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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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Restauro e ricollocazione della cornice di Ennemond Alexandre Petitot

Posted by fidest press agency su sabato, 16 marzo 2019

Parma Museo Nazionale della Pilotta Piazza della Pilotta 3 presenta il restauro e la ricollocazione della cornice in legno dorato e intagliato disegnata da Ennemond Alexandre Petitot a complemento del dipinto La Morte di Virginia di Gabriel François Doyen del 1759.
Catalogato con il numero 1 di inventario, il dipinto di Doyen rappresenta simbolicamente il tassello iniziale delle collezioni della Galleria Nazionale.Grazie a un lavoro di restauro durato più di quattro mesi, con inizio il 5 novembre 2018 – effettuato dal laboratorio di Federica Romagnoli di Parma – è stato possibile ripristinare questo importante manufatto, notevole sia per le dimensioni (il perimetro interno misura cm. 383 x 660) che per la preziosa lavorazione in legno dorato a guazzo. La sua ricollocazione costituisce per il Complesso Monumentale della Pilotta un momento di recupero e valorizzazione delle origini dell’immenso patrimonio conservato dall’Istituzione.
L’opera di Doyen fu acquistata a Parigi nel 1760 dal duca Filippo di Borbone, su consiglio del ministro Conte Du Tillot, nell’intento di costituire una collezione di prestigio, degna di Casa Borbone. Conscio del ruolo della cornice a completamento di un’opera, il duca Filippo non esitò a chiedere all’architetto di corte Ennemond Alexandre Petitot di impreziosire il dipinto di Doyen. Lo stesso Petitot, al corrente del dibattito sull’estetica delle cornici in Francia, era consapevole che la cornice conferisce all’immagine una particolare completezza, abbellendo senza sconfinare, esaltando senza sopraffare: ornamento dell’immagine dipinta e prezioso margine per lo sguardo che la contempla, la cornice impone allo spettatore di porsi nei confronti dell’immagine in una relazione ‘estetica’ che stacca l’opera dal contesto ordinario. Architetto sensibile, Petitot disegnò quindi per il quadro una cornice preziosa ma senza eccessi: un perimetro semplice, a doppia modanatura, la prima bombata, l’interno incavato e con al centro, in basso e nella parte alta, in rilievo, un intaglio a fogliame. Unico vezzo a impreziosire l’opera, la ricca cimasa con mascherone e fogliame.Come risulta dalla documentazione d’archivio, una volta finita la cornice l’opera nella sua interezza fu collocata negli appartamenti del duca Ferdinando di Borbone. In tempi più recenti fu inserita nel percorso espositivo, all’interno di una delle sale della Reale Galleria per essere poi sistemata, in un secondo momento, sopra la porta d’ingresso della Galleria Nazionale. Presumibilmente nel corso del riallestimento delle Collezioni avvenuto negli anni Ottanta del Novecento, il dipinto fu posto nel salone del Settecento, privato della cornice e lasciato nudo. Da quel momento questa splendida opera di artigianato è caduta nell’oblio, staccata dal dipinto e messa in un deposito. Declassata dal suo ruolo di opera nell’opera, è divenuta un ammasso di pezzi di legno, privi di funzione e dignità. http://www.pilotta.beniculturali.it

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Programma europeo di ricollocazione

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

european commissionLo sportello telefonico attivato dall’EASO in Italia permette di comunicare e spiegare i benefici del programma europeo di ricollocazione per chi necessita di protezione internazionale e si trova attualmente sul territorio italiano. Nell’ambito della campagna di comunicazione sul programma europeo di ricollocazione, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) ha attivato uno sportello telefonico allo scopo di informare le persone che necessitano di protezione internazionale, provenienti da paesi ammissibili, sulle possibilità di adesione al programma di ricollocazione. L’obiettivo è anche ribadire che la ricollocazione è un modo sicuro e legale per spostarsi dall’Italia verso un altro paese europeo.Lo sportello telefonico offre informazioni rapide e accurate in risposta alle domande dei richiedenti protezione internazionale sulle procedure per accedere al programma europeo di ricollocazione. Gli esperti dello sportello telefonico possono inoltre fornire informazioni sullo stato delle richieste e sulla procedura per il ricongiungimento familiare per potenziali richiedenti asilo.
In sostanza, la funzione principale dello sportello telefonico è fornire le seguenti informazioni a chi ha bisogno di protezione internazionale, o ad altre organizzazioni o singoli individui: chiarimenti sulle procedure di ricollocazione, ricongiungimento familiare e sulla procedura di registrazione delle richieste di asilo sul territorio nazionale, e stato delle domande per i casi già registrati per la ricollocazione o il ricongiungimento familiare.Lo sportello telefonico dell’EASO in Italia, raggiungibile al numero +39 345 40 57 316, opera con il supporto di esperti in materia di asilo e di mediatori culturali nelle seguenti lingue: italiano, inglese, tigrino e arabo, ed è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 20.00. l’EASO ha anche uno sportello telefonico in Grecia, raggiungibile al numero + 306944829138, operativo dal lunedì al venerdì, dalle 09.00 alle 17.00, che assicura un servizio di interpretazione per le seguenti lingue: arabo, farsi e curdo (sorani, kurmanji, badini). Come in Italia, lo sportello telefonico in Grecia fornisce informazioni dettagliate ai richiedenti sulle procedure ufficiali riguardanti il programma di ricollocazione e di ricongiungimento familiare.

