Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘richieste’

Il lavoro c’è: ecco i profili più richiesti

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

La crescita degli annunci web per le professioni ICT continua ed emergono profili nuovi. Sono 64.000 gli annunci pubblicati in rete nel 2017, numero più che raddoppiato negli ultimi 4 anni, registrando un incremento del +7% rispetto al 2016. E le stime per il triennio 2018-2020 sono ulteriormente ottimistiche: fino a 88.000 nuovi posti di lavoro specializzati in ICT.Con una crescita del 19% sull’anno precedente e una quota di annunci sul web di 49%, gli Sviluppatori guidano la classifica dei ruoli più ricercati, seguiti dai consulenti ICT, richiesti in un annuncio su 6. Cresce progressivamente anche la quota delle nuove professioni connaturate alla trasformazione digitale quali il Service Development Manager, il Big Data Specialist e il Cyber security Officer.A livello territoriale, il maggiore incremento si concentra nel Nord-Ovest (soprattutto in Lombardia) con una quota della domanda pari al 48% del totale Italia; in quest’area i livelli di richiesta per i Big Data Specialist e i Service Development Manager raggiungono il 60%. Insieme all’ICT, è il settore Servizi ad avere la quota maggiore (20%) della domanda di professionisti per la trasformazione digitale: i più richiesti sono l’ICT Operation Manager (56%), il Digital Media Specialist (53%) e l’ICT Consultant (45%).
Anche le retribuzioni 2017 dei profili IT sono in crescita: nelle aziende di informatica ed elettronica i Quadri registrano +4,3% e i Dirigenti +6,0%. Nelle aziende di Consulenza e Servizi ICT crescono le retribuzioni degli Impiegati +2,5%, dei Dirigenti (+1,9%) e dei Quadri +1,8%.Il gap tra domanda e offerta di specialisti ICT conferma che occorre agire al più presto se si vogliono cogliere tutte le potenzialità del nuovo mercato del lavoro digitale.
Le stime dell’Osservatorio, disegnate su uno scenario più conservativo ed uno più espansivo, mostrano per il 2018 un fabbisogno di laureati per le aziende che oscilla fra i 12.800 e i 20.500, mentre l’Università dovrebbe laurearne poco più di 8.500: un gap che arriva dunque al 58%. Opposta la situazione per i Diplomati: il fabbisogno oscillerà fra i 7.900 e i 12.600, con un surplus che oscillerà fra i 3.400 e gli 8.100 (27%).I laureati ICT dunque crescono ma troppo lentamente: nel 2017 toccano le 7.700 unità, in lievissima crescita rispetto al 2016, ma sono calati gli specialisti in Informatica e Ingegneria Informatica (INFO), pari a 4.460. Si attenua la tendenza dei laureati triennali INFO a terminare gli studi dopo la laurea triennale (+3% da +10% nel 2016) mentre continua l’incremento nelle immatricolazioni anche se in misura ridotta (+3,5% contro il +9% nel 2016) e con percentuali di abbandono che restano elevate (si laurea solo il 40% degli immatricolati nelle triennali, come nel 2016). La tendenza alla crescita delle immatricolazioni in Area ICT non è uniforme: Nord-Ovest, Nord-Est e Sud crescono al ritmo del 6%, le Isole addirittura +13%, diminuisce il Centro (-9,2%). In termini di genere resta molto bassa la quota femminile: circa il 19% contro il 53% nella media di tutti i corsi.
La rilevanza delle skill digitali è misurata dal Digital Skill Rate, ovvero il grado di pervasività delle competenze digitali all’interno di una singola professione: in media 48% per le professioni ICT e 14% per le professioni non ICT. Il Digital Skill Rate varia tra il 30% e il 51% per quasi tutte le professioni ICT e supera il 51% per Database Administrator, Developer, Systems Analyst e Technical e Network Specialist. Passando alle Soft Skill, esse diventano più pervasive in tutte le professioni: in media per le professioni ICT il soft skill rate si attesta al 28%, mentre è pari al 35% per le professioni non ICT. Le punte di maggiore rilevanza delle soft skill (tra il 38% e il 51%) si rilevano per ICT Operations Manager, Account Manager, ICT Consultant, Project Manager, Cyber security Officer e Business Analyst.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Il Barometro CRIF ha messo in evidenza che le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alla richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) in ottobre segnano un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari a +5,7%. Il mese di ottobre si caratterizza positivamente anche per il consolidamento della crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 128.255 Euro (+2,6% rispetto al corrispondente mese del 2017). Dall’inizio dell’anno in corso il numero maggiore di richieste (il 29,6% del totale, per la precisione) si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro. Aggregando le classi di importo più contenuto emerge che quasi la metà delle richieste di mutuo non supera i 100.000 Euro, fornendo una conferma indiretta alla perdurante debolezza dei prezzi di compravendita degli immobili residenziali che consentono alle famiglie di contenere l’esposizione debitoria per finanziare l’acquisto della casa.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Lo studio ha mostrato che le interrogazioni registrate nel mese di settembre sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online), confermano il trend in ripresa, facendo segnare un +5,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un altro dato rilevante che emerge dalla rilevazione di settembre è rappresentato dalla crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.359 Euro, con un +3,1% rispetto al corrispondente mese del 2017, confermando la ripresa in atto nell’ultimo trimestre dell’anno, dopo i primi 6 mesi sostanzialmente piatti.
Nel periodo di osservazione il numero maggiore di richieste si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro, con il 29,6% del totale delle richieste (+0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017). Nel complesso, meno di un quarto delle richieste di mutuo supera i 150.000 Euro, coerentemente con l’attuale scenario di mercato in cui i prezzi di compravendita degli immobili residenziali stentano a riprendere vigore.

