Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘ripartire’

“Adesso dobbiamo rilanciare la domanda interna, facendo ripartire i consumi”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

“Questo, accompagnato con le misure di sostegno al reddito per i lavoratori ed alle misure per garantire la liquidità alle imprese, ci aiuterà a recuperare quanto perduto in questo periodo. Facciamo cadere il tabù che esiste attorno all’IVA e lavoriamo per abbassarla, come è stato fatto anche in altri Paesi. Farlo, anche per un tempo limitato, in abbinamento ad una transizione verso i pagamenti digitali, rappresenta una buona misura per incentivare anche il turismo, il settore della ristorazione e dell’abbigliamento. Una diminuzione della tassazione indiretta che, per effetto dell’aumento dei consumi, avrebbe un effetto tutt’altro che negativo sui conti pubblici. Le tasse si possono, e si devono, abbassare. Per farlo dobbiamo agire in tre direzioni: rivedere l’IRPEF per renderla più equa, fiscalità di vantaggio per le imprese e riduzione dell’IVA per rilanciare i settori maggiormente colpiti. Questo percorso può tranquillamente stare anche nella scia della pianificazione delle risorse europee come quelle del Recovery Fund. È una proposta su cui, nei mesi scorsi, abbiamo già lavorato e quindi, con la condivisione della maggioranza, i tempi di attuazione potrebbero essere brevissimi“. Così, in un post sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Aiutare le imprese a ripartire, grazie alla partnership tra consulenti e commercialisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Per uscire dalla crisi scatenata dal COVID-19 le aziende non possono fare a meno di un piano di sviluppo aziendale o piano industriale o business plan, un documento con il quale l’azienda mette nero su bianco quali sono gli obiettivi a medio – lungo termine da raggiungere e quali sono le tappe intermedie che porteranno all’obiettivo finale. Senza un piano di sviluppo aziendale, si corre il rischio di non focalizzarsi su ciò che è davvero importante per la crescita societaria. Sia i manager che i dipendenti devono avere ben chiari quali sono gli obiettivi dell’azienda e comprendere che ogni singola azione quotidiana contribuisce al loro raggiungimento. Solitamente questo compito viene espletato dai commercialisti per conto delle aziende loro clienti.Oltre a questo occorre che l’azienda si avvalga di comprovate professionalità esterne per far si che poi quegli obiettivi vengano raggiunti.Avere a disposizione “i numeri” da raggiungere non è condizione sufficiente in quanto le “azioni” vengono poi messe in atto dalle persone, dal team aziendale.Proprio per venire incontro a questa particolar esigenza My Way Consulting ha avviato un Programma di Partnership con gli Studi di Commercialisti per dare supporto concreto alle PMI italiane. Consapevole dell’importanza che in questo momento riveste avere a disposizione per gli imprenditori di tutte le competenze e conoscenze utili per uscire dalla crisi My Way Consulting mette e disposizione dei clienti PMI degli Studi di Commercialisti il suo team di professionisti, che si occuperà di aiutare la messa in esecuzione delle azioni utili al raggiungimento dei risultati indicati nei piani di sviluppo.
Il team di professionisti messo in piedi utilizza una metodologia testata e perfezionata nel corso degli anni. Il primo passo è l’analisi del “Potenziale Produttivo” di ogni persona che compone il team aziendale. Solo in questo modo si riesce ad avere con una certezza scientifica dove intervenire e come per migliorare efficienza ed efficacia produttiva.Ogni persona agisce e si comporta in modo differente e non conoscere queste dinamiche: è questo il fattore n. 1 delle scarse performance e quindi di errori, sprechi e bassa produttività.Il 90% dell’efficienza viene recuperata nell’80% dei casi con una migliore gestione delle persone.Tipicamente le “performance” delle persone in ambito aziendale può portare ad incrementi di produttività dal 20% al 60% (fonte My Way Consulting).Conclusa questa analisi, i consulenti di My Way Consulting si impegnano a creare un piano di gestione aziendale personalizzato e flessibile. Coinvolgendo, affiancando “on the job” e formando l’imprenditore, i manager e i responsabili vengono avviate tutte le azioni correttive per portare il team ai risultati indicati.La Partnership con gli Studi di Commercialisti (già avviata con alcuni progetti) prevede il coinvolgimento dei consulenti My Way Consulting nel definire le azioni che fanno seguito alla stesura del Piano di sviluppo o Piano Industriale che deve certificare la sostenibilità della continuità aziendale.Per maggiori informazioni visitare il sito web http://www.mywayconsulting.it

