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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘riparazione’

Il Parlamento vuole garantire il “diritto alla riparazione” ai consumatori UE

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Bruxelles. La risoluzione non legislativa su un mercato unico più sostenibile è stata approvata, mercoledì, con 395 voti favorevoli, 94 voti contrari e 207 astensioni.I deputati invitano la Commissione ad assicurare ai consumatori il “diritto alla riparazione” rendendo le riparazioni più accessibili, sistematiche e vantaggiose, ad esempio estendendo la garanzia sulle parti di ricambio o garantendo un migliore accesso alle informazioni su riparazione e manutenzione.Esortano poi a sostenere maggiormente il mercato dei prodotti di seconda mano, incoraggiano la produzione sostenibile e chiedono misure per contrastare le pratiche volte a ridurre la durata dei prodotti. I deputati tornano a chiedere un caricabatterie universale per ridurre i rifiuti elettronici e vogliono l’etichettatura dei prodotti in base alla loro vita utile (ad esempio un contatore degli utilizzi e informazioni chiare sulla durata media di un prodotto).Per incoraggiare scelte sostenibili da parte delle imprese e dei consumatori, il Parlamento insiste su appalti pubblici più sostenibili e su marketing e pubblicità responsabili. Nella pubblicità, ad esempio, sarebbe opportuno applicare criteri comuni per definire l’eco-compatibilità dei prodotti, in maniera simile a quanto avviene con la certificazione del marchio di qualità ecologica. La risoluzione invita anche a rafforzare il ruolo del marchio Ecolabel-UE, in modo da diffonderne l’utilizzo nel settore e sensibilizzare i consumatori.Il testo approvato presenta infine nuove regole per la gestione dei rifiuti e la rimozione degli ostacoli giuridici che impediscono la riparazione, la rivendita e il riutilizzo dei prodotti, a beneficio peraltro del mercato delle materie prime secondarie.Il relatore David Cormand (Verdi/ALE, FR), ha dichiarato: “È giunto il momento di utilizzare gli obiettivi del Green Deal come fondamento di un mercato unico che promuova la concezione di prodotti e servizi durevoli. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di una serie completa di regole che agevolino decisioni chiare e semplici anziché modifiche tecniche che mancano di coraggio politico e che confondono sia i consumatori che le imprese. Con l’adozione di questa relazione, il Parlamento europeo ha inviato un messaggio chiaro: etichettatura obbligatoria armonizzata che indichi la durabilità e lotta all’obsolescenza precoce a livello europeo sono le vie da seguire”.

