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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘rinnovo’

Dirigenti scolastici:Lunedì 8 luglio convocati i sindacati per un rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Per il rinnovo del contratto dei capi d’istituto la lunga attesa è finita. A distanza di quasi un anno e mezzo dalla sottoscrizione contrattuale di docenti e personale Ata, i sindacati dei presidi sono stati convocati all’Aran per la firma definitiva del CCNL 2016/18 dei dirigenti Area Istruzione e Ricerca: la convocazione è stata collocata all’inizio della prossima settimana, lunedì 8 luglio alle ore 17.00. Le cifre che sono state stanziate risultano tuttavia largamente insufficienti. Il sindacato Udir conferma l’intenzione, annunciata da alcune settimane, di ricorrere al giudice per opporsi alla sottoscrizione di un contratto di categoria ingiusto ed economicamente inadeguato: l’obiettivo è far riconoscere ai dirigenti scolastici italiani degli aumenti tali da collocarli finalmente in linea con i compensi percepiti dagli altri dirigenti dello Stato.
Gli incrementi stipendiali previsti per i nostri dirigenti scolastici non sono minimamente sufficienti. A quantificarli, oggi, è la rivista Orizzonte Scuola: corrispondono all’aumento di 154,9 euro lordi al mese, che netti saranno circa 100, per quanto riguarda l’equiparazione della parte fissa, a cui si aggiunge l’aumento di 440 euro provenienti dalla Legge di bilancio riguardanti le risorse fisse, per cui l’aumento dal 2020 sarà di 540 euro al mese.Secondo Udir, quello che si sta sottoscrivendo, è l’ennesimo contratto che non tiene conto della complessità del ruolo della dirigenza di categoria. Mentre i sindacati maggiori si pavoneggeranno per il risultato raggiunto, al dirigente scolastico, che nella migliore delle ipotesi ha oggi da gestire non meno di quattro-cinque sedi, è stata data, tramite il decreto Concretezza, la polpetta avvelenata dell’obbligo della rivelazione biometrica: una disposizione assurda per dei dirigenti che operano non meno di dodici ore al giorno e continuano a percepire la metà dello stipendio di un collega che opera in altre strutture pubbliche, dove peraltro il carico di lavoro e di orario è decisamente inferiore.
“Mediamente – ricorda Marcello Pacifico, presidente Udir – oggi un dirigente scolastico è a capo di moltissimi dipendenti, tra docenti e Ata, e deve gestire migliaia di alunni, con le rispettive famiglie. Inoltre, le responsabilità penali sul fronte della sicurezza – pur non avendo alcun potere di spesa – si sono allargate a macchia d’olio, per non parlare delle competenze moltiplicate, a seguito dell’applicazione della scuola dell’autonomia e dell’adozione dei decreti legislativi della Legge 107 del 2015”.“Gli aumenti che si vanno a sottoscrivere, dopo un lunghissimo periodo di vacanza contrattuale, corrispondono a degli ‘spiccioli’, che non tengono conto di tante indennità né della perequazione esterna: la verità, che nessuno dice tranne Udir, è che ai dirigenti scolastici italiani devono essere assegnati ventimila euro in più all’anno se si vuole davvero parlare di equiparazione agli altri dirigenti dello Stato”, conclude Pacifico.

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Scuola e PA: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Il Governo ha messo 4,3 miliardi per gli aumenti dello stipendio di 3 milioni di dipendenti e dirigenti pubblici, ma per colpa della mancata firma da parte delle confederazioni sindacali dell’accordo sul rinnovo della rappresentatività non possono essere assegnati, nemmeno i cento euro mensili aggiuntivi promessi nell’accordo di Palazzo Chigi al personale della scuola. Domani, in ARAN potrebbe sbloccarsi tutto se il suo presidente metterà ai voti l’ipotesi di CCNQ.Da una parte alcune confederazioni della dirigenza rifiutano di accettare il passaggio dall’area della dirigenza delle funzioni locali a quella medica dei dirigenti amministrativi della sanità, dall’altra altre confederazioni che hanno perso deleghe e voti alle ultime elezioni RSU con parecchie richieste di modifica si rifiutano di firmare gli accordi proposti dall’ARAN, peraltro uguali a quelli precedenti nel merito. Risultato? Il CCNQ non si firma e all’ARAN si dovrà andare alla conta per attribuire agli statali le risorse finanziate dalla legge di stabilità, prima che il MEF le congeli per evitare la procedura d’infrazione.
Dopo un decennio di Governi allineati a stanziare cifre vicine allo zero per l’istruzione e tutto il comparto pubblico, ha dell’incredibile la freddezza con cui certi sindacalisti trattano i finanziamenti già approvati con l’ultima Legge di Stabilità a favore degli statali: le somme rappresentano una buona base, perché pari a 1,1 miliardi di euro per l’anno solare in corso, che salgono a 1,4 miliardi nel prossimo, per poi arrivare a circa 1,8 miliardi a regime. Per arrivare al rinnovo contrattuale, però, è indispensabile sottoscrivere il CCNQ su aree, comparti e rappresentanza: solo che l’Aran convoca e alcune rappresentanze sindacali prendono solo tempo. Siamo già al quarto incontro in un mese.
Gli attuali rapporti Governo-sindacati sembrano avere ribaltato i ruoli tradizionali, con una parte dei rappresentanti dei lavoratori che anziché adoperarsi per difendere gli interessi degli iscritti pensano soltanto ai privilegi della propria organizzazione sindacale rifugiandosi in un insolito atteggiamento attendista o persino di ostruzionismo, certamente pretestuoso. Nell’anno in cui il Parlamento italiano approva una legge di stabilità con oltre 4 miliardi di euro per adeguare gli stipendi dei dipendenti pubblici, i sindacati maggiori, attraverso le Confederazioni, sembrano disinteressati al rinnovo del contratto e mantengono una linea conservatrice per raggiungere non si comprende quale obiettivo se non quello dei privilegi esistenti nonostante il risultato elettorale e la volontà del legislatore.