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“Sport deve ripartire ma occorre tutelare operatori”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Lo sport rappresenta un punto cardinale per le politiche della salute e dell’intrattenimento, un valore chiave nella vita delle persone e della comunità nazionale – dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, capogruppo in commissione Sport, nel corso dell’informativa del ministro dello Sport Spadafora – Il calcio deve ripartire con regole certe. L’eventuale blocco deve essere deciso dal parlamento. Chiediamo al ministro di agevolare la ripartenza per il 13 giugno, come richiesto dalla Lega Calcio. Se fermiamo il calcio, fermiamo tutti gli sport di squadra. C’è un mondo a cui il governo sta dando le briciole: c’è l’impiantistica; ci sono le associazioni sportive dilettantistiche, le società sportive dilettantistiche, ci sono gli enti di promozione sportiva, principali punti di riferimento del settore, dalla grande presenza nel tessuto sociale; ci sono le piscine, le palestre. Meno della metà delle domande per l’indennità dei collaboratori sportivi sono state processate. Se il DPCM sarà emanato nei prossimi giorni, come faranno i proprietari ad adeguarsi entro il 25? E con quali soldi? Tutti i costi di sanificazione ed adeguamento devono essere a carico dello Stato e, per gli eventi, va introdotta una “Gabrielli sanitaria”, dove tutti i costi siano a carico degli enti locali. Lo sport italiano chiede a gran voce il blocco dei pagamenti delle utenze almeno fino al Giugno 2021, misure per gli insegnanti che ora non accedono alla CIG, la proroga decennale delle concessioni degli impianti sportivi pubblici, finanziamenti a fondo perduto per le imprese in difficoltà, il blocco dei pagamenti delle locazioni e un credito d’imposta per tutto il loro ammontare, la messa in sicurezza anche delle palestre scolastiche, finanziamenti per le migliorie degli impianti, indennità per i lavoratori, meccanismi fiscali per le società dilettantistiche, un Fondo per le associazioni e le società sportive dilettantistiche. Lo abbiamo chiesto in un ordine del giorno approvato questa mattina, a prima firma del vicepresidente Rampelli, e alcuni punti sembra che siano, a quanto detto da Spadafora, nel decreto rilancio.”

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Il Paese comincia a ripartire

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Ma il lockdown ha costretto milioni di italiani a cambiare le proprie abitudini con piccole e grandi ripercussioni sull’economia. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat sono ad esempio 8.655.000 gli italiani (19,7%) che hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa, magari anche tramite le consegne a domicilio, preferendoli alle grandi catene.Nella stessa indagine si scopre che l’attenzione per i negozi di prossimità sia stata ancora maggiore nei grandi centri urbani (oltre 250.000 residenti) al Meridione e tra gli over 55. Vero e proprio boom anche per la solidarietà sia in forma di raccolta fondi e donazioni (vi hanno partecipato più di 7,4 milioni di italiani) sia di disponibilità gratuita delle proprie competenze professionali (4,6 milioni di individui)

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Infrastrutture essenziali per ripartire e rilanciare economia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

“Nei piani del Ministro dei Trasporti la realizzazione della Roma-Latina e della Cisterna-Valmontone stanno assumendo finalmente concretezza. È un’ottima notizia, ma aspetto di vedere i decreti governativi, che sono già in ritardo. Il territorio pontino è stufo di aspettare. Le nostre imprese hanno bisogno di infrastrutture per ripartire e sperare in un rilancio post-Coronavirus”. Lo scrive su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini.

