Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘riforma’

Riforma Pac sulla sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Il fallimento dei ultimi negoziati sulla futura Pac confermano come sia necessario arrivare al prossimo appuntamento con la certezza che i principi ispiratori della riforma non siano di nuovo messi in discussione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il ministro delle Politiche agricole Patuanelli ha giustamente ribadito che la disponibilità a trovare soluzioni condivise non deve mettere in pericolo le tre gambe della sostenibilità: quella ambientale, economica e sociale.Di fronte a un nodo cruciale come quello della politica agricola comune, l’Europa ha mostrato ancora una volta di essere divisa. Al tempo stesso, i Governi si fanno portatori di interessi che, prima di essere nazionali, sono spesso il riflesso della pressione che le grandi aziende del sistema agroindustriale esercitano per non cambiare il metodo di ripartizione dei fondi, fortemente sbilanciato a loro favore – continua Tiso.Se si vogliono avere chance di successo, il prossimo vertice deve essere accuratamente preparato sin da ora, in modo da raggiungere un accordo sui principi generali della riforma prima che Parlamento e Consiglio europeo tornino a riunirsi. Non vorremmo assistere a un nuovo braccio di ferro, dove ogni volta sembra che il lavoro debba ricominciare daccapo e le regole integralmente riscritte.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pac: Cia, Europa meno forte senza accordo su riforma

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

Senza un accordo sulla riforma della Pac, l’Europa è meno forte di fronte alle sfide della ripresa post pandemia e della transizione ecologica. In gioco c’è la sopravvivenza dell’agricoltura Ue e la qualità di vita dei cittadini. Così Cia-Agricoltori Italiani, che esprime rammarico per la mancata intesa tra Parlamento e Consiglio europeo dopo giorni di negoziati intensi a Bruxelles.“Speriamo in una ripresa dei negoziati a giugno dove tutti riescano a superare ogni forma di preclusione -dichiara il presidente nazionale Dino Scanavino-. Auspichiamo un confronto più aperto, che si ispiri al cambiamento, sempre tenendo conto che la priorità resta il reddito agricolo. Gli agricoltori europei sono pronti a fare la propria parte per diventare sempre più sostenibili, con una Pac 2023-2027 più verde, ma senza dimenticare che la politica agricola comune è innanzitutto una politica economica che deve sostenere la produzione di cibo sano, sicuro e di qualità e garantire la tenuta e la crescita delle aree rurali”. Sicuramente restano sul tavolo nodi importanti da sciogliere. Per Cia, però, rimane prioritario raggiungere un accordo sulla riforma della Pac che consenta una redistribuzione più equa delle risorse, così come un’attenzione alle politiche ambientali, che incentivino comportamenti virtuosi mantenendo l’agricoltura al centro. “Chiediamo un impegno affinché si arrivi presto a un’intesa per una Pac robusta e strutturata, con fondi spendibili subito -aggiunge Scanavino-. C’è bisogno, nei tempi giusti, di una legislazione certa, equilibrata, innovativa, capace di garantire insieme la competitività e la sostenibilità del settore. Come Cia, continueremo a lavorare perché l’agricoltura diventi, sempre di più, un settore strategico per il nostro Paese e per l’Europa”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Riforma Pac e transizione verde

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2021

Dopo mesi di discussioni, è giunto per l’Europa il momento di fornire le risposte che l’agricoltura attende da molto tempo – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Nel consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish), in programma a Bruxelles il 26 e 27 maggio, si parlerà della riforma della Pac e delle nuove tecniche agroalimentari. Altri temi sul tavolo sono il Piano di azione per l’agricoltura biologica e il vertice Onu sui sistemi alimentari di settembre. Al termine della riunione, dovrebbero emergere in modo più chiaro le reali intenzioni dell’Europa.I Paesi dell’Unione hanno ancora spazio di manovra per imprimere una svolta all’agricoltura, ma non si può ignorare il rischio che preferiscano restare ancorati al sistema produttivo agroindustriale – spiega Tiso. Gli interessi costituiti sono molti, così come forti sono le pressioni esercitate su Governi affinché lo scenario non cambi. Tra i pericoli, c’è anche quello che gli Ogm possano rientrare tra le coltivazioni consentite attraverso le cosiddette Nuove tecniche genomiche.Mentre il Governo italiano prepara una cabina di regia per la gestione delle risorse del Recovery Fund, è bene tenere alta l’attenzione non solo sull’ammontare dei fondi in arrivo, ma anche sulle priorità che l’Europa stabilirà per il settore primario. Non basta infatti avere a disposizione nuovi fondi. E’ altrettanto necessario saperli spendere nel migliore dei modi, identificando gli investimenti che possono permettere una reale transizione verde della nostra agricoltura e superando le inevitabili resistenze che ogni cambiamento porta con sé.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Riforma giustizia: le proposte che lasciano perplessi

