Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘riflettere’

Scoprire e riflettere la verità

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 dicembre 2011

Roma-bocca della verità

Image via Wikipedia

Gli antichi romani la sapevano lunga allorchè affermavano: “veritas odium parit” (la verità genera odio). Detto ancora più realistico se lo rapportiamo ai fatti odierni. Scoprire e riflettere la verità che sappiamo è dentro e intorno a noi rischia di diventare un “delitto di lesa maestà” per chi l’ammanta di parole mielate, di abili mistificazioni. La menzogna diventa il frutto di una propaganda intesa come strumento di governo della popolazione secondo il ben oliato marchingegno che il popolo vada illuso, blandito, ingannato. Le notizie vanno plasmate, mondate dalla brutalità della verità, dalla buccia della riflessione, dalla scoperta del suo contenuto. Le notizie non devono inculcare valori e meno che mai dischiudere una forza organizzata, rafforzare le responsabilità, intravedere un cambiamento sociale. Le notizie devono essere Instrumentum regni per farle diventare una forza organizzata al governo per la sudditanza. E tutto questo affannarsi a paludare il rito della verità di enormi panni menzogneri diventa una forza per legittimare la costruzione del consenso fatto, per lo più, come negazione della realtà, come violenza da esercitare sui valori, sulla dignità e sul rispetto di se stessi. E la nostra cosiddetta civiltà ha anche esaltato un’altra parola: l’ipocrisia per abbeverare i più ingenui alla fonte dei dotti pedagoghi che predicano bene e razzolano male. Così si completa il quadro che fa della verità il peggiore dei mali, il più ricercato dalla giustizia, il male incurabile della nostra umanità, il pericolo pubblico numero uno. Alla fine della verità non vi sarà più traccia se non nei manicomi pieni dei predicatori di verità, la parola più folle del mondo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Calderoli certifica divorzio pdl-lega

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 Mag 2011

La nota del coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord sembra certificare il divorzio da Berlusconi e dal Pdl. Ancor prima dell’esito dei ballottaggi, i toni e la citazione usati da Calderoli evidenziano l’insofferenza della Lega, che insiste su un insensato e impossibile trasferimento dei ministeri al Nord. È evidente che, a fronte di una debacle nei consensi, alcuni dirigenti della Lega si siano spogliati delle loro vesti istituzionali per compiacere la parte più secessionista del loro elettorato. A questo punto è acclarato che siamo alle porte di una nuova fase politica sulla quale tutto il centrodestra dovrà responsabilmente riflettere. Lo dichiara l’on. Roberto Menia, coordinatore nazionale di FLI.

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Nucleare: il trucco della pausa di riflessione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

Il governo sta pensando di prendere una ‘pausa di riflessione’ sul nucleare. Scoprono ora, dopo aver spinto sull’acceleratore, sordi ad ogni critica, l’esigenza di riflettere. L’apocalisse di Fukushima (definizione della Ue) ha fatto cambiare improvvisamente le strategie del governo (e della lobby nuclearista). Strategie politiche? No. Energetiche? Neanche. Di comunicazione. Semplicemente. Ragioni di opportunità comunicativa spingono gli alfieri dell’atomo ad una ritirata tattica, solo momentanea. La ragione è semplice: la tragedia giapponese rischia di diventare una catastrofe atomica planetaria e l’opinione pubblica potrebbe sommergere con il voto referendario il piano nucleare del governo. Sanno che, mantenendo la posizione nuclearista, sarebbero travolti dal referendum. E temono anche per le amministrative. Molto. La loro ‘pausa di riflessione’ serve solo ad una cosa: far passare la buriana, far placare il flusso di informazioni provenienti dal Giappone per aggirare il referendum e attuare il piano nucleare in un secondo momento. Adottano un profilo basso oggi per poter avere le mani libere domani. Sono i soliti imbroglioni, di questa gente non ci si può fidare. Parlano anche di centrali costruite con il consenso della popolazione e delle regioni, ma hanno approvato norme che bypassano il confronto con le regioni ed i territori, militarizzando le centrali. Non è una pausa di riflessione, ma un’arma di distrazione di massa. Vogliamo essere chiari per una volta? La domanda al governo è una sola: il nucleare va definitivamente in soffitta sì o no? Se la risposta è no (perché ci sono interessi enormi…) la risposta sarà una soltanto: il voto al referendum che spazzerà via l’incubo atomico dal nostro paese. (Massimo Donadi Parlamentare Idv)

