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Dopo i disastri del neoliberismo i primi ripensamenti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

biodiversitàdi Giorgio Scarlato. L’economia capitalistica neoliberale, oscurantista, popolata da squali della finanza e da opportunisti sanguisughe, per continuare a crescere, ha fondato il suo concetto sullo spreco delle risorse ambientali e sul costo più basso possibile; concentrando la ricchezza in pochissime mani, quasi tutte dedite alla speculazione finanziaria e non agli investimenti produttivi.La crisi ha prodotto delle diseguaglianze sempre crescenti, ha innalzato barriere sempre più alte tra la parte ricca della popolazione e la parte che una volta era il ceto medio; ha creato un terremoto sociale.
Peggio: ha provocato danni quasi irreversibili alla sostenibilità della crescita e non solo per alcuni. E’arrivato il tempo, prima era innominabile, ed era ora, che dopo decenni, il Fmi (Fondo monetario internazionale) ha rinnegato la sua creatura, il neoliberismo, iniquo e dannoso; quella creatura che ha creato estreme diseguaglianze.
Questo per quanto si è letto sulla rivista dell’Fmi a firma del vice-economista capo Jonathan D. Ostry, Prakash Loungani e Davide Furceri. E’ stato scritto che sono due i pilastri che hanno retto per anni questa distruttiva tesi:
– la liberalizzazione dei capitali in altri Paesi;
– il consolidamento fiscale alias l’austerity (il taglio della spesa pubblica in un Paese indebitato).
Sul primo punto, la improvvisa ricchezza di questi Paesi, per un ben 20%, si è tradotta poi in un’altrettanto grave impoverimento.
In merito al secondo punto, le politiche di austerità non solo hanno generato sostanziali costi del welfare dovuti a distorsioni sul lato dell’offerta (salari e flessibilità ) ma hanno danneggiato anche la domanda, peggiorando così la disoccupazione.
In pratica una riduzione della spesa pari ad un punto percentuale del Pil prodotto fa aumentare la disoccupazione di un 0,6% ed un aumento di 1,5 punti dell’indice Gini (misura la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o anche della ricchezza). Peggio di così…
Per ritornare al titolo dell’articolo, prove di questo ripensamento sono stati i titoli di diversi giornali qualificati come il britannico Guardian: ” Morte del neoliberismo dal di dentro”, dell’americano Time: ” Ripensamenti dei veri credenti della globalizzazione”, o del Fortune: ” Anche il Fmi ora ammette che il neoliberismo ha sbagliato”, o Forbes: ” Anche il Fmi vede 30 anni di neoliberismo come uno sbaglio”.E’ arrivato il momento di riconsiderare il tutto visto che questa lunga e distruttiva crisi ha portato a far riflettere, ed era ora, che, visti i pessimi risultati, il metodo attuato non poteva essere quello giusto.
Ed a nostre spese, in molti, stiamo ancora portando sulle nostre spalle questo gravoso fardello. Ci sono state catastrofi (Grecia insegna, come pure in Italia) e le terapie propinate in tutti questi anni non sono state per nulla efficienti viste le risultanze.
Si spera che i negoziati sul Ceta ( Trattato economico UE-Canada) ed il TTIP (Trattato di libero scambio UE- USA) non causino ulteriori danni, l’ennesimo “anello al naso” colonialista, vista la sbilanciata globalizzazione verso le multinazionali e che vengano davvero attenzionati da persone competenti e non da yes-man. Caso contrario,sarebbe davvero la fine.A questo punto, fortunatamente, essendo stato ammesso l’errore perpetrato in tanti anni; è opportuno che si rivedano queste strategie economiche e che prevalga, a vantaggio di tutti, la tutela della dignità umana e dello stesso lavoro perché: sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. A vantaggio di un Pianeta dove certamente si vivrebbe meglio, per il bene di tutti. (fonte: Pasquale Di Lena blogspot.it) (foto: biodiversità)

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Ddl sicurezza, con le sue molte ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2009

“Il decreto sicurezza riesuma la sudditanza del Governo alla politica irrazionale ed intransigente della Lega Nord”.  Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori in merito al provvedimento urgente sollecitato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanardi. “Le lacrime di coccodrillo dell’On. Giovanardi sono segnale inequivocabile che la normativa introdotta è totalmente inadatta a regolamentare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Avevamo sollecitato un ripensamento che non c’è stato. Adesso è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità, senza ulteriore iniezione di demagogia. In questo senso – prosegue il deputato IDV – fanno specie le parole di chi rassicura, indicando come la nuova disciplina si applicherà solo a coloro che trasgrediranno in futuro. Richiamarsi al principio della irretroattività della legge è da disonestà intellettuale tout court. Come faranno le migliaia di irregolari a dimostrare di essere in Italia già prima che la normativa recente venisse approvata? E se anche ciò fosse possibile, tutti gli accertamenti che dovranno essere effettuati non rischieranno di paralizzare definitivamente una giustizia già in affanno per l’immane numero di procedimenti pendenti? Le riforme vanno effettuate con raziocinio – conclude Scilipoti – prendendo atto di tutti i possibili rivolti ed implicazioni del caso e non con il teatrino dei ripensamenti e delle “pezze normative” fuori tempo massimo”.

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