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2021

Sulle proposte che circolano e che potrebbero essere inserite nella riforma della giustizia penale, c’è quella di estendere l’utilizzo dei riti alternativi per sgravare i carichi processuali. In proposito intervengono l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime, e Barbara Benedettelli, giornalista e attivista per le vittime di reato: “Questi emendamenti prevedono di aumentare lo sconto di pena automatico dato dal rito abbreviato (che se chiesto dall’imputato va concesso) dal 30% al 50% per i reati puniti con pena massima fino a 5 anni, e quella di allargare la possibilità del patteggiamento (concesso all’imputato se il PM è favorevole) anche ai reati per cui si prevede una pena finale non superiore a 8 anni, con uno sconto anche qui del 50% della pena.” “Ciò comporterà”, precisa Aldrovandi “che molti reati gravi avranno più possibilità di essere puniti con pene sospese o misure alternative che, di fatto, significano nessuna pena, o comunque una pena che vedrà modificata, se non azzerata, la sua funzione afflittiva, retributiva e riabilitativa. Dall’altra parte”, prosegue l’avvocato, “si cercherà di valorizzare la parte riparativa della condanna, subordinando l’archiviazione del procedimento penale al risarcimento danni o a un’azione riparatoria da parte dell’imputato, avvilendo ancora di più il ruolo della vittima in ambito processuale, già ora considerata, a tutti gli effetti, una parte eventuale del processo, il quale si può svolgere anche in assenza di una sua partecipazione formale. Ma a un anziano truffato piuttosto che a una persona massacrata di botte o a una vittima di stalking o maltrattamenti in famiglia, giusto per citare qualche esempio, chi penserà? Se queste richieste saranno approvate e diventeranno legge, assisteremo a contro riforme inaccettabili e a un’involuzione giuridica e processuale, dopo anni di battaglie per le vittime e a piccoli grandi passi raggiunti, come il divieto del rito abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo.” “Trovo inaccettabile”, interviene Benedettelli “che una società arrivata al lockdown e al coprifuoco – misure tipiche delle guerre, che comprimono al limite della legittimità le libertà personali – per tutelare la vita e la salute da un virus, possa pensare di ridurre la portata delle pene, dunque di ‘quel sensibile motivo che impedisce di commettere illeciti’ per dirla con Beccaria, per reati da gravi a gravissimi che ove commessi comportano una lesione della salute psicofisica delle persone. Reati che, se non opportunamente puniti, possono portare i rei a superare i limiti fino ad uccidere, come ben dimostra quanto accaduto dopo l’ultimo indulto.” “Per questo”, chiosano Aldrovandi e Benedettelli “invitiamo tutte le forze politiche, soprattutto quelle che in passato hanno sostenuto importanti sfide per le vittime, a essere unite e coese nel contrastare queste proposte. Perché una vittima non vuole vendetta, ma semplicemente giustizia. E regalare sconti di pena a pioggia o mortificare ancor più il ruolo della vittima non è degno di uno Stato di diritto”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Riforma delle pensioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

Il ministro Andrea Orlando annuncia la ripresa dei tavoli di confronto per la riforma pensioni. Lo scrive Orizzonte Scuola, ricordando “le molte sollecitazioni da parte dei sindacati”. Inoltre, “per le parti sociali è necessario tamponare la scadenza della quota 100 per evitare un brusco ritorno alla Legge Fornero e questo può essere fatto solo introducendo una misura flessibile a partire dal 1 gennaio 2022”.Il problema, rileva l’Anief, è che nell’ultima bozza del DEF siamo molto lontani da questa possibilità: nel documento di economia e finanza viene solo riportato che “in ambito previdenziale e assistenziale si estende la possibilità di optare per il regime sperimentale per il pensionamento anticipato delle donne (cosiddetta “opzione donna”) alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2020 (1,2 miliardi nel periodo 2021-2024) e si proroga a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta Ape sociale, consistente in una indennità, corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni (circa 0,6 miliardi nel periodo 2021-2024)”. Tutto qui. Nessuna proroga di Quota 100. E nessun modello alternativo, in grado di produrre un anticipo pensionistico reale a chi opera in ambienti di lavoro particolarmente stressanti e causa di burnout, come quello della scuola, ma che non continuano a figurare all’interno della lista delle professionalità che danno diritto all’Ape sociale.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Riforma reclutamento

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Come si andrà a realizzare la riforma del reclutamento voluta dalla Funzione pubblica? “Per quanto riguarda la scuola – spiega il leader dell’Anief – c’è un concorso ordinario che è stato bandito, ci sono centinaia di migliaia di domande presentate, ma se si cambiano le regole bisogna riaprire i termini. Inoltre, servirebbe un test semplificato da realizzare attraverso una prova scritta e un orale come prova simulata. Per quel che riguarda invece gli idonei che hanno svolto con esito positivo tutte le precedenti procedure concorsuali, come gli insegnanti di religione cattolica o coloro che hanno superato i concorsi ordinari e riservati tra il 2016 ed oggi, deve essere garantita la loro immissione in ruolo. Così come a coloro che risulteranno idonei all’ultimo concorso straordinario, le cui graduatorie sono state pubblicate o si è in procinto di farlo”.Il sindacalista autonomo ricorda che “per avere tutti gli insegnanti in cattedra a settembre sarà importantissimo dare la possibilità di assumere direttamente dalle graduatorie Gps, cioè dalle Graduatorie provinciali per le supplenze. Sono graduatorie per titoli già pronte e laddove le GaE sono esaurite, senza più candidati o non pronte le graduatorie del concorso straordinario”, vanno utilizzare “per evitare di trovarci con 70 mila cattedre nuove vacanti autorizzate per il ruolo e anche il ‘balletto’ delle supplenze”.Marcello Pacifico, quindi, sostiene che vi sono tutti i motivi per “ricorrere alla cosa più semplice: il reclutamento attraverso queste graduatorie, ovviamente facendo fare un corso di abilitazione per chi ne è sprovvisto con la valutazione finale e il tirocinio eventualmente svolto nell’anno di prova. Quindi, l’importante è avere tutti gli insegnanti a settembre: docenti che meritano, sia chi è risultato idoneo ai concorsi sia chi insegna da anni nelle nostre scuole”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