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Andamento delle richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

Lo studio ha mostrato che il mese di agosto non ha frenato la ritrovata propensione degli italiani a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e gli investimenti sulla casa. Nello specifico, le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF relativamente alle richieste di mutui e surroghe hanno fatto segnare un incremento pari a +4,6% rispetto al corrispondente mese del 2017 mentre quelle relative ai prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati) hanno visto una crescita del +9,3%.In particolare, i mutui hanno registrato un consolidamento del trend di crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 127.547 Euro (+2,5% rispetto al corrispondente mese del 2017).Per quanto riguarda i prestiti, le richieste di prestiti personali sono cresciute del +14,0%, con la crescita mensile più robusta degli ultimi 10 anni, mentre i prestiti finalizzati sono aumentati del +5,3%. Per il settore buone notizie arrivano anche dall’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.825 Euro (+1,0% rispetto all’agosto 2017, mese che già aveva fatto segnare una ottima performance). Nello specifico, nel periodo di osservazione per i prestiti finalizzati il valore richiesto è risultato pari a 5.868 Euro mentre per i prestiti personali si è attestato a 12.020 Euro.

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Richieste mutui: Crescono le domande da parte delle fasce di popolazione più giovani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Il mese di marzo vede una nuova contrazione (-8,4%) del numero di richiesta di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane, dato che porta la performance cumulata nel primo trimestre dell’anno ad un calo complessivo del -8,9%, rispetto allo stesso periodo del 2017.
Tuttavia, tale flessione è più contenuta rispetto a quanto rilevato nei 3 trimestri precedenti essendosi ormai consolidata la frenata delle surroghe, fenomeno iniziato oltre un anno fa a seguito del progressivo ridursi del bacino potenziale di mutuatari per i quali l’operazione di rottamazione del finanziamento è ancora economicamente conveniente.
Di seguito sono riportate in forma grafica le variazioni mensili in valori ponderati (cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi) su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie.Alla flessione del numero di richieste si contrappone, però, una crescita dell’importo medio richiesto, che nei primi tre mesi del 2018 fa segnare un confortante +1,7%, portando il valore medio a 126.025 Euro. Anche in questo caso il dato è influenzato dalla minor incidenza delle surroghe, che per natura presentano un importo medio inferiore a quello dei nuovi mutui.
Nello specifico, l’importo richiesto nel mese di marzo si è attestato a 126.256 Euro, leggermente al di sopra del valore rilevato nel corrispondente mese del 2017 (+0,5%).
Andando ad analizzare la distribuzione delle richieste, nei primi tre mesi dell’anno si osserva uno spostamento graduale dalla classe di importo inferiore ai 75.000 Euro verso quelle al di sopra dei 150.00 Euro.Per quanto riguarda invece la distribuzione delle richieste di nuovi mutui e surroghe per classe di durata, nel I trimestre si registra uno slittamento verso le fasce comprese tra i 16 e i 30 anni (+3,3 punti percentuali) a cui corrisponde una parallela contrazione della classe compresa tra i 10 e 15 anni (-3,1 punti percentuali rispetto al 2017).
