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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘riciclaggio’

Campidoglio: contrasto al riciclaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Roma Capitale collaborerà con l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) attiva presso la Banca d’Italia per il contrasto ai fenomeni di riciclaggio, segnalando eventuali operazioni sospette tramite il monitoraggio dei dati relativi ai settori appalti, commercio, contratti pubblici e immobili. E’ quanto prevede la memoria approvata dalla Giunta capitolina, che dà mandato al Dipartimento Sviluppo Economico e al Dipartimento Turismo di avviare in via sperimentale un processo di estrapolazione dei dati che presentano potenziali rischi derivanti o connessi ad attività criminose.Sarà compito del Dipartimento Risorse Economiche, di concerto con la Direzione Controlli di legittimità e Regolarità Amministrativa, Trasparenza e Anticorruzione, impartire le opportune disposizioni per la tempestiva segnalazione di casi sospetti alla UIF, con la collaborazione di tutti i Dipartimenti e delle strutture capitoline.“E’ fondamentale stroncare sul nascere operazioni sospette che potrebbero far capo ad attività illecite, difendere i cittadini dalle insidie dell’usura che prolifera nei contesti criminosi, soprattutto in un momento delicato come questo. La crisi che ha colpito l’economia rende tutti più vulnerabili: vigiliamo affinché l’illegalità non avveleni lo sviluppo economico locale. Nessuno è solo, l’Amministrazione dev’essere la ‘sentinella’ dei cittadini”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi. “La perfetta sinergia fra le Istituzioni della Repubblica è il perno centrale della legalità, ed è ciò che crea le corrette barriere e presìdi contro ogni tipo di illecito. I Dipartimenti di Roma Capitale faranno una analisi dei dati di cui sono in possesso, al fine di individuare e segnalare qualunque operazione dubbia; fondamentale per gli uffici capitolini acquisire la ‘capacità di lettura’ dei dati, ed in questo il supporto di UIF è di fondamentale importanza”, sottolinea l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Carlo Cafarotti.

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I deputati definiscono nuove misure per fermare il riciclaggio di denaro sporco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Bruxelles. In una risoluzione adottata venerdì con 534 voti favorevoli, 25 contrari e 122 astensioni, i deputati accolgono con favore il Piano d’azione della Commissione sulla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e hanno evidenziato i cambiamenti più urgenti per raggiungere un quadro europeo efficiente.I deputati deplorano la mancata attuazione della quarta direttiva antiriciclaggio da parte di numerosi Stati membri e chiedono un approccio a tolleranza zero e procedure di infrazione contro i Paesi UE che sono in ritardo nel recepimento delle norme nel diritto nazionale. Le autorità giudiziarie e di polizia nazionali devono cooperare maggiormente e condividere le informazioni tra loro, chiedono inoltre i deputati.Si esprime soddisfazione per il fatto che ce la Commissione abbia accolto la reiterata richiesta del Parlamento di creare un meccanismo di coordinamento e sostegno per le Unità di informazione finanziaria (UIF). Tale strumento darebbe ai Paesi UE accesso alle informazioni pertinenti e al lavoro di supporto sui casi transfrontalieri.I deputati chiedono che la Commissione affronti il problema della persistente mancanza di dati di qualità per identificare i beneficiari finali, chiedendo la creazione di registri interconnessi e con elevati standard di protezione dei dati. Chiedono anche ampliare il campo di applicazione delle entità controllate, per includere nuovi settori di mercato come le cripto-attività. Inoltre, i deputati ribadiscono che le giurisdizioni non cooperative e i paesi terzi ad alto rischio devono essere immediatamente inseriti nella lista nera, che deve essere basata su parametri chiari di riferimento e seguita da una cooperazione con quei paesi che intraprendono riforme.I deputati chiedono il riconoscimento reciproco delle decisioni di congelamento e confisca. Ciò faciliterebbe il recupero transfrontaliero dei proventi di reato. Inoltre, vogliono che la BCE possa ritirare le licenze delle banche operanti nell’area dell’euro che violano gli obblighi antiriciclaggio/CTF, indipendentemente dalla valutazione delle autorità nazionali antiriciclaggio.Nella risoluzione, i deputati ricordano i crimini di corruzione e riciclaggio di denaro come Luanda Leaks, così come altri scandali denunciati, come Cum Ex, i Panama Papers, Lux Leaks e i Paradise Papers, che hanno ripetutamente minato la fiducia dei cittadini in sistemi finanziari e fiscali equi e trasparenti.Infine, sottolineano il prezioso contributo del giornalismo investigativo internazionale e degli informatori nella denuncia di possibili reati. Chiedono alle autorità di identificare coloro che hanno istigato l’assassinio di Daphne Caruana Galizia e di indagare su coloro contro cui sono ancora pendenti gravi accuse di riciclaggio di denaro.