U.S.A. La riforma della Corte Suprema: mossa cauta di Biden

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

By Domenico Maceri, Ph. DSi tratta di un “attacco diretto all’indipendenza del sistema giudiziario della nostra nazione”. Ecco come Mitch McConnell, repubblicano del Kentucky e leader della minoranza al Senato, ha caratterizzato la commissione presidenziale per la riforma della Corte Suprema. Nel suo annuncio, Joe Biden ha informato che sono stati selezionati 36 studiosi di giurisprudenza, avvocati ed ex giudici federali per studiare quali modifiche sarebbero utili per ristabilire un bilanciamento nel massimo organo giurisdizionale del Paese. Come si sa, la Corte Suprema americana attuale è composta da 9 giudici, 6 dei quali sono stati nominati da presidenti repubblicani e 3 da democratici.È proprio questo sbilanciamento nella Corte Suprema che Biden e la sinistra in generale vorrebbero ritoccare senza però attaccare il sistema giudiziario. Se qualcuno lo ha attaccato e deformato, infatti, bisogna proprio guardare al comportamento di McConnell. Va ricordato che se la Corte Suprema pende a destra il merito è proprio del senatore del Kentucky che ha abusato il suo potere per portare l’acqua al mulino del suo partito. McConnell nel 2016 congelò la nomina di Merrick Garland fatta dall’allora presidente Barack Obama con una trovata originale che diventò esplicitamente ipocrita. McConnell asserì che in un anno di elezione presidenziale il futuro presidente e non quello in carica aveva il diritto di nominare il giudice che avrebbe sostituito Antonin Scalia, morto poco tempo prima. Con l’elezione di Donald Trump nel 2016, Neil Gorsuch andò ad occupare il seggio di Scalia, in effetti “rubandolo” ai democratici. Nel caso di Garland mancavano 237 giorni all’elezione e quindi c’era più che sufficiente tempo per la conferma. Poi quando nel 2020 morì Ruth Bader Ginsburg, McConnell dichiarò che il suo sostituto sarebbe sottoposto al voto di ratifica della Camera Alta al più presto. L’elezione presidenziale sarebbe avvenuta in 47 giorni, una conferma lampo dunque comparata al congelo ed eventuale revoca di quella di Garland.McConnell ha dunque poche ragioni per lamentarsi di una possibile riforma della Corte Suprema considerando le sue azioni sul sistema giudiziario. McConnell ha inoltre imballato il sistema giudiziario inferiore durante i quattro anni di amministrazione di Trump confermando 234 giudici dei diversi distretti federali, incluso 54 giudici di Corte di Appello. Questi nuovi giudici avranno un impatto dell’amministrazione dell’ex presidente per decenni. Considerando che la Corte Suprema accetta solo il 3 percento dei casi proposti e il 97 percento vengono decisi da queste corti inferiori, McConnell ha in un certo senso vinto la battaglia giudiziaria anche con un’eventuale riforma della Corte Suprema.Ciononostante la Corte Suprema è importantissima e il fatto che i repubblicani abbiano nominato 6 dei 9 giudici ha causato serie preoccupazioni alla sinistra. La commissione di Biden dovrebbe consegnargli un rapporto finale in 180 giorni e poi si vedrà cosa vuole modificare il 46esimo presidente. Si crede che i due elementi principali siano il numero totale delle toghe e l’incarico a vita dei giudici. Agli inizi della storia americana i giudici erano 6, poi furono aumentati a 10 durante la Guerra Civile, e nel 1869 il numero fu ridotto a 9 che continua tuttora. I cambiamenti si possono fare dunque e infatti considerando i 152 anni passati dall’ultimo aggiornamento alcune modifiche sarebbero giustificate.Il numero 9 però è popolare e persino la giudice Bader Ginsburg, icona della sinistra, aveva indicato che era un ottimo numero per la Corte Suprema. Anche l’attuale giudice liberal Stephen G. Breyer, in un recente discorso alla Harvard University, ha sottolineato che il numero è adeguato e che l’aggiunta di altri “eroderebbe la fiducia” che gli americani hanno nel sistema giudiziario. Breyer ha anche difeso l’attuale Corte Suprema ricordando giustamente che in alcuni casi la maggioranza ha votato contro desideri conservativi come l’Obamacare (la riforma sanitaria di Barack Obama), l’immigrazione, e l’aborto. Breyer avrebbe potuto anche aggiungere la “sconfitta” di Trump nel suo ricorso per ribaltare il risultato dell’elezione del 2020, causando l’ex presidente di accusare i giudici di ingiustizia, dichiarando che “dovrebbero vergognarsi”. Breyer da parte sua è sotto il mirino della sinistra perché a 82 anni, il più anziano fra i nove giudici, potrebbe andare in pensione permettendo a Biden di nominare la prima donna afro-americana alla Corte Suprema come ha promesso. La sinistra, però, vorrebbe aumentare il numero immediatamente per stabilire un certo bilanciamento fra giudici nominati da repubblicani e democratici. Aggiungendo altri 3 o 4 giudici nei prossimi anni si potrebbe raggiungere questa meta. Biden nel 1983 aveva dichiarato che imballare la Corte Suprema era “un’idiozia” ma le cose sono cambiate con le recenti azioni repubblicane al Senato e le spinte dell’ala sinistra del suo partito che lo hanno costretto ad agire anche se in maniera prudente. Bisognerà vedere le raccomandazioni che riceverà. Con ogni probabilità l’incarico a vita dei giudici sarà preso di mira e potrebbe risultare in una raccomandazione con supporto bipartisan. Al momento i giudici spesso vanno in pensione quando un presidente con analoghe vedute ideologiche è in carica onde dargli l’opportunità di nominare un nuovo giudice che possa essere un “clone”. Il più recente esempio di questo problema si è verificato nel caso di Anthony Kennedy il quale andò in pensione nel 2018. Ciò permise a Trump di nominare Brett Kavanaugh la cui conferma fu ottenuta nonostante le accuse di molestie sessuali quando era studente al liceo. Secondo la Costituzione il governo può modificare il numero e le modalità della Corte Suprema che includono anche il significato di maggioranza per decidere i casi. Al momento si tratta di una semplice maggioranza ma si potrebbe istituire una super maggioranza del 60 percento come esiste al Senato, ossia la nota regola del filibuster. Ed è proprio questa regola del Senato che sarà il più grosso scoglio in qualunque raccomandazione fatta dalla commissione, assumendo che Biden vorrà metterne in atto. Si tratta infatti dello scoglio che lega le mani a tutta l’agenda politica dell’attuale inquilino alla Casa Bianca considerando l’intransigenza dei senatori repubblicani. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola e PA: Riforma reclutamento

