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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘ripartizione’

Sconfezionamento mascherine: indicazioni operative per ripartizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Abbassare l’aliquota Iva sulle mascherine dal 22% al 4% come misura per venire incontro alle difficoltà dei cittadini. La proposta, avanzata da qualche parlamentare in questi giorni, è stata rilanciata oggi anche da Federfarma, accanto a quella, già ventilata, di distribuire gratuitamente in farmacia tutti i dispositivi che dovessero pervenire dal canale della Protezione civile. Intanto, in merito alla possibilità di vendere le mascherine anche singolarmente, prevista dall’ordinanza di venerdì del commissario straordinario, arrivano le schede operative con le istruzioni su come procedere allo sconfezionamento in sicurezza.«Dopo aver chiesto alle Amministrazioni» si legge nella nota di Federfarma «indicazioni sulla percentuale da applicare al costo di acquisto e di vendita delle mascherine, avanziamo una nuova proposta per calmierare i prezzi: abbassare l’aliquota Iva sulle mascherine dal 22% al 4%. Si tratta per altro di una proposta che «non sembra poter incidere particolarmente sulle previsioni di gettito, visto che, prima dell’emergenza sanitaria in atto, la vendita delle mascherine presentava volumi ridottissimi con connessi limitati introiti Iva».
Intanto, dalla Sifap, in una circolare di oggi, arrivano alcune indicazioni su come procedere allo sconfezionamento delle mascherine, per venderle singolarmente o in quantità ridotte, come previsto nell’Ordinanza del Commissario straordinario del 9 aprile.Il primo aspetto da tenere in considerazione riguarda le cautele igieniche. Come si legge all’articolo 1, «è consentita» infatti «la vendita al dettaglio di DPI da parte delle farmacie ubicate nell’intero territorio nazionale, anche in assenza degli imballaggi di riferimento, con le opportune cautele igieniche e sanitarie adottate a cura del venditore». In particolare – dice l’articolo 2 – «per procedere all’apertura delle confezioni, ciascuna farmacia garantisce il rispetto delle corrette operazioni da svolgere nel proprio laboratorio» e «l’adozione di misure di precauzione standard da parte del proprio personale». Tra queste:
– igiene delle mani mediante prodotti idroalcolici oppure lavaggio con acqua e sapone;
– igiene respiratoria mediante utilizzo di mascherine facciali;
– guanti;
– camice.
Sul punto, dalla Sifap, sono state diffuse due schede operative, che contengono le indicazioni da seguire per procedere all’apertura delle confezioni e alle successive attività di ripartizione e le informazioni da conservare per ogni quantitativo consegnato. In particolare, in relazione alle norme igieniche, viene proposta una check list che, oltre a riprendere le indicazioni della legge, sottolinea l’importanza della preparazione del laboratorio o dell’area destinata all’operazione. In particolare occorre:
– Verificare la pulizia dei locali;
L’altro aspetto di particolare importanza è la tracciatura del prodotto.
Anche per poter documentare il prezzo è a maggior ragione importante poter associare, anche con fattura, confezione allestita a prodotto originario. Sotto il profilo sanzionatorio l’Ordinanza richiama il reato di cui all’articolo 650 del Codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità), secondo cui “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”. (by Francesca Giani fonte Doctor33)

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Rimborsi Tari sulle pertinenze: Emanata la circolare ministeriale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

