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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘riformista’

Epifani: Nardi, un autentico riformista dalla parte dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

“Con Guglielmo Epifani se ne va un autentico riformista che ha sempre lottato dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori italiani. Nella scorsa legislatura ha guidato con acume intelligenza la decima Commissione che oggi io ho l’onore di presiedere. E’ stato per la nostra generazione un esempio di politica al servizio delle persone, prima nel sindacato poi nel partito e infine in Parlamento. Mando un abbraccio ai suoi familiari e ai compagni e alle compagne di Leu che ha rappresentato in quest’ultima legislatura in Parlamento”. Lo ha detto Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.

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Immobilismo riformista della sanità italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

“La riforma sanitaria del 1978 ha portato ad un maggiore divario nei livelli di assistenza nell’ambito delle singole Regioni”. E ancora; “Aumentando il divario tra le regioni più progredite e quelle a più basso grado di sviluppo, risultato questo che costituisce una grave contraddizione rispetto ad uno dei principi fondamentali della riforma”.Non è un dibattito di oggi, ma quello che il CNEL diceva in audizione nel 1984 (allegata) sulla riforma sanitaria del 1978. E che lo stesso CNEL ha paradossalmente ribadito e rilanciato (quasi) del tutto nella sua Relazione 2019 al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche amministrazioni centrali e locali a imprese e cittadini.Tonino Aceti, portavoce della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha ripreso l’audizione di ben 36 anni fa del CNEL, dimostrando che la sanità si è sempre mossa in un vero percorso a ostacoli.Per il CNEL una delle priorità nel 1984 era quella “di aumentare e rendere più efficaci e penetranti i poteri del Ministero della sanità per quanto concerne l’indirizzo e il coordinamento… il modo con cui il Servizio è stato organizzato nell’ambito delle varie Regioni e zone del paese si presenta con differenze essenziali, per cui l’indirizzo e il coordinamento sembrano importanti”.L’esempio più evidente che Aceti riporta è quello relativo ad uno dei principali adempimenti previsti dalla Legge 833/78: l’adozione del Piano Sanitario Nazionale e dei conseguenti Piani Sanitari Regionali.Ma perché dopo tanti anni su molti di questi argomenti si è fatto ancora troppo poco o nulla?Secondo Aceti le cause sono molteplici e ne elenca alcune tra le principali:
la mancata volontà politica di colmare realmente il divario nord-sud, perché il divario serve a qualcuno ma non ai cittadini;
scelte politiche guidate dalle scadenze elettorali, che non hanno guardato sempre alla Salute dei cittadini e alle “evidenze” quanto piuttosto al campanilismo, agli interessi delle lobby negative e ad altri tipi di interessi che non hanno nulla a che vedere con quelli dei cittadini;
la moda di smantellare ciò che è stato costruito dalla controparte politica, a prescindere dal merito delle scelte fatte, dagli esiti e dalle evidenze;
fragile stabilità dei Governi e orizzonti temporali troppo stretti per la programmazione (anche economica) del SSN e per i sistemi di valutazione dei centri di responsabilità della sanità;
interessi contrastanti dei diversi soggetti che operano nel mondo della sanità e la contestuale incapacità della politica di allinearli e metterli in equilibrio;
la moda delle “nozze con i fichi secchi” e i ripetuti tagli al finanziamento programmato del SSN;
la scarsa priorità data alla Salute e alla sanità pubblica nell’agenda della politica, portando il SSN ad essere considerato come costo e non al contrario come un investimento straordinario per il diritto alla Salute e per la coesione sociale;
subordinazione della Salute all’Economia, lo squilibrio tra l’esigenza di tenuta dei conti e la garanzia dei LEA, nonché la gestione problematica dei Piani di rientro dal disavanzo in sanità;
l’incapacità di ammodernare e innovare realmente il SSN per allinearlo velocemente con l’evoluzione dei bisogni della popolazione e l’epidemiologia, oltre che la mancanza di volontà di farlo veramente;
legalità, trasparenza, valutazione e meritocrazia in affanno per troppi anni e a macchia di leopardo
mancanza di una politica nazionale forte in sanità che non ha garantito adeguatamente verifiche, interventi e coordinamento nei confronti delle Regioni e che non ha neanche saputo fornire a quest’ultime le risposte che chiedevano, con il conseguente aumento del divario Nord-Sud e in genarle tra le Regioni; e quindi crescita delle disuguaglianze;
problemi evidenti nelle scelte e nella programmazione tra Governo e Regioni, testimoniati dai contenziosi anche a livello costituzionale che non accennano a cessare. “L’ultima Legge di Bilancio – commenta infine il portavoce FNOPI – ha iniziato a dare alcune risposte concrete. Anche il nuovo Patto per la Salute offre alcune importanti soluzioni a molti di questi problemi. Ora la sfida da vincere è quella di dargli gambe, attuarlo veramente in tutto il Paese e farne percepire gli effetti ai cittadini. In altre parole – conclude – è ora di cambiare davvero!”.