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Ogni amministrazione pubblica definirà il concorso più adatto. “La novità – dice oggi il ministro Renato Brunetta – è rendere obbligatoria la fase iniziale della valutazione dei titoli di studio legalmente riconosciuti per l’ammissione alle prove successive, al posto dei test preselettivi a crocette. Una decisione coerente con le pratiche internazionali, ad esempio quella europea di Epso. Non saranno invece valutati all’inizio titoli di servizio o esperienza professionale”. Non vi sarebbe, quindi, alcuna intenzione di realizzare una preselezione per titoli di servizio. “Non è assolutamente vero. Servizio ed esperienza, insieme ai titoli di studio, potranno soltanto concorrere alla formazione del punteggio finale. Una facoltà, quest’ultima, nelle disponibilità delle singole amministrazioni da rendere eventualmente esplicita nei bandi di reclutamento, coerentemente con il livello di specializzazione del profilo da reclutare”, specifica il ministro.“La fase di valutazione – continua – prevista implica invece che le singole amministrazioni potranno individuare un numero massimo, più o meno ampio, di candidati, da ammettere alle prove successive, anche senza fissare un punteggio minimo che deve essere posseduto dai candidati. In base alla composizione della platea di partecipanti, potrebbero dunque accedere alle fasi successive anche tutti coloro che sono semplicemente in possesso dei requisiti di partecipazione”.Di questa possibilità e dell’intervento del ministro per la PA parla stamani Orizzonte Scuola: secondo la rivista specializzata “ad oggi l’unico dato certo è che i concorsi ordinari potranno essere avviati dalla data del 3 maggio, ma di fatto per la scuola non è stata ancora assunta nessuna decisione. I bandi non sono stati modificati e le indicazioni fornite nell’articolo” pubblicato oggi dal ministro Renato Brunetta “derivano dal nuovo Decreto ma non sappiamo come e se le novità saranno applicate”.Ma a quali concorsi della scuola già banditi si fa riferimento? Riguardano il DD n. 498 del 21 aprile 2020 per infanzia e primaria (12.861 posti) e il DD n. 499 del 21 aprile 2020 per la scuola secondaria I e II grado, i cui posti sono stati incrementati a 33.000 con il DD n. 649 del 3 giugno 2020. Quindi per complessivi oltre 45 mila cattedre da assegnare. A queste procedure vanno aggiunte quelle dei concorsi riservati ai docenti di Religione Cattolica e agli insegnanti specializzati sul Sostegno, per i quali si attendono ancora i bandi. Sommando tali procedure con quella straordinaria della secondaria, le cui prove uniche sono in fase di svolgimento, dovendo svolgere ancora le suppletive, come indicato dal Tar del Lazio, si arriva ad oltre 90 mila posti da docente da assegnare.Il sindacato Anief ribadisce l’importanza di attivare selezioni sulla base di titoli e servizi, andando ad utilizzare tutte le graduatorie già esistenti. Poi vanno attuati corsi abilitanti periodici, abbandonando il numero chiuso, oltre alla riapertura annuale delle GaE, le assunzioni da graduatorie d’Istituto e l’addio all’organico di fatto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief “abbiamo nella scuola oltre 100 mila posti in deroga o in organico di fatto, che fanno dell’Italia l’unico Paese europeo dove dominano le cattedre libere che ogni anno vengono affidate a docenti diversi. Diamole, quindi, a chi ha dimostrato sul campo di portare avanti egregiamente la professione”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Recovery Plan. de Bertoldi (FdI): su riforma fisco piano va cambiato

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“Le audizioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate e del Consiglio nazionale dei Commercialisti, che avevamo richiesto e poi ottenuto, sul Piano nazionale di Resistenza e Resilienza confermano quanto da tempo sostiene Fratelli d’Italia. Il Recovery Plan non deve limitarsi soltanto alla digitalizzazione, ma deve avere l’ambizione di avviarsi lunga la strada della semplificazione, della riduzione della pressione fiscale e infine della riforma della giustizia tributaria”.A dirlo è il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.”Il premier Draghi ha assicurato che il Recovery Plan, predisposto dal precedente governo, sarà modificato dal Parlamento, ci attendiamo che il governo Draghi sul piano fiscale avvii quella discontinuità che finora non abbiamo visto. Limitarsi soltanto alla digitalizzazione significa sprecare la grande opportunità che offre il PNRR. Di digitalizzazione ce ne sarebbe anche abbastanza nel sistema, mentre manca semplificazione, e una riforma giustizia tributaria attraverso una maggiore tecnologia e investendo in digitalizzazione. Come ha ribadito il nostro presidente Giorgia Meloni ci siamo se si tratta di aiutare il Paese e gli italiani, e le audizioni di oggi confermano lo spirito costruttivo della nostra opposizione. Ci auguriamo che il parere che approverà la Commissione vada in linea con quanto chiesto da noi e dall’Agenzia delle Entrate e dagli stessi commercialisti, e che su questo il premier Draghi modifichi il PNRR”, conclude il senatore de Bertoldi.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Riforma dell’ordinamento della p.a.

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

Dopo una fase di oblio sta riprendendo quota la questione della riforma del sistema di classificazione professionale nel settore pubblico. Era ora. Con l’Aran avevamo iniziato a discuterne per il comparto Funzioni Centrali a seguito alla firma del CCNL 2016-2018. Poi però tutto si fermò e ci chiediamo ancora perché. Un’idea ce la siamo fatta: una riforma di questa portata non sarebbe stata a costo zero. E forse l’Aran non se la sentiva di ripetere il solito ritornello: non ci sono soldi. Ma il tempo è galantuomo e oggi occorre una profonda revisione del sistema di inquadramento del personale e dei criteri di ridefinizione dei profili professionali perché la macchina dello Stato non può pensare di affrontare le sfide che l’attendono con il sistema del “mansionismo” ereditato dagli anni ‘70 e ‘80. E proprio con la pandemia abbiamo tutti toccato con mano di quanto ci sia bisogno di una p.a. efficiente. Per questo motivo vanno allestite quelle catene di valore in funzione e per effetto delle quali le singole amministrazioni siano interconnesse e in grado di interagire in tempo reale grazie alla Rete. Ciò comporta un enorme sforzo di re-profiling del personale così come è stato fatto in alcuni settori del privato. Per esempio, nelle telecomunicazioni e nell’industria metalmeccanica. Anche nel settore pubblico riscrivere i profili significa trovare l’equazione fra inquadramento professionale e nuova organizzazione del lavoro. Non si parte da zero. Da parecchio tempo nella p.a. il lavoro è già cambiato, sta continuando a cambiare. Ma le attuali declaratorie sono vecchie di quasi 25 anni e non permettono di governare le trasformazioni già avvenute in termini di flessibilità e carichi di lavoro. È proprio per questo motivo che il sindacato non vede l’ora di affrontare il problema: c’è una situazione da sanare. La si sana in due modi: 1) con un ordinamento liberato da anacronistici paletti normativi e tortuose procedure burocratiche; 2) con un meccanismo di progressioni economiche che consenta di agganciare in modo dinamico la qualità della prestazione al livello retributivo. C’è anche una mentalità da cambiare. Finora i lavoratori sono stati considerati un costo: è arrivato il momento di considerarli un investimento. Perciò non ci si venga a ripetere che non ci sono soldi o che sono pochi. Si cambi prospettiva: i lavoratori costituiscono il fattore umano che fa funzionare ogni cosa (macchine comprese). Vogliamo davvero realizzare la riforma delle declaratorie professionali? Il sindacato è il primo a volerla ed è pronto a riaprire la trattativa. Ma dall’altra parte si astengano i perditempo. Sandro Colombi, Segretario Generale Uilpa

