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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°158

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Una messa in ricordo di Aldo Moro

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

Roma mercoledì 9 maggio, alle ore 19, ci sarà nella chiesa romana di san Gregorio al Celio una Messa nel quarantesimo anniversario della morte cruenta di Aldo Moro, “questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico”, come lo definì la Chiesa nell’omelia funebre del papa di allora.
Questa è una notizia utile a chi potrà partecipare alla celebrazione. Ma è notizia anche che si faccia memoria di Moro in un evento ecclesiale e non in un contesto politico, o mediatico, o investigativo, come accade per lo più oggi quando “il caso Moro” viene rievocato come se si fosse trattato solo di una vicenda politica da storici o da iniziati, o di una trama di 007 e di Servizi Segreti buona per giallisti o dietrologi. L’evento ecclesiale, che si compie nel sacrificio della Messa, dice che in quella apicale vicenda della storia italiana del Novecento fu in gioco qualcosa di più grande e durevole, in cui tutta la società fu implicata, e anche eminenti uomini di Chiesa, come è facile ricordare solo che si pensi alla supplica di Paolo VI agli uomini delle Brigate Rosse o all’offerta di consegnarsi al posto di Moro, come vittime sostitutive, di vescovi come Luigi Bettazzi, Clemente Riva e Alberto Ablondi, o alla liturgia alternativa celebrata dopo la morte con la famiglia Moro da preti come Italo Mancini e Padre David Maria Turoldo.
Ciò che fu in gioco in quei 55 giorni sul piano politico fu che l’Italia potesse avere un suo ruolo specifico per imprimere una svolta positiva alla storia d’Europa e del mondo che stava per uscire dalla guerra fredda verso l’alternativa tra l’avvio di un mondo pacifico e nuovo o la ricaduta nella violenza predatrice del vecchio (ciò che poi in effetti avvenne). Cessò di battere con la liquidazione di Moro il cuore vivo della democrazia italiana, cessò l’ipotesi di una politica capace di grandi disegni e meritevole di grandi dedizioni. È avvilente oggi guardare all’arco di questi quarant’anni, a partire dalle lettere di Moro piene di pensiero e severe giudici del potere, scritte dal buio di una segregazione ma cariche di un progetto di futuro, per giungere fino alle vanterie di un suo lontano successore prive di pensiero e avide di potere, proferite alle luci di un varietà televisivo e distruttrici di ogni progetto utile a rendere possibile un futuro.
Ma al di là della tragedia politica, ciò che fu in gioco nella vicenda Moro fu la riproposizione della falsa ideologia del sacrificio, veleno e farmaco, su cui fin dall’antico furono fondate culture, istituzioni, ragion di Stato e guerre e che sembrava, con la Pasqua cristiana e con il ripudio costituzionale della violenza e della guerra, licenziata per sempre. Tanto meno essa doveva essere riprodotta in un Paese cattolico governato da un partito cristiano. Invece fu subito abbracciata (senza nemmeno deliberazione del Consiglio dei ministri!) l’idea, detta “fermezza”, che la vita di Moro valesse la salvezza della Repubblica: meglio che tredici brigatisti restassero in carcere (tale era il prezzo dello scambio) piuttosto che fosse fatta salva la vita e la prospettiva politica di Moro; meglio che “un uomo solo muoia per tutto il popolo”, come aveva detto Caifa e come fu di nuovo convenuto allora. Perciò scrisse Moro in una delle sue lettere, cancellate dal potere come “non sue”: “muoio, se così desidera il mio partito, nella pienezza della mia fede cristiana e nell’amore immenso per una famiglia esemplare che io adoro e spero di vigilare dall’alto dei cieli”. E lo stesso Cossiga, ministro dell’Interno del tempo, ammise vent’anni dopo, declinando “per coerenza” l’invito a partecipare in Parlamento a una commemorazione dello statista ucciso, che la decisione politica presa dal governo inevitabilmente avrebbe portato all’uccisione di Aldo Moro, ciò di cui egli era stato “drammaticamente consapevole”.
La pretesa salvifica del sacrificio sta nel concentrare su una vittima, personale o collettiva, isolata dall’insieme sociale, tutta la violenza, in modo che la sua soppressione venga identificata da tutti col venir meno del male sociale di cui essa è considerata colpevole o causa, così che la violenza sia placata e la società ritrovi sicurezza. Ma perché il meccanismo sacrificale funzioni occorre che non sia svelato, che non se ne denunci l’arbitrarietà, che la vittima sia in qualche modo consenziente ammettendo la sua colpa. Ma quando l’innocente grida la sua innocenza e invoca la verità, il meccanismo si rompe. La posta in gioco in quei 55 giorni, largamente complice la stampa, fu il formarsi di questa unanimità di consenso, che trovò il suo ostacolo maggiore proprio nella resistenza della vittima che lottò, non per sé ma per tutti, rivendicando la sua innocenza e mostrando con altissima dottrina una via politica di uscita non violenta dalla crisi. Così egli ruppe il congegno vittimario e ne impedì l’esaltazione mistificatrice. Il sacrificio infatti non salva nessuno e finisce per perdere gli stessi sacrificatori, come è dimostrato dagli esiti di tutte le guerre e degli altri olocausti.
Non a caso dei partiti che furono gli autori delle fermissime scelte di allora non ne è rimasto neppur uno. Se invece è rimasta una memoria che è promessa di vita, è proprio la strenua lezione di Moro, politica e pubblica, che nega il valore salvifico della violenza e rivendica l’inesauribile possibilità della politica e del diritto.

