Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 55

Posts Tagged ‘riforma’

Elezioni 2019: distribuzione dei seggi del PE e riforma della legge elettorale europea

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

ElezioniLogoStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il numero dei deputati del Parlamento europeo dovrebbe ridursi da 751 a 705 quando il Regno Unito lascerà l’UE, secondo un’iniziativa legislativa che sarà discussa e votata mercoledì.Secondo la proposta di ridistribuzione, oltre a ridurre le dimensioni del Parlamento, 46 dei 73 seggi liberati dalla Brexit sarebbero messi in riserva per il periodo 2019-2024. Gli altri 27 seggi verrebbero ridistribuiti tra i 14 Stati membri che al momento sono leggermente sottorappresentati.
Nel testo si sottolinea come tale assegnazione sarebbe d’applicazione solo qualora il Regno Unito lasciasse effettivamente l’UE. In caso contrario, l’attuale ripartizione dei seggi rimarrebbe invariata.I deputati voteranno inoltre una proposta per l’istituzione di liste elettorali transnazionali che comprendano l’intero territorio dell’Unione.La decisione finale sulla composizione del Parlamento per la prossima legislatura richiede il sostegno unanime di tutti i capi di Stato e di governo degli Stati membri.
Sempre mercoledì, i deputati ribadiranno la loro richiesta ai governi degli Stati membri di portare a termine la riforma della legge elettorale dell’UE, necessaria per creare una base giuridica per l’introduzione di liste transnazionali. Il Parlamento chiederà al Consiglio di porre fine allo stallo interistituzionale che ha ostacolato i precedenti tentativi di modernizzazione delle regole per le elezioni europee.L’11 novembre 2015 il Parlamento, in base all’articolo 223 (1) del TFUE, ha avviato la procedura di riforma dell’Atto elettorale europeo del 1976.La riforma della legge elettorale UE deve essere prima approvata all’unanimità dal Consiglio dei Ministri UE e poi dal Parlamento nel suo insieme. Infine, per entrare in vigore, dovrà essere ratificata da tutti gli Stati membri sulla base dei loro rispettivi ordinamenti costituzionali.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pubblicato il documento “Riforma del Terzo Settore: le erogazioni liberali e il social bonus”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

reti impresaLa Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato il documento “Riforma del Terzo Settore: le erogazioni liberali e il social bonus”. Come noto quest’estate ha trovato attuazione la riforma del Terzo settore, avviata con la legge delega del 2016 (legge 6 giugno 2016, n. 106). Nell’agosto scorso sono stati infatti pubblicati i relativi decreti attuativi: il D.Lgs. 6 marzo 2017, n. 4, contenente la disciplina del servizio civile universale; il D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 111, che riforma la disciplina di destinazione del cinque per mille; il D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112, di revisione della disciplina dell’impresa sociale e, probabilmente il più rilevante per importanza, il D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 che ha introdotto nel nostro ordinamento il Codice del Terzo settore. Si è così realizzata la codificazione della normativa del Terzo settore, fornendo finalmente una disciplina unitaria che regola gli enti del Terzo settore sotto il profilo civilistico, aziendalistico e fiscale. Il Codice del Terzo Settore, infatti, istituisce un Registro unico nazionale del Terzo settore, strutturato per diversi sotto-settori, definisce la categoria degli ETS, ne individua diverse tipologie, specifica le attività di interesse generale che i medesimi possono svolgere, delinea le diverse forme di finanziamento cui possono accedere e regola gli adempimenti fiscali, contabili e gestionali cui sono chiamati. La rilevanza della riforma in atto, nonché l’ampiezza dei temi affrontati, ha suggerito l’opportunità di effettuare degli approfondimenti monotematici dei principali contenuti della riforma, mediante la pubblicazione di alcuni documenti della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Data la diversa tempistica di entrata in vigore delle disposizioni che compongono il quadro normativo delineato dal legislatore delegato, si è ritenuto utile prendere le mosse da quella parte di disciplina di prossima applicazione e, in particolare, dal nuovo regime di agevolazioni fiscali riconosciute a fronte di erogazioni liberali. La riforma del Terzo settore ha, infatti, riservato particolare attenzione alla razionalizzazione e incentivazione del sistema delle agevolazioni fiscali riconosciute ai soggetti che scelgono di sostenere finanziariamente gli enti del Terzo settore, favorendo l’afflusso verso enti particolarmente meritevoli di beni e risorse finanziarie derivanti da liberalità. Questo argomento é di estremo interesse per la categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili visto l’impegno nel mondo del no profit in quanto coprono vari ruoli: come consulenti, come componenti degli organi di controllo interno, come revisori legali e spesso anche come amministratori.Il documento completo é disponibile online sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti (www.fondazionenazionalecommercialisti.it)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Agricoltura: riforma della Pac

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

agricolturaLa riforma di medio termine della Pac – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso –, ottenuta soprattutto grazie all’impegno del vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, rappresenta un passo importante per l’intero settore agroalimentare e per le sue prospettive. Nell’incontro tenutosi al Palazzo San Macuto a Roma, alla presenza dell’Onorevole De Castro e a quella del ministro Martina, si sono giustamente sottolineati i tanti meriti dell’ex Omnibus, soprattutto negli ambiti della semplificazione del greening; del sostegno ai giovani e dei tagli ai costi assicurativi per gli agricoltori.Come Confeuro – Continua Tiso – siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti con questa riforma e ci auguriamo che l’impegno delle istituzioni italiane, in Italia e in Europa, continui ad essere indirizzato verso la necessità di ridare protagonismo ai tanti operatori agricoli che contribuiscono attivamente alla salvaguardia dei territori e alla produzione di cibo sano e genuino.
Con questo impegno e questa dedizione – conclude Tiso – siamo convinti che si possa intervenire con coraggio sulla Pac post 2020 fino a ridiscutere la sua stessa impostazione di partenza e renderla finalmente un vero e proprio strumento di crescita e sviluppo per le Pmi agricole.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europa: Riforma pacchetto energia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