Le richieste di mutuo di durata inferiore ai 5 anni (tipicamente associate alle surroghe) mantengono una posizione marginale e in ulteriore riduzione di -0,8 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
L’analisi prodotta da CRIF sulla distribuzione per età del richiedente, infine, conferma che ancora una volta è la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni ad essere quella maggiormente rappresentata, con una quota pari al 34,5% del totale.Si osserva, però, un aumento delle richieste da parte delle fasce di età più giovani di popolazione, con quella compresa tra i 25 e i 34 anni che cresce di +1,2 punti percentuali rispetto al I trimestre 2017.
“In uno scenario del mercato immobiliare che sta manifestando segnali di recupero sul fronte delle compravendite (l’unico indicatore che sta languendo è quello dei prezzi degli immobili usati, ancora in calo, mentre le case di nuova costruzione hanno già intrapreso un percorso di recupero), le aziende di credito stanno sviluppando prodotti sempre più vicini alle reali esigenze e capacità dei consumatori, basati sulle peculiarità territoriali in termini di potenzialità e caratteristiche socio-demografiche – conclude Capecchi -. Al contempo rimane opportuna la corretta valutazione degli immobili e del rischio di credito associato alla richiesta del finanziamento per garantire un sano sviluppo del mercato, tanto per le aziende di credito quanto per le famiglie in termini di affidamento responsabile”.

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Mutui per bioedilizia: sono appena lo 0,47% delle richieste

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

BioediliziaNonostante il settore delle case in legno sia in espansione – secondo dati ufficiali nel 2015 rappresentavano il 7% del totale costruito nell’anno – il mercato dei mutui green, ovvero i prodotti finanziari destinati all’acquisto o ristrutturazione di immobili in legno, stenta a decollare. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che, monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due siti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, hanno evidenziato come appena lo 0,47% delle richieste riguardava un mutuo bioedilizia.
«Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore».
Fra chi ha presentato richiesta di mutuo per bioedilizia attraverso i due portali, l’importo che si cerca di ottenere è mediamente pari a poco meno di 178.500 euro, equivalenti al 60% del valore dell’immobile. Nell’ 80% dei casi si sceglie il tasso fisso ed il piano di restituzione è previsto in 23 anni. L’età media del richiedente, infine, è pari a 40 anni.
Esaminando più da vicino le richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it emergono alcune interessanti differenze a livello territoriale; la regione da cui provengono il maggior numero di richieste di mutui bioedilizia è il Veneto, che ha generato il 26% delle domande. Seguono in classifica la Lombardia e il Piemonte, entrambe con il 13% delle richieste.
I mutui bioedilizia sono prodotti finanziari che possono essere richiesti solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.
Nel 2015 il mercato italiano della produzione di case in legno è cresciuto di quasi il 10%, sfiorando i 700 milioni di euro. Un valore che fa guadagnare all’Italia il quarto posto in Europa; alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro). (Fonte: elaborazione Centro studi Fla su dati Eurostat e Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno) (foto. bioedilizia)

