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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘rimborsi’

Codici: decolla la class action per i rimborsi negati da Ryanair

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Cambiano i Dpcm, cambiano i colori delle Regioni, ma purtroppo per i consumatori non cambiano i comportamenti scorretti delle compagnie aeree sui rimborsi. Un problema che si trascina da mesi e che non sembra trovare una soluzione, nonostante i richiami giunti da istituzioni e autorità. L’ultimo caso riguarda Ryanair, nei cui confronti l’associazione Codici ha deciso di avviare una class action. “Nonostante ci sia un Dpcm che vieta espressamente gli spostamenti tra alcune Regioni – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – la compagnia aerea si ostina a non voler riconoscere il rimborso del biglietto a chi non può partire. È semplicemente assurdo, oltre che grave. Abbiamo deciso di avviare una class action per tutelare i consumatori, ingiustamente danneggiati”.“Avevamo chiesto a Ryanair – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile Trasporti e Turismo di Codici – di porre fine a questo comportamento scorretto. Dopo l’intervento dell’Enac, che nelle scorse settimane aveva ribadito l’obbligo di rimborso del biglietto ai passeggeri che non possono usufruire dei voli a causa delle restrizioni anti Covid-19, ci aspettavamo un cambio di rotta da parte della compagnia, che però non c’è stato. Continuiamo a ricevere segnalazioni di consumatori che non possono partire e si vedono negare il rimborso del biglietto. Di fronte a questo abuso e all’indifferenza di Ryanair non ci resta che passare alla linea dura, facendo partire la class action”.L’iniziativa avviata da Codici ha come obiettivo il rimborso integrale e il congruo risarcimento per i passeggeri costretti a rinunciare al volo acquistato con Ryanair in virtù delle disposizioni in materia di spostamenti previste dall’ultimo Dpcm. Si tratta, quindi, delle prenotazioni con partenze nel periodo tra il 6 novembre ed il 3 dicembre. È possibile partecipare alla class action compilando il modulo disponibile sul sito dell’associazione http://www.codici.org

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Rimborsi a chi paga con le carte (cashback): parte la sperimentazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Nei prossimi giorni dovrebbe partire la fase sperimentale del cosiddetto “sistema cashback” pensato per incentivare i consumatori ad acquistare beni e servizi e a farlo utilizzando strumenti di pagamento elettronici. Si tratta in poche parole di un sistema che prevede rimborsi versati direttamente sul conto corrente a chi effettua acquisti utilizzando carte di pagamento, proporzionati agli importi pagati. Per conoscere l’inizio esatto della fase sperimentale (si parla dell’8 dicembre) è necessario attendere la decisione del Ministero dell’economia che verrà pubblicata sul relativo sito ufficialee la stipula di convenzioni tra la Consap (il soggetto che gestirà l’incentivo) e la società PagoPA.Questa precisazione della legge e del decreto sembra tener fuori dall’incentivo l’e-commerce, gli acquisti effettuati online, e del resto l’obiettivo è anche quello di disincentivare l’uso del contante e far “emergere” gli acquisti. L’adesione è volontaria, è previsto un periodo sperimentale che termina a fine 2020 e tre periodi a regime a partire da Gennaio 2021 fino a Giugno 2022. I rimborsi sono proporzionati rispetto a quanto speso, con un numero minimo di transazioni da effettuare per ogni periodo. La gestione dei rimborsi è in mano alla Consap, la concessionaria servizi assicurativi pubblici, che si occuperà anche di reclami e controversie.Il beneficio non è automatico, ma funziona su base volontaria. Chi intende fruirne deve registrare nella APP IO o nei sistemi messi a disposizione da un issuer convenzionato il proprio codice fiscale e gli estremi identificativi di uno o più strumenti di pagamento elettronico che verranno poi usati per gli acquisti (carte di credito, bancomat, etc.). Se si registra un bancomat (carta di debito) o una carta prepagata abilitata al circuito Bancomat, gli estremi identificativi saranno ottenuti dal sistema direttamente tramite il codice fiscale. La partecipazione scatta al momento della prima transazione tramite la carta registrata. Qui il sito dell’APP IO: https://io.italia.it/ Agli aderenti viene attribuito un rimborso in percentuale per ogni transazione effettuata nei seguenti periodi: a) 1 gennaio 2021 – 30 giugno 2021; b) 1 luglio 2021 – 31 dicembre 2021; c) 1 gennaio 2022 – 30 giugno 2022. Per ciascuno dei suddetti periodi accedono al rimborso gli aderenti che abbiano effettuato un numero minimo di 50 transazioni; in tali casi il rimborso è del 10% dell’importo di ogni transazione tenendo conto dell’importo massimo (per ognuna) di 150 euro. Il rimborso viene quantificato in ogni caso su un valore complessivo delle transazioni non superiore a 1.500 euro per ciascun periodo. I rimborsi sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun periodo tramite bonifico sulle coordinate IBAN che l’aderente ha indicato al momento dell’adesione o in un momento successivo.Ai primi centomila aderenti che nei periodi decorrenti dal 2021 (vedi sopra) abbiamo totalizzato il maggior numero di transazioni è attribuito un rimborso speciale pari a 1.500 euro. A parità di numero di transazioni ha priorità l’aderente la cui ultima transazione reca una marca temporale anteriore rispetto a quella dell’ultima transazione effettuata dagli altri. Attenzione, per ogni periodo di riferimento il conteggio del numero di transazioni parte da zero. Anche i rimborsi speciali sono erogati entro 60 giorni dal termine di ciascun periodo tramite bonifico sulle coordinate IBAN che l’aderente ha indicato al momento dell’adesione o in un momento successivo. Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo.