BruxellesBRUXELLES. Il Consiglio europeo ha adottato ieri sera l’accordo preliminare sulla riforma del pacchetto energia denominato, in modo quasi beffardo, “Clean Energy for All Europeans”. I ministri dell’energia riuniti a Bruxelles hanno infatti deciso di privilegiare carbone e altri combustibili fossili, anziché puntare sulle energie rinnovabili, e hanno confermato discutibili incentivi per le fonti fossili, decidendo di finanziare anche alcune tra le più inquinanti centrali a carbone del Continente. Inoltre hanno indebolito la proposta della Commissione Europea per quanto riguarda il diritto di cittadini, cooperative energetiche e comuni di produrre e vendere la propria energia da fonti rinnovabili.Il Consiglio ha infine ignorato l’invito del Parlamento europeo ad aumentare l’obiettivo al 2030 per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutto questo nonostante l’attuale obiettivo sia troppo basso per rispettare gli impegni che l’Ue ha preso con gli Accordi di Parigi.«Per l’industria dei combustibili fossili il Natale è arrivato in anticipo, grazie ai ministri Ue che ieri si sono pronunciati in favore di sussidi persino per alcune tra le centrali a carbone più inquinanti d’Europa», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Il potenziale dei cittadini europei, invece, non è stato minimamente tenuto in considerazione, dato che il Consiglio Europeo sta sostanzialmente svuotando la proposta della Commissione per quanto riguarda il diritto di tutti di produrre e vendere energia da fonti rinnovabili».Secondo Greenpeace, l’Italia ha giocato un ruolo molto marginale. Il ministro Calenda, assente a Bruxelles, ha infatti appoggiato tutte le richieste delle grandi aziende legate all’uso di carbone, petrolio e gas, boicottando completamente l’idea di supportare la produzione rinnovabile per i cittadini, le cooperative e i comuni.«Un comportamento incomprensibile, visto che l’Italia abbandonerà il carbone entro il 2025 e ha tutte le possibilità per diventare leader nella produzione di energia da fonti rinnovabili», continua Iacoboni. «Calenda continua però a vedere solo un futuro pieno di gas, con impianti come il TAP a farla da padrone, senza considerare che l’unica strada per essere meno dipendenti dall’estero è quella di puntare su sole, vento ed efficienza energetica», conclude.La palla ora passa nuovamente al Parlamento europeo, che dovrebbe finalizzare la propria posizione sulla direttiva sulle energie rinnovabili in un voto in plenaria previsto per la seconda metà di gennaio. A marzo è invece programmato il voto per la normativa denominata “Electricity Market Design”. Per quanto riguarda il Consiglio europeo ci si attende la conferma, il prossimo 26 febbraio, dell’accordo preliminare raggiunto ieri sull’intero pacchetto. I successivi negoziati tra le tre parti coinvolte (Parlamento europeo, Commissione e Consiglio) partiranno poi in primavera.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bloccata la riforma delle camere di commercio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

corte costituzionaleCon sentenza n.261 del 13 dicembre 2017 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 3, comma 4, del Dlsg 219 del 2016, con il quale si imponeva la riorganizzazione del sistema camerale, con la soppressione delle camere di commercio interessate dal processo di riordino e razionalizzazione.
La Corte ha motivato l’illegittimità costituzionale, specificando che il processo di riordino deve essere adottato, dopo una vera e propria intesa con la Conferenza Stato – Regioni, una intesa “contraddistinta da una procedura che consenta lo svolgimento di genuine trattative e garantisca un reale coinvolgimento delle autonomie”.Secondo la Corte, le autonomie vanno coinvolte, perché le competenze svolte dalla camere di commercio non sono tutte esclusive dello Stato, ma diverse sono da considerarsi concorrenziali ed altre esclusive delle regioni.Una sentenza preannunciata dall’USB nel comunicato del 13 gennaio 2016, quando accoglievamo con favore l’impugnazione del decreto da parte della regione Toscana, che aveva raccolto il nostro invito a ricorrere alla Consulta.Una bella e sonora sconfitta per il Ministro Calenda ed Unioncamere, che saranno giustamente costretti a dialogare con le autonomie e a rivedere gli accorpamenti delle camere di commercio, contenuti nel decreto.Una bella e sonora sconfitta per CGIL CISL e UIL che avevano firmato e condiviso il processo di riordino, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.Un successo per USB, unica organizzazione sindacale che non aveva firmato e condiviso la riforma del sistema camerale.Chiederemo immediatamente un incontro con Unioncamere per per pretendere le modifiche al decreto e per arrestare gli effetti disastrosi che sta producendo.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola Riforma 0-6 anni: senza risorse è inutile approvare nuove norme

