Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 28 n° 340

Posts Tagged ‘riflessioni’

Riflessioni sul referendum e il voto popolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

referendum“Ciò che ha sorpreso tutti, ma proprio tutti, in questo Referendum è stata da un lato la partecipazione convinta degli italiani, come non si vedeva più da molte elezioni, e dall’altro la forbice decisa che separa i No dai Si, senza possibilità di equivoci. Senza che si possano invocare brogli, manipolazioni, voti all’estero, matite che scrivono più o meno: tutto contribuisce a rendere il dato indiscutibile. Gli italiani hanno vinto l’inerzia delle ultime tornate elettorali per andare a dire un no chiaro e secco alla riforma costituzionale, ad un certo modo di governare di tipo più semipresidenziale che parlamentare, a tante promesse che non trovavano riscontro nei fatti sperimentati nella vita di ogni giorno. Nell’ovvio spaesamento di cui tutti portano traccia nel loro vissuto di queste prime ore, è chiaro che il risultato del referendum impone una pausa di riflessione a tutti prima di prendere decisioni che impegnino in modo sostanziale il futuro del paese. A questo dovrà servire l’anno che manca alla fine della legislatura e che mi auguro davvero che non venga ridotto, da chi spera di lucrare in fretta risultati brillanti per se e per il proprio partito. La vittoria del NO ha davvero tanti padri, che non hanno nessuna possibilità di trovare un punto di convergenza in vista di una possibile elezione. E’ assolutamente improbabile che Berlusconi possa trovare un accordo con i comunisti della sinistra italiana, avendo lui costruito il suo profilo politico proprio in antitesi a loro. Altrettanto difficile è immaginare che Grillo e Salvini possano trovare un accordo concreto su di un possibile governo da condividere. Ma se è vero che la Meloni e Salvini possono invocare le primarie del centrodestra, ipotizzando ognuno di loro di poter mettere mano al pacchetto di voti berlusconiani, è altrettanto improbabile che il vecchio leader lasci giocare la partita a loro due, senza intervenire nel suo classico modo divisivo”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Tutti nel centro destra sanno quanto Berlusconi sia abile a difendere la sua, e solo la sua, leadership, rimandando alle calende greche la scelta del suo successore. La lista dei potenziali delfini travolti dal suo attaccamento strutturale alla carica di Capo unico ed indiscusso del centrodestra è sempre più lunga e soprattutto non se ne vede la fine. Anche questa volta sembrava finito, ed è riemerso alla grande, ma è difficile immaginare che possa riuscire nella disperata impresa di coagulare ancora una volta il popolo dei moderati del centrodestra. Ma al No, occorre ricordarlo, ha contribuito anche in modo tutt’altro che irrilevante il famoso popolo del Family day che ha con Renzi un contenzioso ancora aperto. Quindi, se per votare No è stato facile coagulare le forze del dissenso, dire Si ad un progetto comune sembra radicalmente impossibile. Ed è questa la pausa di riflessione che serve a tutti: occorre rifare la legge elettorale, riorganizzare la vita interna dei vari partiti e movimenti, immaginare possibili coalizioni, in vista di un premio di maggioranza alla coalizione e non al partito, come prevede ora l’Italicum. Serve tempo per pensare – prosegue Binetti -, per tornare a dialogare con un popolo che si è risvegliato dal lungo sonno dell’assenteismo, per progettare il futuro, ma anche per concludere alcune cose buone avviate in Parlamento e rimaste per ora in sospeso. E per questo tutti ci affidiamo a Mattarella perché sia davvero il garante del futuro del paese in questa delicata fase di transizione, in cui la crisi, checché se ne dica, tocca ancora molto sul vivo famiglie e imprese e tutti hanno bisogno di tornare a crescere”, conclude.

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Riflessioni sul pensiero e l’attività di Umberto Veronesi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

veronesiNapoli martedì 6 dicembre alle 10.30 nell’Aula Coviello di Giurisprudenza alla Federico II in via Porta di Massa 32 la Scuola di Medicina e Chirurgia, il CEINGE-Biotecnologie Avanzate e la Scuola Superiore Europea di Medicina Molecolare – SEMM presentano ‘Riflessioni sul pensiero e l’attività di Umberto Veronesi’. L’incontro sarà moderato da Alessandro Barbano, Direttore de “Il Mattino”, e introdotto da Francesco Salvatore, Emerito di Biochimica Umana dell’Università Federico II, Presidente e Coordinatore Scientifico del CEINGE – Biotecnologie Avanzate di Napoli.Interverranno Luigi Califano, Presidente Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II, Filiberto Cimino, Vice-Presidente SEMM Nazionale, Pier Giuseppe Pelicci, Direttore Scientifico SEMM Nazionale, e Andrea Ballabio, Direttore Scientifico SEMM Napoli, Direttore Istituto Telethon di Genetica e Medicina – TIGEM.Sarà proposto un video di Umberto Veronesi con un ultimo contributo. Concluderà Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università Federico II.