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Siciliani ingiustamente discriminati nell’accesso ai rimborsi Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Mentre avanza la seconda ondata della pandemia e mentre il Governo e le amministrazioni locali corrono ai ripari per contenere i contagi, ancora i cittadini purtroppo sono costretti a fare i conti con i disservizi collegati all’emergenza sanitaria. Nel mirino della Federconsumatori, dietro segnalazione anche del Comitato Pendolari Sicilia, è finita Trenitalia, per i trasporti effettuati nella Regione Sicilia.Secondo quanto previsto dalla normativa (ai sensi dell’articolo 215 del D.L. n. 34/2020) si dovrebbe garantire in tutta Italia il diritto al rimborso dei titoli di viaggio emessi dalle aziende ferroviarie o di trasporto pubblico locale: in Sicilia, invece, sono state emanate, da parte dell’Assessorato per la Mobilità regionale, delle linee guida del tutto discriminatorie e illegittime.Nel dettaglio viene introdotto un termine di decadenza non previsto dalla legge: si stabilisce infatti che il rimborso deve essere richiesto, pena decadenza del beneficio, entro il 31 dicembre 2020. Si specifica, inoltre, che per i titoli di corsa semplice e per gli abbonamenti settimanali non è riconosciuto alcun rimborso. Un’ultima disposizione vessatoria riguarda il rimborso in contanti, erogabile ai soli titolari di abbonamenti mensili e/o annuali appartenenti a una delle seguenti categorie: studenti al termine del ciclo scolastico (scuole secondarie di II grado) o universitario e studenti che hanno cambiato sede di studio che presentino apposita attestazione; lavoratori che hanno cessato la propria attività/rapporto di lavoro o che siano stati trasferiti (con apposita attestazione).Tutte limitazioni che, di fatto, escludono illegittimamente molti utenti dal diritto al rimborso. Ecco perché Federconsumatori ha diffidato Trenitalia affinché ottemperi ai suoi obblighi previsti dalla legge, Federconsumatori Sicilia, insieme al Comitato Pendolari Sicilia, ha inoltre inviato una segnalazione di tali condotte scorrette all’Antitrust e all’Autorità de Trasporti.Discriminazioni di questo genere non possono essere ammesse, per questo ci aspettiamo l’immediata cessazione dell’applicazione di queste incomprensibili limitazioni e il ripristino dei giusti diritti dei cittadini, riconosciuti a livello nazionale ed europeo.

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Alitalia: Leogrande, rimborsi per oltre 265 mln

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Il commissario di Alitalia Giuseppe Leogrande, in audizione alle commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera, ha dichiarato che la compagnia ha rimborsato fino al 30 settembre oltre 265 milioni in biglietti venduti per voli cancellati per l’emergenza Covid.”Peccato che per rimborsare i consumatori ci sia voluto l’intervento dell’Antitrust che il 3 luglio ha avviato un procedimento istruttorio cautelare nei confronti di Alitalia perché offriva ai suoi clienti l’erogazione dei voucher in luogo del rimborso del prezzo del biglietto previsto dal Regolamento (CE) n. 261/200″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Solo grazie all’intervento dell’Authority sono state modificate le pratiche commerciali della compagnia e modificate le comunicazioni inviate ai clienti. Inoltre, ci piacerebbe sapere quanti sono i viaggiatori che ancora attendono il rimborso e se, quando parlano di rimborsi, intendono in denaro o con voucher” conclude Dona.

