Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 161

Posts Tagged ‘riforma’

Scuola: – Riforma docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2022

“Il sindacato Anief non è contro la formazione degli insegnanti, noi auspichiamo che ci sia una formazione ma vogliamo che questa, non venga fatta levando risorse alla scuola”: a dirlo è Marcello Pacifico presidente nazionale Anief, ribadendo il concetto espresso già nel corso di questa settimana durante le audizioni tenute dal giovane sindacato in I e VII commissione del Senato sul disastroso Decreto Legge n. 36 su reclutamento, formazione e valutazione degli insegnanti e confermando quindi lo sciopero già proclamato per il prossimo 30 maggio.“Le risorse – ha detto Pacifico nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa – non possono essere prese dalla denatalità, quindi dal fatto che abbiamo meno studenti, come è stato fatto nell’ultima Legge di Bilancio: questi posti devono essere reinvestiti per potenziare la didattica, per migliorare gli apprendimenti anche nelle zone ad alta dispersione scolastica o economicamente depresse. Né possono essere sottratti soldi alla carta docente” utile all’aggiornamento della categoria e all’acquisto dei dispositivi informatici e tecnologici a supporto della didattica, anche a distanza: “al limite la card docente dovrà essere contrattualizzata e non possono essere tolti soldi per formare pochi quando vengono tolti a tutti questi soldi”.”Il principio fondamentale è avere quindi delle risorse aggiuntive. Assodato ciò, questa formazione deve essere poi svolta in orario di servizio: non è possibile pensare di svolgerla in orario aggiuntivo, perché la formazione è un diritto di tutti i lavoratori. Noi chiediamo questo – ha concluso il leader del sindacato rappresentativo – e certamente senza nessuna gestione transitoria che vada ad escludere la contrattazione dalla definizione del salario accessorio”. Un concetto che la delegazione Anief ha espresso pochi giorni fa anche all’Aran, durante il primo incontro sul rinnovo di contratto di categoria scaduto da tre anni e mezzo.

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Scuola: Riforma reclutamento e formazione docenti, si mobilitano tutti i sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

Si allarga la protesta contro il Decreto Legge n. 36, sulla riforma del nuovo reclutamento, valutazione e formazione degli insegnanti, pubblicato sabato scorso in Gazzetta Ufficiale nelle misure urgenti per l’attuazione del PNRR: alla denuncia immediata dell’Anief per un progetto che toglie 2 milioni di euro annui dalla carta per l’aggiornamento dei docenti, arrivando a dimezzarne l’importo, fa sparire 10mila cattedre dall’organico di diritto e finanzia la nuova scuola di Alta Formazione con i soldi del personale, ha fatto seguito in queste ultime ore una “forte mobilitazione sindacale”, a partire dalle Rsu, di tutte le altre organizzazioni rappresentative per totale mancata “attenzione e coinvolgimento”. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “tutto il sindacato della scuola si è schierato apertamente contro questa assurda riforma contenuta nel Pnrr, che anziché aggiungere risorse per formare i docenti gli toglie 250 euro l’anno per assegnarli a pochi colleghi, probabilmente non più del 25%, che si formeranno non in aula e verranno pure giudicati da un Comitato di valutazione interno alla loro scuola. Venerdì prossimo abbiamo intenzione di mandare un primo importante segnale al Governo che disattende, anzi ripudia, le promesse fatte giusto un anno fa a Palazzo Chigi con il Patto per la Scuola. Di quell’accordo non è rimasto nulla e chi ha preso questa strada ora si dovrà assumere le sue responsabilità, perché – conclude Pacifico – il popolo della scuola non starà a guardare: già il 6 maggio siamo sicuri che una parte delle scuole non apriranno e sarà solo l’inizio”.

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Scuola: Riforma reclutamento docenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi continua a difendere con i denti la sua riforma del reclutamento e formazione dei docenti imposta tre giorni fa in Consiglio dei ministri nel Decreto Pnrr 2: con questo programma “delinea un percorso chiaro per chi vuole diventare insegnante nelle scuole secondarie dopo anni in cui le regole sono cambiate più volte, generando confusione e allontanando molte persone, soprattutto i più giovani dall’insegnamento”, dice oggi il ministro al Messaggero. Inoltre, dice Bianchi, “con la riforma, i cui contenuti sono anche legati all’impegno preso con l’Europa sul Pnrr, nascerà la Scuola di alta formazione per dare linee guida, per una formazione continua che possa arricchire la professionalità del corpo docente. E poi avremo finalmente concorsi annuali, a garanzia di una maggiore continuità. Entro il 2024 assumeremo 70mila docenti”.Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Secondo noi la riforma non è affatto risolutiva per andare a coprire l’enorme buco di posti vacanti che si è andato a creare per avere insistito su concorsi male impostati ed essersi opposti al doppio canale di reclutamento negando le assunzioni da tutte le graduatorie Gps e dei precari con 24-36 mesi di servizio. Questa riforma, approvata dal Governo senza il sostegno delle parti sociali, dei sindacati e dei lavoratori va cambiata, perché rende troppo lungo e complesso il percorso verso la stabilizzazione: talmente di difficile attuazione che due cattedre su tre oggi vacanti continueranno a rimanere senza titolare”.“Contro questo obbrobrio normativo – continua il sindacalista – siamo pronti a mobilitarci e a tornare in piazza, anche a scioperare: senza se e senza ma, tutti insieme. Perché è bene ricordare che la logica di questa riforma del reclutamento è quella selettiva-competitiva aziendale: all’aggiornamento incentivato, ad esempio, potranno accedere solo la metà dei docenti richiedenti. E anche il ruolo di mentoring e tutoring sarà pagato solo a poche migliaia di insegnanti, lasciando fuori gli altri 850mila. Questi sarebbero gli attesi incentivi di carriera per i docenti da valorizzare? Intanto il contratto è fermo da 40 mesi e gli aumenti previsti copriranno un terzo dell’inflazione che nel frattempo si è accumulata. Così non si può andare avanti: cambiamo la riforma. A maggio manderemo un segnale importante, assieme a tutti i lavoratori della scuola. Se non basterà, se la conversione in legge del decreto non dovesse produrre cambiamenti sostanziali, siamo pronti a ricorrere nei tribunali d’Europa e d’Italia”, conclude Pacifico.

