Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘ripercussioni’

Appello a Gentiloni: Salviamo l’agenzia stampa AskaNews

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

“Nel tentativo di conferire informazioni strategiche a soggetti stranieri, vulnerando ancora di più un sistema editoriale fragile e dagli assetti promiscui, l’ex presidente Renzi ha completamente stravolto il sistema di assegnazione dei fondi alle agenzie di stampa. A gestire uno dei settori più delicati, Luca Lotti, che si è dimostrato privo della sensibilità istituzionale, come del resto tutti gli appartenenti al cerchio ex magico. Oggi, il sistema si è inceppato per l’approssimazione (nella migliore delle ipotesi) di chi ha gestito questo settore, con pesanti ripercussioni sulle redazioni. E’ il caso di AskaNews, l’agenzia di stampa di proprietà del banchiere Luigi Abete, che – come tutti i banchieri italiani- fa il forte con i deboli e il debole con i forti. Abete si mostra indisponibile ad attendere il poco tempo rimasto per avere il completamento della gara sui servizi delle agenzie di stampa, attraverso il quale Askanews potrebbe salvarsi con tutti i suoi lavoratori. L’editore, invece, ha chiesto- anzi imposto- una cassa integrazione stellare ai suoi dipendenti. In questa fase di transizione, una cosa buona il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ancora in carica può farla: salvare l’agenzia Askanews intervenendo affinché la situazione non precipiti. Fratelli d’Italia s’impegna a sostituire questo meccanismo perverso della gara europea e dei ribassi selvaggi con una legge di sistema che dia coerenza e stabilità all’intero settore. Perché la tutela degli interessi nazionali anche nel settore delle informazioni è strategico”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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Stadio della Roma. Pelonzi (PD) ”Progetto residuale aggrava ripercussioni su mobilità”

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

stadio roma (2)“La giunta capitolina a cinque stelle ha approvato un provvedimento in cui si da il via libera a 18 palazzine di sette piani per tagliare tre grattacieli di un architetto di fama internazionale. Rimane solo un progetto residuale che ridimensiona considerevolmente anche le opere pubbliche. Del progetto Stadio della Roma resta solo l’impianto sportivo e un residuo complesso di opere pubbliche. Il progetto cancellato ieri dalla giunta Raggi voleva far arrivare allo stadio con treni o metro il 50% dei tifosi. Con l’attuale progetto solo il 10 % degli investimenti andrà al trasporto su ferro e la Roma Lido avrà un paio di treni in più. Quella che doveva essere uno nuovo asseto urbanistico e infrastrutturale per il quadrante ovest della città, ora dovrà fare i conti con un maggiore congestionamento della mobilità.” Così in una nota il consigliere del Pd capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Rai: Un buco di 79.9 mln