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Rimborsi voli cancellati

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

In questi mesi abbiamo più volte affrontato la questione dei rimborsi dei voli cancellati dopo il lockdown: alcune compagnie aeree, adducendo all’emergenza sanitaria, hanno annullato le prenotazioni, offrendo ai clienti solo l’emissione del voucher e non la restituzione dell’importo versato nonostante fossero ormai quando decaduti i limiti alla circolazione imposti dai decreti governativi.Le sedi Federconsumatori hanno ricevuto numerose segnalazioni da parte degli utenti coinvolti, che peraltro hanno anche denunciato difficoltà, a volte insormontabili, nell’accesso al servizio di assistenza clienti. Il problema è diventato così rilevante da indurre l’Antitrust ad intervenire: l’AGCM ha infatti avviato quattro procedimenti nei confronti di BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, a cui viene appunto contestato sia il rimborso tramite voucher di cancellazioni che invece avrebbero dovuto essere rimborsate in denaro sia la predisposizione di servizi di assistenza onerosi e carenti.È evidente che alcuni vettori abbiano deliberatamente voluto lucrare su una situazione di grave emergenza sanitaria, quindi è più che fondato e legittimo che l’Authority voglia fare luce su quanto accaduto. Non possono certo essere gli utenti a pagare le conseguenze, certamente pesanti, del momento di difficoltà che l’intero comparto turistico sta attraversando ed è fondamentale che i diritti dei passeggeri vengano garantiti e tutelati. Ci aspettiamo quindi sanzioni severe e provvedimenti inflessibili nei confronti delle compagnie che hanno approfittato della situazione, senza scrupolo alcuno, per meri interessi economici.

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Turismo: l’UE avvia una procedura di infrazione verso l’Italia per i rimborsi dei viaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per aver promulgato una normativa nazionale che lascia a compagnie aeree, tour operator e agenzie la facoltà di decidere, in caso di viaggi non fruiti a causa dell’emergenza sanitaria, se restituire ai clienti l’importo versato o se erogare il rimborso tramite voucher. L’avvio del procedimento da parte dell’UE arriva dopo gli interventi già avviati da Enac e Antitrust e dimostra (come se ce ne fosse ancora bisogno!) la necessità di un’immediata modifica della legge che appunto regolamenta questi stessi rimborsi.Lo abbiamo evidenziato più volte nelle scorse settimane e non ci stanchiamo di ribadirlo: non possono essere gli utenti a pagare le conseguenze momento di difficoltà che l’intero comparto turistico sta attraversando. È necessario individuare altri meccanismi a sostegno del settore, garantendo però la tutela dei diritti dei cittadini. Ci chiediamo a questo punto cosa aspetti il Governo ad intervenire e a modificare la normativa, lasciando quindi agli utenti la facoltà di scegliere tra la restituzione della somma pagata e l’emissione del voucher.

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Enac: in caso di cancellazione volo non voucher ma rimborsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

L’Enac richiama i vettori aerei al rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri: in caso di cancellazioni di voli per cause non riconducibili all’emergenza Covid-19, la normativa prevede il rimborso del biglietto e non l’erogazione di un voucher.”Giustissimo l’appello dell’Enac: la normativa sui voucher non è più applicabile. E’ evidente, infatti, che tutta la legislazione d’urgenza introdotta dal Governo con il Cura Italia è venuta meno, visto che ora è superata la fase del lockdown e dell’emergenza Covid, che fungevano da presupposto giuridico per la deroga alla normativa europea” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, aver introdotto i voucher al posto del corrispettivo in denaro, sia per i voli aerei che per i pacchetti turistici, è illegittimo, sia perché in contrasto, rispettivamente, con il Regolamento (CE) n. 261/2004 e la Direttiva (UE) 2015/2302, come evidenziato sia dall’Antitrust che dalla Commissione Ue, sia perché ora è finita la fase emergenziale, visto che dal 3 giugno sono regolarmente ripresi tutti i voli all’interno dell’Unione Europea” prosegue Dona.
“E’ evidente, quindi, che ora le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell’UE sia se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona.

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I viaggi annullati vanno rimborsati. No ai voucher