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Scuola: Riforma del reclutamento, Anief giudica negativamente

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

Cambia il reclutamento degli insegnanti: lo ha deciso ieri il Consiglio dei Ministri collocando le nuove modalità di accesso alla professione all’interno del Decreto Pnrr 2. Il pacchetto scuola, con innovazioni nel reclutamento e la formazione degli insegnanti, prevede un percorso universitario di formazione iniziale con almeno 60 crediti formativi, con una prova finale abilitante, cui accedere anche durante i percorsi di laurea triennale e magistrale o con la laurea magistrale a ciclo unico, poi un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale e un periodo di prova di un anno. Al concorso potranno accedere pure i precari che abbiano svolto servizio presso le scuole statali per almeno 3 anni scolastici, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni. Anief giudica negativamente le novità introdotte, peraltro senza prendere minimamente in considerazione le osservazioni mosse dal sindacato in occasione del confronto svolto la scorsa settimana: secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, “la riforma sul reclutamento, la formazione e la valutazione degli insegnanti approvata dal Governo rende più difficile e lungo il percorso della docenza, allontana i precari dalla stabilizzazione perché i concorsi semplificati porteranno in cattedra pochi candidati. Inoltre, questo genere di percorso a ostacoli mortifica ancora una volta il lavoro svolto in classe. A questo punto è evidente che il Parlamento debba modificare il testo, proprio per rispettare la dignità di un milione di insegnanti italiani”, conclude il sindacalista Anief.

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Riforma istituzionale in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2022

«Oggi si è maturi per portare il modello presidenziale degli enti locali a livello statale: la repubblica parlamentare, finora, ha generato esecutivi la cui durata media è stata di appena 13 mesi. Serve un cambio di passo», lo ha detto il costituzionalista Alfonso Celotto in un’intervista rilasciata al The Watcher Post. Commentando la proposta semipresidenzialista avanzata da Fratelli d’Italia il professore ha spiegato: «L’Italia ha un serio problema di governabilità. Presidenzialismo e semi-presidenzialismo la favoriscono – ha detto -. Il problema di fondo, però, è che noi abbiamo affidato alla questione elettorale il tema della stabilità degli esecutivi, ma è un’impostazione dalla quale dissento». Sulla paternità di Fratelli d’Italia sulla proposta semipresidenziale, Celotto ha precisato: «È vero che tale proposta è stata portata avanti principalmente dal centrodestra, ma ricordo più recentemente anche il progetto di Renzi del “Sindaco d’Italia”, che aveva l’ambizione di far eleggere direttamente il Presidente del Consiglio».

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Mancato completamento della riforma del Terzo settore

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2022

E’ atteso ormai da cinque anni, sta portando conseguenze gravissime per tutto il non profit italiano, in particolare per l’associazionismo di promozione sociale e per il volontariato. Il Forum del Terzo settore rilancia l’allarme: “Senza un rapido e risolutivo intervento rischiamo di scomparire”. “Non potremo più essere presenti nelle emergenze come abbiamo fatto finora – dichiara la Portavoce del Forum Vanessa Pallucchi – se le nostre organizzazioni non saranno messe nelle condizioni di operare al meglio e con le tutele necessarie. Abbiamo sempre risposto con tempestività, e non senza fatica, ai momenti più critici di questi ultimi anni. Le nostre organizzazioni si sono a volte anche reinventate pur di non lasciare sole le persone durante la pandemia, lo hanno fatto con lo spirito di solidarietà che da sempre le caratterizza, a volte rimettendoci, e lo stanno facendo anche adesso, con l’emergenza umanitaria della guerra in Ucraina. Nonostante le incertezze sul proprio futuro sono sempre in prima linea, sempre a dare fiducia e a tenere salda la coesione sociale. Riceviamo per questo riconoscimenti e apprezzamenti da più parti, ma le parole non ci bastano più. Abbiamo bisogno di fatti concreti; abbiamo bisogno che vengano approvate le nuove norme fiscali”. “Il paradosso è che si chiede agli enti di trasmigrare nel registro unico del Terzo settore senza che conoscano il loro destino fiscale. E alla luce di questa incertezza normativa sono ampi i settori dell’associazionismo e del volontariato che potrebbero non diventare enti di Terzo settore. Comprensibilmente in molti stanno crescendo sentimenti di irritazione e di sfiducia – prosegue Pallucchi –. La scomparsa di molte esperienze di impegno civico, a cominciare dalle più piccole, e da quelle che operano nei territori più complessi, sarebbe drammatica”. “Non stiamo chiedendo privilegi né trattamenti di favore – conclude la portavoce Pallucchi – ma regole stabili, non vessatorie, non peggiorative della situazione attuale. Al contrario, quello che sta accadendo è che, da un lato, si chiede al Terzo settore di consolidare e migliorare il proprio impegno – senza peraltro che a ciò corrisponda qualche nuovo sostegno o incentivo -, e dall’altro lo si vuole colpire come fosse un pericoloso evasore fiscale”.

