Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘riforma’

Giustizia: riforma della giustizi civile e penale e dell’ufficio per il processo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 settembre 2022

Grande soddisfazione è stata espressa da CAMMINO – Camera nazionale avvocati per le persone, per i minorenni e per le famiglie per l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio dei ministri riunitosi ieri, su proposta del Ministro della giustizia Marta Cartabia, dei tre decreti legislativi di attuazione della riforma della giustizi civile e penale e dell’ufficio per il processo, in particolare per quanto attiene la previsione di unico giudice e unico processo in area persone minorenni famiglie. E l’imminente Convegno “Persone, minorenni, famiglie. Il cammino dei diritti e delle tutele”, dedicato alla figura del giurista scomparso Prof. Cesare Massimo Bianca e organizzato da CAMMINO insieme all’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, grazie anche alla proficua collaborazione con la Prof.ssa Mirzia Bianca, per il 14 e 15 ottobre prossimi – ospitato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche, Aula 1, dell’Università “La Sapienza”, in Piazzale Aldo Moro 5, vedrà proprio i protagonisti del cammino che hanno condotto alla Riforma darsi appuntamento per spiegarne filosofia e contenuti. Un convegno gratuito, aperto a tutti gli interessati, certamente occasione imperdibile per tutti gli operatori che esercitano nel delicato ambito del diritto di famiglia. I 3 decreti legislativi riguardanti la riforma della giustizia approvati ieri sono: “Norme sull’ufficio per il processo in attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, e della legge 27 settembre 2021, n. 134”; “Attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206, recante delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”; “Attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari”. “Riforme importanti e di sistema, fondamentali anche per il PNRR”, come si vede, e che – come ha commentato la stessa Ministra della Giustizia Marta Cartabia dopo la loro approvazione definitiva “agiscono in profondità e nel tempo restituiranno al Paese una giustizia più vicina ai bisogni dei cittadini”.

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Riforma Catasto, Aidda: “Serve una visione basata sull’equità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2022

“La recente approvazione da parte del Governo del disegno di legge delega per la riforma del sistema fiscale ha alimentato un acceso dibattito incentrato sugli effetti che potrebbe determinare la prospettata revisione del catasto, contrapponendo coloro che temono che celi un aumento dell’imposizione sugli immobili ed il governo che, invece, ha rassicurato sul fatto che tale rincaro non sia comunque imminente”. A dirlo, intervenendo nel dibattito sulla riforma del catasto, è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne dirigenti d’azienda. “Se, infatti, la delega, volta a scovare gli immobili “fantasma”, esclude che i nuovi dati possano essere utilizzati per la determinazione della base imponibile dei tributi, la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali, non v’è dubbio che l’aver fatto riferimento alla necessità di individuare (e censire) il valore patrimoniale “di mercato” del bene induca a pensare il suo possibile utilizzo nell’ambito delle attività accertative – sottolinea Giachetti -. Nell’ambito del disegno di legge delega si indica la necessità, a decorrere dal 1° gennaio 2026, di integrare in riferimento a ciascuna unità immobiliare oltre alla rendita catastale, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata in base ai valori normali espressi dal mercato”. “In Italia – continua la presidente di Aidda – si risparmia e si investe sulla casa e questo è una caratteristica culturale e storica, inoltre, per effetto anche delle migrazioni fra Nord e Sud, molti italiani, e non necessariamente appartenenti a classi abbienti, hanno una prima ed una seconda casa (magari nel paese d’origine dove sognano di poter tornare). Ricordiamo che gli immobili sono tassati sul reddito che producono (redditi locativi o rendita catastale), sono oggetto di tassazione nel momento in cui vengono trasferiti e ogni anno sono sottoposti all’imposta Imu che ha natura di imposta patrimoniale ed è legata nella sua determinazione alle rendite catastali. Nel prosieguo le modificazioni apportate ai valori catastali ed ai loro aggiornamenti previsti con meccanismo automatico, potrebbero determinare di fatto un sempre più incisivo gravame tributario patrimoniale che, unito all’ulteriore tassazione diretta, potrebbe comportare da un lato, per chi affitta, una forte riduzione, se non azzeramento, delle rendite immobiliari e, dal lato di chi utilizza invece direttamente l’immobile, potrebbe rendere per certe categorie di persone, un lusso avere la proprietà di una casa: di fatto l’operazione revisione del catasto a seconda di come declinata, potrebbe indurre una politica strategica che comporterebbe la possibilità di conservare la proprietà dell’immobile solo per chi gode di alti redditi personali, con l’effetto di aumentare ancora di più le diseguaglianze ed il rischio di incentivare di fatto un fenomeno di concentrazione della proprietà del patrimonio immobiliare italiano in mano a grossi investitori”.