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Per ripartire non basta il distanziamento sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Digitalizzare gli spazi e i movimenti per garantire la sicurezza. In tempi di Coronavirus è la tecnologia che viene in soccorso alle esigenze di distanziamento sociale e sanificazione degli ambienti e degli oggetti. Partendo da un sistema progettato anche, ma non solo, per garantire l’uso corretto di caschetti e scarpe antinfortunistiche e diminuire l’incidenza degli infortuni sul luogo di lavoro, Universus ha sviluppato il nuovo modulo “VS Covid-19” per rispondere alle esigenze di ripartenza. «Rendendo gli oggetti intelligenti e interconnessi all’interno di un ambiente mappato digitalmente è possibile evidenziare quando vengono meno determinate regole», spiega Romano Giovannini che, insieme con Marco Magro è tra i principali artefici del sistema Universus. «La discriminante sono le regole che vengono introdotte: se poniamo come regola quella di non avvicinarsi ad un’altra persona al di sotto di una certa distanza oppure la necessità di sanificare una determinata postazione o uno strumento di lavoro usata da più utenti, otteniamo un sistema che permette di monitorare costantemente il rispetto delle norme di sicurezza. Ad ogni superamento dei limiti, il sistema invia un segnale di allerta: può essere un messaggio sullo smartphone, un segnale acustico oppure ancora una vibrazione ad un bracciale; le soluzioni possono essere diverse, ma il risultato non cambia: la persona viene informata in tempo reale che vi è un potenziale pericolo».Le parole d’ordine nella fase 2 sono sicurezza, fiducia e velocità. Se la componente sicurezza è fondamentale per il contenimento del contagio, la fiducia arriva dalla necessità di relazione, la velocità è nei tempi di risposta in caso di “allarme”. «Universus risponde a tutti questi criteri e a molti altri», aggiunge Magro. «Possiamo rendere “intelligente” una mascherina o i guanti e informare quando vengono indossati e non; possiamo rendere smart una sedia posta in una sala d’aspetto e che, quindi, potrebbe essere usata da molte persone differenti oppure porre attenzione sia su un intero ambiente sia su un singolo oggetto, come ad esempio una stampante o una fotocopiatrice: ogni qualvolta viene utilizzata, Universus attiva la “quarantena dinamica” nello spazio attorno all’oggetto, impedendone l’utilizzo ad una persona diversa dalla precedente fino all’avvenuta sanificazione dell’oggetto stesso. Gli ambienti di lavoro, uffici e fabbriche, ma anche le strutture ricettive e sportive possono garantire così una maggiore sicurezza in un momento in cui tutti dobbiamo prestare la massima attenzione sui nostri movimenti e su con chi e cosa veniamo in contatto».Nato come piattaforma per rendere più sicuri i luoghi di lavoro attraverso tecnologie professionali in real-time a precisione centimetrica ed algoritmi di analisi dati che prevengono potenziali situazioni di pericolo e supportano situazioni critiche di emergenza (ad esempio il flusso di persone verso i punti di raccolta in caso di evacuazione), il sistema Universus è facilmente installabile e può interagire con una serie di dispositivi: un bagde o un bracciale che, opportunamente tarati, sono in grado di fornire le informazioni e segnalazioni opportune. «La predisposizione del sistema è piuttosto rapida», spiega Giovannini. «Per dare un’idea, se si considera un’azienda che si estende su una superficie di circa 2.000 mq dove operano una quarantina di persone e vi sono circa 500 tra oggetti e strumenti di lavoro, la mappatura e la cablatura della struttura, nonché il set-up del sistema, richiedono un tempo di installazione che va dalle due alle tre settimane».A fronte di un obiettivo chiaro di ripartenza, «oggi la sicurezza quindi diventa elemento imprescindibile. Proteggendo la salute interna e della supply-chain, ossia i contatti diretti con fornitori, clienti e manutentori in azienda, si consente all’economia la ripresa», conclude Magro. «La piattaforma Universus, che si integra “su misura” nei processi aziendali, è flessibile, scalabile e declinabile nel tempo a seconda delle future esigenze, e di rendere qualunque realtà aziendale non solo più sicura, ma anche più resiliente, sempre nel rispetto delle normative vigenti».Per la delicatezza delle informazioni che raccoglie e per la necessità di utilizzo e ri-modulazione di nuove regole nel medio-lungo periodo, il sistema viene proposto con la formula del “noleggio operativo” e rientra nelle agevolazioni previste per il credito d’imposta. L’investimento risulta pertanto adeguato e totalmente sostenibile da qualunque realtà aziendale: dalla micro impresa alla multinazionale.

