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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘ripartenza’

Bmv, vettore di ripartenza per la microeconomia italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

L’Italia è in risalita dalla voragine ma l’esito è incerto, legato a doppio filo all’andamento della campagna vaccinale. Bmv, leader nel mondo del franchising con brand quali Crema e Cioccolato e Square e che nel 2020, nonostante la pandemia, è riuscita a realizzare ben 82 nuove aperture, nei primi sei mesi del 2021 conta già più di 120 nuovi partner che si aggiungono agli oltre 700 affiliati presenti in tutta Italia. Un dato lusinghiero, che conferma la volontà ferrea del paese di rimettersi in piedi, ma anche la correttezza della strada intrapresa da Bmv. Il 2020 è stato anche l’anno di FAU, la nuova Business Unit lanciata dalla casa madre. FAU – acronimo di Franchising Advisory Unit – è focalizzata sulla creazione, sviluppo ed efficientamento di nuovi network in franchising. Il metodo d’azione nasce dalla ventennale esperienza di Bmv, che ha saputo creare oltre 150 nuove attività ogni anno.Anche per FAU, il 2021 si apre con numeri decisamente positivi, con oltre 15 aziende decise a consolidarsi sul mercato affidandosi alla “task force” del franchising. Ma le sorprese in casa bmv non finiscono qui: i mesi di giugno e luglio 2021 vedranno anche il lancio dei Centri Pilota Piadinery, il format a tutto gusto dedicato alla piadina, lo street food per antonomasia.Piadinery offre molto di più di una semplice piadineria: sarà possibile fare colazione, aperitivi, inebriati dal profumo di fragranti piadine 100% Made in Romagna.Come sottolinea Lorenzo Mazzilli, Presidente, Fondatore ed Amministratore Delegato di Bmv: “Siamo orgogliosi della nostra costante crescita e siamo orgogliosi della resilienza tutta italiana che, siamo certi, traghetterà il Paese fuori da questa lunga, dolorosa crisi. Per un imprenditore è incoraggiante vedere questa reazione, sia per il futuro più immediato, quanto su una prospettiva di medio-lungo periodo. La fiducia che, ancora una volta, ci è stata accordata dai nostri partner, è per noi motivo d’orgoglio. E ci sprona a investire ancor di più nei progetti che abbiamo in piedi e in quelli che si apprestano a diventare realtà. I nostri franchising consentono a chi abbia deciso di compiere una scelta imprenditoriale, o abbia la necessità oggettiva di entrare o ri-entrare nel mondo del lavoro, di farlo con la serenità di avere un grande gruppo consolidato alle spalle. Ogni volta che festeggio un’apertura, oltre all’imprenditore, gioisce anche l’uomo, l’italiano che è in me.”

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La ripartenza digitale è un volano per la crescita delle aziende?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Webinar AVM: 29 giugno 2021 – ore 15.30. Per la digitalizzazione delle attività delle micro, piccole e medie imprese italiane è fondamentale conoscere quali siano le reali opportunità in termini, per esempio, di contributi digitali, voucher connettività e 4.0, investimenti per la fibra ottica e altro ancora.Ma è davvero tutto chiaro, gli imprenditori sono al corrente delle varie iniziative che le istituzioni stanno mettendo in atto? Si parla molto di Decreto Semplificazioni, di PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e contributi a fondo perduto delle Camere di Commercio, ma tutto questo cosa offre realmente alle aziende? Sappiamo che il Governo è già al lavoro con l’obiettivo per il 2026 di portare la banda ultra larga su tutto il territorio nazionale; per le imprese diventa strategico essere pronte a questo appuntamento avendo creato una rete aziendale in grado di rispondere alle esigenze di oggi e dei prossimi anni.Il webinar AVM del 29 giugno alle ore 15.30 ha l’obiettivo di far chiarezza – grazie alla consulenza di Gabriele Matteo Fiorentini, avvocato esperto di diritto delle telecomunicazioni – su vari aspetti legati alla digitalizzazione. Nello specifico, si parlerà delle disposizioni legali e regolamentari in materia di scelta dei dispositivi di connessione, in termini di diritti per il consumatore ed economici, affinché le imprese siano correttamente informate e capaci di affrontare la ripartenza digitale comprendendo quali siano gli strumenti e potendo esercitare il diritto di scegliere la miglior dotazione che consenta di personalizzare la CPE (Customer Premises Equipment) per rispondere alle caratteristiche specifiche del proprio business.