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

ministero-pubblica-istruzionePer il sindacato occorre andare oltre il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al Piano nazionale per la promozione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni. La realtà, a due anni e mezzo dall’approvazione dell’ultima riforma, è quella di un servizio ancora molto ristretto: la stessa Legge 107/2015, con il conseguente decreto legislativo n. 65, indica infatti la copertura di appena il 33% della popolazione sotto i 3 anni. Continuando a delegare i comuni e i privati per assolvere a quello che rimane, da Costituzione della Repubblica, un servizio pubblico a carico dello Stato. Inoltre, la retta per la frequenza di nidi continua, prevalentemente, a rimanere sulle spalle delle famiglie: in alcune aree, ben oltre le 500 euro al mese. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Perché non si è dato seguito alla nostra proposta, più che motivata anche a livello pedagogico, di anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, introducendo un’annualità ‘ponte’ durante la quale far operare in compresenza maestre della scuola dell’infanzia e primaria? Questo avrebbe anche sopperito al problema delle GaE ancora stracolme di precari della scuola dell’infanzia e non considerati in occasione del potenziamento degli organici, che ha invece toccato tutti gli altri ordini. Non bastano di certo i 2mila maestri della fascia alunni 3-6 anni previsti dalla Legge di Stabilità: i docenti potenziatori in arrivo non saranno nemmeno uno a scuola. Rimane un mistero, poi, il motivo per il quale si continua a limitare il servizio delle classi ‘primavera’. La risposta è la stessa che porta a mettere a disposizione dell’utenza potenziale appena una scuola su quattro: la mancanza di risorse e di investimenti.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

DdL di Riforma degli Ordini: la Federazione conferma il suo giudizio negativo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

senatoLa Commissione Sanità del Senato ha audito le rappresentanze degli Ordini delle professioni sanitarie in merito al DdL “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”. La convocazione è giunta dopo la netta presa di posizione delle rappresentanze professionali di medici, farmacisti e veterinari sulle modifiche apportate al DdL dalla Camera. “Il provvedimento così come approvato al Senato, pur presentando alcuni elementi insoddisfacenti, era comunque un testo condiviso, al quale avevano collaborato tutte e tre le Federazioni” spiega il Segretario Maurizio Pace, che ha guidato la delegazione della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “La Camera ha poi completamente stravolto il provvedimento, cancellando praticamente qualsiasi elemento di reale innovazione, aggravando il carico burocratico degli Ordini e limitandone l’autonomia e l’operatività a tutela della qualità della prestazione professionale e del cittadino”. Molti i rilievi rappresentati alla Commissione. In primo luogo, il testo ora all’esame del Senato rimanda a futuri regolamenti ministeriali la definizione di aspetti qualificanti della riforma, come quello elettorale, aprendo così una fase di transizione nella quale dovrebbero valere le disposizioni del DPR 221/1950 “per quanto compatibili”. “Mi sembra evidente che questo apre la strada al contenzioso, visto che non è chiaro chi dovrebbe decidere della compatibilità. Inoltre, l’attesa dei provvedimenti del Ministero, visto che molti Ordini provinciali hanno già rinnovato i loro consigli, creerebbe un disallineamento tra Ordini e Federazioni” spiega Pace. “Un disallineamento che si ripropone anche per i Regolamenti e gli Statuti, perché mentre le Federazioni sono autorizzate a mantenere quelli attuali fino al termine del mandato, nulla si dice per gli Ordini provinciali. Su questo piano si potrebbero fare anche altri esempi, ma pare evidente che tutta la materia è disciplinata in modo irrazionale”. Deontologia e procedimenti disciplinari sono un altro aspetto critico. “Nel testo è previsto che il Codice deontologico debba essere approvato a maggioranza dai Consigli nazionali e poi recepito attraverso una delibera dagli Ordini Provinciali. A parte il fatto che il Codice è sempre stato approvato all’unanimità nella nostra Federazione, la norma così come scritta apre a una situazione inconcepibile: l’Ordine che non recepisse il Codice deontologico votato dal Consiglio nazionale potrebbe votarne uno provinciale? L’agire del professionista, a tutela innanzitutto del cittadino, non può che essere normato in modo uniforme su tutto il territorio nazionale” prosegue Pace. “A questo proposito va anche segnalato che il ricorso alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie, finora consentito soltanto per i provvedimenti disciplinari, nel Ddl modificato dalla Camera appare possibile per tutti gli atti. Ma in questo modo l’iscritto potrebbe appellarsi anche contro una delibera che riguarda un corso ECM: in pratica si potrebbe paralizzare l’attività delle Federazioni”. Altrettanto paralizzante la previsione che, qualora più Ordini provinciali ritengano di dover dare vita a forme associative per lo svolgimento di funzioni di particolare importanza, debbano sottoporre la loro richiesta al Ministero della Salute, mentre tutte le altre professioni non sono sottoposte a questo regime di autorizzazione. Dal testo attuale è stata anche eliminata la modifica dell’articolo 102 del Testo Unico del Leggi sanitarie – provvedimento che risale al 1934 – volta a consentire la presenza in farmacia di altri professionisti sanitari, con l’esclusione di medici e veterinari, come peraltro già previsto dalla Legge sulla Farmacia dei servizi del 2009, così come la possibilità per il farmacista di esercitare anche altre professioni sanitarie, previa abilitazione, sempre con l’ovvia esclusione di quelle abilitate alla prescrizione di medicinali. “E’ un aspetto fondamentale per noi quanto per la collettività” spiega il segretario della FOFI. “Innanzitutto perché la farmacia dei servizi è un presidio fondamentale per la riorganizzazione dell’assistenza sul territorio in tutto il Paese, e poi perché consentire al farmacista abilitato di svolgere altre prestazioni sanitarie è fondamentale per i molti centri in cui la farmacia è l’unico presidio sanitario esistente. L’alternativa è che, come già detto, il paziente non possa farsi praticare un’iniezione intramuscolare in farmacia ma possa continuare a farsela praticare dal vicino di casa. Non è concepibile che quanto disposto da una legge del 2009 continui a essere negato da una norma del 1934, oltretutto in presenza di sentenze del Consiglio di Stato favorevoli alla nuova disciplina”. La FOFI, dunque, conferma il suo giudizio: il testo attuale del DdL è irricevibile: “Anche perché non è quella riforma, doverosa dopo settant’anni, che abbiamo sempre auspicato, ma una serie di interventi slegati sulla vecchia normativa, che mortifica la funzione degli Ordini delle professioni sanitarie quali organi ausiliari dello Stato a tutela della qualità delle prestazioni, capaci di promuovere l’evoluzione professionale e, di conseguenza, di tutelare nel senso più ampio il cittadino che si rivolge ai professionisti della salute” conclude Maurizio Pace.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Mostra I volti della Riforma: Lutero e Cranch nelle collezioni medicee

