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Posts Tagged ‘rinnovo contratto’

Scuola: Rinnovo del contratto, per l’aumento a tre cifre manca ancora un miliardo e mezzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 luglio 2019

Il costo complessivo che dovrebbe garantire agli oltre 800 mila insegnanti italiani un «aumento a tre cifre» è pari a 2,2 miliardi. Di cui 1,4 ancora da reperire: è “una partita tutt’altro che semplice nonostante l’innalzamento dello stipendio dei prof sia una dei pochi temi non divisivi tra le due anime della maggioranza gialloverde”. Si tratta di “una cifra “impegnativa” considerando le altre poste (in primis, clausole Iva e flat tax) già in agenda. Al netto, ovviamente, di come verrà risolta la querelle con Bruxelles sui nostri conti pubblici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il Governo ha prima firmato l’accordo, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per conferirgli massima autorevolezza e visibilità, ed ora si scopre che non ci sono i finanziamenti pubblici per onorare quell’intesa. Anziché confermare l’impegno, anzi, si parla con insistenza di tagli al settore per ben 4 miliardi in tre anni, di cui la maggior parte a quel sostegno agli alunni disabili che lo stesso Governo dice di volere rilanciare e migliorare. Ma anche ammesso che il Governa compia il miracolo di trovare quei fondi, rimane da risolvere il problema che le Confederazioni sindacali continuano a non volere sottoscrivere la definizione del contratto quadro sulla rappresentatività: è un atto indispensabile per il rinnovo dei contratti di categoria, contro il quale la scorsa settimana, dopo i tanti incontri inutili di giugno tenuti all’Aran, l’ufficio legale dell’Anief ha deciso di ricorrere in tribunale”.
È oramai appurato, commenta Anief, che l’accordo di fine aprile era solo finalizzato a ricevere consensi in vista delle elezioni europee fissate esattamente trenta giorni dopo. L’intesa, tra l’altro, ha il sapore della beffa e fa seguito agli aumenti risicati del 3,48% e agli arretrati farsa del Governo Pd. Ad oggi, con il contratto scaduto da sei mesi, la realtà rimane quella scritta alcune settimane fa nel Country Report sull’Italia elaborato dalla Commissione europea, dal quale risulta che “gli stipendi degli insegnanti italiani rimangono bassi rispetto agli standard internazionali e rispetto ai lavoratori con un titolo di istruzione terziaria”, con i colleghi di Germania e l’Olanda che percepiscono addirittura il doppio dei compensi. “Anche la progressione salariale è notevolmente più lenta rispetto a quella degli omologhi internazionali”, con lo “stipendio massimo raggiunto dopo 35 anni in Italia, contro 25 anni nella media OCSE”.

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Dirigenti scolastici, il 15 maggio si aprono le trattative per il rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 Mag 2018

Il nuovo contratto dei dirigenti dell’Area Istruzione e Ricerca determinerà, quando sarà firmato (al momento siamo ancora lontani, considerato che quello di cui sopra è il primo incontro), un aumento stipendiale per i presidi alla luce delle risorse stanziate in legge di Bilancio: 37 milioni di euro per il 2018, 41 mln di euro per il 2019 e 96 a regime dal 2020. Il sindacato Udir, che continua la sua scalata di consensi tra la categoria, avendo raggiunto in un solo anno di vita il 3,5% della rappresentatività, chiede agli altri sindacati di arrivare al tavolo della trattativa avendo in mente un concetto ben chiaro: rifiutarsi di barattare gli aumenti miseri, già assegnati nel comparto e lontani dall’inflazione (+0,36 rispetto a +8,1 di inflazione tra il 2008 e il 2016), la perequazione interna (RIA) ed esterna dei dirigenti delle scuole autonome. Scorrendo i dati Aran sui dirigenti pubblici, pubblicati in queste ore, sulla base delle risultanze provenienti dal Conto annuale della Ragioneria Generale dello Stato, tenendo conto delle retribuzioni medie pro-capite di comparto, distinte in retribuzione fissa e retribuzione accessoria, si scopre infatti che gli ex presidi rispetto agli ex dirigenti di AFAM, Università e Ricerca ora confluiti nella stessa area, infatti, percepiscono in meno cifre davvero corpose.
Marcello Pacifico (Udir): Alla fine, si apre la stagione contrattuale nella nuova area della dirigenza dell’istruzione e della ricerca, con stipendi complessivi che addirittura risultano essere quasi la metà tra un dirigente scolastico e uno della ricerca. È chiaramente una situazione che non può essere più sostenibile e che non è stata sanata neanche dalla Legge 205/17, che soltanto dal 2020 a regime, equipara tra le due parti la sola relativa alla retribuzione di posizione di parte fissa, la quale corrisponde comunque a poco più di 8mila euro a fronte dei 22 mila di differenza e degli altri 46mila già attribuiti. Senza parlare del mancato riconoscimento dell’anzianità retributiva maturata nel ruolo da docenti dai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001 che potrebbe essere coperta dai fondi stanziati dalla Legge 107/15.Udir ricorda che sono attivi i ricorsi per Fun, Ria e Perequazione esterna.Per offrire un percorso continuo di formazione e di crescita professionale, ma anche di consapevolezza sulla categoria, per il giorno 19 maggio 2018 UDIR ha organizzato a Palermo un importante evento formativo, nel corso del quale i dirigenti scolastici potranno trovare risposte concrete alle mille e una necessità che ogni giorno li attendono sulla porta della loro scuola.

