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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘riconversione’

Ambiente, Rotta: “Bene approccio integrato proposto da ministro Giovannini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

“E’ molto apprezzabile l’approccio trasversale e integrato presentato oggi all’attenzione delle commissioni infrastrutture e ambiente e trasporti dal ministro Giovannini perché tiene insieme le due risposte fondamentali che dobbiamo dare con il PNRR: la riconversione sostenibile del nostro sistema e il rilancio economico e sociale. Due azioni che si intrecciano e che hanno un unico obiettivo politico: la riduzione delle disuguaglianze che la crisi pandemica ha accentuato ancora di più sia dal punto di vista socioeconomico che geografico” così Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente e infrastrutture della Camera commenta l’audizione del ministro per le Infrastrutture e le mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.“E’ evidente quindi che assume rilevanza strategica – spiega Rotta – tutta la partita delle opere pubbliche che tiene dentro di se’ le risposte ai bisogni di mobilità e quindi di riduzione delle distanze fra centro e aree marginali e-o periferiche. E si tratta di una risposta che deve arrivare in tempi brevi e quindi attraverso sistemi decisionali meno complessi. Perché uno dei nodi fondamentali che dobbiamo sciogliere subito è proprio la scarsa rapidità degli apparati pubblici a far diventare cantierabili e quindi esecutivi i progetti”.“Un aspetto da sottolineare – aggiunge Rotta – è anche l’attenzione riservata dal ministro alle aree urbane. Parlare di rinnovamento dei servizi di rete, di qualità dell’abitare e di sostenibilità delle infrastrutture significa infatti poter disegnare le città del futuro più resilienti”.

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Cobas: il Governo si faccia facilitatore di una riconversione temporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Basta poco, perché già esiste la spesa a domicilio e tutti i grandi colossi hanno la propria piattaforma on line. E allora alleggeriamo l’afflusso nei centri commerciali, nei supermercati e nei negozi e riconvertiamo gran parte dei lavoratori al pubblico a fare quel servizio. Per tutto il tempo necessario al contenimento dell’epidemia. Ieri lo abbiamo chiesto ufficialmente ad Unicoop Tirreno. Perché salute e lavoro devono andare di pari passo, e una non deve escludere l’altro.«In Cina è già una realtà – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – Fresh Hema, un ramo del colosso cinese dell’e-commerce Alibaba dedicato alla vendita e alla consegna di prodotti alimentari freschi, ha lanciato l’idea di “condividere i dipendenti” con i ristoranti e le aziende di ride-sharing (condivisione di una corsa su una vettura con conducente), in crisi a causa dell’epidemia di polmonite da coronavirus Covid-19 che ha spinto sempre più persone a restare a casa e a optare per lo shopping online.»
«Oltre 1.800 lavoratori sono stati assunti a tempo determinato come fattorini da Fresh Hema – prosegue il rappresentante sindacale – tra i loro “precedenti” datori di lavoro figurano 32 aziende di catering, società di ride-sharing, centri commerciali, hotel e cinema che si trovano ad affrontare una forte flessione del numero dei clienti.»«Sembra la scoperta dell’acqua calda, ma in prospettiva una riconversione temporanea e ben organizzata, anche attraverso le piattaforme on line più capillari, a supporto delle già esistenti che fanno capo direttamente alla GDO, avrebbe un grosso impatto nel contenimento dei contagi e contestualmente nell’impatto occupazionale che sta già mietendo vittime tra i lavoratori più deboli che non si vedono rinnovati i contratti a termine. Governo e associazioni datoriali si diano da fare prima che sia troppo tardi.» – conclude Iacovone

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Porto Tolle: no a riconversione a carbone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Maggio 2011