Posted by fidest press agency su martedì, 31 ottobre 2017

collezioni mediceeIncisioneFirenze, Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi 31 ottobre 2017 – 7 gennaio 2018. Il 31 ottobre 1517 vennero affisse alla porta della Schlosskirche di Wittemberg le Novantacinque tesi contro la prassi della vendita delle indulgenze e l’autorità del papa, evento che aprì la strada alla Riforma protestante.Per celebrare la ricorrenza del cinquecentenario, dal prossimo 31 ottobre gli Uffizi presenteranno in una mostra, allestita in Sala Detti, un prezioso nucleo di dipinti di soggetto luterano appartenenti alle collezioni medicee.Saranno esposte infatti le icone della nuova Chiesa riformata: i ritratti di Martin Lutero e di Filippo Melantone, i due teologi promotori del movimento riformatore; di Lutero, già monaco agostiniano, e della moglie Caterina von Bora, monaca cistercense; dei fratelli Federico III il Saggio e Giovanni, Elettori di Sassonia e sostenitori politici della Riforma. Tutti questi dipinti sono accomunati dall’essere usciti dalla florida bottega di Lucas Cranach il Vecchio, pittore ufficiale della nuova corrente religiosa. A questi si affianca una copia antica di un ritratto di Lutero, il dittico di Adamo ed Eva, capolavoro di Lucas Cranach, e una Madonna col Bambino e il san Giovannino, prove della padronanza del pittore nell’interpretare temi sacri sia attinenti alla nuova spiritualità riformata, sia a quella cattolica.La ricorrenza offre l’occasione di riflettere sulla particolare concentrazione di questi soggetti nelle collezioni medicee, certo dovuta in parte all’efficacia della macchina di propaganda luterana. Infatti, così come le traduzioni della Bibbia – curate personalmente da Lutero e dai suoi più stretti collaboratori, adeguandole ai diversi livelli di alfabetizzazione per una diffusione capillare – rispondevano a un’attenta politica linguistica e delle immagini, in campo prettamente artistico Lucas Cranach il Vecchio (Kronach 1472 – 1553 Weimar), amico personale di Lutero e pittore di corte dell’Elettore Palatino Federico III il Saggio, creò le opere da far circolare come manifesti della nuova ideologia. L’artista, sostenitore di Lutero e del suo programma, formulò così l’iconografia ufficiale della ritrattistica dei capi del movimento, improntandola alla massima semplicità: Lutero e Melantone, e collezioni medicee2anche della moglie del primo, Caterina von Bora, la cui effige in coppia con quella del marito attestava l’abolizione del celibato dei sacerdoti. Anche gli Elettori Palatini Federico III il Saggio e suo fratello Giovanni I il Costante furono oggetto del programma iconografico.
Cranach nel frattempo elaborava anche incisioni di immagini, a corredo dei testi sacri riformati, che in parte pubblicò lui stesso come editore. In mostra sono esposte per la prima volta tre serie di incisioni di altissima qualità, che illustrano argomenti sacri come la Passione di Cristo, gli Apostoli, i Martirii degli Apostoli, oltre ad altre stampe singole. Nel campo dell’incisione Cranach dovette misurarsi con la grandezza di Dürer, cui si ispirò creando soluzioni comunque originali: in mostra sono esposti alcuni significativi esempi di questo fruttuoso confronto fra i due maestri sul tema della penitenza di San Giovanni Crisostomo e del peccato originale. In rappresentanza della produzione di stampe allegoriche che descrivevano satiricamente i vertici ecclesiastici romani, del tutto assente dalle collezioni medicee, in mostra è presente un famoso libretto di Lutero e Melantone illustrato da Cranach (Deüttung der zwu grewlichen figuren Bapstesels zu Rom vnnd Münchkalbs zu Freyberg in Meyssen funde); un genere il cui successo prosperò per almeno un secolo e che avrebbe scatenato una reazione antagonista di pari graffiante potenza.In mostra anche i ritratti di personalità di ambito fiorentino che furono inquisite per aver manifestato il loro interesse verso le nuove teorie religiose: Pietro Carnesecchi di Domenico Puligo e Bartolomeo Panciatichi di Agnolo Bronzino. Infatti il clima circolante a Firenze negli anni Quaranta del Cinquecento, mentre i rapporti fra Cosimo I e la chiesa di Paolo III Farnese erano al massimo della tensione, era imbevuto delle nuove dottrine che si stavano propagando nei circoli intellettuali di letterati, artisti, funzionari di corte, vescovi, e nell’Accademia Fiorentina. Cosimo si spese in una difesa a oltranza di queste personalità, ma non sempre con successo, come nel caso di Carnesecchi, che fu giustiziato. Per tornare ai dipinti fiorentini di Cranach il Vecchio, risale al 1561 la prima citazione inventariale della presenza nelle collezioni medicee delle effigi dei coniugi Lutero. Gli Elettori di Sassonia provengono invece dall’eredità urbinate di Vittoria della Rovere, a riprova della diffusione dei volti della Riforma nelle corti di tutta Europa. Collocati in posizioni defilate, i ritratti di Lutero e Melantone ebbero un momento di grande visibilità nella Sala dei 5701_Durercollezioni medicee3Pittori dell’appartamento del Cardinal Leopoldo, che li separò per inserirli in ricche cornici barocche. Questi ritratti rimasero dunque parte inalterata delle collezioni nonostante l’immagine pubblica della dinastia nel corso del tempo sia stata sempre più fortemente connotata da una strettissima ortodossia cattolica.Come ricorda Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi “La mostra ora alle Gallerie degli Uffizi ci offre testimonianza della grande apertura mentale dei Medici anche verso le nuove tendenze teologiche, al fine di documentare la varietà culturale dell’Europa. Ribadisce inoltre la qualità artistica quale criterio del collezionismo mediceo, come dimostrano le xilografie Lucas Cranach il Vecchio con versi della Bibbia tradotti da Lutero, che sono le più preziosi al mondo. L’esposizione è stata anche occasione per un’importante campagna di restauri, che ha incluso due straordinarie cornici seicentesche attribuite a Vittorio Crosten, pubblicate in catalogo. Tutte le incisioni di Cranach esposte sono state restaurate da Maurizio Boni e Luciano Mori, restauratori del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi”.La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Francesca de Luca e Giovanni Maria Fara, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei. (foto: collezioni medicee)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Riforma del Regolamento di Dublino