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Fisco. de Bertoldi (FdI): per sindacati riforma è equa distribuzione povertà

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

“Profonda delusione per l’audizione dei rappresentanti sindacali nelle Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato su tema della riforma fiscale. In particolare Cgil, Cisl e Uil hanno confermato una visione vetero marxista e pauperista, che stride con le reali esigenze del Paese e con i principali potenziali promotori della ripresa economica, cioè le Partite Iva sulle quali oggi ricadono le principali conseguenze della pandemia e dei ripetuti lockdown, e che invece sono indicate come i quasi esclusivi responsabili dell’evasione fiscale. Affermazioni al limite del ridicolo, se non calate nella ideologia comunista che ha mai realmente abbandonato i politicizzati sindacati italiani. Così come la proposta di dichiarazioni fiscali di fatto imposte alle aziende invece che frutto del loro bilancio; oppure la nostalgia per una progressività che arrivi al 60/70 per cento, o l’avversione al sistema della cedolare sui redditi da locazione, che costituisce una delle poche misure in favore dei bistrattati proprietari immobiliari. Ed è inaccettabile e contraddittorio sentire che la riforma fiscale dovrebbe avere una maggiore progressività in funzione precipuamente redistributiva, mentre per Fratelli d’Italia la leva fiscale deve avere un ruolo di stimolo al Pil. Allo stesso modo è insostenibile voler insistere nel proporre soluzioni che disincentivino le imprese, i ricchi e le ricchezze ad investire nel nostro Paese. Insomma, un’audizione che dimostra l’inadeguatezza delle principali sigle sindacali, che insieme alla sinistra italiana vorrebbero soltanto un’equa distribuzione della povertà”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Partire dalla contrattazione decentrata per riformare la P.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Da indiscrezioni giornalistiche apprendiamo che uno dei punti forti del programma di governo del Presidente incaricato Draghi è la riforma della pubblica amministrazione. Siamo contenti. E ci auguriamo che questa sia la volta buona. Ce lo auguriamo sinceramente dato che negli ultimi 25 anni di riforme “copernicane” della p.a. ne sono state varate talmente tante che abbiamo perso il conto. Nel frattempo i problemi sono rimasti sempre gli stessi: semplificare, snellire, aumentare l’efficienza, premiare il merito ecc. ecc. Per spiegare come mai le riforme della P.A. non decollassero una volta si dava la colpa ai veti del sindacato. Era un alibi per molti e comunque oggi non regge più perché la caterva di norme introdotte dalla riforma Brunetta in poi ha avuto il solo obiettivo di colpire le organizzazioni dei lavoratori e ridurre ai minimi termini la contrattazione decentrata nella P.A. Tutto il contrario nel mondo del lavoro privato. Dove il modello vincente è quello che prevede due livelli di contrattazione perfettamente bilanciati e integrati: uno nazionale, dove si fissano principi e regole generali; l’altro decentrato, aziendale o territoriale, dove si realizza il legame covalente tra produttività e retribuzione. Se davvero si vuole riformare la macchina dello Stato perché non applicare questo modello anche al pubblico impiego?
Ecco la nostra proposta: iniziamo dalla contrattazione di secondo livello. Ridiamo valore alla rappresentatività nei luoghi di lavoro, visto che la P.A. è l’unico settore dove tale rappresentatività è misurata e certificata ogni tre anni. Facciamo discutere l’organizzazione del lavoro a chi opera quotidianamente a contatto con gli utenti. Scardiniamo la burocrazia autoreferenziale con la forza innovativa delle soluzioni che scaturiscono dal confronto e dalla partecipazione. Iniziamo da qui a costruire una macchina dello Stato all’altezza dei tempi. Come si fa? Per prima cosa diamo alla contrattazione decentrata gli strumenti per collegare produttività e retribuzione. Magari cominciando a riversare nei Fondi per le Risorse Decentrate di ogni Ente i risparmi di gestione accantonati grazie allo smart working. Spiegando ai lavoratori e ai loro rappresentati a quanto ammontano esattamente, senza giochi di prestigio né magie contabili.
Sandro Colombi, Segretario generale Uilpa

