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Posts Tagged ‘riduzione’

Gli enti locali si impegnano per la riduzione dei rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Il Comitato europeo delle regioni ha ospitato la cerimonia annuale di premiazione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, nel quadro della Settimana verde 2019
Nel quadro della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti SERR sono stati premiati sei progetti, riconosciuti come le azioni migliori dell’anno nello sforzo di ridurre a zero i rifiuti nell’UE. I riconoscimenti, assegnati ogni anno, intendono segnalare e incoraggiare le iniziative di riduzione dei rifiuti attuate da tutti i soggetti della società. La SERR si svolge ogni anno in novembre, e comprende migliaia di attività di sensibilizzazione e di rimozione di rifiuti in tutta Europa. La decima edizione dei premi SERR mette in evidenza il ruolo centrale degli enti locali nella riduzione dei rifiuti. La prossima SERR avrà luogo dal 16 al 24 novembre 2019. Nel suo intervento di apertura, il membro del Comitato europeo delle regioni (CdR) André van de Nadort (NL/PSE) , sindaco di Weststellingwerf e membro della giuria dell’edizione di quest’anno, ha dichiarato: “Come membro della giuria sono impressionato dal numero di iniziative in corso in tutta Europa e dalla diversità dei gruppi, delle istituzioni e delle comunità che si impegnano attivamente nella prevenzione e nella riduzione dei rifiuti. Al Comitato europeo delle regioni e nei nostri comuni ci adoperiamo per aumentare il livello di ambizione della legislazione sui rifiuti in Europa. Ma non potremmo raggiungere i nostri obiettivi senza l’impegno e la dedizione delle comunità locali”. André van de Nadort (NL/PSE) è stato relatore del parere sulla Strategia europea per la plastica nell’economia circolare , adottato a ottobre 2018.

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Clima: piano dell’UE per la riduzione a lungo termine delle emissioni di CO2

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Nella risoluzione non vincolante, adottata con 369 voti favorevoli, 116 voti contrari e 40 astensioni, i deputati affermano che solo due degli otto scenari (“percorsi”) proposti dalla Commissione europea nella sua comunicazione di novembre consentirebbero all’UE di raggiungere, entro il 2050, l’azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra (GES) e che tale obiettivo sia l’unico compatibile con gli impegni dell’Unione nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima. I deputati sostengono la Commissione nel promuovere questi due scenari.Il Parlamento ha espresso sostegno per le manifestazioni, in particolare alle marce sul clima e agli scioperi degli studenti che sensibilizzano sui rischi climatici. I deputati chiedono ai governi nazionali, regionali e locali, così come all’UE, di intraprendere azioni concrete e rapide per non superare il limite climatico di 1,5°C.I deputati sottolineano anche che per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050 nel modo più efficiente in termini di costi, sarà necessario innalzare il livello di ambizione per il 2030.
La transizione verso un regime a zero emissioni di gas serra, se gestita bene e col sostegno adeguato per regioni, settori e cittadini più vulnerabili, può potenzialmente creare 2,1 milioni di posti di lavoro aggiuntivi entro il 2050 nell’UE. Dovrebbe essere creato un “un fondo per una transizione giusta” per sostenere le regioni più colpite dalla decarbonizzazione, come le regioni carbonifere.La strategia UE di azzeramento delle emissioni nette dovrebbe privilegiare la riduzione diretta delle emissioni e il potenziamento dei pozzi di assorbimento e delle riserve naturali dell’UE (come le foreste) rispetto alle tecnologie di assorbimento del carbonio, che devono ancora essere utilizzate su larga scala e che comporterebbero notevoli rischi per gli ecosistemi, la biodiversità e la sicurezza alimentare.
La transizione verso un’economia a zero emissioni nette di GES (gas a effetto serra) presenta sfide e opportunità per l’UE. Gli investimenti nell’innovazione industriale, comprese le tecnologie digitali e le tecnologie pulite, sono necessari per stimolare la crescita, rafforzare la competitività e creare posti di lavoro, per esempio nell’ambito di un’economia circolare e una bioeconomia in espansione. I deputati sottolineano inoltre l’importanza di una politica energetica e climatica stabile e prevedibile per incoraggiare gli investimenti a lungo termine.Infine, i deputati reiterano la posizione del Parlamento europeo di destinare una quota minima del 35% delle spese per la ricerca (Orizzonte Europa) a sostegno degli obiettivi climatici.

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Campagna di Rondine per la riduzione dei conflitti armati

