Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘rinnovo’

Scuola: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2022

“I dati economici sono drammatici e i lavoratori pubblici hanno bisogno di un minimo di ristoro”: a dirlo è stato Marcello Pacifico, segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief, durante l’incontro svolto all’Aran sul rinnovo del Contratto Istruzione e Ricerca del biennio 2019-2021. “Come Anief e Cisal abbiamo chiesto sin dall’inizio dei nostri incontri un contratto ponte. Ancora di più adesso, che abbiamo paura di cosa accadrà in autunno con la crisi energetica. Siamo al punto che il Governo dovrà coprire, senza rinnovo, la futura vacanza contrattuale, ma servirebbero comunque dei miliardi, quindi ancora prima dei miliardi necessari alla sottoscrizione del contratto”.Pacifico ha aggiunto che “se il problema sono i termini di cambio dell’atto di indirizzo, allora facciamo il punto su tutte le risorse e troviamo un accordo. Ancora di più perché l’Aran ha detto che intende firmare il contratto. E anche gli altri sindacati sono della stessa idea. Perché allora non lo facciamo subito? Non occorre attendere alcuna integrazione dell’atto di indirizzo. Basta chiedere a tutti i partecipanti quali sono le condizioni per arrivare alla firma entro il 25 settembre, prima quindi delle elezioni politiche”.Il leader sindacale ha quindi commentato la proposta dell’Aran sul tema della responsabilità disciplinare: “Sulle modifiche da adottare – ha detto il sindacalista autonomo – la parte pubblica ha proposto di fare irrogare direttamente al dirigente scolastico le sanzioni disciplinari e anche un incremento dei giorni delle sanzioni. Ma perché vanno inserite queste modifiche e puntualizzazioni? L’impressione è che dall’amministrazione giungono delle proposte pletoriche. Come se si volesse rimarcare altro o assicurare un concetto. Secondo noi sono però delle parti che vogliono quasi essere ribadite per confermare quello che è già previsto dalle funzioni e dai doveri professionali. Si parla addirittura di multe che i presidi possono assegnare, ma questo non lo prevede nessuna legge”.Pacifico ha quindi concluso il suo intervento guardando ai prossimi appuntamenti di confronto, in vista di un accordo: “Dall’Aran noi ci aspettiamo un impegno perché faccia da interlocutore, anche rispetto al Governo, per quantificare innanzitutto i fondi da inserire nel contratto e su come utilizzarli. Altrimenti, ci si rivedrà con il nuovo Governo. Ma, lo ripetiamo, sarebbe però meglio trovare un accordo sulle attuali risorse, anche senza necessariamente introdurre modifiche all’atto di indirizzo o facendolo così come richiesto dalle parti”. Il sindacalista ha quindi chiesto “quale calendario di incontri ci aspetta: dobbiamo capire che vi sono delle condizioni storiche e sociali per arrivare alla firma del contratto. Coscienti che se, invece, non lo portiamo a termine adesso, ancora una volta a pagare saranno i lavoratori”, ha concluso il sindacalista.

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Per risparmiare i grandi gestori devono rinnovare le reti

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

“Ci sarà probabilmente una stagione di austerità però è paradossale che il risparmio lo si chieda al singolo cittadino nella sua quotidianità perché è innanzitutto lo Stato che deve indurre i grandi gestori di energia a rinnovare le proprie vecchie reti di distribuzione, che deve varare leggi per eliminare gli sprechi e indurre l’Europa a collegare tutte le reti per consumare meno energia”.E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. “Poi occorre intervenire per dare sostegno a famiglie e imprese. In questi anni Fdi è stata all’opposizione e ciò che hanno fatto quelli che hanno governato è stato terribile. Sono stati chiusi i rubinetti delle piattaforme estrattive nel mare Adriatico mentre le ha aperte la Croazia, pescando dagli stessi giacimenti”.“Riattivando le piattaforme estrattive bloccate da Draghi e Conte – ha aggiunto – potremmo avere gas domestico in quantità notevole, tra i 220 e i 300 miliardi di metri cubi. Aggiungendo il gas dell’Arzebaijian e quello dell’Algeria potremmo affrontare la transizione ecologica in autonomia dal gas russo”.“Con il disallineamento di cui si parla in questi giorni si deve invece separare il prezzo del gas dal prezzo dell’energia prodotta dalla altre fonti e quindi occorre bloccare profitti enormi e inaccettabili da parte dei gestori dell’energia”. Sullo scostamento di bilancio, precisa Rampelli “non siamo convinti che possa essere la soluzione perché se c’è una speculazione sul prezzo del gas che parte dalla borsa di Amsterdam significa rischiare di vanificare qualunque cifra si disponga nello scostamento di bilancio. Potrebbero non bastare 100 miliardi se non si arresta prima la speculazione. Si dovrà intanto intervenire con i fondi disponibili nel bilancio dello Stato e fare un intervento a ristoro delle aziende “Sull’allarme democrazia di Letta – ha osservato Rampelli – sono basito. Penso sia talmente ridicolo che mi scappa di dire che l’unico allarme democratico è dato dal Partito Democratico che è stato capace di stare al governo per undici anni senza mai aver vinto le elezioni. Forse la stampa nazionale e internazionale dovrebbe porsi il tema di questa anomalia perché se c’è qualcuno che non ha i voti e governa lo stesso, è il Pd o PdP (Partito del Potere) significa che il sistema democratico italiano non funziona”

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Siccità e rinnovo rete idrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

Per agire subito contro gli effetti della siccità è indispensabile un grande piano di ristrutturazione della nostra rete idrica – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’Italia è il Paese europeo che dispone di più acqua, con una media di 302 miliardi di metri cubi di pioggia l’anno e una grande ricchezza di fiumi, laghi e falde sotterranee. Le risorse per salvare i raccolti e fornire l’acqua a tutti i cittadini sono già a nostra disposizione, ma mancano infrastrutture all’altezza. Con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici il rinnovamento dei 600mila km della nostra rete idrica dovrebbe essere una priorità assoluta di Governo e Regioni – continua Tiso. Nonostante l’abbondanza di acqua, infatti, il 42% di questa si perde prima di arrivare a destinazione, contro una perdita media europea dell’8%. Anche la raccolta dell’acqua piovana può essere incrementata intervenendo sulle dighe, che ne captano oggi solo l’11% contro il 15% di 50 anni fa. Se la lotta contro i cambiamenti climatici richiede tempo prima di produrre risultati tangibili, intervenire sulla rete idrica porterebbe benefici immediati e fornirebbe un aiuto fondamentale agli agricoltori che si trovano a fronteggiare una delle peggiori siccità degli ultimi anni. Chiediamo pertanto al Governo di preparare un piano straordinario per il rinnovamento della rete idrica e di stanziare le risorse necessarie per finanziarlo.

