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La rimozione delle statue e la teoria critica della razza: strada per una migliore America?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“Rimuovere la statua è un piccolo passo che ci avvicina ad aiutare Charlottesville, la Virginia e l’America ad affrontare il loro peccato di distruggere volontariamente gli afro-americani per i profitti”. Queste le parole della sindaca Nikuyah Walker mentre si apprestava ad annunciare la rimozione della statua di Robert E. Lee, generale degli Stati confederati durante la Guerra Civile. Come si ricorda, nel 2017 Charlottesville è stata al centro del raduno dei suprematisti “Unite the Right” che protestavano la rimozione della statua. Un suprematista ha usato la sua macchina per scontrarsi con manifestanti pacifici di sinistra, causando la morte di una donna e ferendo anche dozzine di altri presenti.Sono passati quattro anni ma adesso la statua di Lee è stata rimossa e sarà conservata per poi decidere il da farsi. Gli eventi di quel giorno e la susseguente morte di afro-americani in incontri con la polizia, specialmente l’uccisione di George Floyd, hanno scatenato manifestazioni che hanno spinto alla riconsiderazione dei rapporti fra bianchi e gruppi minoritari. Inoltre si è anche arrivati alla rivalutazione di eventi storici con radici nella guerra di secessione (1861-1865). A dare manforte a queste rivalutazioni i media hanno scoperto la teoria critica della razza, un concetto accademico che si rifà agli anni 60′ e 70′. Nella primavera di quest’anno è emerso poiché non pochi Stati in America hanno introdotto leggi che mirano a vietare il suo studio nelle scuole primarie e secondarie del Paese.La Florida, in particolare, ha approvato una legge che insiste sull’insegnamento della storia guidata dal principio di “creazione di una nazione basata in grande misura sui principi della Dichiarazione di Indipendenza”. Questa legge proibisce l’uso di nuove metodologie che includono i rapporti razziali per spiegare la continua esistenza di disuguaglianze fra bianchi e afro-americani dopo moltissimi anni dalla fine della schiavitù nel 1865.La teoria critica della razza ci dice invece che il razzismo non è tutto semplicemente un costrutto di pregiudizi individuali ma è anche parte integrale dei sistemi legali e politici. Il razzismo e le differenze economiche, sociali e politiche fra i bianchi e i gruppi minoritari, specialmente gli afro-americani, sono legati all’ideologia suprematista. L’unione delle manifestazioni contro il razzismo, la rimozione delle statue simbolo di supremazia bianca, e la teoria critica della razza hanno creato una sorta di assedio per una buona fetta degli americani bianchi che si vede attaccata, causando pericoli ai loro privilegi.Bisogna dunque opporsi ad iniziare con la difesa delle statue persino quelle confederate che celebrano personaggi che hanno perso la Guerra Civile ma che hanno continuato ad essere visti come figure eroiche. Abbattere queste statue per una buona maggioranza di destra significa eliminare la loro cultura non solo per quelli del Sud ma anche per quelli del Nord i cui antenati, paradossalmente, hanno lottato e vinto la Guerra Civile e mantenuto unificato il Paese. Strano che un individuo come l’ex presidente Donald Trump, che si considerava un “vincente”, abbia abbracciato i “perdenti” confederati. Lo fece ovviamente per fare piacere ai suprematisti che erano e continuano ad esser parte integrale della sua base. Non sorprende dunque che dopo gli eventi di Charlottesville del 2017, l’allora presidente Trump non condannasse i filonazisti, limitandosi semplicemente a dire che “c’era brava gente da ambedue le parti”. Inoltre, da presidente, Trump si era opposto ai cambiamenti dei nomi di una decina di basi militari che ricordano generali confederati dicendo che “Questi monumenti e potentissime basi fanno parte del patrimonio americano e una lunga storia di vincere, vittoria e libertà”. C’è una piccolissima dosi di verità in questa affermazione di Trump poiché gli schiavi, con la fine della Guerra Civile, ottennero la libertà. Ciononostante, con il ritiro graduale delle truppe nordiste, i bianchi al Sud ricominciarono poco a poco a riprendere il controllo politico ed economico, continuando a sfruttare ed abusare gli afro-americani. Questi abusi sono stati rivendicati dagli afro-americani ma i bianchi ci credevano poco. In tempi recentissimi, però, con l’avvento dei telefonini e le riprese di video, gli abusi citati storicamente da afro-americani sono venuti alla luce del sole per tutti. Difficile ignorare il video della morte di Floyd, scattato da una giovane donna presente. Difatti, il poliziotto responsabile per la morte di Floyd, in un caso storico, è stato condannato a 22 anni di reclusione. Questa sentenza è stata vista come un possibile cambiamento per una nuova visione di giustizia per gli afro-americani.Non basta però se lo si vede solo come un caso isolato. Gli studiosi della teoria critica della razza interpretano la morte di Floyd come risultato di ingiustizia sistemica e strutturale che va riesaminata nel contesto storico. Il sistema giudiziario, economico e politico attuale che vede gli afro-americani in una situazione sfavorevole è causato dalla storia e per creare un clima di uguaglianza bisogna capirlo appieno. La rimozione delle statue è solo un piccolo passo. La destra ribatte con il tipico relativismo, interpretando la rimozione delle statue come rifiuto della storia, la loro storia. Si tratta di quella storia rievocata da Trump nel suo slogan “Make America Great Again” (Rifacciamo grande l’America di nuovo). I conservatori si chiedono quali altre statue di eroi consacrati come George Washington, Thomas Jefferson ed altri andranno abbattute perché anche loro furono proprietari di schiavi. La chiave in questo ragionamento è il relativismo, usato non solo dalla destra ma in modo magistrale da Vladimir Putin. Ogni qualvolta che gli vengono criticate le ingiustizie nel suo Paese, il leader russo indica, con una dosi parziale di verità, i problemi razziali in America che lui stesso e i suoi collaboratori hanno fomentato, specialmente nell’elezione presidenziale del 2016.Alcuni studiosi tendenti a destra ci dicono che non è possibile giudicare eroi del passato con parametri etico-morali contemporanei. Si sbagliano perché rivalutando la storia con gli occhi del presente ci aiuta a capirla, scongelando alcune posizioni già cementate ma bisognose di nuove analisi per capirle a fondo. Solo con una comprensione aggiornata si potrà migliorare la società attuale. Decidere di abbattere le statue che con il loro simbolismo celebrano falsi eroi, indirettamente e spesso direttamente, è un piccolo passo per un’interpretazione accentrata della storia. Robert Lee, diretto discendente del generale Robert E. Lee, ha pubblicato un editoriale sul Washington Post dove appoggia la distruzione della statua del suo antenato a Richmond, la capitale degli Stati Confederati durante la Guerra Civile, ed attuale capitale della Virginia. Un’interpretazione personale che riconosce il bisogno della rivalutazione storica per farci capire come procedere per una migliore America. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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La rimozione di Newsom: un governatore repubblicano con il “recall”?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

