Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘ricorsi’

Regione Piemonte: il dopo ricorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

“Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato è ora di voltare definitivamente  pagina. Nel rispetto della legalità e delle sentenze della magistratura, d’ora in poi l’iniziativa personale di Mercedes Bresso non può condizionare l’intero operato del Partito Democratico a livello regionale.
L’opposizione alla Giunta Cota e al centro destra, da condurre con determinazione e coerenza, non possono essere confusi con la via giudiziaria al potere né con una stanca continuazione della battaglia sui ricorsi elettorali. Il compito del PD adesso è un altro. Ed è bene che venga detto con forza e convinzione. Nel frattempo, tutti attendiamo serenamente le decisioni della magistratura consapevoli che, comunque, la priorità per il PD è ora squisitamente politica e non è legata ai risultati dei ricorsi alle recenti elezioni regionali”.

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No marca da bollo per i ricorsi amministrativi

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Niente più marca da bollo da 8,00 euro per i ricorsi a sanzioni amministrative e quindi anche a quelle del Codice della Strada che non superino il valore di 1033,00 euro.  Lo chiarisce una nota del Ministero della Giustizia con la circolare n. 4275 del 28 settembre 2010 che ha inoltrato un chiarimento rivolto a tutti gli Uffici Giudiziari avverso le richieste di numerosi Uffici del Giudice di Pace in merito alla modifica normativa di cui al numero 2) lettera b) comma 212 dell’art. 2, legge 23 dicembre 2009 n. 191 (legge finanziaria 2010), che ha introdotto il comma 6-bis dell’articolo 10 del D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 nella parte in cui prevede che gli atti del processo di opposizione alle sanzioni amministrative siano soggetti “soltanto al pagamento del contributo unificato, nonché delle spese forfettizate secondo l’importo fissato dall’articolo 30” del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia. Secondo la corretta interpretazione del Ministero, quindi, le cause di competenza del Giudice di Pace previste dall’art. 24 della legge 24 novembre 1981 n. 689, il cui valore non ecceda la somma di euro 1.033,00 sono soggette al pagamento del solo contributo unificato. Infatti, con la norma contenuta nella Finanziaria 2010 rimane comunque vigente la specifica previsione normativa di parziale esenzione delle spese disciplinata dall’art. 46 della legge 374/1991 che sancisce l’obbligo del pagamento del contributo unificato ma non delle spese forfettizzate che sino a ieri come è noto venivano evase attraverso il pagamento di una marca da bollo d’importo pari ad 8,00 euro a titolo di anticipazione a carico del ricorrente. Giovanni D’Agata, Componente del Dipartimento Tematico Nazionale Tutela del Consumatore di “Italia dei Valori” e fondatore dello “Sportello dei Diritti” s’interroga quindi su che fine faranno tutti soldi spesi dai cittadini che sono stati obbligati sinora ad anticipare anche il costo della marca da bollo di 8 euro per ricorsi avverso multe e sanzioni spesso illegittime e chiede lumi al Ministero della Giustizia sulle procedure per richiedere il rimborso di quanto già indebitamente percepito dalla P.A

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Piemonte: ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

La Segreteria regionale del Partito Democratico del Piemonte giudica gravi, inaccettabili e potenzialmente eversive le dichiarazioni di Umberto Bossi, ministro in carica, in cui si minacciano manifestazioni di piazza leghiste in caso di un giudizio amministrativo sfavorevole a Cota.
Il PD piemontese ribadisce la sua fiducia nella giustizia amministrativa, sollecitando che sia data pronta attuazione alla sentenza sul riconteggio, poiché i cittadini piemontesi hanno il diritto di conoscere la verità sulle elezioni regionali 2010”.

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Regione Piemonte: Ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando  (Segretario regionale PD Piemonte) Le motivazioni depositate dal Tar confermano in modo circostanziato il giudizio che il PD aveva formulato relativamente al dispositivo con cui è stato stabilito di procedere al riconteggio.  Non ci sono più dubbi sul fatto che il voto di fine marzo è stato viziato da gravi irregolarità, da una vera e propria truffa a spese degli elettori. Non solo le firme false di accettazione delle candidature e le autenticazioni fasulle della lista ‘Pensionati per Cota’, rispetto alle quali attendiamo di conoscere le decisioni dei giudici in sede amministrativa e penale, ma la stessa lista presentata da Scanderebech viene definita come un’operazione “fraudolenta”.  Si profila, però, un lungo iter giudiziario, e questo non può non preoccuparci visti i gravi problemi del Piemonte che richiederebbero un governo regionale forte, autorevole, pienamente legittimato, capace di affrontare le emergenze sociali ed economiche e non costretto a preoccuparsi di faccende legali e dei loro possibili esiti.  Rinnoviamo la nostra disponibilità ad un confronto per trovare elementi di convergenza sulle questioni più importanti, nonostante le chiusure che abbiamo registrato in Consiglio regionale in questi giorni. Il PD sa che tutti gli scenari sono aperti, ed è pronto ad affrontare ogni evenienza con l’unico intento di fare rapidamente chiarezza e di mettere al più presto la Regione in condizione di lavorare per i piemontesi.