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Per i viaggi pagati dai Consumatori è regola restituire il denaro versato. No a voucher o cambi di data, o si rischiano sanzioni. La Commissione Europea impone quelle regole che da settimane invocava l’associazione di tutela dei consumatori Konsumer.
Si ritorna alle regole generali: chi non è andato in vacanza o non ha preso un volo a causa del decreto del 3 marzo 2020 ha diritto all’immediato rimborso e, se lo stesso verrà rifiutato, ci si potrà rivolgere al giudice.Chi aveva prenotato un viaggio e non è potuto partire a causa dell’emergenza da covid-19 ha diritto ad avere indietro il denaro speso. Non voucher a scadenza o proposta di cambio di data, come molti vettori stavano proponendo, ma, se il cliente lo richiede, l’intero importo versato. Una posizione che già da diverse settimane invocavamo davanti a rifiuti strumentali dei vettori una posizione che è stata ufficializzata anche attraverso una lettera che la Commissione Europea ha inviato al Governo italiano.Fabrizio Premuti Presidente di Konsumer Italia dichiara “Una decisione centrale che contribuisce a dare forza a quella che già da tempo era la nostra posizione. Impensabile far perdere il denaro a migliaia di consumatori per un’emergenza sanitaria di cui non hanno assolutamente colpa. Altresì gli accadimenti di questi mesi potrebbero rendere superfluo il viaggio, pensiamo a chi ha perso il lavoro, a chi ha dovuto annullare le nozze, a chi si è ammalato o ha perso un congiunto partecipante al viaggio. Sono spesso viaggi costati migliaia se non decine di migliaia di euro, somme che in tempo di emergenza oggi potrebbero essere utili per vivere. Ha sbagliato il Governo a lasciare che il gioco fosse deciso dai soli vettori e tour operator, andava organizzato un confronto per una soluzione condivisa.” Ed oggi aspettiamo la risposta del Governo alla Commissione Europea; certi che l’errore, sicuramente dovuto alla enorme mole di lavoro svolto, sarà sanato lasciando al viaggiatore la scelta tra rimborso ed eventuale voucher e riprogrammazione del viaggio. In caso contrario, resta comunque la violazione di norme comunitarie, il che comporta la necessità di disapplicare la disciplina contraria alle stesse.

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Coronavirus e rimborso viaggi. Il punto sulla situazione. Che fare

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

Diverse migliaia di viaggiatori che si sono ritrovati obbligati per legge ad essere anche donatori di obolo agli operatori turistici e compagnie aeree, si stanno chiedendo se vivono in un film distopico o se è solo un brutto sogno.Per la legge italiana, voluta dal Governo e approvata dal Parlamento, chi ha pagato un servizio turistico da effettuarsi nel periodo 23 febbraio – 31 luglio, ma non ha potuto usufruirne a causa dell’emergenza sanitaria, deve sottostare alla decisione dell’operatore: rimborso in denaro oppure con voucher valido un anno. Va da sé che, salvo rare eccezioni, gli operatori offrono solo voucher, con il rischio più che concreto di non poterlo utilizzare e quindi di perdere tutto.Come siamo arrivati a questo:
– Il decreto legge “Cura Italia” lo prevedeva in forma ambigua sin dalla sua emanazione a marzo, distinguendo tra recesso del consumatore e annullamento da parte dell’operatore;
– Aduc lo ha subito contestato perché in contrasto con la normativa dell’Unione Europea, oltre perché è impensabile far pagare la crisi del settore turistico ai clienti.
– Il Parlamento ha convertito in legge il decreto “Cura Italia” a fine aprile, eliminando ogni possibile ambiguità: decide l’operatore turistico in tutti i casi, punto e basta. Questa è la norma nazionale oggi in vigore! Cosa è accaduto nel frattempo in Italia:
– gli operatori turistici offrono solo voucher, e anche su questi molti di loro fanno la cresta: diminuzione del valore del voucher al netto di penali inventate; validità del voucher per periodi più limitati; obbligo di fruire del voucher solo per servizi con prezzi indicizzati al momento della fruizione, con conseguente obbligo di dover pagare altri soldi per fruirne; etc.
Cosa è accaduto nel frattempo in Unione Europea:
– altri Stati membri hanno emulato l’Italia;
– la Commissione Ue dapprima non ha detto niente, poi ha ondivagato tra commissari che chiedevano una procedura d’infrazione contro l’Italia e Co. (la vicepresidente Margrethe Vestager) e chi faceva finta di farlo (la commissaria ai Trasporti Adina Valean) .
– nel frattempo, la Commissione si è data da fare per fornire delle linee guida per “salvare” la prossima estate turistica.
Fino a quando la Commissione UE ha deciso di far valere il diritto europeo lo scorso 15 maggio :
– Cari Stati membri, Italia inclusa, avete tempo fino al 28 maggio per adeguare le vostre legislazioni alle norme comunitarie: a decidere tra rimborso in denaro e voucher è solo il viaggiatore. Se non lo fate scatta la procedura d’infrazione.A questo punto cosa deve fare il viaggiatore? A tutti consigliamo di aspettare il 28 maggio per capire come l’Italia reagirà all’ultimatum della Commissione UE. E’ possibile che corregga la legge nazionale rendendo tutto più semplice, come è possibile che continui a calpestare i diritti dei consumatori europei. In ogni caso, dopo il 28 maggio, consigliamodi far valere i propri diritti così come sanciti dal diritto UE – che prevale sul diritto italiano! – attraverso una raccomandata A/R o PEC di messa in mora all’operatore.
Potrà farlo anche chi ha già accettato il voucher, qualora sia stato costretto dagli operatori a firmare una rinuncia al rimborso in denaro con la minaccia di perdere sia soldi che voucher. (fonte Aduc)

