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Riaprono al pubblico, con un nuovo allestimento, il bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 luglio 2018

Terminati gli interventi di recupero e riallestimento, tornano fruibili al pubblico i rifugi antiaerei e il bunker di Mussolini, nascosti nel sottosuolo di Villa Torlonia. I lavori sono stati effettuati dall’Associazione Roma Sotterranea, aggiudicataria del bando pubblico indetto nell’agosto 2017, a seguito del quale è stata firmata con la Sovrintendenza Capitolina la convenzione per la gestione congiunta dei bunker di Villa Ada – Savoia e di Villa Torlonia per i prossimi tre anni. I 2 rifugi antiaerei sono stati allestiti inserendo alcuni pezzi originali dell’epoca, mentre nel bunker vero e proprio è stato realizzato un allestimento che permetterà di rivivere una “Air Raid Experience”. Le 3 sale dedicate alla pannellistica sono state allestite puntando sulle immagini, con riproduzioni di documenti originali dell’epoca (giornali, manifesti di propaganda, volantini, etc.), piuttosto che su testi. Un filmato realizzato per l’occasione dal noto documentarista storico Fabio Toncelli ripercorrerà il piano, non portato a termine, della Royal Air Force, di eliminare Mussolini, bombardando contemporaneamente Villa Torlonia e Palazzo Venezia.All’interno del bunker si proporranno infine spettacoli teatrali di rievocazione storica e attività didattiche in collaborazioni con altre Associazioni.
Le modalità di visita al bunker sono pubblicate sul sito http://www.bunkertorlonia.it
A Villa Torlonia esistono tre strutture sotterranee realizzate fra il 1940 e il 1943 per garantire un riparo alla famiglia Mussolini in caso di bombardamenti aerei: due rifugi antiaerei e un bunker.
Il primo rifugio in ordine temporale è stato realizzato nel 1940, riadattando degli ambienti sotterranei già presenti all’interno del parco, che si sviluppavano sotto il laghetto del Fucino, utilizzati in origine dai Torlonia come cantine per la conservazione del vino; non sarebbe da escludere che in antichità questi cunicoli sotterranei fossero stati scavati dai romani per essere utilizzati come cimiteri. In un primo momento lo spazio sotterraneo era dotato di un solo ingresso, seguito da un corridoio e poi da una scala, ma per essere adattato a rifugio fu costruita una seconda uscita di sicurezza con rampa e un camino a pioli.
Superata una porta antigas si arriva a un corridoio centrale in pendenza, ai cui lati sono disposte delle brevi diramazioni, in una disposizione a bracci, nelle quali, con ogni probabilità, trovavano alloggio le botti. Oltre quest’area centrale, un pozzetto dotato di una scala a pioli in metallo sale fino in superficie; superato il pozzetto, attraverso un breve corridoio e altre scale, si esce all’esterno, di fronte al Campo da Tornei. Nonostante fosse dotato di doppie porte antigas in ferro, impianto di filtrazione d’aria da azionarsi a mano a mezzo di una manovella, linea telefonica diretta, luce elettrica e gabinetto, questo spazio mal si prestava a essere utilizzato come rifugio, anche perché non fu realizzato alcun rinforzo che potesse rendere il posto realisticamente sicuro contro un’azione di bombardamento mirato. Inoltre, per raggiungerlo dal Casino Nobile bisognava percorrere circa 150 metri nel parco.
Nel 1941 si decise pertanto di realizzare un secondo rifugio nella sala centrale del seminterrato del Casino Nobile, dove si trovavano le cucine, che fu rinforzata con muri di cemento armato di 1 metro e 20 di spessore. Il rifugio, che si trovava esattamente al di sotto della sala da ballo, fu dotato di porte antigas in ferro e di impianto di filtrazione d’aria. L’essere posizionato al di sotto dell’edificio, però, se da una parte agevolava l’accesso, dall’altra non lo rendeva un luogo sicuro nel caso di bombardamento mirato sulla villa.
A partire dall’autunno del 1942, dopo trenta mesi di guerra, le città del Nord Italia iniziarono a essere pesantemente bombardate e con la conquista del nord Africa anche le città del Centro-Sud Italia diventarono potenziali obiettivi. É in questo frangente che Mussolini, conscio che i due rifugi antiaerei non avrebbero potuto mettere al riparo lui e la sua famiglia dai potenti ordigni in possesso delle forze Alleate, decise di dotarsi di un vero e proprio bunker: una struttura moderna e all’avanguardia.
I lavori per la realizzazione del bunker iniziarono nel novembre 1942: furono i Vigili del Fuoco a realizzare lo scavo. Ben presto si scoprì che il terreno prescelto era inconsistente e fu pertanto necessario scavare ancora più in profondità: – 6,50 metri dal piano campagna. Furono così alla luce vari reperti: anfore, scheletri e frammenti di marmo. Al di sopra e intorno al bunker fu realizzata una gettata di ben 6 metri di spessore di cemento armato. Per accedervi direttamente dal Casino Nobile, si realizzò una ripida scala sul lato orientale del seminterrato. Il bunker ha una pianta a croce e i quattro bracci sono a forma cilindrica, per meglio resistere alle sollecitazioni dei bombardamenti. È dotato anche di un’uscita secondaria, lungo il muro destro della tribuna con fontana e di un’uscita di emergenza, tramite una scala a pioli (non più presente) all’interno di un pozzetto.A proposito del bunker, quasi fosse una preveggenza, il Duce scrisse: «È curioso che, mano a mano che i lavori si avviavano al compimento, la mia antipatia per il rifugio aumentava, e non soltanto per la spesa, oramai raddoppiata, ma per qualche cosa di oscuro che sentivo in me. Sentivo, cioè, che una volta finito, quel rifugio sarebbe stato completamente inutile».Il 25 luglio, quando il Re lo fece arrestare dopo la drammatica seduta del Gran Consiglio del Fascismo, i lavori del bunker non erano ancora terminati: rimase così incompiuto, senza porte blindate, copertura esterna del pozzo e senza sistema di filtrazione d’aria. Fu comunque utilizzato dagli abitanti della villa durante i frequenti allarmi e bombardamenti che si susseguirono fino all’ingresso a Roma degli Alleati, il 5 giugno 1944.