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Fauna selvatica e riforma della legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2022

A trent’anni dalla Legge 157/92 sulla fauna selvatica, il Paese è invaso da quasi 2 milioni di cinghiali e, ora, anche in allerta per il diffondersi della peste suina africana, dopo i casi in Liguria e Piemonte, tema tra l’altro, oggi, all’odg del Consiglio dei Ministri. Una riforma radicale della norma è quanto più urgente, ripartendo con il Mipaaf dal suo stato di attuazione, fermo al 2007. Così Cia-Agricoltori Italiani intervenendo, a Firenze, nell’ambito dell’evento Arci Caccia in occasione dell’anniversario e per stringere il cerchio sui luci, ombre e prospettive di un’emergenza ingombrante. “Si torni in Parlamento per fare il punto sulla Legge 157/92, insufficiente a regolare un fenomeno ormai fuori controllo -ha detto all’incontro il vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Mauro Di Zio-. Istituzioni, politica, organizzazioni di categoria e attori sociali, tornino seriamente a confrontarsi per modificare e aggiornare un testo ormai estremamente superato e che mai ha avuto piena attuazione”.Cia-Agricoltori Italiani, infatti, è da tempo che chiede di rivedere le regole di gestione della fauna selvatica e con il progetto “Il Paese che Vogliamo” del 2019 è arrivata anche a presentare al Governo la sua proposta di revisione della legge. Tra i punti chiave, come ricordato nei giorni scorsi per via dell’allerta PSA, l’attivazione di una campagna di controllo e riduzione del numero dei cinghiali, principali vettori, con figure qualificate e strumenti innovativi. Quello che Cia sostiene e che il vicepresidente Di Zio ha ribadito alla platea di Arci Caccia, è la necessità di agire in modo razionale nella gestione della biodiversità, con un riequilibrio del rapporto fra uomini e ungulati. Ridurre la densità dei cinghiali con un prelievo selettivo, affidato a figure come il coadiutore e con l’utilizzo, per esempio, di visori notturni.A rischio, nel caso specifico della peste suina, interi allevamenti di suini, eccellenza del Made in Italy, e più in generale, con l’aumento del numero dei cinghiali in circolazione, la tenuta di migliaia di imprese agricole. Senza dimenticare il tema della sicurezza pubblica con oltre 10 mila incidenti l’anno, provocati da cinghiali e animali selvatici.“L’impegno deve essere nazionale, oltre che regionale -ha aggiunto Di Zio-. Tanti sforzi sono stati fatti, in questi anni, dalle amministrazioni territoriali per arginare il problema, per adeguare le misure di controllo, ma non può bastare. Serve una cabina di regia unica ed efficace, interventi più incisivi. Un approccio finalmente pragmatico che, adesso più che mai -ha concluso Di Zio- deve essere in grado di rispondere anche agli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e sociale”.

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Mario Tassone: La riforma elettorale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2022

La riforma del sistema elettorale ritorna all’attenzione. Non bisogna ripetere gli errori del passato quando si pensò di dar vita a una nuova forma di governo, uno pseudo-presidenzialismo, attraverso la norma che regola le elezioni con alterazioni della Costituzione. L’indicazione sulle schede del candidato presidente del consiglio confligge con la prerogativa attribuita al presidente della repubblica di nominare il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i ministri. Il sistema maggioritario misto non ha risolto i problemi legati alla stabilità dei governi e al contenimento della proliferazione delle formazioni politiche. Tutti abbiamo contezza di quanto è avvenuto in questi anni. L’attuale legislatura rappresenta emblematicamente il punto di arrivo della crisi politica, della lapidazione della democrazia, della umiliazione del Parlamento. Chi ha sempre detto che con le riforme elettorali gli italiani avrebbero conosciuto i vincitori e quindi i governanti la sera degli scrutini, è stato clamorosamente smentito. Si può conoscere chi governa in un sistema che elegge direttamente un presidente con poteri di governo pieno (USA) o temperato (Francia). Questo è un tema che può essere affrontato solo da una Assemblea Costituente. Oggi molti si dichiarano di essere d’accordo ad introdurre il proporzionale che è il sistema che si armonizza con la Costituzione vigente. Siamo d’accordo: proporzionale con le preferenze. Senza preferenze significa un imbroglio e il mantenimento del potere di nomina dei parlamentari al gruppo dei capi di raggruppamenti più o meno ampi che ho difficoltà a chiamare partiti. Bisogna riavviare il processo democratico interrotto favorendo la partecipazione dei cittadini alla vita politica. E per raggiungere questo obiettivo bisogna ristabilire un rapporto tra eletto ed elettore. Eletti quindi dai cittadini e non scelti da capi. Così il candidato si collegherà con il territorio con gli elettori evitando i fenomeni servili verso i capi per assicurarsi la elezione sicura. Così si riprende la vita dei partiti che debbono organizzare il consenso sui programmi e favorire la libera scelta degli elettori. Con queste spinte nascono i partiti, con assemblee e congressi veri, con discussioni e approfondimenti dove si ritrovano antiche generosità nel dare contributi alla soluzione dei problemi. Così ritornano ad avere cittadinanza le idee di ciascuno non quelle posticce confezionate altrove. L’attendismo e l’‘affidamento fideistico sia sostituito dalla responsabilità delle scelte e dalla dignità del pensiero. Così ci si forma stando “sul pezzo” per agire. Si capirà che gli ideali non sono ombre ma la forza insostituibile che ha l’Uomo per vivere il suo presente e costruire il futuro!