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I paesi UE devono accelerare la ricollocazione dei rifugiati, specialmente i minori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

rifugiatiIl Parlamento ha dichiarato che i paesi UE devono adempiere ai propri obblighi di accoglienza di richiedenti asilo provenienti dalla Grecia e dall’Italia, dando la priorità ai minori non accompagnati. I deputati condannano il comportamento degli stati membri che, nonostante abbiano concordato il trasferimento di 160.000 rifugiati dalla Grecia e dall’Italia entro settembre 2017, hanno effettivamente accettato il trasferimento di solo l’11% di quanto previsto (18,770 persone all’11 maggio).In una risoluzione approvata con 398 voti favorevoli, 134 contrari e 41 astensioni, il Parlamento sprona i paesi UE a onorare i loro obblighi e dare la priorità alla ricollocazione di minori senza famiglie e altri richiedenti vulnerabili. I deputati fanno notare che “finora è stato ricollocato solo un minore”.Sono stati criticati alcuni Stati membri per le “preferenze fortemente restrittive e discriminatorie, come la ricollocazione delle sole madri single o l’esclusione di richiedenti di specifiche nazionalità, come per gli eritrei, nonché l’applicazione di controlli di sicurezza molto estesi”.La maggior parte dei paesi è ancora lontana dagli obiettivi. Quattro degli Stati membri stanno accettando numeri molto limitati di rifugiati, mentre due rifiutano del tutto di partecipare.Situazione paese per paese e dati globali nel processo di ricollocazione (aggiornata regolarmente, in inglese)Il Parlamento ha messo in chiaro che, anche se non saranno raggiunti gli obiettivi di ricollocazione entro settembre, i paesi UE dovranno continuare a trasferire i richiedenti idonei. Si propone inoltre di prorogare lo schema di ricollocazione finché il nuovo regolamento di Dublino verrà adottato.

