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Posts Tagged ‘riforma sanitaria’

U.S.A.: La fine del filibuster?

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Ci sono abbastanza voti per procedere al voto nel Senato grazie alla “tangente Nebraska” e la “tangente Louisiana”. Ecco come il Senatore Charles Grassley, repubblicano dell’Iowa, ha descritto il cambiamento di direzione dei suoi colleghi democratici Ben Nelson e Mary Landrieu. Questi due, dopo molte negoziazioni, hanno ricevuto benefici per i loro rispettivi Stati. Ciò ha permesso ai democratici di rompere il filibuster, l’ostruzionismo ad oltranza del Partito Repubblicano, e procedere con la riforma sanitaria. Data la regola del Senato che impedisce voti a meno che 60 dei senatori dicano di sì, il partito di maggioranza, democratico in questi tempi, deve sottomettersi alla tirannia della minoranza o usare compromessi per implementare la sua agenda. I problemi però sono due. Da una parte c’è la regola antidemocratica per eccellenza del filibuster. Dall’altra c’è anche l’intransigenza repubblicana che vuole usare qualunque mezzo per ostacolare il potere della maggioranza. Si tratta di un concetto che nel passato si usava raramente. Rompere il filibuster richiedeva 67 voti invece dei 60 attuali.  Negli anni 60, per esempio, solo l’otto per cento dei disegni di legge al Senato era soggetto al filibuster, secondo uno studio di Barbara Sinclair della UCLA. In tempi molto recenti la cifra è aumentata fino al 70%. Ciò coincide con la maggioranza democratica al Senato. Senza dubbio la politica americana si è polarizzata talmente che i compromessi del passato sono divenuti impensabili. Per esempio quando la legge sul Medicare fu approvata nel 1965 più del 40% dei repubblicani votarono a suo favore. Ai nostri giorni tutti i repubblicani compatti si sono opposti con metodi poco ortodossi al recente disegno di legge sulla riforma sanitaria. In alcuni casi gli esempi sono veramente offensivi come la preghiera offerta da Tom Coburn.  Questo senatore repubblicano dello Stato dell’Oklahoma aveva detto che sarebbe magnifico se uno dei 60 senatori democratici non potesse essere presente al voto per rompere il filibuster. Nonostante la mancanza di riferimento specifico si è subito pensato a Robert C. Byrd, 92 anni, senatore democratico del West Virginia, che si è presentato al voto in una sedia a rotelle. La politica polarizzata si è vista chiaramente anche durante il recente discorso di Barack Obama al Congresso dove il presidente fu interrotto da Joe Wilson, parlamentare del South Carolina, con il grido di “tu menti”. Per non parlare poi di Coburn il quale aveva preteso che un emendamento di 767 pagine sulla riforma sanitaria fosse letto ad alta voce nel Senato con l’evidente proposito di fare perdere tempo. Il filibuster è dunque divenuto un serio ostacolo alla maggioranza in potere. Ecco perché quando i repubblicani  controllavano ambedue le camere durante l’amministrazione di George Bush lo volevano abolire. Si potrebbe dunque ridurre il numero dei voti richiesti per rompere il filibuster da 60 a 55 e poi più nel futuro eliminarlo completamente ed arrivare ad una semplice maggioranza. Considerando la mancanza di spirito bipartisan a Washington si dovrebbe approvare la legge per eliminare il filibuster con l’idea che diverrebbe effettiva fra cinque o dieci anni. In questo modo non si sa quale dei due partiti sarebbe al potere e quindi avrebbe la possibilità di agire secondo i principi democratici che il filibuster spazza via. Le “tangenti” offerte dalla leadership democratica ai senatori Nelson e Landrieu sono state etichettate “inappropriate” e “sporche” secondo il senatore Lindsey Graham, repubblicano  della Carolina del Sud. In un certo senso ha ragione. Ma Lindsey ed il suo partito sono in grande misura responsabili per avere dato poche scelte ai democratici costringendoli ad usare metodi poco puliti per cercare di fare il lavoro a beneficio del Paese. (Domenico Maceri San Luis Obispo, CA, USA)

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Sanità U.S.: la paura della concorrenza

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

“Il governo non è un giusto concorrente”. “È un predatore”. Chi parla è il senatore Charles Grassley, repubblicano dell’Iowa mentre spiegava la sua contrarietà alla creazione di un ente pubblico, la “public option”, nella bozza del disegno della riforma sanitaria.  L’idea dell’ente pubblico non è inclusa nel piano del senatore Max Baucus, democratico del Montana, presidente della commissione finanze del Senato. L’emendamento che avrebbe creato l’opzione pubblica era stato introdotto dai senatori Jay Rockefeller (democratico, West Virginia) e Charles Schumer (democratico, New York). L’idea che un programma governativo uccide le aziende private non si nota in altri campi. A cominciare dalle università dove quelle statali esistono  a fianco di quelle private. Come si sa, le prime università americane furono quelle private. La più antica è Harvard University che nonostante la creazione di università statali in Massachusetts ed in altri Stati continua ad essere una delle più quotate se non quella più prestigiosa di tutto il Paese. In California, la notissima Università di Berkeley, fu fondata da una fusione fra un’università pubblica ed una privata. Altre due università notissime in California, l’Università della California del Sud e Stanford University, le “dirette” concorrenti di Berkeley, continuano a prosperare. La paura dei repubblicani che l’ente pubblico eliminerebbe le assicurazioni private riflette gli interessi corporativi e i loro profitti. Il profitto, non i bisogni dei pazienti, sono la ragione d’essere delle aziende private. Il fatto che quarantacinque milioni di americani non hanno assicurazione medica non preoccupa affatto le aziende private. Il piano sulla sanità dei repubblicani uccide, secondo il parlamentare democratico Alan Grayson della Florida. Per Grayson, il messaggio dei repubblicani ai malati è di “ non ammalarsi. E se uno si ammala, che muoia presto”. Ricorda il messaggio scioccante delle “squadre della morte” che secondo Sarah Palin verrebbero create se la riforma di Obama sarà implementata. Quanti americani muoiono per la mancanza di sanità? Secondo uno studio dell’American Journal of Public Health, 44.789 muoiono annualmente negli Stati Uniti per la mancanza di assicurazione medica. Un altro studio della Harvard Medical School e la Cambridge Health Alliance sostiene che le persone senza sanità medica hanno un rischio di morire del 40% più di quelli con assicurazione medica. (Domenico Maceri) (in sintesi)

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