Posted in Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lavoro: Riforma dello Stato sociale e Ristori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Il segretario organizzativo Confeder, Marcello Pacifico, ha affermato al confronto in video call con Nunzia Catalfo, ministra del lavoro e delle politiche sociali, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Il sindacalista nell’intervista rilasciata a Teleborsa ha dichiarato: che “la ministra Catalfo, nell’incontro con le organizzazioni sindacali sulla riforma dello stato sociale e sulle ultime misure che il governo si appresta ad assumere in tema di Ristori, ha segnalato alcune novità molto importanti. La prima è quella dell’estensione di 12 settimane della Cassa integrazione in deroga, che quindi riguarderà tutto l’anno 2021 e contribuisce a dare un piccolo sostegno ai lavoratori e alle imprese. Si sta inoltre discutendo all’interno del governo sul fatto di prorogare le norme sul divieto di licenziamento, prossime a scadenza, e poi gli strumenti di welfare utili a sostenere i lavoratori privati. Questo è molto importante perché gli autonomi sono stati colpiti duramente da questa crisi e poi è evidente che siamo favorevoli agli interventi sul prolungamento della cassa integrazione, tutto questo può risolversi solo con nuovi fondi a favore della Naspi. Per poter parlare di ristori abbiamo chiesto di attivare tutti quei tavoli annunciati sugli ammortizzatori sociali, sulla previdenza complementare, anche sul funzionamento della Pubblica Amministrazione, in particolar modo sullo smart working e sul lavoro agile, e soprattutto abbiamo chiesto di puntare sulle politiche attive per il lavoro. Inoltre alla fine ho ricordato alla ministra – ha continuato Pacifico – che è importantissimo aprire subito un tavolo sul regime post Quota 100, perché questo è l’ultimo anno in cui l’anticipo pensionistico è in vigore. La ministra ha assicurato che già si è insediata la commissione per separare il welfare dalla previdenza”. Il sindacalista ha poi sottolineato come ci sia un gap rispetto al resto d’Europa: ha infatti che in Europa l’età media per andare in pensione è 63 anni senza penalizzazioni, mentre in Italia si è toccata l’asticella dei 67 anni. Pacifico ha continuato affermando che “il problema Quota 100 è quindi fondamentale, senza dimenticare quello che avviene nella scuola, dove abbiamo il personale più vecchio del mondo e anche il più esposto al rischio burnout”. Ha anche affermato che bisogna potenziare l’indennità di rischio per il personale medico-sanitario e per il personale della scuola e aggiornare le tabelle sul rischio sanitario in tutta Europa. Il sindacalista ha poi ribadito “l’importanza di riaprire il tavolo sul salario minimo che va legato assieme alle pensioni e all’aumento del costo della vita. Ci riserviamo nei prossimi giorni di preparare una memoria scritta, non appena abbiamo il testo del decreto Ristori, anche in vista dei nuovi incontri sul Recovery Plan su cui Confedir ha dato la sua disponibilità anche per Palazzo Chigi”, ha concluso Pacifico.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Medicina: Riforma del territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

Il 2020 si era concluso con la medicina generale nel mirino, e alcune voci si sono levate per ricordare che la dipendenza come rapporto contrattuale potrebbe, attraverso ordini di servizio, imporre al medico di famiglia compiti che oggi non svolge. Tra queste voci, quella del professor Marco Trabucchi leader dell’Associazione italiana di psicogeriatria che, nei giorni di picco pandemico, toccato dalla situazione personale di una sua paziente impossibilitata a reperire il suo medico di fiducia, in un post poi subito rimosso si è staccato dall’abituale diplomazia auspicando il passaggio a dipendenza dei Mmg con “oneri, obblighi, compiti ben definiti come qualsiasi altro operatore di ogni livello”. Quasi in contemporanea, in una lettera aperta a Quotidiano Sanità la senatrice Pd Paola Boldrini, partendo dall’assunto che la battaglia del Covid si vince sul territorio, ha individuato un conflitto tra lo status libero professionale del medico di famiglia e la qualità del rapporto fiduciario con gli assistiti, e ha avviato il dibattito per un processo legislativo che, valorizzando diversamente le competenze dei Mmg, li porti al progressivo passaggio a dipendenza – inizialmente su opzione – insieme ai pediatri convenzionati. Peraltro, tuttora, le voci di consenso alla dipendenza appaiono minoritarie nella categoria. In Veneto è avviato un dibattito per spostare dalla convenzione al contratto medici di famiglia e pediatri, ma dall’altra parte la risposta prevalente è che il medico tiene ad operare come “terzo” tra servizio sanitario e paziente tutelando quest’ultimo da scelte Asl che possono rivelarsi ora inidonee ora economicistiche. Ma una volta intrapreso un percorso parlamentare è così difficile che a breve il medico convenzionato si ritrovi a trattare sul “come dipendere” e non più sul “se”?
Tanta gente oggi mi dice che il suo medico non risponde al telefono. Colleghi anche validi. È evidente che se non c’è ricambio, se non ci sono giovani medici che premono per rimpiazzarlo, un medico “fannullone” può trarre stimoli, oltre che dal suo personale slancio verso i pazienti, da un contratto che premi il suo lavoro e il suo aggiornamento. Questo contratto oggi non c’è. Niente di strano che la mancanza di stimoli possa far crescere, in breve e imprevedibilmente, la percentuale oggi residuale di medici favorevoli a una dipendenza che in effetti vuol dire più tutele contrattuali. Tuttavia, portare un medico di famiglia a dipendenza, sarebbe una scorciatoia che al di là degli oneri in più (o in meno: gli “imboscati” ci sono anche nella dirigenza Ssn) non premia i meriti e non risolleva una categoria “appiattita” da contratti troppo “uguali per tutti”. Quale l’alternativa? «Credo che i sindacati, e in particolare la Fimmg, dovrebbero farsi promotori di progetti che premino la meritocrazia per ogni singolo medico valutando gli esiti di condivisi progetti di assistenza. I medici non sono tutti uguali e gli incompetenti o i fannulloni andrebbero via via espulsi dal “tempio”. Sul momento si perderebbero consensi, ma si preserverebbe la dignità del sistema senza affrontare sterili e pericolosi dibattiti su un rimedio, la dipendenza, peggiore del male».
Il Covid ha esacerbato le critiche a una medicina generale che però, «nelle regioni dove si è cercata la qualità dei contratti, tiene bene. Il medico di “base” è la base del palazzo del Ssn, se non curi un palazzo dalle fondamenta, a partire dalle realtà locali, ti crolla. I governi non lo curano più. Bene, dunque una libera professione con più controlli e con una cornice normativa che, quando un collega ha 1700 assistiti perché benvoluto, anziché considerarlo “arrivato”, lo incentivi ad offrire sempre di più, investendo sul personale, sulla struttura, e distogliendo dalla professione i “passivi”. Che purtroppo ci sono. Così come, onestamente, si trovano in ogni sindacato dirigenti che evitano le proposte impegnative dei colleghi e tendono giusto a coltivare le cariche, identificandosi sempre meno nella brillante parabola del medico di famiglia e magari di più in una carriera nelle grandi istituzioni: cito – una su tutte – l’Enpam, dove pure io sono stato vicepresidente e dove oggi il mio sostituto prende decine di volte più di quanto prendessi io». Mauro Miserendino by Doctor33 (abstract)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lavoro, Serracchiani: “Necessaria riforma dell’Anpal”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

