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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘riduzione’

Netta riduzione dello smog a Roma e nel resto d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Non solo ci sta restituendo un’aria più pulita ma può essere anche una barriera anticontagio – lo dichiara Alfonso Pecoraro Scanio già Ministro dell’Ambiente e Presidente della Fondazione Univerde – aggiungendo che “Lo smog può essere una delle cause della più veloce diffusione del virus nelle aree con aria più inquinata della Cina e in quella con più smog d’Europa, che è purtroppo la pianura padana. A queste conclusioni è arrivats la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) che insieme alle Università di Bari e di Bologna, ha esaminato i dati pubblicati sui siti delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale e li hanno incrociati con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile.” Anche il prof. Livio de Santoli prorettore dell’Università Sapienza di Roma e del comitato scientifico della Fondazione Univerde ha ribadito che: “Dallo studio risulta che le polveri sottili possono essere vettori del coronavirus, potrebbe essere questa la ragione per cui il virus ha viaggiato più veloce in Pianura Padana. Occorre riflettere sulla necessità di superare la circolazione di auto con motore a scoppio”
I dati del Copernicus sentinel 5P, con le foto elaborate dalla piattaforma Onda della Serco di Frascati, mostrano un’aria di Roma pulita dopo il primo periodo di stop alla circolazione e rilancio di lavoro e formazione a distanza. Le foto, insieme ai commenti di Pecoraro Scanio e del Prof. De Santoli, sono reperibili sui siti della Fondazione Univerde e della rete Opera2030.

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Coronavirus: bozza decreto, riduzione bollette

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Stando ad una delle bozze circolanti sul decreto legge del Governo per le misure economiche a favore di famiglie e imprese per l’emergenza Coronavirus, si ipotizza una riduzione delle bollette di luce e gas, attraverso un intervento sugli oneri di sistema.
“Se fosse così, sarebbe un’ottima notizia. Nel mercato tutelato, in questo trimestre, gli oneri di sistema gravano per il 21,26% sulle bollette della luce per il consumatore domestico tipo. Per il gas, però, l’incidenza è pari solo al 4,26%” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per il gas, quindi, sarebbe bene intervenire anche sulle imposte, che gravano per il 38,40%, ad esempio riducendo l’Iva al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali” prosegue Vignola.”Infine, andrebbe esteso immediatamente il bonus sociale a chiunque perde il posto di lavoro e, per la luce, sospesa la tariffa bioraria nel Servizio di Maggior Tutela, applicando, anche nelle ore di punta, la tariffa della fascia più bassa (F3), visto che gli italiani sono costretti a restare a casa tutto il giorno” conclude Vignola.

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Scuola: Riduzione classi pollaio e tempo pieno al Sud, Anief: servono 40 mila docenti aggiuntivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La riduzione del numero di alunni per classe e l’aumento di tempo-scuola al Sud necessitano di un surplus di insegnanti: servono non meno di cinque docenti in più per istituto, considerando anche che alla maggiore parte delle 8.200 scuole autonome sparse per il territorio nazionale sono annesse più sedi. È bene, quindi, che il ministero dell’Istruzione preveda la richiesta al Mef di non meno di 40 mila insegnanti ulteriori in organico di diritto, al fine di rendere esecutivi gli sdoppiamenti di classe, in presenza di un elevata quantità di iscritti, e di tenere sempre aperte le scuole del Meridione, dove occorre riallineare i livelli di apprendimento.
Commentando i lavori su questo tema della Commissione Istruttoria per le politiche sociali e lo sviluppo sostenibile per la preparazione del documento programmatico, che sarà presentato a breve al ministro dell’Istruzione, il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, ha detto che “uno dei cavalli di battaglia dell’Anief è proprio la necessità di incrementare gli organici, in base alle necessità del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso dispersione scolastica e migratorio”.Comincia a farsi sentire la necessità di implementare l’organico dei docenti italiani. Con apposito avviso SIDI – scrive oggi Orizzonte Scuola – le scuole hanno ricevuto comunicazione dell’apertura delle relative funzioni per la costituzione degli organici dell’anno scolastico 2020/21.
Come ogni anno il Ministero dovrà emanare un’apposita circolare, nella quale si dovrà per forza di cose tenere conto dello stop alle classi pollaio dall’anno scolastico 2020/21: il provvedimento, già inserito nel Milleproroghe approvato alla Camera, dovrà passare il vaglio del Senato ed essere convertito definitivamente entro il 29 febbraio. Si partirà solo dalla scuola secondaria di II grado: con i 55 milioni a disposizione che saranno ripartiti su tre anni e su base regionale, tenendo conto del numero di classi con un numero di iscritti superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata.In attesa della circolare ministeriale, alcuni uffici scolastici, come quello di Milano, hanno fornito alcune utili indicazioni: in queste, ad esempio, si specifica che “l’attività in fasce orarie pomeridiane, sarà autorizzata nei limiti della dotazione organica assegnata dalla Direzione Regionale, sulla base delle vigenti disposizioni ministeriali”. Diventa quindi prioritario, da parte dell’amministrazione centrale di Viale Trastevere, prevedere l’incremento di cattedre nell’attuale fase preliminare.Il surplus di docenti, inoltre, sarà particolarmente necessario in quelle scuole dove si prevede un incremento di orario di apertura delle istituzioni scolastiche, quindi anche di tempo scuola.