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Rapporto Antigone 2016 e affermazioni del Ministro Orlando: riflessioni di un ergastolano

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

carcereDico sempre ai miei compagni che, per tentare di portare la legalità costituzionale dentro le nostre Patrie Galere, bisogna prima leggere e poi imparare a scrivere.Oggi mi è capitato di leggere queste dichiarazioni del Ministro della Giustizia Andrea Orlando nel corso di un convegno organizzato, tra gli altri, dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo: “Un carcere organizzato così com’è oggi non serve nemmeno per garantire la sicurezza. Il carcere costa ogni anno 3 miliardi di euro e l’Italia è il Paese con la recidiva più alta d’Europa. Chi invoca il carcere in nome della sicurezza, in realtà cavalca una società ansiosa e propina una truffa. (…) All’apice del sovraffollamento avevamo prima 69 mila detenuti per circa 42 mila posti. Avevamo un sistema che si reggeva soprattutto su una gamba, quella del carcere. I soggetti ammessi a pene alternative erano circa 20 mila. Adesso la situazione è cambiata. Abbiamo 54 mila detenuti per circa 50 mila posti, ma soprattutto 40 mila soggetti ammessi a pena alternativa.” (da: La Repubblica, 13 luglio 2016).
Spero che il Ministro non me ne vorrà se affermo che, sì è vero, che si è fatto molto per migliorare la situazione carceraria, ma la strada è ancora lunga. Mi riferisco, in particolare, alla situazione dei diecimila detenuti condannati per reati di criminalità organizzata. Continuo a pensare che, se si vuole sconfiggere questo fenomeno, bisogna iniziare da dentro il carcere offrendo anche a queste persone la speranza di una vita più dignitosa. Da decenni, infatti, ci sono detenuti che in nome della “sicurezza sociale” rimangono in regime di carcere duro (41 bis), o nei circuiti di Alta Sicurezza. E ciò sovente avviene con motivazioni apparenti o stereotipate, inidonee a giustificare, in termini di attualità, la pericolosità affermata. Spesso (o quasi sempre), le richieste di declassificazione vengono rigettate dai funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario prendendo a pretesto episodi, sicuramente gravissimi, ma ormai datati nel tempo.Molti di questi detenuti scontano la galera chiusi in una cella anche per ventidue ore su ventiquattro, senza fare nulla a parte continuare ad odiare le istituzioni e la società.Anch’io sono stato uno di loro e, anche se nella mia vita ho infranto tutte le leggi scritte e le consuetudini sociali, una volta in carcere, mi sono dovuto accorgere che i miei guardiani erano peggiori di me. In questo modo, mi sono subito auto-assolto.Credo che la criminalità organizzata non si possa sconfiggere solo militarmente senza prima “curare” e “sanare” i cuori e le menti degli “affiliati”. Ci sono giovani ergastolani (ormai non più giovani) che hanno passato più anni della loro vita dentro il carcere rispetto a fuori. Che fare per recuperarli? Quando si trascorrono molti anni sott’acqua e al buio, è difficile ritornare a galla e alla luce, e riabituarsi a vivere. Da pochi giorni è uscito anche il Pre-Rapporto 2016 dell’Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione, dove tra i tanti dati vi è quello che il numero dei detenuti è tornato a salire e che “I numeri delle misure alternative crescono lievemente, come hanno fatto anche negli anni precedenti, ma rimangono tuttavia troppo bassi rispetto alle potenzialità”.Per questa ragione Antigone lancia la campagna “Partiamo da 20×20” e chiede di destinare entro il 2020 il 20 per cento del bilancio dell’Amministrazione penitenziaria in misure alternative. “Oggi per queste misure l’Amministrazione penitenziaria spende meno del 5 per cento del proprio bilancio. La parte più avanzata del nostro sistema di esecuzione delle pene dunque è anche di gran lunga quella con meno risorse. I soldi servono tutti per il carcere”Ma anch’io credo, per averlo frequentato per la maggior parte della mia vita e per essere tuttora detenuto da 25 anni ininterrotti, che il carcere, così com’è, sia un pozzo nero capace di distruggere quel poco di buono che è rimasto nel cuore di un detenuto.Un sorriso fra le sbarre. (Carmelo Musumeci) fonte: http://www.carmelomusumeci.com (foto: carcere)

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Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle Elezioni Amministrative di maggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2012

The flank of the Cathedral of Palermo (Sicily)...

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Palermo Sabato 10 marzo 2012 – ore 10.30 Salone Filangeri (Primo piano) del palazzo Arcivescovile. Le Riflessioni della Chiesa Palermitana in vista delle prossime Elezioni Amministrative: “Una comune responsabilità per Palermo”. Riflessioni maturate nel contesto della vita ecclesiale palermitana, specialmente in seno agli organismi di partecipazione ecclesiale, i Consigli presbiterale e pastorale diocesani, supportati da un gruppo di lavoro formato da esperti. Saranno presentate nel corso della conferenza stampa indetta a margine dell’evento.

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Ha ancora un senso parlare di destra e sinistra?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2012

Enrico Letta

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Roma Giovedì 26 gennaio Appuntamento alle ore 16 presso la sede dell’Associazione, in via del Tritone, n. 87 (V piano).
Quanto queste categorie politologiche del Novecento, che pure continuano ad animare il dibattito nazionale, bastano a decodificare una realtà straordinariamente complessa quale quella del nostro Paese e dell’Europa in epoca di crisi e globalizzazione? Sono alcuni degli interrogativi al centro delle riflessioni della nuova iniziativa di TrecentoSessanta l’Associazione di Enrico Letta, dal titolo “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?” Il minimaster, aperto a tutti e in particolare ai giovani del network ‘360 under 30’, prenderà avvio a Roma giovedì 19 gennaio con una prima lezione, tenuta da Alfredo Reichlin e introdotta da Enrico Letta, sull’identità della sinistra. Appuntamento alle ore 16 presso la sede dell’Associazione, in via del Tritone, n. 87 (V piano).
Giovedì 26 gennaio sarà la volta della seconda lezione, tenuta da Nando Pagnoncelli, sugli orientamenti e la percezione della pubblica opinione. Il terzo incontro, invece, si terrà giovedì 2 febbraio e sarà tenuto da Alessandro Campi, sull’identità della destra.

