Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘rinnovabili’

Transizione dall’era fossile a quella rinnovabile nell’industria chimica

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2021

I membri della Renewable Carbon Initiative (RCI) (www.renewable-carbon-initiative.com), fondata nel settembre 2020, hanno unito le forze per dare forma alla transizione dall’era fossile a quella rinnovabile nell’industria chimica e dei materiali. Questo significa diffondere il concetto di carbonio rinnovabile e sviluppare nuove catene di valore basate sul carbonio rinnovabile come materia prima.Nel frattempo, sono iniziate diverse attività di cui possono beneficiare anche i membri futuri. La prima e più importante è l’avvio di un’analisi politica ad ampio raggio. Quali saranno gli effetti della prossima regolamentazione dei prodotti chimici, della plastica e di altri materiali? Quando e dove è opportuno enfatizzare e citare l’idea del carbonio rinnovabile? L’analisi politica esaminerà le politiche attuali nell’Unione Europea – ed è prevista una successiva espansione anche in America e in Asia. Verrà posta un’attenzione particolare alle politiche e alle regolamentazioni in via di attuazione e sul loro impatto sul carbonio rinnovabile. I membri stanno attualmente decidendo da dove iniziare esattamente, ma le questioni che possono essere prese in considerazione sono: cosa significa la nuova legge sul clima e il “Fit for 55-Package” per le sostanze chimiche e i materiali? Cosa ci si può aspettare dal regolamento REACH e dalle restrizioni sulle microplastiche? Quanto è rilevante la “Sustainable Products Initiative” e le prossime restrizioni per i Green Claims? Economia circolare, inquinamento zero e finanziamento sostenibile sono parole chiave del futuro panorama europeo, che nei prossimi anni potrebbero diventare molto concrete per la chimica e i materiali. Fino a che punto il concetto di carbonio rinnovabile per i materiali è già stato considerato nelle politiche attuali e come potrebbe essere ulteriormente introdotto nella legislazione futura, sono due dei temi principali su cui indaga il gruppo di lavoro “Politica”.A questo gruppo di lavoro possono partecipare tutti i membri dell’RCI. Gli esperti di politica forniscono la loro analisi come base, organizzando discussioni tra i membri del gruppo di politica e pianificando incontri con i responsabili politici per introdurre il concetto di carbonio rinnovabile Sono stati creati altri gruppi di lavoro, uno dei quali si concentra sulla comunicazione e l’altro sullo sviluppo di un marchio per il carbonio rinnovabile. All’inizio di settembre verrà introdotta una comunità del carbonio rinnovabile come punto di partenza per un’interazione ancora maggiore tra i membri, per discutere strategie, creare nuove catene di valore e avviare consorzi di progetto. La Renewable Carbon Initiative (RCI) è un gruppo dinamico e ambizioso di parti interessate. Da quando è stato formato, quasi un anno fa, il numero dei membri è più che raddoppiato e ora fanno parte dell’RCI 25 membri, 6 partner e oltre 200 sostenitori. L’iniziativa accoglie tutte le aziende che hanno intrapreso il percorso di trasformazione della loro base di risorse da fossili a rinnovabili.

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Energia: Rotta, accelerare su rinnovabili ma dati dicono Ue su strada giusta

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

“Bisogna accelerare il processo di transizione verso la produzione da fonti rinnovabili ma i dati odierni che siamo sulla buona strada e che l’Unione europea può essere leader e guida di questa trasformazione”. Così la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, commenta i dati forniti da Eurostat secondo cui, in Ue nel 2020, per la prima volta, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili ha superato quella da combustibili fossili. “E’ un traguardo importante nella transizione del settore elettrico europeo, dove meno di dieci anni fa i combustibili fossili generavano il doppio dell’elettricità rispetto alle fonti rinnovabili. Il segnale è arrivato con il primo sorpasso avvenuto un anno fa, a luglio 2020″, ricorda Rotta.”Abbiamo l’opportunità di utilizzare il bilancio settennale dell’Ue, insieme alle risorse del Next generation Ue, per accelerare la transizione dai combustibili fossili e centrare gli obiettivi in materia di clima. In particolare, serve uno sforzo maggiore sui settori eolico e solare, che hanno subito incrementi, ma ancora insufficienti rispetto ai livelli che dobbiamo raggiungere nel prossimo decennio”, esorta.

