Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘rimpatri’

“La Germania aumenta i rimpatri degli immigrati clandestini”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

“Come? Li sedano, li ammanettano e li spediscono in Italia. Ecco la strategia dell’idolo degli europeisti Angela Merkel: scaricare il problema sicurezza e immigrazione della Germania sulla nostra Nazione. Questa volta Onu, Unione Europea e associazioni varie non hanno nulla da dire sui diritti dei migranti? Tutto questo mentre una Ong tedesca, la Sea Watch, continua a traghettare immigrati in Italia. Il Governo si faccia rispettare in Europa! La soluzione è non far arrivare i clandestini in Italia con un blocco navale europeo, cosa aspetta l’Italia a chiederlo? E cosa aspetta il Governo a istituire i centri sorvegliati per clandestini, come quelli già istituiti nella civilissima Germania? Basta perdere tempo!” Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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L’UNHCR condanna i rimpatri forzati di rifugiati dal Camerun

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime profonda preoccupazione per le notizie relative ai rimpatri forzati messi in atto dal Camerun questa settimana nei confronti di diverse migliaia di rifugiati provenienti dallo Stato del Borno, nella Nigeria nordorientale, segnato dalle violenze. Tali fatti seguono il ritorno forzato di 267 rifugiati nigeriani avvenuto il 16 gennaio: si erano riparati in Camerun nel 2014. L’Alto Commissariato delle Nazioni per i Rifugiati esprime viva apprensione per la sicurezza e il benessere di tutte queste persone. Si stima che circa 9.000 nigeriani siano fuggiti in Camerun precedentemente nella settimana dopo che miliziani hanno attaccato e saccheggiato il piccolo villaggio di frontiera di Rann, nello Stato del Borno. I miliziani hanno scatenato il terrore attaccando postazioni militari, civili e strutture umanitarie. Almeno 14 persone sarebbero rimaste uccise.
“Tale attacco era assolutamente imprevisto e mette ora a rischio le vite di migliaia di rifugiati”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Mi appello al Camerun affinché continui a portare avanti la propria politica improntata all’apertura delle frontiere e all’ospitalità e affinché ponga fine ai rimpatri immediatamente, nel pieno rispetto degli obblighi concernenti la protezione dei rifugiati, conformemente sia alla propria legislazione nazionale, sia al diritto internazionale”.
Attualmente il Camerun accoglie oltre 370.000 rifugiati, di cui circa 100.000 provenienti dalla Nigeria.

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Migranti della Tunisia: rimpatri “farsa”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

Tunisi2Migranti, Fontana (FI), da accordi con Tunisia rimpatriati al mese meno della metà di quanti sbarcano in Italia al giorno. “La grancassa sull’accordo con la Tunisia per il rimpatrio dei migranti ha qualcosa di patetico e di tragicomico al tempo stesso. I migranti accettati dal paese nordafricano – come si apprende dal ‘Corriere della Sera’ – saranno appena 200 al mese, cioè quanti ne sbarcano in Italia in meno di dodici ore. Per essere ancora più chiari: il numero di migranti che sarà rimpatriato in un mese è meno della metà del numero di migranti che sbarca sulle nostre coste in un solo giorno. Il conto è presto fatto, visto che nel 2016 gli arrivi sulle nostre coste sono stati 181.436. Certo, gli accordi di rimpatrio sono la via giusta per risolvere il problema dei flussi alla sua radice. Ma qui siamo alla pura propaganda. Insomma, è la solita montagna che partorisce il misero topolino”.Lo afferma in una nota Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonchè sulle condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse pubbliche impegnate.

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Centinaia di Nigeriani tornano nelle loro case devastate nel nord-est del paese