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Quattro settimane in coppia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2011

Matrimonio místico de Santa Catalina, Museo de...

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Riflessioni sulla grandezza del matrimonio Ventotto brevi meditazioni (una al giorno per 4 settimane), sviluppate a partire da alcuni testi del Magistero della Chiesa per aiutare la coppie di fidanzati e di sposi a pregare e riflettere sulla natura e il senso del loro amore nel matrimonio cristiano. Ogni meditazione è divisa in tre parti: un breve testo del Magistero; un breve commento; una preghiera/meditazione. di Renzo Bonetti, Gilberto Gillini e Mariateresa Zattoni Edizioni San Paolo 152 pagine € 16,00

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Festival delle Arti Visionarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Roma dal 2 al 10 luglio 2011Ore 19 – 24 Piazza S. Maria della Pietà 5, Comprensorio dell’ex-ospedale di Santa Maria della Pietà Ex-Lavanderia, padiglione 31 Linea35Festival darà vita a 9 giorni di itinerari ricchi di spettacoli, video, riflessioni, concerti, mostre e performance. Si tratta di una serie di itinerari, concepiti da Linea 35, che ci faranno riappropriare momentaneamente delle strutture consentendoci di visitarle e scoprirle da scorci inaspettati, attraverso lo sguardo contemporaneo degli artisti ed accompagnati dalle parole di chi è stato testimone storico dell’esperienza interna. L’obiettivo del Festival è infatti quello di promuovere nuove esperienze espressive che rielaborino, attraverso varie forme d’arte, un confronto serrato con gli spazi ospitanti. Molti saranno gli artisti che hanno aderito al Festival: tra gli altri Andrea Camilleri, Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco, Andrea Rivera, The Niro e Diana Tejera, Elena Arvigo, Marco Solari e Alessandra Vanzi, Collettivo Angelo Mai. Questo, in sintesi, il programma del festival: ogni sera, dalle 19, il pubblico verrà accolto presso le sale dell’Ex lavanderia dove sarà operativa la caffetteria e un punto ristoro. Nelle sale sarà possibile visitare un’esposizione di arti visive realizzata in collaborazione con Techné e una selezione di lavori grafici di Angela Zurlo a cura di Francesca Campli. La stessa artista ha anche concepito per le zone esterne tra i padiglioni piccoli interventi che rievocano le storie qui vissute. Sarà inoltre possibile seguire le proiezioni di corti, filmati, reportage prodotti intorno all’argomento e introdotti brevemente dai loro autori, alternati con concerti di musicisti, gruppi e singoli artisti. Nelle zone esterne ai Padiglioni – attraverso il Parco – il pubblico, guidato nel percorso, ‘scoprirà’ gli spettacoli e le performance e avrà modo di vedere, sotto una diversa luce, aspetti dimenticati del parco stesso e della sua storia. Prima dell’itinerario notturno, una guida, legata all’esperienza del Santa Maria della Pietà, avvierà il pubblico alla visione della serata con un breve racconto della sua storia e dei suoi protagonisti. Si potrà così conoscere e visitare uno scenario suggestivo, quello degli ex padiglioni psichiatrici ed aree limitrofe ora abbandonate all’incuria e al lento degrado.
Si farà poi ritorno alla Ex-Lavanderia dove sarà possibile cenare, ballare e chiudere la serata. Le prime due serate saranno dedicate all’inaugurazione attraverso una grande festa con concerto, sul palco esterno alla Lavanderia. Linea35Festival vuole essere un grande momento di incontro, di dialogo e proposta aperto e rivolto alla città, per confrontarsi con la forza viva e contraddittoria di questo luogo.

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30 consigli in 30 giorni: per salvare la famiglia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

In 30 capitoli, le sfide educative che i genitori incontrano nel loro cammino, ciascuno dei quali invita alla riflessione partendo da esempi e aneddoti presi dalla vita reale, descrivendo fenomeni sociali e meccanismi psicologici e relazionali inerenti la materia trattata; suggerisce inoltre ai genitori risposte e atteggiamenti concreti per affrontare le difficoltà di tutti i giorni, invitandoli a prefissare obiettivi realistici e ben precisi. di Rebecca Hagelin Edizioni San Paolo 318 pagine € 18,00.

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In viaggio verso le radici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2011

Attraverso il racconto, questo volume propone una serie di attività da realizzare durante gli oratori estivi insieme ai ragazzi in un arco di tempo che può andare da una a quattro settimane, arricchito di spunti per la riflessione, giochi, attività di gruppo e laboratori. di Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile Edizioni San Paolo 160 pagine € 12,00

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Anna Ruggerini Riflessioni alla finestra

