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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘rincari’

Prezzi: Unc, la top ten dei prodotti più rincarati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat resi noti ieri, per stilare la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo vere e proprie speculazioni dei prezzi.Il record spetta alla voce E-book download, con un rialzo, in soli 3 mesi, del 30,4%. Un aumento a dir poco vergognoso, che ha sfruttato l’esigenza di trascorrere il tempo con una buona lettura mentre si era chiusi in casa.
Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%. In pratica, si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie. Analoga sorte per gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%. Sfruttamento simile per la quinta voce, Apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%. Evidentemente i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era “reclusa” tra le quattro mura di casa e c’è chi ha pensato bene di cogliere questa necessità per guadagnarci.Insomma, a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare.E’ così che si spiega il sesto posto, vegetali surgelati (+4,8%), bene sostituto dei vegetali freschi, ed il settimo, le patate, ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo (+4,4%) e, alla pari, Altri articoli di cancelleria, ossia evidenziatori, matite, penne e cartucce a getto d’inchiostro e toner, anche queste collegate allo smart working (+4,4%). In ottava posizione cacao e cioccolato in polvere, tipico comfort food, +4,3%, in nona posizione un ex aequo, Pasta e couscous (+4,2%) e Apparecchi per cottura cibi, come forni, forni a microonde, piani cottura (+4,2%). Chiude la top ten la farina (+3,8%). Insomma, la voglia di pizza e di dolci fatti in casa ha influito sulle ultime due voci della graduatoria.Si specifica che i dati Istat di maggio sono ancora provvisori e che non sono ancora disponibili tutti i prezzi che si avranno poi con il dato definitivo.

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Prezzi: Rincari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Istat per stilare la classifica dei prodotti più rincarati durante l’emergenza Covid. Purtroppo, come non era difficile immaginare, sono quei beni che sono stati maggiormente ricercati dai consumatori per affrontare nel migliore dei modi il lockdown e rafforzare le precauzioni igieniche, sia personali che relativamente alla propria abitazione. A fronte di un’inflazione che nel mese di aprile ha registrato una variazione nulla su base tendenziale e dello 0,1% su base mensile, la farina è rincarata dell’1,5% in un solo mese, le patate, molto ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo, si collocano in terza posizione con +3,7% (+5,7% su base annua), il pane confezionato, le cui vendite sono aumentate per non uscire tutti i giorni ad acquistare pane fresco, è in quinta posizione dell’1,7% (+3,8% su aprile 2019), detergenti e prodotti per la pulizia della casa in sesta posizione con +1,6% (+3,3% nei dodici mesi), uova in ottava posizione, con +1,3% (+3,1% annuo), latte conservato in nona posizione con +1,2% (+3,8% su anno), altri prodotti medicali come i disinfettanti in decima posizione, con +1%.
“Non è un caso se l’Antitrust ha avviato un’indagine preistruttoria sull’andamento dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità, detergenti e disinfettanti. Certo per questi prodotti si è registrato un aumento della domanda, ma questo non può spiegare incrementi dei prezzi così elevati, specie se si considera che si tratta di dati medi e che molti commercianti e supermercati hanno responsabilmente tenuto fermi i listini” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Alcuni consumatori ci hanno segnalato una novità. Alcuni centri estetici e parrucchieri avrebbero introdotto un contributo extra, una sorta di tassa di solidarietà per le varie spese aggiuntive, come quelle di sanificazione. Per ora si tratta di singoli casi isolati. Li invitiamo, comunque, a ripensarci spontaneamente. Ci sono, infatti, forti dubbi sulla legittimità di una tale pratica, anche nel caso la “sovrattassa” fosse segnalata in modo chiaro e trasparente, considerato che il consumatore deve pagare per il servizio reso, non dare contributi per le spese sostenute, salvo siano su base volontaria” conclude Dona.

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Codici: rincari ingiustificati e truffe, raffica di segnalazioni a Agcm e Gdf