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Scuola: Rinnovo del contratto, il 7 giugno nuovo incontro all’Aran: si parte da 100 euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2022

Ai sindacati è arrivata in queste ore una nuova convocazione all’Aran, in vista del rinnovo del contratto “Istruzione e Ricerca” 2019/21: l’incontro si svolgerà martedì 7 giugno e verterà molto probabilmente sulla parte economica, quella che Anief chiede di chiudere in fretta, considerando che stiamo affrontando un Ccnl scaduto ormai da 150 giorni, per poi concentrare gli sforzi – economici e di adeguamento normativo – sulla nuova gestione contrattuale che riguarda il periodo 2022/24. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che conviene realizzare una trattativa il più possibile veloce sul contratto già scaduto, ma non riunendo in un unico testo le norme contrattuali, come invece chiede la parte pubblica: “quello che serve ai lavoratori della scuola è un contratto ‘ponte’ proprio perché il periodo 2019-2021 è trascorso e l’inflazione ha raggiunto livelli impressionanti, l’Istat ci ha detto che nell’ultimo anno siamo arrivati ad un incremento del 6% dell’aumento del costo della vita. Come si può pensare di fronteggiare un’inflazione del genere con un solo aumento della busta paga negli ultimi 12 anni, quello del 3,48% del 2018?”.Il problema è, scrive oggi la stampa specializzata, “con le risorse a disposizione, circa 2 miliardi, si punta a riconoscere al corpo docente, un incremento del 3,8%, cioè circa 90 euro lordi, dunque 50-55 euro netti in busta paga. Ai 90 euro, poi, va aggiunta il taglio cuneo e a luglio arriveranno anche i 200 euro decisi dal governo contro l’aumento dei prezzi. Per gli Ata, invece, risorse aggiuntive sono previste dalla manovra 2022, legate alla revisione dei sistemi di classificazione: fino a un massimo dello 0,55 (secondo primissimi calcoli sindacali si tratterebbe di 10-12 euro aggiuntivi)”. Ci sono poi dei margini di incremento ulteriore, seppure lievi. “La partita è aperta e al Ministero dell’Istruzione si conta di arrivare a 102-105 euro lordi, le famose tre cifre del Patto per la scuola firmato un anno fa a Palazzo Chigi”.

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Rinnovo contratti terziario distribuzione e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

Proseguono le trattative sul rinnovo dei Contratti nazionali del Terziario Distribuzione e Servizi, scaduti nel 2019, applicati alla più vasta platea di lavoratori del settore privato in Italia, con oltre 3milioni di addetti impiegati nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi. Le organizzazioni sindacali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno incontrato, in due distinte sessioni negoziali, le associazioni imprenditoriali Confcommercio e Confesercenti. Sul tavolo i temi della rivisitazione della sfera applicativa e dell’aggiornamento del sistema di classificazione, mercato del lavoro, lavoro agile, bilateralità, salario, contrattazione decentrata, concorrenza, franchising, appalti e terziarizzazioni. «Il complesso negoziato relativo ai Ccnl applicati al macrosettore del terziario di mercato sta provando a riattivarsi» ha dichiarato il segretario generale aggiunto della Fisascat Cisl nazionale Vincenzo Dell’Orefice sottolineando che «non sono mancate delle difficoltà derivanti dalla ripresa del fenomeno inflazionistico e dalla crisi negli approvvigionamenti che si sta appalesando sempre con più vigore nell’ambito della grande distribuzione organizzata in Italia» e che «occorre ribadire il ruolo centrale del contratto nazionale quale strumento di regolazione dei rapporti di lavoro, sia dei lavoratori riconducibili alla old economy sia per quei rapporti di lavoro che si sono formati negli ultimi tempi spinta della gig economy e dal massivo ricorso all’on line nell’ambito della richiesta di servizi e forniture». «La Fisascat – ha aggiunto il sindacalista – ritiene che occorra fare riferimento alle intese interconfederali che regolano i meccanismi di rinnovo dei contratti ma anche tenere conto dell’andamento di rinnovi contrattuali realizzati in altri settori» ma che parimenti «è necessario affrontare dei nodi che si trascinano irrisolti da tempo, a cominciare dall’ampliamento della sfera applicativa dei Ccnl fino alla rivisitazione del sistema di classificazione del personale per razionalizzare quelle nuove figure che è necessario integrare nel sistema classificatorio derivanti dalla massiccia digitalizzazione che in particolare i servizi, e il terziario di mercato in generale, hanno conosciuto negli ultimi tempi». Per la Fisascat è inoltre necessario ridare vigore all’esperienza della contrattazione decentrata. «Il settore del terziario di mercato – ha evidenziato Dell’Orefice – può trarre slancio da un rinnovato senso di responsabilità che le parti debbono dimostrare non solo a livello nazionale, dando un contratto in tempi ragionevoli a più di tre milioni di lavoratrici e lavoratori, ma soprattutto a livello territoriale e aziendale dove ormai da tempo l’autonomia collettiva non riesce ad indicare orizzonti nuovi». «La contrattazione di secondo livello – ha sottolineato – può rappresentare un elemento di stimolo sia per la crescita dei trattamenti economico retributivi che per l’introduzione di nuove forme di flessibilità negoziata, condivisa dai lavoratrici e lavoratori, che certamente aiuterebbero a far crescere la produttività media dei fattori impiegati nella fornitura dei servizi e delle attività». Infine un richiamo anche alla necessità di contrastare il dumping contrattuale. «Occorre reintrodurre dei criteri regolamentari di matrice contrattuale comuni a tutti i lavoratori che operano nell’ambito del terziario di mercato per fronteggiare dei fenomeni di dumping che in alcune aree del paese si vanno sempre più affermando» ha concluso il sindacalista.