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Serata in ricordo di Aldo Moro di e con Marco Damilano

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

Roma Giovedì 3 maggio (ore 21) Teatro Argentina largo Argentina 1 Serata in ricordo di Aldo Moro di e con Marco Damilano. Ad Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo e il cui corpo senza vita fu ritrovato il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia, in via Caetani, a pochi passi dal Teatro Argentina, sarà dedicata una serata-omaggio per raccontare e ripercorrere la sua vita di grande statista e figura emblematica che ha segnato la Storia dell’Italia contemporanea. Così, a 40 anni dalla sua tragica morte, giovedì 3 maggio (ore 21) sul palcoscenico del Teatro Argentina UN ATOMO DI VERITÀ – Serata in ricordo di Aldo Moro di e con Marco Damilano, per la regia di Antonio Sofi e in collaborazione con l’Archivio Flamigni. Un viaggio nella memoria proposto da Marco Damilano, direttore dell’Espresso, che a Moro ha dedicato il suo ultimo libro pubblicato da Feltrinelli. Parole, documenti mostrati in pubblico per la prima volta, fotografie inedite, immagini, musiche, letture, di Moro, ma anche di Pier Paolo Pasolini e di Leonardo Sciascia. Per riscoprire il politico che ha governato l’Italia per decenni e chiedersi in che modo la sua scomparsa violenta abbia segnato l’Italia nei decenni successivi: la politica, la società, la cultura. Ritrovare Aldo Moro, per cercare qualcosa del nostro passato, e dunque del nostro presente e del nostro futuro. Con il suo ultimo libro, Damilano ha deciso di tornare a quell’istante, per indagare le traiettorie che, a partire da uno dei capitoli più cupi della storia italiana, si sono dispiegate fino a oggi. Con l’aiuto delle carte personali di Moro, in gran parte conservate nell’archivio privato di Sergio Flamigni e non dallo Stato, e rimaste inedite, getta luce sul punto in cui la drastica interruzione di una stagione politica si incontra con le vicende personali di una generazione, che tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 assiste alla fine di un’epoca. Dopo via Fani, secondo Damilano, comincia la lunga fine della Prima Repubblica. Un racconto autobiografico che attraversa la dissoluzione della Dc, la morte di Berlinguer, la caduta del Muro, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia, fino all’ultima stagione, inaugurata dalla sua metafora televisiva: il Grande Fratello. Arriva a Berlusconi, a Grillo e a Renzi, i protagonisti di una politica che da orizzonte di senso e di speranza si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia. “Via Fani è stato il luogo del nostro destino. La Dallas italiana, le nostre Twin Towers. Il momento che ha cambiato tutto. Nel 1978, l’anno di mezzo tra il ’68 e l’’89. Tra il bianco e nero e il colore. Lo spartiacque di diverse generazioni che cresceranno tra il prima e il dopo: il tutto della politica – gli ideali e il sangue – e il suo nulla.”

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Un seminario in ricordo di Max Pfister: l’ideatore del Lessico Etimologico Italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

Pfister-MaxPerugia martedì 28 novembre 2017, alle ore 14.00, nell’Aula 1 della palazzina Lupattelli, al Campus dell’Università per Stranieri di Perugia (in via Carlo Manuali),incontro che sarà dedicato allo studioso svizzero “Max Pfister e il Lessico Etimologico Italiano (LEI)”e sarà tenuto dalla professoressa Francesca Malagnini, docente di Linguistica alla Stranieri e attiva collaboratrice del Lessico etimologico. Max Pfister, scomparso recentemente, era un linguista di fama internazionale nel campo degli studi linguistici, è stato l’ideatore e il direttore del Lessico Etimologico Italiano, il più imponente vocabolario etimologico del mondo, che intende raccogliere tutto il lessico italiano e quello dei dialetti, pubblicato a partire dal 1979, dall’editore tedesco Reichert di Wiesbaden. L’opera, ora affidata al successore Wolfgang Schweickard, sarà costituita complessivamente di circa 30 volumi che saranno completati entro il 2032.
“Si tratta – ha detto la professoressa Francesca Malagnini – di un’opera monumentale, del primo esempio di dizionario etimologico di base che parte dall’etimo per poi presentare la storia di ogni vocabolo tenendo conto delle connessioni geografico linguistiche e socio-culturali”. (foto: Max Pfister)

