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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘rigenerazione urbana’

Rigenerazione urbana sul territorio italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Il potenziale indotto economico di una estesa e capillare campagna di rigenerazione urbana sul territorio italiano è stimabile in circa 328 miliardi di euro: per la precisione 327.986.751.765, cifra che si ricava dalla somma del valore delle opere da realizzare, pari a 310.537.447.415 euro, e degli oneri concessori da corrispondere alla pubblica amministrazione, quantificabili in 17.449.304.350 euro. Il dato, che rappresenta poco meno del 17% del Prodotto Interno Lordo dello Stato, è contenuto nel Primo rapporto sulla rigenerazione urbana in Italia, realizzato dal Centro Studi Sogeea e presentato nel corso di un convegno sul tema organizzato in Senato.
Per determinare i valori economici dello studio, si è proceduto innanzitutto a considerare scopi e obiettivi della rigenerazione urbana: su tutti il contenimento del consumo di suolo e l’intervento sul patrimonio edilizio esistente in regime di trasformazione (compresa demolizione e costruzione con premialità di cubatura secondo le prescrizioni di legge), recupero e riqualificazione di aree dismesse, di edifici abbandonati o inutilizzati, efficace riutilizzo dei vuoti urbani. Si è ovviamente cercato di tenere conto il più fedelmente possibile delle specificità territoriali e delle normative delle singole realtà di cui si è stimata la portata degli interventi. Il dettaglio relativo ai capoluoghi di provincia consegna un quadro di potenziale indotto di assoluta rilevanza: in particolare a Roma (15,6 miliardi di euro), Milano (7,3 mld), Napoli (5,3 mld), Torino (4,8 mld), Palermo (3,7 mld), Genova (3,2 mld), Bologna e Firenze (2,1 mld per ciascuna).
«Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute, non hanno perseguito serie politiche di riqualificazione dell’esistente – ha sottolineato Simoncini –, ma hanno teso senza sosta a svilupparsi verso l’esterno, creando periferie e frazioni prive di servizi primari e dei necessari requisiti di sicurezza. Una prima, timida inversione di tendenza per fortuna si intravede, anche se troppo spesso si lascia mano libera agli enti locali, che in nome della rigenerazione urbana si spingono a varare provvedimenti e norme che, seppur nati con le migliori intenzioni, rischiano di assumere i connotati di condoni edilizi mascherati o di temibili strumenti in mano agli speculatori. Quanto sia complesso convergere su di una efficace legge nazionale riguardo a materie in cui lo Stato concede ampie deleghe normative agli enti locali è di tutta evidenza. Un esempio si è avuto in questi anni con il provvedimento per arrestare il consumo di suolo in Italia.
Un quadro normativo chiaro e uniforme è fondamentale per attrarre investimenti privati, vitali per mettere in piedi un ampio ventaglio di politiche di riqualificazione in una fase di enorme difficoltà per le casse pubbliche, ma è imprescindibile anche per evitare di incappare negli errori del passato. Fortunatamente si sono fatte strada strada nuove consapevolezze: da una parte quella degli intellettuali e degli specialisti delle politiche urbanistiche, consci che la rigenerazione dell’esistente, in particolare delle periferie e delle aree più degradate, non è solo il tema da cui ripartire ma intorno al quale sviluppare un vero e proprio circolo virtuoso; dall’altra quella dei cittadini, sempre più orientati a scegliere realtà abitative qualitativamente migliori e non più disposti a svenarsi per abitare alle estreme propaggini di una città. Ecco che la necessità di agire su quanto edificato in modo disordinato o addirittura scellerato non può essere più procrastinata».

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La rigenerazione urbana, identità territoriali ed evoluzione normativa

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Roma 27 novembre 2018, ore 10.30 Senato della Repubblica Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di S. Maria sopra Minerva Piazza della Minerva, 38 presentazione del primo Rapporto sulla rigenerazione urbana in Italia.Lo studio offre un panorama del potenziale indotto economico di una estesa e capillare campagna di rigenerazione urbana sul territorio italiano, con tabelle di dettaglio per ciascun capoluogo di provincia.I dati verranno illustrati dal direttore del Centro Studi, Ing. Sandro Simoncini. Seguirà un dibattito a cui parteciperanno, tra gli altri, Federica Galloni (direttore generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del ministero per i Beni e le Attività culturali), Alessandro Manuel Benvenuto (presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati), Massimiliano Valeriani (assessore alle Politiche abitative e all’Urbanistica della Regione Lazio), Maurizio Decastri (prorettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata), Massimiliano Fuksas (architetto).