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni relative a speculazioni sulla vendita di prodotti, non solo le ormai famose mascherine, sempre più care ed introvabili, ma anche beni di prima necessità, tra cui i generi alimentari”. È quanto dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli, che fa il punto sul servizio di assistenza ai consumatori avviato dall’associazione per tutelarli in questo difficile momento di emergenza.“Abbiamo attivato uno Sportello online per poter continuare a fornire il nostro aiuto ai consumatori – spiega l’avvocato Giacomelli – e purtroppo stiamo registrando un invio incessante di segnalazioni relative a rincari ingiustificati, soprattutto nel settore e-commerce. Invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione, perché non si tratta soltanto di singoli utenti che mettono in vendita prodotti a prezzi esagerati, ma abbiamo anche casi di società. Il nostro consiglio è quello di verificare sempre l’affidabilità del venditore, il prezzo del prodotto e in caso di anomalie di segnalarcelo, così da poter allertare le autorità, come stiamo facendo ormai da diverse settimane. Attenzione anche ai messaggi promozionali che si ricevono via SMS o WhatsApp, perché spesso si tratta di truffe, quindi non bisogna rispondere e tantomeno chiamare eventuali numeri che vengono forniti”.I consumatori possono inviare le loro segnalazioni a segreteria.sportello@codici.org, dove sono arrivate anche email su aumenti spropositati dei prezzi di beni di prima necessità. Emblematico il caso registrato in Sicilia. “Diversi cittadini – afferma l’avvocato Vincenzo Maltese, Dirigente di Codici Sicilia e Presidente dell’Osservatorio per la Legalità – ci hanno contattato per denunciare i rincari soprattutto di frutta e verdura, ma anche di carne e pesce. Dopo aver accertato attraverso alcuni colleghi che tali pratiche sarebbero state segnalate e poste in essere da esercizi commerciali in altre città italiane, abbiamo inoltrato una segnalazione all’Antitrust al fine di procedere con l’avvio di un’istruttoria. In questo momento che vede in grande difficoltà tante famiglie, alle prese con bollette di luce, acqua e gas che arrivano lo stesso nonostante l’emergenza, con rate di prestiti personali non sospesi, come i mutui ipotecari, rivolgiamo un invito alla Polizia Municipale ad aumentare i controlli e soprattutto ai commercianti a non approfittare del delicato momento di necessità correlato alle limitazioni di transito”.

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Conti correnti: oltre un titolare su quattro ha subito rincari

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Milano. Molti lo avevano intuito, ma ora un’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* certifica un numero; i titolari di conto corrente che, nel corso degli ultimi 12 mesi hanno visto aumentarne i costi sono circa 11.000.000, pari al 26,8% dei possessori di conto corrente. Il numero, già molto alto di per sé, potrebbe crescere ulteriormente se si considera che, fra chi ha risposto all’indagine, il 16,6% (6.800.000 individui) ha dichiarato di non sapere se i costi del proprio conto corrente siano o meno aumentati e, addirittura, quasi il 20% delle famiglie ignora del tutto quali siano i costi.Se da un lato l’indagine ha messo in evidenza come il 17,5% degli intervistati dichiari che vorrebbe risparmiare sul conto corrente, dall’altro ha anche certificato come chi trasformi il desiderio in realtà e si impegni a cercare una soluzione diversa sia appena l’8% dei possessori di conto corrente, dato più basso in assoluto fra i settori monitorati dall’indagine (assicurazioni, mutui, telefonia, energia).
Chi ha cambiato conto corrente, sempre secondo quanto rilevato per Facile.it da mUp Research e Norstat, ha preso questa decisione principalmente per ragioni di costo (67%), ma anche perché non soddisfatto del servizio che gli veniva offerto (40%).
I più inclini a cambiare conto corrente sono stati gli uomini (9,5% vs 6,6% delle donne), i giovani con età compresa fra 18 e 24 anni (14,4%) e i residenti nel Sud e nelle Isole (9,3%).
Ma come scegliamo il conto corrente in cui depositare i nostri risparmi? La prossimità, fisica o “familiare”, sembra essere il primo criterio di decisione; quasi un correntista su 3 (32,8%) sceglie di aprire il conto nella filiale più comoda per sé, mentre il 15,2% decide di diventare cliente della banca in cui hanno già il conto i propri genitori.Sempre più importante, però, il ruolo svolto dal web visto che, in base all’indagine, addirittura il 15% dei rispondenti ha dichiarato che la scelta è stata fatta servendosi di un comparatore online o, più in generale, attraverso internet.Un altro dato emerso dall’analisi è degno di nota; anche se il possedere un conto sembra essere ormai indispensabile, c’è ancora chi ne fa a meno e il 4,9% degli intervistati dichiara che nella propria famiglia non è presente un conto corrente. Spostando l’analisi sui rispondenti emerge che chi vive senza conto è residente principalmente nel Meridione (13%), ha fra i 18 ed i 24 anni (30%) e non è occupato (13,6%). Alta, comunque, anche la percentuale di chi non è titolare di conto corrente, ma ha un’età in cui di solito si percepisce uno stipendio; fra i “senza conto” l’8,2% ha tra i 25 ed i 34 anni.