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Gli alberghi e le attività “pet friendly” fanno rete per aiutare i cani meno fortunati

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2016

animali_domesticiCon questo nuovo progetto, il Branco Dogalize vuole coinvolgere le attività pet-friendly (Hotel, Agriturismi, Ristoranti, Pensioni per cani, Negozi…) in un’operazione di solidarietà per aiutare i cani meno fortunati che vivono nei rifugi. Insomma, un aiuto concreto ai tanti volontari che quotidianamente si prodigano per permettere a tantissimi amici a 4 zampe di avere una vita migliore.
Per ogni attività commerciale pet-friendly che si iniziativaiscrive come Dogalize Partner usando il codice promozionale di una delle Associazioni che hanno aderito all’, Dogalize donerà 50 euro e un mese di pasti ad un cane ospite dell’Associazione stessa.
Quello degli alberghi, spiagge e locali che accolgono gli animali domestici è un fenomeno che sta esplodendo in Italia, visto il sempre maggiore attaccamento dei proprietari ai propri amici non-umani, e che statisticamente sta impattando in modo molto positivo sulla diminuzione dei casi di abbandono di animali in coincidenza dei periodi di vacanza.
Con l’iniziativa “Aiutaci ad aiutarti”, Dogalize, oltre a favorire le tante Associazioni di volontariato impegnate a dare un futuro migliore ai cani meno fortunati, vuole anche dare un riconoscimento alle strutture turistiche pet-friendly offrendo una possibilità concreta di pubblicità, visto che potranno godere di un’ampia visibilità sulle pagine del social network che, con più di 300.000 iscritti, vanta oltre 1.000.000 di utenti raggiunti settimanalmente.
Ad oggi sono circa 20 le Associazioni che aderiscono all’iniziativa. Tutti gli amanti degli animali, siano essi membri di una Onlus, proprietari di un’attività commerciale o utenti privati, sono chiamati a raccolta: è il sentirsi parte del Branco, e condividere una passione comune, a fare la differenza. Sara Colnago, founder di Dogalize, dice: ”Dopo il successo dell’iniziativa Dona Un Pasto con Un Click, in soli 8 mesi abbiamo adottato più di 30 cani ospiti dei canili. I Dog Lovers danno un contributo essenziale: per tutti i nuovi utenti che si registrano su Dogalize attraverso il proprio profilo Facebook o scaricano l’app gratuita per iOS o Android, ogni settimana adottiamo a distanza per un anno un cane di un rifugio italiano. Con lo stesso spirito abbiamo deciso di lanciare l’iniziativa Aiutaci ad Aiutarti, per fare in modo che tutte le attività commerciali pet-friendly possano aiutare i nostri amici a 4 zampe!” (Roberto Portanova)