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Scuola: rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

ministero-finanzeIl nuovo contratto porterà incrementi di tre volte inferiori rispetto all’inflazione attuale, 15 volte addirittura per il biennio 2016/2017: dopo quasi 10 anni di stop stipendiale sono previsti appena 40 euro nette per il 2018 concordate da CGIL, CISL, UIL nell’intesa del 30 novembre 2016 (+ 3.48%), a fronte di 11 punti percentuali di aumenti del costo della vita certificata. E ora la ratifica del bonus “merito”, introdotto dalla Buona scuola (legge 107/2015), per 200 milioni di euro, come voluto dalla riforma Brunetta (d.lgs. 150/09), porterà aumenti solo ai migliori.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è così che si tutelano i lavoratori e si valorizza la loro professionalità. E che dire delle parti relative a ricostruzione di carriera e parità di trattamento tra personale precario e di ruolo sancito dalla Corte suprema di Cassazione? A queste condizioni, secondo il nostro parere chi firma un contratto del genere si prende delle responsabilità enormi. Basterebbe, invece, ricorrere in tribunale, al fine di sbloccare finalmente l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale per recuperare per il triennio il 50% dell’aumento dei prezzi.

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Scuola: Rinnovo del contratto e aumenti miserevoli

Posted by fidest press agency su domenica, 21 gennaio 2018

ministero-finanzeL’Aran, l’agenzia per la rappresentanza della parte pubblica, ha appena presentato ai sindacati rappresentativi un testo comprendente nuovi compiti obbligatori, da assegnare agli insegnanti anche contro la loro volontà. La lista degli incarichi da assegnare, oggi tutti facoltativi, è lunga e dettagliata: si va dalla formazione coatta senza alcuna indennità al tutoraggio gratuito degli studenti delle superiori impegnati nelle esperienze di scuola-lavoro; da tutte le attività progettuali che hanno a che fare con il potenziamento scolastico agli aspetti organizzativi e pure amministrativi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non bastavano gli aumenti di stipendio miserevoli che dopo quasi dieci anni di blocco porteranno arretrati-mancia e appena 57 euro lordi a regime ai maestri neoassunti della primaria e 88 euro lordi ai docenti a fine carriera delle superiori; ora gli esperti di gestione pubblica si inventano delle formule che penalizzano la loro professionalità, quasi dovessero scontare chissà cosa. È questa la valorizzazione della categoria di cui parla insistentemente la Ministra Fedeli e che sarebbe confluita nella Legge di Stabilità 2018? L’amministrazione farebbe bene a concentrarsi sull’annullamento delle tante discriminazioni che continuano a perpetrarsi nei confronti dei precari, ad iniziare dalla non assegnazione degli scatti automatici di anzianità, sui quali in più occasioni i tribunali e pure la Cassazione hanno espresso il loro parere positivo a favore dell’allineamento. Oppure si potrebbe pensare di introdurre, finalmente, dei nuovi profili professionali per il personale Ata, adeguati ai tempi e alle necessità, con relativi livelli retributivi maggiorati. Invece, si va avanti con il canovaccio di sempre: quello di una scuola gerarchica, dispotica, burocratica e ingiusta. Continuando a mantenere in vita esattamente l’opposto di quello che si insegna agli alunni. Anche per questi motivi confermiamo l’intenzione di scioperare due volte: a fine mese e a febbraio.

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Istat retribuzioni: record storico per attesa rinnovo

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, l’attesa media della vacanza contrattuale per l’insieme dei dipendenti raggiunge i 25,5 mesi.
“Si tratta di un record storico. Un triste primato, visto che indica una violazione dei diritti dei lavoratori. Ovviamente il cattivo esempio è dato dal settore pubblico, dove, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale sia stata ormai depositata nel lontano luglio 2015, ossia esattamente un anno fa, la contrattazione è ancora bloccata per ben 2,9 milioni di dipendenti del pubblico impiego. L’attesa media ha raggiunto i 78 mesi, un dato vergognoso. Ma anche per gli altri raggruppamenti si raggiungono primati. Nel settore privato si arriva a 10,2 mesi, contro i 7,9 mesi di un anno prima” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

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