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Collaborazione italo – tedesca contro le frodi fiscali e il riciclaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Un appello congiunto italo-tedesco, inizialmente lanciato da alcuni europarlamentari dei Verdi tedeschi e da altri, e indirizzato ai governi e alle istituzioni dell’Unione europea chiede tolleranza zero contro il riciclaggio di denaro, le frodi fiscali e il dumping fiscale in Europa. Per diversi aspetti è più che condivisibile. Si propone una tassazione comune con un’aliquota fiscale minima sul reddito delle imprese. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) sta già lavorando per presentare una specifica proposta, ma, se non dovesse raggiungere un accordo entro la fine di quest’anno, l’Ue dovrebbe farlo direttamente. Le grandi imprese saranno anche tenute a rendere pubblici gli utili e le imposte pagate paese per paese, come richiesto dalla Commissione e dal Parlamento europeo.
Inoltre, sarà introdotta una tassazione digitale comune per garantire che i profitti del business digitale realizzati in Europa siano tassati nell’Ue. Si chiede che si realizzino le riforme dell’IVA nei vari paesi europei. Si calcola che la sola frode fiscale transfrontaliera sia di circa 50 miliardi di euro.Attualmente la concorrenza fiscale in Europa è di dimensioni intollerabili. Sta per estendersi dal reddito da capitale al reddito delle persone fisiche. Comportamenti truffaldini e “trucchi” di vario tipo, come certi trattamenti fiscali speciali di alcuni paesi, i porti franchi, i visti e le cittadinanze “d’oro” di altri indeboliscono la tassazione globale e progressiva del reddito negli Stati dell’Unione.La lotta al riciclaggio di denaro sporco è un obiettivo centrale. Secondo la Commissione Ue, la perdita di entrate pubbliche ammonta a 160 miliardi di euro l’anno. Secondo l’Europol, solo l’1% del denaro criminale è sottoposto a sequestro. E’ urgente, quindi, creare un’efficace autorità di vigilanza e di regolamento del riciclaggio di denaro. Bisognerebbe anche mettere in campo una guardia di finanza europea nell’ambito dell’Europol.
E’ positivo, secondo noi, che, in merito, nel documento si riconosca la bontà di certe leggi italiane che si vorrebbe estendere all’intero territorio europeo. L’appello, già firmato da oltre 2.000 cittadini e personalità italiani, tedeschi e di altri paesi, rileva che, siccome a causa della pandemia la crisi economica colpisce contemporaneamente tutti, bisognerebbe sostenerne insieme il peso. Perciò esprime un appoggio particolare per l’emissione degli eurobond per la sanità. Senza condivisione degli oneri, si metterebbero a rischio la ripresa economica, l’intero mercato interno e lo stesso progetto di unificazione dell’Europa.
I promotori hanno subito organizzato un colloquio internazionale via web con la partecipazione di alcune centinaia di politici ed esperti italiani e tedeschi. Tito Boeri, uno degli estensori dell’appello, ha correttamente caratterizzato la prima emissione di titoli di Stato comuni europei come il cosiddetto “momento di Hamilton”.
Infatti, Alexander Hamilton, il primo Segretario al Tesoro dopo la Rivoluzione americana e la Dichiarazione d’Indipendenza del 1776, divenne famoso per i suoi scritti e i suoi programmi sulla Banca nazionale e sulle Manifatture. Sotto la sua guida, la Banca emise crediti di lunga durata e garantiti dallo Stato per lo sviluppo economico, tecnologico e infrastrutturale degli Stati Uniti. Il lavoro, le imprese e gli investimenti reali erano al centro del programma.
Nella discussione, l’attuale commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, ha sostenuto che, a differenza della Grande Crisi del 2008, quella odierna presenta delle enormi perdite di produzioni, posti di lavoro e di reddito e anche il rischio di una grande frantumazione in Europa. Perciò, la risposta deve essere centrata sull’emissione di crediti agevolati, già stanziati, e sull’emissione di bond del Recovery Fund da parte dell’Unione europea. Queste obbligazioni prevedono un periodo di ripagamento molto a lungo termine, dal 2028 al 2058. Per la prima volta nella sua storia, il bilancio dell’Ue non sarà composto soltanto dai contributi versati dai singoli governi. L’Ue si fornirà di risorse proprie attraverso l’accesso ai mercati finanziari. In altre parole, le obbligazioni congiunte saranno emesse e poi vendute agli investitori istituzionali e ai risparmiatori europei.
Gentiloni ha affermato che i contenuti dell’appello sono al centro delle attività dell’attuale Commissione, soprattutto quelli riguardanti la lotta alle frodi fiscali, al riciclaggio e alla concorrenza sleale sulla tassazione.
Sembra proprio che si sia sulla strada giusta. Occorre, però, ricordare che, mentre le misure per la trasparenza delle imprese e quelle contro il riciclaggio di denaro sporco sono decise a maggioranza, per la politica fiscale si richiede, invece, una decisione unanime da parte di tutti gli Stati membri dell’Ue. Di conseguenza i progressi verso la giustizia fiscale sono notoriamente lenti. Al riguardo, si starebbe considerando, per la prima volta, il ricorso all’articolo 106 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) che permette di bypassare l’obbligo dell’unanimità di voto qualora, a causa di comportamenti fiscali scorretti, la concorrenza nel mercato unico dovesse essere distorta. Come ovvio, si tratta di questioni di grande importanza e delicatezza.Del resto, è noto che parecchi paesi dell’Ue, tra cui il Lussemburgo, l’Olanda, l’Irlanda, Malta, Cipro, sono diventati dei veri e propri paradisi fiscali. Basta uno di loro per bloccare qualsiasi riforma fiscale comune più equa. Speriamo che si passi veramente dalle enunciazioni ai fatti.L’appello, oltre ai suoi validi contenuti, è importante perché sottoscritto da forze politiche e sociali tedesche e italiane, aperte a tutti gli europei, per degli obiettivi comuni. Questo rapporto e questa comunanza di intenti possono rafforzare l’amicizia e la collaborazione italo – tedesca e incidere positivamente per rispondere, come Europa, alle sfide globali e multilaterali che si presentano ai vari attori sui teatri internazionali.

