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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘rientro’

Scuola: Rientro a settembre, tutte le norme da approvare per farlo in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Il Ministero dell’Istruzione e i sindacati sono al lavoro per la stesura di un protocollo di sicurezza per garantire l’avvio dell’anno scolastico. Il protocollo prevede una serie di punti: dall’obbligo della mascherina per chiunque entri a scuola alla misurazione della temperatura prima di entrare in classe. Bozza protocollo di sicurezza. Diverse sono state anche le richieste delle parti sociali su cosa fare in caso di positività, ma anche sulla necessità di introdurre un medico in ogni scuola, un adeguato sostegno psicologico per personale scolastico e studenti. Molta attenzione dovrà quindi essere posta sulla gestione, nelle scuole, degli gli spazi comuni. Risultano, intanto, in via di adeguamento alla nuova situazione epidemiologica le Linee guida nazionali prodotte a fine giugno. Sono state invece approvate in via definitiva le linee guida 0-6 anni, attraverso l’accordo raggiunto in Conferenza Unificata di pochi giorni fa, con accorgimenti specifici per i bambini in tenera età. Nel frattempo, alcune regioni hanno già deliberato le loro linee guida, come l’Emilia Romagna, il Lazio, la Sicilia e il Veneto. Come è prevista una dotazione organica aggiuntiva, fino a 50mila docenti e ATA per gestire l’emergenza; un organico che la Ministra ha definito “il personale Covid”. Infine, risultano al parere del Cspi le indicazioni del MI sulla possibile Didattica a distanza, con le scuole realizzeranno piano per la didattica digitale integrata. Anche l’Anief risulta in prima linea per dare il suo contributo al ritorno a scuola in sicurezza, attraverso le richieste prodotte durante i tavoli di confronto organizzati dal Ministero. “Stiamo chiedendo – ha detto Marcello Pacifico, in una intervista pubblicata in queste ore da Orizzonte Scuola – delle modifiche. In particolare Anief chiede che si firmi l’accordo sullo svolgimento dell’attività didattica a distanza e sul lavoro agile, come prevede la legge 41. Devono essere chiari i diritti dei lavoratori, anche perché ricordiamo che nel vecchio contratto si parla di diritto alla disconnessione e invece con la didattica a distanza è tutt’altro”. Il sindacalista autonomo ha detto che c’è l’esigenza pure “di chiarire le norme sui lavoratori fragili: più del 60% del personale scolastico è over 55, una fascia di età in cui il lavoratore è più a rischio contagio”.

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Nissoli (FI): Il Governo garantisca il diritto di rientrare in Italia a tutti i cittadini italiani a prescindere dalla residenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

“Ho presentato una interrogazione al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e al Ministro della Salute per chiedere di permettere il rientro in Italia a tutti cittadini italiani residenti all’estero nel rispetto delle regole precauzionali.Infatti, in considerazione che e’ un diritto di ogni italiano poter tornare in Patria e che questo alimenterebbe anche il turismo di ritorno aiutando la nostra economia in crisi, ho chiesto al ministro di Maio e al Ministro Speranza se intendono “favorire adeguate procedure che consentano agli italiani all’estero di trascorrere le vacanze nei luoghi di origine, previa effettuazione dei test medici richiesti a proprie spese, sia alla partenza dal Paese estero sia all’arrivo all’aeroporto, evitando il blocco all’ingresso in Italia e rispettando le regole precauzionali prescritte.” Auspico che il Governo riconosca il diritto degli italiani residenti all’estero di fare rientro in Italia, un diritto connesso alla cittadinanza che non può essere negato nel rispetto delle regole precauzionali, compresa la quarantena, per impedire i contagi da Covid-19.” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Scuola: Piano di rientro a settembre ma con fondi dimezzati

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Il ministero dell’Economia continua a tirare i fili della scuola pubblica, bypassando letteralmente le decisioni del Governo e del ministero dell’Istruzione. È accaduto qualche giorno fa con la carta del docente, utile anche all’aggiornamento e acquisto e del PC, negata ai precari, dopo che in Senato la maggioranza aveva dato l’assenso. Si è ripetuto adesso con il Piano di rientro a scuola, a settembre, di 8 milioni di alunni e un milione e trecentomila docenti e Ata. Il premier Giuseppe Conte parla di priorità per l’istruzione e dice che si farà tutto il necessario; la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina chiede due miliardi di euro. Il Mef, invece, tira come al solito il “freno a mano”, oppone resistenza e concede appena la metà delle risorse richieste. Risorse che, tra l’altro, dovevano essere ben più corpose di quelle richieste dal dicastero di Viale Trastevere.“Ancora una volta – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – i tecnici del Mef assumono un atteggiamento irremovibile, mettendo sotto scacco il volere delle più alte cariche dello Stato e di chi è responsabile delle sorti dell’istruzione pubblica. La domanda che facciamo, allora, è la seguente: sono stati coinvolti nella ripresa delle lezioni a settembre decine, anzi centinaia, di esperti, tra cui medici, epidemiologi, docenti universitari e di altissimo livello, è stata allestita una task force ministeriale, è stata giustamente affidata la problematica del ritorno in classe ai più alti dirigenti del ministero dell’Istruzione, l’argomento rientra nelle priorità dell’agenda di Governo per la ripresa dopo il lockdwon, si continua a lavorare alacremente in Parlamento e a livello di enti locali, Regioni in testa, per approvare le norme indispensabili per passare alla fase attuativa. Infine, attraverso le Linee Guida, realizzate anche sulla base del confronto sindacale, si è quindi stilato un ventaglio di indicazioni operative che poi ognuna delle 8.200 scuola farà proprie. È possibile che sul più bello, dopo che il ministero dell’Istruzione ha cercato di contenere in un documento le esigenze delle tanti parti coinvolte, studenti e famiglie comprese, tutto deve essere ridimensionato perché da Via Venti Settembre dicono che per la scuola non ci sono soldi”.
Sulla scuola nelle ultime ore è andata in onda la replica di un vecchio film. Stavolta è stata girata sulla complessa e onerosa gestione della ripresa a settembre: prima il premier Giuseppe Conte ha ricordato che “la scuola è un pilastro del nostro sistema sociale” e “stiamo lavorando tutti i giorni per consentire di ritornare in sicurezza a scuola a settembre” facendo intendere che si farà di tutto per raggiungere l’obiettivo del diritto allo studio garantito in sicurezza; subito dopo la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina chiarisce che “i fondi per l’edilizia scolastica non li decido io, ma il ministero dell’Economia. Io devo fare lo slalom tra questi paletti”, per poi aggiungere che “abbiamo già un miliardo stanziato per la ripartenza di settembre: io ne ho chiesti almeno due. Ma il ministro Gualtieri ha fatto resistenza: del resto non c’è un solo ministro del Tesoro che dia volentieri soldi alla scuola”, ha detto ancora Azzolina.