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Per il rinnovo del contratto della sanità privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Roma. “Confermiamo l’obiettivo di arrivare, in maniera condivisa e in tempi ragionevoli, al doveroso aggiornamento contrattuale dei professionisti che operano nella componente di diritto privato del SSN.” È quanto affermato da Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari) in occasione dell’incontro odierno con l’assessore Sergio Venturi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni. Aiop e Aris hanno anche accolto con favore l’avvio di un confronto congiunto voluto dalla Conferenza delle Regioni.
Le strutture sanitarie della componente di diritto privato del SSN operano in un sistema regolato da terzi, con volumi di attività e tariffe che, oltre a variare da regione a regione con differenziali fino al 30%, sono datate e costruite in base a meccanismi che non tengono in considerazione le reali componenti di costo delle prestazioni che le strutture erogano ai cittadini per conto del SSN, mettendo a rischio la sostenibilità dell’intero settore.Obiettivo prioritario di Aiop e di Aris, le cui strutture sanitarie associate contribuiscono in maniera determinante all’offerta sanitaria del Paese, è quello di garantire il rinnovo del contratto nei confronti degli oltre 100mila lavoratori che ogni giorno, con grande professionalità, consentono agli italiani di avere una risposta alla propria domanda di salute, e alle aziende di garantire al SSN servizi e prestazioni efficaci e di qualità.Aiop e Aris, in pieno spirito di collaborazione, hanno sottolineato di essere pronti al confronto per raggiungere l’obiettivo, comune a tutti, di un rinnovo contrattuale che valorizzi le competenze dei professionisti della componente di diritto privato del SSN – che hanno pari dignità rispetto ai colleghi del comparto pubblico – e salvaguardi le esigenze di efficienza e produttività delle strutture sanitarie.È stato rilevato, tuttavia, che la sostenibilità del settore è garantita dalla congruità di tariffe definite dalle Regioni, per questo motivo Aiop e Aris ritengono che l’aggiornamento del contratto, comportando costi aggiuntivi, debba anche esser fondato sulle relative coperture, così come previste per il comparto pubblico.
Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato come, negli ultimi anni, le strutture della componente di diritto privato del SSN hanno subìto l’imposizione di un tetto di spesa regionale (D.L. 95 del 2012), che, nella migliore delle ipotesi, cristallizza i budget al 2011 abbattuti di un ulteriore 2% (in alcuni casi anche al 2007). Considerato tutto questo, Aiop e Aris ritengono indispensabile che la deroga al D.L. 95 del 2012, che era stata prefigurata nella Legge di bilancio 2019, trovi la sua concreta attuazione all’interno del Patto per la salute.

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Rinnovo contratto trasporto aereo, USB: schema che perde non si cambia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Il rinnovo della parte generale del Contratto Nazionale del settore del Trasporto Aereo da parte delle federazioni di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle associazioni datoriali ricalca nel metodo, purtroppo, uno schema perdente che non ha funzionato negli ultimi anni, visti i frutti amari di questo tipo di relazioni industriali.Non c’è stata la verifica della rappresentatività di ogni sigla presente nel settore, come invece previsto delle regole dello stesso testo unico del 10 gennaio scorso, che viene brandito come una clava quando invece conviene, impedendo la partecipazione a organizzazione radicate e rappresentative come USB.Quindi niente di nuovo rispetto agli ultimi 10 anni, a dispetto dell’estremo bisogno di rilanciare le rivendicazioni dei lavoratori non solo per affrancarsi dagli errori del passato ma per riaffermare il contratto nazionale quale strumento di tutela e regolazione degli evidenti squilibri del trasporto aereo italiano.
Nel merito del testo contrattuale, ci riserviamo a breve una valutazione completa con le strutture del settore sulle tematiche più sensibili, quali appalti, clausola sociale, mercato del lavoro, precarietà e democrazia.Adesso si apre la stagione fondamentale dei rinnovi delle parti specifiche, (vettori, gestioni aeroportuali, handling, catering, assistenza al volo, etc…) che tratteranno i temi legati ai salari, all’organizzazione e all’orario di lavoro, nonché l’applicazione concreta di alcuni dei temi trattati nella stessa parte generale.Il contratto nazionale non potrà mai funzionare, tanto più in un settore così delicato e composito come quello del trasporto aereo, se continuerà a basarsi su una logica di esclusione dei lavoratori e dei loro rappresentanti liberamente scelti.

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Contratti: Fp Cgil, bene su adeguamento risorse per rinnovo Medici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma. “Accogliamo con favore la dichiarazione del presidente del comitato di settore Venturi in merito all’adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto della Dirigenza medica e sanitaria, un risultato importante, frutto di una lunga e complicata trattativa sindacale”. Queste le parole di soddisfazione di Andrea Filippi, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil Medici in merito allo sblocco del contratto della Dirigenza medica e sanitaria, fermo da 11 anni.”Siamo soddisfatti – prosegue Filippi – dei risultati raggiunti in questi mesi con l’inserimento dell’indennità di esclusività nella massa salariale, con il recupero di una parte della retribuzione individuale di anzianità ed oggi, con il finanziamento delle risorse necessarie a parificare il contratto della dirigenza del Ssn a quella del comparto, siamo finalmente in grado di sbloccare il contratto dei professionisti fermo da 11 anni. Ora sarà fondamentale la contrattazione sulla parte normativa per restituire dignità alle carriere bloccate da anni per la mancata esigibilità del contratto in tema di incarichi e fondi contrattuali. È necessario revisionare alcune norme che negli anni hanno causato gravi sperequazioni a danno dei professionisti della sanità” conclude il segretario.