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Richieste di prestiti da parte delle aziende italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

soldi-pubbliciLe richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane riportano una lieve flessione, pari a -0,8%, rispetto allo stesso periodo del 2016. Entrando maggiormente nel dettaglio, i primi sei mesi dell’anno in corso hanno visto, a paragone con lo stesso periodo del 2016, un calo dei prestiti richiesti dalle Imprese individuali (-0,2%) più lieve rispetto a quello delle Società di capitali (-1,6%).Dato altrettanto significativo che emerge dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto: nel I semestre dell’anno, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società di capitali si è attestato a 76.500 Euro, con un calo del -3,7% rispetto allo stesso semestre del 2016. Nel dettaglio, le Imprese individuali hanno mediamente richiesto 34.263 Euro, facendo segnare una crescita del +2,4% che non riesce a compensare il calo del -4,1% degli importi richiesti dalle Società di capitali, che si attestano a 105.520 Euro.

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Crescono i prestiti per liquidità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

Rispetto a dodici mesi fa cresce la richiesta per ottenere un prestito di liquidità (+11,4%), mentre diminuiscono notevolmente sia le richieste di finanziamento per l’acquisto di un’automobile nuova (-6,5%) sia quelle per l’acquisto di beni strumentali alla propria attività professionale (più che dimezzate, passando dal rappresentare l’1,8% all’attuale 0,6% delle domande fatte in Italia). È questa una delle evidenze emerse dall’analisi condotta da Prestiti.it (www.prestiti.it) che ha passato sotto la lente oltre 30.000 richieste di prestito presentate negli ultimi sei mesi per capire come la crisi economica abbia modificato l’identikit di chi prova a ottenere un finanziamento. Nonostante la richiesta media sia ancora elevata (11.500 euro da restituire in 67 mesi), questa è nettamente inferiore a quella di 12 mesi fa (17.500 euro). La maggior parte delle richieste proviene da uomini (il 72% del totale, contro il 28% delle donne), mentre l’età media è di 41 anni. (Andrea Polo)

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Difesa: recepite due richieste transito militari ruoli civili

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2011

“Apprendiamo che nel testo della legge di stabilità 2012, approvato ieri alla Camera dei deputati, sono state recepite due delle richieste che già avevamo presentato come emendamenti in tutte le precedenti manovre finanziarie che si sono succedute dal 2009 in poi, e da ultimo in quelle approvate negli scorsi mesi di agosto e settembre. In particolare i commi 96 e 98 dell’articolo 4 stabiliscono la possibilità per i militari fino al grado di tenente colonnello di transitare a domanda nei ruoli civili delle altre pubbliche amministrazioni dello Stato e l’obbligo di fruire di vitto e alloggio presso le strutture dell’amministrazione per il personale militare inviato missione fuori dall’ordinaria sede di servizio nell’ambito del territorio nazionale.” Dichiarazione di Luca Marco Comellini segretario del Pdm.

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Governo: promettere sempre, mantenere mai

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2011

Cosa unisce quella casta politica italiana  nella sua ferrea volontà di raggiungere e mantenere il potere pubblico con tutti i mezzi possibili ed immaginabili? Sul come si possa arrivare a conquistare la maggioranza del consenso elettorale le notizie che raccontano di richieste più o meno esplicite di voti a componenti delle organizzazioni mafiose e gli accordi cui sono costrette le forze politiche deboli e vili con le mafie, descrivono un impietoso scenario di bassezze umane e politiche che vanno dallo scambio voto – favori politici (appalti pubblici, posti di lavoro pubblici, etc) sino a condizioni di vero proprio cointeresse politico-mafioso, ben raccoglibili nella frase del premier che impedì la candidatura del ministro napoletano Mara Carfagna alla poltrona di sindaco di Napoli per non doverla consegnare alla camorra, come fosse già evinto che, un cittadino napoletano, ancorchè ministro della repubblica, non sia in grado e non abbia qualità sufficienti per resistere alle tentazioni delle sirene mafiose. Sul come invece si conservi tale potere raggiunto con il contributo di simili mezzi vergognosi, non vi è alcun dubbio: procedere nell’iter tecnico-giuridico per il perseguimento di quelle riforme come il Federalismo Fiscale, procrastinandone invece l’effettiva e completa realizzazione in tempi futuri piuttosto lontani, potendo così scaricare la responsabilità del non raggiungimento di tali promesse riforme su condizioni future non prevedibili e non previste. Così, si rimanda artatamente ogni obiettivo raggiungibile, continuando a prometterne il raggiungimento, pur rimandando contestualmente sine die la loro effettiva realizzazione. Questa filosofia deriva direttamente dalla prassi della prima repubblica in pieno stile democristiano, all’interno della cui ispirazione si raccomandava strettamente di promettere un “sì certo e convinto” a coloro i quali si avvicinassero al potere pubblico per ottenere un appalto pubblico o la vittoria in un pubblico concorso, negandone successivamente la realizzazione di un tale evento, poichè una volta raggiunto l’obiettivo per quei potenziali elettori, non sarebbe stato più possibile indirizzarne e condizionarne il voto ed il consenso: promettere sempre e mantenere mai, occupare il potere con qualsiasi mezzo per non rinunciarvi mai più. (Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X – in sintesi)