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Un’agenzia europea contro il riciclaggio dei soldi sporchi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Il riciclaggio dei soldi sporchi, il trasferimento di finanze generate da atti criminali e ovviamente di origine ignota, da tempo è diventata una vera emergenza internazionale e europea. Il crimine organizzato, il traffico di droga, il terrorismo internazionale e certe forme illegali di speculazioni finanziarie prosperano se il riciclaggio di soldi opera indisturbato. Il potere del crimine è nella sua capacità di violare le leggi e di indebolire la società civile. La minaccia diventa più pericolosa e intollerabile quando si riesce a trasformare i soldi sporchi in attività legali e a controllarle. In Italia sappiamo bene come e quanto le varie mafie abbiano penetrato settori importanti dell’economia.
Sembra che l’Unione europea si stia finalmente muovendo per un significativo rafforzamento delle misure contro il riciclaggio, l’anti-money laundering (AML). Poco prima delle vacanze di Natale, i ministri delle Finanze dell’Ue, nel loro meeting Ecofin, hanno dato mandato alla Commissione europea di studiare la creazione di una struttura indipendente, dotata dei necessari poteri di azione, per combattere il fenomeno in modo centralizzato ed efficace. Prima dell’estate, la Commissione dovrebbe elaborare una proposta di legge da sottoporre al Parlamento e al Consiglio europeo. Sul tema l’Ecofin era stato preparato da un incontro, organizzato qualche giorno prima, da sei ministri delle Finanze, con un’attiva partecipazione dell’Italia. Certamente in Europa non mancano strutture e legislazioni per combattere il riciclaggio. Il problema, però, è che la supervisione delle banche e degli altri enti riguardo al riciclaggio è governata dalle autorità nazionali di ogni singolo Stato membro, ognuno con le proprie leggi e le proprie capacità d’intervento. In Italia con il secondo governo Prodi fu approvata una buona legge in merito.
Si tratta di un’ovvia debolezza e di un’evidente contraddizione rispetto al fatto che si opera nell’area euro e in un unico mercato. La Banca centrale europea ha già il compito sovranazionale di controllare le banche d’importanza sistemica con attivi superiori a 30 miliardi di euro. Le altre banche, invece, sono controllate dalle autorità nazionali. Il crimine organizzato di solito preferisce utilizzare quest’ultime.Di conseguenza, pensiamo che creare un “supervisore dei supervisori” non sarebbe la risposta più opportuna ed efficace. Come già visto in passato, si genererebbe un processo troppo farraginoso e poco incisivo. Lo stesso accadrebbe se si lasciasse questo compito in seno all’attuale Autorità bancaria europea, come alcuni vorrebbero. Si ricordi che molte operazioni di riciclaggio sono fatte tramite strutture finanziarie non bancarie, il cosiddetto shadow banking, che non è sottoposto agli stessi controlli applicati alle banche. Inoltre, dette operazioni di riciclaggio potrebbero essere fatte sempre più da entità completamente fuori dal sistema bancario e finanziario. Noi pensiamo che si dovrebbe creare una sorta di Interpol europea, un’agenzia indipendente con un mandato specifico e con adeguati poteri per operare sull’intero territorio europeo e contrastare la crescente espansione del riciclaggio. Il Parlamento europeo dovrebbe definirne al più presto i compiti e le regole.
Negli anni passati, purtroppo, l’Europa è dipesa, in modo imbarazzante, dalle informazioni e dalle iniziative americane nel contrasto al riciclaggio. Il 2018 è stato un anno pieno di casi importanti, però con provvedimenti tardivi e poco sanzionati. Basti ricordare la chiusura della banca ABLV in Lettonia, le indagini sulla Danske Bank in Danimarca e in Estonia e la multa più alta della storia europea comminata alla banca ING olandese. Tutti casi che provano la “pochezza” europea nella lotta per colpire l’uso di soldi sporchi. Ma nessun paese europeo può ritenersi irreprensibile.
La dimensione del fenomeno è certamente enorme. Poiché è difficile quantificarlo, sono stati fatti pochi studi. L’agenzia intergovernativa FATF, il Gruppo d’azione finanziaria, decisa a suo tempo dal G7, riporta che nel 1998 il Fondo Monetario internazionale ne stimava l’ammontare tra il 2 e il 5% del pil mondiale. A quella data si trattava di una forbice tra 590 e 1.500 miliardi di dollari. Nel 2009 una ricerca dell’Ufficio dell’ONU sulle droghe e il crimine organizzato (UNODC) affermava che il riciclaggio fosse di1.600 miliardi di dollari circa, pari al 2,7% del pil mondiale.
In Italia l’Unità di informazione finanziaria (UIF) presso la Banca d’Italia riporta che vi è un significativo aumento delle segnalazioni da parte del sistema bancario di operazioni sospette. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Negoziano per tutta l’UE sanzioni per il riciclaggio di denaro sostenuta da libertà civili deputati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Nuove misure per intensificare la lotta dell’UE contro il riciclaggio di denaro, in modo informale concordati con Consiglio nel maggio, sono state confermate da libertà civili deputati il Martedì.
Attualmente, le differenze tra i paesi dell’UE nel definire e sanzionare i reati di riciclaggio di denaro influenzano transfrontaliera di polizia e cooperazione giudiziaria e possono essere sfruttate da criminali e terroristi. Le nuove norme rafforzate in tutta l’UE potranno migliorare l’applicazione in questo settore e fungere da deterrente per una maggiore attività terroristiche e criminali.
I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno raggiunto un accordo preliminare sulle nuove regole in maggio. Per saperne di più qui. Civil Liberties i deputati hanno sostenuto l’accordo informale in un voto il Martedì dalle 46 a favore, 1 contrario e nessuna astensione.Il testo concordato deve ora essere approvata dal Parlamento nel suo complesso e il Consiglio dell’Unione europea prima di entrare in vigore. EP plenaria è prevista per il voto sul testo concordato nel mese di settembre.

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Il Consiglio dell’Unione europea ha dato oggi il via libera alla nuova direttiva sul riciclaggio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Di Ignazio Corrao, EFDD – MoVimento 5 Stelle Europa. Arriva finalmente al termine dell’iter legislativo comunitario, quindi, la direttiva che incorpora le nostre proposte in materia, dopo che la stessa aveva visto il via libera del Parlamento. Questo provvedimento è particolarmente importante per facilitare la cooperazione penale in Europa e contrastare le attività transfrontaliere delle organizzazioni criminali. Il riciclaggio del denaro sporco nelle economie legali dei diversi Stati membri dell’Unione Europea è un fatto che testimonia la nuova pelle delle mafie. Quindi servono regole nuove e più efficaci per combatterle.Altra regola d’oro che inserimmo nel testo che trovò l’approvazione del Parlamento europeo è quella che la detenzione non può essere la sola sanzione. Infatti, è previsto anche il divieto di candidarsi alle cariche elettive per i condannati per riciclaggio (una sorta di “Daspo” per i corrotti anche a livello europeo) e si estende la confisca ai familiari dei criminali che sono deceduti nel corso del processo per assicurare che gli eredi non possano godere dei proventi dei reati.Abbiamo applicato alla lettera gli insegnamenti di Giovanni Falcone che diceva: “segui i soldi e troverai la criminalità organizzata”. Così abbiamo fatto. Le organizzazioni criminali vanno sradicate nella loro fonte di finanziamento che è la loro risorsa più preziosa. Siamo orgogliosi doppiamente anche perché questo provvedimento così delicato è stato discusso e votato insieme ai cittadini nella piattaforma Rousseau.L’obiettivo perseguito dalla proposta di direttiva è:
1 – stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni inerenti al riciclaggio di denaro;
2 – eliminare gli ostacoli alla cooperazione giudiziaria e di polizia a livello transfrontaliero introducendo disposizioni comuni al fine di migliorare l’indagine sui reati connessi al riciclaggio di denaro;
3 – allineare le norme dell’UE agli obblighi internazionali, in particolare quelli derivanti dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato e sul finanziamento del terrorismo;
4 – rafforzamento della confisca che viene permessa anche in assenza di condanna definitiva dei proventi delle attività criminali in caso di morte dell’accusato per evitare che questi passino agli eredi. Questo risultato dimostra che siamo già ampiamente considerati in Europa una forza credibile ed è un segnale di una UE che guarda al futuro e che cambia in meglio.

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In vigore norme UE rafforzate per combattere il riciclaggio di denaro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

soldi-pubbliciBruxelles. La Commissione Juncker ha fatto della lotta contro l’elusione fiscale, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo una delle sue priorità.
E’ entrata in vigore la quarta direttiva antiriciclaggio, che rafforzerà le norme esistenti, renderà più efficace la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e migliorerà la trasparenza al fine di prevenire l’elusione fiscale. L’entrata in vigore della direttiva avviene mentre sono già in fase avanzata discussioni con il Parlamento europeo e il Consiglio in merito all’adozione di misure supplementari per rafforzarla ulteriormente.
La Commissione pubblica ha diffuso una relazione che orienta più concretamente le autorità degli Stati membri verso una migliore gestione dei rischi di riciclaggio. Come previsto dalla nuova direttiva, la Commissione ha valutato i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo nell’ambito di diversi settori e prodotti finanziari. La relazione pubblicata oggi individua le aree più a rischio e le tecniche maggiormente utilizzate dai criminali per il riciclaggio di fondi illeciti.
Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Il riciclaggio di denaro alimenta criminalità, terrorismo ed elusione fiscale. Dobbiamo quindi eliminarlo nel modo più efficace possibile. Le norme rafforzate in vigore da oggi rappresentano un grande passo avanti, ma adesso dobbiamo raggiungere rapidamente un accordo sugli ulteriori miglioramenti che la Commissione ha proposto lo scorso luglio.”
La quarta direttiva antiriciclaggio irrobustisce le norme esistenti introducendo i seguenti cambiamenti: rafforza l’obbligo di valutazione del rischio per banche, avvocati e contabili; elabora chiari requisiti di trasparenza per le imprese riguardo la titolarità effettiva. Queste informazioni saranno inserite in un registro centrale (ad esempio un registro di commercio) e saranno a disposizione delle autorità nazionali e dei soggetti obbligati; semplifica i rapporti di cooperazione e lo scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria di diversi Stati membri per individuare e seguire trasferimenti di denaro sospetti al fine di prevenire e accertare i reati o le attività terroristiche;istituisce una politica coerente nei confronti dei paesi terzi che presentano carenze normative nell’ambito dell’antiriciclaggio e della lotta al finanziamento del terrorismo; rafforza i poteri sanzionatori delle autorità competenti.
Nel luglio 2016 la Commissione ha adottato una proposta volta a irrobustire ulteriormente le norme dell’UE in materia di antiriciclaggio per contrastare il finanziamento del terrorismo e aumentare la trasparenza sui veri titolari di società e trust. La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere questo lavoro legislativo il prima possibile, in modo che le nuove norme possano entrare in vigore rapidamente. Basandosi sulla quarta direttiva antiriciclaggio, le nuove norme permetteranno di creare un solido quadro UE antiriciclaggio. La relazione sulla valutazione sovranazionale dei rischi è uno strumento che aiuta gli Stati membri a identificare, analizzare e affrontare i rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.