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Italia: “Ricostruzione e ripartenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

A settantacinque anni da quel 2 giugno 1946, oggi la Festa della Repubblica ha ancora di più questo significato. I nostri nonni, con le macerie di un Paese tra le mani, seppero, nel tempo, ridare futuro e capacità di sognare ad un’intera Nazione. Noi, oggi, dobbiamo rimettere in moto il nostro Sistema Paese, per farlo uscire dalla pandemia, riprogettare il nostro essere Italia, valorizzare maggiormente le nostre eccellenze, i sistemi produttivi e un territorio che ci rende unici al mondo. Grazia anche alle opportunità di riforma ed investimenti legati al Next Generation EU, possiamo veramente guardare al futuro con fiducia. Si apre una stagione importante, che va affrontata con la stessa tenacia di 75 anni fa, mettendo da parte gli individualismi per fare spazio al bene comune. Così l’Italia riparte davvero. W la Repubblica. Lo ha scritto, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione della 75^ Festa della Repubblica.

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“Fondi d’investimento e istituzioni finanziarie attori protagonisti nella ripartenza del Paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

“Non intervenire sulle singole imprese o su specifici settori economici, ma creare i presupposti necessari per il rilancio collettivo del nostro Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, presentato al Parlamento dal Premier Mario Draghi, si pone un obiettivo ambizioso all’altezza delle sue potenzialità: rinverdire i fasti di un nuovo miracolo economico italiano. Dall’innovazione e la digitalizzazione al rafforzamento delle infrastrutture, dall’istruzione e la ricerca alla salute, senza tralasciare tematiche sempre più rilevanti quali l’inclusione sociale e la transizione ecologica. Tutti aspetti attentamente trattati nelle sei missioni che si pone il Pnrr congiuntamente alle riforme della pubblica amministrazione e della giustizia”. Lo ha dichiarato nel suo intervento sul blog istituzionale di Deloitte Italia l’amministratore delegato del Financial Advisory, Antonio Solinas, sottolineando come “il miracolo italiano del Secondo Dopoguerra sia stato il frutto di un contesto geopolitico e sociale molto diverso da quello attuale, ma ad ogni modo oggi le persone avvertono l’esigenza di importanti cambiamenti strutturali. Dietro alle imprese ci sono le persone, la spinta per la ripartenza arriva dalla collettività dopo aver dimostrato per lunghi mesi resilienza e abilità nel fronteggiare i periodi più complessi. Non a caso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha parlato delle risorse europee non solo come base per ripartire, ma come ‘trampolino di lancio per un salto in avanti, verso la rinascita della nostra comunità attraverso uno sforzo corale delle istituzioni e delle forze economiche e sociali’. Proprio in questi giorni Deloitte ha annunciato l’avvio di una partnership con primari operatori di mercato, quali ad esempio Redo Sgr i cui principali azionisti sono Cdp e Intesa Sanpaolo, per lo sviluppo di progetti aventi a oggetto social housing, residenze universitarie convenzionate, infrastrutture sociali, operazioni di rigenerazione urbana e recupero di immobili inutilizzati a Milano e nelle principali città lombarde. “Questo è un segnale – ha aggiunto Solinas – che fondi di investimento e istituzioni finanziarie sono pronte ad aprirsi a nuove iniziative con orizzonti di investimento di lungo termine, come nel caso del lancio del fondo infrastrutturale Pramerica ITER. Iniziative che non guardano solo alle aziende, ma alle persone che ci sono dietro alle aziende. Bisogni nuovi che cambieranno i modelli operativi delle aziende per soddisfare in modo diverso le esigenze di clienti e stakeholder. Quando si pensa alla crisi attuale non bisogna pensare tanto a situazioni patologiche, quanto alla possibilità di crescere e innovare i business perché, come sottolineato di recente dalla Banca d’Italia, ‘sostenere nel tempo gli effetti sulla crescita degli interventi previsti nell’ambito del Pnrr richiede attenzione alla loro efficacia nell’aumentare non solo la domanda aggregata, ma anche la capacità produttiva del Paese e che le riforme previste abbiano concreta attuazione’.