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“Ripartire dai libri”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Ripartire dai libri con un piano straordinario, a sostegno del settore, per superare “la più grave crisi attraversata dal libro dal Dopoguerra”. È la richiesta della filiera del libro al governo in un appello (il testo integrale è in allegato) firmato da AIB – Associazione Italiana Biblioteche, AIE – Associazione Italiana Editori e ALI – Associazioni Librai Italiani.Secondo le tre associazioni sono urgenti “interventi immediati a sostegno di imprese, specie le più piccole, di biblioteche, di lavoratori, autori e traduttori e per risolvere la crisi di liquidità che attraversa l’intera filiera”. Interventi che prevedano “un sostegno alla domanda lungo due linee: fondi alle biblioteche di pubblica lettura per un piano straordinario di acquisti di libri, con particolare attenzione alle librerie del territorio, e un sostegno tramite strumenti analoghi al bonus cultura, finora dedicato ai diciottenni, da estendersi ad altre fasce della popolazione”. Servono inoltre interventi strutturali per la ripresa, con misure per promuovere la lettura con risorse finalmente all’altezza. Questo significa “stabilizzare il sostegno alla domanda oltre l’emergenza, prevedere una detrazione fiscale sull’acquisto dei libri, rafforzare il sistema bibliotecario del paese, promuovere l’innovazione e completare la transizione verso un’editoria libraria interamente verde e inclusiva, e rafforzare la promozione del libro italiano all’estero”.
La situazione del comparto, ricordano le associazioni, è drammatica: “Sono state chiuse le librerie, e molte ancora lo sono, con perdite solo a marzo di 25milioni di ricavi; sono chiuse scuole e università, luoghi di scambi culturali per elezione. Sono chiuse le biblioteche: quasi 600 biblioteche di pubblica lettura si sono mobilitate in collaborazione con autori ed editori per non interrompere il loro legame con i propri piccoli lettori, ma è una goccia rispetto alle 11.608 biblioteche chiuse”.“Le chiusure generano la più grave crisi attraversata dal libro dal Dopoguerra – ricordano le associazioni -. Già a fine marzo il 64% degli editori librari aveva fatto ricorso alla cassa integrazione o era in procinto di farlo. Il numero delle novità previste nel 2020 era stato riprogettato con una riduzione del 31% rispetto ai programmi di inizio anno, con conseguenze pesanti sui posti di lavoro nei settori della carta, della stampa e nei service editoriali e grafici, ma anche per autori e i traduttori”.“Sarà un colpo verso la cultura italiana, la diversità culturale e il pluralismo – concludono le associazioni -. Per questo un intervento mirato a sostegno del libro è veramente necessario subito”.

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Il nostro Muro di Berlino, da abbattere per ripartire