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Il Parlamento respinge di nuovo la “lista nera” degli Stati a rischio di riciclaggio di denaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

soldi-pubbliciBruxelles. I deputati respingono nuovamente un lista ristretta di Paesi a rischio di riciclaggio di denaro perché inadeguata, con 392 voti favorevoli, 80 contrari e 207 astensioni Nel progetto di risoluzione votato mercoledì, si afferma che l’Unione dovrebbe disporre di un processo indipendente e autonomo per giudicare se determinati Paesi rappresentino una minaccia di criminalità finanziaria piuttosto che fare affidamento sul giudizio di un organismo esterno.La lista presentata dalla Commissione dei paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo include: Afghanistan, Bosnia Erzegovina, Guyana, Iraq, Lao PDR, Siria, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Repubblica popolare democratica di Corea.Nel testo respinto dal Parlamento, la Commissione proponeva di aggiungere l’Etiopia e rimuovere la Guyana dall’elenco.Secondo la direttiva UE antiriciclaggio, la Commissione è responsabile per la creazione di una lista di paesi ritenuti a rischio di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e finanziamento del terrorismo. Persone e soggetti giuridici provenienti da paesi iscritti nella blacklist subiscono controlli più rigidi del solito durante la loro attività nell’UE.Attualmente la Commissione si appoggia all’organismo internazionale the Financial Action Task Force (FATF) per la preparazione di tali liste.

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Rifiuti: aumentare il riciclaggio, ridurre lo smaltimento in discarica e i rifiuti alimentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

rifiutiBruxelles. La relatrice Simona Bonafè (S&D, IT) ha detto: “Oggi, il Parlamento ha dimostrato a larghissima maggioranza che crede nella transizione verso un’economia circolare. Abbiamo deciso di ripristinare obiettivi ambiziosi per il riciclaggio e la discarica, in linea con quanto la Commissione aveva inizialmente proposto nel 2014”.
Le statistiche per il 2014 indicano che il 44% di tutti i rifiuti urbani dell’UE è riciclato o compostato, a fronte di appena il 31% del 2004. Inoltre, entro il 2020, gli Stati membri dell’UE dovrebbero essere in grado di riciclare o compostare più del 50% dei rifiuti.Secondo i deputati, entro il 2030, almeno il 70% in peso dei cosiddetti rifiuti urbani (familiari e di piccole imprese) dovrebbe essere riciclato o preparato per il riutilizzo, ovvero, controllato, pulito o riparato. La Commissione europea aveva proposto il 65%.
Per i materiali di imballaggio, come carta e cartone, plastica, vetro, metallo e legno, si propone l’80% come obiettivo per il 2030, con obiettivi intermedi per ogni materiale nel 2025.Il progetto di legge limita la quota di rifiuti urbani collocati in discarica al 10% entro il 2030. Si propone una riduzione di quest’ultima al 5% ma è prevista una proroga di cinque anni a determinate condizioni per gli Stati membri che, nel 2013, hanno collocato in discarica più del 65% dei loro rifiuti urbani.
I rifiuti alimentari nell’UE sono stimati a circa 89 milioni di tonnellate, pari a 180 kg pro-capite annui. Rispetto al 2014, i deputati mirano a una riduzione dei rifiuti alimentari del 30% per il 2025 e del 50% entro il 2030. Si propone inoltre un obiettivo simile per i rifiuti marini.Le quattro risoluzioni approvate martedì rappresentano la posizione negoziale del Parlamento in vista dei negoziati con il Consiglio dei ministri UE, che deve ancora adottare la propria posizione.

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Riciclaggio di denaro: i deputati bocciano la lista nera proposta dalla Commissione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

european commissionIl Parlamento ha rinviato alla Commissione la sua proposta per una “lista nera” dei Paesi considerati a rischio per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, chiedendo di ampliarla per includere, ad esempio, i territori che agevolano i reati fiscali. Judith Sargentini (Verdi/ALE, NL), co-relatrice, ha detto: “L’ampia maggioranza del voto riflette la forza della posizione del Parlamento circa l’inadeguatezza dell’elenco attuale. Ora speriamo che la Commissione si dimostri più ambiziosa nelle revisioni, in modo da stilare una lista nera che sia atta allo scopo.” Krišjānis Karins (PPE, LV), l’altro co-relatore, si è astenuto nel corso della votazione, poiché: “Un Paese dovrebbe essere incluso nella ‘lista nera’ solo quando vi sia una chiara evidenza di una minaccia sistematica di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo. La Commissione ha bisogno di avere un algoritmo semplice e trasparente, in grado di sostenere il controllo pubblico.”La Commissione elenca undici Paesi (Afghanistan, Iraq, Bosnia-Erzegovina, Siria, Guyana, Laos, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Corea del Nord) giudicati carenti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Le persone e i soggetti giuridici dei Paesi inclusi nella lista nera sono soggetti a controlli più severi quando fanno affari in Europa. La risoluzione è stata approvata a maggioranza assoluta con 393 voti in favore, 67 voti contrari e 210 astensioni.

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Riciclaggio di denaro: i deputati potrebbero bocciare la lista nera proposta dalla Commissione

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

strasburgoStrasburgo Votazione: giovedì 19 gennaio In un progetto di risoluzione che sarà posto in votazione giovedì, si afferma che l’elenco proposto è troppo limitato e dovrebbe essere esteso per includere, ad esempio, i territori che agevolano i reati fiscali. La Commissione elenca undici Paesi, tra cui Afghanistan, Iraq, Bosnia-Erzegovina e Siria, giudicati carenti nella lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. Le persone e i soggetti giuridici dei Paesi che fanno parte della lista nera sono sottoposti a controlli più severi di quelli abituali per la conclusione di affari in Europa. Qualora i deputati votassero per rinviare l’elenco alla Commissione, la lista dei Paesi terzi ritenuti a rischio resterà in vigore mentre la Commissione preparerà l’eventuale revisione.