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No a Vendola

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“L’intervista di Maria Teresa Meli al Presidente della Regione Puglia Vendola, pubblicata ieri sul Corriere della Sera, mi ha riportato alla mente una massima di Paracelso: ‘Tutto è veleno e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto’. Una lezione narrativamente suggestiva e politicamente assai efficace, da non dimenticare se si hanno a cuore la salute e il futuro del Partito Democratico. Io tengo molto alla vita del più grande partito riformista italiano e, di fronte a un pericolo di avvelenamento, dico no senza se e senza ma. Alla disponibilità che Vendola generosamente offre per curare, fondendosi con noi, i mali del Paese rispondo: ‘Non serve, rischia di farci molto male e di avvelenare l’essenza stessa del nostro progetto’. Sarà possibile, certo, che la cura per l’Italia la decidiamo insieme, ma bisogna fare chiarezza sull’amministrazione delle dosi: queste le decide il nostro candidato premier, il segretario del PD, Pierluigi Bersani. Per questo, e per non rischiare inutilmente di indebolire le prospettive di vittoria, dobbiamo restare in due partiti diversi”. Lo scrive, sul sito di TrecentoSessanta, Guglielmo Vaccaro, deputato PD e tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta.

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Il Pd e i suoi leader

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (Pd) “Al di là di tante chiacchiere sul rapporto tra il PD e l’Udc, l’unico vero laboratorio politico nazionale per le prossime elezioni regionali sarà quello piemontese.  In una regione del Nord a forte trazione di destra con un candidato alla presidenza leghista, si contrappone una coalizione riformista e di governo con una guida politica fortemente collaudata e già vincente, Mercedes Bresso. Ma questa coalizione richiede trasparenza, credibilità e coerenza. E l’alleanza con la Federazione della sinistra – anche per i contenuti sguaiati che i suoi leader stanno mettendo in campo contro il PD e i suoi maggiori riferimenti istituzionali – può mettere in discussione il progetto politico costruito sino ad oggi.  Se il Piemonte vuol essere il vero laboratorio politico nazionale non può contemplare alleanze discutibili, improduttive e forse incomprensibili per lo stesso elettorato di centro sinistra”.

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La scomparsa di Dahrendorf

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

Dichiarazione di Gianluca Susta (Pd): “La scomparsa di  Ralf Gustav Dahrendorf  è una grave perdita per la democrazia contemporanea e per tutti coloro che ne hanno a cuore le sorti. La sua lezione, di Maestro del liberalismo democratico e riformista, che aveva a cuore in modo particolare la cultura delle regole e dell’equilibrio dei poteri, la gestione del potere stesso, l’offerta di autentiche pari opportunità a tutti come condizione di uno sviluppo civile ed ordinato, la riforma del capitalismo e la denuncia di un mercatismo senza regole, deve essere come essenziale punto di riferimento da tutti coloro che si cimentano con le nuove sfide della democrazia e del suo stesso modo di essere nel XXI secolo.  Questa lezione, senza nessuna velleità da parte nostra di volersi impadronire di una coscienza libera che ha saputo parlare al cuore e alle menti di tutti i sinceri democratici, deve essere ancor più meditata da tutti coloro che si apprestano a costruire in Europa la ‘casa comune dei riformisti’, a cui la cultura liberale e democratica può e deve dare un contributo determinante”.

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Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (PD)

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2009

“Le reazioni scomposte e preoccupate del centro destra piemontese dopo l’alleanza tra il centro sinistra e l’Udc per le province di Torino ed Alessandria, è la migliore conferma che questo progetto politico può arrecare seri danni alla stabilità e alla forza elettorale dello schieramento berlusconiano. Ma quel che più conta è che questa alleanza può fare del Piemonte un laboratorio politico nazionale sia per la scomposizione delle vecchie coalizioni e sia per dar vita, finalmente, ad uno schieramento autenticamente moderato e riformista”.

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