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Scuola: Proseguono in questi giorni gli incontri al Miur sul rinnovo del prossimo Ccnl

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Ad affermarlo è Marco Bussetti: a quanto pare sono incontri tecnici, com’è evidente pure daI comunicati delle parti sindacali firmatarie dell’intesa del 24 aprile; Anief continua a essere non invitata, nonostante sia stata dichiarata rappresentativa dall’Aran. Il sindacato: sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione, attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21.
Marcello Pacifico (Anief): Sugli stipendi si continua a parlare di aumenti a tre cifre, ma poi ci si accorge che, dopo gli incrementi del 3,48% e gli arretrati ridicoli di un anno fa, finora si è provveduto ad introdurre solo una parziale indennità di vacanza contrattuale.Proseguono gli incontri al Miur: a dichiaralo è lo stesso Ministro dell’istruzione Marco Bussetti, in un’intervista al quotidiano Il Tempo. A questi incontri partecipano le parti sindacali firmatarie dell’intesa del 24 aprile, intesa che Anief non ha voluto firmare: per questo motivo il sindacato continua a non essere convocato. Tuttavia, occorre ricordare che il 15 gennaio 2019 il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti, per il triennio contrattuale 2019-2021, l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%. Il carattere di provvisorietà dell’accertamento della rappresentatività di comparto deriva dalla circostanza che non è stato ancora stipulato il Ccnq di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione per il triennio 2019-2021, ma di fatto l’Anief ha già ottenuto, come sopra riportato, la certificazione della rappresentatività per il triennio 2019-2022. Sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione, attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21 prima di avviare una nuova contrattazione o coinvolgere comunque Anief, che tutti sanno esser divenuta rappresentativa fin dai primi incontri. Inoltre, ad aggravare questa situazione molto spiacevole concorrono altri due aspetti: il primo è che domani siamo stati convocati all’ARAN per l’apertura delle trattative per il rinnovo del Ccnq sulle prerogative sindacali, quindi con un nuovo scenario politico sindacale; il secondo è che alcuni funzionari del Miur, dopo nostre rimostranze, ci avevano assicurato che si trattava solo di incontri politici e non tecnici, ma le dichiarazioni del ministro e i comunicati delle parti sindacali firmatarie dell’intesa del 24 aprile fanno intendere altro; ci pare di poter affermare che evidentemente in Italia non basta vincere le elezioni per ottenere l’agibilità sindacale.

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Rinnovo Parlamento europeo. Perché andare a votare

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Prima di tutto perché siamo in democrazia e, si sa, il regime funziona proprio perché ci son quelli che decidono chi deve fare cosa. Ma questo può sembrare banale, visto che ci sono fior fiore di regimi con assetti democratici discutibili dove si vota e… si dà solo il consenso ai regimi autoritari dominanti. Come in Turchia (sic!). Ma, per il momento e salvo nuove innovazioni e intuizioni della scienza politica, sembra che le elezioni continuino ad essere il metodo meno dannoso. Per i riottosi e amanti della perfezione “in terra” non c’è da fare altro che “rassegnarsi” e dare il proprio contributo.
Fatta la “lezione” di educazione civica, passiamo allo specifico. Abbiamo pubblicato vari articoli in materia nella nostra specifica rubrica “Stati Uniti d’Europa”, per cui argomenti ce ne sono diversi, collegati o meno con la nostra storia nazionale, passata e presente. Non stiamo qui a riproporli, sperando che il link alla rubrica faccia trovare un po’ di tempo ai nostri lettori per dedicarsi ad approfondire. Ma, al di là di tutto – e lo diciamo proprio come associazione per i diritti degli utenti e consumatori – se non ci fosse stato il Parlamento europeo e le istituzioni europee, associazioni come la nostra avrebbero molte difficoltà ad avere punti di riferimento legali e normativi per far valere i diritti spesso violati del cittadino economico. Soprattutto se pensiamo a cosa è diventato oggi il nostro Paese dopo – recuperata credibilità e buon senso (nazionale, europeo ed internazionale) in seguito al disastro della Seconda Guerra Mondiale a metà del
secolo scorso – il passaggio dai monopoli a quello che oggi viene chiamato mercato libero: un contesto in cui – noi individui economici e anche chi ci offre i servizi – siamo stati e siamo ancora sbattuti e maltrattati in considerazione delle vecchie abitudini monopoliste di considerarci sudditi e non consumatori e utenti. E’ evidente che siamo insoddisfatti e “polemici” rispetto all’assetto libero e democratico del nostro mercato di consumi e utenze. Nel contempo, però, siamo consapevoli che se non ci fosse stato il Parlamento europeo e l’Unione, è altamente probabile che saremmo messi peggio .
Se crediamo che questa sia la strada da seguire, per migliorarla, consolidarla, perfezionarla, e far crescere noi e i nostri figli con certezze e potenziale ricchezza e felicità… diamo il nostro contributo. A partire dalla partecipazione al voto.
E poi nel pretendere, pretendere e pretendere che le decisioni siano rispettate, che le cose fatte male siano cambiate, modificate, rivoluzionate. Trattando anche male chi ci crea difficoltà. Ma consapevoli che farlo in un assetto come quello dell’Unione, con la prospettiva di un federalismo sempre più politico e non solo parzialmente economico, sia possibile raggiungere risultati migliori e più funzionali. Altrimenti ci “infogniamo” in una sorta di girone dantesco in cui ci condanniamo da soli a tornare sempre indietro e a cominciare sempre tutto da capo… che è quello che grossomodo ci propongono, raccontandoci non poche balle, i detrattori dell’Unione e dell’euro. Buon voto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa

Posted by fidest press agency su sabato, 22 dicembre 2018

Il nuovo Contratto, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2019, vede la luce a quasi dieci anni dall’ultimo rinnovo, apportando un profondo rinnovamento a molti istituti contrattuali, con l’obiettivo di rendere la regolamentazione dei rapporti di lavoro più adeguata a un settore in profonda trasformazione e più in linea con le esigenze delle aziende editoriali, come dichiarato dal Consigliere Incaricato per i problemi sindacali, Franco Capparelli.Particolare attenzione è stata posta sui temi della flessibilità nella prestazione di lavoro e nella creazione di nuove figure professionali adeguate alle nuove piattaforme multimediali. È stato concordato inoltre un protocollo sulle nuove assunzioni per incentivare nuovi ingressi nel mercato del lavoro.Per i lavoratori il rinnovo comporta un aumento di 90 euro di retribuzione, l’introduzione di una forma di assistenza sanitaria a carico delle aziende, oltre ad una una tantum di 300 euro che verrà erogata all’entrata in vigore del contratto.Il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti ha espresso “profonda soddisfazione per la firma del contratto collettivo, che costituisce un’importante novità attesa da aziende e lavoratori, e che rappresenta anche la condizione per avviare con le OO.SS. un percorso di confronto sul futuro del settore, anche nella prospettiva di un contratto di filiera che comprenda editoria, grafica e carta”.

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Avviare confronto per rinnovo contratti pubblici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

A rivendicarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, insieme al presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Stefano Bonaccini, al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e alla controparte, il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini. Le categorie del lavoro pubblico di Cgil, Cisl e Uil chiedono così l’avvio di un confronto sul rinnovo dei contratti nazionali relativi al prossimo triennio e avanzano, in un documento unitario approvato dagli esecutivi unitari dal titolo ‘Contrattiamo Diritti’, undici punti per una Pa migliore, mettendo al centro un maggiore investimento pubblico per la crescita e lo sviluppo del Paese, passando per più occupazione e più risorse. Proposte sulle quali le lavoratrici e i lavoratori pubblici si stanno esprimendo votandole sul sito http://www.contrattiamodiritti.it, così come raccogliendo firme in tutti i luoghi di lavoro pubblici, determinando il massimo del coinvolgimento e della partecipazione. Obiettivo di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, in vista dell’approvazione della legge di Bilancio, è mettere al centro, tra le altre cose, il tema delle risorse, del rinnovo del contratto e del varo di un piano straordinario di assunzioni nella Pa per rispondere all’emergenza occupazionale e contrastare le esternalizzazioni.A sostegno delle proposte, e della richiesta di avvio del confronto, le categorie del pubblico di Cgil, Cisl e Uil, promuoveranno nella giornata di giovedì 8 novembre tre grandi attivi interregionali. A Milano, alla presenza del segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, e del segretario generale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi, presso la Sala Valente del Tribunale Civile in via Freguglia 14 a partire dalle ore 10. A Roma, dove sarà presente la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, e il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio in piazza del Campidoglio 55 dalle ore 10. E, infine, a Napoli, con il segretario confederale della Uil, Antonio Focciollo, e il segretario generale della Uil Pa, Nicola Turco, presso l’Auditorium Regione Campania al Centro Direzionale di Napoli, Isola C3, in viale della Costituzione 80, sempre dalle ore 10.

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Manovra: serve chiarezza su risorse per rinnovo contratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

“È il momento di fare chiarezza e di dare risposte concrete. La legge di Bilancio deve garantire le risorse necessarie per il rinnovo del contratto dei medici, fermo da oltre 10 anni, nonché il solo contratto pubblico ancora non rinnovato. Su questo, dopo le recenti esternazioni, serve una parola chiara e univoca da parte del ministro della Salute, Giulia Grillo, e del viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi.“Abbiamo registrato infatti le dichiarazioni sull’aumento del fondo sanitario nazionale ma ancora non è chiaro se quanto affermato sia aggiuntivo rispetto a quanto già previsto dal passato governo. Le risorse infatti per il rinnovo del contratto erano già state finanziate, ma pare che questa certezza sia ora messa in discussione. Non è tempo di mistificazioni, né tantomeno di fare propaganda. È tempo di assumersi una responsabilità seria, prevedendo risorse per il servizio sanitario nazionale che garantiscano un servizio adeguato ai cittadini, nuove e necessarie assunzioni e il rinnovo del contratto della dirigenza medica”, conclude Filippi.

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Occorre incentivare il rinnovo dei mezzi circolanti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Federauto Trucks esprime – attraverso la voce del proprio Vice Presidente e Coordinatore, Gianandrea Ferrajoli – un profondo cordoglio per la tragedia accaduta sulla tangenziale di Bologna e manifesta il massimo rispetto e ringraziamento per il lavoro della polizia stradale e dei carabinieri intervenuti tempestivamente sul luogo dell’incidente. “In attesa che la magistratura faccia chiarezza su quanto avvenuto e possa appurarne le cause, credo sia necessario evidenziare la massima preoccupazione per lo stato del trasporto pesante in Italia. Come più volte dichiarato da Federauto Trucks, l’Italia ha il parco mezzi più vecchio in Europa con un’età media di oltre 11 anni” afferma Gianandrea Ferrajoli. “È evidente il pericolo quotidiano per la sicurezza stradale, soprattutto considerando che nel nostro Paese l’86,5 per cento della merce viaggia su gomma, rispetto al 76,4 per cento dell’Europa. Le case costruttrici hanno investito ingenti somme nello sviluppo tecnologico dei veicoli industriali e commerciali, tanto da essere oggi in grado di offrire sul mercato veicoli che rispondono alle più avanzate norme sull’inquinamento e sulla sicurezza, ma questo sforzo tecnologico non è sfruttato a dovere, visto che il parco circolante italiano risulta essere ancora tra i più datati d’Europa. Sono troppo pochi i mezzi pesanti in circolazione dotati dei più avanzati sistemi di sicurezza obbligatori, come il dispositivo avanzato di frenata di emergenza e il sistema di avviso di deviazione dalla corsia”. “Inoltre – continua Gianandrea Ferrajoli – c’è un reale problema di formazione degli autisti di mezzi pesanti, dobbiamo creare programmi che investano soprattutto sul capitale umano e sull’aggiornamento professionale, l’elemento centrale per la sicurezza dei trasporti. Le competenze e le infrastrutture sono i due temi più urgenti da affrontare. Il precedente Governo, nello scorso biennio, ci ha messo in condizione di utilizzare degli strumenti fondamentali per rinnovare il nostro parco circolante. Auspichiamo quindi che il nuovo Governo, al quale rivolgeremo le nostre istanze a settembre, si concentri e si focalizzi su una politica di incentivi strutturali che permettano al settore di rinnovarsi nel segno della tecnologia, della sicurezza e della eco-sostenibilità. È necessario agire subito, da parte del Governo, per far accelerare un ricambio dei mezzi più vecchi e pericolosi che, senza iniziative adeguate, potrebbe portare a nuove tragedie e ad una situazione di costante pericolo” ha concluso il Vice Presidente e Coordinatore di Federauto Trucks.