Posted by fidest press agency su domenica, 17 aprile 2011

E’ stato resa nota, dalla Corte dei Conti, la Determinazione n.16/2011, “Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di RAI” sugli esercizi 2008 e 2009. La sintesi e’ tutta in questa frase: “Permangono e risultano accentuati i profili di criticità nella gestione della RAI già evidenziati nel precedente referto e, primo fra tutti, il persistente sbilancio negativo tra ricavi e costi, le cui ripercussioni sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della Società stanno assumendo carattere strutturale e dimensioni preoccupanti (con una perdita di 79,9 milioni di Euro nel 2009)”. La Corte dei Conti, oltre a perorare rigoroso interventi di contenimento dei costi, sull’imposta/canone dice: “Il recupero dell’evasione, anche per gli abbonamenti speciali -che non si riesce peraltro a contrastare– potrebbe contribuire, in particolare, a riequilibrare la posizione economico-finanziaria della Rai”. Cioe’ quello che noi diciamo dal 2007, stimando l’evasione in circa un miliardo di euro all’anno. Cosi’ scrivevamo in quell’anno: “Secondo i dati dell’Istituto demoscopico del Governo, in Italia risultano 4.371.087 imprese; il 91,7% delle quali ha Internet e, di conseguenza, almeno un computer. Considerando solo queste ultime imprese, i canoni dovuti sarebbero 4.008.286. Ma dai dati pubblicati sul sito ad hoc della RAI risulta che i canoni speciali riscossi al 31 dicembre 2006 erano 171.554. Ammesso e non concesso che il numero di abbonati speciali riportato dalla Rai sia costituito da sole imprese, l’evasione di questo canone da parte delle imprese e’ apprezzabile intorno al 95,8%. Limitandosi ad applicare il canone speciale base (185,29 Euro) a quel 95,8% delle imprese, l’evasione e’ di 742.695.000 Euro. Se si considera che oltre alle imprese vi sono altri due milioni di lavoratori indipendenti, che il canone speciale va pagato per ciascuna sede o ufficio, e che lo stesso varia da 185,29 a 6.199,50 euro l’anno a seconda della tipologia commerciale, non ci sembra di esagerare nel valutare l’evasione come minimo sul miliardo di euro l’anno”. E solo le Poste, per esempio, evadono qualcosa come 13 milioni di euro all’anno (4). Diverse le interrogazioni parlamentari che abbiamo fatto presentare (5) ma il ministero non ha ritenuto di rispondere. E’ evidente che le soluzioni ci sarebbero, ma la Rai preferisce impegnare le proprie risorse per, ad esempio, far pagare due canoni per un solo televisore a chi, ha residenza nella stessa casa pur non facendo parte del medesimo nucleo famigliare anagrafico. Andare a bussare alle grandi aziende piu’ o meno di Stato implicherebbe l’esplosione dell’assurdita’ di dover pagare un’imposta per un apparecchio “atto a ricevere trasmissioni tv” (quindi anche un videocitofono…), ma tanto, “buco o non buco”, paga Pantalone e poi, come privarsi della lamentela a singhiozzo dei vari amministratori Rai sul fatto che bisogna recuperare cio’ che non viene pagato con questa imposta? Oppure, come farebbe il politico di turno della maggioranza, incluso il capo del Governo, ad invitare i contribuenti a non pagare l’imposta/canone quando la tv di Stato non dice quello che loro vogliono? Un metodo a nostro avviso ci sarebbe perche’ la Rai non abbia piu’ questi buchi e facendo terminare la concorrenza sleale e l’abuso di posizione dominante che opera sul mercato nei confronti dei suoi cosiddetti concorrenti: l’abolizione del canone. Certo ne verrebbe fuori un’altra Rai, ma come fanno, per esempio in Spagna, dove il canone non c’e’, oppure in Usa? http://tlc.aduc.it/rai/

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Modigliani a Catania

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

Catania. A un mese esatto dall’apertura al pubblico, avvenuta l’11 dicembre scorso, sono già stati 13.500 i visitatori di “Modigliani, ritratti dell’anima”, la mostra voluta dall’Assessore alla cultura e ai grandi eventi del Comune di Catania, Marella Ferrera, che ha portato in Sicilia, per la prima volta, un progetto espositivo dedicato al percorso artistico e umano del grande genio toscano: un itinerario, quello della sfera affettiva e delle sue ripercussioni sull’opera di Modigliani, mai indagato sinora.
Organizzata dagli Archivi Modigliani di Roma e Parigi, dal Comune di Catania e dalla Galleria Side A di Giovanni Gibiino, coordinatore delle collezioni siciliane dell’artista toscano, la mostra ha avuto nelle ultime settimane dei visitatori eccellenti. A cominciare dall’attore hollywoodiano Danny Glover, in viaggio in incognito in Sicilia eppure riconosciuto da staff e visitatori del Castello Ursino. E poi il sindaco Raffaele Stancanelli e lo storico dell’arte e critico militante Enrico Crispolti che, a Catania per la presentazione di una mostra a Palazzo Platamone, ha voluto visitare l’esposizione di Modigliani. Autore dell’unico catalogo generale ragionato delle opere di Guttuso, di cui era amico, e accademico dell’Università di Siena dove ha insegnato a lungo, Crispolti ha avuto parole di elogio per l’impostazione della mostra e per il catalogo cui è ispirata, un pregevole volume omonimo alla mostra di Catania, in 300 pagine e con oltre 380 foto stampato per i tipi della Domenico Sanfilippo Editore e ricco di interessanti interventi critici fra cui spicca quello dell’ex soprintendente del Polo Museale di Roma, Claudio Strinati, presidente del Comitato Scientifico dell’Archivio Modigliani. “Per la prima volta – ha detto Crispolti al termine del suo giro – una mostra che finalmente parla e documenta la vera storia di Modigliani, dei suoi amici artisti e della Parigi di inizio secolo. Ha fatto bene Catania ad ospitare questo evento, perché per conoscere e contemplare i capolavori di un grande artista è sempre bene documentarsi sul percorso della sua vita. Solo così ogni dipinto potrà dirci dello stato d’animo del suo autore”.
Fra gli eventi collaterali in programma per le prossime settimane anche laboratori creativi per i bambini (sabato e domenica) e una straordinaria estemporanea di pittura en plein air in Piazza Federico di Svevia dedicata a dilettanti, professionisti e studenti che avrà per tema proprio il tratto sensuale e malinconico di Modì.
Grande curiosità, infine, intorno al “Ritratto di Agatae”, l’inedito di Modigliani schizzato sul retro di un documento antico e mai esposto sinora. Al “viaggio virtuale” di Modigliani a Catania – dove non giunse mai sebbene lo desiderasse – è dedicato il testo fantastico dell’artista e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Catania Salvo Russo all’interno del volume celebrativo. Si ricorda che la biglietteria chiude sempre un’ora prima. Informazioni presso la Segreteria Organizzativa del Castello Ursino (tel. 095 345830 e 392.24.411.84)