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Riduzione del cuneo fiscale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Così come prevista da questo governo, è la terza misura assistenziale dopo gli ‘ottanta euro’ di Renzi ed il reddito di cittadinanza giallo verde, e non rappresenta affatto una misura per lo sviluppo e la tanto necessaria ripresa dell’Economia nazionale. Il presidente dell’Inps Tridico, che nel corso della sua audizione in Commissione Finanze ha richiamato gli anni ’80, farebbe bene a rievocarli non tanto per il calo delle diseguaglianze quanto, piuttosto, per il ritorno a provvedimenti di assistenzialismo in deficit per ben 23 miliardi nello stile del ‘panem et circenses’. Politiche che hanno indebitato l’Italia e che ora sono in gran voga nei governi della Sinistra. Si consuma, inoltre, l’ennesima iniquità e sperequazione nei confronti dei lavoratori autonomi e delle partite Iva in genere, cioè dei produttori di ricchezza e lavoro, che vengono costantemente ignorati e finanche penalizzati dal governo, come peraltro evidenziato, dati alla mano, dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Finanze e Tesoro Andrea de Bertoldi al termine delle audizioni in Commissione sulla riduzione del cuneo fiscale.

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Referendum in materia di riduzione del numero dei parlamentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Ci sarà il 29 marzo 2019. Si voterà anche all’estero, per corrispondenza, per cui ogni iscritto all’AIRE riceverà a casa il plico contenente il materiale per votare. Il Referendum popolare avrà il seguente quesito: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019 ?». La posta in gioco è il taglio dei parlamentari e soprattutto il taglio dei parlamentari eletti all’estero. Saranno chiamati a votare tutti gli iscritti AIRE e non ci sarà il quorum, cioè un numero minimo di elettori necessario affinché la votazione sia valida, per cui se il 51% sarà contrario alla riforma fatta dal Governo che prevede il taglio della rappresentanza estera, tale riforma sarà cancellata. Infatti, in base a quanto prevede l’articolo 138 della Costituzione, in questo caso non conta il quorum dei votanti che invece determina la validità dei Referendum abrogativi.Ora bisognerà scegliere per il bene del Paese ed evitare che la propaganda prenda il sopravvento sulla politica e forse questo referendum è l’occasione per far tornare la gente a ragionare di politica e del bene dell’Italia oltre i populismi. E’ stata fatta una riforma frettolosa che non mette in conto i gravi problemi di rappresentanza che apre, di impatto con l’ordinamento costituzionale e di funzionamento del Parlamento così com’è strutturato. Infatti, nella riforma si sarebbero dovuti inquadrare anche questi altri aspetti ma sull’onda del taglio a tutti i costi e del populismo si è proceduto a varare una riforma zoppa: è proprio vero quel detto popolare che recitava: la gatta frettolosa fa i gattini ciechi! Poi si afferma che tale riforma, che porta il numero complessivo dei parlamentari da 945 a 600, con un taglio del 36,5% degli eletti, è stata necessaria per abbattere i costi della politica: non è vero perché si tratta dei costi della democrazia e non dei costi dei partiti e poi, come dicono esperti che di tagli se ne intendono, il risparmio non sarebbe quello annunciato di 500 milioni di euro per Legislatura ma di soli 285 milioni, una cifra pari allo 0,007 % del bilancio dello Stato. Quindi diciamo la verità e soprattutto diciamo che se vogliamo ridurre i costi della rappresentanza allora possiamo pure abolire la democrazia piano piano e arrivare a 10 o a uno solo al comando! In realtà con questa riforma i partiti vedranno il loro potere rafforzato e sceglieranno quei pochi fedelissimi a rappresentarli in Parlamento azzerando le altre voci! Inoltre, se guardiamo ad altri Paesi europei, simili all’Italia, vediamo che agli attuali 945 parlamentari, tra Camera e Senato, corrispondono i 923 parlamentari francesi e i 1426 parlamentari in Gran Bretagna, tra Camera dei Comuni e House of Lords! Quindi, quella che viene mortificata è la rappresentanza che avrebbe bisogno di correttivi che non vediamo attualmente. Saranno penalizzate le minoranze e gli italiani all’estero.Infatti, non è stata minimamente considerata la specificità della Circoscrizione Estero, come avevo chiesto a più riprese nel corso della mia attività parlamentare!
Il Governo ha fatto dei tagli lineari al numero dei parlamentari senza alcun criterio logico e di proporzionalità. Infatti, se consideriamo che all’estero il numero dei residenti è quasi raddoppiato da quando è stata istituita la Circoscrizione estera, senza che aumentasse il numero degli eletti, fermi sempre a 12 alla Camera e a 6 al Senato, si capisce bene che il potere democratico di esprimere una rappresentanza di chi risiede all’estero si sia affievolito negli anni e, ora, con questa riforma subisce una riduzione ulteriore e non giustificabile. In Nord e Centro America passeremo dall’eleggere 1 senatore e due deputati a eleggere 1 senatore ed 1 deputato, forse allargando ancora di più il territorio della Ripartizione! Capite che sarà molto complesso poter rappresentare territori così vasti, cosa già difficile ora. Devo dire che gli italiani all’estero non sono stati proprio considerati, come fossero trasparenti!
Di conseguenza, io voterò contro il taglio degli eletti all’estero perché non è giusto penalizzare la rappresentanza di chi vive all’estero rendendola tanto esigua quanto poco forte per incidere nei processi parlamentari, cosa già difficile oggi!Per questo chiedo anche ai connazionali all’estero di votare con me contro questo taglio iniquo della rappresentanza, espressione della crescente emarginazione che questo governo ha verso gli italiani all’estero!Sarà l’occasione per far sentire forte la nostra voce e ridare forza alla capacità democratica dei residenti all’estero. E’ ora di invertire la rotta e il referendum può essere l’occasione buona! “