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Campidoglio-RFI-FS: siglato Protocollo d’intesa su sistema metro-ferroviario per promuovere la la rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Dal nodo di scambio Pigneto, al nuovo piano urbanistico della stazione Tiburtina, dal completamento dell’anello ferroviario Nord, alla riqualificazione delle aree limitrofe alle stazioni Tuscolana, Trastevere, Porto Fluviale e Quattro Venti, fino alla stazione Ostiense. Sono solo alcuni degli interventi e investimenti programmati nel Protocollo d’intesa per lo sviluppo del sistema metro-ferroviario e per la rigenerazione urbana delle aree ferroviarie dismesse della Capitale sottoscritto da Roma Capitale, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e FS Sistemi Urbani (FSSU).A monitorare l’attuazione degli interventi previsti verrà istituita una cabina di regia, composta dai soggetti firmatari del protocollo, che redigerà un report trimestrale sullo stato di avanzamento delle attività.Gli interventi individuati nel protocollo d’intesa:
Chiusura dell’Anello Ferroviario Nord: raddoppio della tratta Valle Aurelia – Vigna Clara e chiusura dell’anello ferroviario, anche per fasi funzionali, con innesti sulla linea Roma – Firenze e sulla linea FL5 con contestuale modifica del piano del ferro e upgrade tecnologico degli apparati di gestione della circolazione interessati;
Nodo di scambio Pigneto: nuova articolazione delle fasi di realizzazione sulla base dei finanziamenti resi disponibili.
Fase 1: realizzazione di una nuova fermata tra le stazioni di Roma Tuscolana e Roma Tiburtina con l’interscambio tra i servizi FL1-FL3 e la linea C della metropolitana di Roma; completamento del tombamento trasversale compatibile con la futura fermata sulla linea indipendente e realizzazione di un nuovo sistema di spazi pubblici;
Fase 2: realizzazione della fermata dei servizi FL4 ed FL6 sulla Roma – Cassino, tratta Roma Casilina – Roma Termini.
Fase 3: studio di fattibilità e realizzazione della fermata in corrispondenza della linea Indipendente Roma Casilina – Roma Tiburtina con copertura completa longitudinale del vallo ferroviario e contestuale potenziamento del PRG ferroviario di Roma Tiburtina al fine di incrementare la ricettività dell’ex Fascio B della stazione.
Piano Regolare Generale (PRG) ferroviario di Roma Casilina e Quadruplicamento Ciampino – Capannelle – Casilina:
1 – modifiche al piano del ferro di Casilina per l’eliminazione delle interferenze tra i flussi merci e i flussi metropolitani/regionali; sarà attivato un coordinamento tra RFI e Roma Capitale per la ripresa dell’attività e l’avvio di un piano di comunicazione e di un tavolo di confronto con i cittadini;
2 – realizzazione del quadruplicamento Ciampino – Capannelle;
3 – realizzazione del quadruplicamento Capannelle – Casilina per l’indipendenza dei flussi e l’aumento della capacità di penetrazione delle direttrici Cassino, Formia e Castelli. Realizzazione delle fermate Selinunte e Statuario.
Piano di Assetto della stazione di Roma Tiburtina:
1 – rimodulazione del sistema dei parcheggi e nuova suddivisione tra spazi di pertinenza e aree pubbliche;
2 – interventi per il completamento, revisione e modifica del Piano di assetto: integrazione nel sistema generale del piazzale Est, nuovo schema di assetto piazzale Ovest con l’arrivo della linea tranviaria da via Tiburtina ed attuazione comparto ricettivo, nuovi spazi pubblici dopo la demolizione della sopraelevata e riarticolazione delle aree edificabili.
Interventi di modifica al Piano Regolatore Generale (PRG) ferroviario di Roma Tuscolana: modifiche al piano del ferro della stazione per specializzare i flussi di traffico e ridurre le interferenze di circolazione. Piano di assetto della stazione di Roma Tuscolana: avvio delle attività per la redazione del nuovo Piano di Assetto urbanistico della stazione Tuscolana, con la realizzazione del nodo di interscambio con la metro A e la previsione di nuove funzioni.
Piano di assetto di Trastevere-Porto Fluviale e Quattro Venti: revisione, aggiornamento e attuazione per fasi del piano urbanistico.
Stazione Ostiense: studio preliminare per la riqualificazione urbanistica e funzionale del nodo di scambio con fermata Metro B Piramide e fermata Roma Lido.
Fermata Zama: progetto di fattibilità tecnica ed economica di una fermata sulle linee FL1, FL3, FL5.
Fermata Massimina: ipotesi per la realizzazione di una fermata sulla linea FL5.
Stazione di Magliana: modifica del piano del ferro – progettazione e successiva realizzazione per la modifica del piano del ferro con inserimento di due nuovi binari di attestamento.
In particolare, per l’inserimento di nuove fermate, si procederà a svilupparne le fattibilità tecnico-economica, approfondendo lo sviluppo del modello di esercizio ferroviario del nodo di Roma, in modo da consentire l’armonizzazione degli strumenti di pianificazione della mobilità. Tali attività verranno condivise e concordate con tutti gli enti interessati; le nuove fermate saranno realizzate sulla base dei finanziamenti disponibili.