By Domenico Maceri, PhD. La California è uno degli Stati più “blue”, ossia liberal, poiché le due camere legislative e il potere esecutivo sono nelle mani dei democratici. Le possibilità di vittorie politiche per il Partito Repubblicano nel Golden State sono limitatissime considerando il fatto che dei 20,9 milioni di elettori registrati il 46 percento sono democratici e solo il 24 percento è iscritto al Grand Old Party (Gop). I repubblicani ci provano però con tutti i mezzi possibili. L’ultimo è il “recall”, un’elezione straordinaria con la quale gli elettori voteranno se riconfermare o rimuovere il governatore attuale Gavin Newsom. In effetti, si tratta di una possibile nuova elezione che darebbe l’opzione di eleggere un nuovo governatore fra una lista di individui che si saranno candidati.Newsom è stato preso di mira e 1,5 milioni di firme valide sono state raccolte per il “recall” e quindi si avrà un’elezione che includerà due quesiti legati fra di loro in un’unica scheda elettorale. Il primo chiederà agli elettori se Newsom sarà riconfermato o rimosso. In caso di rimozione il secondo chiederà chi fra la lista dei candidati dovrebbe rimpiazzarlo. Queste elezioni di “recall” non hanno tipicamente successo ma nel 2003 i repubblicani l’hanno spuntata. Il governatore di allora Gray Davis fu sconfitto e Arnold Schwarzenegger fu eletto per completare la seconda metà del mandato di Davis. Schwarzenegger fu poi rieletto nel 2007 e nel 2011 senza potere candidarsi di nuovo a causa del limite dei due mandati previsti dalla costituzione del Golden State. La strada del “recall” di Davis era l’unica opzione per un repubblicano moderato di divenire governatore poiché Schwarzenegger non avrebbe mai vinto le primarie del Gop dove gli ultra conservatori predominano. Schwarzenegger fu aiutato nell’esito negativo per Davis (55 percento contrari, 44 a favore) dal fatto che un leader democratico, Cruz Bustamante, vice governatore, si candidò nell’elezione del recall contribuendo ad aumentare i voti contro Davis. Nonostante tutto Schwarzenegger vinse con il 48 percento dei voti, seguito da Bustamante col 31 percento.Dopo l’esperienza con Schwarzenegger i democratici avrebbero potuto riformare la costituzione per rendere i “recall” più difficili senza però fare progressi. La legge sul “recall” in vigore, dunque, rimane quella approvata nel lontano 1911 quando si credeva che sarebbe stata usata rarissimamente. Si trattava di un tentativo di democrazia diretta che però apre una porta secondaria al conseguimento del potere. Il “recall” richiede una petizione equivalente al 12 percento dei partecipanti all’ultima elezione. In questo caso si tratta di 1,5 milioni di firme, cifra non facile da ottenere ma nemmeno molto difficile, considerando il numero di elettori repubblicani che vorrebbero una “rivincita” sull’elezione statale del 2018. La campagna per la raccolta delle firme era stata pubblicizzata da un programma radiofonico conservatore al quale si sono poi aggiunte forze politiche dell’establishment repubblicano. Per qualificare a candidarsi come possibile sostituto di Newsom le procedure sono altresì non troppo difficili. Basta pagare una quota di 4200 dollari oppure raccogliere 7mila firme. Ecco come si spiega il fatto che nell’elezione di “recall” del 2003 vi furono ben 135 candidati su cui alla fine prevalse Schwarzenegger.Nel caso attuale, Newsom si trova inguaiato per la facilità di indire un’elezione di “recall” ma in parte anche per la sua condotta sulla pandemia. In un caso in particolare è stata circolata la notizia che il governatore aveva violato il lockdown partecipando a una festa con lobbisti della California Medical Association in un notissimo ristorante. Newsom si trova però in una situazione più vantaggiosa di quella di Davis nel 2003 quando l’elettorato repubblicano era al 35 percento mentre adesso è solo al 24 percento. Solo il 40 percento dei californiani voterebbe al momento per rimuovere Newsom il quale recentemente ha ricevuto un indice di approvazione del 53 percento.La sconfitta di Newsom appare improbabile anche per il fatto che l’ex presidente Donald Trump rimane oscurato e non potrà fare molto per assistere i probabili candidati. Questi includono John Cox, il candidato repubblicano sconfitto da Newsom nel 2018, Kevin Faulconer, ex sindaco di San Diego e Caitlyn Jenner, vincitrice di medaglie alle olimpiadi di Montreal nel 1976 quando era Bruce Jenner, prima di cambiare sesso. La Jenner è in contatto con collaboratori di Trump e potrebbe beneficiare dal loro supporto, avendo espresso commenti di solidarietà con l’ex presidente.Il “recall” appare costoso e anche inappropriato per lo Stato perché Newsom è al terzo dei suoi quattro anni del suo primo mandato. La prossima elezione per governatore avverrà nel 2022 e quindi con un po’ di pazienza i repubblicani avrebbero un’altra chance in poco tempo. Il “recall” però è una strada più promettente per loro perché in caso di rimozione di Newsom un repubblicano lo potrebbe rimpiazzare com’è avvenuto nel caso di Davis nel 2003. La legge del “recall” va cambiata perché troppo facile da abusare. Il 58 percento dei californiani favorisce cambiamenti maggiori o minori mentre il 35 percento la trova adeguata. Forse questa volta però i democratici, che probabilmente saranno ancora al potere, la modificheranno per i loro interessi politici che coincidono in questo caso con quelli di tutta la California. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Rimozione del controverso missionario Ricardo Lopes Dias dalla sua alta carica governativa