Posted by fidest press agency su domenica, 24 febbraio 2019

È l’Italia il primo Paese che si impegna a sostenere l’Appello che Rondine ha presentato ai 193 Stati membri delle Nazioni Unite il 10 dicembre 2018, in occasione delle Celebrazioni del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. L’impegno è quello di spostare il costo di un’arma dal bilancio della difesa ad una borsa di studio per formare leader di pace. “Vi garantisco il mio pieno appoggio morale e non mi sottraggo all’impegno. Sono lieto di accettare il vostro invito a Rondine e nell’occasione della mia visita vi dirò quanto saremo riusciti a spostare dal bilancio della difesa per la formazione di leader di pace”, dichiara il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri mattina ha sottoscritto l’impegno in occasione dell’incontro con una delegazione dell’associazione Rondine, che da venti anni lavora per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione della propria metodologia per la trasformazione creativa del conflitto in ogni contesto. “Vi assicuro – continua Conte – che abbiamo sempre cercato di mettere il valore della persona al centro, come ho detto in diverse sedi parlando di un nuovo umanesimo. Dobbiamo afferrare l’essere umano, il che significa che tutti nasciamo con diritti solo per il fatto di essere nati, a prescindere anche dal luogo di nascita, longitudine e latitudine”.Rondine ospita giovani provenienti da Paesi teatro di conflitti armati o post-conflitti in un borgo medievale in provincia di Arezzo: attraverso la convivenza quotidiana con il proprio nemico e un percorso di alta formazione, si preparano a diventare futuri leader di pace.Oggi l’Associazione conferma e rilancia il suo impegno con la campagna Leaders for Peace: un gesto simbolico che ha la forza della concretezza in grado di cambiare la Storia, come dimostra la vicenda di Maria Karapetyan, una vera leader di pace che dopo solo due anni dal termine del suo percorso di formazione a Rondine è diventata una delle protagoniste della rivoluzione di velluto armena e oggi siede nel Parlamento del nuovo governo. Lei, attivista per i diritti civili, ha portato la voce delle donne armene nella politica, aprendo una nuova era per la nazione. “La rivoluzione di velluto è stata post moderna, frammentata e inclusiva. Nessuno avrebbe potuto prevedere questo processo. In questo è come Rondine, un luogo in cui lavoriamo e continuiamo a inseguire un sogno, finché non si realizzano le condizioni per concretizzarlo”.Dopo l’appoggio morale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il forte sostegno di Papa Francesco, che ha rilanciato l’Appello invitando i capi di stato a firmarlo, arriva il primo risultato concreto di una campagna che in tre anni si prefigge di portare risultati concreti sul fronte della pace. “L’obiettivo è la graduale estinzione dei contesti bellici dal pianeta, attraverso l’affermarsi della cultura di relazioni pacificate. Siamo fieri che sia proprio l’Italia ad aprire questo percorso – afferma il presidente di Rondine Franco Vaccari, – il Paese dove il Metodo Rondine è nato, nutrendosi delle sue radici culturali. Un metodo che ha già cambiato la prospettiva di oltre duecento giovani, che stanno lavorando in tutto il mondo per operare questo grande cambiamento”.Attraverso la firma, l’Italia riconosce come emergenziale la questione dei conflitti armati e la necessità di diffondere tra i leader e i cittadini le abilità per trasformare positivamente i conflitti.

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Fratelli d’Italia sarà per la riduzione dei parlamentari

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

“Fratelli d’Italia non farà la controfigura e voterà a favore della riduzione del numero dei parlamentari. Non siamo contrari a ridurre deputati e senatori, anzi il centrodestra su questo può vantare il merito di avere per primo posto il tema. E soprattutto chiediamo che finalmente i cittadini possano eleggere il Capo dello Stato, grazie ad una riforma in senso presidenziale”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, nel corso della sua dichiarazione di voto in Aula sul disegno di legge di riduzione del numero dei parlamentari.”Non accetteremo che i partiti di governo si facciano un grande spot elettorale per coprire i loro fallimenti. Per far dimenticare che non si è fatto nulla a sostegno della famiglia, che la flat tax è stata abbandonata, che non c’è il blocco navale e che il rimpatrio degli immigrati non è stato mai fatto. E pure sulle infrastrutture registriamo altri fallimenti, il balletto sulla Tav e sul Tap, e persino sul reddito di cittadinanza, che non ci piace, si registrerà l’ennesimo fallimento di questa maggioranza. Perciò, non ci presteremo alla propaganda della maggioranza, ma siamo consapevoli che il percorso di questo ddl è ancora lungo e vedremo se la maggioranza sarà capace di cambiare rotta e di costruire una riforma che parta dalle fondamenta. Che parli di elezione diretta del Capo dello Stato, e anche della riforma della legge elettorale, che soltanto FdI ha contrastato. Su questo certamente saremo presenti e faremo sentire la nostra voce”, conclude il senatore di FdI.

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Malattie cardiovascolari: nuove prospettive per la riduzione del colesterolo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Come diminuire l’impatto delle malattie cardiovascolari in Italia, sia in termini di vite umane perdute e di morbilità, sia per le ricadute economiche? Se n’è parlato a Meridiano Cardio “Nuove prospettive nella prevenzione secondaria cardiovascolare: focus sull’ipercolesterolemia” giunto alla seconda edizione. «Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 35% delle morti totali. Non deve dunque sorprendere che i costi sanitari associati a tali patologie, ammontino circa a 21 miliardi di euro/anno. In particolare i costi diretti, riconducibili per l’84% alle ospedalizzazioni, ammontano a 16 miliardi» esordisce Francesco Saverio Mennini, professore di economia sanitaria all’Università Roma Tor Vergata. Cifre considerevoli che potrebbero essere ridotte anche grazie a interventi di prevenzione secondaria dopo un primo evento cardiovascolare. Per esempio, da uno studio dell’European Atherosclerosis Society Consensus Panel emerge che una riduzione del colesterolo LDL di 39 mg/dL si associa a un calo del rischio relativo di eventi cardiovascolari del 10% al primo anno, del 16% al secondo anno e del 20% dopo tre anni di trattamento. «Si stima che in prevenzione secondaria poco meno del 50% dei pazienti raggiungano il target dei livelli di colesterolo LDL» afferma Marcello Arca, direttore dell’UOS Centro arteriosclerosi del Policlinico Umberto I di Roma e segretario nazionale SISA, Società italiana per lo studio dell’Aterosclerosi. E Pasquale Perrone Filardi, direttore della scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università “Federico II” di Napoli, aggiunge: «In quest’ambito giocano un ruolo chiave i nuovi farmaci come gli inibitori di PCSK9, composti innovativi dal punto di vista della farmacologia cardiovascolare che riducono i livelli di colesterolo anche oltre il 50% a fronte di una buona tollerabilità e sicurezza». Tuttavia Federico Spandonaro, professore di economia sanitaria all’Università Roma Tor Vergata, puntualizza che nonostante gli inibitori di PCSK9 siano un’opportunità terapeutica di indubbia rilevanza, il loro utilizzo resta limitato al 13-14% dei pazienti eleggibili. «È come se i pazienti si perdessero in una rete assistenziale dalle maglie troppo larghe. Le criticità che emergono dimostrano la necessità di percorsi reali di presa in carico dei pazienti ipercolesterolemici, integrati fra i diversi servizi sul territorio» conclude Sabrina Nardi, Direttore Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici di Cittadinanzattiva. (fonte doctor33)