Greenpeace esulta per la decisione del Consiglio di Stato che – ribaltando l’incredibile verdetto del Tar del Lazio – dichiara illegittimo il decreto con cui nel 2009 il Ministero dell’Ambiente ha dato parere positivo sulla compatibilità ambientale al progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Battuta quindi la tesi dell’Enel secondo cui la centrale a carbone sarebbe meno inquinante di una equivalente centrale a gas, grazie ai camini più alti che abbassano le concentrazioni al suolo degli inquinanti. “Il carbone è il peggior killer del clima del pianeta – ricorda Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia -. Non è possibile ritenerlo ambientalmente compatibile con nulla, men che meno con una zona fragile come il Delta del Po”. Per varie ragioni, il Delta del Po “affonda” in mare, in media di 3 centimetri l’anno. Secondo un articolo pubblicato su Nature, è uno dei delta più a rischio di scomparsa del pianeta. L’innalzamento del livello del mare a causa del cambiamento climatico è uno dei fattori di rischio per il delta. Dopo l’esito del referendum in Sardegna, con quasi il 98% dei cittadini che dicono no al nucleare, questo è un altro segnale chiaro per l’ENEL e per chiunque voglia continuare a usare combustibili sporchi. L’unica speranza per il nostro futuro è una rapida rivoluzione energetica che si basi su rinnovabili ed efficienza. È possibile e conviene dal punto di vista economico, dell’occupazione, dell’innovazione tecnologica.

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Riconversione dei piccoli ospedali

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

«Nessuna chiusura al dialogo con i sindacati sulla questione del trasferimento del personale assegnato agli ospedali di Casoli e Gissi, tant’è che abbiamo fissato un incontro per lunedì prossimo. I tempi strettissimi indicati dai provvedimenti contenuti nel programma operativo emanato dalla Regione non ci hanno permesso una convocazione più anticipata, perché prima di avviare qualunque confronto era necessaria una ricognizione su attività da trasferire e figure professionali da ricollocare»: Smorza ogni polemica il Direttore Generale della Asl di Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, sulla questione del personale legata alla riconversione dei piccoli ospedali, rispetto alla quale non è stata presa ancora nessuna decisione. In totale, le figure professionali da ricollocare sono 115 provenienti da Casoli (di cui 15 medici, 1 farmacista e 101 tra infermieri, tecnici e altre figure), e 141 da Gissi (27 medici e 114 del comparto). Non tutti saranno trasferiti, infatti una parte dovrà necessariamente «seguire» i servizi di appartenenza che saranno ubicati altrove, mentre altri resteranno nella stessa struttura cui appartengono per continuare a erogare le prestazioni previsti nella riconversione.
Com’è noto, gli ospedali di Gissi e Casoli dal prossimo 1° settembre saranno trasformati in Presidi Territoriali di Assistenza, strutture aperte 24 ore su 24, che assicurano assistenza ambulatoriale di cardiologia, medicina, geriatria, chirurgia, fisio-kinesiterapia, day service medico, oltre a dialisi, distribuzione diretta dei farmaci, laboratorio analisi, diagnostica radiologica (tradizionale e Tac). Per le urgenze saranno presenti un’ambulanza e un’èquipe del 118, oltre a un medico e un infermiere presenti giorno e notte per prestare un primo soccorso, e in caso di necessità trasferire il paziente che ha bisogno di ricovero in un’altra struttura.

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Regione Lazio: Accordo Gruppo Ini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Presso la Regione Lazio si sono incontrati i dirigenti del Gruppo INI e le OO.SS, per ratificare l’accordo raggiunto in sede aziendale il 22 luglio scorso, inerente la revoca della procedura di licenziamento collettivo e contestualmente accedere alla cassa integrazione in deroga per tutte le figure professionali e di qualsiasi tipologia contrattuale, pari al 10% dell’orario mensile, per permettere all’azienda di attuare un piano di riconversione. La delegazione Ugl Sanità Roma e Lazio, composta dal segretario regionale Dott. Secci, dal segretario provinciale Dott. Cuozzo e dal coordinatore sanità privata Dott. Franceschini sono molto soddisfatti di come la trattativa si è conclusa, soprattutto per quanto riguarda i livelli occupazionali.