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Turismo: l’UE interviene sulla questione dei rimborsi di viaggi e vacanze tramite voucher

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

La Commissione UE ha inviato a 12 Paesi, Italia compresa, una comunicazione relativa alla possibilità di emissione di voucher a titolo di rimborso per viaggi, biglietti, soggiorni e vacanze inutilizzabili a causa dell’emergenza sanitaria. Una sorta di “lettera di raccomandazione” dunque, in cui la Commissione esorta i Governi degli Stati coinvolti a garantire agli utenti la possibilità di scegliere tra il buono-viaggio e la restituzione dell’importo pagato. Ricordiamo che in base alla normativa vigente, in Italia è invece l’operatore a poter scegliere se rimborsare il cliente o emettere un voucher o ancora proporre un soggiorno/pacchetto di viaggio di valore pari o superiore rispetto a quello acquistato.Si tratta di una notizia importante per un elevato numero di consumatori, anche perché, come abbiamo già detto più volte, numerose famiglie hanno subìto gravi ripercussioni economiche a causa della pandemia ancora in corso e il rimborso degli importi versati risulterebbe prezioso. Inoltre in questo contesto non è possibile e non sarà possibile per qualche tempo stabilire quando e come viaggiare di nuovo e l’utilizzo di un voucher può riservare non pochi problemi soprattutto se, come spesso accade, vengono imposti vincoli troppo rigidi per l’utilizzo del buono stesso. A tale proposito come Federconsumatori abbiamo chiesto alle Associazioni che riuniscono le aziende del settore di assicurare maggiore elasticità nella fruizione dei buoni – sia in termini di validità sei voucher che di possibilità di frazionamento e cessione – senza tuttavia ricevere alcun riscontro. È quindi urgente che il Governo, pur nella salvaguardia di un comparto economico fondamentale come quello del turismo, intervenga in tempi rapidi muovendosi in base alle indicazioni dell’Unione Europea per garantire una reale possibilità di scelta ai cittadini coinvolti.

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Dl rilancio: rimborso abbonamenti bus-metro-treni

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Nel Decreto Rilancio sarebbe previsto il rimborso dell’abbonamento per i trasporti pubblici non usufruito per i pendolari che non hanno potuto usare i mezzi per l’emergenza Covid.”Bene, ottima notizia. Finalmente un provvedimento che sta dalla parte dei consumatori, mettendo per iscritto quello che le norme in realtà già prevedono, evitando, però, in tal modo, inutili contenziosi legali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ evidente, infatti, che valeva già la disciplina del Codice civile che, in materia di obbligazioni, prevede all’art. 1463 la fattispecie dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione. Insomma, anche se il servizio di trasporti è rimasto attivo, il consumatore che non ha potuto usufruire del servizio per via del lockdown, ha diritto al rimborso della quota parte di abbonamento non usufruita” prosegue Dona.”Metterlo nero su bianco, però, eviterà, visto che le controparti sono restie a riconoscere i diritti degli utenti, azioni legali che andrebbero ad intasare la nostra giustizia già troppo oberata” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Covid: pochi i rimborsi per matrimoni, viaggi e concerti annullati

