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Scuola: In Gazzetta Ufficiale il decreto anti-Covid che impone più rigore

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

È stato firmato dal premier Giuseppe Conte e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nella tarda serata di ieri, il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri sulle disposizioni anti-Covid19, il virus che negli ultimi giorni ha fatto registrare una preoccupante nuova impennata di contagi. Il testo, pubblicato nella G.U. numero 125, si intitola “Misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19”, e autorizza la proroga al 31 gennaio dello stato di emergenza in conseguenza della dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale” da parte della Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Tra le disposizioni più rilevanti, impone l’obbligo di avere sempre con sé un dispositivo di protezione delle vie respiratorie e di indossarlo qualora ci si trovi vicini a persone non conviventi. Nessun obbligo di mascherina, invece, se si è all’aperto e nei casi in cui sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento. E nemmeno quando si è seduti a scuola per seguire le lezioni se è garantito il distanziamento minimo di un metro. Nel Governo passa la linea della protezione massima. Nello specifico, la disposizione approvata dal Cdm e subito pubblicata in Gazzetta Ufficiale prevede l’obbligo di indossare la mascherina “nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”. Sono esclusi dall’obbligo di indossare la mascherina in volto i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, ma anche i bambini di età inferiore ai sei anni e anche i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità. Anche nella scuola, tuttavia, le regole rimangono immutate: “abbiamo protocolli e linee guida già stabiliti – ha tenuto a dire la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina al Tg di La7 -: se uno studente è seduto a un metro di distanza può abbassarla, se vuole tenerla può farlo, nelle situazioni di dinamicità va tenuta”. Ma la ministra Azzolina avrebbe richiesto anche maggiore “tempestività nella risposta dei dipartimenti di prevenzione alle scuole, utilizzo dei test rapidi non solo per le operazioni di screening e maggiore uniformità delle Asl nell’interpretazione dei protocolli”.

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Rigore, equità, crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

elezioniMolti di noi di certo ricorderanno le parole “Rigore, equità, crescita” espresse da un signore che ha conquistato la nostra fiducia per l’essere serio, riflessivo e con un curriculum professionale dal punto di vista accademico e istituzionale di tutto rispetto. Parole dette in presenza di autorevoli personalità, rilanciate dai media, sublimate nei nostri pensieri. E il rigore è calato come una clava, nelle mani di un energumeno, sui poveri pensionati in nome dell’equità come se il necessario fosse traducibile in superfluo e tutti hanno accettato nella consapevolezza del momento critico che ci attraversa. Ma con il passare del tempo la verità delle parole si è tradotta con la menzogna dei fatti. Rigore si, ma per certi e non per altri. Si toglie dalla bocca del povero il pane per lasciare le leccornie nel piatto del benestante. Così abbiamo compreso cosa significa equità per questo signore blasonato.
Tutti noi sappiamo che se si volesse essere equi potremmo ricavare senza molti affanni qualcosa corrispondente a oltre 200 miliardi di euro dagli sprechi, dalle spese evitabili, dai recuperi di risorse, da un’economia virtuosa capace d’escludere le aree del privilegio senza esercitare vessazioni di alcun genere. La crescita, a questo punto diventerebbe una naturale conseguenza e non una artificiosa misura costruita sulle sabbie mobili. La crescita del sistema paese in Italia come nel resto del mondo non è il frutto, sia chiaro, di un’invenzione mediatica o di un trucco da prestigiatore, ma si costruisce pietra su pietra attraverso una progettua-lità legata alla funzionalità e l’operatività dei suoi strumenti. Ovvero attraverso una politica dalle decisioni rapide, una giustizia con procedi-menti che portano una sentenza definitiva in tempi brevi, uno sviluppo omogeneo sull’intero territorio sanando le aree depresse, una scuola del sapere prima ancora d’essere una macchina che produce solo titoli, una politica sociale e del lavoro che sappia essere giusta interprete del diritto dei tutti ad un lavoro quale naturale passaggio per un vivere civile e dignitoso, alla salute e al rispetto per chi ha già dato e che ora attende l’adeguato corrispettivo. In difetto di ciò le parole “rigore, equità, crescita” sono diventati una beffa e quel signore che le ha pronunciate ha avuto solo il merito di renderle vuote, prive di significato, amare e false. Tutto questo lo scrivo a futura memoria per la prossima tornata elettorale e per una riflessione sull’uso che ne faranno i molti politici per la delizia dei nostri uditi. (Riccardo Alfonso)