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Spettacolo: Nibiru

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Roma dal 3 al 6 Marzo 2011 Teatro Alba  Via Alba 49 (zona San Giovanni) Di Giorgio Montanini e Francesco Niccolini Regia Francesco Niccolini (3.4.5 marzo alle 21 (inizio aperitivo ore 20.15) 6 marzo pomeridiana inizio brunch ore 17.15) Giorgio Montanini In scena ricalca lo stile del classico stand up comedian americano e cioè un attore, un microfono e nient’altro che la forza e l’efficacia della parola. Sesso, religione, società, vita, famiglia…… tutto ciò di cui ha bisogno uno stand up comedian per farvi riflettere, sorridere, ridere!“NIBIRU” è un viaggio all’interno di se stesso e della nostra società, un percorso che pone l’accento su vizi e virtù propri e degli esseri umani. Un tentativo di mettere in evidenza le contraddizioni della civiltà moderna attraverso il mezzo più antico del mondo, quello della satira.Una comicità feroce che vuole dissacrare i pilastri su cui poggia la nostra società: sesso, politica, religione, morte…in una sola parola, l’uomo!  Uno spettacolo vietato ai minori di 18 anni.(giorgio, nibiru)

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Afghanistan: le cifre che fanno riflettere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Il parlamento italiano si accinge ad esaminare il DL sulle missioni internazionali. Dal suo esame emerge che “gli interventi di cooperazione allo sviluppo” hanno subito una contrazione delle erogazioni nel primo semestre del corrente anno di un buon 42% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nello stesso tempo sono aumentati gli stanziamenti militari. Se le cifre vogliono dire qualcosa dobbiamo rilevare che il governo tende ad assegnare un compito maggiore alle azioni militari. Tutto questo contrasta con le dichiarazioni ufficiali degli esponenti dell’attuale maggioranza che pongono l’accento sulla necessità che si sostengano i bisogni delle popolazioni per rafforzare il ruolo politico e sociale rispetto a quello militare. Se poi consideriamo che da più parti si insiste sul disimpegno militare della coalizione entro uno o al massimo due anni e che persino il Ministro La Russa accenna al fatto che dovrebbe esserci una riduzione del contingente militare italiano a partire dal secondo semestre del corrente anno, tale eventualità appare chiaramente in antitesi con il maggiore impegno militare, in uomini e armamenti che da qualche mese ad oggi si sta verificando, Ci auguriamo che il Parlamento possa dire, di là delle dichiarazioni di facciata, una parola definitiva sul nostro impegno militare in Afghanistan perché sarebbe oltremodo intollerabile che i nostri ragazzi continuino a morire o ad essere feriti per una presenza che si allontana maggiormente da un’azione di pace per diventare a tutti gli effetti una guerra. D’altra parte è fallita anche l’operazione di “sterilizzazione del territorio” per eliminare i campi di oppio che, invece, continuano a proliferare indisturbati e a produrre lauti guadagni ai talebani che, a loro volta, possono convertirli in acquisto di armi sempre più sofisticate. In altri termini dobbiamo smetterla di dire una cosa e farne un’altra perchè c’è di mezzo la vita tra militari e civili vittime del fuoco amico e di quello ostile. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Mostra: Amare sempre

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

Ferrara dal 21 al 28 gennaio a Casa Cini l’Associazione Papa Giovanni XXIII ha scelto di esporre la mostra sul fondatore don Oreste Benzi intitolata “Amare sempre”.
In una di queste serate, il Servizio giovani e il Servizio Obiezione e Pace della Papa Giovanni XXIII, hanno pensato di continuare a riflettere sul tema dell’educazione (uno dei temi della Settimana sociale e come sapete proposto dai nostri Vescovi per il prossimo decennio) e in particolare sull’educazione alla pace.
Venerdì 28 gennaio, a partire dalla splendida lettera del Papa per la Giornata mondiale per la pace e dalla testimonianza su don Oreste uomo di pace, ci sarà una serata musicale e di scambio di esperienze in cui far emergere anche tutto il prezioso impegno di Associazioni, gruppi parrocchiali, movimenti sul tema della PACE nel territorio ferrarese.

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Compleanno Verdone

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

«I migliori auguri di buon compleanno per i 60 anni di Carlo Verdone, attore, regista, produttore e sceneggiatore di pellicole che sono entrate nella storia del cinema italiano degli ultimi trent’anni. A lui, romano doc, in questi giorni impegnato su un nuovo set, va il riconoscimento e il ringraziamento di tutta l’amministrazione di Roma Capitale per aver saputo interpretare i tempi in cui viviamo con grandissima ironia e intelligenza, sferzando con umorismo mai volgare i vizi e i difetti degli italiani e creando dei personaggi storici che hanno fatto non solo ridere, ma anche riflettere, due generazioni di appassionati. In attesa di poterlo ricevere in Campidoglio, non appena i suoi impegni lo permetteranno, voglio inviargli, a nome mio e di tutta la giunta, l’augurio di continuare la sua già lunga carriera con la stessa fortuna e la stessa passione che ha sempre dimostrato sino ad oggi».  Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Profeti senza Dio