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L’emergenza ‘salva’ gli studenti dagli esami di riparazione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Gli studenti si rimboccano le maniche e cercano di recuperare il terreno perduto. Molti di loro, infatti, approfitteranno (o lo stanno già facendo) delle vacanze estive per colmare le lacune accumulate durante i complicati mesi di didattica a distanza. Ovviamente questo vale soprattutto per chi ha preso una o più insufficienze in pagella. Alle scuole secondarie superiori, dove in condizioni normali a settembre avrebbero dovuto svolgere gli esami di riparazione, circa 2 su 5 prenderanno sicuramente ripetizioni private per affrontare con maggior serenità l’inizio del nuovo anno scolastico e, prima ancora, i corsi di recupero organizzati dalle scuole; a cui va aggiunto un altro quarto (24%) che sta valutando in queste settimane se chiedere aiuto a un docente privato; solo il 39% pensa di non averne bisogno. Ma anche chi ha ha concluso l’anno con la pagella immacolata, pare intenzionato a ricorrere al caro vecchio prof delle ripetizioni: lo farà quasi 1 su 6. A far emergere questi trend è un’analisi elaborata da Skuola.net | Ripetizioni (https://ripetizioni.skuola.net/) – una delle principali piattaforme web specializzate nelle lezioni private, con oltre 30.000 tutor iscritti – su un campione di 3500 studenti delle superiori, i più sensibili al tema.
Una molla che, evidentemente, ha spinto in tanti a correre ai ripari. Il prima possibile. Per questo, molto spesso, si bruciano le tappe: per il 44% dei ragazzi che devono recuperare le insufficienze e si sono rivolti alle ripetizioni private, le lezioni sono già iniziate; un altro 20% partirà nei prossimi giorni (tra la fine di luglio e l’inizio di agosto); solo il 18% le concentrerà nella seconda metà di agosto (alla vigilia della ripresa); il restante 18% le svolgerà parallelamente ai corsi di recupero allestiti dagli istituti.
E poi ci sono quelli (1 su 4, non pochi) che vorrebbero prendere ripetizioni ma, probabilmente, non potranno. La ragione? È strettamente legata alle limitazioni economiche e sociali del periodo che stiamo vivendo: una buona fetta (18%) dice che per la sua famiglia sarebbero un costo troppo oneroso, la maggior parte (34%) non è convinta dalla modalità online, che in tempi di distanziamento sociale sarebbe invece la soluzione ideale.Ma a spingere verso le ripetizioni sono anche le scarse informazioni sulla ripartenza che stanno arrivando alle famiglie e ai ragazzi da parte delle scuole. Per il 71% degli insufficienti, al momento, di sicuro sui Piani di Apprendimento Individualizzato (cioè i corsi di recupero) c’è solo la data: 1 settembre. Sono quindi pochi (circa 3 su 10) i fortunati a cui il proprio istituto ha già comunicato nel dettaglio come saranno organizzati: da loro però abbiamo le prime informazioni su come si stanno muovendo le scuole. Una buona parte tornerà in classe (43%) e farà tutto in presenza, ma la maggioranza non accantonerà la DaD: il 37% continuerà con la didattica online anche per questa fase “intermedia” prima del ritorno tra i banchi, un altro 20% sperimenterà la modalità mista (un po’ in classe, un po’ a distanza).
In questo quadro così fluido, però, ci sono pure delle certezze che gli stravolgimenti degli ultimi mesi non hanno scalfito: sono le materie che mettono più in crisi gli studenti. Al primo posto, inamovibile, la matematica; bestia nera per il 27% dei ragazzi in cerca d’aiuto. E se aggiungiamo quel 14% che cerca soprattutto un tutor esperto in altre discipline scientifiche (fisica, chimica, biologia) la ‘gestione’ di quest’area didattica, nel complesso, è in cima alle preoccupazioni di oltre 4 studenti su 10. Anche se le problematiche connesse alla scuola a distanza, a quanto pare, hanno colpito in maniera trasversale tutte le materie, non solo quelle tecniche: l’ampia schiera di ragazzi (16%) che dovranno rimettere in piedi una conoscenza zoppicante del greco o del latino lo dimostra. (by Camilla​ Tomadini in abstract)

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Volkswagen esortata a finalizzare la riparazione di tutti i veicoli interessati dallo scandalo delle emissioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