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Ricordo di Chiara Lubich nel suo IX anniversario

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

Chiara Lubich4Nel 2017 ricorre il IX anniversario di Chiara Lubich (1920-2008) e numerose sono le iniziative per ricordarla in ogni parte del mondo: da Singapore a Vilnius (Lituania), da Sydney (Australia) a Houston (USA), da Manaus (Brasile) a Bujumbura (Burundi). Nelle varie nazioni, infatti, sono tantissime le persone di culture, fedi, generazioni diverse che nel tempo hanno conosciuto, stimato, amato Chiara e condiviso la sua proposta di operare insieme per la fraternità universale.Quest’anno i vari eventi metteranno in luce la sua visione sulla famiglia. Nell’arco di tutta la sua vita Chiara ha avuto un’attenzione particolare per la famiglia, mettendone in risalto il “disegno ardito, bellissimo ed esigente” e scoprendovi dei “valori immensi e preziosissimi, che proiettati e applicati all’umanità possono trasformarla in una grande famiglia”. Per abbracciare i vari problemi della famiglia, con un amore speciale per chi vive situazioni di sofferenza e marginalità, Chiara fonda nel 1967 Famiglie Nuove, una diramazione del Movimento dei Focolari, di cui quest’anno ricorre il 50°. L’evento centrale si terrà a Loppiano (Fi), cittadella internazionale dei Focolari, dal 10 al 12 marzo con workshop per adulti, giovani, ragazzi e bambini e una diretta streaming sabato 11 dalle 16 alle 18.30.
Diverse le iniziative anche in Sicilia.
A Palermo sabato 11 marzo, dalle 15.30 alle 19, “Chiara Lubich e la famiglia”, presso Oasi francescana di Baida, un pomeriggio di riflessione ed esperienze sulla vita di famiglia.
A Catania sabato 18 marzo, dalle 17 alle 20.30, “Famiglia risorsa creativa per la fraternità”, presso la Sala Conferenze del Dipartimento di Scienze Politiche, via Gravina 12, realizzato dal Movimento dei Focolari insieme a gruppi e comunità di diverse religioni, che da tempo collaborano nel territorio: Comunità di S.Egidio, Comunità Dialogo, Movimento Rinascita Cristiana, Comunità Islamica di Sicilia, Comunità Baha’i, Comunità Indù, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’evento mira a mettere in rilievo i valori tipici della famiglia che, vissuti nei vari ambiti della società, danno vita a “brani di fraternità” nella prospettiva dell’unica famiglia umana.
A Caltanissetta, domenica 12 marzo, dalle 16 alle 19, “Chiara e la famiglia”, presso il salone della parrocchia S. Cuore, c/da Cozzo di Naro.
A Siracusa, domenica 19 marzo, dalle 16.45 alle 18.45, “La Famiglia è il futuro”, presso il Salone Giovanni Paolo II del Centro Convegni della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime. L’evento sarà articolato su tre tematiche:
– “Famiglia: trama di rapporti dall’io al noi”
– “L’amore: strumento e risposta alle criticità nella famiglia”
– “Famiglia: risorsa creativa per il tessuto sociale di ogni popolo”
A Capo D’Orlando, sabato 11 marzo, dalle 15.30 alle 18.30, “Chiara Lubich una luce per la famiglia”, presso Salone Cristo Re, Parrocchia Maria SS. Di Porto Salvo.
Chiara Lubich3A Mazzarrone, domenica 12 marzo, dalle 19 alle 21, “Chiara e la Famiglia”, presso il salone della chiesa madre S. Giuseppe. Sarà presente il vescovo della diocesi di Caltagirone.
A Vittoria, domenica 12 marzo, dalle 16 alle 19, “Chiara e la Famiglia”, presso il salone della parrocchia Madonna della Lacrime, via Rosolino Pilo, 50. Il programma prevede, tra l’altro, alcune esperienze di famiglie che vivono situazioni e contesti diversi: coppie giovani e mature, contributo dei figli nella vita di famiglia, vedovanza, situazioni di separazione, quando il dolore “bussa forte”.
A Modica, domenica 12 marzo, dalle 9 alle 17, “Siate una famiglia”, presso il Kikki Village Resort – contrada Zimmardo-Graffetta. Partendo da alcuni messaggi di Chiara Lubich alle famiglie, si approfondiranno vari aspetti: la famiglia che si apre al sociale, famiglia e scuola, famiglia e dolore, famiglia ed accoglienza. La giornata offrirà anche spazi per il dialogo e momenti ricreativi.
A Marsala, domenica 12 marzo, dalle ore 16 alle 18, “Scoprire insieme il carisma dell’unità per la famiglia”, presso il Presidio di Pace Giovanni Paolo II (ex Boccone del Povero), c/da Rakalia.
A Piazza Armerina, lunedì 13 marzo, dalle 16.30 alle 19.15, “Chiara Lubich e la Famiglia”, presso l’auditorium dell’Istituto Ettore Majorana, piazza Sen. Marescalchi. Attraverso episodi di vita vissuta presentati da famiglie appartenenti a diversi movimenti ecclesiali, si metterà a fuoco l’“arte d’amare” proposta da Chiara Lubich. Saranno presenti il vescovo della diocesi e pastori di altre Chiese cristiane.
A Lentini, martedì 14 marzo, ore 18.30, “Chiara Lubich e la famiglia”, presso la parrocchia Cristo Re. Parteciperanno vari gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali.
Celebrazioni eucaristiche in varie località, tra cui: Mazzarrone (Chiesa Madre, 12 marzo, ore 18, presieduta dal vescovo della diocesi), Paternò (parrocchia S. Giovanni Bosco, 14 marzo, ore 18), Lentini (parrocchia Cristo Re, 14 marzo, ore 18). (foto: Chiara Lubich)