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

L’emergenza Coronavirus ha costretto più di 9,6 milioni di famiglie italiane a cancellare o rimandare impegni che avevano in programma in questi mesi e per i quali avevano già sostenuto delle spese; è questa la prima delle evidenze emerse dall’indagine che Facile.it ha commissionato all’istituto mUp Research in collaborazione con Norstat.Quelli primaverili sono, per tradizione, i mesi in cui hanno luogo molti matrimoni, comunioni, cresime o compleanni. Dall’indagine di Facile.it è emerso che più di 5,1 milioni di famiglie (pari al 27,6% dei nuclei familiari italiani) hanno dovuto annullare i festeggiamenti per via del Covid 19.
Un caso particolare evidenziato dall’indagine è quello legato alle feste di compleanno, di adulti o bambini, previste in sale prese in affitto. Il 13,7% delle famiglie italiane è stato costretto ad annullarle, e più della metà (50,8%) non è riuscita ad ottenere un rimborso.Oltre 1,1 milioni di famiglie erano coinvolte in matrimoni che gli sposi sono stati costretti ad annullare ma, oltre al danno, hanno subito anche la beffa visto che il 29,1% di loro non ha ottenuto alcun rimborso per la cerimonia cancellata.
Sono quasi 3 milioni le famiglie che hanno perso soldi per vacanze già in toto o in parte pagate e poi annullate per via del Covid19. Dall’hotel al B&B, dalla casa in affitto ai biglietti di viaggio e ai pacchetti vacanza, sono diverse le disdette cui si è stati costretti. Analizzando nel dettaglio queste componenti, l’indagine ha messo in evidenza come il 20,8% dei nuclei familiari non abbia potuto usufruire del biglietto aereo, navale o ferroviario.Come forma di rimborso, nel 35% dei casi è stato dato un voucher da poter riutilizzare in un’altra data, percentuale che sale fino a raggiungere il 40,6% nel Sud e nelle Isole e al 43,6% presso le famiglie composte da 4 o più persone. In oltre 1 famiglia su 4 (25,5%), tuttavia, non si è ottenuto alcun rimborso.Tra i numerosi impegni che gli italiani hanno dovuto annullare, ci sono anche la partecipazione ad eventi, manifestazioni, congressi, concerti, fiere e spettacoli: il 25,2% delle famiglie italiane ha dovuto annullare o rimandare queste attività a causa della pandemia.
Nello specifico, il 12,3% dei rispondenti non ha potuto assistere a concerti o spettacoli teatrali, percentuale che sale al 14,1% nel Nord Ovest, fino a sfiorare il 16% nel Centro Italia.Nel 49,2% dei casi è stata data la possibilità di riutilizzare quanto già acquistato in un’altra data, mentre nel 33,6% dei casi non si è ottenuto alcun rimborso.

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Prorogati i tempi per le richieste di rimborso dei biglietti Trenitalia (Gruppo FS Italiane)

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

I viaggiatori possono ottenere il rimborso integrale per rinuncia al viaggio anche per biglietti acquistati dopo il 23 febbraio 2020, indipendentemente dalla tariffa, presentando la richiesta entro i termini indicati nelle disposizioni nazionali in materia e giustificando il mancato viaggio con i seguenti motivi:
· per quarantena, permanenza domiciliare e per tutti i viaggi con arrivo o partenza nelle aree indicate dal provvedimento;
· per viaggi programmati per partecipare a gite scolastiche, concorsi, manifestazioni, eventi o riunioni che sono stati annullati, rinviati o sospesi;
· per viaggi programmati verso l’estero dove è impedito o vietato l’arrivo secondo le disposizioni emanate.
Per i treni a media e lunga percorrenza, il rimborso integrale è in bonus utilizzabile entro un anno. La richiesta può essere effettuata compilando l’apposito web form disponibile su trenitalia.com o presso qualsiasi biglietteria. Per i treni regionali, il rimborso integrale è in denaro. La richiesta può essere effettuata compilando l’apposito modulo on line o presso le biglietterie. Queste misure si aggiungono a quelle già adottate, in via autonoma e per sensibilità sociale, da Trenitalia che ha garantito alla propria clientela il rimborso integrale, richiesto entro il 1 marzo 2020, di qualsiasi tipologia di biglietti, anche di quelli di solito non rimborsabili, con qualsiasi data di viaggio e con qualunque destinazione.

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28 giorni: la ulteriore sanzione AGCom conferma l’automatismo dei rimborsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ancora una volta un’Authority interviene nei confronti delle compagnie telefoniche per la fatturazione a 28 giorni. Il criterio automatico nell’erogazione dei rimborsi dei giorni illegittimamente erosi è stato sancito, confermato e più volte riconosciuto da delibere, disposizioni ad hoc, pronunciamenti e sentenze ma resta ancora disatteso da parte delle compagnie telefoniche. La sanzione emessa nei giorni scorsi da AGCom per complessivi 9 milioni di euro nei confronti di Fastweb, Tim, Vodafone e Wind 3 per non aver erogato in automatico tali rimborsi, subordinandoli all’invio di una specifica richiesta da parte dell’utente, quindi, non è che l’ennesima conferma della condotta scorretta messa in atto dai gestori.Lo abbiamo evidenziato più volte e non ci stanchiamo di ribadirlo: la questione si sta protraendo oltre ogni ragionevole limite e i tempi si stanno dilatando a dismisura, a tutto vantaggio dei gestori e a spese di chi invece ha pieno diritto ad essere risarcito. Come Federconsumatori ci siamo opposti fermamente, e continuiamo a farlo, alle procedure di richiesta dei rimborsi, tanto che non solo abbiamo inviato formale diffida a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre ma abbiamo anche avviato l’iter per azioni legali collettive per il definitivo riconoscimento degli indennizzi automatici.Cogliamo anche l’occasione per rinnovare l’invito a coloro i quali abbiano necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.