volkswagenBruxelles. Le autorità per la tutela dei consumatori dell’UE e la Commissione europea hanno inviato una lettera congiunta all’amministratore delegato di Volkswagen con la quale esortano il gruppo a riparare rapidamente tutti i veicoli interessati dallo scandalo del “dieselgate”. Dopo gli incontri con la Commissaria Jourová nel 2016, Volkswagen si era impegnata a riparare tutti i veicoli interessati entro l’autunno 2017. Oggi le autorità per la tutela dei consumatori dell’UE, sotto l’egida dell’autorità olandese per i consumatori e i mercati (ACM), esortano Volkswagen a confermare entro un mese che questo piano sarà mantenuto. Esse chiedono la piena trasparenza su questo processo, inclusa una relazione dettagliata su quanto sia stato fatto e quanto resti ancora da fare. Volkswagen dovrebbe garantire di risolvere qualsiasi eventuale problema successivo alla riparazione, in quanto la Commissione ha chiesto che tutti i veicoli interessati del costruttore siano resi pienamente conformi alle norme di omologazione.
La Commissaria Jourová ha dichiarato: “Sono soddisfatta di vedere che le autorità per la tutela dei consumatori preposte al rispetto del diritto dell’UE sono unite di fronte a Volkswagen e che insistono affinché le nostre richieste siano rispettate. Agendo insieme le autorità per la tutela dei consumatori possono garantire che il diritto dell’UE in materia di consumatori sia rispettato in tutta l’Unione.”
Le autorità della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori attendono un riscontro da Volkswagen in merito ai seguenti punti, ad esempio:
Trasparenza e comunicazione: Volkswagen dovrebbe informare i consumatori individualmente e senza indugio. Volkswagen dovrebbe comunicare ai consumatori informazioni sufficienti per consentire loro di adottare decisioni ben informate. In linea con la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, le informazioni dovrebbero includere:
o i motivi chiari e precisi per cui il veicolo deve essere riparato;
o cosa comporta la riparazione;
o cosa bisogna fare per far riparare il veicolo;
o cosa può succedere o succederà se il veicolo non è riparato;
o in quali Stati membri i veicoli che non sono stati riparati smetteranno di essere considerati conformi e quando.
Informare i proprietari di veicoli di seconda mano e i consumatori che non si rivolgono ai concessionari Volkswagen: Volkswagen dovrebbe massimizzare gli sforzi per informare i consumatori che hanno comprato i loro veicoli o che ne eseguano la manutenzione al di fuori della rete concessionaria Volkswagen (per es. veicoli d’occasione o acquistati direttamente presso gli importatori).
Sostegno ai concessionari durante il processo di riparazione: Sebbene la responsabilità di garantire la conformità di omologazione spetti ai costruttori, nell’ambito della direttiva sulla vendita e sulle garanzie il venditore è responsabile di eventuali difetti al momento della consegna dei beni. Le autorità chiedono a Volkswagen di avvalersi di tutti i mezzi disponibili per agevolare il lavoro dei concessionari.
Le autorità per la tutela dei consumatori chiedono a Volkswagen di rispondere alla domanda entro un mese e di impegnarsi in un dialogo a livello europeo. Spetterà a ciascuno Stato membro decidere il proseguimento dell’azione se Volkswagen non reagirà a questa posizione comune o se non si raggiungerà un accordo. Le autorità possono adottare le azioni appropriate alle circostanze locali, compresa un’azione di esecuzione laddove necessario.

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Primo intervento al mondo di riparazione valvola mitrale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Maggio 2016

infarto miocardico acutoPadova. L’intervento nuovo e rivoluzionario eseguito dal Professor Gino Gerosa – direttore della Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova, con la stretta collaborazione di un’equipe multidisciplinare composta dal Dr. Andrea Colli cardiochirurgo, dal cardio-anestesista Dr. Demetrio Pittarello e dal cardiologo interventista Prof. Giuseppe Tarantini, ha avviato una nuova era per la chirurgia riparativa della valvola mitrale impiantando un dispositivo: anello protesico, inserendolo dalla punta del cuore mentre questo continuava a pulsare.
La procedura ha permesso di ridurre significativamente l’insufficienza mitralica della paziente di 70 anni operata con tecnica microinvasiva. Attraverso una piccola incisione in mini-toracotomia di soli 4/5 cm nell’emitorace sinistro è stato introdotto dalla punta del cuore un catetere con dispositivo per l’annuloplastica. L’annuloplastica è l’impianto di un anello sull’annulus valvolare deformato che ripristina il naturale sostegno dei lembi mitralici correggendone l’insufficienza e garantendo la normale funzione del cuore.L’anello protesico sotto controllo ecocardiografico 3D è stato inserito dalla punta del cuore sull’annulus valvolare della valvola mitralica e grazie alla temperatura del sangue, ha potuto assumere la conformazione a “D” sfruttando le caratteristiche di duttilità del materiale di cui è composto, Nitinol. Una volta divenuto rigido, assumendo la forma di anello, è stato ancorato al tessuto cardiaco attraverso delle ancore di fissaggio retrattili. L’eccezionale operazione al cuore è stata realizzata in un soggetto considerato dall’Heart Team multidisciplinare troppo fragile per essere trattato con tecniche cardiochirurgiche tradizionali o altri dispositivi trans catetere. L’intervento microinvasivo, eseguito ancora una volta con successo dalla Cardiochirurgia di Padova ha permesso alla nostra paziente di ritornare alla propria attività recuperando in pochi giorni una buona condizione clinica. E’ stata dimessa dopo una breve degenza senza riabilitazione cardiopolmonare. L’azienda di Herzliya, Israele che ha prodotto l’innovativo modello di device, si è dimostrata orgogliosa che venisse impiantato per la prima volta al mondo presso il Centro di Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova proprio per la grandissima esperienza che questo Centro ha maturato negli anni, sviluppando le tecniche più avanzate nella riparazione della valvola mitrale.

