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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘riposo’

Drago Jancar: E l’amore anche ha bisogno di riposo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2022

Collana Oceani, pp. 400, 20 euro. Il più importante scrittore sloveno vivente torna con il suo capolavoro. “Uno scrittore che riprende e rinnova, con assoluta originalità, la grande tradizione del romanzo mitteleuropeo.” Claudio Magris. Dopo l’occupazione della Jugoslavia da parte delle forze tedesche nel 1941, la città slovena di Maribor, storicamente una città di lingua tedesca con una grande minoranza germanica, viene annessa al Terzo Reich. Nella città ribattezzata Marburg an der Drau, coloro che fino al giorno prima erano vicini e amici vengono separati, e sulle colline circostanti viene organizzato un movimento di resistenza. I tre personaggi al centro del romanzo sono Valentin, un combattente della resistenza partigiana, la sua ragazza Sonja e l’ufficiale delle SS Ludwig, un tempo chiamato Ludek. Valentin viene arrestato dalla SS, accusato di cospirazione. Sonja sa di esercitare un certo fascino su Ludwig e lo usa per ottenere la liberazione di Valentin. Valentin sospetta che Sonja, per salvarlo, si sia concessa a Ludwig e parte per le montagne, per unirsi alla Resistenza. Qui, dopo alcuni mesi, rincontrerà la sua Sonja. Ma la rivalità con Ludwig è appena iniziata. Un romanzo avvincente, romantico, pieno di passioni, del più importante scrittore sloveno contemporaneo.

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Riposo in gravidanza? Un mito da sfatare

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

“In Italia molti medici tendono ancora a prescrivere il riposo in gravidanza, secondo una tendenza ormai superata”. Ha affermato Daniela Galliano, medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma. “Premesso che ogni gravidanza è diversa e rappresenta un caso a sé, è importante far presente che, nella maggior parte dei casi, il riposo può essere nocivo. La sedentarietà può determinare un aumento di peso, rischioso tanto per la madre quanto per il feto. Al contrario, uno stile di vita attivo, combinato a un’alimentazione sana e bilanciata, mantiene alto il metabolismo, migliora l’umore e protegge il sistema cardiocircolatorio”.“Chiaramente – ha specificato la dott.ssa Galliano – l’approccio all’attività fisica in gravidanza deve essere calibrato in maniera personale. Atlete professioniste o donne molto allenate potranno continuare la loro routine, allentando il ritmo con il procedere della gravidanza ed eliminando le attività pericolose o traumatiche. Mentre, per coloro che non hanno mai praticato sport, è consigliabile iniziare in maniera soft, camminando all’aria aperta e magari frequentando corsi di pilates o yoga ideati appositamente per le donne in gravidanza”.“In più, – ha continuato la Responsabile del Centro PMA IVI di Roma – è opportuno tener presente che durante i 9 mesi della gestazione il corpo subisce cambiamenti importanti, e rapportare ad essi l’attività fisica. In generale, per prevenire dolori lombari è bene rafforzare i muscoli addominali e il pavimento pelvico. Inoltre, dato che il crescere del pancione e del seno determinano una compressione del diaframma e uno squilibrio anteriore del peso corporeo, è consigliabile la ginnastica posturale per mantenere una postura corretta.Per minimizzare i problemi fisici legati alla gravidanza e arrivare pronte al momento del parto, può essere utile, alle donne non abituate allo sport, frequentare un corso di ginnastica preparto. Tali corsi sono ideati per preparare le donne al momento della nascita sia da un punto di vista fisico, rafforzando i muscoli addominali per gestire meglio la spinta, lavorando sull’apertura delle anche e sulla respirazione, ma anche a livello psicologico, per allentare le tensioni legate al parto”. “Infine, – ha continuato la Dott.ssa Galliano – è da tener presente che l’attività fisica è un toccasana non solo per le donne incinte, ma anche per coloro che cercano una gravidanza. In particolare, l’allenamento all’aperto è estremamente benefico per l’organismo. Diversi studi hanno dimostrato che il tempo all’aria aperta ha una funzione antidepressiva, allevia le infiammazioni, abbassa la pressione, aumenta le capacità mentali. Ne consegue che in un allenamento outdoor i benefici sono amplificati rispetto alla tradizionale palestra. All’esterno si avrà una maggiore ossigenazione, vantaggiosa tanto per l’apparato respiratorio quando per i muscoli; si farà il pieno di vitamina D, essenziale per l’assorbimento di calcio, fosforo e per il sistema immunitario. In più, all’aperto migliorano le prestazioni cardiovascolari e si determina un maggior dispendio di energie, dato dall’imprevedibilità dell’ambiente rispetto a quello ben conosciuto della palestra. Da ultimo, non va dimenticato che, secondo la cromoterapia, la vista del verde è rilassante e benefica per l’equilibrio da un punto di vista psichico ed emotivo”.