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Maggio 2020

E’ stata appena ordinata da un giudice, infligge un duro colpo al presidente del Brasile Bolsonaro, ha dichiarato Survival International è il movimento mondiale per i popoli indigeni.Lopes Dias, missionario evangelico ed ex membro di New Tribes Mission / Ethnos360, era stato nominato capo dell’unità per i popoli incontattati dell’Agenzia governativa agli Affari indigeni (FUNAI) in febbraio.La nomina, estremamente controversa, era stata descritta all’epoca da Sarah Shenker di Survival come “mettere la volpe a guardia del pollaio”. Sotto il presidente Bolsonaro, che gode del grande sostegno degli evangelici e sta spingendo per l’apertura delle terre indigene allo sfruttamento commerciale mediante decreti legislativi, i missionari evangelici hanno intensificato i loro sforzi per riuscire a raggiungere le tribù incontattate.New Tribes Missione Brasile presenta il suo nuovo elicottero acquistato per raggiungere le tribù incontattate della Valle Javari. © NTM. Con una clamorosa sentenza, un giudice ha ora decretato che la nomina di Lopes Dias era illegale e lo ha rimosso dall’incarico con effetto immediato. Nella sua sentenza, il giudice Antonio Souza Prudente ha dichiarato che “la nomina costituiva un chiaro conflitto di interessi” e “una grande minaccia per la politica che esclude il contatto forzato con i popoli indigeni incontattati… e per il principio di autodeterminazione”. “I popoli indigeni della valle di Javari sapevano che mettere un missionario al comando dell’unità per gli Indiani incontattati era pericoloso, e spero che questa decisione non possa essere contestata in appello” ha commentato Beto Marubo dell’organizzazione indigena UNIVAJA. L’ufficio della procura che aveva aperto il caso ha dichiarato: “Abbiamo avuto accesso a documenti firmati dalle organizzazioni missionarie internazionali a cui Ricardo Lopes Dias è collegato, che dimostrano il coinvolgimento di New Tribes Missione Brasile – di cui Lopes ha fatto parte per dieci anni – in un piano per forzare il contatto con le tribù incontattate ed evangelizzarle”.“È una grande vittoria per la campagna in difesa delle terre delle tribù incontattate” ha detto Sarah Shenker, responsabile della campagna per i popoli incontattati di Survival Intrnational. “La nomina di Lopes Dias equivaleva a una vera e propria dichiarazione di guerra contro il loro diritto alla protezione dei loro territori e al loro diritto di rimanere isolati se così vogliono.”“Era una parte fondamentale dell’esplicita politica di Bolsonaro che mira a distruggere i popoli indigeni del paese, a smantellare le squadre che proteggono i loro territori e svendere le loro terre a taglialegna, minatori e allevatori.”“Le tribù incontattate oggi proteggono vaste aree di foresta ricche di risorse e biodiversità. Sotto Lopes Dias, rischiavano di essere competamente aperte prima ai missionari evangelici e poi agli affaristi. Avremmo probabilmente assistito allo sterminio di intere tribù. Oggi abbiamo un barlume di speranza che non accada.”
La campagna lanciata per rimuovere Lopes Dias ha segnato una straordinaria vittoria. Le organizzazioni indigene del Brasile hanno guidato l’attacco, Survival International ha portato la campagna in tutto il mondo, ha fatto pressioni sulle autorità per mesi, ha inondato i social di messaggi e di video, e ha fatto arrivare al governo oltre 10.000 e-mail di protesta tramite i suoi sostenitori. Speriamo che Bolsonaro finalmente capisca che, se persevererà nel suo programma genocida, si dovrà confrontare con la resistenza ad ogni suo passo.”