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“Il deep web è il nuovo territorio della criminalità”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 marzo 2014

NATO_11_053_L’allarme del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ieri alla presentazione del libro “Il riciclaggio come fenomeno transnazionale: normative a confronto” di Ranieri Razzante. Per il procuratore nel web sommerso “girano 3-400 miliardi di documenti non raggiungibili altrimenti, grazie al supporto di server situati in Paesi che non collaborano”. La mancanza di collaborazione rende più difficile anche risalire ai finanziatori dei traffici “delle oltre 300 cellule mafiose censite nel mondo”.“Nel mondo sono state censite più di 300 cellule della mafia italiana. Se ci fosse una maggiore cooperazione si potrebbe risalire ai finanziatori dei traffici di droga, che sono il loro più grande business”. E invece, “contro i reati transnazionali abbiamo le armi spuntate, per mancanza di cooperazione internazionale e per la diversità delle legislazioni penali”. Non ha dubbi il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: per incappare in uno dei più grandi ostacoli nelle indagini contro la criminalità organizzata basta guardare all’Europa, dove ci sono Paesi che ancora non hanno regole contro la mafia. Roberti ne ha parlato ieri pomeriggio alla Sapienza di Roma nel corso della presentazione del volume “Il riciclaggio come fenomeno transnazionale: normative a confronto”, a cura di Ranieri Razzante e con la prefazione del direttore dell’Unità di informazione finanziaria Claudio Clemente. Oltre ad auspicare presto la creazione della figura del procuratore europeo (ai sensi dell’art.86 del Trattato di Lisbona, mai attuato), Roberti ha sottolineato come altro territorio franco per la criminalità sia diventato il cosiddetto deep web, ossia il web sommerso, dove “si stimano girino 3-400 miliardi di documenti non raggiungibili altrimenti, grazie al supporto di server situati in Paesi che non collaborano”.
Del resto, il riciclaggio muove un giro d’affari di oltre 140 miliardi di euro, ossia  il 10% del Pil nazionale, contro una media europea pari al 5%, almeno stando alle stime del Fondo Monetario Internazionale. Insomma, la più grande industria del mondo, che non conosce crisi.Nell’incontro di ieri, dunque, è stata da più parti lamentata la mancanza di uniformità delle regole sull’antiriciclaggio, anche per la resistenza, come ha denunciato la presidente della Commissione antimafia dell’Unione Europea Sonia Alfano, di Stati “come la Germania e l’Inghilterra nel prevedere la punibilità del riciclaggio”. Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ha quindi ribadito come sia “ormai giunto il momento che il Governo e il Parlamento approvino le norme contro l’autoriciclaggio”; ha auspicato “norme più snelle sul sequestro e confisca dei beni ai mafiosi” e una “maggiore speditezza dei processi per associazione a delinquere di stampo mafioso e finanziamento al terrorismo”.I vertici delle forze dell’ordine presenti (Giuseppe Bottillo, comandante nucleo speciale Polizia tributaria della Guardia di Finanza; Raffele Grassi, direttore del servizio centrale operativo della Polizia di Stato e Mario Parente, comandante del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri) hanno chiesto che si intervenga a livello legislativo europeo contro i paradisi fiscali e le legislazioni del Paesi non cooperativi: Bottillo ha sottolineato come sia proprio “la city londinese uno dei centri di smistamento del sistema offshore”.
E infatti, come ha spiegato il direttore dell’Uif Claudio Clemente, “la collaborazione dei soggetti obbligati dalla legge a segnalare le operazioni sospette sta portando buoni frutti”. I numeri relativi alle segnalazioni arrivate all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) sono eclatanti: nel primo semestre del 2013 (ultimo dato disponibile) le segnalazioni analizzate sono state 52.317, con un aumento del 267,7 per cento rispetto al 2012, quando erano già aumentate nel 2012 rispetto al 2011 del 207 per cento. Il curatore del libro, Ranieri Razzante (docente di legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna e Presidente Aira – Associazione italiana responsabili antiriciclaggio), ha infine rilanciato l’allarme sulla moneta digitale, i bitcoin, e le nuove tecnologie sui sistemi di pagamento. “Il fatto che non siamo normate – ha spiegato Razzante – apre delle vere e proprie praterie a disposizione del riciclaggio internazionale”.

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Mercato oro: riciclaggio e criminalità

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

Crisi economica, aria di recessione, stipendi che bastano per non arrivare a fine mese, famiglie sul lastrico, beni di famiglia e ricordi svenduti per ottenere denaro contante. Questa è la fotografia dell’Italia di oggi. Le soluzioni per i cittadini rimangono poche. Ed ecco che si affaccia un nuovo mercato, un settore che sembra fornire l’unica soluzione per i cittadini. Una scintilla luccicante come d’altronde è l’oro. Si sta parlando dei negozi “Compro Oro”, quei negozi che stanno spuntando come funghi in tutte le vie, le strade e i quartieri delle città italiane. Un fenomeno che dilaga a ritmi esponenziali, ma che, però, va di pari passo con un altro fenomeno: la criminalità, nella fattispecie riciclaggio, usura, ricettazione, furti e rapine.
Su questo tema sono intervenute Aira, l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio e Anopo, Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro, che da anni congiuntamente cercano di denunciare e smascherare fenomeni delinquenziali in questo settore.
I negozi “Compro Oro” hanno numeri che fanno girare la testa. Se ne contano circa 28 mila con un giro d’affari pari a 7-8 miliardi di euro. Soldi che affluiscono in larga misura verso riciclaggio, usura, ricettazione e criminalità organizzata. A testimonianza di ciò anche le innumerevoli operazioni della polizia giudiziaria che hanno fatto emergere il dato secondo cui il 60% di queste attività sarebbe soggetto ad infiltrazione criminale, correlata a fenomeni delinquenziali quali il riciclaggio e l’evasione fiscale. Nell’ultimo periodo, inoltre, si è passati anche a negozi online, dalla provenienza e legalità dubbia (probabilmente con sedi in Paradisi Fiscali) che acquistano oro usato. Altra stortura del sistema consiste nel nuovo trucco di cambio repentino e continuo delle licenze (per non destare troppi sospetti).
Un altro problema sta nell’utilizzo che questi “Compro Oro” fanno dell’oro acquistato. La legge in vigore è chiara e definisce sia le modalità di identificazione della natura dei beni che possono essere qualificati come oro, sia le caratteristiche che un’azienda deve assumere per poter esercitare lecitamente tale commercio, ma tale legge non viene sempre rispettata e pone dei limiti minori rispetto a ciò che i professionisti dell’oro, rappresentati da ANOPO, richiedono. “Ci si trova davanti ad una filiera di commercio illegale”. – ha spiegato Andrea Zironi, Presidente Anopo – La nostra professione è a rischio, nonostante le norme vigenti. I Compro Oro e le attività che non rispettano i requisiti imposti dalla legge 7/2000 commercializzano prodotti per fini industriali provenienti da ‘situazioni ambigue’. Sono anni che lamentiamo l’uso “sfalsato” delle bilance, il mancato rilascio di un’adeguata ricevuta, l’applicazione di prezzi reali e non da usura , l’obbligo di possedere tutti i requisiti di legge e i presidi antiriciclaggio, così come prevede il decreto 231/07. Si pensi che ad essere registrati all’Albo degli operatori Professionali Oro della Banca d’Italia, su oltre 20.000 attività, siamo in soli 380, tra cui la Zecca dello Stato.”
Per questo proprio ieri è stata presentata una proposta di legge che vuole regolamentare il settore e che parla di “Ricevuta fiscale” come unico mezzo in grado di tutelare i cittadini.
“AIRA, in qualità di associazione che rappresenta le esigenze dei Responsabili Antiriciclaggio anche in sede normativa, si è impegnata a studiare il fenomeno che, nonostante la scarsità di dati ufficiali attualmente in circolazione, denota un incremento esponenziale pari al 22,5% su base nazionale – ha affermato il prof. Avv. Ranieri Razzante, presidente di Aira