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La Galleria Borghese si rinnova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

Roma. Giunta al termine l’ampia campagna di lavori iniziata a febbraio 2020 che ha coinvolto tutti i servizi al pubblico, dalla biglietteria al bookshop, dalla caffetteria al noleggio audioguide e guardaroba, la Galleria Borghese presenta ai propri visitatori i nuovi spazi al piano seminterrato del museo, interessati da un rinnovamento degli ambienti, di arredi e finiture e degli impianti di climatizzazione ed elettrici.Il completo rinnovo di tutta l’area aveva l’importante finalità di valorizzare gli spazi suggestivi e complessi della Galleria e le loro funzioni, per esaltarne le possibilità e renderli più accoglienti ed efficienti per la visita museale, nel rispetto costante dei vincoli monumentali dell’edificio. Questa importante campagna di lavori è stata anche l’occasione per il restauro dello scalone monumentale della facciata e delle terrazze, oltre che per dotare la Galleria di reti tecnologiche di ultima generazione, adeguate all’imponente flusso di visitatori.Accanto alle operazioni di restauro e ridefinizione degli spazi, il museo aveva avviato – affidandosi allo studio Lorenzo Marini Group – anche una ridefinizione del sistema di comunicazione integrata che vedrà l’utilizzo on site e online di una nuova grafica e un nuovo logo in tutti gli apparati di comunicazione della Galleria.Il nuovo logo di Galleria Borghese sottolinea e valorizza la doppia anima del museo, celebre collezione di dipinti e sculture e palazzina seicentesca il cui impianto decorativo e stilistico crea un unicum indissolubile tra edificio e collezione.All’esito delle procedure di gara, la caffetteria è stata affidata a Molto, che offre al pubblico un servizio che va dalla colazione, al pranzo all’aperitivo, mentre il bookshop è stato affidato alla società Artem.

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Scuola: Rinnovo Rsu, a Roma riuniti i responsabili Anief per ampliare la rappresentatività

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

Si svolge stamani a Roma, presso l’hotel H10, la Conferenza organizzativa dell’Anief riguardante la nuova campagna Rsu che nella prossima primavera porterà, dopo il rinvio di un anno per via dell’emergenza Covid, al rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria all’interno di tutte le nostre scuole: a partecipare saranno chiamati, solo nella scuola, circa un milione di dipendenti tra insegnanti e personale Ata. Durante la Conferenza organizzativa, alla presenza dei responsabili della campagna Rsu giunti nella capitale da tutte le regioni d’Italia, sempre stamane verranno presentate le modalità organizzative che porteranno al voto all’interno delle oltre 8.200 scuole statali italiane. Anief, a questo proposito, ha anche organizzato una serie di assemblee per i lavoratori dei comparti interessati. Molti dei partecipanti alla Conferenza organizzativa hanno mostrato vivo interesse per il Calcolatore rapido, introdotto da pochi giorni dall’Anief per verificare in pochi minuti la consistenza delle differenze retributive spettanti, a causa del servizio svolto a tempo determinato con mancata considerazione di tutte le supplenze e degli scatti di anzianità, con il conseguente probabile credito del personale scolastico, docente, educativo, Ata, precario o di ruolo, nei confronti dello Stato. I rimborsi e i risarcimenti possono superare anche i 30 mila euro secondo la giurisprudenza della Cassazione.“Arriviamo a questo appuntamento, dopo avere collaborato alla stesura del nuovo regolamento elettorale, e convinti che sarà fondamentale motivare i nostri collaboratori, in tutto il territorio nazionale. Siamo convinti – ha detto ancora Pacifico – di volere essere protagonisti in questa nuova campagna per l’elezione delle Rsu nelle scuole: invitiamo caldamente, dunque, i lavoratori a candidarsi per le liste Anief, convinti che insieme potremo lottare per avere finalmente una scuola sicura e giusta”, ha concluso il sindacalista leader del sindacato rappresentativo.

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Scuola: Rinnovo del Contratto 2019-2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2021

Il 12 e il 13 aprile il presidente Anief Pacifico incontra le RSU e i TAS. Gli incontri sono in vista dell’organizzazione di mille assemblee sindacali a distanza, tra metà aprile e metà maggio, che saranno indette in tutte le scuole di Italia per informare e consultare i lavoratori sulle proposte del giovane sindacato, da portare ai tavoli di confronto sull’atto di indiritto del ministro dell’istruzione, Patricio Bianchi. Per l’occasione, 1,3 milioni di docenti, amministrativi, educatori, precari non soltanto della scuola ma anche dell’università, della ricerca, Afam, precari e di ruolo, potranno votare e suggerire le modifiche in una specifica area del sito. Il sindacato ha invitato all’evento Rsu Day che si terrà lunedì 12 aprile, dalle ore 11 alle 13, e all’evento Tas Day il giorno successivo, 13 aprile, dalle ore 17 alle ore 19, più di 5 mila dirigenti sindacali che hanno chiesto di rappresentare Anief nel territorio. Gli eventi saranno presieduti dal presidente nazionale dell’Anief, professore Marcello Pacifico, su piattaforma telematica e saranno da lui replicati in settimana in base alla capienza dei sindacalisti registrati. Per l’occasione è ancora possibile presentare la propria candidatura per essere nominati come TAS nella propria istituzione scolastica, in vista anche, dopo la sottoscrizione del CCNL, della partecipazione alle relazioni sindacali nella propria scuola.Anief dà prova, ancora una volta, di essere sempre accanto ai lavoratori della scuola, in particolar modo adesso, in cui stiamo attraversando un momento storico particolare grazie al patto firmato dal Governo e dalle Confederazioni sindacali per l’innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale, propedeutico all’attivazione dei tavoli tecnici ministeriali per l’avvio della stagione contrattuale 2019-2021: un rinnovo che interessa più di 1,3 milioni di lavoratori della scuola, dell’università, della ricerca, delle accademie e dei conservatori italiani e che modificherà le norme su assunzioni, carriera, stipendi, lavoro agile, formazione, aggiornamento, profili professionali, mobilità, organici, indennità.Agli Rsu/Tas Day seguirà la convocazione delle assemblee sindacali in tutto il territorio nazionale, che si svolgeranno già dalla prossima settimana, sempre con modalità a distanza, aperte a tutti i lavoratori del comparto istruzioni e ricerca.