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Urbact premia Roma Capitale, modello di rigenerazione urbana e good practice city

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Vincente il progetto “Rural” presentato da Roma Capitale nell’ambito del Programma “Urbact”, promosso dalla Cooperazione territoriale europea per uno sviluppo urbano sostenibile e integrato.
Già titolare del “Progetto Sidigmed – Orti Urbani”, la nostra città si è aggiudicata un ulteriore finanziamento europeo per trasferire le proprie strategie ambientali e di rigenerazione urbana nella città spagnola di Coruña e nella capitale lituana Vilnius.
Il progetto vincente – selezionato insieme ad altri 24 tra quelli presentati da altre 43 città europee – propone il trasferimento all’estero delle attività sviluppate durante il triennio 2014-2016 nei Municipi II, IV e IX: spazi verdi ricavati su terreni incolti, abbandonati o confiscati alla mafia, in cui soggetti fragili, Associazioni e semplici cittadini gestiscono insieme pratiche ortali. Difesa ecologica, valorizzazione territoriale e utilizzo dei beni comuni diventano, in tal modo, elementi di resilienza, inclusione e aggregazione sociale, a tutto vantaggio dell’identità collettiva urbana. Altro aspetto edificante, la destinazione finale dei prodotti coltivati, che potrà essere riservata all’autoconsumo e ad Associazioni dedite alla cura dei bisognosi.
«Roma diventa un modello di rigenerazione urbana e good practice city nel contesto europeo. Il riconoscimento di Urbact conferma la validità delle nostre buone pratiche ambientali e dei percorsi di riqualificazione integrata, attuati in favore del rilancio di centri e periferie urbane. Il tutto, attraverso modelli partecipativi di confronto fra cittadini e istituzioni, inclusione sociale, lotta ai cambiamenti climatici e sviluppo del territorio. La partecipazione al Programma Urbact è un’ottima vetrina per la promozione di Roma Capitale in qualità di “resilient urban agriculture city”», dichiara la sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.
«Le nostre buone pratiche ambientali e di innovazione urbana hanno riscosso successo, tanto da inaugurare un percorso stimolante di condivisione e confronto, consentendoci di ottimizzare la nostra esperienza in diversi contesti geografici e socio-culturali», dichiara Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.«Questo riconoscimento non rappresenta solo una vittoria per Roma, ma attesta l’importanza di un fenomeno sempre più diffuso, l’agricoltura urbana. Come Amministrazione abbiamo iniziato un percorso partecipato con le associazioni del settore per condividere il nuovo Regolamento degli orti urbani, che abbiamo già redatto e che approveremo a breve. Nell’ambito dei progetti del programma ‘Urbact’ garantiremo anche una compostiera di comunità per il trattamento della frazione verde e produzione di compost da destinare agli orti. Lavoriamo per mettere a sistema buone pratiche ambientali e percorsi di riqualificazione del verde», afferma Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.Il finanziamento – che ammonta a 80.000 euro – ha la durata di 6 mesi, durante i quali verrà realizzato lo studio di trasferibilità dei progetti nelle due città.In una seconda fase, concorreremo per un ulteriore finanziamento di 520.000 euro ai fini del trasferimento effettivo della buona pratica in Spagna e Lituania.