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Mantova  dal 26 marzo al 7 aprile 2011  Inaugurazione: Sabato 26 marzo, ore 18.00. (Orario di apertura: 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30. Chiuso festivi) Galleria “Arianna Sartori”via Cappello, 17  Anna Ruggerini. “Riflessioni alla finestra” La Dott.ssa Alessandra Moreschi presenterà l’artista. Anna Ruggerini ritorna con questa mostra alla Galleria Arianna Sartori dove già  aveva esposto nel settembre 1999 e nel maggio 2006. La mostra sarà inaugurata Sabato 26 marzo alle ore 18.00 alla presenza dell’artista e con presentazione della Dott.ssa Alessandra Moreschi. Anna Ruggerini nasce nel dicembre del 1927 a Mantova. Laureata in Medicina, specializzata in Pediatria, ha esercitato la professione fino al 1993. Il suo lavoro l’ha portata a compiere un viaggio in Kenia dove ha lavorato presso l’ospedale di Nkubu per due anni. Mostra interessante ed intrigante perchè apre le porte ad una pittura carica di novità, ci guida alla percezione della forza espressiva di Anna che sussurra, ma mai tace, e che ancora una volta è pronta ad emozionarci e a stupirci. (ruggerini)

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Riflessioni per i credenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Lettera al direttore. Il priore Enzo Bianchi, intervistato da Daria Bignardi (La 7 – 28 gennaio), poiché è persona religiosissima ed intelligente e non vive di certezze incrollabili, ha parlato della difficoltà della fede, delle domande “senza risposta” (da qui la difficoltà) che un cristiano si pone davanti alla sofferenza, segnatamente degli innocenti. Ma riguardo a questo problema tanto dibattuto, ha aggiunto una considerazione particolarmente interessante. Ha affermato che spesso la sofferenza abbrutisce l’uomo, anziché elevarlo spiritualmente. Concetto particolarmente interessante se lo si confronta con quello espresso da Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Salvifici doloris (1984): “Attraverso i secoli e le generazioni è stato costatato che nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l’uomo a Cristo, una particolare grazia”. E si aggiunge a quello di Renato Pierri che critica la Salvifici doloris nel libro “La sposa di Gesù crocifisso” (Kaos edizioni – 2001), e trattando il tema più ampiamente in un articolo su Italialaica (10 nov. 2010), scrive: “Moltissimi uomini si abbrutiscono proprio a causa della sofferenza…Spesso la sofferenza è distruttiva non solo del fisico ma anche dello spirito…Nulla dice Giovanni Paolo II, riguardo  alla sofferenza dei bambini. Anche i bambini scoprono il senso salvifico della sofferenza?”. Resta difficile immaginare che nella sofferenza si nasconda una “particolare grazia”, giacché riguarderebbe solo alcuni fortunati individui adulti. Questo dovrebbe far riflettere tutti quei credenti dalle certezze incrollabili, che si ostinano a vedere la mano di Dio anche nella sofferenza. (Elisa Merlo)

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Michelangelo Consani: La festa è finita

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Bologna 29 gennaio 2011 (Fino al 31 marzo)   “Sponda” Fabio Tiboni New Space –– Via del Porto 52A  Testi di Pier Luigi Tazzi e Serge Latouche. La festa è finita prosegue la ricerca artistica di Michelangelo Consani – volta all’indagine e alla riappropriazione di ogni forma di marginalità, storica, ideologica, politica e sociale – e mette in campo una serie di nuove riflessioni.
Incipit del progetto un testo del filosofo-economista Serge Latouche, dal titolo “La festa è finita”, che analizza il sistema capitalistico globale basato sull’utilizzo del petrolio. All’interno dello spazio della galleria l’artista organizza il suo dies festus. Questa la lista degli invitati: John Herbert Dillinger, Henry Ford, Allis Chalmer, Marco Ferreri, Michel Piccoli, Mario Schifano, Marion King Hubbert, Colin Campbell, Achille Castiglioni, Arthur Hollins, Masanobu Fukuoka. Una serie di personaggi legati l’uno all’altro per antinomia o affinità.  Il progetto di Michelangelo Consani sarà un vero e proprio happening, che si ripeterà settimanalmente per tutta la durata della mostra.
La festa è finita sarà accompagnata da un poster pieghevole con testo critico di Pier Luigi Tazzi.
Michelangelo Consani, Livorno 1971. Dopo una serie di importanti mostre collettive (Olanda SCHUNCK-Glaspaleis, Francia Musee d’Art Contemporain du Val de Marne, Slovenia Center for Contemporary Art Celje, Italia, Fondazione Michelangelo Pistoletto, Biella), nel 2010 Consani riceve da EX3 Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze il premio come miglior artista under 40. L’opera entra nella collezione permanente del Museo Pecci di Prato. Lo stesso anno, prende parte alla prima Triennale di Aichi che Akira Tatehata, Masahiko Haito, Hinako Kasagi, Pier Luigi Tazzi e Jochen Volz curano a Nagoya. E’ in fase di realizzazione un nuovo progetto che l’artista presenterà ad aprile, in occasione della personale presso la Kunstraum di Monaco. (11,6,22,23)

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Ascolta il cuore, accogli la vita

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Roma dal 19 al 21 novembre prossimi si svolgerà a Roma presso il Torre Rossa Park Hotel, l’annuale Convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita.  500 volontari degli oltre 300 Centri sparsi in tutt’Italia parteciperanno a questa XXX edizione del convegno che avrà come titolo “Ascolta il cuore, accogli la vita” Il Convegno si aprirà  con due riflessioni: “Il cuore della Chiesa per la vita dell’uomo” di mons. Luigi Negri e “La pastorale della vita” del card. Elio Sgreccia.  A mons Sgreccia, pioniere della bioetica come disciplina scientifica, verrà attribuito il Premio europeo per la vita “Madre Teresa” giunto alla terza edizione.Nella mattinata di sabato, tra le altre relazioni si terrà quella su “Il dialogo per la vita” di Alessandro Meluzzi.