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Scuola – ITS: la riforma è legge

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2022

Passa la riforma degli Its: si trasforma in Istituti Tecnologici Superiori e raddoppieranno gli iscritti. Tra gli scopi della riforma, la prima del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è stata approvata in via definitiva anche dalla Camera dei Deputati, con in arrivo nuove aree tecnologiche di interesse, finanziamenti stabili e potenziamento dell’offerta formativa. Il nuovo sistema ITS Academy amplierà le partnership con le imprese del territorio, assumendo un ruolo sempre più centrale nei percorsi di studio post-diploma.Il sindacato Anief, con la Confederazione Cisal, apprezza l’approvazione della riforma degli Istituti Tecnici Superiori e ricorda che gli altri Paesi europei detengono tassi di partecipazione ai percorsi d’istruzione terziaria breve di gran lunga superiori al nostro: nel 2017 la Spagna contava ben 392.000 iscritti su un totale di 2.010.000 studenti immatricolati nell’istruzione terziaria in generale, la Francia 501.000 su 2.532.000, il Regno Unito 287.000 su 2.431.000, la Germania 192.00049 su 3.091.000. In Italia solo 11.000 su 1.837.000. “In Italia il numero degli ITS – ricorda Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente Anief – era troppo ridotto rispetto a quelli degli altri paesi Ue: grazie ai finanziamenti del Pnrr è stato fatto un passo importante. Peccato che quei fondi sarebbero dovuti servire anche ad altro: come l’annullamento della supplentite e dei precari storici, l’incremento degli organici del personale scolastico sulla base dei bisogni e degli abbandoni, in grande quantità concentrati in determinate aree italiane, soprattutto al Sud e nelle grandi Isole; come si sarebbe dovuto cancellare lo scellerato dimensionamento che ha tolto tanto tempo scuola, concentrato troppi alunni nella stessa classe, cancellato troppe compresenze dei docenti, come pure gli insegnanti specializzati nell’insegnamento dell’inglese alla primaria”.

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Scuola: Decreto riforma formazione docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2022

Andrà a premiare pochissimi docenti, 30mila su 650mila, la formazione incentivata del personale docente di ruolo inserita nel maxi-emendamento della Commissione Bilancio al decreto legge 36, approvata in settimana dall’Aula del Senato e da lunedì all’esame della Camera; la stima, derivante da quanto riportato all’articolo 44 comma 1, lettera h, è dell’Anief. È stato lo stesso governo, scrive oggi la stampa specializzata, ad effettuare “una stima del numero potenziale di docenti di ruolo, che, a partire dal 2026, dopo un ciclo di formazione triennale e dopo aver superato l’esame finale, possono beneficiare dell’elemento retributivo una tantum di carattere accessorio, non inferiore al 10% e non superiore al 20% del trattamento stipendiale in godimento”. Per l’operazione, “il governo conta di spendere nel 2026 circa 40 milioni di euro per 6.557 docenti destinatari dell’elemento accessorio una tantum al 15%. 85 milioni di euro nel 2027 per 13.934 docenti, 160 milioni di euro per 26.230 docenti e 236 milioni di euro per 38.689 docenti nel 2029”. Marcello Pacifico, presidente Anief, spiega che nella pratica “il governo stima che il 40% del personale docente di ruolo svolgerà dalle 15 alle 30 ore aggiuntive annuali nel prossimo triennio (se infanzia primaria o secondaria), il 10% in più pur di tentare di avere l’assegno una tantum, l’elemento accessorio al 15%. La quota finanziata è pari nel 2026 a 40 milioni di euro per 6.557; nel 2027 a 85 milioni di euro per 13.934; nel 2028 a 160 milioni di euro per 26.230; nel 2029, 236 milioni di euro per 38.689. Significa che su 300mila docenti soltanto lo 0,5%, nel 2026, avrà un assegno secondo criteri decisi da un comitato di valutazione nella fase transitoria che poi lo valuterà anche. Si prevede una pioggia di ricorsi, a cominciare dai tribunali UE”.

