fronte di una quota pari al 23,9% per le società di persone e del 2,3% per le ditte Individuali. Un altro dato significativo riguarda l’importo medio della rata mensile che è stata sospesa e il debito residuo, che risultano pari rispettivamente a 2.796 Euro e 136.689 Euro.Per quanto riguarda, invece, i privati consumatori, i mutui immobiliari rappresentano il 46,6% delle richieste, mentre il 26,6% del totale riguarda prestiti personali, che tipicamente rappresentano le due forme di finanziamento più onerose per le famiglie. A seguire, il 12,6% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità contro l’8,6% dei prestiti finalizzati e il 5,6% dei contratti di leasing e altri prodotti rateali. Complessivamente la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi risulta pari a 534 Euro mentre il debito residuo in carico alle famiglie relativamente ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è pari a 61.708 Euro.

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Scuola: Ata, Anief ascoltato al Mi: un passo in avanti ma le richieste a tutela della categoria continuano

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Al via 11.323 unità per nuove assunzioni per i profili Ata, dopo le richieste pressanti di Anief al ministero dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Il colloquio tra una delegazione Ata e il dottore Filippo Serra del ministero è stato un importante punto per l’avvio delle prossime trattative a difesa della categoria. Marcello Pacifico (Anief): Auspichiamo maggiori immissioni in ruolo poiché in alcuni casi risultano insufficienti alle esigenze di igienizzazione per la riapertura delle scuole in sicurezza, rispetto alle nuove classi richieste dai dirigenti scolastici che non vengono, peraltro, sempre assegnate dai dirigenti degli Uffici scolastici. È fondamentale ripristinare il taglio di un quarto dei posti in organico che è avvenuto in questi anni a parità dello stesso numero di alunni iscritti
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha dichiarato che “auspichiamo maggiori immissioni in ruolo poiché in alcuni casi risultano insufficienti, per quanto concerne lo stesso turn over, alle esigenze di igienizzazione per la riapertura delle scuole in sicurezza, rispetto alle nuove classi richieste dai dirigenti scolastici che non vengono, peraltro, sempre assegnate dai dirigenti degli Uffici scolastici. È fondamentale ripristinare il taglio di un quarto dei posti in organico che è avvenuto in questi anni a parità dello stesso numero di alunni iscritti. Mentre nel nuovo contratto dovrà essere chiara la necessità di altri 20mila posti per il coordinamento degli assistenti tecnici e amministrativi e dei collaboratori scolastici. Sulle risorse, infine, si dovranno utilizzare parti di quelle destinate alla scuola nel Recovery Fund per rivedere le qualifiche e i livelli professionali”.La delegazione dell’Anief ha chiarito al dottor Serra, che ne ha chiesto espressamente l’opinione, di poter assumere i Dsga dalle graduatorie che saranno definite dopo il primo di settembre. “Per motivi legati alla preparazione sul campo e alla formazione – ha chiarito Pacifico – sollecitiamo l’assunzione privilegiata dei facenti funzione. Abbiamo, inoltre, chiesto l’assunzione dei lavoratori fragili e un aumento dei collaboratori scolastici, in particolare nelle scuole dove è alto il numero degli allievi diversamente abili. Riconosciamo uno straordinario lavoro delle scuole polo che si occuperanno di valutare le Gps, perciò richiediamo per queste realtà uno stanziamento di fondi aggiuntivi”. L’Anief accoglie positivamente lo stanziamento aggiuntivo per organici pari a 1300 milioni e una quota per la formazione di tutto il personale Ata, compresi in Dsga neoassunti. I posti che si sono resi liberi dopo i movimenti di mobilità del personale Ata per l’anno scolastico 2020/21, ovvero i cosiddetti posti vacanti, sono 24.920 con un incremento in più pari al 25% rispetto all’anno scolastico 2019/2020.

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Crescita sostenuta delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Il dato è in linea con l’andamento estremamente positivo che aveva caratterizzato l’ultimo trimestre 2019. Le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, infatti, mostrano un incremento del +32,0% rispetto al mese di gennaio 2019. Relativamente al singolo primo mese dell’anno, in termini assoluti si tratta della miglior performance dal 2010 ad oggi.In crescita anche l’importo medio richiesto, che fa segnare un +2,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, per attestarsi a 131.693 Euro.