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La riforma della Pac è un’occasione persa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

La sessione plenaria del Parlamento europeo ha adottato formalmente la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) dell’UE, che indirizzerà le pratiche agricole nell’Unione fino al 2027. Secondo Greenpeace, l’UE ha perso l’occasione di varare una riforma della PAC all’altezza delle sfide ambientali e sociali che ci attendono.«Il testo approvato avvantaggia solo le aziende più grandi e più inquinanti, taglia fuori i piccoli agricoltori e non fa nulla per affrontare il terribile impatto dell’agricoltura industriale sull’ambiente e sulla salute delle persone», commenta Simona Savini, campagna agricoltura di Greenpeace Italia. «È tempo che l’UE affronti il tema dell’alimentazione e dell’agricoltura in modo organico, con una politica alimentare comune che garantisca alimenti sani e accessibili anche alle persone con meno disponibilità economiche, ricavi equi per gli agricoltori e la tutela dell’ambiente da cui tutti dipendiamo».L’accordo sulla PAC, raggiunto dopo le trattative tra la Commissione UE, il Parlamento europeo e i governi nazionali, è stato sostenuto da parlamentari europei di estrema destra, dai gruppi conservatori e liberali, nonché da una parte dei socialisti, guidati dalle delegazioni italiana e spagnola. Il gruppo dei Verdi, la maggior parte dei gruppi di sinistra e gli eurodeputati socialisti tedeschi hanno votato contro l’accordo. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero ratificare la riforma della PAC durante la prossima riunione del Consiglio dei ministri dell’Energia, prevista per il 2 dicembre.Un’ampia fetta della società civile aveva già criticato l’accordo sulla PAC quando erano stati resi noti i dettagli finali, avvertendo che questa riforma avrebbe continuato a distribuire la maggior parte dei sussidi in base alle dimensioni delle aziende agricole – premiando quindi le aziende più grandi – e a finanziare ampiamente il sistema degli allevamenti intensivi, senza dedicare abbastanza attenzione alla protezione della natura, nonostante questo fosse uno dei principali obiettivi della “nuova” PAC.A giugno la Corte dei conti europea ha pubblicato un rapporto in cui rivela che il contributo alle emissioni di gas serra da parte dell’agricoltura europea non è affatto calato nell’ambito dell’attuale PAC, nonostante lo stanziamento di 100 miliardi di euro del suo bilancio per combattere il cambiamento climatico. La Corte dei conti aveva precedentemente criticato la proposta di riforma della PAC proprio per la scelta di continuare a erogare la maggior parte dei sussidi in base all’estensione della superficie coltivata, considerando questa scelta inadatta a una politica più rispettosa dell’ambiente e fondata sui risultati.«Il nostro governo ha tuttavia ancora l’opportunità di migliorare il futuro dell’agricoltura italiana con il Piano Nazionale Strategico della PAC, a partire da una graduale riduzione della produzione e del consumo di carne e latticini, che attualmente sono la principale causa degli impatti ambientali del nostro sistema agroalimentare», conclude Savini.

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La riforma del diritto di famiglia è legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