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Riciclaggio nel settore edile?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

“Una centrale d’allarme sul riciclaggio e l’obbligo di registrazione per le società con fatturato superiore ai 100.000 euro annui.”. È la proposta lanciata da Ranieri Razzante, presidente dell’AIRA (Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio) e consulente della Commissione Parlamentare Antimafia, durante il convegno: “FIAIP per la legalità” organizzato dalla federazione degli agenti immobiliari, nei giorni scorsi, a Reggio Calabria.
Quando la categoria ha lamentato la scarsa attenzione del legislatore sulle imprese costruttrici prima che sugli agenti immobiliari, ricordando le infiltrazioni mafiose nel settore edile, il prof. Razzante ha ribadito che la normativa antiriciclaggio è lacunosa sotto questo profilo, e che gli obblighi di registrazione degli intermediari finanziari andrebbero per l’appunto estesi alle imprese commerciali con un certo fatturato. Tali controlli si affiancherebbero a quelli antimafia e risulterebbero particolarmente utili nel settore degli appalti pubblici e privati, dove sono sempre più’ forti e frequenti le infiltrazioni della criminalità organizzata. L’AIRA aveva già proposto, ed invierà quanto prima una nota alle autorità competenti, l’istituzione di una “centrale rischi antiriciclaggio” che contenga i nominativi dei soggetti segnalati dal sistema per operazioni anomale, ed accessibile ovviamente solo ai soggetti obbligati agli adempimenti del Decreto 231/2007.

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Il riciclaggio nel mercato dell’oro

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2011

Crystaline Gold

Image via Wikipedia

Si è svolta la conferenza stampa convocata da ANOPO, l’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro, in collaborazione con AIRA, l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, per discutere dei problemi relativi alla regolamentazione del settore, ai fenomeni del riciclaggio e ai casi delinquenziali correlati con la categoria dei “Compro Oro”.La conferenza ha voluto fare luce sulle attuali criticità del mercato dell’oro e su traffici illeciti che ruotano intorno ad esso, nella regione Lombardia e nel più ampio panorama nazionale, illustrando le ultime novità nel settore e presentando una proposta di legge di modifica del settore oro.È emerso che l’attuale legge che regolamenta il mercato, la “Nuova disciplina del mercato dell’oro, anche in attuazione della direttiva 98/80/CE del Consiglio, del 12 ottobre 1998”, emanata con Legge 17 Gennaio 2000, n. 7 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2000, non viene rispettata e, inoltre, non è più sufficiente per salvaguardare la professione e tutelare i cittadini.Negli ultimi anni, inoltre, si è assistito ad una affermazione massiccia su tutto il territorio nazionale di negozi comunemente denominati “Compro Oro”, specializzati nell’acquisto di preziosi da parte di privati cittadini. Purtroppo però moltissimi gestori di questi negozi assumono in toto le funzioni e le competenze commerciali proprie di un operatore professionale, pur non rispettando minimamente i requisiti imposti dalla legge, operando quindi in modo del tutto abusivo. Si pensi al forte incremento del fenomeno: solo ad aprile di quest’anno i compro oro erano 20.000, mentre oggi sono già 28.000. Si sta quindi assistendo ad un incremento esponenziale e galoppante del fenomeno, mentre gli operatori professionali regolarmente iscritti alla Banca d’Italia sono attualmente pari a 346 (dato di aprile: 291).Il giro d’affari medio di un negozio Compro Oro si può stimare intorno ai 500.000 euro annui, il che vuol dire che il giro d’affari totale è pari a 14.000.000.000 euro (si consideri la stima del mese d’aprile di quest’anno pari a 7 mld di euro, che significa 300-350.000 mila euro annui per negozio). Se inoltre si osserva che il prezzo di vendita dell’oro è salito in soli 6 mesi da 30 euro al grammo a 40 euro e ci si focalizza su questi altissimi numeri, si può immaginare come questo settore faccia gola alle associazioni mafiose ed alla criminalità organizzata.Proprio per questo le indagini di polizia, guardia di finanza, etc hanno portato alla luce come il 60% di questi negozi siano soggetti ad attività delinquenziali come riciclaggio ed evasione fiscale, e, di questi, un buon 20% (rimanendo bassi con le stime) sia coinvolto in associazioni di criminalità organizzata.“Se consideriamo questi dati possiamo notare che ci si trova davanti ad una filiera di commercio illegale. – ha spiegato Andrea Zironi, Presidente Anopo – Nella sola Lombardia sono presenti 7000 negozi Compro Oro, il 30% di quelli nazionali che coprono un giro d’affari totale di 42 milioni di euro. Considerando che il 20% di essi svolge attività delinquenziali, possiamo raggiungere la cifra approssimativa di 8milioni e 400 mila euro di economia sommersa. Se la Legge rimane invariata, il comparto lecito e legale scomparirà in favore dell’illegalità – ha continuato Zironi – Con la crisi economica la vendita dei propri beni di famiglia è diventata uno dei pochi salvagente per le famiglie italiane. Per questo non è possibile permettere che tale settore venga inquinato, è importante tutelare questo settore.”
La proposta di Legge AIRA-ANOPO si articola in punti precisi e dettagliati. Prima di tutto, si auspica una maggiore regolamentazione che si basi su registri completi, dettagli fotografici e documenti inerenti alla merce e ai suoi venditori;l’ obbligatorietà della ricevuta fiscale (al momento non obbligatoria se non su richiesta). In secondo luogo, la proposta intende estendere a tutti i soggetti operanti nel settore oro i presidi antiriciclaggio della normativa D.lg 231/2007 e le successive modifiche, considerando soprattutto la limitazione dell’uso del contante. “Si vuole far presente, che nonostante i limiti di legge imposti sull’uso del contante, i negozi compro oro smuovono ingenti quantità di denaro liquido che superano il limite minimo imposto per legge pari a 2500 euro – ha continuato Razzante anche Consulente della Commissione Antimafia, cui ha già inoltrato la proposta” – Per tutelare anche i cittadini, oltre che ridurre il potenziale fenomeno del riciclaggio, nella proposta chiediamo il divieto del pagamento in contante da parte di esercenti che acquistano oro per importi pari a quelli previsti dalla legge”.

