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Terremoto: Ripartire da Norcia con onestà e competenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

norcia“Il decreto terremoto non può attendere, anzi va aggiornato e adeguato alle nuove circostanze, senza tentennamenti, senza false economie, senza inutili ruberie. Impossibile non riempirsi di tristezza oggi, facendo un lungo e tortuoso giro per l’Umbria, soprattutto nell’area della ValNerina. Contrastava con la bellezza della giornata, l’immagine delle chiese e delle case ridotte in macerie. Si prova una sensazione di sgomento e di impotenza, che fa dubitare che si possano ricostruire in un prossimo futuro gli splendidi edifici, ricchi di arte ma soprattutto cari alla pietà popolare, dei devoti di San Benedetto e di Santa Rita. Parlando con la gente del posto, qualcuno attribuiva alla loro intercessione, oltre che all’esperienza drammatica dei giorni precedenti, il fatto che non ci siano state vittime. Sembrava un miracolo che la popolazione della zona avesse colto subito i segnali di allarme legati alle nuove scosse e si fosse messa al riparo senza indugi, reagendo istintivamente alla paura con coraggio”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Ma ciò non impedisce di rattristarsi, pensando alla qualità di vita che attenderà nei prossimi mesi le decine di migliaia di sfollati, dai più piccoli ai più anziani, che ora per ora si aggiungono, alla schiera di quanti chiedono aiuto. Eppure questa gente chiede di poter restare accanto alle proprie case, per vegliare sulla loro ricostruzione. Temono lo sciacallaggio veloce di alcuni e l’indifferenza delle istituzioni, che operano al rallentatore. Accettano il terremoto come fatto incontrollabile, ma non si rassegnano alle lentezze burocratiche e non sopportano la sola idea che ci si possa infiltrare la corruzione dei soliti furbi. Davanti allo tsunami geologico allargano le braccia, davanti ad un possibile ripetersi dello tsunami morale alzano i pugni. Ed è questa la vera battaglia con cui la classe politica dovrà misurarsi: si possono ricostruire questi paesi se si ricostruisce con onestà e competenza, dicendo un no deciso anche alla più piccola manifestazione di conflitto di interessi e di corruzione. Forse questo è il nuovo segno e la nuova opportunità di far ripartire l’Italia, ancora una volta sulle orme di San Benedetto, patrono d’Europa”, conclude Binetti.

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Nizza: Ripartire dalla speranza nella vita

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

Paola-Binetti“Lo sgomento che prende davanti ad un terrorismo sempre più aggressivo, dal volto sempre più disumano, deve farci riflettere molto su quest’attacco sistematico e prolungato portato al cuore della nostra libertà e di tutta la cultura occidentale. Del tir che ieri ha massacrato decine e decine di persone, riunite in occasione di una festa nazionale, ciò che più sorprende è la brutalità con cui l’autista è passato sui corpi accalcati di bambini ed adulti. Ne ha fatto una carneficina, stando di poco sopra a loro, guardandoli in faccia, decidendo a mente fredda su chi passare e su chi no.” Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare che continua:” Ha compiuto un attentato terroristico squallido per modalità e strategia, ma –ci dicono- non era un terrorista. Non era schedato in nessuna di quelle liste prudenziali di cui ormai tutte le questure e le prefetture dispongono. Era solo un piccolo criminale che aveva commesso reati contro il patrimonio, come una serie di furti ripetuti, ma di scarsa entità. Non c’era motivo di fidarsi di lui, ma tanto meno c’era motivo di pensare alla mente perversa con cui ha colpito tanti innocenti giovedì sera. Questa guerra che ha come bersaglio preferito i civili e non i militari; gli scenari di pace e non i teatri di guerra, ci trova del tutto impreparati davanti all’enormità delle situazioni che potrebbero presentarsi. Lo stadio, un pub dove ascoltare musica, un aeroporto, una metropolitana mentre si va al lavoro, una festa nazionale: impossibile mettere porte alla nostra vita ordinaria; inimmaginabile distribuire forze dell’ordine laddove l’ordine dovrebbe essere un fatto naturale. Ma soprattutto lo smarrimento ci coglie davanti a situazioni che non hanno nulla di prevedibile, che non rimandano a regole, criteri, accordi maturati in precedenza. Non c’è una dichiarazione di guerra, non c’è un codice d’onore, non ci sono principi, c’è solo una violenza irrazionale che non conosce principi; che non distingue tra le persone e colpisce nel mucchio per fare il maggior danno possibile. L’autista, identificato con facilità, ha mostrato tanto disprezzo per la vita degli altri quanto per la propria; la sua stessa vita non aveva più valore di quella altrui e questo fatto resta un mistero. La cultura della morte sembra essere la struttura portante di questa nuova maniera di far la guerra: non si combatte per vincere, ma solo per distruggere, senza speranza e senza soluzioni, eppure è proprio da qui che dobbiamo ripartire, per raccontare una nuova storia in cui sia chiaro perché vale sempre la pena vivere ” conclude la Binetti.