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Bilancio di Roma: sfida del rigore accettata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2016

andrea-mazzilloRoma di Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio. Pur “valutando positivamente la politica di bilancio ispirata a principi di prudenza adottata dall’ente”, l’Organo di revisione finanziaria del Campidoglio (Oref), ha dato parere non favorevole allo schema di bilancio di previsione 2017-2019 adottato dalla giunta lo scorso 15 novembre. Valuteremo le prescrizioni e le osservazioni dell’Oref, in modo che la giunta possa adottare al più presto un nuovo schema di bilancio da sottoporre all’Assemblea capitolina. I revisori contabili sono stati particolarmente rigorosi nella loro analisi e noi vogliamo raccogliere questa sfida al rigore.Analoghi rilievi effettuati dall’Oref in passato non hanno mai prodotto pareri negativi e le valutazioni espresse oggi sono riferibili non al bilancio corrente ma a criticità ereditate dalle passate amministrazioni. Le consideriamo un’opportunità per migliorare ulteriormente il documento fondamentale per l’azione amministrativa per il prossimo triennio.Cominceremo affrontando il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, che consentirà di dare ossigeno ai debitori e fornitori di Roma Capitale, e dunque alle imprese. Spiace solo che non ci siano, a questo punto, i tempi tecnici per poter approvare il bilancio entro il 31 dicembre. Ci sono comunque i tempi per predisporre un nuovo schema di bilancio ed approvarlo entro i termini stabiliti dalle norme (28 febbraio 2017) visto che con largo anticipo eravamo pronti ad approvare il Bilancio, una cosa più unica che rara. Non si ferma la nostra azione amministrativa improntata a principi di trasparenza e rigore contabile. Come riconosciuto dallo stesso Oref, questo è un bilancio vero, ispirato a criteri di prudenza e credibilità. Dopo le opportune modifiche lo riproporremo, con più forza e determinazione di prima. (fonte blog di Grillo)

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Mostra Il rigore e la grazia. La Compagnia di San Benedetto Bianco nel Seicento fiorentino

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2015

palazzo pittiFirenze apertura straordinaria della Cappella Palatina di Palazzo Pitti e degli storici ambienti attigui che accolgono la mostra dallo scorso 22 ottobre. I curatori Alessandro Grassi, Michel Scipioni e Giovanni Serafini illustreranno con piacere la mostra ai visitatori nei seguenti giorni alle ore 15:
mercoledì 9 dicembre 2015 ore 15
martedì 22 dicembre 2015 ore 15
mercoledì 13 gennaio 2016 ore 15
martedì 26 gennaio 2016 ore 15
giovedì 11 febbraio 2016 ore 15
venerdì 4 marzo 2016 ore 15
Per partecipare è necessario l’acquisto del biglietto del Museo degli Argenti (che consente la visita oltre che della mostra e del Museo degli Argenti anche dei Giardini di Boboli e Bardini, oltre che della Galleria del Costume). Costo del biglietto intero: € 10.00; ridotto: € 5.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 ed i 25 anni (gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea). Il punto di ritrovo della visita è nel Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti davanti alla porta d’accesso alla Cappella Palatina.
La mostra ha costituito una grande opportunità che ha visto unirsi il principio della tutela del patrimonio territoriale fiorentino con quello della sua valorizzazione, grazie ai restauri effettuati appositamente alle nuove sale espositive, anch’esse recuperate e inserite da oggi nel circuito di visita del Museo degli Argenti. Il tesoro esposto in mostra proviene quasi interamente dal patrimonio della compagnia di San Benedetto Bianco, che è stata una fra le più importanti e prestigiose aggregazioni laicali fiorentine. Vi sono opere di prestigiosi artisti del Seicento fiorentino come Cristofano Allori, Vincenzo Dandini, Matteo Rosselli, Agostino Melissi, Lorenzo Lippi, Ottavio Vannini, Jacopo Vignali, Giovanni Martinelli, Mario Balassi, Simone Pignoni. (foto: palazzo pitti)

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Rigore, equità, crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 Maggio 2012

Molti di noi di certo ricorderanno le parole “Rigore, equità, crescita” espresse da un signore che ha conquistato la nostra fiducia per l’essere serio, riflessivo e con un curriculum professionale dal punto di vista accademico e istituzionale di tutto rispetto. Parole dette in presenza di autorevoli personalità, rilanciate dai media, sublimate nei nostri pensieri.
E il rigore è calato come una clava, nelle mani di un energumeno, sui poveri pensionati in nome dell’equità come se il necessario fosse traducibile in superfluo e tutti hanno accettato nella consapevolezza del momento critico che ci attraversa.
Ma con il passare del tempo la verità delle parole si è tradotta con la menzogna dei fatti. Rigore si, ma per certi e non per altri. Si toglie dalla bocca del povero il pane per lasciare le leccornie nel piatto del benestante. Così abbiamo compreso cosa significa equità per questo signore blasonato.
Tutti noi sappiamo che se si volesse essere equi potremmo ricavare senza molti affanni qualcosa corrispondente ad oltre 200 miliardi di euro dagli sprechi, dalle spese evitabili, dai recuperi di risorse, da un’economia virtuosa capace d’escludere le aree del privilegio senza esercitare vessazioni di alcun genere.
La crescita, a questo punto diventerebbe una naturale conseguenza e non una artificiosa misura costruita sulle sabbie mobili.
La crescita del sistema paese in Italia come nel resto del mondo non è il frutto, sia chiaro, di una invenzione mediatica o di un trucco da prestigiatore, ma si costruisce pietra su pietra attraverso una progettualità legata alla funzionalità e l’operatività dei suoi strumenti. Ovvero attraverso una politica dalle decisioni rapide, una giustizia con procedimenti che portano una sentenza definitiva in tempi brevi, uno sviluppo omogeneo sull’intero territorio sanando le aree depresse, una scuola del sapere prima ancora d’essere una macchina che produce solo titoli, una politica sociale e del lavoro che sappia essere giusta interprete del diritto dei tutti ad un lavoro quale naturale passaggio per un vivere civile e dignitoso, alla salute e al rispetto per chi ha già dato e che ora attende l’adeguato corrispettivo. In difetto di ciò le parole “rigore, equità, crescita” sono diventate una beffa e quel signore che le ha pronunciate ha avuto solo il merito di renderle vuote, prive di significato, amare e false. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Caso Bondi e ragioni a monte

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 Maggio 2012

“Le veline di Palazzo Chigi lasciano intendere che il governo sarebbe stato indotto a nominare commissario Enrico Bondi perché la Ragioneria generale dello Stato non avrebbe fornito i dossier a Pietro Giarda (il quale peraltro e’ stato per anni alla presidenza della Commissione sulla spesa pubblica). E’ veramente un atto di grave irresponsabilità mettere in cattiva luce la RGS che e’ sicuramente uno dei “pezzi pregiati” dell’amministrazione pubblica, la cui azione si svolge da sempre con grandi qualità e rigore nell’interesse di quello Stato che deve restare anche quando i tecnici smetteranno di fare danni e se ne andranno”.(Giuliano Cazzola Deputato del PdL)

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Economia: Rigore e sviluppo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2011

Una manovra finanziaria di rigore ma senza equità e senza meccanismi efficaci di ripresa economica sarebbe destinata al fallimento. In una situazione occupazionale già difficile e con la stima di un ulteriore aggravamento tanto da prevedersi una perdita di altri 100.000 posti di lavoro entro la fine dell’anno, i tagli annunciati da soli sarebbero altamente recessivi. Non sarebbe capito e tanto meno accettato dai cittadini. Inevitabilmente provocherebbero tensioni sociali con ricadute pesanti sulla stessa economia e tanto più sul ridimensionamento del debito. Non siamo contro il rigore. Anzi occorrono controlli stringenti per eliminare i tanti sprechi quotidiani. Non solo nei ministeri e negli enti e società ad essi collegati. Comuni, province e regioni non sono sottoposti ad alcun controllo, se non quello della Corte dei Conti che arriva dopo molti anni. Si pensi che i revisori dei conti vengono scelti dagli stessi amministratori ed è stato eliminato finanche il parere di legittimità obbligatorio che prima esprimevano i segretari comunali e provinciali. Il peso della manovra non può che essere giustamente distribuito. Ciò vuol dire che a pagare di più deve essere chi ha e ha avuto di più. Non si tratta di punire i più fortunati, ma di chiedere loro di contribuire di più alla salvezza del paese. Perciò serve una patrimoniale forte sulle grandi ricchezze e sui grandi patrimoni. Secondo noi la metà della manovra dovrebbe essere a loro carico. Del tutto fuori luogo sono le lamentele per la cosiddetta tassa di solidarietà a carico di manager, calciatori, attori, giornalisti, grandi professionisti, alti dirigenti delle Stato e delle Regioni, ecc. Certo bisogna ridurre anche le spese inutili ed eccessive della politica, a partire dalla drastica riduzione del finanziamento pubblico dei partiti. La lotta al sommerso, all’elusione e all’evasione fiscale, anche quella che usa i derivati finanziari come moderni strumenti di abbattimento dell’imponibile, deve essere fatta con maggiore convinzione. Le ultime stime indicano un sommerso di 230 miliardi di euro! Dopo averne verificato la praticabilità costituzionale, si potrebbe recuperare qualcosa anche dai capitali già fuggiti all’estero e scudati con il semplice pagamento del 5%. Non si può ritenere equo l’aumento dell’Iva, come molti auspicano, in quanto andrebbe a colpire linearmente tutti i cittadini e avrebbe effetti recessivi. Scaricare pesanti tagli sugli enti locali, soprattutto per quella parte che andrebbe a colpire i servizi sociali, è la strada più semplice ma non la più equa. Certamente occorre razionalizzare l’amministrazione pubblica. Vi è l’indubbia necessità di un progressivo adeguamento del nostro welfare, delle nostre pensioni e del lavoro agli standard europei. L’Italia, la Francia e gli altri Paesi non potranno chiedere aiuto all’Europa se non adeguano l’età pensionistica a quella dei lavoratori tedeschi.Ma colpisce molto il fatto che la manovra manchi di una idea e di una visione strategica per la crescita e per lo sviluppo. In verità non ci sorprende in quanto un crescente fondamentalismo neoliberista, che vede lo Stato come il nemico da abbattere, è penetrato ovunque. È l’ultima ideologia morente dell’Ottocento che sta facendo danni enormi. Un liberismo economico e un monetarismo nati nella vecchia Inghilterra dove l’economia poteva contare non su uno Stato ma su un impero che raccoglieva ricchezze a man bassa dalla sue colonie. Noi crediamo che la ripresa debba essere al centro delle decisioni della manovra economica in discussione. Non basta il risanamento del bilancio. Gli enti locali hanno un patrimonio immobiliare di circa 350 miliardi. La parte inutilizzata è di 20-40 miliardi. Il 60% del totale riguarda l’edilizia residenziale pubblica che potrebbe in parte essere venduta ai residenti. Venduta, non svenduta. Attualmente gli enti locali hanno un debito complessivo di 111 miliardi dei quali 78 nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti. Alla quale ovviamente pagano gli interessi dovuti. Secondo noi, potrebbero estinguere tale debito nei confronti della Cassa vendendo alla stessa parte dei loro immobili. Ma la Cdp dovrebbe creare un Fondo equity il cui capitale sarebbe formato proprio dal valore degli immobili. Tale fondo dovrebbe essere finalizzato alla promozione di investimenti, a partire dalle grandi infrastrutture nel Mezzogiorno la cui carenza incide negativamente sull’intera economia nell’area e nel Paese.
Lo stesso si potrebbe fare anche con le riserve auree della Banca d’Italia. Esse erano 2.412 tonnellate a fine 2010 con un valore di 83 miliardi. Oggi con il mercato dell’oro in crescita vertiginosa, valgono oltre 100 miliardi. Da tempo noi sosteniamo, e recentemente con la loro autorevolezza lo propongono anche Romano Prodi e Alberto Quadrio Curzio, la istituzione degli EuroUnion Bond. Secondo la loro proposta i paesi dell’Unione europea dovrebbero conferire in un Fondo finanziario europeo in modo proporzionale capitali per 1.000 miliardi di euro. In parte formati dalle riserve auree e in parte dalle quote azionarie di società partecipate dai vari governi. L’Italia dovrebbe contribuire per 180 miliardi, di cui oltre 100 riferiti alle riserve auree. Il fondo potrebbe emettere bond per circa 3.000 miliardi: 2.300 per portare la media del debito europeo da 86% al 60% del Pil e 700 miliardi per promuovere grandi progetti di investimento. Anche su questo terreno si valuterà la capacità del governo e del parlamento italiano. (Mario Lettieri Sottosegretario dell’Economia nel governo Prodi e Paolo Raimondi Economista – fonte Italiaoggi)

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Economia: le distrazioni della politica

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

“Rigore e crescita. È il binomio che riassume perfettamente il contenuto dell’appello che, in questi giorni, osservatori, operatori nazionali e internazionali lanciano al Paese. Il PD, da tempo, ha colto il messaggio e si è dato da fare per trasformare le parole in proposte concrete, presentate a più riprese in Parlamento. Purtroppo il governo fa orecchie da mercante, e le performance di ieri di Bossi e Berlusconi ne sono una conferma. Anziché concentrarsi sui problemi che attanagliano il Paese, i due hanno impiegato altro tempo (come se quello già perso non fosse bastato) a valutare le rispettive mosse politiche, mettendo da parte, ancora una volta, le vere emergenze italiane, a partire dalla formulazione di un nuovo patto economico fondativo, il cui contenuto contribuirà a formare la nostra identità tra dieci anni. Solo in un quadro di drastiche scelte, di riforme radicali, è possibile mettere a punto una manovra rigorosa ed equa e un piano di crescita che liberino le migliore risorse del Paese da falsi alibi e assistenzialismi. Fanno bene le parti sociali a battersi per rilanciare un’idea di crescita basata sul rigore, attraverso la messa in campo di un complesso di regole e di una riforma fiscale autentiche. Ma per realizzare tutto questo è fondamentale sapere dove il governo ha intenzione di portare il Paese e, a giudicare da ieri, non intravedo buone intenzioni”. Lo dichiara Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Anno del coniglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

Milano 6 febbraio a partire dalle 18.30 Black Hole Café, viale Umbria 118. Ingresso libero, aperitivo10 euro ad iniziativa dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano Polo di Mediazione interculturale e comunicazione. Il rigore e l’eleganza delle arti marziali orientali. L’originalità delle danze tradizionali cinesi. E poi musica e un aperitivo a buffet per tutti i partecipanti. Così l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano darà il benvenuto all’Anno del Coniglio di ferro nella serata organizzata in collaborazione con il Black Hole Cafédi Milano.
Sul palco del locale, a partire dalle 18.30, la ballerina cinese Olivia Kwong si esibirà in coreografie tradizionali e spettacolari come la danza con il tamburo. A seguire, cinture nere e cinture bianche dell’Associazione Italiana Kung fu si alterneranno nell’esecuzione di forme tradizionali di taiji quan e shaolin quan,due differenti stili di kung fu, mostrando sia le tecniche più semplici insegnate ai principianti, sia le forme di combattimento più evolute, con e senza armi.

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Manovra economica

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

“Quella approvata dal Senato è una manovra di rigore che tutela e rafforza l’Italia nel contesto economico internazionale”. Così commenta Mario Mantovani, Sottosegretario alle Infrastrutture e dirigente nazionale PdL il voto di fiducia ottenuto questa mattina dalla manovra finanziaria che ora passerà alla Camera dei Deputati. “Il Governo, grazie al Presidente Berlusconi, sta operando per applicare una politica di rigore ormai indispensabile e non più rinviabile, al fine di consolidare il bilancio pubblico e ridurre debiti e sprechi. Un lavoro –sottolinea Mantovani- premiato dall’Europa che ha riconosciuto la bontà delle misure adottate”. “Mentre dunque i giornali e certi lobbies continuano a prefigurare scenari politici inconsistenti, il governo Berlusconi voluto e sempre premiato dagli elettori in tutte le recenti tornate elettorali –conclude Mantovani- continua e continuerà con responsabilità ed efficacia la propria azione a favore della crescita e del benessere degli Italiani”. (n.r. riguardo la manovra l’Europa ha riconosciuta la validità solo dell’ammontare delle economie ottenute ma non è entrata nel merito. E’ proprio sulla “scaletta” delle cose da fare che la manovra ha fallito in quanto non ha colpito gli sprechi ma si è preoccupata solo di “tagliare” indiscriminatamente. Questo lo possono fare tutti e non ci vuole un grande ingegno. Se si vuole essere virtuosi di nome e di fatto ben altri tagli dovevano essere praticati).