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Somalia: migliaia di sfollati

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

L’inasprirsi della violenza in Somalia dal mese di gennaio ha causato centinaia di vittime tra i civili e distruzione generalizzata. Secondo le fonti locali, i duri scontri tra le forze governative e i gruppi miliziani che combattono per ottenere il controllo delle martoriate regioni centrali del Paese avrebbero provocato almeno 258 vittime civili e 253 feriti, facendo di gennaio il mese più sanguinoso dallo scorso agosto. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) stima che gli sfollati dall’inizio dell’anno siano già 80mila. Finora il peggioramento nella situazione della sicurezza ha reso molto difficoltoso, se non impossibile, l’accesso alla popolazione da parte degli operatori umanitari. L’UNHCR ha in programma di distribuire aiuti e materiali per costruire rifugi a oltre 18mila persone in 27 località dove gli sfollati si sono provvisoriamente accampati intorno a Dhusamareebb e Belet-Weyne, non appena sarà ripristinata la necessaria sicurezza. In Somalia ci sono oltre un milione e 400mila sfollati interni e altri 560mila somali vivono nei Paesi vicini come rifugiati. Nel 2009 più di 120milasomali si sono rifugiati soprattutto in Kenya, Yemen ed Etiopia.

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Somalia: 26 mila in fuga

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2009

Secondo i rapporti degli ospedali somali locali, oltre 250 civili uccisi e almeno 900 sono stati feriti solo nell’ultimo mese. Si stima che dall’inizio dei combattimenti a maggio oltre 160.000 persone siano state costrette ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio in altri luoghi della Somalia o nei Paesi vicini. E’ stato stimato che solo tra il 19 e il 22 giugno 26.000 persone  siano fuggite da Mogadiscio a causa dei violenti scontri. La maggior parte degli sfollati, circa 49.000, si sono  trasferiti nei quartieri più sicuri della città o in insediamenti provvisori per sfollati alla periferia di Mogadiscio, mentre altri 45.000 sono fuggiti nel corridoio di Afgooye, unendosi agli  oltre 400.000 già sfollati dal 2007. Altri si sono recati in località più distanti, come il Lower e Middle Shebelle,  il Lower Juba, Galgaduud e Gedo. Secondo i partner locali dell’UNHCR, alcuni degli sfollati sono diretti verso i Paesi confinanti. Alcuni dei nuovi sfollati sono  famiglie che erano recentemente tornate a Mogadiscio in seguito a un periodo di relativa pace nei primi 4 mesi di quest’anno. Le pessime condizioni di sicurezza hanno fortemente ridotto la distribuzione di aiuti umanitari di cui c’è un disperato bisogno a Mogadiscio e nei dintorni. I partner locali dell’UNHCR, che sono  finora stati un’ancora di salvezza per gli sfollati, devono affrontare sempre maggiori problemi di sicurezza per  aiutare i bisognosi. Intanto, nel vicino Kenya, il numero di rifugiati in arrivo continua a crescere. Dall’inizio  dell’anno, circa 38.000 nuovi rifugiati sono arrivati in Kenya, praticamente tutti somali. Nel mese di giugno il campo di Dadaab ha accolto 4.104 rifugiati. Attualmente ospita oltre 280.000 persone ed è il complesso per rifugiati più grande del mondo.

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