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Crollano richieste assicurazione furto e incendio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Nonostante i furti d’auto non conoscano crisi, sono sempre meno gli italiani che vogliono assicurarsi contro il furto: ormai solo uno su 10. Secondo Facile.it, il comparatore di polizze Rc, mutui, prestiti e conti correnti, se nel luglio 2009 il 32,9% dei preventivi di assicurazione includeva la copertura contro furto e incendio, nel periodo febbraio-aprile 2011 la percentuale è scesa all’11%. Questo dato, emerso dall’analisi di circa ottocentomila richieste di preventivo giunte al sito negli ultimi tre mesi, è probabilmente una risposta degli italiani contro l’aumento dei premi di RC auto e moto, che sta portando sempre più italiani a tagliare, erroneamente, sulle coperture aggiuntive. Eppure è evidente che un euro al giorno, questo il costo aggiuntivo di una copertura furto e incendio, rappresenta una cifra irrisoria, soprattutto se l’auto è nuova o la si sta ancora pagando. (furto auto)

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Inaccettabili richieste slovene

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 gennaio 2011

La comune appartenenza all’Unione Europea comporta la necessità che i rapporti di buon vicinato non siano solo declamati ma debbano essere consequenziali e alla luce del sole e se per ‘spirito di Trieste’ s’intende questo non possiamo non essere d’accordo, ma è nostro diritto-dovere esigere che non ci siano furbizie o sotterfugi. Per questo condivido l’allarme lanciato dall’Unione degli Istriani, in particolare a proposito di due richieste irricevibili che, a quanto si apprende dai giornali sloveni, sarebbero state rivolte dal Presidente Turk alle Istituzioni del nostro Pese. È, infatti, inaccettabile la semplice ipotesi di bilinguizzazione integrale della città di Trieste. È universalmente noto infatti che i livelli di tutela raggiunti dalla minoranza sono considerati eccellenti dall’Unione Europea. È una richiesta sproporzionata che andrebbe ad incidere sulla storia, sulla cultura e sulla tradizione italiana, tollerante e plurale ma sempre e comunque italiana per storia, scelta e tradizione. Sulla richiesta di cosiddetta restituzione di opere d’arte sarebbe, invece, troppo semplice sottolineare che la Slovenia non ha mai ritenuto di restituire nemmeno un mattone delle case rubate agli esuli istriani cacciati dai comunisti. Soprattutto, va detto che si tratta di opere appartenenti al patrimonio artistico italiano (sarebbe, infatti, molto difficile sostenere che siano sloveni Piepolo, Carpaccio o Alvise Vivarini) spostate nel 1941 per preservarle dalla guerra in altre parti del territorio nazionale. E comunque, quei territori in cui queste opere erano originariamente locate passarono alla Jugoslavia soltanto nel 1975 a seguito del Trattato di Osimo. Presenteremo, pertanto, un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro degli ! Esteri o n. Franco Frattini.