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In ricordo di Tullio De Mauro

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2017

Roma fino al 28 Febbraio 2017 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 a Per ricordare Tullio De Mauro a un mese dalla sua scomparsa, fino al 28 febbraio saranno esposti nella Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione alcuni suoi libri con bibliografia.

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Ricordo della tragedia delle foibe

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

foibe«Si avvicina il 10 febbraio, data in cui ricorre il Giorno del Ricordo della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo giuliano-dalmata. Nell’imminenza di questa celebrazione torno a rivolgere il mio appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché partecipi alle commemorazioni ufficiali di una ricorrenza istituita per legge dal Parlamento italiano. Sarebbe incomprensibile, e francamente scandaloso, se il Presidente della Repubblica ritenesse per il secondo anno consecutivo di non essere presente alla foiba di Basovizza. Io ci sarò, Fratelli d’Italia ci sarà come ogni anno, e chiediamo a tutti i politici di partecipare a questo evento, semmai per sopperire all’assenza del Capo dello Stato. In ogni caso speriamo che Mattarella ci ripensi». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Per ricordare le vittime della Shoah

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

shoah-iRoma giovedì 26 gennaio p.v., alle ore 20.30 presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà proiettato il film Senza destino (drammatico, 2005, ‘133, in lingua italiana) di Lajos Koltai. Direttore della fotografia di oltre sessante pellicole, tra cui (La leggenda del pianista sull’oceano, Maléna), Lajos Koltai esordisce dietro la macchina da presa con Sorstalanság (Senza destino). Il film, girato in 11 settimane con una troupe di cca 500 persone, oltre ai 145 attori, tra cui Daniel Craig e 10.000 comparse, supportato dalle musiche di Ennio Morricone, si basa sul romanzo autobiografico (Essere senza destino) di Imre Kertész, Premio Nobel per la Letteratura (2002) e racconta la prigionia dello scrittore ungherese ebreo deportato, da bambino, nei campi di concentramento di Auschwitz e Buchenwald. Quella che era un’infanzia felice e spensierata si trasforma presto in una maturità dolorosa, vissuta in un vortice di crudeltà e degenerazione. Ingresso gratuito.

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All’Università Roma 3 ricordano Sara Di Pietrantonio

Posted by fidest press agency su sabato, 26 novembre 2016

università roma treRoma. In occasione della celebrazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si è svolta ieri all’Università Roma Tre nell’Aula Magna del Rettorato, Sara Di Pietrantonio, che nell’ateneo frequentava i corsi del Dipartimento di Studi Aziendali, è stata ricordata con la premiazione della studentessa del terzo anno del suo stesso corso di laurea con la migliore carriera universitaria. Il premio è andato a di Silvia De Luca, 21 anni. Ha consegnato il riconoscimento la madre di Sara. Era presente alla cerimonia anche il padre della giovane vittima.Hanno partecipato all’iniziativa, organizzata dal Comitato Unico di Garanzia di Roma Tre, docenti di Roma Tre esperti sul tema degli studi di genere e sulla prevenzione della violenza contro le donne, la consigliera nazionale di parità, Francesca Bagni Cipriani, e il sostituto procuratore del Tribunale dell’Aquila, Fabio Picuti.
L’iniziativa è l’avvio di una fase progettuale a Roma Tre diretta a promuovere azioni concrete contro la violenza sulle donne: un impegno ad attivarsi anche sul piano della formazione delle giovani generazioni e a coinvolgere tutte le componenti della comunità accademica, in uno sforzo congiunto con le realtà istituzionali e cittadine che sono attive e presenti sul territorio.