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Primo intervento in Italia di rimozione di metastasi ai linfonodi retrofaringei con il robot

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Per la prima volta in Italia, la Chirurgia cervico facciale dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, diretta da Raul Pellini, ha messo a punto una nuova tecnica di asportazione di linfonodi retrofaringei grazie all’utilizzo del robot da Vinci con un accesso dal cavo orale. L’equipe utilizza il sistema robotico da circa 10 anni e vanta una delle maggiori casistiche sebbene i pazienti oncologici che ne possano beneficiare sono in numero limitato.
I linfonodi retrofaringei sono spesso sede di metastasi da neoplasie localizzate nella parte posteriore del naso (rinofaringe). Più di rado si formano metastasi che originano da tumori localizzati nel cavo orale, nella gola o addirittura nella tiroide. Nel 2018 la stima è stata di circa 9.700 nuovi casi di tumore del testa-collo, 7.400 tra gli uomini e 2.300 tra le donne (dati Aiom). Circa il 50% dei pazienti affetti da carcinoma del rinofaringe può sviluppare metastasi ai linfonodi retrofaringei.
Per via della posizione difficilmente raggiungibile, il trattamento delle metastasi nei linfonodi retrofaringei è spesso effettuato mediante la radioterapia. In caso di recidiva, dopo il trattamento radioterapico, l’unica possibilità di cura efficace è l’intervento chirurgico.I classici interventi chirurgici transcervicali, trasparotidei e transmandibolari possono provocare conseguenze estetiche e funzionali anche gravi, visto che il campo chirurgico è ridotto, difficile da raggiungere e occupato da strutture vitali quali l’arteria carotide interna. Questo studio dimostra ed illustra la fattibilità tecnica dell’innovativa procedura chirurgica eseguita con il robot in un uomo di 68 anni.
Grazie all’impiego del Robot quindi e in casi selezionati, è possibile l’ asportazione completa delle metastasi con tempi di recupero molto rapidi e con assenza di conseguenze funzionali di rilievo.Tale esperienza è stata recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista statunitense “Head and Neck”

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Roma: rimozione manifesti abusivi contro ministro Fedeli

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

Roma Campidoglio “Sulla vicenda dei manifesti abusivi contro la ministra Valeria Fedeli, il segretario della Cgil Susanna Camusso è disattenta o male informata. All’indomani delle affissioni, il Comune di Roma ha predisposto oltre 1.900 oscuramenti e gli agenti del PICS della Polizia Locale hanno realizzato circa 100 interventi di rimozione”. Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni. “Gli uffici hanno agito tempestivamente non appena giunte le prime segnalazioni e hanno sollecitato le società proprietarie dei cartelloni sui quali sono comparsi alcune manifesti a fare altrettanto. Come ho avuto già modo di sottolineare, in questo come in altri casi, non è tollerabile che l’espressione di una critica venga fatta fuori dalle regole e soprattutto imbrattando la città, con costi per la comunità e per i cittadini”, spiega.

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Cassazione e barriere architettoniche