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Gli integratori che aiutano a ripartire

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

Dopo lo stallo degli ultimi mesi il nostro organismo chiede sostegno. Inattività prolungata, isolamento e situazioni di stress, uniti al cambio di stagione, sono tutti fattori che concorrono a farci sentire stanchi e affaticati e, per superare al meglio questo momento, possono darci una mano gli integratori alimentari, in particolare quelli a base di vitamina B.Ma occorre assumerli con consapevolezza, come spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Academy, la divisione di Metagenics che si occupa della formazione di professionisti della salute e della divulgazione di contenuti e studi scientifici. «Le vitamine del gruppo B sono conosciute per il loro ruolo essenziale nei processi di produzione energetica cellulare – spiega Salamone – Molto più frequentemente di quanto si pensi, la sensazione di fatica e pesantezza e la mancanza di energia sono dovute alla carenza sub-clinica di queste vitamine. In particolare, la carenza della vitamina B6, B9 e B12 può contribuire a una insufficiente produzione di serotonina e melatonina, con effetti sull’umore e sul ritmo circadiano. Aiutare il nostro organismo attraverso l’integrazione di questi elementi è un’ottima idea, ma attenzione a scegliere prodotti che contengano vitamine B in forma attiva: da studi scientifici emerge infatti che in Italia il 20% degli individui ha un polimorfismo genetico che limita la capacità di attivare i processi che trasformano le forme non-attive in attive».Inoltre, la trasformazione può essere influenzata negativamente dall’uso di farmaci, da una carenza di enzimi, cofat­tori o nella disponibilità cellulare di ATP.

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L’enoturismo come leva strategica per la ripartenza

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

È il primo manuale dedicato all’enoturismo pubblicato dopo l’approvazione della norma nazionale, scritto a quattro mani da chi, da prospettive differenti, vive l’impegno di valorizzare il comparto del vino italiano. “Turismo del vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (Edagricole) è il titolo del volume, scritto dal senatore Dario Stefàno – autore della legge sull’enoturismo – e dalla produttrice Donatella Cinelli Colombini, nonché storica fondatrice del Movimento Turismo del Vino. Il testo è stato presentato a Roma, nella sala stampa del Senato della Repubblica, insieme ai Ministri della Cultura, Dario Franceschini, del Turismo, Massimo Garavaglia e delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. Presenti anche l’editore Edagricole e due padrini di eccezione: Federico-Fede Quaranta di Decanter e Riccardo Cotarella Presidente mondiale degli enologi.

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L’Italia riparte dal lavoro: emergenze e criticità da affrontare

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Tra le tante priorità che il Governo Draghi dovrà immediatamente affrontare il lavoro avrà certamente una corsia preferenziale. L’attuale situazione occupazionale presenta delle emergenze assolute, sottolineate ancora una volta dall’ultima rilevazione ISTAT di dicembre. “Per questo sono necessari degli interventi di sistema, utili non solo ad avere risultati-tampone immediati, ma anche ad essere fondamenta per il rilancio futuro del Paese. Per pianificare gli interventi necessari è quanto mai opportuno partire dalle criticità emerse nella gestione di questo lungo periodo di pandemia, intervenendo con riforme di sistema anche tramite i fondi che saranno assegnati al Recovery Plan”, commenta Marina Calderone, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