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Inflazione: Rincari per le famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

L’Istat ad Agosto rivede l’inflazione al ribasso: il tasso si attesta allo 0,4%, lo stesso livello di luglio. Rivisitazione in discesa, rispetto alla stima iniziale del +1%, anche per i prezzi relativi al carrello della spesa, che sale del +0,7% su base annua, segnando comunque un’accelerata rispetto al +0,6% di luglio.Tale andamento si traduce, per le famiglie, in un aumento generalizzato dei costi, in termini annui, di +118,40 Euro.Solo nel settore alimentare, invece, gli aumenti ammonteranno a +39,20 Euro. Costi senza dubbio onerosi, che si aggiungono a quelli “di routine” in questa stagione, che vede il sommarsi del rientro tra i banchi di scuola e scadenze tariffarie e fiscali. Secondo quanto calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra Settembre e Novembre, tra libri, zaini, bollette, TARI e riscaldamento le famiglie dovranno far fronte ad una stangata autunnale di 1.845,19 Euro.È evidente che, di fronte a una situazione simile, che mette a dura prova i bilanci familiari, è di primaria importanza avviare ogni misura necessaria per scongiurare l’aumento dell’IVA dal prossimo anno. Le conseguenze di tale incremento sarebbero disastrose per l’intera economia e per le famiglie, che si troverebbero a far fronte ad un rincaro, a regime, di 831,27 Euro annui.Alla luce di questi dati è sempre più evidente la necessità di un’azione concreta e incisiva da parte del nuovo Governo che, oltre al taglio del cuneo fiscale, dovrebbe disporre investimenti per la crescita, lo sviluppo, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture. Operazioni fondamentali per dare un nuovo slancio all’intero sistema economico e restituire fiducia alle famiglie.

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Prezzi: rincari

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

L’Istat ha diffuso i dati relativi all’andamento del tasso di inflazione a luglio, che si attesta al +0,5% su base annua, il minimo da 15 mesi.Il tasso relativo al carrello della spesa si ferma al +0,2%.Con il tasso di inflazione a questo livello l’aggravio annuo per una famiglia tipo ammonta a circa 148,00 Euro, che incidono su bilanci familiari in un momento particolarmente delicato, in cui le famiglie si preparano a far fronte ai costi per la scuola (voce particolarmente onerosa, con spese che raggiungono anche i 1.000 Euro) ed alle spese per le vacanze (per chi potrà permettersi di partire).È importante sottolineare, inoltre, come sia proprio il settore alimentare, frutta e verdure fresche in testa, a trainare i rincari del carrello della spesa. Non dimentichiamo, infatti, che la crescita dei costi dei beni di largo consumo incide notevolmente soprattutto sulle famiglie meno abbienti. “Questo andamento non fa altro che accrescere le disuguaglianze nel nostro Paese, determinando una situazione a cui è sempre più urgente fornire risposte concrete, attraverso misure di carattere strutturale e duraturo, che facciano ripartire la crescita dell’economia in modo stabile.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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Prezzi all’ingrosso: ancora rincari per il latte. Si fermano i ribassi per l’olio di oliva

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di Commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).Nel comparto delle carni, giugno ha visto interrompersi il calo in atto da aprile per le carni suine, i cui prezzi all’ingrosso sono tornati a crescere (+4,9%), grazie alla riduzione delle macellazioni di suini e alla conseguente minor offerta di prodotto. Rimane negativo comunque il confronto rispetto a dodici mesi fa (-1,9%). Ulteriore ridimensionamento per le carni di coniglio, in un mercato che rimane dominato dalla contrazione dei consumi, tipica durante la stagione estiva. I prezzi all’ingrosso hanno accusato infatti un calo mensile del 7,4%, dopo il forte decremento già rilevato ad aprile e maggio. I prezzi attuali si mantengono però in linea rispetto allo scorso anno. Scendono a giugno anche i listini delle carni di pollo (-3,3%), su cui ha pesato la minore domanda nella seconda parte del mese. Tuttavia, nonostante la congiuntura negativa, le carni di pollo mettono a segno un robusto incremento rispetto allo scorso anno, pari ad un +10,6%, il più alto tra le carni. Stabilità, dopo la flessione di aprile e maggio, per i prezzi delle uova, la cui tendenza rimane comunque inflattiva, con un +17,2% rispetto a giugno 2017.Prezzi in crescita nel comparto degli oli e grassi (+1,6% su base mensile), sostenuti dal nuovo aumento del burro (+7,4%) e dalla ripresa per gli oli alimentari (+3,1%). Da registrare, inoltre, l’arresto della fase di ribasso per gli oli di oliva, grazie ad un mercato maggiormente attivo sotto il profilo degli scambi. Rispetto allo scorso anno il prezzo evidenzia però una discesa del 27,3%.Mentre nel mercato cerealicolo, come di consueto in questo periodo dell’anno, si attendono i responsi su qualità e quantità del raccolto dei grani ed i conseguenti effetti sui prezzi, a giugno gli sfarinati di grano duro hanno registrato un leggero calo dei listini all’ingrosso (-1,3%). Stabili le farine di grano tenero e il riso, per il quale si è fermata la risalita dei prezzi osservata ad aprile e maggio.