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Mag 2010

Artigas Mariano, Giberson Karl Anche la scienza ha i suoi Sacerdoti. Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2010, 1 ed. Codice ISBN-10: 8821568156 Codice ISBN-13: 978-8821568152 Formato: 12,5×20, brossurato, 492 pagine Prezzo di copertina: € 28,00  Chi sono i profeti senza Dio che hanno fatto della scienza una nuova fede?  Stephen Jay Gould, Richard Dawkins, Edward O. Wilson, Carl Sagan, Stephen Hawking e Steven Weinberg sono i Sacerdoti della Scienza, i Profeti senza Dio: sei personaggi che hanno creato un clima importante attorno al rapporto tra fede e scienza; sei uomini che non si può fare a meno di conoscere se oggi si vuole riflettere seriamente sui temi dell’evoluzione, della creazione, del presente e del futuro del cosmo e della vita umana. Sei studiosi che hanno proposto la scienza come una nuova fede.
Karl Giberson (1957) è docente di Fisica all’Eastern Nazarene College di Quincy, Massachussets. È stato per anni caporedattore di «Science and Theology News»e di «Science and Spirit». Ha pubblicato molti scritti su scienza e religione. Profeti senza Dio è il suo terzo libro sull’argomento.
Mariano Artigas (1938-2006), sacerdote, laureato in fisica e in filosofia, ha insegnato Filosofia della scienza all’Università di Navarra, a Pamplona in Spagna. Profeti senza Dio è il suo quattordicesimo libro sul rapporto tra scienza, filosofia e religione.

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«Semplicemente fratelli»

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Mag 2010

Padova 21 maggio, ore 11.30 sede del «Messaggero di sant’Antonio», Sala Placido Cortese Via Orto Botanico 11, conferenza stampa di presentazione di «Semplicemente fratelli» che si terrà a Padova nei giorni di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 maggio. L’evento è organizzato dall’Ordine Francescano Secolare d’Italia. Questa tre giorni padovana vedrà riuniti nella città del Santo oltre tremila francescani e francescane secolari provenienti da tutta Italia e dall’estero per riflettere sul senso della fraternità. Presentano l’Evento: – Remo Di Pinto, vice ministro nazionale dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia – franco frazzarin, consigliere internazionale dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia Coordina: – padre Ugo Sartorio, direttore editoriale e responsabile del «Messaggero di sant’Antonio»

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Roma in un solo weekend

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2010

Roma sabato 10 aprile ore 17,00 Via Cesare Pavese, 348  Libreria Pagina 348 Tutte le cose da fare nella Città Eterna in 48 ore Coordina l’incontro il libraio, Marco Guerra. Irene è giovane, pendolare e precaria. Ogni mattina prende il treno verso Roma lasciandosi alle spalle le montagne della Sabina per venire a lavorare nella capitale. Poi, una mattina diversa dalle altre, prende una decisione improvvisa: abbandonarsi alla città che apparteneva al suo passato di romana trapiantata in campagna, guardarsi attorno, perdersi nel labirinto di vie e vicoli della Città Eterna.  La fuga la esalta, mentre lentamente i pensieri e il ritmo delle sue gambe la avvolgono e una serie di incontri fortunati la aiutano a riflettere sul suo presente. E così, in due giorni a passeggio, i contorni di una nuova vita cominciano a delinearsi in modo sempre più netto. Intanto, intorno a lei, si svela una città magica con i suoi monumenti inondati di sole. Il busto di Madama Lucrezia a piazza Venezia, il tempio di Fortuna e i gatti della colonia dell’Area Sacra a largo Argentina, la Fontana delle Tartarughe, l’Isola Tiberina, il Cimitero degli Inglesi, l’Aventino. Ogni strada e ogni piazza un’emozione diversa, un’avventura inattesa. Il tempo passa veloce e il sole tramonta sulle rovine antiche del Palatino. Un weekend a Roma ha riempito la sua mente e il suo cuore come mai era accaduto prima. Ora Roma non sarà più la stessa e neanche Irene.
Ilaria Beltramme è nata a Roma nel 1973 e spera di morirci vecchia e felice il più tardi possibile. Appassionata della sua città e di storia dell’arte, è anche traduttrice di fumetti e romanzi. È ancora convinta che il Tevere sia una divinità. Per Newton Compton ha pubblicato 101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita e 101 perché sulla storia di Roma che non puoi non sapere. (ilaria beltramme)

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Assemblea radicale a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2010