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Pd: riflessioni sulle primarie di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

«Le primarie di Milano ci impongono una riflessione seria e niente affatto retorica: l’uscita dall’epoca berlusconiana sta ridisegnando lo scenario politico, e non possiamo agire con lo stesso approccio e gli stessi strumenti anche solo di un anno fa. Continuare così significherebbe infatti rischiare di chiuderci nel recinto di un’asfittica alleanza con le sole forze della sinistra, strutturalmente minoritaria nel Paese, e soprattutto incapace di definire l’agenda di riforme per la crescita economica e l’equità sociale e territoriale di cui l’Italia ha bisogno. Dunque, una prospettiva sbagliata, che fa perdere al PD autonomia, capacità di aggregazione e apertura. Ciò proprio mentre si organizza un’area di centro con la quale abbiamo grandi spazi di dialogo per costruire una prospettiva di modernizzazione del Paese». Così Marco Meloni, responsabile Riforma dello Stato, PA, Università e ricerca della segreteria nazionale del PD vicino ad Enrico Letta, dal sito dell’Associazione TrecentoSessanta.

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Cosenza: Alleanza di Centro

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

La mancata partecipazione alle scelte strategiche relative allo sviluppo socio-economico dell’area urbana, induce a fare alcune riflessioni in relazione alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica. Bisogna avere la capacità di coinvolgere il primo partito della città  che è il partito degli astensionisti, ad un ritorno alla vita politica attiva con un progetto politico credibile, trasparente e concreto, che si rivolga alla politica del fare e del rinnovamento. Il quartiere e i cittadini al centro della vita politica, attraverso un movimento dei quartieri che coinvolga la base della città, che discuta delle problematiche presenti sul territorio proponendo soluzioni adeguate per la loro risoluzione . In questi giorni stiamo elaborando un documento politico,  già condiviso da alcuni dirigenti di partito della città e  da alcuni eletti nelle circoscrizioni e nel consiglio comunale di Cosenza, per promuovere una discussione in relazione alle future scelte da compiere. Queste scelte da effettuare a Cosenza, dovranno essere scelte condivise e non calate dall’alto, anche perché si avverte la necessità nella prossima competizione elettorale comunale che si svolgerà nel 2011 di  selezionare la nuova classe dirigente. Oramai la nostra città è completamente svuotata di funzioni e la città  di Cosenza perde centralità rispetto ai suoi servizi, basta pensare alla situazione in cui versa l’azienda ospedaliera di Cosenza. Per mercoledi sarà convocata una riunione del partito Alleanza di Centro aperta consiglieri circoscrizionali, comunali , per verificare se ci siano i presupposti per sottoscrivere un documento relativo ai movimenti di quartiere, onde poter aprire un ragionamento politico di ampio respiro che possa coinvolgere la classe dirigente nella condivisione di un percorso comune anche in vista della prossima competizione elettorale comunale. Movimenti di quartiere che sappiano coinvolgere i cittadini, recuperando il senso di partecipazione e di condivisione, oramai perso, per la mancanza di discussione e di confronto da parte di chi pensa di rinnovare la classe dirigente senza tener conto del ruolo del cittadino, principale espressione democratica della città. (Avv. Maximiliano Granata Portavoce Regionale)

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Riflessioni al supermercato

Posted by fidest press agency su domenica, 31 ottobre 2010

Lettera al direttore. Caro direttore, una lettera questa, che non parla di politica e neppure di fango della politica, che non parla di disgrazie e neppure di quei pochi (grazie a Dio!) pessimi giornalisti per i quali le disgrazie sono grazie. Una lettera serena, insomma. Quasi allegra.  L’altro giorno, in un supermercato, trasmettevano a volume troppo alto, tanto per accrescere la confusione che già c’era, una canzoncina di Celentano di parecchio tempo fa. Il “supermolleggiato”  si chiedeva: “Io amo lei, soltanto lei, ma perche’ mai, l’avro’ tradita”. Ed io, nonostante  il chiasso, tra il vociare delle gente e la musica, e benché fossi concentrata nell’evitare d’acquistare le invitanti “offerte” inutili, così, quasi non volendo, ho risposto mentalmente al simpatico cantante: “In realtà, amico mio, non l’hai tradita. Tradire la persona amata, significa amare un’altra persona. Ma tu, con la sua amica, hai fatto solo sesso, nient’altro che sesso. Non è tradimento. Al più è stata una scorrettezza: avresti dovuto chiederle il permesso. Importante è che tu non ti senta tradito se lei, la tua amata consorte, fa sesso, solo sesso, col tuo amico”. (Elisa Merlo)

