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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘riflessioni’

La terra dei figli

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

la terra dei figli(la storia della vita Vol. 2) (Italian Edition) Kindle Edition. Ho scritto un libro su mio figlio titolato: “Chi sei? Dove vai?” e i due interrogativi li ho posti intenzionalmente per rappresentare la meraviglia di una vita che nasce e un’altra che scompare. Vi ho aggiunto alcune mie riflessioni e ho dato ancor più spazio agli scritti di mio figlio così come li ho raccolti dalle sue e-mail. Ora, con questo mio nuovo lavoro, intendo ampliare il discorso e, al tempo stesso, renderlo più tematico nell’analizzare quella parte che si misura nel rapporto generazionale tra chi “nasce e vede” e chi è “nato e ha visto” e a un certo punto della loro storia esistenziale si accingono a un confronto critico. Il primo periodo l’ha portato dalla nascita all’adolescenza e in tale intervallo ha avuto modo di verificare una relazione familiare ovattata dall’affetto che avevano per il figlio i genitori e la relativa cerchia di parenti e amici.
Non ha subito gli effetti deleteri di chi avrebbe potuto trovarsi in una famiglia dagli accesi contrasti caratteriali o dall’assillo economico.
Ha avuto modo di confrontare i suoi rapporti con i genitori e quelli analoghi dei suoi amici e rendersi conto che le diversità esistenti non erano solo economiche ma anche culturali, sociali e relazionali. Ciò non di meno si è trovato con genitori molto impegnati nel lavoro. Ha significato un trend di vita condizionato dagli orari e dei vari spostamenti che lo rendevano dipendente da quello dei genitori che andavano a portarlo e a prelevarlo a scuola.
Credo, quindi, che il primo punto di osservazione fosse stato la famiglia e, di riflesso, il suo modo di esprimersi nella società e nel gestire la quotidianità con un figlio che doveva essere necessariamente affidato ad altri dall’insegnamento scolastico, al dopo scuola, agli incontri con gli amici e alle frequentazioni con i compagni di scuola e agli impegni sportivi.
Sono proprio, infatti, i primi legami affettivi che formano il carattere e la stessa visione della vita tant’è che gli stessi studiosi ne riconoscono l’importanza.

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Le tracce: riflessioni flash sui temi di attualità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

pianeta terraIl mondo com’è! Se paragoniamo l’umanità tutta intera con un villaggio di 100 abitanti e se teniamo conto di tutti i popoli esistenti, questo villaggio virtuale sarebbe composto da: 57 asiatici, 21 europei, 14 americani (nord e sud), 8 africani, 52 sarebbero donne, 48 uomini, 70 non sarebbero bianchi, 30 bianchi, 70 non sarebbero cristiani, 30 cristiani, 89 sarebbero eterosessuali, 11 omosessuali, 6 abitanti possederebbero il 59 % della ricchezza totale, 6 verrebbero dalle USA, 80 non avrebbero l”abitazione, 70 sarebbero analfabeti, 50 sarebbero dipendenti di qualcuno, 1 morirebbe, 2 nascerebbero, 1 avrebbe un PC, 1 sarebbe diplomato. Se vediamo il mondo in questo modo, diventa chiaro che la comprensione, l’accettazione e l’istruzione sono necessari. Se ti sei svegliato questa mattina e non sei malato, allora sei più felice di 1 milione di persone che stanno per morire nei prossimi giorni. Se non hai mai vissuto la guerra, la solitudine, la sofferenza dei feriti o la fame, allora tu sei più felice di 500 milioni di persone al mondo. Se puoi andare in chiesa, senza paura delle minacce, dell’arresto e della morte, allora tu sei più felice di 3 miliardi di persone al mondo. Se si trova da mangiare nel tuo frigorifero, sei vestito, hai un tetto e un letto, allora tu sei più ricco di 75% degli abitanti di questo mondo. Se hai un conto in banca, un po’ di soldi nel tuo portafoglio o un po’ di monete in una cassettina, allora tu fai parte dell’8% delle persone più ricche del mondo. Quale fortuna per te!

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Studiare la storia è un modo per riallacciarci al passato per comprendere meglio i fatti di allora e riflettere sul presente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

