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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘rilancio economia’

Rilancio economia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Mag 2011

Pomezia (Lazio) «Oggi ci sono le condizioni giuste per rilanciare l’area industriale di Pomezia, importante polo economico del Lazio, per creare nuovi posti di lavoro e salvaguardare quelli a rischio. Il ministro del Lavoro Sacconi, che ho incontrato ieri, ha condiviso queste preoccupazioni e mi ha assicurato il suo impegno per l’istituzione di un tavolo permanente tra il Comune di Pomezia e il Ministero del Lavoro per risolvere i problemi legati all’occupazione e per far ripartire l’economia delle imprese». E’ quanto dichiara Luigi Celori, Presidente di Autostrade del Lazio e candidato Sindaco a Pomezia che ha incontrato ieri il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi presso l’azienda farmaceutica Janssen di Aprilia. «Occorre – continua Celori – creare tutte le condizioni necessarie per velocizzare gli adempimenti burocratici e garantire alle aziende lo sfruttamento delle opportunità di supporto come quelle offerte da Sviluppo Lazio.Dobbiamo fare in modo che le imprese sul territorio possano esercitare la loro attività ed essere competitive. Per far questo, hanno bisogno di poter accedere al credito agevolato e di infrastrutture adeguate che realizzeremo – conclude Celori – con la Nuova Pontina e la Cisterna Valmontone».(sacconi)

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Rilancio dell’economia attraverso le costruzioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

“Bene aver portato il bonus volumetrico comunque al 35% (“Abbattere per Ricostruire”) ed averlo legato all’energia rinnovabile ed al risparmio di risorse idriche e potabili. Va però sottolineato anche il riferimento alla efficienza energetica.” Finco (Federazione di Confindustria che rappresenta le Industrie ed i Sistemi per le Costruzioni e Manutenzioni edili e stradali) commenta così la bozza di Decreto relativa al Piano Casa. “Bene aver tolto la limitazione temporale della “Sostituzione Urbana” al Patrimonio più vecchio di 20 anni. Bene aver delimitato e precisato i confini della possibilità di ampliamento del 20% con riferimento alle distanze, alla data entro la quale è possibile presentare la domanda, alle normative tecniche, sismiche, al diritto dei Terzi, alle limitazioni delle aree demaniali, dei parchi naturali ed archeologici, nazionali, regionali ed interregionali e l’aver posto il limite complessivo comunque in 300 metri cubi. Bene la responsabilizzazione dei professionisti. Bene la procedura di silenzio – assenso da parte della Sopraintendenza ridotta da 120 a 30 giorni (forse 60 sarebbe giusta via di mezzo), nonché le possibilità di quest’ultima e dei Comuni di porre vincoli in relazione a particolari aree e tipologie costruttive. Bene il divieto di cumulo tra di loro degli interventi di demolizione e ricostruzione del patrimonio Edilizio con quelli di ampliamento dell’esistente, con controllo da parte dei Comuni, attraverso appositi elenchi, affinché non vengano superate le percentuali di “premio” volumetrico attraverso interventi successivi. Bene infine l’abbattimento del 50% dei contributi di costruzione in caso di prima abitazione.”A questo punto per Finco non resta che auspicare un’applicazione quanto più possibile rapida ed uniforme a livello nazionale del decreto con un indirizzo incisivo, a livello centrale, poiché se così non fosse avremmo un effetto negativo dell’assetto federalista del Paese.

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Credito & imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2009