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Scuola: Rinnovo contratto e i mini-aumenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

Arriveranno a fine mese con emissione speciale: brutta sorpresa per chi ha oltre 35 anni di anzianità. L’allungamento dei tempi della firma definitiva al rinnovo contrattuale è dovuto alla lentezza con cui gli organismi istituzionali stanno esprimendo i loro pareri: sempre più probabile l’emissione speciale, da attuare nell’ultima decade di aprile. C’è tuttavia un alto numero di docenti e Ata che dal sospirato rinnovo contrattuale, atteso da quasi dieci anni, non riceveranno quello che gli spetta: sono tutti coloro che hanno superato il 35esimo anno di anzianità e che si ritroveranno con lo stipendio praticamene fermo. A essere in questa situazione è un numero di lavoratori in sensibile crescita, visto che i nuovi parametri di pensionamento hanno fatto slittare di un decennio l’uscita dal lavoro. A fronte di questa novità importante, anche il contratto si sarebbe dovuto adeguare, introducendo un nuovo gradone stipendiale riguardante la fascia 36–43 anni. Invece, l’Aran, con il compiacente silenzio dei sindacati firmatari (Flc-Cgil, Cisl e Uil), ha pensato bene di lasciare immutati “gradoni” stipendiali, andando solo a ratificare l’annullamento della fascia 3-8 anni creando un bel danno economico ai neo-assunti e calpestando quindi in modo netto il principio della parità retributiva. Per il sindacato, inoltre, non si può ignorare l’alto tasso di burnout tra i dipendenti pubblici, ma che soprattutto subisce il personale della scuola. Di tutto ciò non c’è traccia nel nuovo contratto che si è rivelato l’ennesimo pacchetto risparmio, che penalizza sia i neo immessi in ruolo, sia chi è a fine carriera. Il tutto, in cambio di una manciatina di euro netti al mese.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono sei le fasce d’anzianità previste dal nuovo accordo siglato dai sindacati confederali e valido per il triennio 2016-2018, ma colpisce la mancata applicazione di una nuova finestra temporale, da 35 in poi di anzianità. Al tavolo di contrattazione, dove abbiamo fondate ambizioni di andarci a sedere dopo le elezioni Rsu della prossima settimana, non si sono posti nemmeno il problema. Che invece esiste. Poiché, sappiamo bene che non vi è più la certezza di poter andare in pensione entro una data stabilita perché, anche per accedere all’assegno con il canale dell’anzianità, comunque per il 2018 i contributi sfiorano i 43 anni. In tal modo, si condanna la stragrande maggioranza dei lavoratori ultra 60enni a percepire sempre lo stesso stipendio, fissato a quota 35, fino all’ultimo anno prima di andare in pensione. Tra l’altro, per vedersi assegnare un assegno di quiescenza destinato a diventare della metà di quanto percepito con l’ultimo stipendio. Mentre per Anief, bisogna assolutamente ritornare a 61 anni e 35 anni di contributi con l’80% dell’ultima retribuzione. Tutto questo, anche e soprattutto alla luce del fatto che quella educativa è una professione particolarmente esposta a condizioni ‘stressogene’, come hanno confermato gli autori di un’indagine su larga scala che ha indagato sugli ambiti problematici connessi con lo sviluppo del turnout.

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Scuola: rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneNelle ultime ore stanno emergendo dei dettagli importanti sulla proposta presentata per iscritto ieri dall’amministrazione pubblica ma sottaciuta dai sindacati maggiori: mentre sugli aumenti tutto tace e si rimanda alla prossima settimana, ieri l’incontro si è concentrato sulla richiesta di introdurre nel contratto delle nuove mansioni innovative, dei veri e proprio servizi obbligatori, come il tutoraggio degli studenti delle superiori, impegnati nelle attività di azienda scuola–lavoro e la formazione annuale. La quale, proprio come temeva l’Anief, diverrebbe una componente di fatto aggiuntiva, senza che vi sia un corrispondente incremento in busta paga, visto che dai bonus, ammesso che si riesca, al massimo si otterrebbero 20 euro netti mensili. Rasenta l’assurdo poi la “stretta”, sempre chiesta dall’Aran, sulle sanzioni disciplinari: si vuole introdurre, infatti, la possibilità di far assegnare, direttamente dal capo d’istituto, multe pari fino a 4 ore di lavoro e la sospensione dal servizio fino a 10 giorni lavorativi. Pesanti sanzioni scatterebbero, inoltre, qualora un docente dovesse comunicare con i suoi alunni via Facebook o Whatsapp.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Invece di pensare ad introdurre norme più snelle e adeguate alle necessità, come la cancellazione degli articoli del Ccnl che continuano a discriminare il personale precario rispetto a quello di ruolo, ci si concentra su disposizioni che sconfinano dal contratto di lavoro, perché è ovvio che chi va oltre le finalità educative incorre già in sanzioni di carattere penale. Viene da chiedersi, inoltre, come si fa a pensare di ampliare gli incarichi obbligatori senza prevedere incrementi stipendiali paralleli. Questi signori sindacalisti, di fronte a certe proposte, avrebbero dovuto alzare i tacchi e andarsene indignati. Invece, non solo non l’hanno fatto, ma nemmeno lo hanno denunciato, visto che a far trapelare la proposta indecente sono stati dei sindacati non allineati. A questo punto, vorrà dire che i motivi per cui non si deve sottoscrivere questo contratto-farsa sono almeno due: la mancata copertura dei già modestissimi 85 euro lordi medi che dopo quasi 10 anni porterà tra i 27 euro e 52 euro netti a lavoratore e l’arretramento dei diritti a stipendio praticamente fermo. Sembra di raccontare la vertenza con un datore di lavoro al cospetto della sua azienda. Invece, in quelle stanze dell’Aran si gioca con il destino di 800mila insegnanti e 300mila Ata. Che, di questo passo, non solo verranno pagati peggio ma si ritroveranno anche meno diritti dei colleghi del privato.