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Fare leva sulla bioeconomia per una ripartenza sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Le biotecnologie sono un insostituibile motore strategico; produrre cibo sempre più sano, affrontando il problema della diminuzione delle risorse e i cambiamenti climatici; incentivare una collaborazione tra chimica tradizionale e biochimica e tra pubblico e privato. Di questo e di tanto altro si è parlato in occasione del terzo gruppo di lavoro, questa volta dedicato al tema della Bioeconomia, “Ripensare consumi e impronte sul mondo: anche in Italia la rivoluzione della bioeconomia”, terza tappa del più ampio percorso “Biotech, il futuro migliore – Per la nostra salute, per il nostro ambiente, per l’Italia” voluto da Assobiotec Federchimica. Il progetto prevede 4 diversi tavoli di lavoro, fra giugno e ottobre, e troverà una sua finalizzazione in un Manifesto, ma soprattutto in un Documento di Posizione con proposte operative per la crescita del settore, lo sviluppo delle imprese e il rilancio del Paese. Il biotech rappresenta oggi un settore importantissimo che, secondo le stime dell’OCSE, nel 2030 avrà un peso enorme nell’economia mondiale: saranno, infatti, biotech l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% dei prodotti agricoli, il 35% dei prodotti chimici e industriali. Nonostante l’Italia sia sul podio per il numero di progetti di qualità nel settore delle biotecnologie, è importante interconnettere settori e attori, coinvolgendo, ad esempio, per quanto riguarda la filiera agroalimentare, gli agricoltori in prima persona, al fine di comprendere al meglio le sfide e fissare obiettivi su base scientifica. Per questo motivo, Assobiotec Federchimica sta lavorando insieme ai partecipanti del gruppo di lavoro alla creazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. La creazione di filiere e catene di valore a basso impatto, la collaborazione pubblico e privato per ottenere processi più efficienti, l’analisi delle criticità come la qualità dei prodotti, i costi e l’importanza di creare un dialogo tra chimica e biochimica sono solo alcune delle necessità emerse per creare una bioeconomia circolare di reale innovazione.

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Due aspetti fondamentali nella fase di ripartenza delle imprese