rifiutiE’ stata emanata la “tanto attesa” circolare ministeriale sui rimborsi della Tari sulle pertinenze. Circolare che in verità non serviva perché i rimborsi sono già previsti e disciplinati dalla legge (art. 1, comma 164 legge 296 del 2006): si presenta istanza di rimborso entro 5 anni dal pagamento, il Comune ha 90 giorni di tempo per rispondere e 180 per pagare. E infatti la circolare questo ripete: la quota variabile è dovuta una sola volta per l’intera superficie dell’immobile (pertinenze incluse) e i comuni che hanno erroneamente duplicato la quota variabile per le pertinenze devono restituire ai cittadini gli importi pagati in eccesso.Ribadito l’ovvio, la circolare, a ben vedere, aggiunge qualcosa e chiarisce ai cittadini che non possono limitarsi a chiedere il rimborso della Tari pagata indebitamente ma devono anche indicare l’importo esatto del rimborso richiesto.Operazione semplice se l’avviso di pagamento ricevuto dal Comune contenesse il dettaglio delle quote variabili richieste, per cui sarebbe sufficiente individuare le quote variabili duplicate per le pertinenze e sommare gli importi.
Ma in questi giorni abbiamo visto -inviatici dagli utenti che chiedevano consiglio- diversi avvisi di pagamento Tari che non contengono il dettaglio degli importi. Lo sa anche il Ministero, che precisa che i regolamenti comunali in molti casi “non contengono una espressa e univoca previsione in ordine alle concrete modalità di calcolo della tassa nell’ipotesi di cui si tratta, potendosi manifestare l’errore in sede di applicazione degli atti regolamentari ai fini dell’emissione degli inviti di pagamento che specificano le somme dovute per ogni utenza”. Sembra una supercazzola. Che vuol dire? Che i cittadini potrebbero non essere in grado di capire quanto deve essergli restituito, perché il regolamento comunale potrebbe non indicare i criteri di calcolo della Tari. E quindi? Che soluzione prospetta la circolare?
Nessuna. Se i cittadini non saranno in grado di indicare l’esatto importo da restituire non riceveranno il rimborso.Diamo per scontato che la vicenda della Tari sulle pertinenze sia un errore in buona fede dei Comuni, che ora si troveranno una bella gatta da pelare poiche dovranno trovare la liquidità per i rimborsi (ma lo stesso problema lo hanno avuto i cittadini al momento di pagare la Tari), pianificare il rientro delle somme rimborsate, adeguare i piani finanziari e garantire comunque al 100% la copertura del servizio con la tassa riscossa e da riscuotere.Ma chiediamo ai Comuni che hanno commesso questo errore e alle associazioni di comuni, Anci in testa, di tutelare i cittadini, di non farsi travolgere dall’accidia tipica di una certa cattiva amministrazione, di non costringerli a ricorrere alla Commissione tributaria provinciale (operazione antieconomica – oltre che dai tempi biblici – rispetto agli importi in gioco).Invitiamo insomma i Comuni a non lasciare i cittadini con il cerino in mano. Così potranno dimostrare che l’errore è effettivamente stato commesso in buona fede.(Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Migrazione: Parlamento chiede un sistema vincolante di quote per la ripartizione dei richiedenti asilo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2015

rifugiati sirianiRefugees on a boat on the Mediterranean Sea between North Africa and Sicily who are being rescued by the Italian Navy I deputati chiedono di aggiungere le operazioni di ricerca e soccorso al mandato di Triton – ©BELGA/dpa/Italian Navy L’UE dovrebbe fare tutto il possibile per evitare ulteriori perdite di vite umane in mare, a esempio ampliando il mandato dell’operazione “Triton” per includere anche “le operazioni di ricerca e soccorso a livello di UE”, dice una risoluzione non vincolante votata dal Parlamento mercoledì. I deputati chiedono inoltre alla Commissione di fissare una quota vincolante per la ripartizione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati membri e più finanziamenti ai programmi di reinsediamento.I deputati invitano l’UE e i suoi Stati membri “a definire un mandato chiaro per Triton, in modo da ampliarne l’ambito di intervento e il mandato per le operazioni di ricerca e soccorso a livello di UE” (attualmente, Triton è coordinato dall’agenzia UE Frontex e la sua missione si estende fino a 30 miglia nautiche dalle coste italiane).Gli Stati membri dovrebbero “fare tutto il possibile per identificare i corpi e le persone scomparse” e “fornire le risorse necessarie a garantire che gli obblighi di ricerca e soccorso siano di fatto rispettati”, incluso un aumento di fondi per Frontex e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO), si afferma nel testo approvato con 449 voti a favore, 130 contrari e 93 astensioni.Il Parlamento inoltre chiede che “sia messa a punto un’operazione umanitaria europea di ricerca, solida e permanente, che, come Mare Nostrum, sia operativa in alto mare e alla quale contribuiscano tutti gli Stati membri sia con risorse finanziarie che con attrezzature e mezzi” e sollecita l’UE a cofinanziare tale operazione.Il Parlamento deplora che il Consiglio europeo del 23 aprile non si sia impegnano per istituire un meccanismo vincolante di solidarietà in tutta l’UE. Per rispondere alle recenti tragedie nel Mediterraneo con “solidarietà e equa ripartizione della responsabilità”, i deputati affermano che:
la Commissione europea dovrebbe fissare una “quota vincolante” per la ripartizione dei richiedenti asilo tra tutti i paesi UE,gli Stati membri dovrebbero utilizzare appieno le possibilità esistenti per il rilascio dei visti umanitari e prendere in seria considerazione la possibilità di applicare la direttiva del 2001 sulla protezione temporanea oppure l’articolo 78, paragrafo 3, TFUE, i quali prevedono entrambi un meccanismo di solidarietà in caso di afflusso massiccio e improvviso di sfollati, i paesi dell’Unione europea dovrebbero fornire un maggiore contributo ai programmi di reinsediamento esistenti,le regole del sistema europeo comune di asilo devono essere rapidamente e integralmente recepite nel diritto nazionale e attuate da tutti gli Stati membri partecipanti.La risoluzione chiede un più stretto coordinamento delle politiche dell’UE e degli Stati membri nell’affrontare le cause all’origine della migrazione e una maggiore cooperazione con i paesi partner in Medio Oriente e in Africa.Chiede anche sanzioni penali il più possibile severe contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti ed esorta gli Stati membri e le agenzie dell’UE a collaborare più strettamente per individuare e tracciare il finanziamento di queste reti criminali e identificare il loro modus operandi, per impedire loro di arricchirsi mettendo a repentaglio la vita dei migranti.L’operazione congiunta “Triton”, coordinata da Frontex, è pienamente operativa dal 1° novembre 2014, dispone di una dotazione iniziale di 2,9 milioni di euro mensili, a fronte degli oltre 9 milioni di euro mensili che erano a disposizione di Mare Nostrum. Dall’avvio di “Triton”, sono stati soccorsi lungo la rotta del Mediterraneo centrale più di 24.400 migranti irregolari, dei quali circa 7.860 con il concorso di risorse cofinanziate da Frontex.La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento sta preparando una proposta di risoluzione per una strategia UE sulla migrazione per il medio e il lungo termine.