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Lombardia: tagli alla sanità

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

I tagli contenuti nella manovra economica del ministro dell’’Economia Giulio Tremonti potrebbero avere pesanti ripercussioni sulla sanità della regione Lombardia. Qualora le cifre che stanno circolando in questi giorni dovessero essere confermate, il taglio per la sanità lombarda sarebbe del 2%, quantificabile in circa 230 milioni di euro, numeri che metterebbero in seria difficoltà i dirigenti del Pirellone. A rischio le sostituzioni dei medici in procinto della pensione, le liste di attesa, e l’acquisto di apparecchiature sanitarie. “Con la manovra finanziaria in attesa di essere approvata dal governo – ha detto Enzo Graziano viceresponsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti – stanno venendo a galla tutte le promesse fatte che non potranno essere mantenute. Tutti sono a conoscenza dell’efficienza della sanità lombarda e del suo bilancio ma nonostante questo, contro ogni logica, si decidono tagli molto pesanti ”  La Lombardia a differenza di altre regioni: Lazio, Campania, Abruzzo e Calabria, può vantare il pareggio dei conti dal 2003 ma il giro di vite voluto dal governo rischierebbe di far saltare il banco. “Il prezzo delle scelte sbagliate di questo escutivo – ha proseguito l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro – verrà pagato dai cittadini, che vedranno diminuire l’efficienza del servizio, e dalle persone che lavorano nel settore, che rischieranno di perdere il posto di lavoro. La domanda che mi pongo è: quello che si vuole è che la sanità lombarda diventi improduttiva, carente e sprecona come quella di altre regioni? La situazione è imbarazzante. Invece di tagliare i costi della politica (auto blu e viaggi a carico dello stato in primis) si continuano a mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

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Medici pronti alla “battaglia” in difesa del Ssn

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2010

«Le notizie di stampa sulla manovra economica che il Governo si appresta ad approvare sono preoccupanti, se non inquietanti sia per i medici del Ssn che per gli utenti. Siamo pronti a chiamare la categoria alla mobilitazione generale». Ad affermarlo è l’Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica. «Secondo le indiscrezioni – sottolinea in una nota l’Anaao Assomed – i tagli riguarderebbero: blocco dei contratti dei dipendenti pubblici fino al 2013; riduzione del 10% degli stipendi superiori a 75 mila euro lordo/anno; blocco del turnover; reintroduzione dei ticket e tagli al Ssn; contributi di solidarietà sulle pensioni superiori a 3.500 euro; differimento del pensionamento di 6 mesi con chiusura di una finestra. Si prospettano quindi pesanti ripercussioni economiche e contemporaneamente un drammatico peggioramento delle condizioni di lavoro, dei deficit sanitari delle Regioni condannate alla bancarotta, del diritto alla salute dei cittadini». L’Anaao Assomed segue «con preoccupazione e massima attenzione» l’iter della manovra ed è «pronta a chiamare la categoria alla mobilitazione generale: il Servizio sanitario nazionale e i medici non possono sopportare ulteriori tagli, pena l’insostenibilità del sistema con riflessi sulle condizioni di lavoro e qualità delle cure e con un ulteriore peggioramento della sperequazione per i cittadini nella esigibilità del diritto alla salute». (fonte doctor news)

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Scuola: nuovi possibili licenziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