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Pannelli solari in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2011

Pannelli Solari

Image by Janex & Alba via Flickr

Rotti, esausti o semplicemente non più funzionanti. Sono più di 50mila i pannelli solari che nell’ultimo anno sono stati buttati via. Un volume che nei prossimi anni è destinato a crescere esponenzialmente, perché, oggi, in Italia, per ogni abitante è in funzione un modulo fotovoltaico (più comunemente conosciuto come pannello solare). Oltre 52 milioni sono, infatti, i pannelli solari attualmente in esercizio (si veda tabella) e, nonostante ciò, fino ad oggi l’unico impianto di riciclaggio si trova in Germania. A dare la soluzione italiana ci pensa Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), che in anteprima ad Ecomondo (fiera di Rimini, dal 9 al 12 novembre, padiglione D2) presenta il primo sistema integrato per la raccolta e lo smaltimento dei pannelli solari.
«Si tratta del primo servizio svolto interamente sul territorio italiano che vuole offrire una nuova risposta all’ambiente e che anticipa, di fatto, le prescrizioni normative contenute nel decreto del 5 maggio 2011», annuncia il direttore di Ecolight, Giancarlo Dezio. «La maggior parte dei pannelli solari non più funzionanti è interamente recuperabile. Opportunamente trattati, infatti, è possibile ottenere silicio, vetro, alluminio e plastica: tutte materie prime seconde, che possono essere reimmesse nei cicli produttivi facendo risparmiare energia e contribuendo a salvaguardare l’ambiente». «Pensare oggi a come smaltire i pannelli solari è già una necessità, se vogliamo evitare di trovarci a parlare di emergenza in un prossimo futuro -prosegue il direttore di Ecolight-. Calcolando che i moduli hanno una vita media stimata in 20-25 anni e che la diffusione in Italia ha preso corpo negli anni Novanta, stiamo registrando una crescita esponenziale nella generazione di questi rifiuti che, pur non essendo pericolosi -tranne quelli che contengono telloruro di cadmio, sostanza inquinante- richiedono un trattamento particolare affinché sia possibile ottenere materie prime seconde».
Ecolight lancia il suo sistema integrato con la collaborazione di Se.Val Divisione Ecologia e di CSR Centro Servizi Raee, società specializzate nello smaltimento e nella logistica dei rifiuti elettronici, e basandosi sull’esperienza maturata negli ultimi anni nella gestione dei RAEE. In particolare, verrà garantito il ritiro dei pannelli solari rotti e vecchi in tutto il territorio nazionale e il loro corretto trattamento, con il recupero e il riciclaggio delle materie prime seconde contenute nei pannelli solari e lo smaltimento delle sostanze non riutilizzabili. Il consorzio Ecolight è prossimo alla sottoscrizione di accordi per lo smaltimento dei moduli fotovoltaici con importanti associazioni di produttori di pannelli solari.
Il fotovoltaico in Italia ha registrato un vero e proprio boom. Ad oggi sono più di 288mila gli impianti installati per una potenza complessiva di quasi 11.100 MW. Ed è possibile stimare che ci sia quasi un pennello solare installato per ogni abitante: sono infatti più di 52 milioni quelli che hanno trovato collocazione sui tetti di abitazioni e imprese oppure nei campi. La crescita dal 2005, anno in cui è stato lanciato il primo Conto Energia, è stata esponenziale sia in termini di impianti, sia in termini di potenza. Secondo i dati del Gestore Servizi Energetici, siamo passati dai 1.402 impianti entrati in esercizio nel 2006 agli 84.570 del 2010; così anche per la potenza che è passata da 9.436 kW del 2006 agli oltre 2milioni e 300mila kW dell’anno scorso. Soltanto durante il 2010 il fotovoltaico italiano è cresciuto del 215 per cento in termini di numerosità degli impianti e del 324 per cento in termini di potenza installata (2,4 GW).

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Riciclaggio: 34 segnalazioni da casinò e sale online

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2011

Trentaquattro segnalazioni di operazioni sospette nell’ambito dei giochi nel 2010. E’ quanto riporta il bollettino annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) di Bankitalia, la struttura nazionale incaricata di prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Una goccia nel mare delle 36.800 segnalazioni ricevute complessivamente per il 2010. Il settore giochi, riporta Agipronews, si conferma però terzo in ordine di grandezza – con sedici casi segnalati da gestori di case da gioco (i quattro casinò italiani) e diciotto da concessionari online – nella categoria dei professionisti e operatori non finanziari che – seguendo le indicazioni della normativa sulle operazioni sospette – hanno inviato dati all’Ufficio di Bankitalia, alle spalle di notai (66 segnalazioni) e commercialisti (43 segnalazioni). Anche se “contenute nel numero, meritano di essere evidenziate le segnalazioni arrivate da parte di operatori del gioco (n. 34 complessivamente di cui 16 da casinò e 18 da case da gioco on line)”, si legge nel rapporto annuale dell’Uif. Le segnalazioni più frequenti, prosegue Agipronews, riguardano l’acquisto di fiches (nei casinò fisici) o la ricarica di conti di gioco (per gli operatori on line) “con successive richieste di rimborso senza aver giocato oppure con giocate nettamente inferiori all’ammontare del credito acquistato”. Un’attività “orientata a confondere l’origine dei fondi, simulando vincite realizzate a seguito di giochi o scommesse mai effettuati”. Nei casinò è poi frequente l’utilizzo di contante per l’acquisto o per il rimborso delle fiches. “In tali casi, si sono registrati numerosi tentativi di frazionamento delle richieste di rimborso, anche tramite terze persone presenti nella sala senza aver giocato – riporta ancora la relazione – Spesso i due comportamenti (acquisto/restituzione di fiches e utilizzo di contanti) risultano entrambi presenti nella condotta segnalata”. Fra le segnalazioni pervenute anche “una presumibile truffa posta in essere da alcuni soggetti tra loro collegati, che riuscivano a effettuare scommesse a evento già verificatosi”, grazie all’utilizzo di “strumenti informatici in grado di aggirare il divieto di giocata una volta verificatosi l’evento oggetto di scommessa”.

