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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘ricorso’

Piemonte: La Regione ha inviato il ricorso contro la legge sicurezza alla Corte Costituzionale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Il Piemonte ha inviato questa mattina, alle 9, dall’ufficio postale del tribunale di Torino, il ricorso contro la legge sicurezza alla Consulta. Con questo atto di 96 pagine si chiede la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’intero decreto legge del 4 ottobre 2018 n. 113, convertito poi in legge che violerebbe ben 26 norme.
Il ricorso è stato redatto dal docente di diritto internazionale, e avvocato, Ugo Mattei, con la collaborazione dell’avvocata della Regione, Giovanna Scollo. Sono otto, in tutto, i profili di incostituzionalità. Tra questi, la mancanza del requisito della necessità ed urgenza indispensabile per poter decretare. Con un decreto non si possono fare riforme strutturali mentre la legge Salvini le fa. Ancora, sulla norma è stata chiesta la fiducia impedendo il dibattito. Il decreto poi è mal scritto e parlerebbe solo ai giuristi, mentre le leggi devono essere chiare. Infine, si abolisce la protezione umanitaria che è prevista dal diritto internazionale.
Il ricorso inizia con queste parole: ‘Si sperava di non dover vedere mai più, nell’Italia repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, scene come quelle andate in onda, proprio intorno al Giorno della Memoria, al Cara di Castelnuovo di Porto, dove numerosi migranti di colore, donne e bambini inclusi, già integrati nel territorio, sono stati caricati su autobus e deportati in località loro ignote. Si è trattato del primo esempio di applicazione pratica del Decreto Salvini, norme che vanno cancellate dal nostro diritto positivo perché mostrano le caratteristiche devastanti di un virus letale per il nostro ordine democratico. La Regione Piemonte ritiene che tale riforma, oltre a essere ispirata a un disegno gravemente incostituzionale di limitazione dei diritti delle persone e di marginalizzazione (per non dire vera e propria “criminalizzazione”) dello straniero e di quanti, più in generale, si trovino in una condizione di vulnerabilità sociale, incide in modo rilevante sulle prerogative costituzionali delle Regioni e degli Enti locali’. Alle Regioni spetta il compito costituzionale di ‘rimuovere gli squilibri economici e sociali e favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona’. È chiamata a provvedere alle esigenze sottese a un disegno costituzionale sociale e inclusivo e non deve esser costretta – prosegue il ricorso – ‘a partecipare, con le proprie risorse e la propria organizzazione, al perseguimento del disegno incostituzionale (in quanto xenofobo ed escludente) di una parte politica che pro tempore riesce a determinare, in modo abusivo, come si dimostrerà più avanti, il processo di normazione statale’.Entro un mese la Corte Costituzionale dovrebbe fissare una prima udienza.“Speriamo ora – conclude Cerutti – di avere un responso che fermi questa norma pericolosa, che rischia di far diventare, solo in Piemonte, 5mila persone irregolari”.

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Personale ATA: Anief avvia ricorso gratuito per attivare i profili Area C e AS Servizi Scolastici

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Il nuovo CCNL non cambia la Tabella A allegata al CCNL del 29/11/2007 che prevede, per il personale ATA ben due profili dell’Area C (rispettivamente per gli Assistenti Amministrativi e per gli Assistenti Tecnici) e uno dell’Area As (Servizi Scolastici) che ad oggi non sono mai stati attivati né previsti negli organici dal Ministero dell’Istruzione. Per questo motivo, l’Anief impugna al TAR Lazio il decreto interministeriale sugli organici del 22 giugno. Adesioni al seguente link entro il 15 dicembre.
Se accolto, 25 anni dopo l’istituzione dei relativi profili, il Miur dovrà attivare altri 20 mila posti in organico di diritto per il personale ATA. Lo studio legale di Anief intende chiedere per i ricorrenti l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere alla creazione di questi profili cui potrebbero accedere, per gli specifici profili dell’Area C, gli assistenti amministrativi o tecnici di ruolo con almeno 5 anni di servizio a tempo indeterminato e per il profilo As – Servizi Scolastici i collaboratori scolastici di ruolo.
“Nella mobilità professionale del personale ATA – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – sono previsti i requisiti utili al personale di ruolo per ottenere il passaggio di profilo o di Area, ma nulla è previsto per la mobilità interna verso i profili dell’Area C e As Servizi Scolastici che sono profili esistenti solo sulla carta e non sono mai stati effettivamente attivati. Il nostro sindacato, dunque, a seguito della pubblicazione del decreto degli organici ATA emanato dal Miur, ha predisposto l’adesione a uno specifico ricorso aperto a tutto il personale ATA di ruolo per ottenere in tribunale l’accertamento, a carico del Miur, dell’obbligo di prevedere gli organici anche per questi profili e consentire, così, la mobilità professionale su tutte le aree e i profili previsti dalla contrattazione nazionale sin dal 2007 per il personale Ausiliario, Tecnico e Amministrativo di ruolo nella scuola pubblica”.