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Rinnovo del contratto di militari e polizia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

volanti-polizia-di-statoDopo l’incontro del 22 luglio 2017 in Funzione Pubblica, ne è seguito un altro pre-natalizio lo scorso 22 Dicembre. Il terzo è stato convocato per domani pomeriggio 10 Gennaio 2018 e si ha il vago sentore che il Governo voglia accelerare per una immediata chiusura del contratto degli operatori del Comparto. Tali incontri si sono svolti fino ad ora senza un reale confronto con Sindacati e COCER, unici deputati per legge a rappresentare i bisogni e le esigenze dei cittadini in uniforme.
Non si è discusso nelle precedenti occasioni né delle risorse allocate per il contratto del Comparto Difesa-Sicurezza, che sono divenute legge e pubblicate in Gazzetta Ufficiale solo in data 29 Dicembre 2017, né tantomeno delle materie di competenza delle Parti Sociali, che alle stesse sono devolute in virtù di una precisa legge dello Stato.
Ad oggi nessuna ipotesi contrattuale è in mano a Sindacati e COCER, non esiste un abbozzo di piattaforma economica, figurarsi una proposta di natura giuridico-normativa e delle competenze accessorie del salario di militari e poliziotti.
Questi ultimi aspetti, al di là del vil denaro, sono elementi contrattuali fondamentali per regolare funzionalità e compensare servizi specifici svolti dagli operatori, oltreché definire normativamente la vita professionale dei lavoratori con le stellette, tutti aspetti importanti al pari del trattamento economico. Le risorse per compensare poi la “Specificità” del Comparto sono state definite solamente nell’ultima legge di bilancio e per il triennio a venire 2018/2020, peraltro con una nuova forma di “concertazione” della quale bisognerà definire modalità e procedure e che quindi difficilmente potrà essere svolta con immediatezza. Il COCER AM non può accettare questo modo di procedere che forza oltremodo le prerogative delle Parti Sociali, al solo fine “apparente” di allocare al più presto poche e maldistribuite risorse contrattuali. Le stesse se non utilizzate correttamente impediranno di risolvere questioni che interessano la funzionalità delle amministrazioni, e quindi i problemi dei cittadini, impedendo altresì di riallineare istituti retributivi tra i diversi appartenenti ai singoli Dicasteri che nel corso di quest’ultimo decennio si sono modificate in virtù di decisioni legislative. Sia chiaro e senza fraintendimenti: Il COCER AM dice che il contratto normativo – economico 2016-2018 si deve fare e si può fare in fretta, senza falsare però il confronto democratico previsto per legge tra Governo, Amministrazioni e Parti Sociali. In altri tempi contratti similari si sono chiusi in una settimana, con sedute fiume diurne e notturne, dando a tutti la possibilità di esercitare ruolo, responsabilità e competenze, e soprattutto di assumersi di fronte al Paese, ai cittadini ed ai propri rappresentati le giuste responsabilità connesse all’esercizio delle funzioni di ciascuno: politiche, istituzionali o rappresentative che siano. Corse “ad effetto” non ci interessano; quel che conta per noi sono i contenuti del contratto sia per la parte economica, salario fisso ed accessorio, sia per quella normativa ed a seguire quelli del contratto integrativo per la “specificità” di settore.
Il contratto manca da più di sette anni ma non crediamo che una settimana in più comporti sconvolgimenti maggiori di un contratto che non risolva le questioni che stanno a cuore agli operatori del Comparto Difesa e Sicurezza.

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Rinnovo del contratto per gli statali con beffa finale

Posted by fidest press agency su domenica, 31 dicembre 2017

ministero-finanzeDopo gli aumenti insignificanti, pari a 85 euro medi lordi (40 netti) dal 2018, arriva l’una tantum del biennio 2016/2017 a dir poco ridicola: dai 370 euro per la fascia retributiva più bassa ai 712 per quella più alta. In media, meno di 500 euro, poco più di 230 euro netti, dieci volte meno di quanto effettivamente spettante. L’accordo appena siglato dai confederali, a seguito dell’intesa del 30 novembre 2016 presa con il Governo, riguarda per ora 250mila dipendenti statali, in servizio nei ministeri e nelle amministrazioni centrali, ma l’intenzione della parte pubblica è quella di estendere il modello anche agli altri comparti, scuola compresa. Per il 2 gennaio sono stati convocati all’Aran i sindacati che sono rappresentativi da trent’anni del maxi-settore della Conoscenza mentre entro il 10 gennaio si dovrebbe conoscere la data per l’elezione del rinnovo delle Rsu della scuola, da svolgere entro il prossimo 20 aprile. Un evento che potrebbe essere caratterizzato da un cambiamento epocale, derivante proprio dalla concreta possibilità per l’Anief, con 38mila deleghe (pari al 6%) e oltre 8mila candidati, di sforare la fatidica soglia del 5%.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ai tavoli di contrattazione abbiamo l’intenzione di portare le nostre rivendicazioni, a partire da quelle stipendiali. Perché un contratto degno di questo nome, dopo quasi dieci anni di blocco, doveva prevedere almeno 270 euro di aumento dal 2018, come minimo sindacale, un più 11% rispetto anche al 20% ricevuto dai lavoratori del settore privato negli ultimi dieci anni, certo non il 3,48% concordato da CISL, UIL e CGIL con il Governo. Un contratto si firma, infatti, se si trovano le risorse per recuperare quel 50% restante rispetto all’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale, ancora bloccata ai livelli del 2008. A questo, si sarebbero dovuti aggiungere 2.654 euro di arretrati rispetto ai 230 euro che si avranno concretamente dopo il conguaglio fiscale e al netto del lordo stato.