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

cassazioneL’agenzia dell’istituto di credito deve adeguare lo sportello in modo che possa beneficiare del servizio anche chi è costretto sulla sedia a rotelle. È quanto emerge dalla sentenza 18762/16, pubblicata il 23 settembre dalla terza sezione civile della Cassazione. L’accesso e la fruibilità del servizio bancomat, in edifici pubblici o privati, deve essere “assicurato” in favore delle persone con disabilità mediante la rimozione di tutti gli ostacoli architettonici e questo deve avvenire anche in mancanza di “norme regolamentari di dettaglio che dettino le caratteristiche tecniche che luoghi, spazi, parti, attrezzature o componenti di un edificio o parti di questo debbano avere per consentire l’accesso”. Diversamente, la persona diversamente abile può rivolgersi al giudice chiedendo la tutela antidiscriminatoria, che ben può essere azionata nei confronti dei privati oltre che delle amministrazioni pubbliche. Accolto il ricorso proposto dal correntista della banca proposto ai sensi dell’articolo 3 della legge 67/2006 contro la discriminazione delle persone diversamente abili. Non conta che il regolamento di cui al dm 236/89 non contenga norme di dettaglio per predisporre lo sportello all’utilizzo da parte di chi ha «ridotta o impedita capacità motoria»: la barriera architettonica va eliminata in quanto costituisce un ostacolo al comodo e autonomo utilizzo del servizio Atm e pone il cliente della banca in posizione di svantaggio rispetto agli altri. Sta al giudice del merito individuare i criteri tecnici da seguire, magari avvalendosi di altri regolamenti sopravvenuti, se risultano utili; è rimessa alla sua alla sua discrezionalità l’adozione di ogni altro provvedimento necessario a far cessare gli effetti della discriminazione. E spetta al giudice del rinvio stabilire anche se il correntista ha diritto a essere risarcito dalla banca per non aver potuto finora ritirare i soldi allo sportello: bisogna verificare se sussistono gli estremi della responsabilità extracontrattuale ex articolo 2043 Cc. L’istituto di credito rischia la pubblicazione della sentenza di condanna su di un quotidiano locale. La parola torna alla Corte d’appello in diversa composizione. Importante sentenza della Cassazione, commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che rende obbligatorio il bancomat a misura di disabile. Si spera che le banche vorranno tenerne conto, visto che in parte finora non lo fanno. (Giovanni D’AGATA)

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Il nuovo laser a picosecondi a doppia lunghezza d’onda si è dimostrato efficace e sicuro nella rimozione dei tatuaggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

tatuaggiotatuaggio1Oggi tatuarsi va molto di moda. Un tatuaggio si fa per comunicare qualcosa di sé e, al tempo stesso, è un modo per lasciare il segno delle esperienze sulla propria pelle. Eppure, con il trascorrere degli anni e dei cambiamenti di vita, un tatuaggio può diventare noioso o insopportabile. Adesso cancellarlo per sempre si può.La nuova generazione di laser a picosecondi con doppia lunghezza d’onda, già disponibile in Italia, consente attraverso l’utilizzo di impulsi ultra brevi una più efficace rimozione dei tatuaggi policromi e resistenti ai trattamenti standard, oltre che delle lesioni pigmentate benigne su ogni tipo di pelle.“Il laser a picosecondi a doppia lunghezza d’onda – sottolinea il dott. Filippo Pinto, Dermatologo, Responsabile della Pinto MedicalSpa, Centro Laser Dermatologico di Roma e consulente scientifico di Syneron Candela – rilascia sulla cute impulsi a picosecondi ultra brevi, garantendo una frammentazione ottimale delle particelle di pigmento. Con un numero inferiore di sedute e minore dolore rispetto ai sistemi convenzionali, quindi, tali trattamenti sono ben tollerati dai pazienti che assistono a tempi di recupero decisamente ridotti rispetto a vent’anni fa. E’ da sottolineare, inoltre, che l’utilizzo di laser a picosecondi non ha determinato esiti cicatriziali o effetti collaterali di lunga durata ad ulteriore conferma del suo elevato profilo di sicurezza nel trattamento per la rimozione dei tatuaggi”.
Se in Europa si calcola che circa il 20% degli adulti si è tatuato almeno una volta nella vita, secondo i dati emersi dalla recente indagine dell’ISS, nel nostro Paese ci sono 7 milioni di tatuati e, tra questi, circa il 17% ha dichiarato di voler rimuovere un tatuaggio e il 4,3% dei pentiti lo ha già cancellato.“Gli impulsi ultra brevi del laser a picosecondi – aggiunge il dott. Luigi Coricciati, Dermatologo, Responsabile del Centro “Coricciati Medical Group” di Martano (Lecce) e consulente scientifico di Syneron Candela – rappresentano l’elemento fondamentale che determina gli ottimi risultati ottenuti con questa tecnica nei trattamenti per la rimozione dei tatuaggi. Il laser a picosecondi con una doppia lunghezza d’onda, grazie ad un minor trasferimento di calore sulla pelle, riduce al minimo gli effetti collaterali nella più ampia gamma di fototipi. La ricerca scientifica, infatti, ha dimostrato che minore è la durata dell’impulso, maggiore è l’efficacia nel convertire l’energia del laser in sollecitazioni meccaniche necessarie alla frammentazione delle particelle. Ne consegue che più il frammento è piccolo e più è facile per il corpo eliminarlo in tempi rapidi ed ottenere così un migliore risultato in termini di clearance”.Il sistema laser a picosecondi non è utilizzato soltanto per la rimozione dei tatuaggi, ma anche per i trattamenti del viso e del décolleté: attraverso l’applicazione di un ulteriore dispositivo, presto anche in Italia sarà possibile intervenire con nuove tecniche di ringiovanimento assicurando risultati eccezionali in tempi rapidi.