La legge delega per riforma del processo civile è stata approvata definitamente dall’Aula della Camera dei deputati nel testo già licenziato dal Senato lo scorso 21 settembre con 364 voti a favore, 32 contrari (i deputati di Fdi e Alternativa) e 7 astenuti. Dal via libera definitivo di Montecitorio, l’esecutivo avrà 12 mesi di tempo per emanare i decreti legislativi di attuazione della delega. CAMMINO vede così finalmente concretizzate in una legge le tantissime sue proposte, formulate in lunghi anni – quasi 20 – di audizioni, convegni, studi e scritti, con l’intento di dar voce ai diritti delle persone, soprattutto delle più vulnerabili.Il disegno di legge n. 3289 e abb. contiene la “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”. Di seguito i punti principali della riforma in materia di diritto di famiglia. È prevista l’istituzione di un rito unitario per tutti i procedimenti in materia di famiglia, con la possibilità per il giudice, in caso di questioni che riguardano i figli di discostarsi dalle richieste dei genitori, se non conformi all’interesse superiore del minore. Ove un minore rifiuti di incontrare un genitore, il giudice sentito lo stesso e assunta ogni informazione ritenuta necessaria, accerta con urgenza le cause del rifiuto e assume i provvedimenti nel superiore interesse del minore.Viene prevista la valorizzazione della mediazione familiare e del ruolo del curatore speciale.Viene istituito ‘il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie’, composto da tribunali circondariali e un tribunale distrettuale.Viene sollecitata una velocizzazione dell’iter dei provvedimenti posti a tutela della donna vittima di violenza e delle persone di età minore, con la previsione di strumenti di raccordo tra giustizia civile e penale.Viene garantito che gli eventuali incontri tra i genitori e il figlio siano accompagnati dai servizi sociali, se necessario e non compromettano la sicurezza della vittima.La Presidente di CAMMINO, Avv. Maria Giovanna Ruo, esprime “soddisfazione per il riconoscimento di lunghe battaglie a favore di una Giustizia migliore, con un unico processo in cui i diritti di difesa e il contraddittorio sono pienamente garantiti e con un giudice di prossimità specializzato, di fronte al quale vengono concentrate le tutele per le persone, le famiglie e i minorenni. Un traguardo di civiltà giuridica e di democrazia!”. http://www.cammino.org

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Il governo polacco in anossia. La finta riforma della giustizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Eravamo convinti che l’altitudine di Varsavia fosse di 100 metri, evidentemente ci sbagliavamo perchè il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, deve soffrire di anossia, ovvero di mancanza di ossigeno dovuta all’altitudine elevata della capitale, visto che in un’intervista al Financial Times, accusa la Commissione europea di voler iniziare “la terza guerra mondiale”. Donald Tusk, presidente del Partito popolare europeo (Ppe), e leader di “Piattaforma civica”, il principale partito dell’opposizione in Polonia, in un tweet, ha commentato: “In politica la stupidità è causa delle più gravi disgrazie.” Come noto lo scontro tra Polonia e Commissione europea riguarda lo Stato di diritto violato dalla Polonia con le ultime decisioni della Corte Costituzionale infarcita di nomine governative – che ha, su ricorso del governo, sentenziato la primazia della legge polacca su quella europea; della serie facciamo come ci pare e non rispetteremo le decisioni comunitarie, pur facendo parte della Ue e sottoscritto il Trattato costitutivo ben 17 anni fa, però vogliamo i fondi europei: 36 miliardi del Recovery e 120 miliardi di fondi strutturali. Da rilevare che la Polonia è sempre stata beneficiaria netta dei contributi europei (versa meno di quel che riceve). Insomma, la Ue è il bancomat della Polonia, secondo i loro governanti. Ora, il governo polacco offre un ramoscello (finto) alla Commissione europea prevedendo una modifica della Camera disciplinare, che serviva ad allontanare i magistrati scomodi, serve ma anche a limitare i poteri della Corte Suprema, limandone i poteri di cassazione e subordinandola alla Corte Costituzionale che, come scritto, è infarcita di nomine governative. Certo è che di furbi il mondo è sempre pieno.Primo Mastrantoni, Aduc

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Approvazione da parte del G20 dell’accordo sulla riforma fiscale internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

A seguito della riunione dei ministri delle Finanze del G20 il Commissario Gentiloni ha dichiarato: “L’approvazione da parte dei ministri delle Finanze del G20 segna un passo fondamentale verso l’attuazione della storica riforma fiscale globale concordata venerdì scorso. Con 136 giurisdizioni aderenti, tra cui tutti i membri del G20, tutti i membri dell’OCSE e tutti gli Stati membri dell’UE che fanno parte del quadro inclusivo, si tratta di una vera e propria rivoluzione fiscale. Uscendo dall’ombra della pandemia, abbiamo l’opportunità unica di ricostruire le nostre economie su basi nuove. Vogliamo vedere non una semplice ripresa, ma una nuova era di crescita sostenuta e sostenibile. I Pandora papers sono un’ulteriore conferma delle ingiustizie che caratterizzano oggi il nostro sistema economico. Le transizioni verde e digitale possono compiersi solo se basate sull’equità. Pertanto, questo nuovo sistema di tassazione globale delle società è una componente fondamentale del cambiamento di cui abbiamo bisogno: tutti devono pagare la giusta quota. Una volta che l’OCSE avrà messo a punto le norme tipo per il pilastro 2, la Commissione presenterà rapidamente una direttiva per l’attuazione nell’UE. Per quanto riguarda il pilastro 1, esamineremo attentamente se sia necessaria una direttiva per garantirne un’attuazione coerente ed efficace a livello dell’UE. La Commissione europea ha lavorato intensamente per portare avanti questo sforzo internazionale. Per arrivare a questo punto sono state necessarie scelte difficili per molti paesi, sia nell’UE che altrove. Uno spirito di compromesso e di interesse comune, in Europa e nel mondo, ci ha permesso di raggiungere questo obiettivo. Dobbiamo essere fieri di questo trionfo del multilateralismo. Ora dobbiamo procedere insieme e senza indugio.”