ciofi-berlinguerCi siamo mai soffermati con la dovuta attenzione e riflessione su quel processo politico in atto in Italia durante la gestione politica della segreteria del PCI di Berlinguer? E’ stato un processo lento e contraddittorio, ma chiaro nei suoi obiettivi. Si voleva dare al partito dei comunisti italiani una sua evoluzione in termini nazionali e verso una socialdemocrazia di stampo occidentale e in netto contrasto con l’internazionale comunista. Tutto ciò avrebbe implicato l’accettazione della cultura liberal democratica, o per essere più precisi del costituzionalismo, liberal democratico. Una mossa indubbiamente interessante ma il risultato non lo è stato altrettanto perché si è voluto soltanto avviare un processo trasformistico con una rimozione pura e semplice del passato e che è sfociato in una sorta di democraticismo del tutto estraneo alle grandi democrazie liberali dell’occidente. In quel momento non avevamo bisogno, della “gioiosa macchina da guerra” secondo una infelice definizione di Occhetto perché in questo modo si voleva attribuire ai vincitori il ruolo di padroni dello Stato e delle sue istituzioni. In tal modo abbiamo di fatto impedito la nascita della seconda Repubblica con la necessaria chiarezza di intenti culturali e politici. Il resto è cronaca dei nostri giorni. Possiamo solo soggiungere che due sono state le occasioni perse da questa “macchina di guerra, pur gioiosa”. La prima con la sconfitta, sia pure ai punti, nelle elezioni politiche del 1994 ed ancora la vittoria a punti nelle successive elezioni ma che hanno visto la sua maggioranza lacerata all’interno e condannata all’ingovernabilità. Due occasioni mancate e sono francamente troppe nel giro di una manciata di anni. Vuol dire una sola cosa: errare è umano ma perseverare è diabolico e gli eventi di questi giorni continuano a dimostrarlo con un Partito Democratico che ha snaturato la sua radice di sinistra e che cavalca il populismo per motivi strumentali per poi rinnegarlo ad elezioni concluse. Non ci porterà da nessuna parte per una sola valida ragione: punta a vivacchiare e fare del potere uno strumento personale, a favorire interessi lobistici mentre le attese sono diverse non solo per vivere ma per fare del vissuto una reale e più autentica ragione di vita.(Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Riflessioni dall’India: il denaro secondo Modi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 maggio 2017

Narendra ModiDa Venkatesh Sanjeevi, Senior Investment Manager. L’India si è ripresa dallo shock della demonetizzazione, la strategia messa in atto a novembre dell’anno scorso per scoraggiare l’uso di contanti e combattere la corruzione.Lo scorso novembre Narendra Modi ha provocato un terremoto economico in India. Ritirando improvvisamente dalla circolazione tutte le banconote da 500 e 1.000 rupie e concedendo alla popolazione solo un breve periodo di tempo per convertirle nei nuovi biglietti, il primo ministro indiano ha scatenato l’equivalente monetario di un evento sismico. Ma come accade spesso nelle catastrofi naturali, una volta superato lo shock iniziale, gli Indiani si sono rimessi in corsa adeguandosi alla nuova situazione. La ripresa è stata molto più rapida di quanto prevedesse la maggioranza degli esperti.L’ultima volta che sono stato nel Paese, il mese scorso, l’economia sembrava quasi tornata alla normalità. I dati confermano la mia impressione. In dicembre, dopo la demonetizzazione, il nostro indicatore anticipatore dell’economia indiana registrava il calo mensile più marcato dal 1987, ma entro febbraio si era già normalizzato. Le vendite di auto hanno evidenziato un andamento analogo, con un crollo del 18% a/a in dicembre e un recupero dello 0,9% annuo a febbraio. A posteriori possiamo affermare che il trauma è stato forte ma di breve durata, un po’come il crollo seguito alla crisi finanziaria globale, che ha avuto anch’essa un effetto transitorio sull’India.Il vigoroso rimbalzo dell’economia indiana dipende da come ha o non ha funzionato la demonetizzazione.Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa era sradicare l’evasione distruggendo la ricchezza accumulata grazie al mercato nero. In teoria, chi non era in grado di spiegare la provenienza del denaro non poteva convertirlo in nuove banconote. L’86% circa dei 253 miliardi di dollari del denaro circolante nell’economia, vale a dire 218 miliardi di dollari, era soggetto alla demonetizzazione. Dato che 1/5 o 1/4 di tale importo è probabilmente frutto del mercato nero, il potenziale di distruzione di ricchezza era notevole.Tuttavia, il governo Modi sembra aver sottovalutato l’ingegnosità degli Indiani nell’eludere le regole. Alla fine quasi tutte le banconote sono state convertite o depositate, con il risultato che non c’è stata quasi nessuna distruzione di ricchezza, ma solo una certa redistribuzione, dato che qualcuno ha pagato per regolarizzare la propria situazione.Nello stesso tempo, la Reserve Bank of India è riuscita a stampare nuovi biglietti a sufficienza, smentendo i timori che il Paese sarebbe rimasto a corto di contanti per parecchio tempo. La disponibilità di denaro liquido sembra tornata alla normalità. Personalmente non ho visto code ai bancomat, e solo uno o due sportelli sembravano sprovvisti di denaro.Per altri versi, la riforma valutaria di Modi sta funzionando, dato che incentiva le transazioni digitali.Sono stato a Mumbai, Bangalore, Chennai e Mysore sia per lavoro che in vacanza e ho riscontrato ovunque il tentativo di ridurre l’uso dei contanti, nel quadro del più ampio programma di governo contro l’evasione e la corruzione, che prevede fra l’altro la digitalizzazione di massa delle impronte e dell’iride degli Indiani per combattere furti e frodi a danno dello stato sociale.