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Scuola:Rientro in classe, come si farà nei Paesi UE?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico consegnato in queste ore al ministero dell’Istruzione sono state pubblicate le principali misure contenitive organizzative e di prevenzione attuate in Europa nel settore scolastico: si va da non oltre 10 allievi in Belgio ai due metri di distanza lineare di Regno Unito e Spagna, con la raccomandazione di indossare la mascherina qualora si scenda al di sotto. Per gli insegnanti le distanze si raddoppiano.
BELGIO Le lezioni dovrebbero essere organizzate in classi di massimo 10 studenti, con un minimo di 4 m quadrati per studente e altri 8 m quadrati per insegnante. I movimenti di gruppo all’interno della scuola devono essere limitati al minimo (pianificazione pausa, pranzo, ricreazione e orari separati per entrare e uscire da scuola, rispettando sempre la distanza sociale di 1,5 m). Una maschera in tessuto deve essere indossata da tutto il personale durante il giorno, dagli alunni del sesto anno di scuola elementare e da tutti gli alunni della scuola secondaria, durante il giorno.
FRANCIA Non sono previste mascherine di comunità per gli allievi: dovrà indossarle solo il personale in presenza di allievi e in caso di stanziamento inferiore ad un metro.
SVIZZERA Per il personale è prevista una distanza minima di 2 m nei contatti interpersonali e per quanto possibile anche nei contatti tra gli allievi. Non è previsto l’uso della mascherina. Tenere una distanza minima di 2 m nei contatti interpersonali per il personale. Per gli allievi tenere una distanza di 2 m durante tutte le interazioni. In base alle caratteristiche dell’aula in alcuni casi è possibile un insegnamento in presenza solo parziale. L’uso delle mascherine non è indicato in questo contesto ma dai 16 anni in su può essere preso in considerazione, senza alcun obbligo, in determinate situazioni. Vanno utilizzate in contesti formativi specifici quando non è possibile rispettare la distanza minima di 2 m.
GERMANIA Le lezioni devono svolgersi in piccoli gruppi, con un massimo di 15 studenti alla volta. La riapertura prevede delle misure di sicurezza: nelle classi, ad esempio, ci devono essere solo piccoli gruppi di studenti e sono previste anche stringenti misure igieniche. Se necessario, riprogrammare gli orari delle lezioni e delle pause. Va mantenuta una distanza di almeno 1,5 m. Mantenere i gruppi divisi e non mescolare. Quasi tutti gli studenti, così come gli insegnanti, indossano le mascherine
OLANDALe ore di insegnamento vengono divise nei giorni, in modo da limitare il più possibile gli spostamenti. Gli alunni svolgono il 50% dell’orario di insegnamento in classe e il rimanente 50% del tempo a distanza. In tutte le scuole è prevista la regola di 1,5 m di distanza, anche per gli stessi studenti. I bambini della scuola primaria non devono mantenere una distanza di 1,5 m; dovrebbero tenersi il più lontano possibile e a 1,5 m dagli adulti (insegnanti e altro personale). Le maschere per il viso non sono necessarie per la scuola primaria.
REGNO UNITO Per le scuole primarie, le classi devono normalmente essere divise a metà, con non più di 15 alunni per gruppo e un insegnante. Per le scuole secondarie e i collegi, le classi vengono dimezzate, prevedendo di riorganizzare le aule e i laboratori con postazioni distanziate di 2 m. Nelle strutture dove è possibile, la distanza di 2 m dovrebbe essere rispettata. Nelle scuole e nei vari contesti educativi non è consigliabile utilizzare la mascherina o una copertura facciale. Tali strumenti possono essere utili per brevi periodi in ambienti chiusi.
SPAGNA La distanza interpersonale minima deve essere sempre di 2 m. Nel caso in cui non sia possibile garantire una distanza interpersonale di 2 m, è necessario utilizzare una mascherina, da parte dello staff dei centri educativi, nonché dagli studenti in tutte le aree della scuola. L’uso della mascherina è obbligatorio per il personale addetto al trasporto scolastico
ITALIA In Italia, le mascherine accompagneranno la vita degli studenti e dei docenti, ricorda la rivista Orizzonte Scuola riassumendo le disposizioni del Comitato tecnico scientifico: dovranno essere indossate durante tutto l’arco delle lezioni. bambini della scuola d’infanzia non dovranno indossare la mascherina.Si dovrà garantire all’interno delle classi il distanziamento dei banchi fino ad un metro. In palestra i metri dovranno essere 2. Anche per tutto il personale non docente, negli spazi comuni dovranno essere garantite le stesse norme di distanziamento di almeno 1 metro, indossando altresì la mascherina chirurgica. Per i bambini della scuola dell’infanzia, sarà particolarmente critico mantenere il distanziamento fisico: dovranno essere applicati particolari accorgimenti organizzativi e comportamentali del personale scolastico.Nel documento del Comitato Tecnico Scientifico, si dice che ogni istituzione scolastica potrà definire, in virtù dell’autonomia scolastica, modalità di alternanza / turnazione / didattica a distanza proporzionate all’età degli alunni e al contesto educativo complessivo. In particolare, per gli ordini di scuola secondaria di I e II grado, al fine di ridurre la concentrazione di alunni negli ambienti scolastici, potranno essere in parte riproposte anche forme di didattica a distanza.In base al grado di scuola, gli ingressi potrebbero essere scaglionati fino alle 10 del mattino con conseguente uscita fino alle 16. Il consiglio della task force è di consentire gli ingressi ogni 45 minuti, dalle 8 alle 10 e 15. Per le fasce d’età delle elementari e medie potrebbe essere consentito, invece, l’ingresso alle 8 per tutti.
Lezioni da 40/45 minuti Potrebbe essere il nuovo standard per le lezioni, almeno fino a che non miglioreranno le condizioni legate al contagio Covid.
Secondo quanto riporta Corrado Zunino su Repubblica, la task force nominata dal Ministro, ha consigliato che, per far fronte alla necessità di un aumento di docenti, quelli su potenziamento rientrino in cattedra.Per far fronte alla necessità di mantenimento del distanziamento sociale, vengano utilizzati anche locali messi a disposizione da enti pubblici o privati per effettuare le lezioni. Il CTS consiglia di adottare misure per limitare al minimo la presenza dei genitori nelle scuole.