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Castellotti: “La riforma del catasto sarà ferale in Molise”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

“La riforma del catasto potrebbe rappresentare l’ennesimo colpo ferale per il Molise, in particolare per i comuni montani, dove il patrimonio immobiliare negli ultimi anni ha perso totalmente di valore e i vani tentativi di sbarazzarsi delle case di famiglia da parte di proprietari che ormai vivono altrove sono davvero innumerevoli”. È quanto ha detto Giampiero Castellotti, presidente dell’associazione “Forche Caudine”, nel corso di un webinar di settore a Roma, in cui ha portato ad esempio la situazione molisana.“Moltissimi borghi molisani sono tappezzati di cartelli ‘vendesi’ perché con il passare delle generazioni i rientri delle famiglie originarie di un luogo sono sempre meno abituali – ha osservato il giornalista. “Purtroppo l’aumento della tassazione sugli immobili, parliamo per lo più di seconde case, ma anche i crescenti costi di gestione spingono le famiglie ad adottare scelte drastiche. Come associazione ormai in cima alle richieste che riceviamo c’è proprio l’esigenza di indicazioni per ‘liberarsi’ di una casa in Molise”.Castellotti ha elencato almeno cinque motivi per sconfessare la paventata riforma che dovrebbe partire dal 2026: “Il primo è che il previsto ‘adeguamento’ degli estimi catastali si scontra con prezzi di mercato in caduta libera in tutta Italia, Molise compreso, sia delle abitazioni, causa anche il decremento demografico che s’accentuerà nel futuro, sia dei locali commerciali, danneggiati dal commercio elettronico sempre più permeante. Il secondo motivo è di natura generazionale, in quanto a pagare le conseguenze dell’adeguamento saranno i giovani eredi di immobili di cui spesso non sono in grado di provvedere economicamente persino alla loro gestione e manutenzione: spesso ad ereditare sono più persone, accentuando le problematiche. Terzo punto: una crescente tassazione degli immobili nei piccoli centri dell’entroterra appenninico accentuerebbe quella desertificazione sociale, culturale e ambientale già in atto, annullando anche speranze di crescita turistica e di ripresa del mercato immobiliare. Quarto motivo: la riforma dei valori catastali inciderebbe sull’Isee, con pesanti ripercussioni economiche per le famiglie, si pensi alla mensa scolastica o alle tasse universitarie, ma anche ai bonus e alle agevolazioni. C’è un quinto motivo, forse il meno considerato in logiche ormai prettamente economiche: la “casa dei nonni” in Molise, il cui vero se non unico valore è di natura affettiva, non può continuare ad essere un bancomat per Stato e Comuni: l’abitazione è il fondamento della convivenza, della stabilità e del radicamento, come ha ricordato il sociologo De Rita, riequilibrare attraverso il mattone la distanza tra poveri e ricchi è utopia, specie in Molise, dove le abitazioni hanno tutte perso di valore: questa distanza – come ha ben ricordato il sociologo d’origine molisana – passa ormai per il digitale, per la finanza internazionale, per i risparmi collocati all’estero”.Castellotti ha concluso ricordando come, con il passaggio dall’Ici all’Imu, il gettito per lo Stato sia aumentato da 9 a quasi 25 miliardi di euro l’anno e le tasse globali degli immobili fruttino circa 50 miliardi, considerando anche la tassa per i rifiuti, l’Irpef, la cedolare secca, l’Iva, le imposte di registro, quelle per la successione, ecc.“Un conto è individuare case non accatastate, problema prettamente degli enti locali e non certo di una riforma nazionale, altro è toccare il catasto, il cui scopo è proprio e unicamente quello fiscale. Con un iter non proprio ortodosso: dopo che il Parlamento aveva approvato il 30 giugno un parere contrario, ecco che il provvedimento rientra dalla finestra con l’inserimento nella Legge delega fiscale. ‘Ce lo chiede l’Europa’ è il solito refrain. Ma che ne sa l’Europa del valore affettivo di un immobile? – conclude ironicamente Castellotti.

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Riforma rete di emergenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Riteniamo, nell’interesse dei cittadini, il sistema debba essere fondato sui seguenti punti: 1) Garanzia della chiamata diretta alle centrali operative di risposta tramite il numero nazionale 118, senza inutili e dannose intermediazioni che dilatino i tempi di soccorso, pur preservando la concorrente presenza del numero 112; 2) Difesa e potenziamento delle centrali operative esistenti a base territoriale provinciale, munite dei più moderni sistemi di geolocalizzazione, con organizzazione dipartimentale di coordinamento partecipativa di tutte le professionalità coinvolte e delle realtà associative, di volontariato e di tutela, senza inutili e costose centralizzazioni regionali; 3) Affidamento esclusivo dei soccorsi primari a team specialistici medico-infermieristici evitando pericolosa dequalificazione del servizio; 4) Standard numerico minimo dei mezzi dedicati ai soccorsi primari tarato sul reale fabbisogno territoriale ed in ogni caso con la garanzia di legge di tempi massimi di attesa. Ci auguriamo che il Senato, prima di assumere una decisione in materia, ascolti il parere di Federconsumatori e Società Italiana Sistema 118, impegnate a tutelare il “diritto” dei cittadini ad un soccorso degno di questo nome e non a suoi tristi surrogati, come l’esperienza comune ci ha insegnato.