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

I temi legati alla continuità aziendale e alla realizzazione di impairment test dell’avviamento stanno assumendo un’importanza sempre maggiore alla luce dell’inizio anche in Italia della fase post-pandemia di COVID-19, in cui la ripresa delle attività produttive si deve confrontare con un contesto di mercato e con sfide delicate e non ipotizzabili fino a pochi mesi fa. Per approfondire questi argomenti e permettere ad alcuni fra gli esperti del settore di fornire la propria visione e i propri insight, Duff & Phelps, in collaborazione con ANDAF, ha organizzato il webcast “Continuità Aziendale e Impairment Test dell’avviamento nel contesto economico attuale condizionato dal COVID-19”. Roberto Mannozzi, Presidente ANDAF e Head of Administration, Tax and Control, Gruppo FS, ha sottolineato l’importanza e la strategicità degli argomenti oggetto dell’incontro virtuale, anche alla luce delle recenti condizioni senza precedenti che le aziende si trovano ad affrontare su scala globale, dando rilievo a due principali aspetti da analizzare con la massima attenzione da parte di amministratori, management e organi di controllo: il presupposto della continuità aziendale, reso ancor più delicato in questo momento dalla emergenza COVID-19 e, strettamente correlato ad esso, la necessità da parte delle aziende di rileggere i propri business plan prospetticamente, provando a proiettarsi oltre le attuali difficoltà e rivedendo i piani industriali per valutare attentamente la sostenibilità dei propri asset. Uno studio che abbiamo condotto sull’andamento degli impairment test nei tre mercati di riferimento nel corso degli ultimi 10 anni, ha mostrato che negli USA il livello massimo si è raggiunto nel 2008, quando si sono verificati 502 eventi di impairment per un valore aggregato di 188 miliardi di dollari. È stato osservato che al culmine della crisi del debito sovrano in Europa, le società dello STOXX Europe 600 hanno raggiunto un elevato valore aggregato di impairment nel 2011 (77,2 miliardi di euro) e leggermente inferiore nel 2012 (66,4 miliardi di euro). Seguendo la stessa dinamica, anche in Italia si è registrato un valore aggregato di impairment di 36,9 miliardi di euro nel 2011, con 15 eventi di impairment. Le attuali condizioni di mercato, impattate dal Covid-19, segnano le premesse per un incremento di impairment nel 2020.”
Questo ultimo dato viene supportato dai risultati ottenuti da un instant poll su un campione qualificato di rappresentanti della financial community operanti a livello nazionale, interpellati durante il webinar. Il 58% dei rispondenti ha infatti indicato come sia possibile la necessità di un esercizio di Impairment Test nel corso del mese di giugno 2020.
Proseguono Rovere e Morelli: “Un elemento importante da considerare nella riconciliazione dei diversi concetti di valore che siamo chiamati a calcolare è la problematica delle asimmetrie informative, in particolare quanto delle strategie aziendali è pubblicamente conosciuto e quanto è solo condiviso all’interno dell’azienda. In un’ottica di impairment test in particolare, potrebbero riflettersi poi in stime di valore diverse per CGU ed aziende nel loro insieme. Inoltre, è importante considerare quali sono le informazioni conosciute e conoscibili e quali non conosciute al momento attuale. Tra le informazioni conosciute ci sono infatti la diminuzione dei prezzi di mercato e dell’energia, la crisi di liquidità che molte aziende stanno affrontando, l’aumento dell’incertezza e del rischio e le politiche di stimoli finanziari e fiscali messe in campo da banche centrali e governi. Dall’altro lato, risultano attualmente non conosciute le tempistiche per lo sviluppo di una cura e di un vaccino anti COVID-19, la possibilità che si scateni una seconda ondata pandemica, il mantenimento delle misure restrittive e l’impatto reale delle misure di sostegno all’economia.. In questo scenario, è quindi fondamentale, al fine della determinazione del fair value, costruire un bridge fra questi due insiemi di informazioni, in modo da riuscire quanto più possibile a bilanciarle e attribuire il giusto peso in fase di stima del valore.
Un altro punto chiave nelle attività valutative in tempi di pandemia è quello della revisione dei piani economico-finanziari che coinvolge diversi aspetti: i ricavi, la supply chain e le operations, senza trascurare la parte patrimoniale, legata a possibili ritardi negli investimenti previsti e a dilazioni dei pagamenti e probabili effetti anche sui covenant finanziari. L’approccio che consigliamo di tenere nell’adeguamento dei piani è quello di prendere in considerazione diversi scenari e ponderarli secondo la loro probabilità di realizzazione, ottenendo quindi un valore atteso che rifletta le diverse possibilità del prossimo incerto futuro.”
L’importanza di questo aspetto è condivisa anche dalla maggioranza (il 54%) dei partecipanti all’instant poll, che ha dichiarato di aver fatto una revisione del budget 2020, mentre il 27% ha elaborato diversi scenari per valutare l’adeguamento dei piani.
“Un ultimo aspetto da considerare è quello relativo al calcolo del costo del capitale, nel quale occorre considerare in modo appropriato le sue componenti, quali il tasso di interesse privo di rischio (Risk Free rate), che suggeriamo di normalizzare, il premio per il rischio di mercato (Equity Risk Premium), che consigliamo di tenere intorno al 6% sul lungo termine e il premio rischio Paese (Country Risk Premium) per l’Italia, che calcoliamo essere al 30 giugno pari al 2,3%,” concludono i due esperti di Duff & Phelps.
I risultati dell’instant poll mostrano che, nel calcolo del costo del capitale, la maggioranza del campione (il 57%) utilizza la media dei titoli di Stato italiani per il tasso Risk Free e il 53% un Equity Risk Premium compreso tra il 5 e il 6%. Infine, se il 42% dei rispondenti include un rischio ulteriore nel calcolo del costo del capitale legato al Country Risk Premium relativo all’Italia, il 39% aggiunge anche uno Small Size Premium per riflettere meglio le caratteristiche del tessuto industriale del nostro Paese. duffandphelps.com.