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Educare alla riduzione dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Questo uno dei claim della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” che mira a dare il buon esempio attraverso numerose iniziative promosse e diffuse su tutto il territorio comunitario. Il movimento di coscienze ha portato l’Italia nel 2018 a registrare 5.080 azioni, riconfermandosi così tra le nazioni più sensibili al tema della sostenibilità in Europa.“Ma cosa può fare ciascuno di noi nel quotidiano, per ridurre se non evitare la produzione di rifiuti?”. Senza arrivare a scelte estreme, sicuramente attraverso piccoli accorgimenti e cambiamenti nel nostro stile di vita e di consumo tutti noi possiamo fare la nostra parte. Lo scopo ultimo è quello di rendere ogni settimana la settimana per la riduzione dei rifiuti, partendo da come ci muoviamo a cosa mangiamo, senza dimenticare l’igiene ed il consumo di acqua in generale. A tal proposito, abbiamo pensato ad alcuni spunti efficaci e semplici, per farci essere più green e rispettosi dell’ambiente.
– quando si fa la spesa, prediligere packaging in materiale riciclabile come la carta o il vetro
– avvicinarsi al mondo dello sfuso:sono sempre più numerosi i negozi che offrono prodotti alimentari, detersivi o prodotti per l’igiene sfusi: basta poco per organizzarsi, portando con sé contenitori vuoti e riempirli all’occorrenza e rispondere così all’esigenza di inquinare meno e ridurre i rifiuti
– in cucina,gli scarti della verdura spesso possono essere riutilizzati per preparare deliziosi brodi vegetali o base per nuove ricette
– anche per il consumo di acqua a casa si possono evitare le pesanti e molto inquinanti bottiglie di plastica, l’Italia purtroppo è il Paese in Europa con il più alto consumo di acqua in bottiglia. Ricorrendo all’acqua del rubinetto e ai gasatori domestici, versatili e sicuramente più sostenibili, possiamo risparmiare fino a 2000 bottiglie di plastica all’anno a famiglia.Ci sono gasatori molto eleganti che utilizzano anche caraffe in vetro che una volta riempite e “gasate” possono essere portate direttamente in tavola
– quando ci si muove fuori casa, al posto di usare le bottigliette di acqua in plastica – ogni minuto nel mondo viene acquistato l’impressionante numero di 1 milione di bottigliette di plastica- è meglio ricorrere alle borracce(abitudine fortunatamente sempre più diffusa, grazie anche all’impegno di molte amministrazioni cittadine che hanno distribuito le borracce a scuola e negli uffici pubblici). Esistono in commercio borracce di ogni tipo, sportive o di design, come la MyOnlyBottle di SodaStream, che rispondono alle esigenze e ai gusti di ciascuno
– scatole e confezioni di vario tipo possono avere una seconda vita, con un po’ di creatività infatti è possibile trasformare una scatola di biscotti in un simpatico porta oggetti da tavolo piuttosto che i classici cartoni da imballaggio diventare sedie e tavolini decorabili per bambini, una vecchia bottiglia di vetro si può trasformare in una lampada di design e gli esempi potrebbero continuare a lungo. (Sara Orsenigo)

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Riduzione tasse: Una chimera?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

“Leggo che tra gli obiettivi principali del ministro Tria figura ‘la riduzione delle tasse per il ceto medio’. Vorrei fargli sommessamente notare che anche ipotizzando che nel 2020 i risparmi di quota 100 e del reddito di cittadinanza arrivino addirittura a 7 miliardi (la metà di quanto messo a bilancio per i due provvedimenti), e che le maggiori entrate rispetto alle previsioni per lo Stato arrivino a 5 miliardi (il doppio di quest’anno), si tratterebbe purtroppo di un’idea non realizzabile. Dato l’impegno a ridurre il deficit al 2,1% che il suo governo ha confermato all’Unione Europea, continuerebbero a mancare all’appello 11 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva dal 22 al 24%, e di quella agevolata dal 10 al 12%. Caro ministro, altro che riduzione di tasse per il ceto medio, qui purtroppo non riuscite a trovare nemmeno i soldi per evitare l’aumento dell’Iva. Fratelli d’Italia continua a chiedere uno choc fiscale autentico, che faccia ripartire famiglie e imprese italiane, e proprio per questo ribadisce che le prime condizioni per tagliare le tasse sono sospendere i sussidi assistenzialisti come il reddito di cittadinanza e mettere seriamente in discussione il dogma dell’austerità imposto dalla Commissione Europea” Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Gli enti locali si impegnano per la riduzione dei rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Il Comitato europeo delle regioni ha ospitato la cerimonia annuale di premiazione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, nel quadro della Settimana verde 2019
Nel quadro della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti SERR sono stati premiati sei progetti, riconosciuti come le azioni migliori dell’anno nello sforzo di ridurre a zero i rifiuti nell’UE. I riconoscimenti, assegnati ogni anno, intendono segnalare e incoraggiare le iniziative di riduzione dei rifiuti attuate da tutti i soggetti della società. La SERR si svolge ogni anno in novembre, e comprende migliaia di attività di sensibilizzazione e di rimozione di rifiuti in tutta Europa. La decima edizione dei premi SERR mette in evidenza il ruolo centrale degli enti locali nella riduzione dei rifiuti. La prossima SERR avrà luogo dal 16 al 24 novembre 2019. Nel suo intervento di apertura, il membro del Comitato europeo delle regioni (CdR) André van de Nadort (NL/PSE) , sindaco di Weststellingwerf e membro della giuria dell’edizione di quest’anno, ha dichiarato: “Come membro della giuria sono impressionato dal numero di iniziative in corso in tutta Europa e dalla diversità dei gruppi, delle istituzioni e delle comunità che si impegnano attivamente nella prevenzione e nella riduzione dei rifiuti. Al Comitato europeo delle regioni e nei nostri comuni ci adoperiamo per aumentare il livello di ambizione della legislazione sui rifiuti in Europa. Ma non potremmo raggiungere i nostri obiettivi senza l’impegno e la dedizione delle comunità locali”. André van de Nadort (NL/PSE) è stato relatore del parere sulla Strategia europea per la plastica nell’economia circolare , adottato a ottobre 2018.