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Legge elettorale europea: Ricorso di Fratelli d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Su richiesta dei difensori del partito Fratelli d’Italia, Avvocati Federico Tedeschini ed Elisabetta Rampelli, il Consiglio di Stato ha sollevato innanzi alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale delle norme per l’elezione dei deputati europei che consente solo alle liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi, di partecipare al riparto dei seggi. Il giudice rimettente aveva ritenuto che la previsione della soglia di sbarramento si ponesse come limitazione al fondamento democratico delle istituzioni rappresentative espresso dall’articolo 1 della Costituzione, determinando un regolamento irragionevole dei diversi interessi e la sostanziale esclusione dalla rappresentanza politica per ampie fasce dell’elettorato, in violazione degli articoli 3 e 48 della Costituzione. La Corte Costituzionale ha giudicato non fondate le questioni di costituzionalità e ha ritenuto che la previsione di questa limitazione “non è manifestamente irragionevole e rientra pertanto nella discrezionalità del legislatore”.Il collegio difensivo che aveva sollevato la questione davanti al Giudice Amministrativo, ritiene che la decisione sia profondamente ingiusta e che la previsione di una soglia di sbarramento per poter accedere al Parlamento europeo sia fortemente lesiva del principio democratico nonché del diritto di ciascun cittadino di poter eleggere liberamente propri rappresentanti in Parlamento. Tanto più se si considera che il Parlamento Europeo non è chiamato ad esprimere la fiducia a un Governo e, quindi, non è corretto trincerarsi dietro il dogma della cosiddetta “governabilità”, per negare i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana a favore delle ragioni di Stato. Né può rientrare nella discrezionalità del legislatore l’approvazione di norme che minano alla base il diritto di voto. Gli Avvocati Elisabetta Rampelli, Federico Tedeschini e Felice Besostri preannunciano, quindi, il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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Ricorso al Consiglio di stato per la sentenza del TAR sul caso LIDL

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Dopo la discutibile sentenza del TAR sul caso LIDL, che aveva venduto per extravergine un olio che, tanto nel test del Salvagente del giugno 2015 che nelle analisi ripetute dal Nas, era risultato semplice vergine, l’Authority ha finalmente presentato appello al Consiglio di Stato. La volontà è evidentemente quella di ribaltare la decisione dei giudici amministrativi che hanno annullato la multa di 550 mila euro comminata dalla stessa Antitrust. Le associazioni CODICI e KONSUMER oltre ad Aeci, Primo Consumo, Casa del consumatori ed utenti radiotelevisivi, costituitesi ad adiuvandum nel procedimento, esultano ed elogiano l’operato dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.“Fortunatamente l’AGCM ha accolto l’appello delle associazioni di consumatori che hanno alzato le barricate contro quell’assurda sentenza del TAR, – chiosa Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia-, lanciando così un messaggio chiarissimo, ovvero che sulla difesa della qualità e della sicurezza alimentare la partita è aperta e nessuno è disposto a cedere neanche un centimetro, per quanto ci riguarda sull’olio EVO siamo disposti a qualsiasi sacrificio, non ci fermano neanche le querele con rinvio a giudizio di taluni imbottigliatori”.Nel ricorso presentato dall’ AGCM, si legge che “il T.A.R. Lazio non solo ha disatteso apertamente la consolidata giurisprudenza […] ma sembra aver altresì confuso “l’elemento psicologico dell’illecito” con la “contrarietà alla diligenza professionale” della pratica commerciale oggetto di accertamento” in cui, tra l’altro, gli stessi giudici avevano dichiarato l’ingannevolezza per aver venduto un olio vergine per extra vergine.
“La diligenza burocratica non può prevalere come principio sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, – aggiunge Ivano Giacomelli, segretario nazionale di CODICI-, per questo plaudiamo alla decisione dell’Antitrust di presentare appello al Consiglio di Stato, così da tenere alto il livello di attenzione e salvaguardare il diritto dei consumatori ad avere una corretta informazione”.

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Scuola: – 50mila diplomati magistrale fuori dalle GaE

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

Maxi-ricorso in Cassazione: 10 buoni motivi per chiedere l’annullamento della sentenza n. 11 del Consiglio di Stato. Ci sono almeno dieci validi motivi per impugnare alla suprema Corte la sentenza n. 11 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre, che ha estromesso dalle GaE docenti precari con diploma magistrale. Le motivazioni toccano più punti: dall’eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Quattordici sono i legali patrocinanti tra cui gli avvocati Zampieri, Galleano, De Michele, Miceli: hanno agito per Anief, che ha già notificato il ricorso a Strasburgo, ha depositato il reclamo collettivo al Consiglio UE e ha fornito un parere motivato firmato dall’ex presidente della Cassazione per le docenti immessi in ruolo con riserva che hanno superato l’anno di prova. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Questa nuova azione legale permetterà di chiedere la sospensione dei processi e il congelamento delle posizioni delle maestre e di maestri che insegnano nelle nostre scuole, in attesa di una risposta della politica sulla richiesta della riapertura delle GaE: è una richiesta per noi fondamentale, i cui esiti interessano anche tutto il resto del personale regolarmente abilitato all’insegnamento che continua ad essere lasciato senza ragione fuori dalle supplenze annuali e delle stabilizzazioni.