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Scuola: Ripartenza a settembre in sicurezza, servono 60 mila docenti in più solo per Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Le stime prodotte da settimane dal sindacato Anief stanno facendo breccia tra diversi addetti ai lavori. Secondo la rivista Tuttoscuola, servono decine di migliaia di maestri nel primo ciclo e almeno 130 mila se si considera anche la scuola Secondaria di primo e secondo grado, senza parlare di altri 40 mila tra assistenti e collaboratori scolastici per l’igienizzazione, il supporto alle complesse operazioni, la sorveglianza e il lavoro delle segreterie. Secondo Anief serve un intervento urgente nel Decreto Rilancio, come è stato chiesto ieri dal presidente Marcello Pacifico durante l’incontro con il premier Giuseppe Conte a Villa Pamphili.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “il rientro a scuola passa inevitabilmente per una quantità limitata di alunni per classe e per una riorganizzazione scolastica che implica la cancellazione dei vincoli introdotti a partire dalla Legge 133 del 2008, che ha imposto il dimensionamento, la cancellazione di 4 mila istituti autonomi, la sparizione di decine di migliaia di posti come Ata e di centinaia di migliaia di cattedre, con la formazione di maxi-scuole con migliaia di alunni iscritti e meno tempo-scuola. Se davvero si vuole cambiare marcia, come annunciato dal ministro dell’Economia e dal Governo nel corso degli Stati Generali dell’Economia, sono questi i punti da centrare il prima possibile”.L’avvio dell’anno scolastico incombe. Il primo settembre è dietro l’angolo: il Ministero dell’istruzione ha comunicato che proporrà alle Regioni di iniziare le lezioni per il 14 settembre (elezioni permettendo), ma non sono ancora note le misure di organizzazione delle lezioni vincolate dal distanziamento; rettificata l’ipotesi dei distanziatori tra i banchi, resta tuttora l’incognita su come la presenza degli alunni verrà garantita in sicurezza nelle aule. Lo scrive la rivista Tuttoscuola, evidenziando che la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina “è in attesa degli esiti dei monitoraggi che gli Enti locali stanno conducendo (o dovrebbero cominciare a condurre) per individuare, d’intesa con le istituzioni scolastiche, le esigenze e le fattibilità di organizzazione del servizio”.