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Mostra personale di Anastasia Kurakina, “Riflessioni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

anastasia-kurakina1anastasia-kurakinaRoma. Si inaugura martedì 21 febbraio 2017 dalle 19.30 alle 21.30, al Centro Russo di Scienza e Cultura Piazza Benedetto Cairoli 6, la mostra personale di Anastasia Kurakina, “Riflessioni”. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 marzo, tutti i giorni dalle 9 alle 18 (tranne il 23, 24, 25, 26 febbraio e nei giorni 4, 5, 8 marzo).Il titolo “Riflessioni” indica il duplice significato di riflettere e insieme i riflessi allo specchio. I riflessi che ci fanno riflettere, dunque. Tanto che alcune opere saranno stampate su uno specchio, in modo che lo spettatore possa vedere se stesso nel ritratto di un uomo, di una donna o, forse, in un ritratto dello spettatore stesso non ancora dipinto.
Saranno esposte circa cinquanta opere, soprattutto ritratti prevalentemente fatti dal vivo, di varie dimensioni e dalle diverse tecniche: acquerello, china, tempera su carta. Alcuni dipinti verranno affiancati da foto e video che illustrano il processo creativo e spiegano allo spettatore il significato più profondo del ritratto, ovvero un modo per conoscere se stessi, per scoprire e riscoprire aspetti nascosti e sconosciuti dell’animo.In mostra anche la proiezione di un video di alcuni live painting realizzati precedentemente a Roma, a Londra e alla Biennale dell’acquerello a Fabriano.La mostra presenta solo una parte delle opere realizzate negli ultimi due anni nei diversi luoghi dove l’artista ha esposto e dove ha eseguito dei ritratti e dei live painting su commissione: Monte Carlo, Losanna, San Pietroburgo, Milano, Londra, Mosca, Roma e altri.
Durante il vernissage d’apertura l’artista forse si esibirà in una sessione di live painting.
anastasia-kurakina2Dopo una personale all’Ambasciata Americana a Roma, una al Museo dell’Arte Contemporanea a Porto Cervo la scorsa estate e una a San Pietroburgo al Pushkinskaya-10 Art Center, nella Art Ligue Gallery lo scorso dicembre, dopo questa mostra, Anastasia Kurakina inaugurerà in primavera una personale in Svizzera e una a Londra.
Anastasia Kurakina ha esposto a Mosca, in Messico, a Los Angeles, a Londra, a Milano, a Venezia, in Svizzera, a Oxford, a Cambridge, a San Pietroburgo, a Roma, a Porto Cervo e in altre località. Inoltre è vincitrice di numerosi premi d’arte nazionali e internazionali.
Il Live painting di Anastasia Kurakina è una sessione di pittura ad acquarello eseguita direttamente al pubblico. I ritratti sono eseguiti dal vivo e in brevissimo tempo, in grande formato e senza disegno preparatorio. Le pennellate sono ampie e larghe ma allo stesso tempo descrivono minuziosamente i tratti essenziali del soggetto ritratto: i colori prendono il posto delle sue emozioni e dei suoi sentimenti sino a restituire fedelmente il suo sguardo.
Nelle sue opere Anastasia porta con sè le tradizioni e i fondamenti della scuola russa ma li reinventa, scrivendo una nuova pagina nella storia del ritratto contemporaneo ad acquerello.
Anastasia Kurakina nasce a Mosca nel 1987 ed è cresciuta in una famiglia d’artisti: suo padre Sergey, è l’autore dell’icona «Novorusskaya Bogomater». La nonna materna, Olga Kondratieva, fu allieva di V. Veizberg (le cui opere sono presenti nella collezione della Galleria Statale Tret’jakov a Mosca) che a sua volta fu allievo di Giorgio Morandi. Suo zio ha realizzato le principali sculture per il Parco Nazionale Losiny Ostrov a Mosca. Vive e lavora a Roma. (foto: Anastasia Kurakina)

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Riflessioni sul tema della memoria