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

La quarantena di queste settimane mi ha portato a riflettere sull’importanza della democrazia e della libertà. Vorrei, insieme a voi, ragionare sul concetto di libertà.Oggi ci ritroviamo ad essere condizionati nei movimenti, negli affetti e nelle relazioni sociali.
E mi è passata per la testa una scena vista in TV migliaia di volte, ma che oggi assume un valore profondo: la caduta del Muro di Berlino, un esempio della mancanza della libertà per antonomasia.Per anni i miei genitori e i miei nonni hanno visto gente intenta a travalicare quel Muro e spesso veniva trucidata senza alcuna pietà.Il nostro Muro di Berlino è il COVID-19.Le democrazie hanno sgretolato quel Muro con il piccone della libertà, con la semplice idea che la fisicità di quella bruttura si sgretolava prima con la cultura. Purtroppo il vaccino, vero antidoto contro questo nemico infido, non è a portata di mano e non si prospetta una soluzione a breve scadenza. Il Muro psicologico del Coronavirus non deve mostrarsi ai nostri occhi come insormontabile e arrenderci dinnanzi alla sua imponenza.Dobbiamo reagire, comprendere quanto questa contingenza ci stia facendo male e non solo per le drammatiche perdite, circostanze che rattristano i nostri cuori, ma anche in termini sociali.
Se guardiamo con attenzione i dati fornitici da Confindustria, ci accorgiamo di avere, ognuno nelle nostre case, un altro malato: il Sistema Italia.Nel primo semestre del 2020 perderemo il 10% di PIL. Due lavoratori su 100 potrebbero ritrovarsi disoccupati e l’export, vero motore della nostra economia, calerà del 5% circa. Giustamente, mi potrebbe essere appuntato che la salute sia al primo posto nella scala dei valori e mi trovo perfettamente d’accordo.Ma faccio una semplice constatazione di merito e penso al domani. Se continuiamo a fermarci, la ripartenza quanto ci costerà? Vorrei che riflettessimo insieme su questo particolare e che insieme pensassimo al domani.Nella fase della ripartenza dovranno essere approntate tutte le più severe misure di sicurezza.
Bisognerà agevolare lo Smart-Working e assicurare agli anziani e a chi soffre di patologie immunodeficienti e respiratorie il massimo della salvaguardia.E’ necessario un campionamento su vasta scala per avere dei dati epidemiologici certi. Insomma, programmare la ripresa e guardare avanti.Ma ripartire significa anche mettere nelle condizioni le imprese, gli autonomi, le famiglie e le Partite Iva di rimettersi in carreggiata.Dopo una prima fase sacrosanta di assistenza e sostegno, bisogna rilanciare l’economia con infiltrazioni di liquidità e investimenti.Il DL Liquidità appena varato è un buon punto di partenza, anche se avremmo voluto di più, una garanzia al 100% dello Stato sui prestiti concessi dalle banche a imprese, partite iva, artigiani e commercianti per permettergli di superare questi mesi di inevitabile crollo del lavoro.Dobbiamo però fare di più, ancora di più.
L’assistenzialismo proposto da Beppe Grillo non è una ricetta, è una castroneria bella e buona.Per arginare la crisi, caricheremo le prossime generazioni di un fardello pesante.Il debito pubblico che andremo a generare, serve per costruire un paese competitivo e innovativo, con infrastrutture funzionanti e aziende solide. Per fronteggiare questo sforzo, la Commissione Europea ha sospeso il Patto di Stabilità e la BCE ha messo sul piatto circa 1000MLD di Q.E.Gli Stati del Nord non si stanno dimostrando all’altezza della sfida e rimangono rinchiusi dentro le loro logiche ragionieristiche.Il Fondo Salva Stati e gli Eurobond, strumenti necessari per sostenere i nostri sforzi, si tramutano nel classico nodo gordiano da recidere.Dalle cronache dei giornali si è evinta ancora diffidenza e si sono cercati strumenti per non andare ad intaccare la beata sicurezza dei Tedeschi e suoi alleati. Anche qui una mediazione si è trovata, e l’Europa c’è, di fianco a tutti i suoi cittadini, anche se avremmo auspicato una maggiore ambizione nel disegnare un’Europa più unita ancora, da parte di chi dell’Europa ha una leadership di fatto.Anche questo è un muro da abbattere, e dovremmo farlo tutti insieme, immaginando un’Europa ancora più unita, più solidale, più politica.I Muri cadono perché siamo noi a farli cadere, perché noi vogliamo vedere oltre, per immergerci, per dirla alla Leopardi, nell’infinito dove “il naufragar m’è dolce in questo mare”.Spero di avervi offerto spunti di riflessione e vorrei, vivamente, che voi mi scriviate per scambiare delle opinioni e formulare delle critiche.Approfitto infine di questo momento per augurare a voi e alle vostre famiglie una serena Pasqua, nonostante tutto. (by Mattia)