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Investire 315 miliardi di euro per far ripartire l’economia dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

Per rimettere in moto l’economica dell’UE, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha annunciato la creazione di un piano UE di investimenti strategici, destinato a mobilitare almeno 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni. Dopo la presentazione di mercoledì all’Aula del nuovo piano, i deputati di quasi tutti i gruppi politici hanno espresso sostegno, ma chiesto anche un’azione rapida per incrementare la crescita nell’UE.Juncker ha spiegato che il piano si basa su tre pilastri:
– la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nel giugno 2015, finanziato con 21 miliardi di euro dal bilancio dell’UE e dalla mobilitazione di almeno 315 miliardi di euro in ulteriori investimenti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel periodo 2015-2017,
– la creazione di una “riserva di progetti”, accompagnata da un programma di assistenza, per incanalare gli investimenti dove sono maggiormente necessari, e una tabella di marcia per rendere l’Europa più attraente per gli investimenti ed eliminare le strettoie burocratiche.
Lodando il piano di investimenti Juncker, il presidente del gruppo PPE Manfred Weber (DE), ha dichiarato che “è meglio mobilitare il capitale privato invece di fare nuovi debiti”. Ha quindi sottolineando che gli Stati membri devono portare avanti le riforme strutturali, perché “se i procedimenti legali durano così a lungo come in Italia, se i mercati del lavoro sono troppo rigidi come in Francia e se le procedure di pianificazione si protraggono per mesi e anni come succede nel mio paese, non c’è da stupirsi che non ci siano investimenti”.Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT), ha dichiarato che “avremmo voluto più denaro pubblico, più investimenti, ma questo è un buon punto di partenza”. Ha quindi sottolineato che il suo gruppo non è interessato “alle valutazioni delle agenzie di credito – siamo interessati alla vita delle persone”. Ha inoltre ricordato a Juncker che il gruppo S&D lo ha sostenuto a condizione che si attui il pacchetto di investimenti e che il Parlamento sia pienamente coinvolto.Riprendendo l’analogia dell'”innaffiatoio” fatta da Juncker per il pacchetto, il leader del gruppo ECR Syed Kamall (UK) ha chiesto “come si possa fare affinché si tratti di un annaffiatoio che stimola la crescita? Come possiamo essere certi che non si tratti di un diluvio governativo che lava via gli investimenti privati? Come possiamo fare in modo che non si tratti di un sistema privato di irrigazione che non viene mai attivata? Ciò di cui abbiamo bisogno sono risposte dettagliate ad alcune delle nostre domande (…) Forse allora potremmo sostenere il vostro progetto”.Guy Verhofstadt (BE), il leader del gruppo ALDE, ha sottolineato che gli investimenti devono essere sostenuti con riforme strutturali negli Stati membri. “Forse la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere una condizione per ottenere i fondi”, ha suggerito, evidenziando anche la necessità di completare i mercati comunitari del digitale, dell’energia e dei capitali. “In caso contrario, il capitale andrebbe perso su grande scala”, ha dichiarato. Verhofstadt ha infine suggerito di esentare da imposta l’utilizzo dei fondi, per attrarre più investimenti privati.Rivolgendosi a Juncker, Dimitrios Papadimoulis (EL), in nome del gruppo GUE/NGL, ha dichiarato che “il pacchetto presentato sono solo parole a vuoto. 16 miliardi di euro provengono dal bilancio dell’UE e 5 miliardi di euro dalla BEI. Non c’è un solo euro di denaro fresco, lei ha promesso che creerà una sorta di effetto leva che moltiplica i fondi per 15. In questo periodo di stagnazione e recessione nella zona euro, non vi è nessun economista al mondo che può credere a ciò”.Parlando in nome del gruppo Verdi/ALE, Philippe Lamberts (BE), ha dichiarato che il pacchetto di investimenti è “ben progettato”, pur sottolineando la necessità di “porre fine all’economia dei casinò”. Ha sostenuto che “lottare contro la frode e l’evasione fiscale” dovrebbe essere “parte integrante” del piano, sottolineando la necessità di passare a fondi di energia più verde all’interno dell’UE. “Non dovremmo dare a Putin e al suo sistema energetico un miliardo di euro al giorno”, ha concluso.Patrick O’Flynn (UK) in nome del gruppo EFDD, ha dichiarato che Juncker sta sprecando inutilmente altro denaro, mentre il problema principale è che l’euro – come moneta unica – impedisce agli Stati meridionali dell’Unione europea di tornare alle valute nazionali che potrebbero essere deprezzate per creare condizioni più favorevoli per gli investimenti.Il non iscritto Gerolf Annemans (BE) ha detto che il pacchetto di investimenti è “fondamentalmente un riciclaggio, un rietichettatura (…) Si tratta di un annaffiatoio Hocuspocus, abracadabra, si tratta insomma denaro del monopoli”.
Parlando in nome della Commissione, il vicepresidente Jyrki Katainen ha detto che il nuovo piano dovrebbe massimizzare l’impatto sull’economia reale, sbloccare gli investimenti pubblici e privati in progetti reali e creare veri posti di lavoro. Ha anche sottolineato che i contributi degli Stati membri al piano saranno neutrali rispetto al Patto di stabilità e di crescita. Il piano dovrebbe inoltre incarnare un “nuovo approccio a livello europeo – per cambiare il modo in cui il denaro pubblico viene utilizzato”, in particolare sostenendo i prestiti più rischiosi.