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Piemonte: ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando  (Segretario regionale PD Piemonte) La decisione assunta dal Tar del Piemonte conferma la fondatezza dei ricorsi presentati da alcune liste della coalizione di centrosinistra e la sussistenza di gravi irregolarità che hanno viziato le elezioni regionali.  In attesa della decisione sulla lista ‘Pensionati per Cota’ – che consideriamo l’episodio più grave per la falsificazione delle firme degli stessi candidati della lista – bene ha fatto il Tar a disporre il riconteggio dei voti. In questo modo verrà ricostruita l’effettiva volontà dell’elettore e si ripristineranno i principi della legalità, della correttezza e della trasparenza che sono stati calpestati da chi ha posto in essere comportamenti illeciti e truffaldini.  Chi ha sempre invocato il primato della volontà popolare non può contestare l’operato dei giudici, che ha come scopo quello di accertare l’effettiva espressione di questa volontà. La destra non può far finta di non sapere che alle ultime elezioni regionali la coalizione di centro sinistra ha ottenuto più voti, e che lo scarto tra i due candidati Presidenti  è stato di poche migliaia di voti. Nessuna vittoria lampante di Roberto Cota, dunque, ma un “testa a testa” che oggi appare viziato da gravi irregolarità.  Il PD vuole semplicemente chiarezza, e apprezza le decisioni del Tribunale amministrativo che vanno in questa direzione. Siamo, come sempre, rispettosi e fiduciosi verso gli adempimenti disposti dai giudici, auspichiamo tempi rapidi per la decisione definitiva, e siamo pronti a dare il nostro contributo perché l’attività regionale non si interrompa e possano essere adottate le decisioni urgenti per affrontare la difficile situazione economica e sociale del Piemonte.

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Regione Piemonte: ricorsi elettorali

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Dichiarazione del segretario del Pd Piemonte Gianfranco Morgando in vista dell’udienza del Tar del 15 luglio sui ricorsi elettorali presentati da alcune liste della coalizione che sosteneva Mercedes Bresso. Per Morgando “ Il PD considera legittimi e fondati i ricorsi presentati, che null’altro richiedono se non il rispetto rigoroso delle normative vigenti in materia elettorale e, quindi, la verifica di comportamenti irregolari posti in essere dai nostri avversari. Abbiamo manifestato la nostra piena solidarietà ai partiti che li hanno sottoscritti e ci attendiamo un esito positivo. Il PD non ha ritenuto di dover procedere con un ricorso ad adiuvandum (peraltro processualmente di scarsa rilevanza) per rispetto nei confronti dell’autonomia della magistratura che deve poter valutare e decidere serenamente e senza condizionamenti politici. Anche per questo non abbiamo voluto organizzare contro-fiaccolate, presidi o altre iniziative in polemica con quelle promosse dalla destra. Tuttavia vogliamo che sia chiara la nostra opinione: ci sono numerosi e circostanziati elementi che ci portano a ritenere che il risultato delle elezioni regionali sia stato il frutto di una truffa. Non si possono definire diversamente le firme false di accettazione delle candidature e le autenticazioni fasulle della lista ‘Pensionati per Cota’. In queste condizioni, vista l’esigua differenza di voti, il risultato è chiaramente illegittimo”. E Morgando soggiunge:  Le obiezioni giuridiche sostenute dai legali di Roberto Cota, che insistono principalmente sulla ‘tardività’ dei ricorsi (ovvero che non fossero  stati impugnati immediatamente i provvedimenti di ammissione delle liste), sono da ritenersi deboli e infondate. I ricorsi, infatti, sono tempestivi in quanto, come già precisato dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato nell’anno 2005, il solo atto che definisce il procedimento elettorale risulta essere quello di proclamazione degli eletti: questo è l’unico atto avente valenza esterna e, perciò, impugnabile. Probabilmente proprio per coprire l’inconsistenza delle motivazioni giuridiche Cota e gli esponenti di Lega e PdL hanno scelto una strategia tesa ad alimentare una polemica continua, arrivando a parlare di  “golpe giudiziari” e ad ipotizzare “manovre politiche” dietro ai ricorsi, il tutto con l’evidente obiettivo di far crescere la tensione intorno al Tar e condizionarne l’operato attraverso un clima di intimidazione.
Roberto Cota pare non ricordarsi affatto di quanto avvenuto nel 2001 in Molise quando il Tar annullò le elezioni regionali: gli esponenti locali del centrodestra urlavano “giù le mani dai giudici!” e accusavano il centrosinistra di voler “delegittimare la giustizia o peggio di intimidire i giudici”.