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Mutui: richieste in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Secondo l’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it, realizzato su un campione di oltre 60mila richieste di mutuo, il primo semestre del 2019 è stato segnato dall’aumento della richiesta media presentata agli istituti di credito (132.603 euro, +4,2% rispetto al primo semestre 2018) e dall’aumento dell’importo medio effettivamente erogato (128.681 euro, +1%).Guardando all’offerta, invece, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati dal calo degli indici di riferimento dei tassi di interesse, con l’Euribor e l’Irs che hanno fatto segnare nuovi minimi storici sul finire del semestre. A mitigare la riduzione dei tassi, però, hanno pensato gli istituti di credito che, soprattutto per i nuovi mutui a tasso fisso, hanno in molti casi scelto di aumentare lo spread, in una forbice tra i 10 e i 40 punti.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Anche nel mese di aprile è proseguito il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, che fanno registrare una contrazione del -10,8% rispetto allo stesso mese del 2018, dato che accentua ulteriormente la brusca frenata che aveva caratterizzato il I trimestre dell’anno (-7,9%).Si segnala, tuttavia, la costante crescita dell’importo medio richiesto, che fa segnare un +3,7% per attestarsi a 130.311 Euro: a livello di singole rilevazioni mensili si tratta del 2° valore medio più elevato registrato dall’inizio del 2013 ad oggi. Relativamente alla distribuzione per fasce di importo, ad aprile le richieste si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro, con una quota pari al 29,4% del totale ma va sottolineato come i mutui di importo inferiore ai 75.000 euro rappresentino un quarto del totale.

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Il lavoro c’è: ecco i profili più richiesti

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

La crescita degli annunci web per le professioni ICT continua ed emergono profili nuovi. Sono 64.000 gli annunci pubblicati in rete nel 2017, numero più che raddoppiato negli ultimi 4 anni, registrando un incremento del +7% rispetto al 2016. E le stime per il triennio 2018-2020 sono ulteriormente ottimistiche: fino a 88.000 nuovi posti di lavoro specializzati in ICT.Con una crescita del 19% sull’anno precedente e una quota di annunci sul web di 49%, gli Sviluppatori guidano la classifica dei ruoli più ricercati, seguiti dai consulenti ICT, richiesti in un annuncio su 6. Cresce progressivamente anche la quota delle nuove professioni connaturate alla trasformazione digitale quali il Service Development Manager, il Big Data Specialist e il Cyber security Officer.A livello territoriale, il maggiore incremento si concentra nel Nord-Ovest (soprattutto in Lombardia) con una quota della domanda pari al 48% del totale Italia; in quest’area i livelli di richiesta per i Big Data Specialist e i Service Development Manager raggiungono il 60%. Insieme all’ICT, è il settore Servizi ad avere la quota maggiore (20%) della domanda di professionisti per la trasformazione digitale: i più richiesti sono l’ICT Operation Manager (56%), il Digital Media Specialist (53%) e l’ICT Consultant (45%).
Anche le retribuzioni 2017 dei profili IT sono in crescita: nelle aziende di informatica ed elettronica i Quadri registrano +4,3% e i Dirigenti +6,0%. Nelle aziende di Consulenza e Servizi ICT crescono le retribuzioni degli Impiegati +2,5%, dei Dirigenti (+1,9%) e dei Quadri +1,8%.Il gap tra domanda e offerta di specialisti ICT conferma che occorre agire al più presto se si vogliono cogliere tutte le potenzialità del nuovo mercato del lavoro digitale.
