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Posts Tagged ‘riforma forense’

Nasce il Comitato Patrocinatori Stragiudiziali

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

E’  stato istituito il 1° dicembre scorso, in un incontro che ha visto la partecipazione di alcuni rappresentati di varie associazioni e sindacati, tra cui l A.N.E.I.S., Associazione Nazionale Esperti di Infortunistica Stradale, l accordo per l istituzione di un Comitato Unitario dei Patrocinatori Stragiudiziali (C.U.P.S.). Nelle intenzioni dei firmatari il CUPS rappresenta il punto di partenza per formare un gruppo unico di lavoro che possa garantire continuità della professione di patrocinatore stragiudiziale.  Il comitato – si legge nel documento – ha lo scopo di elaborare tutte le strategie volte alla difesa del diritto all esercizio dell attività di patrocinatore stragiudiziale e al fine del riconoscimento della professione relativamente a tutte le competenze delle organizzazioni componenti il presente comitato .  E  un passo importante – spiega Stefano Mannacio, delegato di Assoprofessionisti, tra i firmatari del documento –  il primo esame che dovrà sostenere il comitato è di contrastare la parte della riforma forense, approvata al Senato in prima lettura, che riserva agli avvocati l attività stragiudiziale, escludendo quindi quella dei patrocinatori. Era quindi necessario creare un momento unitario di coordinamento per poter lottare e difendere la nostra professione. La risposta delle varie associazioni è stata univoca, giusta è l unione, giusta è la fondazione di un gruppo unico senza nulla togliere alle varie associazioni .  La nostra non vuole essere solo una difesa nei confronti di un provvedimento che rischia di espellere dal mondo del lavoro circa 40.000 persone, ma una tappa di un percorso virtuoso e propositivo, che miri ad una sempre maggiore qualificazione del settore, che permetta di continuare a dare un servizio prezioso ai cittadini, con costi contenuti    ha aggiunto Luigi Cipriano presidente di A.N.E.I.S. Tra i firmatari anche: Dispendi Luciano per il Collegio dei Consulenti Esperti in Infortunistica Stradale del Lazio, Carmine Fascella per il Sicesa, Luigi Cipriano per l A.N.E.I.S e Ugo Apice per l Apac. Il comitato è aperto a tutte le organizzazioni associative e professionisti che condividono lo stesso obbiettivo.

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Professione forense: Corporativismo?

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2009

La riforma della professione forense, che ha raccolto i pieni elogi del ministro della Giustizia, l’onorevole avvocato Angiolino Alfano, è a nostro avviso simbolo di degrado civile, sociale ed economico. Sono diversi gli aspetti che meritano di essere stigmatizzati e nei prossimi giorni li concretizzeremo nella proposta di alcuni emendamenti che faremo presentare in Senato. Oggi ci preme sottolineare un aspetto: l’obbligo della presenza di un avvocato nelle procedure di conciliazione. Modifica fortemente sostenuta dall’ordine degli avvocati e che ieri ha visto le critiche da parte dell’Autorita’ garante nelle Comunicazioni (Agcom) perche’ violerebbe alcuni fondamenti comunitari per l’accesso alla giustizia conciliativa. Noi crediamo che gli ordini professionali -tutti- siano la tomba del diritto, del lavoro e dei servizi: corporazioni messe in piedi per elargire privilegi ai membri in accordo coi vari poteri dello Stato e dell’amministrazione, facendoli pagare agli utenti -obbligati- di quei servizi. L’ordine degli avvocati non e’ da meno e, insieme a quello dei giornalisti, e’ la punta di un iceberg. Rendere obbligatorio l’uso dell’avvocato nei procedimenti di conciliazione e’ un triplo danno per il cittadino utente e consumatore: – far costare di piu’ il ricorso alla giustizia per piccole questioni (si pensi alla telefonia, al condominio, al commercio, etc) con, tra l’altro, avvocati che dovrebbero rispettare i minimi tariffari imposti per legge e corporazione; – allontanare i cittadini dal ricorso alla giustizia e favorire quindi le piccole, diffuse e frequenti truffe da parte dei gestori di servizi (telefonia soprattutto); – sopprimere di fatto la molteplicità di servizi di consulenza e assistenza che associazioni e sindacati hanno messo in piedi in questi anni per meglio rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti e, di conseguenza, stimolare il legislatore ad intervenire dove necessario. Nel giorno in cui anche il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, critica questa riforma della professione come debilitante del mercato e della concorrenza, l’ordine degli avvocati e il ministro Alfano sembra che dicano “la giustizia e’ cosa nostra!” e non del cittadino. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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