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

giulianaMilano Via Confalonieri 14 CANTIEREMEMORIA apre il 2017 con LABORATORIO MEMORIA, presentando dal 2 al 6 gennaio una serie di riflessioni sul tema della memoria: una fucina di spunti, testimonianze e considerazioni che toccano differenti argomenti e diversi mezzi espressivi. Un modo per far vivere Casa della Memoria oltre il solito orario di apertura ed essere terreno fertile di incontro e confronto.
2 e 3 gennaio 2017 Leggere per ricordare ore 19. Testi commoventi, a volte strazianti, ma anche carichi di bellezza, speranza, vitalità nelle letture scelte per questi due appuntamenti di CANTIEREMEMORIA. Testimonianze dalle pagine di due grandi autori del Novecento, raccontate, a volte vissute, tra documentazione storica e vite che si intrecciano, nel ricordo della guerra e nella speranza di un futuro migliore.
Il 2 gennaio Sandra Zoccolan legge brani da Vita e Destino di Vasilij Grossman, mentre il 3 gennaio è la volta di Nadia Fulco che propone da I sommersi e i salvati di Primo Levi, il quarto capitolo ‘Comunicare’.
4 gennaio 2017 “tu vuoi ch’io rinnovelli, Dante e la memoria dolente” di Giuliana Nuvoli con Giuliana Nuvoli e Simone Passeri ore 19 La memoria chiude in sé tutte le narrazioni del mondo: questo lo sanno bene i grandi artisti e, in particolare i poeti. La Divina Commedia è opera che si nutre, verso dopo verso, della memoria: nostalgica, dolente, rabbiosa, amara e vitale. Giuliana Nuvoli (Università degli Studi di Milano) racconta la memoria dantesca in uno spettacolo in cui si alternano affabulazione e letture dal poema dell’attore Simone Passero, con le modalità tipiche del suo Dante a teatro.
sandrazoccolan5 gennaio 2017 MUSEI E MEMORIA Dove il bello, il bene e l’”altro” fanno scuola, dal passato al presente con Cristina Miedico. Direttrice Museo Archeologico di Angera, Ambasciatrice GARIWO – Foresta dei Giusti ore 19. I nostri musei raccontano il bello, il buono, il bene della nostra storia. Se raccontano il brutto la finalità è in ogni caso rivolta al bene affinché il brutto non ritorni. I musei sono quindi armi potenti di comprensione del presente, offrono un’ottica positiva attingendo esempi e modelli dal bello e dal bene del passato. Spesso scopriamo che il bello e il bene dei nostri Musei sono opera di persone, artisti, uomini e donne appartenenti o appartenuti ad altre culture ad altri luoghi ad altre latitudini e pure unanimemente considerati bravi o giusti.
6 gennaio 2017 “Passio. La Settimana Santa a Trapani” e “A volo d’Angelo” (2007)a cura di Maurizio ‘gibo’ Gibertini per Officina Multimediale ore 19. Due documentari raccontano la tradizione delle processioni nel sud Italia, tra spazio del sacro e luoghi profani, che si fondono insieme. Durante le processioni viene narrata figurativamente la tradizione religiosa di una comunità e si assiste ad una metamorfosi provvisoria della città, con implicazioni sociali e urbanistiche evidenti. Le leggi che regolano la vita quotidiana sono momentaneamente interrotte dalle celebrazioni e duplice è l’aspetto della festa – statico e dinamico – e duplice è il suo ‘tempo’ – il tempo dell’immobilità e del moto.
Le due testimonianze documentarie indagano da vicino questi processi secolari che si rinnovano di anno in anno, rappresentando la memoria storica del nostro paese.Inoltre continuano le attività per bambini dai 3 ai 99 anni curate da Teatro Pane e Mate, tutti i giorni dalle 15 alle 18 e sarà sempre possibile visitare fino al 6 gennaio la mostra di Paolo Gallerani Le Macchine Armate. Sculture e frammenti visivi.Tutti gli eventi sono a ingresso libero. Per il programma completo consultare il sito http://www.cantierememoria.it (foto: giuliana, Sandra Zoccolan)

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Riflessioni sul referendum e il voto popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

referendum“Ciò che ha sorpreso tutti, ma proprio tutti, in questo Referendum è stata da un lato la partecipazione convinta degli italiani, come non si vedeva più da molte elezioni, e dall’altro la forbice decisa che separa i No dai Si, senza possibilità di equivoci. Senza che si possano invocare brogli, manipolazioni, voti all’estero, matite che scrivono più o meno: tutto contribuisce a rendere il dato indiscutibile. Gli italiani hanno vinto l’inerzia delle ultime tornate elettorali per andare a dire un no chiaro e secco alla riforma costituzionale, ad un certo modo di governare di tipo più semipresidenziale che parlamentare, a tante promesse che non trovavano riscontro nei fatti sperimentati nella vita di ogni giorno. Nell’ovvio spaesamento di cui tutti portano traccia nel loro vissuto di queste prime ore, è chiaro che il risultato del referendum impone una pausa di riflessione a tutti prima di prendere decisioni che impegnino in modo sostanziale il futuro del paese. A questo dovrà servire l’anno che manca alla fine della legislatura e che mi auguro davvero che non venga ridotto, da chi spera di lucrare in fretta risultati brillanti per se e per il proprio partito. La vittoria del NO ha davvero tanti padri, che non hanno nessuna possibilità di trovare un punto di convergenza in vista di una possibile elezione. E’ assolutamente improbabile che Berlusconi possa trovare un accordo con i comunisti della sinistra italiana, avendo lui costruito il suo profilo politico proprio in antitesi a loro. Altrettanto difficile è immaginare che Grillo e Salvini possano trovare un accordo concreto su di un possibile governo da condividere. Ma se è vero che la Meloni e Salvini possono invocare le primarie del centrodestra, ipotizzando ognuno di loro di poter mettere mano al pacchetto di voti berlusconiani, è altrettanto improbabile che il vecchio leader lasci giocare la partita a loro due, senza intervenire nel suo classico modo divisivo”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Tutti nel centro destra sanno quanto Berlusconi sia abile a difendere la sua, e solo la sua, leadership, rimandando alle calende greche la scelta del suo successore. La lista dei potenziali delfini travolti dal suo attaccamento strutturale alla carica di Capo unico ed indiscusso del centrodestra è sempre più lunga e soprattutto non se ne vede la fine. Anche questa volta sembrava finito, ed è riemerso alla grande, ma è difficile immaginare che possa riuscire nella disperata impresa di coagulare ancora una volta il popolo dei moderati del centrodestra. Ma al No, occorre ricordarlo, ha contribuito anche in modo tutt’altro che irrilevante il famoso popolo del Family day che ha con Renzi un contenzioso ancora aperto. Quindi, se per votare No è stato facile coagulare le forze del dissenso, dire Si ad un progetto comune sembra radicalmente impossibile. Ed è questa la pausa di riflessione che serve a tutti: occorre rifare la legge elettorale, riorganizzare la vita interna dei vari partiti e movimenti, immaginare possibili coalizioni, in vista di un premio di maggioranza alla coalizione e non al partito, come prevede ora l’Italicum. Serve tempo per pensare – prosegue Binetti -, per tornare a dialogare con un popolo che si è risvegliato dal lungo sonno dell’assenteismo, per progettare il futuro, ma anche per concludere alcune cose buone avviate in Parlamento e rimaste per ora in sospeso. E per questo tutti ci affidiamo a Mattarella perché sia davvero il garante del futuro del paese in questa delicata fase di transizione, in cui la crisi, checché se ne dica, tocca ancora molto sul vivo famiglie e imprese e tutti hanno bisogno di tornare a crescere”, conclude.

