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Posts Tagged ‘riformismo’

Il Movimento 5 stelle alle prese con il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

di maioPotremmo sintetizzare, pensando al Movimento 5 stelle in occasione delle politiche di quest’anno, e dove il voto premia le coalizioni, in un “uno contro tutti”. E’ una lotta impari tanto che molti commentatori politici danno il Movimento sconfitto in partenza o, nella migliore delle ipotesi, vincente ai punti ma perdente nei confronti delle coalizioni. E questo dovrebbe essere il “canto del cigno” per una forza politica nata e tenacemente sostenuta da una sua ferma volontà riformista, la sola capace d’imprimere una svolta radicale al sistema paese.
Forse non tutti si rendono conto o se ne hanno la consapevolezza ne temono le eventuali ricadute pensando ai propri interessi di bottega, che potremmo concretamente compiere una svolta epocale nella storia del nostro paese e dell’intera Europa. Basterebbe riflettere su ciò che ci offrono gli avversari del Movimento. Per venti anni, sia pure con fasi alterne siamo stati governati da un centro destra apparentemente unito ma sostanzialmente diviso da interessi contrapposti che già in passato hanno bloccato ogni azione “virtuosa” del loro esecutivo e parlamentare. Se passiamo al Pd, o meglio di ciò che resta dopo il passaggio del rullo compressore renziano secondo la logica di “molti nemici, molto onore” se vuole sopravvivere deve giocoforza allearsi con il centrodestra sperando che possa averne bisogno per raggiungere la maggioranza assoluta. Ci troviamo, quindi, al cospetto di coalizioni che sono fatte per vincere ma non per governare. E allora chi resta senza compromessi e inciuci? Guardiamoci intorno e facciamocene una ragione. (Riccardo Alfonso)

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La politica di chi agita la bandiera del riformismo ma si guarda bene dal realizzarlo

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

pronto soccorso tor vergataNon intendiamo, in questa sede, fare una requisitoria di natura ideologica sul significato della parola riformista ed il suo modo d’essere nella vita di tutti i giorni della gente. Ci limitiamo, invece, a qualche riflessione pratica. Incominciamo con il chiarirci bene sul significato della parola riformismo come lo intendiamo noi. A nostro avviso il significato che gli attribuiamo certamente fa storcere il naso ai puristi della politica, ma per noi riformismo e riforme sono la stessa cosa. Significa avere una visione della società più realistica, più pragmatica, più consapevole e che esiste una parte della comunità non solo nazionale ma internazionale che vive al di sotto della soglia di sopravvivenza e che va emendata. Per farlo non servono le parole, i buoni propositi. Bisogna essere conseguenti da subito. Per quanto riguarda l’Italia non ci troviamo, per nostra fortuna, in situazioni estreme dove migliaia di bambini non sopravvivono oltre i 5 anni e molti di essi sono denutriti e facile preda di malattie invalidanti. Eppure vi è una povertà che fa a pugni con il benessere di altri connazionali che sembrano vivere più con il superfluo che con il necessario. Allora pensiamo a quel “benessere” che è ricavato dallo spremere le poche risorse disponibili ancora amministrate dai poveri: pensionati sociali, famiglie numerose con adulti disoccupati o monoreddito, anziani con assistenza sanitaria carente, ecc. E se focalizziamo la nostra attenzione sulla sanità ci accorgiamo che molte risorse sono utilizzate per mettere in moto una macchina farraginosa dal punto di vista amministrativo ed organizzativo. Ci chiediamo, a questo punto, se il tutto possa essere sopperito dal supporto tecnologico: un medico di famiglia che amministra i suoi pazienti con il computer, con pazienti che dispongono di una “penna elettronica” nella quale inserire tutti i dati necessari per avere un quadro completo ed in continuo aggiornamento, del proprio stato di salute ovunque si trovino e per qualsivoglia emergenza. Pensiamo alle tante analisi ripetute che si possono ovviare, alle domande al pronto soccorso che possono essere sostituite da un accertamento più approfondito e qualificato offerto da una cartella clinica elettronica e via di questo passo. E se tutto ciò comporta un minor costo di spese amministrative e tecnico-operative potremmo utilizzare le stesse per migliorare i servizi dalle degenze all’impiego di personale specializzato. Ma i politici vogliono veramente tutto questo? E qui il dubbio si fa atroce.