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

european parliamentBruxelles. La Comunità di Sant’Egidio incoraggia il Parlamento europeo a sostenere le prime modifiche del Regolamento di Dublino approvate oggi dalla Commissione Libertà Pubbliche. Il voto a larga maggioranza dimostra che il fenomeno dell’immigrazione può essere affrontato dall’Europa in modo più unitario e, soprattutto, meno condizionato da strumentalizzazioni e paure che hanno il solo effetto di allontanare le soluzioni invece di favorirle. È necessario che si esca al più presto dall’obbligo del Paese di primo ingresso per la competenza della domanda di asilo per giungere ad un ricollocamento più equo dei migranti in tutti gli Stati dell’Unione e rispettare, in questo modo, il necessario “principio di solidarietà”. Un altro elemento positivo è la facilitazione prevista dei ricongiungimenti familiari, elemento che contribuisce in modo strategico all’integrazione. Sant’Egidio, che sta continuando, insieme alla Chiese protestanti italiane e alla Cei, in diversi progetti, il programma dei Corridoi Umanitari, auspica che vengano prese sempre più in considerazione la possibilità di aprire nuove vie di ingresso legale in Europa.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Divario dell’IVA: i 152 miliardi di euro persi nel 2015 dai paesi dell’UE dimostrano che la riforma dell’IVA è quantomai urgente