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Ricollocazione e reinsediamento: la Commissione invita tutti gli Stati membri ad attivarsi e rispettare i loro obblighi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. La Commissione ha adottato oggi la dodicesima relazione sui progressi compiuti per quanto riguarda i programmi di ricollocazione e di reinsediamento di emergenza dell’UE, in cui valuta le azioni intraprese a partire dal 12 aprile 2017.
Grazie ai maggiori sforzi profusi dagli Stati membri, il numero delle persone ricollocate dall’inizio del 2017 ad oggi è quasi uguale a quello dell’intero 2016. Finora sono state ricollocate in tutto 18 418 persone, il che dimostra che la ricollocazione funziona se vi è la volontà di rispettare quanto concordato assieme in uno spirito di leale cooperazione. Tuttavia, sebbene la maggior parte degli Stati membri sia attiva e proceda con regolarità alle ricollocazioni, alcuni Stati membri non ne hanno ancora effettuata nessuna, venendo meno ai loro obblighi giuridici. Per quanto riguarda il reinsediamento, gli Stati membri hanno continuato a compiere progressi significativi, offrendo finora a 16 163 persone percorsi migratori sicuri e legali, pari a oltre due terzi dei reinsediamenti concordati nell’ambito del programma dell’UE. Basandosi sulle raccomandazioni del mese scorso, la relazione odierna si concentra sugli Stati membri che non stanno onorando i loro impegni.
Dimitris Avramopoulos, Commissario responsabile per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “I risultati conseguiti finora dimostrano che se ci sono la volontà e la determinazione degli Stati membri la ricollocazione può funzionare. Il successo del meccanismo di ricollocazione non può dipendere solo da alcuni Stati membri. La solidarietà in termini giuridici, politici e morali non può essere interpretata in modi diversi. Esorto quindi gli Stati membri che hanno sistematicamente omesso di rispettare i propri obblighi a cominciare ad adempierli immediatamente. I dati globali sul reinsediamento sono la prova di quello che la cooperazione e il coordinamento rafforzati a livello di UE possono fare nella pratica. È tempo ormai che si ottengano gli stessi risultati anche per la ricollocazione”.La tendenza positiva in materia di ricollocazione è proseguita, con altre 2 078 persone ricollocate dopo l’ultima relazione (1 368 dalla Grecia e 710 dall’Italia). Il 12 maggio erano state eseguite in tutto 18 418 ricollocazioni: 5 711 dall’Italia e 12 707 dalla Grecia. Nonostante i continui progressi, tuttavia, l’attuale ritmo delle ricollocazioni è ancora al di sotto di quanto necessario per conseguire gli obiettivi stabiliti per garantire che tutte le persone ammissibili siano ricollocate nei prossimi mesi.
Mentre in Grecia il numero attuale di 12 400 candidati alla ricollocazione registrati dovrebbe rimanere stabile, l’Italia deve garantire che tutte le persone ammissibili alla ricollocazione siano registrate. In aggiunta agli 2 500 candidati alla ricollocazione attualmente registrati in Italia, dovrebbero essere presto registrate 700 persone e gli oltre 1 100 eritrei che sono arrivati in l’Italia nel 2017. Tuttavia, considerato che il numero totale di persone ammissibili alla ricollocazione presenti nei due paesi è di gran lunga inferiore a quello previsto nelle decisioni del Consiglio e tenuto conto dei progressi registrati finora, la ricollocazione di tutte le persone ammissibili entro settembre 2017 è senz’altro possibile se gli Stati membri dimostrano la volontà politica e la determinazione ad agire per tenere fede a quanto concordato insieme. In ogni caso, l’obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili dalla Grecia e dall’Italia non verrà meno dopo settembre.Sebbene la maggior parte degli Stati membri sia ormai attiva e assuma impegni e effettui ricollocazioni regolarmente, l’Ungheria, la Polonia e l’Austria rimangono gli unici Stati membri che non hanno ancora ricollocato nessuna persona, in violazione dei loro obblighi giuridici, degli impegni assunti verso la Grecia e l’Italia e del principio di equa ripartizione delle responsabilità. L’Austria tuttavia si è formalmente impegnata a ricollocare 50 persone dall’Italia, una decisione che la Commissione accoglie con favore. Inoltre, la Repubblica ceca non è stata attiva nell’ambito del meccanismo da quasi un anno.A tale proposito, le raccomandazioni formulate nella relazione odierna si concentrano soprattutto sugli Stati membri che non hanno ancora attuato le decisioni del Consiglio, e invitano segnatamente l’Ungheria e la Polonia a iniziare immediatamente ad assumere impegni e a procedere alle ricollocazioni, la Repubblica ceca a ricominciare senza indugio a ricollocare e l’Austria, che ha ormai iniziato ad assumere impegni per l’Italia, a iniziare a farlo anche per la Grecia.

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Chiuse le comunità montane in Puglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2010

Dopo la notizia che il Consiglio regionale pugliese ha approvato la chiusura definitiva di tutte le comunità montane, predisponendo un fondo di oltre due milioni di euro per il 2010, volto a pagare gli stipendi dei dipendenti in attesa di una ricollocazione presso altre strutture, Luciano Pisanello, viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti, commenta così: “Si tratta di un primo atto importante che deve essere accompagnato da altri, cercando di ridurre al minimo gli sprechi dell’intero apparato amministrativo. Le comunità montane sono enti farraginosi che si accavallano ai Piccoli Comuni, i quali permettono ai loro amministratori di ricoprire doppie e triple cariche con conseguenti benefici ai loro portafogli. Ovviamente – prosegue l’esponente regionale del movimento creato da Antonello De Pierro -, visto che la legge 3 dicembre 1971, n. 1102, concede la possibilità ai Comuni di costituirsi in comunità montane anche se sono in zona ‘parzialmente montana’, in alcuni casi è bastata la presenza sul territorio di conformazioni simili ad un cavalcavia per giustificarne l’appartenenza, come è successo a Palagiano, situato a soli 39 metri sul livello del Mar Ionio. È bene ora effettuare per i lavoratori di tali comunità una ricollocazione seria all’interno di altre strutture pubbliche, che forniscano veri servizi alla cittadinanza rendendo la Pubblica amministrazione una macchina più efficiente in grado di dare risposte più celeri al cittadino”. L’iniziativa del Governatore Nichi Vendola di sopprimere le comunità montane pugliesi, in alcuni casi sorte a causa della partitocrazia e della lottizzazione del potere, e spesso fonti di sperpero di denaro pubblico, può fungere da volano per tutta una serie di altri provvedimenti. “Il mio auspicio – chiude Pisanello – è ora quello di vedere l’eliminazione effettiva da parte del Parlamento anche delle Province, considerate la massima espressione dell’ente inutile”.

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