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Ricorso per abolire il DCA 540/2017 sulle nuove disposizioni in materia di chirurgia ambulatoriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

“L’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) e’ deciso a portare avanti, insieme a numerosissimi presidi sanitari territoriali, il ricorso per abolire il DCA 540/2017 sulle nuove disposizioni in materia di chirurgia ambulatoriale, entrato in vigore nella Regione Lazio lo scorso 27 dicembre”. Lo ha detto Brunello Pollifrone, presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) di Roma, che insieme ai consiglieri dell’Ordine Roberto Bonfili e Foad Aodi, al componente del Collegio dei revisori dei conti, Emanuele Bartoletti, e al consulente Andrea Tuzio, sta seguendo la vicenda su incarico del Presidente Antonio Magi.
“La norma sul riordino della chirurgia ambulatoriale e’ entrata in vigore il 27 dicembre 2017 e da decreto sono previsti 60 giorni per fare ricorso al Tar. Essendo, purtroppo, i termini scaduti, ricorreremo direttamente al Presidente della Repubblica. Il decreto del Commissario ad Acta della Regione Lazio ha ridefinito e riorganizzato quei trattamenti chirurgici che non necessitano di ricovero ed eseguiti senza anestesia generale, ovvero che prevedano un tempo di osservazione post intervento al massimo di due ore. Tale disposizione prevede tre nuove tipologie di presidi chirurgici, con specifici requisiti di autorizzazione e di accreditamento, due dei quali, quelli a maggiore complessita’, all’interno di strutture ospedaliere, mentre il terzo, denominato Presidio Chirurgico Territoriale, al di fuori delle strutture ospedaliere, utilizzato per prestazioni a minore complessita’”. “Il problema, prosegue Pollifrone, consiste nella scelta delle prestazioni considerate a minore/maggiore complessita’, ovvero che possano causare possibili complicanze cliniche al paziente. I tempi tra l’altro sono molto stretti: le strutture, sia pubbliche che private, dovranno adeguarsi entro il 30 giugno di quest’anno”. “Questo comporta che tutti i presidi territoriali dovranno adeguarsi a livello tecnologico-organizzativo ma, soprattutto, rispetto al tipo di prestazione da eseguire. Ad esempio, secondo questa direttiva, anche una gastroscopia o una colonscopia dovranno, al contrario di quanto avvenuto sino ad oggi, essere eseguite in un presidio ospedaliero o casa di cura, con tutti i disagi che ne conseguiranno in termini di tempi di attesa e di diritto alla prevenzione precoce per i pazienti. La Regione non puo’, a nostro avviso, legiferare su temi cosi’ importanti, che riguardano la salute di milioni di cittadini, senza un preventivo confronto con gli Ordini provinciali e le piu’ importanti associazioni di categoria” ha concluso Pollifrone.

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Lago Bracciano: Tribunale Superiore Acque Pubbliche accoglie ricorso Campidoglio

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha accolto il ricorso presentato da Roma Capitale contro l’ordinanza della Regione Lazio del 28 luglio 2017 in merito alla regolamentazione del livello idrometrico del Lago di Bracciano. In particolare è stata sospesa l’efficacia dell’ordinanza regionale nelle parte in cui dispone di azzerare ogni prelievo dal giorno 1 settembre 2017, di limitarlo alla soglia massima di 200 litri al secondo dall’11 agosto al 31 agosto.
Con la sospensione del provvedimento l’Acea potrà continuare a prelevare fino a 400 litri al secondo e dunque garantire un adeguato approvvigionamento idrico alla città. Il Campidoglio aveva presentato ricorso nella prospettiva di evitare la sospensione della captazione dal lago di Bracciano, con le gravi conseguenze per la città di Roma, dall’1 settembre. L’obiettivo, infatti, era garantire l’acqua ai cittadini romani.È importante sottolineare che questa settimana arriveranno a 580 gli interventi compiuti da Acea per ridurre la dispersione di acqua con un recupero di efficienza che l’azienda stima ad oggi in 800 litri al secondo. Completati gli interventi di efficientamento della rete e con l’apertura delle nuove fonti di captazione sarà infine possibile cessare l’approvvigionamento dal lago di Bracciano.“Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani e scongiurato che a settembre un milione e mezzo di persone restassero senza. Nel frattempo siamo in prima linea per tutelare il Lago di Bracciano. Su questo tema il nostro impegno è massimo. Infatti sin dal mese di maggio scorso, ben prima della improvvisa emergenza dichiarata dalla Regione, la nuova governance di Acea ha fatto partire un fitto controllo sulla rete per trovare perdite occulte e per riparare le tubature. Ad oggi sono stati controllati più di 3mila km di infrastruttura idrica su 5.400 totali: si sono potuti così recuperare 500 litri al secondo di dispersione. Finalmente si è invertita la rotta con un piano di investimenti sulle reti. Nel frattempo siamo al lavoro per verificare le captazioni abusive e i pozzi non autorizzati che nel tempo sembrano essere comparsi intorno al lago: chiediamo la massima collaborazione alla Regione, ai comuni di Anguillara, Trevignano e Bracciano e al Consorzio del lago perché la tutela del bacino è responsabilità di tutti” commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Scuola: Inserimento in GaE diplomati magistrale, inammissibile il ricorso Miur in Cassazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