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4° Congresso Nazionale Co.R.Te.

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

Roma, 1-2-3 marzo 2012, Marriott Park Hotel (Conferenza Italiana per lo Studio e la Ricerca sulle Ulcere, Piaghe, Ferite e la Riparazione Tessutale) Responsabile Scientifico: prof. Nicolò Scuderi. Argomenti: Infezioni e cicatrici; riparazione dei tessuti; nuove terapie e dispositivi medici; aspetti pratici del trattamento delle ferite. Evento accreditato per medici-chirurghi (chirurgia plastica, dermatologia, chirurgia generale, chirurgia vascolare, ortopedia, maxillo-facciale, medicina generale, geriatria), infermieri, fisioterapisti, farmacisti, logopedisti http://congresso.corteitalia.org

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Il ruolo delle alterazioni della proteina p53

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2011

Roma, 25 Maggio 2011 ore 12.30 Campidoglio Sala Pietro da Cortona P53 è il gene identificato oltre 30 anni fa e che nel 1989 è stato riconosciuto come molecola che ha il compito di “vincere” e distruggere le cellule tumorali p53 in qualità di gene soppressore dei tumori svolge diverse funzioni di protezione delle cellule contro la trasformazione tumorale: si attiva ogni volta che le nostre cellule subiscono un danno, ferma la divisione delle cellule e consente la riparazione del DNA. Se il danno è grave, p53 viene “super-attivata” e le cellule irreparabilmente danneggiate muoiono per apoptosi, grazie al cosiddetto suicidio cellulare. In pratica il tumore si può sviluppare solo se la proteina p53 viene inattivata o mutata, e non può svolgere il suo ruolo protettivo. L’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena ha riunito per la prima volta a Roma i principali studiosi di p53 provenienti dai più importanti centri di ricerca biomedica come Weitzmann Institute, Karolinska Institute, International Agency for Research of Cancer, MD Anderson e molti altri prestigiosi centri universitari del mondo. I principali temi trattati sono : gli studi sull’intera sequenza della proteina; i recenti test clinici messi a punto dai ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma per ristabilire le funzioni oncosoppressive di p53. Gli atti del Congresso saranno pubblicati sulla rivista “Cancer Research” organo ufficiale dell’American Cancer Association.

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Ingiusta detenzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 Maggio 2011