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Buoni pasto: un passo importante per una riforma del sistema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

“Il passo in avanti che registriamo oggi sulla questione dei buoni pasto è estremamente positivo e apre la strada a una soluzione che auspichiamo, una volta approvata, ponga fine al più presto ad una situazione ormai insostenibile per le nostre aziende, che pagano commissioni eccessive a fronte di un prezioso servizio erogato ogni giorno a milioni di lavoratori. Diamo atto dell’impegno con cui la Vice Ministra del MEF, On. Laura Castelli, che ringraziamo, ha raccolto le istanze delle imprese, sostenendo una proposta di intervento che rimarca l’importanza di tutelare il sistema dei buoni pasto, introducendo un principio di equità tra il servizio offerto e le commissioni applicate alle aziende della distribuzione e della ristorazione. L’auspicio è che la soluzione individuata, che andrà adesso all’esame delle aule parlamentari, sia il primo tassello di un percorso che porti alla necessaria riforma strutturale del sistema dei buoni pasto, ormai non più procrastinabile”.Così ANCD Conad, ANCC Coop, FIEPeT Confesercenti, Federdistribuzione, FIDA e FIPE-Confcommercio, le sei organizzazioni che rappresentano il mondo dei pubblici esercizi e della distribuzione commerciale.

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Riforma assistenza territoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

“La pandemia ha confermato la centralità di quella rete di prossimità, al servizio della salute dei cittadini, rappresentata dai farmacisti e dalle farmacie di comunità. È un ruolo che ci viene oggi riconosciuto dal decreto sul nuovo assetto della sanità territoriale, che sancisce formalmente il valore strategico del farmacista quale avamposto del Servizio sanitario sul territorio”. Lo dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero della Salute sulla riforma dell’assistenza territoriale.“In questi lunghissimi due anni e mezzo – prosegue Mandelli -, le “croci verdi” sul territorio sono state un punto di riferimento costante e affidabile per i cittadini. La ricetta dematerializzata, il massivo rilascio di green pass a sostegno dell’economia nazionale, l’esecuzione dei tamponi, la somministrazione dei vaccini Covid e antinfluenzali, insieme al counseling offerto ai cittadini, sono solo alcuni dei servizi che i farmacisti di comunità hanno garantito, con competenza e responsabilità, a tutela della salute pubblica. Servizi oggi divenuti strutturali, oltre la fase emergenziale”. “La pandemia ha fatto emergere chiaramente la necessità di fare squadra sul territorio per rispondere in maniera adeguata alle sfide dei tempi. Le nuove funzioni della ‘Farmacia dei servizi’ e le sinergie interprofessionali sancite dal Decreto sugli Standard dell’assistenza territoriale non possono che essere il punto di partenza per rilanciare la sanità territoriale, partendo proprio dal farmacista quale figura più prossima ai cittadini”, conclude il presidente FOFI.

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Scuola: Riforma Pnrr reclutamento e formazione docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2022

Nella riforma Pnrr su reclutamento e formazione degli insegnanti nella serata di ieri sono stati approvati dalle Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Istruzione pubblica, beni culturali del Senato gli emendamenti 26.0.10 (già 26.1 testo 2), 27.1 (testo 3 corretto), 44.126 (testo 5), 45.2 (testo 3), 46.9 (testo 4), 47.14 (testo 3) e Coord. 1. Oggi il testo arriva in Aula, in vista dell’approvazione definitiva che potrebbe arrivare domani. Sono confermate le anticipazioni fornite da Anief sugli emendamenti approvati rispetto al Decreto Legge n. 36 originario pubblicato in Gazzetta il 30 aprile scorso,“Il nostro è un giudizio al decreto legge è complessivamente negativo, perché sono andate in porto solo parziali modifiche, nonostante alcune abbiano recepito le nostre proposte presentate in audizione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – . A questo punto, la parola passerà ancora una volta all’Unione europea, alla quale il nostro sindacato indirizzerà sicuramente le nuove denunce per discriminazione di tantissimi dipendenti, precari e non solo, oltre che ai tribunali italiani”, conclude il leader Anief.

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Scuola: Decreto Pnrr riforma formazione e reclutamento

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

Sul Decreto Legge 36 Pnrr che introduce la nuova formazione e il reclutamento dei docenti italiani il Governo intende presentare un maxi-emendamento nell’Aula del Senato, rendendo impossibile qualsiasi ulteriore nuova modifica in vista del voto finale: secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “sebbene le commissioni Affari Costituzionali e Istruzione siano riuscite a recepire una parte degli emendamenti che mitigano i tagli e alcune delle storture normative originarie, il nostro giudizio sul decreto di riforma contenuto nel Pnrr rimane fortemente negativo. Le assunzioni dei giovani docenti diventano infatti un percorso ad ostacoli, fatto addirittura di cinque verifiche e manca ancora una volta quel canale di reclutamento riservato ai precari reclamato anche dal Comitato europeo dei diritti sociali, dalla Corte di Giustizia europea e dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. A questo punto – conclude Pacifico – la parola passerà ai ricorsi e alle denunce che faremo a livello europeo e nazionale”.