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Il dibattito politico nella cultura storica del Meridione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2013

Luigi Sturzo

Luigi Sturzo (Photo credit: Wikipedia)

Oggi si parla di “riformismo” e si pensa a qualcosa di nuovo e di originale. Diciamo, piuttosto, che esso è ricorrente nella storia dell’umanità.
Senza andare molto a ritroso nel tempo mi basta ricordare il riformismo del Settecento, proposto da genovesi e Galanti, e che avevano visto nella campagna e nella provincia meridionali il vero campo d’azione, il terreno su cui misurare successi e sconfitte. Riformismo è stato ancora ripresentato, ad esempio, nel più recente grande convegno siciliano su Luigi Sturzo.
E oggi che ritorniamo a proporre in politica il riformismo dobbiamo riconsiderare per l’ennesima volta l’aspetto deteriore di una politica che passa sopra le attese del popolo meridionale, lo sfiora e ancora una volta disattende le sue attese, i suoi bisogni, il suo anelito di crescere e di identificarsi nella sua cultura e di confronto con quella degli altri.
Tutte le vicende che sono sotto i nostri occhi vanno sempre articolate senza esaltazioni e senza condanne che invece, con riferimento alle vicende politiche ed economiche italiane, e non solo a quelle meridionali, hanno finora prevalso nella pubblicistica e nella saggistica nazionale e interna-zionale. E’ chiaro, tra l’altro, che da ragionamenti tutti indistintamente uniformi, nell’ottimismo sempre giustificazionista o nel pessimismo spesso assai antagonista e pregiudizialmente politicizzato, non può non determinarsi il rischio dell’interruzione del circuito della buona e efficace comunicazione di cui invece vi è forte bisogno in questo nostro Paese. E’ bene che i politici lo abbiano ben presente per evitare che l’ennesima delusione non diventi, se già non lo è, il prezzo di una arrestabile depauperamento del sistema paese nella sua interezza che non può non riguardare, ovviamente, la politica quanto la cultura, quanto la stessa civiltà e democrazia. (Riccardo Alfonso)

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Riforma universitaria: è legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2010

Dichiarazione di Giuliano Cazzola, deputato del PdL e Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera. “L’approvazione della legge Gelmini e’ una vittoria del riformismo. La sinistra ha perso ancora una volta una importante occasione, schierandosi apertamente con le nuove “guardie rosse” che per mesi hanno devastato le città senza riuscire ad esprimere una sola idea che non fosse confusa e strumentale e alla fine riuscendo a difendere soltanto le loro catene ovvero quella università dei privilegi che a parole dicevano di voler combattere”. (Giuliano Cazzola)

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Dichiarazione del ministro Renato Brunetta

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Non posso che compiangere il mio amico Bersani che, a caccia di consensi a sinistra nel suo partito, si vede costretto a percorrere luoghi comuni su Berlusconi, Brunetta e il brunettismo, i suoi spot, gli effetti annuncio e via bersaneggiando. Lo compiango ma gli voglio bene. E sono pure disposto a dargli ripetizioni per recuperare il tempo perduto e aggiornare il suo lessico e le sue conoscenze in tema di riformismo. E inoltre sono sempre pronto a spiegargli i fondamenti di Scienza delle Finanze per impedirgli di dire ancora corbellerie in tema di spesa pubblica corrente in presenza di congiuntura negativa. Mi dispiace solo che Bersani sia costretto dal momento congressuale a percorrere la doppiezza togliattiana: in privato “bravo Renato, vai avanti così”, in pubblico “peste e corna”. Lascia stare Pierluigi, non è da te. Lascia la cosa al tuo capo corrente con i baffi. Con la stima di sempre. (Tuo Renato Brunetta)