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Riflessioni sul pensiero e l’attività di Umberto Veronesi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

veronesiNapoli martedì 6 dicembre alle 10.30 nell’Aula Coviello di Giurisprudenza alla Federico II in via Porta di Massa 32 la Scuola di Medicina e Chirurgia, il CEINGE-Biotecnologie Avanzate e la Scuola Superiore Europea di Medicina Molecolare – SEMM presentano ‘Riflessioni sul pensiero e l’attività di Umberto Veronesi’. L’incontro sarà moderato da Alessandro Barbano, Direttore de “Il Mattino”, e introdotto da Francesco Salvatore, Emerito di Biochimica Umana dell’Università Federico II, Presidente e Coordinatore Scientifico del CEINGE – Biotecnologie Avanzate di Napoli.Interverranno Luigi Califano, Presidente Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II, Filiberto Cimino, Vice-Presidente SEMM Nazionale, Pier Giuseppe Pelicci, Direttore Scientifico SEMM Nazionale, e Andrea Ballabio, Direttore Scientifico SEMM Napoli, Direttore Istituto Telethon di Genetica e Medicina – TIGEM.Sarà proposto un video di Umberto Veronesi con un ultimo contributo. Concluderà Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II.

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Rapporto Antigone 2016 e affermazioni del Ministro Orlando: riflessioni di un ergastolano

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

carcereDico sempre ai miei compagni che, per tentare di portare la legalità costituzionale dentro le nostre Patrie Galere, bisogna prima leggere e poi imparare a scrivere.Oggi mi è capitato di leggere queste dichiarazioni del Ministro della Giustizia Andrea Orlando nel corso di un convegno organizzato, tra gli altri, dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo: “Un carcere organizzato così com’è oggi non serve nemmeno per garantire la sicurezza. Il carcere costa ogni anno 3 miliardi di euro e l’Italia è il Paese con la recidiva più alta d’Europa. Chi invoca il carcere in nome della sicurezza, in realtà cavalca una società ansiosa e propina una truffa. (…) All’apice del sovraffollamento avevamo prima 69 mila detenuti per circa 42 mila posti. Avevamo un sistema che si reggeva soprattutto su una gamba, quella del carcere. I soggetti ammessi a pene alternative erano circa 20 mila. Adesso la situazione è cambiata. Abbiamo 54 mila detenuti per circa 50 mila posti, ma soprattutto 40 mila soggetti ammessi a pena alternativa.” (da: La Repubblica, 13 luglio 2016).
Spero che il Ministro non me ne vorrà se affermo che, sì è vero, che si è fatto molto per migliorare la situazione carceraria, ma la strada è ancora lunga. Mi riferisco, in particolare, alla situazione dei diecimila detenuti condannati per reati di criminalità organizzata. Continuo a pensare che, se si vuole sconfiggere questo fenomeno, bisogna iniziare da dentro il carcere offrendo anche a queste persone la speranza di una vita più dignitosa. Da decenni, infatti, ci sono detenuti che in nome della “sicurezza sociale” rimangono in regime di carcere duro (41 bis), o nei circuiti di Alta Sicurezza. E ciò sovente avviene con motivazioni apparenti o stereotipate, inidonee a giustificare, in termini di attualità, la pericolosità affermata. Spesso (o quasi sempre), le richieste di declassificazione vengono rigettate dai funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario prendendo a pretesto episodi, sicuramente gravissimi, ma ormai datati nel tempo.Molti di questi detenuti scontano la galera chiusi in una cella anche per ventidue ore su ventiquattro, senza fare nulla a parte continuare ad odiare le istituzioni e la società.Anch’io sono stato uno di loro e, anche se nella mia vita ho infranto tutte le leggi scritte e le consuetudini sociali, una volta in carcere, mi sono dovuto accorgere che i miei guardiani erano peggiori di me. In questo modo, mi sono subito auto-assolto.Credo che la criminalità organizzata non si possa sconfiggere solo militarmente senza prima “curare” e “sanare” i cuori e le menti degli “affiliati”. Ci sono giovani ergastolani (ormai non più giovani) che hanno passato più anni della loro vita dentro il carcere rispetto a fuori. Che fare per recuperarli? Quando si trascorrono molti anni sott’acqua e al buio, è difficile ritornare a galla e alla luce, e riabituarsi a vivere. Da pochi giorni è uscito anche il Pre-Rapporto 2016 dell’Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione, dove tra i tanti dati vi è quello che il numero dei detenuti è tornato a salire e che “I numeri delle misure alternative crescono lievemente, come hanno fatto anche negli anni precedenti, ma rimangono tuttavia troppo bassi rispetto alle potenzialità”.Per questa ragione Antigone lancia la campagna “Partiamo da 20×20” e chiede di destinare entro il 2020 il 20 per cento del bilancio dell’Amministrazione penitenziaria in misure alternative. “Oggi per queste misure l’Amministrazione penitenziaria spende meno del 5 per cento del proprio bilancio. La parte più avanzata del nostro sistema di esecuzione delle pene dunque è anche di gran lunga quella con meno risorse. I soldi servono tutti per il carcere”Ma anch’io credo, per averlo frequentato per la maggior parte della mia vita e per essere tuttora detenuto da 25 anni ininterrotti, che il carcere, così com’è, sia un pozzo nero capace di distruggere quel poco di buono che è rimasto nel cuore di un detenuto.Un sorriso fra le sbarre. (Carmelo Musumeci) fonte: http://www.carmelomusumeci.com (foto: carcere)