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Clima: piano dell’UE per la riduzione a lungo termine delle emissioni di CO2

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Nella risoluzione non vincolante, adottata con 369 voti favorevoli, 116 voti contrari e 40 astensioni, i deputati affermano che solo due degli otto scenari (“percorsi”) proposti dalla Commissione europea nella sua comunicazione di novembre consentirebbero all’UE di raggiungere, entro il 2050, l’azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra (GES) e che tale obiettivo sia l’unico compatibile con gli impegni dell’Unione nel quadro dell’accordo di Parigi sul clima. I deputati sostengono la Commissione nel promuovere questi due scenari.Il Parlamento ha espresso sostegno per le manifestazioni, in particolare alle marce sul clima e agli scioperi degli studenti che sensibilizzano sui rischi climatici. I deputati chiedono ai governi nazionali, regionali e locali, così come all’UE, di intraprendere azioni concrete e rapide per non superare il limite climatico di 1,5°C.I deputati sottolineano anche che per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050 nel modo più efficiente in termini di costi, sarà necessario innalzare il livello di ambizione per il 2030.
La transizione verso un regime a zero emissioni di gas serra, se gestita bene e col sostegno adeguato per regioni, settori e cittadini più vulnerabili, può potenzialmente creare 2,1 milioni di posti di lavoro aggiuntivi entro il 2050 nell’UE. Dovrebbe essere creato un “un fondo per una transizione giusta” per sostenere le regioni più colpite dalla decarbonizzazione, come le regioni carbonifere.La strategia UE di azzeramento delle emissioni nette dovrebbe privilegiare la riduzione diretta delle emissioni e il potenziamento dei pozzi di assorbimento e delle riserve naturali dell’UE (come le foreste) rispetto alle tecnologie di assorbimento del carbonio, che devono ancora essere utilizzate su larga scala e che comporterebbero notevoli rischi per gli ecosistemi, la biodiversità e la sicurezza alimentare.
La transizione verso un’economia a zero emissioni nette di GES (gas a effetto serra) presenta sfide e opportunità per l’UE. Gli investimenti nell’innovazione industriale, comprese le tecnologie digitali e le tecnologie pulite, sono necessari per stimolare la crescita, rafforzare la competitività e creare posti di lavoro, per esempio nell’ambito di un’economia circolare e una bioeconomia in espansione. I deputati sottolineano inoltre l’importanza di una politica energetica e climatica stabile e prevedibile per incoraggiare gli investimenti a lungo termine.Infine, i deputati reiterano la posizione del Parlamento europeo di destinare una quota minima del 35% delle spese per la ricerca (Orizzonte Europa) a sostegno degli obiettivi climatici.

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Campagna di Rondine per la riduzione dei conflitti armati