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Riformismo e federalismo nel governo della città

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2009

cacciariMestre 30 aprile alle ore 18.00 si terrà al Centro Culturale S. Maria delle Grazie (via Poerio, 32. Mestre) il convegno Riformismo e federalismo nel governo della città. In occasione del terzo anniversario della scomparsa di Gianni Pellicani, la Fondazione organizza un incontro  d’approfondimento su un tema di grande attualità politica. Intervengono Sergio Chiamparino, Massimo Cacciari, Davide Zoggia e Mario Bertolissi Durante l’incontro Maurizio Baratello presenta lo studio Il federalismo fiscale: da Venezia una prospettiva per l’Italia

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Il dibattito politico nella cultura storico culturale del Meridione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

Editoriale fidest. Oggi si parla di “riformismo” e si pensa a qualcosa di nuovo e di originale. Diciamo, piuttosto, che esso è ricorrente nella storia dell’umanità. Senza andare molto a ritroso nel tempo ci basta ricordare il riformismo del Settecento proposto da genovesi e Galanti e che avevano visto nella campagna e nella provincia meridionali il vero campo d’azione, il terreno su cui misurare successi e sconfitte. Riformismo è stato ancora riproposto, ad esempio, nel più recente grande convegno siciliano su Luigi Sturzo. Ed oggi che ritorniamo a proporre in politica il riformismo dobbiamo riconsiderare per l’ennesima volta l’aspetto deteriore di una politica che passa sopra le attese del popolo meridionale, lo sfiora ed ancora una volta disattende le sue attese, i suoi bisogni, il suo anelito di crescere e di identificarsi nella sua cultura e di confronto con quella degli altri. Tutte le vicende che sono sotto i nostri occhi vanno sempre articolate senza esaltazioni e senza condanne che invece, con riferimento alle vicende politiche ed economiche italiane, e non solo a quelle meridionali, hanno finora prevalso nella pubblicistica e nella saggistica nazionale e internazionale. E’ chiaro, tra l’altro, che da ragionamenti tutti indistintamente uniformi, nell’ottimismo sempre giustificazionista o nel pessimismo spesso assai antagonista e pregiudizialmente politicizzato, non può non determinarsi il rischio dell’interruzione del circuito della buona ed efficace comunicazione di cui invece vi è forte bisogno in questo nostro Paese. E’ bene che i politici lo abbiano ben presente per evitare che l’ennesima delusione non diventi,  se già non lo è, il prezzo di una arrestabile depauperamento del sistema paese nella sua interezza che non può non riguardare, ovviamente, la politica quanto la cultura, quanto la stessa civiltà e democrazia. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Frascati: si è costituito il circolo degli ecologisti-democratici

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2009

Si è costituito a Frascati il Circolo “Colli tuscolani” degli Ecologisti Democratici. L’associazione intende rappresentare e promuovere l’ambientalismo politico riformista sul nostro territorio e si riconosce nel Partito Democratico che identifica, nella cultura dell’Ambientalismo riformista, una delle culture politiche fondanti del Partito. Coordinatore del Circolo è stato nominato Giancarlo Giombetti. Gli Ecologisti Democratici si ispirano a un ambientalismo che fonda i propri princìpi, le proprie analisi e le proprie proposte su basi razionali, nella convinzione che una conoscenza sempre più diffusa, una scienza  libera e responsabile e il costante riferimento al principio di precauzione siano condizioni indispensabili per affrontare i grandi problemi ambientali oggi in campo. Per gli Ecologisti Democratici una nuova politica che si voglia autenticamente riformista non può non avere al centro anche l’ambiente. Questa necessità è tanto più forte ed urgente in Italia, dove si pongono problemi ambientali di inusuale asprezza: dall’illegalità ambientale dell’abusivismo edilizio o delle ecomafie, al dissesto idrogeologico, all’inquinamento che attanaglia le nostre città, e dove, d’altra parte, la qualità ambientale è un elemento decisivo di una rete fitta e preziosa di economie dal forte radicamento territoriale e dallo spiccato valore immateriale, nonché della coesione sociale e della stessa identità nazionale.