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Fedrigoni rinnova il brand e presenta la nuova immagine globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

Oltre 4.000 dipendenti, 36 siti produttivi e distributivi, più di 32.000 prodotti, 15 marchi e due aree di business raccolti sotto un’unica, autorevole nuova brand identity. Un passo importante per un Gruppo globale con un percorso di crescita ambizioso e un ruolo sempre più determinante nel mondo della carta e delle etichette. Fedrigoni, dal 1888 leader nella produzione e vendita di carte speciali ad alto valore aggiunto per grafica, packaging, editoria e di materiali autoadesivi premium per l’etichettatura, si rinnova e lancia una nuova immagine globale disegnata da Pentagram. Lo studio di grafica e design tra i più noti al mondo ha ideato e declinato la nuova identità in tutte le sue sfaccettature, razionalizzando i diversi marchi entrati nel Gruppo nel corso di successive acquisizioni e creando un nuovo nome e un’immagine omogenea per la divisione dei materiali autoadesivi, che da oggi passa da una pluralità di brand e società – Arconvert, Ritrama e IP Venus – a un solo brand di eccellenza, Fedrigoni Self-Adhesives, valorizzando l’appartenenza e la forte sinergia con il Gruppo. Un traguardo importante nel piano di crescita di quest’area di business, tra le prime al mondo nel segmento etichette e materiali autoadesivi rivolti a settori quali Food & Beverage, Wine & Spirits, Home-Beauty-Personal Care, Farmaceutico, Automotive, Advertising & Promotion, Luxury, Tessile, Trasporti e Logistica. “Il font Forma rappresenta perfettamente l’identità globale di Fedrigoni: forte, audace e sicura di sé, con un potente riferimento alle sue radici italiane. In più, è leggibile e funzionale”, spiega Harry Pearce, partner di Pentagram. Per questo si è deciso di adottare Forma in tutte le applicazioni dopo che già lo studio londinese Graphic Thought Facility (GTF) lo aveva scelto per la realizzazione di Paper Box, il campionario universale delle carte Fedrigoni presentato alcuni mesi fa. La versione minimale di Forma DJR, realizzata da David Jonathan Ross espressamente per Fedrigoni, viene utilizzata in due grammature, Text Regular e Text Bold.Vince l’essenzialità. L’identità principale è monocromatica: bianco o nero, in base allo sfondo e all’utilizzo, cui si affianca una suite di grigi. Ciò che è Paper è caratterizzato dal nero, Self-Adhesives dal bianco, Corporate dal grigio. Sofisticata e moderna, questa scelta mette in risalto il mondo del colore in cui vive Fedrigoni e consente ai prodotti e ai marchi – omogenei nello stile grafico, ma denotati ciascuno da una tonalità unica, nel nome o nello sfondo – e alle immagini di rimanere al centro dell’attenzione. Quanto al wordmark Fedrigoni, è stato progettato per essere il più adattabile possibile alle sue molteplici applicazioni su prodotti, cataloghi, biglietti da visita, oggetti di merchandising, insegne su edifici, negozi o camion.Anche la presenza digitale dell’azienda viene rinnovata, a partire dai siti web di Gruppo (www.fedrigoni.com), Investors (http://investors.fedrigoni.com/) e della divisione Self-Adhesives (http://selfadhesives.fedrigoni.com ), appena andati online e ridisegnati secondo le nuove linee guida. In parallelo è stata armonizzata la strategia social globale per il Gruppo e le sue divisioni Paper e Self-Adhesives, con nuovi profili Instagram, LinkedIn e Facebook, ripensati secondo la nuova immagine.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso del seminario sulla legislazione scolastica organizzato dal sindacato per la provincia di Agrigento, ha affermato che “oltre alle norme legislative si prevedono novità pure sulle norme fattizie con il rinnovo del contratto aperto dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta. Sarà importate partecipare alle assemblee sindacali in questa primavera per essere informati non soltanto sulle piattaforme delle parti sociali ma anche per dare il proprio contributo alla scrittura delle nuove regole. Anief ci sarà sempre per informare e consultare tutti i lavoratori #perunascuolagiusta”.

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Scuola e P.A.: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

“I 107 euro” di aumenti che il Governo Draghi ha proposto ai sindacati per il rinnovo contrattuale di oltre tre milioni di dipendenti pubblici sono una somma maggiore “degli 80 euro di tre anni fa e quindi si va verso un accordo che però per Anief deve andare verso il principio del salario minimo. Per tutti i dipendenti pubblici deve essere legato al costo dell’inflazione”. A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: intervistato da Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo ha ricordato che “nel 2008 c’è stata una legge che aveva bloccato l’aumento degli stipendi, poi c’è stato un primo contratto e questo è il secondo contratto che aumenta la percentuale dal 3,48 al 4,07 ma non recupera ancora integralmente i 14 punti di inflazione. Da questo punto di vista – spiega – per noi è importante andare a pareggio rispetto al costo della vita”. Il rinnovo del contratto del pubblico impiego stavolta parte da un impegno maggiore del Governo rispetto al passato. I numeri parlano da soli: “Il ministro Brunetta – dice il leader dell’Anief – ha parlato di 6,8 miliardi rispetto ai 5,4 miliardi stanziati nel 2018 per rinnovare i contratti, quindi ci sono 1,4 miliardi in più che dovrebbero portare a un aumento di 4,07 per 107 euro lordi, a questo dovrebbero aggiungersi i soldi per l’elemento perequativo”. Il presidente del giovane sindacato sostiene che è ora di confrontarsi con quanto avviene in Europa: “Bisogna cercare di ancorare gli stipendi ai livelli europei. Basti pensare che nella scuola elementare italiana, gli stipendi sono di 10mila euro annui in meno rispetto a quelli della media europea. A fine carriera nella scuola superiore sono 40mila euro in meno rispetto alla Germania”.
“E’ da 35 anni che per il personale Ata si è rimasti fermi. Da 25 anni sono stati attribuiti diversi profili professionali, come i coordinatori, che esistono ma di fatto non ci sono. Ed è da 10 anni che non si fanno passaggi verticali. Non si parla neanche di carriera. Prima il docente che voleva fare carriera doveva diventare preside. Dal 2001 ad oggi si è cercato di rendere simili il sistema del pubblico impiego a quello privato ma non si sono inseriti i quadri, anzi, nell’ultimo contratto si è abolita la figura della vicedirigenza. Insomma – afferma Pacifico presidente Anief – di idee ce ne sono tante. C’è una grande riflessione da fare. Bisogna sicuramente aggredire la precarietà anche nell’università e nella ricerca”.