Roma 9 marzo Teatro di Piazza S. Chiara n.14, dalle ore 10 alle ore 19., si terrà un’Assemblea nazionale dei Radicali, alla quale parteciperanno Marco Pannella, Emma Bonino, i dirigenti dei soggetti politici dell’area radicale, i parlamentari radicali, i candidati delle Liste Bonino Pannella, insieme ai militanti da tutta Italia. “Dobbiamo urgentemente riflettere con grande responsabilità e prudenza, senza illuderci che non giungano mai momenti in cui bisogna assumere posizioni radicalmente chiare e drammatiche. Si tratta di affrontare insieme il dilemma delle scelte da assumere: se sia possibile tuttora continuare a giocare con i bari, in una situazione in cui lo Stato non riesce a rispondere ad esigenze che non siano di Regime”, spiegano nella lettera di convocazione i dirigenti di Radicali Italiani, Mario Staderini, Michele De Lucia e Bruno Mellano. “Vi aspettiamo per discutere assieme, e pubblicamente – come è costume nostro e solo nostro-,  convinti che nessuna scelta in questo momento debba essere data per scontata. Occorre tenere presente il monito di Benedetto Croce: esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per il quale Parigi non valga una messa.  Qualcuno c’è: ci siamo. E, con noi, tante donne e uomini che non vogliono cedere alla rassegnazione, né alla legge – partitocratica – del più forte”.

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Teatro: Italiani si nasce e noi lo nacquimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

Mestre 13 a sabato 16 gennaio, ore 21.00 domenica 17 gennaio, ore 16.30 teatro Toniolo Stagione di Prosa 2009-2010 organizzata dal Comune di Venezia, produzioni culturali e Spettacolo in collaborazione con il Circuito Teatrale Regionale Arteven, riprende, dopo la pausa natalizia, con “Italiani si nasce e noi lo nacquimo”. L’Italia sta per festeggiare i 150 anni della sua Unità. Quale miglior occasione per riflettere sugli aspetti del nostro costume e del nostro carattere nazionale che, malgrado il passare dei secoli, non sembrano cambiati e puntualmente si ripropongono. E, dato che l’ironia è di tutte le riflessioni la più acuta ed efficace, e il teatro il luogo perfetto per significare la propria identità, qualcuno, Micheli e Solenghi, con la complicità di due amici, di buone riletture, di sfiziose canzoni, propongono lo spettacolo Italiani si nasce.  E postillano e noi lo nacquimo, implicito omaggio al genere del varietà teatrale che, stagionato almeno quanto “l’Unità Nazionale”, rimane a tutt’oggi una ispirazione irresistibile. L’azzardo non è quello della rievocazione nostalgica, bensì del raccontare con l’occhio critico di oggi il carattere degli italiani nel tempo. E così, in una piazza italiana, ai piedi dei due monumenti di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II°, una compagnia teatrale comincia a raccontare una storia d’Italia che si dipana a partire dai lombi supremi, quelli di Adamo, con la creazione (molto fa pensare che Adamo ed Eva fossero Italiani….ante litteram, serpente compreso). Per poi passare ad alcuni protagonisti altolocati della storia (Leonardo, Colombo, Galilei,  Cavour, Casanova) ma anche alle più umili comparse (due cristiani che stanno per essere sbranati dai leoni del Colosseo, italiani anche loro, infatti a furia di piccoli espedienti rimandano l’esecuzione fino all’arrivo dell’immancabile indulto…).
Scopriremo così che tutti sono accomunati dallo stesso irresistibile denominatore comune: l’Italianità. Esiste ancora? E come si manifesta oggi? E che fine hanno fatto “Dio Patria e Famiglia” o gli inevitabili e invadenti “poeti santi e navigatori”? Forse lo si può meglio scoprire e raccontare scandagliando la storia patria proprio con la comicità del teatro. E di quel teatro speciale, così tipicamente italiano, che è il varietà di sangue nobile con musiche, lepidezze, umorismo, prose e versi e canzoni (il repertorio non manca, notoriamente). I due protagonisti, Micheli e Solenghi, coadiuvati da una compagnia di altri sei attori, si caleranno nel funambolismo dei personaggi, per ripercorrere attraverso caratterizzazioni, trucchi, dialetti, travestimenti, le mille identità necessarie a raccontare i loro ITALIANI.  Del resto loro, Italiani lo “nacquettero”…

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Direttore generale Luiss esorta figlio a espatrio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