“E’ necessario procedere alla riforma dell’Agenzia nazionale delle Politiche attive del lavoro per passare dalla fase emergenziale ad una prospettiva occupazionale più ampia. In questa fase di emergenza sanitaria ed economica sarà indispensabile prorogare la cassa integrazione per tutti quei settori che sono attualmente ancora chiusi, penso innanzitutto ai pubblici esercizi e alle attività legate al turismo, e sarà altrettanto necessario ragionare con le associazioni degli imprenditori e I rappresentanti dei lavoratori sul divieto di licenziamento che scadrà il 31 marzo. Tuttavia ritengo necessario superare una visione troppo ristretta del problema lavoro e dare effettive gambe alla riforma già abbozzata dal Parlamento sulle politiche attive per il lavoro soprattutto a cominciare dalla riforma dell’Anpal. Per questo mi appello alla ministra Catalfo affinché non vi siano ulteriori ritardi nella riforma di questo organismo indispensabile per sostenere chi è attualmente alla ricerca di un impiego e di chi lo ha perduto a causa della crisi”. Così la presidente della commissione Lavoro, Debora Serracchiani.

Posted in Politica/Politics, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Riforma organica del volo da diporto o sportivo

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2020

Fratelli d’Italia ha presentato al Senato, primo firmatario il senatore Adolfo Urso, una riforma organica del volo da diporto o sportivo che rivede la normativa ormai vecchia di trentacinque anni, la quale ha bisogno di una profonda recisione ancorché abbia consentito lo sviluppo dell’aviazione civile e di una importante filiera produttiva nazionale di eccellenza (prima in Europa per qualità e quantità di velivoli). Questo, appunto, al fine di consentire un più adeguato sviluppo del settore, che può ancora crescere in termini produttivi e occupazionali, fattore tanto più importante in questo momento di crisi. Il ddl, composto da 14 articoli sarà assegnato alla Commissione Trasporti dove troverà una corsia preferenziale anche perché la stessa ha già svolto una importante fase di audizioni e approfondimento. Nello specifico la “riforma quadro” di Fratelli d’Italia affronta il volo da diporto o sportivo, cioè quel segmento di aviazione non commerciale, comunemente detto “ultraleggera”, tenendo conto degli sviluppi tecnologici succedutesi e della recente normativa europea. Stabilisce i criteri che i successivi Regolamenti tecnici dovranno dettagliare in tema di addestramento al volo, licenze di volo, immatricolazione, manutenzione degli aeromobili; disciplina il settore del “volo libero”, esercitato con parapendio e deltaplano privo di motore, adeguandola a quella di altri Paesi europei, con particolare attenzione ai risvolti turistici e quindi economici di zone montane poco note al grande pubblico; definisce regole tecniche e sanzioni al fine di alzare il livello di sicurezza di coloro che praticano questa attività.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le nuove tecnologie per una riforma del Servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

Il bisogno di salute è in continua crescita e le patologie croniche hanno bisogno di essere affrontate con un approccio nuovo. Rifondare il Servizio sanitario nazionale è una occasione unica e lo sta dimostrando la stessa pandemia da Covid-19 che ha mostrato le falle di un sistema sanitario nazionale che, proprio per affrontare le nuove esigenze degli ammalati ed essere al passo con i Sistemi sanitari dei Paesi del mondo, deve guardare ad altri scenari. Guardare dunque a nuove opportunità di “rinascita” significa affrontare temi nodali (dal potenziamento del territorio alla ripartizione della spesa in silos) e guardare alle nuove tecnologie come ad un volano per questa nuova riforma. L’impiego della Health Technology Assessment è un punto nodale per fare questo, ma implica tutta una serie di processi organizzativi, gestionali ed economici sulla quale devono essere coinvolti tutti gli attori del sistema salute. Velocizzare l’introduzione delle nuove tecnologie permetterebbe di valorizzare di più farmaci e devices, ma per fare questo occorre che il Sistema sanitario inizi a pensare a questo processo in un’ottica di investimento piuttosto che di costo, misurando il valore nel suo impatto sull’intero percorso di cure e sull’organizzazione assistenziale. Questo complesso scenario, emerso in occasione del webinar “Academy, il valore del farmaco e dei devices” organizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb e Teva, ha aperto tre questioni: il tema della medicina territoriale, il ruolo strategico della Health Technology Assessment e il processo di Horizon Scanning.La pandemia ha mostrato le lacune del sistema sanitario pubblico italiano. Il sistema si è retto meglio dove c’era una sanità territoriale più legata agli ospedali. “Il tema vero è dare sostanza a termini molto spesso utilizzati ed enfatizzati – spiega Pier Luigi Bartoletti, Vice Presidente OMCeO Roma. Prendiamo la presa in carico del paziente che sotto intende un sistema di responsabilità. Se l’ospedale per intensità di cure è l’ospedale del futuro, a questa definizione teorica non si è mai chiarito il fatto che un ospedale per intensità di cure funziona solo se esiste un territorio che fa la sua parte. E per territorio si intende una serie di servizi che ad oggi spesso non hanno una integrazione delle loro funzioni e, soprattutto, la fase di passaggio più critica nel sistema attuale italiano sono i passaggi della presa in carico”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dalla riforma agraria all’agricoltura del futuro con le donne al centro