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Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle Elezioni Amministrative di maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

The flank of the Cathedral of Palermo (Sicily)...

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Palermo Sabato 10 marzo 2012 – ore 10.30 Salone Filangeri (Primo piano) del palazzo Arcivescovile. Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle prossime Elezioni Amministrative: “Una comune responsabilità per Palermo”. Riflessioni maturate nel contesto della vita ecclesiale palermitana, specialmente in seno agli organismi di partecipazione ecclesiale, i Consigli presbiterale e pastorale diocesani, supportati da un gruppo di lavoro formato da esperti. Saranno presentate nel corso della conferenza stampa indetta a margine dell’evento.

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Ha ancora un senso parlare di destra e sinistra?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2012

Enrico Letta

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Roma Giovedì 26 gennaio Appuntamento alle ore 16 presso la sede dell’Associazione, in via del Tritone, n. 87 (V piano).
Quanto queste categorie politologiche del Novecento, che pure continuano ad animare il dibattito nazionale, bastano a decodificare una realtà straordinariamente complessa quale quella del nostro Paese e dell’Europa in epoca di crisi e globalizzazione? Sono alcuni degli interrogativi al centro delle riflessioni della nuova iniziativa di TrecentoSessanta l’Associazione di Enrico Letta, dal titolo “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?” Il minimaster, aperto a tutti e in particolare ai giovani del network ‘360 under 30’, prenderà avvio a Roma giovedì 19 gennaio con una prima lezione, tenuta da Alfredo Reichlin e introdotta da Enrico Letta, sull’identità della sinistra. Appuntamento alle ore 16 presso la sede dell’Associazione, in via del Tritone, n. 87 (V piano).
Giovedì 26 gennaio sarà la volta della seconda lezione, tenuta da Nando Pagnoncelli, sugli orientamenti e la percezione della pubblica opinione. Il terzo incontro, invece, si terrà giovedì 2 febbraio e sarà tenuto da Alessandro Campi, sull’identità della destra.

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Quattro settimane in coppia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2011

Matrimonio místico de Santa Catalina, Museo de...

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Riflessioni sulla grandezza del matrimonio Ventotto brevi meditazioni (una al giorno per 4 settimane), sviluppate a partire da alcuni testi del Magistero della Chiesa per aiutare la coppie di fidanzati e di sposi a pregare e riflettere sulla natura e il senso del loro amore nel matrimonio cristiano. Ogni meditazione è divisa in tre parti: un breve testo del Magistero; un breve commento; una preghiera/meditazione. di Renzo Bonetti, Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni Edizioni San Paolo 152 pagine € 16,00