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Rai digitale: necessario intervento governo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Dichiarazione dell’On. Giorgio MERLO  “L’incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani in Commissione di Vigilanza ha prodotto oggi un risultato concreto: di fronte al sostanziale fallimento del passaggio dall’analogico al digitale in molte Regioni italiane – a cominciare, purtroppo, dal Piemonte – il Governo deve intervenire con urgenza e senza ulteriori indugi.  Ormai si tratta di vera emergenza. L’interruzione di un pubblico servizio da un lato e la scomparsa degli stessi canali Rai dall’altro in quasi metà della Regione Piemonte non può essere affrontato solo dall’azienda attraverso i suoi organi preposti. Il Ministro dello Sviluppo economico Romani deve intervenire con risorse adeguate e mezzi pertinenti per evitare che la Rai scompaia da molti territori e che, di conseguenza, si avvantaggi la concorrenza, cioè Mediaset. Il Presidente Errani si è impegnato, come Presidente della Conferenza delle Regioni, su mia richiesta, di attivare da subito un’iniziativa politica per coinvolgere il Governo nella rimozione di quegli ostacoli che impediscono la ricezione dei canali Rai in ormai nella metà dei casi.

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Notte Capodanno a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 dicembre 2010

«Per garantire il migliore svolgimento delle manifestazioni nella notte di Capodanno, la Protezione civile di Roma Capitale ha predisposto gli adempimenti previsti dal Piano per la gestione dei Grandi Eventi. Imponente lo schieramento di forze impiegate, con una task force di 300 unità tra operatori e volontari della Protezione civile in aggiunta a 25 operatori del Servizio giardini come unità di rinforzo in caso di emergenza.  Le forze in campo svolgeranno servizio di assistenza alla cittadinanza garantendo, in particolare, l’accesso e il deflusso nelle aree dove sono organizzati i concerti e alle stazioni metropolitane di Colosseo, Cavour, Circo Massimo e Spagna. Particolari presidi saranno attivati nelle aree cittadine dove si prevede maggiore afflusso di partecipanti o dove potrebbero manifestarsi criticità legate all’accesso: oltre che lungo via dei Fori Imperiali dove si terrà il concerto di Claudio Baglioni, le squadre del volontariato presidieranno – tra le altre – piazza Anco Marzio ad Ostia, piazza Fabrizio De Andrè alla Magliana e gli ingressi al Palazzo delle Esposizioni e all’Auditorium. Per garantire il miglior coordinamento del dispositivo, resterà attiva per tutta la notte la Sala Operativa di Porta Metronia che si terrà in stretto contatto con la Sala Sistema Roma e dunque con tutti i referenti delle aziende capitoline impegnate e  con l’Ares 118 che, per l’occasione, attiverà 5 posti medici avanzati, 23 ambulanze e 20 squadre di soccorritori. Allo stato, inoltre, non si ravvisano particolari criticità legate alla situazione meteorologica: secondo le previsioni del Dipartimento nazionale le condizioni del tempo dovrebbero mantenersi stabili con temperature in lieve rialzo.  Infine, il pronto ripristino del decoro nelle aree interessate dalle manifestazioni sarà garantito da un impegno straordinario dell’Ama che ha previsto una task-force per lo spazzatura e la rimozione dei rifiuti».  lo ha dichiarato Tommaso Profeta, vicecapo di Gabinetto e direttore del Dipartimento tutela ambientale e del Verde e della Protezione civile di Roma Capitale.

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Signor Presidente, un autorevole esponente del Governo e segretario di un partito ha dichiarato qualche giorno fa che l’Italia dovrebbe avere un’altra capitale e, precisamente, al Nord. Forse pensa a Milano oppure a Venezia. In un altro intervento lo stesso personaggio chiede che i ministeri siano spostati al Nord. Ad Adro il locale sindaco avalla la decisione leghista di decorare una scuola con i simboli celtici della Lega e, su invito del ministro dell’istruzione ad eliminarli condiziona la rimozione al benestare del segretario della Lega alias ministro dell’attuale governo. A questo punto mi chiedo se siamo alla vigilia dei festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia o alla vigilia del separatismo. Sta di fatto che questo stesso ministro chiaramente dimostra di voler plagiare i giovani e che alla fine di questo trattamento si riterranno diversi dal resto degli italiani. Al mio paese, che è l’Italia per ben intenderci, che va dalle Alpi sino all’estremo lembo del Sud dello stivale, isole comprese, questo si chiama eversione e rottura del patto di unità del paese sancito dai nostri padri fondatori che, guarda caso, erano nativi del Nord, da Cavour a Garibaldi per intenderci. Ora mi chiedo se tutti noi facessimo la stessa cosa e i toscani e gli emiliani ad esporre  i simboli etruschi, e i Laziali, abruzzesi, molisani ecc. le insegne romane e i simboli della Magna Grecia e i siciliani la mezzaluna islamica e del Dio Odino potremmo dire di essere coerenti con la storia e, senza dubbio, molto di più dei simboli celtici esibiti nel Nord-est del paese mentre si sa bene che essi provengono dalla regione che oggi si chiama Piemonte. E’ ciò che vuole questo ministro? E allora signor presidente la mia proposta è una sola: lasciamo perdere i festeggiamenti. Qui non c’è nulla da festeggiare. Qui l’Italia è stata fatta ma non gli italiani anche se sono passati 150 anni. (Riccardo Alfonso direttore dei centri studi politici della Fidest)