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Emissioni CO2 auto: il Parlamento europeo chiede riduzione del 40% entro il 2030

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Bruxelles. Nel progetto di legge votato i deputati hanno proposto di fissare la riduzione delle emissioni delle nuove autovetture al 40% entro il 2030, con un obiettivo intermedio del 20% entro il 2025 (anno di riferimento 2021). Un taglio più significativo rispetto al 30% chiesto dalla Commissione Europea. Obiettivi analoghi sono fissati per i nuovi furgoni.I costruttori le cui emissioni medie di CO2 supereranno tali obiettivi pagheranno un’ammenda al bilancio dell’UE. Tali fondi saranno destinati ai lavoratori altamente qualificati colpiti da cambiamenti nel settore automobilistico.Le case automobilistiche dovranno inoltre garantire che i veicoli a emissioni zero e a basse emissioni – ZLEV (auto elettriche o veicoli che emettono meno di 50 g CO2/km) abbiano una quota di mercato del 35% sulle vendite di nuove auto e furgoni entro il 2030 e del 20% entro il 2025.Il Parlamento invita la Commissione europea a presentare, entro due anni, una proposta per introdurre test delle emissioni di CO2 in condizioni di guida reali, utilizzando un dispositivo portatile come quello recentemente introdotto per la valutazione delle emissioni di NOx. Fino ad allora, le emissioni di CO2 dovrebbero essere misurate sulla base dei dati dei contatori del consumo di carburante delle automobili. Il test delle emissioni in guida reale deve essere operativo dal 2023, chiedono i deputati.
I deputati riconoscono che una transizione socialmente accettabile e giusta verso una mobilità a emissioni zero richiede cambiamenti in tutta la catena del settore automobilistico, con possibili impatti sociali negativi. L’UE dovrebbe pertanto promuovere lo sviluppo delle competenze e la ridistribuzione dei lavoratori del settore, in particolare nelle regioni e nelle comunità più colpite dalla transizione, attraverso strumenti di finanziamento dell’Unione più forti. I deputati chiedono inoltre di sostenere la produzione europea di batterie.
Entro la fine del 2019, la Commissione europea dovrà proporre una legislazione per fornire ai consumatori informazioni accurate e comparabili sul consumo di carburante, sulle emissioni di CO2 e sulle emissioni inquinanti delle autovetture nuove.A partire dal 2025, le case automobilistiche dovranno comunicare alla Commissione il ciclo di vita delle emissioni di CO2 delle nuove automobili immesse sul mercato, utilizzando una metodologia comune.
La risoluzione legislativa è stata approvata con 389 voti a favore, 239 contrari e 41 astensioni. I ministri dell’UE adotteranno la loro posizione comune il 9 ottobre. I negoziati con i deputati al Parlamento per un accordo in prima lettura inizieranno quindi il 10 ottobre.
Allo stesso tempo, il settore automobilistico globale sta cambiando rapidamente, in particolare per quanto riguarda i gruppi propulsori elettrici. Se le case automobilistiche europee si impegneranno tardi nella necessaria transizione energetica, rischieranno di perdere il loro ruolo guida.

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Ridurre il numero degli ictus in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Prevenzione primaria, organizzazione dei servizi dell’ictus, gestione dell’ictus acuto, prevenzione secondaria con follow up organizzato, riabilitazione, valutazione degli esiti e della qualità dei servizi, la vita dopo l’ictus: questi i 7 campi che sono stati individuati dall’European Stroke Organization (ESO) e che sono stati inseriti nel Piano di Azione per l’Ictus in Europa 2018-2030.La Conferenza dell’ESO, presieduta dalla Professoressa Valeria Caso, neurologa presso la Stroke Unit dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e Presidente uscente della Società Scientifica Europea ha visto la partecipazione di oltre 4.500 tra medici ed infermieri provenienti da più di 85 Paesi di tutti i continenti.Obiettivi ambiziosi del Piano di Azione, comuni a tutti i campi individuati, sono la riduzione del numero assoluto degli ictus in Europa di ben il 10%, il trattamento di almeno il 90% dei pazienti colpiti da ictus in Europa in una Unità Neurovascolare (Stroke Unit) come primo livello di cura, la creazione di piani nazionali specifici che comprendano tutto il percorso che va dalla prevenzione primaria fino alla vita dopo l’ictus e, infine, l’implementazione di strategie nazionali che promuovano e facilitino uno stile di vita sano e, nello stesso tempo, riducano i fattori ambientali, socio-economici ed educativi che aumentano il rischio di incorrere nella patologia.
7 i campi d’azione su cui lavorare al piano di implementazione che include uno studio epidemiologico dell’impatto dell’ictus in Europa e prevede, oltre al coinvolgimento delle società scientifiche, anche quello delle associazioni dei pazienti presenti in ciascuna delle nazioni che fanno parte della Stroke Alliance for Europe SAFE, con attivazione di registri di qualità ed inclusione degli organi governativi:
1. Prevenzione primaria
2. Organizzazione dei servizi dell’ictus
3. Gestione dell’ictus acuto
4. Prevenzione secondaria e follow-up organizzato
5. Riabilitazione
6. Valutazione degli esiti e della qualità dei servizi
7. La vita dopo l’ictus.
C’è inoltre da osservare che il peso economico e sociale complessivo dell’ictus cerebrale aumenterà drammaticamente nei prossimi 20 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. Gli organi decisionali in Europa dovranno quindi individuare il modo migliore per combatterlo e rendere più facile la vita per coloro che sopravvivono e per le loro famiglie.I dati raccolti nello studio Burden of Stroke – Impatto dell’Ictus in Europa (pubblicato nell’ottobre del 2017, con traduzione in lingua italiana a cura dell’associazione) indicano che entro il 2035 si verificherà complessivamente un aumento pari al 34% del numero totale degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Unione Europea, passando dai 613.148 casi verificatisi nel 2015 agli 819.771 previsti nel 2035. Aumenterà anche il numero delle persone che dovrà convivere con le conseguenze di una patologia che diventa cronica: si passerà dai 3.718.785 del 2015 ai ben 4.631.050 previsti per il 2035, con un incremento del 25% pari circa a 1 milione di persone in Europa.Il costo totale dell’ictus in Europa è stimato nel 2015 in 45 bilioni di euro ed è destinato ad aumentare, includendo sia i costi derivanti dall’assistenza sanitaria sia quelli indiretti a carico delle famiglie e delle società intera. È dunque fondamentale che nella pianificazione di queste strategie comuni contro l’ictus in Europa siano coinvolti, oltre ad i rappresentanti di tutte le professioni che seguono il percorso di cura dei pazienti, anche i caregiver, le persone che sono state colpite da ictus e le associazioni di volontariato di ciascun paese.
L’ictus cerebrale è una patologia grave e disabilitante che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Circa 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 800.000, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe.