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Terremoto: Ripartire da Norcia con onestà e competenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

norcia“Il decreto terremoto non può attendere, anzi va aggiornato e adeguato alle nuove circostanze, senza tentennamenti, senza false economie, senza inutili ruberie. Impossibile non riempirsi di tristezza oggi, facendo un lungo e tortuoso giro per l’Umbria, soprattutto nell’area della ValNerina. Contrastava con la bellezza della giornata, l’immagine delle chiese e delle case ridotte in macerie. Si prova una sensazione di sgomento e di impotenza, che fa dubitare che si possano ricostruire in un prossimo futuro gli splendidi edifici, ricchi di arte ma soprattutto cari alla pietà popolare, dei devoti di San Benedetto e di Santa Rita. Parlando con la gente del posto, qualcuno attribuiva alla loro intercessione, oltre che all’esperienza drammatica dei giorni precedenti, il fatto che non ci siano state vittime. Sembrava un miracolo che la popolazione della zona avesse colto subito i segnali di allarme legati alle nuove scosse e si fosse messa al riparo senza indugi, reagendo istintivamente alla paura con coraggio”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Ma ciò non impedisce di rattristarsi, pensando alla qualità di vita che attenderà nei prossimi mesi le decine di migliaia di sfollati, dai più piccoli ai più anziani, che ora per ora si aggiungono, alla schiera di quanti chiedono aiuto. Eppure questa gente chiede di poter restare accanto alle proprie case, per vegliare sulla loro ricostruzione. Temono lo sciacallaggio veloce di alcuni e l’indifferenza delle istituzioni, che operano al rallentatore. Accettano il terremoto come fatto incontrollabile, ma non si rassegnano alle lentezze burocratiche e non sopportano la sola idea che ci si possa infiltrare la corruzione dei soliti furbi. Davanti allo tsunami geologico allargano le braccia, davanti ad un possibile ripetersi dello tsunami morale alzano i pugni. Ed è questa la vera battaglia con cui la classe politica dovrà misurarsi: si possono ricostruire questi paesi se si ricostruisce con onestà e competenza, dicendo un no deciso anche alla più piccola manifestazione di conflitto di interessi e di corruzione. Forse questo è il nuovo segno e la nuova opportunità di far ripartire l’Italia, ancora una volta sulle orme di San Benedetto, patrono d’Europa”, conclude Binetti.

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Nizza: Ripartire dalla speranza nella vita

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

Paola-Binetti“Lo sgomento che prende davanti ad un terrorismo sempre più aggressivo, dal volto sempre più disumano, deve farci riflettere molto su quest’attacco sistematico e prolungato portato al cuore della nostra libertà e di tutta la cultura occidentale. Del tir che ieri ha massacrato decine e decine di persone, riunite in occasione di una festa nazionale, ciò che più sorprende è la brutalità con cui l’autista è passato sui corpi accalcati di bambini ed adulti. Ne ha fatto una carneficina, stando di poco sopra a loro, guardandoli in faccia, decidendo a mente fredda su chi passare e su chi no.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua:” Ha compiuto un attentato terroristico squallido per modalità e strategia, ma –ci dicono- non era un terrorista. Non era schedato in nessuna di quelle liste prudenziali di cui ormai tutte le questure e le prefetture dispongono. Era solo un piccolo criminale che aveva commesso reati contro il patrimonio, come una serie di furti ripetuti, ma di scarsa entità. Non c’era motivo di fidarsi di lui, ma tanto meno c’era motivo di pensare alla mente perversa con cui ha colpito tanti innocenti giovedì sera. Questa guerra che ha come bersaglio preferito i civili e non i militari; gli scenari di pace e non i teatri di guerra, ci trova del tutto impreparati davanti all’enormità delle situazioni che potrebbero presentarsi. Lo stadio, un pub dove ascoltare musica, un aeroporto, una metropolitana mentre si va al lavoro, una festa nazionale: impossibile mettere porte alla nostra vita ordinaria; inimmaginabile distribuire forze dell’ordine laddove l’ordine dovrebbe essere un fatto naturale. Ma soprattutto lo smarrimento ci coglie davanti a situazioni che non hanno nulla di prevedibile, che non rimandano a regole, criteri, accordi maturati in precedenza. Non c’è una dichiarazione di guerra, non c’è un codice d’onore, non ci sono principi, c’è solo una violenza irrazionale che non conosce principi; che non distingue tra le persone e colpisce nel mucchio per fare il maggior danno possibile. L’autista, identificato con facilità, ha mostrato tanto disprezzo per la vita degli altri quanto per la propria; la sua stessa vita non aveva più valore di quella altrui e questo fatto resta un mistero. La cultura della morte sembra essere la struttura portante di questa nuova maniera di far la guerra: non si combatte per vincere, ma solo per distruggere, senza speranza e senza soluzioni, eppure è proprio da qui che dobbiamo ripartire, per raccontare una nuova storia in cui sia chiaro perché vale sempre la pena vivere ” conclude la Binetti.

