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Scuola: Pausa di riflessione sul progetto di autonomia regionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Per capire quali competenze e risorse lo Stato debba concedere salvaguardando l’unità nazionale e il rispetto della Costituzione. Ma anche spinte in avanti per avallare il nuovo sistema fiscale. Marcello Pacifico (Anief) così commenta le parole del vice-premier Matteo Salvini (Lega) sulla necessità estrema di approvare l’autonomia differenziata, e dell’on. Luigi Gallo (M5S) che rivendica finanziamenti per l’Istruzione pubblica: Basta con le parole, ora più di prima bisogna governare per gli italiani. “Se qualcuno ha dubbi se li faccia passare perché c’è nel contratto di governo. Abbiamo lavorato come matti, i governatori hanno lavorato e il mistero Stefani ha lavorato. È ora di fare e di mettere il primo mattone perché é un passaggio storico che fa bene a tutti e non solo a Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, ma a tutta Italia”: lo ha detto oggi il ministro dell’Interno e vice-premier Matteo Salvini, rivolgendosi chiaramente all’alleato di governo, il M5S, che sulla realizzazione ha posto più di un dubbio, rallentando il già avviato iter di approvazione partito dal Consiglio dei Ministri e in procinto di arrivare in Parlamento con il testo inemendabile. Salvini, inoltre, rivendica la flat tax, “che è nel contratto di governo”. Ma mentre chi governa cerca la quadra su queste proposte da attuare, il problema è che si tralasciano i veri obiettivi da raggiungere. Come quello del potenziamento della scuola. Lo ha detto anche l’on. Luigi Gallo (M5S), che invia un messaggio molto chiaro: “13 miliardi per la Flat Tax? Non scherziamo! Nel 2020 abbiamo da cancellare le classi pollaio, aumentare il numero di famiglie per la No Tax Area universitaria e trasformare le supplenze a scuola in posti a tempo…”.Secondo il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, “nel governo è giunta l’ora di gettare la maschera e far capire ai cittadini cosa si vuole fare: se avallare progetti dannosi, come la regionalizzazione, che andrebbe a creare anche un gap maggiore dell’attuale tra zone ricche e zone povere di servizi e risorse, oppure se puntare sullo sviluppo del Paese. Un obiettivo che non può prescindere dal rilancio della scuola, la quale rappresenta per definizione l’unità nazionale. Si fermino, a questo proposito, disegni di leggi velleitari, come il vincolo di 5 anni con cui il governo vorrebbe tenere fermi tutti i docenti, e si guardi all’Europa dove gli stipendi e il trattamento del personale, anche precario, è di tutt’altro spessore”.

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