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E’ necessario far rientrare gli italiani dall’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Continua l’odissea dei nostri connazionali all’estero che cercano in ogni modo di rientrare in Italia. Oggi è la volta del Kenya, che va ad aggiungersi all’Argentina, al Messico, alla Bolivia e a una lunga lista di Stati dove migliaia di italiani sono bloccati senza avere alcuna certezza sul come e sul quando poter tornare in Italia” è quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari, annunciando un’altra interrogazione al ministro degli Affari Esteri.“Ho depositato un’ulteriore interrogazione al ministro Di Maio, dopo quella sul funzionamento della rete consolare e quella proprio sulle difficoltà di rientro degli italiani all’estero, chiedendo nuovamente al ministro Di Maio di fare chiarezza sulla vicenda e, soprattutto, di predisporre velocemente gli strumenti per risolverla. In Kenya, in particolare, la nostra ambasciata, in collaborazione con il vettore Neos, ha programmato un volo per l’Italia il prossimo 17 maggio. Sembra però che numerosi nostri connazionali non possano usufruire di questo volo, subendo un grave pregiudizio a causa della inadeguata gestione della situazione da parte delle autorità italiane e della compagnia aerea. Chiedo al ministro di attivarsi e di risolvere velocemente la questione, fornendo anche linee guida univoche per tutta la nostra rete consolare, in modo da porre fine a questa vicenda e permettere ai nostri connazionali di fare rientro quanto prima in Italia”.

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Scuola: Rientro anticipato con metà alunni sempre a casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

Quelle che erano delle ipotesi tutte da vagliare per organizzare il ritorno in classe, ovvero i possibili doppi turni, con parte della classe in presenza e parte in videolezione, rischiano di diventare dei disegni legislativi motivati. Vi sono delle iniziative dell’on. Luigi Gallo (M5S), presidente in Commissione Istruzione della Camera, sui quali presto i deputati si dovranno esprimere e potrebbero pure legiferare. Per il sindacato, ciò che non si comprende è come si possa pensare di attuare una didattica con gruppi classe divisi in due o tre parti, senza pensare ad un potenziamento del personale scolastico. Il Governo vuole forse farci credere che il problema del digital divide sarà cancellato. Chi sembra avere compreso tutto è il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: in una lettera inviata alla ministra dell’Istruzione, afferma che, nel caso in cui si dovesse attuare il “dimezzamento” di alunni per classe e doppi turni, sarebbe “necessario un potenziamento degli organici”.Per Marcello Pacifico (Anief) “se non si presta attenzione, si rischia di ampliare il digital divide. Ecco perché ha ragione De Luca a chiedere di implementare il numero di docenti e di assistenti tecnici, come abbiamo chiesto noi attraverso specifici emendamenti al Decreto Legge sulla Scuola n. 22 che da oggi sono all’esame della VII commissione del Senato. L’alternativa, sempre proposta da Anief, è quella di introdurre il limite massimo di 15 alunni per classe, una norma che garantirebbe il diritto alla salute, alla sicurezza e allo studio. Altre strade, a meno che non si voglia ampliare il gap tra alunni che fruiscono delle lezioni e quelli che ne sono esclusi, non ce ne sono”.Sul rientro in classe ognuno dice la sua. Ed in Parlamento si va oltre. L’onorevole Luigi Gallo, presidente del M5S in Commissione Istruzione della Camera, ha presentato un ordine del giorno, che sembra possa contare sul sostegno di una parte della maggioranza parlamentare, con il quale chiede il rientro a scuola prima di settembre per gli alunni non raggiunti dalla didattica a distanza.