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Rinnovo contratto farmacisti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Si sono dati appuntamento online per discutere del rinnovo del contratto scaduto da quasi otto anni. All’appello di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno risposto in circa 500. I farmacisti non titolari di farmacie private e speciali (le ex municipalizzate) concordano con i loro rappresentanti sindacali che la trattativa debba sbloccarsi per arrivare quanto prima alla firma del rinnovo contrattuale, e per questo hanno scritto ai Ministeri della salute e del Lavoro chiedendo di intervenire. Nel corso dell’assemblea nazionale unitaria delle lavoratrici e lavoratori, lo scorso 19 novembre, si è fatto il punto della situazione sulla trattativa di rinnovo dei due Contratti Collettivi di Lavoro e della possibile stesura di un protocollo condiviso sulle norme di protezione dalla diffusione del Covid nelle farmacie. L’assemblea ha preso atto di una trattativa bloccata sulle pretese di Federfarma che chiede ulteriore flessibilità negli orari di lavoro e nelle forme di impiego, la diminuzione delle indennità per il lavoro straordinario e, addirittura, subordina l’aumento salariale alla soppressione dei permessi retribuiti. Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs ribadiscono i temi centrali per il rinnovo contrattuale, a partire da una rimodulazione dei diritti sindacali per le grandi aziende del settore e per le farmacie con pochi dipendenti, da una classificazione del personale che dia risalto alla figura del farmacista e valorizzi la sua professionalità, dall’introduzione della sanità integrativa per il settore che ad oggi ne è privo. Occorre un riconoscimento salariale congruo, in relazione al tempo trascorso dall’ultimo aumento e all’impegno ed alla professionalità espresse anche in occasione dell’attuale emergenza sanitaria. Anche nel rapporto con Assofarm e le farmacie “speciali” (le ex municipalizzate) la trattativa è ferma, con l’associazione datoriale intenzionata a stare alla finestra, in attesa che si sblocchi, prima, la negoziazione con Federfarma. Importante, nel confronto con le associazioni di categoria, il tema della salute sui luoghi di lavoro, rappresentando le farmacie, in molte realtà cittadine, il primissimo presidio sanitario per moltissimi cittadini. Nella discussione è entrata così la questione dei tamponi e test anti-Covid che oggi si fa strada in assenza di specifici protocolli che certifichino le regole sulla sicurezza anche per aspetti molto meno complessi. Per questi motivi, i sindacati di categoria hanno deciso di rivolgersi con una lettera ai Ministeri dalla Salute e del Lavoro per arrivare quanto prima a restituire a tutti i farmacisti italiani diritti e tutele adeguate al momento attuale.

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ANCoDiS: legge di bilancio e rinnovo contrattuale per la scuola del futuro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

E’ in dirittura d’arrivo l’esame della legge di bilancio per il 2021 in Commissione Bilancio della Camera e da parte di Ancodis è prestata ovvia attenzione agli articoli che interessano la scuola italiana.“Tra le misure previste – fa rilevare il Presidente di Ancodis Rosolino Cicero – troviamo il piano pluriennale per l’assunzione in organico di diritto di 25000 docenti di sostegno che si accompagna al piano per la formazione sui temi dell’inclusione unitamente all’acquisto di ausili didattici, l’assunzione di 1000 docenti di potenziamento per rispondere alle carenze di organico nella scuola dell’infanzia, la stabilizzazione degli Assistenti tecnici nella scuola del primo ciclo e dei collaboratori scolastici ex LSU. Dal punto di vista infrastrutturale è posta l’attenzione per l’ammodernamento degli edifici, per il potenziamento della digitalizzazione delle scuole (implementata l’attività degli animatori digitali e dei team digitali), per il sistema dei trasporti urbani ed extraurbani che – in questa emergenza pandemica – si è rivelato uno degli anelli deboli. Viene, infine, incrementato il fondo per la formazione e l’apprendistato e “riesumata” e speriamo semplificata la 440, una legge che dà meritata attenzione all’arricchimento ed ampliamento dell’offerta formativa”. Per Cicero “sembra andare avanti quella nuova visione che, a partire da quanto fatto per rispondere all’emergenza sanitaria, mette in campo un significativo investimento in risorse umane e in beni materiali di cui la scuola ha certamente un gran bisogno a partire dall’attenzione al sistema di istruzione 0-6.”ANCODIS apprezza l’inversione di rotta del governo e del Ministero e condivide l’importanza di INVESTIRE in istruzione e cultura dopo un ventennio di tagli lineari di risorse che hanno profondamente inciso sulla qualità del sistema scolastico italiano.“Occorre riconoscere – continua Rosolino Cicero – che siamo entrati nella strada giusta ed auspichiamo l’inizio di un processo davvero irreversibile. Suscita ovvio interesse anche l’attenzione alle risorse per il rinnovo contrattuale con la previsione di incrementarne gli attuali stipendi.” Il Presidente Cicero pone alle forze politiche, alle OO.SS., alle Associazioni di categoria una domanda: “con queste scelte politiche siamo prossimi alla scuola moderna e più europea o se – nonostante questi importanti investimenti – vogliamo restare ancorati alla visione della scuola della fine 900? “Investire – continua – in risorse umane e materiali non è sufficiente se poi si lascia invariato il modello scolastico. Occorre anche dare la meritata attenzione al suo funzionamento organizzativo e didattico dal quale deriva la qualità dell’offerta formativa e l’azione che quotidianamente si mette in campo nelle autonome istituzioni scolastiche”. Per i Collaboratori dei DS e le figure di sistema di Ancodis, autonomia, offerta formativa e governance scolastica devono integrarsi in una visione unitaria nella quale tra il Dirigente scolastico ed il corpo docente si riconosca l’esistenza insostituibile delle figure intermedie (Middle management scolastico) che devono finalmente godere di una identità giuridica e contrattuale incardinata in una vera carriera professionale. “Nessuno – afferma Rosolino Cicero – oggi più che mai può disconoscere che la moderna governance scolastica è la conditio sine qua non per la qualità dell’offerta formativa e per l’efficienza nelle attività didattiche e nei servizi ad alunni e famiglie”.Ancodis non finirà mai di affermarlo: l’organizzazione gestionale e didattica sta alla base del buon funzionamento ed i DS – senza l’apporto e la professionalità dei loro Collaboratori e delle figure di sistema oggi “strutturate” in tutte le comunità scolastiche – non possono guidare e gestire un sistema che in questi ultimi anni è divenuto sempre più complesso e gravato di numerose incombenze che vanno dalla didattica alla sicurezza, compresa quella covidiana.“Riteniamo – sottolinea ancora Cicero – ormai ineludibile il tema del riconoscimento delle nostre professionalità quotidianamente al servizio – ma giuridicamente e contrattualmente non vale – delle comunità scolastiche. Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi anni, non si può più escludere dagli obiettivi una innovazione legislativa che porti al riconoscimento giuridico dei Collaboratori dei DS e delle figure di sistema e ad un nuovo modello contrattuale nel quale trovi spazio l’area del middle management scolastico.” La seconda proposta di Ancodis riguarda la sostituzione del Dirigente Scolastico: in caso di assenza e/o impedimento del Dirigente Scolastico non è prevista dall’ordinamento scolastico una figura istituzionale che eserciti le funzioni! “Le ragioni di una innovazione legislativa che copra questo vulnus nella gestione delle I.S. autonome – dichiara il Presidente Cicero – ci sembra ormai giunta: il riconoscimento di diritto di chi può sostituire – entro certi limiti – il DS (per esempio l’Assistant principal anglosassone) ed il distaccamento ex lege dalle attività didattiche è ormai una necessità in tutte le scuole a partire in particolare da quelle in reggenza.” Ed il tema della modalità di accesso, della permanenza nel nuovo status, della valorizzazione nella carriera professionale, del riconoscimento nelle prove concorsuali compreso quello per l’area dirigenziale, per Ancodis deve essere aperto senza posizioni ideologiche o pregiudizi di categoria. “La terza proposta – conclude Cicero – riguarda un tema più generale: è il tempo di un patto generazionale e professionale tra tutte le componenti impegnate alla costruzione di un sistema scolastico che, fondato sulla storica ed indiscussa tradizione, si apra a quelle innovazioni culturali e contrattuali capaci di integrare nuovi modelli didattici e moderne azioni organizzative mettendo sempre al centro i bisogni formativi delle nuove generazioni ma andando oltre le arcaiche norme giuridiche e superati schemi contrattuali.” Infine, il Presidente di Ancodis lancia un appello: “Chi oggi guida il Paese, chi ha la responsabilità di indicare una direzione, chi deve sedere al tavolo del confronto, chi deve rinunciare magari ad antichi privilegi, chi ha a cuore la scuola dei nostri figli, assuma la necessaria responsabilità e faccia un passo avanti.” I Collaboratori dei Dirigenti scolastici e le figure di sistema di Ancodis sono pronti a dare un contributo fondato sulla forza dell’esperienza e della professionalità acquisita sul campo.Per Ancodis Ins. Kelia Modica Responsabile Comunicazione Ancodis