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Ripartizione Fondo per non autosufficienze

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

(Centro Maderna) È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2011 il decreto che definisce i criteri e le modalità di ripartizione tra le regioni delle risorse del Fondo sociale, destinate alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi assistenziali in favore di persone non autosufficienti attraverso l’attivazione o il rafforzamento della rete territoriale ed extra-ospedaliera, con la programmazione di interventi sociali integrati. Le risorse sono finalizzate alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza socio-sanitaria e sono aggiuntive rispetto alle risorse già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni, nonché da parte delle autonomie locali. Per la promozione di interventi innovativi in favore delle persone non autosufficienti, sono finanziati con le risorse del Fondo, assegnate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, iniziative sperimentali concordate con le Regioni e le Province autonome, volte a incentivare protocolli di presa in carico attraverso strumenti di valutazione delle condizioni funzionali della persona coerenti con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e le indicazioni dell’OMS. Sono altresì finanziati percorsi di de-istituzionalizzazione e strutturazione di interventi per il «dopo di noi»; l’innovazione e il rafforzamento degli interventi verso particolari patologie neuro-degenerative quali la malattia di Alzheimer; il rafforzamento del supporto alle famiglie delle persone in stato vegetativo o in condizione di disabilità estrema. (Notizie dal Governo, n. 2 del 18 gennaio 2011)

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I soldati scrivono al loro ministro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

