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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘rigenerazione’

Norme sulla rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

«Le norme sulla rigenerazione urbana contenute nel decreto sblocca cantieri sono parziali e non brillano per incisività, segno che il legislatore si è mosso con eccessiva timidezza a proposito di un tema che invece andrebbe trattato con grande determinazione. Almeno per due motivi: il patrimonio edilizio italiano, sia pubblico che privato, denuncia una fragilità complessiva e dei limiti qualitativi che andrebbero affrontati al più presto; inoltre, un’estesa campagna di rigenerazione dell’esistente, preferibilmente con un contestuale miglioramento dell’efficienza energetica e della capacità antisismica degli edifici, ha le potenzialità per sviluppare un indotto di oltre 300 miliardi di euro».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Legiferare a livello nazionale in materia urbanistica non è mai facile, in particolar modo perché si tratta di un campo in cui gli enti locali hanno delle prerogative forti e che reclamano a gran voce. Il decreto sblocca cantieri, però, oltre a qualche enunciazione di principio, si limita a delle semplificazioni negli interventi antisismici e a porre alle Regioni delle prescrizioni sulle deroghe alle distanze minime tra gli edifici e alle altezze massime degli stessi nell’ambito di opere di demolizione e ricostruzione. Si è, insomma, assai lontani da quel piano nazionale in grado davvero di incidere a fondo sul tessuto dei nostri centri urbani.
Altra cosa sarebbe un progetto complessivo con obiettivi di medio e lungo termine di cui non può che farsi carico l’amministrazione centrale dello Stato. Solo così si avrebbe una normativa capace, da una parte, di fornire linee guida chiare e uniformi agli enti locali e, dall’altra, di attrarre ingenti investimenti privati, irrinunciabili per mettere in piedi un ampio ventaglio di interventi in una fase di enorme difficoltà per le casse pubbliche. Con evidenti ricadute positive anche a livello occupazionale».

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Dati Ispra su rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

la sapienzaDichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Non c’è dubbio che le questioni urbanistiche e ambientali siano state le grandi assenti dal dibattito pubblico sia durante la campagna elettorale dello scorso anno sia nella prima parte dell’attuale consiliatura. I temi del trasporto, del decoro e dei rifiuti hanno monopolizzato l’attenzione mediatica, lasciando che fosse solo qualche addetto ai lavori a lanciare un grido di allarme sulla questione del consumo del suolo. A favorire un cambio di passo non ha certo aiutato il fatto che la legge nazionale in materia, tanto sbandierata a inizio legislatura, sia stata prima depotenziata nel passaggio alla Camera e poi di fatto abbandonata nelle commissioni del Senato.Roma – spiega Simoncini – prosegue la sua folle corsa verso l’esterno, sempre a caccia di nuovi territori da trasformare in periferie-dormitorio senza infrastrutture, servizi, tessuto sociale: una dispersione urbana ormai incancrenita, che non fa che acuire la fragilità complessiva del patrimonio edilizio, esasperare il fenomeno dell’abusivismo e moltiplicare i 100.000 cittadini che attualmente vivono in aree ad alto rischio idrogeologico. Il concetto di rigenerazione urbana fatica tremendamente a farsi strada in una realtà politico-economica da sempre condizionata dagli interessi dei grandi costruttori, senza che all’orizzonte si intraveda una reale volontà di invertire la tendenza».

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S. Gallicano: cellule staminali e rigenerazione tessuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

Lo studio pubblicato nell’ultimo numero di Cell Trasplantation osserva i meccanismi utili alla rigenerazione dei tessuti, dopo aver isolato cellule staminali adulte prelevate dal tessuto adiposo di pazienti che hanno avuto un autotrapianto di lipoaspirato. Gli autori, dr.ssa Valentina Folgiero del Laboratorio di Oncogenesi Molecolare dell’Istituto Regina Elena, ricercatrice nel gruppo diretto dalla dr.ssa Rita Falcioni, in collaborazione con la dr.ssa Stefania Bucher, responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto San Gallicano, confermano che le cellule staminali adulte purificate prelevate dal tessuto adiposo mantengono le loro caratteristiche di staminalità per un lungo periodo di coltura in vitro, per cui possono essere applicate per una terapia cellulare finalizzata all’incremento dell’efficienza del trapianto autologo di tessuto adiposo in tutti i casi di chirurgia conservativa o di ricostruzione tessutale dopo traumi, mastectomie, ulcere, radioterapia e interventi chirurgici di varia natura.
Le tecniche utilizzate nella medicina rigenerativa dei tessuti richiedono la possibilità di estrarre cellule staminali adulte in quantità elevate. Infatti le cellule staminali adulte contribuiscono in modo significativo alla rivascolarizzazione del tessuto, alla rigenerazione ed alla funzione dell’organo.  Negli USA almeno 400.000 persone l’anno sono trattate con autotrapianto di tessuto adiposo. In chirurgia plastica la tecnica è considerata semplice e sicura e l’uso di cellule staminali derivate da tessuto adiposo potrebbe accelerare i risultati estetici e aumentare la qualità di vita dei pazienti. “L’obiettivo del nostro studio – spiega la dott.ssa Rita Falcioni – è stato comprendere come incrementare la rigenerazione del tessuto tolto dopo intervento chirurgico al fine di rigenerare l’epitelio sovrastante.” Le cellule staminali adulte derivate da tessuto adiposo sono state isolate e purificate da  grasso aspirato di 15 pazienti trattati tramite autotrapianto di tessuto adiposo dopo mastectocomia o quadrantectomia. Le cellule staminali derivate da questi tessuti sono state caratterizzate per l’espressione dei markers di staminalità (CD) e per la loro capacità di differenziare in tessuto adiposo in coltura in vitro a breve e lungo termine. “Abbiamo dimostrato – prosegue la Falcioni – che le cellule staminali adulte ottenute dal tessuto adiposo esprimono alti livelli di markers di staminalità e che questi si mantengono agli stessi livelli di espressione per almeno 3 mesi. Abbiamo quindi analizzato la loro capacità di differenziare a breve e lungo termine di coltura in vitro e abbiamo osservato  che le cellule staminali adipose adulte sono in grado di differenziare in adipociti anche dopo 3 mesi di coltura in vitro confermando l’ ipotesi che queste cellule mantengono tutte le caratteristiche di staminalità anche in coltura a lungo termine.
Oltre i tre mesi di coltura in vitro, si è osservato che le cellule staminali adipose non sono più proliferanti e non vanno in senescenza indicando che sono in attesa di differenziare qualora venissero spinte a farlo con lo stimolo adeguato.     “Grazie ai finanziamenti di AIRC e del New Idea Award (bando di assegnazione fondi del Ministero della Salute proprio dell’IRE) proseguiremo su tale strada”, assicurano i Direttori Scientifici Prof.ssa Paola Muti (IRE) e Prof. Aldo Di Carlo (ISG).

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