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Max Giusti e i suoi personaggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Roma 25 agosto, “All’ombra del Colosseo”  –  Da Lotito a Sarkozy, da Malgioglio ad Albano sono tanti i personaggi che Il re dei pacchi di Rai Uno, Max Giusti ha imitato nel corso della sua carriera e che sarà possibile vedere  nello show “100% Comico in tour” .  Un carosello di due ore con una carrellata fatta di nuovi personaggi e celebri cavalli di battaglia accompagnati da un ricco intermezzo musicale. Giusti in una parte dello show dà sfoggio delle sue inaspettate doti canore, sostenuto dalla sua band, con cui reinterpreta alcuni classici della canzone italiana.  Uno spettacolo che è  anche un excursus nella vita di un uomo che, alla soglia dei 40 anni, fa il suo bilancio e si racconta fra riflessioni e interrogativi: dall’infanzia al primo amore, dalla famiglia al matrimonio, passando per la solitudine e l’immancabile Facebook. Il popolare attore romano mette alla berlina per il piacere del pubblico le sue vittime preferite, in un susseguirsi di esilaranti imitazioni, attraverso le quali interagisce con la platea e si lancia in un continuo botta e risposta con gli spettatori.  ll poliedrico artista, attore, autore, comico, presentatore, imitatore e ormai volto noto della tv nazionale, dopo due anni di assenza dal palco del Celio, sceglie quindi di ritornare All’Ombra del Colosseo, con l’ obiettivo di mostrare la propria poliedricità e la propria verve comica per la felicità di coloro che non si accontentano di vederlo in televisione.   http://www.allombradelcolosseo.it (giusti)

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Editoriale: La questione meridionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