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Fiat: rapporti Marchionne governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2010

“Le dichiarazioni fatte oggi dall’ad di Fiat Sergio Marchionne non mi stupiscono” commenta il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta “non le giustifico, ma ne comprendo la crudezza. Esprimono in sostanza le stesse richieste emerse al tavolo con la Regione e gli enti locali sul futuro della Fiat convocato in luglio: necessità di un cambiamento nelle relazioni sindacali e di una politica industriale nazionale sull’auto. Quelle richieste ad oggi sono ancora inevase, il Ministero dello sviluppo economico è senza ministro da oltre cento giorni e invece c’è una grande urgenza di mettere a punto politiche industriali di governo. Fino a quando questi temi non saranno affrontati continueremo a  non avere certezze sul futuro di Torino. Vorrei comunque invitare a evitare i toni drammatici e a lavorare alacremente per la concertazione di soluzioni che salvaguardino gli interessi di tutti”.

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Indagini Finanziarie di InfoCert

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2010

Riceve in automatico i messaggi PEC con le richieste di indagine delle Autorità e visualizza immediatamente il file XML allegato, che include i dati anagrafici del soggetto sotto indagine: all’Operatore Finanziario, reputato di aver avuto contatti con l’indagato, spetta l’eventuale compito di fornire le informazioni mancanti. L’Operatore Finanziario può così rispondere in modo positivo o negativo. E, grazie al nuovo servizio, può inviare tante risposte puntuali di tipo positivo o negativo quante sono le richieste ricevute; oppure una risposta cumulativa mensile, ma solo per i riscontri negativi. Grazie a Indagini Finanziarie, inoltre, tutte le risposte sono firmate digitalmente e spedite via PEC senza mai uscire dall’applicazione, grazie alla sua assoluta integrazione con i servizi Legalmail e di firma digitale di InfoCert. Il servizio gestisce anche il diagnostico di controllo, cioè la verifica di correttezza della risposta almeno da un punto di vista formale. Se prima questa operazione era molto laboriosa e dispendiosa, oggi Indagini Finanziarie riduce praticamente a zero questa fase di controllo e rende altresì semplicissimo il recupero delle richieste e l’inoltro di nuove risposte nei casi di diagnostico negativo.Richieste, risposte, diagnostici ed eventuali ricicli vengono, infine, organizzati e raggruppati in un fascicolo digitale sempre a disposizione dell’utente.
InfoCert S.p.A. è il Primo Ente Certificatore per la firma digitale in Italia, leader di mercato per i processi di conservazione sostitutiva dei documenti a norma di legge e per i servizi di Posta Elettronica Certificata. InfoCert S.p.A. progetta e sviluppa soluzioni informatiche ad alto valore tecnologico per la dematerializzazione dei processi documentali di imprese, associazioni, ordini professionali, Pubblica Amministrazione e professionisti. InfoCert S.p.A., con un capitale sociale di 25.292.700,00 euro ed un fatturato 2009 di 30 milioni di euro, eroga servizi di gestione documentale (LegalCycle), conservazione sostitutiva a norma dei documenti (LegalDoc), certificazione e sicurezza digitale (LegalCert), gestione di Posta Elettronica Certificata (Legalmail), formazione e conservazione a norma del Libro Unico del Lavoro in formato elettronico (LegalHR) e la gestione efficiente e sicura della modulistica elettronica (LegalForm). Nel dicembre 2009 l’offerta di InfoCert si arricchisce grazie all’acquisizione al 100% di KLever, società di consulenza tecnologica focalizzata su soluzioni di Enterprise Content Management (ECM).