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Energie rinnovabili: no alle “terre rubate all’agricoltura”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Apprezziamo fortemente l’impegno di questo Governo per la transizione energetica e lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili, non vorremmo però che questo si traduca, come sta avvenendo in alcune parti d’Italia a partire dal Veneto, nell’annientamento delle produzioni agricole. Alcuni hanno frainteso, infatti, lo scopo e lo spirito che sta dietro all’incentivo a tale disegno, accaparrandosi centinaia di ettari di terreni agricoli per installare enormi impianti fotovoltaici a terra. Impianti che non richiedono, come pare ovvio, terreno fertile, né pianeggiante. Quella che potrebbe essere l’occasione per la riqualificazione di aree dismesse, terreni abbandonati o per effettuare il repowering degli impianti esistenti, rischia di diventare, così, un danno enorme al settore agricolo, in primis alla biodiversità, ma anche agli allevamenti e alle produzioni caratteristiche del Made in Italy. Per non parlare delle ripercussioni sulle falde acquifere, determinate dalla copertura di un’area così vasta di terreno, nonché del problema legato al futuro smaltimento dei rifiuti a fine ciclo degli impianti. A promuovere tali installazioni sono grandi società, spesso finanziarie, che investono sul settore fotovoltaico nella speranza di fare grandi utili in vista del suo forte sviluppo. La logica non è quella di promuovere un settore per stroncarne un altro. A farne le spese non è solo il comparto agricolo: distese così vaste e invadenti di pannelli fotovoltaici creano un grave danno paesaggistico, con profili e vedute caratteristiche dei nostri territori profondamente trasformati. È necessario, alla luce delle prevaricazioni che si stanno verificando, che il Governo prenda provvedimenti immediati per conciliare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con le esigenze degli agricoltori. Bisogna creare le condizioni affinché gli impianti fotovoltaici possano essere installati anche su terreni agricoli che non presentano una attività particolarmente redditizia e soprattutto non hanno caratteristiche di pregio sotto il profilo ambientale. Ecco perché riteniamo prioritario che nella legge di delegazione europea in materia sia inserita la possibilità di rendere compatibili fotovoltaico e attività agricola e di silvicoltura, senza che uno pregiudichi l’altro.

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Labomar sempre più sostenibile punta sulle energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Istrana (TV), 15 gennaio 2021 —A partire dal 2021 Labomar utilizzerà solo energia prodotta da fonti rinnovabili. La società di Istrana ha infatti sottoscritto un contratto con A2A Energia S.p.A che garantisce a Labomar forniture di energia prodotta da impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili. Labomar potrà inoltre utilizzare il segno distintivo “Energia A2A Rinnovabile 100%”, che certifica la sostenibilità dell’energia prodotta, utilizzando le garanzie d’origine di cui alla Direttiva 2009/28/CE e alle disposizioni relative alle garanzie di origine previste dal Decreto Ministeriale 6 luglio 2012, attuativo del Decreto Legislativo n. 28/11. Una scelta che conferma l’interesse di Labomar per le tematiche ESG-Environmental, Social and Governance (ambiente, sociale e governance). Diventata una Benefit Company con un cambio di statuto nel 2020, Labomar ha reso ufficiale l’impegno a esercitare la propria attività economica operando secondo un modello di sviluppo responsabile, sostenibile e trasparente che integra gli obiettivi economico-reddituali con aspetti di natura sociale e ambientale. Lo status giuridico di Benefit Company, introdotto in Italia nel 2016, ridefinisce infatti in termini statutari le finalità delle aziende con forte vocazione sociale e ambientale. Obiettivo di una Società Benefit è il miglioramento della vita dei propri stakeholder attraverso la creazione di valore per tutti gli attori coinvolti lungo l’intera filiera produttiva, nel rispetto dell’ambiente. Il cambio di statuto si inserisce per Labomar in un progetto di più ampio respiro che ha portato l’azienda a rivedere, in ottica di sostenibilità, tutti gli aspetti della propria attività aziendale. Da sempre vicina alle esigenze del territorio e della comunità locale, di cui si considera parte integrante, Labomar ha intrapreso un percorso a tutto tondo verso una sempre maggiore sostenibilità, nella convinzione che questo impegno verso l’ambiente e la comunità rappresenti una delle principali sfide di un futuro sempre più prossimo. L’azienda di Istrana (TV), che produce farmaci, dispositivi medici, integratori alimentari e cosmetici in conto terzi dalla forte vocazione innovativa, conta 200 dipendenti dislocati su 5 stabilimenti produttivi e ha registrato 13 brevetti. Durante i mesi della pandemia da Covid-19 non ha mai interrotto la propria attività per la filiera farmaceutica e ha convertito i propri stabilimenti per la produzione di presidi di protezione individuale e di gel igienizzante, per donarli a enti, strutture sanitarie e forze dell’ordine. L’azienda ha chiuso il primo semestre del 2020 con un fatturato consolidato di 33 milioni di euro (di cui 5,4 realizzati da Enterprise Importfab Inc., la società canadese acquisita da Labomar nell’ottobre del 2019) e un incremento del 18,4 rispetto all’anno precedente. Nel luglio 2020 i suoi stabilimenti hanno festeggiato il traguardo del trecentomilionesimo prodotto.