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Autostrade più care: arrivano nuovi aumenti nel 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 31 dicembre 2017

  1. autostradeAmara sorpresa per chi è partito in vacanza nei giorni scorsi. Al rientro dalle ferie, in gennaio, troverà un inaspettato regalo da parte delle autorità italiane. A partire con il nuovo anno, infatti, le tariffe saranno “adeguate” dal Ministero dei Trasporti con ritocchi, diverse volte, decisamente consistenti. A titolo d’esempio, sulla tratta tra Aosta ovest e Morgex la tariffa crescerà del 52,69% (oltre 3 euro in più), mentre la tratta Milano-Torino aumenta di oltre l’8% rispetto al 2017. La Pedemontana lombarda, registrerà un aumento dell’1,7%, mentre chi andrà da Milano a Bergamo pagherà quasi il 5% in più, da 3,50 a 3,60 euro. Sulle vecchie autostrade il traffico è in netta crescita, gli addetti sono in continua diminuzione, gli ammortamenti completati, gli investimenti promessi (in cambio degli aumenti tariffari) non sono mai stati realizzati e nonostante questo il Governo autorizza aumenti consistenti. Critiche da Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, contro la politica lobbystica dei concessionari che sta letteralmente impoverendo tutta la mobilità del Paese: “Così si tagliano le gambe alla ripresa”. E’ inaccettabile dover sostenere nuovi aumenti dei pedaggi autostradali perché lo vogliono le lobby a scapito dei cittadini, che già devono affrontare una crisi economica generale.

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Caro libri e aumenti ingiustificati

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

scuola-libriMilioni di studenti, in tutta la penisola, di nuovo alle prese con le lezioni scolastiche e milioni di famiglie che tornano a fare i conti con gli esosi costi dei libri di testo. I prezzi sembrano salire di anno in anno e risulta sempre più difficile fronteggiare una spesa tanto elevata quanto ingiustificata. L’industria dell’editoria scolastica vale un quarto del mercato dei libri, circa 600 milioni di euro annui di fatturato contro i quasi 3 mercati del mercato totale. Ci rendiamo conto degli interessi che ruotano intorno a questo specifico settore e sorgono spontanee una serie di domande.
Per quale motivo ogni anno i libri di testo adottati sono diversi da quelli dell’anno precedente?
E’ realmente necessario?
Quanto sono riscontrabili reali aggiornamenti e integrazioni e quanto invece il contenuto resta immutato?
Perché i professori, quasi all’unanimità, prediligono sempre la stessa casa editrice con l’80% dei libri di testo dello stesso editore?
Nell’adozione dei libri di testo i docenti hanno piena autonomia: il Ministero fissa un tetto di spesa massimo per ogni tipologia di classe e la somma dei libri adottati non può superare tale tetto. Il docente può anche decidere di non adottare libri di testo nuovi, venendo incontro alle esigenze delle famiglie.Perché, invece, si opta nella totalità dei casi per questo celere ricambio? E’ realmente necessario adottare ogni anno libri di testo diversi? Certo, per le materie tecniche l’aggiornamento è d’obbligo, ma per le materie letterarie, per i testi di greco e latino, per la Divina Commedia non vediamo cosa può cambiare rispetto all’anno precedente o quali integrazioni siano così imprescindibili.Il paragone con altre nazioni europee rende il tutto ancora più immotivato: in Svezia, ad esempio, i libri di testi vengono sostituiti ogni 10 anni, in Germania ogni 6, in Spagna e in Francia ogni 4 e tra l’altro sono gratuiti fino al liceo.In Germania, inoltre, i libri vengono acquistati dalla scuola e messi a disposizione degli alunni per diversi anni. La scuola da in prestito il libro all’alunno, che lo utilizza per tutto l’anno, dopodichè lo restituisce in modo che possa essere nuovamente dato in prestito l’anno successivo. In tale modo, il libro resta utilizzabile per almeno 6anni. Il Ministero dell’Istruzione non sembra voler dare risposte e parla di una spesa annua media di 300/400 euro. I dati reali mostrerebbero, invece, un aumento pari al 2-3% per l’anno 2017/18. Tali aumenti potrebbero diventare un ostacolo all’accessibilità all’istruzione, già provata dai continui tagli perpetrati ormai da anni.
Se le case editrici continuano ad abusare della loro posizione dominante sul mercato dei libri scolastici, si viene a creare un ulteriore barriera all’accesso.
Per le famiglie con un ISEE sotto una determinata soglia, valore (comunque al di sotto dei 13.000 euro) che varia a seconda del Comune di appartenenza, sono stati stanziati dei contributi per sostenere tali spese. Non tutti, infatti, possono permettersi di sostenere tali costi e sono ancora alti i numeri di chi è costretto a rinunciare agli studi superiori per motivi economici.
E’ chiaro che, in Italia invece, l’atteggiamento delle case editrici che ogni anno cambiano codici ISBN, cambiano il titolo dei libri, ma mantengono invariato il contenuto, è totalmente ingiustificato nonché lesivo del diritto allo studio. Codici – dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici – ritiene necessario un intervento del Ministero dell’Istruzione in primis e dell’Antitrust poi, per vigilare su quanto, ogni anno, avviene e scongiurare l’ipotesi che esistano eventuali «cartelli» fra le case editrici che non permettano prezzi più ridotti.