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Ricorsi al Tar proposti contro Ministero della difesa

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Si è appreso ufficialmente solo di recente, ma l’avvocato Giorgio Carta, ufficiale in congedo dell’Arma, aveva da tempo presentato una denuncia penale alla Procura della repubblica di Roma chiedendo di fare luce sull’abnorme numero di ricorsi al TAR respinti allorché erano proposti contro il Ministero della Difesa. Una situazione, questa, nota davvero a tutti: militari, avvocati e stati maggiori. Non a caso, nel corso dell’audizione del 4 novembre 2009 dinnanzi alla quarta commissione difesa del Senato, il direttore generale per il personale militare della Difesa, Mario Roggio, aveva addirittura potuto vantarsi che solo il 5 per cento dei ricorsi intentati contro il Ministero avevano esito positivo per i militari ricorrenti. Ritenere, però, che il 95 per cento dei ricorsi sia davvero infondato è palesemente improbabile, specie se si considera che molti dei ricorsi accolti riguardano semplici accessi agli atti e silenzi dell’Amministrazione, nei quali è quasi impossibile dare torto ai ricorrenti. Pertanto, l’avvocato Carta aveva voluto vederci chiaro e aveva denunciato tutto all’autorità giudiziaria penale di piazzale Clodio (n. 69370/09 R.G.).
La Procura della Repubblica di Roma, però, ha chiesto l’archiviazione che, nonostante l’opposizione del legale, è stata effettivamente disposta dal GUP di Roma, lo scorso 28 giugno (n. 16080/10 R.G.G.I.P.), adducendo la genericità delle accuse mosse ai giudici. (fonte GrNet.it)

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Pronti i ricorsi avverso le multe auto

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

Roma – Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani annuncia che sono stati distribuiti on-line i primi 10.000 ricorsi agli automobilisti multati dai T-RED istallati sui semafori “intelligenti”. Al centro dell’iniziativa legale è l’annosa questione delle multe automobilistiche elevate in dispregio dell’art. 200 del D.Lgs. 285/92 e dell’art. 384 del Regolamento di Attuazione al Codice della Strada per circa 60 milioni di euro.  Il ricorso interessa circa 600 mila italiani che sono stati colti in fragrante dal semaforo “intelligente”, ora omologato, senza la presenza di agenti accertatori sul posto.  Il ricorso, predisposto da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, è disponibile sul sito internet http://www.contribuenti.it e sarà divulgato attraverso i social network. Contribuenti.it annuncia, per tale occasione, di aver raddoppiato i funzionari de Lo Sportello del Contribuente”, presente nelle principali città italiane, e di aver potenziato il proprio call center tel.0642828753.

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Rai: Sparisce la campagna elettorale

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario Nazionale di Radicali Italiani I vertici della RAI, dopo aver stravolto il Regolamento “Beltrandi”, hanno cancellato la campagna elettorale. Prima la scelta editoriale, del tutto immotivata, di sospendere tout court i talk show anziché potenziarli con le regole di par condicio introdotte dal Regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza. Poi la cancellazione dai palinsesti proprio di quelle tribune elettorali che avrebbero dovuto gia da 2 settimane essere trasmesse all’interno dei talk show o eventualmente al loro posto. Inutile che il DG Rai scarichi, solo ora, le responsabilità sul Ministero degli interni: Masi sa benissimo che la RAI ha da tempo tutti gli elementi per avviare le Tribune indipendentemente dall’esito di ricorsi e quant’altro. Mediaset e La 7 infatti sono già partite. La verità è che le Tribune elettorali in orari di massimo ascolto, con regole uguali per tutti e senza il potere dei conduttori di orientare gli spettatori, fanno molta più paura dei vari Ballaro’, Porta a Porta, Annozero.Non si possono permettere che gli italiani siano liberi di conoscere. Chi restituirà ai cittadini la campagna elettorale che gli è stata sinora negata?

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Regionali Lazio: Il Tar dice no alla lista Pdl

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

Per il Tar del Lazio il decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri non si applica alla Regione Lazio. Nella fattispecie il processo elettorale è regolato dalla legge 2/05. Inoltre anche se si dimostra che i delegati del Pdl si trovavano nell’area giudiziaria prima delle 12 non è dimostrabile che avessero con loro tutta la documentazione necessaria per depositare la lista. Nel frattempo la lista del Pdl è stata ripresentata nella mattinata del lunedì e sarà, quindi, riesaminata dall’ufficio elettorale del tribunale in base al Dl varato dal consiglio dei ministri che ne proroga i termini della presentazione. Intanto si preannuncia ricorso al Consiglio di Stato. Si apre, inoltre, un altro fronte che è quello di una pronuncia di incostituzionalità del Dl governativo.  In pratica il “batti e ribatti” continua e ci chiediamo se non fosse stato meno traumatica, e maledettamente ingarbugliata, la procedura dei ricorsi e dei controricorsi se fossero state rinviate le elezioni per la Regione Lazio. Non solo. Tutto questo ha finito con l’esacerbare gli animi ed ha scavato un solco più profondo tra la maggioranza e la minoranza che potrebbe spingere qualcuno ad azioni irresponsabili e violente e generare un effetto domino che crediamo a nessuno convenga.

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Lazio: elezioni a marzo 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2009

“Condivido la necessità, espressa dal Presidente Berlusconi,  di accorpare le elezioni regionali del Lazio con le altre elezioni regionali che si terranno il 28 Marzo 2010. La potestà legislativa in materia è esclusiva competenza della Regione Lazio, per questo ritengo, onde evitare pastrocchi e possibili ed eventuali ricorsi giurisdizionali ad elezioni avvenute, che si proceda ad una modifica della legge elettorale in materia. La Commissione Consiliare competente ha già da tempo avviato un lavoro proficuo e giunto quasi al termine, dal quale si può partire,  se c’è la più ampia condivisione politica, per ottenere il differimento a cui tutte le forze politiche paiono mirare”. Lo dichiara Erder Mazzocchi, Consigliere regionale del Lazio e membro della Commissione Affari Costituzionali.

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Incremento ricorsi e reclami in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2009

“A ben vedere, i dati sbandierati dal prestigioso quotidiano economico il Sole 24 ore, sono la somma di diversi fattori”. Queste le dichiarazioni del responsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli, il quale ha commentato i dati comunicati dal giornale “Il Sole 24 ore” nei quali emerge il vorticoso incremento di lamentele che sta intasando ancor più di scartoffie il sistema giuridico del nostro paese. Sono 3 milioni e mezzo, infatti, le istanze ed i reclami presentati a tribunali, enti ed authority, causando quindi una crescita del 30 % delle pratiche. Marinelli chiosa: ” Primo vorrei far emergere il fatto che in Italia ci si scorda di una norma fondamentale del codice civile e cioè quella per cui le parti  devono comportarsi secondo le regole della correttezza. Secondo, vorrei sottolineare lo sfacelo sistematico di tutti i servizi, compreso quello della giustizia. Terzo, l’assenza di uno strumento dirimente quale la sentenza esemplare e il danno punitivo. Il risultato è una lotta tra i diversi operatori verso la modalità del ‘solare’ al massimo il consumatore. Il tutto agevolato dalla predisposizione cromosomica del tipo italiano, proveniente da un paese dove non a caso Collodi ha scritto la celeberrima favola di Pinocchio o l’albero degli Zecchini d’oro. Gli italiani – prosegue il responsabile – continuano infatti a credere alle favole e gli enti certificatori avallano oramai solo i propri proventi, avendo abdicato del tutto alla propria funzione originaria. L’inadempienza sistematica dei servizi invece, trova la propria apoteosi o nella giustizia o nella sanità, in lotta tra loro per raggiungere i vertici della classifica della vergogna europea. Giudici strapagati con avanzamenti automatici di carriera, senza alcun controllo su produttività ed efficienza, non lasciano certamente sperare per il meglio”. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude: “Reputo inoltre grave l’arretratezza che l’Italia sconta rispetto ad altri paesi ed in particolar modo agli Stati Uniti, per quanto concerne la tutela del consumatore. In quest’ ultimo paese è stato adottato prima delle italiche brigate rosse, il famigerato detto ‘colpirne uno per educarne cento’. Le sentenze esemplari, con i risarcimenti stratosferici che vediamo nei film americani, inducono i furbi a cessare di essere tali e a considerare in realtà la norma codicistica molto più avanti di tante altre, sbandierate oggi a tutela dei consumatori”.