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Rinnovabili: la Regione Lazio fa marcia indietro sul fotovoltaico

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2019

Il nuovo Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) della Regione Lazio, che andrà in discussione il 29 luglio prossimo in Consiglio regionale, rischia di essere la pietra tombale del fotovoltaico. Noncurante degli impegni assunti con l’Ue per allacciare alla rete elettrica nazionale circa 4 GW l’anno di nuovi impianti fotovoltaici fino al 2030, con il nuovo PTPR nel Lazio sarà molto più complicato fare fotovoltaico a terra, buttando così le basi per un non raggiungimento dei già limitati obiettivi per le rinnovabili. La notizia è un’anteprima del quotidiano online QualEnergia.it a firma del Direttore Sergio Ferraris.
Il documento, modificato rispetto alla sua prima versione, prevede una chiusura per gli impianti fotovoltaici a terra in tre diverse categorie di suolo (“agricolo”, “di valore” e “di continuità”) e prevede la possibilità di installazione degli impianti solo sulle serre e sulle pensiline per le aree di parcheggio.
Una cattiva notizia, vista la potenzialità della regione, che ha una superficie complessiva di 1.723.600 ettari dei quali 1.070.308 ettari di superficie agricola generale, di cui solo 648.472 di superficie agricola utilizzata.

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Energia: l’Italia deve puntare di più sulle rinnovabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Commentando le raccomandazioni pubblicate oggi dalla Commissione Europea in relazione al Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) presentato dal governo Conte, Luca Iacoboni – responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia – dichiara:
«Nonostante nel commentare i piani energetici dei diversi Paesi europei si sia mantenuta su livelli limitati di ambizione, la Commissione ha messo comunque nero su bianco che la direzione presa dall’Italia non è adeguata a contrastare i cambiamenti climatici. In particolare, come scritto chiaramente, la centralità data al gas nel piano presentato dall’Italia è in contraddizione con gli obiettivi di decarbonizzazione, ovvero la riduzione della CO2».Greenpeace da tempo critica la scelta dell’Italia di voler puntare in modo importante sul gas, con enormi investimenti previsti per nuove infrastrutture da destinare nel nostro Paese a questa fonte inquinante. L’organizzazione ambientalista critica inoltre la scarsa ambizione sull’obiettivo legato alle rinnovabili, in particolare quelle elettriche.«L’obiettivo relativo alle rinnovabili è appena al di sopra di quello europeo», continua Iacoboni. «Ma il governo non tiene conto che questo target comunitario verrà presto rivisto al rialzo, e l’Italia si troverà presto dunque in una situazione inadeguata. Si prevede invece un sostegno ai combustibili fossili, in particolare tramite il meccanismo del capacity market, che il governo sta cercando di approvare proprio in questi giorni. Uno strumento che avrà un costo probabilmente superiore al miliardo di euro ogni anno e i cui effetti, anche a detta della Commissione, non sono chiari sul prezzo dell’elettricità e, dunque, per le tasche dei cittadini», conclude.

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Energia: nuovi obiettivi per le rinnovabili e l’efficienza energetica

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 novembre 2018

Martedì il Parlamento ha confermato l’accordo provvisorio raggiunto in giugno con il Consiglio sull’efficienza energetica (434 voti in favore,104 voti contrari e 37 astensioni), le energie rinnovabili (495 voti in favore, 68 voti contrari e 61 astensioni) e la governance dell’Unione dell’energia (475 voti in favore, 100 voti contrari e 33 astensioni) – tre importanti dossier legislativi che fanno parte del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei. La legislazione stabilisce che l’efficienza energetica nell’UE dovrebbe essere migliorata del 32,5% entro il 2030, mentre la quota di energia da fonti rinnovabili deve rappresentare almeno il 32% del consumo finale lordo dell’UE. Entrambi gli obiettivi saranno rivisti entro il 2023 e potranno solo essere innalzati, non abbassati.

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IREX Annual Report 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Roma 18 aprile 2018 – ore 9.00 Auditorium GSE – Viale Maresciallo Pilsudski, 92 Torna a Roma il tradizionale appuntamento con l’Irex Annual Report, il rapporto annuale curato da Althesys sulle tendenze e le strategie del comparto delle rinnovabili, che da un decennio fornisce il quadro più ampio e dettagliato disponibile in Italia sul settore e analizza gli investimenti, la situazione internazionale e gli scenari energetici futuri.
Dopo i saluti del Presidente del GSE Francesco Sperandini, Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, presenterà il rapporto 2018 dal titolo “L’evoluzione del settore elettrico tra nuovi modelli di business e policy nazionali”. Seguirà una serie di tavole rotonde moderate da Giancarlo Loquenzi, giornalista RAI.La prima sarà dedicata a “Le strategie delle imprese: dal rinnovamento ai nuovi investimenti al 2030”. Ne discutono Marco Peruzzi e2i Energie Speciali, Toni Volpe Falck Renewables, Eugenio De Blasio Green Arrow, Diego Percopo EF Solare Italia, Giuseppe De Beni Italgen.Poi “Innovazione tra mercato e regole, quale futuro?”. Ne discutono Paolo Giachino CVA, Michele Scandellari Seci Energia, Carlo Pignoloni Enel Green Power, Pietro Tittoni Erg, Paolo Grossi Innogy.In conclusione, “Oltre la SEN, dalla teoria alla pratica: come?”. Ne discutono Simone Togni ANEV, Piero Gattoni Consorzio italiano Biogas, Francesco Sperandini GSE, Simone Mori Elettricità Futura, Fabio Bulgarelli Terna.