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Oggi se ne è andato Dario Fo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

dario-foLo ricordiamo con il suo intervento dal palco di piazza Duomo il 19 febbraio 2013, quando ci disse con la sua potente voce: “Fatelo voi!”. Sarai sempre con noi Dario. “Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra, l’ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa e c’era tanta gente come siete voi: felici, pieni di gioia e, non dico speranza, la speranza lasciamola a parte, ma di certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi! Ribaltate tutto per favore. Io mi ricordo che in quell’occasione c’erano quattro contadini che sono arrivati qua con altri contadini e portavano sei piante. E le hanno piantate una qua una là una là una là… Le piante erano il segno del “si ricomincia”. Vorrei che anche questa sera ci fosse quelle piante piantate per dire “Si ricomincia da capo!”. Grazie!” Dario Fo. ( fonte:  dal blog di Grillo) (Mi associo al dolore di quanti hanno seguito e ammirato la sua passione per il teatro e la vita civile. Resta indelebile il suo ricordo. Riccardo Alfonso)

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In ricordo di Elie Wiesel

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

Elie WieselRoma Giovedì 14 luglio 2016 Ore 19 Giardini del Tempio Maggiore. La Fondazione Museo della Shoah promuove e organizza l’evento in memoria di Elie Wiesel che si terrà giovedì 14 giugno ai Giardini del Tempio Maggiore di Roma. “In ricordo di Elie Wiesel” per ricordare il testimone, lo scrittore, lo studioso, l’uomo che ha raccontato al mondo intero l’orrore la Shoah.
In un dialogo tra Mario Venezia (Presidente della Fondazione Museo della Shoah) e Maurizio Molinari (Direttore de La Stampa) si parlerà della figura di Wiesel, della sua testimonianza e di come tramandare la memoria alle future generazioni quando i testimoni diretti della Shoah non ci saranno più.
La morte di Elie Wiesel è una grande perdita per l’umanità intera, ci pone di nuovo di fronte alla questione di come dobbiamo tramandare la memoria della Shoah quando i testimoni diretti dell’orrore non ci saranno più – spiega Mario Venezia -. Quando purtroppo viene a mancare un sopravvissuto alla Shoah, al dolore per la scomparsa di una persona cara, si aggiunge lo sgomento per la perdita di un supporto forte, importante, fondamentale. Quando incontriamo i sopravvissuti, sempre più anziani, a volte malfermi, ci prodighiamo per aiutarli per sostenerli. Nella realtà, sono loro che sostengono noi, che per nostra fortuna non abbiamo subito ciò che loro hanno subito ed affrontato. Sono loro che hanno mantenuto il coraggio di vivere e dare la vita, di raccontare l’inenarrabile. Lo hanno fatto dopo che hanno perso tutto ciò che di caro avevano e forse anche qualcosa di più. E noi, i fortunati ignari di esserlo, non dobbiamo perdere la riconoscenza per tutto ciò che hanno voluto e saputo darci, a volte con un premio Nobel a volte con un semplice sguardo affettuoso.
Siamo noi, oggi, figli dei testimoni, ad avere il compito di raccontare alle future generazioni e al mondo intero, ciò che è stato. Una memoria che tramandiamo attraverso le parole che abbiamo ascoltato per tutta la vita.

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In ricordo di Margherita Hack

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2016

MargheritaHackMargherita Hack aveva una intelligenza superiore e un umorismo sagace, mescolati in un arcobaleno di idee illuminate che hanno fatto di lei un riferimento impareggiabile di emancipazione e razionalità.Il valore della sua esistenza si comprende nella contrapposizione alla devastazione delle azioni antiumanitarie della religione dominante.Si era informata sugli obiettivi di Democrazia Atea ed in un colloquio indimenticabile, circondate dai suoi gatti, ci aveva posto domande sulla nostra determinazione politica contro la deferenza clericale, sul nostro antifascismo, sulla nostra convinta difesa dei diritti umani.La ricerca scientifica e la tutela dell’istruzione pubblica erano le sue preoccupazioni più pressanti e il programma politico di Democrazia Atea non li trascurava.Dunque decise che le sue battaglie potevano trovare nel nostro partito una cornice di totale condivisione.Non ha mai interferito con la conduzione del partito, esprimendo posizioni personali di benevolenza o di contrasto con chiunque in quel momento subiva la sovraesposizione mediatica, e nessuno avrebbe mai potuto ingabbiare le sue valutazioni nella pochezza di una logica contingente.Nè un partito che fa del libero pensiero la sua arma contro l’oscurantismo avrebbe mai potuto inciampare nella contraddizione di pretendere da chiunque posizioni di convenienza politica a scapito di una autonomia di giudizio. Il libero pensiero di cui la Hack era una lucida esponente, ruotava su tre poli tra loro inscindibili: la politica, la divulgazione didattica e la ricerca scientifica.Ci ha lasciato testimoni di un palpito sovratemporale di tensione ideale protesa verso il principio di laicità. Democrazia Atea nella ricorrenza della sua morte la ricorda con affetto e riconoscenza. (mi associo al ricordo di Margherita Hack che ho spesso citata nei miei libri e di cui conservo un’immutata stima e rispetto per il suo grande contributo alla conoscenza. Riccardo Alfonso)