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Pratiche ambientali e rigenerazione urbana, Urbact premia Roma Capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

tallinn estoniaTallinn. Presente all’Urbact City Festival di Tallinn, Roma Capitale è stata premiata per le strategie di rigenerazione urbana e le buone pratiche ambientali realizzate nell’ambito del Programma “Urbact”, promosso dalla Cooperazione territoriale europea per uno sviluppo urbano sostenibile e integrato.
Già premiata per il “Progetto Sidigmed – Orti Urbani”, la nostra città potrà concorrere, insieme ad altre 96 città europee su un totale di circa 500 metropoli, all’assegnazione di un ulteriore finanziamento per trasferire le proprie strategie di rigenerazione urbana in altri contesti socio-geografici (good practice city), e per accogliere a sua volta quelle ideate all’estero (transfert city).
Una messa a sistema di buone pratiche ambientali e percorsi di riqualificazione integrata, finalizzata a favorire il rilancio di centri e periferie urbane attraverso modelli partecipativi di confronto fra cittadini e istituzioni, inclusione sociale, lotta ai cambiamenti climatici e sviluppo del territorio.
In questa seconda call di Urbact, Roma è chiamata a condividere i progetti vincenti sviluppati durante il triennio 2014-2016 nei Municipi II, IV e IX: spazi verdi ricavati su terreni incolti confiscati alla mafia, in cui soggetti fragili, associazioni e semplici cittadini gestiscono insieme pratiche ortali. Difesa ecologica, valorizzazione territoriale e utilizzo dei beni comuni diventano, in tal modo, elementi di resilienza e aggregazione sociale, a tutto vantaggio dell’identità comunitaria urbana.
«La partecipazione al Programma Urbact – dichiara Adriano Meloni, assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale – è un’ottima vetrina per la promozione di Roma Capitale in qualità di “resilient urban agriculture city”. Le nostre buone pratiche ambientali e di innovazione urbana hanno riscosso molto successo, tanto da suscitare l’interesse di città come Riga, La Coruña e Torun, che vorrebbero replicare i nostri modelli di orti urbani. Preferenze, queste, che inaugurano un percorso stimolante di condivisione e confronto, consentendoci di recepire a nostra volta progetti sviluppati altrove e che potrebbero trovare da noi un’ottima applicabilità». «Nell’ambito delle proposte formative finalizzate a integrare l’attività didattica delle scuole di Roma – afferma Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale – è stato inserito un progetto educativo innovativo dedicato alle scuole della città: “1000 orti per 1000 giardini”. L’obiettivo è rilanciare la salvaguardia della biodiversità e progetti di convivenza con la natura e tra le persone, per un futuro sostenibile e a misura di ambiente. Insieme alle associazioni stiamo lavorando anche sul nuovo regolamento degli orti urbani della città di Roma, uno strumento utile per la valorizzazione e la promozione dell’orticultura e dell’agricoltura urbana».Il finanziamento dura 24 mesi e prevede due fasi: una prima tranche di 80.000 euro per lo studio di trasferibilità dei progetti in altre città, e una seconda di 520.000 euro per le effettive azioni di trasferimento della buona pratica.

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Lazio: rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

regione-lazioIl Consiglio regionale del Lazio ha approvato la Legge per la Rigenerazione Urbana e per il Recupero Edilizio. Si tratta di un provvedimento che oltre ad archiviare definitivamente il Piano Casa apre la possibilità di avviare la tanto attesa cura del bello per intervenire attraverso la rigenerazione sull’immenso patrimonio immobiliare della periferia romana. Auspico che Roma Capitale sappia cogliere al meglio, insieme agli altri comuni regionali, la nuova opportunità per sviluppare un incisivo protagonismo nel rilancio qualitativo del suo patrimonio immobiliare e al tempo stesso possa esercitare una funzione di volano per il rilancio del settore edilizio, da anni in forte affanno.” Così in una nota in consigliere capitolino del Pd Antongiulio Pelonzi.

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