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Aumenta il target sulle rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

strasburgoStrasburgo. Il Parlamento europeo ha votato per aumentare il target Ue sulle rinnovabili dal 27 al 35 percento. Secondo alcune proiezioni, infatti, l’attuale obiettivo – supportato da Consiglio europeo e Commissione – non sarebbe sufficiente per rispettare gli impegni presi dall’Ue con l’Accordo di Parigi.Il Parlamento europeo ha inoltre rafforzato le normative a supporto delle persone che autoproducono energia in casa o unendosi ad una cooperativa. Tra queste, anche regole che renderebbero l’elettricità autoprodotta priva di oneri, prelievi e tasse punitive.«Il Parlamento ha giustamente riconosciuto che l’Ue deve aumentare la quota di rinnovabili se vuole rispettare i suoi impegni sul clima, ma avrebbe dovuto mantenere il focus sulle soluzioni reali, e non su quelle false come i biocombustibili», dichiara Sebastian Mang di Greenpeace Eu. «Nonostante molti governi europei stiano tenendo ancorati i propri Paesi a nucleare e carbone, invece di puntare sulle rinnovabili, il Parlamento sostiene fermamente il diritto dei cittadini di ottenere e vendere energia prodotta dal sole e dal vento».Uno studio redatto da CE Delft e diffuso da Greenpeace nel 2016 mostra come, con il giusto supporto, metà dei cittadini dell’Unione europea potrebbe autoprodurre energia da fonti rinnovabili entro il 2050, coprendo circa il 50 percento della domanda elettrica dell’Ue. Le società elettriche fornirebbero invece il resto dell’elettricità rinnovabile di cui ci sarebbe bisogno.Nonostante i passi in avanti sul target rinnovabili, il Parlamento europeo continua però a sostenere il continuo ricorso in Ue ai biocombustibili. La proposta del Parlamento, ad esempio, consentirebbe agli Stati membri di bruciare interi alberi, abbattuti per essere sfruttati a fini energetici e raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili. Questo nonostante gli scienziati concordino sul fatto che aumenterebbero le emissioni per decenni, contribuendo in modo significativo al degrado delle foreste.I ministri dell’Energia, che avevano raggiunto il loro accordo preliminare sul pacchetto completo di riforma energetica lo scorso 18 dicembre, hanno sin qui sostenuto controverse sovvenzioni per carbone, nucleare e gas e hanno indebolito le proposte per consentire a famiglie, cooperative e municipalità di produrre e vendere la propria energia rinnovabile. I negoziati a tre sui provvedimenti energetici tra Consiglio, Parlamento e Commissione inizieranno nei prossimi mesi.

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Energie fossili e rinnovabili. Abolire i sussidi e diminuire le tasse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

fossiliUn programma che punti sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili non puo’ che essere condiviso, considerato l’impatto che le fonti fossili (carbone e petrolio) hanno sull’ambiente e sulla nostra salute.
La presenza dello Stato attraverso le istituzioni pubbliche (Universita’, CNR, ecc.) di ricerca e’ auspicabile, anche in collaborazione con istituti privati, dopodiche’ le imprese dovrebbero camminare sulle proprie gambe senza i sussidi, diretti o indiretti, delle finanze pubbliche.I sussidi pubblici, soldi del contribuente, ammontano a 15 miliardi per le fonti fossili e 13 miliardi per le rinnovabili. In totale 28 miliardi che escono dalle tasche del cittadino contribuente ai quali si aggiungono quelli del cittadino utente quando paga il consumo elettrico con la bolletta. I 28 miliardi di sussidi potrebbero essere utilizzati per diminuire le tasse o il debito pubblico, con beneficio per il cittadini e le casse dello Stato, che poi siamo noi, ma l’attuale, e i precedenti governi, non sono orientati in questo senso, sicche’ siamo oberati di tasse e di debito pubblico.Leggiamo sul blog di Beppe Grillo, che il Movimento5stelle ha predisposto un programma che si riassume nella domanda “Sei d’accordo con lo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili alla efficienza energetica e alle fonti rinnovabili?”(1).
La proposta e’ illustrato da Paolo Rocco Visentini, presidente di Italia Solare. Visto lo scetticismo che ci pervade, siamo andati a vedere chi e’ il signor Visentini e abbiamo scoperto che e’ anche presidente della societa’ Enerpoint che vende pannelli e impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e pompe di calore. Questa informazione non la troviamo sul blog di Beppe Grillo di cui sopra.
Insomma, il signor Visentini illustra un programma per trasferire i sussidi statali, cioe’ i nostri soldi, dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, settore nel quale opera la sua azienda. Si chiama conflitto d’interessi. A spese del contribuente. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Successione in banca: la dichiarazione integrale è contro la privacy