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Riforma costituzionale per Roma capitale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

“Proporrò al Sindaco Roberto Gualtieri la convocazione di un consiglio straordinario sul tema della riforma costituzionale per Roma Capitale”. Lo ha annunciato la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli nel corso del convegno ‘Cities: the past in their future” organizzato da Inasa e Antel nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio.”La riforma costituzionale per Roma Capitale, all’esame del Parlamento, sta registrando una positiva convergenza politica. Si tratta di un momento storico che segnerà fortemente il futuro di Roma, in coerenza e nel rispetto del suo ruolo di Capitale d’Italia, della sua storia e della rilevanza a livello mondiale. Con maggiori risorse e competenze, con l’attribuzione del potere legislativo, Roma farà un decisivo salto in avanti e avrà finalmente uno slancio reale per affrontare e governare con gli strumenti necessari e adeguati un territorio dalle grandi potenzialità. Rilanciare Roma significa rimettere in moto l’intero Paese”, afferma la Presidente Celli.

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Scuola: Riforma PNRR, cambia il testo su formazione e reclutamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

Accolte le richieste di Anief su ammissione precari con 36 mesi a corsi abilitanti e di specializzazione su sostegno, riconoscimento 24 Cfu nei nuovi percorsi e titolo Itp per i concorsi, remissione alla contrattazione dei criteri per assegno aggiuntivo, salvaguardia carta docenti e posti di potenziamento. Manca accordo su reclutamento e gestione del transitorio. Il sindacato annuncia reclami in Europa e ricorsi in tribunale.

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Scuola: Corsi di sostegno per 25mila docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

Con il mese di giugno entrano nel vivo le prove di accesso al VII ciclo del TFA Sostegno con 25.874 posti da assegnare per specializzarsi in didattica speciale nelle classi con alunni disabili: nei giorni scorsi sono terminate le prove preselettive (anche se alcuni sono stati esentati, soprattutto nell’infanzia e primaria) in tutti i gradi scolastici e, come prevede il Decreto ministeriale 33 del 31 marzo scorso, a breve in questo mese si svolgeranno le prove scritte e quella conclusiva orale, con date che variano a seconda degli indirizzi della specializzazione. I corsi, salvo indicazioni di ogni singolo ateneo, torneranno a svolgersi in presenza all’interno dei locali predisposti delle Università organizzatrici: a stabilirlo, qualche settimana fa, sono stati direttamente i responsabili dei corsi specializzanti in accordo con il ministero dell’Istruzione.Il problema rimane quello dell’esagerato numero di cattedre vacanti di sostegno presenti in tutte le Regioni, anche al Sud: solo in Calabria risultano oltre 7mila posti vacanti; anche in Puglia si conteggiano altri 6.501 posti senza titolare La verità è che servirebbero posti aggiuntivi in molte regioni. “Rimaniamo sconcertati per l’esiguità dei posti banditi rispetto alle effettive necessità – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ancora di più perché le norme in vigore prevedono di allestire corsi di specializzazione con una quantità di corsisti equivalente alle cattedre di cui hanno bisogno le nostre scuole”.“Quando tutto questo lo abbiamo fatto presente nelle edizioni passate dei Tfa, sempre organizzati con pochi posti e pure maldistribuiti (clamoroso il caso del Piemonte ed in generale del Nord Italia), i giudici ci hanno dato ragione. Per questo motivo, rimaniamo convinti che chiunque sarà escluso dalle prove preselettive potrà presentare ricorso con il nostro sindacato e così inserirsi per frequentare il Tfa specializzante”, conclude il sindacalista Anief.