Posted by fidest press agency su domenica, 24 febbraio 2019

È l’Italia il primo Paese che si impegna a sostenere l’Appello che Rondine ha presentato ai 193 Stati membri delle Nazioni Unite il 10 dicembre 2018, in occasione delle Celebrazioni del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. L’impegno è quello di spostare il costo di un’arma dal bilancio della difesa ad una borsa di studio per formare leader di pace. “Vi garantisco il mio pieno appoggio morale e non mi sottraggo all’impegno. Sono lieto di accettare il vostro invito a Rondine e nell’occasione della mia visita vi dirò quanto saremo riusciti a spostare dal bilancio della difesa per la formazione di leader di pace”, dichiara il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri mattina ha sottoscritto l’impegno in occasione dell’incontro con una delegazione dell’associazione Rondine, che da venti anni lavora per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione della propria metodologia per la trasformazione creativa del conflitto in ogni contesto. “Vi assicuro – continua Conte – che abbiamo sempre cercato di mettere il valore della persona al centro, come ho detto in diverse sedi parlando di un nuovo umanesimo. Dobbiamo afferrare l’essere umano, il che significa che tutti nasciamo con diritti solo per il fatto di essere nati, a prescindere anche dal luogo di nascita, longitudine e latitudine”.Rondine ospita giovani provenienti da Paesi teatro di conflitti armati o post-conflitti in un borgo medievale in provincia di Arezzo: attraverso la convivenza quotidiana con il proprio nemico e un percorso di alta formazione, si preparano a diventare futuri leader di pace.Oggi l’Associazione conferma e rilancia il suo impegno con la campagna Leaders for Peace: un gesto simbolico che ha la forza della concretezza in grado di cambiare la Storia, come dimostra la vicenda di Maria Karapetyan, una vera leader di pace che dopo solo due anni dal termine del suo percorso di formazione a Rondine è diventata una delle protagoniste della rivoluzione di velluto armena e oggi siede nel Parlamento del nuovo governo. Lei, attivista per i diritti civili, ha portato la voce delle donne armene nella politica, aprendo una nuova era per la nazione. “La rivoluzione di velluto è stata post moderna, frammentata e inclusiva. Nessuno avrebbe potuto prevedere questo processo. In questo è come Rondine, un luogo in cui lavoriamo e continuiamo a inseguire un sogno, finché non si realizzano le condizioni per concretizzarlo”.Dopo l’appoggio morale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il forte sostegno di Papa Francesco, che ha rilanciato l’Appello invitando i capi di stato a firmarlo, arriva il primo risultato concreto di una campagna che in tre anni si prefigge di portare risultati concreti sul fronte della pace. “L’obiettivo è la graduale estinzione dei contesti bellici dal pianeta, attraverso l’affermarsi della cultura di relazioni pacificate. Siamo fieri che sia proprio l’Italia ad aprire questo percorso – afferma il presidente di Rondine Franco Vaccari, – il Paese dove il Metodo Rondine è nato, nutrendosi delle sue radici culturali. Un metodo che ha già cambiato la prospettiva di oltre duecento giovani, che stanno lavorando in tutto il mondo per operare questo grande cambiamento”.Attraverso la firma, l’Italia riconosce come emergenziale la questione dei conflitti armati e la necessità di diffondere tra i leader e i cittadini le abilità per trasformare positivamente i conflitti.

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Fratelli d’Italia sarà per la riduzione dei parlamentari

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

“Fratelli d’Italia non farà la controfigura e voterà a favore della riduzione del numero dei parlamentari. Non siamo contrari a ridurre deputati e senatori, anzi il centrodestra su questo può vantare il merito di avere per primo posto il tema. E soprattutto chiediamo che finalmente i cittadini possano eleggere il Capo dello Stato, grazie ad una riforma in senso presidenziale”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, nel corso della sua dichiarazione di voto in Aula sul disegno di legge di riduzione del numero dei parlamentari.”Non accetteremo che i partiti di governo si facciano un grande spot elettorale per coprire i loro fallimenti. Per far dimenticare che non si è fatto nulla a sostegno della famiglia, che la flat tax è stata abbandonata, che non c’è il blocco navale e che il rimpatrio degli immigrati non è stato mai fatto. E pure sulle infrastrutture registriamo altri fallimenti, il balletto sulla Tav e sul Tap, e persino sul reddito di cittadinanza, che non ci piace, si registrerà l’ennesimo fallimento di questa maggioranza. Perciò, non ci presteremo alla propaganda della maggioranza, ma siamo consapevoli che il percorso di questo ddl è ancora lungo e vedremo se la maggioranza sarà capace di cambiare rotta e di costruire una riforma che parta dalle fondamenta. Che parli di elezione diretta del Capo dello Stato, e anche della riforma della legge elettorale, che soltanto FdI ha contrastato. Su questo certamente saremo presenti e faremo sentire la nostra voce”, conclude il senatore di FdI.

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Malattie cardiovascolari: nuove prospettive per la riduzione del colesterolo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Come diminuire l’impatto delle malattie cardiovascolari in Italia, sia in termini di vite umane perdute e di morbilità, sia per le ricadute economiche? Se n’è parlato a Meridiano Cardio “Nuove prospettive nella prevenzione secondaria cardiovascolare: focus sull’ipercolesterolemia” giunto alla seconda edizione. «Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 35% delle morti totali. Non deve dunque sorprendere che i costi sanitari associati a tali patologie, ammontino circa a 21 miliardi di euro/anno. In particolare i costi diretti, riconducibili per l’84% alle ospedalizzazioni, ammontano a 16 miliardi» esordisce Francesco Saverio Mennini, professore di economia sanitaria all’Università Roma Tor Vergata. Cifre considerevoli che potrebbero essere ridotte anche grazie a interventi di prevenzione secondaria dopo un primo evento cardiovascolare. Per esempio, da uno studio dell’European Atherosclerosis Society Consensus Panel emerge che una riduzione del colesterolo LDL di 39 mg/dL si associa a un calo del rischio relativo di eventi cardiovascolari del 10% al primo anno, del 16% al secondo anno e del 20% dopo tre anni di trattamento. «Si stima che in prevenzione secondaria poco meno del 50% dei pazienti raggiungano il target dei livelli di colesterolo LDL» afferma Marcello Arca, direttore dell’UOS Centro arteriosclerosi del Policlinico Umberto I di Roma e segretario nazionale SISA, Società italiana per lo studio dell’Aterosclerosi. E Pasquale Perrone Filardi, direttore della scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università “Federico II” di Napoli, aggiunge: «In quest’ambito giocano un ruolo chiave i nuovi farmaci come gli inibitori di PCSK9, composti innovativi dal punto di vista della farmacologia cardiovascolare che riducono i livelli di colesterolo anche oltre il 50% a fronte di una buona tollerabilità e sicurezza». Tuttavia Federico Spandonaro, professore di economia sanitaria all’Università Roma Tor Vergata, puntualizza che nonostante gli inibitori di PCSK9 siano un’opportunità terapeutica di indubbia rilevanza, il loro utilizzo resta limitato al 13-14% dei pazienti eleggibili. «È come se i pazienti si perdessero in una rete assistenziale dalle maglie troppo larghe. Le criticità che emergono dimostrano la necessità di percorsi reali di presa in carico dei pazienti ipercolesterolemici, integrati fra i diversi servizi sul territorio» conclude Sabrina Nardi, Direttore Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici di Cittadinanzattiva. (fonte doctor33)