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2016

Banca d'ItaliaNei casi di successione nei contratti bancari, assicurativi e finanziari, gli intermediari esigono -tra gli altri- la copia integrale della dichiarazione di successione, non accontentandosi della sola parte di questa che riguarda i rapporti da essi intrattenuti col de cuius. La dichiarazione di successione contiene però tutta una serie di dati personali, a volte anche sensibili, la cui acquisizione da parte dell’intermediario non ha alcuna logica in funzione della procedura da attuare.
L’articolo 48 comma 4 del Testo Unico dell’imposta in materia di successioni e donazioni prevede che “le aziende e gli istituti di credito, le società e gli enti che emettono azioni, obbligazioni, cartelle, certificati ed altri titoli di qualsiasi specie, anche provvisori, non possono provvedere ad alcuna annotazione nelle loro scritture né ad alcuna operazione concernente i titoli trasferiti per causa di morte, se non è stata fornita la prova della presentazione, anche dopo il termine di cinque anni di cui all’articolo 27, 4° comma, della dichiarazione di successione o integrativa con l’indicazione dei suddetti titoli, o dell’intervenuto accertamento in rettifica o d’ufficio, e non è stato dichiarato per iscritto dall’interessato che non vi era obbligo di presentare la dichiarazione” .
Se è vero, quindi che senza dichiarazione di successione oppure dichiarazione che non ne sussiste l’obbligo la banca non può sbloccare la somma, la norma non dispone che occorra presentare la copia integrale, prevedendo bensì che l’intermediario debba acquisire la prova della sua presentazione o, in alternativa, la dichiarazione di insussistenza dell’obbligo di farlo. Da notare come le Sezioni Unite della Cassazione, nella Sentenza 14088 del 27 luglio 2004, abbiano sancito il principio secondo cui la dichiarazione di successione costituisce un momento dell’iter procedurale finalizzato all’accertamento dell’obbligazione tributaria che si conclude con l’emissione, da parte dell’ufficio, dell’atto impositivo, sulla base dei dati emergenti dalla dichiarazione, che avrà, per ciò stesso, esaurito la sua funzione. In base a tutto ciò, lo scorso 13 giugno un cittadino supportato dall’Aduc ha presentato una segnalazione al Garante Privacy. Chissà non sia la volta giusta per mettere in chiaro ciò che già appare non solo per legge, ma anche per la concreta inutilità del comunicare ad un soggetto estraneo dati personali e sensibili che niente hanno a che fare con lo scopo della procedura. (Anna D’Antuono, legale Aduc)

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Boom delle rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

energie rinnovabili«Il record fatto registrare dalle rinnovabili nel 2015 è un’ottima notizia. Ci siamo arrivati nonostante il persistere dei sussidi alle fonti fossili, il prezzo basso del petrolio, i problemi di collegamento alla rete e la timidezza dei governi. Alla base di questo successo c’è la crescente competitività economica delle rinnovabili. Ora però occorre accelerare la rivoluzione energetica in corso con politiche incentivanti: il contrario di quello che sta facendo il governo in Italia dove gli investimenti sulle rinnovabili sono in drammatica diminuzione. In un contesto internazionale generalmente positivo, l’Europa segna il passo e ancor più l’Italia che nel 2015 si è sostanzialmente fermata, per colpa delle politiche anti-rinnovabili messe in campo dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni, da quello di Monti a quello Renzi». «D’altra parte, per investire ulteriormente sul settore dell’energia rinnovabile, creando posti di lavoro e benefici per la collettività, è necessario azzerare i sussidi alle fonti fossili. Questa è l’unica strada che ci permetterà di raggiungere gli obiettivi fissati dalla Conferenza di Parigi, e mantenere così l’aumento della temperatura globale sotto 1,5°C. Il G7 ha promesso di eliminare i sussidi alle fonti fossili entro il 2025. Non basta, perché dobbiamo smettere di sfruttare queste fonti vecchie e inquinanti entro il 2050. L’eliminazione dei sussidi alle fossili deve essere più rapida per raggiungere un futuro 100 per cento rinnovabile prima che sia troppo tardi», conclude Iacoboni.