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Passeggiata musicale nel ricordo di Ugo Forno

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

passeggiata musicaleRoma Sabato 4 giugno 2016 alle ore 10 dalla Scuola Media “Settembrini” in via Sebenico passeggiata musicale con un racconto itinerante a piedi accompagnato da memorie e interventi musicali che farà tappa nei luoghi della sua breve vita, sarà ricordato Ugo Forno. La passeggiata proseguirà con quattro tappe nel territorio del Municipio II: ore 10.45 in Via Nemorense 15 (Casa di “Ughetto”); ore 11.15 al Parco Nemorense (dove c’è una stele dedicata); ore 11.50 al Giardino Ugo Forno in via Mascagni angolo via Mancinelli; infine alle ore 12.15 nei pressi del Ponte ferroviario sull’Aniene lungo la pista ciclabile con accesso prima di Ponte Salario. Coraggioso studente 12enne, fu l’ultimo giovanissimo martire della Resistenza romana e si sacrificò per la Liberazione della città il 5 giugno del 1944, ovvero il giorno dopo che gli Alleati avevano già fatto il loro ingresso. Con un atto di eroismo “Ughetto” – come lo chiamavano gli amici – a costo della vita difese armi in pugno il ponte ferroviario sull’Aniene (dove oggi passano i treni dell’Alta Velocità) mettendo in fuga insieme ad altri ragazzi gli invasori nazisti che lo stavano sabotando. Nel 2013 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli ha conferito la Medaglia d’oro al Merito civile alla memoria come “fulgido esempio di amor patrio ed encomiabile coraggio”. Anche il Presidente Mattarella lo ha citato nelle celebrazioni del 25 Aprile.
A ricordare la figura di “Ughetto” con brevi racconti saranno Felice Cipriani, Lorenzo Grassi, Irene Ranaldi e Fabrizio Forno. L’accompagnamento musicale sarà curato da Traindeville, Alberto Marchetti, Her Pillow, Stefania Placidi e Susanna Ruffini.L’iniziativa è promossa dai parenti e amici di Ugo Forno. (foto: passeggiata musicale)

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Anniversario strage Capaci

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2012

The aftermath of the bomb attack that killed G...

The aftermath of the bomb attack that killed Giovanni Falcone, his wife and three bodyguards (Photo credit: Wikipedia)

“Maggio è un mese importante per il nostro costante impegno nei confronti delle vittime di ogni violenza, compresi i tanti colleghi caduti nell’adempimento del dovere, e dei loro familiari. E’ un mese importante perchè ricorre la data che, simbolicamente, ricorda tutti i drammi che da Nord a Sud hanno visto l’Italia insanguinata per mano di criminali di ogni genere e che, non a caso, ci vedrà accorrere da ogni angolo del Paese. Questo 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, il Coisp ci sarà, come sempre del resto”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, anticipa l’iniziativa che annualmente vede impegnato il Sindacato Indipendente di Polizia, nel giorno che forse più di tutti esprime il significato profondo del “Memory Day”, un’occasione dedicata al doveroso ricordo, perché gli insegnamenti del passato possano governare il presente e preparare un migliore futuro nel segno di chi ci ha preceduto lasciandoci eredità d’amore, coraggio e onestà. Una manifestazione dedicata alle Vittime della strage di Capaci, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo ed i Poliziotti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, assassinati barbaramente dalla mafia, ma che contemporaneamente abbraccia tutte le Vittime di ogni violenza e forma di criminalità, ricordandole in quello che, ogni volta, si snoda come un vero e proprio percorso del ricordo. “Purtroppo – spiega Maccari -, praticamente in ogni luogo dove celebriamo il Memory Day c’è un percorso del ricordo da seguire, fatto di tappe che ci riportano alla mente gli omicidi di tanta, troppa gente onesta, di tanti Servitori dello Stato trucidati nel nome del bene comune, che hanno vissuto in ogni angolo di questo Paese. Ma quei tanti percorsi noi oggi li seguiamo con animo positivo, non con la tristezza di chi resta sottomesso dalla violenza, ma con la forza di chi vuol continuare a camminare nella giusta direzione. E quest’anno il percorso della memoria sarà in Sicilia, in tanti luoghi di morte che noi tramuteremo in luoghi di speranza. Saremo tanti, tantissimi – conclude il Segretario del Coisp -, arriveranno da ogni dove i colleghi che da vent’anni, ormai, prendono parte all’organizzazione del Memory Day, condividendo un messaggio ed un pensiero che ha dilagato per tutta l’Italia, come un virus buono che ha contagiato una città dopo l’altra. Il Coisp ci sarà, assieme agli amici dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), a tributare il doveroso ricordo a chi ha perso il bene più grande e così onorare la vita, perché ‘Muore solo chi si dimentica, ma i loro ideali rivivono con noi ogni giorno’”.