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Riconversione centrale di Vado Ligure

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2010

Ieri, nell’incontro fra l’Amministratore Delegato di Tirreno Power e le Segreterie Nazionali di FILCTEM, FLAEI e UILCEM, sull’aggiornamento del piano industriale è emersa la necessità, da tutti condivisa, di una rapida e positiva conclusione dell’iter autorizzativo per il completamento della riconversione della centrale di Vado Ligure ed il conseguente avvio dei lavori.  Un investimento importante, sia per gli aspetti ambientali del progetto che per la mole di investimenti previsti (800 milioni di euro di cui 200 per lo sviluppo in Liguria delle Fonti rinnovabili), che darebbero un importante sostegno all’industria manifatturiera italiana, a partire da Ansaldo Energia, una realtà importante del tessuto produttivo nazionale e genovese.  Il progetto prevede la costruzione di una nuova unità a carbone da 460 MW in luogo del vecchio impianto ad olio combustibile, nonché il rifacimento delle due unità già funzionati, una riduzione significativa delle emissioni complessive. A ciò si aggiungerebbero 180 MW di produzione da fonti rinnovabili: biomasse, eolico, fotovoltaico e rinnovamento dell’idroelettrico.  Si tratta quindi di un progetto condivisibile, che FILCEM, FLAEI e UILCEM sosterranno in tutte le Sedi, perché risponde alle esigenze del Paese prima ancora che del Settore: riduce le emissioni, implementa il mix di combustibili per non rimanere “impiccati alla canna del gas”, potenzia significativamente le Fonti rinnovabili, prevedendo di investire sul Territorio ligure 800 milioni di Euro, senza contare le ricadute occupazionali sia nella fase di cantierizazzione che successivamente.   Fatti di non poco conto, se si pensa alla crisi che stiamo attraversando ed al volano economico che questo investimento, potrebbe innescare nell’indotto (120 ML di Euro annui). Per queste ragioni le Federazioni di Categoria sostengono la presa di posizione assunta da FIOM, FIM e UILM di Genova nella conferenza stampa dello scorso 26 luglio 2010.  Pertanto, le Segreteria nazionali di FILCTEM, FLAEI e UILCEM chiedono al Governo, alla Regione Liguria, ai Comuni interessati di approvare il progetto e di convocare la conferenza dei servizi che, dopo l’autorizzazione concessa dal Ministero dell’Ambiente, concluda positivamente l’iter autorizzativo e avvii i lavori.  Diversamente si rischia la chiusura di un sito produttivo con gravi conseguenze per gli investimenti e l’occupazione.

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No alla centrale atomica in Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

Come riportato da talune fonti giornalistiche sembrerebbe che il  Ministro dello Sviluppo Economico, Scajola, abbia espresso il proposito di “stanziare” una centrale nucleare nel territorio della Città siciliana di  Termini Imerese, attualmente sede dello stabilimento SICILFIAT. A seguito di questa “notizia” anche il segretario generale dei metalmeccanici CGIL (Fiom) Gianni Rinaldini ha avvertito l’esigenza di intervenire, nel merito, e, in modo del tutto condivisibile, ha dichiarato, che l’infausta ipotesi ha rideterminato “uno stato di tensione e ulteriore preoccupazione tra i lavoratori dello stabilimento Fiat. La riconversione dall’auto al nucleare non soltanto è sbagliata, ma sarebbe persino paradossale per il futuro del paese”. Sempre a seguito delle succitate indiscrezioni anche il Presidente  Siciliano, Raffaele Lombardo è intervenuto nel merito della questione. Tuttavia il Presidente secondo una prassi ben consolidata si è subito dopo lasciato mano libero e ha sibillinamente aggiunto “Con tutto il rispetto per i tecnici del Ministero delle Attività produttive, abbiamo più volte ribadito le condizioni per la collocazione di centrali nucleari in Sicilia: assoluta sicurezza, notevole convenienza e pronuncia positiva delle popolazioni interessate. “Noi – è detto in un comunicato degli Indipendentisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti”, ribadiamo il nostro NO , senza riserve, sia nel merito che sulla sostanza della proposta di Claudio Scajola. Ricordiamo a chiunque coltivi simili o similari idee che portare il nucleare in Sicilia è un assurdo economico e logico. Dobbiamo rifiutare l’eventuale, ennesima “De-sicilianizzazione avanzata” anche in ambito energetico.