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

european commissionBruxelles. Secondo le stime di un recente studio della Commissione europea, nel 2015 i paesi dell’UE hanno perso complessivamente 152 miliardi di euro di gettito dell’imposta sul valore aggiunto (IVA).
L’entità del “divario dell’IVA”, la differenza cioè tra il gettito IVA previsto e l’importo effettivamente riscosso, dimostra ancora una volta la necessità di una riforma seria che permetta agli Stati membri di utilizzare integralmente le entrate IVA per i propri bilanci. Se è vero che la riscossione dell’IVA rivela qualche indizio di miglioramento, il mancato gettito rimane a livelli intollerabili. Lo studio precede di poco la presentazione da parte della Commissione delle proposte di riforma del sistema dell’IVA. Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Gli Stati membri non dovrebbero accettare questi livelli sconcertanti di perdite di entrate IVA. La Commissione sostiene gli sforzi volti a migliorare la riscossione dell’IVA in tutta l’UE, ma le norme vigenti, che risalgono al 1993, sono ormai obsolete. A breve proporremo il rinnovo delle norme che disciplinano l’IVA sulle vendite transfrontaliere. La nostra riforma contribuirà a ridurre dell’80% le frodi IVA a livello transfrontaliero, permettendo agli Stati membri di reintegrare nelle proprie casse il denaro di cui hanno estremo bisogno.”
Se mediamente a livello UE i dati migliorano, la riscossione dell’IVA a livello nazionale varia notevolmente tra i diversi Stati membri. I divari dell’IVA più significativi sono stati registrati in Romania (37,2%), in Slovacchia (29,4%) e in Grecia (28,3%). I divari più esigui sono invece stati osservati in Spagna (3,5%) e in Croazia (3,9%). In termini assoluti, il divario dell’IVA maggiore (35 miliardi di euro) è stato quello dell’Italia. Il divario dell’IVA è diminuito nella maggior parte degli Stati membri. I miglioramenti più significativi si sono verificati a Malta, in Romania e in Spagna, mentre sette Stati membri hanno registrato incrementi più modesti: Belgio, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Finlandia e Regno Unito.
In ottobre la Commissione europea presenterà le sue proposte per il più significativo aggiornamento della normativa IVA dell’UE degli ultimi 25 anni. La lotta alle frodi in materia di IVA dovrebbe diventare più facile e la riscossione dell’IVA più efficiente. Secondo recenti notizie apparse sui media, esiste anche un collegamento tra le frodi IVA su vasta scala e il crimine organizzato, compreso il terrorismo. Le soluzioni a questo problema si possono trovare solo se gli Stati membri collaborano tra di loro.
Se è vero che gli Stati membri si stanno già impegnando per ridurre i rispettivi divari dell’IVA, la modernizzazione del sistema dell’IVA e il suo adeguamento per far fronte alla sfida delle frodi su vasta scala rimangono il modo più sicuro per garantire il futuro del mercato unico. La riforma dell’attuale sistema dell’IVA dovrebbe inoltre contribuire allo sviluppo del mercato unico digitale e si integrerebbe nel programma della Commissione volto a realizzare un sistema fiscale UE più equo ed efficiente.
Contesto
Lo studio sul divario dell’IVA è stato finanziato dalla Commissione. Per il calcolo del divario dell’IVA lo studio ha tenuto conto per la prima volta delle entrate derivanti dalle nuove norme in materia di IVA relative alle vendite transfrontaliere di servizi elettronici, che sono entrate in vigore il 1º gennaio 2015 su proposta della Commissione.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Convegno Cosa ci ha lasciato Martin Lutero?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Heiner BludauTrento 6 e 7 ottobre – presso il Centro Mariapoli in Strada di Cadine 33 nella frazione di Cadine – si svolgerà il convegno Cosa ci ha lasciato Martin Lutero? – Per una conclusione aperta del Quinto Centenario della Riforma, aperto a pastori, parroci, operatori pastorali, catechisti, insegnanti e a chiunque altro fosse interessato al tema.
La scelta di organizzare il convegno a Trento, cioè proprio nella città del Concilio, è evidentemente simbolica: voluta e promossa dalla CELI e dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI, l’iniziativa ha infatti non solo l’obiettivo di concludere l’anno di celebrazioni del 500° anniversario della Riforma protestante ma, soprattutto, l’intenzione di guardare al futuro.
I lavori prenderanno spunto da quanto sottolineato nel capitolo IV di Guarire le memorie sulla Riforma, la Dichiarazione Comune per il 2017, formulata dalla Conferenza Episcopale Tedesca e dalla Chiesa Evangelica in Germania: “oggi evangelici e cattolici possono dire insieme che gli impulsi della Riforma, ma anche le critiche ad essa e le critiche alle critiche, hanno segnato profondamente la comprensione sia evangelica sia cattolica di ciò che è essenziale per il cristianesimo. Le confessioni oggi devono chiarire come considerano il rapporto tra le somiglianze sostanziali e le differenze confessionali. […]. Adempiere questo compito ci aiuterà a riportare la questione di Dio nel dialogo”.Con questo spirito, saranno tenuti i diversi interventi. Spesso “a due voci”.Ad iniziare da Martin Lutero tra oggi e domani. Cosa può e deve restare del pensiero di Lutero?: una riflessione teologica, cattolica e luterana, da parte di don Angelo Maffeis, Professore Ordinario della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Milano), e del Dr. Karl-Hinrich Manzke, Vescovo della Chiesa Evangelica Luterana dello Schaumburg-Lippe e responsabile della Federazione delle Chiese Evangeliche Luterane in Germania per le relazioni con la Chiesa cattolica.
O come la relazione Guarigione delle memorie: cosa significa? Come si fa? con la quale il Prof. Brunetto Salvarani, Docente di teologia della missione e del dialogo presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, e il Pastore Heiner Bludau, Decano della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, proveranno a individuare una linea comune.Ma il programma prevede non solo relazioni.
Saranno organizzati cinque gruppi di studio che ragioneranno rispettivamente su ognuno dei cinque imperativi ecumenici indicati nel documento “Dal conflitto alla comunione” (elaborato dalla Commissione luterana-cattolica nel 2013), con l’obiettivo di concretizzarli. E venerdì sera, in cattedrale, ci sarà una preghiera aperta alla cittadinanza, guidata dal Vescovo di Trento, Mons. Lauro Tisi, e dal Vescovo luterano Dr. Karl-Hinrich Manzke: sarà una preghiera di “guarigione della memoria” con una reciproca richiesta di perdono e un’invocazione comune della misericordia di Dio. (foto: Heiner Bludau)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola Obbligo a 18 anni e riforma dei cicli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneA pochi mesi dal sicuro ‘rompete le righe’ della Legislatura, gli esponenti dell’esecutivo Gentiloni continuano a dire la loro su un progetto impraticabile per il poco tempo a disposizione. Stamane, la Ministra dell’Istruzione è tornata a parlare di revisione dei cicli, definendolo un processo inevitabile: subito dopo ha però smentito, assieme alla carta stampata, anche la sua sottosegretaria all’Istruzione Angela d’Onghia, la quale si era espressa favorevolmente sull’idea di cancellare un anno di scuola media.
Anief ritiene che il bene più importante del Paese, i giovani, vada salvaguardato, prescindendo dal Governo in carica. Invece, si continua a navigare a vista, prendendo l’Europa, a pretesto, come riferimento solo per quel che fa comodo. Il giovane sindacato torna quindi a chiedere di portare l’obbligo a 18 anni, anziché gli attuali 16, riprendendo il progetto avviato quasi vent’anni fa dall’allora Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer, però anche anticipando di 12 mesi l’inizio della scuola primaria. A dare credito a tale possibilità ci sono anche i pediatri. È di queste ore l’intervista al pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera Università Ludes di Malta: ‘i nati dal primo maggio al 15 settembre, che compiranno dunque 5 anni prima dell’inizio dell’anno scolastico, potrebbero tranquillamente fare il loro ingresso in prima elementare’.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ignorare certe autorevoli indicazioni significa volere non ammettere l’evidenza. Oppure lavorare per un solo scopo: cancellare altre 35mila cattedre. Assieme all’anticipo dell’obbligo scolastico, è ovvio che servirebbero anche altri provvedimenti. Come il ripristino dell’insegnante specialista di inglese alla primaria, che porterebbe 10mila nuovi maestri con competenze specifiche, anche in questo caso come si fa in tutta Europa. Allo stesso modo, all’interno del primo ciclo scolastico va assolutamente reintrodotta la didattica per moduli, con il maestro prevalente, un maggiore tempo scuola e la compresenza di due insegnanti, in modo da fare fronte al sempre più alto numero di allievi Dsa, Bes, stranieri e in generale con problemi di apprendimento. Con la nostra proposta, infine, si risolverebbe l’annoso problema dei maestri della scuola dell’infanzia estromessi dall’ultima riforma 0-6 anni prevista dalla L. 107/15.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pensioni: Peggio della riforma Ferrero