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

Protagoniste di una nuova ricostruzione, che 70 anni dopo deve fronteggiare gli effetti del Covid e guardare alle sfide del Green Deal. Questo il senso del convegno “Donne: un patto per la terra”, organizzato oggi in modalità webinar da Donne in Campo-Cia e Istituto Alcide Cervi.Quest’anno, infatti, ricorre il settantesimo anniversario dalle leggi della riforma agraria (1950-2020), leggi che furono l’esito di un imponente movimento popolare che impegnò donne e uomini nel dopoguerra per rivendicare il diritto alla terra di fronte ai grandi proprietari terrieri, eredi di un sistema latifondistico soprattutto al Sud Italia. Oggi la condizione socio-economica del Paese è completamente diversa, ma per certi aspetti bisognosa di una nuova riforma. Dopo anni segnati da un costante calo del numero di addetti e da una forte marginalizzazione delle aree rurali, sta riemergendo la consapevolezza che l’agricoltura deve essere centrale -come dimostrato dalla pandemia con il settore garante dell’approvvigionamento alimentare durante il lockdown- una priorità delle politiche nazionali e degli strumenti locali di governo del territorio per coniugare la sostenibilità economica con quella ambientale e sociale, riconnettendo città e campagna, consumo locale e mercato globale. “Il ruolo delle donne in agricoltura è vitale ed è legato strettamente a una visione multifunzionale e sostenibile del settore -continuano Terenzi e Soliani- che coniuga la produzione alimentare con welfare, comunità, tutela di suolo e paesaggio, salvaguardia di biodiversità. Un ruolo che le pone in prima linea di fronte ai cambiamenti in atto”, dalle sfide ambiziose della transizione verde, come chiede l’Europa con il Green Deal, alla pandemia che sta sconvolgendo gli stili di vita, con un ritorno alla terra che va sostenuto e indirizzato. A fine 2020, infatti, sono quasi 7.000 in più le imprese giovani che fanno agricoltura, con un incremento di oltre il 14% rispetto solo a cinque anni fa.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Riforma del corso di laurea in farmacia oggi più vicina

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Una profonda riforma del Corso di laurea in farmacia, nella quale siano sempre più presenti elementi professionalizzanti, integrati con quella forte formazione di base che ha fatto l’eccellenza dell’Università italiana. Questa la prospettiva indicata dal Ministro per l’Università e la Ricerca, Professor Gaetano Manfredi, intervenuto al simposio ”Il Pil sapere e il valore delle competenze: la riforma dei curricula universitari e degli Esami di Stato” al quale hanno partecipato Gabriele Costantino, Direttore Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, Università di Parma; Maria Angela Vandelli, Professore Ordinario presso Dipartimento Scienze della Vita, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia; Andrea Urbani, Docente Biochimica clinica e biologia molecolare clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore; Carolina Carosio, Presidente Fenagifar; Andrea Mandelli, presidente della FOFI e Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e vicepresidente della FOFI. Al centro dell’incontro, che ha chiuso la seconda giornata di lavori del Congresso dei farmacisti italiani, il disegno di legge del Ministro che istituisce la laurea abilitante in farmacia, e pone le basi per quel profondo rinnovamento del percorso formativo oggi indispensabile alla luce del nuovo ruolo nel processo di cura che si prospetta al farmacista. Come ha sottolineato D’Ambrosio Lettieri, “non colmare e lo squilibrio oggi esistente tra le nuove competenze necessarie al farmacista e quelle acquisite nell’attuale corso di studi universitari, rischia di pregiudicare il processo evolutivo del sistema sanitario, basato sulla prossimità, e l’evoluzione del ruolo del farmacista”. Con l’abolizione dell’Esame di Stato, come detto dal Ministro, acquistano un rilievo diverso l’istituto del tirocinio e la sua valutazione. Il tirocinio, e il ruolo del tutor professionale, dovranno a loro volta essere aggiornati nella struttura e nei contenuti, e a questo scopo il Ministro Manfredi ha annunciato l’istituzione di un tavolo di lavoro con la Federazione degli Ordini e i Direttori dei Dipartimenti di farmacia. “Dal dibattito di oggi è emersa una piena sintonia tra il mondo dell’Università e la rappresentanza professionale. Da tempo la FOFI chiedeva una riforma del corso di laurea in farmacia, più orientato all’assistenza e ai processi di cura, ma anche di quello in Farmacia industriale, in ragione dei progressi farmacologici ma anche, per esempio, dell’imporsi dei prodotti salutistici” ha detto nelle conclusioni il presidente Mandelli. “L’intervento del Ministro, che ringrazio per la sua partecipazione, dimostra che siamo vicini a raggiungere questo obiettivo”.

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

C’è ancora tempo per una riforma della Pac

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

E’ il tempo per mettere al primo posto la sostenibilità e l’agroecologia, ma occorrono più coraggio e ambizione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. All’indomani del secondo confronto tra Commissione, Europarlamento e Consiglio Agrifish sul testo finale, il cosiddetto Trilogo, la partita non sembra ancora chiusa. Gli obiettivi delle strategie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’, che stabiliscono traguardi concreti e misurabili, devono essere un punto fermo del negoziato. Qualsiasi cedimento metterebbe infatti a rischio l’intera architettura del Green Deal.Il voto del Parlamento europeo di fine ottobre ha segnato un passo indietro sulla strada che conduce alla transizione ecologica – continua Tiso. A sollevare critiche non sono state solo le associazioni ambientaliste, ma le stesse istituzioni europee. Un segnale forte in questo senso è giunto dal vice presidente della Commissione Frans Timmermans, che non ha escluso la possibilità di bloccare il processo di riforma se il testo finale non sarà convincente e, soprattutto, in linea con gli obiettivi delle nuove strategie di Bruxelles.Per comprendere l’importanza della posta in gioco, basti pensare che la Pac post 2020 costituirà quasi il 32% del bilancio dell’UE nel periodo 2021-2027. A questa dotazione bisogna aggiungere gli oltre 58 miliardi di euro di risorse straordinarie del Next Generation e 8,2 miliardi di finanziamenti per lo sviluppo rurale. Si tratta, insomma, di una riforma destinata cambiare a fondo il volto dell’intera Unione e a pesare sul futuro di tutti i cittadini del Vecchio continente.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »