Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘rilanciare’

Rilanciare la produzione dell’acciaio

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

“L’Italia ha quote importanti di export proprio nella meccanica e quindi, per definizione, ha bisogno d’acciaio di qualità. Non può fare a meno di una siderurgia di base forte. Da sempre FDI chiede la salvaguardia dei livelli occupazionali e il rilancio dello stabilimento tarantino, anche con il coinvolgimento dell’Europa – affermano i parlamentari di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, Riccardo Zucconi, Adolfo Urso e Walter Rizzetto – riconosciamo che la mancata risposta di Morselli sulla riconversione degli impianti con le “preridotte” sia dovuta al fatto che non siano affittuari. Chiediamo al governo le reali intenzioni di spesa dei 74 miliardi per la rivoluzione “verde” del Recovery Fund e i progetti, eventuali, per ILVA in particolare per il gas naturale e l’utilizzo dell’idrogeno. Il piano industriale 2021-2025 preveda il mantenimento degli attuali livelli di occupazione dei lavoratori e l’arrivo, entro il 2025, ad almeno 8 milioni di tonnellate d’acciaio prodotto. L’ingresso dello Stato nell’acciaio sia momento di sviluppo del settore con indicazioni chiare e una visione industriale di lungo termine. La soluzione industriale con Mittal è, ad oggi, poco convincente ma non si può ipotizzare che lo Stato faccia da solo senza un vero partner industriale. Ove Mittal uscisse tra qualche tempo, potrebbe riemergere un’ipotesi cinese, come era quella che Grillo ipotizzò quando si recò in Ambasciata di Cina. Peraltro Taranto sembra appaltata ai cinesi che stanno localizzando in quell’area, anche per i vantaggi fiscali e per le risorse del contratto di programma, investimenti di ogni tipo, logistico, portuali, ma anche industriali e alimentari, apparentemente senza connessione tra loro. Ricordiamo, infatti, che l’applicazione della golden power sul settore siderurgico scadrà il 31 dicembre.”

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Agricoltura: Rilanciare il settore

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Solo un dibattito inclusivo e un confronto continuo può rilanciare l’agricoltura e favorire il superamento della crisi economica – dichiara Andrea Michele Tiso. Per questo guardiamo con favore alla proposta di un forum permanente che coinvolga gli operatori della filiera agroalimentare, dalle aziende agricole fino a quelle che si occupano di logistica e commercio. Per avere successo, una simile iniziativa deve però includere tutte le realtà attive nel settore agroalimentare. Senza una rappresentanza capillare e un accesso allargato, il forum non può rispecchiare le reali esigenze del settore primario né farsi promotore di proposte davvero innovative.Il settore agroalimentare italiano è molto variegato. Accanto ai grandi operatori, ci sono migliaia di piccole e medie aziende che hanno bisogno di strumenti e misure ad hoc per restare sul mercato – continua Tiso. Sono queste ultime a costituire il vero tessuto produttivo della nostra agricoltura e a custodire il potenziale per cambiare le regole del gioco, dando il via a una rivoluzione verde. Per questo è importante che la loro voce sia ascoltata. Se il Green New Deal riscuote un consenso unanime, sulle modalità della sua realizzazione non mancano le divergenze. Crediamo che l’innovazione debba giocare un ruolo importante, ma siamo anche convinti che un’agricoltura verde non possa ignorare i possibili pericoli e le incognite di tecnologie molto invasive, come per esempio gli Ogm. Un deciso cambiamento di rotta è necessario a livello europeo per passare da un’agricoltura intensiva a metodi di coltivazione rispettosi dell’ambiente. Se il forum permanente vedrà la luce, ci auguriamo quindi che la svolta agroecologica sia in cima alla sua agenda.

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Rilanciare l’economia delle famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

La razionalizzazione, la trasparenza e la struttura di costo del mercato elettrico e gli effetti in bolletta in capo agli utenti è il tema al centro dell’audizione convocata per giovedì prossimo presso la 10 ͣ Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. Ci sarà anche l’associazione Codici, che illustrerà le sue osservazioni.“La situazione contingente – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – non ha fatto altro che palesare con maggior forza le storture del mercato elettrico, che pone oneri rilevantissimi in capo ai consumatori. In un’ottica fattiva e propositiva, crediamo che sia il momento di intervenire con decisione per dare al mercato elettrico una struttura più equa per le famiglie ed anche per le imprese”.
Da qui la proposta di una riforma organica degli oneri generali di sistema e una riflessione sulla liberalizzazione del mercato tutelato, che sarà illustrata per l’associazione Codici da Antonella Votta e Massimiliano Scalisi. “La bolletta energetica dei consumatori italiani – sottolineano i due esperti del settore Energia – è attualmente tra le più salate d’Europa. Ciò è dovuto oltre all’elevato costo della materia energia, degli oneri di trasporto e gestione del contatore e delle imposte, soprattutto alle spese definite in fattura come oneri generali di sistema. Nel 2018 questi oneri hanno pesato per circa 600 euro l’anno su ogni famiglia italiana. Si calcola che tra il 2010 ed il 2017 il pagamento degli oneri abbia contribuito al finanziamento di 2.5 miliardi per le ferrovie (agevolazioni di tariffe), 2.7 miliardi per lo smantellamento dei siti nucleari, ma solo 400 milioni per il bonus famiglie a basso reddito. È necessario diminuire il peso degli oneri generali di sistema dalla bolletta elettrica, attuando una riforma che ponga al centro sia lo sviluppo sostenibile, con sostegno alle energie rinnovabili, sia un serio contrasto alla povertà, introducendo, per i clienti con minori consumi, incrementi di spesa minori in relazione all’applicazione della tariffa legata agli oneri generali di sistema. Ciò che non è direttamente connesso a obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile oppure di contrasto alla povertà deve essere esautorato dalla spesa riferita agli oneri generali di sistema. Un altro tema da affrontare – proseguono Antonella Votta e Massimiliano Scalisi – è quello della liberalizzazione del mercato tutelato. Il processo di liberalizzazione del servizio di fornitura per gli utenti privati, del gas metano prima e dell’energia poi, in linea generale ha prodotto una serie di vantaggi, ma la questione se ciò si sia anche tradotto in concreti benefici a favore dei consumatori è ancora aperta. La sussistenza degli oneri generali di sistema di fatto ha livellato le fatturazioni, rendendo risibile ogni sforzo di comparazione del consumatore fra le varie offerte proposte. Le continue proroghe relative alla fine del mercato tutelato con il passaggio al mercato libero ha generato confusione nei consumatori. Come appuriamo tutti i giorni attraverso gli sportelli territoriali dell’associazione, i fornitori di energia usano inoltre queste nuove scadenze per proporre nuove attivazioni, spesso anche in modo non troppo cristallino. Il problema principale, a nostro avviso, rimane però quello della mancata consapevolezza dei consumatori. È necessario stilare una road map che preveda obiettivi formativi sul funzionamento del mercato dell’energia, sulle componenti della bolletta elettrica, sulle abitudini di consumo e sulla sostenibilità ambientale, ma, soprattutto, che permetta al consumatore scelte consapevoli ben prima della data prevista per la fine del mercato tutelato. C’è ancora tanto da fare – concludono i due rappresentanti dell’associazione Codici – ad esempio riteniamo necessario introdurre un sistema di controllo sugli obblighi inderogabili in capo ai distributori e agli operatori di libero mercato sui preavvisi di distacco, l’abbassamento di tensione e la sospensione dell’erogazione per morosità, con particolare attenzione ai soggetti destinatari di bonus energia, che rappresentano le fasce più deboli della popolazione. Abbiamo, infine, una grande sfide di fronte, la spinta all’autoconsumo, principio in linea con il Green Deal sostenuto dalla Commissione Ue. Questa è la strada giusta per arrivare ad una vera e propria rivoluzione del mercato, l’energia a km zero”.

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Rilanciare l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

“Nel post Covid c’è un principio inderogabile: rilanciare l’economia. Dobbiamo concentrarci su alcune cose: abbassare le tasse, sostenere le imprese, il turismo ed il Made in Italy, riformare il fisco, semplificare e sbloccare gli investimenti. Tutto va visto come fosse un quadro unitario, un progetto unico. Il Recovery Fund, per come si sta delineando, permetterà di sostenere fiscalità di vantaggio nei settori innovativi, del digitale, dell’ambiente, di sostegno alla riconversione industriale, per il sostegno delle filiere europee, dell’agricoltura, del sociale e della formazione. Temi in linea con i sette punti che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricordato nei giorni scorsi. Ci sarà una parte importante di spesa corrente, con cui è necessario fare queste cose. A queste saranno affiancate le spese d’investimento per sostenere sia il settore pubblico che quello privato. Il Recovery Fund è uno strumento temporaneo che va utilizzato per avviare riforme strutturali importanti. Riforme che il Paese attende da troppi anni”.
Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Cinque azioni strategiche per rilanciare l’economia del Paese

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Maggio 2020

La mobilitazione di risorse straordinarie promessa dal Governo deve innescare un ciclo virtuoso per assicurare sviluppo e competitività nel lungo periodo, non solo la sopravvivenza nella fase post-emergenza. Pensiamo che l’innovazione sia centrale in questo momento storico perché, se il mondo non tornerà a essere quello che conoscevamo, la capacità di produrre cambiamento sarà una risorsa vitale.L’emergenza legata al Coronavirus può essere l’opportunità per investire nei grandi trend trasformativi e assicurare al nostro Paese un futuro rilevante nell’economia mondiale che verrà (e che probabilmente non sarà globalizzata come siamo stati abituati a pensarla negli ultimi trent’anni). In Cariplo Factory, siamo convinti che l’innovazione sia uno strumento essenziale per affrontare le sfide che ci attendono perché, se il mondo non tornerà a essere quello che conoscevamo, la capacità di produrre cambiamento sarà una risorsa vitale. Pensiamo che le startup siano il miglior agente d’innovazione disponibile sul mercato e, per questo, siano un patrimonio da tutelare e valorizzare.
Il Governo ha promesso di mettere sul piatto centinaia di miliardi di garanzie pubbliche per salvare le imprese: una dimostrazione di credito fondamentale nei confronti del sistema produttivo. Come Cariplo Factory, crediamo sia importante che questo maxi-investimento possa e debba fruttare anche in termini di innovazione, ricerca e sviluppo. Un sistema in grado di fare fronte ai bisogni di liquidità può diventare terreno fertile per accelerare su diversi fronti competitivi e adeguare i modelli di creazione del valore in una logica più sostenibile, nel rispetto non solo del patrimonio naturale ma anche del capitale umano e sociale.Abbiamo individuato cinque azioni per sostenere l’innovazione, e in particolare le startup, in questa fase di ripartenza. Cinque azioni ambiziose affinché questa crisi possa anche essere un’occasione di crescita per il sistema Italia. Le proiezioni sull’intero 2020 mostrano un crollo del PIL superiore al 10%, il dato peggiore nella nostra storia repubblicana. Molti analisti hanno già fatto scattare l’allarme per una depressione economica prolungata. In questo contesto, il rischio di paralizzare l’intero ecosistema congelando l’innovazione italiana per il prossimo decennio è concreto. Nella nostra esperienza, l’innovazione fiorisce laddove quegli agenti di cambiamento che sono le startup possono interagire con capitali o grandi aziende.
Creare un piano strategico 2020-30 per accelerare la transizione verso l’economia circolare e i nuovi modelli di creazione del valore.
Non sappiamo quando potremo dichiarare finita l’emergenza, ma già oggi sappiamo che difficilmente le cose torneranno come prima. A cominciare dalla globalizzazione: in molti, a partire dall’economista Jeremy Rifkin, si sono espressi sulla crisi di questo modello. L’economia circolare è la massima espressione di questi modelli. E per una volta l’Italia si trova nel ruolo della lepre: diversi indicatori sono concordi nel collocarci primi in Europa in molti settori dell’economia circolare. Siamo davanti anche a Francia e Germania che però, in virtù di una pianificazione più strutturata e di lungo periodo, stanno crescendo a una velocità superiore alla nostra. L’Italia utilizza al meglio le risorse destinate all’avanzamento tecnologico e ha un buon indice di efficienza (3,5 euro di PIL per ogni chilogrammo di risorsa consumata, la media europea è di 2,24), tuttavia è penalizzata dalla scarsità degli investimenti (circa 2,5 volte più basso rispetto a quello della Germania e 2 volte inferiore a quello della Francia), che si traduce in carenza di innovazione (siamo all’ultimo posto per brevetti depositati), e dalle lacune sul fronte normativo. È urgente invertire la rotta: finora abbiamo agito con le leve dei bonus, degli incentivi e delle misure spot. È arrivato il momento di una misura strutturale, in grado di assicurare continuità agli investimenti e alle risorse. Crediamo che si opportuno definire una strategia nazionale di lungo periodo e un piano di azione decennale per l’economia circolare, due strumenti che potrebbero assicurare al Paese un progetto di sviluppo (sostenibile) nel lungo periodo. La pandemia ci ha permesso di toccare con mano le enormi potenzialità della trasformazione digitale. Nonostante le difficoltà di una situazione estrema, milioni di italiani hanno sperimentato i benefici dello smart working. Gli studenti di scuole e università, nel giro di pochi giorni, hanno cominciato a seguire le lezioni dietro a un tablet o un pc anziché in classe. La telemedicina è stata una panacea per assistere anziani, pazienti cronici e altri soggetti fragili, senza farli muovere da casa. Il digitale, insomma, ci ha permesso di tenere accesi i motori del Paese durante i giorni del lockdown. Ma non sono state tutte rose e fiori: mai come in questi giorni abbiamo capito che il digital divide non è una questione tecnologica bensì un tema di inclusione sociale: in Italia solo il 24% delle abitazioni è raggiunto da servizi di rete ultraveloce e ci sono molte zone a “fallimento di mercato” dove gli operatori non hanno convenienza a portare la loro offerta.
Tuttavia, il problema vero non è l’hardware, ma il software, cioè i nuovi contenuti, i nuovi servizi, i nuovi processi, le nuove soluzioni di efficientismo, i nuovi canali di vendita. In una parola, il change management. Enormi opportunità che rischiamo di non cogliere. Il digitale è il principale fattore abilitante per la crescita post emergenza e per la competitività delle nostre imprese, grandi e piccole che siano, nel lungo periodo. Per questo occorre una strategia che stimoli la trasformazione digitale: crediamo che defiscalizzare gli investimenti pubblici e privati destinati allo sviluppo di progetti innovativi sia il modo migliore per perseguire questo obiettivo. Soprattutto se questi progetti coinvolgono le startup in una logica di open innovation e di collaborazione con le imprese.
Le startup e le PMI innovative costituiscono il motore dell’innovazione. Sono imprese fragili, che esprimono numeri poco rilevanti da un punto di vista macroeconomico (il valore della produzione ammonta a circa 1,2 miliardi di euro per 12 mila posti di lavoro), tuttavia con un enorme potenziale di crescita. Lo stallo dell’economia, causa emergenza Covid-19, rischia di colpire prima di tutto loro. Prive di significative riserve di cassa, spesso esposte dal modello “as a service” e fortemente impegnate nella continua evoluzione della loro soluzione, una parte rilevante delle startup italiane rischia di non superare l’anno in corso. E, come detto, è un rischio che l’innovazione italiana non può permettersi di correre. Il perché è tutto in un numero: 10 miliardi di euro. È la valutazione media delle cosiddette startup unicorno (cioè con valutazione superiore al miliardo), poco meno di 500 aziende nel mondo che 30 anni fa non esistevano e che hanno utilizzato moltiplicatori di crescita possibili soltanto grazie a servizi e prodotti innovativi.Alla luce di questa fotografia, pensiamo che le grandi corporate Italiane (e in generale le aziende di qualsiasi dimensione) debbano essere stimolate alla creazione di fondi di Corporate Venture Capital prevedendo logiche di matching fund di finanza pubblica. Vale a dire che a fronte della costituzione di un fondo di Corporate Venture Capital, un contributo pubblico con la medesima quota di capitale ne raddoppierebbe la capacità di investimento. Crediamo che questa misura possa creare le condizioni ideali per permettere alle grandi aziende del nostro Paese di lavorare con il comparto startup e innescare virtuosamente l’innovazione made in Italy. (abstract)

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Centinaia di Sindaci europei a Roma per rilanciare l’Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 13 dicembre 2014

campidoglioSono già diverse centinaia gli amministratori locali provenienti da tutti i Paesi dell’Unione europea che parteciperanno alla Conferenza Cittadino nella mia città – Cittadino in Europa, prevista per i prossimi 15 e 16 dicembre a Roma, presso l’hotel Sheraton, Viale del Pattinaggio, 100. In una fase come l’attuale, contrassegnata da una generale sfiducia dei cittadini verso l’Unione europea, nella quale l’Europa si trova di fronte a sfide senza precedenti, non solo dal punto di vista economico e sociale, ma anche e soprattutto dal punto di vista politico, il CCRE prova a rimodulare l’idea d’Europa rimodellandola sui cittadini. Molti i temi che saranno discussi nel corso della due giorni romana: la partecipazione del cittadino: la nuova dimensione della democrazia locale e regionale; le dimensioni locali della mobilità, diversità e migrazione; gli anziani: cittadini attivi e partecipi; le sfide della nuova governance europea; giovani eletti europei impegnati nella cittadinanza attiva.Nel corso della Conferenza sarà assegnato il Premio “Gianfranco Martini”, che riconosce le migliori pratiche di gemellaggio con Comuni provenienti da Paesi dell’allargamento dell’UE dal 2004. Al termine della Conferenza sarà lanciato un appello alle istituzioni italiane ed europee per rilanciare il progetto europeo. Sono stati invitati, tra gli altri: Ignazio Marino, Sindaco di Roma; Anders Knape, Presidente Esecutivo CCRE, Presidente della Camera dei Poteri Locali del Congresso del Consiglio d’Europa; Dimitris Avramopoulos, Commissario Europeo responsabile per la Migrazione, gli Affari interni e la Cittadinanza; Maria Carmela Lanzetta, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie (Italia); Wolfgang Schuster, ex Presidente del CCRE, ex Sindaco di Stoccarda; Carl Wright, Segretario Generale Forum dei Governi locali del Commonwealth.

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Rilanciare i consumi. Come si fa?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

consumatoriRilanciare l’economia rilanciando i consumi. E’ la strada da seguire ma non si riesce a percorrerla. La detrazione fiscale che ha portato 80 euro nelle tasche di una parte degli italiani non e’ servita. Si sta provando con l’anticipo del Tfr in busta paga. Servira? Vedremo, intanto non e’ vero che gli italiani non hanno soldi. Secondo il Censis, il risparmio dal 2007 al 2013, e’ aumentato di 234 miliardi, piu’ 9,7%, passando da 975 a 1209 miliardi. Soldi liquidi, che non vengono spesi ne’ investiti perche’ si ha paura del futuro, tant’e’ che il 30% degli italiani teme di diventare povero. Occorre ridare fiducia e certamente non la si da’, per esempio, con i titoloni dei media che rappresentano la disoccupazione giovanile al 44,2% quando e’ all’11,9%. Come si fa ad alterare i dati? Semplicemente contando nei disoccupati anche gli studenti. Ovvio, che anche l’11,9% e’ un dato elevato ma non si possono dare cifre sballate che creano paura e sfiducia. Certamente, la responsabilita’ e’ anche di questo governo che va avanti ad annunci e non produce riforme incisive (si veda la finta riforma del Senato, quella delle Aree Metropolitane o quella della pubblica amministrazione). Insomma, dal girone infernale sembra che non si voglia uscire. Non lo vogliono ne’ i cosiddetti “poteri forti”, quelli che gestiscono l’informazione, ne’ il Governo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Confedir-Anief: una carta europea per rilanciare i diritti di 3,5 milioni di dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2013

A proporla è stato il sindacalista Marcello Pacifico: il fallimento della privatizzazione dei contratti e delle norme applicate al pubblico impiego è un dato incontrovertibile. A 20 anni esatti dall’avvio di questo processo di privazione, occorre oggi chiedere all’Europa di venire in soccorso dei nostri lavoratori dello Stato, approntando una commissione ‘super partes’ che si occupi della realizzazione di un documento condiviso di cui beneficerebbero tutti i cittadini. Anche d’Europa.Approvare al più presto una carta europea, frutto del lavoro svolto da una commissione ‘super partes’, che sia in grado di garantire la mission universale e le regole dei dipendenti pubblici dell’Europa a 27: la proposta è stata fatta oggi a Roma da Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir alle alte professionalità, direttivi e quadri PA, a conclusione del convegno Confedir-Unadis “Venti anni dalla privatizzazione del pubblico impiego: la dirigenza dello Stato tra riforma, controriforma e prospettive future”.Il sindacalista ha ricordato che negli ultimi due decenni l’azione combinata di norme e leggi volute dai vari Governi, per mere ragioni di finanza pubblica, in particolare i decreti legislativi 29/1993, 165/01 e 150/09, hanno spostato i contratti di circa 3 milioni e mezzo di dipendenti e dirigenti pubblici verso modalità sempre più di tipo privatistico. Influendo negativamente su più ambiti: dalla “stretta” sulle pensioni a quella che riguarda il trattamento di fine servizio, dal merito legato alle perfomance alla razionalizzazione esasperata delle spese, dai licenziamenti alla mobilità intercompartimentale coatta, sino alla cancellazione del 13% dei posti in un solo anno, al perdurante blocco dei contratti, alla mancata stabilizzazione e all’appiattimento delle carriere.Alla luce di questo andamento a senso unico, Pacifico ha quindi pubblicamente posto ai presenti al convegno due domande: “Perché si è voluto privatizzare il settore pubblico? E perché l’Europa non interviene?”. Il sindacalista ha quindi detto che l’intervento di un documento “di portata sovranazionale appare al momento l’unica strada percorribile per contrastare quella ‘controriforma’ in atto voluta dei decisori politici italiani. Una deriva che ha reso sempre più instabili gli impegni assunti negli anni dai Governi con le parti sociali, sotto la scure dei mercati, fino a penalizzare ingiustificatamente e discriminativamente i lavoratori assunti nel pubblico rispetto al comparto privato”.Secondo il sindacato, dunque, la realizzazione di un documento di stampo europeo, ancora di più in questa situazione di incertezza governativa nazionale, rimane al momento l’unica strada percorribile per arrestare la deriva di norme e contratti che negli ultimi anni si sono abbattuti contro i lavoratori statali italiani. “La sua attuazione, accompagnata da un serio piano di investimenti, sia sul versante dell’istruzione sia su quello della cultura, questo sì correttamente mutuato dai privati, porterebbe finalmente – ha concluso Pacifico – ad una corretta gestione dell’apparato pubblico. Della cui maggiore funzionalità godrebbero tutti i cittadini italiani e di tutta Europa”.

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Rilanciare l’offerta turistica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2011

Per rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, possono essere istituiti nei territori costieri, Distretti turistico-alberghieri a burocrazia zero. Le imprese costituite in rete potranno rivolgersi ad un unico interlocutore per risolvere qualsiasi adempimento di tipo previdenziale o fiscale. Il decreto legge sullo sviluppo, entrato in vigore il 14 maggio, affida una parte importante del rilancio dell’economia italiana alla capacità delle imprese di fare rete avendo a fianco una amministrazione pubblica più semplice e meno invadente. I Distretti turistico-alberghieri hanno l’obiettivo di riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni. In questi territori, nei quali si intendono inclusi, relativamente ai beni del demanio marittimo, esclusivamente le spiagge e gli arenili, ove esistenti, la delimitazione dei Distretti è effettuata dall’Agenzia del Demanio, previa conferenza di servizi, che è obbligatoriamente indetta se richiesta da imprese del settore turistico che operano nei medesimi territori. Alla conferenza di servizi devono sempre partecipare i Comuni interessati.

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Veneto: rilanciare il territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

Venezia 10 marzo 2011 – ore 14.30 Parco Scientifico e Tecnologico Vega Sala Oro di Confindustria– Edificio Lybra, via delle Industrie 19 “Il Nuovo Veneto. Un patto comunitario per rilanciare il territorio e le comunità locali”.  A presentarlo, unitamente al “Progetto CSR Veneto”, frutto di un Protocollo d’intesa tra Regione Veneto e Unioncamere del Veneto, saranno l’assessore regionale alle Politiche dell’Istruzione, della Formazione e del Lavoro Elena Donazzan, il direttore di Unioncamere del Veneto Gian Angelo Bellati, il presidente dell’Associazione Veneto ResponsabileFrancesco Peraro, il dirigente della Direzione regionale Formazione Santo Romano e l’economista dell’Associazione MASTer dell’Università di Padova Andrea Marella. Chiuderanno l’incontro le riflessioni di Stefano Zamagni, economista e presidente dell’Agenzia per le Onlus.  L’idea nasce dall’Associazione Veneto Responsabile, rete regionale per la responsabilità sociale d’impresa e di territorio che, con il contributo di alcune Camere di Commercio Venete e di organismi a loro collegate, ha incontrato, tra la fine del 2009 e il 2010, un centinaio di autorevoli rappresentanti di enti, associazioni di categoria, sindacati, rappresentanti del terzo settore e Istituti di credito raccogliendone e studiandone le istanze che hanno dato vita al “Patto Comunitario”. L’intento della presentazione ufficiale del Patto è quello di provocare un ampio dibattito regionale volto a ripensare l’attuale modello di sviluppo, in un’ottica comunitaria e socialmente responsabile, mantenendo e recuperando ciò che di “giusto e buono” è presente nel nostro territorio, valorizzando nuove proposte e ipotesi progettuali, ma anche concrete pratiche territoriali e aziendali.  Oltre alla Regione Veneto e Unioncamere del Veneto sostengono questa iniziativa Modello Veneto, consulenza per l’impresa in qualità di main sponsor, Banca Etica e Valore Sociale.

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Un incontro per rilanciare il Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Di Miriam Giangiacomo – Recuperare l’identità del Mezzogiorno. E’ questo uno degli argomenti che verranno trattati sabato 26 febbraio durante l’incontro organizzato da Formula Sud a Reggio Calabria. Il presidente della fondazione, Amedeo Canale, dà a Clandestinoweb qualche anticipazione. Tutto pronto per l’incontro di sabato. Come si svolgerà e di cosa si parlera’? “La nostra fondazione che ha svolto in passato varie e importanti attività che riguardano tematiche legate al mezzogiorno d’Italia, e per ‘Mezzogiorno’ intendo dal Lazio in giu’, al punto che siamo ormai diventati una sorta di punto di riferimento. Siamo convinti che in questo momento storico ci sia la necessita’ di recuperare l’identità del Mezzogiorno, di riuscire a raggranellarla partendo dalla nostra storia, che ci ha visto trattati male negli ultimi 150 anni. Fermo restando l’imprescindibilità dell’Unità d’Italia, credo che dobbiamo recuperare alcuni momenti di riflessione attuale per affrontare il futuro. Il Mezzogiorno si troverà presto di fronte a una grande sfida e ritengo che la modifica dell’impostazione statale basata sul federalismo veda il sud andare a rimorchio. Noi miriamo a dare contenuti a coloro che dovranno affrontere i prossimi anni, partendo dal semplice cittadino per arrivare a parlare delle classi dirigenti. L’incontro di sabato consisterà in un grande dialogo tra alcuni autori che scrivono di sud e gli editori delle principali testate giornalistiche calabresi e non solo. In un’ampia sala che conta 800 posti offriremo a chi parteciperà all’incontro questi importanti contenuti”. In questa occasione nasce anche la collaborazione con ‘Rubbettino’. Come avverra’? “Rubbettino è una casa editrice che si sta dimostrando attenta alle tematiche attuali, soprattutto a quelle del Mezzogiorno. Sta effettuando una crescita editoriale importante in termini di autori e argomenti trattati. La collaborazione con loro nasce nel momento in cui c’è l’incontro tra due realtà importanti calabresi che insieme forniscono un contributo di confronto sulle tematiche del territorio su cui entrambe operano. Posso preannunciare che Rubbettino potrebbe rappresentare un punto di riferimento per alcune iniziative editoriali che abbiamo in cantiere”. Quindi un incontro che avrà al centro l’attualità e la politica del nostro Paese, con un occhio di riguardo per il Mezzogiorno…”Si’, perche’ ritengo che in questo periodo la politica stia dimostrando poco coraggio ed eccedendo in pragmatismo. Non c’è alcun ideale alla base della politica e dei partiti, che pensano ancora di agitare il vessilo della questione meridionale, ma in realtà non hanno le idee chiare per risolvere il problema. I partiti si stanno svuotando di idee e contenuti, si tenta quindi di riempire una parte di questo vuoto sperando che finalmente la politica volga la sua attenzione verso chi offre questi contenuti. In un momento in cui si sta verificando il passaggio da un’era all’altra, mi auguro che qualcuno si renda conto che la strada dei contenuti è sempre vincente rispetto agli slogan ripetuti ossessivamente”.

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Manifestazione-Corteo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Roma 19 Febbraio partenza alle ore 15,00 da P.zza Vittorio e arrivo nella P.zza del Campidoglio Il Comitato No Corridoio Rm-Lt per la metropolitana leggera dichiara: ”A tre anni di distanza dall’insediamento di Alemanno, non c’è traccia dei cambiamenti annunciati in campagna elettorale. Al contrario Roma rimane una città immobile che affonda giorno dopo giorno nella corruzione e nel malaffare, immersa in una crisi urbanistica e sociale sempre più profonda e drammatica. In questo contesto, dopo innumerevoli rinvii, il primo cittadino della capitale proclama la convocazione degli “Stati generali di Roma” per il 22 e 23 Febbraio, annunciando la partecipazione di Tremonti e Berlusconi. Il disegno che Alemanno tenterà di rilanciare, coincide con i desideri della rendita fondiaria e dei nuovi centri di potere economico e finanziario. Neppure l’immaginario Olimpico di una città che verrà, potrà cancellare la realtà di una metropoli dalla mobilità soffocata, del degrado ambientale, della cultura negata, dell’esclusione e della segregazione del diverso, della precarietà e del cemento. In ogni angolo della città è sempre più grave e drammatica l’emergenza abitativa, crescono i prezzi dei prodotti di prima necessità e le tariffe dei servizi, viene cancellato sotto i colpi dei tagli e delle esternalizzazioni il già scarso welfare, mentre si accentua la privatizzazione delle aziende ACEA, ATAC e AMA, che gestiscono i servizi fondamentali. Il diritto alla scuola e allo studio, l’accesso alla cultura ed ai saperi, a Roma sono beni sempre meno accessibili, sempre più piegati alle leggi di mercato; nelle periferie e non solo, la sensazione di vivere un naufragio è percepita chiaramente ed i mega progetti di trasformazione urbana a Torbellamonaca e all’Eur, le operazioni scellerate come la svendita delle caserme e del patrimonio pubblico, sono nuove occasioni di speculazione e saccheggio. Le importanti mobilitazioni di questi ultimi mesi, esprimono un forte dissenso nei confronti delle scelte di governo della città, un’altra città che partecipa e resiste, che si autorganizza e lotta per i propri diritti, che non ha paura di mettersi in gioco in prima persona. Proprio le mille esperienze di base, rendono questa città ancora viva e mai domata, da qui proviene la richiesta e la spinta che può generare una grande mobilitazione in grado di infrangere la vetrina con cui si vorrebbe sottrarre la città ai suoi abitanti, mettendo in rete ed in sinergia esperienze, saperi, idee, accumulando la forza necessaria a costruire e conquistare un’altra Roma Citta’ bene comune. Insieme dobbiamo camminare risoluti/e contro gli StatiGenerali che si terranno al Palazzo dei Congressi dell’Eur il 22/23 febbraio, costruendo la nostra critica ed elaborando la nostra proposta”. (Gualtiero Alunni)

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Roma: Degrado al Pincio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Dopo lo stop dato nel 2008 dalla giunta Alemanno ai lavori per la realizzazione del parcheggio al Pincio, il progetto sembra essersi inesorabilmente arrestato. Il degrado risulta evidente e un divieto di accesso apposto su una lunga rete verde ospitante lamiere e prefabbricati in plastica impedisce la piena visione di Piazza del Popolo. Lo stato di abbandono in cui versa la terrazza è stato accertato pochi giorni fa durante l’incontro tra l’assessore all’ambiente Fabio De Lillo e il sottosegretario ai Beni Culturali Fabio Giro, i quali hanno constatato la necessità di un programma per rilanciare la zona. Tuttavia questa situazione resta paradossale alla luce degli indennizzi che il Campidoglio ha versato alla società Sac per la revoca dell’appalto, nonché in virtù dell’affidamento, alla medesima ditta, dell’incarico di riportare il Pincio allo stato antecedente al cantiere.  “Abbiamo due aspetti delicati della vicenda che da due anni e mezzo provocano una situazione di blocco – dichiara Oscar Tortosa –. Anzitutto, ci sono le lamiere che tolgono il piacere della vista panoramica che da sempre caratterizza il Pincio. C’è poi la questione dei versamenti alla società Sac che incidono sulla spesa pubblica e sulle tasche dei cittadini romani. Un altro problema è la delinquenza rappresentata dai vandali che danneggiano i busti di Villa Borghese. Abbiamo un sindaco che fa solo proclami, dimenticando che noi romani stiamo vivendo una situazione drammatica, soprattutto a livello economico. La domanda che ci poniamo è quando il sindaco Alemanno inizierà le attività per migliorare la qualità della vita di questa città – conclude il rappresentante del partito guidato da Antonio Di Pietro –. Mi auguro che la città di Roma si liberi presto da questa sciagura”.

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Il Pdl romano alle corde

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

“La strada indicata dal sindaco Gianni Alemanno è l’unica possibile per rilanciare un partito a Roma e nel Lazio ormai alla canna del gas” lo dichiara Fabrizio Santori(PdL), consigliere comunale di Roma che reputa “la convocazione di un congresso del PdL e l’adozione dello strumento delle primarie l’unica soluzione per scuotere una struttura ingessata che potrà essere rilanciata solo coinvolgendo maggiormente chi vive il territorio e i reali bisogni della gente”. “La mancata presentazione della lista alle regionali, la logica di feudi e feudatari, l’apatica gestione del partito a Roma con una grave carenza di organizzazione, informazione, indirizzo e  coordinamento, l’abbandono dei consiglieri municipali e l’assenza di un progetto programmatico di lungo respiro rimangono quesiti irrisolti e mai affrontati che hanno paralizzato la struttura e accentuato le diatribe interne e le preoccupazioni degli iscritti, – conclude Santori – serve un cambio di passo per premiare i migliori e dare voce al territorio, basta con i soliti cooptati o elicotterati dall’alto”

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Il documentario – speciale tg1

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

Roma  24 giugno Ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 –  Conferenza stampa per la presentazione del progetto  Il documentario – speciale tg1  Tg1 e Rai Cinema per la prima volta insieme in un progetto di collaborazione per rilanciare il documentario italiano Saranno presenti: Il Vice Direttore Generale  della Rai Antonio Marano, il Direttore del TG1 Augusto Minzolini,  il Presidente di Rai Cinema Franco Scaglia, i registi dei documentari tra i quali  Giuliano Montaldo, Edoardo Winspeare, i giornalisti Monica Maggioni,  Vincenzo Mollica, Roberto Olla  In onda dal 18 luglio

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Settore finanziario mal regolamentato

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Per la prima volta da quando ha assunto il suo nuovo portafoglio, il commissario al Mercato interno e ai servizi Michel Barnier ha incontrato i rappresentanti regionali e locali del Comitato delle regioni. Lo scopo della sua presenza alla plenaria era quello di raccogliere il sostegno delle regioni e delle città ai nuovi capitoli della regolamentazione europea sui mercati finanziari, proposti di recente dalla Commissione europea. “Non si può far ripartire la crescita senza coinvolgere le regioni: il loro peso economico e la loro creatività contribuiranno a rilanciare il mercato unico. Voglio che i commercianti, i consumatori, le piccole imprese si riapproprino del mercato interno. E come potrebbero mai farlo senza le regioni, che trasmettono a Bruxelles i loro interrogativi e le loro critiche?”, ha dichiarato il commissario. La visita di Barnier avviene in un momento in cui le agenzie di rating hanno abbassato il voto di numerose città e regioni europee, tra le quali Bruxelles, con un conseguente aumento della pressione sulle loro finanze pubbliche. “Nella gestione dei nostri bilanci ci troviamo a dover fare le acrobazie tra spese in continuo aumento ed entrate poco adattabili e in ribasso. Oggi gli enti regionali e locali sono obbligati a rivolgersi agli istituti finanziari e al credito per poter finanziare i loro progetti. Indirettamente, questo rappresenta un rischio per il servizio pubblico e per l’intera collettività”, ha dichiarato Mercedes Bresso, Presidente del CdR. I rappresentanti eletti dai livelli regionale e locale hanno comunque appoggiato il principio di solidarietà europea e il rafforzamento della disciplina di bilancio raccomandati dalla Commissione europea. Si sono però opposti risolutamente a una sospensione del Fondo di coesione come sanzione “per gli Stati membri che formano oggetto di procedura per disavanzo eccessivo”, una misura proposta dalla Commissione. In una risoluzione sugli orientamenti economici integrati, i membri del CdR affermano che “la sospensione colpirebbe ingiustamente le regioni e le città”, nonché un numero limitato di Stati membri, contraddicendo così l’obiettivo di coesione territoriale sancito dal Trattato di Lisbona. Il fatto è che oggi né gli Stati membri, né i rappresentanti locali sono in grado, da soli, di garantire che potranno rispettare gli obiettivi dell’Unione europea in materia di lotta alla povertà. È quanto è emerso dal forum sulle soluzioni a livello locale e regionale al problema della povertà e dell’esclusione sociale, che ha preceduto la sessione plenaria. Durante il forum Arnoldas Abramavicius, sindaco di Zarasai (LT/PPE) e relatore sulla tutela dei diritti dei minori, ha sottolineato come i minori siano “i più vulnerabili nelle situazioni di povertà”, aggiungendo inoltre che “gli obiettivi fissati possono essere raggiunti soltanto agendo in partenariato con tutti gli attori interessati, e specialmente con gli enti regionali e locali”.

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“Un accordo per rilanciare l’innovazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

Milano 15 aprile 2010 – ore 11.30 presso Intesa Sanpaolo Via Monte di Pietà, 8  conferenza stampa. Interverranno: Paolo Angelucci, presidente Assinform Corrado Passera, consigliere delegato e CEO Intesa Sanpaolo  Carlo Stocchetti, direttore generale Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa Sanpaolo)

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Concerto per i Vespri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Castellanza (Va) 27 febbraio alle 21, nella chiesa di San Giulio, seconda tappa della stagione lirico sinfonica della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. L’orchestra e il coro Amadeus, diretti dal maestro Marco Raimondi, eseguiranno la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini. «Questa iniziativa, che ribadisce l’impegno della Bcc nella diffusione e valorizzazione del nostro grande patrimonio musicale, nasce dal grande successo riscontrato dalla prima edizione della stagione lirico sinfonica», premette il presidente della Bcc, Lidio Clementi. «La proposta di una rassegna musicale itinerante fra i comuni del territorio dove opera la nostra banca, inedita fino all’anno scorso, è stata accolta con entusiasmo e partecipazione dal pubblico; ragion per cui abbiamo deciso di rilanciare la nostra iniziativa». La Petite Messe Solennelle, considerata il testamento spirituale di Rossini, ha anticipato i tempi della musica moderna dando quegli indirizzi e forme che si sono sviluppate ben oltre la metà dell’Ottocento per giungere agli inizi del Novecento. Costruita come una Messa, dal Kirie all’Agnus Dei, non è né piccola né si può dire solenne perché ricca delle melodie e delle fioriture che sono proprie delle musiche di Rossini. In essa si percepisce una grande spiritualità, come si evidenzia anche nella nota che Rossini scrisse al termine dello spartito: “Caro Dio. Eccola terminata questa povera piccola messa. Ho scritto musica sacra o musica maledetta. Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un pochino di cuore, ecco tutto. Sii dunque benedetto, e concedimi il paradiso”.La Petite Messe Solennelle fu eseguita in pubblico, vivente il musicista, solo tre volte e sempre nello stesso luogo. Nel 1867 pensando che se non ci avesse pensato lui lo avrebbe fatto qualcun altro, Rossini approntò una versione orchestrale che fu eseguita il 28 febbraio 1869 al Theatre-Italien. L’anno prima della morte del compositore.
La Petite Messe viene proposta a Castellanza dall’ensemble Amadeus sotto la direzione del maestro Marco Raimondi, con le voci soliste: Kaoru Saito soprano, Monica Vacani contralto, Andrea Semeraro tenore e Davide Rocca baritono. All’organo, il maestro Enrico Raimondi.
La stagione lirico sinfonica della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate prosegue a Legnano, il 6 marzo, nella chiesa del Santissimo Redentore, per recuperare il concerto della Candelora che non si era potuto tenere per maltempo. Concerti sono previsti a Gallarate, il 15 maggio; Busto Arsizio, l’11 giugno e a San Giorgio su Legnano, l’8 dicembre.

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