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Sport a porte chiuse e rimborsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

Il Governo ha sospeso gli eventi e le competizioni sportive, consentendo lo svolgimento di eventi e partite, nonché allenamenti, solo a porte chiuse, purché nei comuni diversi da quelli della zona rossa del contagio, dove invece lo stop è totale.”Se un evento sportivo viene rinviato, il tifoso ha diritto solo al rimborso del singolo titolo di accesso, se invece l’evento si svolge a porte chiuse, allora non solo va rimborsato il biglietto, ma anche l’abbonato ha diritto alla restituzione di una quota parte dell’abbonamento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto che la decisione sia stata presa dal Governo, fa si che non scatti anche il diritto al risarcimento del danno, essendo tale evento non imputabile agli organizzatori dell’evento, ma certo i tifosi hanno diritto ad essere rimborsati. E’ un diritto sacrosanto del consumatore pagare solo a condizione di poter assistere alla competizione sportiva. Vale per ogni tipo di spettacolo, dai concerti al cinema” prosegue Dona.”Non per niente l’Antitrust il 7 gennaio ha avviato nove procedimenti istruttori nei confronti delle società di calcio di serie A Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Cagliari Genoa e Udinese, colpevoli di non riconoscere nelle loro condizioni generali di contratto il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello stadio, clausole ritenute vessatorie” conclude Dona.

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Rimborsi dei crediti IVA del 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Quanto sta accadendo per i rimborsi dei crediti IVA del 2020 dimostra che l’innovazione digitale, da sola, non produce risultati se non è accompagnata da una gestione in grado di metterla al servizio dei cittadini.Tra le richieste dell’Agenzia delle Entrate a chi ha presentato la dichiarazione IVA, c’è l’invio di copia delle fatture di acquisto e vendita di cui l’Agenzia è già in possesso. Tutte le fatture, infatti, devono ormai essere elettroniche e sono acquisite dai sistemi digitali in automatico. La richiesta delle copie cartacee, dopo aver imposto l’adempimento della fatturazione elettronica, è quindi un controsenso. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che la digitalizzazione della pubblica amministrazione debba porsi l’obiettivo di semplificare adempimenti e procedure, migliorando la trasparenza e l’efficienza della macchina burocratica. Nel suo piano di innovazione, il Governo ha ribadito che per essere al servizio del cittadino la pubblica amministrazione non deve più richiedere le informazioni che già possiede.Se questo non accade, il rischio è di vanificare i vantaggi offerti dal digitale e di moltiplicare invece di ridurre gli adempimenti. L’innovazione tecnologica dovrebbe contribuire a diminuire il costo che la burocrazia fa pesare sulle aziende e non viceversa. Si tratta di un fardello rilevante, che secondo recenti stime raggiunge in Italia il valore di 3,2 miliardi di euro.

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Manovra: M5S, obbligo rimborsi per bollette a 28 giorni

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Il Movimento 5 Stelle con un emendamento alla manovra chiede di obbligare le compagnie di Tlc al rimborso delle bollette a 28 giorni. “Bene, ottima notizia! Un’iniziativa sacrosanta, quanto mai opportuna, a fronte del vergognoso ed inaccettabile comportamento delle compagnie telefoniche che, approfittando della mancata pubblicazione dei motivi della sentenza del Consiglio di Stato, nonostante il dispositivo sia stato reso noto oramai più di 4 mesi fa, il 12 luglio, ancora non hanno rimborsato automaticamente gli utenti, pretendendo una richiesta formale di ristoro da parte loro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per questo abbiamo già depositato, fin da agosto, un esposto contro le compagnie telefoniche sia all’Antitrust che all’Autorità delle Comunicazioni” prosegue Dona. “Ben venga, però, l’intervento del legislatore, per chiudere definitivamente questa buia pagina decisamente imbarazzante per un Paese civile, nel quale le delibere delle Authority e le sentenze della giustizia amministrativa dovrebbero essere rispettate, senza se e senza ma” conclude Dona. (n.r. Questa è la prova provata che in Italia non esiste la “certezza del diritto” se nella fattispecie non bastano tribinali amministrativi e ordinari per obbligare e anche sanzionare severamente le compagnie telefoniche che hanno non solo emesso bollette illegittime ma si guardano bene dal rispettare le sentenze dei tribunali che danno loro torto.)