cassazioneDichiarato inammissibile il ricorso proposto presso la Suprema Corte di Cassazione dal Miur sulla giurisdizione, ora si attende la fissazione dell’udienza in Adunanza Plenaria per la definitiva decisione sul diritto all’inserimento in GaE dei docenti abilitati con Diploma Magistrale. Marcello Pacifico: prima della Plenaria che il Governo si assuma le sue responsabilità e proceda a sanare l’ingiustizia perpetrata da più di dieci anni a discapito di questa categoria di docenti abilitati.Il ricorso, pendente presso il Consiglio di Stato e interessato della questione sulla giurisdizione, era stato proposto dall’avvocato Francesco Cundari cui si sono affiancati i legali Anief Sergio Galleano e Nicola Zampieri. A questo punto, l’Adunanza Plenaria potrà fissare la data per la definitiva discussione sul diritto dei diplomati magistrale all’inserimento in Gae: è probabile che la discussione si possa svolgere a ottobre o, comunque, entro la fine dell’anno. Ricordiamo che l’esito interessa oltre 60mila diplomati con titolo magistrale prima del 2002, ma soprattutto i tanti ricorrenti (oltre 20mila), una parte di quali sono stati anche già immessi in ruolo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Questa sentenza, dall’esito per noi scontato, ribadisce la questione della competenza del giudice amministrativo e, finalmente, sblocca la discussione in Adunanza Plenaria. Attendiamo, ora, con fiducia l’esito della stessa, ma chiediamo con forza al Miur che prenda in carico le proprie responsabilità nei confronti di questi docenti abilitati con diploma magistrale e che preveda una risoluzione per sanare l’ingiustizia dell’esclusione ormai decennale di personale abilitato dalle graduatorie da cui si attinge per le immissioni in ruolo. Nel frattempo, è chiaro che continueremo a tutelare tutte le inclusioni nelle GaE dei nostri ricorrenti: non possiamo accettare fughe in avanti, come quella di cui si è reso protagonista nei giorni scorsi l’ATP di Bergamo, che ha improvvisamente depennato dalle GaE oltre 270 diplomati magistrale, disponendo pure la rescissione delle avvenute immissioni in ruolo e dei contratti a tempo determinato con scadenza 31 agosto 2017. Si tratta di un atto illegittimo, contro cui stiamo intervenendo in tutte le sedi legali possibili per contrastare quello che riteniamo un vero e proprio colpo basso che viola gli ordini giudiziali del Tribunale Amministrativo. Nelle prossime ore i ricorrenti riceveranno specifiche istruzioni volte alla risoluzione immediata della problematica e, se ancora l’Amministrazione dovesse dimostrarsi ferma sulle sue decisioni, sarà il tribunale a dirimere la questione”.

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Colosseo: Raggi, bene Tar su ricorso Roma Capitale. Hanno vinto i cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

colosseo-internoRoma “Hanno vinto i cittadini. Bene il Tar che ha accolto il nostro ricorso sull’istituzione del Parco archeologico del Colosseo. È stato sconfitto il tentativo del Governo di gestire in totale autonomia e senza concertazione il patrimonio culturale della nostra amministrazione. Roma resta di tutti. Questo mi sembra un momento importante e positivo per riprendere un discorso sulla gestione integrata e unitaria del patrimonio culturale della città così come proposto più volte dall’amministrazione capitolina al Ministero dei Beni culturali”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi.”Apprendo che le argomentazioni che hanno motivato il nostro ricorso sono state riconosciute fondate dal Tribunale amministrativo – dichiara il vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo – Quello che rende unica Roma è la straordinaria presenza di una civiltà che ininterrottamente ha trasformato il proprio territorio lungo l’arco di oltre 2700 anni. Questa unicità è un valore dello sviluppo del Paese, oltre che della città stessa, solo se viene concepita come parte integrante di una politica il cui obiettivo primario non è l’attrazione di turisti, che pure sono benvenuti, ma lo sviluppo di nuova cultura e la valorizzazione dell’enorme sistema di produzione della conoscenza che la città ospita”.

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NoTAP: Il Tar respinge il ricorso, le comunità non si piegano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

no tapTap: “I lavori possono ricominciare.” Il Tar Lazio, dopo giorni di ritardo, si è pronunciato respingendo il ricorso della Regione Puglia che chiedeva l’annullamento delle note ministeriali che autorizzavano il Tap all’eradicazione degli ulivi nell’area di cantiere nelle campagne di Melendugno. Il responso del Tar di ieri è un nuovo tradimento all’esito del Referendum del 4 Dicembre circa le competenze stato regione, visto che la decisione sullo spostamento degli ulivi era di competenza regionale e non ministeriale. In barba alla volontà popolare, alla contrarietà di 94 sindaci su 97 della Provincia di Lecce, alla Regione Puglia, all’attivismo del Comitato No Tap che da sei anni cerca insistentemente di far luce sugli impatti ambientali, sanitari e sociali dell’opera oltre che sugli interessi nascosti dietro l’opera, il Tap tornerà sull’area di cantiere per proseguire i lavori. Ad attenderli c’è un presidio permanente che da settimane sta cercando di ostacolare con i propri corpi la deturpazione di uno dei lembi di costa più belli del territorio salentino. (fonte: http://www.asud.net)

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“Ricorso grillino contro nomina Giglio e Roma rischia nuova emergenza rifiuti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

tribunale“Apprendiamo che a far causa alla giunta M5S e alla Sindaca Raggi è un altro esponente grillino, l’avv. Morelli che presiede il meetup 5 stelle, di piazzale Clodio. Il motivo del contenzioso sono le procedure adottate per la nomina di Antonella Giglio ad A.U. di AMA.Che la nomina fosse stata suggerita dalla Casaleggio Associati non avevamo dubbi, ma oggi che a manifestare dissenso è proprio un esponente grillino fa scalpore.
Evidentemente dopo aver sventolato in campagna elettorale la bandiera della trasparenza oggi, che sono al governo della città, gli esponenti M5S fanno fatica a praticarla.
Sull’Ama, dopo le procedure adottate per macrostruttura che hanno riportato in azienda diversi dirigenti dell’era Alemanno- Panzironi, ora si abbatte anche un ricorso ‘pentastellato’, con richiesta di risarcimento danni da 500.000 euro sulla nomina dell’amministratore unico. Il 22 marzo il TAR ci dirà chi avrà ragione nel contenzioso, quasi un derby, intanto a Roma sul fronte rifiuti l’emergenza fa di nuovo capolino. (by Di Biase(PD)

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SCUOLA: Concorso a cattedra, settimana decisiva

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2016

consiglio di statoE’ in arrivo il parere del Consiglio di Stato sulle domande di migliaia di candidati non ammessi. Il massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione pubblica, farà conoscere la sua decisione rispetto alle misure monocratiche urgenti avverso le prime ordinanze cautelari respinte dal Tar del Lazio: in ballo, c’è il destino di un lungo elenco di docenti laureati, di insegnanti tecnico pratici e di diplomati magistrali a indirizzo linguistico.
Il giovane sindacato, ricorda al Miur di spostare in avanti il calendario delle prove scritte. I problemi di formazione delle commissioni d’esame, con migliaia di presidenti e commissari ancora da nominare, e la ricalendarizzazione nelle ultime ore degli elenchi dei candidati, sono motivi più che sufficienti per far slittare l’avvio delle prove dopo il 12 maggio. Ciò permetterebbe, inoltre, di conoscere il primo giudizio di merito, sebbene ancora nella fase cautelare, della giustizia amministrativa. Evitando, in tal modo, probabili richieste di rifacimento delle prove appena svolte.
Marcello Pacifico (presidente Anief): se i giudici di Palazzo Spada ci daranno ragione, i nostri legali torneranno al Tar del Lazio per chiedere di rivedere la loro posizione e ammettere tutti i ricorrenti, come già accaduto con i colleghi già di ruolo. Anche in caso di esito negativo, comunque, siamo pronti a rivendicare la rinnovazione delle prove scritte, in occasione della prima Camera di Consiglio utile, visto che comunque la normativa vigente, laddove esclude alcune categorie di candidati, è stata già ritenuta incostituzionale.

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Decisione del Consiglio di Stato conferma legittimità dell’impianto del Decreto Bondi

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 febbraio 2015

giustiziaLa sentenza parziale del Consiglio di Stato conferma la piena legittimità del Decreto dell’allora Ministro Bondi rigettando nel merito tutti i motivi di ricorso degli appellanti.“Le censure dedotte sono infondate e vanno respinte: le sentenze impugnate del TAR meritano di essere confermate”, un pronunciamento piuttosto eloquente ed emblematico a favore delle ragioni dei titolari dei diritti e del provvedimento del 2009 con si è previsto l’aggiornamento dei compensi per copia privata.La remissione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per uno specifico e limitato aspetto, relativo alla compatibilità del nostro impianto normativo (primario e secondario) per l’esenzione ex ante del prelievo per gli usi esclusivamente professionali, tramite protocolli applicativi, non sposta di una virgola il giudizio complessivo sul sistema di prelievo italiano e cioè di conformità, proporzionalità e ragionevolezza del quadro vigente, aggiornato, come noto, nel 2014 dal Ministro Dario Franceschini.La Sesta Sezione della massima giustizia amministrativa ha infatti ribadito, in tutte le sue parti, le decisione assunte dal TAR, confermando l’infondatezza e l’inconsistenza giuridica del ricorso degli appellanti, sottolineando, ancora una volta, che ciò che conta ai fini della soggezione all’obbligo di pagamento dell’equo compenso è che apparecchiature, dispositivi e supporti di riproduzione siano idonei (“la mera capacità, idoneità, potenzialità di realizzazione di copie private da parte di tali apparecchi”) a essere utilizzati per realizzare copie private, potendo causare un pregiudizio potenziale all’autore dell’opera protetta.

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Gli uffici e le cancellerie del Tribunale di Roma sono aperti per sole 3 ore al giorno

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Galletti, Vaglio e molti altri Avvocati romani insorgono al Tar di Roma e chiedono l annullamento del provvedimento del presidente del Tribunale che ha limitato gli orari di apertura delle cancellerie e degli uffici. E stato depositato un ricorso al Tar di Roma da parte di un gruppo di avvocati romani che chiedono la l annullamento dei provvedimenti del presidente del Tribunale di Roma che hanno limitato a sole 3 ore al giorno l orario di apertura al pubblico delle cancellerie e degli uffici del Tribunale di Roma. Ad insorgere sono decine di Avvocati romani, capitanati dall Avvocato Mauro Vaglio, consigliere dell Ordine, e difesi dall Avvocato Antonino Galletti, delegato romano OUA e già vincitore a
beneficio dei colleghi del ricorso contro il CNF avverso le specializzazioni, che li rappresenta e difende tutti. Tra i ricorrenti anche l’ex presidente dell Ordine Avv. Alessandro Cassiani oggi Consigliere ed i Consiglieri Pietro Di Tosto e Donatella Ceré (quest ultima anche componente del consiglio giudiziario) La limitazione dell orario di apertura comporta, infatti, un notevole accumulo di lavoro da concentrarsi in un ristretto lasso di tempo e ore di fila e di attesa per i cittadini davanti alle cancellerie ed agli uffici, aperti oramai per sole tre ore al giorno. Inoltre, per gli avvocati che svolgono oggi la propria attività professionale proprio tali sedi, questo provvedimento si traduce in un ostacolo all esercizio della professione, esponendoli a responsabilità rilevanti per eventuali decadenze. Tutti i ricorrenti agiscono nel legittimo interesse a difendere la propria professionalità, ma sopratutto nell interesse dei cittadini che rappresentano ha dichiarato l Avvocato Galletti – Nei provvedimenti impugnati non è addotta alcuna ragione di particolare urgenza o di straordinaria necessità a supporto della limitazione dell apertura al pubblico imposta . Prosegue Galletti: siamo certi che il Tar capitolino, attento e sensibile ai problemi dell avvocatura ed, in particolare, a quelli dell avvocatura romana, riuscirà a liberarci dal triste primato d essere il Tribunale più grande d Europa ed, al contempo, il meno accessibile ai cittadini, con le cancellerie e gli uffici aperti per sole 3 ore al giorno .In definitiva ha aggiunto l Avvocato Vaglio – la sperimentazione imposta dal Presidente del Tribunale e dal dirigente amministrativo, che riguarderà 24 mila professionisti romani e migliaia di cittadini, si rivelerà forse addirittura inutile per espressa ammissione e riconoscimento presidenziale e dirigenziale e si risolverà, infine, con il prevedibile ritorno alla normalità da gennaio, dopo avere provocato immotivatamente il rallentamento all attività giudiziaria tutta e degli avvocati in particolare che rischiano di subire la beffa di vedersi riproporre a breve l ordinario malfunzionamento del sistema, connotato dai normali disservizi e dai cronici ritardi, almeno però spalmati nell arco delle cinque ore di doverosa apertura al pubblico!