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Disegno di legge di bilancio e rinnovo dei contratti nel pubblico impiego

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Se si firmasse il CCNL si registrerebbero aumenti del 4% degli stipendi a fronte di un’inflazione dell’1,5% tra il 2019 e il 2021, con aumenti medi di cento euro mensili pro capite da gennaio 2021, arretrati fino a mille euro per il biennio precedente e il possibile recupero dell’elemento perequativo. Marcello Pacifico (Anief): È un segnale positivo in un momento di crisi economica, che riduce, però, soltanto in parte il gap del 10% tra l’aumento dell’inflazione registrata negli ultimi dieci anni e i livelli stipendiali maturati dai dipendenti pubblici e della scuola. Le risorse complessive stanziate dal Governo Conte II, durante la pandemia, sono, comunque un terzo superiori a quelli per il rinnovo del contratto precedente, quando si veniva da un blocco contrattuale durato dieci anni: 6,625 miliardi per 2019-2021 rispetto a 4,050 miliardi per il 2016-2018. Nello scorso triennio, infatti, gli attuali sindacati firmatari di contratto in tutti i comparti del pubblico impiego ad eccezione della presidenza del Consiglio hanno accolto con favore le risorse stanziate dal Governo Gentiloni per aumenti dell’0,36% (300 milioni) per il 2016, dell’1,09% (900 milioni) per il 2017 e del 3,48% (2.850 milioni) per il 2018 che hanno portato a regime aumenti di 80 euro lordi cui sommare per i redditi più bassi l’elemento perequativo. Il Governo Conte II con questa ultima legge di bilancio (articolo 164) aggiunge 400 milioni ai 3.375 milioni già stanziati per il 2021, ai 1.750 milioni per il 2020 e ai 1.100 milioni per il 2019 (leggi 145/2018, 160/2019), con aumenti medi di 100 euro, se si firmasse il nuovo contratto, cui poter aggiungere anche l’elemento perequativo per i redditi più bassi ancora oggi prorogato, quantificato in 245 milioni dall’ARAN nei mesi scorsi per il settore statale.

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Slittano al 2022 il rinnovo delle rappresentanze sindacali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Il Covid19 rallenta le operazioni di rinnovo delle rappresentanze sindacali: slittano, infatti, all’aprile 2022, spostando di fatto avanti di un anno la procedura che si sarebbe dovuta concludere nella prossima primavera. Viene differito, inoltre, il termine per la rilevazione della rappresentatività sindacale tramite il computo delle deleghe, che avverrà al 31 dicembre 2021. A prevederlo è la bozza di Legge di Bilancio predisposta dal governo che sarà posta a breve al vaglio del parlamento. Nella scuola, come in altri comparti pubblici, nel 2021 non ci sarà alcun rinnovo delle Rsu: Italia Oggi spiega che la proroga prevista dalla Legge di Bilancio, presto all’esame parlamentare dopo il via libera del Consiglio dei ministri di poche ore fa, si è resa necessaria per evitare che le operazioni di voto all’interno delle scuole fossero veicolo di contagio. Le nuove disposizioni prevedono anche la possibilità di snellire le procedure tramite il ricorso a modalità telematiche che saranno definite tramite appositi accordi sindacali. La Cisl, a fronte di 216.610 voti, vanta una rappresentatività del 23,88%. La Cgil vanta una media del 24,01%. La Uil è al 15.6%. Lo Snals ha una rappresentatività finale del 12,51%. La Gilda-Unams vanta una rappresentatività media del 9,24%. Infine l’Anief ha il 6,16% di rappresentatività totale.