“Rifondare l’Italia con nuove forze politiche e sindacali o fuggire?” Queste le provocatorie parole del responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo all’accorato appello, apparso su Repubblica, di un padre che invita il figlio laureato a cambiare paese perché qui non ci sono prospettive. Il fatto assume una rilevanza particolare visto che il genitore in questione è Pier Luigi Celli, prima direttore generale della Rai, attualmente dirigente della Libera Università internazionale degli studi sociali Luiss di Roma. “La lettera di un padre come Celli  – prosegue Criseo – lascia l’amaro in bocca. Non si parla d’un genitore qualunque ma di una persona che conosce bene i meccanismi del paese e fa un appello al figlio di andarsene. Tutto ciò fa riflettere. Questo – incalza l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – non è più il ‘belpaese’ da diversi anni, da quando si è cominciato a smettere di pensare, lasciando il compito alla classe politica di plasmare e plagiare il paese a sua immagine e somiglianza. Una nazione in cui i massimi rappresentanti a decine sono pregiudicati e siedono in parlamento, frutto di accordi e connivenze tra settori sporchi e logiche perverse. L’Italia – chiosa polemico Criseo – così com’è non può  più attrarre i giovani che hanno voglia di impegnarsi e dare il meglio di sé, per cui un padre importante e con una visuale aperta, spinge il figlio a cercare altrove quello che non vede. Quello che il genitore vede è la realtà triste di uno stato dove si arriva ai vertici se raccomandati e facenti parte di una lobby forte e spregiudicata, partito o sindacato o associazione mafiosa o massonica, giornalista o delinquente, tutti accomunati dalla voglia di arrivare al successo schiacciando chiunque. Gli altri non esistono, solo l’egoismo del singolo e di una società malata in cui non ci sono speranze di rinascita: questa è la nostra realtà che il padre vede e spiega al figlio. Una lettera – chiude rassegnato Criseo – che dovrebbe far riflettere quella parte che, stanca e delusa, ha deposto le armi della speranza e naviga a vista verso il mare aperto perdendosi”. A rinforzare le già toccanti parole di Giuseppe Criseo, l’analisi del viceresponsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti Cesare De Sessa che aggiunge: “Quanta giustificata amarezza nella lettera di Pier Luigi Celli al figlio. Il Paese che tratteggia – consigliando al ragazzo di andarsene via alla svelta – così cupo e moralmente alla deriva, divenuto un lupanare dove ogni regola di vita civile è stata allegramente stritolata è, purtroppo, uno specchio oggettivo di quello che è diventata oggi l’Italia. Fa riflettere ancor di più che l’autore della lettera non sia uno senza i giusti agganci e le opportune conoscenze, ma uno che nel sistema c’è da molto tempo e continua ad esserci. Uno che forse poteva fare qualcosa, anche minima, per cambiarlo un po’, ma non l’ha fatta o non l’ha potuta fare. Anch’io – prosegue De Sessa – consiglierei a mio figlio le stesse cose in attesa che prima o poi – è solo questione di tempo se non si cambia radicalmente rotta -, il sistema scoppi, per poi ricominciare faticosamente daccapo. Per ricostruire qualcosa che già c’era ma che avidità, immoralità, incompetenza, una politica intesa solo come proprio tornaconto, hanno irrimediabilmente distrutto. Solo un dubbio – conclude provocatorio De Sessa -: se i ragazzi migliori, come penso sia il destinatario della lettera del direttore generale della Luiss, se ne vanno, quando si tratterà di cominciare a ricostruire ripartendo dalle macerie, chi lo farà?”.

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Gli svizzeri dicono no a nuovi minareti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Gli elettori svizzeri ( presa con il 57,5% dei votanti) hanno chiesto no per la costruzione di nuovi minareti. Resta il fatto che, al di là del contingente episodio svizzero, è sempre più urgente riflettere sul modo di affrontare il tema della laicità delle istituzioni. A nostro giudizio, questioni essenziali e sempre più numerose dello stare insieme tra diversi nel presente e nel futuro ( che di certo vanno oltre la discussione sull’inserire minareti nel paesaggio svizzero) possono essere affrontate solo nel quadro del principio di separazione tra Stato e Chiese che garantisce la libertà di religione. La partita che si va giocando è se continuare a costruire una società aperta oppure ritornare a quella chiusa. Le lacrime che vengono dopo i danni assomigliano alle lacrime di coccodrillo.

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I morti in prima pagina

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, nella trasmissione L’Infedele (La7 – 5 ottobre) Gad Lerner faceva notare con disappunto ad un  rappresentante della Lega che il quotidiano La Padania aveva messo solo nell’ultima pagina la notizia dei morti per la tragedia a Messina. Tanti morti meritavano la prima pagina! A ben riflettere invece, devo riconoscere che quel quotidiano è stato coerente. Coerente col modo di pensare di coloro che da decenni si alternano al governo del nostro Paese. A quelle persone soffocate dal fango, il giornale ha conferito l’importanza che hanno ricevuto da vive. La stessa importanza che hanno ricevuto da vive le persone morte  a L’Aquila. La stessa importanza che hanno ricevuto da vivi i soldati mandati a morire in Afghanistan;  forse un po’ meno importanti dei loro fucili e dei loro carri armati. Solo dopo, quando il tritolo li ha fatti  a pezzi, sono diventati eroi ed hanno ricevuto la massima considerazione. E l’onore della prima pagina sui giornali. Così avviene da molto tempo. Le tragedie sono sempre annunciate, previste, ma tanti discorsi, tanto tempo, tante energie e tanto denaro, servono per cose ben più importanti della vita umana. (Francesca Ribeiro)

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Vittoria centrodestra, spinta liberale in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