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Ancodis: la ripartenza della scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Se guardiamo alla scuola del mese di settembre è chiara una cosa: sarà un grande punto interrogativo per quanto riguarda l’organizzazione, il funzionamento, la didattica. Sono state pubblicate sul sito del Ministero le attese indicazioni del Comitato tecnico-scientifico che sembrano in grande sintesi dare spazio all’autonomia scolastica prevista nel DPR 275/1999 declinate in quella didattica ed organizzativa ma senza alcun riferimento a quella finanziaria. Chi conosce la realtà scolastica non può negare che la gestione e l’organizzazione di un sistema complesso quale è la scuola di oggi saranno messe a dura prova se non si metteranno in campo dei protocolli organizzativi e didattici (spazi e numero di allievi, attività didattica in presenza integrata a quella a distanza, orari flessibili) fondati su indicazioni nazionali, su un CCNL innovato e coerente ai nuovi bisogni organizzativi, sulle adeguate e necessarie risorse finanziarie, sulla conoscenza degli elementi di criticità e dei punti di forza che connotano ogni IS.
Chiunque ha la minima percezione della complessità di una scuola non può non riconoscere che sarà un’ardua impresa coniugare aspetti organizzativi, gestionali, didattici con quelli derivanti dalla sicurezza anche sanitaria (protocollo antisismico, antiincendio, antiinfortunistico, antistress ed oggi anticontagio). Dalle indicazioni appare evidente che le misure organizzative in tutte le scuole si dovranno fondare sul distanziamento fisico che – nella sua apparente semplicità – presenta i caratteri di una enorme complessità che dovrà tradursi in scelte organizzative delle quali occorrerà valutare l’impatto nei confronti del personale, degli alunni (sulla base dell’età e dell’autonomia) e dei genitori (conciliazione tempo scuola con il lavoro), prevedere e progettare adeguate misure di igiene e di prevenzione. Non secondaria sarà la valutazione degli ambienti di apprendimento e degli spazi interni ed esterni che dovranno essere rimodulati secondo le necessità organizzative e didattiche con dotazione di arredi e di postazioni degli alunni e del personale rispettose del prescritto distanziamento e della previsione di una superficie di almeno 3.14 mq per alunno. A.N.Co.Di.S.
(Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici)
Tutto questo sarà in capo alle autonome IS che dovranno farsi carico di ideare e progettare soluzioni organizzative per la gestione degli spazi (aule, laboratori, palestre, mense, teatri), per la fruizione degli stessi secondo tempi e possibili turnazioni, per l’attività didattica in presenza e non, per la prevenzione di assembramenti di persone negli spazi scolastici esterni ed interni, per la predisposizione di percorsi idonei a garantire la necessaria sicurezza anche attraverso adeguata segnaletica, per la differenziazione delle fasi di ingresso e di uscita degli alunni sulla base dell’età e delle aree di accesso disponibili nei plessi e compatibilmente con le caratteristiche strutturali e di sicurezza dell’edificio scolastico, per l’individuazione di uno spazio idoneo ad accogliere tempestivamente eventuali casi di personale o alunni con temperatura superiore ai 37.5°. Nessuno però pone il tema di chi si dovrà fare carico di tutto questo: ci permettiamo di dire che disconoscere questo significa non conoscere come funziona oggi una scuola oppure fare finta di non conoscerla (ed è questo secondo caso ciò che più ci preoccupa). I Collaboratori di Ancodis che vivono la scuola anche nelle sue emergenze e criticità chiedono alla Ministra, alle forze politiche, alle OO.SS., a chi si occupa di informazione scolastica di porre attenzione a quanti saranno impegnati nei mesi estivi ad organizzare la ripartenza di settembre insieme ai DS, ai DSGA, agli RSPP ed avranno poi l’incarico di coordinare, vigilare e monitorare per un intero anno scolastico l’organizzazione, i comportamenti di alunni, del personale e dei genitori, il rispetto dei protocolli di sicurezza, il corretto sviluppo delle attività didattiche in tutti i plessi. Nella scuola della ripartenza non si possono ignorare le decine di migliaia di docenti che si
spendono per le loro IS ed assumono oneri e responsabilità restando – a causa di una insopportabile indifferenza – fuori da ogni attenzione da parte delle Istituzioni e delle OO.SS..Alle condizioni odierne, senza alcun riconoscimento professionale e nessuna tutela legale, molti potrebbero – già al termine di questo anno scolastico – rinunciare all’incarico di collaborazione mettendo in crisi l’organizzazione ed il funzionamento delle loro scuole.Chi conosce davvero la scuola del giorno dopo giorno, la scuola dell’emergenza, la scuola dei conflitti, la scuola dei servizi generali ed amministrativi, la scuola delle reggenze, la SCUOLA reale
insomma, è ben consapevole che i Collaboratori del DS e le figure di sistema con grande spirito di servizio e professionalità assumono ruoli onerosi di tempo e di responsabilità senza alcuna attenzione né giuridica né contrattuale.