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Il rientro a scuola si allontana

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Possibili anche ad agosto. È quanto potrebbe avvenire se il Governo deciderà di prolungare fino al 31 luglio la sospensione delle attività didattiche come prevede il combinato disposto dell’articolo, commi 1 e 2, lettera p) dell’ultimo Decreto-Legge n. 19 del 25 marzo 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale“La data di riapertura delle scuole si avrà quando il quadro epidemiologico lo consentirà, garantendo quindi la massima sicurezza a tutti gli studenti”: lo ha detto ieri la ministra dell’Istruzione, durante una interrogazione parlamentare alla Camera. E lo ribadirà oggi al Senato. L’Anief si dice d’accordo, ma servono indicazioni chiare entro la prossima settimana, dopo il monitoraggio avviato, se si pensa di rientrare a maggio o di terminare l’anno senza più di rientrare tra i banchi di scuola. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “il ministero ha il dovere di prendere una decisione chiara a breve dopo aver valutato cosa è stato possibile fare con la cosiddetta “didattica a distanza” e come valutare scrutini ed esami di Stato per far intervenire gli organi collegiali delle scuole su programmazione e scrutini. Si potrebbero fare in teleconferenza e su quali programmi prima del 31 luglio? Perché no, ma bisogna attrezzarsi il prima possibile, a meno che si pensa di aspettare per rinviare tutto ad agosto, magari in presenza, sempre che il virus sarà contenuto e debellato”.

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Reintroduzione dell’obbligo del certificato medico per il rientro a scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 marzo 2020

“Il provvedimento rischia di far collassare la rete di cure primarie su cui già si sta poggiando largamente la gestione dell’emergenza Coronavirus. Il governo riveda una norma priva di fondamento scientifico e che contraddice le raccomandazioni sin qui promosse per contenere l’epidemia”. Questo l’appello del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci sulla misura contenuta nel DPCM del 25 febbraio scorso, che prevede, dopo un’assenza superiore a 5 giorni, la presentazione del certificato medico per la riammissione a scuola.“Da una parte chiediamo alle famiglie di limitare gli accessi non necessari in ambulatorio e prediligere un primo contatto telefonico, dall’altra le costringiamo ad affollare gli studi medici per un adempimento burocratico cancellato tempo fa proprio perché privo di valore scientifico. Come possiamo infatti – denuncia Biasci – certificare con certezza la non contagiosità di un paziente, come possiamo contenere il rischio della propagazione del virus in uno studio affollato, come non correre il rischio di essere contagiati noi stessi e diventare vettori del virus?”“Il quadro di questo nuovo Coronavirus è ancora assai incerto – spiega Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della FIMP –. Lo è per tutti i medici di cure primarie. Nessuno di noi ha gli strumenti per certificare con ragionevole certezza l’assenza del nuovo Coronavirus nelle vie respiratorie. Mentre è proprio questo che le disposizioni del DPCM sottendono. E poi, non è più “pericoloso” un bambino che torna a scuola dopo 4-5 giorni di assenza senza certificato (perché non previsto) rispetto a quello che torna guarito dopo 6-7 giorni? Inoltre, se è vero che i bambini sembrano meno colpiti, è altrettanto vero, come dicevamo in tempi non sospetti, che possono fungere da incubatori del nuovo Coronavirus, rimanere paucisintomatici e trasmetterlo a persone anziane o con una fragilità immunitaria importante”. “Se non proteggiamo il sistema della medicina territoriale è a rischio collasso l’intero sistema sanitario – conclude il Presidente Biasci -. Gli accessi ai Pronto Soccorso si sono ridotti di oltre il 30% negli ultimi giorni proprio grazie al lavoro capillare che facciamo con le famiglie. Dobbiamo restare in prima linea, ma dobbiamo essere messi in condizione di farlo e di farlo in sicurezza. In molte Regioni sono in distribuzione mascherine chirurgiche che, come è noto, non servono a nulla. Ci aspettiamo maggiore attenzione per un ambito, quelle delle cure territoriali, già sottoposto a grandi pressioni”.