“Egregio Sig. Ministro, scrivo in nome, per conto e nell’interesse di tutti volontari della FF.AA. Scrivo a Lei in qualità di preposto all’amministrazione militare e civile della Difesa e massimo organo gerarchico e disciplinare. Infatti tra le Sue competenze vi è anche quella di illustrare al Parlamento in sede di presentazione annuale dello stato di previsione del Ministero della Difesa, in particolare le previsioni di spesa inquadrate nella manovra prevista dalla legge finanziaria, la ripartizione delle risorse finanziarie per impegni operativi, amministrativi e per settori di spesa ed i suoi riflessi sulla preparazione delle Forze Armate; lo stato di attuazione dei programmi di investimento e le misure di ristrutturazione e riqualificazione dello strumento militare, con illustrazione del rapporto fra costi ed efficacia delle misure medesime.  Appare pertanto doveroso, per lo scrivente, ricordarLe che i tagli all’Esercito Italiano hanno provocato un internalizzazione dei servizi, i quali sino all’anno scorso venivano delegati a ditte civili, che ora sono anche disoccupati. Purtroppo una scelta infelice dell’amministrazione ha fatto si che adesso dette mansioni, oltre alle normali attività tipiche di soldato, vengono svolte dal personale volontario anche in servizio permanente, uomini e donne con esperienze decennali e famiglia a carico. In questo momento infatti ci si trova di fronte a situazioni che minano la dignità del personale volontario che è quello che sta pagando lo scotto più pesante, il quale si trova a dover espletare anche le mansioni di pulizia delle Caserme. Passi che abbiamo una remunerazione bassa a fronte di tanti sacrifici sia personali che delle proprie famiglie, passi un patrimonio alloggiativo nella maggior parte dei casi fatiscente e privo dei servizi minimi anche a fronte del pagamento di una retta mensile, ma obbligati ad alloggiarvi perché gli affitti esterni sono insostenibili, passi che la maggior parte degli alloggi demaniali sono abusivamente occupati dai “sine titulo”, accettiamo tutto ciò in silenzio e nella speranza che le cose possano migliorare, ma giocare sulla morale e sulla dignità questo è terrorismo psicologico allo stato puro. Ciò è inaccettabile, è destabilizzante della dignità, del decoro e della salute morale di chi opera ed a operato in missioni internazionali, chi ha conosciuto e si confronta giornalmente con il terrorismo e i suoi devastanti effetti, la fame, le malattie, la guerra, la distruzione, le mutilazioni e la morte, che non smette mai anche quando ci si trova di fronte al sacrificio estremo e non si rifiuta mai di operare come ambasciatore di pace e di giustizia, ma che poi si trova privato di quegli stessi diritti civili che esporta in quelle località che vivono realtà dittatoriali. Bisogna essere chiari, bisogna essere pratici, stiamo attendendo fiduciosi una Sua risposta anche alle varie interrogazioni parlamentari depositate in materia, che chiarisca il principio se siamo in primis cittadini italiani per diritto di nascita come costituzionalmente sancito, e solo dopo militari che giurano di salvaguardare le libere istituzioni, che vengono chiamati in guerre assurde non per propria scelta ma da un volere politico ed un dovere civile che le Comunità Internazionali si assumono, e non “mercenari” ad uso e consumo di chicchessia, oggi guerrieri, come Lei stesso più volte ci definisce nei suoi tanti discorsi pubblici, ma subito dopo trasformarci in “spazzini” per delle scelte infelici e inaccettabili sia politiche che dell’amministrazione, e domani cosa? Non oso immaginarlo. Quando un soldato volontario rientra dalle missioni non può e non deve trovarsi a dover lottare perché gli vengano garantiti quei diritti minimi che gli spettano per diritto di nascita, senza doversi scontrare con una istituzione che in barba alla più autorevole giurisprudenza della Corte Costituzionale che con le sentenze 449/1999; 332/2000; 445/2002 ha solennemente e definitivamente sentenziato che “i diritti fondamentali del cittadino militare non recedono di fronte alle esigenze della struttura militare”, ma la stessa prosegue sul suo percorso senza ascoltare le urla di malessere e mal contento che si sollevano giornalmente nelle sue caserme, urla che chiedono dignità e rispetto”.

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Ottopermille: le domande alla Presidenza del Consiglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2010

Il 15 marzo 2010 scade il termine per la presentazione delle domande dirette alla ripartizione della quota dell’otto per mille dell’imposta sul reddito (IRPEF) devoluta alla diretta gestione statale, da parte delle pubbliche amministrazioni, persone giuridiche ed enti pubblici e privati, senza fini di lucro. Sono ammessi alla ripartizione dell’otto per mille a diretta gestione statale gli interventi straordinari nei seguenti settori di intervento: Fame nel mondo (interventi diretti alla realizzazione di progetti finalizzati all’obiettivo della autosufficienza alimentare dei Paesi in via di sviluppo nonché alla qualificazione di personale endogeno da destinare a compiti di contrasto delle situazioni di sottosviluppo e denutrizione). Calamità naturali (interventi diretti ad attività di realizzazione di opere, lavori o interventi concernenti la pubblica incolumità o al ripristino di quelli danneggiati o distrutti a seguito di avversità della natura, di incendi o di movimenti del suolo). Assistenza ai rifugiati (interventi diretti ad assicurare a coloro cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiato, secondo la vigente normativa, l’accoglienza, la sistemazione, l’assistenza sanitaria e i sussidi previsti). Conservazione di beni culturali (interventi volti al restauro, alla valorizzazione, alla fruibilità da parte del pubblico di beni immobili o mobili, anche immateriali, che presentano un interesse architettonico, artistico, storico, archeologico, etnografico, scientifico, bibliografico ed archivistico). Gli interessati dovranno far pervenire le proprie domande – corredate della necessaria documentazione – attraverso gli uffici di Poste Italiane SpA, con raccomandata o raccomandata A/R, o posta celere, ovvero consegnata a mano, entro il 15 marzo 2010, in Via dell’Impresa 91. I plichi contenenti la domanda e la relativa documentazione dovranno recare la seguente dicitura: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo – Ufficio accettazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, Palazzo Chigi, 00187 ROMA – Otto per mille.