Editoriale Fidest. La prima domanda che mi pongo è: da quando tempo ne parliamo? E ancora: Se è stata materia di tanti studi, di numerose e dotte concioni, frutto di corpose pubblicazioni, di polemiche e di riflessioni critiche che non hanno solo attraversato le piazze ma sono entrate nei Palazzi, nelle aule parlamentari e nei dibattiti privati, perché siamo ancora a parlarne? E se continuiamo a discuterne chi ci dice che tra dieci o venti o anche più anni altri dopo di noi riprenderanno questi stessi discorsi per la speranza di un rinnovamento che rimane tale e mai si acqueta? La Sicilia, in questo contesto, e il “sicilianismo” di tale impostazione, assume un aspetto cruciale in quanto da quest’isola è partita la scintilla, è nata la grande speranza di un rinnovamento, la convinzione che la diversità degli stadi di sviluppo, delle due Italie, all’atto dell’unificazione politica avrebbe attenuato la disparità e sconfitte le cause del divario sia istituzionale e politico sia economico e sociale. Non è stato così, ovviamente, ma il tempo dell’attesa ha raggiunto, oramai, un punto critico, ai limiti della rottura e non è possibile indugiare oltre. I siciliani sono rimasti troppo a lungo in attesa. Per quanto possa essere difficile stabilire l’inizio di questo disagio esistenziale di certo risale alla metà del XVIII secolo quando si inserì nelle regioni meridionali la dinastia dei Borboni e il Villari ci ricorda che “cominciarono a porsi alla coscienza politica e civile i temi del rinnovamento del Mezzogiorno. Allora cominciò a svilupparsi, dalla crisi e dalla disgregazione del regime feudale, quel complesso di rapporti che costituirono la base e la premessa del contributo meridionale al compimento della rivoluzione nazionale e insieme il fondamento storico della questione meridionale.” Iniziarono i tempi del risveglio. Ricordo, tra i tanti, il genovesiano Domenico Caracciolo. Egli tentò d’inserire nella vita siciliana i germi della libertà partendo da uno studio sistematico dei più perfezionati sistemi economici in vigore nell’Europa continentale. Egli ebbe il merito, a detta di Falzone, di “far conoscere al di fuori del breve cerchio degli uomini di cultura problemi economici e sociali siciliani in maniera viva e penetrante, nonostante le difficoltà delle condizioni culturali.” Non fu, ovviamente, un caso isolato. Ricordo, ad esempio, negli anni successivi le indagini del Genovesi, del Filangieri del Galiani fino alle grandi e sistematiche inchieste del Galanti. Fu, pertanto, costante oggetto di studio la condizione ambientale e geografica di quelle regioni che si innestava nella ricerca delle cause del suo immobilismo agrario (latifondo) e delle conseguenti condizioni di vita. A questo riguardo vale per tutti il giudizio dato dal Saraceno sull’agricoltura meridionale all’atto dell’unificazione del Regno: “… Espressione principale e notoria delle province meridionali era la posizione dell’agricoltura, che si presentava pressoché come la sola fonte di reddito; (…) quest’agricoltura era notevolmente più arretrata in confronto a quella della maggior parte degli stati italiani.”  Tale notevole ristagno si registrò anche nelle attività economiche sia se connesse con la proprietà terriera sia con la produzione industriale e che tendeva, alla fine, con l’essere assimilata alle iniziative più tipicamente e limitatamente artigianali. “Un discorso a parte – rileva il Carrà – meriterebbe l’analisi della consistenza finanziaria e dell’aggravio fiscale del Regno. La questione interessò a diverso livello alcuni fra i più grandi meridionalisti, dal Franchetti al Jacini, che si occuparono prevalentemente della inefficacia delle provvidenze finanziarie in pro dell’agricoltura e ancora al Fortunato e al Pantaleoni che posero l’accento sul carico tributario considerato del tutto sproporzionato alle entrate delle varie parti d’Italia. Per il lucano Nitti l’unità era stata fatta a scapito delle regioni meridionali e tanto che prima dell’unità il regno di Napoli era quello che dal punto di vista finanziario si trovava in condizioni migliori degli altri. Questa poco lungimirante azione fiscale del nuovo Regno, insieme all’acquisto dei beni già demaniali e ecclesiastici avevano praticamente esaurito le risorse economiche del Meridione proprio in un momento in cui per l’abolizione delle tariffe doganali e per l’esigenza di un’economia agraria concorrenziale, sarebbe stata necessaria per tali ragioni una larga erogazione di capitali di facile concessione e di sostenibile costo. “La verità – lo sottolinea un statista e uomo di governo della levatura di un Nitti – è che l’Italia meridionale ha dato dal 1860 assai più di ogni parte d’Italia in rapporto alla sua ricchezza, che paga quanto non potrebbe pagare (…) che lo Stato ha speso per essa, per ogni cosa, assai meno.” Devo, quindi convenire, sul fatto, provato e ben documentato, che l’Unità d’Italia sia costata ai meridionali, e ai siciliani in particolare, più di quanto non si è verificato per le altre regioni italiane, compreso, ovviamente, il Piemonte e che, anzi, è stata la regione che ne ha tratto maggiori benefici. Questo sacrificio economico è stato ancora più grave proprio perché il Meridione aveva un bisogno crescente di solidarietà e di contributi per crescere e prosperare. Si maturò, invece, un cinico calcolo teso a lasciare il degrado, a scoraggiare lo sviluppo, a umiliare lo spirito delle menti forti per una crescita culturale diffusa delle regioni che dall’unità d’Italia avrebbero potuto cogliere la magica occasione di riprendere il loro cammino sul solco delle antiche e nobili tradizioni. Ma allo scorno si aggiunse la beffa con il passaggio dal Regno alla Repubblica. Si fecero, indubbiamente, dei passi avanti ma molto pochi in specie se li compariamo a quelli compiuti dalle regioni del Nord e del Centro Italia. Sarebbe bastato negli anni della ricostruzione post-bellica degli anni ’50 potenziare la rete intermodale dei trasporti per via terra, marittima e aerea. Sarebbe bastato potenziare l’agricoltura per rendere i suoi prodotti sempre più competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Sarebbe bastato sviluppare il turismo e ad associarlo all’agriturismo e all’artigianato locale. Sarebbe bastato potenziare settori quali l’industria agro alimentare, casearia, vinicola e olearia. Sarebbero bastati più fatti e meno parole. Tutto questo privare il Meridione del suo progresso civile, economico e sociale oggi diventa ancora più amaro al cospetto di governi che si sono proclamati a più riprese sostenitori del meridionalismo, delle sue legittime aspettative e che hanno portato al governo delle massime cariche dello Stato, come a volerli indicare alla stregua di garanti, per poi servirsene da copertura per lasciare che i problemi rimanessero insoluti e con il tempo finissero con l’aggravarsi. Ma vi è anche un’altra aspetto da rilevare e che forse sfugge a una parte, almeno, dei siciliani. E’ che se la Sicilia, in particolare, e più in generale il Meridione è cresciuto è un merito di coloro che vi abitano con i loro sacrifici e il sudore delle loro fatiche e che lo stato ha solo fatto da spettatore se non peggio con l’esosità delle varie gabelle fiscali. A Napoli direbbero: “cornuti e mazziati”. Ora siamo qui per celebrare un altro rituale, l’ennesimo. Quella della protesta. Ma vorremmo che non restasse solo un rituale e che attraverso questo messaggio si risvegliassero le coscienze, Non vogliamo essere una minoranza. Non vogliamo essere catalogati come quelli che gridano al vento. Non vogliamo essere definiti dei nostalgici o peggio. Noi vorremmo che ai siciliani e ai meridionali restasse la consapevolezza di aver dato tanto e che è ora che lo stato riconoscesse i nostri crediti e facesse ammenda dei suoi errori. E che questo messaggio sia forte e chiaro e perché a partire dai politici di estrazione meridionale si capisse senza equivoci che “cà nisciuno è fesso” e la nostra pazienza non va scambiata con la stupidità e l’ingenuità ma con la saggezza di un popolo antico e che sa rispettare la nobiltà e la dignità che ne derivano. E la strada, a questo punto, si traduce, a mio avviso, solo in un messaggio da trasmettere soprattutto ai giovani, dalle scuole alla società civile perché vi sono siciliani e meridionali in genere che ci conducono a piccole e grandi cose ma è importante che nelle piccole come nelle grandi cose si sappia trarre un grande insegnamento con la forza della ragione, con la costanza della fede, con l’animo affrancato dalle debolezze umane. Viva la Sicilia e i siciliani. Viva il meridione e i Meridionali, viva l’Italia e che possa essere fatta di italiani con un solo campanile.  (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Festival della Mente – settima edizione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Sarzana 3-4-5 settembre 2010 Il primo Festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e dal Comune di Sarzana, chiama a raccolta scienziati, scrittori, artisti, musicisti, psicoanalisti, neuroscienziati, filosofi, storici, attori, italiani e stranieri, che hanno avviato riflessioni originali sulla natura e sulle caratteristiche di una delle più apprezzate tra le capacità umane. Il Festival della Mente è un festival di approfondimento culturale con un programma di oltre 70 eventi che avranno luogo nel centro storico della città di Sarzana: tre giornate di conferenze, letture, spettacoli e performance, workshop, ed una sezione di laboratori dedicati a bambini e ragazzi. Ad aprire il programma della settima edizione il 3 settembre alle 17.30 sarà Salvatore Settis con una lectio magistralis intitolata “Paesaggio come bene comune, bellezza e potere”. Gli altri protagonisti del Festival saranno: i disegnatori Francesco Altan e Sergio Staino; gli Avion Travel con il concerto MusicalMente, appositamente realizzato per il festival; il pianista e direttore d’orchestra Antonio Ballista con un concerto sul tema del divertimento in musica; lo scrittore irlandese John Banville con il critico Ranieri Polese sul tema della bellezza in letteratura; lo storico Alessandro Barbero che proporrà una trilogia di incontri sull’Unità d’Italia; il genetista Edoardo Boncinelli che chiuderà le tre giornate del festival sugli spalti della fortezza con incontri dedicati alle tre età della mente; il critico d’arte Achille Bonito Oliva; lo scrittore Gianni Celati con l’italianista Nunzia Palmieri in una performance teatral-letteraria; lo scrittore e attore Vincenzo Cerami in uno spettacolo – racconto; lo scrittore Javier Cercas con il giornalista Aldo Cazzullo sul rapporto tra realtà e letteratura; il sociologo e politologo Ilvo Diamanti sulla costruzione sociale e mediale dell’insicurezza; lo storico dell’arte e filosofo George Didi-Huberman sui mostri dell’immaginazione; il filosofo teoretico Maurizio Ferraris sull’iPad come metafora dell’anima umana; il grecista Giulio Guidorizzi su mito e follia; il cognitivista Paolo Legrenzi sul rapporto fra stupidità e creatività; l’attrice e regista Licia Maglietta e l’attrice Nicoletta Maragno con due monologhi da Alan Bennett; il poeta Valerio Magrelli in un reading su poesia e cronaca; Gianvito
Martino su staminali, uso e manutenzione del cervello; il filosofo Salvatore Natoli “sull’agire responsabile”; il linguista Alberto Nocentini sulla etimologia come enciclopedia della mente; la psicanalista Lella Ravasi Bellocchio sull’identità e realizzazione femminile; lo scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz; lo scrittore spagnolo Enrique Vila-Matas con lo scrittore Andrea Bajani in un dialogo sull’apocalisse della letteratura; la trilogia dedicata a Freud, Jung e Lacan, realizzata dallo psicanalista freudiano Stefano Bolognini, lo psicanalista junghiano Luigi Zoja e lo psicanalista lacaniano Massimo Recalcati. Non mancherà la sezione approfonditaMente, una serie di lezioni-laboratorio a numero chiuso dove si crea un rapporto più stretto ed efficace tra pubblico e relatore e che registra ogni anno il tutto esaurito. I temi di questa edizione sono: la ricerca dell’impossibile, condotto dalla scrittrice Laura Bosio, sulla mistica femminile; perché crediamo alle storie, con il filosofo e critico cinematografico Roberto Escobar e il cognitivista Paolo Legrenzi; l’identità tra arte e scienza, con la neuroscienziata Ludovica Lumer; il rapporto fra mente e tecnologia, con il teorico dell’informazione Giuseppe O. Longo; Alessandro Robecchi sui meccanismi della satira; i libri che fanno la storia, con il saggista e drammaturgo Luca Scarlini