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Scuola: Rientro dei docenti assunti nelle proprie province

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Il rientro dei docenti nella propria provincia di appartenenza è una delle battaglie storiche dell’Anief ed ora diventa parte essenziale di un disegno di legge, presto all’esame dei parlamentari della Camera: a proporlo, alcuni giorni fa, è stata l’on. Tiziana Drago, del M5S, all’interno di una proposta articolata per la riforma del welfare familiare. Il ddl parte dall’assunto di favorire la natalità e attuare misure che consentano alle donne di avere figli nel picco maggiore di fertilità. Marcello Pacifico (Anief): “Il tema della mancata tutela del diritto alla famiglia del personale assunto, rischia di riproporsi anche nelle prossime settimane, dal momento che con la ‘call veloce’ si dà l’opportunità ai docenti precari di presentare domanda in un’altra regione per essere immessi in ruolo, un po’ come avvenne già in passato con il piano straordinario della Legge 107/2015. Costringerli, poi, a rimanere fermi per cinque anni, come prevedono le ultime norme approvate, pur in presenza di cattedre vacanti, è un atto di ingiustizia e di cinismo” Secondo quanto riferisce Orizzonte Scuola, il testo – ufficializzato il 30 gennaio scorso, ma non ancora assegnato alle competenti Commissioni per la lettura – non è ancora disponibile. Tuttavia, alcuni punti sono anticipati dalle agenzie giornalistiche: tra quelli centrali del ddl, figura proprio il rientro dei docenti nelle proprie province, motivato da fatto che “il benessere degli insegnanti passa anche da una condizione di lavoro stabile, accanto ai propri affetti. Un problema acuitosi con la mobilità straordinaria (2016) conseguente al piano di assunzioni Renzi, ma che riguarda anche docenti assunti con altri canali”.

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Fazzolari (FdI): Rischio tempesta finanziaria, rimpatriare subito riserve auree italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

“L’Italia riporti subito in Patria le sue riserve auree custodite all’estero. È partita la corsa all’oro in tutto il mondo per timore di una tempesta finanziaria: Russia e Cina aumentano le riserve auree, Germania e Austria lo rimpatriano; Usa, Uk, Francia e Svizzera costituiscono il “Golden Billion Group” e detengono riserve auree di molti Stati esteri. Mentre l’Italia, che è il terzo Stato possessore di riserve auree al mondo, lascia all’estero gran parte dei suoi lingotti. Una assurdità alla quale Fratelli d’Italia ha provato a mettere fine con una mozione, a mia firma, che è stata vergognosamente bocciata con il voto contrario di tutte le altre forze politiche: PD, M5S, Lega e FI. Oggi che il tema torna prepotentemente di attualità ed espone la Nazione a gravissime conseguenze, Fratelli d’Italia torna a chiedere che il governo e Bankitalia si attivino immediatamente per riportare all’interno dei confini nazionali l’oro degli italiani”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Vacanze: Sindrome di rientro

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Stress, irritabilità, stanchezza, mal di testa e incapacità di concentrarsi sono alcuni dei “sintomi” del cosiddetto “post-vacation blues”, anche noto come “sindrome da rientro”. Un disturbo che sopraggiunge quando il corpo e la mente faticano a ritornare ai ritmi della “vita di tutti i giorni”. Dopo le vacanze, infatti, ritrovare le proprie abitudini potrebbe non essere facile: c’è bisogno di un po’ di tempo e di qualche piccolo accorgimento per ripartire con il piede giusto.Lo sappiamo, ma quando poi ci troviamo nel pieno della ripresa della nostra quotidianità non sempre è facile tenere a mente cosa fare per non renderla più difficile del necessario.E così, passeggiate all’aria aperta, non strafare pianificando subito tutto ma concedersi di ricominciare il più gradualmente possibile i vari impegni, ritagliarsi una porzione di giornata per sé e sfruttare il weekend per prolungare l’effetto vacanza… sono alcuni degli stratagemmi che dovrebbero fare parte del nostro “pacchetto rientro”.Ma, fondamentali alleati sono presenti anche nelle abitudini di tutti i giorni, ad iniziare – ebbene sì – da una corretta idratazione.L’acqua infatti rappresenta il 75% della massa cerebrale ed esistono delle chiare associazioni tra idratazione e performance cognitive. Anche una lieve disidratazione – con una perdita pari al 1,5% del nostro peso corporeo – può influire sull’umore, andando incontro ad una riduzione della concentrazione e mal di testa. “I risultati di un recente studio[1] indicano che anche una moderata disidratazione ha effetti negativi sul vigore, sulla memoria a breve termine e sull’attenzione. – spiega la dottoressa Elisabetta Bernardi, Biologa specialista in Scienza dell’Alimentazione e membro dell’Osservatorio Sanpellegrino – La reidratazione nei soggetti della ricerca ha dimostrato infatti un miglioramento nella sensazione di fatica, dei disturbi dell’umore, della memoria, dell’attenzione e della reazione agli stimoli”.L’acqua, oltre ad essere essa stessa un nutriente, apporta al corpo anche altri elementi preziosi, come per esempio il magnesio. “Scegliere acque ricche di questo micronutriente può aiutare l’organismo a ritrovare il proprio equilibrio psichico ed emotivo, specialmente quando i disturbi dell’umore diventano più frequenti – continua la dottoressa Elisabetta Bernardi – Il magnesio ricopre infatti un ruolo importante per la regolazione dell’umore e dei livelli di stress. Una buona abitudine è, dunque, quella di bere almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno e concedersi spesso delle pause-idratazione”.
Oltre ad una corretta idratazione, seguire una sana alimentazione è l’altro aspetto da tenere in considerazione per ritrovare il proprio benessere psico-fisico. Durante le vacanze estive non viene spesso prestata la giusta attenzione a cosa si mangia e a risentirne è proprio il nostro organismo. Riabituarsi ad una dieta varia ed equilibrata contribuisce a ristabilire il proprio benessere oltre che aiutare a combattere la spossatezza e il malumore che caratterizzano il post vacanza. “Sono molteplici gli elementi che possono aiutarci in questo senso: ad esempio l’acido folico, presente principalmente nelle verdure verdi, nella frutta, nei legumi e nei prodotti integrami, aiuta a ridurre il rischio di depressione; la vitamina B e l’omega 3, contenuti soprattutto nel pesce, possono invece prevenire l’insorgere di disturbi dell’umore” – conclude la dottoressa Bernardi.