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Nuove regole per la moneta elettronica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

Il Parlamento ha adottato una direttiva che aggiorna le regole sull’emissione di moneta elettronica e sulla vigilanza prudenziale di tale attività per sviluppare nuovi servizi e aprire il mercato a nuovi operatori. Stabilisce quindi i requisiti relativi al capitale iniziale, ai fondi propri e agli obblighi di tutela, nonché le norme sull’emissione e sulla rimborsabilità della moneta elettronica, sull’importo massimo memorizzabile sui dispositivi elettronici, nonché sui reclami e sui ricorsi.  La direttiva fissa le condizioni per l’avvio, l’esercizio dell’attività di emissioni di moneta elettronica, nonché le norme in materia di vigilanza prudenziale. Stabilisce quindi i requisiti relativi al capitale iniziale, ai fondi propri, alle attività che è possibile svolgere parallelamente, agli obblighi di tutela e alle relazioni con i paesi terzi. Fissa inoltre norme sull’emissione e sulla rimborsabilità della moneta elettronica, nonché sulle procedure di reclamo e di ricorso extragiudiziale e sull’importo massimo memorizzabile ai fini della lotta al riciclaggio.
Con “moneta elettronica”, s’intende «qualsiasi valore monetario immagazzinato elettronicamente o magneticamente rappresentato da un credito nei confronti dell’emittente che sia emesso dietro ricevimento di fondi per effettuare operazioni di pagamento … e accettato da persone fisiche o giuridiche diverse dall’emittente». Si tratta, ad esempio, dei sistemi Geldkarte in Germania, Proton in Belgio, Moneo in Francia e Mondex nel Regno Unito. Questa definizione copre sia la moneta elettronica detenuta su un dispositivo di pagamento sia quella memorizzata a distanza su un server e gestita tramite un conto specifico. Resta abbastanza generale per «non ostacolare l’innovazione tecnologica» e per includere anche i prodotti che verranno sviluppati in futuro.

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Cartelle esattoriali sbagliate

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2009

Più di un milione e mezzo di cartelle esattoriali sbagliate. Sono state notificate in giro per l’Italia facendo impazzire i destinatari che si ritrovano all’improvviso con ipoteche sugli immobili, ganasce fiscali su auto e moto, pignoramenti di stipendi o conti correnti bancari. Il tutto per rifarsi di sanzioni amministrative del Codice della Strada già prescritte o annullate con sentenza dai Giudici di pace, o tasse di smaltimento rifiuti richieste erroneamente ai proprietari piuttosto che agli affittuari.Le cartelle pazze – secondo Contribuenti.it – sono il geniale prodotto dell’Amministrazione Finanziaria e degli Agenti della Riscossione che non sanno liquidare correttamente le imposte. Purtroppo solo il 2% (32mila su 1,6 milioni) delle cartelle pazze è stato individuato dal servizio di audit interno dell’amministrazione finanziaria, prima della spedizione. Secondo le stime di Contribuenti.it, l’Amministrazione finanziaria con le cartelle pazze, ha riscosso illegittimamente in 10 anni circa 11,3 miliardi di euro, di cui oltre 1,8 miliardi per la sola imposta di bollo dovuta sui ricorsi.
Contribuenti.it chiede al ministro dell’Economia l’avvio di un’urgente inchiesta per acclarare eventuali responsabilità nei confronti dei dirigenti di Equitalia e dell’Amministrazione Finanziaria, in attesa dell’approvazione del testo unico dedicato ai doveri della Pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini, meglio noto come “Codice Brunetta”, che prevederà sanzioni pesanti e subito esigibili nei confronti dei responsabili delle cartelle pazze. Contribuenti.it ricorda a Tremonti che Equitalia Spa è una società per azioni istituita con la finalità di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale e l’ottimizzazione del rapporto con il contribuente, le difficoltà dei contribuenti a a ricevere gli opportuni chiarimenti e la necessaria documentazione comprovante l’errore nell’emissione della cartella esattoriale e chiede se non sia giunto il momento di intervenire sospendendo immediatamente i pignoramenti e le ipoteche. (fonte Contribuenti.it)

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