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Rinnovo vertici in Assoholding

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

Barbara CORTESE vi entra tre anni fa, come Responsabile Relazioni Istituzionali, in un momento in cui l’Associazione, dopo 20 anni di attività, era impegnata in un profondo rinnovamento, su almeno quattro fronti: il rafforzamento delle azioni core legate alla compliant e agli aspetti contenutistici: la digital transformation; il riposizionamento nel contesto istituzionale; la creazione di un centro studi di altissimo livello, che vedesse al suo interno alti rappresentanti del mondo della finanza e del diritto, ad immaginare, con esperienza e fantasia, proposte e misure innovative per la crescita delle imprese associate. Nel lasso di tempo che l’ha condotta ad assumere il nuovo ruolo in Assoholding, Barbara Cortese ha contribuito significativamente a questo rinnovamento, secondo la sua visione che parte da un assunto: le imprese italiane sono per lo più aziende di famiglia e gli imprenditori raccontano soprattutto una storia di valori, come coraggio, dedizione, motivazione, coinvolgimento dei propri dipendenti. Da qui obiettivi e propositi del nuovo Segretario Generale: tutelare questo enorme patrimonio fatto di ricchezza umana e professionale offrendo alle imprese gli strumenti per crescere nel tempo, nel rispetto della propria cultura d’impresa; rendere Assoholding un player all’avanguardia, non solo dal punto di vista tecnico, quale già è, ma anche politico e manageriale, ispirando e promuovendo modelli di governance fondati su un’idea di sostenibilità che non si fermi alla compliance, ma che si muova davvero verso la creazione di valore e valori per la società tutta. Saranno verosimilmente infatti proprio le imprese – ne è convinta il nuovo Segretario Generale – le vere protagoniste del cambiamento in un prossimo futuro, assolvendo anche alle funzioni sociali a cui le istituzioni spesso non riescono a provvedere, ad è a queste imprese che Assoholding rivolge il proprio sostegno, promuovendo il modello holding come modello d’impresa sostenibile.Assoholding è una Associazione nazionale. Rappresenta 10mila holding italiane iscritte all’elenco presso la Banca d’Italia, ex art. 113 dlgs 385/93. Lo fa intrattenendo rapporti con la Banca d’Italia, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate, per la condivisione della normativa societaria, fiscale, antiriciclaggio e antiusura sia delle società capogruppo che delle partecipate, anche nel settore della microimpresa. Attraverso circolari semestrali presenta veri e propri programmi destinati ad informare l’attività dei Governi in carica.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Sul “tavolo” di concertazione con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ci sono il rinnovo del contratto scaduto da due anni e le assunzioni dei precari: a ricordarlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola. La posizione dell’Anief sul rinnovo contrattuale e sulle stabilizzazioni è inclusa nella memoria di 15 punti fondamentali consegnata la scorsa settimana al ministero dell’Istruzione al termine dell’incontro dello stesso presidente Anief con la ministra Lucia Azzolina. L’obiettivo del sindacato è riuscire a far inserire le sue proposte nella legge di Bilancio. Sul fronte del rinnovo dei contratti, il sindacalista ha ricordato che la ministra “ha riferito che il ministro Dadone sta cercando di mettere delle risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Noi riteniamo – ha detto Pacifico – che rispetto ai 100 euro già previsti” con le ultime Leggi di Bilancio quanto meno “nelle more debbono essere messi almeno altri 80 euro per recuperare l’inflazione cresciuta negli ultimi 10 anni”.Il tema del contratto si intreccia con quello delle mancate stabilizzazioni. “Sul reclutamento abbiamo sottolineato che non riteniamo il concorso straordinario”, da oggi sospeso, “come la soluzione al male della supplentite. Questo percorso non deve essere selettivo ma ammettere alla graduatoria annuale chi ha 36 mesi di servizio. Soltanto riaprendo il doppio canale di reclutamento ai precari si può rispettare la norma comunitaria”.L’attenzione del sindacato è rivolta anche ad amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. “Abbiamo ribadito” al Ministero “che sarà essenziale per il personale Ata rivedere i profili professionali”, andando ad introdurre quelle figure di coordinamento sinora mai attuate; per il personale docente c’è invece “da riconoscere il ruolo della vice dirigenza e per il personale precario la parità di trattamento dei diritti come il personale già di ruolo”.Poi c’è il problema degli investimenti che scarseggiano e della qualità dell’offerta formativa da elevare: “Non si può pensare – ha detto Pacifico – che in attesa del Recovery fund non si parli più delle classi pollaio. Abbiamo quindi chiesto al ministro di aprire il tavolo previsto dal protocollo sulla sicurezza per riformare i criteri restrittivi della legge 133 del 2008 che ha portato al licenziamento di più di 200mila insegnanti, 50mila amministrativi, 4mila sedi di presidenza e quindi posti di Dsga, alla dismissione di 15mila posti”.

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Scuola: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

L’Agenzia precisa che le risorse riguardano sia le “amministrazioni statali” che “non statali” e riguardano gli aumenti retributivi di tutti i lavoratori pubblici, in base al tasso futuro di inflazione (IPCA netto energetici) prevista dall’Istat per il triennio 2019-2021, del 3%. Replica dell’Anief: bene ma bisogna recuperare l’anno 2013 e impegnarsi a recuperare il gap 10% rispetto all’aumento del costo della vita registrato da dodici anni al netto degli ultimi aumenti, con 8 punti accumulati tra il 2007 e il 2015.
L’amministrazione pubblica tira giù la maschera: il Governo è in grado di produrre un aumento medio a dipendente statale, con il rinnovo contratto, che non supera i 100 euro lordi. I dati arrivano dal Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti anno 2019 presentato il13 febbraio dall’Aran. Il rapporto – scrive Orizzonte Scuola – evidenzia in circa 6 miliardi di euro le disponibilità finanziarie complessive a regime su tutta la Pubblica amministrazione, che renderanno possibile un adeguamento retributivo del 3,7% ed aumenti medi di circa 100 euro al mese per 13 mesi.
Per l’Anief è un buon segnale ma bisogna insistere nel richiedere altri 4 miliardi: il sindacato ricorda che il ritardo degli stipendi di chi lavora a scuola, rispetto agli altri lavoratori pubblici, è abissale. È stata la stessa Aran a rilevarlo: se il compenso dei docenti e Ata non arriva a 30 mila euro, la media dell’amministrazione pubblica è di 34.491 euro. Anche i ministeriali (con 30.140 euro annui medi) superano in media i docenti. Solo per fare qualche esempio, il compenso, nella presidenza del Consiglio gli stipendi medi annui raggiungono i 64.611 euro e nelle Autorità indipendenti superano i 91.259 euro. E che dire dei magistrati, che a fine anno arrivano a 140 mila euro annui?