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Rientro a scuola con qualche chilo in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 gennaio 2019

La Befana è volata via a bordo della sua scopa e con lei sono finite le vacanze di Natale. I giorni di festa hanno portato ai bambini i tanto sospirati regali ma anche qualche chilo di troppo. Merito (o colpa) dell’alimentazione sregolata di queste due settimane di festività.
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale fornisce utili consigli per tornare sui banchi in forma e per “rimettere in sesto” l’intestino del bambino.L’alimentazione, spiegano gli esperti della SIPPS, deve essere reimpostata sulla base dei quattro pasti principali, dicendo ‘No’ ai digiuni forzati, ma con una ripresa progressiva dell’attività motoria e una cura nella preparazione dei pasti. Soprattutto per quanto riguarda il periodo natalizio che ci siamo appena lasciati alle spalle, non sono soltanto le trasgressioni alimentari a causare disturbi ma la colpa va ricercata anche dei numerosi virus circolanti, che possono creare problemi all’apparato digerente. Può anche succedere, ad esempio, che una classica indigestione alteri la flora batterica e renda l’intestino più vulnerabile nei confronti di eventuali patogeni. Oppure che un microrganismo, che inizialmente causa febbre, tosse e altri sintomi respiratori, possa favorire anche nausea, vomito, scariche liquide, interferendo sui processi digestivi.
Quali sono, allora, i provvedimenti più indicati per aiutare il bambino a stare meglio?
“Innanzitutto bisogna seguire un’alimentazione semplice – afferma il Dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS -, non necessariamente “in bianco”, ma caratterizzata da piatti poco conditi ed elaborati: spaghetti al pomodoro, bistecca o pesce ai ferri, oltre a pasta e fagioli e minestrone. Fondamentale è anche un giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali: sulla tavola devono sempre trovare posto frutta e verdura e se proprio non fossero graditi al bambino, se pure con una perdita delle fibre queste fonti di nutrienti importantissimi possono essere proposte sotto forma di succhi e centrifugati, preparati in casa e consumati al momento”.Attenzione, poi, alle quantità dei pasti consumati nell’arco della giornata.“In presenza di disturbi – aggiunge il Dott. Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di Lavoro per il sostegno alla genitorialità della SIPPS – è meglio che siano leggeri e frequenti piuttosto che radi e abbondanti. I grassi devono essere consumati in quantità ridotte per una questione calorica, perché rallentano e appesantiscono la digestione. Se poi l’assunzione di latte dovesse causare meteorismo o diarrea, la motivazione potrebbe essere legata a un deficit anche estemporaneo di lattasi, l’enzima che degrada il lattosio in due zuccheri semplici e più facilmente digeribili. In questo caso si può fare ricorso a un preparato, disponibile sotto forma di integratore alimentare, a base proprio di questo enzima. Se i disturbi dovessero persistere e insinuare il sospetto di una reale intolleranza al lattosio, si può eseguire uno specifico test per la sua conferma. Non dimentichiamo l’importanza che riveste l’attività fisica, vero e proprio stimolo favorevole sulla motilità del tubo digerente, e l’assunzione di preparati probiotici, utili a ripristinare un assetto equilibrato della microflora intestinale. Infine, se si è stravolto il ritmo sonno-veglia sarà opportuno un recupero graduale degli orari tradizionali”.

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Atac: da giunta ok piano rientro debito

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

atac trasporti romaRoma Campidoglio. La giunta capitolina ha approvato il piano di rientro del debito di Atac nei confronti di Roma Capitale che ammonta in totale a 429.551.538,28 euro. Il provvedimento consentirà alla municipalizzata dei trasporti anche di rinegoziare il prestito da 167 milioni di euro concesso dalle banche finanziatrici e in scadenza al 16 ottobre 2016. Il piano di ammortamento presentato da Atac a Roma Capitale per il pagamento del debito prevedeva l’inizio dei pagamenti a partire da luglio 2017. Con la delibera passata oggi in giunta tale impegno viene differito a gennaio 2019. Questo consente ad Atac di aumentare, nel 2017 e 2018, la quota di capitale destinata alla restituzione dei 167 milioni di euro alle banche finanziatrici. “In Atac abbiamo ereditato una situazione critica – sottolinea l’assessore al Bilancio e al Patrimonio, Andrea Mazzillo – e al fine di garantire la continuità del servizio, la giunta ha stabilito di agevolare la ristrutturazione del debito cumulato negli anni verso gli istituti di credito. Si tratta quindi di un passaggio importante nell’ambito di quel processo che dovrà condurre, in tempi ragionevoli, al risanamento di Atac”. “La delibera approvata oggi è una condizione che ci permetterà di ricontrattare il debito di Atac con le banche – spiega l’assessore alla Città in Movimento Linda Meleo -La soluzione che abbiamo trovato è stata quella di rinviare il pagamento del debito di Atac verso il Comune in modo che quelle risorse possano essere dirottate alle banche per liquidare il prestito, la cui rinegoziazione dovrebbe prevedere un piano di ammortamento con chiusura al 2019”.