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Rimborsi fatturazione a 28 giorni: i gestori rispettino le disposizioni AGCom

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

La annosa vicenda della fatturazione a 28 giorni sembrava in via di risoluzione con il pronunciamento con cui, nel luglio scorso, il Consiglio di Stato ha confermato l’automatismo dei rimborsi stabilito da AGCom per Fastweb, Vodafone e WindTre. Purtroppo, però, i gestori telefonici hanno dimostrato di non voler rispettare il criterio stabilito dall’Authority e continuano imperterriti ad esortare i clienti a presentare – tramite una telefonata, un fax, una PEC, una mail, un messaggio di posta ordinaria o attraverso il sito web – specifica richiesta per la restituzione dei giorni illegittimamente erosi. Vogliamo ribadire che non è necessario presentare alcuna richiesta per ottenere il rimborso e vogliamo anzi dissuadere gli utenti ad aderire ad una indicazione non corretta degli operatori, in merito alla quale è peraltro in corso un processo sanzionatorio proprio da parte dell’Autorità Garante per le Comunicazioni.Infatti assecondando la logica che subordina il rimborso alla presentazione di una richiesta si rischia di legittimare questa inaccettabile procedura.La diffusione di indicazioni inesatte sulla questione costituisce potenzialmente un enorme vantaggio economico per le aziende: la presunta necessità di presentare richiesta di rimborso può finire di fatto per indurre molti utenti a desistere.Gli sportelli della Federconsumatori continuano a ricevere richieste di informazioni e di assistenza, anche perché la vicenda si è ormai trascinata oltre ogni ragionevole ed accettabile tempo di attesa. Per non venire meno al giusto principio della restituzione automatica noi continuiamo a dire loro di aspettare.A tale proposito ricordiamo che si attende ancora la pubblicazione delle motivazioni della sentenza di luglio del Consiglio di Stato nonché il pronunciamento analogo in merito ai rimborsi per i clienti TIM.Quanto tempo devono ancora aspettare gli utenti per ottenere il rimborso dei milioni di Euro incassati dalle aziende con questo comportamento?

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Tlc. Bollette 28 gg. Gestori devono rimborsare. Come non farsi fregare

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 luglio 2019

Il Consiglio di Stato sulla vicenda delle bollette con cadenza ogni 28 giorni e non mensile, ha dato ragione all’Autorità delle Comunicazioni (AGCOM) contro Fastweb, Wind Tre e Vodafone: ora i gestori devono rimborsare quanto prelevato illegalmente agli utenti stornando il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti (https://www.aduc.it/notizia/tlc+bollette+28+gg+consiglio+ stato+ragione+agcom_135972.php). Gli indennizzi dovrebbero essere automatici… ma mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo visto con chi abbiamo a che fare. Questi ultimi sono le compagnie Tlc che già da alcun mesi stanno cercando di fregare gli utenti proponendo loro servizi che, per il loro costo, dovrebbero essere economicamente compensativi di quanto hanno illegalmente prelevato con la vicenda dei 28 giorni. Servizi che, a parte la valutazione individuale sulla utilità e sul gradimento (spesso si tratta di aumento di Ciga per servizi di Rete in cui gli utenti sono già ampiamente soddisfatti di quelli che hanno a disposizione), vengono proposti in bolletta dicendo che se non arriva la disdetta entro un tot tempo saranno automaticamente approvati. Metodo che non va affatto bene, sia per la delibera AGCOM che a suo tempo aveva rilevato l’illegalità e, a maggior ragione, per la sentenza odierna del Consiglio di Stato. Occorrerà quindi essere molto vigili sulle prossime bollette e rispedire al mittente queste proposte indecenti, chiedendo anche di essere rimborsati per i danni. Questo, nel caso, ciò che dovrebbe essere fatto, nell’ordine:
1. inviare un’intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni: http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non si riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della propria Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il proprio giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all’Agcom utilizzando il formulario GU14.

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Banche. Balboni (FdI): dopo sentenza Corte giustizia Ue governo avvii rimborsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

“L’intervento del Fondo Interbancario a sostegno delle banche in difficoltà non è aiuto di Stato. Lo stabilisce una volte per tutte la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con l’importante sentenza di oggi che ha accolto il ricorso dell’Italia e della Banca Popolare di Bari. Adesso nessuno può mettere ancora in discussione quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che l’UE non aveva alcun diritto di opporsi all’intervento programmato dal FITD per contribuire a superare la crisi di Carife e che la decisione del governo Renzi di procedere alla risoluzione delle 4 banche era fondata su presupposti erronei e illegittimi. Entro oggi depositerò un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro Tria di prendere atto di questa importantissima sentenza e di procedere quindi senza ulteriori indugi ad emanare i decreti attuativi necessari a rimborsare i risparmiatori danneggiati da quelle decisioni tanto improvvide. Chiederò inoltre quali iniziative intenda assumere per ottenere dall’UE il rimborso dei gravissimi danni provocati ai risparmiatori, ai dipendenti e all’economia di intere comunità locali, tra le più colpite delle quali va senz’altro annoverata Ferrara”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, eletto a Ferrara, Alberto Balboni.

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