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Appello alle regioni: decreto sulle rinnovabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Maggio 2012

Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola e WWF Italia chiedono alla Conferenza delle Regioni e agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico. In caso contrario meglio non dare il parere e bloccare i provvedimenti. Dopo le associazioni di categoria con gli ‘Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica’, i Sindacati, un vasto movimento di opinione pubblica, le Regioni e, ieri anche il Senato, con l’approvazione delle mozioni che chiedono al Governo di definire un sistema di incentivazione che garantisca una prospettiva di crescita di lungo termine, anche Associazioni come Fondazione per lo Sviluppo sostenibile (presidente Edo Ronchi), Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente, Symbola (presidente Ermete Realacci), WWF Italia chiedono in un comunicato congiunto alla Conferenza delle Regioni e agli enti locali di fare pressione sul Governo al fine di apportare una profonda revisione dei decreti sulle rinnovabili elettriche e sul fotovoltaico che, se approvati nell’attuale versione, darebbero un colpo durissimo al settore e all’occupazione. Altrimenti, a giudizio delle Associazioni, sarebbe addirittura preferibile che le Regioni negassero il loro parere bloccando di fatto il provvedimento.

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Sostegno energie rinnovabili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Oltre trenta importanti intellettuali italiani, fra cui Giorgio Ruffolo, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Carlo Ripa di Meana,Giancarlo Amendola, Tullio Pericoli, Alberto Asor Rosa, hanno sottoscritto un appello al Presidente Monti affinché i decreti sulle rinnovabili, presentati ieri dai Ministri Passera e Clini, rispettino le intenzioni originarie, eliminando le speculazioni e gli eccessi di incentivi. L’attuale formulazione, che prevede il 35% di sola energia elettrica, potrebbe portare alla triplicazione degli impianti eolici, impianti che hanno già contribuito alla devastazione di troppe delle superstiti bellezze della Nazione. In accordo con i criteri di efficienza energetica, gli obiettivi i da raggiungere devono essere una percentuale dei consumi energetici finali e non obbligatoriamente delle percentuali della produzione elettrica.Sostengono gli intellettuali: “Nelle premesse del decreto, il Governo riconosce finalmente che è stato sbagliato privilegiare lo sviluppo di energia rinnovabile elettrica rispetto ai settori delle rinnovabili termiche, della cogenerazione, dei trasporti e dell’efficienza energetica,settori assai più vantaggiosi in termini economici, di minor impatto ambientale e di maggior ricaduta sull’economia nazionale (…). Temiamo, però, Signor Presidente del Consiglio che le misure definitive che verranno adottate non risultino coerenti con le premesse del decreto e che lascino spazio a interpretazioni ambigue. Temiamo soprattuttoinsidiose marce indietro, sull’onda delle scontate contestazioni di coloro che per anni hanno goduto delle rendite speculative riservate a due sole fonti, l’eolico e il fotovoltaico, le più conosciute fra tutte le rinnovabili ma anche le più discutibili, in termini di risultati e di costi a carico della collettività.” Il Decreto odierno sembra giustificare una parte di questi timori. Infine i firmatari auspicano una più rigorosa limitazione dei siti adatti a ospitare le torri eoliche, in analogia col recente provvedimento per l’esclusione degli incentivi ai pannelli fotovoltaici installati sui suoli agricoli.

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Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2012

Bruxelles, 14 – 18 maggio 2012 VIII EDIZIONE a cura della Camera di Commercio Belgo-Italiana Nell’attuale periodo d’instabilità economica, l’Unione europea si è riproposta l’obiettivo di rilanciare alcuni settori chiave per ciascuno dei Paesi membri, come il turismo, le PMI e le energie rinnovabili, oltre a consolidare la cooperazione tra i Paesi europei con quelli confinanti. Ottenere i fondi messi a disposizione dalla Commissione europea richiede, tuttavia, una conoscenza approfondita delle tecniche di europrogettazione, nonché una buona capacità di sapersi orientare tra le diverse opportunità di finanziamento offerte. La Camera di Commercio Belgo-Italiana, da oltre dieci anni impegnata nel campo dell’Europrogettazione, organizza, con il supporto del Ministero italiano dello Sviluppo Economico, l’ottava edizione del Corso di Europrogettazione sui Finanziamenti Europei per il Mediterraneo che si svolgerà a Bruxelles dal 14 al 18 maggio 2012.Il corso, certificato ISO 9001, ha l’obiettivo di fornire le conoscenze e gli strumenti utili per la redazione di progetti in risposta a bandi europei di finanziamento destinati al potenziamento della competitività, della crescita e della coesione territoriale nel bacino del Mediterraneo. Suddivisi in team di lavoro, i partecipanti svilupperanno tutte le fasi di creazione di un progetto ed avranno l’opportunità di prendere parte a seminari con esperti del settore.Al termine della formazione, i partecipanti potranno beneficiare di tre mesi di consulenzagratuita su progetti europei da parte dell’Ufficio Europa della Camera di Commercio BelgoItaliana impegnato, tra le varie attività, in programmi di cooperazione internazionale con il Canada, con le Camere di Commercio di Argentina e India, ed in Medio Oriente.Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo in allegato ed inviarlo, con tutta la documentazione indicata, per e-mail o per fax, entro il 13 aprile 2012. Si accetteranno candidature pervenute dopo la data di scadenza soltanto in base alla disponibilità dei posti.
Per il programma completo, la lista dei docenti e le informazioni pratiche sul corso, è possibile consultare il sito http://www.euro-mediterraneo.eu oppure contattare la dott.ssa Lucia Sinigaglia all’indirizzo e-mail info@euro-mediterraneo.eu o al numero 0032 2 609 00 81.