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Scuola: Si allarga l’asse contro il decreto di riforma del reclutamento

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

L’azione del sindacato comincia a fare breccia in Parlamento: è di oggi l’appello dell’on. Luigi Gallo, vice presidente del Gruppo parlamentare M5S della Camera, perché le Camere fermino l’approvazione del Decreto Legge n. 36, nella parte relativa alla scuola, con cui il Governo intende cambiare in peggio il reclutamento e la formazione permanente degli insegnanti. La stessa presentazione di oltre 300 richieste di modifica del testo, pervenute alla 1ª commissione (Affari Costituzionali) e 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali) del Senato, sono sinonimo del malessere generalizzato verso una riforma inutile e dannosa. L’on. Gallo, subito dopo avere incontrato una delegazione dei sindacati che l’altro ieri hanno scioperato e manifestato contro il D.L. n. 36, stamane si è rivolto al Partito democratico chiedendo di non fare “tagli nella scuola”, ma di continuare la politica del taglio delle classi pollaio, perchè “gli studenti hanno già pagato un prezzo troppo alto”. “Prendiamo atto – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che le nostre richieste sono state recepite da una parte dei politici che reggono anche la maggioranza parlamentare. Approvare questo decreto legge sul nuovo reclutamento allontanerebbe ancora più l’Italia dalle indicazioni che arrivano da Bruxelles e dalle sentenze di Lussemburgo sul precariato da combattere, non di certo da conservare come invece continua a fare il nostro Paese. Inoltre, se si vogliono premiare i docenti perché insegnano, allora si cominci a dare loro una retribuzione degna di questo nome, senza dimenticare di assegnare la Carta docente ai precari e come ha stabilito di recente la Corte di Giustizia Europea. La verità è che la formazione deve essere garantita a tutti precari e di ruolo, docenti, educatori e Ata, ovviamente retribuita e svolta in orario di servizio: approvando i nostri emendamenti, tutto questo si potrebbe realizzare fornendo così – conclude Pacifico – le risposte alla scuola che il nostro Governo continua ad eludere”.

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Scuola: – Riforma docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

“Il sindacato Anief non è contro la formazione degli insegnanti, noi auspichiamo che ci sia una formazione ma vogliamo che questa, non venga fatta levando risorse alla scuola”: a dirlo è Marcello Pacifico presidente nazionale Anief, ribadendo il concetto espresso già nel corso di questa settimana durante le audizioni tenute dal giovane sindacato in I e VII commissione del Senato sul disastroso Decreto Legge n. 36 su reclutamento, formazione e valutazione degli insegnanti e confermando quindi lo sciopero già proclamato per il prossimo 30 maggio.“Le risorse – ha detto Pacifico nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa – non possono essere prese dalla denatalità, quindi dal fatto che abbiamo meno studenti, come è stato fatto nell’ultima Legge di Bilancio: questi posti devono essere reinvestiti per potenziare la didattica, per migliorare gli apprendimenti anche nelle zone ad alta dispersione scolastica o economicamente depresse. Né possono essere sottratti soldi alla carta docente” utile all’aggiornamento della categoria e all’acquisto dei dispositivi informatici e tecnologici a supporto della didattica, anche a distanza: “al limite la card docente dovrà essere contrattualizzata e non possono essere tolti soldi per formare pochi quando vengono tolti a tutti questi soldi”.”Il principio fondamentale è avere quindi delle risorse aggiuntive. Assodato ciò, questa formazione deve essere poi svolta in orario di servizio: non è possibile pensare di svolgerla in orario aggiuntivo, perché la formazione è un diritto di tutti i lavoratori. Noi chiediamo questo – ha concluso il leader del sindacato rappresentativo – e certamente senza nessuna gestione transitoria che vada ad escludere la contrattazione dalla definizione del salario accessorio”. Un concetto che la delegazione Anief ha espresso pochi giorni fa anche all’Aran, durante il primo incontro sul rinnovo di contratto di categoria scaduto da tre anni e mezzo.

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Scuola: Riforma reclutamento e formazione docenti, si mobilitano tutti i sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

Si allarga la protesta contro il Decreto Legge n. 36, sulla riforma del nuovo reclutamento, valutazione e formazione degli insegnanti, pubblicato sabato scorso in Gazzetta Ufficiale nelle misure urgenti per l’attuazione del PNRR: alla denuncia immediata dell’Anief per un progetto che toglie 2 milioni di euro annui dalla carta per l’aggiornamento dei docenti, arrivando a dimezzarne l’importo, fa sparire 10mila cattedre dall’organico di diritto e finanzia la nuova scuola di Alta Formazione con i soldi del personale, ha fatto seguito in queste ultime ore una “forte mobilitazione sindacale”, a partire dalle Rsu, di tutte le altre organizzazioni rappresentative per totale mancata “attenzione e coinvolgimento”. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “tutto il sindacato della scuola si è schierato apertamente contro questa assurda riforma contenuta nel Pnrr, che anziché aggiungere risorse per formare i docenti gli toglie 250 euro l’anno per assegnarli a pochi colleghi, probabilmente non più del 25%, che si formeranno non in aula e verranno pure giudicati da un Comitato di valutazione interno alla loro scuola. Venerdì prossimo abbiamo intenzione di mandare un primo importante segnale al Governo che disattende, anzi ripudia, le promesse fatte giusto un anno fa a Palazzo Chigi con il Patto per la Scuola. Di quell’accordo non è rimasto nulla e chi ha preso questa strada ora si dovrà assumere le sue responsabilità, perché – conclude Pacifico – il popolo della scuola non starà a guardare: già il 6 maggio siamo sicuri che una parte delle scuole non apriranno e sarà solo l’inizio”.