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Uk: chiesto ritiro di rosiglitazone

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

A pochi giorni dalla riunione straordinaria del Comitato per i prodotti medicinali a uso umano (Chmp) europeo sul profilo rischio-beneficio di rosiglitazone (Avandia) di GlaxoSmithKline, l’Agenzia del farmaco inglese Mhra (Medicines and healthcare products regulatory agency), si è espressa in modo sfavorevole sul farmaco. «Non ha più un posto nel mercato britannico» sostiene l’ente e il portavoce Stephen Hallworth ricorda che questa posizione è gia stata sostenuta con forza e che sarà ribadita nell’incontro dell’8 settembre. Anche il British medical journal e alcuni medici esperti hanno chiesto l’immediata rimozione dal mercato aggiungendo che non sarebbe mai dovuto essere approvato fin dall’inizio. In risposta alle ultime notizie e il ministero della Salute inglese ha dichiarato: «L’Mhra ha inviato una guida a tutti gli operatori sanitari con chiari avvertimenti sui rischi associati per alcuni pazienti. I ministri non hanno avanzato richieste sulla licenza del farmaco in Gran Bretagna». (fonte doctor news)

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Dossier: “rimozione dei veicoli abbandonati”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Roma 6 agosto, ore 11.00, presso la sede della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, Largo Loria 3, V piano, stanza 519 si parlerà di “Regole più semplici, maggiori strumenti per gli operatori e coordinamento degli interventi. “Nel primo semestre del 2010 sono stati rimossi oltre 340 veicoli abbandonati al mese. Le cifre indicano che la lotta allo smaltimento delle centinaia di veicoli abbandonati che restano negli angoli delle strade della nostra città non conosce tregua, ma il lavoro è ancora lungo e complesso. Questo studio vuole essere propedeutico alla pianificazione di  un incremento delle attività e dei mezzi a disposizione del Nucleo Tutela Ambiente della Polizia Municipale, che adempie a questo servizio nella Capitale. Si propone inoltre come una fotografia della situazione in città e lancia alcune proposte per la soluzione del problema”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione sicurezza del Comune di Roma, Fabrizio Santori.

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Amalgami dentari pericolosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

“Si è costituito, a palazzo Marini, un comitato volto  a evidenziare la tossicità delle otturazioni dentarie in amalgama, contenenti mercurio (la sostanza più tossica in natura dopo il plutonio) e, di conseguenza, a bandirne l’uso su territorio nazionale (ed europeo)”. Così l’On. Scilipoti, in riferimento agli amalgami dentari. “È assodato e dimostrato scientificamente da migliaia di pubblicazioni – continua l’On. Scilipoti (IDV) – che l’amalgama e fonte di numerose sindromi e patologie, anche gravi, soprattutto a carico del sistema nevoso centrale, con un carico tossico trasmissibile anche da madre a nascituro. Si evidenzia la necessità di rimuovere le otturazioni in amalgama esclusivamente attraverso un protocollo di rimozione protetta, affinché tale manovra non rappresenti un ulteriore danno per l’organismo dei pazienti già intossicati, o per le persone asintomatiche, oltre che – conclude l’On. Scilipoti –   per gli operatori odontoiatrici, categoria la più esposta per motivi professionali, al pericolo delle intossicazioni da mercurio”.

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La discesa in campo del cardinale Bagnasco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Massimo Donadi nel suo portale ha pubblicato: “il cardinal Bagnasco è sceso ufficialmente in campo in vista delle regionali e si è schierato in maniera inoppugnabile da una parte politica ben precisa. Anzi, è andato oltre. Con un discorso che non lascia spazio a dubbi o interpretazioni, ha separato le forme dai contenuti, stigmatizzando e condannando i toni duri di una parte politica, senza analizzare le ragioni o le cause che hanno determinato certe reazioni o parole. La sua dichiarazione di intenti politici ha operato una vera e propria rimozione dei fatti, per mettere la parole fine alle malefatte del premier.Il presidente della Cei, pastore di anime, monsignor Bagnasco, tra le pieghe di un finto appello alla politica ad abbassare i toni, ha colto lo spunto per additare “il pericoloso riaffiorare all’orizzonte di maestri nuovi del sospetto e del risentimento che, lanciando parole violente e ripetute, possono resuscitare mostri del passato”. Non ha rivolto un appello alle parti per invitare ad un clima e a un confronto politico più sereno e conciliante. Ha sposato la tesi di una parte politica, puntando il dito solo verso l’eccesso di toni di una parte, lasciando l’altra fuori da ogni responsabilità o addebito, come se fosse innocente od esente da colpe. E’ come se io, di fronte ad un omicidio, lanciassi un urlo di allarme e qualcuno, invece di prendersi la briga di fermare la mano assassina, sentisse primariamente l’urgenza di riprendere me che mi sono macchiato del grave delitto di aver urlato ad alta voce in pubblico.Non credo vi possano essere dubbi su chi siano i destinatari del messaggio di Bagnasco. E per capirlo, basta riascoltare l’intervento di Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl, due giorni dopo il grave ed inqualificabile episodio di Milano. Colpisce come un pugno nello stomaco monsignor Bagnasco, presidente della Cei, che fa uso dello stesso modulo comunicativo del centrodestra, che parla con le stesse parole di Cicchitto, che sposa la tesi dei cattivi maestri, del partito dell’odio e del rancore, che evoca l’armamentario berlusconiano quando parla di responsabili politici dell’aggressione di Milano. Non si ferma qui, monsignore. Mette i puntiti sulle i anche per la corsa alla regione Lazio. Riporta, con astuzia e furbizia, al centro del dibattito per la corsa alla presidente della regione la pillola RU486 ed il testamento biologico. E la Bonino è servita.Speriamo di aver capito male. Nutriamo speranza che monsignore voglia chiarire il significato delle sue parole nei prossimi giorni, perché interventi come questi, alla fine dei conti, non favoriscono sereni rapporti tra Stato e Chiesa ma non aiutano neanche a rasserenare il clima tra maggioranza ed opposizione.