“La vittoria della Merkel e degli alleati liberali di Westerwelle rappresenta il segnale più forte di rinnovamento politico e sociale di un Europa che vuole superare l’immobilismo di una certa sinistra senza idee né programmi condivisi”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel Mondo del PdL. “Dopo undici anni torna al governo della Germania una coalizione formata dal partito cristiano-democratico (Unione Cdu/Csu) e dai liberaldemocratici (Fdp) – continua – che al momento può contare su di una solida maggioranza, e che invita al riflettere sul futuro politico dell’Europa tutta”. “Molti nostri connazionali residenti in Germania – sottolinea Di Biagio – hanno espresso le loro preferenze contribuendo a definire la vittoria del centrodestra, confermano l’andamento delle elezioni europee: infatti non dimentichiamo che in Germania gli elettori di origine italiana o in possesso della doppia cittadinanza sono circa 20mila”. “Le elezioni tedesche sottolineano ancora una volta la forza di una leader capace e carismatica come Angela Merkel, – conclude – oltre alla volontà da parte del popolo tedesco di innovarsi e di riconoscere nel dinamismo politico dei liberali e dei cristiano democratici la chiave del futuro del Paese e del superamento della crisi economica. Emerge l’esigenza di archiviare l’esperienza della Grosse Koalition, fatta di sfumature diverse a volte critiche e limitate, a vantaggio di posizioni chiare e maggiormente pragmatiche.  La sinistra, con i suoi programmi retrò e con la sua demagogia improduttiva ha perso un’altra partita in Europa, ma lascia emergere un’occasione di analisi che ci si augura serva anche alla nostra controparte italiana”.

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La difficile condizione del laureato in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Accingermi a fare una recensione su un “manoscritto” non è mia abitudine. Se tuttavia esco dai consueti schemi convenzionali e mi soffermo su un caso, in particolare, lo debbo al suo aspetto peculiare nell’affrontare un tema che per molti versi è di grande attualità, come quello, per l’appunto, richiamato dall’autrice, Emanuela Manelli di “Voce ai laureati”, sulla disoccupazione di fatto dei giovani laureati italiani. Questo lavoro, precisa nella premessa l’autrice, “non ha alcuna ambizione letteraria. E’ solo una raccolta di riflessioni suddivise in corti paragrafi, relative alla ricerca del posto di lavoro da parte dei giovani laureati italiani.” Sono 47 pagine in tutto ed hanno il merito di farsi leggere in poco tempo, ma di farci riflettere molto di più. Se fosse già edita la vedremmo bene sul tavolo di lavoro di alcuni nostri politici come in quella di taluni manager pubblici o privati che siano. Ma farebbe anche la sua parte nelle biblioteche scolastiche e nelle case delle famiglie che hanno figli che studiano o che incominciano il difficile cammino di mettere a frutto i propri studi con una realtà occupazionale così diversa da come i giovani, a volte, sono soliti immaginare dai banchi di scuola delle medie o dalle aule universitarie. Nelle sue considerazioni finali l’autrice ritiene di non avere la pretesa, nel suo brevissimo scritto, di aver illuminato a sufficienza il lettore su questioni esistenziali ed il pensiero in questo caso è rivolto soprattutto ai coetanei con una laurea in tasca che possono avere la ventura di leggerla e soggiunge: “quello che invece vorrei che ti rimanesse è un rinnovato sentimento di forza nell’affrontare quanto ti aspetta, agli esordi della tua vita professionale. Spesso, infatti, al contrario di quanto si dice in giro, i neolaureati si sentono disorientati, soli e, soprattutto, tremendamente confusi. Io questi sentimenti, in parte, li provo ancora, Tuttavia, nel mio cuore, ho la certezza che col tempo e l’esperienza se ne andranno e lasceranno finalmente spazio al coraggio e alla fiducia nel futuro.” Una nota di ottimismo nel finale di un racconto “amaro e sfiduciato” che ci lascia socchiusa una porta che ci sembrava serrata a doppia mandata. Ma “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”  E lo dice chi è un padre, che ha un figlio con pochi esami che gli rimangono per laurearsi, ed ha alle spalle, per ciò che gli riguarda, la fine di una carriera dopo che l’inizio e ciò che sta in mezzo non l’ha reso fortunato come invece spera possa essere diverso per le nuove generazioni. Anche qui una speranza-attesa mentre il testimone passa di mano.