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Caro scuola: libri +1,4%, mense +0,7%

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

scuola_01Secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato gli aumenti relativi alla scuola effettivamente registrati dall’Istat dal settembre 2011 al settembre 2016, stimando il trend di quest’anno, i rialzi per il 2017 sono abbastanza contenuti.
Secondo l’associazione, i prezzi dei libri scolastici salgono dell’1,4%, un incremento inferiore al +1,8% dello scorso anno.La crescita dei prezzi maggiore si osserva per l’Istruzione primaria, che segna una variazione positiva dell’1,9 per cento.Per quanto riguarda le mense scolastiche, rincarano dello 0,7%, un peggioramento rispetto al 2016 quando ci si era fermati a +0,6 per cento.
Stabili i prezzi relativi agli articoli di cartoleria, ma va precisato che la voce non comprende solo i prodotti relativi alla scuola. “Anche se i rialzi sembrano abbastanza contenuti, non dobbiamo dimenticare che i rincari sono relativi ad un solo mese e che si tratta di spese obbligate per le famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Prezzi: Istat: inflazione febbraio 1,5%, top da 4 anni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

istatSecondo i dati provvisori di febbraio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un rialzo dell’1,5% su base annua, il tasso più alto da marzo 2013.
“Il balzo dell’inflazione all’1,5% significa, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, avere una maggior spesa annua di 570 euro. Nulla di buono, insomma! Anche perché il rialzo dei prezzi non dipende da una ripresa della domanda, ma dalle speculazioni su frutta e verdura e dal rialzo dei beni energetici non regolamentati. Insomma abbiamo importato inflazione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo i calcoli dell’associazione, se l’incremento dei prezzi dell’1,5% significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per l’inesistente famiglia media Istat da 2,4 componenti, 450 euro in più nei dodici mesi, per la tradizionale famiglia con 2 figli significa sborsare 570 euro in più su base annua.
Per un coppia con 1 figlio, la maggior spesa è pari a 535 euro, 295 per un pensionato con più di 65 anni, 301 euro per un single con meno di 35 anni, 436 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni.

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Caro scuola: Possibili rimedi

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2016

Anche quest’anno le famiglie italiane dovranno fare i conti con il caro-scuola. I veri aumenti dei listini per il corredo scolastico, tuttavia, scatteranno dopo Ferragosto, quando cioè molti negozi riapriranno i battenti o aggiorneranno gli scaffali con zaini, astucci, diari e tutto il materiale utile agli studenti. Lo denuncia oggi il Codacons, che ricorda come il caro-scuola possa raggiungere quota 1.100 euro a studente nel nostro paese.Anche supermercati e ipermercati nelle prossime settimane metteranno in commercio nuovi prodotti griffati, con loghi di cartoni animati o serie tv vicine ai giovani, e cambieranno i prezzi dei beni oggetto del corredo che, come sempre, aumenteranno all’avvicinarsi dell’apertura delle scuole.“Un vero e proprio salasso attende tra agosto e settembre le famiglie italiane – afferma il Presidente Marco Maria Donzelli – Basti pensare che tra corredo e libri di testo la spesa complessiva può raggiungere e superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani, complice lo sforamento dei tetti sui testi scolastici”.Tuttavia anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili diffusi dal Codacons:
• Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose.
• Supermercato? Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato!
• Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia.
• Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.
• Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’acquisto, dando la preferenza al trolley).