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

pensionatiLe istituzioni pubbliche che gestiscono e influiscono direttamente sul sistema pensionistico italiano sono diventate intransigenti: pur di far quadrare i conti pubblici, sulla pelle dei lavoratori, si vuole arrivare alla pensione di anzianità a 67+3 mesi già nel 2021, poi a 68+1 mese nel 2031, a 68+11 mesi nel 2041 fino ai 69+9 mesi nel 2051. Rimangono poche le chance di riuscita degli appelli formulati nei giorni scorsi a tutti i parlamentari dai presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato perché si approvi una norma che permetta il rinvio strutturale dell’adeguamento dell’età di pensionamento alle aspettative di vita. Anief-Cisal ritiene inaccettabile la rigida posizione assunta dall’Inps e dalla Ragioneria dello Stato, perché si ragiona come se tutte le professioni fossero uguali. Come se fosse possibile assolvere in toto le responsabilità che comportano certi lavori, prescindendo dalla loro consistenza. Un esempio per tutti: gli insegnanti.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il problema della qualità del lavoro svolto esiste, tanto che con l’Ape Social nella lista delle professioni più logoranti è presente anche quella del maestro d’infanzia. È un dato di fatto che in altri Paesi europei, come la Germania, si continua ad andare in pensione dopo 24 anni di insegnamento. Da noi, invece, si sta rasentando l’assurdo di superare i già elevati limiti imposti con la riforma Fornero: si sta andando verso una pensione che non andrà oltre il 45% dell’ultimo stipendio. Stipendi, tra l’altro, da 10 anni nemmeno adeguati all’inflazione. Eppure il corpo insegnante italiano è il più vecchio al mondo e ad alto rischio burnout. A pensare che un cittadino possa insegnare a 70 anni come a 30, rimangono solo coloro che hanno introdotto delle norme che guardano ottusamente ai conti dello Stato, senza pensare che i destinatari sono persone in carne e ossa che dopo decenni di lavoro meriterebbero rispetto e non elemosine.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Tutti contro la riforma fallita e le promesse impossibili della Ministra

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

scuolaA settembre scuole in bilico, ancora 100mila supplenze di cui la metà su sostegno. Tra poche settimane, subito dopo Ferragosto, l’eccessivo numero di posti lasciati in organico di fatto, l’ottuso blocco delle GaE e la mancanza di candidati nelle graduatorie di merito gonfieranno il già alto numero di supplenze annuali fino a quota 100mila. Producendo l’effetto mediatico opposto a quello avviato spavaldamente dalla titolare dell’Istruzione Valeria Fedeli che non si comprende su quali basi continui a parlare di inizio della fine della supplentite e di sicura copertura delle cattedre in tempi rapidi. Della distanza abissale tra teoria e realtà asserisce con insistenza anche la stampa specializzata e non che parla di ‘dilettantismo’ da parte di chi ‘si è messo a scrivere prima la legge e poi i decreti delegati attuativi’.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): spostare poco più di 15mila posti dall’organico di fatto a quello di diritto è stato uno specchietto per le allodole. I posti da assegnare ai vincitori di concorso, a chi sta nelle GaE e alle immissioni in ruolo dovevano essere molti ma molti di più. Le cattedre di sostegno rappresentano al meglio questa politica dell’apparenza, poiché quest’anno si potrebbero sfiorare i 50mila contratti annuali, di cui quasi 5mila solo in Sicilia. Anche sulle discipline ci saranno diversi problemi: molte delle 52mila immissioni in ruolo andranno vacanti, proprio laddove le GaE sono prive di candidati. E siccome il personale inserito nelle graduatorie d’istituto non può essere reclutato, pure quei posti andranno a supplenza. Il deficit di assunzioni non risparmia il personale Ata, le cui immissioni in ruolo sono congelate da anni. Per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Dsga che andranno in reggenza. La conclusione è che tanto è stato fatto, con la riforma Renzi sbandierata ai quattro venti come epocale e salvifica, per rimanere tutto così com’era prima. Anief, consapevole di quanto fosse caotica e difficile la situazione della copertura delle cattedre, comunica che nelle prossime settimane fornirà assistenza ai neo-immessi in ruolo durante convocazioni e anche ai precari interessati alla stipula di un contratto annuale: contatta la sede territoriale più vicina.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Riforma del processo penale: indietro a tutta forza

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

giustiziaIndietro a tutta forza. Così possiamo commentare la riforma del processo penale approvata dal Parlamento. Si aumentano le pene, si allungano i processi e per le intercettazioni tutto rimane come prima.Scriveva Cesare Beccaria nel 1764 che “non e’ l’entita’ della pena che ha funzione deterrente ma la certezza della pena stessa”. Sono passati 251 anni ma i nostri legislatori non hanno appreso la lezione e continuano ad aumentare le pene.
La nostra Costituzione, all’art.111, sancisce la ragionevole durata dei processi. Invece, si e’ approvato l’aumento dei termini di prescrizione: si arriva, anche, a 20 anni.
Per le intercettazioni tutto è rimesso nelle mani del magistrato. In sostanza non cambia nulla.Due anni e mezzo di discussioni, inutili e dannose, che riportano il Paese indietro di qualche centinaio d’anni. Affonda la Giustizia.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Riforma codice penale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