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Rinnovo contratto nel pubblico impiego

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 dicembre 2017

ministero-finanzeVia libera per 250 mila statali, il Governo vuole fare presto il bis con la Scuola. Anief: i sindacati non cadano nella trappola. La sua sottoscrizione, almeno nelle intenzioni del Governo, dovrebbe essere man mano estesa a tutto il pubblico impiego, fatto di oltre tre milioni di lavoratori. Si tratta infatti di un contratto “apripista” che dovrebbe dettare la linea anche per gli altri comparti: enti locali, sanità e scuola. Solo che per il comparto della Conoscenza i problemi sono enormi. Le parti, sindacati e Aran, si incontreranno il prossimo 4 gennaio: in quella sede rimane impossibile riuscire a centrare le richieste dei rappresentanti dei lavoratori. A differenza degli altri comparti, innanzitutto, gli 85 euro medi a lavoratore della scuola non sono infatti garantiti, così come appare difficile che si possa superare per contratto la Legge 107/2015 che stabilisce la somministrazione dei bonus annuali del merito e dell’aggiornamento professionale; forti dubbi permangono, infine, sulla riconduzione nel contratto delle diverse materie sottratte dalle ultime riforme della PA.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono aumenti irrisori e che non coprono nemmeno l’inflazione degli ultimi anni. Per questo continuiamo a chiedere il recupero dell’inflazione e aumenti equi. Dai nostri calcoli, si tratta di almeno 270 euro, da suddividere in due parti uguali: la prima è relativa alla mancata assegnazione dell’indennità di vacanza contrattuale, mentre gli altri 135 euro di effettivo incremento stipendiale. Inoltre, la parte pubblica deve corrispondere 2.654 euro di arretrati, comprensivi delle quattro mensilità di fine 2015 indicate dalla Corte Costituzionale, e non certo poche centinaia di euro. Ecco perché siamo contrari alla firma nella Scuola: a queste condizioni, tra i 70 e i 75 euro medi lordi a docente e Ata, non ci siamo: serve il triplo.

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Austria: rinnovo del Nationalrat

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 ottobre 2017

AUSTRIA-VOTEIeri alle 17 sono stati chiusi i seggi per il rinnovo del Nazionalrat, la camera bassa del parlamento austriaco. I cittadini con diritto di voto sono stati 6,4 milioni. Sono state le elezioni anticipate dopo che il maggio scorso la coalizione di governo, formata dai socialdemocratici della SPÖ (centrosinistra) e dai popolari democristiani dell’ÖVP (centrodestra), è andata in crisi. Ha vinto l’ ÖVP, di centrodestra che ha ottenuto il 31,6% seguiti dal partito socialdemocratico con il 27% e l’estrema destra dell’FPÖ che ha preso il 26%. Il futuro governo, quindi, con molta probabilità sarà formato dal centro destra e dall’estrema destra e il cancellierato sarà affidato al trentunenne Sebastian Kurz dell’ÖVP. La campagna elettorale si è in massima parte concentrata sulla questione immigratoria. E’ diventata un aspetto cruciale per molti austriaci che mal digeriscono le numerose richieste di asilo anche considerando il fatto che l’8% della popolazione è musulmana e questo rapporto, considerato molto alto, ha fatto decollare il sostegno popolare ai movimenti e ai partiti xenofobi. Per gli osservatori europei la risposta elettorale è in chiave populista nel voler respingere le quote di immigrati previsti dalla Commissione Europea. In effetti il disagio è molto avvertito anche in Italia dove le dissennate politiche migratorie hanno permesso l’arrivo di centinaia di migliaia di immigrati in maniera indiscriminata e senza una valida programmazione. Si pensava che una parte di essi sarebbe stata accolta dagli altri paesi della comunità ed invece l’Italia ora rischia di diventare il più grande campo profughi in Europa e senza la possibilità di un rimpiego lavorativo e un’assistenza logistica adeguata.

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PA e Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 12 settembre 2017

ministero-finanzeIl sindacato autonomo replica alla volontà espressa dall’Esecutivo di inserire nella prossima Legge di Bilancio una terza tranche per il rinnovo contrattuale, pari a 1,5-1,6 miliardi, come aggiunta rispetto a quanto già previsto con le passate leggi di Stabilità. La cifra in questione sarebbe più alta rispetto alle stime circolate in precedenza (si è finora parlato di 1,2-1,3 miliardi): in totale, sommando le tre leggi di Bilancio coinvolte, ci si aggira sui 2,7-2,8 miliardi. Ad oggi, escludendo quelli ancora da stanziare, i fondi già disponibili arriverebbero a coprire appena 36-37 euro, mentre per il triennio 2016-2018 occorre arrivare a 85 euro.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È un insulto a chi svolge questa professione, ad iniziare dagli insegnanti che percepiscono meno di tutti in Europa dopo Grecia e Slovenia, e dal personale Ata della Scuola, cenerentola delle buste paga nella PA. Sul tavolo della trattativa che riguarda 3milioni e 300mila lavoratori, compresi quelli dell’Università e della Ricerca, vanno necessariamente messi gli arretrati da applicare dal mese di settembre 2015, come confermato dalla Consulta. In pratica, va recuperato il 7% dello stipendio rispetto al 14%. Si tratta del valore percentuale dell’inflazione certificata, aumentato dal 2008, anno di blocco del contratto, al 2015. Per il questa ‘voce’, che è poi il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale, servono altri 5 miliardi. Nell’accordo, quei soldi non vengono considerati. Stando così le cose, quell’indennità, la cui assegnazione è un diritto dei lavoratori a cui è stato negato il rinnovo contrattuale, andrà persa per sempre. Per questo abbiamo deciso di presentare ricorso sollevando l’illegittimità costituzionale.Per tali motivi, Anief chiede ai lavoratori di inviare formale diffida al Miur oppure di aderire direttamente al ricorso rivolgendosi al giudice del lavoro, in modo da recuperare almeno il 7% degli ultimi due anni di quell’indennità sottratta in modo illegittimo e interrompendo i termini di prescrizione.