Le stime dell’Osservatorio, disegnate su uno scenario più conservativo ed uno più espansivo, mostrano per il 2018 un fabbisogno di laureati per le aziende che oscilla fra i 12.800 e i 20.500, mentre l’Università dovrebbe laurearne poco più di 8.500: un gap che arriva dunque al 58%. Opposta la situazione per i Diplomati: il fabbisogno oscillerà fra i 7.900 e i 12.600, con un surplus che oscillerà fra i 3.400 e gli 8.100 (27%).I laureati ICT dunque crescono ma troppo lentamente: nel 2017 toccano le 7.700 unità, in lievissima crescita rispetto al 2016, ma sono calati gli specialisti in Informatica e Ingegneria Informatica (INFO), pari a 4.460. Si attenua la tendenza dei laureati triennali INFO a terminare gli studi dopo la laurea triennale (+3% da +10% nel 2016) mentre continua l’incremento nelle immatricolazioni anche se in misura ridotta (+3,5% contro il +9% nel 2016) e con percentuali di abbandono che restano elevate (si laurea solo il 40% degli immatricolati nelle triennali, come nel 2016). La tendenza alla crescita delle immatricolazioni in Area ICT non è uniforme: Nord-Ovest, Nord-Est e Sud crescono al ritmo del 6%, le Isole addirittura +13%, diminuisce il Centro (-9,2%). In termini di genere resta molto bassa la quota femminile: circa il 19% contro il 53% nella media di tutti i corsi.
La rilevanza delle skill digitali è misurata dal Digital Skill Rate, ovvero il grado di pervasività delle competenze digitali all’interno di una singola professione: in media 48% per le professioni ICT e 14% per le professioni non ICT. Il Digital Skill Rate varia tra il 30% e il 51% per quasi tutte le professioni ICT e supera il 51% per Database Administrator, Developer, Systems Analyst e Technical e Network Specialist. Passando alle Soft Skill, esse diventano più pervasive in tutte le professioni: in media per le professioni ICT il soft skill rate si attesta al 28%, mentre è pari al 35% per le professioni non ICT. Le punte di maggiore rilevanza delle soft skill (tra il 38% e il 51%) si rilevano per ICT Operations Manager, Account Manager, ICT Consultant, Project Manager, Cyber security Officer e Business Analyst.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Il Barometro CRIF ha messo in evidenza che le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alla richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) in ottobre segnano un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari a +5,7%. Il mese di ottobre si caratterizza positivamente anche per il consolidamento della crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 128.255 Euro (+2,6% rispetto al corrispondente mese del 2017). Dall’inizio dell’anno in corso il numero maggiore di richieste (il 29,6% del totale, per la precisione) si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro. Aggregando le classi di importo più contenuto emerge che quasi la metà delle richieste di mutuo non supera i 100.000 Euro, fornendo una conferma indiretta alla perdurante debolezza dei prezzi di compravendita degli immobili residenziali che consentono alle famiglie di contenere l’esposizione debitoria per finanziare l’acquisto della casa.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Lo studio ha mostrato che le interrogazioni registrate nel mese di settembre sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), confermano il trend in ripresa, facendo segnare un +5,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un altro dato rilevante che emerge dalla rilevazione di settembre è rappresentato dalla crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.359 Euro, con un +3,1% rispetto al corrispondente mese del 2017, confermando la ripresa in atto nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo i primi 6 mesi sostanzialmente piatti.
Nel periodo di osservazione il numero maggiore di richieste si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro, con il 29,6% del totale delle richieste (+0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017). Nel complesso, meno di un quarto delle richieste di mutuo supera i 150.000 Euro, coerentemente con l’attuale scenario di mercato in cui i prezzi di compravendita degli immobili residenziali stentano a riprendere vigore.