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Giovani: Agosto, “riposo” non ti conosco

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

E’ possibile ribattezzare così un vecchio detto popolare per sintetizzare, quest’estate, l’approccio alle vacanze dei giovani studenti e neolaureati. Il 36% dei ragazzi trascorrerà le vacanze lavorando o alla ricerca di un impiego, mentre solo il 28% si prenderà “il lusso” di dedicarsi al completo relax. Divisi da uno stato d’animo che alterna l’essere ansiosi e apprensivi ad un atteggiamento più tranquillo e positivo, il 39% ha intenzione di trascorrere il mese di agosto in città, concedendosi al massimo qualche giorno di stop durante il weekend di Ferragosto, ma sempre col pensiero volto agli impegni futuri (34%) e alla voglia di diventare autonomi e indipendenti (22%) il prima possibile.E’ quanto emerge da uno studio del Sanpellegrino Campus condotto su circa 2.500 tra laureati e studenti con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, forum e community per capire bisogni e aspettative per l’estate 2019.L’estate è arrivata, ma con quale stato d’animo s’apprestano a viverla i giovani italiani? Essi provano in questo particolare momento dell’anno diversi sentimenti, a volte contrastanti tra loro, ma la differenza è data dal modo in cui i ragazzi guardano al futuro prossimo, ovvero a quello che accadrà dopo l’estate: la maggioranza prova apprensione (64%) e ansia (49%) pensando a ciò che potrà accadere da settembre, mentre altri vivono con più tranquillità (55%) e positività (44%) l’approccio agli impegni che verranno. Dove andranno quest’estate? La maggioranza (61%) dei giovani studenti e neolaureati raggiungerà le località di villeggiatura per lavoro o per relax, mentre il 39% resterà in città per diversi motivi.A quali attività si dedicheranno quest’estate? Il 36% ha deciso di cercare qualche lavoretto anche solo part-time già in questi mesi estivi, mentre il 25% si dedicherà allo studio e solo il 28% al completo relax. Coloro che scelgono di lavorare? La maggior parte (37%) cercherà un’occupazione come cameriere all’interno di bar o ristoranti e località di villeggiatura, seguiti da coloro che preferiranno lavorare come hostess o all’interno di villaggi turistici (31%).Cosa spinge un giovane studente a lavorare in estate? La voglia di raggiungere un’indipendenza economica la fa da padrona: la maggioranza (34%) sente l’esigenza di sostenere le spese da fuorisede, altri (28%) avvertono l’urgenza di pagarsi la retta d’iscrizione universitaria o al master di specializzazione, mentre il 22% pensa all’immediato, ovvero al racimolare qualche soldo per pagarsi le vacanze estive o anche solo un weekend lampo per godere del giusto relax. Una volta terminata l’estate, cosa faranno? Il 38% proseguirà o comincerà l’attività formativa attraverso università o master, il 26% si lancerà subito nel mondo del lavoro, mentre i più lungimiranti (28%) alterneranno lo studio ad attività di stage per inserirsi il prima possibile nel mondo del lavoro.