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Scuola: Riforma reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi continua a difendere con i denti la sua riforma del reclutamento e formazione dei docenti imposta tre giorni fa in Consiglio dei ministri nel Decreto Pnrr 2: con questo programma “delinea un percorso chiaro per chi vuole diventare insegnante nelle scuole secondarie dopo anni in cui le regole sono cambiate più volte, generando confusione e allontanando molte persone, soprattutto i più giovani dall’insegnamento”, dice oggi il ministro al Messaggero. Inoltre, dice Bianchi, “con la riforma, i cui contenuti sono anche legati all’impegno preso con l’Europa sul Pnrr, nascerà la Scuola di alta formazione per dare linee guida, per una formazione continua che possa arricchire la professionalità del corpo docente. E poi avremo finalmente concorsi annuali, a garanzia di una maggiore continuità. Entro il 2024 assumeremo 70mila docenti”.Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Secondo noi la riforma non è affatto risolutiva per andare a coprire l’enorme buco di posti vacanti che si è andato a creare per avere insistito su concorsi male impostati ed essersi opposti al doppio canale di reclutamento negando le assunzioni da tutte le graduatorie Gps e dei precari con 24-36 mesi di servizio. Questa riforma, approvata dal Governo senza il sostegno delle parti sociali, dei sindacati e dei lavoratori va cambiata, perché rende troppo lungo e complesso il percorso verso la stabilizzazione: talmente di difficile attuazione che due cattedre su tre oggi vacanti continueranno a rimanere senza titolare”.“Contro questo obbrobrio normativo – continua il sindacalista – siamo pronti a mobilitarci e a tornare in piazza, anche a scioperare: senza se e senza ma, tutti insieme. Perché è bene ricordare che la logica di questa riforma del reclutamento è quella selettiva-competitiva aziendale: all’aggiornamento incentivato, ad esempio, potranno accedere solo la metà dei docenti richiedenti. E anche il ruolo di mentoring e tutoring sarà pagato solo a poche migliaia di insegnanti, lasciando fuori gli altri 850mila. Questi sarebbero gli attesi incentivi di carriera per i docenti da valorizzare? Intanto il contratto è fermo da 40 mesi e gli aumenti previsti copriranno un terzo dell’inflazione che nel frattempo si è accumulata. Così non si può andare avanti: cambiamo la riforma. A maggio manderemo un segnale importante, assieme a tutti i lavoratori della scuola. Se non basterà, se la conversione in legge del decreto non dovesse produrre cambiamenti sostanziali, siamo pronti a ricorrere nei tribunali d’Europa e d’Italia”, conclude Pacifico.

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Scuola: Riforma del reclutamento, Anief giudica negativamente

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

Cambia il reclutamento degli insegnanti: lo ha deciso ieri il Consiglio dei Ministri collocando le nuove modalità di accesso alla professione all’interno del Decreto Pnrr 2. Il pacchetto scuola, con innovazioni nel reclutamento e la formazione degli insegnanti, prevede un percorso universitario di formazione iniziale con almeno 60 crediti formativi, con una prova finale abilitante, cui accedere anche durante i percorsi di laurea triennale e magistrale o con la laurea magistrale a ciclo unico, poi un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale e un periodo di prova di un anno. Al concorso potranno accedere pure i precari che abbiano svolto servizio presso le scuole statali per almeno 3 anni scolastici, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni. Anief giudica negativamente le novità introdotte, peraltro senza prendere minimamente in considerazione le osservazioni mosse dal sindacato in occasione del confronto svolto la scorsa settimana: secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, “la riforma sul reclutamento, la formazione e la valutazione degli insegnanti approvata dal Governo rende più difficile e lungo il percorso della docenza, allontana i precari dalla stabilizzazione perché i concorsi semplificati porteranno in cattedra pochi candidati. Inoltre, questo genere di percorso a ostacoli mortifica ancora una volta il lavoro svolto in classe. A questo punto è evidente che il Parlamento debba modificare il testo, proprio per rispettare la dignità di un milione di insegnanti italiani”, conclude il sindacalista Anief.