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Andamento delle richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Lo studio ha mostrato che il mese di agosto non ha frenato la ritrovata propensione degli italiani a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e gli investimenti sulla casa. Nello specifico, le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF relativamente alle richieste di mutui e surroghe hanno fatto segnare un incremento pari a +4,6% rispetto al corrispondente mese del 2017 mentre quelle relative ai prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) hanno visto una crescita del +9,3%.In particolare, i mutui hanno registrato un consolidamento del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.547 Euro (+2,5% rispetto al corrispondente mese del 2017).Per quanto riguarda i prestiti, le richieste di prestiti personali sono cresciute del +14,0%, con la crescita mensile più robusta degli ultimi 10 anni, mentre i prestiti finalizzati sono aumentati del +5,3%. Per il settore buone notizie arrivano anche dall’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.825 Euro (+1,0% rispetto all’agosto 2017, mese che già aveva fatto segnare una ottima performance). Nello specifico, nel periodo di osservazione per i prestiti finalizzati il valore richiesto è risultato pari a 5.868 Euro mentre per i prestiti personali si è attestato a 12.020 Euro.

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Richieste mutui: Crescono le domande da parte delle fasce di popolazione più giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Il mese di marzo vede una nuova contrazione (-8,4%) del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane, dato che porta la performance cumulata nel primo trimestre dell’anno ad un calo complessivo del -8,9%, rispetto allo stesso periodo del 2017.
Tuttavia, tale flessione è più contenuta rispetto a quanto rilevato nei 3 trimestri precedenti essendosi ormai consolidata la frenata delle surroghe, fenomeno iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari per i quali l’operazione di rottamazione del finanziamento è ancora economicamente conveniente.
Di seguito sono riportate in forma grafica le variazioni mensili in valori ponderati (cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi) su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie.Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, una crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 fa segnare un confortante +1,7%, portando il valore medio a 126.025 Euro. Anche in questo caso il dato è influenzato dalla minor incidenza delle surroghe, che per natura presentano un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui.
Nello specifico, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 Euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%).
Andando ad analizzare la distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell’anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 Euro verso quelle al di sopra dei 150.00 Euro.Per quanto riguarda invece la distribuzione delle richieste di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, nel I trimestre si registra uno slittamento verso le fasce comprese tra i 16 e i 30 anni (+3,3 punti percentuali) a cui corrisponde una parallela contrazione della classe compresa tra i 10 e 15 anni (-3,1 punti percentuali rispetto al 2017).
Le richieste di mutuo di durata inferiore ai 5 anni (tipicamente associate alle surroghe) mantengono una posizione marginale e in ulteriore riduzione di -0,8 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
L’analisi prodotta da CRIF sulla distribuzione per età del richiedente, infine, conferma che ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale.Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.
“In uno scenario del mercato immobiliare che sta manifestando segnali di recupero sul fronte delle compravendite (l’unico indicatore che sta languendo è quello dei prezzi degli immobili usati, ancora in calo, mentre le case di nuova costruzione hanno già intrapreso un percorso di recupero), le aziende di credito stanno sviluppando prodotti sempre più vicini alle reali esigenze e capacità dei consumatori, basati sulle peculiarità territoriali in termini di potenzialità e caratteristiche socio-demografiche – conclude Capecchi -. Al contempo rimane opportuna la corretta valutazione degli immobili e del rischio di credito associato alla richiesta del finanziamento per garantire un sano sviluppo del mercato, tanto per le aziende di credito quanto per le famiglie in termini di affidamento responsabile”.

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Mutui per bioedilizia: sono appena lo 0,47% delle richieste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

BioediliziaNonostante il settore delle case in legno sia in espansione – secondo dati ufficiali nel 2015 rappresentavano il 7% del totale costruito nell’anno – il mercato dei mutui green, ovvero i prodotti finanziari destinati all’acquisto o ristrutturazione di immobili in legno, stenta a decollare. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che, monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due siti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, hanno evidenziato come appena lo 0,47% delle richieste riguardava un mutuo bioedilizia.
«Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore».
Fra chi ha presentato richiesta di mutuo per bioedilizia attraverso i due portali, l’importo che si cerca di ottenere è mediamente pari a poco meno di 178.500 euro, equivalenti al 60% del valore dell’immobile. Nell’ 80% dei casi si sceglie il tasso fisso ed il piano di restituzione è previsto in 23 anni. L’età media del richiedente, infine, è pari a 40 anni.
Esaminando più da vicino le richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it emergono alcune interessanti differenze a livello territoriale; la regione da cui provengono il maggior numero di richieste di mutui bioedilizia è il Veneto, che ha generato il 26% delle domande. Seguono in classifica la Lombardia e il Piemonte, entrambe con il 13% delle richieste.
I mutui bioedilizia sono prodotti finanziari che possono essere richiesti solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.
Nel 2015 il mercato italiano della produzione di case in legno è cresciuto di quasi il 10%, sfiorando i 700 milioni di euro. Un valore che fa guadagnare all’Italia il quarto posto in Europa; alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro). (Fonte: elaborazione Centro studi Fla su dati Eurostat e Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno) (foto. bioedilizia)

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Richieste di prestiti da parte delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

soldi-pubbliciLe richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane riportano una lieve flessione, pari a -0,8%, rispetto allo stesso periodo del 2016. Entrando maggiormente nel dettaglio, i primi sei mesi dell’anno in corso hanno visto, a paragone con lo stesso periodo del 2016, un calo dei prestiti richiesti dalle Imprese individuali (-0,2%) più lieve rispetto a quello delle Società di capitali (-1,6%).Dato altrettanto significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto: nel I semestre dell’anno, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società di capitali si è attestato a 76.500 Euro, con un calo del -3,7% rispetto allo stesso semestre del 2016. Nel dettaglio, le Imprese individuali hanno mediamente richiesto 34.263 Euro, facendo segnare una crescita del +2,4% che non riesce a compensare il calo del -4,1% degli importi richiesti dalle Società di capitali, che si attestano a 105.520 Euro.