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Rinnovo contratto di lavoro nel comparto sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

volanti-polizia-di-stato“La trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro nel Comparto Sicurezza, in pratica, non è neppure iniziata. In questa fase prodromica parlare di chiusura degli accordi e persino ‘sparare’ cifre che non hanno alcun fondamento è qualcosa che non sta in cielo né in terra. L’iter per concludere questo determinante passo nell’interesse dei poliziotti italiani è in pieno svolgimento, e nulla ha a che fare con il rinnovo del contratto degli altri statali che non potrà mai e poi mai andare bene per chi, rischiando la propria vita ogni giorno, ha ben altre esigenze di cui si deve tenere conto. La specificità del nostro lavoro non può restare lettera morta; è dovere di chi ci amministra garantire a noi e alle nostre famiglie un trattamento dignitoso che smentisca l’orrenda sensazione che da troppo tempo abbiamo di venire puntualmente pugnalati alle spalle. Ecco perché ci preme spazzare via gli equivoci seguiti ad alcuni articoli di stampa: sul rinnovo dei contatti la partita è tutta da giocare e non ci accontenteremo delle briciole”. La Segreteria Nazionale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, per bocca del Segretario Generale, Domenico Pianese interviene con grande fermezza per “mettere i puntini sulle i” e chiarire la corretta informazione in tema di rinnovo del contratto degli Appartenenti al Comparto Sicurezza, dopo che articoli di stampa hanno ingenerato l’impressione che la contrattazione per il rinnovo fosse conclusa, con tanto di specifica quantificazione degli aumenti. “Il 25 luglio scorso – spiega Pianese – presso il Ministero della Funzione Pubblica si è aperto il tavolo delle trattative per la definizione del Contratto di Lavoro relativo al triennio 2016-2018 del personale del Comparto. La riunione è stata presieduta dal Sottosegretario per la Semplificazione e la pubblica amministrazione, Angelo Rughetti, il quale ha spiegato che per il nostro contratto il Governo intende stanziare somme che consentano di assolvere all’accordo sottoscritto a novembre 2016 con le confederazioni di Cgil-Cisl-Uil dove è stato previsto un aumento medio lordo mensile non inferiore a 85 euro al mese. Si è trattato solo di un primissimo incontro preliminare, ma la trattativa di fatto inizierà dopo l’estate. Già in quella sede, comunque, il Coisp ha presentato una propria piattaforma rivendicativa e ha chiarito che è inaccettabile per il nostro Comparto fare riferimento a quell’accordo di novembre frutto di un confronto in cui non siamo stati coinvolti e che rappresenta un’umiliazione e un insulto al personale in divisa non tenendo conto in alcun modo della specificità del nostro lavoro. Troppe sono le particolarità delle prestazioni lavorative che siamo chiamati a garantire per non prevedere, di contro, aumenti economici che tutelino almeno la dignità dei Servitori dello Stato, e di fronte alle esigenze di personale chiamato a fare cose che gli altri dipendenti pubblici nemmeno immaginano nelle loro più buie fantasie, oltre tutto subendo limitazioni ai propri diritti che nessun altro sopporterebbe, 85 euro lordi sono un’offesa. Quell’accordo di novembre tra Governo e Cgil-Cisl-Uil non vale un fico secco. La partita è tutta da giocare. Non permetteremo a nessuno – conclude Pianese – di gettare fumo negli occhi per confondere le idee su un tema così importante per i poliziotti italiani, rispetto al quale ci batteremo in ogni modo e in ogni sede, oggi per fare chiarezza, domani per ottenere risultati”.

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Rinnovo contratto sicurezza: maggiori stanziamenti per parità tra vigili del fuoco e polizia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

vigili-fuoco“Gli attuali stanziamenti per il rinnovo del contratto di lavoro dei Vigili del Fuoco non consentono di superare l’enorme divario retributivo esistente tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello stato, tra cui la polizia, stesso ministero dell’interno. Parliamo di un ingiustificato divario di 300 euro mensili che aumenta con le qualifiche più elevate. Senza maggiori stanziamenti per questo scopo nella prossima legge di bilancio a beneficio del personale in divisa, il rinnovo del contratto parte già pesantemente azzoppato”. Lo ha detto Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco in riferimento alle dichiarazioni del sottosegretario alla pubblica amministrazione Angelo Rughetti, che oggi ha aperto le trattative di rinnovo del contratto di lavoro del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico. “Il governo deve mettere all’ ordine del giorno anche assunzioni straordinarie, equiparazione del sistema pensionistico con gli altri corpi, previdenza complementare, il ruolo tecnico come in polizia e i riconoscimenti delle malattie professionali”, ha aggiunto il segretario del Conapo chiarendo che “se anche questa volta il governo si dimenticherà di riconoscerci pari dignità agli altri corpi, i vigili del fuoco scenderanno in protesta. Per le banche hanno trovato miliardi in pochi minuti, per chi salva i cittadini non si trovano mai risorse?”.

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