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Rientro marò dall’India

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

marò“Per l’Italia è una festa, per Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale una doppia festa! Non abbiamo mai smesso di credere che l’arbitrato internazionale fosse l’unica soluzione. Siamo felici del rientro di Girone, ma vogliamo capire, anzi far capire a tutti gli italiani, chi siano stati i responsabili di omissioni, depistaggi, trattative sbagliate. Per ora possiamo soltanto gioire. Speriamo che l’appello di Giorgia Meloni sia accolto: per la parata del 2 giugno, sarebbe bello vedere Girone e Latorre sfilare insieme davanti alle alte cariche dello Stato. Noi ci ricorderemo chi ha indegnamente ricoperto quelle cariche fallendo obiettivo di chiudere questa vicenda molto prima”. È quanto dichiara la deputata di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Giovanna Petrenga.

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Contro esodo immigrati

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 marzo 2011

Milano 30 marzo ore 11.00 Sala Auditorium Consiglio Regionale Lombardia, via Fabio Filzi 29,  la Fondazione Ismu e l’AICCRE tengono una conferenza stampa di presentazione della campagna “Ritornare per ricominciare”, rivolta ai migranti che vogliono tornare volontariamente nel proprio Paese d’origine. Nel corso dell’incontro con i giornalisti saranno illustrati i dettagli dell’iniziativa: i requisiti per i migranti che vogliono aderire al programma, le strutture a cui rivolgersi, il supporto economico per il rientro, le opportunità dell’Rva (Ritorno Volontario Assistito), i dettagli sull’azione pilota che sta per partire nella città di Milano e i dettagli sulla campagna “Ritornare per ricominciare” che include la diffusione su tutto il territorio nazionale di un “media mix” di depliant in 10 lingue, locandine, spot audio e video su tv e radio locali e nazionali, sito web plurilingue, coinvolgendo realtà locali come Prefetture, Questure e Province d’Italia, gli Enti aderenti alla rete NIRVA, le associazioni di stranieri e altre realtà, pubbliche e private, che operano con i migranti. La campagna è co-finanziata dal Fondo europeo Rimpatri dell’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno e realizzata dall’AICCRE in partnership con il CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati). La conferenza stampa è promossa dall’AICCRE (Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), ente capofila del progetto, dalla Fondazione ISMU, antenna della rete NIRVA in Lombardia e dal Comune di Milano, partner della campagna per la realizzazione dell’azione pilota in città. Intervengono:
• Luciano Valaguzza, Presidente AICCRE Federazione Lombardia, a nome di AICCRE nazionale, capofila campagna “Ritornare per ricominciare”
• Vincenzo Cesareo, Segretario generale Fondazione ISMU, Antenna Regionale Rete NIRVA in Lombardia per l’informazione ai migranti e cittadinanza.
• Carla Olivieri, AICCRE, Responsabile Campagna Ritornare e Progetto NIRVA
• Valeria Alliata di Villafranca, Referente attuazione azione pilota della Campagna su Milano e referenteFondazione ISMU Antenna regionale Rete NIRVA in Lombardia
• Paola Suriano, Direttore Settore Adulti in Difficoltà della Direzione Politiche Sociali del Comune di Milano, partner dell’azione pilota della Campagna su Milano e partner della Rete NIRVA

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Ritornare per ricominciare

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Milano 30 marzo ORE 11.00 Sala Auditorium Consiglio Regionale Lombardia, via Fabio Filzi 29 conferenza stampa di presentazione della campagna “Ritornare per ricominciare”, rivolta ai migranti che vogliono tornare volontariamente nel proprio Paese d’origine. Nel corso dell’incontro con i giornalisti saranno illustrati i dettagli dell’iniziativa: i requisiti per gli immigrati che vogliono aderire al programma, le strutture a cui rivolgersi, il supporto economico per il rientro, le opportunità dell’Rva (Ritorno Volontario Assistito), i dettagli sull’azione pilota che sta per partire nella città di Milano e i dettagli sulla campagna  “Ritornare per ricominciare” che include la diffusione su tutto il territorio nazionale di un “media mix” di depliant in 10 lingue, locandine, spot audio e video su tv e radio locali e nazionali, sito web plurilingue, coinvolgendo realtà locali come Prefetture, Questure e Province d’Italia, gli Enti aderenti alla rete NIRVA, le associazioni di stranieri e altre realtà, pubbliche e private, che operano con i migranti.La campagna è co-finanziata dal Fondo europeo Rimpatri dell’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno e realizzata dall’AICCRE in partnership con il CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati). La conferenza stampa è promossa dall’AICCRE (Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), ente capofila del progetto, dalla Fondazione ISMU, antenna della rete NIRVA in Lombardia e dal Comune di Milano, partner della campagna per la realizzazione dell’azione pilota in città. Intervengono:
• Luciano Valaguzza, Presidente AICCRE Federazione Lombardia, a nome di AICCRE nazionale, capofila campagna “Ritornare per ricominciare”
• Vincenzo Cesareo, Segretario generale Fondazione ISMU, Antenna Regionale Rete NIRVA in Lombardia per l’informazione ai migranti e cittadinanza.
• Carla Olivieri, AICCRE, Responsabile Campagna Ritornare e Progetto NIRVA