“Un ennesimo e inaccettabile attacco ai lavoratori e al servizio nelle scuole”, così Emidia Papi, della Federazione Nazionale RdB, commenta le conseguenze del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.195, in via di emanazione, in cui si prevede lo stanziamento di soli 260 milioni di euro per le pulizie scolastiche, anziché i 370 che occorrerebbero per garantire il mero mantenimento delle attuali condizioni già precarie.  “Dopo i tagli del 30% annui del personale ATA, dopo il taglio del 25% delle risorse per gli appalti di pulizia storici – prosegue Papi – questo ulteriore taglio secco del 30% ai finanziamenti per i servizi di pulizia rischia di comportare la perdita di un terzo della forza lavoro con pesanti ripercussioni sul servizio e, soprattutto, sulle condizioni materiali di 18.000 lavoratori e delle loro famiglie proprio in questo periodo di crisi”.Le ditte appaltatrici pensano infatti all’avvio delle procedure per il licenziamento di 5.000 lavoratori ex-lsu, ai quali si dovrebbero aggiungere anche i Co.co.co. che operano nelle segreterie scolastiche.  Conclude Papi: “Questo grave taglio di personale non si giustifica nemmeno con le esigenze di ottimizzazione dei costi in quanto, come da anni facciamo presente al MIUR e al Ministero dell’Economia, il  sistema degli appalti nelle scuole costa 75 milioni di Euro in più rispetto a all’assunzione diretta e a tempo indeterminato di tutti gli ex-LSU nei carenti organici del personale ATA”. Di fronte a questo attacco la RdB ha immediatamente proclamato una prima giornata di mobilitazione nazionale, indetta per il prossimo venerdì 2 aprile, in cui si svolgeranno assemblee regionali e presidi sotto le prefetture delle principali città e verrà presentato del libro bianco contro le esternalizzazioni, e per l’8 aprile lo sciopero nazionale di tutti gli ex-LSU ATA, con manifestazione a Roma.

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Comunità per anziani e legge regionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

E’ stata costituita l’Associazione CO.AL.A. (Comunità Alloggio Anziani) presieduta da Giuseppina De Santis che riunisce i Titolari di Case Famiglia e Comunità Alloggio per anziani, con il fine di tutelare gli interessi della categoria, ponendosi quale interlocutore con le istituzioni Comunali, Regionali e Nazionali. Il primo aspetto che l’associazione dovrà affrontare sarà, dal prossimo 10 febbraio, l’entrata in vigore della nuova disciplina regionale (vedi Legge Regionale 41/2003 e Deliberazione della Giunta Regionale del n.1305/2004) che comporterà pesanti e gravose ripercussioni economiche ed organizzative alle rispettive comunità. In particolare, la norma impone l’obbligo per le case famiglia e per le comunità alloggio per anziani di avere un operatore socio-sanitario (O.S.S.) ogni 6 ospiti per ciascun turno di lavoro; tale adempimento è spropositato rispetto all’attività che si svolge a causa dei costi elevati e della difficoltà di riqualificare il personale già operante nelle strutture in  quanto: – i compensi degli O.S.S. sono ricompresi tra i € 2.200 e i €  2.800 mensili;  il costo dei corsi di qualificazione si aggira intorno ai € 4000; è previsto l’obbligo di frequenza per i corsi; i corsi sono a numero chiuso e non vengono tenute in adeguata considerazione, ai fini dell’ammissione, le esperienze lavorative pregresse. Allo stato attuale, quindi, non appare possibile che tali comunità si possano adeguare alla normativa entro il termine del 10 febbraio 2010, prospettandosi così l’eventualità della revoca amministrativa dell’autorizzazione con conseguente chiusura della struttura, senza contare che la violazione della normativa in questione potrà comportare anche conseguenze di carattere penale per i titolari delle Case Famiglia e delle Comunità Alloggio per Anziani. Per questo motivo la neo-associazione si è subito attivata con riunioni in ambito locale, con un intervento  nell’Assemblea del PD sulla Sanità nel Lazio tenutasi in data 14 dicembre 2009 dove erano presenti i massimi esponenti politici Nazionali e della Regione Lazio per la Sanità e nel corso di colloqui con Consiglieri Regionali, al fine di portare a conoscenza delle Istituzioni le problematiche legate all’entrata in vigore di detta normativa. Dai colloqui intercorsi, è emersa la disponibilità delle istituzioni a discutere una proroga per l’entrata in vigore della normativa e, nelle more del rinvio, a ridiscutere la normativa stessa. Ma la strada che è stata imboccata è ancora irta d’incognite. Proprio per questo motivo l’associazione rivolge un appello pubblico per aumentare la consistenza degli associati, per avere più forza contrattuale, e per coinvolgere l’opinione pubblica su questo delicato problema che è fortemente sentito in tutto il Lazio e, in special modo, a Roma.