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Matteo Alborghetti: La 53a Brigata Garibaldi «Tredici martiri»

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Settembre 1943-aprile 1945 Attraverso preziose testimonianze, Alborghetti, giornalista e studioso di Storia moderna, ricostruisce la storia di una delle maggiori formazioni partigiane della Resistenza bergamasca, nel ricordo di quei ragazzi che diedero la parte migliore della loro vita per ridare all’Italia la democrazia e la libertà. Pagine 292 (testo: 276 + inserto: 1/16) Euro 18,00 Codice 14266D EAN 978-88-425-4819-53

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Morto Al – Ghoubasci

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2011

«Ci uniamo al dolore della comunità islamica per la morte di Aladdin al-Ghoubaschi. Ho conosciuto personalmente l’imam, di cui ricordo la partecipazione e la presenza in tutte le attività e gli eventi organizzati in collaborazione con la città di Roma. Aladdin al-Ghoubaschi ha lavorato con passione al progetto della Settimana della Cultura Islamica, che attualmente si sta svolgendo nella Capitale, un contribuito che manterrà vivo il suo ricordo» Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Ricordo di Renzo Pezzani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 maggio 2011

Parma 1° Giugno alle ore 10.00, presso la Sala Barilla della sede di Viale Vittoria 4, la Famija Pramzana presenterà il fitto programma relativo alla commemorazione del poeta parmigiano Renzo Pezzani in occasione del sessantesimo dalla morte. L’evento prevede tempi diversi. Il primo appuntamento sarà il 4 giugno alle ore 10:00 alla Villetta dove una delegazione di scolari delle scuole Puccini-Pezzani, Cocconi-Parmigianino deporrà una corona di alloro sulla tomba dell’illustre concittadino. Il 4 giugno,data di nascita di R. Pezzani, in realtà è stata pensata appositamente per coinvolgere anche i ragazzi e spronarli alla ricerca di un maggiore approfondimento sulla vita e la lirica del poeta. Gli allievi, accompagnati dalle rispettive famiglie e dai rappresentanti scolastici, reciteranno alcune poesie in lingua ed in vernacolo alla presenza degli esponenti della associazione promotrice Famija Pramzana e del Comune di Parma, che ha da subito sostenuto l’iniziativa concedendo sia il patrocinio che un contributo economico.
La seconda parte della giornata, a cominciare dalle 17:30 si svolgerà nella sede di Famija Pramzana dove dopo il saluto del Presidente Anna Maria Dall’Argine, il prof. Paolo Briganti e il prof. Giovanni Petrolini introdurranno la poetica di Renzo Pezzani rispettivamente in italiano ed in vernacolo intervallandosi a liriche accuratamente scelte ed interpretate da Mirella Cenni, Maurizio Landi, Marta Saccani, Giorgio Capelli, Mariangela Bazoni. Il programma, condotto dal vice presidente delegato di Famija Pramzana dott. Guido Umberto Chiari e con qualche nota del fisarmonicista Luigi Abbati, si concluderà con “fa la nanna” cantata da Michele Pertusi.
Il 14 luglio, data di morte del poeta, si concluderà la prima parte del programma, presso la casa natale, ristrutturata dall’arch. Francesco Asti ed acquistata dal dott. Giovanni Abelli, con un vasto repertorio di poesie, musiche ed altro, che verrà annunciato con successivo comunicato. (renzo pezzani)

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De Pierro ricorda Gianni Brezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

“La notizia della morte di Gianni mi ha lasciato sgomento, mi è tornato  alla mente il tempo trascorso lavorando insieme molti anni orsono in Rai e, forse, se oggi posso dire di aver ottenuto qualche soddisfazione professionale, lo devo un po’ anche a lui e naturalmente alla sua amata Loretta. Abbiamo perso una persona elegante e autentica, cosa non molto comune nel mondo dello spettacolo. L ascerà un grosso vuoto”. Un commiato sincero e ricco di cordoglio quello di Antonello di De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, nei confronti di Gianni Brezza, ballerino, attore e regista italiano scomparso martedì scorso dopo una lunga malattia, all’età di 69 anni. Spezzino, nato a novembre del 1942, Brezza è stato primo ballerino negli anni d’oro della Rai, partecipando con successo a programmi come “Canzonissima”, “Studio Uno” e “Milleluci” proseguendo poi il suo percorso artistico come rinomato coreografo e regista. Una luminosa carriera vissuta per trenta anni al fianco della sua compagna di sempre, Loretta Goggi, sposata nel 2008 e ora, profondamente addolorata per la perdita dell’uomo della sua vita. “In questo momento – dichiara De Pierro –  mi sento vicino a Loretta in quanto sicuramente non riuscirà a dimenticare, ma con il tempo si abituerà a convivere con la sua assenza. Non lo sentivo da un po’ ma uno dei ricordi più intensi,  che indica in qualche modo il tipo di personaggio che era, è la sua risposta quando lo chiamavo al telefono. Invece del tradizionale ‘pronto’ lui esordiva con un “solo buone notizie”. Da oggi – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – ci sentiremo sicuramente un po’ più soli”.