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Incarico europeo per il professor Poletti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Forlì. “Un nuovo esempio dell’eccellenza della sanità forlivese è stato ‘esportato’. Uno dei nostri più validi professionisti, il professor Venerino Poletti, direttore della Pneumologia di Forlì, è stato eletto nuovo Presidente del Gruppo di studio sulle “Malattie polmonari diffuse”, della European Respiratory Society, a riprova di come il comparto sanitario forlivese goda di una qualità eccezionale”. Lo afferma, con orgoglio, il consigliere regionale del PD, Tiziano Alessandrini. “Nonostante la situazione finanziaria complicata, per la quale l’Ausl di Forlì sta prevedendo un piano di rientro, la qualità dei servizi viene assicurata. Lo dimostra il fatto – continua Alessandrini – che professionisti, il cui lavoro e merito viene riconosciuto dalla più importante Società scientifica pneumologica Europea, una tra le più importanti del mondo, prestino servizio nella struttura ospedaliera di Forlì, con passione e dedizione al lavoro. Questo deve essere per i forlivesi, e per tutti gli utenti del nostro sistema sanitario, motivo di soddisfazione”.

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Afghanistan: Programmare rientro delle truppe

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

“Credo sia giunto il momento che le autorità afgane programmino la gestione autonoma della situazione” è quanto dichiarato in Aula dall’on. Americo Porfidia di Noi Sud – Commissione Difesa, a seguito dell’informativa del Ministro La Russa sull’uccisione del Caporale Maggiore Luca Sanna. “A nome di Noi Sud-Pid – ha detto il deputato campano – esprimo viva e sincera  solidarietà alla famiglia dal Caporale Maggiore Sanna e a tutti i militari impegnati con coraggio e senso del dovere in Afghanistan, che hanno recentemente meritato l’encomio del Presidente Obama. E’ necessario chiarire al Paese che le nostre truppe sono impegnate in zone di guerra per interessi nazionali e sovranazionali, eppure – spiega Porfidia – è altresì giusto interrogarci sui tempi della nostra permanenza. E’ fondamentale che al più presto si affermino in Afghanistan quelle condizioni di stabilità che possano permettere al popolo afgano, nella certezza di una raggiunta democrazia, di camminare da solo nella propria storia. Non possiamo permetterci una sorta di protettorato militare internazionale senza scadenza. Qualunque motivazione non potrebbe reggere per molto altro tempo ancora. Per questo – ha concluso Porfidia – invitiamo il Ministro ad avviare colloqui con gli Alleati e con le istituzioni afgane per programmare il rientro delle truppe italiane”

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Università: rientro dei talenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

“Sono felice che l’approvazione del nostro disegno di legge per il rientro dei talenti sia venuta il proprio il giorno dopo l’incontro del presidente della Repubblica con gli studenti. È stato davvero un bel segnale. Nel metodo abbiamo dimostrato che su problemi circoscritti ma cruciali per il Paese è possibile lavorare insieme, maggioranza e opposizioni. Ora non cadiamo nel rischio del “benaltrismo”. È evidente che per rendere il Paese più mobile e più giusto nei confronti dei nostri talenti ci vuole “benaltro”, ci vogliono politiche più complessive e articolate. Però questo è un primo, confortante, passo ed è una dimostrazione di responsabilità da parte di tutto il Parlamento. La classe dirigente non può semplicemente più permettersi di alzare le spalle rispetto alla dissipazione delle sue migliori energie. È ossigeno vitale che se ne va. E non possiamo più consentirlo”. Con queste parole Enrico Letta, vicesegretario del PD, commenta, sul sito della sua  Associazione TrecentoSessanta, l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori”, di cui è primo firmatario.  L’iniziativa – elaborata nell’ambito del progetto “Controesodo” e dalla collaborazione tra  TrecentoSessanta e l’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà – ha ricevuto il sostegno bipartisan dei parlamentari nel passaggio sia alla Camera che al Senato.

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Incentivi per lavoratori che rientrano

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

La proposta “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia” è stata appena approvata al Senato. Si tratta di una iniziativa bipartisan elaborata da TrecentoSessanta, l’Associazione del vicesegretario del PD Letta, e dall’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà. Destinatari degli incentivi e delle agevolazioni fiscali sono i giovani under 40 che hanno maturato esperienze all’estero e desiderano rientrare in Italia per svolgere attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o d’impresa. Il beneficio consiste in una riduzione della pressione fiscale per i tre anni successivi al rientro.   Oltre alle misure fiscali, il provvedimento introduce anche alcune semplificazioni di natura procedurale e burocratica, al fine di agevolare il rientro dei lavoratori. I primi firmatari Enrico Letta e Stefano Saglia, insieme all’ideatore Guglielmo Vaccaro e al vice presidente della Camera e  deciso sostenitore Maurizio Lupi, e i relatori alla Camera Alessia Mosca (PD) e al Senato Raffaele Fantetti (PDL), incontreranno i giornalisti in una conferenza stampa convocata per il prossimo martedì 28 dicembre, alle ore 12.00, presso la sala stampa della Camera dei deputati.

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