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“La Regione intervenga sull’Ospedale Cristo Re”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Roma. Apprendiamo dai nostri dirigenti sindacali dell’Ospedale “Cristo Re” la comunicazione da parte dell’azienda che la Regione Lazio non ha ancora ottemperato alla famosa rimessa che doveva garantire una boccata d’ossigeno per l’attività quotidiana che la struttura religiosa svolge nel territorio romano. Lo dichiara in una nota il Segretario Provinciale di Roma e Provincia della Ugl Sanità Antonio Cuozzo. Ci risulta che la struttura del “Cristo Re” abbia avvisato i lavoratori non garantendo l’erogazione degli stipendi dei prossimi mesi oltre ad una possibile e ristrezione dell’attività dello stesso ospedale. L’Ugl Sanità di Roma – conclude Cuozzo – chiede un intervento urgente della Regione affinchè venga  sbloccata questa famosa rimessa, per evitare ripercussioni sul piano occupazionale nell’azienda Cristo Re.

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Tagli occupazionali. La rivolta alla Fiat di Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2009

Da sabato 16 maggio la tensione a Torino è  forte. E’ in gioco, a detta  di taluni leader sindacali la chiusura degli  stabilimenti Fiat in Italia e con pesanti ripercussioni sull’indotto. Che la protesta ha una sua spiegazione, anche se è deprecabile la violenza di piazza, non occorre essere degli economisti per capire che le operazioni commerciali del management Fiat nei confronti della Crysler e della Opel determineranno una enorme e sovradimensionata capacità produttiva degli stabilimenti italiani e nel resto del mondo. Diventa, quindi, legittimo il timore dei lavoratori della Fiat che vedono in pericolo il proprio posto di lavoro, in una sorta di roulette russa che determinerà se e quali stabilimenti resteranno aperti in Italia. A questo punto si giustifica la richiesta di un chiarimento. E’ importante evitare che gli accordi internazionali tra i manager dell’industria automobilistica finiscano con il penalizzare il paese che può meglio degli altri contenere la pressione sindacale e neutralizzare i possibili interventi dello Stato. È legittimo chiedere conto alla più grande impresa privata italiana dei miliardi di euro che lo Stato gli ha regalato nel corso degli anni ed è legittimo chiedere allo Stato di intervenire sulla Fiat per impedire i licenziamenti e l’uso sistematico della cassa integrazione. Oggi in Italia non vi sono stabilimenti “sicuri”; da Mirafiori a Cassino, da Pomigliano a Termini Imerese sono tutti a rischio e sono tutti focolai di rivolta e di protesta contro i licenziamenti. Qui non si tratta di andare a caccia di capri espiatori guardando solo la protesta di piazza. Occorre un deciso intervento del governo poiché è chiaro che esiste un interesse vitale dell’economia internazionale che si avvale del sostegno politico e lo dimostrano gli interventi di Obama in Usa e della Merkel in Germania. E l’Italia di Berlusconi cosa fa? Non possiamo credere che il tutto possa risolversi in una mera questione di ordine pubblico a Torino o altrove.

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Occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

“Le previsioni dell’OCSE che parlano di una notevole flessione del Pil italiano nel 2009 condizionatO del ridimensionamento degli investimenti, della contrazione del mercato delle esportazioni e dall’incertezza dei consumatori, risultano piuttosto allarmanti poiché si riflettono con pesanti ripercussioni sul fronte occupazionale, sul quale il nostro Governo deve intervenire onde evitare un’ ulteriore criticizzazione del fenomeno della disoccupazione italiana”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, deputato del PdL eletto in Europa e memnro della Commissione lavoro. “Ciò che emerge nella società e nel tessuto produttivo italiano – continua Di Biagio – è che la crisi e il suo strascico diventano l’alibi per incorrere in politiche di licenziamento e di ricorso alla cassa integrazione, innescando un circolo vizioso che non fa bene alla nostra economia e alla crescita del Paese. Il nostro Governo deve essere in grado di orientare specifici provvedimenti che sostengano le imprese incentivando gli investimenti e l’innovazione sul nostro territorio, tutelando in questo modo i posti di lavoro.” “Su questo fronte il nostro Esecutivo sta muovendo dei passi decisivi, – conclude Di Biagio – ed il decreto recante misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi al momento in discussione alla Camera rappresenta un segnale di svolta e di cambiamento nel tessuto economico italiano. Le misure che sono state annunciate in queste ore dal Premier sono un ulteriore sostegno alla nostra economia poiché sembrano in qualche modo esorcizzare le pessime previsioni di Bruxelles: ammortizzatori sociali sostenuti da 40 miliardi di euro e pieno sostegno alle attività imprenditoriali, con questa ricetta, coadiuvata da un impegno condiviso e soprattutto responsabile di tutte le forze politiche, il nostro Paese potrà davvero risollevarsi”.

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