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Una tematica teologica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

La sintesi analitica degli eventi, che costituiscono la storia di una tematica specifica, trovano la sua evidenza nel raccogliere quegli atti fondanti – emessi dalla Santa Sede, dalla CEI, dalla Diocesi – al fine di presentare una organica documentazione per potere conoscere la realtà e riflettere in merito con capacità di discernimento, che solo una Comunità Cristiana illuminata dallo Spirito Santo potrebbe essere in grado di fare. Quindi si tratta di raggruppare tutte quelle documentazioni identificabili in una precisa tematica. Questo potrebbe servire come archivio storico personale per meglio riconoscere la realtà degli eventi che costituiscono la storia universale. Una tematica può quindi presentare nella sua specificità medesimi eventi che si ripetono nella storia. Una tale esplicitazione aiuta la nostra riflessione nel saper discernere e quindi distinguere il vedere, il giudicare e l’agire. Da questo si può dedurre che la storia – nonostante momenti di involuzione – è il risultato di una continua creazione in atto, voluta dal Signore perché tutto sia condotto al bene secondo un Progetto del Regno di Dio, che fin da ora sulla Terra è dato alle capacità di azione di buona volontà di ogni uomo. È una immensa fiducia nel Signore che ci conduce a intravvedere fin da ora l’obiettivo finale della vittoria del bene sul male. Per cui avendo presente nel nostro cuore il ‘disegno del progetto divino’ godiamo fin da ora della gioia eterna che ci conduce   nonostante tutte le precarietà, le debolezze, le insufficienze, gli errori, le deficienze – con sicurezza tra le tribolazioni di questa vita terrena che il Signore vuole salvare attraverso il nostro operare umano, perché in Gesù Cristo tutto avvenga attraverso lo Spirito Santo, secondo il disegno prestabilito dal Padre fin dalle origini. (Ciani Vittorio)

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Rispondo a Simplicio

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2009

Il buon amico Simplicio (che non fa onore al suo nome) si fa sempre più complesso, coinvolgendomi, o cercando di farlo, in un chiarimento o in una spiegazione sovrapponibile  all’eterno dilemma sul sesso degli angeli, oppure sulla quadratura del cerchio. Ma l’argomento è stimolante, non fosse altro perché mi permette di evidenziare, e far riflettere per evidenziare, lo sfacelo della politica italiana. Centro-destra, centro-sinistra, estrema destra, estrema sinistra radicale, battitori liberi nella Lega. Basta solo quest’elenco per capire l’affermazione del PdL, unico e solo partito che ha esonerato gli elettori dal gravoso onere di pensare; c’è uno che pensa, la claque che applaude e tutti gli altri che seguono a ruota. In realtà non esiste una Destra, come non esiste una sinistra, meno che meno quella radicale. Per esistere un centro-Destra o un centro-sinistra, occorre che ci sia un Centro che si sposta a destra o a Sinistra. Non c’è niente di tutto questo, così come non c’è la politica in tutte le sue sfaccettature; economica, sociale, etica, e quindi con le  applicazioni settoriali; sanità, istruzione, ordine pubblico, lavori pubblici, industria, commercio, sviluppo.  Il buon Simplicio, che simplicio non è, auspica  e descrive:  una maggioranza di governo e…..  un programma che sappia essere dalla parte della maggior parte del paese fatta di lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati, disoccupati, precari ecc. Sta qui il nocciolo duro del problema. Il governo del cavaliere ha cercato, cerca e cercherà di dare soddisfazione alle domande che emergono dalla popolazione, ma si ferma alla ricerca  dei sondaggi, che coinvolgono esigenze immediate e spesso contraddittorie.  Gli elettori non vogliono l’ICI e la si toglie, sacrificando i servizi che i comuni non potranno più fornire, così la penalizzazione viene stornata ai comuni, raccattando i meriti per aver tolto l’ICI (la vittoria del PdL nelle amministrative in corso ha questa motivazione, ma nessuno l’ha fatta emergere). La maggioranza si pronuncia contro gli emigranti ?  Leggi dure contro i clandestini, respinti in mare. Si leva la richiesta di sicurezza nelle città? L’esercito nelle strade e le ronde in camicia verde. E così via.   Domina la logica dei sondaggi che nessuno statista sarebbe disponibile a prendere in considerazione. La popolarità viene privilegiata contro la capacità di operare scelte a medio e lungo termine, con programmi concreti e con piani di sviluppo per ogni settore interessato. Non ce ne accorgiamo nemmeno, ma stiamo scivolando pericolosamente verso il diventare una nazione in via di sotto-sviluppo. L’opposizione non esiste; non esiste un Centro che dovrebbe essere componente essenziale delle due parti, come mediatore ed elemento equilibratore. Il danno epocale lo ha fatto il metodo di amministrare, che non coinvolge nessuna formazione politica qualificabile, perché è inqualificabile servire l’osso da spolpare,  senza pianificare i ritmi della evoluzione, che deve essere costante e omogenea per tutti; le differenze devono nascere dalle diverse potenzialità non dalle discriminazioni impostate. La sinistra poi ha dimostrato tutte le sue defaillances, arenandosi in uno sterile dibattito che ha dimostrato solamente la  mancanza di cultura di governo. Da 60 anni l’estrema sinistra si è servita delle piazze per chiedere “tutto e subito”, ottenendo “niente e per sempre”; la classe operaia si è rotta della presa in giro parolaia, priva di aderenza alla realtà, e li ha mollati, preferendo forze di governo che, almeno, periodicamente elargisce quell’osso da spolpare. Con la mia memoria storica adesso devo fare riferimento alla mia esperienza lavorativa in Tunisia, dove ho soggiornato ben 18 anni. Ho collaborato con vari ministeri per la promozione dello sviluppo produttivo e per l’applicazione del Programme de Mise à Niveau, destinato alle imprese in grado di diversificarsi secondo le esigenza del mercato e non condizionando i mercati con ciò che può essere prodotto al minor costo e al maggior utile. La scelta di fondo di quel governo era, ed è, la scelta umanistica, la centralità dell’uomo, la funzione del lavoro come espressione dell’uomo e non merce in vendita al mercato delle contrattazioni. Dovevo gestire il passaggio di uno zuccherificio da pubblico a privato a Beja, quasi al confine con l’Algeria. Il lavoro fu facile, tant’è che lo terminai con 12 mesi di anticipo; ma il ministero impose ai nuovi proprietari la mia permanenza, a tutela degli interessi del governo che lì aveva investito sotto forma di partnership a tempo determinato. Fu allora che si presentarono dei tedeschi a proporre una macchia in grado di esemplificare il lavoro e accelerarlo, necessitando solo del 10% della forza lavoro. Si prestarono anche a montare la macchina, contro il mio parere, a dimostrazione.  Così avvenne; quella macchina avrebbe provocato la perdita del posto di lavoro a 130 operai ed avrebbe messo l’azienda tunisina nelle mani di quei tedeschi per tutto ciò che sarebbe stato necessario per il buon funzionamento.  Fu il ministro per lo sviluppo economico in persona che prese la mia relazione e la fece sua, invitando i tedeschi a smontare la macchina e riportarsela in Germania. Fu in quella occasione che mi invitarono  tenere dei corsi di marketing all’università Mannuoba di Tunisi. E’ questa esperienza, unitamente ad altre 19 (in18 anni ho gestito 20 aziende, tutte diventate esportatrici e leader di mercato) che mi fa dire che l’Itala viaggia verso il diventare nazione in via sotto-sviluppo. Preferisco fermarmi qui, non perché reputo esaurito l’argomento, tutt’altro, ma per stimolare le prime obiezioni e per sollecitare un dibattito che potrebbe portarci anche a impostare un metodo alternativo a quello attuale, destinato a creare una sacca immensa di povertà, contro una fettina striminzita di ricchezza eccessiva. Potremo anche parlare dell’esperienza “comunista”  della “comunista” Cina, che può darci molti spunti su ciò che è indispensabile evitare. A presto. (Rosario Amico Roxas)