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Multe e patente a punti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

Con la circolare prot. nr. 300/ A/7157/11/109/16 del 5 settembre 2011 il Ministero dell’interno ha fornito nuovi importanti chiarimenti sull’obbligo di comunicazione dei dati del conducente ex art- 126-bis, c. 2, del codice della strada in pendenza di ricorso giurisdizionale o amministrativo avverso la violazione principale.
La circolare del Ministero che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta sottilinea che “Riguardo alle perplessità di ordine giuridico, al di là delle diverse interpretazioni emerse in ambito giurisprudenziale, questa Direzione, nell’ambito dei poteri di coordinamento attribuiti al Ministero dell’Interno dall’articolo 11, comma 3, del C.d.S., ha ritenuto che non possa configurarsi un’omissione di collaborazione da parte del cittadino qualora questi comunichi all’organo di Polizia di aver proposto ricorso e che di per se ciò costituisca un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione delle generalità del conducente”.

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Rigassificatore di Porto Empedocle

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2011

Non è bastata neanche la sentenza del Cga a mettere un punto alla controversa vicenda del rigassificatore di Porto Empedocle. Come si ricorderà, lo scorso luglio, i giudici amministrativi di secondo grado hanno ribaltato la sentenza del Tar che, accogliendo un ricorso del comune di Agrigento e di numerose associazioni ambientaliste e di consumatori, aveva bloccato il progetto dell’Enel di costruire un enorme impiano di rigassificazione a pochi chilmetri dalla Valle dei Templi. Ma la sentenza del Cga non ferma l’amministrazione comunale di Agrigento e i cittadini che al mensile il Sud di settembre, in questi giorni in edicola, hanno annunciato la loro prossima mossa: “Non ci arrendiamo. Stiamo preparando un ricorso alla Corte di giustizia europea. In caso di incidente quell’impianto potrebbe creare danni notevoli ai Templi e a tutta la zona che invece dovrebbe puntare sullo sviluppo turistico” dice a il Sud il sindaco della città dei Templi, Marco Zambuto. E intanto il Fai, che qualche tempo addietro si era schierato a favore dell’impianto (che è incluso nella direttiva di Seveso che classifica i siti industriali ad alto rischio) annncia a il Sud una clamorosa retromarcia: “Non sapevo che tra i rischi dell’impianto ci fossero anche queli legati a forti esplosioni” dice a il Sud Giulia Maria Mozzoni Crespi “se è così meglio farlo offshore”. Il Sud ha sentito anche l’Unesco che sull’argomento allarga le braccia: “Certo avrei preferito si facesse altrove” dice Gianni Puglisi che dell’Unesco è il rappresentante in Italia. Sul mensile in edicola tutti i detttagli di una storia controversa e ancora tutta da verificare.

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Multe e Manovra finanziaria 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

La manovra correttiva approvata il 30.06.2011 dal Consiglio dei Ministri introduce una serie di novità in materia di giustizia, secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, destinate a produrre effetti dirompenti sul sistema e sulle tasche dei cittadini. Sono le cifre che emergono dal Rapporto Nazionale OsMed 2010, redatto dall’ISS in collaborazione con l’AIFA che, riporta. Infatti è scattato il 6 luglio l’aumento dal 10 al 20 % del contributo unificato che deve essere pagato da chi presenta ricorso al giudice di pace contro una multa stradale. Lo prevede l’art. 37, comma 6, della manovra correttiva di cui al decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011. Mentre la manovra correttiva prevede la sostituzione dell’imposta di bollo con il contributo unificato degli atti giudiziari.
Il contributo unificato, invece, è dovuto parametrandolo al valore della causa, valore che viene determinato in base ai criteri dettati dall’art. 12 del DLgs. 546/92, per cui si prende come riferimento il valore delle somme richieste a titolo di imposta al netto di sanzioni e interessi. Il contributo, ai sensi dell’art. 37 comma 6 del DL 98/2011, sarà dovuto nella seguente misura:
–      30 euro per le controversie di valore sino a 2.582,28 euro;
–      60 euro per le controversie di valore superiore a 2.582,28 e fino a 5.000 euro;
–    120 euro per le controversie di valore superiore a 5.000 e fino a 25.000 euro;
–    250 euro per le controversie di valore superiore a 25.000 e fino a 75.000 euro;
–    500 euro per le controversie di valore superiore a 75.000 e fino a 200.000 euro;
– 1.500 euro per le controversie di valore superiore a 200.000 euro.
Insomma, per le cause di valore elevato, superiore a 200.000 euro, si passa da un centinaio di euro di marche a 1.500 di contributo, con un significativo incremento di gettito per l’Erario.
1.500 euro di contributo per le cause sopra i 200.000 euro Il valore della lite deve risultare inoltre da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso. L’aspetto più interessante è comunque contenuto in un’altra norma, precisamente nell’art. 16 del DLgs. 546/92 così come riformato dalla manovra correttiva. Le comunicazioni, in base alla riforma, avverranno mediante mezzi telematici, e ciò è di certo da accogliere con favore. A tal fine, l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore dovrà essere indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo. Attenzione però, perché all’art. 13, comma 3-bis del DPR 115/2002 viene previsto che, ove il difensore non indichi nell’atto introduttivo del giudizio il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, il contributo unificato è aumentato della metà.