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Crescono i prestiti per liquidità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

Rispetto a dodici mesi fa cresce la richiesta per ottenere un prestito di liquidità (+11,4%), mentre diminuiscono notevolmente sia le richieste di finanziamento per l’acquisto di un’automobile nuova (-6,5%) sia quelle per l’acquisto di beni strumentali alla propria attività professionale (più che dimezzate, passando dal rappresentare l’1,8% all’attuale 0,6% delle domande fatte in Italia). È questa una delle evidenze emerse dall’analisi condotta da Prestiti.it (www.prestiti.it) che ha passato sotto la lente oltre 30.000 richieste di prestito presentate negli ultimi sei mesi per capire come la crisi economica abbia modificato l’identikit di chi prova a ottenere un finanziamento. Nonostante la richiesta media sia ancora elevata (11.500 euro da restituire in 67 mesi), questa è nettamente inferiore a quella di 12 mesi fa (17.500 euro). La maggior parte delle richieste proviene da uomini (il 72% del totale, contro il 28% delle donne), mentre l’età media è di 41 anni. (Andrea Polo)

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Difesa: recepite due richieste transito militari ruoli civili

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

“Apprendiamo che nel testo della legge di stabilità 2012, approvato ieri alla Camera dei deputati, sono state recepite due delle richieste che già avevamo presentato come emendamenti in tutte le precedenti manovre finanziarie che si sono succedute dal 2009 in poi, e da ultimo in quelle approvate negli scorsi mesi di agosto e settembre. In particolare i commi 96 e 98 dell’articolo 4 stabiliscono la possibilità per i militari fino al grado di tenente colonnello di transitare a domanda nei ruoli civili delle altre pubbliche amministrazioni dello Stato e l’obbligo di fruire di vitto e alloggio presso le strutture dell’amministrazione per il personale militare inviato missione fuori dall’ordinaria sede di servizio nell’ambito del territorio nazionale.” Dichiarazione di Luca Marco Comellini segretario del Pdm.

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Governo: promettere sempre, mantenere mai

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Cosa unisce quella casta politica italiana  nella sua ferrea volontà di raggiungere e mantenere il potere pubblico con tutti i mezzi possibili ed immaginabili? Sul come si possa arrivare a conquistare la maggioranza del consenso elettorale le notizie che raccontano di richieste più o meno esplicite di voti a componenti delle organizzazioni mafiose e gli accordi cui sono costrette le forze politiche deboli e vili con le mafie, descrivono un impietoso scenario di bassezze umane e politiche che vanno dallo scambio voto – favori politici (appalti pubblici, posti di lavoro pubblici, etc) sino a condizioni di vero proprio cointeresse politico-mafioso, ben raccoglibili nella frase del premier che impedì la candidatura del ministro napoletano Mara Carfagna alla poltrona di sindaco di Napoli per non doverla consegnare alla camorra, come fosse già evinto che, un cittadino napoletano, ancorchè ministro della repubblica, non sia in grado e non abbia qualità sufficienti per resistere alle tentazioni delle sirene mafiose. Sul come invece si conservi tale potere raggiunto con il contributo di simili mezzi vergognosi, non vi è alcun dubbio: procedere nell’iter tecnico-giuridico per il perseguimento di quelle riforme come il Federalismo Fiscale, procrastinandone invece l’effettiva e completa realizzazione in tempi futuri piuttosto lontani, potendo così scaricare la responsabilità del non raggiungimento di tali promesse riforme su condizioni future non prevedibili e non previste. Così, si rimanda artatamente ogni obiettivo raggiungibile, continuando a prometterne il raggiungimento, pur rimandando contestualmente sine die la loro effettiva realizzazione. Questa filosofia deriva direttamente dalla prassi della prima repubblica in pieno stile democristiano, all’interno della cui ispirazione si raccomandava strettamente di promettere un “sì certo e convinto” a coloro i quali si avvicinassero al potere pubblico per ottenere un appalto pubblico o la vittoria in un pubblico concorso, negandone successivamente la realizzazione di un tale evento, poichè una volta raggiunto l’obiettivo per quei potenziali elettori, non sarebbe stato più possibile indirizzarne e condizionarne il voto ed il consenso: promettere sempre e mantenere mai, occupare il potere con qualsiasi mezzo per non rinunciarvi mai più. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X – in sintesi)

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