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Richieste di asilo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

Secondo le statistiche preliminari pubblicate dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i
Rifugiati (UNHCR), nel primo semestre dell’anno le domande di asilo nei paesi industrializzati sono cresciute del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi sei mesi del 2009 sono state presentate 185mila domande di asilo in 38 paesi europei, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda e Repubblica di Corea. L’Iraq rimane il principale paese di origine dei richiedenti asilo (13.200 domande) per il quarto anno consecutivo. Gli afghani (12mila) e i somali (11mila) rappresentano il secondo e il terzo gruppo a causa del costante deteriorarsi delle condizioni di sicurezza in vaste aree dei loro paesi di origine. Gli altri principali paesi di origine sono Cina, Serbia (Kosovo compreso), Federazione Russa, Nigeria, Messico, Zimbabwe, Pakistan e Sri Lanka. Come regione, l’Europa ha ricevuto il 75% di tutte le domande di asilo, anche se gli Stati  Uniti restano il paese nel quale sono state presentate il maggior numero di domande di asilo con il 13% circa di  tutte le domande presentate nei paesi industrializzati (23.700). La Francia si piazza al secondo posto con il 10% di domande presentate (19.400), seguita da Canada (18.700), Regno Unito (17.700) e Germania, al quinto posto (12mila). Analizzando gli andamenti, il rapporto statistico UNHCR mostra una distribuzione non omogenea delle domande di asilo. La maggior parte dei richiedenti asilo iracheni, ad esempio, hanno presentato domanda in Germania, Paesi Bassi e Svezia, e nella vicina Turchia. Gli afghani hanno presentato domanda principalmente nel Regno Unito o in Norvegia, mentre i somali hanno chiesto asilo nei Paesi Bassi, in Svezia e in Italia. Sebbene il rapporto si riferisca agli andamenti delle domande di asilo durante il primo semestre dell’anno, gli autori, basandosi sulle tendenze stagionali negli ultimi 10 anni, affermano  che nel secondo semestre ci potrebbe essere un ulteriore aumento del numero di domande. Secondo il rapporto e’  necessario usare cautela, perche’ non e’ detto che al numero di domande corrisponda necessariamente il numero di richiedenti asilo, in quanto alcune persone potrebbero aver fatto domanda in piu’ paesi nel corso di un dato anno.

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Family day

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

«Bene fa il sottosegretario Giovanardi a chiedere al governo, in vista della Finanziaria, un forte segnale politico in favore della famiglia» afferma Francesco Belletti, presidente del Forum. «Le promesse al Family day, gli impegni elettorali ed il programma di governo avevano lecitamente alimentato nelle famiglie italiane le speranze di vedere finalmente una manovra in favore delle famiglie. Ed invece si sono viste solo iniziative di lotta alla povertà ed un Bonus famiglia che si è poi scoperto favorire soprattutto le coppie senza figli e single. «Il Forum rinnova con forza la richiesta che venga avviato il processo orientatoad una fiscalità a misura di famiglia, come confermato da un milione e duecentomila italiani che hanno sottoscritto la Petizione popolare presentata al Capo dello Stato nello scorso anno. Nella logica della gradualità chiediamo l’introduzione di un quoziente familiare (o sistema analogo) che impegni le finanze pubbliche nella stessa misura (2,4 miliardi di euro) del Bonus famiglia 2009. «Chiediamo inoltre un Piano casa che favorisca le giovani coppie e le famiglie in situazione di bisogno abitativo per un valore di un miliardo di euro da integrare al Piano caso attualmente in vigore. «A fronte delle questioni poste da Giovanardi e delle nostre richieste reiterate in vista della prossima Finanziaria» conclude Belletti «restiamo in attesa della risposta di Berlusconi e del governo nel suo insieme. Fin da ora chiediamo al Premier ed ai ministri economici un incontro per illustrare il senso ed i contenuti delle nostre richieste»

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Far piccola la pena di morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