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Libri per capire, riflettere, amare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2009

Il primo è “Africa Blu” di Daniela Maccari, appunti di un diario africano, Il racconto di una vita scritta in Blu. Dal  blu del Golfo Ligure da cui l’autrice parte giovanissima, al lungomare di Alessandria d’Egitto, alla spiaggia di Cesarea, alla Costa Azzurra e Barcellona. C’è poi il blu dell’Oceano Atlantico e del Pacifico, e quello che contrasta con il rosso del deserto a La Paz, in Bassa California… Il blu oceano di Puntarenas in Costa Rica e quello di Puerto Limon sulla costa atlantica. Senza dimenticare il colore intenso dello Stretto di Messina quando il mare è mosso. Il blu del mare è filo conduttore di questo viaggio, nel tempo e nello spazio, che raccoglie le esperienze di una vita donata alla missione e soprattutto all’Africa, il continente che si scopre dipinto di colori diversi e che cancella quel “nero” con il quale noi bianchi lo abbiamo battezzato. Il secondo è “Ritorno in Tanzania”, di Francesco Giannola un libro per chi vuole intraprendere il viaggio di missione in Africa; cosa significa, cosa aspettarsi, come prepararsi Francesco accompagna il lettore alla scoperta di qualche frammento del continente africano. Lo fa in punta di piedi, senza pretendere di comprendere e spiegare tutto, ma col desiderio di condividere la pienezza di vita sperimentata;Nel “Lontano Presente”  invece Anna Di Sapio e Marina Medi, guardano all’Africa attraverso la lente del colonialismo Italiano ed affrontano il  passato con nuove prospettive: insieme all’approfondimento storico le autrici, da anni impegnate nella formazione nelle scuole, utilizzano l’arte, la letteratura, le fonti orali e le memorie per raccontare il clima di quell’epoca e descriverla a chi quel mondo e quei decenni non ha conosciuto. Ricordo inoltre “Guarigione di Popoli” di Maria Chiara Rioli, dedicato ad un approfondimento in vista del Sinodo Africano che descrive il ruolo delle Chiese e Comunità Cristiane nelle commissioni per la verità e la riconciliazione in Sudafrica e Sierra Leone.

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