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Verso la riforma del servizio fitosanitario

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

“La firma del ministro Stefano Patuanelli sul pacchetto di provvedimenti attuativi è un ulteriore passo in avanti per quella che rappresenta una vera e propria riforma del Servizio Fitosanitario Nazionale. Ora è necessario dare concretezza a questa innovazione attraverso il rafforzamento dell’organico così da rendere ancora più efficiente e veloce la capacità di risposta del sistema nei confronti delle sempre più frequenti minacce derivanti dall’introduzione di organismi nocivi sul nostro territorio, a cui purtroppo ci espongono sia i cambiamenti climatici sia la globalizzazione del commercio. L’opera di prevenzione e difesa della nostra produzione agricola e alimentare deve poter contare su un servizio capillare ed efficace. Confidiamo, pertanto, che si raggiungerà presto l’approvazione sulla nostra proposta emendativa per poter conferire personale al Servizio Fitosanitario Nazionale del Ministero delle Politiche Agricole”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, in merito ai quattro provvedimenti attuativi riguardanti il riordino del Servizio fitosanitario nazionale dei settori fruttiferi, delle ortive e della vite, necessari a dare piena applicazione al nuovo regime fitosanitario europeo, licenziati dal ministro Patuanelli (Mipaaf).

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Romani più poveri con la riforma del catasto

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2021

“Il candidato sindaco Gualtieri dimentica cosa voleva il ministro dell’Economia, Gualteri: la riforma del catasto che oggi il suo partito sarebbe in procinto di varare dando l’ennesima stangata alle famiglie italiane. Una conferma della sua tradizione persecutoria nei confronti di chi possiede un immobile. Un’eventuale riforma del catasto – con il pretesto di rispondere alle riforme chieste da Bruxelles – si tradurrebbe in una catastrofe per gli italiani già tartassati dal sistema tributario. Il rilancio dell’Italia, a maggior ragione dopo un periodo cupo come questo, non può in alcun modo essere fondato su nuove tasse. Se il Governo Draghi ha bisogno di risorse è al reddito di cittadinanza che deve guardare . La revisione dei valori catastali rischia di incidere pesantemente sul mercato immobiliare falsando anche l’Isee delle famiglie molte delle quali finirebbero per essere escluse dagli aiuti sociali. Una conseguenza che si farà sentire a Roma più che altrove, un tema sul quale Gualtieri, che da ex ministro dell’economia aveva proposta, e da attuale candidato sindaco di Roma la ignora, non sembra volersi esprimere. Un doppiogiochismo indegno di chi non vuole scegliere tra la tutela degli interessi dei romani e quelli tutti interni alla sua coalizione. “Ce lo chiede l’Europa” non è mai stata una giustificazione accettabile, non lo era prima e non lo sarà durante la crisi più grave dal secondo dopoguerra”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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“Rischio patrimoniale con la riforma del catasto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

“La riforma del catasto, che ci chiede l’Europa, è illogica per almeno quattro motivi. Il primo: l’aumento degli estimi catastali coinciderebbe, per paradosso, con il lungo periodo di crollo del valore delle abitazioni e soprattutto dei locali commerciali, sempre più danneggiati dal commercio elettronico; il mercato immobiliare, che in futuro soffrirà anche il decremento strutturale della popolazione, e il Molise ne sa qualcosa, ne uscirebbe ulteriormente a pezzi e ciò renderebbe più poveri gli italiani, per i quali il mattone resta la primaria ricchezza. Il secondo motivo: aumentare la tassazione sugli immobili, a cominciare dall’Imu sulle seconde case detenute da un italiano su cinque, accentuerebbe la desertificazione dell’entroterra e delle zone montane del nostro Paese, Molise compreso, dove le abitazioni nei paesi d’origine rappresentano già un costo insostenibile di cui moltissimi italiani si vorrebbero liberare. Sappiamo come in tantissimi comuni molisani, ridotti a meno di mille abitanti, ci sono oltre un centinaio di abitazioni in vendita, vedi Capracotta, Frosolone o Sant’Elena Sannita, come mi fanno sapere dall’associazione “Forche Caudine” qui a Roma; un fenomeno che avrebbe ricadute negative anche sul turismo. Il terzo: l’aumento del prelievo fiscale penalizzerebbe le nuove generazioni che ereditano immobili di cui spesso non sono in grado di provvedere economicamente persino alla loro gestione e manutenzione; è noto, infatti, come oggi, a differenza degli anni Sessanta, molti figli non riescano ad eguagliare i genitori per qualità del lavoro e reddito. Quarto motivo: l’aumento della tassazione cadrebbe in una crisi economica determinata dal periodo pandemico che mostra ancora evidenti ferite economiche e sociali; con la riforma catastale varierebbe anche l’Isee, con pesanti ripercussioni sociali, si pensi alla mensa scolastica o alle tasse universitarie ”.È quanto spiega Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic con oltre tremila uffici in tutta Italia, a proposito della riforma del fisco, che comprende anche quella del catasto, inserita nel cronoprogramma del Pnrr. L’ultima variazione del valore catastale degli immobili risale al 1989, cioè in un periodo ben diverso per il mercato immobiliare. Nei giorni scorsi contro l’aumento della tassazione sulle case si è scagliato anche Giuseppe De Rita, fondatore del Censis ed ex presidente del Cnel, affermando che “l’abitazione è il fondamento della convivenza, della stabilità e del radicamento, per cui è anche un tabù: guai a chi la tocca. L’Imu è la tassa più odiata, una patrimoniale di fatto”. Il sociologo ha ricordato che per riequilibrare la distanza tra poveri e ricchi la casa è un elemento ormai desueto: “Questa distanza passa ormai per il digitale, per la finanza internazionale, per i risparmi collocati all’estero”.