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Governo: facciamo ripartire l’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

“Dopo un’estate che sarà ricordata – ahimè – per l’ingestibile quantità di fango gettata dai media sulle alte cariche istituzionali, deve esserci la responsabilità di rendere l’autunno una stagione di riacquistata e rinnovata responsabilità nei confronti del nostro Paese”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato di Futuro e Libertà. “Le risultanze del vertice di ieri tra Bossi e Berlusconi sembrerebbero un’ottima premessa per ritornare a parlare di politica e non più di gossip e di inconsistenti faccende immobiliari . Ci attendono settimane calde sotto il profilo politico, provvedimenti che attendono di essere varati e riforme accantonate che meriterebbero di ricevere un po’ più di attenzione da parte del Governo”. “Il nostro gruppo è parte integrante della maggioranza, non intende ribaltarla né creare difficoltà gestionali – conclude Di Biagio – siamo una voce che insieme al PdL e alla Lega intende interloquire con il Governo per rimodulare le priorità di programma e rivedere alcuni nodi critici. Basta con le etichette, le accuse e le manipolazioni mediatiche, ora è tempo di far ripartire l’Italia”.

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Forze dell’ordine e sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Dichiarazione del Sen. Mauro Marino (PD) “L’unica cosa seria da fare se si vuole combattere la criminalità – ha dichiarato il Sen. Mauro MARINO, Presidente del PD Città di Torino – è quella di investire più risorse a favore delle Forze dell’Ordine. Esattamente il contrario di quanto sta facendo il Governo di centro-destra. Ogni giorno assistiamo a una contrapposizione tra quanto viene detto e quanto viene realmente fatto. L’ultimo esempio lo abbiamo avuto in sede di approvazione del testo sui lavoro usuranti dove, se da un lato è stata riconosciuta la specificità delle Forze dell’Ordine, dall’altro è stato respinto un emendamento del PD che assegnava 250 milioni da ripartire mediante negoziazione e contrattazione proprio al personale delle Forze dell’Ordine.  Dunque, non possiamo poi stupirci se i poliziotti devono occuparsi della manutenzione delle autovetture, o di altre mansioni tecniche a causa dei ruoli scoperti nella pianta organica, e non hanno i mezzi necessari a svolgere quel ruolo di prevenzione che è poi quello che garantisce la reale sicurezza dei cittadini”.

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