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2016

FCO 312 - Nigeria Travel Advice Ed2 [WEB]Centinaia di sfollati interni nigeriani stanno tornando nelle loro città e nei loro villaggi devastati, recentemente liberati dalle forze armate nigeriane, nello stato nord-orientale di Borno. L’UNHCR prevede che il numero aumenterà nelle prossime settimane, tuttavia esprime preoccupazione per la carenza di servizi di base e le condizioni di sicurezza nei territori precedentemente controllati dagli insorti di Boko Haram. Pur non essendoci ancora dei dati completi, il personale dell’Agenzia sul campo e i suoi partner segnalano che negli ultimi giorni centinaia di persone sono rientrate nelle località di Mafa, Konduga, Benisheikh e Dikwa, spontaneamente e grazie al ruolo del governo.Il governo e le organizzazioni umanitarie hanno incrementato la loro presenza nella regione per aiutare le persone nei 16 distretti di Borno nuovamente accessibili. L’UNHCR e i suoi partner hanno limitato l’accesso a 10 di questi distretti, dove circa 800.000 persone hanno urgente bisogno di assistenza. Alcune delle persone tornate dalla capitale di Borno, Maiduguri, nelle zone liberate, sembrano sollevate e raccontano di condizioni terribili nei luoghi in cui hanno vissuto, tra cui campi per gli sfollati. L’UNHCR esprime preoccupazione per il benessere delle persone che stanno tornando nelle aree devastate da Boko Haram. Molti degli sfollati torneranno in territori dove case ed infrastrutture sono state distrutte e che sono privi di assistenza sanitaria e di altri servizi.È necessario che i rimpatri avvengano su base volontaria e in condizioni di sicurezza e di dignità e che le persone vengano informate sulle condizioni delle loro zone di origine. L’UNHCR ha già espresso le proprie preoccupazioni alle autorità nazionali, con cui è in contatto regolare, ed ha offerto il proprio contributo per assicurare che i rimpatri vengano effettuati in conformità con le normative internazionali e in condizioni di sicurezza e dignità. L’Agenzia continuerà inoltre a monitorare le condizioni dei rimpatriati, in particolare di quelli più vulnerabili.
L’UNHCR ed i suoi partner hanno rafforzato le operazioni nel nord-est del paese, dove le priorità principali rimangono il miglioramento delle condizioni di sicurezza e l’accesso all’assistenza umanitaria dei più bisognosi, soprattutto di coloro che ritornano nelle zone nuovamente accessibili. È necessario potenziare la risposta umanitaria e la presenza sul campo; la distribuzione di aiuti deve essere coordinata in modo piu’ efficace così come va migliorata la raccolta dati. La scorsa settimana l’UNHCR ha inviato sul campo un team composto da 14 persone, tra cui coordinatori delle operazioni di emergenza e responsabili delle attività di protezione.La maggior parte degli sfollati sono donne, bambini e anziani. L’UNHCR e i suoi partner stanno attualmente dando priorità alla fornitura di alloggi, cibo, acqua potabile, ma anche alle condizioni sanitarie della popolazione, portando avanti attività contro la malnutrizione acuta e di prevenzione del colera. Le problematiche relative alla protezione includono la violenza sessuale e di genere, su cui l’Agenzia ha ottenuto buoni risultati attraverso i gruppi di protezione comunitari, che favoriscono il dialogo e la consapevolezza.Concretamente, l’UNHCR continua ad appoggiarsi a partner locali per il monitoraggio delle attività fondamentali di protezione a Bama, Monguno, Damboa , Konduga, Mafa, Dikwa, Biu, Bayo, Hawul, Shani e nei distretti di Kwaya Kusar nel sud Borno.
Nelle ultime due settimane, l’UNHCR ha già fornito 200 alloggi per 1.000 persone a Bama e distribuito generi non alimentari a 16.000 persone. Ha distribuito kit di assistenza a 10.000 persone a Banki, città di confine tra il Camerun e la Nigeria. A Maiduguri, l’UNHCR ha costruito 2.000 alloggi semipermanenti per circa 10.000 persone e a Dirka sta realizzando rifugi di emergenza per 5.000 persone.Dal 2014, il conflitto nel nord-est della Nigeria ha costretto alla fuga più di 2,25 milioni di persone, tra cui 2,066 milioni sfollati interni e circa 190.000 rifugiati nei paesi confinanti, Camerun, Niger e Ciad. Dall’anno scorso, il governo ha guadagnato terreno sui ribelli di Boko Haram, che sono tuttavia passati ad azioni terroristiche, rimanendo quindi una grave minaccia.

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Immigrazione: direttiva rimpatri