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La grande politica e il futuro dell’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

berlinguerMestre  (Venezia) Venerdì 27 marzo al Centro Culturale Candiani Via Carducci 32 (sala conferenze – IV piano) alle ore 18.00 si chiuderà il secondo ciclo de La Grande Politica e il Futuro dell’Italia. Vite parallele.  La sinistra divisa. Gli anni di Enrico Berlinguer e Bettino Craxi  Interverrà Claudio Petruccioli assieme  a Gianni De Michelis e Massimo Cacciari  Nella prima serie di incontri svoltasi tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008 si è puntata l’attenzione su singoli protagonisti della politica del Novecento: Giorgio Amendola, Giuseppe Dossetti, Ugo La Malfa e Altiero Spinelli. Ciò ha permesso di affrontare diversi temi: dal destino del riformismo al rapporto tra democrazia e sfera religiosa, dall’equilibrio spesso difficile tra politica ed economia ai valori dell’europeismo. Il PCI e il PSI si presentarono uniti alle elezioni del secondo dopoguerra utilizzando come stemma Giuseppe Garibaldi. Ma il rapporto tra i due partiti si fece subito conflittuale raggiungendo il suo apice durante le segretarie di Enrico Berlinguer e Bettino Craxi. Berlinguer e Craxi,  eletti segretari rispettivamente nel 1972 e nel 1976, ereditarono due partiti in crisi: il PSI stabilmente sotto la soglia del 10%; il PCI incapace di trovare un leader carismatico dopo la morte di Palmiro Togliatti. Entrambi i partiti, sotto la guida decisa dei due segretari, attraverso un rinnovamento anche generazionale dei quadri dirigenti, portarono la sinistra italiana a grandi risultati elettorali. Ma PCI e PSI percorsero strade sempre più divergenti che produssero laceranti confronti. Dalla contrapposizione tra la “linea della fermezza” caldeggiata dal PCI e quella della “trattativa” propugnata dal PSI durante il sequestro di Aldo Moro, alla “questione morale”; dal contrasto sul “compromesso storico” alla battaglia sulla “scala mobile”.  Infatti nel 1979 il PCI e il PSI, in una pubblicazione rivolta al mercato editoriale statunitense, sono presentati come Amici-Nemici: Parenti-serpenti. Dei parenti stretti che non riuscirono ad essere una sinistra capace di governare assieme e sviluppare un’azione riformatrice coerente con la propria impostazione politica. Eppure proprio negli anni delle segreterie di Craxi e Berlinguer la sinistra italiana raggiunse il massimo del consenso a livello nazionale. Dal punto di vista meramente matematico/numerico mai come allora si aprì la possibilità di “superare” la presenza della DC al governo come era già accaduto in diverse realtà locali, comprese il Comune e la Provincia di Venezia. Ciò non si realizzò e il risultato fu il definitivo attestarsi su “riforme minimaliste” come le chiama lo storico Paul Ginsborg. Le riforme “minimaliste”, le uniche che la maggioranza della DC desiderava, ossia piccoli aggiustamenti che non intaccassero in profondità la sostanza delle cose, sono ben differenti dalla riforme “correttive” sostenute da personalità quali Ugo La Malfa per non parlare delle riforme “strutturali” immaginate dalle forze di sinistra. Ginsborg sostiene che prima con Nenni e la stagione del centro-sinistra poi con Berlinguer e il compromesso storico, la sinistra attraverso l’alleanza con la DC portò a casa riforme “minimaliste” perché la maggiore capacità di governo della DC alla fine stemperava ogni spinta progressista. Un’interpretazione che nel matrimonio mancato tra PCI e PSI individua la mancata realizzazione di quelli “riforme strutturali” di cui in Italia si parla da molto tempo. (foto Berlinguer/Craxi)

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