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Cancro e farmacogenetica

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2010

Borgonato di Cortefranca (BS) 7 giugno Erika Cecchin, giovane dirigente all’Unità di Farmacologia Sperimentale e Clinica del CRO guidata dal dottor Giuseppe Toffoli, riceverà il prestigioso premio della Fondazione Guido Berlucchi. La Fondazione G. Berlucchi dal 2000 promuove esclusivamente studi di elevato impegno e rilievo, effettuati in istituti, enti e organismi, pubblici o privati, italiani o stranieri, di alta qualificazione scientifica e provato rigore metodologico. Erika Cecchin verrà premiata come primo autore di un lavoro scientifico – pubblicato sulla rivista Journal Clinical Oncology – sull’impatto di varianti genetiche dei geni UGT1A sull’effetto farmacologico del farmaco anti-tumorale irinotecano. Il lavoro è frutto di una collaborazione fra ricercatori del CRO di Aviano con l’Università di Chicago (USA) e con importanti istituzioni oncologiche italiane ed ha permesso di identificare le varianti genetiche responsabili della tossicità e della risposta all’irinotecano, un farmaco antitumorale comunemente impiegato nella cura di alcune importanti patologie neoplastiche come il tumore del colon. Di particolare importanza è stata l’osservazione dei ricercatori dell’Unità di Farmacologia Sperimentale e Clinica (FSC) del CRO di Aviano che una variazione genetica comune (UGT1A1*28) fosse associata alla tossicità e alla risposta al trattamento chemioterapico in pazienti affetti da carcinoma colon rettale metastatico trattati con un’associazione di farmaci comprendenti l’irinotecano. Studi molto recenti svolti presso la FSC hanno portato alla definizione di un dosaggio personalizzato del farmaco irinotecano basato sulla determinazione, prima della somministrazione della terapia, del polimorfismo UGT1A1*28. L’effetto di questo dosaggio personalizzato su base genetica sull’efficacia del trattamento è tuttora oggetto di studi clinici svolti sotto la supervisione dei ricercatori della FSC. Grazie ai risultati di queste ricerche i pazienti potranno beneficiare di conseguenze concrete e relativamente immediate, Da un semplice prelievo di sangue o di saliva, si scopre se la terapia sarà veramente efficace ed i pazienti a cui il trattamento non è potenzialmente utile. L’interesse per questa attività di ricerca ha attirato l’attenzione di Diatech, l’unica azienda in Italia che si occupa di ricerca farmacogenetica, con la quale il CRO di Aviano nel luglio scorso ha realizzato uno spinoff, PHARMADIAGEN, funzionale anche alla “trasformazione” degli studi del CRO in kit diagnostici per test farmacogenetici già presenti in tutta Italia. (erika)

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Tremonti vero europeista

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2010

Nella sua rubrica settimanale sul magazine Libertiamo.it, il deputato del PDL Giuliano Cazzola evidenzia il paradosso del PD che, non potendo dare torto ad un Tremonti “abile ed ‘intuitivo’ quanto a vocazione europeista” accusa “il superministro di essere stato euroscettico e di avere cambiato opinione”. In realtà la vocazione europeista di Tremonti, secondo il vice-presidente della Commissione Lavoro della Camera, era già emersa dal 2008, quando il Ministro dell’economia sposò la linea del rigore, malgrado la sinistra “lo invitasse a non tener conto dei parametri di Maastricht (o almeno di quanto rimaneva di essi) col pretesto che molti Paesi avevano scelto di sostenere lo sviluppo con l’impiego di risorse pubbliche, in barba ai deficit di bilancio”. La politica del rigore era l’unica autenticamente europeista, “come stanno dimostrando oggi le situazioni di tanti Paesi allora indicati ad esempio di virtù keynesiane” e Tremonti fece bene a non dare ascolto alle “tiritere sull’allocazione di un punto di pil, care a Bersani, inascoltato profeta di politiche economiche sbagliate”. La situazione attuale – conclude Cazzola – “sollecita la continuità di una politica di risanamento”. (Francesco Comellini)