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

In occasione della discussione parlamentare, iniziata alla Camera, sulla conversione del decreto legge per il recepimento della Direttiva recante norme e procedure comuni sul rimpatrio degli stranieri il cui soggiorno e’ irregolare (c.d. “Direttiva Rimpatri”), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) raccomanda di mantenere o introdurre disposizioni più favorevoli alle persone interessate, nel rispetto degli obblighi internazionali sui diritti umani e sull’asilo. L’UNHCR valuta positivamente l’introduzione nell’ordinamento italiano, nel contesto del recepimento della Direttiva Rimpatri, del rimpatrio volontario assistito cui possono accedere anche persone in situazione irregolare e persone colpite da provvedimento di respingimento o espulsione. Desta invece forte preoccupazione l’estensione della durata massima del trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione (cie) fino a 18 mesi, senza che siano previsti un rafforzamento delle garanzie e dei diritti dei soggetti trattenuti, né un adeguamento delle condizioni dei cie e dei relativi servizi. Pertanto, l’UNHCR raccomanda di limitare la durata massima del periodo di trattenimento e, in ogni caso, di prevedere maggiori garanzie per le persone trattenute. In particolare, come previsto dalla Direttiva, si sollecita il rilascio immediato nel caso in cui il trattenimento non sia giustificato in assenza di ragionevoli prospettive di eseguire l’allontanamento. Inoltre, l’Alto Commissariato sostiene con forza l’introduzione di un esplicito riferimento al principio di non respingimento (non-refoulement), richiamato dalla Direttiva stessa in diversi punti. Per quanto concerne il divieto di reingresso nel territorio nazionale, applicato al momento dell’avvenuta espulsione, la Direttiva Rimpatri stabilisce che esso non debba pregiudicare per il futuro la possibilità di chiedere asilo. Pertanto, l’UNHCR ritiene essenziale prevedere misure che garantiscano ai richiedenti asilo l’accesso al territorio ed alla relativa procedura di riconoscimento, in particolare nel caso in cui un individuo diventi bisognoso di protezione internazionale a causa di sopravvenuti cambiamenti della situazione personale o del paese di provenienza. Infine, l’UNHCR raccomanda che i principi normativi e le garanzie introdotte dalla Direttiva Rimpatri siano rispettati per qualsiasi provvedimento di allontanamento dal territorio, quindi anche nell’ambito delle procedure di respingimento realizzate in frontiera.

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Immigrati: la logica dei rimpatri

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Lampedusa è divenuta una bomba a orologeria per colpa del Ministro Maroni e della sua scelta di tenere gli immigrati sull’isola sino a quando non trova posti disponibili in strutture dove recludere e tenere sotto controllo chi non chiede asilo. Si tratta di una politica ottusa che contrasta con la direttiva europea “ rimpatri”, la quale prevede la reclusione nei CIE solo come extrema ratio.Un modello emergenziale che ora Maroni vuole esportare in tutta Italia e che è pura follia: come farà il Ministero a detenere e  controllare 50 mila immigrati nei CIE temporanei che si dovrebbero allestire nelle nostre regioni quando riesce a malapena a gestire i CIE esistenti che hanno  unacapienza inferiore a 2 mila posti? Il Governo ha davanti due sole alternative: riconoscere un permesso di soggiorno temporaneo, oppure applicare la direttiva rimpatri. Solo così, infatti, l’accoglienza potrà essere gestita anche da strutture civili e non solo da quelle di polizia. Mi auguro che mercoledì, quando si voterà la legge comunitaria, la Camera accolga gli emendamenti dei deputati radicali, volti a recepire la direttiva rimpatri che l’Italia avrebbe dovuto recepire entro il 24 dicembre 2010.

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Italia inadempiente direttiva rimpatri

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Il mancato adeguamento dell’Italia alla direttiva sui rimpatri dell’Unione Europea n. 2008/115/CE pone seri problemi per il governo, in un momento in cui l’emergenza profughi dai vicini paesi del nordafrica sta esplodendo. La famigerata norma della Bossi – Fini (decreto legislativo 286/98) in particolare l’articolo 14, comma 5 quater, che prevede la reclusione da uno a cinque anni per lo straniero destinatario dell’espulsione e poi di un nuovo ordine di allontanamento è a rischio incostituzionalità, perché contraria ai principi comunitari. Almeno così la pensa il giudice unico del tribunale di Modica, in provincia di Ragusa che ha proposto questione di legittimità proprio su quella norma avendo evidentemente ritenuto che le pene detentive previste dalla legge italiana sono eccessive rispetto agli standard comunitari. Peraltro, sempre in materia di Bossi – Fini il prossimo mercoledì 30 marzo, è fissata l’udienza innanzi alla prima sezione della Corte di giustizia europea di Lussemburgo relativa alla questione pregiudiziale sollevata il 10 febbraio scorso sulla normativa italiana (laddove prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni «per il cittadino di un paese terzo» il quale, in seguito alla comunicazione di un provvedimento di espulsione, continua a permanere illegalmente nel territorio nazionale). In particolare, per quanto riguarda la questione di costituzionalità, il giudice siciliano avrebbe rilevato il contrasto della norma con gli articoli 3, 11, 27 e 117 della Costituzione e quindi il fra la normativa penale nazionale e la direttiva respingimenti della Ue. Secondo la citata direttiva 2008/115/CE, che come detto non è ancora applicata nel Nostro Paese, lo straniero da espellere non può essere trattenuto per un periodo non superiore a diciotto mesi nel quale è a disposizione delle autorità soltanto per le procedure di rimpatrio. In Italia un clandestino espulso una volta e raggiunto da un nuovo ordine di lasciare il territorio nazionale, rischia la reclusione da uno a cinque anni. È evidente, quindi la sproporzione, anche alla luce di altre norme dell’ordinamento analoghe come per esempio se si considera chi non rispetta un ordine dell’autorità per motivi di ordine pubblico che come è noto è soggetto solo all’arresto fino a tre mesi. Ma soprattutto, la funzione della pena inflitta al clandestino non avrebbe finalità rieducativa così come previsto generalmente dalla Costituzione né tuttavia serve a preparare il rimpatrio dello straniero. Per quanto attiene alla prossima udienza innanzi alla Corte di Giustizia sulla pregiudiziale d’urgenza sollevata dalla Corte d’appello di Trento, v’è da dire che gli stessi magistrati italiani ritengono la direttiva comunitaria “self-esecuting”, dunque immediatamente operativa con disapplicazione dell’eventuale normativa interna incompatibile. Dovranno essere comunque i giudici comunitari a dirimere la questione in tempi brevissimi.