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Giornate Italiane Mediche dell’Ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

Arezzo dal 17 al 19 Settembre Il programma di quest’anno prevede una prima parte scientifica ed una seconda parte organizzativa ed assembleareLa prima parte dal titolo Le Scienze biomediche a un bivio: tra genetica ed epigenetica si ispira, ancora una volta, all’idea “seminale” di Lorenzo Tomatis  di un nuovo paradigma “neolamarckiano” che trasformerebbe radicalmente il nostro approccio alla tematica ambiente e salute e si articola in due parti:  – nella prima sessione si susseguiranno le riflessioni scientifiche ed epistemiologiche sul tema di base;
– nella seconda sarà il momento delle relazioni scientifiche specifiche, concernenti: le alterazioni dello sviluppo neuro-psichico e le patologie neurodegenerative; le patologie allergiche e immunomediate; le patologie endocrino-metaboliche; le patologie neoplastiche.  E’ importante sottolineare come una sorta di filo rosso unitario colleghi idealmente tutte le sessioni: l’idea portante è infatti quella secondo cui l’incremento delle patologie cronico-degenerative e neoplastiche sarebbe, almeno in parte, imputabile ad uno stress epigenetico embrio-fetale (programming fetale) e, di conseguenza, ad una instabilità genomica che concerne vari organi e tessuti, aprendo la strada a numerose patologie, destinate a manifestarsi dopo anni o decenni, in età adulta o addirittura nelle generazioni future (il che rende, oltretutto, estremamente difficile dimostrare il nesso causale tra esposizione ad agenti ambientali epi-genotossici e danni alla salute)
La seconda parte del Congresso si articolerà in tre sessioni principali:
– nella prima sessione Azioni e proposte per la salute e l’ambiente si presenteranno e confronteranno i Gruppi di Lavoro ISDE (Comunicazione – Rifiuti – Acqua – Ecologia urbana – CEM e Nucleare – Ricerca – Ambiente e Salute/Legalità/Conflitti di Interesse – Vaccini e Virus – Biotecnologie genetiche  – Psichiatria (abuso psico-farmaci) – Tumori Infantili  – Ambiente e Salute in Ambito Veterinario); – seguirà la Sessione Poster; – concluderà il Congresso l’Assemblea Generale, nel corso della quale tutte le attuali componenti di ISDE Italia (Giunta Esecutiva, Comitato Scientifico, Coordinatori Provinciali, Esperti, Membri dei Gruppi di Lavoro, Soci…) si confronteranno tra loro e con le Associazioni, le Onlus ed i Comitati Civici impegnati su tutto il territorio nazionale.

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