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Riciclaggio e giochi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

“Dalla Relazione dell’apposito comitato istituito presso la Commissione Parlamentare Antimafia emerge chiaro il segnale preoccupante delle infiltrazioni della malavita organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse gestite dallo Stato. Le forme di pressione delle associazioni mafiose sugli esercenti e gestori sono numerose – ha spiegato il professor Ranieri Razzante, che è tra i tecnici della Commissione Parlamentare Antimafia che hanno lavorato al rapporto, oltre che presidente di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio – Si va dall’imposizione dell’acquisto di slot machine, al taroccamento delle macchine da gioco per evadere il prelievo fiscale, fino all’esposizione dei redditi degli italiani a rischio di erosione; inoltre, il gioco online viene utilizzato per riciclare denaro sporco, sfuggendo ai controlli attraverso lo stabilimento delle piattaforme internet all’estero”. Il comparto dei giochi pubblici e delle scommesse sportive si è affermato come settore trainante del sistema del nostro Paese. In Italia, infatti, la raccolta dei giochi tra il 2003 e il 2010 è stata complessivamente di 309 miliardi di euro, un comparto che ha visto aumentare i volumi di raccolta ad un tasso medio annuo del 23% tra il 2003 e il 2009 (da 15,4 a 54,3 miliardi di euro) e del 13% nel 2010, raggiungendo la cifra di 61,433 miliardi di euro (+296% rispetto al 2003) e con una proiezione per il 2011 che arriva a 70, 485 miliardi di euro. Una costante crescita economica che si differenzia in base ai prodotti: gli apparecchi da intrattenimento hanno registrato la migliore affermazione del settore (31,983 miliardi), seguiti da lotterie istantanee (9,372 miliardi nel 2010) e in ultimo il Bingo (pari a 1,9 miliardi di euro). Una crescita esponenziale che ha portato a entrate erariali pari a 8,733 miliardi di euro, che, comparate all’anno precedente sono diminuite di circa lo 0.8% a fronte di un incremento della raccolta pari al 13%, con la previsione di un crescita dello 0,2% per il 2011 (su un’ipotesi di raccolta di 70,485 miliardi di euro). “È altresì importante sottolineare come questo fenomeno crei un costo sociale: c’è una crescita esponenziale di cittadini attratti dal gioco che aumenta soprattutto tra i giovani e le classi più disagiate, che rischiano di essere “incastrati” in situazioni ancor più gravi come ludopatia e fenomeni di usura” – dichiara il professor Ranieri Razzante. – Ad esempio l’indagine condotta nel 2008 dal CNR ha rilevato che il 40% degli studenti ha giocato d’azzardo almeno una volta, mentre lo 0,4 % è un giocatore patologico. Contenuti che debbono far riflettere non solo il legislatore”. “Non vanno assolutamente dimenticati, però, i problemi legati al riciclaggio dovuti alle difficoltà di controllo della regolarità e della trasparenza delle procedure di rilascio delle autorizzazioni relative ad apparecchiature e congegni da divertimento ed intrattenimento” ha proseguito il professore. La Guardia di Finanza, ha indagato sull’avanzamento del il fenomeno riscontrando una rete parallela di raccolta sulle scommesse, non autorizzata dallo Stato, che raccoglie tra un miliardo e un miliardo e 500 milioni di euro all’anno. Dati che portano l’Italia al quinto posto al mondo per volume di gioco: l’industria del gioco ha attualmente un fatturato complessivo pari al 3% del PIL e dà lavoro a 5.000 aziende e 120.000 persone, per quanto riguarda il gioco legale. “Si pensi ai numeri che possono riguardare il gioco clandestino – ha concluso Razzante – Il gioco, comprese le scommesse su eventi sportivi, per i notevoli introiti che vengono assicurati, è ormai diventato la nuova frontiera della criminalità organizzata di tipo mafioso e per contrastare tali fenomeni, è necessario agire con misure preventive concrete, ed Aira sarà in prima fila anche in questo settore dell’applicazione della normativa”.

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Recupero di rottami metallici

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

I criteri europei che determinano quando alcuni tipi di rottami metallici cessano di essere considerati rifiuti e diventano prodotti entrano in vigore dal 28 aprile ma si applicheranno dal 9 ottobre 2011, per consentire alle imprese di familiarizzare con il nuovo sistema. Il fine di questi criteri è conseguire livelli più elevati di riciclaggio e limitare l’estrazione di risorse naturali. L’obiettivo europeo è quello di creare una società del riciclaggio, che evita di produrre rifiuti e che, per quanto possibile, usa i rifiuti come risorsa. Il regolamento europeo evita che ogni Stato prenda una deriva individuale, è costituito da 7 articoli e 3 allegati ed ha per oggetto i rottami di ferro, acciaio, alluminio e i rottami di leghe di alluminio. La composizione dei rottami non deve essere esclusiva è sufficiente che questi siano costituiti principalmente da questi metalli. Perché i rottami possano perdere la qualifica di rifiuti deve essere concluso qualsiasi trattamento come taglio, frantumazione, lavaggio e disinquinamento necessario per preparare i rottami all’utilizzo. Ad esempio, per le vecchie autovetture occorre procedere allo smontaggio, alla rimozione di liquidi e composti pericolosi ed al trattamento della frazione metallica, in modo da recuperare rottami metallici puliti che soddisfano i criteri stabiliti. (Monica Doddio, Sigea – fonte buon giorno impresa)

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Riciclaggio batterie al litio

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Londra. Il mercato dei veicoli elettrici è in forte espansione un po’ in tutti i Paesi europei e rappresenta uno degli scenari piu’ interessanti e affascinanti dei prossimi dieci anni. Attorno alle dinamiche del veicolo elettrico ruotano temi di altrettanto interesse, come ad esempio le infrastrutture legate alle stazioni di servizio e il mercato del riciclaggio delle batterie al litio. Una nuova ricerca di Frost & Sullivan intitolata “Global Electric Vehicles Lithium-ion Battery Second Life and Recycling Market Analysis” offre alle aziende una panoramica globale di un mercato che raggiungerà un valore pari a circa € 1.45 miliardi nel 2022. In Italia, come nel resto del mondo, l’azione dei legislatori sara’ fondamentale a determinare gli scenari del mercato dei veicoli elettrici nei prossimi anni. Fino a questo momento, la pianificazione degli incentivi in Italia ha riguardato soltanto l’acquisto dei veicoli elettrici e l’effettivo utilizzo (stanziati € 180 milioni fino al 2015),  ma presto sara’ necessario decidere se e come supportare la filiera del riciclaggio e del riutilizzo delle batterie a litio. Solo un’efficace strategia che guardi al mercato cercando di prevedere i possibili fattori di debolezza, come la scarsità del litio o la dipendenza da una zona geografica di approvvigionamento molto ristretta, permetterà all’Italia di vincere la sfida ed essere tra i primi Paesi a spingere con forza la crescita di questo mercato.Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 50 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti societa’ a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di piu’ di 40 uffici in cinque continenti. Per far parte della nostra Growth Partnership, si prega di visitare il sito http://www.frost.com

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