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Piemonte: Rimpatri volontari per nomadi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2011

È stata presentata in Piemonte la proposta di legge che promuove nuove misure nella lotta contro l’abusivismo in Piemonte Gian Luca Vignale, primo firmatario. Ecco in sintesi i punti fondamentali del testo di legge primo firmatario Gian Luca Vignale: obbligo di identificazione per ogni nomade e permanenza massima in un campo di tre mesi, oltre i quali bisognerà scegliere tra stanzialità o nomadismo, e quindi migrazione in un altro comune;allontanamento immediato per chi – esattamente come dispone una direttiva europea – dopo 90 giorni di permanenza, non ha lavoro e mezzi sufficienti per auto-sostenersi e vive sostanzialmente di espedienti;ogni nomade o nucleo famigliare rom dovrà pagare al comune in cui sosterà una quota giornaliera per l’utilizzo dei servizi (acqua,gas, luce, rifiuti, etc);all’arrivo a ciascun nomade verrà consegnata una card di identificazione, verranno ammessi solo cittadini  con documento di identità valido e senza condanne in giudicato;ogni campo nomade verrà  sorvegliato da un nucleo di polizia dedicato ;istituzione del Commissario regionale per la tutela del nomadismo e il contrasto all’abusivismo, organo di nomina regionale con il compito di monitorare la presenza nomade, identificare e segnalare alle forze dell’ordine irregolarità o situazioni abusivismo e definire azioni di inserimento sociale dei nomadi sul territorio regionale;incentivi per il rimpatrio che stimolino i nomadi ad andare in altri territori.  Una sorta di incentivo alla Sarkozy che prevede il pagamento del biglietto per tornare a casa dei nomadi regolari. La legge è successiva ad un’indagine condotta da Vignale, anche presidente della commiassione movimenti migratori della Regione Piemonte, all’interno dei campi nomadi torinesi che rilevanouna presenza a Torino di almeno 2000 nomadi di cui quasi la meta irregolari. Solo a Torino 4 sono i campi nomadi regolari ( strada Germagnano, strada Aeroporto, via Lega e corso Unione Sovietica) e 3 irregolari ( lungo stura Lazio, via Germagnano, corso Tazzoli) e altri due piccoli (15-20 persone, Continassa e ex scalo Vanchiglia).  (Gian Luca Vignale)

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Recepire direttiva rimpatri

Posted by fidest press agency su sabato, 5 febbraio 2011

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “Il mancato recepimento della direttiva europea sui rimpatri, che dal 24 dicembre pone l’Italia in aperta violazione dei Trattati, sta determinando una grave situazione di incertezza nel nostro ordinamento, ancora una volta sulla pelle di migliaia di immigrati. Di fronte alla decisione delle principali Procure italiane di non procedere più agli arresti per violazione della Bossi-Fini e alle conseguenti resistenze del Ministero dell’interno, è urgente che il Parlamento recepisca la direttiva rimpatri nella legge comunitaria. Dopo che in Senato, con un blitz della Lega, la direttiva è stata tolta dalla legge comunitaria, tocca alla Camera dei deputati intervenire per far rispettare gli obblighi che all’Italia derivano dall’adesione all’Unione europea. Al Ministro Maroni, che oggi ha preannunciato un decreto legge per contrastare gli effetti negativi delle norme europee, ricordo che le direttive non si disinnescano ma si applicano”.