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Investire 315 miliardi di euro per far ripartire l’economia dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

Per rimettere in moto l’economica dell’UE, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha annunciato la creazione di un piano UE di investimenti strategici, destinato a mobilitare almeno 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni. Dopo la presentazione di mercoledì all’Aula del nuovo piano, i deputati di quasi tutti i gruppi politici hanno espresso sostegno, ma chiesto anche un’azione rapida per incrementare la crescita nell’UE.Juncker ha spiegato che il piano si basa su tre pilastri:
– la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nel giugno 2015, finanziato con 21 miliardi di euro dal bilancio dell’UE e dalla mobilitazione di almeno 315 miliardi di euro in ulteriori investimenti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel periodo 2015-2017,
– la creazione di una “riserva di progetti”, accompagnata da un programma di assistenza, per incanalare gli investimenti dove sono maggiormente necessari, e una tabella di marcia per rendere l’Europa più attraente per gli investimenti ed eliminare le strettoie burocratiche.
Lodando il piano di investimenti Juncker, il presidente del gruppo PPE Manfred Weber (DE), ha dichiarato che “è meglio mobilitare il capitale privato invece di fare nuovi debiti”. Ha quindi sottolineando che gli Stati membri devono portare avanti le riforme strutturali, perché “se i procedimenti legali durano così a lungo come in Italia, se i mercati del lavoro sono troppo rigidi come in Francia e se le procedure di pianificazione si protraggono per mesi e anni come succede nel mio paese, non c’è da stupirsi che non ci siano investimenti”.Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT), ha dichiarato che “avremmo voluto più denaro pubblico, più investimenti, ma questo è un buon punto di partenza”. Ha quindi sottolineato che il suo gruppo non è interessato “alle valutazioni delle agenzie di credito – siamo interessati alla vita delle persone”. Ha inoltre ricordato a Juncker che il gruppo S&D lo ha sostenuto a condizione che si attui il pacchetto di investimenti e che il Parlamento sia pienamente coinvolto.Riprendendo l’analogia dell'”innaffiatoio” fatta da Juncker per il pacchetto, il leader del gruppo ECR Syed Kamall (UK) ha chiesto “come si possa fare affinché si tratti di un annaffiatoio che stimola la crescita? Come possiamo essere certi che non si tratti di un diluvio governativo che lava via gli investimenti privati? Come possiamo fare in modo che non si tratti di un sistema privato di irrigazione che non viene mai attivata? Ciò di cui abbiamo bisogno sono risposte dettagliate ad alcune delle nostre domande (…) Forse allora potremmo sostenere il vostro progetto”.Guy Verhofstadt (BE), il leader del gruppo ALDE, ha sottolineato che gli investimenti devono essere sostenuti con riforme strutturali negli Stati membri. “Forse la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere una condizione per ottenere i fondi”, ha suggerito, evidenziando anche la necessità di completare i mercati comunitari del digitale, dell’energia e dei capitali. “In caso contrario, il capitale andrebbe perso su grande scala”, ha dichiarato. Verhofstadt ha infine suggerito di esentare da imposta l’utilizzo dei fondi, per attrarre più investimenti privati.Rivolgendosi a Juncker, Dimitrios Papadimoulis (EL), in nome del gruppo GUE/NGL, ha dichiarato che “il pacchetto presentato sono solo parole a vuoto. 16 miliardi di euro provengono dal bilancio dell’UE e 5 miliardi di euro dalla BEI. Non c’è un solo euro di denaro fresco, lei ha promesso che creerà una sorta di effetto leva che moltiplica i fondi per 15. In questo periodo di stagnazione e recessione nella zona euro, non vi è nessun economista al mondo che può credere a ciò”.Parlando in nome del gruppo Verdi/ALE, Philippe Lamberts (BE), ha dichiarato che il pacchetto di investimenti è “ben progettato”, pur sottolineando la necessità di “porre fine all’economia dei casinò”. Ha sostenuto che “lottare contro la frode e l’evasione fiscale” dovrebbe essere “parte integrante” del piano, sottolineando la necessità di passare a fondi di energia più verde all’interno dell’UE. “Non dovremmo dare a Putin e al suo sistema energetico un miliardo di euro al giorno”, ha concluso.Patrick O’Flynn (UK) in nome del gruppo EFDD, ha dichiarato che Juncker sta sprecando inutilmente altro denaro, mentre il problema principale è che l’euro – come moneta unica – impedisce agli Stati meridionali dell’Unione europea di tornare alle valute nazionali che potrebbero essere deprezzate per creare condizioni più favorevoli per gli investimenti.Il non iscritto Gerolf Annemans (BE) ha detto che il pacchetto di investimenti è “fondamentalmente un riciclaggio, un rietichettatura (…) Si tratta di un annaffiatoio Hocuspocus, abracadabra, si tratta insomma denaro del monopoli”.
Parlando in nome della Commissione, il vicepresidente Jyrki Katainen ha detto che il nuovo piano dovrebbe massimizzare l’impatto sull’economia reale, sbloccare gli investimenti pubblici e privati in progetti reali e creare veri posti di lavoro. Ha anche sottolineato che i contributi degli Stati membri al piano saranno neutrali rispetto al Patto di stabilità e di crescita. Il piano dovrebbe inoltre incarnare un “nuovo approccio a livello europeo – per cambiare il modo in cui il denaro pubblico viene utilizzato”, in particolare sostenendo i prestiti più rischiosi.