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Festival delle Arti Visionarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Roma dal 2 al 10 luglio 2011Ore 19 – 24 Piazza S. Maria della Pietà 5, Comprensorio dell’ex-ospedale di Santa Maria della Pietà Ex-Lavanderia, padiglione 31 Linea35Festival darà vita a 9 giorni di itinerari ricchi di spettacoli, video, riflessioni, concerti, mostre e performance. Si tratta di una serie di itinerari, concepiti da Linea 35, che ci faranno riappropriare momentaneamente delle strutture consentendoci di visitarle e scoprirle da scorci inaspettati, attraverso lo sguardo contemporaneo degli artisti ed accompagnati dalle parole di chi è stato testimone storico dell’esperienza interna. L’obiettivo del Festival è infatti quello di promuovere nuove esperienze espressive che rielaborino, attraverso varie forme d’arte, un confronto serrato con gli spazi ospitanti. Molti saranno gli artisti che hanno aderito al Festival: tra gli altri Andrea Camilleri, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Andrea Rivera, The Niro e Diana Tejera, Elena Arvigo, Marco Solari e Alessandra Vanzi, Collettivo Angelo Mai. Questo, in sintesi, il programma del festival: ogni sera, dalle 19, il pubblico verrà accolto presso le sale dell’Ex lavanderia dove sarà operativa la caffetteria e un punto ristoro. Nelle sale sarà possibile visitare un’esposizione di arti visive realizzata in collaborazione con Techné e una selezione di lavori grafici di Angela Zurlo a cura di Francesca Campli. La stessa artista ha anche concepito per le zone esterne tra i padiglioni piccoli interventi che rievocano le storie qui vissute. Sarà inoltre possibile seguire le proiezioni di corti, filmati, reportage prodotti intorno all’argomento e introdotti brevemente dai loro autori, alternati con concerti di musicisti, gruppi e singoli artisti. Nelle zone esterne ai Padiglioni – attraverso il Parco – il pubblico, guidato nel percorso, ‘scoprirà’ gli spettacoli e le performance e avrà modo di vedere, sotto una diversa luce, aspetti dimenticati del parco stesso e della sua storia. Prima dell’itinerario notturno, una guida, legata all’esperienza del Santa Maria della Pietà, avvierà il pubblico alla visione della serata con un breve racconto della sua storia e dei suoi protagonisti. Si potrà così conoscere e visitare uno scenario suggestivo, quello degli ex padiglioni psichiatrici ed aree limitrofe ora abbandonate all’incuria e al lento degrado.
Si farà poi ritorno alla Ex-Lavanderia dove sarà possibile cenare, ballare e chiudere la serata. Le prime due serate saranno dedicate all’inaugurazione attraverso una grande festa con concerto, sul palco esterno alla Lavanderia. Linea35Festival vuole essere un grande momento di incontro, di dialogo e proposta aperto e rivolto alla città, per confrontarsi con la forza viva e contraddittoria di questo luogo.

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30 consigli in 30 giorni: per salvare la famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

In 30 capitoli, le sfide educative che i genitori incontrano nel loro cammino, ciascuno dei quali invita alla riflessione partendo da esempi e aneddoti presi dalla vita reale, descrivendo fenomeni sociali e meccanismi psicologici e relazionali inerenti la materia trattata; suggerisce inoltre ai genitori risposte e atteggiamenti concreti per affrontare le difficoltà di tutti i giorni, invitandoli a prefissare obiettivi realistici e ben precisi. di Rebecca Hagelin Edizioni San Paolo 318 pagine € 18,00.

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In viaggio verso le radici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2011

Attraverso il racconto, questo volume propone una serie di attività da realizzare durante gli oratori estivi insieme ai ragazzi in un arco di tempo che può andare da una a quattro settimane, arricchito di spunti per la riflessione, giochi, attività di gruppo e laboratori. di Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile Edizioni San Paolo 160 pagine € 12,00

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Anna Ruggerini Riflessioni alla finestra

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Mantova  dal 26 marzo al 7 aprile 2011  Inaugurazione: Sabato 26 marzo, ore 18.00. (Orario di apertura: 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30. Chiuso festivi) Galleria “Arianna Sartori”via Cappello, 17  Anna Ruggerini. “Riflessioni alla finestra” La Dott.ssa Alessandra Moreschi presenterà l’artista. Anna Ruggerini ritorna con questa mostra alla Galleria Arianna Sartori dove già  aveva esposto nel settembre 1999 e nel maggio 2006. La mostra sarà inaugurata Sabato 26 marzo alle ore 18.00 alla presenza dell’artista e con presentazione della Dott.ssa Alessandra Moreschi. Anna Ruggerini nasce nel dicembre del 1927 a Mantova. Laureata in Medicina, specializzata in Pediatria, ha esercitato la professione fino al 1993. Il suo lavoro l’ha portata a compiere un viaggio in Kenia dove ha lavorato presso l’ospedale di Nkubu per due anni. Mostra interessante ed intrigante perchè apre le porte ad una pittura carica di novità, ci guida alla percezione della forza espressiva di Anna che sussurra, ma mai tace, e che ancora una volta è pronta ad emozionarci e a stupirci. (ruggerini)