Tre fatti di rilievo si sono concentrati negli ultimi giorni sulla strada dell’abolizione della pena di morte e di una soglia più alta di giustizia, capace di rispettare la vita, che fanno da contrappeso con la decisione del Giappone di dare seguito a nuove sentenze capitali:  1) La fine della pena di morte in Kazakhstan per legge, firmata, a compimento di un processo, annunciato nel 2007 al Meeting internazionale per la pace della Comunità di Sant’Egidio a Napoli dal Presidente del Senato di quel paese e dal sostegno alla Risoluzione ONU; 2) L’introduzione dell’Ufficio Legale per la pena capitale presso lo Stato del Texas, per aiutare i ricorsi in appello dei condannati a morte che a causa della difesa legale inconsistente perdono la possibilità di rispettare le scadenze di legge per i loro appelli; 3) l’annuncio del Vicepresidente della Corte Suprema Cinese Zhang Jun della scelta della Corte di ricorrere sempre più spesso alla “pena di morte con commutazione”, “per ridurre in maniera rilevante il numero delle esecuzioni”. E’ un fatto importante, che segue la riduzione delle esecuzioni conosciute degli ultimi due anni del 15 per cento nel 2007 e del 10 per cento nel 2008, per il rifiuto di conferma della Corte Suprema alle richieste delle corti inferiori. Sono segnali importanti che vanno accolti con favore perché si arrivi presto a una moratoria universale e al rifiuto globale delle esecuzioni almeno per i minori al momento del reati, per i disabili mentali, per le donne in gravidanza, rifiutate già dalla gran parte della coscienza del mondo.

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Myair: come chiedere il rimborso del biglietto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

“Da più giorni stanno pervenendo alla nostra Unione Consumatori richieste di aiuto da parte di passeggeri che, in seguito alla revoca della licenza da parte dell’Enac alla compagnia aerea ‘MyAir’, domandano come fare per ottenere il rimborso del biglietto acquistato”. E’ quanto si legge in una nota della stessa Associazione.  “I turisti coinvolti -prosegue l’UNC- possono far valere i propri diritti inviando una lettera raccomandata A/R a ‘MyAir’ (e per conoscenza all’Unione Nazionale Consumatori) nella quale richiedono il rimborso del biglietto non usufruito che, per legge, la compagnia deve assicurare entro 7 giorni. E’ inoltre possibile chiedere il rimborso delle eventuali spese sostenute che, ricordiamo, devono essere sempre documentate”.  “Se la comunicazione della cancellazione del volo non è arrivata con almeno due settimane di preavviso -spiega l’UNC- i passeggeri possono poi richiedere la c.d. compensazione pecuniaria (ai sensi del REG. 261/04/CE) che deve essere pagata in contanti, a meno che il passeggero non richieda buoni di viaggio e/o altri servizi”.  “Da parte nostra -conclude l’Unione Nazionale Consumatori- ricordiamo che, in caso di mancato riscontro della compagnia aerea, è possibile segnalare il caso contattando il nostro sportello ‘SOS turismo’ presente sul sito http://www.consumatori.it”.

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Basta cartelle pazze

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

“Urge un provvedimento urgente del governo per fermare il fenomeno delle cartelle pazze. Il sistema informatico di Equitalia non riconosce e non blocca le cartelle sbagliate” Questo è il primo commento del Presidente di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani nell’apprendere dalle principali agenzia di stampa il macroscopico errore fatto da Equitalia che ha colpito 4.500 contribuenti della provincia di Reggio, Parma e Ferrara con richieste errate di pagamento fino a 900 miliardi di euro, pari a circa i 2/3 del PIL italiano. “Se è vero che i vertici di Equitalia hanno finalmente riconosciuto questi macroscopici errori – continua Carlomagno – abbiano ora il buon gusto di rassegnare le proprie dimissioni, senza attendere auspicabili provvedimenti disciplinari”. Se i contribuenti dell’Emilia Nord piangono, quelli di Napoli non ridono. Sul fenomeno delle cartelle pazze la Procura di Napoli ha avviato da tempo le indagini curate del P.M. Valeria Gonzales y Royero per l’ipotesi di abuso d’ufficio nell’attività di riscossione, con la richiesta di interdizione dai pubblici uffici per alcuni dirigenti di Equitalia. In attesa di provvedimenti urgenti, Contribuenti.it annuncia di aver raddoppiato i funzionari del team “Cartelle Pazze” presso tutti gli Sportelli del Contribuente, per tutti coloro che vogliono ottenere l’annullamento delle cartelle errate nonché il risarcimento dei danni per “fastidio e stress da errore della pubblica amministrazione”, come sancito dalla Corte di Cassazione. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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