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Visibilità abusiva e selvaggia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Maggio 2009

Lettera al direttore “Ad ogni elezione tutti i partiti, che d’altronde già da tempo non rappresentano gli interesse dei cittadini, invadono le città d’Italia deturpandole con una vera e propria guerriglia urbana fatta di illegalità, spreco, lavoro nero e prepotenza. Decine di migliaia di manifesti abusivi, il cui tempo di vita medio è di poche ore, vengono attaccati su ogni muro e ogni luogo disponibile da squadre di lavoratori in nero, assoldati da agenzie specializzate che godono dell’impunità più assoluta. La legge prevede che il Comune predisponga apposite plance, dove ad ogni partito è assegnato il suo spazio. Una legge mai rispettata. Secondo Radio Radicale per ogni elezione i Comuni spendono circa 100 milioni di euro per rimuovere i manifesti affissi abusivamente. In alcuni casi fanno anche le multe. A Roma nel 2008 ne sono state fatte 5.472, che al costo di 400 euro l’una, in totale arrivavano a 2 milioni e 188 mila euro. Ma il Parlamento, con il decreto Milleproroghe del marzo 2009, grazie a un emendamento proposto insieme dal Pdl e dal Pd, ha approvato un condono per le multe inflitte a partiti e candidati dal 2005 a tutt’oggi. Ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso”.  Fonte :www.controtuttelemafie.it – riprodotto in abstract)

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Libri e ragazzi, tra promozione e rimozione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2009

E’ uscito il volume Libri e ragazzi, tra promozione e rimozione. Leggere (e far leggere) sembra essere diventata una specie di “missione impossibile”. Nonostante i cambiamenti “antropologici” che hanno interessato i lettori negli ultimi anni, situando l’atto di lettura nel cuore di un fecondo universo multimediale; nonostante i generosi sforzi spesi nel tentativo di rendere familiare il libro nella scuola; nonostante che lettura e libri siano ultimamente assurti al rango di divi, diventando protagonisti di talk show e festival di ogni tipo, e che la lettura sia stata, talvolta, (fra)intesa e proposta come atto taumaturgico, ancora non cresce il suo impatto nella società e stenta ad affermarsi la necessità della sua penetrazione tra le fasce sociali più deboli.  Perciò, nonostante la difficoltà di far leggere nell’epoca del “divertimentificio”, nonostante… tutto, possiamo ancora trovare lettori ostinati e ostinati costruttori di lettori. E ci sono ancora scrittori che continuano, ostinatamente, a intrattenerci piacevolmente, ma anche ad aiutarci attraverso le storie a vivere meglio quella battaglia impegnativa e complessa che è la vita, a regalarci la materia prima per la lettura e a convincerci che attraverso un libro è ancora possibile avvicinarsi alla “semplice complessità delle cose”. Sì… la lettura, è un’ipotesi ancora percorribile. Il Quaderno raccoglie i testi delle relazioni presentate al Quinto convegno nazionale delle biblioteche per ragazzi “Segnali di lettura”, svoltosi il 31 gennaio e il 1 febbraio 2008 a Campi Bisenzio, promosso dal Comune di Campi Bisenzio e dalla Regione Toscana e organizzato dalla Biblioteca di Villa Montalvo (in particolare dal suo Centro regionale di servizi per le biblioteche per ragazzi) con il coordinamento della rivista LiBeR e la collaborazione della cooperativa Equilibri. A cura di Domenico Bartolini e Riccardo Pontegobbi Idest, 2009, 96 p. ISBN 978-88-87078-42-8 Euro 11,00

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Corte costituzionale e commissione disciplina esercito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2009

La Corte Costituzionale con sentenza n. 62/2009 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 75 della legge 31 luglio 1954 n. 599 (Stato dei Sottufficiali dell’Esercito della Marina e dell’Aeronautica), che dava facoltà del Ministro della Difesa di intervenire in senso peggiorativo rispetto alla determinazione della Commissione di Disciplina nei procedimenti disciplinari di stato tendenti alla perdita del grado per rimozione. (fonte GrNet.it)

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