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Cesare Battisti resta in Brasile

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Brasilia (Brasile) Per 6 voti a 3 il Supremo tribunale federale di Brasilia ha rigettato senza analizzarlo nel merito il ricorso del Governo italiano contro la decisione dell’ex presidente Lula, che ha bloccato l’estradizione di Cesare Battisti. Si conclude in questo modo una vicenda diplomatica-politica-giuridica che ha visto a lungo contrapposte le tesi del governo italiano sull’estradizione di Cesare Battisti condannato in Italia all’ergastolo. Forte è stata la reazione della classe politica italiana ed anche dal segretario del sindacato di polizia Coisp Franco Maccari. Taluni invocano una moratoria economica nei confronti di quel paese, altri un ricorso ad un tribunale internazionale e altri tacciono, purtroppo. In pratica si può fare ben poco. Prevarranno le ragioni di convenienza economica. Prevarranno i rapporti internazionali improntati a interessi di più ampio respiro e quanto altro. (foto Cesare Battisti fonte Il salvagente.it)

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Referendum

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Su ragazzi, un ultimo sforzo. E’ quello che vi chiedo di fronte all’ennesimo tentativo del governo di scipparci il diritto di scegliere. Lo sforzo di resistere e di attendere la decisione della Corte Costituzionale a cui ha fatto ricorso l’Avvocatura Generale dello Stato per chiedere l’inammissibilità de referendum su nucleare in seguito al mandato ricevuto dal solito Silvio da Arcore. Sono sicuro, ritenendo ineccepibile la decisone della Cassazione, che il governo prenderà una sonora bastonata e dovrà incassare un’altra sconfitta. Ma capisco che per noi è un’altra prova di nervi che vinceremo in nome della democrazia.
Perché acqua pubblica, nucleare e uguaglianza davanti alla legge non sono argomenti di sinistra o di destra, sono principi di tutti e tutti hanno il diritto di dire come la pensano. Berlusconi le sta provando davvero tutte, ha paura perché, più che gli interessi di tutti (anche del suo elettorato), è bravo a fare i suoi interessi e quelli degli amici con cui fa affari. Ecco perché, mentre con la mano destra dice di rispettare il volere popolare, con la sinistra cerca di fare quello che gli serve, in barba a quella volontà del popolo che viene invocata dal centro destra solo in caso di vittoria. Berlusconi sembra un vecchio leone in gabbia che non accetta che gli italiani siano diventati insensibili alle sue lusinghe. Non bastano più le sue false promesse, non basta più nemmeno il controllo della televisione. Per dirne una, nonostante il richiamo dell’Autorità garante delle Comunicazioni alla Rai sul vuoto informativo attorno alla consultazione referendaria e la minaccia di una sanzione, ancora oggi quello che si vede in televisione assomiglia ad una farsa, ad una presa per i fondelli, ad una toppa peggiore del buco. Il Tg1 parla dei referendum, ma per dire che il premier li reputa inutili! Poi passa, con un volo pindarico, prima alle intenzioni di voto dei partiti, poi, altro volo pindarico, alla nomina di Alfano alla segreteria del Pdl. Ma non si illuda Berlusconi, gli italiani hanno capito che la posta in gioco non è mia, né tua, né sua … ma di tutti. Il vento sta cambiando e i cittadini di questo meraviglioso Paese sono pronti a mandare a casa questa banda di incapaci che ci governa. (Felice Belisario)

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Leggi ad personam

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2011

Lettera al direttore oloro i quali dichiarano che le leggi ad personam per salvare Silvio Berlusconi dai processi, siano fatte per legittima difesa, evidentemente ignorano o fingono d’ignorare in che consista tale norma. La legittima difesa rende lecito il ricorso ad un mezzo cattivo al fine di perseguire un fine buono, alla condizione che non vi sia nessun’altra strada percorribile, ed ovviamente che il mezzo cattivo vada esclusivamente a danno dell’ingiusto aggressore, e non anche a danno d’innocenti. Ora, bisognerebbe dimostrare che il fine (sottrarsi ai processi) sia buono, che il mezzo (leggi ad personam) non rechi danno ad innocenti (i cittadini, che nulla hanno da spartire con il presunto aggressore), che vi sia realmente ed evidentemente un’ingiusta aggressione, e che non vi sia altra strada percorribile, come quella di difendersi nei processi. Altrimenti non si tratta di legittima difesa, ma d’illegittima difesa. (Francesca Ribeiro)

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