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Emissioni CO2 auto: il Parlamento europeo chiede riduzione del 40% entro il 2030

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Bruxelles. Nel progetto di legge votato i deputati hanno proposto di fissare la riduzione delle emissioni delle nuove autovetture al 40% entro il 2030, con un obiettivo intermedio del 20% entro il 2025 (anno di riferimento 2021). Un taglio più significativo rispetto al 30% chiesto dalla Commissione Europea. Obiettivi analoghi sono fissati per i nuovi furgoni.I costruttori le cui emissioni medie di CO2 supereranno tali obiettivi pagheranno un’ammenda al bilancio dell’UE. Tali fondi saranno destinati ai lavoratori altamente qualificati colpiti da cambiamenti nel settore automobilistico.Le case automobilistiche dovranno inoltre garantire che i veicoli a emissioni zero e a basse emissioni – ZLEV (auto elettriche o veicoli che emettono meno di 50 g CO2/km) abbiano una quota di mercato del 35% sulle vendite di nuove auto e furgoni entro il 2030 e del 20% entro il 2025.Il Parlamento invita la Commissione europea a presentare, entro due anni, una proposta per introdurre test delle emissioni di CO2 in condizioni di guida reali, utilizzando un dispositivo portatile come quello recentemente introdotto per la valutazione delle emissioni di NOx. Fino ad allora, le emissioni di CO2 dovrebbero essere misurate sulla base dei dati dei contatori del consumo di carburante delle automobili. Il test delle emissioni in guida reale deve essere operativo dal 2023, chiedono i deputati.
I deputati riconoscono che una transizione socialmente accettabile e giusta verso una mobilità a emissioni zero richiede cambiamenti in tutta la catena del settore automobilistico, con possibili impatti sociali negativi. L’UE dovrebbe pertanto promuovere lo sviluppo delle competenze e la ridistribuzione dei lavoratori del settore, in particolare nelle regioni e nelle comunità più colpite dalla transizione, attraverso strumenti di finanziamento dell’Unione più forti. I deputati chiedono inoltre di sostenere la produzione europea di batterie.
Entro la fine del 2019, la Commissione europea dovrà proporre una legislazione per fornire ai consumatori informazioni accurate e comparabili sul consumo di carburante, sulle emissioni di CO2 e sulle emissioni inquinanti delle autovetture nuove.A partire dal 2025, le case automobilistiche dovranno comunicare alla Commissione il ciclo di vita delle emissioni di CO2 delle nuove automobili immesse sul mercato, utilizzando una metodologia comune.
La risoluzione legislativa è stata approvata con 389 voti a favore, 239 contrari e 41 astensioni. I ministri dell’UE adotteranno la loro posizione comune il 9 ottobre. I negoziati con i deputati al Parlamento per un accordo in prima lettura inizieranno quindi il 10 ottobre.
Allo stesso tempo, il settore automobilistico globale sta cambiando rapidamente, in particolare per quanto riguarda i gruppi propulsori elettrici. Se le case automobilistiche europee si impegneranno tardi nella necessaria transizione energetica, rischieranno di perdere il loro ruolo guida.

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Ridurre il numero degli ictus in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Prevenzione primaria, organizzazione dei servizi dell’ictus, gestione dell’ictus acuto, prevenzione secondaria con follow up organizzato, riabilitazione, valutazione degli esiti e della qualità dei servizi, la vita dopo l’ictus: questi i 7 campi che sono stati individuati dall’European Stroke Organization (ESO) e che sono stati inseriti nel Piano di Azione per l’Ictus in Europa 2018-2030.La Conferenza dell’ESO, presieduta dalla Professoressa Valeria Caso, neurologa presso la Stroke Unit dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e Presidente uscente della Società Scientifica Europea ha visto la partecipazione di oltre 4.500 tra medici ed infermieri provenienti da più di 85 Paesi di tutti i continenti.Obiettivi ambiziosi del Piano di Azione, comuni a tutti i campi individuati, sono la riduzione del numero assoluto degli ictus in Europa di ben il 10%, il trattamento di almeno il 90% dei pazienti colpiti da ictus in Europa in una Unità Neurovascolare (Stroke Unit) come primo livello di cura, la creazione di piani nazionali specifici che comprendano tutto il percorso che va dalla prevenzione primaria fino alla vita dopo l’ictus e, infine, l’implementazione di strategie nazionali che promuovano e facilitino uno stile di vita sano e, nello stesso tempo, riducano i fattori ambientali, socio-economici ed educativi che aumentano il rischio di incorrere nella patologia.
7 i campi d’azione su cui lavorare al piano di implementazione che include uno studio epidemiologico dell’impatto dell’ictus in Europa e prevede, oltre al coinvolgimento delle società scientifiche, anche quello delle associazioni dei pazienti presenti in ciascuna delle nazioni che fanno parte della Stroke Alliance for Europe SAFE, con attivazione di registri di qualità ed inclusione degli organi governativi:
1. Prevenzione primaria
2. Organizzazione dei servizi dell’ictus
3. Gestione dell’ictus acuto
4. Prevenzione secondaria e follow-up organizzato
5. Riabilitazione
6. Valutazione degli esiti e della qualità dei servizi
7. La vita dopo l’ictus.
C’è inoltre da osservare che il peso economico e sociale complessivo dell’ictus cerebrale aumenterà drammaticamente nei prossimi 20 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. Gli organi decisionali in Europa dovranno quindi individuare il modo migliore per combatterlo e rendere più facile la vita per coloro che sopravvivono e per le loro famiglie.I dati raccolti nello studio Burden of Stroke – Impatto dell’Ictus in Europa (pubblicato nell’ottobre del 2017, con traduzione in lingua italiana a cura dell’associazione) indicano che entro il 2035 si verificherà complessivamente un aumento pari al 34% del numero totale degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Unione Europea, passando dai 613.148 casi verificatisi nel 2015 agli 819.771 previsti nel 2035. Aumenterà anche il numero delle persone che dovrà convivere con le conseguenze di una patologia che diventa cronica: si passerà dai 3.718.785 del 2015 ai ben 4.631.050 previsti per il 2035, con un incremento del 25% pari circa a 1 milione di persone in Europa.Il costo totale dell’ictus in Europa è stimato nel 2015 in 45 bilioni di euro ed è destinato ad aumentare, includendo sia i costi derivanti dall’assistenza sanitaria sia quelli indiretti a carico delle famiglie e delle società intera. È dunque fondamentale che nella pianificazione di queste strategie comuni contro l’ictus in Europa siano coinvolti, oltre ad i rappresentanti di tutte le professioni che seguono il percorso di cura dei pazienti, anche i caregiver, le persone che sono state colpite da ictus e le associazioni di volontariato di ciascun paese.
L’ictus cerebrale è una patologia grave e disabilitante che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Circa 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 800.000, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe.