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Salviamo il futuro delle rinnovabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

Roma 18 Aprile oree 11 in piazza Monte Citorio per le energie pulite

Parco eolico di Tocco da Casauria (PE)

Parco eolico di Tocco da Casauria (PE) (Photo credit: Wikipedia)

. Le fonti pulite stanno cambiando il sistema energetico italiano con vantaggi che diventano sempre più evidenti in termini di produzione (che ha raggiunto il 26,6% rispetto ai consumi elettrici nel 2011), di riduzione delle spese legate al protocollo di Kyoto, di creazione di oltre 100mila nuovi posti di lavoro, ma anche economici complessivi per il Paese e oggi anche di riduzione del costo dell’elettricità nel mercato elettrico all’ora di picco grazie al solare.
Questa prospettiva è in pericolo, proprio perché sta mettendo in crisi i grandi gruppi energetici e gli impianti di produzione di energia elettrica da carbone, petrolio e gas. E’ in corso una campagna mediatica che sta mettendo in luce solo i rischi e gli impatti in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, i cittadini e le aziende da una prospettiva di investimento in un modello energetico pulito, efficiente, distribuito. Purtroppo, invece di approvare i decreti attuativi per le rinnovabili termiche e quelle elettriche (fotovoltaico escluso) che si attendono da settembre, ora si parla di tagli radicali degli incentivi per il fotovoltaico con un, nuovo, quinto conto energia e di limiti e tagli per tutte le altre fonti. Soprattutto, si vuole mettere tetti annui di spesa e registri per ogni tipologia di impianto che non sia domestico, togliendo ogni certezza agli investimenti. Il mondo delle rinnovabili, le imprese nate in questi anni, gli oltre 100mila nuovi occupati, le associazioni di settore e ambientaliste scendono in piazza per contrastare questa prospettiva. Non è accettabile che decisioni di questo genere vengano prese senza un confronto trasparente e una seria analisi costi/benefici. Soprattutto, noi pensiamo che le rinnovabili debbano essere al centro del futuro energetico dell’Italia.

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Incentivi alle rinnovabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2012

Energía Eólica

Energía Eólica (Photo credit: Jumanji Solar)

Aumenti in bolletta: Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET e attuale AD di Domotecnica, propone di “Ridefinire gli incentivi alle rinnovabili per puntare su efficienza e risparmio energetico” Luca Dal Fabbro, il nuovo Vice Presidente e Direttore Area Energia di AIGET, Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader e attuale Amministratore Delegato di Domotecnica, la prima rete nazionale in franchising per le aziende di installazione che operano nel campo dell’efficienza energetica, in relazione alle notizie di ulteriori e insostenibili aumenti del costo dell’energia, in linea con il posizionamento dell’Associazione da sempre volto alla massima tutela degli utenti finali, evidenzia “L’urgente necessità di ridefinire profondamente la politica italiana degli incentivi alle rinnovabili, per indirizzarli verso una serie di interventi strutturali volti a generare efficienza e risparmio energetico. Di fatto gli incentivi al fotovoltaico hanno appesantito di oneri in bolletta per miliardi di euro a danno di famiglie e imprese e a vantaggio dei produttori, sopratutto esteri. Tutto ciò, sottraendo spesso suolo fertile all’agricoltura per produrre energia a prezzi ben più alti rispetto a quelli garantiti del parco di generazione termica, fra i più efficienti a livello europeo. L’unica strada per ridurre la bolletta italiana è quella di promuovere l’efficienza energetica e una ulteriore liberalizzazione del mercato, in un quadro regolatorio più stabile nel medio e lungo periodo. Puntare sulla filiera dell’efficienza rappresenta la strategia più efficace per sostenere lo sviluppo di competenze e tecnologie nazionali, mantenendo il valore così generato all’interno del nostro Paese: un impulso indispensabile, in grado di generare ricadute assai positive in tutto il nostro sistema economico”. (Roberto Grattagliano)