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Ambiente: nuovi obiettivi di riduzione CO2 per agricoltura, trasporto, edilizia e rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Le emissioni di CO2 prodotte da agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti dovranno essere ridotte del 30% per il 2030 e la deforestazione dovrà essere compensata piantando nuovi alberi.
Questi sono gli obiettivi di due proposte di legge UE adottate martedì in via definitiva.
Gli obiettivi dell’UE dovranno essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori che non rientrano nell’attuale sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, vale a dire l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che insieme rappresentano circa il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione.Questi tagli contribuiranno a rispettare l’impegno collettivo dell’UE di ridurre del 40% le emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori e riportarle ai livelli del 1990, come previsto dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.”Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un ambizioso regolamento europeo in materia di azione sul clima, nonostante i tentativi di molti governi dell’UE di minare la nostra ambizione”, ha affermato il relatore Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE, NL). “Grazie alle pressioni del Parlamento, siamo riusciti a ridurre il budget di carbonio consentito con le emissioni di circa quattro milioni di automobili. I governi europei dovranno fare di più e prima. Ritardare l’azione in favore del clima non è più possibile; questo regolamento chiede a tutti i governi di accelerare gli investimenti verdi per affrontare le emissioni provenienti da agricoltura, trasporti, rifiuti ed edifici”.Il regolamento è stato approvato con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.
Il Parlamento ha adottato un’altra normativa volta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e ad aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste per far fronte ai cambiamenti climatici.Attualmente, le foreste dell’UE assorbono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas a effetto serra prodotti dall’Unione ogni anno.La legge approvata stabilisce che i Paesi dell’UE dovranno garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi e introduce le misure da adottare per promuovere l’assorbimento di CO2 delle foreste, delle coltivazioni e dei pascoli.I deputati hanno rafforzato queste disposizioni aggiungendo che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché l’assorbimento di CO2 superi le emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’UE e con l’Accordo di Parigi.

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Riduzione colesterolo Ldl, nuova guida dei cardiologi Usa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

chicagoChicago. L’American College of Cardiology (ACC) ha aggiornato il suo percorso decisionale consensuale sull’utilizzo di farmaci non del gruppo delle statine per ridurre il colesterolo LDL nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica (ASCVD). Il documento, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, include alcuni cambiamenti rispetto alla prima versione presentata nel 2016. «Dalla pubblicazione di quel documento sono emerse ulteriori prove e prospettive da studi clinici randomizzati e da altre fonti, in particolare quelle che considerano l’efficacia a lungo termine e la sicurezza degli inibitori della proproteina della convertasi subtilisina/Kexin tipo 9 (PCSK9) nella prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica» spiegano gli autori del lavoro, guidati da Donald Lloyd-Jones, della Feinberg School of Medicine di Chicago. Più in particolare, sono stati presi in considerazione gli studi FOURIER e SPIRE-1 e -2, che hanno valutato rispettivamente evolocumab e bocociumab, e ulteriori studi sui tipi di pazienti che hanno più probabilità di beneficiare dell’uso di ezetimibe in aggiunta alla terapia statinica dopo sindrome coronarica acuta. Il contenuto dell’intero documento è stato modificato seguendo queste nuove indicazioni, con una guida più ampia e dettagliata per quanto riguarda il processo decisionale sia nel testo che negli algoritmi. Sono state fornite raccomandazioni riviste per i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica con o senza comorbilità in terapia statinica per la prevenzione secondaria. Infatti, per coloro che sono in tale situazione e hanno un colesterolo LDL di 70-189 mg/dL, la soglia per una diminuzione netta della riduzione del rischio è, come già descritto in passato, un abbassamento del colesterolo LDL di almeno il 50%, ma i medici possono ora considerare un colesterolo LDL inferiore a 70 mg/dL o un livello di colesterolo non HDL inferiore a 100 mg/dL per tutti i pazienti, indipendentemente dalle comorbilità. Per i pazienti in questa gamma di LDL con comorbilità, i medici possono considerare la prescrizione di ezetimibe o PCSK9. Fattori che favoriscono la scelta di ezetimibe includono la necessità di abbassare ulteriormente il colesterolo LDL del 25% e il costo di ezetimibe generico, ma un inibitore PCSK9 può essere preferibile se il paziente necessita di un abbassamento più elevato di LDL. Vengono inoltre elencati i fattori che possono aiutare a identificare i pazienti con ASCVD a rischio più elevato per eventi ricorrenti, tra cui età di 65 anni o più, infarto miocardico o ictus non emorragico pregresso o fumo quotidiano di sigarette. (fonte: doctor33)