Roma, 12 maggio 2011, ore 16 Sala delle Colonne, Camera dei deputati Assemblea e conferenza stampa dei firmatari dell’appello: Introdurre la retroattività nella legge sulla riparazione per ingiusta detenzione. Interverranno:
On. Rita BERNARDINI, deputata Radicale -PD, componente Commissione giustizia
On. Giovanni RUSSO SPENA, dipartimento giustizia PRC
On. Andrea ORLANDO, responsabile giustizia PD
On. Luigi DE MAGISTRIS, responsabile giustizia IDV
Patrizio GONNELLA, presidente Associazione Antigone
On. Luigi MANCONI, Presidente di A Buon Diritto
On. Elettra DEIANA, responsabile giustizia SEL
On. Sandro FAVI, responsabile nazionale carceri PD
On. Carlo LEONI, responsabile giustizia SEL
Elisabetta LAGANÀ, Conferenza nazionale Volontariato Giustizia Ristretti Orizzonti
Marcello PESARINI, Osservatorio permanente sulle carceri
Giulio PETRILLI, Responsabile giustizia PD L’Aquila
La norma relativa alla riparazione per ingiusta detenzione è stata introdotta in Italia nell’ottobre del 1989 con il nuovo codice di procedura penale, ma è applicabile solo per i procedimenti in corso
all’entrata in vigore del codice e non per quelli già conclusi. Ciò significa che numerose vittime dell’errore giudiziario, contemplato dall’art.314 del codice di procedura penale, sono rimaste prive della giusta riparazione, in aperta violazione degli articoli 2 e 24 della Costituzione, nonché delle norme della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Per sanare questa inaccettabile discriminazione, sono state presentate due proposte di legge alla Camera, a prima firma Rita Bernardini (radicali- Pd) e Pier Luigi Mantini (Udc), e una al Senato a firma dei radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, che introducono la retroattività nella riparazione per ingiusta detenzione. Nessuno dei testi è stato però calendarizzato.
Parlamentari ed esperti di giustizia discuteranno e illustreranno i motivi per i quali è necessario intervenire legislativamente per rendere retroattiva una legge che al momento non vale per tutti.

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Coma etilico a tredici anni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2009

La ragazzina è distesa a terra, il  vomito alle labbra, un’adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici anni, rischio di morire per abuso di sostanze. Poco più  di una bambina, strangolata dall’alcol,  dalla cecità ottusa dell’età, dai desideri adulti improvvisamente insopportabili, sconosciuti e prepotenti. Quando un ragazzo rotola giù dall’amore che non arriva al cuore, la consuetudine sta nell’uso delle parole sempre più inutili, anche false, perché giustificano sempre e comunque, oppure  nel rifugiarsi nella riparazione della “deduzione logica “, negli editti delle buone intenzioni, le solite frasi a effetto. Una bambina o poco di più e la spirale del rischio estremo, come se tutto fosse nella norma, sono accadimenti di routine, una specie di ben nota abitudine all’evento critico,  non c’è altro da fare che raccogliere i cocci  e sperare di riuscire ancora a rimetterli insieme. Invece c’è qualcosa in più che deteriora gli anni più belli della gioventù, c’è qualcosa in meno a cui aggrapparsi  per non andare incontro a un coma etilico a dodici anni, c’è qualcosa che si sottrae confermando la sua presenza. Rammento qualche anno addietro in una scuola del trentino, anche lì, un ragazzo di quattordici anni, stramazzato al suolo, in coma etilico, alle nove del mattino. Fui invitato come tutor della Comunità Casa del Giovane di Pavia a raccontare per fare prevenzione, informare, comunicare, e  non dare scampo alle giustificazioni,  smetterla con la coerenza ipocrita, quando la richiesta di aiuto rimane appesa a mezz’aria, quando con amarezza ti accorgi che l’intero uditorio, ammutolito e scosso, è mancante di qualcosa, di qualcuno, c’è un’assenza che non è riconducibile solamente a quel giovane scivolato tra la vita e la morte. Ma ieri, e ieri l’altro ancora, quando quell’adolescente crollava a terra, dove erano gli adulti deputati a conoscere, a leggere, a decodificare? Chissà se c’è davvero coscienza della distrazione che ha aiutato a trasformare quel disagio in una tragedia. Diventa doveroso raccontare ai ragazzi la condanna insita nella droga e nella bottiglia, posta là, a portata di mano, di bocca, di occhio sempre più spento, sempre pronta a colmare le lacune, le ansie, i tormenti degli interrogativi,  le inquietudini delle risposte. La bottiglia se ne sta in silenzio, non spreca parole, convincimenti, rimproveri, è amica discreta, non ci mette il dito, né  il becco, non azzarda consigli, lezioni di vita, non comanda stili né comportamenti, non fa commenti, neppure di fronte alla paura di un cambiamento che non arriva, ma alimenta inadeguatezza che non fa prigionieri. Chissà  se quella ragazzina ce la farà, ma questo dolore ci obbliga a intervenire, a non restare indifferenti, a chiederci con chi abbiamo a che fare, a pensare finalmente che solo l’amore arriva dove la volontà ci guida, solo l’amore per il rispetto di quelli ancora a spasso con il cuore, può sbarrare la strada alla resa più devastante, solo l’amore può trasformare i luoghi più impensabili in dignità ritrovate. (Vincenzo Andraous)