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Rifacciamo lo stato sociale e i rapporti generazionali riguardo il lavoro, lo studio, il riposo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

opportunita-lavoroIl progetto dei centri Fidest messo a punto già diversi anni fa e che aveva incontrato il parere favorevole degli organi tecnici ma non politico per motivi, si fece notare, di opportunità, parte da due premesse note. La prima deriva dal fatto che la vita si è allungata e nel suo ambito è mutato l’impatto generazionale. Lo abbiamo evidenziato con un esempio richiamando la figura del triangolo isoscele: I suoi tre angoli a 60 gradi li abbiamo rappresentati con l’età dell’essere umano considerando i primi 60 nella fascia “giovani” non ancora impegnati nel lavoro, i secondi appartenenti al mondo del lavoro e i terzi tra i pensionati. Da ciò abbiamo rilevato che si è passati a un triangolo dove i primi 60 gradi si sono accorciati in concomitanza con la tendenza dei giovani a diventare “adulti” prima del tempo mentre la terza fascia si è allargata in quanto si ha la propensione a “far invecchiare” precocemente i lavoratori tanto che proprio in questi ultimi anni si acuisce il disagio, per chi ha perso un lavoro e ha superato i 50 anni, nel trovarne un altro. Ne deriva un disequilibrio che ci ha portati a una successiva riflessione. Per stabilire un nuovo rapporto generazionale non basta ricorrere agli ammortizzatori sociali come lo sono stati la leva obbligatoria, i fuori corso universitari e per finire i “processi lavorativi dilatati ad arte” che hanno ampliato surrettiziamente le opportunità lavorative sia nel pubblico sia nel privato e ancora le baby pensioni a partire dai 14 anni sei mesi e un giorno e alle pensioni di anzianità. Se vogliamo mantenere in piedi il welfare e riconoscere il ruolo sociale nella gestione della vita associativa dobbiamo prevedere un diverso impatto nel rapporto individuo-società-lavoro-riposo. Abbiamo cominciato a pensare dove ci avrebbe portato cancellare la parola “pensione” o “barriera lavorativa” per i giovanissimi (diciamo dai 14 anni in poi). Significa, a nostro avviso, riempire tali spazi di contenuti diversi per renderli compatibili tra loro. Si parte quindi dalla considerazione che l’offerta di lavoro non può più essere indicata riguardo le qualifiche professionali come solo punto di riferimento ma vi deve aggiungere la componente anagrafica. Anche in questo caso abbiamo fatto un esempio prendendo a modello un giocatore di calcio professionista. Possiamo dire che a 34-36 anni nolente o volente è costretto ad attaccare gli scarpini al chiodo. Da quel momento può sentirsi “pensionato?”. No, di certo. Si cercherà un altro lavoro. Da qui l’idea che i lavori possono essere offerti per fasce di età e che ciascuno di noi debba mettere in conto un aggiornamento professionale continuo che gli permetta sia di migliorare il suo trend professionale in corso sia per individuare nuove forme lavorative più indicate per la sua età. In questo modo lo scenario che abbiamo prefigurato è quello di una continuità lavorativa ma con attività diverse e in precedenza programmate anche in base alla domanda/offerta del mercato del lavoro. Da qui abbiamo anche considerato un aspetto previdenziale di diverso impatto pensando a forme “assicurative” che consentano una rendita sia pur minima allo scadere del decimo anno di contributi e che si può rinnovare per altri dieci e così via per costituire una base di reddito, sia pure minimo, che possa coprire le emergenze lavorative a causa di un breve periodo di disoccupazione, per malattia, ecc. Tali contributi, ovviamente, prevedono una fascia di obbligatorietà ma che possono essere accresciuti su base volontaristica. Abbiamo a questo punto scavalcato il “fine rapporto di lavoro” e offerta la possibilità a tutti di costruirsi il suo presente e il suo futuro lavorativo in conformità a situazioni d’impiego diverso ma sempre più aderenti alle proprie capacità fisiche oltre che professionali. D’altre parte vi sono diversi impieghi “sedentari” sia nel pubblico sia nel privato che possono essere svolti agevolmente dagli anziani anche in part-time ma che avendo alle spalle una rendita (non più pensione) possono gestire tale lavoro con una migliore disponibilità e minori pretese. In questo ambito abbiamo pensato a taluni impieghi “temporanei” che possono essere richiesti, ad esempio, per sanare i contenziosi processuali e amministrativi che di norma richiedono periodi molto lunghi e che riusciamo a tollerare sempre meno. Basta pensare, ad esempio, alla triplicazione dei giudici di pace o a un pool di magistrati per le cause pendenti o nei pronto soccorsi degli ospedali per le visite ai codici bianchi e gialli. Qualcuno potrà osservare che è anche questione di “costi” ma potremmo obiettare che per una causa civile o penale che si protrae per 8 dieci anni il suo costo è di gran lunga superiore a quello di un processo in grado di definirsi in 2-3 anni. D’altra parte l’Italia è fortemente carente di strutture capaci di esercitare controlli continui e regolari sia per la circolazione stradale sia per altre peculiari funzioni (controllo del territorio, ad esempio per l’ordine pubblico, la lotta alla criminalità di quartiere, alle inadempienze amministrative, ecc.) e la possibilità d’avere delle risorse sul campo in funzione di “osservatori” presenta dei ritorni interessanti per un migliore utilizzo degli interventi e una più efficace presenza delle forze di polizia che possono essere chiamate e intervenire con efficacia e tempestività e su obiettivi e luoghi precisi. Da qui l’effetto domino per molti altri aspetti esistenziali. (Riccardo Alfonso)

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‘Sonno e neuroscienze’: medici multidisciplinari a confronto a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2016

sonnoROMA – Insonnia, apnea notturna, sindrome delle gambe senza riposo: sono disturbi del sonno piuttosto diffusi che possono avere una forte incidenza sulla qualità della vita delle persone e sul loro stato di salute. E’ questo uno dei temi al centro del convegno ‘Sonno e neuroscienze’ organizzato da Assirem-Associazione scientifica italiana per la ricerca e l’educazione della Medicina del sonno e Fondazione Santa Lucia, che si tiene in questi giorni presso il centro congressi dell’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma.
“I disordini del sonno sono molto frequenti. Quello che più colpisce la popolazione è l’insonnia, più della metà delle persone almeno una volta nella vita ne ha sofferto. Ma si può trovare una forma clinica nel 20% della popolazione nazionale– ha spiegato Raffaele Ferri, presidente dell’Associazione Italiana Medicina del Sonno- Accanto all’insonnia c’è il disturbo del respiro durante il sonno, come le apnee, che sono osservate da vicino dalla Ue, che ha costretto tutti gli Stati aderenti a a legiferare sulla concessione delle patenti di guida ai soggetti che ne sono affetti- ha continuato Ferri- perché l’Osas provoca una sonnolenza patologica e quindi un maggior pericolo di incidenti. Assieme a queste ci sono altre malattie poco conosciute, che il paziente stenta a riconoscere, come la sindrome delle gambe senza riposo che colpisce una percentuale del 3-5% della popolazione. È un’insonnia iniziale, una difficoltà ad addormentarsi per la necessità di muovere le gambe in conseguenza di un fastidio, che possiamo ben curare con degli accorgimenti particolari. Poi- ha concluso- c’è una patologia emergente che ha un’incidenza dell’1% ma riveste un’importanza grandissima perché precede frequentemente lo sviluppo di una malattia degenerativa: si chiama ‘Disturbo comportamentale in corso di sonno Rem’ ed è una malattia dell’età anziana che andrebbe riconosciuta”.“Quasi tutte le patologie neurologiche in sostanza hanno ripercussioni sul sonno– ha dichiarato il presidente Assirem, Pierluigi Innocenti- Può essere un sintomo precoce, come ad esempio per le malattie degenerative come il Parkinson. In altre forme il sonno può avere un effetto attivante, come nelle crisi epilettiche. Quindi sicuramente nell’ambito della neuroscienza ci sono molte condizioni interfacciabili con il sonno. I pazienti che vanno in apnea o russano la notte, sono a rischio dal punto di vista cardiocircolatorio e più frequentemente possono avere disturbi cerebrali come l’ictus ischemico”.“Attualmente l’Italia e all’estero non si è attrezzati con percorsi diagnostici e terapeutici ben codificati o offerti dal Sistema sanitario nazionale- ha ravvisato invece Ferri- Questo parte da un problema di fondo che è la formazione universitaria che non è contemplata se non in pochi atenei. La classe medica conosce poco i problemi del sonno. Pertanto l’unica cosa che posso dire è di fare riferimento ai centri di medicina del sonno, i quali possono offrire il migliore approccio possibile. Esiste un sito sonnomed.it, dove c’è un elenco delle strutture e a breve pubblicheremo un albo pubblico di esperti, ognuno con le proprie competenze”.Altro tema centrale del convegno sono le correlazioni dei disturbi del sonno con patologie neurologiche e psichiatriche e l’importanza del sonno nelle neuroscienze per comprendere a pieno il fondamentale ruolo nella gestione e nel recupero di pazienti con patologie neurologiche e psichiatriche. Argomenti sviluppati dai relatori con l’aiuto dei dati di una ricerca svolta sui pazienti in stato vegetativo e su pazienti post coma.
“Abbiamo condotto uno studio su due tipi di pazienti: i pazienti che erano usciti dal coma, per verificare se andavano incontro a disturbi del sonno- ha spiegato Pierluigi Innocenti- e abbiamo voluto verificare se il miglioramento del sonno potesse contribuire anche all’aspetto riabilitativo; su un altro gruppo di pazienti, che erano in stato vegetativo, abbiamo studiato il sonno e ci siamo resi conto che, anche in uno stato di coscienza alterata, se mantengono un pattern del sonno normale, generalmente hanno un’evoluzione clinica più favorevole”.“Stiamo cercando di capire se la valutazione in polisonnografia dei pazienti nei vari stadi ci può aiutare a dare valutazione di tipo prognostico sul recupero dei pazienti- ha spiegato Maria Gabriella Buzzi, medico della Fondazione Santa Lucia e membro di Assirem- Questo potrebbe dirci se sono designati ad avere un recupero significativamente buono rispetto ad altri. Registriamo un’attività cerebrale che si sta riorganizzando e che sta andando verso un recupero. Sono dati importanti perché ci parlano di un cervello che, anche se inconsapevole, lavora per recuperare”. (foto: sonno)

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Orario di lavoro: sanzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Dal 24 novembre, con l’entrata in vigore del collegato lavoro (legge 183), saranno in vigore penalità legate ad orari di lavoro “fuori limite”. Le sanzioni varieranno a seconda del numero di lavoratori coinvolti o alla reiterazione degli inadempimenti in determinati intervalli di tempo. Ad esempio, la mancata concessione del riposo giornaliero di almeno 11 ore nelle 24 ore costerà al datore di lavoro da 50 a 150 euro se riguarda un numero massimo di 5 lavoratori o se si è verificata (anche per un solo lavoratore) per non più di due periodi di 24 ore. La sanzione è aumentata da 300 a 1.000 euro se il mancato riposo ha riguardato da 6 a 10 lavoratori o si è verificato (anche per un solo lavoratore) in 3 o 4 periodi di 24 ore, per aumentare nella misura da 900 a 1.500 euro se sono interessati più 10 lavoratori o almeno 5 periodi di 24 ore. In quest’ultimo caso si può pagare in misura ridotta (doppio del minimo o un terzo del massimo), come previsto dalla legge 689/81 (articolo 16). La sanzione è stabilita in misura fissa per “classi di infrazioni”. Non va moltiplicata per il nume¬ro dei dipendenti coinvolti. Per le violazioni sul superamento della durata massima settimanale dell’orario di lavoro e la mancata concessione del riposo settimanale di 24 ore ogni sette giorni (o in media ogni 14 giorni) la gradualità delle sanzioni è stabilita in rapporto al numero dei soggetti coinvolti e alla reiterazione delle violazioni nell’intervallo di tempo che coincide con quello di riferimento per il calcolo della durata media dell’orario settimanale. Il ministero ha precisato che il computo dei lavoratori interessati da violazioni della normativa sull’orario va effettuato per testa, senza alcun riproporzionamento per i dipendenti part time. Alle infrazioni commesse prima del 24 novembre continua ad applicarsi l’apparato sanzionatorio fino ad allora in vigore. (Monica Doddio, Sigea fonte j buongiorno impresa)

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Ferragosto: Il Papa è Castel Gandolfo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Dalla sua residenza estiva il Santo Padre celebra oggi il tradizionale Angelus di ferragosto. Intende così commemorare la solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria. La giornata per il Pontefice inizia con la messa nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. Segue a mezzogiorno, l’appuntamento dell’Angelus, nel cortile del Palazzo Apostolico della cittadina laziale. Ci sarà anche la commemorazione di San Massimiliano Kolbe, sacerdote francescano polacco morto nel lager di Auschwitz. Dopo questa parentesi di celebrazioni ferragostane Benedetto XVI riprenderà il suo periodo di riposo ad eccezione dei giorni 28 e 29 agosto nei quali è previsto l’incontro con il circolo degli ex-alllievi. Vi parteciperà, tra gli altri, l’attuale arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schoenborn. Il periodo di riposo del Papa si concluderà a. Carpineto romano il 5 settembre. Si ricorda, infine, la visita in Gran Bretagna  dal 16 al 19 settembre.

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Il riposo è “Italian style”

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

Agli italiani piace vestire bene anche il letto in cui dormono. Attenti al comfort e al benessere non scendono a compromessi nemmeno per l’estetica. È quanto emerge dall’Osservatorio Tempur, che grazie alla posizione di leader nel settore del comfort in tutto il mondo gode di un punto di vista privilegiato su gusti e preferenze dei vari Paesi nel campo del riposo. «I più eleganti nel “vestire” il letto sono senza dubbio gli italiani – afferma Alberto Bergamin, amministratore delegato di Tempur Italia -. Il gusto per l’estetica che ci ha reso famosi nel mondo predomina anche quando si tratta di dormire, e anche quando il materasso è al top della tecnologia in Italia non si rinuncia a “far bene il letto”: questo pone gli acquirenti Tempur di fronte a scelte importanti poiché se nel resto d’Europa lo spessore del materasso tende progressivamente ad aumentare per questioni estetiche, ma anche funzionali, gli italiani restano fedeli alle dimensioni più classiche, anche per non rinunciare alla tradizione e ad utilizzare lenzuola e coperte di dimensioni standard, che rappresentano dei veri e propri capitali di famiglia». Per venire incontro alle esigenze estetiche, ma senza dimenticare la comodità, Tempur ha introdotto da quest’anno dei nuovi prodotti. Nella linea Comfort, quella che alle qualità tecniche del prodotto aggiunge un’attenzione al design, al materasso DeLuxe di altezza 22 centimetri si sono affiancate la versione da 17 cm e il Promessa, una novità assoluta per il mercato italiano grazie alla forma unica a onde.
Tempur Sviluppato negli anni Settanta all’Ames Research Center della Nasa, in California, per migliorare il comfort e la protezione dall’accelerazione di gravità sui sedili dei veicoli spaziali e perfezionato nel 1991 da Tempur® World in Danimarca per usi privati, il materiale Tempur rappresenta una rivoluzione del comfort, unendo morbidezza e durata senza confronti. I materassi al primo contatto possono sembrare piuttosto rigidi, ma si ammorbidiscono e si adattano alla forma del corpo grazie alla temperatura e al peso corporei. Le proprietà del materiale termosensibile offrono a chi dorme su questi materassi un alleggerimento ideale della pressione, dando sollievo a chi soffre di problemi a collo e schiena. Per informazioni: http://www.tempur.it oppure numero verde 800 007 709.

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Congedi al padre anche se la mamma è casalinga

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2009

Il padre lavoratore dipendente può fruire dei riposi giornalieri previsti dalla legge per l’accudimento dei figli anche nel caso in cui la madre sia casalinga. L’INPS, con circolare n. 112 del 15 ottobre 2009, fornisce le necessarie indicazioni per usufruire di tale possibilità, scaturita dal disposto della sentenza n.4293 del Consiglio di Stato, che interpreta in via estensiva quanto prevede il Testo Unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità (d. lgs. 151/2001). L’art.40 del decreto legislativo 151 del 26 marzo 2001 prevede che al padre lavoratore dipendente siano riconosciuti periodi di riposo: nel caso in cui i figli siano affidati solo al padre; nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente; nel caso di morte o di grave infermità della madre. L’Inps, in varie circolari, aveva ritenuto dovesse intendersi come “lavoratrice non dipendente” la madre lavoratrice autonoma (artigiana, commerciante, coltivatrice diretta o colona, imprenditrice agricola, parasubordinata, libera professionista) avente diritto ad un trattamento economico di maternità a carico dell’Istituto o di altro ente previdenziale, e non anche la madre casalinga. Il Consiglio di Stato, invece, con la sentenza n.4293 del 9 settembre 2008, afferma che la ratio della norma, volta a dare sostegno alla famiglia ed alla maternità, induce a ritenere ammissibile la fruizione dei riposi giornalieri da parte del padre anche nel caso in cui la madre svolga lavoro casalingo. Il padre dipendente può dunque fruire dei riposi giornalieri nei limiti di due ore o di un’ora al giorno, a seconda dell’orario giornaliero di lavoro, entro il primo anno di vita del bambino o entro il primo anno dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, e può utilizzare i riposi a partire dal giorno successivo ai 3 mesi dopo il parto.

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“Out of ashes” è l’album di Chester Bennington

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

ashesLa band vede Chester alla voce, Ryan Shuck e Amir Derakh alle chitarre (dagli Orgy / Julien-K), Brandon Belsky al basso, Elias Anda alla batteria (sempre dai Julien-K) e Anthony Valcic alle tastiere. L’album, “Out of ashes”, è stato registrato a Los Angeles con il produttore Howard Benson (Motorhead, My Chemical Romance).Le canzoni hanno iniziato a prendere forma durante un periodo di riposo che i Linkin Park si sono concessi prima di iniziare a registrare l’album del 2007 Minutes to midnight. Chester è stato molto impegnato negli ultimi tempi, avendo trascorso oltre 18 mesi in tour con i Linkin Park a supporto dell’ultimo album “Minutes To Midnight”, che ha venduto oltre 6 milioni di copie in tutto il mondo. Una delle rock band più famose al mondo, i Linkin Park hanno venduto a oggi più di 45 milioni di album dall’inizio della loro carriera. (ashes)

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Corsi di formazione: sentenza della Cassazione

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Il datore di lavoro, se non per giustificato motivo, non può impedire ad un proprio lavoratore di frequentare un un corso di formazione se questa frequenza avviene al fine di migliorare la propria qualifica professionale. A stabilirlo è una nuova sentenza della Corte di Cassazione (n.19682, emessa il 16 settembre 2009), la quale ha dato ragione ad una lavoratrice di una casa di riposo che, per ben tre anni, ha ripetutamente chiesto, senza ottenerla, l’autorizzazione a frequentare un corso regionale che le avrebbe permesso di conseguire la qualifica di assistente socio-assistenziale. Sempre secondo la sentenza la mancata partecipazione al corso ha arrecato un danno per la lavoratrice che ha quindi diritto ad un risarcimento calcolato in base al reddito non conseguito a seguito della mancata acquisizione della qualifica

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Con il cuscino giusto si può smettere di russare

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Secondo uno studio americano il problema migliora con il guanciale adatto: tre volte più basso il numero di chi si sveglia quattro o più volte la notte È quanto emerge dallo studio Tempur® condotto dalla società americana Preston-Osborne Marketing Communications and Research, che ha monitorato per un mese 48 coppie in cui uno dei due partner russa, in modo da verificare l’esistenza di una relazione tra il cuscino utilizzato e il russamento (nome scientifico “roncopatia”), un problema che affligge 20 italiani su 100. «Russare può essere un vero ostacolo al riposo, non solo per chi ne soffre ma anche per partner e conviventi- dice Alberto Bergamin, amministratore delegato di Tempur Italia, azienda produttrice di materassi e dunque specialista del riposo -. Abbiamo monitorato un campione di 48 coppie in cui il russamento era un problema rilevante: nell’85% dei casi il rumore emesso dal partner era definito come “estremamente disturbante” e il 98% dichiarava di svegliarsi 4 o più volte per notte. Il tutto si traduceva, nel 92% delle volte, in un’ora di sonno persa».  Prima dello studio, il campione monitorato utilizzava abitualmente un cuscino in poliestere o in fibra di cotone nel 68,8 per cento dei casi, in piuma o altre imbottiture (12,5%) o in schiuma (18.8%). Quindi tutte le coppie oggetto dello studio sono state dotate di un guanciale modello Original di Tempur, la multinazionale statunitense specializzata in materassi e guanciali creati con un materiale sviluppato dalla Nasa, e dopo un mese sono state riproposte le stesse domande e si sono confrontati i risultati. «La percentuale di chi segnala il rumore emesso dal partner come “estremamente disturbante” è precipitata dall’85 al 10% – afferma Bergamin -. La percentuale di chi dichiarava di svegliarsi almeno quattro volte a notte è scesa dal 98 al 31%, mentre ha continuato a perdere un’ora di sonno solo il 25% delle coppie, contro il 92% di quando non usavano il guanciale Tempur». Non solo: il 75% dei “ronfleur” ha dichiarato di dormire meglio usando il cuscino Original by Tempur e lo stesso è stato per il 73% dei partner.
La roncopatia colpisce soprattutto gli uomini over 40. A russare sono il 60 per cento degli uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni e fino al 40 per cento delle donne. Gli over 60, uomini e donne, russano in percentuale uguale. La maggior parte di chi russa (l’81%) non lo fa sempre, ma solamente in situazioni particolari o in alcuni periodi dell’anno: quando si è particolarmente stanchi (48%), in inverno a causa di influenze/malattie da raffreddamento (25%), quando si è ecceduto nel mangiare o nel bere (18%), in primavera a causa di problemi allergici (11%).
Guanciale Original by Tempur®. Il guanciale Original by Tempur è stato progettato grazie alla collaborazione di fisioterapisti per garantire che si adatti perfettamente al profilo del collo e della testa, garantendo sostegno e sollievo ottimali ai muscolo del collo e delle spalle. Il guanciale Original è ideale per chi soffre di dolori alla schiena e al collo o per chi preferisce un cuscino di sostegno. Il design anatomico, unito all’effetto allevia-pressione del materiale Tempur, garantiscono il massimo comfort e sostegno per i muscoli del collo e delle spalle.
Tempur Sviluppato negli anni Settanta all’Ames Research Center della Nasa, in California, per migliorare il comfort e la protezione dall’accelerazione di gravità sui sedili dei veicoli spaziali e perfezionato nel 1991 da Tempur® World in Danimarca per usi privati, il materiale Tempur® rappresenta una rivoluzione del comfort, unendo morbidezza e durata senza confronti. I materassi al primo contatto possono sembrare piuttosto rigidi, ma si ammorbidiscono e si adattano alla forma del corpo grazie alla temperatura e al peso corporei. Le proprietà del materiale termosensibile offrono a chi dorme su questi materassi un alleggerimento ideale della pressione, dando sollievo a chi soffre di problemi a collo e schiena.

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Riders for Hope

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Si chiama Riders for Hope (cavalieri per la speranza) il progetto messo in cantiere da tre amici che amano definirsi «pazzi» e che, alla sua prima edizione, porterà in dono ai bambini tagiki uno scuolabus modello Ducato a nove posti del 1997. Tempur, azienda leader nel settore del riposo, sarà a fianco dell’iniziativa in qualità di sponsor tecnico avendo offerto all’equipe che partirà in sella a quattro motociclette Bmw alla volta del Tagikistan sei kit da viaggio per dormire. «Riders for hope nasce dal desiderio innato che abbiamo di viaggiare e di scoprire il mondo -racconta Gianni Maiocchi, 35 anni, responsabile della logistica del progetto-. Dopo innumerevoli altre esperienze di questo genere, abbiamo deciso di organizzarne una tutta nuova. Partiremo da Londra senza nessun aiuto esterno. Questa è l’unica regola che ci siamo dati. Filmeremo il viaggio, incontreremo realtà differenti, racconteremo questa avventura e segnaleremo, tutti i giorni, le nostre esperienze su un blog creato appositamente. Al nostro ritorno, le riprese diventeranno un reportage di viaggio che proporremo sul canale Mediaset di Italia 1. Tutti i fondi che raccoglieremo saranno donati in beneficenza. Questo è lo spirito». Oltre a Maiocchi, saranno impegnati nella “cavalcata” Nicola Civarelli, regista e responsabile delle riprese e del montaggio, Edoardo Stoppa, inviato di «Striscia la Notizia», che si occuperà della parte giornalistica, oltre alla troupe che viaggerà sullo scuolabus destinato ai bambini tagiki.www.ridesrs4hope.org.

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