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Ambiente: nuovi obiettivi di riduzione CO2 per agricoltura, trasporto, edilizia e rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Le emissioni di CO2 prodotte da agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti dovranno essere ridotte del 30% per il 2030 e la deforestazione dovrà essere compensata piantando nuovi alberi.
Questi sono gli obiettivi di due proposte di legge UE adottate martedì in via definitiva.
Gli obiettivi dell’UE dovranno essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori che non rientrano nell’attuale sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, vale a dire l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che insieme rappresentano circa il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione.Questi tagli contribuiranno a rispettare l’impegno collettivo dell’UE di ridurre del 40% le emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori e riportarle ai livelli del 1990, come previsto dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.”Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un ambizioso regolamento europeo in materia di azione sul clima, nonostante i tentativi di molti governi dell’UE di minare la nostra ambizione”, ha affermato il relatore Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE, NL). “Grazie alle pressioni del Parlamento, siamo riusciti a ridurre il budget di carbonio consentito con le emissioni di circa quattro milioni di automobili. I governi europei dovranno fare di più e prima. Ritardare l’azione in favore del clima non è più possibile; questo regolamento chiede a tutti i governi di accelerare gli investimenti verdi per affrontare le emissioni provenienti da agricoltura, trasporti, rifiuti ed edifici”.Il regolamento è stato approvato con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.
Il Parlamento ha adottato un’altra normativa volta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e ad aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste per far fronte ai cambiamenti climatici.Attualmente, le foreste dell’UE assorbono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas a effetto serra prodotti dall’Unione ogni anno.La legge approvata stabilisce che i Paesi dell’UE dovranno garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi e introduce le misure da adottare per promuovere l’assorbimento di CO2 delle foreste, delle coltivazioni e dei pascoli.I deputati hanno rafforzato queste disposizioni aggiungendo che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché l’assorbimento di CO2 superi le emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’UE e con l’Accordo di Parigi.

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Riduzione colesterolo Ldl, nuova guida dei cardiologi Usa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

chicagoChicago. L’American College of Cardiology (ACC) ha aggiornato il suo percorso decisionale consensuale sull’utilizzo di farmaci non del gruppo delle statine per ridurre il colesterolo LDL nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica (ASCVD). Il documento, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, include alcuni cambiamenti rispetto alla prima versione presentata nel 2016. «Dalla pubblicazione di quel documento sono emerse ulteriori prove e prospettive da studi clinici randomizzati e da altre fonti, in particolare quelle che considerano l’efficacia a lungo termine e la sicurezza degli inibitori della proproteina della convertasi subtilisina/Kexin tipo 9 (PCSK9) nella prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica» spiegano gli autori del lavoro, guidati da Donald Lloyd-Jones, della Feinberg School of Medicine di Chicago. Più in particolare, sono stati presi in considerazione gli studi FOURIER e SPIRE-1 e -2, che hanno valutato rispettivamente evolocumab e bocociumab, e ulteriori studi sui tipi di pazienti che hanno più probabilità di beneficiare dell’uso di ezetimibe in aggiunta alla terapia statinica dopo sindrome coronarica acuta. Il contenuto dell’intero documento è stato modificato seguendo queste nuove indicazioni, con una guida più ampia e dettagliata per quanto riguarda il processo decisionale sia nel testo che negli algoritmi. Sono state fornite raccomandazioni riviste per i pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica clinica con o senza comorbilità in terapia statinica per la prevenzione secondaria. Infatti, per coloro che sono in tale situazione e hanno un colesterolo LDL di 70-189 mg/dL, la soglia per una diminuzione netta della riduzione del rischio è, come già descritto in passato, un abbassamento del colesterolo LDL di almeno il 50%, ma i medici possono ora considerare un colesterolo LDL inferiore a 70 mg/dL o un livello di colesterolo non HDL inferiore a 100 mg/dL per tutti i pazienti, indipendentemente dalle comorbilità. Per i pazienti in questa gamma di LDL con comorbilità, i medici possono considerare la prescrizione di ezetimibe o PCSK9. Fattori che favoriscono la scelta di ezetimibe includono la necessità di abbassare ulteriormente il colesterolo LDL del 25% e il costo di ezetimibe generico, ma un inibitore PCSK9 può essere preferibile se il paziente necessita di un abbassamento più elevato di LDL. Vengono inoltre elencati i fattori che possono aiutare a identificare i pazienti con ASCVD a rischio più elevato per eventi ricorrenti, tra cui età di 65 anni o più, infarto miocardico o ictus non emorragico pregresso o fumo quotidiano di sigarette. (fonte: doctor33)