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Riforma istituzionale in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2022

«Oggi si è maturi per portare il modello presidenziale degli enti locali a livello statale: la repubblica parlamentare, finora, ha generato esecutivi la cui durata media è stata di appena 13 mesi. Serve un cambio di passo», lo ha detto il costituzionalista Alfonso Celotto in un’intervista rilasciata al The Watcher Post. Commentando la proposta semipresidenzialista avanzata da Fratelli d’Italia il professore ha spiegato: «L’Italia ha un serio problema di governabilità. Presidenzialismo e semi-presidenzialismo la favoriscono – ha detto -. Il problema di fondo, però, è che noi abbiamo affidato alla questione elettorale il tema della stabilità degli esecutivi, ma è un’impostazione dalla quale dissento». Sulla paternità di Fratelli d’Italia sulla proposta semipresidenziale, Celotto ha precisato: «È vero che tale proposta è stata portata avanti principalmente dal centrodestra, ma ricordo più recentemente anche il progetto di Renzi del “Sindaco d’Italia”, che aveva l’ambizione di far eleggere direttamente il Presidente del Consiglio».

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Mancato completamento della riforma del Terzo settore

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

E’ atteso ormai da cinque anni, sta portando conseguenze gravissime per tutto il non profit italiano, in particolare per l’associazionismo di promozione sociale e per il volontariato. Il Forum del Terzo settore rilancia l’allarme: “Senza un rapido e risolutivo intervento rischiamo di scomparire”. “Non potremo più essere presenti nelle emergenze come abbiamo fatto finora – dichiara la Portavoce del Forum Vanessa Pallucchi – se le nostre organizzazioni non saranno messe nelle condizioni di operare al meglio e con le tutele necessarie. Abbiamo sempre risposto con tempestività, e non senza fatica, ai momenti più critici di questi ultimi anni. Le nostre organizzazioni si sono a volte anche reinventate pur di non lasciare sole le persone durante la pandemia, lo hanno fatto con lo spirito di solidarietà che da sempre le caratterizza, a volte rimettendoci, e lo stanno facendo anche adesso, con l’emergenza umanitaria della guerra in Ucraina. Nonostante le incertezze sul proprio futuro sono sempre in prima linea, sempre a dare fiducia e a tenere salda la coesione sociale. Riceviamo per questo riconoscimenti e apprezzamenti da più parti, ma le parole non ci bastano più. Abbiamo bisogno di fatti concreti; abbiamo bisogno che vengano approvate le nuove norme fiscali”. “Il paradosso è che si chiede agli enti di trasmigrare nel registro unico del Terzo settore senza che conoscano il loro destino fiscale. E alla luce di questa incertezza normativa sono ampi i settori dell’associazionismo e del volontariato che potrebbero non diventare enti di Terzo settore. Comprensibilmente in molti stanno crescendo sentimenti di irritazione e di sfiducia – prosegue Pallucchi –. La scomparsa di molte esperienze di impegno civico, a cominciare dalle più piccole, e da quelle che operano nei territori più complessi, sarebbe drammatica”. “Non stiamo chiedendo privilegi né trattamenti di favore – conclude la portavoce Pallucchi – ma regole stabili, non vessatorie, non peggiorative della situazione attuale. Al contrario, quello che sta accadendo è che, da un lato, si chiede al Terzo settore di consolidare e migliorare il proprio impegno – senza peraltro che a ciò corrisponda qualche nuovo sostegno o incentivo -, e dall’altro lo si vuole colpire come fosse un pericoloso evasore fiscale”.

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Fauna selvatica e riforma della legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