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Il valore delle proprie risorse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

Il carcere può dire qualcosa di importante, può  riappropriarsi della sua funzione di salvaguardia della collettività:  “ dal carcere ci si può licenziare con merito, oppure rimanere detenuti per ripetizione, ma non si può ripetere  la stessa classe quando si è stati promossi a essere se stessi a pieni voti “. In queste poche righe sono condensate tutte le contraddizioni su cui poggia l’intera organizzazione penitenziaria, e non solo, queste parole mostrano il volto dell’indifferenza, un plotone di esecuzione nei riguardi di una umanità che è impossibile cancellare. Chi commette una ingiustizia ha bisogno di essere riammesso nel consorzio civile attraverso l’unica via possibile, la consapevolezza della riparazione, ma perché questo possa diventare pane quotidiano per ogni detenuto, in quanto persona,  occorre riconsegnare normalità al metodo umano della rivisitazione del proprio vissuto, la violenza non viene mai dal di dentro, ma dal di fuori di noi stessi. Nei riguardi del carcere bisognerà parlare anche in termini umani, di speranza possibile, non solamente con la voce delle emergenze e delle  indicibilità moltiplicate all’infinito, riducendo le misure risocializzanti a meccanismi da operetta, farneticando sull’istituto di riordino come dell’indulto. Per la prima volta nella sua storia, l’indulto non ha prodotto o innalzato la recidiva, quanti ne hanno usufruito non sono tornati a delinquere,  non sono rientrati in massa in carcere, ma anzi molti dei beneficiari hanno optato per una scelta di vita consona alle leggi del vivere civile. Sul carcere si continuano a perpetrare inesattezze evidenti, che fanno sembrare i detenuti-numeri che non potranno mai imparare a combattere l’abitudine del male,  eppure il carcere è una parte di società che ha bisogno di avere strumenti di educazione, di quella pedagogia che disegna momenti in cui è possibile raccontare di sé, e nel farlo crea occasioni di ripensamento, una ripartenza della propria dignità personale. C’è chi è così perduto nel “mondo dell’illiceità”, da risultare primo tra gli ultimi, in un futuro così insopportabile da  compiere il passo più terribile del suicidio. Un carcere malato, insostenibile, è un carcere delle ideologie, dei  mercanti di esistenze, popolato di persone non più normali, eppure “dal carcere si può essere licenziati con merito o essere detenuti ripetenti “, così dovrebbe essere, così potrebbe essere, così al momento non è. La pena e il carcere stanno a giustizia, a umanità, anche quella ristretta, rinchiusa, dimenticata, pena e carcere per chi ha contravvenuto, per recuperare alla stessa umanità e allo stesso consorzio civile. Una realtà  che dovrebbe indurre a chiederci se è giusto e onesto, guardare sempre e solamente al male che circonda il pianeta sconosciuto, se magari non sia possibile muoversi con una ritrovata dignità, proprio tra i guasti e le smemoratezze che costituiscono il lazzaretto disidratato, non solo per renderlo più vivibile e onorevole, ma soprattutto per mettere alla prova i  luoghi comuni, per dimostrare che le persone possono diventare migliori, recuperando  il valore delle proprie risorse: il tempo recluso può formare al rispetto delle Istituzioni, e queste al rispetto della dignità umana. (Vincenzo Andraous)

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