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Dirigenti scolastici:Lunedì 8 luglio convocati i sindacati per un rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Per il rinnovo del contratto dei capi d’istituto la lunga attesa è finita. A distanza di quasi un anno e mezzo dalla sottoscrizione contrattuale di docenti e personale Ata, i sindacati dei presidi sono stati convocati all’Aran per la firma definitiva del CCNL 2016/18 dei dirigenti Area Istruzione e Ricerca: la convocazione è stata collocata all’inizio della prossima settimana, lunedì 8 luglio alle ore 17.00. Le cifre che sono state stanziate risultano tuttavia largamente insufficienti. Il sindacato Udir conferma l’intenzione, annunciata da alcune settimane, di ricorrere al giudice per opporsi alla sottoscrizione di un contratto di categoria ingiusto ed economicamente inadeguato: l’obiettivo è far riconoscere ai dirigenti scolastici italiani degli aumenti tali da collocarli finalmente in linea con i compensi percepiti dagli altri dirigenti dello Stato.
Gli incrementi stipendiali previsti per i nostri dirigenti scolastici non sono minimamente sufficienti. A quantificarli, oggi, è la rivista Orizzonte Scuola: corrispondono all’aumento di 154,9 euro lordi al mese, che netti saranno circa 100, per quanto riguarda l’equiparazione della parte fissa, a cui si aggiunge l’aumento di 440 euro provenienti dalla Legge di bilancio riguardanti le risorse fisse, per cui l’aumento dal 2020 sarà di 540 euro al mese.Secondo Udir, quello che si sta sottoscrivendo, è l’ennesimo contratto che non tiene conto della complessità del ruolo della dirigenza di categoria. Mentre i sindacati maggiori si pavoneggeranno per il risultato raggiunto, al dirigente scolastico, che nella migliore delle ipotesi ha oggi da gestire non meno di quattro-cinque sedi, è stata data, tramite il decreto Concretezza, la polpetta avvelenata dell’obbligo della rivelazione biometrica: una disposizione assurda per dei dirigenti che operano non meno di dodici ore al giorno e continuano a percepire la metà dello stipendio di un collega che opera in altre strutture pubbliche, dove peraltro il carico di lavoro e di orario è decisamente inferiore.
“Mediamente – ricorda Marcello Pacifico, presidente Udir – oggi un dirigente scolastico è a capo di moltissimi dipendenti, tra docenti e Ata, e deve gestire migliaia di alunni, con le rispettive famiglie. Inoltre, le responsabilità penali sul fronte della sicurezza – pur non avendo alcun potere di spesa – si sono allargate a macchia d’olio, per non parlare delle competenze moltiplicate, a seguito dell’applicazione della scuola dell’autonomia e dell’adozione dei decreti legislativi della Legge 107 del 2015”.“Gli aumenti che si vanno a sottoscrivere, dopo un lunghissimo periodo di vacanza contrattuale, corrispondono a degli ‘spiccioli’, che non tengono conto di tante indennità né della perequazione esterna: la verità, che nessuno dice tranne Udir, è che ai dirigenti scolastici italiani devono essere assegnati ventimila euro in più all’anno se si vuole davvero parlare di equiparazione agli altri dirigenti dello Stato”, conclude Pacifico.

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Scuola e PA: Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Il Governo ha messo 4,3 miliardi per gli aumenti dello stipendio di 3 milioni di dipendenti e dirigenti pubblici, ma per colpa della mancata firma da parte delle confederazioni sindacali dell’accordo sul rinnovo della rappresentatività non possono essere assegnati, nemmeno i cento euro mensili aggiuntivi promessi nell’accordo di Palazzo Chigi al personale della scuola. Domani, in ARAN potrebbe sbloccarsi tutto se il suo presidente metterà ai voti l’ipotesi di CCNQ.Da una parte alcune confederazioni della dirigenza rifiutano di accettare il passaggio dall’area della dirigenza delle funzioni locali a quella medica dei dirigenti amministrativi della sanità, dall’altra altre confederazioni che hanno perso deleghe e voti alle ultime elezioni RSU con parecchie richieste di modifica si rifiutano di firmare gli accordi proposti dall’ARAN, peraltro uguali a quelli precedenti nel merito. Risultato? Il CCNQ non si firma e all’ARAN si dovrà andare alla conta per attribuire agli statali le risorse finanziate dalla legge di stabilità, prima che il MEF le congeli per evitare la procedura d’infrazione.
Dopo un decennio di Governi allineati a stanziare cifre vicine allo zero per l’istruzione e tutto il comparto pubblico, ha dell’incredibile la freddezza con cui certi sindacalisti trattano i finanziamenti già approvati con l’ultima Legge di Stabilità a favore degli statali: le somme rappresentano una buona base, perché pari a 1,1 miliardi di euro per l’anno solare in corso, che salgono a 1,4 miliardi nel prossimo, per poi arrivare a circa 1,8 miliardi a regime. Per arrivare al rinnovo contrattuale, però, è indispensabile sottoscrivere il CCNQ su aree, comparti e rappresentanza: solo che l’Aran convoca e alcune rappresentanze sindacali prendono solo tempo. Siamo già al quarto incontro in un mese.
Gli attuali rapporti Governo-sindacati sembrano avere ribaltato i ruoli tradizionali, con una parte dei rappresentanti dei lavoratori che anziché adoperarsi per difendere gli interessi degli iscritti pensano soltanto ai privilegi della propria organizzazione sindacale rifugiandosi in un insolito atteggiamento attendista o persino di ostruzionismo, certamente pretestuoso. Nell’anno in cui il Parlamento italiano approva una legge di stabilità con oltre 4 miliardi di euro per adeguare gli stipendi dei dipendenti pubblici, i sindacati maggiori, attraverso le Confederazioni, sembrano disinteressati al rinnovo del contratto e mantengono una linea conservatrice per raggiungere non si comprende quale obiettivo se non quello dei privilegi esistenti nonostante il risultato elettorale e la volontà del legislatore.

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