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Un futuro dignitoso per gli zingari?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Il problema degli zingari è di nuovo esploso per via dei rimpatri forzati voluti in Francia da Sarkozy, applauditi dai leghisti e condannati da tutti gli altri. L’Europa ha creato uno spazio unico di libertà, sicurezza, giustizia al quale non difetta la solidarietà e tanta ce ne vorrà per risolvere la questione, senza mai dimenticare che quasi tutti gli zingari sono cittadini europei. Bisogna convincersi che è del tutto inutile sgomberare una tribù da un terreno occupato abusivamente nella periferia di una città, perché andrà ad occuparne un altro e si potrà essere abusivi su di un terreno, su tutti i terreni, ma nessuno è abusivo sulla Terra, figuriamoci in Europa. Tra i rom esistono figure rivestite di un’autorità e con loro bisognerà fare accordi, riconoscere diritti fondamentali in cambio dell’osservanza dei doveri, rispettare tradizioni e costumi, prestare generosamente servizi ed assistenza in cambio di un impegno alla legalità, includendo l’obbligo per i minori di dedicarsi allo studio. In caso contrario agire con grande severità, togliendo la patria potestà ai genitori che avviano la prole all’accattonaggio. Una prospettiva che riunisca il bastone e la carota e che sia insieme, sicurezza e solidarietà, libertà e responsabilità, diritti ma anche doveri. Dobbiamo attivarci cercando di convincerli ad entrare nei cicli delle nostre attività e delle nostre esistenze. Gli zingari rappresentano una riserva straordinaria di vitalità, di adattamento, di voglia di vivere, di solidarietà. Essi sono il banco di prova di quella riforma della società che tutti chiedono e che nessuno ha la capacità di elaborare. Inventare un rapporto di collaborazione con loro e con i flussi sempre più imponenti di profughi, migranti e nomadi di ogni genere trascinati alla deriva lungo le tortuose strade della globalizzazione non è un problema di poco conto, da delegare alla Caritas o al politico di turno, bensì è la scommessa che l’Europa fa con il proprio futuro e gran parte del destino degli zingari è nelle loro mani. Essi sono o fanno credere di essere bravi ed esperti chiromanti, che sappiano leggere il loro futuro, dopo che per secoli ci hanno voluto far credere di saper leggere il nostro. (Achille della Ragione da Alternativa monarchica)

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Arresto borseggiatrici nomadi e rimpatri

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

Roma. “Non conosciamo la nazionalità delle nomadi borseggiatrici arrestate oggi dalle forze dell’ordine, ma casi come quelli odierni giustificherebbero ampiamente i rimpatri anche di cittadini comunitari annunciati dal ministro Maroni e già applicati in Francia, poiché dimostrerebbero ampiamente l’impossibilità di essere autosufficienti nel Paese ospitante”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV. “Quello dei borseggi ripetuti a danno dei turisti, degli stanziamenti abusivi portatori di degrado e inquinamento ambientale nei quadranti periferici della città e del furto di materiale in ferro e in rame, anche ai danni della rete ferroviaria – prosegue Santori – rappresentano i fenomeni più diffusi e preoccupanti di cui sarebbero protagonisti numerosi cittadini comunitari, su cui spesso difficilmente si riesce ad intervenire con i rimpatri, ma che non possono non dimostrare le condizioni di non autonomia finanziaria di chi commette reato. Per questo ci auguriamo che a breve si arrivi anche in Italia a tale concreta soluzione”. “E’ inoltre desolante – insiste Augusto Santori in qualità di consigliere del XV Municipio – registrare che alcune delle nomadi borseggiatrici arrestate oggi risultavano ospiti del campo di Via Candoni, da sempre considerato campo attrezzato modello, ma che da anni ripete tristi record di arresti e flagranze di reati”.

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Sospensione rimpatri verso Haiti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati chiedono congiuntamente a tutti i paesi di sospendere i rimpatri verso Haiti a causa della perdurante crisi umanitaria. Sebbene la comunità internazionale stia rispondendo al disastro, gli sforzi per fornire assistenza e servizi non sono ancora riusciti a raggiungere una larga fetta della popolazione colpita. A molte persone mancano ancora servizi di base come alloggio, cibo, acqua e assistenza medica. In più di un milione e 200mila hanno perso la casa. La preoccupazione maggiore riguarda l’elevato numero di persone estremamente vulnerabili, tra cui i feriti e i bambini separati dalle famiglie o orfani. Per questo, in attesa di una stabilizzazione della situazione e finché le persone non potranno tornare a casa in modo sicuro e sostenibile, OHCHR e UNHCR chiedono a tutti i paesi di non effettuare rimpatri di haitiani in questo momento e di continuare a garantire loro protezione temporanea per motivi umanitari.

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