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Bocciatura rincari energia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

energia-elettricaNuova vittoria del Codacons al Tar della Lombardia. La seconda sezione del Tar, infatti, ha respinto le richieste dell’Autorità per l’energia e ha confermato la bocciatura degli aumenti delle tariffe elettriche scattati lo scorso 1 luglio. Il Tar non solo ha accolto pienamente le istanze del Codacons, promotore del ricorso contro i rincari tariffari e intervenuto anche stavolta in giudizio, ma ha contestato interamente le tesi sostenute dell’Autorità dall’energia che aveva chiesto la revoca della sospensione degli aumenti per le bollette della luce, aumenti come noto scattati a seguito delle speculazioni dei grossisti.
Scrive il presidente della II sezione del Tar Lombardia, Mario Mosconi, nel nuovo decreto emesso oggi: “Rilevato che l’Autorità convenuta nella delibera 342 del 24/06/2016 – di cui si chiede di integrare in via istruttoria le allegazioni alla medesima – ha espressamente riconosciuto che “le strategie di programmazione non coerenti adottate dagli utenti del dispacciamento in immissione ed in prelievo nonché le strategie di offerta degli utenti del dispacciamento titolari di unità produttive abilitate hanno compromesso l’interazione equa e concorrenziale tra domanda ed offerta nei mercati concorrenziali e costituiscono una minaccia al buon funzionamento dei mercati stessi” (v. pagina 5 delibera; cfr. XIII considerando REMIT) […] Osservato che, a tale ultimo riguardo, le iniziative intraprese dalla citata Autorità per contenere i rilevati fenomeni distorsivi non hanno ancora ottenuto alcun effetto utile soprattutto atto a tutelare, quantomeno provvisoriamente, una vastissima platea di utenti vulnerabili quali possono essere quei consumatori che, sottoscrittori di contratto tipo per adesione, si vedono – uti singoli – imposto dall’esterno un aumento del prezzo della c.d. bolletta in relazione ad un mercato complesso più che rilevante in cui è palese che si agitino ancora posizioni dominanti tendenzialmente monopolistiche e/o cartelli dinamici finalizzati a trasferire ogni rischio di impresa su altri soggetti destinatari, per lo più, di prezzi amministrati; […]
Annotato che, rispetto a tale quadro di insieme e nel considerare parimenti insiemistici alcuni settori relativi di detto mercato complesso, l’Autorità – per declinare la mancanza di un danno grave ed irreparabile per l’utenza debole in discorso – si riferisce ad una misura individuale di un possibile risparmio medio di prezzo nell’arco di un anno ipotetico di consumi, così parcellizzando la vicenda e contradditoriamente mettendo a confronto con masse unitarie mercantili solo singolarità di utenza; […]
Considerato che le affermazioni dell’Autorità sono ripetitive nel declinare la carenza di un danno per il singolo utente debole e che, nella sostanza, per nessuno degli attori più “forti” può declinarsi un’utile comparazione sotto il profilo del danno, atteso infine che non viene enunciato alcun pericolo per la sostenibilità del sistema nella sua interezza”.Tutto ciò considerato il Tar “Dichiara inammissibile la sedicente domanda subordinata sopra descritta e Conferma i presupposti e i disposti tutti di cui al decreto monocratico 911 del 19/07/2016”.”Si tratta di una decisione importantissima che avrà effetti positivi per la totalità delle famiglie italiane – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – Le prossime bollette della luce, infatti, non potranno in nessun caso tenere conto dei rincari decisi dall’Autorita’ scattati lo scorso 1 luglio, con vantaggi economici evidenti per gli utenti.

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Manovra economica e ceto medio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2011

Ciao, Italia! – Live from Italy

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“Il Coisp sta costantemente monitorando le schizofrenie delle dichiarazioni della politica. Un Governo che si smentisce ripetutamente su tutto: dalle pensioni ai rincari dell’Iva, attento molto più a non scontentare se stesso che agli interessi degli italiani.
Il “ceto medio” che non può essere toccato, in realtà, è costituito dai parlamentari che grazie ai doppi incarichi (medici, avvocati, professionisti in genere, mai operai) sarebbero gli unici a dover pagare veramente. Chi rappresenta il ceto medio in Italia? Non la Marcegaglia, non i calciatori che hanno scioperato ancora prima che ‘il contributo di solidarietà’ diventasse legge, non le lobby trasversali che vengono cementate dal denaro e che scaricheranno sulle spalle e sulle tasche dei lavoratori statali i sacrifici che non sono disposti a sopportare” dichiara il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia COISP Franco Maccari. Prosegue Maccari: I Poliziotti e le Forze dell’Ordine, oltre a rimetterci di tasca propria i soldi per comperarsi pezzi di equipaggiamento, codici stradali e spesso anche la benzina per le auto, sono ormai schiacciate ben sotto la soglia della povertà effettiva, con stipendi (già bassi) che perderanno oltre il 12% del potere d’acquisto nei prossimi tre anni. Non si tratta di conflitto di classe ma di equità di trattamento: i Poliziotti sono chiamati di continuo a proteggere i “ricchi” calciatori, i “ricchi” politici che viaggiano gratis sulle auto blu che paghiamo tutti, soprattutto noi. Il contributo di solidarietà dovrebbe essere una tassa sui servizi di ordine pubblico allo stadio, sulle scorte e vigilanze fisse che lo Stato garantisce a migliaia di soggetti, mentre noi andiamo dal calzolaio a risuolare gli anfibi della divisa che non vengono cambiati più da oltre 5 anni. Se i ricchi pagano già molte tasse, come dice la Marcegaglia, figuriamoci i Poliziotti e le Forze dell’Ordine, conclude Maccari.