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“Finance united” per aiutare le imprese a ripartire

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

Brescia. La bresciana Future Age, tra le aziende leader in Italia nel risk management e in prima linea in questo momento a fianco di numerose aziende lombarde nella gestione della crisi Covid-19, lancia il progetto “Finance United” per aiutare le imprese a ripartire grazie agli strumenti della finanza di valore.
“L’economia italiana è in stallo da oltre 10 anni, con una crescita sistematicamente inferiore a quella degli altri paesi europei e le previsioni post Covid-19 mostrano una continuazione di questa tendenza” analizza Paolo Borghetti, ad di Future Age. “La frammentazione delle imprese italiane, un tempo considerata come un fattore positivo di flessibilità, può costituire adesso un ostacolo strutturale alla crescita e l’aggregazione di imprese complementari sarà dunque necessaria per la ripartenza del sistema produttivo” prosegue Borghetti.Diventa quindi sempre più strategico individuare possibili partners con cui unirsi per fare innovazione e portare valore ai clienti, senza dover affrontare costi troppo elevati e insostenibili nell’attuale emergenza.
Per dare una risposta concreta a questa esigenza nasce il progetto “Finance United” di Future Age, che ha l’obiettivo di garantire una ripartenza indolore alle aziende italiane attraverso la Finanza di valore.“Abbiamo unito ottanta uomini d’impresa, tutti con competenze verticali in ambito Finance: 12 commercialisti d’affari, 4 avvocati internazionali, 30 esperti di finanza agevolata, 11 manager, 20 esponenti di finanza alternativa, 3 risk manager” spiega Borghetti.
Una task force completa a servizio delle imprese, con particolare attenzione alle PMI del territorio di Brescia e Bergamo, dove – secondo l’analisi di Future Age – solo il 10% delle PMI possiede un cfo con competenze adeguate, solo il 5% conosce strumenti di finanza alternativa e solo il 20% ha utilizzato strumenti di finanza agevolata in passato.
“Il 90% delle Pmi del territorio si avvale di un commercialista tradizionale per gestire l’area finance, mentre la gestione operativa è affidata all’imprenditore. Per gestire la crisi Covid-19 e l’auspicabile ripartenza, queste due figure chiave avranno bisogno di confrontarsi, acquisire nuove informazioni e competenze per analizzare il mercato e competere in modo più efficace” analizza l’ad di Future Age.

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Conversione, la ripartenza e la “ricostruzione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

“Sono giornate particolari, stare in casa senza poter vedere i propri cari, spesso distanti anche solo pochi chilometri non è facile. Questo sforzo collettivo, però, sta portando dei risultati. Vorrei approfittare di questa domenica per ringraziare i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, la protezione civile e i volontari che si stanno spendendo per proteggere la nostra comunità.
Ma vorrei ringraziare anche voi che avete rinunciato alle vostre abitudini ci state aiutando a combattere questo virus. A questa fase di chiusura, quasi totale, seguirà una fase di convivenza e lentamente torneremo alla normalità. Garantendo la sicurezza sanitaria, mentre consentiamo all’economia di rimettersi in moto. Per questo stiamo continuando a lavorare incessantemente alle modalità di rilancio delle nostre attività produttive.
La parola d’ordine dei prossimi mesi deve essere conversione, la ripartenza e la “ricostruzione” si devono focalizzare su questa parola. La scuola deve ripartire, certo, ma non può, ad esempio, non inglobare l’esperienza della didattica digitale. I servizi pubblici, gli uffici privati, le aziende, devono ripartire, ma non possono accantonare l’esperienza e le potenzialità del telelavoro. Sarebbe una retromarcia incomprensibile. Sul nostro domani ci vuole, come ha detto anche oggi Papa Francesco, “una visione d’insieme, altrimenti non ci sarà futuro per nessuno”. E questa visione d’insieme dobbiamo volerla in Italia, ma anche e soprattutto a livello europeo. Mettendo da parte qualche egoismo e pensando un po’ di più al benessere collettivo.
Grazie per tutto quello che ciascuno di voi sta facendo. E state sicuri che ci rialzeremo presto, perché continuiamo ad essere il Paese più bello del mondo”. Così, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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