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Governo: facciamo ripartire l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

“Dopo un’estate che sarà ricordata – ahimè – per l’ingestibile quantità di fango gettata dai media sulle alte cariche istituzionali, deve esserci la responsabilità di rendere l’autunno una stagione di riacquistata e rinnovata responsabilità nei confronti del nostro Paese”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà. “Le risultanze del vertice di ieri tra Bossi e Berlusconi sembrerebbero un’ottima premessa per ritornare a parlare di politica e non più di gossip e di inconsistenti faccende immobiliari . Ci attendono settimane calde sotto il profilo politico, provvedimenti che attendono di essere varati e riforme accantonate che meriterebbero di ricevere un po’ più di attenzione da parte del Governo”. “Il nostro gruppo è parte integrante della maggioranza, non intende ribaltarla né creare difficoltà gestionali – conclude Di Biagio – siamo una voce che insieme al PdL e alla Lega intende interloquire con il Governo per rimodulare le priorità di programma e rivedere alcuni nodi critici. Basta con le etichette, le accuse e le manipolazioni mediatiche, ora è tempo di far ripartire l’Italia”.

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Forze dell’ordine e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Dichiarazione del Sen. Mauro Marino (PD) “L’unica cosa seria da fare se si vuole combattere la criminalità – ha dichiarato il Sen. Mauro MARINO, Presidente del PD Città di Torino – è quella di investire più risorse a favore delle Forze dell’Ordine. Esattamente il contrario di quanto sta facendo il Governo di centro-destra. Ogni giorno assistiamo a una contrapposizione tra quanto viene detto e quanto viene realmente fatto. L’ultimo esempio lo abbiamo avuto in sede di approvazione del testo sui lavoro usuranti dove, se da un lato è stata riconosciuta la specificità delle Forze dell’Ordine, dall’altro è stato respinto un emendamento del PD che assegnava 250 milioni da ripartire mediante negoziazione e contrattazione proprio al personale delle Forze dell’Ordine.  Dunque, non possiamo poi stupirci se i poliziotti devono occuparsi della manutenzione delle autovetture, o di altre mansioni tecniche a causa dei ruoli scoperti nella pianta organica, e non hanno i mezzi necessari a svolgere quel ruolo di prevenzione che è poi quello che garantisce la reale sicurezza dei cittadini”.

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