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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Posts Tagged ‘riforme costituzionali’

Le riforme costituzionali che non convincono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

ignazio la russa“Nella storia ci sono state rivoluzioni per ottenere la Carta costituzionale. Nel 1848 in Italia ci fu un cambiamento epocale con lo Statuto Albertino. I cittadini cominciavano ad avere diritti. Nel dopo guerra i Costituenti vollero riaffermare i principi di democrazia e di libertà compressi tra le due guerre in Italia come in molti altri paesi europei. Oggi arriviamo al grande evento. Ma leggendo il testo ci accorgiamo che va nella direzione opposta: anziché allargare la partecipazione e i diritti dei cittadini, questo testo li restringe inesorabilmente e rende più complicato e farraginoso il percorso legislativo. L’articolo 70 recitava in due righe: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Oggi, la riforma di Renzi impegna due pagine con 7 tipologie di procedimenti legislativi. Bastava invece cancellare il Senato anziché lasciarlo in vita ma eletto dai consiglieri regionali e non più dai cittadini. Se si fosse veramente voluta una riforma gradita dalla stragrande maggioranza degli italiani, si sarebbe almeno discussa la nostra proposta di elezione diretta del Capo dello Stato. Ma invece che dare voce ai cittadini si è scelto di farli contare sempre meno. A guadagnarci è solo il partito della oligarchia Renziana”. È quanto ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Ignazio La Russa intervenendo in aula in dichiarazione di voto.

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Riforme costituzionali e la fretta del governo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2016

camera deputati“Torna alla Camera, per una ultima approvazione, la legge Boschi sulla riforma costituzionale. La legge che tra le altre cose abolisce il Senato, riducendone nei fatti le competenze in modo molto significativo e lascia nell’ombra le modalità concrete con cui verranno identificati i membri di questa nuova struttura, il loro ruolo specifico, e la dialettica con la Camera dei deputati. Ciò che colpisce anche questa volta è la fretta con cui il governo vuole chiudere una riforma su cui il Paese sarà chiamato a pronunciarsi con il referendum del prossimo ottobre. Un referendum a cui Renzi ha strettamente legato la sua sorte politica e quella del governo: se la riforma non passerà mi dimetterò e tornerò a fare altro. Nessuno lo crede, ma la minaccia c’è e basta a dar ragione dell’importanza dell’appuntamento referendario del prossimo autunno, che non ha nulla a che vedere con il referendum di primavera sulla trivelle. Nessun impegno in questo caso; massimo livello di guardia per il referendum d’autunno”.
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare, che continua: “Prudenza vorrebbe che in occasione dell’ultima approvazione della Camera di una riforma costituzionale di grande portata non solo il dibattito non venisse strozzato, ma si prestasse un’estrema attenzione alle riserve e alle osservazioni di una parte assai responsabile degli italiani. Invece sembra che ancora una volta il governo abbia fretta e voglia chiudere il procedimento nel minor tempo possibile. Dà la sensazione di avere una paura non indifferente rispetto ad eventuali modifiche o a semplici rimandi. In definitiva conferma di essere in difficoltà nonostante l’ostentata sicurezza con cui si presenta all’appuntamento. Eppure ogni nodo non risolto ora, diventa una spina tutt’altro che irrilevante per l’appuntamento d’autunno. Serpeggia nella opinione pubblica, e non solo nell’opposizione agguerrita di alcune delle cosiddette minoranze, che questa riforma non risponda alle reali necessità del Paese. C’è l’idea latente che finisca col rafforzare il potere di qualcuno, senza gli opportuni sistemi di contrappeso. La fretta, chiusa davanti alle ragionevoli riserve di una parte del paese che non può certo essere accusata di conflitto d’interessi, conferma il sospetto, in una condizione del governo che appare messa in crisi da una serie di fatti concreti che ne appannano l’immagine riformista e innovatrice degli inizi del governo. Ci pensi Renzi e ci pensi anche la Boschi, perché sono loro due i volti-immagine di questo governo e quindi sono anche quelli che intascano il maggior successo, quando le cose vanno bene, e tutta la responsabilità nei momenti di crisi. Mostrare meno fretta e più capacità di ascolto è una garanzia soprattutto per loro, oltre che, ovviamente, per tutto il paese”.

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Costi politica: tutto cambiare per nulla cambiare

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Dopo l’alzata di scudi popolare contro la manovra che impone sacrifici a tutti tranne ai politici la Lega, attraverso il suo ministro Calderoli, si è sentita in dovere di presentare una proposta di riforma costituzionale per modificare la struttura delle rappresentanze istituzionali. A parte il fatto che per ottenere questi risultati ci vorranno almeno tre anni, ovvero la “patata bollente” passerà necessariamente alla prossima legislatura, le modifiche proposte sanno tanto del gioco delle tre carte: cavalchiamo la protesta e diamo ad essa un contentino, per ora solo fumo, ovviamente, alla fine si dimenticheranno dell’arrosto. Dobbiamo, purtroppo, rilevare che questa tattica ha sortito i suoi effetti in passato come quella dei ministeri al nord e che poi si è rivelata una colossale bufala tanto che si è trattato solo di raddoppiare gli uffici del ministro nell’area dove ha il collegio per sue comodità come ha già fatto il ministro La Russa a Milano insidiandosi in una caserma. Quindi altre spese per il bilancio dello stato così come ve ne saranno con i nuovi ministri e sottosegretari già annunciati come una necessità operativa. E allora ci chiediamo se non è la stessa tattica del ponte sullo stretto che prima di vederlo attuato ci vorranno, se tutto va bene, 15 anni. Nel frattempo per andare da Roma a Palermo continueremo a servirci della tradotta e dei tempi biblici: tanto ci pensa il ponte a calmare gli animi inquieti. Possibile che continuiamo a farci prendere in giro in questo modo? Possibile che non riusciamo a restituire al mittente questi maldestri tentativi di gettare fumo negli occhi degli italiani? Eppure in una recente trasmissione televisiva un parlamentare ha parlato chiaro: i costi della politica si possono ridurre subito senza progetti faraonici. Pensiamo a tutte le facilitazioni di cui godono i parlamentari: viaggi gratis per se e per le famiglie, segretari, rimborsi per sede di rappresentanza, ecc e i membri del governo a partire dai tanti ministri inutili e altrettanto inutili sottosegretari e si sa che lo fanno per accontentare le ambizioni di qualcuno e non certo per una necessità istituzionale. Ma ciò che ancor più ci fa specie è il modo serio con il quale fior di commentatori politici si preparano a discettare sulla proposta costituzionale di Calderoli. Di certo ci saranno convegni, dibattiti e tutto finirà come dicono i toscani a brodo di giuggiole, affogati in un mare di parole. Contenti noi. E a Napoli direbbero “cornuti e mazziati”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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