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Montezemolo: cresce la voglia di politica

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Montezemolo2005

Image via Wikipedia

(da una notizia apparsa su Il Messaggero del 1° Aprile 2011) L’ipotesi di un ingresso in politica di Luca Cordero di Montezemolo potrebbe  rappresentare un segnale di novità per riaccendere la voglia di operare sul serio, lontano dai cucù, dai bunga bunga, dalle leggi ad personam, dalle menzogne e dalle promesse mai mantenute. Un rischio voglio palesarlo, quello di passare da un conflitto di interessi ad un altro conflitto di interessi. Un ricordo appanna l’immagine del presidente della Ferrari, quando venne intervistato a proposito dei gadget della Ferrari prodotti in Cina; in quell’occasione ebbe a sostenere che una “polo” con lo stemma Ferrari a 150 euro  era una sciocchezza, un prezzo vile…. Prima di decidere un suo  avvicinamento alla politica, farebbe bene a visitare le periferie delle grandi città, i mercati rionali dove pensionati al minimo giornalmente devono decidere quale dei due pasti quotidiani devono sopprimere.
• Scordi di essere un miliardario ed entri nei panni della stragrande maggioranza del paese che miliardaria non è;
• scordi di paragonare l’Italia ad una Ferrari nata per correre e vincere;
• scordi le retribuzioni da favola riconosciute ai piloti di F.1
• scordi i metodi padronali di Marchionne con i suoi ricatti sul bisogno di lavorare;
• scordi la famiglia Agnelli perchè non rappresenta la realtà economica nazionale, ma solo una famiglia che ha molto ricevuto dallo Stato e restituito molto poco, con il ricatto di vertice dei licenziamenti di massa;
• cerchi di diventare italiano medio… poi ne riparliamo. (rosario Amico Roxas)

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Torneo calcetto in onore di Giampaolo Deiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Cagliari, domenica 27 marzo, preceduto dalla messa celebrata dal Cappellano Don Massimiliano Pusceddu, ha avuto luogo il 1° mini torneo di calcetto in onore del collega Giampaolo Deiana, già consigliere provinciale del sindacato di polizia Co.I.S.P. di Cagliari e prestava servizio presso la “Squadra Mobile – Sezione Narcotici” della Questura di Cagliari. Poliziotto di indiscussa generosità, onestà e attaccamento al lavoro, scomparso prematuramente in un incidente stradale, ha lasciato, in chi lo conosceva, un ricordo altamente positivo che ha indotto i suoi più stretti amici ad organizzare una breve ma intensa manifestazione sportiva cui tutti hanno fatto a gara per partecipare. Toccante il momento nel quale è stata consegnata la targa dedicata a Giampaolo e consegnata al figlio Diego. Il torneo, esteso anche alla Guardia di Finanza e alla Polizia Penitenziaria ha avuto un successo inaspettato e grazie alla raccolta di fondi effettuata in loco, cui hanno contribuito anche le Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato, gli organizzatori, capeggiati dal collega Carlo Argiolas, hanno potuto devolvere la somma di € 1.657,21 a favore del piccolo Nicola Santoro, un bimbo di otto anni figlio di un collega di Caserta, affetto da una grave malattia e bisognevole di un intervento specialistico. Nicola, infatti, partirà a giorni per Baltimora, nel Maryland (USA), per sottoporsi ad un intervento presso il “Johns Hopkins Hospital”, un centro di oncologia pediatrica di eccellenza. A margine, è doveroso ricordare che il torneo è stato vinto da una compagine rappresentativa dell’ufficio Volanti della locale Questura, cui sono rivolti i nostri complimenti. A tutti i partecipanti rivolgiamo un particolare ringraziamento per la riuscita della manifestazione.(deiana)

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Giovanni Paolo II: La biografia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Papa Giovanni Paolo II alla Malatestiana

Image via Wikipedia

Giovanni Paolo II, protagonista per più di un quarto di secolo sulla scena mondiale, è stato definito il papa slavo, colui che ha dato il colpo di grazia all’Unione Sovietica e al suo impero, l’uomo del secolo. L’opera di Andrea Riccardi, che conobbe da vicino il pontefice, è la prima vera biografia scritta su base scientifica e testimoniale di un papa che ancora vive nel ricordo dei credenti e di tanti uomini. di Andrea Riccardi Edizioni San Paolo562 pagine € 24,00

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