A trent’anni dalla Legge 157/92 sulla fauna selvatica, il Paese è invaso da quasi 2 milioni di cinghiali e, ora, anche in allerta per il diffondersi della peste suina africana, dopo i casi in Liguria e Piemonte, tema tra l’altro, oggi, all’odg del Consiglio dei Ministri. Una riforma radicale della norma è quanto più urgente, ripartendo con il Mipaaf dal suo stato di attuazione, fermo al 2007. Così Cia-Agricoltori Italiani intervenendo, a Firenze, nell’ambito dell’evento Arci Caccia in occasione dell’anniversario e per stringere il cerchio sui luci, ombre e prospettive di un’emergenza ingombrante. “Si torni in Parlamento per fare il punto sulla Legge 157/92, insufficiente a regolare un fenomeno ormai fuori controllo -ha detto all’incontro il vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Mauro Di Zio-. Istituzioni, politica, organizzazioni di categoria e attori sociali, tornino seriamente a confrontarsi per modificare e aggiornare un testo ormai estremamente superato e che mai ha avuto piena attuazione”.Cia-Agricoltori Italiani, infatti, è da tempo che chiede di rivedere le regole di gestione della fauna selvatica e con il progetto “Il Paese che Vogliamo” del 2019 è arrivata anche a presentare al Governo la sua proposta di revisione della legge. Tra i punti chiave, come ricordato nei giorni scorsi per via dell’allerta PSA, l’attivazione di una campagna di controllo e riduzione del numero dei cinghiali, principali vettori, con figure qualificate e strumenti innovativi. Quello che Cia sostiene e che il vicepresidente Di Zio ha ribadito alla platea di Arci Caccia, è la necessità di agire in modo razionale nella gestione della biodiversità, con un riequilibrio del rapporto fra uomini e ungulati. Ridurre la densità dei cinghiali con un prelievo selettivo, affidato a figure come il coadiutore e con l’utilizzo, per esempio, di visori notturni.A rischio, nel caso specifico della peste suina, interi allevamenti di suini, eccellenza del Made in Italy, e più in generale, con l’aumento del numero dei cinghiali in circolazione, la tenuta di migliaia di imprese agricole. Senza dimenticare il tema della sicurezza pubblica con oltre 10 mila incidenti l’anno, provocati da cinghiali e animali selvatici.“L’impegno deve essere nazionale, oltre che regionale -ha aggiunto Di Zio-. Tanti sforzi sono stati fatti, in questi anni, dalle amministrazioni territoriali per arginare il problema, per adeguare le misure di controllo, ma non può bastare. Serve una cabina di regia unica ed efficace, interventi più incisivi. Un approccio finalmente pragmatico che, adesso più che mai -ha concluso Di Zio- deve essere in grado di rispondere anche agli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

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Mario Tassone: La riforma elettorale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2022

La riforma del sistema elettorale ritorna all’attenzione. Non bisogna ripetere gli errori del passato quando si pensò di dar vita a una nuova forma di governo, uno pseudo-presidenzialismo, attraverso la norma che regola le elezioni con alterazioni della Costituzione. L’indicazione sulle schede del candidato presidente del consiglio confligge con la prerogativa attribuita al presidente della repubblica di nominare il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Il sistema maggioritario misto non ha risolto i problemi legati alla stabilità dei governi e al contenimento della proliferazione delle formazioni politiche. Tutti abbiamo contezza di quanto è avvenuto in questi anni. L’attuale legislatura rappresenta emblematicamente il punto di arrivo della crisi politica, della lapidazione della democrazia, della umiliazione del Parlamento. Chi ha sempre detto che con le riforme elettorali gli italiani avrebbero conosciuto i vincitori e quindi i governanti la sera degli scrutini, è stato clamorosamente smentito. Si può conoscere chi governa in un sistema che elegge direttamente un presidente con poteri di governo pieno (USA) o temperato (Francia). Questo è un tema che può essere affrontato solo da una Assemblea Costituente. Oggi molti si dichiarano di essere d’accordo ad introdurre il proporzionale che è il sistema che si armonizza con la Costituzione vigente. Siamo d’accordo: proporzionale con le preferenze. Senza preferenze significa un imbroglio e il mantenimento del potere di nomina dei parlamentari al gruppo dei capi di raggruppamenti più o meno ampi che ho difficoltà a chiamare partiti. Bisogna riavviare il processo democratico interrotto favorendo la partecipazione dei cittadini alla vita politica. E per raggiungere questo obiettivo bisogna ristabilire un rapporto tra eletto ed elettore. Eletti quindi dai cittadini e non scelti da capi. Così il candidato si collegherà con il territorio con gli elettori evitando i fenomeni servili verso i capi per assicurarsi la elezione sicura. Così si riprende la vita dei partiti che debbono organizzare il consenso sui programmi e favorire la libera scelta degli elettori. Con queste spinte nascono i partiti, con assemblee e congressi veri, con discussioni e approfondimenti dove si ritrovano antiche generosità nel dare contributi alla soluzione dei problemi. Così ritornano ad avere cittadinanza le idee di ciascuno non quelle posticce confezionate altrove. L’attendismo e l’‘affidamento fideistico sia sostituito dalla responsabilità delle scelte e dalla dignità del pensiero. Così ci si forma stando “sul pezzo” per agire. Si capirà che gli ideali non sono ombre ma la forza insostituibile che ha l’Uomo per vivere il suo presente e costruire il futuro!

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