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A proposito di prezzi e di rincari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Ora che si parla tanto di contenere le spese val bene riflettere su quanto è stato già tolto alle fasce deboli . Dal 2001 ad oggi il potere d’acquisto dei pensionati, delle famiglie monoreddito, dei precari, si è ridotto per lo meno del 65%. Gli aggiustamenti operati prima dal governo Berlusconi, poi da Prodi e ora di nuovo da Berlusconi hanno appena scalfito, mediamente, questo “disagio” con un beneficio calcolabile intorno all’1% annuo, ovvero di molto inferiore all’inflazione annua. Da allora e ancora prima a oggi abbiamo avanzato in tutte le sedi possibili due proposte che gli esperti hanno considerato praticabili ma di difficile attuazione per ragioni politiche (clientelari, corporative, lobbistiche). La prima riguarda la filiera distributiva. Sappiamo tutti bene che dal prodotto finito (industriale, alimentare e ortofrutticolo) all’ultimo consumatore il prezzo lievita tra il 90 e il 200%. Se consideriamo ragionevole un incremento dalla fonte di un 50% non possiamo capire la differenza che resta se non per il fatto che mancano i controlli, che la rete distributiva è a livelli abnormi e che gli speculatori hanno trovato la strada giusta per arricchirsi a spese dell’anello più debole della società e con la complicità di coloro che invece sono preposti ad evitare tale scempio. La seconda proposta è di agire sulla leva fiscale. Il meccanismo è semplice: vuoi aumentare i prezzi? bene. Noi aumentiamo le imposte sul maggiore profitto conseguito. A questo punto vorrei chiedere all’esercente della bancarella che staziona nei pressi di Fontana di Trevi a Roma e che vende i frutti di stagione tra i 15 e i 20 euro al chilo quanto paga di tasse? Correrei il rischio di sentirmi dire: ma cos’è? E’ un nuovo frutto? Mi dispiace non lo abbiamo. Abbiamo invece delle belle banane a….. E’ questo il vero male che corrode il nostro sistema paese e se non prendiamo il toro per le corna sarà il toro a infilarle a noi e così sia. Riccardo Alfonso

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Taxi a Roma: ancora rincari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Ancora rincari in vista per i già tartassati utenti dei Taxi a Roma (rincari del 20% per i primi cinque chilometri, da 0,98 a 1, 20 euro), vetture sporche, maleducazione e vestiti non consoni…Queste solo alcune delle doléances lamentate dagli utenti e recapitate all’Assessore della mobilità Antonello Aurigemma. A sorpresa, dalla categoria tassinara arriva però la bocciatura per una delle rarissime politiche della trasparenza della Giunta Alemanno. Parliamo di ricevuta fiscale e POS elettronico per poter pagare un Taxi, come in ogni altro luogo del mondo civilizzato con carta di credito o Bancomat. “Chi parla a nome dei tassisti?”, chiede Dario Domenici, Viceresponsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti, “Appare paradossale ma non stupisce più di tanto il rifiuto dei tassisti. Mi chiedo se i ‘niet’ per la ricevuta, tra l’altro non fiscale, ed il Pos sia condiviso da tutta la categoria. Sarebbe un provvedimento incontrovertibilmente efficace nello stanare i tassisti abusivi da quelli onesti ed in regola. ‘Litalia dei Diritti sosterrà tutti i provvedimenti, anche quelli della scombiccherata Giunta Alemanno, che vadano comunque a favore della trasparenza per utenti e consumatori”.