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Vitalizi e il “retropensiero” del Pd per ridurre le pensioni degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

damianoIl gruppo forza Italia non ha votato la legge Richetti percchè è una norma palesemente incostituzionale, perché introduce retroattivamente il ricalcolo dei vitalizi degli ex parlamentari e degli ex consiglieri regionali. La retroattività del ricalcolo è una cosa aberrante che potrebbe – seguendo magari il verbo del renziano presidente dell’Inps, Tito Boeri – interessare nei prossimi anni circa 16 milioni di italiani, andando a toccare la loro pensione in essere. Chi vuole questa legge accetta il rischio, neanche tanto velato, di una futura possibilissima macelleria sociale. Basta leggere le interviste del presidente della Commissione Lavoro della Camera, il Pd Cesare Damiano. In secondo luogo il gruppo di Forza Italia ha deciso di non partecipare al voto per non essere spalla consapevole del teatrino messo in piedi da Pd e M5s che, prendendo una decisione di mera facciata, già sanno che il testo sarà insabbiato al Senato o, in caso remoto di approvazione anche a Palazzo Madama, bocciato dalla Corte costituzionale.

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Riduzione dell’IVA per gli e-book

Posted by fidest press agency su sabato, 3 giugno 2017

londonbookfairI cittadini dell’UE dovrebbero pagare meno i libri elettronici, in seguito al voto del Parlamento su una proposta che consentirà agli Stati membri di ridurre l’IVA su tali prodotti.Una proposta della Commissione UE per consentire agli Stati membri di applicare una riduzione dell’aliquota IVA sui libri elettronici – in linea con l’IVA applicata alla carta stampata – è stata approvata dal Parlamento giovedì con 590 voti in favore, 8 contrari e 10 astensioni.”Il nostro modo di leggere è cambiato rapidamente negli ultimi anni. Al giorno d’oggi non ha senso applicare un doppio standard, per cui un quotidiano online viene tassato di più di quello stampato acquistato in un negozio. Questa nuova direttiva darà agli Stati membri la possibilità di allineare l’IVA dei contenuti digitali con quella della carta stampata”, ha dichiarato il relatore Tom Vandenkendelaere (PPE, BE). Attualmente, le pubblicazioni elettroniche sono assoggettate a un’aliquota IVA ordinaria pari ad almeno il 15%, mentre gli Stati membri mentre sono liberi di applicare l’aliquota ridotta di almeno il 5%, e in alcuni casi anche un tasso zero, alle pubblicazioni stampate.

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No alla riduzione dei medici di medicina generale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

medico-famiglia3Il Consiglio regionale ha inviato alla Commissione Sanità una mozione del M5S Lombardia che invita la Regione Lombardia a “valutare in tempi brevi la situazione della disponibilità di medici di medicina generale nell’arco dei prossimi 5 anni” e ad “aumentare il numero di medici abilitati che possano frequentare i corsi di formazione specifica in Medicina Generale, in accordo con i ministeri della Salute e della Ricerca”.
Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “L’intenzione di approfondire è seria, è però una mozione da discutere in tempi brevi. Entro il 2023, secondo i dati diffusi da Enpam, l’ente nazionale di previdenza per i medici e gli odontoiatri, potrebbero andare in pensione in Lombardia 2.776 medici di medicina generale. La Lombardia deve intervenire immediatamente per evitare che nell’arco di 5 anni sia ridotta la disponibilità di medici e di conseguenza ne risenta l’offerta di servizi sanitari ai cittadini. Già ora in regione molti medici seguono anche più dei 1500 pazienti dati come limite massimo dalla legge e con la prevedibile ondata di pensionamenti la situazione potrebbe avere ricadute negative sulla salute pubblica”.

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Riduzione tasse è inganno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

Tasse“Il ministro dell’economia Padoan è sempre più in imbarazzo: a ‘Porta a Porta’ ha sbugiardato Renzi sul taglio delle tasse, affermando che nel 2017 non ci sarà nessun taglio sull’Irpef, a differenza di quanto aveva annunciato il premier. Oggi ha provato goffamente ad arrampicarsi sugli specchi nascondendosi dietro fantomatici tagli di spesa nonostante una crescita rallentata dimostrata dalla revisione al ribasso delle stime sul Pil. Come al solito il governo gonfia il petto con gli annunci propagandistici che poi vengono clamorosamente smentiti: altro che governo della riduzione delle tasse. Renzi mostra ancora una volta la sua faccia da illusionista, è l’ennesimo inganno nei confronti degli italiani”. E’ quanto afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

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