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Vitalizi e il “retropensiero” del Pd per ridurre le pensioni degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

damianoIl gruppo forza Italia non ha votato la legge Richetti percchè è una norma palesemente incostituzionale, perché introduce retroattivamente il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari e degli ex consiglieri regionali. La retroattività del ricalcolo è una cosa aberrante che potrebbe – seguendo magari il verbo del renziano presidente dell’Inps, Tito Boeri – interessare nei prossimi anni circa 16 milioni di italiani, andando a toccare la loro pensione in essere. Chi vuole questa legge accetta il rischio, neanche tanto velato, di una futura possibilissima macelleria sociale. Basta leggere le interviste del presidente della Commissione Lavoro della Camera, il Pd Cesare Damiano. In secondo luogo il gruppo di Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto per non essere spalla consapevole del teatrino messo in piedi da Pd e M5s che, prendendo una decisione di mera facciata, già sanno che il testo sarà insabbiato al Senato o, in caso remoto di approvazione anche a Palazzo Madama, bocciato dalla Corte costituzionale.

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Riduzione dell’IVA per gli e-book

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

londonbookfairI cittadini dell’UE dovrebbero pagare meno i libri elettronici, in seguito al voto del Parlamento su una proposta che consentirà agli Stati membri di ridurre l’IVA su tali prodotti.Una proposta della Commissione UE per consentire agli Stati membri di applicare una riduzione dell’aliquota IVA sui libri elettronici – in linea con l’IVA applicata alla carta stampata – è stata approvata dal Parlamento giovedì con 590 voti in favore, 8 contrari e 10 astensioni.”Il nostro modo di leggere è cambiato rapidamente negli ultimi anni. Al giorno d’oggi non ha senso applicare un doppio standard, per cui un quotidiano online viene tassato di più di quello stampato acquistato in un negozio. Questa nuova direttiva darà agli Stati membri la possibilità di allineare l’IVA dei contenuti digitali con quella della carta stampata”, ha dichiarato il relatore Tom Vandenkendelaere (PPE, BE). Attualmente, le pubblicazioni elettroniche sono assoggettate a un’aliquota IVA ordinaria pari ad almeno il 15%, mentre gli Stati membri mentre sono liberi di applicare l’aliquota ridotta di almeno il 5%, e in alcuni casi anche un tasso zero, alle pubblicazioni stampate.

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No alla riduzione dei medici di medicina generale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

medico-famiglia3Il Consiglio regionale ha inviato alla Commissione Sanità una mozione del M5S Lombardia che invita la Regione Lombardia a “valutare in tempi brevi la situazione della disponibilità di medici di medicina generale nell’arco dei prossimi 5 anni” e ad “aumentare il numero di medici abilitati che possano frequentare i corsi di formazione specifica in Medicina Generale, in accordo con i ministeri della Salute e della Ricerca”.
Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “L’intenzione di approfondire è seria, è però una mozione da discutere in tempi brevi. Entro il 2023, secondo i dati diffusi da Enpam, l’ente nazionale di previdenza per i medici e gli odontoiatri, potrebbero andare in pensione in Lombardia 2.776 medici di medicina generale. La Lombardia deve intervenire immediatamente per evitare che nell’arco di 5 anni sia ridotta la disponibilità di medici e di conseguenza ne risenta l’offerta di servizi sanitari ai cittadini. Già ora in regione molti medici seguono anche più dei 1500 pazienti dati come limite massimo dalla legge e con la prevedibile ondata di pensionamenti la situazione potrebbe avere ricadute negative sulla salute pubblica”.

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Riduzione tasse è inganno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

Tasse“Il ministro dell’economia Padoan è sempre più in imbarazzo: a ‘Porta a Porta’ ha sbugiardato Renzi sul taglio delle tasse, affermando che nel 2017 non ci sarà nessun taglio sull’Irpef, a differenza di quanto aveva annunciato il premier. Oggi ha provato goffamente ad arrampicarsi sugli specchi nascondendosi dietro fantomatici tagli di spesa nonostante una crescita rallentata dimostrata dalla revisione al ribasso delle stime sul Pil. Come al solito il governo gonfia il petto con gli annunci propagandistici che poi vengono clamorosamente smentiti: altro che governo della riduzione delle tasse. Renzi mostra ancora una volta la sua faccia da illusionista, è l’ennesimo inganno nei confronti degli italiani”. E’ quanto afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

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Parere positivo del Comitato dei Medicinali per Uso Umano dell’EMA per evolocumab

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2015

Thousands OaksThousands Oaks, California, 22 maggio 2015 – Parere positivo del Comitato dei Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA per evolocumab, il primo anticorpo monoclonale completamente umano per il trattamento dell’ipercolesterolemia, sviluppato da Amgen. Il CHMP ha raccomandato l’approvazione di evolocumab per il trattamento dei pazienti con ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista che non riescono a raggiungere gli obiettivi di C-LDL con le statine o intolleranti alle statine e nei pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote.
Il parere del CHMP si basa sui risultati di un vasto programma di studi clinici di Fase III, su diverse tipologie di pazienti, che confermano l’alta efficacia di evolocumab nel ridurre i valori di colesterolo LDL indipendentemente dall’età, dal sesso, da eventuali comorbilità, dal tipo di statine utilizzate e dal profilo di rischio cardiovascolare.
“Innanzitutto dobbiamo dire che si tratta di un approccio terapeutico del tutto nuovo – commenta Alberico L. Catapano, Presidente European Atherosclerosis Society (EAS), Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Università di Milano – i dati di efficacia dimostrano che il valore di LDL viene più che dimezzato (circa il 55% di riduzione) da evolocumab in maniera indipendente rispetto alla somministrazione o meno di una precedente terapia. Il profilo di tollerabilità è molto buono e apre il campo a quei pazienti che hanno problemi ad assumere statine e/o ezetimibe o che siano lontani dagli obiettivi terapeutici, quindi gli intolleranti e i non-responders alla terapia. Inoltre, il farmaco ha dimostrato di essere molto efficace nel ridurre la colesterolemia LDL nei pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote ad alto rischio e in alcuni sottogruppi di pazienti omozigoti che però devono presentare una residua espressione del recettore dell’LDL”.
Il vasto programma di sperimentazione clinica su evolocumab ha coinvolto anche diversi Centri italiani, consentendo l’accesso al farmaco a molti pazienti che non avevano valide opzioni terapeutiche, grazie agli investimenti di Amgen nel nostro Paese: “in Italia si è compiuto uno sforzo senza precedenti per cercare di coinvolgere il maggior numero possibile di Centri raggiungendo un ampio bacino di pazienti. I numeri sono di assoluto rispetto, con 39 Centri coinvolti, ben distribuiti in tutta la penisola, oltre 600 pazienti e un totale di 10 studi registrativi. Ma al di là dei numeri, il successo di un così vasto programma di sperimentazione sta nella qualità della partnership tra pubblico e privato”, spiega Francesco Di Marco, Amministratore Delegato di Amgen.
Evolocumab ha mostrato importanti dati di efficacia anche su pazienti a rischio cardiovascolare moderato, con una riduzione del colesterolo LDL e del tasso di eventi cardiovascolari: questi risultati potrebbero allargare il raggio d’azione del nuovo farmaco, aprendo la strada a un futuro utilizzo anche in prevenzione secondaria. “I risultati degli studi OSLER 1 e OSLER 2, condotti su quasi 5.000 pazienti randomizzati, a confronto con la terapia standard, hanno dimostrato un dimezzamento del rischio cardiovascolare nel gruppo trattato con evolocumab – afferma Michele Massimo Gulizia, Presidente ANMCO e Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania – la riduzione di LDL è stata molto significativa, del 61%, mentre la riduzione del rischio relativo di sviluppare eventi cardiovascolari è stata di oltre il 53%. Direi che evolocumab, considerata la mole di dati a favore della sua efficacia, ha senz’altro ottime prospettive di essere utilizzato in prevenzione secondaria per ridurre le recidive di infarto, ictus eclaudicatio”

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Auto blu in calo

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2013

Le auto blu (cioè quelle di rappresentanza in uso ai vertici delle amministrazioni, o comunque di servizio guidate da un autista) sono passate da 7.162 unità del gennaio 2013 a 6.504 unità nel novembre 2013; mentre le auto “grigie” sono passate da 53.277 a 50.077 unità.Il parco auto complessivo, in dieci mesi, è passato da 60.439 a 56.581 vetture (delle quali 6.504 “auto blu”), con un calo del 6,4 % rispetto a gennaio 2013 (dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 la riduzione era stata del 3,1%). Dall’inizio dell’anno il parco auto della Pubblica amministrazione è diminuito di 3.741 vetture, in linea con il trend di riduzione degli ultimi anni.La riduzione delle auto consente di stimare una diminuzione della spesa per il 2013 pari a circa 110 milioni di euro, che si aggiunge a quella registrata nel 2012 (rispetto al 2011) di circa 130 milioni di euro. Il risparmio complessivo rispetto al 2011 sale quindi a 240 milioni di euro annui.A rilevarlo è il censimento permanente delle auto pubbliche, realizzato da Formez PA su incarico del Ministero per la PA e la Semplificazione, aggiornato al 1° novembre 2013.(i dati delle singole amministrazioni in tempo reale sono disponibili sulla banca dati delle auto della pubblica amministrazione: http://156.54.102.224/public.aspx )Gli enti che partecipano al censimento sono stati 8.345, pari al 95% dell’universo di riferimento. La risposta delle amministrazioni si distingue per l’escalation positiva: si è passati, infatti, dal 59,2% degli enti rispondenti nel dicembre 2011 al 95% del novembre 2013, percentuale ormai stabile dall’agosto di quest’anno. Il 5% delle amministrazioni non ha risposto al censimento: questi enti, in base alle nuove norme, dovranno ridurre del 50% le spese per auto di servizio.
Il nuovo dossier presentato da Formez PA sui dati del censimento permanente delle auto pubbliche è previsto dai DPCM 3 agosto 2011 e 12 gennaio 2012. L’obiettivo è quello di valutare l’impatto delle policies varate in materia dal Governo, divenute più stringenti grazie alla Legge di stabilità del 24 dicembre 2012 n. 228, che espressamente prevedeva, fino al 31 dicembre 2014, il divieto per le PA di acquisto di nuove autovetture e di stipula di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto autovetture. Unica eccezione è rappresentata dagli acquisti per “i servizi sociali e sanitari svolti per garantire i livelli essenziali di assistenza”. Successivamente, il recente Decreto sulla Pubblica Amministrazione (D.L. 101/2013) ha previsto che “le PA non potranno acquistare automobili o stipulare contratti di locazione finanziaria fino al 31 dicembre 2015. Per quelli che non rispettano l’obbligo di partecipare al Censimento permanente (istituito con il DPCM del 3 luglio 2012) scende del 50% la possibilità di spesa in acquisto, manutenzione e noleggio delle auto e acquisto buoni taxi, rispetto alla spesa prevista nel 2013. “Nei casi in cui è ammesso l’acquisto di nuove autovetture, le amministrazioni pubbliche ricorrono a modelli a basso impatto ambientale e a minor costo d’esercizio, salvo motivate e specifiche eccezioni”.

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Salviamo il futuro delle rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

Roma 18 Aprile oree 11 in piazza Monte Citorio per le energie pulite

Parco eolico di Tocco da Casauria (PE)

Parco eolico di Tocco da Casauria (PE) (Photo credit: Wikipedia)

. Le fonti pulite stanno cambiando il sistema energetico italiano con vantaggi che diventano sempre più evidenti in termini di produzione (che ha raggiunto il 26,6% rispetto ai consumi elettrici nel 2011), di riduzione delle spese legate al protocollo di Kyoto, di creazione di oltre 100mila nuovi posti di lavoro, ma anche economici complessivi per il Paese e oggi anche di riduzione del costo dell’elettricità nel mercato elettrico all’ora di picco grazie al solare.
Questa prospettiva è in pericolo, proprio perché sta mettendo in crisi i grandi gruppi energetici e gli impianti di produzione di energia elettrica da carbone, petrolio e gas. E’ in corso una campagna mediatica che sta mettendo in luce solo i rischi e gli impatti in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, i cittadini e le aziende da una prospettiva di investimento in un modello energetico pulito, efficiente, distribuito. Purtroppo, invece di approvare i decreti attuativi per le rinnovabili termiche e quelle elettriche (fotovoltaico escluso) che si attendono da settembre, ora si parla di tagli radicali degli incentivi per il fotovoltaico con un, nuovo, quinto conto energia e di limiti e tagli per tutte le altre fonti. Soprattutto, si vuole mettere tetti annui di spesa e registri per ogni tipologia di impianto che non sia domestico, togliendo ogni certezza agli investimenti. Il mondo delle rinnovabili, le imprese nate in questi anni, gli oltre 100mila nuovi occupati, le associazioni di settore e ambientaliste scendono in piazza per contrastare questa prospettiva. Non è accettabile che decisioni di questo genere vengano prese senza un confronto trasparente e una seria analisi costi/benefici. Soprattutto, noi pensiamo che le rinnovabili debbano essere al centro del futuro energetico dell’Italia.

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Drastica riduzione dei consumi degli italiani per le feste natalizie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

Il meno 20% registrato è dovuto alle condizioni di difficoltà economiche delle famiglie nel dover gestire i propri bilanci finanziari. Anche in futuro le previsioni risultano pessimistiche in virtù dell’applicazione delle norme contenute nella manovra licenziata, prima di Natale, dai due rami del Parlamento e successivamente firmata dal Presidente della Repubblica.Dalla correzione dei conti pubblici per oltre 30 miliardi, le tasse peseranno per circa il 90%, determinando una pressione fiscale verso il 45%. A sostenere il maggior peso della manovra saranno i titolari di pensioni ed i lavoratori dipendenti. Se nell’ultimo rilevamento Istat, le retribuzioni restano al palo crescendo dell’1,5% a fronte di una crescita dei prezzi, su base annua, del 3,3%, gli assegni pensionistici non godono di migliore condizione, avendo subito nell’anno in corso lo stesso trattamento. Situazioni che sono frutto di una manovra iniqua, fortemente recessiva per i consumi e che avrà quale conseguenza naturale il lievitare dei disagi delle famiglie, sempre più indebitate per la loro quotidiana sopravvivenza. Disagi e sacrifici che continuano a non intaccare la casta. Il decreto “salva italia”, voluto dal Professore Monti, a fronte di lacrime e sangue richiesti agli italiani, salva i tecnoministri e sottosegretari in materia di supercontributi per la loro pensione. Interpretando favorevolmente la legge 146/80, i diretti interessati potranno optare per l’indennità da ministro (3.746 euro lordi mensili) oltre quella da parlamentare (10.697 euro), oppure solo per quella da ministro in aggiunta alla quota di stipendio precedentemente ricevuto (se non superiore all’indennità parlamentare). Questa invece la novità introdotta con un “piccolo comma” all’interno della grande manovra: i contributi ai fini pensionistici, a carico dello Stato (noi cittadini), saranno invece riferiti all’ultima busta paga percepita da dipendente pubblico che, nella stragrande maggioranza degli attuali ministri, è superiore alla stessa indennità parlamentare. Ma visto che l’Italia è in recessione, e per non essere inferiore a nessuno, anche la Regione Lazio, in attesa di affrontare in futuro l’abbattimento dei costi della politica regionale, ha esteso anche agli assessori esterni, nominati ma non eletti, il lauto vitalizio. A pagarlo saranno i cittadini con l’aumento del bollo auto, dell’accise e della tassa sui carburanti e dell’innalzamento dell’addizionale irpef. Questo il concetto di equità sbandierato dal Governo tecnico-politico del Presidente Mario Monti !!! (Giuseppe Torrente Segr. Gen.le SAPENS Or.S.A.)

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Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2011

Litter on a Sunny Afternoon

Image by Alan Stanton via Flickr

Al via sabato 19 novembre in tutta Europa le iniziative che partecipano alla terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti una campagna di comunicazione ambientale che nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, i consumatori e tutti gli altri stakeholder circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea.
E’ infatti evidente che la migliore pratica di gestione dei rifiuti consiste nel non generarli, perché i benefici in termini di riduzione di estrazione di risorse, consumo energetico, emissioni di gas serra e altri impatti ambientali che si concretizzano superano di gran lunga i benefici provenienti dal riciclaggio.
Sono quasi 900 le azioni con cui partecipa l’Italia all’evento europeo che si possono consultare sul sito dedicato Menorifiuti.org. Tra queste figurano le iniziative promosse da Porta la Sporta tra cui la richiesta alla Grande Distribuzione Organizzata di attuare sette azioni concrete ed urgenti per prevenire la produzione dei rifiuti resa nota con la lettera aperta di una decina di giorni fa.Queste azioni sono determinanti per consentire ai cittadini consumatori di accogliere i consigli di acquisto a basso impatto ambientale proposti con Meno plastica per Tutti e Mettila in rete le recenti iniziative della campagna finalizzate a tagliare il peso degli imballaggi e altri articoli usa e getta. Due insegne della grande distribuzione hanno accolto l’invito di sperimentare Mettila in rete per ridurre il consumo dei sacchetti monouso del settore ortofrutta in due punti vendita del centro Italia.Porta la Sporta confida nel fatto che la Grande Distribuzione voglia rispondere nel breve periodo e fare grandi cose in campo ambientale poiché i gruppi hanno al loro interno risorse e know how per pianificare velocemente in alcuni ambiti. Sicuramente la GDO si trova nella posizione di poter influenzare il mondo della produzione a monte e agire direttamente sui prodotti a marca dell’insegna, che non è poco. La consapevolezza della limitatezza delle risorse del pianeta ha posto in primo piano il concetto di sostenibilità in generale e, più in particolare la sostenibilità delle imprese. Fare di più con meno rappresenta per le aziende il vantaggio competitivo del XXI secolo. (1) Non possiamo fare altro che augurarci che la competizione abbia inizio !Ecco le sette azioni di riduzione dei rifiuti o di miglioramento della riciclabilità che Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum chiedono ai gruppi della GDO di realizzare in tempi brevi:
1)-Ridurre drasticamente il consumo di sacchetti monouso nel reparto ortofrutta con l’affiancamento di una soluzione riutilizzabile come proponiamo con la nostra specifica iniziativa Mettila in rete;
2)-inserire nell’offerta attuale di spazzolini almeno un modello con testine intercambiabili con ricariche in confezione a parte e invitare i produttori delle marche trattate a convertirsi a questo sistema meno impattante;
3)-ridurre l’overpackaging dei prodotti di gastronomia confezionati nei punti vendita eliminando ad esempio gli inutili vassoietti nel confezionamento dei formaggi quando la pellicola trasparente potrebbe essere già sufficiente;
4)- chiedere ai propri fornitori di eliminare al più presto: a) i doppi imballaggi evitabili come le confezioni di cartoncino che contengono dentifrici o altri prodotti di detergenza per il corpo. b) gli imballaggi secondari come l’involucro che avvolge le due confezioni di caffè singole da 250 gr a marca Lavazza e altre marche. Basterebbe una grafica diversa sulle singole confezioni che evidenzi l’impossibilità di un acquisto separato. Il fatto che un prodotto con doppio imballaggio e maggiore impiego di materiale sia più conveniente rispetto al singolo acquisto non contribuisce ad educare il consumatore ad un consumo responsabile inducendolo a sottovalutare i costi e gli impatti ambientali che l’imballaggio ha nella realtà;
5)-sostituire gli imballaggi a partire dalla private label in poliaccoppiato non riciclabile con imballaggi in monomateriale riciclabili come ha fatto per ora Barilla con una nuova linea di biscotti con involucro monomateriale in polipropilene;
6)- mettere a disposizione in tutti i punti vendita un ampio assortimento di prodotti per la detergenza del corpo e della casa acquistabili alla spina o in formati concentrati;
7) -ultima azione ma non meno importante riguarda la necessità di fare una regolare comunicazione per valorizzare le politiche ambientali intraprese. Le iniziative a carattere ambientale che richiedono la partecipazione dei consumatori necessitano di essere accompagnate da una comunicazione a lungo termine che ne promuova l’adozione con il supporto di sistemi premianti. Andrebbero attivati allo scopo tutti gli strumenti di comunicazione e di fidelizzazione che le insegne hanno a disposizione. Dal sito web, alla newsletter, alla comunicazione nel punto vendita tramite cartellonistica e passaggio di spot audio.
Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul sito di Porta la sporta: http://www.portalasporta.it

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Riduzione erogazione mutui

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

bank day

Image by vignettando con Dario Levi via Flickr

Negli ultimi sei mesi il valore medio delle erogazioni di mutuo si è ridotto del 20%; la percentuale sale fino al 24% se isoliamo le sole richieste di mutuo per l acquisto della prima casa. Questo dato, rilevato dall’Ufficio studi del comparatore online Mutui.it, e messo a confronto con la sostanziale stabilità sia del valore medio degli immobili, sia dell importo richiesto, implica un drastico calo della percentuale finanziata. Se ad aprile 2011 le banche arrivavano a finanziare il 56% del valore dell immobile, a settembre si fermano al 44%. In altre parole: mentre ad aprile il mutuo medio erogato era di 140mila euro, a settembre è sceso a 110mila euro. Nello stesso periodo Mutui.it ha registrato, inoltre, un aumento del 9,34% delle richieste di mutui a tasso fisso: il netto incremento è bilanciato dal calo delle richieste di tasso variabile (-4,03%) e di tasso variabile con cap (-4,95%): anche se i finanziamenti a tasso variabile restano sicuramente i più convenienti nel breve periodo, è evidente che l interesse degli Italiani si sta focalizzando sempre più sul tasso fisso.

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Entro fine anno riduzione parlamentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Ieri in Commissione Affari costituzionali, Italia dei Valori ha chiesto l’urgente calendarizzazione in commissione della sua proposta di legge, sottoscritta da tutti i deputati IDV, per la riduzione del numero dei parlamentari, per poter arrivare a discuterla in Aula entro la fine dell’anno” lo annuncia in una nota l’on. Massimo Donadi, presidente dei deputati di Italia dei Valori alla Camera. “La nostra proposta di legge, estrapolata da un pacchetto di proposte per la riduzione dei costi della politica depositate ad inizio legislatura, intende ridurre a 300 il numero dei deputati e a 150 quello dei senatori” spiega Donadi. “Così facendo, non solo procederemo non solo nella giusta direzione di una maggiore razionalizzazione delle istituzioni migliorandone il funzionamento e definendo un più efficiente livello di rappresentanza politica, ma daremo un segnale concreto e tangibile, in tempi rapidi, nella riduzione dei costi della politica” conclude Donadi.

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