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In aumento il prezzo degli affitti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 maggio 2011

Secondo un’indagine comunicata da Immobiliare.it, sito leader del settore, i canoni di affitto in Italia sono saliti mediamente dell’1,5% negli ultimi 12 mesi. Prezzi da capogiro si raggiungono a Roma (dove l’incremento è stato dell’8,6%) che guida la classifica dei rincari davanti a Firenze e Milano (entrambe +6,4% sui canoni di locazione) e a Vicenza (+6,2%). Napoli, Viterbo e Reggio Emilia sono i capoluoghi dove si sono registrati gli aumenti minori, mentre i prezzi sono addirittura in discesa a Bari, Caserta (entrambe -8%) e Palermo (-5%). Le cinque città più care d’Italia sono risultate essere Roma, Milano, Firenze, Napoli e Venezia, la tipologia di contratto più diffusa il 4+4 (anche se cresce anche quello transitorio). Sperando che la notizia sia di vostro interesse, alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento.

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Europa: risorgi

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Noi europei siamo proprio ingenui e sprovveduti: prima fomentiamo le rivolte in Nord Africa e poi ci meravigliamo delle prevedibili conseguenze, facendoci cogliere impreparati dall’ondata di sbarchi e dai rincari petroliferi. Ed ora che la situazione è totalmente fuori controllo e la crisi rischia di scoppiare – non in Africa, ma in Europa – è tutto uno scarica barile tra stati europei terrorizzati dalla massa di disperati che preme alle frontiere. Non solo, per abbattere i regimi, fino a ieri osannati, ci siamo rivolti – ancora una volta – al grande fratello americano il quale ha prontamente risposto al nostro appello nell’unico modo che conosce: quello della violenza e delle armi… e giù bombe che uccidono più civili che sostenitori del rais. Un copione già visto. Dai bombardamenti terroristici sulle città italiane e tedesche durante il secondo conflitto mondiale, alle bombe al napalm in Wietnam, dai proiettili all’uranio impoverito dei Balcani, alle bombe al fosforo bianco in Iraq la storia si ripete.Passano i tempi, mutano gli scenari, ma lo schema è sempre lo stesso: distruggere per poi gestire il business della ricostruzione, creare nuovi mercati e ottenere il pieno controllo delle fonti energetiche attraverso governi compiacenti e devoti. L’America ha dunque validi motivi, soprattutto economici e geopolitici, per partecipare ai conflitti che insanguinano il pianeta, ma l’Italia e l’Europa che ruolo hanno in queste vicende? Dal 1945 in poi il nostro ruolo si è ridotto a quello di fedele e scodinzolante alleato dell’America, tuttavia controllato a vista come dimostrano le 131 basi Nato e americane presenti sul nostro suolo. Anche quest’ultimo intervento, come i precedenti nei Balcani, in Iraq e Afganistan, è stato sostenuto da tutti i partiti presenti in Parlamento e pienamente condiviso dal nostro Presidente della Repubblica Napolitano che, in questa circostanza, ci ricorda il Re con l’elmetto che sottoscrive le entusiastiche campagne militari in Africa durante gli anni trenta. Solo che allora si facevano per gli interessi italiani, mentre ora si fanno per gli interessi americani, pardon ….per la democrazia!  (Gianfredo Ruggiero, Presidente Circolo Culturale Excalibur – Varese)

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Rincari cinema: passano di mano

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Apprendiamo che con il decreto di oggi il Governo elimina la tassa di un euro sul biglietto del cinema finanziando il fondo unico dello spettacolo con le accise sulla benzina. Il comitato organizzatore della protesta nazionale del Boom day, prevista per il 16 aprile prossimo nelle sale cinematografiche d’Italia, esulta per il risultato che ha ottenuto. Nei giorni scorsi sono state migliaia le adesione alla giornata di protesta, che si è diffusa nei siti e su facebook in modo uniforme e in tutta Italia.  Il comitato organizzatore, ottenuto il risultato di eliminare questa odiosa tassa, pur non condividendo la sostituzione con altra tassa (l’accise sulla benzina), revoca la protesta nazionale del Boom day.

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Sardegna: caro traghetti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

“Ci vuole più considerazione per le associazioni dei consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), condividendo il disappunto manifestato dalla sede UNC della Sardegna per il mancato coinvolgimento al tavolo di confronto aperto dalla Regione con le compagnie marittime per discutere del “caro-traghetti”. “E’ inaccettabile -incalza Dona- che proprio le associazioni dei consumatori che li rappresentano e che per prime avevano denunciato gli ingiustificati rincari delle tariffe navali siano state messe all’angolo. In questo modo -prosegue il Segretario generale dell’UNC- la regione Sardegna ha dimostrato di sottovalutare l’importanza di una voce condivisa fra tutte le forze sociali per combattere insieme le azioni che danneggiano i consumatori”. “Da parte nostra proseguiremo nella battaglia e nel sostenere l’azione del nostro comitato territoriale. L’augurio -conclude Dona- è che le Istituzioni comprendano presto l’importanza di un’intesa comune sui temi cari ai consumatori”.

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