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Trattamento invalidità civile

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2010

L’Inps rende noto che nei primi due mesi del 2010 sono state presentate 150.000 domande contro le circa 350.000 presentate nei primi due mesi del 2009, con un crollo del 58 per cento. Ciò è avvenuto in coincidenza con la nuova procedura in vigore dal primo gennaio, per la quale la presentazione delle domande avviene direttamente all’Inps per via telematica piuttosto che alle Asl. Gli obiettivi della riforma partita dal primo gennaio sono la trasparenza, il rigore e l’uniformità su tutto il territorio nazionale nel riconoscimento e nel trattamento dell’invalidità civile. (fonte j buon giorno impresa)

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Chieste dimissioni di D’Ubaldo e Gramazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Regione Lazio. “Siamo di fronte ad una incompatibilità tra cariche senatoriali e ruoli dirigenziali all’interno dell’Asp”, è quanto fa sapere in una nota Peppe Mariani, Presidente della Commissione Lavoro, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Politiche Sociali durante l’audizione della Commissione Sanità con il Presidente dell’Asp D’Ubaldo e il consigliere d’amministrazione della stessa agenzia Gramazio. “Proprio nel momento in cui la Regione sta conducendo un complesso lavoro di riordino del settore sanitario, lavoro che comporterà inevitabilmente scelte coraggiose e non sempre facilmente comprensibili, occorre dimostrare massimo rigore e serietà di fronte ai cittadini”.  “Per questo è doveroso dal punto di vista istituzionale fare chiarezza ed evitare che si concentrino su singole persone responsabilità di fatto incompatibili. È il caso del Presidente dell’Agenzia di Sanità Pubblica D’Ubaldo e del Consigliere d’Amministrazione Gramazio – continua Mariani – i quali si trovano a svolgere funzioni delicatissime e molto impegnative assieme a quelle, altrettanto gravose, di Senatori della Repubblica.”  “E’ inoltre proprio la funzione strategica che l’Asp ricopre nella realizzazione del Piano Sanitario Regionale che ci spinge a porre questa pregiudiziale.” “L’Asp infatti – prosegue Mariani – essendo l’organismo deputato al controllo dei livelli di qualità dell’offerta sanitaria delle Asl, necessita di un lavoro e di una presenza che offra assoluta dedizione, massima competenza ed indiscutibile professionalità.” “Destano stupore e preoccupazione le dichiarazioni che ieri il Senatore D’Ubaldo ha rilasciato al Corriere della Sera, in particolar modo quando, riferendosi ai criteri per nominare il Direttore della stessa Agenzia Regionale, ha chiaramente sottodimensionato l’importanza delle credenziali scientifiche a favore di criteri più marcatamente politici.” “Occorre grande attenzione e trasparenza in tema di Sanità Regionale ed in particolar modo quando si tratta di nominare il Direttore di un’Agenzia così strategica per il funzionamento del sistema sanitario. Non possiamo – conclude Mariani – rischiare altri scivoloni su un terreno così delicato. Le dimissioni di Gramazio e D’Ubaldo dai vertici dell’Asp sarebbero in questo senso un gesto di grande correttezza e trasparenza.”

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Il vaccino antinfluenzale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