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Maxiappalti a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Roma.“Rivendichiamo la scelta da parte dell’Amministrazione di aver revocato il maxi appalto vista la cattiva posa in opera di alcuni tratti del selciato in Via Nazionale che presenta difformità e avvallamenti”. E’ quanto dichiara l’Assessore ai Lavori pubblici e Periferie Fabrizio Ghera. Nei mesi di gennaio e marzo scorsi, l’Assessore capitolino aveva contestato più volte, anche a mezzo stampa, le carenze nella realizzazione dei lavori, obbligando la Romeo ad eseguire, nei tratti critici e a proprie spese, interventi di ripristino. “Nonostante gli interventi di riparazione – spiega Ghera – altri inconvenienti hanno confermato le insufficienze costruttive nella realizzazione della pavimentazione in sampietrini. Il Comune di Roma saprà far valere i suoi diritti nei confronti dei responsabili. E in ogni caso, visto che si erano già verificati problemi in quel tratto stradale – continua Ghera – la circostanza ha avuto il suo peso nella risoluzione del contratto con la Romeo Gestioni. Gli interventi stradali di Via dei Fori Imperiali e di Via IV Novembre invece, realizzati dopo la revoca e sotto il diretto controllo del Comune di Roma, sono stati eseguiti a regola d’arte, garantendo la qualità di esecuzione con la maestria delle aziende romane per la posa in opera dei sampietrini secondo la tradizione dei ‘selciaroli romani’”.“Sono fiero – conclude Fabrizio Ghera – di aver revocato il maxi appalto. Gli inadempimenti precedenti sono una ulteriore conferma della correttezza della decisione da parte dell’Amministrazione”.

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Premio di produzione per i militari

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2009

Dieci giorni fa, il ministro della Difesa ha firmato il decreto contenente i criteri per la distribuzione del Fondo Efficienza Servizi Istituzionali (FESI) per le Forze Armate dopo che, recentemente, lo Stato Maggiore aveva acquisito dalle relative sezioni dei Cocer un parere favorevole sui criteri di ripartizione sbilanciati a favore degli enti centrali rispetto a quelli periferici ed operativi. Il soldato in Aghanistan quindi, esposto a rischi anche mortali, percepirà 300 euro in meno del suo collega “ministeriale” che lavora in ufficio a meno egli non provenga, per sua fortuna, da una delle “strutture di vertice” designate a percepire un assegno più “pesante”.  I Cocer, dal canto loro, non si sono opposti alla proposta avanzata dalla Stato Maggiore – questo è il dato di fatto nudo e crudo – con il sigillo del ministro La Russa il quale, reduce da una recente visita ai nostri soldati in Afghanistan, ha dimenticato di informarli del decreto appena firmato. La difesa d’ufficio dei delegati militari per il vergognoso assenso a questa ripartizione che penalizza gli “operativi” rispetto ai ministeriali è – nei fatti – una resa incondizionata, almeno a leggere una recente delibera del Cocer dell’Aeronautica militare che per giustificare il proprio assenso alIa proposta dello Stato Maggiore aveva paventato  “estenuanti e lunghissime procedure di concertazione per la ripartizione delle somme già allocate”. “Sporchi maledetti e subito”  – devono aver pensato i coceristi – fornendo una inconsapevole sponda a coloro che vogliono far dimenticare ai militari che il loro contratto è scaduto da ben 19 mesi. Non va sottaciuto, inoltre, che proprio le recenti concertazioni (DPR 171 e DPR 52) hanno destinato ai colleghi di “palazzo” un incremento dell’indennità  operativa di campagna del 10% finanziato con risorse contrattuali di tutto il personale. Nell’ultima concertazione, in particolare, ben il 46,41% di quanto destinato al contratto normativo (fonte Cocer Esercito) è finito dentro l’incremento dell’indennità operativa di campagna. Perché  tutti queste risorse (FESI+operativa di campagna) hanno preso la strada dei “Palazzi”? Perchè agli enti operatvi che danno il maggiore contributo in termini di uomini e mezzi sia per esigenze interne (pattugliamento delle città) sia per quelle esterne (missioni all’estero) è riconosciuta una premialità economica inferiore a quella dei ministeriali? Adesso rimangono da definire i criteri per il FESI del 2009.  Cosa accadrà?

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