Rilanciare l’economia? Facile a dirsi, ma non esistono ricette preconfezionate. Soprattutto “non possiamo pensare che il sistema dei confidi possa reggere il peso della stretta al credito, che colpisce soprattutto le piccole aziende del nostro territorio”. Parola di Antonio Sartorello, presidente di Cofidi Veneziano, la struttura di garanzia fidi emanazione della Confartigianato Provinciale di Venezia. Cofidi Veneziano non si tira indietro rispetto alla sfida posta da una congiuntura a dir poco difficile. Anzi, “ci stiamo preparando per essere riconosciuti da Bankitalia come intermediario finanziario sottoposto a vigilanza – rimarca Sartorello -. Questa trasformazione ci permetterà di far valere molto di più la nostra garanzia a favore delle imprese associate, che potranno godere del nostro rating e che saranno senza dubbio privilegiate dalle banche”. Ciò nonostante il presidente richiama l’urgenza di interventi mirati e congiunti a più livelli. “Innanzitutto il primo provvedimento che ci aspetteremmo per favorire le imprese è lo sblocco dei crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato e della Pubblica Amministrazione – afferma -. Questo significherebbe una iniezione di liquidità ben superiore a qualsiasi Bond o di stanziamenti anti-crisi. In secondo luogo crediamo che dovrebbe essere rifinanziato in tempi brevi il Fondo Centrale di Garanzia, senza far passare i mesi, perché oggi più che mai i tempi di reazione sono determinanti. E con l’intervento dello Stato come garante i finanziamenti avrebbero un iter più facile, in conformità alle regole di Basilea 2”.Al di là degli interventi immediati, Sartorello lancia un appello non di maniera alle banche e alle istituzioni per “riscrivere le regole del credito”. “Le criticità di questo momento impongono azioni condivise – dichiara -. Per questo dobbiamo ripensare i meccanismi di valutazione, attivando sinergie reali (e non solo formali) tra gli istituti di credito e le associazioni di categoria, con il coinvolgimento degli enti pubblici. Oggi ci si rende conto che il rating, come è stato pensato fino ad oggi, non ha più senso, perché si basa sull’andamento pregresso dell’impresa. In tempo di crisi il passato non può contare, si devono analizzare i fondamentali di ogni progetto imprenditoriale e si deve capire se il business plan funziona, guardando al futuro più che al passato”. E non manca una riflessione sulla funzione dei confidi. “negli ultimi anni c’è stata la corsa alle fusioni perché sembrava che anche per noi la grande dimensione fosse indispensabile – conclude Sartorello -. Mi sembra, invece, che la vicinanza con il territorio e l’agilità di azione siano ritornati parametri fondamentali per sostenere le PMI. Dunque oggi conta di più la buona gestione che la dimensione. Per questo si dovrebbero snellire le incombenze per i confidi che, garantendo una buona gestione, si trasformino in soggetti vigilati da Bankitalia (i cosiddetti confidi 107). Solo così il nostro sistema potrà incidere sul rilancio”.

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Turismo: rilancio dell’economia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2009

Salerno dall’11 al 14 marzo 2009 Manpower è protagonista di “Fare Turismo”. Evento dedicato alla formazione e al mondo del lavoro in un settore strategico per la ripresa economica e che in Italia vive in una dimensione tutta familiare a sostegno di un turismo di qualità  Il nostro Paese detiene il 70% dei beni culturali di tutto il mondo, ma ad oggi il turismo rappresenta soltanto il 7% del PIL. Risultano chiare le potenzialità di crescita di un settore che può rivelarsi strategico per il rilancio dell’economia e che ha bisogno di nuovi modelli di sviluppo basati sulla qualità e sulla specializzazione del servizio offerto. La recente ricerca svolta da Manpower sul comparto evidenzia un ulteriore aspetto sul quale fare leva, rivelando come le strutture alberghiere in Italia siano per il 95,3% a conduzione familiare e per il 3,8% appartenenti a catene nazionali, mentre soltanto l’1% è gestito da gruppi stranieri. L’imprenditorialità di piccole e medie aziende spicca anche nella ristorazione commerciale, dove sono soltanto 40 le catene e imprese di grandi dimensioni che sono riuscite a emergere.  Il settore del turismo sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Per crescere e rimanere competitivo ha bisogno di specializzazione e formazione delle proprie risorse, facendo della qualità dell’offerta l’elemento distintivo e trainante per uno sviluppo sempre più ampio. Con questo obiettivo è nata la divisione Ho.re.ca. di Manpower dedicata alla ricerca di personale nel settore ricettivo e alberghiero, individuando nella creazione di professionalità il fattore indispensabile alle aziende per emergere. Ricchezze naturali, patrimonio artistico unico, storia e cultura: il nostro Paese ha tutti gli elementi  per fare del turismo la leva di sviluppo e rilancio dell’intero sistema economico e sociale, coinvolgendo in primis la sfera occupazionale e facendo delle risorse l’aspetto distintivo di questo settore. Diventano dunque imperative azioni imprenditoriali che portino a una valorizzazione del territorio e allo sviluppo di un mercato del lavoro in cui qualità e specializzazione siano i principali fattori per una competitività sempre più elevata.

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