Ha destato grande preoccupazione a livello mondiale la notizia secondo cui una piccola compagnia farmaceutica cinese avrebbe licenziato un vaccino contro la nuova influenza A/H1N1. E’ altamente improbabile che tale azienda possa avere superato per tempistica i grandi colossi multinazionali del farmaco che hanno investito miliardi di dollari in tecnologia. E’ possibile che la piccola azienda cinese non abbia rispettato appieno i protocolli di sicurezza del vaccino. E’ noto altresì che in Cina l’Autorità nazionale per gli alimenti ed i farmaci di Pechino non ha lo stesso rigore della Food and Drug Administration degli Stati Uniti d’America e dell’analogia Autorità europea ( EMEA). E’ possibile quindi che il vaccino immesso sul mercato cinese possa provocare effetti collaterali, anche seri, a breve o media distanza.  In tal caso la comunità internazionale difficilmente ne verrebbe a conoscenza per la mancanza di trasparenza da parte delle Autorità cinese nei confronti di qualsiasi notizia di rilevanza internazionale. Vale a questo riguardo ricordare come la Cina nascose per molti mesi i dati relativi all’epidemia di SARS nel 2003 con gravi conseguenze a livello internazionale. Hanno destato altrettanta, se non maggiore, preoccupazione le troppo tempestive e precoci congratulazioni alla Cina da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tenuto conto conto che il Direttore Generale dell’OMS é la cinese Margaret Chan. Poichè l’OMS gestisce il denaro erogato dagli Stati per la salute pubblica mondiale, non é escluso che l’OMS possa comperare dalla compagnia cinese il vaccino contro la nuova influenza A/H1N1 per distribuirlo nei paesi africani o comunque a basso reddito mettendo a rischio la salute di quelle popolazioni se effettivamente quel vaccino non dovesse aver i requisiti di sicurezza.  La comunità mondiale deve risolvere nei tempi più brevi possibili l’assurdità che a capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità vi sia una rappresentante del governo di Pechino, paese che non rispetta i diritti civili ed umani, specie delle donne, non rispetta l’ambiente, nasconde le epidemie, sostituendola con un rappresentante di un paese democratico. (Dr Walter Pasini Direttore Centro Global Health)

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La scuola che boccia è la scuola migliore?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

I dati parziali relativi alla chiusura dell’anno scolastico, diffusi nelle ultime ore, richiedono una seria interpretazione. Non otterranno il diploma circa 3mila studenti in più rispetto allo scorso anno. Alle medie pare che circa 12mila studenti in più non siano stati ammessi alla classe successiva, e di questi 3mila a causa del voto in condotta insufficiente. Circa 30mila studenti in più, nelle superiori, presentano insufficienze da recuperare. Circa 6.500 studenti, nelle superiori, sono bocciati a causa dell’insufficienza in condotta. Negli istituti professionali il 23% degli studenti non è ammesso alla classe successiva. I dati preoccupano: che succede, improvvisamente, nella scuola italiana? Perché, ancora una volta, l’area tecnico-professionale evidenzia palesi difficoltà? Come Associazione di genitori abbiamo condiviso l’idea che un certo rigore e il rispetto delle regole per una civile convivenza siano un richiamo alla responsabilità ed all’impegno, necessari in ogni percorso educativo. Riteniamo, però, come da alcuni mesi stiamo ripetendo, che nella scuola media il ritorno al voto numerico abbia indotto ad una certa confusione fra “misurazione” e “valutazione”, quest’ultima da considerarsi sempre azione collegiale. Il voto relativo alla condotta, inoltre, se non collocato in un quadro di condivisione di regole, sullo sfondo dello Statuto degli Studenti e dei Patti di corresponsabilità educativa tra scuola e genitori, può divenire solo la reazione repressiva ad una situazione di precari rapporti nelle scuole fra studenti, docenti e genitori. Non necessariamente, dunque, la scuola che boccia è la scuola migliore, anche perché  i “bocciati” rientrano, in qualche modo, nel sistema educativo oppure passano “in carico” al sistema sociale e non contribuiscono comunque alla crescita della comunità.  Riteniamo che la scuola debba “bocciare” proporzionalmente a quanto offre, alla qualità dei percorsi attivati e del personale docente, all’investimento di tempo e di risorse utilizzate perché ogni studente abbia pari e personalizzate opportunità di crescita, di recupero e, se necessario, di riscatto. La scuola non è una “casa di cura”, ma la cura della persona è componente essenziale dell’attenzione educativa: come un ospedale, dunque, non cura solo i sani, così una scuola non si rivolge solo ai migliori. Una scuola di qualità, realizzata in forma di sistema integrato statale/non statale, fra percorsi dell’istruzione e della formazione, soggetta essa stessa ad una seria valutazione, aperta al confronto con le famiglie, una scuola che appassioni al sapere e dischiuda opportunità di crescita è condizione necessaria perché la selezione non sia solo un “giudizio finale”, ma sia uno strumento dell’orientamento alla vita.  L’Associazionismo dei genitori si rivela, ancora una volta, una risorsa per la corresponsabilità dei genitori e per la ripresa di un dialogo che restituisca dignità e fiducia ai principali soggetti dell’educazione: la famiglia e la scuola.

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