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Un fisco più equo è possibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

“Il dato dell’evasione fiscale complessiva nel nostro paese, stimato in circa 100 miliardi di imposte non pagate ogni anno, per un imponibile complessivamente occultato di circa 316 miliardi di Euro, corrisponde a quanto l’Italia investe per la spesa sanitaria”, afferma Francesco Serino, dell’esecutivo nazionale RdB/CUB PI Agenzie Fiscali. “Crediamo che se la macchina fiscale fosse messa in condizione di girare a pieno regime si potrebbero utilizzare questi 100 miliardi di imposta recuperata per favorire la ricerca, la riconversione industriale, creando i presupposti per un aumento dei posti di lavoro stabili in settori strategici per l’economia nazionale”. “Sulla base di questo assunto – prosegue Serino – abbiamo consegnato alla  Commissione Finanze e Tesoro del Senato  un documento in cui  chiediamo maggiori investimenti sulla macchina fiscale, perché  ogni Euro speso nel sistema fiscale ne comporta almeno 10 di maggiori entrate per lo Stato. E poiché evasione fiscale ed evasione contributiva sono due facce della stessa medaglia, si potrebbe ottenere un immediato introito previdenziale, con conseguente emersione del lavoro nero e diminuzione anche del numero delle morti e degli  incidenti sul lavoro”. “Oggi la pressione fiscale solo formalmente non è aumentata – sottolinea il sindacalista RdB-CUB P.I.  –  perché i lavoratori dipendenti con redditi intorno ai 1.000 Euro mensili hanno subito tagli importanti del welfare che vanno incidere pesantemente sulle loro condizioni di vita. Noi invece crediamo che un fisco più equo sia possibile. Per tutte queste ragioni, nell’audizione alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato prevista per  martedì 28 luglio, chiederemo di investire nei lavoratori del fisco e solleciteremo l’assunzione immediata dei contratti di formazione lavoro e dei tirocinanti idonei ai concorsi svolti, insieme a nuove assunzioni di giovani senza l’uso di  forme di lavoro precario”, conclude Serino.

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Riconversione dell’ospedale S. Giacomo di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 Maggio 2009

Ventisei associazioni di utenti e consumatori hanno presentato un progetto di riconversione dell’ospedale S. Giacomo di Roma. In una documento inviato al presidente della Regione e Commissario ad acta per la Sanita’, Piero Marrazzo, all’assessore al Bilancio, Luigi Nieri, all’assessore alla Tutela dei Consumatori, Vincenzo Maruccio, le associazioni hanno messo nero su bianco le loro proposte per la riconversione di un ospedale situato in una zona centralissima di Roma, a pochi metri da piazza del Popolo, che rischia di essere trasformato in albergo. Il progetto riguarda la realizzazione di una “rete” di servizi dedicati ai malati affetti dalla malattia di Alzheimer (ed altre forme di demenza senile). Attualmente, nel Lazio, circa 33mila persone sono affette da demenza degenerativa di tipo Alzheimer. I Centri diurni integrati, realizzati dal Comune di Roma, non sono in grado di accogliere i malati di Alzheimer nella fase di gravita’ della malattia, essendo stati realizzati per ipazienti medio-lievi. Paradossalmente, quindi, quelli che avrebbero maggiormente bisogno dell’assistenza vengono dimessi dai Centri in assenza di alternative. Nell’ospedale dovrebbero, quindi essere previste un: * Centro diurno sanitario. * R.S.A (Residenza Sanitario Assistenziale). * Servizio di assistenza domiciliare specifico. * Centro specialistico ambulatoriale U.V.A (Unita’ Valutativa Alzheimer) L’iniziativa consentirebbe un notevole risparmio di risorse, in termini di ricoveri ospedalieri impropri ed incongrui di pazienti assistibili altrove, la possibilita’ di sanare una grave lacuna del servizio sanitario, offrendo servizi snelli e poco onerosi a pazienti che attualmente non trovano adeguate risposte sul territorio e il rilancio di una struttura quale era il San Giacomo.

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