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Carceri e riforma sistema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

“Quanto accaduto ieri nel carcere di Frosinone dimostra, ancora una volta, che le nostre denunce erano fondate. Il sistema penitenziario è al collasso ed è a rischio l’incolumità di coloro che ci lavorano e di coloro che sono ristretti. Chiediamo alla Ministra Cartabia di perseguire quanto da noi proposto: serve una riforma organizzativa e forti investimenti”. Ad affermarlo è la Fp Cgil Nazionale in merito a quanto avvenuto al carcere di Frosinone dove un detenuto ha minacciato con una pistola un agente e poi sparato contro tre altri detenuti.”Più che del lavoro dell’ennesima commissione di esperti – prosegue il sindacato -, tra l’altro composta solo in minima parte da operatori del settore, anche se di comprovata esperienza, per riformare il sistema penitenziario la Ministra Cartabia dovrebbe accogliere le proposte che abbiamo avanzato. Non abbiamo bisogno di una riforma dei codici, su cui esiste già uno studio approfondito commissionato dall’allora Ministro Orlando, ma di una riforma organizzativa che venga accompagnata da ingenti investimenti per l’assunzione di personale, la messa in sicurezza delle strutture, l’acquisto di mezzi e strumentazioni tecnologiche e l’implementazione delle attività trattamentali”.Per la Fp Cgil, “le nostre carceri sono fatiscenti, il personale è pesantemente sotto organico e si lavora senza strumenti: se non si parte da questo qualsiasi riforma sarebbe inutile. Bisogna analizzare cosa non funziona e proporre come farlo funzionare. A tal proposito abbiamo inviato da tempo alla Ministra le nostre proposte di modifica dei modelli organizzativi, di quelli operativi e di innovazione dei profili professionali. Siamo come sempre disponibili per ulteriori confronti e chiediamo alla titolare del dicastero di via Arenula risposte concrete su questi temi”, conclude.

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Pensioni: Mura-Cantone (Pd), proposte riforma entro settembre in Parlamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

“Entro settembre incardineremo in Commissione le proposte di legge in materia di previdenza presentate dai gruppi: è necessario che il Parlamento discuta della riforma del sistema previdenziale in vista della prossima legge di bilancio”. Lo annunciano la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura e la deputata Carla Cantone, del Pd. “L’adeguamento della previdenza deve essere affrontato – spiegano le parlamentari dem – allargando le attuali maglie dei meccanismi di pensionamento anticipato riservato ad alcune categorie, rivalutando le pensioni medio-basse e istituendo la pensione di garanzia per i giovani con carriere discontinue”.“Ci sono crisi aziendali complesse, la categoria dei lavori usuranti e gravosi è ancora lacunosa rispetto a platea e meccanismi di uscita e poi – aggiungono Mura e Cantone – c’è il tema delle pensioni povere delle donne su cui intervenire migliorando Opzione donna e riconoscendo maternità e lavoro di cura familiare che impattano sulla capacità contributiva femminile. Quota 100 ha mostrato i suoi limiti e deve concludersi”.

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Giustizia. Balboni (FdI): riforma Cartabia su processo civile peggiore di quella Bonafede

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

“La riforma del processo civile proposta dal ministro Cartabia è addirittura peggiorativa del testo Bonafede. Gli emendamenti presentati dal governo in Commissione giustizia introducono un sistema ferreo di preclusioni e decadenze mesi prima dell’udienza di comparizione con conseguenze molto gravi a carico delle parti. Fratelli d’Italia non crede che la celerità del processo possa ottenersi a scapito dei diritti che si devono far valere in giudizio. Il rispetto del principio del contraddittorio può essere garantito soltanto attraverso il confronto con il giudice in udienza alla presenza delle parti e non con memorie da depositare mesi prima, che avviliscono il processo a uno scambio astratto di atti tra attore e convenuto. E ancor più inaccettabile è che a fronte di questa drastica compressione dei diritti delle parti non sia previsto alcun rimedio alla prassi diffusissima in molti Tribunali di rinvii abnormi, anche di anni, spesso privi di una vera giustificazione. Per questo ci batteremo in Commissione ed in aula con i nostri emendamenti per impedire questo ennesimo arretramento della nostra civiltà giuridica nel campo della tutela dei diritti e del processo civile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia.

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