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Salviamo le fonti rinnovabili

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2012

Energia Solare, Acqua, Vento

Energia Solare, Acqua, Vento (Photo credit: radiocodaritorta)

Romalunedì 2 aprile 2012 dalla ore 11 alle 14 a Piazza di Montecitorio.Il Governo vorrebbe cambiare, con il V Conto Energia, di nuovo tutto il quadro legislativo legato alle nuovi fonti d’energia rinnovabili per l’ennesima volta di fatto azzerandolo, quando queste sono a un passo dalla maturità industriale e non a caso, mettendo a rischio le imprese, i lavoratori e gli investimenti. Lo sviluppo delle fonti d’energia rinnovabili lo scorso anno ha iniziato a calmierare il prezzo dell’energia elettrica, specialmente il fotovoltaico, e migliaia di famiglie hanno risparmiato circa 100 milioni di euro autoproducendo l’energia che consumano. L’autonomia energetica dei cittadini è a portata di mano e per questo motivo i grandi attori dell’energia si stanno muovendo verso il Governo per mantenere uno staus quo fatto di dipendenza energetica da pochi soggetti legati alle fonti fossili e condannare i cittadini italiani a un destino fatto di bollette sempre più alte e di sprechi energetici – non è un caso che contemporaneamente si attacchi anche il 55% per l’efficienza energetica che l’Enea stessa ha definito un provvedimento a “costo zero” per il sistema Paese. L’attacco alle rinnovabili non si ferma nemmeno di fronte alla possibilità di provocare una catastrofe occupazionale. Sono oltre 130mila, infatti, i posti di lavoro qualificati nelle rinnovabili messi a rischio dai decreti del Governo, scritti con la “consulenza” dei grandi gruppi energetici. Difendere le rinnovabili ora significa difendere il futuro. Un futuro fatto di lavoro, sviluppo, ambiente sano e democrazia energetica. Per questo motivo Azione Energia Solare insieme ad Ecologisti, Civici e Verdi, chiama i cittadini, le associazioni ambientaliste e quelle delle rinnovabili a manifestare il proprio dissenso a questa politica

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Rinnovabili: regione Lazio all’avanguardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2012

Solar panel. Pannelli solari fotovoltaici.

Solar panel. Pannelli solari fotovoltaici. (Photo credit: Wikipedia)

Roma. “Dal sondaggio Eurobarometro della Commissione Ue sul tema ‘Pmi, efficienza delle risorse e mercati verdi’, presentato dal Vicepresidente della Commissione europea e responsabile per l’Industria dell’Ue, Antonio Tajani, è emerso che il segmento industriale “rinnovabili” ha enormi potenzialità, ma per decollare ha bisogno di semplificazioni”. Lo dichiara il consigliere regionale Pdl del Lazio, Andrea Bernaudo, primo firmatario della legge regionale n.16 del 16 dicembre 2011 in materia ambientale e di fonti rinnovabili. “E ha ragione il commissario Tajani – prosegue Bernaudo – quando invoca la necessità di un impegno forte per ridurre tutte le pastoie burocratiche e le regole eccessivamente complicate”. “La Regione Lazio – aggiunge il consigliere del PDL – ha già fatto la sua parte con la legge 16/2011 che, proprio alla luce degli obiettivi fissati dall’Europa e per il perseguimento del Burden Sharing, ha avviato la transizione verso la cosiddetta ‘economia verde’”. “Con la L.R. 16/2011 abbiamo ridotto la durata del procedimento di autorizzazione per gli impianti fotovoltaici alimentati da fonti rinnovabili, azzerando così i costi della pratica; abbiamo incoraggiato l’installazione di impianti di piccola dimensione, che possono essere realizzati sia da privati cittadini che in aree industriali, dove basterà la semplice comunicazione per riqualificare gli edifici e dotarli di pannelli fotovoltaici; abbiamo infine contribuito all’aumento della produzione elettrica regionale, oggi in forte deficit, con benefici in termini di sicurezza del servizio elettrico”, conclude Bernaudo.

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Manovra e incentivi alle rinnovabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2011

“Non ci sarà alcun taglio degli incentivi alle rinnovabili, nella manovra finanziaria in corso” – afferma l’On. Marco Pugliese, deputato di Forza del Sud, partito fondato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè. “Ad assicurarlo – continua il deputato del partito arancione – è stato il Ministro dello Sviluppo EconomicoPaolo Romani, il quale nonostante le pressioni ricevute dalla Lega per ridurre del 30% la quota degli incentivi, ha capito benissimo che se c’è una Lega che taglia incentivi, ci sarà una Forza del Sud che taglierà il Governo”. “Forza del Sud – conclude Pugliese – rimane fedele agli impegni presi, vigilando su eventuali provvedimenti che la Lega si appresta a presentare al Senato”.

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