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Riflessioni per i credenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Lettera al direttore. Il priore Enzo Bianchi, intervistato da Daria Bignardi (La 7 – 28 gennaio), poiché è persona religiosissima ed intelligente e non vive di certezze incrollabili, ha parlato della difficoltà della fede, delle domande “senza risposta” (da qui la difficoltà) che un cristiano si pone davanti alla sofferenza, segnatamente degli innocenti. Ma riguardo a questo problema tanto dibattuto, ha aggiunto una considerazione particolarmente interessante. Ha affermato che spesso la sofferenza abbrutisce l’uomo, anziché elevarlo spiritualmente. Concetto particolarmente interessante se lo si confronta con quello espresso da Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Salvifici doloris (1984): “Attraverso i secoli e le generazioni è stato costatato che nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l’uomo a Cristo, una particolare grazia”. E si aggiunge a quello di Renato Pierri che critica la Salvifici doloris nel libro “La sposa di Gesù crocifisso” (Kaos edizioni – 2001), e trattando il tema più ampiamente in un articolo su Italialaica (10 nov. 2010), scrive: “Moltissimi uomini si abbrutiscono proprio a causa della sofferenza…Spesso la sofferenza è distruttiva non solo del fisico ma anche dello spirito…Nulla dice Giovanni Paolo II, riguardo  alla sofferenza dei bambini. Anche i bambini scoprono il senso salvifico della sofferenza?”. Resta difficile immaginare che nella sofferenza si nasconda una “particolare grazia”, giacché riguarderebbe solo alcuni fortunati individui adulti. Questo dovrebbe far riflettere tutti quei credenti dalle certezze incrollabili, che si ostinano a vedere la mano di Dio anche nella sofferenza. (Elisa Merlo)

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Michelangelo Consani: La festa è finita

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Bologna 29 gennaio 2011 (Fino al 31 marzo)   “Sponda” Fabio Tiboni New Space –– Via del Porto 52A  Testi di Pier Luigi Tazzi e Serge Latouche. La festa è finita prosegue la ricerca artistica di Michelangelo Consani – volta all’indagine e alla riappropriazione di ogni forma di marginalità, storica, ideologica, politica e sociale – e mette in campo una serie di nuove riflessioni.
Incipit del progetto un testo del filosofo-economista Serge Latouche, dal titolo “La festa è finita”, che analizza il sistema capitalistico globale basato sull’utilizzo del petrolio. All’interno dello spazio della galleria l’artista organizza il suo dies festus. Questa la lista degli invitati: John Herbert Dillinger, Henry Ford, Allis Chalmer, Marco Ferreri, Michel Piccoli, Mario Schifano, Marion King Hubbert, Colin Campbell, Achille Castiglioni, Arthur Hollins, Masanobu Fukuoka. Una serie di personaggi legati l’uno all’altro per antinomia o affinità.  Il progetto di Michelangelo Consani sarà un vero e proprio happening, che si ripeterà settimanalmente per tutta la durata della mostra.
La festa è finita sarà accompagnata da un poster pieghevole con testo critico di Pier Luigi Tazzi.
Michelangelo Consani, Livorno 1971. Dopo una serie di importanti mostre collettive (Olanda SCHUNCK-Glaspaleis, Francia Musee d’Art Contemporain du Val de Marne, Slovenia Center for Contemporary Art Celje, Italia, Fondazione Michelangelo Pistoletto, Biella), nel 2010 Consani riceve da EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze il premio come miglior artista under 40. L’opera entra nella collezione permanente del Museo Pecci di Prato. Lo stesso anno, prende parte alla prima Triennale di Aichi che Akira Tatehata, Masahiko Haito, Hinako Kasagi, Pier Luigi Tazzi e Jochen Volz curano a Nagoya. E’ in fase di realizzazione un nuovo progetto che l’artista presenterà ad aprile, in occasione della personale presso la Kunstraum di Monaco. (11,6,22,23)

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Ascolta il cuore, accogli la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Roma dal 19 al 21 novembre prossimi si svolgerà a Roma presso il Torre Rossa Park Hotel, l’annuale Convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita.  500 volontari degli oltre 300 Centri sparsi in tutt’Italia parteciperanno a questa XXX edizione del convegno che avrà come titolo “Ascolta il cuore, accogli la vita” Il Convegno si aprirà  con due riflessioni: “Il cuore della Chiesa per la vita dell’uomo” di mons. Luigi Negri e “La pastorale della vita” del card. Elio Sgreccia.  A mons Sgreccia, pioniere della bioetica come disciplina scientifica, verrà attribuito il Premio europeo per la vita “Madre Teresa” giunto alla terza edizione.Nella mattinata di sabato, tra le altre relazioni si terrà quella su “Il dialogo per la vita” di Alessandro Meluzzi.

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Pd: riflessioni sulle primarie di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

«Le primarie di Milano ci impongono una riflessione seria e niente affatto retorica: l’uscita dall’epoca berlusconiana sta ridisegnando lo scenario politico, e non possiamo agire con lo stesso approccio e gli stessi strumenti anche solo di un anno fa. Continuare così significherebbe infatti rischiare di chiuderci nel recinto di un’asfittica alleanza con le sole forze della sinistra, strutturalmente minoritaria nel Paese, e soprattutto incapace di definire l’agenda di riforme per la crescita economica e l’equità sociale e territoriale di cui l’Italia ha bisogno. Dunque, una prospettiva sbagliata, che fa perdere al PD autonomia, capacità di aggregazione e apertura. Ciò proprio mentre si organizza un’area di centro con la quale abbiamo grandi spazi di dialogo per costruire una prospettiva di modernizzazione del Paese». Così Marco Meloni, responsabile Riforma dello Stato, PA, Università e ricerca della segreteria nazionale del PD vicino ad Enrico Letta, dal sito dell’Associazione TrecentoSessanta.

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