ignazio la russa“Il governo ha preferito mettere la fiducia su questo provvedimento pur avendo una maggioranza bulgara definita incostituzionale dalla Consulta, strozza il dibattito – e lo dico a quell’unico ascoltatore vista l’assenza dell’Esecutivo- impedendo alla Camera di discutere. Avremmo voluto incidere su alcune norme. In particolare troviamo inaccettabili gli elementi perdonistici perché si ampliano tutte le misure alternative, vere e proprie misure svuota carceri, attraverso cui si lasciano sole le forze dell’ordine a combattere la criminalità, e obbliga i giudici ad applicare una legge che riconosce mille vie di fuga per i criminali. Questo disegno di legge è una vera istigazione a delinquere perché non dà certezza della pena e quindi incoraggia i criminali. Va in direzione esattamente opposta a quella che chiedono i cittadini esattamente come noi. E cioè chi sbaglia paghi e resti in carcere a scontare la pena. Per queste ragioni Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale voterà contro”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Ignazio La Russa intervenendo in aula sulla fiducia al ddl penale.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola italiana all’estero: la riforma è realtà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

scuola italiana estero

Posted in Estero/world news, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I linguaggi della Riforma: architettura, immagine, rappresentazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Roma Martedì 6 giugno ore 9:30-17 Aula Magna del Rettorato via Ostiense 159. Il convegno “I linguaggi della Riforma: Architettura, immagine, rappresentazione”, organizzato da Roma Tre in collaborazione con Sapienza e Tor Vergata, s’inserisce nel ciclo d’incontri “Dialoghi sulla Riforma 1517-2017” inaugurato in Campidoglio lo scorso 10 maggio e organizzato dal Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio (Crul) in occasione del quinto centenario dall’affissione delle “95 tesi di Lutero” e dell’avvio della Riforma protestante in Europa.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giustizia: Riforma del codice penale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

corte europea giustizia“Secondo nostra Carta tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e hanno diritto a un giusto processo la cui durata deve essere ragionevole. Per queste ragioni riscontriamo un tasso di incostituzionalità piuttosto elevato nel provvedimento in discussione che, come tutti i provvedimenti in materia di giustizia posti all’attenzione del Parlamento nel corso di questa legislatura, è il prodotto di spinte ideologiche ancora troppo radicate in certa sinistra”. Lo ha detto l’onorevole di Forza Italia, Gabriella Giammanco, intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso della discussione generale sul pdl di modifica del codice penale.
Nello specifico l’esponente azzurra ha evidenziato come “riformare due importanti settori come l’ordinamento penitenziario e la disciplina in materia di intercettazioni telefoniche con lo strumento della delega al governo non sembra rappresentare il modus operandi più adatto a procedere. La discrezionalità del governo, in questi casi – ha proseguito -, risulterebbe particolarmente accentuata rispetto all’esigenza di rimodulazione di discipline caratterizzate da un estremo grado di delicatezza e per questo necessiterebbe di ulteriori elaborazioni e riflessioni in un’ottica di maggiore condivisione e collaborazione istituzionale”.Per quanto riguarda le intercettazioni, ha sottolineato Giammanco, “Forza Italia ha proposto un emendamento che risponde alla fondamentale esigenza di garantire la funzione difensiva e quindi conseguente non conoscibilità del contenuto delle comunicazioni fra l’assistito e il proprio difensore, dovendosi pertanto garantire, al di là dei divieti di verbalizzazione e dei rimedi sanzionatori della inutilizzabilità, l’originaria interdizione dell’ascolto e la esclusione di ogni possibile filtro volto alla ricognizione dei relativi contenuti da parte della Polizia Giudiziaria e del Pubblico Ministero. Sotto tale aspetto, ci auguriamo che esso possa essere accolto”.Pertanto, secondo Giammanco “l’Aula dovrebbe riesaminare nuovamente il testo, nell’ottica della più ampia promozione del dibattito parlamentare tra le varie forze politiche. La speranza, insomma – ha concluso – , è non finire travolti da voto di fiducia che chiuderebbe la partita, mettendo fine a qualsiasi dibattito”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Riforma statali, c’è poco da ridere: stanziate un quarto delle risorse utili

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

Palazzo chigi1Il via libera del Governo prevede una serie di novità, tra cui assunzioni ‘extra’ per i precari, un codice dei licenziamenti, la creazione del polo unico Inps per le visite fiscali e il riordino della valutazione sempre legato al piano delle performance. Secondo la Ministra della PA, Marianna Madia, grazie al sì alla riforma ora ‘abbiamo le carte in regola’, dal punto di vista normativo, per lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego, perché ‘la legislazione ereditata non ci consentiva’ di muoverci.Replica del sindacato: non bastano i 2,8 miliardi di euro in arrivo, attraverso il Def 2017, in buona parte destinati ai rinnovi 2016-2018 del contratto della Pubblica Amministrazione, sommati agli oneri previsti, sempre nel Def, per il prossimo rinnovo (2,3 miliardi di euro per il 2019 e 4,6 per il 2020). La riforma, inoltre, non risolve il problema endemico dell’alto tasso di personale non di ruolo, perché continua a ignorare le indicazioni UE.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se consideriamo un reddito medio di 1.500 euro, occorrono 120 euro netti per allineare l’indennità di vacanza contrattuale al 50 per cento dell’aumento dell’inflazione certificata tra il 2008 e il 2015. A cui ne vanno aggiunti altrettanti all’atto della firma del contratto, da considerate come vero e proprio aumento. Altro che 85 lordi medi. Così come non possono essere nemmeno le 12 mensilità massime di risarcimento a sanare uno stato di palese illegittimità rispetto agli altri Stati membri per le mancate assunzioni a tempo indeterminato. Su questa irregolarità, il sindacato ha interpellato gli organismi internazionali, attraverso più canali, ricordando in tutti i casi che la norma sulla stabilizzazione successiva ai 36 mesi di servizio va rispettata.Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale nello stipendio, sia per i dipendenti della Scuola che per i lavoratori della Pubblica Amministrazione.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »